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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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haram e non haram...

 
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Inviato: Lun Lug 06, 2020 7:24 am    Oggetto: Ads

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salialiss
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MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2013 1:17 pm    Oggetto: haram e non haram... Rispondi citando

ciao a tutti. sono una ragazza musulmana che viene dal senegal. vedo tanta gente musulmana che fa piercing alla pancia, tatuaggi (sarò sincera: io adoro i tatuaggi ma so che è haram e quindi non li faccio), mangia cose che non dovrebbe e beve ecc...e quando gli si chiede se sanno che è haram loro dicono per esempio:" mia madre me lo permette e poi è più grave farsi un tatuaggio o uccidere una persona? se è per questo è haram anche ascoltare musica e io so che tu ne ascolti e poi nemmeno tu metti il velo che è obbligatorio" e a questo non sai come rispondere subito.. Io non faccio il velo, per il momento non sono ancora pronta. ma ho una certezza: quando mi sposerò pronta o no lo farò sicuramente senza che nessuno mi obblighi. il problema è che non so se riuscirei a tenerlo sempre se lo metto ora e so che decidere di toglierlo è un grosso peccato. Ma in compenso l'ora della preghiera non passa mai senza che io abbia pregato, qualche volta prendo di mia spontanea volonta il Corano e lo leggo (so leggere e scrivere poichè mio papa mi porta ancora a scuola di arabo nonostante tra me e gli altri miei compagni di classe ci sia un grosso divario di età) prima di parlare penso sempre, e sto attenta a non vestirmi male, appena ho sentito che lo smalto non si fa ( a 8 anni circa) ho smesso. Quando so che una cosa è haram cerco di non farla più, certe cose sono facili e altre difficili, per me è mettere il velo e ascoltare la musica (quella americana). Io penso che prima di farsi tatuaggi e mangiar maiale bisogna pensare se non ne puoi proprio farne a meno....
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hupaska
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MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2013 5:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno salialiss!!

Non sono la persona più adatta per risponderti forse, essendo cristiana, ma anch'io da ragazzina ho vissuto il periodo in cui avrei voluto farmi un piccolo tatuaggio, mi piacciono tutt'ora da vedere, anche se piccolini (non quelli enormi per intenderci o pacchiani), però anche nella mia religione fare il tatuaggio è vivamente sconsigliato. Quando ero piccolina (elementari...) giocavo a farmi i cuoricini sul braccio con l'uni posca, quel pennarello dove però basta un po' d'acqua e viene via subito :-) ma a parte questi giochini che a fine pomeriggio comunque lavavo via non mi sono mai spinta oltre perchè mi è stato insegnato che il corpo è un dono di Dio e non va "sporcato" o contaminato con cose nocive o segni indelebili.
Qualche volta ho guardato con un pizzico di ammirazione (artistica) qualche tatuaggio di qualche mia amica, ma a posteriori sono più contenta di aver obbedito...

Ti volevo anche mandare un saluto perchè 10 anni fa (ormai 11...) sono stata un mese in Senegal, da amici di famiglia che per 6 mesi all'anno vivono e lavorano là (Saly Portudal), ed è una Terra che mi porto sempre nel cuore... :-)
Brava anche per il corso di arabo, complimenti! :-) A me piacerebbe iscrivermi a quello che tiene una mia cara collega, ma purtroppo al momento gli orari non collimano con le mie esigenze lavorative e familiari: spero nell'anno prossimo!


Mi associo al tuo post anche per chiedere una cosa: esteriormente si può confondere un musulmano indiano / pakistano con un sikh? Intendo nell'abbigliamento? O ci sono segni distintivi differenti?
Perchè qualche mattina fa mi è capitato di incrociare un giovane signore in treno credo indiano o pakistano: aveva il turbante e vestiva similmente a come ho visto altri signori musulmani, ma il dubbio mi è venuto quando gli ho visto piantata nell'orecchio una spilla da balia enorme (ahia!!) proprio a mo' di orecchino... Sapendo che generalmente i musulmani (almeno gli uomini) non portano "orecchini" (e credo nemmeno spilloni da balia...) mi è venuto un dubbio che fosse stato un sikh visto che qui nella mia provincia c'è anche un loro tempio... Mi chiedevo solo se (orecchini a parte) avessero dei segni esteriori distintivi, giusto per non commettere gaffes...
Grazie!

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Dhakir13
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MessaggioInviato: Mar Ott 29, 2013 8:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

salialiss ha scritto:
(sarò sincera: io adoro i tatuaggi ma so che è haram e quindi non li faccio)

pensa a quanto è grande Allah Ta3ala, Lui l' Assoluto, ha creato ogni cosa, ci ha creati, ha creato il bello e ha creato il brutto, ci ha dotati di cuori..
ora pensa a quanto siamo piccoli noi.

ora rifletti: una cosa è brutta presso Allah ta3ala mentre invece piace a noi

bello e brutto sono solo punti di vista, scegli quale adottare

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hupaska
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MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 6:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Jihad13 ha scritto:

ora rifletti: una cosa è brutta presso Allah ta3ala mentre invece piace a noi

bello e brutto sono solo punti di vista, scegli quale adottare


Vero!!!

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salialiss
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MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 1:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

[quote="hupaska"]Buongiorno salialiss!!
Ank'io mi facevo disegnini sul braccio :-) ma comunque c'è sempre l'henne che di solito le donne si mettono nei giorni di festa islamici e se applicato bene vengono fuori dei bei disegnini rossi che possono durare più o meno un mese.
Io vengo da un pò più lontano da Saly Portudal ma ho sentito dire che è un posto da visitare :) è da circa 6 anni che non vado in senegal e penso che quest'anno o l'anno prossimo ci ritornerò...se Dio vuole.
In quanto alla tua domanda io non so molto sui sikh, però so che ci sono delle somiglianze nel modo di vestire, ma appunto gli si può distinguere: infatti i musulmani maschi (almeno quelli praticanti davvero) non si bucano le orecchie in quel modo e in nessun modo direi :).... posso dirti solo questo perché ho solo una vaga idea di come si vestino i pakistani musulmani ...
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hupaska
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MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 1:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Più che altro mi ha fatto impressione lo spillone (era grosso!) essendo un po' ago-fobica... -_- Non potrei mai fare la punk!!!

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MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 6:33 pm    Oggetto: Re: haram e non haram... Rispondi citando

salialiss ha scritto:
ciao a tutti. sono una ragazza musulmana che viene dal senegal.


Allora assalamu `alaykum sorella, non "ciao"!

Il punto essenziale è che tutti commettiamo peccati, ma ogni giorno della nostra vita dovrebbe passare cercando di migliorarci rispetto al giorno precedente. E se commettiamo peccati, dobbiamo sforzarci di non farlo più e chiedere perdono ad Allah.
L'ultima cosa da fare è giustificarsi, sia che già avvenga guardando a cosa fanno gli altri, o con questa o quell'altra scusa.

Alcuni punti dal tuo messaggio:

salialiss ha scritto:
(sarò sincera: io adoro i tatuaggi


Sull'uso dell'espressione "ti adoro" vedi:

Ti prego ti adoro -

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salialiss ha scritto:
ma so che è haram e quindi non li faccio)


Masha'Allah.

salialiss ha scritto:
vedo tanta gente musulmana che fa piercing alla pancia, tatuaggi, mangia cose che non dovrebbe e beve ecc...e quando gli si chiede se sanno che è haram loro dicono per esempio:" mia madre me lo permette


Nessuna creatura ha il potere o l'autorità di permettere a qualcuno qualcosa che è proibito nella Legge sacra (Shari`ah).
Se qualcosa è proibito nella Legge Sacra, nessuna madre, padre, nonno, marito, cugino, shaykh o chiunque altro ha l'autorità di "permetterlo" a qualcuno (per prevenire eventuali obiezioni, il caso in cui un Mufti affermi che qualcosa in circostanze estreme diventa permesso non è perché egli abbia una qualche "autorità divina" di trasformare l'illecito in lecito, bensì perché sulla base della sua conoscenza della Shariah egli ravvede in quel caso particolare una delle eccezioni che sono interne alla Shari`ah stessa).

Se una persona fa o non fa qualcosa solo perché glielo dicono i suoi genitori sta in un certo senso prendendo i suoi genitori come "divinità legiferante" al posto di Allah. Ho detto "in un certo senso" perché non sto facendo takfir; parlo del modo di ragionare.

Questo al di là del fatto che comunque alcuni "Musulmani" sono tali solo nelle loro "origini" o perché hanno genitori Musulmani, ma non hanno nemmeno l'iman di un Musulmano (e quindi non lo sono davvero), e questo spiega l'assoluto menefreghismo con cui alcuni "Musulmani" compiono peccati senza la minima consapevolezza o senso di colpa.
[Attenzione: non sto affatto dicendo che chiunque compie peccati senza sensi di colpa sia automaticamente un kafir; sto dicendo che tanti che passano per "Musulmani" perché sono originari di questo o quel paese Musulmano in realtà non sono tali perché non credono nemmeno negli elementi fondamentali dell'Islam, che spesso nemmeno conoscono non avendo ricevuto la minima educazione islamica. Anche questo elemento va preso in considerazione].

salialiss ha scritto:
e poi è più grave farsi un tatuaggio o uccidere una persona?


Un'altra scusa ridicola..
Se Allah ci ha proibito certe cose è perché sono proibite. Se egli che solamente uccidere qualcuno sia un peccato ci avrebbe proibito solo quello.
Se ci ha proibito altre cose vuol dire che anch'esse sono proibite, ed il fatto che qualcosa sia "meno grave" di qualcos'altro non significa che non sia comunque grave ed un peccato. Ogni peccato è grave, ogni peccato è una forma di disobbedienza al nostro Creatore, e ti assicuro che nessuno di noi ha la capacità di sopportare la punizione che Allah potrebbe infliggerci anche per il più "piccolo" peccato, e allora che serve fare paragoni o cercare di giustificarsi dicendo "sì faccio questa cosa che è peccato ma almeno non sgancio bombe atomiche su Nagasaki"?
Ragionando così anche "uccidere una persona è meno grave di ucciderne dieci", e così via. Alla fine anche il peggiore massacro potrebbe venir "giustificato" dicendo "è più grave massacrare quindici milioni di persone o sterminare ogni essere umano sulla faccia della terra?"...

Sono chiaramente scuse prive di basi.

A riguardo di questo atteggiamento di "comparare i peccati" Shaykh al-Hadith Abdur Rahim Limbada ha scritto:

"The similitude of what you have asked is like a person asking whether one would rather be buried alive or burnt alive. Naturally, a person would prefer neither. Likewise, asking which of two things is the greater sin assumes a person has the capacity to withstand the punishment that such an act would incur. The punishment of the Hereafter is very severe and a person should never assume that they will be able to bear it. Consequently, one should avoid all kinds of sins and should not concern oneself with which is the bigger sin".

salialiss ha scritto:
se è per questo è haram anche ascoltare musica e io so che tu ne ascolti e poi nemmeno tu metti il velo che è obbligatorio" e a questo non sai come rispondere subito..


Vedi sorella, questo non sono affatto giustificazioni. Il giorno del giudizio Allah chiederà conto ad ognuno di noi singolarmente, e risposte come "ma la persona che mi aveva fatto notare questo peccato ne faceva un'altro" non saranno accettate.

Queste sono "risposte del nafs", ovvero del proprio animo passionale, del proprio orgoglio ed arroganza.
Una persona non sopporta di essere (giustamente) "criticata" o messa di fronte ai suoi errori, e allora reagisce col suo orgoglio: invece di ammettere il suo errore e ringraziare chi gliel'ha fatto notare, escono fuori tutte queste scuse: "pensa a te stesso che invece fai x y e z", "chi sei tu per giudicarmi" o "tu non sai cosa c'è nel mio cuore", etc. etc.

Invece, se anche una persona ci insulta o ci urla qualcosa per criticare qualche nostra azione o comportamento dicendo che è proibito, sarà certamente vero che i suoi modi nel farcelo notare potrebbero essere sbagliato (dipende anche dal contesto), ma la cosa più importante per noi stessi è analizzare tali critiche e vedere se non vi sia qualche fondamento.
Dietro questo abuso potrebbe persino esserci una "benedizione" nell'umiliarci e farci rendere conto di qualcosa a cui magari non avevamo dato la necessaria importanza.

Analizzare le critiche subite, anche se dure -

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Rifugiarsi nel nostro orgoglio, nel "pensa a te stesso che invece fai x y e z", nel "chi sei tu per giudicarmi" o nel "tu non sai cosa c'è nel mio cuore" sono tutte scuse sataniche fatte apposto per metterci la coscienza a posto e spostare immediatamente via l'attenzione dal peccato che era stato finalmente sottolineato, e che avremmo potuto identificare, riconoscere e del quale avremmo dovuto pentirci.

Di questo avevamo parlato qui:

"Nessuno mi può giudicare" - Cuore, Intenzioni ed Apparenze -

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salialiss ha scritto:
Io non faccio il velo, per il momento non sono ancora pronta.


Sorella non devi aspettare di essere pronta, devi renderti pronta. Il "velo" (ovvero l'intero abbigliamento e comportamento corretto, non semplicemente un foulard sulla testa).
Nessuno di noi sa quando morirà, e non ha senso "aspettare" o prendere tempo se domani potremmo già essere nella nostra tomba.
Ne vale la pena, rischiare così? E per che cosa, per sfoggiare questa o quella pettinatura in pubblico? Proprio no.

salialiss ha scritto:
ma ho una certezza: quando mi sposerò pronta o no lo farò sicuramente senza che nessuno mi obblighi.


Perché aspettare quando ti sposi?
Nella nostra religione l'hijab è obbligatorio sin dalla pubertà; è tra gli ebrei che velarsi diventa obbligatorio "dopo il matrimonio", e sembra che tale idea si sia infiltrata anche tra alcuni Musulmani, che pensano che "prima di sposarsi" si sia in un certo senso "giustificati" a non indossarlo e che la modestia inizi solo dopo il matrimonio. Non è affatto così.

salialiss ha scritto:
il problema è che non so se riuscirei a tenerlo sempre se lo metto ora e so che decidere di toglierlo è un grosso peccato.


Un'altra nozione scorretta: che sia meglio non iniziare proprio a fare qualcosa per paura che poi si possa smettere, collegata all'idea (altrettanto errata) che smettere di fare qualcosa sia peggio che non iniziare affatto, e allora "tanto vale" non iniziare affatto.
E' un'idea profondamente scorretta e priva di basi; ne avevamo già parlato in un altro thread, e ripropongo quanto già scritto per evitare ripetizioni:

"questa domanda nasconde un "falso problema", ed una diffusa idea errata, quella per la quale "il niqab [o altro] diventa obbligatorio quando si comincia ad indossarlo".
Tale idea di fatto serve a scoraggiare una persona, a spaventarla, a farle sentire addosso una maggiore pressione, come si trattasse di fare qualcosa che viene fatto sentire "pesante" e "difficile", tipo "guarda che se cominci poi non te lo puoi più togliere!".

Qualcosa di obbligatorio, è obbligatorio sempre, non solo "se si comincia ad indossarlo".
E come qualsiasi altra cosa, se anche in un'occasione si fa un errore, quell'errore sarà considerato un singolo peccato, non un qualcosa che vanifichi tutti gli anni precedenti e quelli futuri di corretta adorazione.
Ad esempio, se una donna che indossa il niqab in una data occasione non lo indossa per una qualche ragione (valida o non valida), non è che avrà in tal modo vanificato o perso la ricompensa degli anni precedenti in cui lo ha sempre indossato; avrà "semplicemente" commesso un peccato (nel caso in cui la motivazione non fosse valida).
Né tale sua azione sarà tale che "allora tanto vale non metterlo più, visto che per mezz'ora non l'ho indossato"; quando si fa un errore, si chiede perdono ad Allah, ci si rialza, e si ricomincia.

(...)

Riguardo un'azione obbligatoria ci sono solo due ipotesi, o la si compie, o non la si compie:
-compierla è corretto e doveroso,
-non compierla è scorretto e peccato.

-Compierla per un periodo e poi smettere significa che almeno per un periodo si è obbedito ad Allah, e si spera che si riprenderà in futuro, mentre,
-Non compierla mai, nemmeno iniziare, significa aver sempre e solo disobbedito ad Allah (per quanto riguarda quella specifica azione).

Come può non compiere mai un'azione obbligatoria essere meno peggio di qualcos'altro?..

Ma il fatto è che, a prescindere dalla regola summenzionata sull'iniziare qualcosa di supererogatorio e poi abbandonarlo, in realtà ciò che ti è stato detto va' interpretato alla luce di una diffusa tendenza, che non punta ad altro - coscientemente o meno - che allo scoraggiare dall'obbedienza ad Allah, "terrorizzando" e caricando di timori e paure chi mostri l'intenzione di eseguire un'azione raccomandata, o addirittura obbligatoria.

E così, capita di sentire tutti quei "consigli sinceri" tipo: "guarda che se davvero decidi di iniziare a pregare/lasciarti crescere la barba/indossare l'hijab/niqab poi devi farlo per sempre, non puoi più smettere, non c'è via d'uscita, pensaci bene, stai attento, sei davvero sicuro?!?".

Ed è così che il povero fratello/sorella di buone intenzioni vede delinearsi di fronte a sé ostacoli insormontabili, pesi enormi: "uh, ce la farò mai? Sarà meglio pensarci bene, se poi non ce la faccio?", e, se la fede non è abbastanza forte, c'è persino il rischio che cambi idea ed abbandoni ciò che si proponeva di fare, proprio come faceva presagire il "consiglio sincero" del fratello/sorella del caso, ma questa volta, prima ancora di aver almeno iniziato!

Tale atteggiamento è estremamente grave ed irresponsabile, ed è in fondo legato ad un'altra idea purtroppo diffusa, ovvero l'assurda idea secondo la quale vi sarebbero "due sharie":

-O non pratichi affatto, fai "quello che vuoi" e te ne freghi e non saresti responsabile di nulla - e quindi non dovrai mai eseguire alcun obbligo, altrimenti arriva un "fratello sincero" che ti dice: "ma come, fumi marjuana e preghi? Sei un'ipocrita, o fai uno o fai l'altro!" - ovviamente sottintendendo che deve smettere ed abbandoanre l'unica cosa giusta che faceva, ovvero smettere di pregare, così almeno sarà "coerente" (come se Allah premiasse tale genere di falsa "coerenza"!); quando invece è ovvio che avrebbe dovuto incoraggiarlo per aver iniziato a pregare ed al tempo stesso invitarlo a smettere di fumare!

-Oppure, se davvero decidi di praticare l'Islam, allora devi essere perfetto, senza macchia, eseguire tutto al 100% e non inciampare mai, altrimenti "non ne vale nemmeno la pena".. E visto che è impossibile essere perfetti, dato che non siamo profeti, allora sembra quasi ovvio che "non ne vale la pena", per cui - secondo questa visione, perchè stare anche solo a provarci? Meglio stare nella prima "shari`ah", per la quale non si sarebbe responsabili di niente e non si deve fare nulla: "Io sono esentato, sono "non-praticante", ho il tesserino; l'Islam si applica solo ai "praticanti""!....

Se riflettete bene, vi renderete conto che questo tipo di mentalità è estremamente diffuso, e contribuisce a questa divisione del mondo in "non-praticanti" e "praticanti", con tutte le stupidaggini, pregiudizi ed errate concezioni che ne conseguono - a partire ad esempio dalle voci del popolino invidioso che non manca di far notare che "quello lì" o "quella lì" (rispettivamente con barba e turbante o con niqab, dunque visibilmente Musulmani) che "si atteggiano tanto da bravi Musulmani", in realtà "hanno combinato questo, quello e quell'altro" - il tutto in fondo per autogiustificare il fatto che "noialtri invece ce ne freghiamo di praticare l'Islam, perchè le cose o si fanno perfettamente o non si fanno, e visto che la perfezione non è alla nostra portata, tanto vale continuare la vita che facciamo", ed affogare i sensi di colpa e l'invidia verso chi invece si impegna ad obbedire ad Allah continuando a diffondere voci, calunnie e pregiudizi...

E così, il fatto di essere non-praticanti (quando in realtà "Musulmano non-praticante" dovrebbe essere un ossimoro, visto che nell'Islam praticare ciò in cui si crede non è una libera scelta, ma un dovere) viene di fatto giustificato come "scelta legittima", con una sua "shari`ah" specifica: quella di non fare niente, quella per cui ciò che per i "praticanti" è "obbligatorio", per loro è "haram"!

Quando in realtà, ciò che è obbligatorio, è obbligatorio su ogni singolo Musulmano, "non-praticante" o "praticante" che sia, e non è che diventa obbligatorio solo da quando si decide finalmente di iniziare a praticare, come se invece non si fosse già chiamati da prima ad eseguirlo!
Invece, questa falsa viene comunemente e piuttosto chiaraemtne espressa ad esempio quando qualche sorella pone (come già successo su questo stesso forum) domande tipo "ma se inizio ad indossare l'hijab, poi è obbligatorio e non posso più toglierlo?". No sorella, l'hijab non è che diventa obbligatorio solo nel momento in cui inizi ad indossarlo, è già da ora obbligatorio su di te, sei già responsabile del fatto di non indossarlo!

Di quest'idea errata avevo già parlato in un altro thread, e già che ci sono faccio copia-incolla di quanto avevo scritto al riguardo, in modo da raccogliere tutti i miei interventi in un unico post, ed al tempo stesso cercare di chiarire ancora di più ciò che intendo dire:

(da un altro thread, in cui si parlava dell'hijab in generale invece che del niqab, ma vale lo stesso ragionamento):

"L'hijab è obbligatorio sia che si decida di indossarlo, sia che non lo sia ancora deciso: tale obbligo si applica anche a chi non abbia ancora preso tale decisione, è per questo che chi non lo esegue commette un peccato maggiore, perchè non è che diventa obbligatorio solo dal momento in cui si decida di seguirlo e fino ad allora non lo sia; bensì, lo è sempre e comunque!

C'è una diffusa incomprensione per la quale l'hijab in sé sarebbe qualcosa di meramente "facoltativo", che però diventa "obbligatorio" soltanto nel momento in cui una persona inizi effettivamente a praticarlo.

In realtà, tale obbligo diviene tale sin dal momento del raggiungimento della pubertà (o del'accettazione dell'Islam).

Questa "incomprensione" è di fatto un modo per scoraggiare le sorelle che masha'Allah si rendono conto del loro errore nel non aver seguito tale precetto fino ad allora e sviluppano dunque l'intenzione di rispettare i comandi di Allah l'Altissimo, allora viene praticato su di loro una sorta di terrorismo psicologico - da parte chi vuole mettere i bastoni tra le ruote del loro progresso spirituale - e vengono spaventate con discorsi tipo "eh ma pensaci bene, è un passo importante, guarda che poi una volta che inizi non te lo puoi più togliere", come se togliere l'hijab dopo averlo messo sia più grave del non metterlo affatto, quando invece in entrambi i casi si commette un peccato maggiore, solo che nel secondo caso almeno si è fatto uno sforzo per Allah ed insha'Allah a tale primo sforzo potrà esserne fatto seguire un'altro ed un'altro ancora, finché il rispetto di tale precetto non diventa costante!

Ripeto, questi sono "consigli comuni" che alle sorelle capita spesso di sentirsi rivolgere, ma che sono assolutamente sbagliati, perchè di fatto distolgono una persona dall'obbedienza da un ordine di Allah, invece di incoraggiarla e rafforzarla nella Sua adorazione!
".
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"(...) non dovremmo "spaventare" chi abbia intenzione (un'intenzione per Allah, non per altri motivi) di fare un passo in avanti nella pratica del Din con discorsi tipo "ma sei sicuro?", "pensaci bene!", "guarda che devi esserne davvero convinta", etc.

Non dobbiamo scoraggiare ma incoraggiare: questi "consigli" nascono nella maggior parte dei casi (sicuramente non nel tuo; parlo della "cultura popolare" di questi pseudo-consigli) dall'invidia verso una persona che cerca di fare un passo in più, che viene allora "terrorizzata" e "scoraggiata".

Se una persona vuole iniziare a pregare cosa facciamo, gli diciamo "aspetta, pensaci bene, sei sicuro? Non è che preghi qualche giorno e poi lasci di nuovo? Allora tanto vale non iniziare nemmeno!"?
No! Anzi, lo incoraggiamo, e cerchiamo di rafforzare la sua intenzione, cerchiamo di aiutarlo..

La stessa cosa vale per il niqab o qualsiasi altro precetto del Din..
".
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"(...) ho sentito spesso tali "consigli", ed è proprio per la loro diffusione che ho voluto risollevare il punto.

Ci sono due categorie tra coloro che danno questi consigli:

-coloro che sono invidiosi e lo fanno coscientemente per "mettere i bastoni tra le ruote" nella pratica del Din di altre sorelle, e su di loro c'è poco da dire..

-coloro che sono semplicemente ignoranti o ripetono in buona fede questo consiglio, avendolo già sentito spesso da altre persone, e pensando in tal modo di fare cosa buona.

In realtà, se si analizza meglio tale "consiglio" e lo si paragona allo spirito ed ai precetti della Shari`ah, risulterà evidente quanto sia sbagliato e dannoso, ed al di là di chi se ne faccia promotore (che sia in buona od in cattiva fede), resta il fatto che esso ha origine dagli invidiosi e dai malvagi, e che l'unico suo effetto pratico sia quello di scoraggiare altre persone dalla pratica del Din, dunque di sviarli
".
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salialiss ha scritto:
Ma in compenso l'ora della preghiera non passa mai senza che io abbia pregato, qualche volta prendo di mia spontanea volonta il Corano e lo leggo (so leggere e scrivere poichè mio papa mi porta ancora a scuola di arabo nonostante tra me e gli altri miei compagni di classe ci sia un grosso divario di età) prima di parlare penso sempre


Ottimo masha'Allah.
Aggrappati allora a questi elementi "positivi" della tua pratica per darti la spinta per migliorare anche in quelli in cui invece hai delle lacune (invece di "accontentarti" tipo: "sì faccio dei peccati però almeno prego etc.")

salialiss ha scritto:
e sto attenta a non vestirmi male,


Bene, questo però comprende anche "l'hijab" e coprire tutto il corpo (eccetto per alcuni viso e mani) con vestiti larghi, modesti, coprenti e non trasparenti.

salialiss ha scritto:
Quando so che una cosa è haram cerco di non farla più, certe cose sono facili e altre difficili, per me è mettere il velo e ascoltare la musica (quella americana).


Ognuno di noi trova tra le varie regole/obblighi/proibizioni qualcosa di più "difficile" del resto: è legato alle nostre caratteristiche individuali, etc. E quindi ognuno avrà maggiori "difficoltà" in questo o quell'ambito. Anche qui, però, ciò non deve risultare in "scuse e giustificazioni" (tipo "eh, ma questo mi risulta molto difficile"), bensì in presa di coscienza e determinazione (e du`a'!) finalizzate a sforzarsi per lottare con ancora più vigore contro ciò che ci risulta più "difficile".

salialiss ha scritto:
Io penso che prima di farsi tatuaggi e mangiar maiale bisogna pensare se non ne puoi proprio farne a meno....


Beh sorella, se anche una persona prova un enorme desiderio di fare qualcosa di proibito e ritiene di "non poterne proprio fare a meno" non sarà comunque giustificata a farlo. P
Solo situazioni di estrema assoluta necessità rendono momentaneamente permesso ciò che è proibito: per i tatuaggi in pratica scenari di assoluta necessità non si pongono proprio; per mangiare maiale o comunque carne proibita (che comprende anche quella di animali in sé leciti ma non macellati islamicamente) invece vale giusto il caso in cui non ci sia altro da mangiare e si rischi altrimenti di morire.
Provare "grande desiderio" non rende permesso qualcosa di proibito.

hupaska ha scritto:
Mi associo al tuo post anche per chiedere una cosa: esteriormente si può confondere un musulmano indiano / pakistano con un sikh? Intendo nell'abbigliamento? O ci sono segni distintivi differenti?


Se indossano i rispettivi abiti tradizionali sì, è facile distinguere un Musulmano ed un Sikh anche dello stesso villaggio panjabi, a partire soprattutto dal turbante: quello dei sikh è visibilmente molto diverso dai nostri:

Turbante da Musulmani:


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Turbante di Sikh:


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Inoltre i sikh spesso portano baffi molto lunghi, ed un pugnale (che dovrebbero portare addosso in ogni momento).


..Se invece si tratta di pakistani (o qualsiasi altra nazionalità) omologati-"occidentalizzati", sembreranno tutti uguali e pressoché irriconoscibili che siano Musulmani, secolaristi, sikh, cristiani, indù, atei, etc...


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Dhakir13
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Registrato: 24/12/12 11:58
Messaggi: 1188

MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 7:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

oltre a quanto gia detto dal fratello 'Umar aggiungo che:

NESSUNO è, è stato o sarà mai in grado di prestare la servitù che realmente spetta ad Allah ta3ala nel modo in cui Lui ci ha reso capaci

NESSUNO è perfeto oltre all'Altissimo. Pensare che Sayyidina Muhammad - saws - chiedeva perdono piu di settanta volte al giorno

"Una disubbidienza che fa ereditare umiliazione e indigenza è migliore di un’ubbidienza che fa ereditare fierezza e orgoglio" [cit.]

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Dhakir13
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Messaggi: 1188

MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 8:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Jihad13 ha scritto:
oltre a quanto gia detto dal fratello 'Umar aggiungo che:

NESSUNO è, è stato o sarà mai in grado di prestare la servitù che realmente spetta ad Allah ta3ala nel modo in cui Lui ci ha reso capaci

NESSUNO è perfeto oltre all'Altissimo. Pensare che Sayyidina Muhammad - saws - chiedeva perdono piu di settanta volte al giorno

"Una disubbidienza che fa ereditare umiliazione e indigenza è migliore di un’ubbidienza che fa ereditare fierezza e orgoglio" [cit.]


ah..
non vuol dire adottare un atteggiamento scoraggiato e di rinuncia.. bisogna sempre fare il possibile sarà Allah ta3ala a perfezionare le nostre azioni devote e sincere!
volevo solo evidenziare la grandezza del Creatore.. la sua immensa Clemenza, Misericordia...

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hupaska
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Residenza: Italia (Emilia Romagna)

MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 10:11 pm    Oggetto: Re: haram e non haram... Rispondi citando

Aurangzeb 'Umarzai ha scritto:
hupaska ha scritto:
Mi associo al tuo post anche per chiedere una cosa: esteriormente si può confondere un musulmano indiano / pakistano con un sikh? Intendo nell'abbigliamento? O ci sono segni distintivi differenti?


Se indossano i rispettivi abiti tradizionali sì, è facile distinguere un Musulmano ed un Sikh anche dello stesso villaggio panjabi, a partire soprattutto dal turbante: quello dei sikh è visibilmente molto diverso dai nostri:


Turbante di Sikh:



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Inoltre i sikh spesso portano baffi molto lunghi, ed un pugnale (che dovrebbero portare addosso in ogni momento).



Allora mi sa che era sikh! era molto somigliante a questo sopra (anche la barba), però con lo spillone da balia come "orecchino"...
In effetti a pochi km da Reggio c'è una grossa comunità di sikh, quindi potrebbe essere...

Non sapevo poi del pugnale, non ho fatto caso se l'avesse...
Grazie dell'informazione, era solo una mia curiosità!

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Son troppi i colori nel mondo, non li puoi chiudere in una bandiera...

“Cadi sette volte, rialzati otto”

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Von Sor
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Registrato: 03/05/11 11:55
Messaggi: 2764
Residenza: Siena

MessaggioInviato: Mer Ott 30, 2013 10:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Inoltre i sikh spesso portano baffi molto lunghi, ed un pugnale


Ma è vietato andare in giro con un pgunale.. quindi forse in italia non lo portano

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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salialiss
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Messaggi: 13

MessaggioInviato: Gio Ott 31, 2013 11:04 pm    Oggetto: Grazie a tutti Rispondi citando

Vi ringrazio molto fratelli perle vostre risposte... la mia non era proprio una domanda però mi ha fatto piacere leggere le vostre risposte... fanno pensare molto, specialmente quelle di fratello Aurangzeb 'Umarzai. Che Allah vi premi per questo. farò conoscere questo sito alle mie amiche e sono sicura che se avranno qualcosa da chiedere potranno fare chiarezza su tanti dubbi.
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