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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Quando la Sunna "crea fitna"

 
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Inviato: Ven Set 18, 2020 11:27 pm    Oggetto: Ads

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Dom Giu 05, 2011 8:58 pm    Oggetto: Quando la Sunna "crea fitna" Rispondi citando

As-salam alaykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

Cosa fare quando la Sunna (abbigliamento) crea fitna? Seguirla oppure no? Purtroppo parlo tra i musulmani (del mio paese) e non dei non-musulmani che di quello che dicono loro mi importa poco o niente.

La risposta che ho ricevuto è che se crea fitna è meglio lasciare perdere... eppure io non sono d'accordo.

Oggi parlano.
Domani si abituano.
Dopo domani come ieri. XD
Poi dicono che forse non viene pagato dai sauditi.
Poi comincia a piacere.
Poi cominciano a praticarla inshaAllah.


No?

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“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2011 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamua leikum wr wb
è una bella domanda però ti faccio un'esempio pratico..il niqab sicuramente ti mette al centro dell'attenzione più di quando non lo metti , ma se io lo faccio per amore di Allah ed è un suo ordine, allora preferisco essere guardata perchè sono coperta, e prendo hasanat e Allah swt è felice di me, piuttosto di quando sono mezza nuda, anche se non mi guardano più di tanto, ma prendo saiiat, già perchè sto disobbedendo ad Allah, Logico tutto no?e poi Rasul saws diceva "aggrappatevi alla corda di Allah anche con i denti" per cui è chiaro cosa dobbiamo fare...
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Mar Giu 07, 2011 1:05 am    Oggetto: Rispondi citando

fratello,sunna e fitna sono due concetti diametralmenti opposti,una fitna ad esempio è l assenza di sunna (sia esteriore che interiore),se uno segue la sunna laddove nessuno la segue,bene è come hai detto te,prima li sembrera strano e piano piano inchallah la seguono,prova a pensare a quando metti l acqua ossigenata su una ferita,appena la metti la ferita brucia,e senti piu dolore,ma senza l acqua ossigenata la ferita si infetta e rischia di degenerare sempre di più,la stessa cosa quando porti la sunna in un ambiente dove nessuno segue la sunna,all inizio saranno tutte battutine,frecciatine,sguardi e risatine,poi inchallah vedrai che la situazione inchallah puo soltanto migliorare,e comunque l ajr è tutto il tuo.

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mer Giu 15, 2011 2:57 pm    Oggetto: Re: Quando la Sunna crea fitna Rispondi citando

Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuhu fratello.

In realtà, non è il seguire la Sunnah da parte di pochi a creare fitna, bensì è la reazione della maggioranza che non la segue, a costituire vera fitna.

Sono completamente d'accordo con te nel tuo non essere d'accordo con chi dice di abbandonarla; la questione va' analizzata in maniera più ampia, in primis considerando gli enormi benefici e ricompense annunciati per coloro che rivivificano anche una sola Sunnah; in un hadith, ad esempio, si annuncia a chi si attiene saldamente alla Sunnah nei tempi di fasad, la ricompensa di cento martiri.

Inoltre, colui che re-introduce in una determinata comunità la pratica di una determinata Sunnah, parteciperà della ricompensa di tutti coloro che dopo di lui praticheranno tale Sunnah.

Oggigiorno, in certi contesti, alcune Sunan sono praticamente abbandonate, cancellate o da bid`ah, o dall'imitazione dei kuffar.
La persona che per prima re-introduca le Sunan abbandonate in tale comunità avrà insha'Allah un'enorme ricompensa. Certamente dovrà affrontare problemi di diverso genere, accuse e scherno, ma il suo è un ruolo essenziale di rivivificazione per mezzo del quale quelle Sunan da lui praticate vengono re-introdotte in un'intera comunità.

Immaginiamo ad esempio una comunità in cui la Sunnah wajib (obbligatoria) del tenere la barba della lunghezza di almeno un pugno sia abbandonata. Se nessuno - temendo la reazione di chi si è adagiato nell'abitudine e nell'imitazione delle mode dei kuffar, o "per non rendere difficile la da`wah" - fa mai il primo passo, questa situazione andrà avanti per altri decenni e non vi sarà alcun cambiamento, e tale Sunnah verrà definitivamente abbandonata.

Ma se invece una sola persona si "alza" e re-inizia a praticare questa Sunnah obbligatoria, egli non solo reintrodurrà tale Sunnah dove essa era abbandonata, guadagnandosi l'enorme ricompensa annunciata negli ahadith, ma spianerà inoltre la strada ad altri fratelli, creando un "precedente" e rendendo le cose relativamente più facili per altre persone che hanno nel loro cuore tale desiderio.

Quindi, da ogni punto di vista, tutto porta ad una risposta positiva. :-)

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Lun Giu 27, 2011 9:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

JazakAllah khayran a tutti per le risposte che a dire il vero mi aspettavo :)

Un'altra domanda: Cosa rispondere quando ti dicono che il qamis è solo una tradizione degli arabi e che anche abu Jahl indossava quando morì?

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MessaggioInviato: Gio Giu 30, 2011 2:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

il fatto che i sikh abbiano la barba lunga non cambierebbe nulla sul fatto che la barba e una sunna importantissima e per i musulmani e wajib
rasulullah ha permesso alcune cose e altre ne ha proibite,il fatto che alcune di queste cose permesse siano utilizzate anche dai kuffar che cosa significa?
rispondi a queste persone che se vogliono mettersi i jeans e mostrare quello che hanno,non cerchino di trovare scuse e attaccare la sunna e chi la porta,perche e una cosa gravissima

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Lug 07, 2011 9:23 am    Oggetto: Rispondi citando

menderes ha scritto:
Un'altra domanda: Cosa rispondere quando ti dicono che il qamis è solo una tradizione degli arabi e che anche abu Jahl indossava quando morì?


Essendomi sentito dire questo ed altro, e siccome poche cose mi fanno arrabbiare più di chi attacca la Sunnah del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) mi prendo la briga di rispondere con alcune considerazioni che mi girano per la testa da qualche tempo, ringraziandoti per avermi dato l'occasione di esporle con un minimo di ordine; cominciamo:

1.
Se anche fosse vero, "complimenti": ciò dimostrerebbe allora che Abu Jahl dimostra avere più amore per la Sunnah del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) e meno problemi a seguirla rispetto ai "Musulmani moderni" in giacca e cravatta che vanno in giro a fare fitna ed opporre la Sunnah.
Ed evidentemente era anche più modesto, visto che indossava un qamis invece che jeans aderenti e magliette strette che mostrano il fondoschiena al minimo piegamento.
Davvero un "ottimo" risultato per i "Musulmani moderni"!

2.
Comunque, ciò è falso: i Musulmani si sono sempre (almeno fino all'arrivo dei "Musulmani moderni in giacca e cravatta con la barba rasata") differenziati dai non-Musulmani, ed il Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ed i suoi Sahabah (radiyallahu `anhum) per primi hanno incarnato tale essenziale principio (il differenziarsi dai miscredenti ed il divieto della loro imitazione), basti pensare agli ahadith in cui il Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) ha ordinato/raccomandato ad esempio agli uomini Musulmani:

a. di lasciar crescere la barba lunga lunga (no, qualche centimentro non è barba) e tagliare/accorgiare/radere i baffi, per differenziarsi dai miscredenti;
b. di tingere la barba, per differenziarsi dai miscredenti;
c. di non far scendere i propri pantaloni al di sotto delle caviglie, per differenziarsi dai miscredenti e dagli arroganti;
d. di indossare un copricapo sotto al turbante, per differenziarsi dai miscredenti;
etc.

Ed Allah ha ordinato alle donne Musulmane:

a. di coprire interamente i loro corpi, (anche) per differenziarsi dalle donne miscredenti:

يَا أَيُّهَا النَّبِيُّ قُلْ لِأزْوَاجِكَ وَبَنَاتِكَ وَنِسَاءِ الْمُؤْمِنِينَ يُدْنِينَ عَلَيْهِنَّ مِنْ جَلاَبِيبِهِنَّ ذَلِكَ أَدْنَى أَنْ يُعْرَفْنَ فَلاَ يُؤْذَيْنَ وَكَانَ اللَّهُ غَفُورا ً رَحِيما

"O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate . Allah è perdonatore, misericordioso" - Sacro Qur'an, XXXIII, 59.

Per cui, anche se i vestiti erano in qualche modo "simili", i Musulmani erano comunque riconoscibili come tali, anche solo dal loro aspetto esteriore (per non parlare della loro condizione interiore, sia spirituale che a livello di mentalità ed ideologia!).

Come ha scritto Mufti Muhammad Ahmad Qasimi nell'

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:

Certi individui deviati sostengono che il Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam) fosse un'Uswah soltanto per quanto riguarda gli atti di adorazione, e che le sue abitudini personali ed altre caratteristiche fossero basate sulle abitudini prevalenti alla sua epoca. Essi affermano quindi che il Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam) teneva la barba ed indossava il copricapo (topi) perchè ciò era richiesto dalla cultura araba.

Questa è un'idea assolutamente fallace. I costumi e le tradizioni di quei tempi erano profondamente basati nell'ignoranza, ed il Nabi (sallallahu alayhi wa sallam) fu inviato per combattere quell'ambiente. Tutte le sue azioni erano governate dalle ingiunzioni del Nobile Qur'an e le sue attività erano controllate e supervisionate da Allah (tabaraka wa ta`ala).

Era una società in cui l'adorazione degli idoli era alla base di tutte le credenze errate; una società in cui l'oppressione, l'omicidio, la prostituzione, il gioco d'azzardo, il bere, il brigantaggio, il seppellire vivi neonati innocenti e la circoambulazione della Ka`bah da nudi erano la norma. Il Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam) ha forse condonato le azioni di tale società? Era forse vincolato da questi costumi e tradizioni? Assolutamente no!

Da questo versetto deduciamo che tutte le azioni del Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam) erano divinamente ispirate, e che dobbiamo aderire a questo "modello perfetto" (Uswah) per la nostra salvezza. L'autore di "Turjuman as-Sunnah" confuta l'assurda affermazione di cui sopra con le seguenti parole:

"Il Santo Qur'an ha dichiarato l'Uswah del Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam), con tutte le sue implicazioni, un faro di guida per noi. Non vi è la minima prova a supporto dell'idea che il Nabi (sallallahu `alayhi wa sallam) fosse un'Uswah (modello perfetto) soltanto per quanto riguarda gli atti di adorazione".
["Turjuman as-Sunnah", p. 164].


3.
Mettiamo un momento da parte la questione della Sunnah, e vediamo tutto sotto un altro aspetto, ad esempio dal punto di vista storico.

Per quattordici secoli, i Musulmani, ovunque siano andati, hanno portato con sé (e trasmesso alle persone che accettavano l'Islam nei posti più diversi di questa terra) la Sunnah del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), anche nell'"aspetto esteriore". Per questo motivo, ci sono aspetti che contraddistinguono i Musulmani in ogni luogo della terra, e che tuttora si possono riscontrare negli angoli più diversi e lontani di questo pianeta tra i Musulmani praticanti/non influenzati dal colonialismo.

Si rifletta, come mai i Musulmani praticanti che possiamo trovare in paesi non arabi tanto lontani e diversi tra loro come la Nigeria, l'Uzbekistan, lo Sri Lanka, la Cina, la Somalia, la Bosnia, l'Afghanistan, la Thailandia, la Turchia e l'India, assieme tra alcune differenze di "stile", hanno irrimediabilmente in comune alcuni aspetti del loro aspetto esteriore, che li differenzia dal loro vicino di casa non-Musulmano e li rende simili tra di loro a centinaia di chilometri di distanza: indossano un copricapo, hanno un izar o dei pantaloni larghi, indossano un abito lungo che scende sotto le ginocchia o almeno sotto la vita ma resta al di sopra delle caviglie, hanno una barba lunga.

Si badi bene, tali Musulmani hanno in comune solo alcuni aspetti (che derivano dalla Sunnah, ma al tempo stesso hanno mantenuto le loro lingue locali, la loro cucina locale, ed altri aspetti "culturali" che non contrastano con l'Islam, non sono stati "arabizzati", sono stati "islamizzati", in maniera selettiva, dunque! Questo stesso fatto rende chiaro che c'è una differenza tra aspetti che sono Sunnah e non semplicemente "cultura araba" (e che difatti sono stati trasmessi ai Musulmani in tutto il mondo), ed altri che invece non hanno un valore religioso, e dunque non si sono trasmessi nel resto del mondo (come ad esempio il mangiare il tharid).

Basterebbe anche solo un'osservazione di questo genere, senza nemmeno affrontare la questione delle categorie giuridiche, per comprenere la fallacia delle argomentazioni degli oppositori della Sunnah.

Insomma, per quattordici secoli, i Musulmani sono stati fieri del loro Din, ed hanno cambiato nel meglio le società in cui si sono insediati, portandovi l'Islam, portandovi la Sunnah.

Oggi, invece, i "Musulmani moderni" fanno esattamente il contrario: appena arrivano nella mitica "Uruba", si lanciano in una corsa sfrenata a dimostrare che loro sono "più europei degli europei" (e ancora peggio, quelli che rimangono nei paesi Musulmani, importano gli usi dei kuffar, chiamandoli "modernità" per conferire loro un'aspetto di irrefrenabile attrazione), si fanno cambiare..

Provate a fare un'esperimento: prendete un gruppo di "giovani Musulmani Assimilati/integrati" ed un gruppo di non Musulmani, e scambiate loro (solo con la vostra immaginazione, sia chiaro) i vestiti: il gruppo di nativi non Musulmani sembrerà incredibilmente ed insopportabilmente "truzzo" e pacchiano, molto più di prima, molto più della media.

Alla base di questo non c'è solo

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; c'è anche un aspetto più insidioso: il considerare gli usi dei non Musulmani superiori a quelli dei Musulmani, il che è decisamente problematico per il proprio Iman.

Una volta, uno dei vari "Musulmani moderni" che mi ha chiesto con stupore misto a confusione perchè mi vestissi "in quel modo", mi ha fatto notare che "al tempo del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) non avevano i vestiti che abbiamo noi!".

Riflettete con attenzione su questa frase, su ciò che rappresenta, su ciò che sottintende.

Essa non è semplicemente una giustificazione del fatto di vestirsi con "i vestiti che abbiamo noi" (il che comunque, a certe condizioni, resta mubah), essa presuppone un'implicita convinzione: i "vestiti che abbiamo noi", quelli "moderni", quelli che i kuffar ci hanno fatto scoprire e ci hanno generosamente concesso di indossare, sono superiori, sono migliori, sono più belli. "Se solo il Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) li avesse conosciuti, se solo li avesse avuti a disposizione, non c'è dubbio che li avrebbe indossati ed utilizzati!".

E' questo il significato di "al tempo del Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) non avevano i vestiti che abbiamo noi", ovvero che "purtroppo loro non li hanno potuti utilizzare perchè non ce li avevano, ma noi oggi possiamo, noi oggi siamo stati civilizzati dalla civiltà superiore, perchè mai dovremmo essere così stupidi da dubitare nel Taghut della modernità occidentale, nei jeans a vita bassa, nelle magliette colorate ed aderenti da omosessuali, nei cappellini con le bottiglie ai lati?"; e quindi ancora: "tu che vivi in quest'epoca di progresso e prosperità, perchè mai rinunci a tali benedizioni in favore di qualcosa che i Sahabah (radiyallahu `anhum) indossavano solo perchè non avevano nient'altro a disposizione - poverini!".

E' questo il motivo per cui questi "Musulmani moderni" ti guardano con alienazione, con pietà quasi: "poverino, cosa si perde!".

4.
Un ultimo aspetto, anche questo mettendo da parte la generale raccomandazione a seguire ciò che è Sunnah.

In effetti, non è strettamente obbligatorio indossare abiti come il lungi, il turbante, gli shalwar qamiz; o almeno, può essere un obbligo del cuore di chi ama il Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam), ma non è un obbligo della Shari`ah, e chi non lo fa non commette automaticamente un peccato.

(E' comunque raccomandato, come minimo preferibile, e quindi nessuno può permettersi di scoraggiare un Musulmano da compiere qualcosa di preferibile, soprattutto quando si tratta di Sunan).

Però la Shari`ah prescrive comunque delle linee guida generali ed obbligatorie per quanto riguarda l'aspetto esteriore, che tutti i Musulmani devo rispettare, anche "chi non segue la Sunnah" (nel senso comune di tale espressione) nell'abbigliamento esteriore, e queste linee guida (per gli uomini!) comprendono:

-La barba dev'essere lunga della lunghezza di almeno un pugno. (Dunque, questo toglie di mezzo qui due-tre centimentri di peli spacciati per "barba" che vanno di moda tra i "più praticanti" tra i "Musulmani moderni");

-I capelli devono avere lunghezza uniforme, che siano lunghi (non oltre le spalle) o corti (Dunque, questo toglie di mezzo gli stili e le acconciature con capelli rasati in alcuni punti e più lunghi in altri);

-L'abbigliamento deve celare almeno l'`awra (per l'uomo, dall'ombelico alle ginocchia) in maniera coprente, non trasparente e con vestiti larghi. (Dunque, questo toglie di mezzo pantaloncini corti che arrivano solo fino al ginocchio -o addirittura sopra al ginocchio!-, pantaloni a vita bassa che rivelano l'`awrah al minimo piegamento, pantaloni aderenti o comunque stretti);

-La parte inferiore dei propri vestiti (che siano pantaloni, lungi, qamis o altro) non può scendere al di sotto delle caviglie: essi devono restare al di sopra di esse.

-Il proprio abbigliamento non deve configurarsi come imitazione:
a. dell'abbligliamento caratteristico dei miscredenti (qui ed oggi -dove i vestiti "occidentali" hanno giuridicamente perso la loro identificazione con i non-Musulmani- si riferisce ad esempio all'abbligliamento dei preti, all'uso di crocifissi o di bracciali indù o comunque di accessori e vestiti identificati con gli appartenenti ad altre religioni);
b. né dei fussaq o delle persone immorali (e questo toglie di mezzo la gran parte delle mode giovanili, gli stili da gang, quelli da "emo", da discotecari, da punk, da imprenditore festaiolo, etc.);
c. né delle donne (e questo toglie di mezzo l'abbigliamento da omosessuali, etc.).

-Sono proibiti vestiti con sopra immagini, disegni di esseri animati, o (come purtroppo capita di vedere persino in moschea!) croci, comprese le croci presenti nelle bandiere di diversi paesi non Musulmani.

-Sono proibiti vestiti interamente di colore rosso scuro, o vestiti di seta.

[Tutto questo per quanto riguarda gli uomini; anche sulle donne ci sarebbe molto da dire, in particolare sull'idea che "hijab" si limiti solo un foulard con cui coprire i capelli, e per il resto ci si sbizzarrisce in vestiti aderenti, trucco, etc.]

Riferimenti:

Dress Code of a Muslim - Mufti Mohammed Sajjad -

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And what's the rule of wearing cloths in Islam? - Maulana Ishaq E. Moosa -

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Dunque, se anche una persona non indossa i vestiti propriamente "Sunnah", è tenuto comunque a rispettare questi punti (mi sono limitato soltanto a quelli obbligatori, lasciando da parte ciò che è raccomandato: l'uso del copricapo, etc.)!

Cosa che, però, la stragrande maggioranza di chi non segue la Sunnah esteriore (e praticamente tutti coloro che hanno da ridire nei confronti di chi la segue) non fa.

Conclusione

Provo molta commiserazione (e, ancora di più, rabbia) per queste persone che oppongono la Sunnah.
Non gli basta essere loro stessi fussaq e fujjar.
Non gli basta essere corresponsabili delle relative "difficoltà" cui devono andare incontro i fratelli che seguono la Sunnah, che vengono lasciati in minoranza come qualcosa di "strano".
Queste cose già gravi per conto loro non gli bastano: spinti dalla loro acculturazione agli stili dei kuffar e dall'invidia, fanno di tutto per

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a chi invece cerca di fare qualcosa di più, qualcosa che se anche non si vuole considerare né obbligatorio né necessario, non vi è dubbio che sia comunque come minimo raccomandato, così come non vi è dubbio (tranne che tra i "Musulmani moderni in giacca e cravatta con la barba rasata") che in ogni aspetto, la Sunnah è migliore di ciò che non è tale.

Queste persone, invece di cercare di farsi forza a migliorare il proprio Islam, vanno da chi invece ci prova, e gli dicono che dovrebbe smettere.

La hawla wa la quwwata illa biLlah!

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Dom Mag 06, 2012 12:52 pm, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Gio Lug 07, 2011 3:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

mashallah,concordo su tutto,a volte questi soggetti si considerano buoni musulmani praticanti,ma alcuni di loro entrano nel kufr,conosco invece alcuni bevitori e fussaq,spesso guardati dall alto in basso dai "musulmani moderni" che a volte dicono anche "questi non sono musulmani",i quali a vedere persone con la sunna si commuovono e sono felici,mentre magari il "rispettabile imam della moschea" non ci pensa due volte a mangiarti vivo sia alle spalle che di fronte

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bashir1961
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MessaggioInviato: Gio Lug 07, 2011 8:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam alaykum wa rahmatullah wa barakathu !

'Umar Andrea ha scritto:

"tu che vivi in quest'epoca di progresso e prosperità, perchè mai rinunci a tali benedizioni in favore di qualcosa che i Sahabah (radiyallahu `anhum) indossavano solo perchè non avevano nient'altro a disposizione - poverini!".


Credo che molti si facciano incantare dall'idea propagandata di "progresso".
Forse sono note un po OT, semmai il fratello Umar Andrea le spostera' nell'area informale, ma oggi riflettevo su questo (magari nella speranza di aprire gli occhi a qualche ateo/agnostico/materialista che passa di qui), sopratutto nell'area della tecnologia in genere viene accettato come dato di fatto a priori che la tecnologia, le macchine di adesso siano sempre "superiori" a quelle del passato.

In realta' quello che si nota andando un po' a scavare e' che il progresso primario e l'obiettivo principale e' nel campo del profitto economico, e' il guadagno economico quello che si cerca di massimizzare, il resto e' una specie di effetto collaterale;

faccio un esempio in cui mi sono imbattuto di recente perche' mi ha colpito molto, prendiamo le batterie al piombo, quelle delle automobili.
E' "normale" aspettarsi una vita media della batteria diciamo piu' o meno di 5 anni, dopo di che si rompe e bisogna cambiarla.

Le prime batterie al piombo, costrituite un po' dopo il 1850 (1859 dice wikipedia) potevano durare 30 - 40 anni, lo sapevate ? io no.

Una delle cause di rottura delle batterie e' che, durante il normale funzionamento, si puo' formare un po' di materiale conduttivo che va sul fondo della batteria; se c'e' n'e' tanto puo' essere che vada in corto un elemento, gli antichi lo sapevano e lasciavano dello spazio apposta sul fondo della batteria.
Ora quello che non sapevo e' che questa conoscenza non e' andata ovviamente perduta, ma adesso viene sfruttata al contrario, cioe' si fanno apposta batterie piu' piccole, senza spazio sul fondo, in modo da ridurre la vita media della batteria ( e quindi massimizzare i profitti ) !

Bashir
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MessaggioInviato: Ven Lug 08, 2011 6:45 am    Oggetto: Rispondi citando

bashir1961 ha scritto:
Salam alaykum wa rahmatullah wa barakathu !

'Umar Andrea ha scritto:

"tu che vivi in quest'epoca di progresso e prosperità, perchè mai rinunci a tali benedizioni in favore di qualcosa che i Sahabah (radiyallahu `anhum) indossavano solo perchè non avevano nient'altro a disposizione - poverini!".


Credo che molti si facciano incantare dall'idea propagandata di "progresso".
Forse sono note un po OT, semmai il fratello Umar Andrea le spostera' nell'area informale, ma oggi riflettevo su questo (magari nella speranza di aprire gli occhi a qualche ateo/agnostico/materialista che passa di qui), sopratutto nell'area della tecnologia in genere viene accettato come dato di fatto a priori che la tecnologia, le macchine di adesso siano sempre "superiori" a quelle del passato.

In realta' quello che si nota andando un po' a scavare e' che il progresso primario e l'obiettivo principale e' nel campo del profitto economico, e' il guadagno economico quello che si cerca di massimizzare, il resto e' una specie di effetto collaterale;

faccio un esempio in cui mi sono imbattuto di recente perche' mi ha colpito molto, prendiamo le batterie al piombo, quelle delle automobili.
E' "normale" aspettarsi una vita media della batteria diciamo piu' o meno di 5 anni, dopo di che si rompe e bisogna cambiarla.

Le prime batterie al piombo, costrituite un po' dopo il 1850 (1859 dice wikipedia) potevano durare 30 - 40 anni, lo sapevate ? io no.

Una delle cause di rottura delle batterie e' che, durante il normale funzionamento, si puo' formare un po' di materiale conduttivo che va sul fondo della batteria; se c'e' n'e' tanto puo' essere che vada in corto un elemento, gli antichi lo sapevano e lasciavano dello spazio apposta sul fondo della batteria.
Ora quello che non sapevo e' che questa conoscenza non e' andata ovviamente perduta, ma adesso viene sfruttata al contrario, cioe' si fanno apposta batterie piu' piccole, senza spazio sul fondo, in modo da ridurre la vita media della batteria ( e quindi massimizzare i profitti ) !

Bashir


Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuhu fratello.

Sì, ci sarebbe molto da dire nell'analizzare le motivazione prettamente economiche (nel senso di profitto, da parte di gruppo ristretti di persone) che stanno dietro al "progresso tecnologico"; ma quello che forse è ancora più interessante notare è che tali "motivazioni" stanno dietro anche e soprattutto (ed in maniera molto più "sorprendente", almeno al primo impatto) ad ideologie come liberalismo, democrazia, umanitarismo. Tutte queste ideologie non sono nate meramente come emanazione degli "alti ideali" di qualche filantropo, bensì hanno rivestito interessi economici e sociali di determinate oligarchie, ed il discorso vale che si tratti della "democrazia rappresentativa" o delle campagne antischiaviste: proprio mentre si propagandavano "alti ideali", si stabilivano strutture che in realtà puntellavano l'"ordine costituito" ed i suoi interessi.

E difatti, persino il colonialismo e l'imperialismo si sono sempre ammantati di giustificazioni tratte da tale genere di ideologie.

Alla prevedibile accusa di "materialismo storico", mi difendo affermando che per tale "civiltà materiale" analisi di questo genere non sono completamente errate (sebbene siano sicuramente incomplete).

Per un'analisi più approfondita, però mi servirebbero giorni di 72 ore ed uno stipendio fisso da "tuttologo", per cui mi fermo qui.. :-)

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MessaggioInviato: Ven Lug 08, 2011 7:29 am    Oggetto: Rispondi citando

Comunque, tornando al discorso principale del thread (non ho ancora capito come siamo finiti a parlare di batterie al piombo e schiavismo!), un altro punto che ho dimenticato ieri:

5.
Uscendo ipoteticamente per un istante da tutto il discorso su quali siano i requisiti posti dalla Shari`ah per l'abbigliamento, o sulla Sunnah, la sua importanza ed i suoi meriti, vediamo la questione da un punto di vista meramente sociale.

I vestiti, di per sé stessi, non hanno alcun significato: è nella società in cui una persona vive, per mezzo della sua religione e/o le sue tradizioni, che vengono loro conferiti determinati significati e valori; altrimenti, lo stesso identico vestito in un paese può essere parte dell'abbigliamento tipico degli schiavi, ed in un altro paese essere appannaggio delle classi dominanti.

Ho scritto - nel punto numero 3. di due post fa, che per 1400 secoli i Musulmani si sono vestiti in maniera distinta e differente dai non-Musulmani (a prescindere dall'etnia o cultura originale di appartentenza), mentre oggi, certi autoproclamatisi "Musulmani moderni" premono nella direzione esattamente contraria, verso la completa assimilazione ai modelli pseudo-"globali" (in realtà, manifestazione della pervasiva influenza della) della "modernità occidentale".

Com'è potuto accadere?

Come sempre, quando si parla di "riformisti", c'è il colonialismo di mezzo, le sue ferite ed i suoi lacchè e le sue vittime.

Per quattordici secoli (più o meno), i Musulmani sono stati conquistatori e dominatori. Forti nel loro Iman, saldi nella conoscenza del loro Din, ed ai posti più alti delle gerarchie sociali delle società di mezzo mondo, essi hanno dettato i modelli sociali e culturali in queste stesse società, al punto che erano i non-Musulmani ad imitare i Musulmani (per quanto ciò venisse scoraggiato dai Musulmani).

Per tagliar corto, con il colonialismo, con l'occupazione delle gran parte dei paesi Musulmani da parte delle potenze europee, e soprattutto con le massicce campagne di acculturazione ed occidentalizzazione, tutto ciò si è rovesciato.

I vestiti dei Musulmani, che fino ad allora erano persino imitati dai non-Musulmani, tutt'a un tratto diventano simbolo delle persone "retrograde", "arretrate", delle classi sociali più umili che non hanno accesso né ai programmi di "istruzione" (acculturazione) occidentale né ai lavori negli apparati della burocrazia coloniale (che diventano quelli economicamente più redditizi e socialmente più stimati), dei "mullah ignoranti" - complici, in questa radicale trasformazione di immaginario, specifiche politiche in tal senso da parte delle potenze coloniali, che danno apposite disposizioni perchè ai loro servitori venissero fatti indossare i vestiti fino ad allora tipici delle classi sociali dominanti tra i Musulmani, delle persone pie, dei sapienti, con lo scopo evidente di degradarli e contrassegnarli come "abiti dei servitori" e delle classi sociali più basse, e quindi suscitare repulsione nei loro confronti ed allontanare da essi i Musulmani che cercavano invece riscatto ed accettazione tramite l'adozione dei modelli stranieri.

Così - più o meno allo stesso modo in cui nella stessa Europa i vestiti dei "dominatori" borghesi di Francia ed Inghilterra gradualmente vengono adottati prima dalle nuove borghesie europee e dalle loro "signore", e poi man mano anche dalle classi popolari, sancendo l'estinzione dei vestiti tradizionali europei - i vestiti dei conquistatori europei diventano simbolo delle classi sociali più "integrate" nel sistema delle burocrazie coloniali, che, diventando le classi sociali guardate con più rispetto nel nuovo corso degli eventi, vengono a loro volta seguite a ruota da tutto il resto della popolazione, illa masha'Allah.

Il colonialismo formale è finito, ma il colonialismo mentale fatto di complessi di inferiorità, di adorazione verso l'uomo bianco, di cieca obbedienza a tutto ciò che viene dal mitico Occidente, dall'Uruba, dall'Amrika, è purtroppo ancora forte, ed è così che quelli che -storicamente- sono semplicemente le rielaborazioni dei vestiti di una certa classe sociale di certe definite parti dell'Europa dell'800, diventano modello imprescindibile ed irrinunciabile in ogni angolo del mondo.

L'affermazione di questo genere di abbigliamento come abbigliamento "normale", come abbiamo appena visto, non è risultato semplicemente di qualche moda, o della libera e comune scelta da parte dei popoli più diversi, tutti irrimediabilmente conquistati dalla loro "comodità", dalla loro "bellezza" o dalla loro "qualità"; al contrario, la loro diffusione, la loro elevazione a "norma" è il risultato diretto, voluto, deliberato, pianificato, dell'imposizione forzata dei modelli culturali "occidentali" su tutto il resto del mondo.


Seguire la Sunnah è anche (molto secondariamente, nella scala di priorità, intenzioni e motivazioni) un mezzo per sottrarsi alla servitù ideologica ai modelli del kufr, della "modernità occidentale" e ristabilire le nostre priorità, i nostri riferimenti, la nostra centralità, la nostra indipendenza mentale, culturale, ideologica e ristabilire come modello unico della nostra obbedienza e della nostra imitazione il Migliore della Creazione, Sayyidina wa Maulana Muhammad, al-Nabi, RasuluLlah, sallallahu `alayhi wa `ala alihi, wa azwajihi, wa dhurryatihi, wa ashabihi, wa sallam tasliman kathiran kathira.

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MessaggioInviato: Ven Lug 08, 2011 4:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

umar ha scritto
Citazione:
perchè ai loro servitori venissero fatti indossare i vestiti fino ad allora tipici delle classi sociali dominanti tra i Musulmani, delle persone pie, dei sapienti, con lo scopo evidente di degradarli e contrassegnarli come "abiti dei servitori" e delle classi sociali più basse, e quindi suscitare repulsione nei loro confronti ed allontanare da essi i Musulmani che cercavano invece riscatto ed accettazione tramite l'adozione dei modelli stranieri.
ho un paio di libretti per bambini,uno sull hajj (dove si afferma che uscendo dallo stato di ihram ci si puo radere la barba) e uno sulla zakat,gli editori sono con tutta probabilita egiziani,interessante notare,come nel libretto sulla zakat i poveri e mendicanti vengono rappresentati con abiti conformi alla sunna (con tanto di bastone e turbante) mentre i caritatevoli e ben pasciuti benestanti vengono rappresentati con abiti occidentali (giacche cravatte ecc ecc)sbarbati o coi baffi.

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MessaggioInviato: Sab Lug 09, 2011 6:44 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibra Spaventapazzi ha scritto:
umar ha scritto
Citazione:
perchè ai loro servitori venissero fatti indossare i vestiti fino ad allora tipici delle classi sociali dominanti tra i Musulmani, delle persone pie, dei sapienti, con lo scopo evidente di degradarli e contrassegnarli come "abiti dei servitori" e delle classi sociali più basse, e quindi suscitare repulsione nei loro confronti ed allontanare da essi i Musulmani che cercavano invece riscatto ed accettazione tramite l'adozione dei modelli stranieri.
ho un paio di libretti per bambini,uno sull hajj (dove si afferma che uscendo dallo stato di ihram ci si puo radere la barba) e uno sulla zakat,gli editori sono con tutta probabilita egiziani,interessante notare,come nel libretto sulla zakat i poveri e mendicanti vengono rappresentati con abiti conformi alla sunna (con tanto di bastone e turbante) mentre i caritatevoli e ben pasciuti benestanti vengono rappresentati con abiti occidentali (giacche cravatte ecc ecc)sbarbati o coi baffi.


Da brividi.

Ci possono essere due opzioni dietro una cosa del genere:

-E' tutto fatto in maniera cosciente per dare esplicitamente l'idea che la "Sunnah" sia qualcosa di antiquato e "retrogrado" (astaghfirullah), appannaggio giusto di qualche "contadino ignorante"; mentre i "vestiti moderni (ovvero, "occidentali") sono associati alla ricchezza, al successo, etc.

-Non è stato fatto "volutamente" in maniera cosciente, ma i risultati esprimono comunque la mentalità, gli ideali inconsci ormai diffusi in troppe parti del mondo islamico.

In entrambi i casi, è l'ennesima chiara dimostrazione di quanto andiamo dicendo..

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MessaggioInviato: Lun Lug 11, 2011 8:23 am    Oggetto: Rispondi citando

MashaAllah fratello Umar... potessi trovare anch'io tutte quelle parole :) ma come ben sai è già tanto se ne dico un paio XD
Alhamdulillah ché c'è questo forum. che Allah ti ricompensi con il Jannah al-Firdaus.

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MessaggioInviato: Lun Lug 11, 2011 12:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

menderes ha scritto:
MashaAllah fratello Umar... potessi trovare anch'io tutte quelle parole :)


La questione mi sta particolarmente a cuore, e visto tutte le discussioni che io ed altri fratelli (tipo al-ghuraba a.k.a. Fabri Ibra Khan) abbiamo avuto con vari "Musulmani moderni" abbiamo avuto occasione di sviscerare diversi aspetti..

menderes ha scritto:
ma come ben sai è già tanto se ne dico un paio XD


Taqlil al-kalam (parlare poco) masha'Allah!

menderes ha scritto:
Alhamdulillah ché c'è questo forum. che Allah ti ricompensi con il Jannah al-Firdaus.


Amin, amin, ed anche a te fratello, e a tutti noi, amin.

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MessaggioInviato: Lun Lug 11, 2011 2:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalam fratello mashallah
ti chiedo scusa ,posso copiare le tue argomentazioni per usarla con qualche persona di mia conoscenza? se non ti dispiace ovviamente dirò che sono parole molto sagge di un fratello motlo saggio! :-)
aspetto il permesso...mashallah

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Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
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MessaggioInviato: Lun Lug 11, 2011 3:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umm Hajar ha scritto:
Assalam fratello mashallah
ti chiedo scusa ,posso copiare le tue argomentazioni per usarla con qualche persona di mia conoscenza? se non ti dispiace ovviamente dirò che sono parole molto sagge di un fratello motlo saggio! :-)
aspetto il permesso...mashallah


Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuhu.

Non c'è nemmeno bisogno del permesso, tutto quanto inserisco nel forum è per da`wah insha'Allah.

Però ometti tutta la parte sulla saggezza! :-)

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MessaggioInviato: Mer Lug 20, 2011 12:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Aggiungo un altro punto:

6.
I Sahabah (radiyallahu `anhum) hanno riportato meticolosamente i dettagli anche dell'abbigliamento del Rasulillah (sallallahu `alayhi wa sallam), fino a riportare con precisione il colore dei suoi turbanti, l'abbottonatura e la lunghezza delle maniche dei sui qamis, la lunghezza del suo izar, la forma e la fattura dei suoi sandali.

Tutti questi dettagli non sono stati trasmessi per mera "curiosità", ma affinché fossero da modello per tutti i Musulmani, e difatti così è stato, col risultato che vediamo da una parte all'altra della nostra Ummah (vedi il punto numero 3 qualche post fa).

Ma i "Musulmani moderni" si comportano come se conoscessero il significato della "Sunnah" meglio dei Sahabah (radiyallahu `anhum), ed oggi si "rendono conto" che tutto ciò "non è importante", al punto da opporre chi invece cerca di trarre insegnamento da tali informazioni che i Sahabah (radiyallahu `anhum) e centinaia di migliaia di Muhaddithin hanno trasmesso sino a noi.

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MessaggioInviato: Mer Lug 27, 2011 4:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

"Muslims are inundated by a sort of post-colonial shame complex which seems to prevent them from adopting the sunnah in their outward dress. It is very sad that this sort of embarrassed-to-look-Muslim complex seems to have beat down our men much harder than our women, whose modesty is the pride of every believer, and whose hijab is indeed da'wah for everyone who sees it. We need to get over the shame pressure which forces us to try to fit in, and own up to who we are: Muslims. Our role-model is the messenger of Allah, Muhammad, the chosen one, may the peace and blessings of Allah be upon him. People say that the messenger of Allah just dressed like the Arabs dressed in his time, so we should do the same. This is either ignorance or a lie from whoever says it, and possibly both. Our prophet's turban was not like that of the mushrikin, nor was his hat, sarong, shirt, cloak, or coat, to mention just a few things. In fact, he was noticeably different in his mubarak appearance than the people of jahiliyyah, the people of ignorance. He was different. He was special. He was the best of Allah's creation and the most beloved. He was the most beloved to Allah, and to the believers. He never worried about fitting in, because he brought something that was different. We are different. If we are not different and we do not bring something different, than what is the point of tiring ourselves and others with "islam" (as opposed to Islam) if we just want to come with our own brand of jahiliyyah?
Are you really so ashamed that you should look like a person of jannah? Will people make fun of you for wearing "flood-pants"? Those "flood-pants" are just another plank in the ark of the Sunnah. Build it. The flood is coming. Sayyiduna Nuh, may the peace and blessings of Allah be upon him said to his people, when they would pass him building his ark and mock him, that one day he would mock and laugh at them. The sunnah is the ark. The flood is coming...
[Shaykh] Humza [Chaudry]
".
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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2012 3:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ancora,

7. Una delle argomentazioni presentate da chi osteggia la pratica delle Sunan "esteriori" è che esse siano semplicemente collegate alla cultura di certi paesi Musulmani, soprattutto di quelli più "tradizionali" e meno colpiti dagli effetti di colonizzazione e modernismo.

Ad esempio, essi fanno notare come avere barba lunga, vestiti lunghi e turbante in paesi come l'Afghanistan non siano segni di particolare "religiosità", bensì un tratto che accomuna quasi l'intera popolazione, mera espressione della cultura locale, al punto che si possono persino trovare tossicodipendenti che si drogano in palazzi abbandonati ma che sfoggiano barba lunga e turbante.

Chi propone tale argomentazioni non si rende conto, in realtà, di buttarsi proprio la zappa sui piedi, poiché proprio questa "argomentazione" è in realtà un ulteriore punto di conferma della "nostra" posizione.

Difatti, ciò mostra che la tradizionalmente, la norma alla base della società era l'Islam, e su tale norma islamica si innestava poi ciascun membro della società, chi più vicino ad Allah e più timorato di Lui, chi meno, come è "normale" che avvenga.

E quello che vogliamo dire è proprio che le Sunan esteriori dovrebbe essere semplicemente la norma, la base, l'ovvio per un Musulmano, non un'"eccezionalità" da confinare ad "Imam", sapienti e studenti di istituti "religiosi", come se si parlasse di una sorta di "abito talare", e dunque -per converso- che se qualcuno si veste "secondo la Sunnah" debba automaticamente essere un "imam" od un "sapiente".

Ma, essendo l'Islam la norma di base della società islamica (ovviamente!), islamici erano e restano i saluti, le consuetudini, l'abbigliamento, ed anche l'aspetto esteriore, anche se poi i vari membri della società possono commettere diversi peccati.

La "norma islamica" comprendeva i vari aspetti della vita quotidiana, e praticamente tutta la società (tranne i non-Musulmani); essa dunque non veniva relegato soltanto ad un manipolo di "duri e puri", od unicamente ad una sorta di equivalente islamico di clero, in base all'idea già citata per la quale Sunnah sarebbe "per gli imam", una sorta di "divisa" per una "classe" separata dalla "normale società" - ovvero da una società che invece nel suo complesso si è sganciata dall'Islam ed ha accettato come "norma" i costumi dei kuffar colonizzatori.

Nei resoconti delle vite degli Awliya', infatti, non si menzionano cose ovvie come "aveva una barba di un pugno" o "si vestiva da Musulmano", così come non si menziona che eseguisse tutte e cinque le Salah quotidiane nel loro orario, essendo queste le basi essenziali condivise da qualsiasi Musulmani, pure i "peggiori" peccatori.
Semmai, si riporta che facessero dhikr per tot ore al giorno, o che eseguissero decine di raka`at, di tahajjud, etc.

Invece, i modernisti che si oppongono alle "Sunan esteriori" accettano di fatto l'assoggettamento delle società islamiche e dei Musulmani a norme estranee: per loro è "normale" che i Musulmani dalle Filippine al Kenya (così come tutti gli altri popoli del mondo) debbano vestirsi con il completo giacca-cravatta da businessman europeo, o con t-shirt, jeans e scarpe nike da ragazzino americano.
Così come sarebbe per loro "normale" che tutto il mondo si vestisse come si vestivano "tradizionalmente" i giapponesi (o gli Inca, o...), se invece fossero stati loro a conquistare il predominio culturale, economico e militare nel mondo, ed a quest'ora prenderebbero in giro chi non accettasse di vestirsi in kimono e
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, e riempirebbero il mondo di palazzi in stile giapponese tradizionale.

I vestiti e le abitudini di un determinato popolo del mondo vengono quindi indebitamente associato al concetto indescrivibile di "modernità", e tale concetto viene introiettato con arrendevolezza e sottomissione, giustificando qualunque cosa.

E di conseguenza, la norma non è più - per queste persone - l'Islam, bensì quella determinata e scelta da chi esercita il potere globale.

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MessaggioInviato: Gio Apr 19, 2012 3:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

post a cinque stelle

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MessaggioInviato: Gio Giu 21, 2012 4:09 am    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh
A quanto pare rasul sallallaahu "ha vietato che ci vestiamo diversamente dal modo di vestire della gente del luogo dove viviamo". O_o

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MessaggioInviato: Gio Giu 21, 2012 1:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Menderes al-Arnauti ha scritto:
Assalamu alaykum wa rahmatullahi wa barakatuh
A quanto pare rasul <img src="http://img97.imageshack.us/img97/6042/saaws.png"> "ha vietato che ci vestiamo diversamente dal modo di vestire della gente del luogo dove viviamo". O_o


Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh,

Eccone un'altra..

Chiedi la fonte di tale presunto "hadith" del Profeta sallallaahu, e come mai i suoi stessi Compagni (radiyallahu `anhum) abbiano fatto l'opposto, "esportando" la Sunnah come abbigliamento del Musulmano ovunque siano andati. Con gli stessi Khulafa' che diedero chiare disposizioni ai Musulmani di mantenere il loro abbigliamento e non adottare quello delle popolazioni conquistate.

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Sab Giu 23, 2012 10:34 am    Oggetto: Rispondi citando

E non è tutto: addirittura è bidah vestirsi in quel modo.
Parlando del mio paese, visto che è da loro che ho sentito tutto questo, importare la moda "occidentale" con "jeans e maglietta attillata" lasciando il nostro abbigliamento va bene... questo non è bidah, ma vestirsi come il Migliore della creazione salallaahu questo è "esagerato", "bidah", "non fa parte della nostra cultura", "non porta nessuna ricompensa", "non è meglio" e mi fermo qui perché mi fa schifo dire 'ste parole.
Molti leggono e ripetono l'hadith del Profeta salallaahu dove dice che seguiremo i miscredenti anche se dovessero entrare in una tana, ma pochi di noi si chiedono veramente se non lo sto facendo io per primo.
A me ormai fanno "ridere" questi discorsi quando li sento, il problema è che li ascolta e prende anche tanta altra gente poichè sono parole di uno "che sa" e "che ha studiato".

_________________
Ibn al-Mubârak e l’Imâm Ahmad (che Allah abbia misericordia di loro) dissero:
“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano. Al-’Ankabût, 69)

Siate alberi che colpiti dalle pietre, rispondono con i frutti.
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Starlight
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MessaggioInviato: Sab Giu 23, 2012 11:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Menderes al-Arnauti ha scritto:
"non fa parte della nostra cultura"


sì perchè per loro quello che loro chiamano "cultura" (che io chiamerei in un altro modo) è religione, e la vera religione lo scambiano per cultura, "cultura araba" per intenderci.

ho notato che questo succede spesso e soprattutto con le persone "patriote" accecate da quell'orgoglio di patriotismo, per cui non vedono altro che la "cultura" (che non è cultura, sono un sacco di idiozie messe insieme e hanno pure il coraggio di chiamarla cultura)..

se vuoi un consiglio, spiega a loro come stanno le cose, il nostro compito è informarli della verità poi se vogliono capire bene altrimenti pazienza.

_________________

"and this too shall pass.."


L'ultima modifica di Starlight il Sab Giu 23, 2012 2:05 pm, modificato 1 volta
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Sufi Aqa
Amministratore - خادم
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Registrato: 29/03/07 21:20
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Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Sab Giu 23, 2012 1:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Menderes al-Arnauti ha scritto:
Parlando del mio paese, visto che è da loro che ho sentito tutto questo, importare la moda "occidentale" con "jeans e maglietta attillata" lasciando il nostro abbigliamento va bene... questo non è bidah, ma vestirsi come il Migliore della creazione salallaahu questo è "esagerato", "bidah", "non fa parte della nostra cultura", "non porta nessuna ricompensa", "non è meglio" e mi fermo qui perché mi fa schifo dire 'ste parole.


Hai centrato il punto del loro ""ragionamento""!

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ABDULLAH2012
Affezionatissimo
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Registrato: 08/11/11 11:02
Messaggi: 70

MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 4:23 am    Oggetto: Rispondi citando

CARO UMAR SAI COME DIREBEBRO IN INGHILTERRA PER QUELLO CHE HAI SCRITTO SU QUESTO ARGOMENTO???
SPOT ON MATE!!
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Fabb Yusuf Tarenti
Utente Senior
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Registrato: 19/09/10 02:25
Messaggi: 1420
Residenza: Bologna / Taranto

MessaggioInviato: Gio Mar 21, 2013 12:23 am    Oggetto: BismiLl&#257;hi arRa&#7717;m&#257;ni arRa&#7 Rispondi citando

Riporto alcunii interventi da un'altra discussione, che qui stanno a pennello.

Potrebbero risultare ridondanti, ma il motto di questo forum è repetita juvant; )


Nabil ha scritto:
L'abito non fa il monaco.
E piu importante l'essere che apparire!!!
Uno puo vestirsi da vero musulmano ma avere un livello di fede molto basso!
Uno puo vestirsi normalmente ed essere un musulmano autentico.


La prima cosa è verissima, la seconda falsa.
Non che se vediamo uno vestire senza Sunna non è un musulmano autentico, ma in quel che fa' certamente non si comporta da musulmano e se lo fa' di regola NO, non è autentico (nel senso che mi sembra vuoi dire, cioè un musulmano esemplare, un credente fervente)!

La verità sai qual è? Che oggi tanti musulmani amano e imitano i modelli del kufr e quel che vogliono apparire è "occidentali autentici" o "persone normali" come dite voi.
Questo dimostra che il problema è proprio di fede e quindi "l'abito fa' il monaco" non per l'abito in sé ma perché viene messo per un motivo di fede, la fede nell'Occidente.

P.S.: Interessantissimo notare che lo Šaiḫ dichiara un'importazione illecita dei kuffar mangiare con le posate sul tavolo...


---

Be' Nabil è vero, ma dipende...
Ci sono certi stili e modi di vestire che ci identificano.
Oggi vedo tanti ragazzini vestirsi in uno stile tipo da rapper o qualcosa del genere (ormai sto diventando anche io datato : S).
E' evidente che questi indossano una specie di divisa per farsi riconoscere e non rappresenta l'Islam ma rappresenta delle mode e idee estranee ad esso.

Certo, si può anche andare in giro in camicia e pantaloni, ma anzitutto che non rappresentino l'adesione a qualche gruppo, moda, fede estranea all'Islam, poi che non siano attillati, strappati, trasparenti o indecenti... cioè l'‘awra non può essere mostrata. Ci sono fratelli che purtroppo mettono jeans stretti e si distinguono palesemente i genitali!! Poi durante la ṣalā spesso i pantaloni cadono così giù che si vede il fondoschiena al punto anche che si perde la ṣalā!!

Se uno mette un pantalone bello largo, non troppo corto da salire sopra il ginocchio né troppo lungo da scendere sotto la caviglia, e sopra una maglia, una camicia o quel che sia che vada già almeno sopra le parti basse davanti e da dietro o comunque che non si alzi durante la saǧda non c'è problema.

Certo che se l'abito ti rende riconoscibile come musulmano è tutta un'altra cosa.
Ogni passo che fai tu stai facendo da‘wa, alzi l' ‘izza dei musulmani ("l'orgoglio"), chi ti vede ti saluta col salām, i non musulmani si incuriosiscono e magari ti fermano e chiedono qualcosa sull'Islam, i musulmani peccatori magari si ricordano e si vergognano e si pentono, chi viene da fuori e non sa dov'è una moschea subito quando ti vede ti ferma e ti chiede e prendi ḥasanat, le donne che se fossi vestito normale potrebbero volerti avvicinare vedendoti con la tonaca magari hanno imbarazzo, ecc. ecc. ecc.
Ah e senza dimenticare una cosa grandissima: se indossi la sunna sei protetto da tanti peccati perché ti vergogni a farli con quel vestito!!


---


Oggi mi è venuto da fare un esempio forse un po' sciocco ma spero efficace.
Quando entriamo in un supermercato e abbiamo bisogno di un'informazione in mezzo alle decine o centinaia di persone che ci circondano noi subito cerchiamo qualcuno con la divisa dei dipendenti di quel negozio. A distanza riconosciamo la divisa, il colore, il simbolo e subito ci dirigiamo verso di lui per chiedere informazioni.

Così come pensiamo di poter fare da‘wa se per strada siamo confondibili tra la massa e nulla ci distingue e identifica come musulmani?

Quando mi reco in una città che non conosco e cerco informazioni su dove si trova la moschea la prima cosa che faccio guardandomi attorno è cercare un musulmano e se vedo un uomo con la barba lunga e un abito lungo sono felice e subito lo saluto col Salām e gli chiedo senza temere di sbagliarmi.

Chissà quante persone là fuori hanno curiosità e magari hanno voglia di diventare musulmani e non aspettano altro che porre le loro domande o proprio di dire Šahāda e quando uno di noi passerà per strada con l'abito del musulmano loro si avvicineranno a lui per chiedere. Magari quel musulmano non ha tanto da insegnare, non è avvezzo a fare discorsi o altro e magari neanche conosce la lingua italiana ma in quel momento potrà avere il grande onore di accogliere un'altra persona nell'Islām per il volere di Allāh, ed essendone stato mezzo su di lui saranno duplicate tutte le ricompense di quella persona, ogni sua buona azione sarà ascritta anche per lui che guadagnerà meriti senza fare nulla, solo per essere uscito orgogliosamente vestito da musulmano.

_________________
(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

Numeri 23:19 (BIBBIA)


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Ven Mar 22, 2013 2:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Habib Umar on Clothes & Fashion: Who Do We Follow?

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