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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Islam e peccato, la linea di demarcazione

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
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Inviato: Gio Lug 02, 2020 2:47 pm    Oggetto: Ads

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esther
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MessaggioInviato: Sab Giu 05, 2010 12:36 pm    Oggetto: Islam e peccato, la linea di demarcazione Rispondi citando

as-salamu alaykum wa rachmatu - Llah


L'ultima modifica di esther il Dom Giu 13, 2010 7:29 pm, modificato 1 volta
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NADIA R.
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MessaggioInviato: Sab Giu 05, 2010 11:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

As salamu alaycum wa rahmatullah wa baracatuhu

cara sorella, seguire l'islam vuol dire seguire le regole che Dio ci ha dato, e queste devono essere al di sopra di tutto il resto.
So che sei da poco tornata all'Islam, al hamdu lillah, ed inshallah per te è cominciata una nuova vita, per cui sorella ti consiglio di non partire con dei peccati:
coprirsi per la donna è un obbligo e a me mi rattrista che tu dia più importanza alla gente, ai parenti ai colleghi del lavoro che al nostro creatore.
.... cosa ti importa delle chiacchiere, sicuramente ti parlano dietro anche adesso solo perchè hai sposato un musulmano, ..... e allora?
Approfitta del tuo ritorno all'Islam per girare veramente una nuova pagina e pensa che questa vita è breve e non merita dargli importanza, mentre la vita etrna che ci aspetta, ...... è a quella che dobbiamo pensare e con il lavoro ed l'ipegno di questa vita possiamo guadagnare il Paradiso.

Per quanto riguarda lo sport, sono daccordo che fa bene alla salute, ma dovresti trovare un ambiente adeguato alla donna musulmane, dove non stanno insieme uomini e donne ed anche l'istruttore è donna, so che non è facile trovare queste condizioni in Italia per cui anche fare una passeggiata o una corsa in campagna o in montagna, potrebbe essere una buona idea...:))
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AsSiqilli
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MessaggioInviato: Dom Giu 06, 2010 3:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

بسم الله الرحمن الرحيم

As-Salāmu `alaykum,

Concordo con quanto detto da Nadia, e trovo che questa campagna contro il velo, simbolo di illibatezza e di purezza, sia veramente assurda, dal momento che la promiscuità, la perversione, e l’immoralità dilagano ovunque indisturbate. Ed è altresì assurdo a mio avviso che un musulmano o una musulmana prestino ascolto ai propalatori di siffatte nefandezze e volgarità. In gioco è il pudore, la dignità, e il contegno esteriore di ognuno, e ogni buon musulmano e musulmana sono tenuti a mantenere in ogni circostanza, e a maggior ragione se vivono in una società di scimmie e di maiali. Non sono forse bravo a dare consigli, ma per quel che mi riguarda me ne capitano di tutti i colori non appena metto piede fuori di casa, e solo per il fatto che ho la barba! Me ne frego altamente delle loro dicerìe e melensaggini; e provo soltanto del ribrezzo nei confronti di questa gentaglia, e cerco, per quanto possibile, di starmene alla larga, dissociarmi da costoro, dandogli meno confidenza possibile. Per quanto riguarda il coprire viso, piedi e mani, i fuqahā’ divergono se ciò sia necessario o meno. Lo Šayḳ al-Islām Ibn Taymiyyah ci riferice che l’opinione corretta per quanto riguarda il il madhhab ḥanbalī è che sia necessario coprire tutto il corpo, ad eslusione degli occhi; e secondo quanto ci attesta Ibn Qaīym al-Jawzīah (raḥimahullāhu) ciò è necessario quando esce di casa, e non quando prega. Come disse il Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam):

المراة عورة فاذا خرجت استشرفها الشيطان

"La donna è `awrah, per cui quando se ne esce, Šayṭan le fa visita"

Anche nel madhhab šāfi`ī, secondo alcuni ciò è necessario. As-Suyūṭī (Raḥimahullāhu Ta`ālā) disse in riferimento alla dichiarazione di Allāh (Subḥanahu wa-Ta`ālā):

يَا أَيُّهَا النَّبِيُّ قُل لِّأَزْوَاجِكَ وَبَنَاتِكَ وَنِسَاءِ الْمُؤْمِنِينَ يُدْنِينَ عَلَيْهِنَّ مِن جَلَابِيبِهِنَّ ذَ‌ٰلِكَ أَدْنَىٰ أَن يُعْرَفْنَ فَلَا يُؤْذَيْنَ وَكَانَ اللَّهُ غَفُورًا رَّحِيمًا

“O Profeta, di' alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli (jalābīb), così da essere riconosciute e non essere molestate. Allāh è perdonatore, misericordioso”.

هذه آية الحجاب في حق سائر النساء، ففيها وجوب ستر الرأس والوجه عليهن

“Questa è l’āyah dell’ḥijāb valida per tutte le donne, e mostra l’obbligo di coprire il capo e il viso.”

E disse An-Nawawī (Raḥimahullāhu Ta`ālā):

اتفاق المسلمين على منع النساء من الخروج سافرات

"C'è accordo dei musulmani che le donne non debbano uscire con il volto scoperto."

L’ḥijāb dal punto di vista linguistico: Il maṣdar (modo infinitivo/nome verbale) a cui si riconduce il significato di ḥijāb è “as-Satr” (copertura/cortina), “al-Ḥaylūlah” (separazione/prevenzione), e “al-Man`” (preclusione/protezione).

L’ ḥijāb dal punto di vista legale e idiomatico: È un abito che giunge a coprire tutto il corpo, inclusi (o eclusi) il volto, le mani, i piedi; evitando così di mostrare una parte del corpo, assieme gli ornamenti che lo adornano, ed essere in tal modo tutt’uno con i vestiti, così come si è al riparo all’interno delle proprie abitazioni.

Come evidenziato dalla seguente dichiarazione di Allāh (Subḥanahu wa-Ta`ālā):

وَلَا يُبْدِينَ زِينَتَهُنَّ إِلَّا مَا ظَهَرَ مِنْهَا

“E non mostrino i loro ornamenti, eccetto quello che appare”

E come si evince dalla seguente dichiarazione di Allāh (Subḥanahu wa-Ta`ālā):

وَقَرْنَ فِي بُيُوتِكُنَّ وَلَا تَبَرَّجْنَ تَبَرُّجَ الْجَاهِلِيَّةِ الْأُولَىٰ

“Rimanete con dignità nelle vostre case e non mostratevi come era costume ai tempi dell'ignoranza.”

Riporta Muslim da Abī Hurayrah, che il Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam) disse:

" صنفان من أهل النار لم أرهما قوم معهم سياط كأذناب البقر يضربون بها الناس ونساء كاسيات عاريات مميلات مائلات رؤوسهن كأسنمة البخت المائلة لا يدخلن الجنة، ولا يجدن ريحها وإن ريحها ليوجد من مسيرة كذا وكذا ".

“Ci sono due tipi di persone dell’inferno che non ho visto: gente con delle fruste, come le code dei bovini, con cui colpicono gli uomini; e donne vestite che sembrano nude, dall’andatura barcollante. Le loro teste sono come le gobbe di un grasso cammello. Non entreranno in Paradiso e non ne percepiranno la fragranza né gli uni, né gli altri.”

Disse Šayḳ al-Islām Ibn Taymiyyah (raḥimahullāhu) in Majmū` al-Fatāwā (22/146):

" وقد فسر قوله صلى الله عليه وسلم :( كاسيات عاريات ) بأن تكتسي ما لا يسترها،فهي كاسية وهي في الحقيقة عارية، مثل من تكتسي الثوب الرقيق الذي يصف بشرتها أو الثوب الضيق الذي يبدي تقاطيع خلقها مثل عجيزتها وساعدها ونحو ذلك . وإنما كسوة المرأة ما يسترها فلا يبدي جسمها ولا حجم أعضائها لكونه كثيفاً واسعاً ".

"La dichiarazione del Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam): “donne vestite che sembrano nude” significa che esse indossano dei vestiti che non le coprono a sufficienza; come ad esempio una donna che vestisse con un vestito sottile, rivelando in tal modo le sue fattezze e i contorni del suo corpo, come nel caso dei glutei, degli avambracci, ecc. Invece l'abbigliamento di una donna dovrebbe coprirla completamente, e non rivelare il suo corpo o le sue proporzioni, in virtù della sua pienezza e rotondità.

Disse l’Imām adh-Dhahabī nel suo Kitāb al-Kabā’īr:

ومن الأفعال التي تلعن عليها المرأة إظهار الزينة، والذهب،واللؤلؤ تحت النقاب، وتطيبها بالمسك، والعنبر،والطيب إذا خرجت، ولبسها الصباغات، والأزر الحريرية، والأقبية من التبرج الذي يمقت الله عليه، ويمقت فاعله في الدنيا والآخرة، ولهذه الأفعال التي قد غلبت على النساء قال عنهن صلى الله عليه وسلم " اطلعت على النار فرأيت أكثر أهلها النساء ".

“E tra le azioni che causano la maledizione nella donna: il mostrare la sua bellezza, l’oro, e I gioielli che indossa sotto il niqāb. L’uscire di casa dopo essersi profumata di muschio, o di ambra . L’indossare abiti sgargianti, coperture di seta, vesti scollate. Tutte azioni che Allāh detesta, e per le quali detesta chi le commette in questa vita e nell’altra. Ed è a causa di queste azioni che possono aver commesso le donne che il Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam) disse: “Gettai uno sguardo nell'inferno e vidi che la maggior parte dei suoi abitanti erano donne”

Inoltre è risaputo che i musulmani non dovrebbero imitare o tentare di asomigliare ai kuffār, sia che si tratti di abiti usuali oppure di vestiti occasionali. Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`ālā):

أَلَمْ يَأْنِ لِلَّذِينَ آمَنُوا أَن تَخْشَعَ قُلُوبُهُمْ لِذِكْرِ اللَّهِ وَمَا نَزَلَ مِنَ الْحَقِّ وَلَا يَكُونُوا كَالَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ مِن قَبْلُ فَطَالَ عَلَيْهِمُ الْأَمَدُ فَقَسَتْ قُلُوبُهُمْ وَكَثِيرٌ مِّنْهُمْ فَاسِقُونَ

“Non è forse giunto, per i credenti, il tempo di umiliare i loro cuori dinnanzi al monito di Allāh e alla verità che da lui discese? E non divengano come quelli che ricevettero il Libro in precedenza, a cui fu concesso un tempo limite. I loro cuori si indurirono e molti fra loro divennero perversi.”

E disse al-Ḥāfiẓ Ibn Kathīr nel suo tafsīr, riguardo alle parole [ وَلَا يَكُونُوا كَالَّذِينَ أُوتُوا الْكِتَابَ ] “E non divengano come quelli che ricevettero il Libro”:

ولهذا نهى الله المؤمنين أن يتشبهوا بهم في شيء من الأمور الأصلية و الفرعية .

"Pertanto Allāh ha vietato ai credenti di imitarli nella qualsivoglia cosa, riguardo gli affari, i principi, e le ingiunzioni."

E dalla Sunnah v’è la dichiarazione del Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam), come riportato nel Musnad di Aḥmad, da Ibn `Umar (raḍīAllāhu `anhumā):

( من تشبَّه بقوم فهو منهم ).

“Chi imita un popolo è uno di loro”.

Wa-Allāhu A`lam
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Lun Giu 07, 2010 12:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

esther ha scritto se avere piu mogli è meno peccaminoso di non.......esther nell islam avere piu mogli,fino a 4 non è peccato,vorrei pero sapere se sei entrata nell islam di gia o meno,vorrei inoltre consigliarti di concentrarti sul concetto di tawheed,unicita di Dio prinma ancora che su aspetti che vengono dopo,come abbigliamento o palestra ecc ecc

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"la salafia,assieme alla coca cola e all happy meal è il prodotto della globalizazzione capitalistica statunitense"

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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Lun Giu 07, 2010 2:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalam aleiku wa rahmatullah wa barakatu
fratello al ghuraba mi hai tolto le parole di bocca. stavo per risponderle le stesse cose..inchallah che Dio la aiuti a trovare la strada..io fratelli invece è un periodo che cerco distare il più possibile attaccata alla via di Allah swt ma mi accorgo che sono tante le cose che non riesco a seguire nel senso che in un modo o nell'altro mi accorgo di aver sbagliato qualcosa...porto il hijab e ho pensato che mi piacerebbe mettere il niqab ma ho paura per il mio lavoro in quanto lavoro in una scuola e Dio sa in che problemi incapperei...che posso fare!!!?????

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Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
Chiedi dunque perdonoper ogni dubbi, sii contritoper ogni mancanza, fai un bene per ogni male commesso.
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MessaggioInviato: Lun Giu 07, 2010 10:48 pm    Oggetto: Re: Islam e peccato, la linea di demarcazione Rispondi citando

esther ha scritto:
Vedo attrno a me contraddizioni in persone musumane nel modo di pensare e di fare e mi sento condannata per la mia scelta di non portare il velo e di fare sport con abbigliamento sportivo (maglietta a maniche corte + pantacollants sotto il ginocchio). Per motivi di salute devo fare sport e nella vita quotidiana il velo porterebbe situazioni di disapprovazione sia in famiglia sia al lavoro.
Sono nel peccato?


Mostrare ad uomini estranei (non-mahram) parte di quella che è la tua `awrah di fronte a loro e di ciò che devi coprire di fronte a loro è sì un peccato, essendo la violazione di un ordine e di un comando di Allah l'Altissimo (e non per la condanna delle altre persone).

Cosa conta, sorella, la disapprovazione delle creature, di fronte alla disobbedienza al Creatore?

Citazione:
Chi fuma o beve o fa adulterio pecca quanto me?
(...)
L'abbigliamento di una donna è un peccato più o meno grande rispetto a:
- avere più mogli
- fumare
- bere alcolici
- masturbarsi
- l'omossessualità
- guardare video hard
- essere violenti con l parole e/o con le mani
- offendere/insultare


Come musulmani, dobbiamo innanzitutto pensare alla nostra situazione; dovremmo pensare: "se anche tutti i musulmani del mondo compissero peccati molto peggiori dei peccati che commetto io, come posso io sapere che magari Allah non li perdoni per una qualche azione che accetta da loro, e che invece non perdoni me?".

Non dobbiamo pensare a quanto sia "piccolo" il peccato che commettiamo (soprattutto se si tratta di peccati maggiori - kaba'ir), ma semmai a quanto sia Maestoso e Potente il Signore ai cui ordini disobbediamo.

Comunque, sposare più mogli (fino a quattro), non è un peccato.

Citazione:
Chi fa questi tipi di peccato è un/una miscredente?
(...)
So che il Corano prescrive alle donne di coprirsi, eslusi: il viso, i piedi e le mani; e per quanto riguarda i peccati sovralencati so che sono peccati e non vanno fatti.
Un musulmano - una musulana, che peccati "può" ( "non puo") fare per essere considerato- tale?


Commettere peccati in sè non porta alla miscredenza, ad eccezione dei peccati che neghino la fede nell'Islam, o a meno che non si ritenga lecito qualcosa di proibito (anche se nemmeno lo si compie).

Ti consiglio di leggere questa discussione per una disamina più approfondita dei rapporti tra peccati e fede:

dov'è la linea di confine? (peccato e miscredenza) -

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E, cosa ancora più importante, Allah perdona tutti i peccati al Suo servo che si pente sinceramente e si ripromette di non compierli più: è su questo che dovremmo concentrarci!

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MessaggioInviato: Lun Giu 07, 2010 10:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umm Hajar ha scritto:
porto il hijab e ho pensato che mi piacerebbe mettere il niqab ma ho paura per il mio lavoro in quanto lavoro in una scuola e Dio sa in che problemi incapperei...che posso fare!!!?????


Io inizierei col valutare se e quanto sia necessario che tu lavori; prova a dare un'occhiata a questa discussione, in cui vi sono anche delle fatawa sull'argomento:

Sono nuova...assalamu aleikom.(divieto hijab al lavoro) -

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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 8:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie a tutti e che Dio sia con noi


L'ultima modifica di esther il Dom Giu 13, 2010 7:30 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 8:06 am    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:
Umm Hajar ha scritto:
porto il hijab e ho pensato che mi piacerebbe mettere il niqab ma ho paura per il mio lavoro in quanto lavoro in una scuola e Dio sa in che problemi incapperei...che posso fare!!!?????


Io inizierei col valutare se e quanto sia necessario che tu lavori; prova a dare un'occhiata a questa discussione, in cui vi sono anche delle fatawa sull'argomento:

Sono nuova...assalamu aleikom.(divieto hijab al lavoro) -

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Buongiorno Andrea Aurangzeb, la mia risposta è che è necessario che io lavori, sono di Milano e qui solo per mantenere una casa bisogna lavorare e poi per Dio il lavoro è una forma di preghiera
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esther
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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 8:08 am    Oggetto: Re: Islam e peccato, la linea di demarcazione Rispondi citando

Grazie ancora


L'ultima modifica di esther il Dom Giu 13, 2010 7:31 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 4:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umar con il solo lavoro di mio marito non ce la facciamo e abbiamo una bimba di dieci mesi..non ce la facciamo senza il mio lavoro!!!

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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 5:22 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Umm Hajar ha scritto:
Umar con il solo lavoro di mio marito non ce la facciamo e abbiamo una bimba di dieci mesi..non ce la facciamo senza il mio lavoro!!!


Sorella mia, vorrei dire una cosa importante a te e ad esther nel modo più delicato possibile, sperando di non offendere e di potervi ben consigliare il meglio inshaAllah.

E' fondamentale ricordare sempre e costantemente a noi stessi che è Allah ta °ala che ha nelle mani la nostra vita, è lui che ci sostiene, arRazzaq, e che ci dà la vita come la morte.

Noi non possiamo prevedere alcunché del nostro futuro, ed è un grosso inganno quello di procrastinare qualcosa, o non effettuare un cambiamento, nella convinzione che questo comporterebbe certamente conseguenze negative.

No! E' solo Allah ta °ala che sa cosa potrà succedere se lascerai il lavoro o lo cambierai! Certo, questo non deve portarci a fare scelte sconsiderate, poiché Allah ha posto un certo ordine nell'universo per cui 'generalmente' ad un qualcosa ne segue un altro qualcosa, ma, in particolare se ciò di cui parliamo è qualcosa di illecito o che porta all'illecito, non possiamo non confidare che allontanandocene Allah ci sostenga e ci dia una soluzione se Lui vuole!

Allah nel Corano ci dice perfino di non rinunciare a fare figli temendo la miseria, garantendoci che si occuperà Lui del loro sostentamento, non mi pare dunque giusto temere di soffrire la miseria rinunciando ad un lavoro illecito.

Questa storia mi ricorda quella di quei musulmani che vendono alcolici e quando li inviti a desistere ti dicono "ma fallirei!". Si credono forse meglio di Allah da sapere il futuro? E se invece Allah distruggerà i loro affari nonostante la vendita di alcolici tanto redditizi? E se invece li farebbe vivere nelle agiatezze rinunciandovi?
D'altronde, se i fini giustificassero i mezzi, potremmo compiere qualsiasi atto illecito pur di guadagnare per sostenere la nostra famiglia??

P.S.: Che il lavoro sia una forma di °ibadah sarà pur vero, ma quale lavoro migliore c'è di quello della moglie e madre che si occupa della sua famiglia? Nel caso in cui ella si occupi di qualcos'altro al punto da negligere dal suo ruolo migliore, questo non solo non sarebbe °ibadah ma anche peccato.

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((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 5:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma fratelli io porto il hijab e l'abbigliamento che ne consegue ..la mia difficoltà sta nell'indossare il niqab e...mio marito marito mi ha fatto capire che per ora è meglio che porti solo il hijab...quindi anche lui è poco daccordo per ora...io voglio capire se è sicurissimo che il niqab è obbligatorio??

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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 5:39 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Umm Hajar ha scritto:
Ma fratelli io porto il hijab e l'abbigliamento che ne consegue ..la mia difficoltà sta nell'indossare il niqab e...mio marito marito mi ha fatto capire che per ora è meglio che porti solo il hijab...quindi anche lui è poco daccordo per ora...io voglio capire se è sicurissimo che il niqab è obbligatorio??


Scusa, io facevo un discorso in generale, avrei dovuto precisare che non giudicavo necessariamente il tuo lavoro o quello dell'altra sorella come illeciti, ma avevo preso spunto da una tua frase per un commento più ampio.

Riguardo la velatura del viso, è una questione su cui c'è ikhtilaf (divergenza) nella Umma, tra chi lo ritenga sempre obbligatorio, chi in certi contesti e situazioni, chi non lo ritenga obbligatorio ma comunque raccomandabile.

Dunque dipende da che madhaab segui e quale sia nel dettaglio la tua situazione. Ti invito a chiedere ai tuoi °Ulema di riferimento inshaAllah.

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MessaggioInviato: Mar Giu 08, 2010 5:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Graze mille fratello e che Dio ti ricompensi sempre..
beh io lavoro in una scuolo ma sono ancora in cerca di un lavoro fisso..noi vorremmo costruire un attività in Marocco , il paese di mio marito per cui devo aiutarlo come posso...portare il Niqab mi creerebbe non pochi problemi , ma che dio mi perdoni se sbaglio in questo!!! forse potrei portarlo solo nei nostri paesi!!!

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MessaggioInviato: Mer Giu 09, 2010 1:29 am    Oggetto: Rispondi citando

esther ha scritto:
'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:
Umm Hajar ha scritto:
porto il hijab e ho pensato che mi piacerebbe mettere il niqab ma ho paura per il mio lavoro in quanto lavoro in una scuola e Dio sa in che problemi incapperei...che posso fare!!!?????


Io inizierei col valutare se e quanto sia necessario che tu lavori; prova a dare un'occhiata a questa discussione, in cui vi sono anche delle fatawa sull'argomento:

Sono nuova...assalamu aleikom.(divieto hijab al lavoro) -

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Buongiorno Andrea Aurangzeb, la mia risposta è che è necessario che io lavori, sono di Milano e qui solo per mantenere una casa bisogna lavorare e poi per Dio il lavoro è una forma di preghiera


Gentile Esther, la mia risposta era riferita alla sorella Umm Hajar che chiedeva riguardo la sua situazione. Mi scuso per l'equivoco.

Ad ogni modo considera che il "lavoro" inteso come occupazione esterna, si può considerare come una `ibadah (se effettuato con la corretta intenzione) per l'uomo, che ha il dovere di mantenere la moglie, ed è un tuo diritto farti mantenere da tuo marito.

esther ha scritto:
per quanto riguarda il velo, mi è impossibile metterlo, se non per la preghiera e a casa, perderei il lavoro e i miei genitori non ci dormirebbero la notte.


Come moltissime sorelle ti potranno confermare, vedrai che insha'Allah i tuoi genitori ci faranno l'abitudine dopo qualche tempo.

La nostra responsabilità è innanzitutto quella di obbedire agli ordini di Allah, tra cui appunto quello dell'"hijab" (inteso non semplicemente come "foulard sulla testa".

Per quanto riguarda le pratiche personali in determinate situazioni particolari, possono esserci delle eccezioni, come menzionato ad esempio nella fatwa che avevo riportato qualche messaggio sopra; per quanto riguarda la tua, dovresti far valutare la tua personale situazione ad un mufti che ti dia un responso giuridico in base alla tua condizione, e Dio sa meglio: non è sulle tue concrete azioni personali che possiamo mettere bocca, l'importante è aver chiarito - come spero abbiamo fatto - l'obbligatorietà dell'"hijab" ed al tempo stesso il fatto che non rispettarne tale obbligo non pone al di fuori nell'Islam, ma in una situazione di peccato.

Che Allah ti e ci renda più semplice la Sua adorazione e l'adesione ai precetti della Sua religione, amin.

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Giu 19, 2010 6:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tornando al topic dell'argomento, un'ottimo articolo:

Do Not Despise The Sinners - Mufti Muhammad Taqi Usmani -
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esther
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MessaggioInviato: Sab Giu 19, 2010 7:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:
esther ha scritto:
'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:
Umm Hajar ha scritto:
porto il hijab e ho pensato che mi piacerebbe mettere il niqab ma ho paura per il mio lavoro in quanto lavoro in una scuola e Dio sa in che problemi incapperei...che posso fare!!!?????


Io inizierei col valutare se e quanto sia necessario che tu lavori; prova a dare un'occhiata a questa discussione, in cui vi sono anche delle fatawa sull'argomento:

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Buongiorno Andrea Aurangzeb, la mia risposta è che è necessario che io lavori, sono di Milano e qui solo per mantenere una casa bisogna lavorare e poi per Dio il lavoro è una forma di preghiera


Gentile Esther, la mia risposta era riferita alla sorella Umm Hajar che chiedeva riguardo la sua situazione. Mi scuso per l'equivoco.

Ad ogni modo considera che il "lavoro" inteso come occupazione esterna, si può considerare come una `ibadah (se effettuato con la corretta intenzione) per l'uomo, che ha il dovere di mantenere la moglie, ed è un tuo diritto farti mantenere da tuo marito.

esther ha scritto:
per quanto riguarda il velo, mi è impossibile metterlo, se non per la preghiera e a casa, perderei il lavoro e i miei genitori non ci dormirebbero la notte.


Come moltissime sorelle ti potranno confermare, vedrai che insha'Allah i tuoi genitori ci faranno l'abitudine dopo qualche tempo.

La nostra responsabilità è innanzitutto quella di obbedire agli ordini di Allah, tra cui appunto quello dell'"hijab" (inteso non semplicemente come "foulard sulla testa".

Per quanto riguarda le pratiche personali in determinate situazioni particolari, possono esserci delle eccezioni, come menzionato ad esempio nella fatwa che avevo riportato qualche messaggio sopra; per quanto riguarda la tua, dovresti far valutare la tua personale situazione ad un mufti che ti dia un responso giuridico in base alla tua condizione, e Dio sa meglio: non è sulle tue concrete azioni personali che possiamo mettere bocca, l'importante è aver chiarito - come spero abbiamo fatto - l'obbligatorietà dell'"hijab" ed al tempo stesso il fatto che non rispettarne tale obbligo non pone al di fuori nell'Islam, ma in una situazione di peccato.

Che Allah ti e ci renda più semplice la Sua adorazione e l'adesione ai precetti della Sua religione, amin.

Fratello, solo Allah puà leggere nei nostri cuori e può sapere e giuducare. Quando dico che non posso mettere il velo e che devo lavorare è perchè non tutte le persone hanno il privilegio che ho io di poter portare a casa uno stipendio con un lavoro pulito; non tutti lavorano. Auguro a tutte le sorelle e a tutti i fratelli di essere sempre comodi nel bene e nel giusto di Allah
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Registrato: 15/09/08 07:36
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MessaggioInviato: Sab Giu 19, 2010 8:41 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

esther ha scritto:

Fratello, solo Allah puà leggere nei nostri cuori e può sapere e giuducare. Quando dico che non posso mettere il velo e che devo lavorare è perchè non tutte le persone hanno il privilegio che ho io di poter portare a casa uno stipendio con un lavoro pulito; non tutti lavorano. Auguro a tutte le sorelle e a tutti i fratelli di essere sempre comodi nel bene e nel giusto di Allah


Sorella, qua nessuno vuole giudicare la tua fede o le tue intenzioni, che dici bene sono conosciute a pieno solo da Allah subhanahu wa ta'ala.
Questo peró non significa che nessuno di noi possa giudicare i comportamenti dei nostri fratelli e sorelle per quel che vediamo esteriormente. Questa é un'idea profondamente inesatta.

Il musulmano ha il dovere di raccomandare il bene e reprimere il male, e deve volere per il proprio fratello ció che vuole per sé stesso, che significa anche volere che lui stia lontano dai peccati insha'Allah.
Ovviamente bisogna adottare buon senso e saggezza in questo arduo compito. Un conto é quel che puó fare la polizia di un paese islamico, per esempio, un conto é quel che puó fare un musulmano qualsiasi nel nostro paese; cosí come c'é differenza tra l'autoritá di un padre o una madre verso il figlioletto e quella di un dipendente verso il suo datore di lavoro, eccetera.

Poi, non sentiamoci sempre attaccati nel personale, sempre sulla difensiva, a voler autogiustificare le nostre colpe! Tutti noi compiamo peccati ed abbiamo mancanze, la cosa piú saggia é riconoscerlo, pentirci e sforzarci sinceramente per smettere di peccare.
Nessuno qui considera il proprio fratello meno musulmano perché compie questo o quel peccato, anche perché noi non possiamo conoscere i peccati che ognuno compie nel proprio segreto, che possono essere anche molto piú grandi di altri manifesti, e addirittura compromettere la fede.

Abbiamo peró il dovere di rapportarci con la realtá esteriore e tenerne conto. Per esempio la testimonianza di un musulmano che compie peccati in pubblico non é accettabile, ma questo non ci deve dare la certezza di poter giudicare da questo chi andrá all'inferno e chi in paradiso, perché magari un altro musulmano che accettiamo come buon credente in base ai suoi comportamenti manifesti, verrá giudicato da Allah miscredente perché nell'intimo ha rinnegato la sua fede.

Per concludere e tornare al tema del velo islamico. Ricorda e bada bene che non c'é nessun'obbedienza ammissibile alla creatura che vada contro quella al Creatore. Dunque, detto papale papale, chissene che lavori, se davvero non riesci a trovare altra soluzione sará tanto meglio farti licenziare obbedendo a Dio che continuare a lavorare disobbedendoGli.
Oltre al fatto che di per sé per una donna non é granché opportuno lavorare, a meno che non ci siano forti necessitá. Le donne fanno un lavoro ben piú impegnativo e nobile dentro casa di quelli che potrebbero fare fuori. Allah le ha onorate permettendogli di essere madri.

_________________
((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
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