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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Libri Haram?

 
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Inviato: Ven Lug 03, 2020 11:57 am    Oggetto: Ads

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Von Sor
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MessaggioInviato: Sab Apr 21, 2012 1:48 pm    Oggetto: Libri Haram? Rispondi citando

Salam Aleikum

Ma è Haram tenere a casa dei libri che parlano male dell'Islam o del Profeta Muhammad (Sallallaha wa Sallam), come ad esempio l'Inferno di Dante Alighieri ..?

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Apr 21, 2012 2:29 pm    Oggetto: Re: Libri Haram? Rispondi citando

soroboru ha scritto:
Salam Aleikum

Ma è Haram tenere a casa dei libri che parlano male dell'Islam o del Profeta Muhammad (Sallallaha wa Sallam), come ad esempio l'Inferno di Dante Alighieri ..?


Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh,

Tutto da bruciare!

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zahra26
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 9:30 am    Oggetto: Rispondi citando

salaam aleykum wa Rahmatulahu wa Barakatuhu

ma non basterebbe spiegare e contestualizzare il periodo storico in cui furono scritti questi testi? ( nel caso della Divina Commedia ad esempio) o si deve fare tabula rasa...bruciare non è rispondere....

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 11:13 am    Oggetto: Rispondi citando

zahra26 ha scritto:
salaam aleykum wa Rahmatulahu wa Barakatuhu

ma non basterebbe spiegare e contestualizzare il periodo storico in cui furono scritti questi testi? ( nel caso della Divina Commedia ad esempio) o si deve fare tabula rasa...bruciare non è rispondere....


Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh,

"Contestualizzare" delle offese gravissime ed irripetibili rivolte al Migliore delle Creazione sallallaahu?

Rispondere a che cosa?

Qui non stiamo parlando di quale risposta dare durante un'assemblea d'istituto o in un tema di classe, stiamo parlando della propria libreria personale in casa: perché mai dovrei tenere in casa mia delle opere blasfeme (non si parla solo delle "divina" commedia, quello era solo un esempio)?
Se un Musulmano non può tenere in casa del materiale pornografico (anzi, nemmeno quadri, foto o immagini di esseri animati), figuriamo quant'è più grave tenere in casa opere blasfeme che insultano Allah ed i Suoi Profeti (`alayhim assalam)!..

Non si è detto di andare a bruciare la biblioteca comunale, bensì di disfarsi di opere blasfeme in proprio possesso.

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zahra26
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 5:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

sì ma infatti basta non leggerle..

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fatima daniela
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 8:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

e allora scusami, una persona perchè dovrebbe avere dei libri in casa, per non leggerli? tanto vale non averli proprio no?

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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 10:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

zahra26 ha scritto:
sì ma infatti basta non leggerle..


E dovrei tenere in casa dei libri blasfem, per che cosa?

Se uno trova delle riviste pornografiche in casa cosa fa, dice "le tengo ma non le guardo", o le butta?

Se trova delle bottiglie di vino che fa, dice "le tengo in cucina, ma tanto non le bevo"?

Figurati dei libri blasfemi, perché mai dovrei tenerli a casa?
Essi offendono Allah e i Suoi Profeti (`alayhim assalam); disfarmene invece chi offende?

Qualche benpensante moralista succube della retorica sulla "Cultura", i "Classici", l'"Arte", trattati come se fossero entità eteree svincolate da qualsiasi valore etico-religioso?..

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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 11:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

c è qualcosa di peggiore che bruciare libri,scriverli.

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"la salafia è una multinazionale capitalistica con sede a ryadh e i maggiori azionisti negli stati uniti e israele"

"mc donald ha ronald mc donald come mascotte,la salafia ha al albani e ibn baz......

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MessaggioInviato: Dom Apr 22, 2012 11:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ibrahim al-Youtubi ha scritto:
c è qualcosa di peggiore che bruciare libri,scriverli.


Frase del giorno (ovviamente non è riferita a tutti i libri, bensì solo a quelli di cui si parla!).
E siccome "twù is megl kè uan", ne aspettiamo con impazienza un'altra.

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zahra26
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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2012 7:30 am    Oggetto: Rispondi citando

volevo dire: non leggerli quindi non tenerli in casa (e quindi non ci sarebbe bisogno di bruciarli) tutto qui...

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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2012 10:50 am    Oggetto: Rispondi citando

il problema è quando qualcuno compra libri assurdi con nomi tipo "la bambina che tesseva i tappeti" storia di una giovane donna di kabul

oppure "la mandorla mielosa" intriganti storie di una giovane marocchina presa fra una società integralista e la voglia di vivere un emancipazione sessuale inarrestabile.

oppure "il cetriolo di tehran" storia d amore fra due giovani persiani sotto il regime degli ayatollah e della loro voglia di continuare ad amare e a gridare al mondo il loro amore.

nel senso ptima di accendere falò di libri e sopratutto di soldi,prestiamo attenzione ai titoli.e agli autori.

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zahra26
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MessaggioInviato: Lun Apr 23, 2012 11:45 am    Oggetto: Rispondi citando

salaam aleykum fratello,
mi trovo perfettamete d'accordo.. che poi tali titoli girando per librerie noto che escono in continuazione..avranno presa sull'immaginario occidentale, nn so..ma ne vedo tantissimi in giro..specie se trattasi dell' immagine stereotipata donna maltrattata e sottomessa..

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MessaggioInviato: Gio Apr 26, 2012 6:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

zahra26 ha scritto:
volevo dire: non leggerli quindi non tenerli in casa (e quindi non ci sarebbe bisogno di bruciarli) tutto qui...


Ahn, ok, ora finalmente ho capito cosa intendevi.. Certo!
Ma, nel "malaugurato" caso in cui per una ragione o per l'altra si fosse in possesso di tale spazzatura a casa propria, ecco che fare..


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zahra26
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MessaggioInviato: Gio Apr 26, 2012 7:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

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Unintended
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MessaggioInviato: Ven Apr 27, 2012 8:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi permetto di aggiungere che uno dei motivi per non tenere libri o altri oggetti haram in casa è anche perchè si corre il rischio che li possa trovare qualcun'altro. Basta un figlio un po' curioso che va a frugare nei vecchi scatoloni sopra l'armadio e il danno è fatto. Sicuramente non possiamo impedire che li trovino comunque nelle librerie, ma dovremmo fare il possibile per evitare di essere noi quelli che li diffondono, inoltre dobbiamo cercare di dare un buon esempio di coerenza, oltre che di da'wa, e se ad esempio stiamo parlando ad una persona sul perchè dell'hijab, sul fatto che è obbligatorio ed è scritto chiaramente nel Corano, e poi quella stessa persona trova un libro nella nostra libreria che rinnega l'hijab, che cosa avremo trasmesso? Confusione, sconcerto, diffidenza.

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Von Sor
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 1:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Anzichè fare pire di libri o sepolture varie, non sarebbe possibile venderli ai mercati dell' usato e magari devolvere il ricavato in Sadaka?

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Abu 'Amamah al-Fatih
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 11:56 am    Oggetto: Rispondi citando

soroboru ha scritto:
Anzichè fare pire di libri o sepolture varie, non sarebbe possibile venderli ai mercati dell' usato e magari devolvere il ricavato in Sadaka?
Sorella sarebbe come chiamare le persone ad odiare il Migliore del creato, o dare loro informazioni false su Dio e la Sua Religione, conseguenza sviarli o rendere ancora più profonde le radici dell'ignoranza e dell'odio nei loro cuori. I soldi ricavati non sarebbero affatto benedetti. La cosa giusta da fare quando si hanno libri che forniscono idee/informazioni erronee è disfarsene facendoli a pezzi così piccoli che non siano più leggibili o bruciarli, wa Allaahu 'Alam
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Von Sor
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 12:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Certo per quanto riguarda libri esplicitamente anti-Islamici. Però magari libri universalmente venduti come la Divina Commedia, non è che se li vendo ad una bancarella cambia qualcosa..! O anche libri come ad esempio quelli di Guenon, che tanto consigliate di seppellire.

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Abu 'Amamah al-Fatih
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 12:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche diffondere un libro di filosofia greca, un volantino dei testimoni di Geova, il Capitale di Marx, un libro di Darwin sarebbero potenzialmente 'antiislamici'. Non perchè menzionino l'Islam esplicitamente e lo attacchino, ma perchè semplicemente contengono idee fortemente svianti e, alla Luce dell'Islaam, false; diffondere queste idee sarebbe quindi peccaminoso ed invitare al kufr.
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Von Sor
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

"Conosci il tuo nemico" Sun Tzu.

Fratello non sono d'accordo.
1.Innanzitutto vendere ad una bancarella "Il capitale" non significa invitare le persone al Marxismo.
2. Credo che tra il fatto di vendere un libro come ad es. Marx o la Divina Commedia (ci saranno almeno altre 50 copie degli stessi libri sulla stessa bancarella) e regalare il ricavato ad un Musulmano povero, e non venderlo sapendo che chi lo voleva comprare lo troverà comunque ovunque, la prima opzione sia preferibile.

E poi portando alle esteme conseguenze il tuo discorso, bisognerebbe boicottare tutta la conoscenza profana, a rischio di diventare anche meno convincenti quando si tratta di difendere le ragioni dell'Islam.

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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 2:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Conoscere il proprio nemico per confutarne le tesi è lodevole certo, sempre entro una conoscenza che non ci spinga a venirne influenzati. Non sto parlando appunto di boicottaggio in toto, ma per certo è vietato diffondere idee deviate anche eretiche all'interno dell'Islaam, tanto quanto quelle esterne ad esso; più che le conseguenze che potrebbero essere minime o catastrofiche, il gesto in sè è errato.
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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 5:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

soroboru ha scritto:
Certo per quanto riguarda libri esplicitamente anti-Islamici. Però magari libri universalmente venduti come la Divina Commedia, non è che se li vendo ad una bancarella cambia qualcosa..! O anche libri come ad esempio quelli di Guenon, che tanto consigliate di seppellire.


Magari nel grande schema delle cose può non cambiare nulla, così come non cambia nulla nel "grande schema delle cose" se vendi una sola bottiglia di vino, però è proibito comunque.

Nel caso di queste opere, contribuisci comunque a diffondere qualcosa che non va' bene. Ed ogni atomo di azione, di bene o di male, che compiamo, ha valore e verrà ricompensato o punito, anche se non avrà "effetti" (gli effetti non dipendono da noi).

soroboru ha scritto:
"Conosci il tuo nemico" Sun Tzu.

(...)

E poi portando alle esteme conseguenze il tuo discorso, bisognerebbe boicottare tutta la conoscenza profana, a rischio di diventare anche meno convincenti quando si tratta di difendere le ragioni dell'Islam.


Una singola cosa che potresti prendere da Guénon è la sua critica della logica democratica.

"Conosci il tuo nemico" va' delegato e relegato a chi abbia le capacità di studiare concetti ed ideologie errati allo scopo di confutarli ma restandone immune perché saldamente radicato nella conoscenza e nella fede.
Non ad ogni singolo Musulmano, col rischio (del tutto reale) di far diventare apostati milioni di persone, prive degli strumenti intellettuali e spirituali per restare "immuni" da ideologie del kufr.

I nostri `Ulama' e certi fratelli non-`Ulama' ma molto in gamba già si occupano di "conoscere il nemico" e confutarlo; universalizzare tali conoscenza significa invece indottrinare ed influenzare negativamente milioni di Musulmani.

P.S.: Attenzione, il discorso non riguarda affatto la "conoscenza profana".
L'Islam non ha alcuna avversione per la "conoscenza profana" o "secolare": che sia tecnica, scientifica o altro.
La questione riguarda le ideologie del kufr, che sia kufr "religioso" (altre religioni) o "secolare" (ideologie umane).

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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 6:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Ed ogni atomo di azione, di bene o di male, che compiamo, ha valore e verrà ricompensato o punito, anche se non avrà "effetti" (gli effetti non dipendono da noi).

Ho capito.



Citazione:
"Conosci il tuo nemico" va' delegato e relegato a chi abbia le capacità di studiare concetti ed ideologie errati allo scopo di confutarli ma restandone immune perché saldamente radicato nella conoscenza e nella fede.


Hai ragione.


"Proibite al bambino di giocare con il serpente, non all'incantatore" Al Ghazali a proposito di ciò =)


=S l'eclissi cerebrale perduraaaa

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MessaggioInviato: Mar Ago 28, 2012 11:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

soroboru ha scritto:
"Proibite al bambino di giocare con il serpente, non all'incantatore" Al Ghazali a proposito di ciò =)


That's it! :-)

soroboru ha scritto:
=S l'eclissi cerebrale perduraaaa


LOOL

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Susanna
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MessaggioInviato: Mer Ago 29, 2012 4:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

assalam alaykum wa rahmatuALLAH wa barakatuh
scusate mi è venuto un dubbio...ma allora essendo, nel caso della divina commedia, un'opera blasfema o comunque contro il Profeta sallallahu alayhi wa sallam sarebbe haram anche leggerla oppure è permesso, ad esempio per scopi didattici?
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MessaggioInviato: Ven Ago 31, 2012 5:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Susanna ha scritto:
assalam alaykum wa rahmatuALLAH wa barakatuh
scusate mi è venuto un dubbio...ma allora essendo, nel caso della divina commedia, un'opera blasfema o comunque contro il Profeta sallallahu alayhi wa sallam sarebbe haram anche leggerla oppure è permesso, ad esempio per scopi didattici?



Questo dubbio è sorto anche a me dato che quest'anno, su letteratura dovrò studiarla e di conseguenza comprare il libro...
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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Ven Ago 31, 2012 6:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sempre parlando della "commedia" di Dante azzardo una risposta: si potrebbe chiedere ai responsabili del programma didattico (o quant'altri) di escludere nel proprio studio dell'opera la parte blasfema, e di studiare e concentrarsi sulla parte restante (intanto si tratta di un bel mattone).
Se non acconsentono, trattandosi di un "obbligo" di studio (o una cosa che difficilmente non faranno passare come tale, anche per testardaggine.. chi lo sa), animatevi di tanta pazienza (saber)..

Puo' anche darsi che il programma preveda lo studio di alcune parti, e non di tutto. Se e' cosi' tanto meglio.

Salam Alaikom
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Giulia96
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MessaggioInviato: Sab Apr 05, 2014 3:20 pm    Oggetto: Re: Libri Haram? Rispondi citando

'Umar Kalabristani ha scritto:
soroboru ha scritto:
Salam Aleikum

Ma è Haram tenere a casa dei libri che parlano male dell'Islam o del Profeta Muhammad (Sallallaha wa Sallam), come ad esempio l'Inferno di Dante Alighieri ..?


Tutto da bruciare!


Non posso definirmi affatto d'accordo con questa affermazione.
I libri sono espressione di una cultura, di un mondo di tradizioni e di un modo di pensare (ebbene, persino la saga di Harry Potter, sì) : rappresentano di conseguenza un valido mezzo di conoscenza di una realtà che merita di essere rispettata e studiata nonché uno strumento di diletto con cui nutrire una mente affamata!
Che vita povera avremmo senza La Divina Commedia di Dante, o i Promessi Sposi di Manzoni! Bronte, Haley, Austen, Uhlman, Pirandello, Calvino, Hugo, Ginzburg, Hourani, Erickson, Shakespeare, Maraini ... e tanti altri.
Non potrei immaginare la mia esistenza così com'è oggi senza il loro contributo.

I libri che non parlano dell'Islam o che in alcuni passaggi non si mostrano d'accordo con i precetti che c'insegna condurrebbero al peccato? Affatto.
Essi ci aiutano a dissipare le tenebre dell'ignoranza. Per compiere una scelta consapevole bisogna conoscere tutte le opzioni: non rimpiango di aver letto testi dichiaratamente a sostegno del cristianesimo. Hanno avuto comunque molto da insegnarmi, a partire dall'aspetto linguistico, passando per il contenuto più immediato sino ad arrivare a carpirne il significato allegorico e le sue conseguenze sull'immaginario collettivo e sulla vita di ciascuno.
Attraverso di loro ho conosciuto il cristianesimo e solo DOPO averlo conosciuto posso lecitamente affermare di non esserne rimasta soddisfatta.
Grazie all'istruzione e alla conoscenza si diventa liberi: liberi dall'ignoranza che è invece sinonimo di schiavitù. Non ti ho mai contestato quando parlavi della superiorità della Rivelazione rispetto alla ragione, dell'esperienza metafisica rispetto a quella sensibile: ma converrai con me che ciononostante ragione ed esperienza sensibile non vanno impoverite sino a renderle disprezzabili. Eppure senza libri, che sono interpretazione della realtà, prodotto degli uomini per gli uomini, si giunge proprio a questo!

Non è detto che avvicinarsi a una cultura per mezzo di un saggio o di un romanzo significhi poi automaticamente ABBRACCIARE quella cultura. Anzi, nel caso in cui si verificasse ciò, il responsabile non sarebbe il libro o l'autore del medesimo, MA il lettore, poco saldo nelle sue convinzioni (o perché privo di nerbo, o perché tali convinzioni tanto esatte non erano).

D'altronde, come sarei potuta venire a conoscenza dell'Islam se non attraverso appositi testi ed estratti, comunque scritti? :)

E' stata una mia decisione, successivamente, accostarmi ad esso con cuore disponibile, consapevole del fatto che, finalmente, avevo trovato qualcosa che mi si "adattava".

Bruciare libri significa distruggere culture, eliminare spietatamente anche il dissenso ... cancellare la storia dell'uomo! Quante volte è stato compiuto nella storia! Tutte le volte si è trattato di una tragedia, una terribile perdita!

Mentre accogliere (e vagliare, naturalmente, criticamente: infatti non sto dicendo che siamo "vasi" da riempirsi di tutto e di più, badate) insegnamenti seppur differenti da quelli che hanno segnato la nostra formazione culturale è sinonimo di grande intelligenza e apertura mentale.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Apr 05, 2014 4:36 pm    Oggetto: Re: Libri Haram? Rispondi citando

Giulia96 ha scritto:
'Umar Kalabristani ha scritto:
soroboru ha scritto:
Salam Aleikum

Ma è Haram tenere a casa dei libri che parlano male dell'Islam o del Profeta Muhammad (Sallallaha wa Sallam), come ad esempio l'Inferno di Dante Alighieri ..?


Tutto da bruciare!


Non posso definirmi affatto d'accordo con questa affermazione.
I libri sono espressione di una cultura, di un mondo di tradizioni e di un modo di pensare (ebbene, persino la saga di Harry Potter, sì) : rappresentano di conseguenza un valido mezzo di conoscenza di una realtà che merita di essere rispettata e studiata nonché uno strumento di diletto con cui nutrire una mente affamata!
Che vita povera avremmo senza La Divina Commedia di Dante, o i Promessi Sposi di Manzoni! Bronte, Haley, Austen, Uhlman, Pirandello, Calvino, Hugo, Ginzburg, Hourani, Erickson, Shakespeare, Maraini ... e tanti altri.
Non potrei immaginare la mia esistenza così com'è oggi senza il loro contributo.

I libri che non parlano dell'Islam o che in alcuni passaggi non si mostrano d'accordo con i precetti che c'insegna condurrebbero al peccato? Affatto.
Essi ci aiutano a dissipare le tenebre dell'ignoranza. Per compiere una scelta consapevole bisogna conoscere tutte le opzioni: non rimpiango di aver letto testi dichiaratamente a sostegno del cristianesimo. Hanno avuto comunque molto da insegnarmi, a partire dall'aspetto linguistico, passando per il contenuto più immediato sino ad arrivare a carpirne il significato allegorico e le sue conseguenze sull'immaginario collettivo e sulla vita di ciascuno.
Attraverso di loro ho conosciuto il cristianesimo e solo DOPO averlo conosciuto posso lecitamente affermare di non esserne rimasta soddisfatta.
Grazie all'istruzione e alla conoscenza si diventa liberi: liberi dall'ignoranza che è invece sinonimo di schiavitù. Non ti ho mai contestato quando parlavi della superiorità della Rivelazione rispetto alla ragione, dell'esperienza metafisica rispetto a quella sensibile: ma converrai con me che ciononostante ragione ed esperienza sensibile non vanno impoverite sino a renderle disprezzabili. Eppure senza libri, che sono interpretazione della realtà, prodotto degli uomini per gli uomini, si giunge proprio a questo!

Non è detto che avvicinarsi a una cultura per mezzo di un saggio o di un romanzo significhi poi automaticamente ABBRACCIARE quella cultura. Anzi, nel caso in cui si verificasse ciò, il responsabile non sarebbe il libro o l'autore del medesimo, MA il lettore, poco saldo nelle sue convinzioni (o perché privo di nerbo, o perché tali convinzioni tanto esatte non erano).

D'altronde, come sarei potuta venire a conoscenza dell'Islam se non attraverso appositi testi ed estratti, comunque scritti? :)

E' stata una mia decisione, successivamente, accostarmi ad esso con cuore disponibile, consapevole del fatto che, finalmente, avevo trovato qualcosa che mi si "adattava".

Bruciare libri significa distruggere culture, eliminare spietatamente anche il dissenso ... cancellare la storia dell'uomo! Quante volte è stato compiuto nella storia! Tutte le volte si è trattato di una tragedia, una terribile perdita!

Mentre accogliere (e vagliare, naturalmente, criticamente: infatti non sto dicendo che siamo "vasi" da riempirsi di tutto e di più, badate) insegnamenti seppur differenti da quelli che hanno segnato la nostra formazione culturale è sinonimo di grande intelligenza e apertura mentale.


Gentile Giulia, ti invito a rileggere con più attenzione quello che ho scritto..

La sorella Von Sor chiedeva al riguardo di libri con contenuti blasfemi (non semplicemente "libri di autori non-Musulmani" o "che non parlano di Islam" o nemmeno "in contrasto coi principi dell'Islam") posseduti nella propria biblioteca.
Posto che uno delle proprie proprietà può fare ciò che vuole, e visto che stavamo parlando di materiale blasfemo, ho detto che personalmente materiale del genere non merita certo di stare nella propria libreria.

Da questo, non so dove tu abbia letto un invito a "soffocare la cultura" o ad organizzare falò di "libri occidentali" o "non sull'Islam" in pubblica piazza, magari con accompagnamento di coreografia nazista.. :-)

Detto ciò, chiaramente non condivido la retorica liberal-borghese sugli idoli della civiltà moderna, quelli con la scritta maiuscola (l'Arte, la Cultura, etc.) idolatrati nella cultura di massa.
Lungi dal rappresentare "apertura mentale", tale retorica sostituisce invece i dogmi religiosi con altri dogmi sulla presunta "sacralità" delle Arti (con chiari influssi dal paganesimo greco), che non può.
Una persona religiosa pensa che l'arte non abbia il diritto di ergersi al di sopra della religione. Un "liberale" - con altrettanto dogmatismo e "religiosità" pensa al converso che la religione "non abbia il diritto" di ergersi al disopra delle "Arti" (che sono di fatto la sua religione ed il suo idolo). Cambia solo ciò che si eleva a massima autorità; il "dogmatismo" e la "religiosità" sono allo stesso "livello" (in senso di intensità, non certo in senso di correttezza!).

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MessaggioInviato: Sab Apr 05, 2014 5:46 pm    Oggetto: Re: Libri Haram? Rispondi citando

'Umar Kalabristani ha scritto:
Giulia96 ha scritto:
'Umar Kalabristani ha scritto:
soroboru ha scritto:
Salam Aleikum

Ma è Haram tenere a casa dei libri che parlano male dell'Islam o del Profeta Muhammad (Sallallaha wa Sallam), come ad esempio l'Inferno di Dante Alighieri ..?


Tutto da bruciare!


Non posso definirmi affatto d'accordo con questa affermazione.
I libri sono espressione di una cultura, di un mondo di tradizioni e di un modo di pensare (ebbene, persino la saga di Harry Potter, sì) : rappresentano di conseguenza un valido mezzo di conoscenza di una realtà che merita di essere rispettata e studiata nonché uno strumento di diletto con cui nutrire una mente affamata!
Che vita povera avremmo senza La Divina Commedia di Dante, o i Promessi Sposi di Manzoni! Bronte, Haley, Austen, Uhlman, Pirandello, Calvino, Hugo, Ginzburg, Hourani, Erickson, Shakespeare, Maraini ... e tanti altri.
Non potrei immaginare la mia esistenza così com'è oggi senza il loro contributo.

I libri che non parlano dell'Islam o che in alcuni passaggi non si mostrano d'accordo con i precetti che c'insegna condurrebbero al peccato? Affatto.
Essi ci aiutano a dissipare le tenebre dell'ignoranza. Per compiere una scelta consapevole bisogna conoscere tutte le opzioni: non rimpiango di aver letto testi dichiaratamente a sostegno del cristianesimo. Hanno avuto comunque molto da insegnarmi, a partire dall'aspetto linguistico, passando per il contenuto più immediato sino ad arrivare a carpirne il significato allegorico e le sue conseguenze sull'immaginario collettivo e sulla vita di ciascuno.
Attraverso di loro ho conosciuto il cristianesimo e solo DOPO averlo conosciuto posso lecitamente affermare di non esserne rimasta soddisfatta.
Grazie all'istruzione e alla conoscenza si diventa liberi: liberi dall'ignoranza che è invece sinonimo di schiavitù. Non ti ho mai contestato quando parlavi della superiorità della Rivelazione rispetto alla ragione, dell'esperienza metafisica rispetto a quella sensibile: ma converrai con me che ciononostante ragione ed esperienza sensibile non vanno impoverite sino a renderle disprezzabili. Eppure senza libri, che sono interpretazione della realtà, prodotto degli uomini per gli uomini, si giunge proprio a questo!

Non è detto che avvicinarsi a una cultura per mezzo di un saggio o di un romanzo significhi poi automaticamente ABBRACCIARE quella cultura. Anzi, nel caso in cui si verificasse ciò, il responsabile non sarebbe il libro o l'autore del medesimo, MA il lettore, poco saldo nelle sue convinzioni (o perché privo di nerbo, o perché tali convinzioni tanto esatte non erano).

D'altronde, come sarei potuta venire a conoscenza dell'Islam se non attraverso appositi testi ed estratti, comunque scritti? :)

E' stata una mia decisione, successivamente, accostarmi ad esso con cuore disponibile, consapevole del fatto che, finalmente, avevo trovato qualcosa che mi si "adattava".

Bruciare libri significa distruggere culture, eliminare spietatamente anche il dissenso ... cancellare la storia dell'uomo! Quante volte è stato compiuto nella storia! Tutte le volte si è trattato di una tragedia, una terribile perdita!

Mentre accogliere (e vagliare, naturalmente, criticamente: infatti non sto dicendo che siamo "vasi" da riempirsi di tutto e di più, badate) insegnamenti seppur differenti da quelli che hanno segnato la nostra formazione culturale è sinonimo di grande intelligenza e apertura mentale.


Gentile Giulia, ti invito a rileggere con più attenzione quello che ho scritto..

La sorella Von Sor chiedeva al riguardo di libri con contenuti blasfemi (non semplicemente "libri di autori non-Musulmani" o "che non parlano di Islam" o nemmeno "in contrasto coi principi dell'Islam") posseduti nella propria biblioteca.
Posto che uno delle proprie proprietà può fare ciò che vuole, e visto che stavamo parlando di materiale blasfemo, ho detto che personalmente materiale del genere non merita certo di stare nella propria libreria.

Da questo, non so dove tu abbia letto un invito a "soffocare la cultura" o ad organizzare falò di "libri occidentali" o "non sull'Islam" in pubblica piazza, magari con accompagnamento di coreografia nazista.. :-)

Detto ciò, chiaramente non condivido la retorica liberal-borghese sugli idoli della civiltà moderna, quelli con la scritta maiuscola (l'Arte, la Cultura, etc.) idolatrati nella cultura di massa.
Lungi dal rappresentare "apertura mentale", tale retorica sostituisce invece i dogmi religiosi con altri dogmi sulla presunta "sacralità" delle Arti (con chiari influssi dal paganesimo greco), che non può.
Una persona religiosa pensa che l'arte non abbia il diritto di ergersi al di sopra della religione. Un "liberale" - con altrettanto dogmatismo e "religiosità" pensa al converso che la religione "non abbia il diritto" di ergersi al disopra delle "Arti" (che sono di fatto la sua religione ed il suo idolo). Cambia solo ciò che si eleva a massima autorità; il "dogmatismo" e la "religiosità" sono allo stesso "livello" (in senso di intensità, non certo in senso di correttezza!).


'Umar Andrea, sebbene tu abbia effettivamente parlato di "opere blasfeme" , ho notato chiaramente che l'attenzione sin dalle primissime righe si è focalizzata sulla Divina Commedia di Dante, che tu stesso hai citato come un "esempio" di opera blasfema in risposta alla domanda della sorella Von Sor ...
Dunque, se il più importante poema epico (perché di epos si tratta, considerata la belligeranza tra bene e male) della Cristianità, nonché prima opera dal punto di vista linguistico veramente sublime, e che è alla base della cultura italiana come la conosciamo oggi ... se esso, dicevo, viene catalogato come "blasfemo" non oso immaginare di quale altre ricchezze e tesori di questo tipo dovremmo privarci. Insomma, concorderai con me che la Divina Commedia è ineliminabile! E' ovvio che i libri riflettano la particolare società e l'immaginario all'interno del quale sono stati concepiti e che contengano riferimenti espliciti a culture diverse dalla nostra, con valori magari diversi. Ma, per le ragioni che ho esposto prima, non ritengo che queste differenze costituiscano validi motivi per non consentirne la lettura.

Certo che poi nella mia mente, mentre scrivevo quelle righe di risposta, non è apparsa l'immagine di falò di libri occidentali in pubblica piazza con accompagnamento di coreografia nazista. I riferimenti a falò e incendi vari erano puramente allegorici e leggermente ironici, per ricollegarsi alla stessa metafora velata di ironia che hai usato tu postando la foto di un bel fuoco.

Anche il fratello che si è dichiarato contro romanzi come "La bambina che tesseva tappeti", "La mandorla mielosa" e affini ... Personalmente non condivido.
E poi, la lettura, oltre che strumento di conoscenza, laddove ci sia della, per così dire, "fiction", dell'invenzione, diventa diletto e piacere. E anche con l'invenzione, che va presa dunque così come viene, a meno che non ci siano riferimenti allegorici alla realtà delle cose, di solito l'introspezione dei personaggi, dell'ESSERE UMANO in generale è realistica e veritiera. Con questo desidero affermare semplicemente che anche un romanzo come Cime Tempestose, pur non basandosi su alcun fatto reale, presenta una caratterizzazione così forte ed intensa dei personaggi che non leggerlo sarebbe un vero peccato, perché consisterebbe nel perdere un' occasione di analizzare a fondo la natura umana, anche nei suoi istinti più primitivi e bestiali. Anche Cime Tempestose è haram?

Non credo. Credo anzi che sia lecito inserire nella categoria "libri blasfemi" solo opere che si scagliano apertamente e in modo irrispettoso e incivile contro una determinata categoria di persone. Per intenderci, laddove un libro contenga bestemmie dalla prima pagina all'ultima contro Allah, è ovvio che non lo si degna nemmeno di uno sguardo. Lì non si tratterebbe di arricchimento culturale, ma di abbrutimento. Ma visto che è altamente improbabile reperire pubblicazioni del genere ... :)

Per concludere ... Non si tratta affatto di cadere nel dogmatismo o di elevare a idoli l'arte e la cultura (che non penso di aver scritto con la lettera maiuscola nemmeno precedentemente, ma se mi è sfuggito, si tratta appunto solo di un errore), affatto: ma di considerarli validi strumenti per l'interpretazione della realtà immanente. La religione opera su un piano più alto, si volge al trascendentale: lungi da me paragonare le due cose. :)
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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 12:33 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Giulia,

Ho letto con attenzione tutte le obiezioni che avanzi, come anche la risposta dell'Admin e tua successiva controreplica, mi permetto perciò di "riconvogliare" l'attenzione sul fatto che qui, in principio (banale trovandoci in un forum islamico), si parlava ed analizzava la questione prettamente dall'ottica musulmana:
1. Per l'Islam la Divina Commedia è un libro "blasfemo" (foss'anche per un singolo passo/verso/frase)? Certamente sì, non lo sarà per te che musulmana non lo sei..
2. Per l'Islam è lecito, per un musulmano, tenere nella propria bacheca libri blasfemi o con contenuti esplicitamente blasfemi (in riferimento all'Islam)? Certamente no! Da evitare..

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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 8:39 am    Oggetto: Rispondi citando

AbuMuhammad ha scritto:
Ciao Giulia,

Ho letto con attenzione tutte le obiezioni che avanzi, come anche la risposta dell'Admin e tua successiva controreplica, mi permetto perciò di "riconvogliare" l'attenzione sul fatto che qui, in principio (banale trovandoci in un forum islamico), si parlava ed analizzava la questione prettamente dall'ottica musulmana:
1. Per l'Islam la Divina Commedia è un libro "blasfemo" (foss'anche per un singolo passo/verso/frase)? Certamente sì, non lo sarà per te che musulmana non lo sei..
2. Per l'Islam è lecito, per un musulmano, tenere nella propria bacheca libri blasfemi o con contenuti esplicitamente blasfemi (in riferimento all'Islam)? Certamente no! Da evitare..

Tutto qui.


Fratello Abu Muhammad, non penso ci sia stata alcuna incomprensione da parte mia in merito a quanto, giustamente, hai fatto notare :)
Infatti, per quanto sia limitata la mia ragione a causa della mia stessa natura umana, che con voi condivido, ho afferrato sin dall'inizio che il discorso si dipanava seguendo però una trama costituita essenzialmente dai principi islamici che fanno da linea guida.
Pur non essendo musulmana, se a questo forum mi sono iscritta un motivo ci sarà :)
Non è mia intenzione farmi odiare da tutti i fratelli e le sorelle qui presenti e che leggono, ma non per questo posso tacere la mia opinione in merito a certe questioni. Non sarebve onesto.

Quello che non riesco ad accettare è come PER I PRECETTI ISLAMICI un'opera stilisticamente vicina alla perfezione e così importante per la costruzione di una cultura quale la Divina Commedia sia considerata HARAM! Anche se riporta delle cose che posso non condividere e che non corrispondono a ciò in cui credo, ciononostante non rinuncio a leggerla. Ovvio che no. Dovrei fare a meno di un grande tesoro, di una pietra angolare. Perchè considerarla blasfema? Non ne vedo la ragione.
Certo il Corano non riporta riferimenti a Dante (essendo quest'ultimo vissuto più di 600 anni dopo!) e Maometto (pace su di lui) non poteva sapere nulla di Divina Commedia.
In che modo dunque annoverarla tra le opere blasfeme? Con quali criteri?
Perchè secondo i principi islamici bisognerebbe privarsi di così piacevoli e costruttive letture?

Ricordo che quando i Cristiani fecero lo stesso con Aristotele, impedendone l'insegnamento nelle Università, poichè era arrivato a negare che Dio (o il Motore Immobile, come lo chiamava lui) si occupasse degli uomini, e ciò andava contro i precetti di tutti e tre i grandi monoteismi, solo gli intellettuali islamici ebbero il buon senso di continuare a tradurlo dal greco, e di conservarne gli insegnamenti, permettendo così che essi potessero arrivare alle generazioni successive.
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Von Sor
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 10:49 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Quello che non riesco ad accettare è come PER I PRECETTI ISLAMICI un'opera stilisticamente vicina alla perfezione e così importante per la costruzione di una cultura quale la Divina Commedia sia considerata HARAM! Anche se riporta delle cose che posso non condividere e che non corrispondono a ciò in cui credo, ciononostante non rinuncio a leggerla. Ovvio che no. Dovrei fare a meno di un grande tesoro, di una pietra angolare. Perchè considerarla blasfema? Non ne vedo la ragione.


E' una questione di valori.. la perfezione stilistica per noi non viene al primo posto.
Il punto è che non si limita a sparare qualche solito pregiudizio quà e là.
Mette il nostro Profeta Sallallahu alahi wa sallam all'inferno, staghfirullah.
E così come la gente viveva benissimo prima della Divina Commedia, anche noi continueremo a vivere senza di essa, accettando senza troppo prendercela che qualcuno ci accusi di essere dei cavernicoli uga-uga spregiatori della sublim arte. Aggiungo che non andiamo in giro armati di kalashnikov a sequestrare tutte le Divine Commedie del paese. Ci limitiamo a non tenerla nella nostra libreria =)

Citazione:
Ricordo che quando i Cristiani fecero lo stesso con Aristotele, impedendone l'insegnamento nelle Università, poichè era arrivato a negare che Dio

Spero sia chiaro che non è semplicemente perchè dice cose che dottrinalmente non condividiamo. Il problema è l'esplicita offesa al nostro Profeta[/list]

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 12:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Von Sor ha scritto:
Citazione:
Quello che non riesco ad accettare è come PER I PRECETTI ISLAMICI un'opera stilisticamente vicina alla perfezione e così importante per la costruzione di una cultura quale la Divina Commedia sia considerata HARAM! Anche se riporta delle cose che posso non condividere e che non corrispondono a ciò in cui credo, ciononostante non rinuncio a leggerla. Ovvio che no. Dovrei fare a meno di un grande tesoro, di una pietra angolare. Perchè considerarla blasfema? Non ne vedo la ragione.


E' una questione di valori.. la perfezione stilistica per noi non viene al primo posto.
Il punto è che non si limita a sparare qualche solito pregiudizio quà e là.
Mette il nostro Profeta Sallallahu alahi wa sallam all'inferno, staghfirullah.
E così come la gente viveva benissimo prima della Divina Commedia, anche noi continueremo a vivere senza di essa, accettando senza troppo prendercela che qualcuno ci accusi di essere dei cavernicoli uga-uga spregiatori della sublim arte. Aggiungo che non andiamo in giro armati di kalashnikov a sequestrare tutte le Divine Commedie del paese. Ci limitiamo a non tenerla nella nostra libreria =)

Citazione:
Ricordo che quando i Cristiani fecero lo stesso con Aristotele, impedendone l'insegnamento nelle Università, poichè era arrivato a negare che Dio

Spero sia chiaro che non è semplicemente perchè dice cose che dottrinalmente non condividiamo. Il problema è l'esplicita offesa al nostro Profeta[/list]


Personalmente, per quanto riguarda la lettura (come per tanti altri ambiti del vivere quotidiano) ritengo bisognerebbe focalizzare l'attenzione, prima che sul credo che abbiamo deciso di abbracciare, sulla nostra natura di esseri umani, portati all'arricchimento e alla ricerca di conoscenza.

La perfezione stilistica non verrà al primo posto, ma occupa un ruolo molto importante: soddisfa i nostri sensi (attenzione, cerco di prevenire fraintendimenti: con ciò non voglio dire che TUTTO CIO' che inebria i nostri sensi sia buono e giusto) e INSEGNA. L'apprendimento è arricchimento.
Lo stile di scrittura di chi si è dedicato alla lettura di opere dal punto di vista prettamente stilistico sublimi sarà sicuramente differente dallo stile di coloro che, magari, disprezzano la lettura (e si tratta solo di un esempio, non cogliete riferimenti laddove non ce ne sono).

Ovviamente, la Divina Commedia non solo è collocabile a un livello stilistico particolarmente elevato, ma è TRASMISSIONE DI UN PENSIERO DI UOMINI CHE HANNO VISSUTO IN TEMPI DIFFERENTI DA QUELLI ODIERNI.
Di conseguenza, è strumento di studio di un'epoca e una cultura che sicuramente non ci appartengono più, ma che fanno parte della storia dell'evoluzione del NOSTRO PENSIERO.

Un uomo che si rifiuta di conoscere la storia è come un albero senza radici,no?

E' OVVIO poi che in tempi e luoghi diversi da quelli che siamo abituati a vivere quotidianamente ci fossero posizioni che non solo possiamo non condividere, ma che addirittura si rivelano antitetiche alle nostre.

L'importante è, appunto, CONTESTUALIZZARE. La Divina Commedia è stata scritta da un fervente credente, che abbracciava la religione cattolica, NEL 1300: capirai come tutti questi elementi concorrano a giustificare il suo pensiero, figlio della sua epoca. D'altronde, ciascuna religione considera se stessa come fonte di verità e vitupera le altre come "imperfette" ed "incomplete" (nel migliore dei casi).
Normale (non per forza giusto, ma normale) aspettarsi da un poema cristiano che vuole "disegnare" i tre regni ultraterreni la collocazione di tutto quanto vada contro la sua dottrina (quindi anche l'Islam) in un posto decisamente non privilegiato. In fondo, anche i musulmani credono che il Paradiso spetti a chi abbraccerà la vera fede, giusto?

Il XXVIII dell'Inferno, poi, se in qualche modo può urtare la sensibilità di un devoto fedele, può essere tranquillamente saltato (si tratta di un canto non rilevante come altri). Anche se continuo a pensare che sia un peccato privarsi della possibilità di entrare nella testa di altri uomini per vedere il mondo attraverso i loro occhi.

Per finire ... non mi permetterei mai di dare del cavernicolo a qualcuno. Non sono quel genere di persona, e non ci vuole l'Islam per farmi capire che si tratta di un'offesa terribile, irrispettosa, umiliante e, tra l'altro, immeritata :)
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Muhammad Jahid al-Balarmi
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 2:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giulia96 ha scritto:
Personalmente, per quanto riguarda la lettura (come per tanti altri ambiti del vivere quotidiano) ritengo bisognerebbe focalizzare l'attenzione, prima che sul credo che abbiamo deciso di abbracciare, sulla nostra natura di esseri umani, portati all'arricchimento e alla ricerca di conoscenza.

è proprio la nostra natura di esseri umani, sottomessi al nostro Creatore che ci porta a dare priorità, su ogni cosa, al nostro credo. Non siamo stati creati per la raffinatezza della poesia o per l'arte, ma per adorare Allah con profondo timore e umiltà.

Citazione:
La perfezione stilistica non verrà al primo posto, ma occupa un ruolo molto importante: soddisfa i nostri sensi (attenzione, cerco di prevenire fraintendimenti: con ciò non voglio dire che TUTTO CIO' che inebria i nostri sensi sia buono e giusto) e INSEGNA. L'apprendimento è arricchimento.

Ovviamente, la Divina Commedia non solo è collocabile a un livello stilistico particolarmente elevato, ma è TRASMISSIONE DI UN PENSIERO DI UOMINI CHE HANNO VISSUTO IN TEMPI DIFFERENTI DA QUELLI ODIERNI.
Di conseguenza, è strumento di studio di un'epoca e una cultura che sicuramente non ci appartengono più, ma che fanno parte della storia dell'evoluzione del NOSTRO PENSIERO.

Mi sapresti dire cosa INSEGNA quel libro blasfemo? quale insegnamento ne trai? e poi mi dici chi, fosse anche uno storiografo cristiano, userebbe quel testo come documento analitico per un periodo/epoca del passato? Quando quel libro è semplicemente confinato nel contesto letterario medievale italiano?

Citazione:
Un uomo che si rifiuta di conoscere la storia è come un albero senza radici,no?

Chi si rifiuta di considerare blasfemo un libro che oltraggia e offende il Migliore della Creazione, Ultimo dei Profeti, il Nobilissimo Profeta Muhammad SAWS, com'è? nei riguardi della storia puoi avere hobby, in riguardo alla Verità hai dei doveri.

Citazione:
E' OVVIO poi che in tempi e luoghi diversi da quelli che siamo abituati a vivere quotidianamente ci fossero posizioni che non solo possiamo non condividere, ma che addirittura si rivelano antitetiche alle nostre.

L'importante è, appunto, CONTESTUALIZZARE. La Divina Commedia è stata scritta da un fervente credente, che abbracciava la religione cattolica, NEL 1300: capirai come tutti questi elementi concorrano a giustificare il suo pensiero, figlio della sua epoca. D'altronde, ciascuna religione considera se stessa come fonte di verità e vitupera le altre come "imperfette" ed "incomplete" (nel migliore dei casi).
Normale (non per forza giusto, ma normale) aspettarsi da un poema cristiano che vuole "disegnare" i tre regni ultraterreni la collocazione di tutto quanto vada contro la sua dottrina (quindi anche l'Islam) in un posto decisamente non privilegiato. In fondo, anche i musulmani credono che il Paradiso spetti a chi abbraccerà la vera fede, giusto?

Di fatti, come ti è stato già spiegato, a noi non importa se un cristiano tiene quel libro blasfemo in libreria, l'importante è che non stia nelle nostre.

Citazione:
Il XXVIII dell'Inferno, poi, se in qualche modo può urtare la sensibilità di un devoto fedele, può essere tranquillamente saltato (si tratta di un canto non rilevante come altri). Anche se continuo a pensare che sia un peccato privarsi della possibilità di entrare nella testa di altri uomini per vedere il mondo attraverso i loro occhi.

Non trovi sia molto peggio privarsi della benedizione del Paradiso? A chi pensi di ritornare e a chi dovrai rendere conto della tua vita, ad un poetuncolo fiorentino blasfemo o ad Allah che ti ha creata? C'è un fondamento nell'uomo, quello di collocarsi all'interno della Creazione. E di nuovo, non siamo stati creati per trarre godimento dall'effimero della vita terrena, ma per essere sottomessi ed obbedienti ad Allah SWT.

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“Signore, non hai creato tutto questo invano. Gloria a Te! Preservaci dal castigo del Fuoco. O Signore, colui che fai entrare nel Fuoco lo copri di ignominia e gli empi non avranno chi li soccorra. Signore, abbiamo inteso un nunzio che invitava alla fede [dicendo]: "Credete nel vostro Signore!" e abbiamo creduto. Signore, perdona i nostri peccati, cancella le nostre colpe e facci morire con i probi. Signore, dacci quello che ci hai promesso attraverso i Tuoi messaggeri e non coprirci di ignominia nel Giorno della Resurrezione. In verità Tu non manchi alla promessa”.

"[O Muhammad], annuncia ai Miei servi che in verità Io sono il Perdonatore, il Misericordioso" (15:49)

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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 2:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

"Non siamo stati creati per la raffinatezza della poesia o per l'arte, ma per adorare Allah"

Perché, le due cose non possono coesistere? :)
La poesia e l'arte non sono forse grandiosi prodotti dell'uomo che rendono più ricco e sopportabile il nostro soggiorno su questa Terra?
Perché dovremmo privarci di ciò che ci distingue dalle bestie? Certo, argomenterai che qui si sta parlando solo di opere ritenute blasfeme.
Ma se solo per un suo canto (che se, ripeto, venisse contestualizzato, risulterebbe più che comprensibile) la Divina Commedia è così aspramente condannata e criticata, allora gran parte della letteratura occidentale, seguendo lo stesso ragionamento, dovrebbe finire nel cestino!

E che risultato si otterrebbe, se non quello di precludersi una parte di mondo?
Se Allah ha creato ciascuno di noi fornendoci mente e desiderio di conoscenza, un motivo ci sarà.
La ragione ci distingue dagli animali e ci rende superiori: e sebbene non debba essere innalzata a un livello che non le compete, non si può nemmeno impoverirla o denigrarla in questo modo, così come non vanno impoveriti o denigrati i suoi mezzi di espressione e le fonti cui attinge per trarne nutrimento.

"Mi sapresti dire cosa INSEGNA quel libro blasfemo? quale insegnamento ne trai? e poi mi dici chi, fosse anche uno storiografo cristiano, userebbe quel testo come documento analitico per un periodo/epoca del passato? Quando quel libro è semplicemente confinato nel contesto letterario medievale italiano? "

Che cosa insegna la Divina Commedia? Secondo te, tre cantiche frutto di un lavoro continuo di labor limae e di ricerca, dagli studiosi lodate e considerate pilastro della letteratura mondiale, sarebbero completamente vuote di contenuto?
Oggettivamente, pensi che non forniscano un valido strumento di analisi della mentalità del Trecento?
Dici che si tratta di un poema """semplicemente""" confinato nel contesto letterario medievale italiano ...
Innanzitutto, già solo il fatto che sia il prodotto del contesto letterario medievale della nostra penisola smentisce la tua teoria per cui non sarebbe possibile un suo uso come documento analitico di quell'epoca.
Nella Divina Commedia si riflette l'immaginario collettivo trecentesco: enumerare tutti i suoi contenuti diventerebbe un processo lungo e complicato, ma pensiamo solo a quanto essa sia utile per comprendere la concezione di bene e di male del tempo, per offrirci una visione del pensiero politico (nonché, come già detto, morale ed etico), per tramandarci miti e credenze, persino biografie; e poi, il rapporto con gli antichi (Virgilio), la separazione tra teologia e mistica ecc ecc ...
Tutti elementi importantissimi! E, mi dispiace, ma nessuna produzione (scritta o no) importante come la Divina Commedia può rimanere "confinata" al suo tempo: essa getta le basi per un progetto più grande, che si realizzerà attraverso i secoli. Basti pensare a come TUTTI (e dico TUTTI) gli autori successivi, arrivando anche fino all'800 e oltre, abbiano giocato di rimandi con un testo così importante.

"A chi pensi di ritornare e a chi dovrai rendere conto della tua vita, ad un poetuncolo fiorentino blasfemo o ad Allah che ti ha creata?"

Per quanto Allah sia infinitamente superiore a qualsiasi uomo, non mi sognerei di definire "poetuncolo" un autore del calibro di Durante Alighieri.

Perché un musulmano non dovrebbe leggere la Divina Commedia? Ripeto, se la sua fede è forte e salda, se egli non ha alcun dubbio riguardo alle sue convinzioni, se in definitiva è un "buon musulmano", la lettura di tale poema può solamente giovargli: non minerà le sue certezze (se lo facesse, il responsabile non sarebbe il signor Alighieri ma il lettore stesso) e gli permetterà di entrare nella mente di un uomo che è vissuto più di 700 anni fa, IN UN CONTESTO PARTICOLARE, del quale bisogna tener conto prima di giudicare.
Se proprio il capitolo XXVIII urta la sua sensibilità, può saltarlo. Non lo reputo un atteggiamento corretto, ma lì sta al lettore in questione decidere.

Conoscere quante più cose possibili ci rende liberi, perché ci offre più punti di vista sulla realtà.
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 3:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Giulia,

Ho l'impressione che stiamo parlando di due cose differenti.
Hai inquadrato la questione in termini di cultura, di conoscere le radici, etc., come se noi fossimo "contro l'arte", "contro la cultura", etc.
Al contrario, le culture islamiche nella storia hanno sviluppato strepitosi esempi di arte, stile, eleganza, poesia, etc.

L'elemento essenziale - e da qui tutte le incomprensioni conseguenti - sia il fatto che il nostro definire quell'opera di Dante come "blasfema" non è né perché è "un'opera occidentale", né perché "non è islamica", né tanto perché è un'"opera cristiana", bensì per le descrizioni del nostro Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) e di Hadrat `Ali (uno dei suoi Compagni più importanti, che Dio sia soddisfatto di lui) in essa contenute, che sono sommamente offensive e disgustose.

Questo è il punto, non lo stile dell'opera, l'"Arte", la "cultura occidentale" o quant'altro.

Come credenti consideriamo il Profeta sallallaahu la creature più nobile mai creata e non tolleriamo la minima offesa ai suoi danni; e non importa se a offenderlo è un'opera altrimenti stilisticamente bellissima e raffinata, o una donna bellissima, o un quadro ultra-realistico.

Ed è a questo riguardo che gli altri fratelli e sorelle ti stanno dicendo che l'arte non è al di sopra della Rivelazione, nel senso che la scusa di fare "arte" non è un giustificazione per bestemmiare, non nel senso "siamo barbari primitivi, odiamo l'arte, andiamo in giro a fare falò di libri"..

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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 4:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Kalabristani ha scritto:
Gentile Giulia,

Ho l'impressione che stiamo parlando di due cose differenti.
Hai inquadrato la questione in termini di cultura, di conoscere le radici, etc., come se noi fossimo "contro l'arte", "contro la cultura", etc.
Al contrario, le culture islamiche nella storia hanno sviluppato strepitosi esempi di arte, stile, eleganza, poesia, etc.

Credo che l'elemento che ti sfugga - e da qui tutte le incomprensioni conseguenti - sia il fatto che il nostro definire quell'opera di Dante come "blasfema" non è né perché è "un'opera occidentale", né perché "non è islamica", né tanto perché è un'"opera cristiana", bensì per le descrizioni del nostro Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) e di Hadrat `Ali (uno dei suoi Compagni più importanti, che Dio sia soddisfatto di lui) in essa contenute, che sono sommamente offensive e disgustose.

Questo è il punto, non lo stile dell'opera, l'"Arte", la "cultura occidentale" o quant'altro.

Come credenti consideriamo il Profeta <img> la creature più nobile mai creata e non tolleriamo la minima offesa ai suoi danni; e non importa se a offenderlo è un'opera altrimenti stilisticamente bellissima e raffinata, o una donna bellissima, o un quadro ultra-realistico.

Ed è a questo riguardo che gli altri fratelli e sorelle ti stanno dicendo che l'arte non è al di sopra della Rivelazione, nel senso che la scusa di fare "arte" non è un giustificazione per bestemmiare, non nel senso "siamo barbari primitivi, odiamo l'arte, andiamo in giro a fare falò di libri"..


'Umar Andrea, questo l'avevo capito: infatti quanto ho scritto non voleva essere offensivo, né contro di voi intendo scagliarmi etichettandovi come "persone che disprezzano l'Occidente, o l'arte in generale".
Ciò che però volevo far notare è che, per un canto che è stato scritto destinando Maometto (pace su di lui) all'Inferno (azione, ripeto, che, se contestualizziamo il tutto, non risulta certo straordinaria per il pensiero dell'epoca), si rischia invece di etichettare l'intera opera come blasfema e per questo motivo, dunque, si evita di leggerla.
Ma evitare di leggerla """solo"""" perché uno dei suoi 100 canti effettivamente riporta qualcosa che va contro l'Islam, significherebbe rinunciare ad un gran tesoro e perdere l'occasione di lasciare che la Divina Commedia ci sveli, anche attraverso passaggi che non si adattano per niente al nostro sentire e che sono magari antitetici rispetto ai nostri valori, il pensiero di un'epoca, con il quale comunque si è verificata un'osmosi e il cui studio ritengo irrinunciabile per comprendere la nostra storia ed evoluzione. :)
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 4:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giulia96 ha scritto:
'Umar Andrea, questo l'avevo capito: infatti quanto ho scritto non voleva essere offensivo, né contro di voi intendo scagliarmi etichettandovi come "persone che disprezzano l'Occidente, o l'arte in generale".


Ok, allora perché parlare di cultura, arte, e stile, quando il punto non è quello? :-)

Giulia96 ha scritto:
Ciò che però volevo far notare è che, per un canto che è stato scritto destinando Maometto (pace su di lui) all'Inferno (azione, ripeto, che, se contestualizziamo il tutto, non risulta certo straordinaria per il pensiero dell'epoca), si rischia invece di etichettare l'intera opera come blasfema e per questo motivo, dunque, si evita di leggerla.
Ma evitare di leggerla """solo"""" perché uno dei suoi 100 canti effettivamente riporta qualcosa che va contro l'Islam, significherebbe rinunciare ad un gran tesoro e perdere l'occasione di lasciare che la Divina Commedia ci sveli, anche attraverso passaggi che non si adattano per niente al nostro sentire e che sono magari antitetici rispetto ai nostri valori, il pensiero di un'epoca, con il quale comunque si è verificata un'osmosi e il cui studio ritengo irrinunciabile per comprendere la nostra storia ed evoluzione. :)


Sarebbe allora anche il caso di contestualizzare la stessa Commedia all'interno della cultura di riferimento e rammentare che il resto del mondo ha continuato a vivere e prosperare anche senza di essa; ed anzi, sono fiorite e hanno continuato a fiorire civiltà estremamente raffinate anche nonostante il non aver mai sentito parlare della commedia dantesca.

Dunque, al fuori dell'eurocentrismo (ed a meno che non ci si occupi di medievalistica o di letteratura/linguistica italiana), si può vivere (ed anzi, essere pure "colti e raffinati") tranquillamente anche senza averne mai aperto una pagina.. :-)

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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 4:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Kalabristani ha scritto:
Giulia96 ha scritto:
'Umar Andrea, questo l'avevo capito: infatti quanto ho scritto non voleva essere offensivo, né contro di voi intendo scagliarmi etichettandovi come "persone che disprezzano l'Occidente, o l'arte in generale".


Ok, allora perché parlare di cultura, arte, e stile, quando il punto non è quello? :-)

Giulia96 ha scritto:
Ciò che però volevo far notare è che, per un canto che è stato scritto destinando Maometto (pace su di lui) all'Inferno (azione, ripeto, che, se contestualizziamo il tutto, non risulta certo straordinaria per il pensiero dell'epoca), si rischia invece di etichettare l'intera opera come blasfema e per questo motivo, dunque, si evita di leggerla.
Ma evitare di leggerla """solo"""" perché uno dei suoi 100 canti effettivamente riporta qualcosa che va contro l'Islam, significherebbe rinunciare ad un gran tesoro e perdere l'occasione di lasciare che la Divina Commedia ci sveli, anche attraverso passaggi che non si adattano per niente al nostro sentire e che sono magari antitetici rispetto ai nostri valori, il pensiero di un'epoca, con il quale comunque si è verificata un'osmosi e il cui studio ritengo irrinunciabile per comprendere la nostra storia ed evoluzione. :)


Sarebbe allora anche il caso di contestualizzare la stessa Commedia all'interno della cultura di riferimento e rammentare che nel resto del mondo sono fiorite e hanno continuato a fiorire civilità estremamente raffinate anche nonostante il non aver mai sentito parlare della stessa.

Ovvero, al fuori dell'eurocentrismo (ed a meno che non ci si occupi di medievalistica o di letteratura/linguistica italiana), si può vivere (ed anzi, essere pure "colti e raffinati") tranquillamente anche senza averne mai aperto una pagina.. :-)


Di cultura e poesia ho parlato in seguito alla nostra breve discussione sul dogmatismo (se non ricordo male, ho spiegato meglio la mia posizione riguardo all'arte, sostenendo che certamente nemmeno io oserei mai elevarla al livello della religione, perché esse operano in ambiti differenti) e in risposta all'argomentazione di una sorella, per la cui confutazione ho necessariamente dovuto introdurre di nuovo questi concetti.

Lungi da me il porre l'Europa al centro del mondo. Sono perfettamente consapevole del fatto che la cultura occidentale non esaurisce tutta la cultura mondiale (infatti se avessimo parlato di Boccaccio mi sarei ovviamente rifatta a "Le mille e una notte", di tre/quattro secoli prima, da cui egli trasse chiaramente spunto e che di occidentale ha ben poco).

Ciò che invito a fare è anche il contrario, ovvero non porre la cultura islamica al centro di tutte le altre. Dobbiamo sforzarci di considerare tutte le sfaccettature, di considerare la cultura mondiale come una sorta di prisma, di cui ogni faccia rappresenta un aspetto, un punto di vista differente. Il prisma non è concepibile senza una delle sue facce, dunque cerchiamo di considerarlo nel modo più completo possibile.

Il fatto che esistano culture (le facce del prisma ;D) altrettanto o più raffinate di quella occidentale, non cambia la questione.
Brutto vivere senza Divina Commedia, anche se si è pienamente soddisfatti della propria arte, poesia e cultura ...
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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 6:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fosse anche per mezza parola di quel canto, la peggior monezza è meglio della divina commedia.
Allah ha onorato il profeta Muhammad-sallaLLahu `aleihi wa sallam- la sua miglior creatura.

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MessaggioInviato: Dom Apr 06, 2014 8:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giulia96 ha scritto:
Ciò che invito a fare è anche il contrario, ovvero non porre la cultura islamica al centro di tutte le altre. Dobbiamo sforzarci di considerare tutte le sfaccettature, di considerare la cultura mondiale come una sorta di prisma, di cui ogni faccia rappresenta un aspetto, un punto di vista differente. Il prisma non è concepibile senza una delle sue facce, dunque cerchiamo di considerarlo nel modo più completo possibile.

Devi considerare che noi siamo musulmani, non fanatici d'arte, per cui qui non si tratta di privileggio culturale artistico, idoli culturali, supremazia della cultura ecc. si tratta di credo. Per noi è l'Islam al di sopra, non si tratta di un fatto di cultura, ma di Verità.

Citazione:
Il fatto che esistano culture (le facce del prisma ;D) altrettanto o più raffinate di quella occidentale, non cambia la questione.
Brutto vivere senza Divina Commedia, anche se si è pienamente soddisfatti della propria arte, poesia e cultura ...

Continui a non capire e con parole diverse riporti quello già espresso. Non si tratta di cultura. Noi abbiamo amore per Allah e il suo Messaggero SAWS, e per questo amore ci avviciniamo e ci asteniamo in base a ciò che compiace il nostro Signore.

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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 4:38 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Giulia,

Mi scuserai se non ho risposto alla tua passata replica nei miei confronti, ma come avrai ben constatato i fratelli, uno dopo l'altro, hanno risposto adeguatamente al posto mio ed esattamente come avrei fatto io se non meglio! Ci tenevo a dirlo.
Detto ciò, tornando per un momento al discorso "la Divina Commedia insegna, è un sapere imprescindibile, non si può vivere senza, non si deve avere apprensione per questo sapere" etc etc, bonariamente dico: basta studiarla su un libro d'italiano del liceo o di antologia, per conoscere questo sapere, anche saltando le relative citazioni (non che noi ci tenessimo particolarmente, come detto, ma essendo parte integrande del programma scolastico italiano e forse non solo italiano, ci si è costretti..), ergo non è, o personalmente non vedo, in tutta franchezza ed anche bonaria imparzialità, questa necessità quasi vitale come tu la descrivi di leggere l'opera vera e propria in sé!
Alla domanda del fratello M. Jahid su cosa INSEGNI la Divina Commedia in sé, tu hai risposto:
"Oggettivamente, pensi che non forniscano un valido strumento di analisi della mentalità del Trecento?"
(..)

Scusami, sarò tonto io, ma io una risposta diretta e franca non la vedo..
Per quello, e tutte le cose che hai scritto dopo, appunto, in risposta (che scusami anche qui ma mi sembra "apologetica" più che altro), basta come detto, secondo me, un libro ben documentato di antologia od italiano-storia del liceo, per conoscere l'opera, il suo contesto storico, la sua importanza letteraria, la sua stilistica, etc etc etc..
Questo per rispondere alla domanda: Che bisogno intrinseco/vitale/etc etc c'è di caricarsi della lettura dell'opera in sé, od intera, od anche parziale?!..
Io ancora non l'ho scorto.
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Hind
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 8:39 am    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Hind il Gio Ago 21, 2014 9:19 am, modificato 1 volta
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hupaska
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 11:54 am    Oggetto: Rispondi citando

AbuMuhammad ha scritto:
Sempre parlando della "commedia" di Dante azzardo una risposta: si potrebbe chiedere ai responsabili del programma didattico (o quant'altri) di escludere nel proprio studio dell'opera la parte blasfema, e di studiare e concentrarsi sulla parte restante (intanto si tratta di un bel mattone).



Per rispondere, la proposta di Abu Mihammad mi sembra una buona mediazione...
So che in molte scuole superiori, ad es. i Licei, la Divina Commedia viene studiata di solito obbligatoriamente nel triennio, ma è raro che venga studiata in versione completamente integrale. Di solito un insegnante ne tratta alcuni canti e in presenza di studenti musulmani potrebbero escludere quella parte per un senso di rispetto almeno, o se magari non viene loro in mente di farlo si può per l'appunto chiedere.

Alla figlia di una mia amica (e sorella di fede) ad esempio tempo fa avevano propinato la lettura di un libro abbastanza volgare. La mamma è andata a parlare all'insegnante di italiano a riguardo. La figlia era scettica e aveva paura di essere messa "sul libo nero" a causa di questa richiesta, invece parlando con la dovuta gentilezza e spiegando le cose non solo la prof. si è scusata con questa mamma, ma ha concesso a tutta la classe un'alternativa, se volevano.

Come si dice, domandare è lecito, rispondere è cortesia, e a volte funziona!... :-)

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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 1:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi intrometto per chiedere una cosa:

E se una donna/uomo è docente di letteratura italiana ? Voglio dire, per quanto riguarda l'insegnamento può tralasciare come più volte detto le parti blasfeme e concentrarsi su altre, ma per quanto invece concerne il tenerlo in casa? Essendo docente di letteratura avrà sicuramente una copia delle opere che tratta a scuola su cui fare annotazioni ecc. magari può evitare di portare il libro direttamente in casa e lasciarlo in classe o in un qualche armadio apposito della scuola?
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 4:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusate se rispondo solo ora, ma ultimamente ho avuto davvero pochissimo tempo. Spero mi perdonerete :)

Dunque, partendo dal commento di Muhammad Jahid ...

"Per noi è l'Islam al di sopra, non si tratta di un fatto di cultura, ma di Verità."

E' quello che sostengo anche io. Discutendo con il fratello 'Umar Andrea avevo già fatto notare come religione e cultura operassero su due piani differenti, uno trascendente, l'altro immanente. Non possono assolutamente essere poste sullo stesso livello (si tratterebbe di un imperdonabile errore di prospettiva) : non per altro, ma perché si occupano di questioni diverse.
T'invito, se ne hai tempo e voglia, a rileggere la spiegazione che avevo dato in merito a ciò qualche giorno fa :)

"Non si tratta di cultura. Noi abbiamo amore per Allah e il suo Messaggero SAWS"

Ho approfondito poco più su anche quest'aspetto: la cultura e la religione, per quanto sostanzialmente differenti, non sono antitetiche e non si escludono a vicenda. Anche nel caso della lettura di un poema come la Divina Commedia, da una parte abbiamo un arricchimento culturale essenziale, dall'altra una fede che, se ben nutrita, promette di rimanere solida e incrollabile anche nel caso in cui vengano messe in dubbio verità dottrinali e che, per quanto grande e radicata possa essere, non deve mai completamente offuscare la nostra ragione (come Andrea mi scrisse qualche tempo fa, essa è sovra-razionale, non irrazionale) che ci spinge invece a contestualizzare l'opera e che rende dunque il pensiero in essa espresso pienamente giustificato: ciò non va contro gli insegnamenti di Allah o contro i precetti del Corano; è anzi sinonimo di infinita saggezza.

Ad Abu Muhammad ... riporto innanzitutto un passaggio della mia risposta tramite copia e incolla che evidentemente non hai visualizzato:

"Innanzitutto, già solo il fatto che sia il prodotto del contesto letterario medievale della nostra penisola smentisce la tua teoria per cui non sarebbe possibile un suo uso come documento analitico di quell'epoca.
Nella Divina Commedia si riflette l'immaginario collettivo trecentesco: enumerare tutti i suoi contenuti diventerebbe un processo lungo e complicato, ma pensiamo solo a quanto essa sia utile per comprendere la concezione di bene e di male del tempo, per offrirci una visione del pensiero politico (nonché, come già detto, morale ed etico), per tramandarci miti e credenze, persino biografie; e poi, il rapporto con gli antichi (Virgilio), la separazione tra teologia e mistica ecc ecc ...
Tutti elementi importantissimi! E, mi dispiace, ma nessuna produzione (scritta o no) importante come la Divina Commedia può rimanere "confinata" al suo tempo: essa getta le basi per un progetto più grande, che si realizzerà attraverso i secoli. Basti pensare a come TUTTI (e dico TUTTI) gli autori successivi, arrivando anche fino all'800 e oltre, abbiano giocato di rimandi con un testo così importante. "

Ecco dunque che non ho dimenticato di rispondere alla tua osservazione :)

Certo, ci si può limitare ad appoggiarsi ad un'antologia e a leggerla in modo più "scolastico". Ma gran parte della bellezza dell'opera in questa maniera si perderebbe. Senza contare il fatto che, rifiutando di leggere i vari passaggi del poema direttamente e non riportati, sarebbe poi difficile studiare gli autori successivi cogliendo le allusioni e i rimandi (di cui parlavo poc'anzi) a tale testo.

Per quanto riguarda Hind ...

" se si è presa per buona l'idea che la commedia sia appunto un testo divino, cioè ispirato, e dal contenuto trascendente, posso comprendere le sue resistenze, sono convinzioni dure da smantellare"

Non ho mai ritenuto che la Divina Commedia fosse un testo ispirato, nessun filologo con un minimo di serietà lo farebbe. Se ci si attiene solo a quanto scritto, non si possono comprendere le ragioni che hanno portato Dante a dedicarsi anima e corpo a questa sua produzione, che non è soltanto epica cristiana e descrizione di una vita ultraterrena così come concepita dai cattolici, ma pretesto per aprire una riflessione morale e politica da sviluppare in maniera sublime, articolata e complessa. E' da ricercare, ovviamente, il significato allegorico.


"Se invece è solo una questione di "comprendere il medioevo" allora quest'attaccamento non si spiega."

Perché, solo la Rivelazione divina è degna di "attaccamento"? Le altre cose di questo mondo vanno denigrate?
Comprendere il medioevo significa comprendere parte della storia dell'evoluzione dell'uomo che ci ha portato sino a qui.
E la storia, ripeto, è di vitale importanza: non siamo nati senza radici, non siamo frutto solo di una determinata epoca, ma di un lunghissimo percorso.
Se davvero la storia non meritasse "quest'attaccamento", allora perché studiare la vita di Maometto (pace su di lui), soffermarsi sugli episodi collegati all'operato del profeta? Limitarsi solo a quanto è esclusivamente Rivelazione Divina non sarebbe più coerente? Certo, sarebbe più coerente, ma sinonimo di povertà, e porterebbe progressivamente al seppellimento e alla definitiva perdita di elementi fondamentali.
La stessa cosa vale più in generale; e la letteratura, come tante altre forme d'arte, anche nel caso in cui si dimostri contro i valori che serbiamo nel cuore, è prodotto della storia e strumento di analisi del processo che ci ha permesso di arrivare al giorno d'oggi così come siamo.

Per questo la Divina Commedia è importante; non per il "contenuto trascendente", che mai ho realmente preso in considerazione :)


Infine, rispondo anche ad Hupaska ...

"Di solito un insegnante ne tratta alcuni canti e in presenza di studenti musulmani potrebbero escludere quella parte per un senso di rispetto almeno, o se magari non viene loro in mente di farlo si può per l'appunto chiedere. "

Faccio presente che il canto in questione che potrebbe "urtare" la sensibilità di un musulmano è il canto XXVIII dell'Inferno, che dal punto di vista sia stilistico che contenutistico non è poi così particolare (quelli famosi e meglio riusciti sono altri); infatti, a livello scolastico, ti posso assicurare che non viene comunque mai preso in considerazione. Anche nella mia edizione integrale della Divina Commedia, provvista di abbondanti note ed osservazioni, il suddetto capitolo viene esaurito abbastanza in fretta. :)

Quindi, ripeto, se si tratta di quello, si può saltare; io personalmente non lo faccio, perché tenendo conto dell'epoca e del clima in cui il poema è stato steso, so che la collocazione di Maometto all'Inferno non è poi così "eccezionale", nel senso che c'era da aspettarselo.

Assalamu 'alaykum :)
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Von Sor
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 7:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
' quello che sostengo anche io. Discutendo con il fratello 'Umar Andrea avevo già fatto notare come religione e cultura operassero su due piani differenti, uno trascendente, l'altro immanente


Noi non riteniamo che vi siano piani differenti, nel senso di paralleli che non si toccano.
Ti faccio un esempio per spiegare meglio la nostra posizione: se arriva peppino, uomo bellissimo, di grande intelligenza, coltissimo ecc. Ti insulta .. Tu conitnui a parlarci in quanto il piano dell'"offesa" è separato dal piano delle sue qualità? Non credo. Immagino che gli chiuderai la porta in faccia in quanto quel banale e misero insulto che magari è niente rispetto all'arricchimento che potrebbe donarti la sua presenza, ha comunque posto un muro fra di voi. Per quanto sia "storicamente comprensibile" la suddetta blasfemia di Dante, essa pone comunque un muro tra noi e Dante. Noi non possiamo tollerare offese nei confronti del Profeta Sallallahu alahi wa sallam, se pure a proferirle fosse un imperatore, o Dante.
Comunque, Giulia, tu puoi benissimo continuare a leggerti la Divina Commedia.

_________________
'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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Hind
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MessaggioInviato: Lun Apr 07, 2014 9:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Hind il Gio Ago 21, 2014 9:18 am, modificato 1 volta
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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Mar Apr 08, 2014 8:26 am    Oggetto: Rispondi citando

Giulia96 ha scritto:
Ad Abu Muhammad ... riporto innanzitutto un passaggio della mia risposta tramite copia e incolla che evidentemente non hai visualizzato:

No no, la visualizzai, il mio post difatti veniva dopo ;P

Citazione:
"Innanzitutto, già solo il fatto che sia il prodotto del contesto letterario medievale della nostra penisola smentisce la tua teoria per cui non sarebbe possibile un suo uso come documento analitico di quell'epoca.
Nella Divina Commedia si riflette l'immaginario collettivo trecentesco: enumerare tutti i suoi contenuti diventerebbe un processo lungo e complicato, ma pensiamo solo a quanto essa sia utile per comprendere la concezione di bene e di male del tempo, per offrirci una visione del pensiero politico (nonché, come già detto, morale ed etico), per tramandarci miti e credenze, persino biografie; e poi, il rapporto con gli antichi (Virgilio), la separazione tra teologia e mistica ecc ecc ...

Quindi, senza la Divina Commedia ci sarebbe impossibile conoscere ed apprendere quanto riporti? Enumero:

1. Immaginario collettivo dell'epoca;
2. Concezione di bene e male esistenti a quell'epoca;
3. Pensiero politico, morale ed etico di quell'epoca;
4. Miti, credenze e biografie di quel tempo o fino a quel tempo conosciuti;
5. La separazione tra teologia e mistica in voga a quel tempo;
ecc ecc(?)

Senza la Divina Commedia, e la sua lettura, non potremmo mai (e né saremmo mai risuciti a) conoscere ed apprendere tutte quelle cose? Ti sembrerò capatosta, gentile Giulia, ma per come la vedo io siamo sempre lì..

Giulia96 ha scritto:
Certo, ci si può limitare ad appoggiarsi ad un'antologia e a leggerla in modo più "scolastico". Ma gran parte della bellezza dell'opera in questa maniera si perderebbe. Senza contare il fatto che, rifiutando di leggere i vari passaggi del poema direttamente e non riportati, sarebbe poi difficile studiare gli autori successivi cogliendo le allusioni e i rimandi (di cui parlavo poc'anzi) a tale testo.

Ah bè, della bellezza dell'opera noi musulmani ce ne facciamo niente (detto con sorriso bonario)..

Insomma, a conclusione, la Divina Commedia per come la vedo io non è altro che un poema, un romanzo di fantasia, certo importantissimo per la storia e letteratura italiana, nessuno lo nega, ma cosa può mai insegnare un romanzo che non possa apprendersi altrove e che senza il quale sarebbe impossibile apprendere? Comunque, a parte questa parentesi che ho voluto calcare per sfizio, penso che il punto di vista islamico - che è poi il cardine della discussione intrapresa - ti sia sufficientemente chiaro, quindi non credo vi sia bisogno di aggiungere altro (da parte mia, ovviamente se tu vorrai, liberissima).



Wa `alaykum salam!


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