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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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le donne musulmane di oggi

 
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Inviato: Lun Lug 06, 2020 4:15 pm    Oggetto: Ads

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mOuslima
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MessaggioInviato: Gio Gen 24, 2008 11:59 am    Oggetto: le donne musulmane di oggi Rispondi citando

Abbracciare nuovamente il Marocco dopo lunghi tempi di lontananza, era diventato per me un sogno che riuscii a realizzare solo pochi giorni fa. Ero così felice di sentirmi il petto lavato con la sua aria pura, il corpo riscaldato con il suo splendido sole e la mente riempita con la bellezza dei suoi bei panorami e con ogni sacro granello della sua terra e sabbia, ma non appena mi misi a girare per le strade di alcune sue città, comprese anche quelle della mia città natale, avvertii qualcosa di diverso per non dire di angosciante; vidi molte bellissime e soprattutto giovani donne col capo coperto! Non capii che cosa era accaduto alle donne del mio paese durante la mia assenza e cercai di collegare quel che vedevo alla festa religiosa di Iid al fitr che si stava celebrando qui dopo aver concluso il mese del digiuno musulmano ossia il Ramadan; ma non appena finita la festa scoprii che essa non aveva niente a che fare con questo nuovo fenomeno, perché la maggioranza delle donne della mia terra continuava ancora ad indossare il fazzoletto non perché c’era il Iid, ma perché questo era diventato un modo di essere e anche di apparire. La cosa più sorprendente era però il modo con il quale veniva usato il hijab ossia il nuovo look; non si trattava di un semplice fazzoletto indossato insieme ad un largo e lungo vestito chiamato jallaba, quello che indossavano una volta le donne, anche le più libertine, ma si trattava di un look che non aveva a che fare con nessuna religione, e neanche con l’Islam, perché i loro fazzoletti erano molto colorati e appariscenti, tempestati di perline e decorati con bei recami, mentre i jallaba erano molto sexy, dotati di stoffe leziose che lasciavano trasparire la biancheria intima; altre donne invece avevano scelto un altro modo di apparire pur coprendo sempre il capo, cioè fare a meno della jellaba e accontentarsi di gonne lunghe e strette o dei pantaloni di jeans e di magliette attillate sotto le quali scoppiavano con ribellione e civetteria il seno, il sedere e tutte le rotondità di ognuna; la cosa più divertente però era scoprire che queste donne erano tutte convinte, così facendo, di essere più vicine a Dio, più di ogni altra creatura!
Certo per me tutto questo era troppo strano, non capivo cosa c’entrasse la religione e la vicinanza o meno a Dio con i fazzoletti fantasia, i corpi coperti da vestiti attillati o da jellaba trasparenti e molto sexy e con i piedi racchiusi dentro sandali o scarpe con tacchi a spillo… Tutto questo faceva esplodere nella mia mente una moltitudine di domande, dove stava la ragione e il buon senso in tutto ciò?
Risposi a me stessa con un sorriso amaro, mentre guardavo i cambiamenti che avevano subito perfino le vetrine dei grandi negozi di abbigliamento femminile e che insieme ai manichini di plastica sui quali esponevano i vestiti avevano messo anche delle teste di plastica sulle quali disporre i fazzoletti per invitare le donne a comprare più hijab; perciò mi domandai se di plastica fossero solo le teste in mostra nelle vetrine o anche quelle delle donne che avrebbero comprato quella roba all’impazzata…
Prima di rispondere, decisi di tornare a casa perché era ormai tardi e sulla via del ritorno lessi una insegna, dove c’era scritto il nome di un famoso dentista e senza riflettere mi ricordai della mia povera bocca alla quale mancavano tre denti, che non potevo mettere in Italia tutti insieme, perché costavano molto per una donna dignitosa e scrittrice come me, perciò decisi di recarmi in quello studio e prendere il turno. Entrai nella sala d’attesa che trovai piena di donne giovani e quasi tutte con il capo coperto. Mi sentii subito a disagio e con un forte senso d’estraneità, chissà cosa pensavano di me quelle donne: una pecorella smarrita che bisogna rimettere sulla retta via insieme al resto del gregge!
Mi misi a menzionare all’infinito il nome del mio clemente Dio, come sono solita fare ogni volta che mi trovo in situazioni d’attesa come questa, presi poi il mio piccolo libriccino del Corano per sentirmi più protetta in mezzo a quel feroce inferno fatto di maschere e di pura ipocrisia e feci un lungo respiro. Non appena sentii chiamare il mio nome, ebbi un duro colpo al cuore, una volta superata la soglia dello studio, perché vidi la televisione sintonizzata su un canale religioso dove un conduttore predicatore stava insegnando alle donne come essere una pura serva di Dio attraverso il hijab e la copertura del corpo, maledicendo e rimproverando ogni donna che osasse uscire col capo o con una parte del suo corpo scoperta. Mi sentivo già intrappolata, tra il dentista che mi sorrideva con una bionda barba e occhi azzurri e il predicatore che già mi aveva elencata indirettamente tra le donne peccatrici a cui spetta il castigo di Dio e la sua ira!
Il canale di certo non era marocchino, ma il dentista sì, e si mise a spiegarmi con cura quel che dovevo fare per mettere i denti mancanti e quando poteva costare tutto il lavoro; ma la voce del conduttore che urlava in fondo allo studio era più alta della sua, e non si fermò sin quando chiesi di disattivare il volume della tv e di tener conto che io ero da un dentista e non da uno sheikh di una moschea e che non riuscivo a trovare un nesso tra i denti e quel canale acceso in quel modo irritante.
Certo, diventò tutto rosso dopo questa mia osservazione, e non appena ebbe finito di spiegarmi tutto in modo scientifico e convincente, si alzò per salutarmi tendendomi la mano, cosa che non aveva fatto non appena entrata nello studio perché riteneva forse che io fossi impura dato che non avevo il hijab sulla testa, ma questa volta fui io a rifiutare di tendergli la mano perché non intendevo sporcarla con tanta ipocrisia e viltà. Uscii da lì sconvolta e tutta triste per il pericolo che circonda le donne in tutto il mondo e non solo nel mio paese ed erano ormai le sei di sera e quindi dovevo rientrare per forza a casa almeno per spezzare il mio digiuno, che avevo iniziato subito dopo la fine dell’Iid, non perchè non fosse finito il Ramadan, ma perché é un mio modo di fare per avvicinarmi a Dio purificando lo spirito e l’anima attraverso questa piccola rinuncia. Finii dunque di mangiare quel poco di cibo che potevo e mi misi subito a pregare, dopo uscii sul balcone della mia stanza e alzai lo sguardo verso il cielo pregando Iddio di rendere i ricchi del mondo sempre più ricchi e di aumentare la loro avidità per il denaro e per il potere sempre di più, affinché diventassero sempre più malvagi e più bastardi, senza scrupoli e senza pudore e affinché continuassero a strumentalizzare le religioni per i loro dubbi interessi, perché solo così che si sarebbe raggiunto il punto sensibile del decadimento storico, sociale, etico, economico e politico e solo così la povera gente avrebbe capito cosa significa essere oppressa dalla malvagità di chi non ha timore di Dio e di nulla e di chi fa del denaro la sua unica religione e ideologia e perché solo così si potrà dire di no alla strumentalizzazione della fede, che deve rimanere una cosa sacra e intima che concerne la relazione segreta fra le creature e il loro creatore. Naturalmente in tutto questo non dimenticai di chiedere a Dio di lasciare me così come sono: una semplice donna che spera solo di avere tanto rispetto per se stessa e dignità e non fa niente se rimango con le tasche vuote e una bocca a cui mancano due o tre denti!

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MessaggioInviato: Ven Gen 25, 2008 1:32 am    Oggetto: Rispondi citando

AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Prima di intervenire, una domanda: l'hai scritto tu?

3umar andrea

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MessaggioInviato: Ven Gen 25, 2008 1:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Chi spiega alla persona che ha scritto questa cosa....che sta dicendo un sacco di fesserie?
Ah bisognerebbe anche ricordarle che i muslim non pregano con lo sguardo al cielo....e che le donne con l'hijab non sono maniache egocentriche che han subito un lavaggio del cervello..

Ma mi chiedo....chi è più ipocrita? Chi critica senza sapere e sottomette la religione ai propri ideali...o chi cerca di capire davvero?

L'articolo....mi ha al quanto infastidito...senza contare che presenta innumerevoli errori dal punto di vista dottrinale...

Allah ci dia la pazienza

AstagfiruLlah


Nassim

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MessaggioInviato: Ven Gen 25, 2008 1:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam alikom.

l'articolo non l'ho scritto io,è opera di una scrittrice(musulmana ovviamente)Asma Gherib.

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MessaggioInviato: Ven Gen 25, 2008 1:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam alikom.

beh...in parte mi ritrovo con ciò che dice...perchè anch'io ho visto con i miei occhi come al giorno d'oggi si vestono,e come si presentano le donne musulmane(sto parlando del mio paese),perchè vi assicuro che la magior parte di queste(soprattutto giovane) si vestono in modo poco rispettoso nei confronti di allah,hanno il velo in testa ma tutto il resto abiti stretti ecc...(come ha già descritto la scrittrice),quindi io sostengo in parte ciò che dice l'articolo.

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MessaggioInviato: Sab Gen 26, 2008 1:28 am    Oggetto: Rispondi citando

mOuslima ha scritto:
salam alikom.

beh...in parte mi ritrovo con ciò che dice...perchè anch'io ho visto con i miei occhi come al giorno d'oggi si vestono,e come si presentano le donne musulmane(sto parlando del mio paese),perchè vi assicuro che la magior parte di queste(soprattutto giovane) si vestono in modo poco rispettoso nei confronti di allah,hanno il velo in testa ma tutto il resto abiti stretti ecc...(come ha già descritto la scrittrice),quindi io sostengo in parte ciò che dice l'articolo.



Se si tratta di ciò....beh quoto quel che dici

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MessaggioInviato: Sab Gen 26, 2008 3:07 am    Oggetto: Rispondi citando

Allora, l'argomento è abbastanza complicato e delicato.

La questione cui accenni è senz'altro presente, ed è molto problematica.

Anche qui in Italia ci sono casi del genere, frutto a mio parere di una concezione per cui l'importante sono soltanto i centimetri da coprire, e non il modo.
Quindi l'hijab (inteso come l'abbigliamento complessivo, per l'uomo così come per la donna) non è concepito nei suoi caratteri di modestia, semplicità, etc., ma semplicemente come copertura.

Insomma, il senso di ipocrisia è forte, ma cerchiamo di avere sempre la migliore opinione dei nostri fratelli e sorelle, invitando al bene e dando indicazioni, invece che limitandoci a giudicare.

Sono d'accordo con i motivi che ti hanno portato a postare l'articolo - presumo -, ma non con l'articolo in sè, che finisce per legare indissolubilmente l'abbigliamento islamico all'ipocrisia, individuando in tal modo la soluzione nel non seguirlo.

Dovrebbe essere semmai chiaro - denuncia dell'ipocrisia a parte - che la soluzione risiede semmai e nell'implementazione effettiva e fattiva dei precetti islamici, ed in una concezione più corretta, più "islamica".

Certo, ha ragione in un certo senso quando critica l'idea che basti semplicemente coprirsi (al di là di come) per essere più vicini a Dio, ma sbaglia a trarre le conclusioni: invece di dire che alla forma va' aggiunto il significato, la hikma (la saggezza), l'iman (la fede), invece di questo - dicevamo - deduce che in fondo allora non è così importante, che la fede è qualcosa di privato e intimo; quando invece Allah ci ha dato anche dei precetti pratici e "sociali" da rispettare.

Citazione:
e perché solo così si potrà dire di no alla strumentalizzazione della fede, che deve rimanere una cosa sacra e intima che concerne la relazione segreta fra le creature e il loro creatore.


Avrebbe dovuto utilizzare "diventare", al posto di "rimanere": la fede non è un qualcosa di "intimo, segreto e privato": questo è semmai quello a cui si vorrebbe ridurre l'Islam, rendendolo una sorta di religione protestante, compatibile con il Grande Flusso del Capitale e del consumismo; semplice appendice folkloristica senza effetti e conseguenze sull'agire e sulla prassi dei credenti - e nel Corano abbiamo invece moltissime volte il riferimento a coloro che credono e compiono il bene: idea e azione, teoria e pratica.


Poi, come può essere angosciante, avere il capo coperto?! Dovrebbe essere semmai angosciante il fatto che una pratica che mai nessuno in 14 secoli abbia messo in dubbio, diventi tutto ad un tratto l'ultima barriera che separa i "laboriosi popoli arabi" da "Emancipazione", "Modernità", "Libertà", "Progresso", Stupidità Plastificata e Consumo Razionale e Programmato.

In sintesi, il punto è che bisognerebbe unire lo spirito alla forma (così come ci insegna l'Islam, che è perfetto equilibrio tra forma e sostanza), e non invece che la forma non è importante, e che chiunque pratichi l'Islam sia un ipocrita, un "sepolcro imbiancato".

Questo è semplicemente inaccettabile ed offende centinaia di milioni di musulmani e musulmane praticanti.

E Iddio è il più sapiente.

3umar andrea

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mahdislam
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MessaggioInviato: Dom Mar 16, 2008 11:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

bismillah- salam lo scritto riportato dalla sorella mouslima della scrittrice andrebbe riletto attentamente e piu' in profondita'..... lei dice cose molto reali ed attuali, come sempre le donne hanno un intuito eccezionale, lei alla fine dello scritto si sfoga chiedendo a DIO di peggiorare le cose..... da qui la sua " non proprio demagogica " speranza di far rinsavire una umanita' oramai alla deriva e senza un futuro positivo, anzi tutt'altro..... fia-manillah mahdi
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habgra
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MessaggioInviato: Lun Mar 17, 2008 6:06 pm    Oggetto: le donne musulmane di oggi Rispondi citando

Salam - l'articolo della scrittrice infondo rivela ciò che accade dappertutto e non solo nei paesi islamici. E' lo stesso atteggiamento che la maggioranza della popolazione tiene nei confronti di ogni religione: solo apparenza e direttamente proporzionale con il tipo di società in cui si vive. Da noi ad esempio. c'era bisogno di questa ipocrisia qualche decennio fa, oggi se ne può fare a meno, specialmente nelle città. Ma basta vivere in un piccolo paese del sud e le cose cambiano radicalmente (l'Italia non è l'Inghilterra o la Svezia). Non credo che il problema sia solo delle donne o solo delle donne islamiche. Se sei superficiale lo sei in ogni cultura, se vuoi trasgredire lo fai anche quando c'è controllo. Allora queste giovani donne in realtà vorrebbero qualcosa d'altro, sono attratte da questioni molto più terrene, che hanno a che fare con la civetteria, con la bellezza ecc. quindi semplicemente sono poco interessate allo spirito. Che siano islamiche o cristiane conta poco, vivono una dimensione che relega la religione e l'interiorità a momenti ben definiti, abitudinari, e probabilmente se vivessero in occidente smetterebbero pure di fingere, non farebbero più il ramadan ecc.( come ho notato che succede per diverse donne giovani arrivate qui in Italia magari sperando di sposare un occidentale). Quindi perchè prendersela tanto come fa la scrittrice alla fine del brano? Non si può vivere sempre guardando cosa fanno gli altri e preoccupandoci in generale di questo mondo, diventeremmo tutti ansiosi e depressi. La vita spirituale dà una pienezza che ti porta a guardare intorno con occhi compassionevoli, non induce alla rabbia o allo scoraggiamento.
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MessaggioInviato: Lun Mar 17, 2008 8:27 pm    Oggetto: Re: le donne musulmane di oggi Rispondi citando

habgra ha scritto:
Quindi perchè prendersela tanto come fa la scrittrice alla fine del brano? Non si può vivere sempre guardando cosa fanno gli altri e preoccupandoci in generale di questo mondo, diventeremmo tutti ansiosi e depressi. La vita spirituale dà una pienezza che ti porta a guardare intorno con occhi compassionevoli, non induce alla rabbia o allo scoraggiamento.
Alhamdulillahi


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu!

AlhamduliLlah.

Mi sono piaciute le tue considerazione, jazaki Allahu khayran - Iddio ti ricompensi!

3umar andrea

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MessaggioInviato: Mar Mar 18, 2008 12:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam la vita spirituale ci da' anche la consapevolezza che l'umanita' e in decadimento morale,sociale e ovviamente alla "deriva" certo la compassione e' un sentimento di altissimo livello spirituale e' il segno di una profonda maturita' e consapevolezza. ma non e' soltanto guardandola con ' compassione' che si puo' aiutarla..... ma essere compassionevolmente attivi, cioe' non cadere nel solito "buonismo e banalizzazione della fede" ma esortando noi stessi e gli altri a prendere coscienza di come vanno le cose sopratutto in quest'ultimo periodo storico e legare ad una sana spiritualita' anche una sana disciplina. " chi pratica il tasawwuf ignorando la legge diviene un eretico,chi segue la legge ignorando il sufismo diviene un corrotto. solo chi armonizza legge e sufismo e' nel corretto" imam malik fia-manillah mahdi
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MessaggioInviato: Mar Mar 18, 2008 1:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

mahdislam ha scritto:
salam la vita spirituale ci da' anche la consapevolezza che l'umanita' e in decadimento morale,sociale e ovviamente alla "deriva" certo la compassione e' un sentimento di altissimo livello spirituale e' il segno di una profonda maturita' e consapevolezza. ma non e' soltanto guardandola con ' compassione' che si puo' aiutarla..... ma essere compassionevolmente attivi, cioe' non cadere nel solito "buonismo e banalizzazione della fede" ma esortando noi stessi e gli altri a prendere coscienza di come vanno le cose sopratutto in quest'ultimo periodo storico e legare ad una sana spiritualita' anche una sana disciplina. " chi pratica il tasawwuf ignorando la legge diviene un eretico,chi segue la legge ignorando il sufismo diviene un corrotto. solo chi armonizza legge e sufismo e' nel corretto" imam malik fia-manillah mahdi


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Masha'Llah fratello, masha'Llah.

Allah ti benedica, sono proprio d'accordo con te!

Ed alla tua citazione (riportata anche nella mia firma) aggiungo quanto di simile detto dall'Imam Shafi`i - RA:

Faqihan wa sufiyyan fa kun laysa wahidan
fa inni wa haqqillahi iyyaka ansahu


"Sii un faqih (giureconsulto; esperto nella Legge Sacra) ma anche un sufi: non essere solo uno dei due!
In verità, questo è il mio consiglio sincero"

3umar andrea

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mahdislam
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MessaggioInviato: Mar Mar 18, 2008 3:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam- alhamdulillah bene sono contento di averti conosciuto. aS-salam-alaykum mahdi
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