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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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La nave affondata

 
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Autore Messaggio
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Inviato: Sab Lug 04, 2020 5:12 am    Oggetto: Ads

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angelo
Affezionatissimo
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MessaggioInviato: Mer Gen 05, 2011 8:43 am    Oggetto: La nave affondata Rispondi citando

Ultimamente sto a lungo riflettendo sui versetti che vanno dal 71 all'82 della diciottesima sura in cui discutono i profeti Khadir e Mosè. Mi piacerebbe conoscere le vostre osservazioni in merito. Un abbraccio.

E così partirono, finché, quando salirono sulla Nave, quegli la forò. " L'hai tu forata, gli chiese Mosè, per far annegare tutti quei che vi stan sopra? Hai certo commesso una cosa enorme!" - 72 "Non ti dicevo, rispose, che tu non avresti potuto, con me, pazientare?" - 13 "Non mi riprendere, ribatté Mosè, perché me n'ero dimenticato. Non m'imporre dunque punizione gravosa". - 74 E andarono ancora finché s'imbatterono in un giovanetto,che quegli uccise. "Hai ucciso un'anima pura senza alcuna necessità di vendicare un'altra anima? Hai commesso cosa inaudita!" - 75 Rispose: "Non ti dicevo che tu non avresti potuto, con me, pazientare?" - 76 E Mosè rispose: “Se d'ora in poi ti chiederò una sola cosa, non accompagnarti più a me, avrai scusa sufficiente per abbandonarmi". - 77 E andarono ancora, finché, giunti a una città, chiesero del cibo a quegli abitanti, ma essi rifiutaron d'ospitarli. E trovarono in quella città un muro che stava per crollare e quegli lo raddrizzò. Allora Mosè gli disse: "Se avessi voluto avresti potuto farti pagare per questo!" - 78 “Qui ci separeremo, rispose l'altro, ma prima ti darò la spiegazione di queste cose sulle quali non hai potuto pazientare. - 79 Quanto alla nave, essa apparteneva a povera gente che lavorava sul mare, ed io volli guastarla, perché li inseguiva un re corsaro che prendeva tutte le navi a forza. - 80 Quanto al giovanetto, i suoi genitori eran credenti, e tememmo che egli li forzasse ad empietà e miscredenza - 81 e volemmo che il loro Signore desse loro in cambio un figlio più puro e più affezionato. - 82 Quanto al muro, esso apparteneva a due giovanetti orfani di quella città e sotto c'era un tesoro che loro apparteneva e il loro padre era un uomo pio; e il tuo Signore volle che essi pervenissero all'età adulta e poi essi stessi scavassero fuori il tesoro, come segno di misericordia da parte del Signore. E ciò che feci non lo feci io. Ecco la spiegazione di quello su cui non hai potuto esser paziente”.
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NADIA R.
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Registrato: 19/01/09 15:51
Messaggi: 799

MessaggioInviato: Gio Gen 06, 2011 12:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

as salamu alaicum wa rahmatullah wa barakatuhu

Dio ci ha fatto conoscere questa storia tramite il Corano ed è stato raccontato anche dal Profeta saws in un hadit fisaihi al Bukhari.
Questo incontro tra Mosè e questo personaggio misterioso del quale non si ha altra traccia oltre a questo episodio ci è stato rivelato per dare a noi musulmani una grande lezione, in quanto questo racconto è pieno di insegnamenti.

Inizia quando un giorno Mosè parlava al suo popolo riferendo la sua conoscenza che , avendo ricevuto i comandamenti, la Torah, avendo parlato con Dio, era decisamente superiore a chiunque altro.
Un uomo allora gli disse: "Non c'è nessuno più sapiente di te!" e lui gli rispose: "No non c'è nessuno."
Dio mandò a lui l'angelo Gabriele per rimproverarlo di non aver riferito della totale conoscenza solo ad Allah, e gli disse che Dio dà la conoscenza a chi vuole Lui, anche al di fuori dei Profeti:
dalla sura "La caverna"
65. Incontrarono uno dei Nostri servi*, al quale avevamo concesso misericordia da parte Nostra e al quale avevamo insegnato una scienza da Noi proveniente.
A questo punto vediamo l'importanza della scienza ma la limitatezza della conoscenza che ogniuno può avere.
A Mosè ha dato la scienza della profezia, conosceva le regole di Torah, lui ha parlato con Dio ma comunque tutto questo è limitato rispetto alla scienza di Allah mentre a sayedina al-Khid_r ha dato una scienza diversa dalla profezia, una scienza del ghayb, del destino, ma tutte e due questi tipi di scienza sono al di fuori della norma, e Dio sceglie i suoi servi a cui dare questa conoscenza.

Vediamo l'insisteza dello studioso che affronta un duro e lungo viaggio senza sapere la destinazione in quanto l'unico indizio è il pesce che riprenderà la vita dentro il mare.
L'incontro con al-Khid_r avviene in un momento che quest'uomo dormiva e Mosè, per il rispetto verso il suo maestro, lo aspettò finchè si svegliò.
Il rifiuto di al Khid_r ad accompagnare Mosè nel viaggio, e l'insistenza, l'umiltà di Mosè per convincerlo a stare con lui.

L'insegnamento di al Khid_r non è teorico, non ci sono spiegazioni con parole, ma tutto avviene con azioni pratiche che davanti a Mosè risultano atroci, orribili, come l'uccisione del Bambino o l'affondamento della barca, o assurde come nel caso della ricostruzione del muro di quel popolo avaro che gli aveva rifiutato l'ospitalità.

Sayedina al Khid_r mostra una grande saggezza nel riferire a se stesso le azioni negative anche se tutto è gestito dalla volontà di Dio, come l'uccisione del bambino, un atto orrendo, che però nasconde ciò che noi non potevamo sapere e solo Dio sapeva, per cui questo atto, esteriormente orribile nasconde la misericordia di Dio che non ha voluto che non crescesse nella miscredenza e non ha voluto che con la sua miscredenza sviasse e portasse dispiacere e sofferenza ai suoi genitori ai quali ha poi donato un altro figlio più buono.
La stessa cosa è per il danneggiamento della barca, lui ha rischiato di fare annegare la gente, ma per la misericordia di Allah li ha salvati dalla fame perchè quando il tiranno vide la barca danneggiata non la volle ed i pescatori poterono continuare a lavorare e sfamare la loro gente dopo averla riparata.
Per la ricostruzione del muro, lui vide l'avarizia di quel popolo e sapeva che se avessero scoperto il tesoro lo avrebbero sottratto ai legittimi proprietari che erano due bambini orfani, e con la sua ricostruzione tolse la possibilità che qualcuno scoprisse il tesoro ma lasciò che i bambini crescessero per potere usufruire della loro eredità.

In queste storie è forte la cotraddizione di quello che appare esteriormente alla nostra vista, con quello che si cela interiormente che solo Dio conosce, per cui in definitiva dobbiamo accettare il nostro destino bello o brutto che sia, perchè anche dentro le disgrazie, le malattie, le sofferenze c'è una misricordia e un bene per noi.
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Sufi Aqa
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Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Sab Gen 08, 2011 1:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Angelo, quanto tempo!

Al momento il sito è fuori uso, ma quanto torna attivo ti invito a dare un'occhiata al commento relativo ai versetti in questione al seguente link:


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Dom Gen 09, 2011 5:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho trovato anche una preziosissima traduzione dal celebre "
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" di Hakim al-Ummat Hadrat Maulana Ashraf Ali Thanwi (rahimahullah); ecco le parti che ti interessano:

Story of Musa and Khadir (part 1) – Verses 60-70 -
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Story of Musa and Khadir (part 2) – Verses 71-82 -

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angelo
Affezionatissimo
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Residenza: Napoli

MessaggioInviato: Sab Gen 22, 2011 6:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie Nadia, grazie anche a te Umar e complimenti per il tuo blog.
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Al-amazighi
Utente Senior
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MessaggioInviato: Sab Gen 29, 2011 2:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamo 'alaykum,

Consiglio all'amico appassionato di imbarcazioni di studiarsi anche la storia di Huh 'as e di come allah swt l'ha salvato con la sua famiglia ed i pochi che hanno creduto in lui dall'empietà della società di allora. wallahu-a'lam.

salam

_________________
"Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso." ( Corano II : 255 )
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