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A. Bausani - Il pazzo sacro nell'Islam + consigli varj

 
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Inviato: Mer Lug 08, 2020 10:00 pm    Oggetto: Ads

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Ibrahim Matta
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MessaggioInviato: Mer Mar 31, 2010 1:36 pm    Oggetto: A. Bausani - Il pazzo sacro nell'Islam + consigli varj Rispondi citando

Sarei interessato a comprare questo testo, qualcuno lo conosce?


L'ultima modifica di Ibrahim Matta il Lun Apr 12, 2010 7:14 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mer Mar 31, 2010 3:00 pm    Oggetto: Re: A. Bausani - Il pazzo sacro nell'Islam Rispondi citando

Matta ha scritto:
Sarei interessato a comprare questo testo, qualcuno lo conosce?


Non ce l'ho, ma ho trovato questa recensione a cura di Carlo Saccone:

Citazione:
Questa bella raccolta di saggi e articoli di Alessandro Bausani costituisce indubbiamente una prima importante risposta, a oltre dieci anni dalla morte, al bisogno di fare un bilancio sulla eredità del grande iranista e islamologo.
I saggi qui raccolti sono stati opportunamente divisi dall’ottimo curatore, Maurizio Pistoso professore di lingua e letteratura persiana all’università di Bologna, in tre sezioni: islamologia, estetica e stilistica, singoli autori (di letteratura persiana). Nella prima sezione, troviamo un articolo, “La tradizione arabo-islamica nella cultura europea”, che fa un accurato bilancio sugli scambi tra Islam e Europa medievale e un altro, “Breve storia dei pregiudizi anti-islamici in Europa”, che tratta indubbiamente una materia resa di scottante attualità dai fatti recenti a tutti ben noti. Il primo articolo, con grande chiarezza e capacità di sintesi, con rara semplicità e efficacia di stile, tocca alcuni dei nodi della storiografia medievale relativa al mondo islamico, riassumibili nella questione del mancato o insufficiente riconoscimento del contributo delle scienze e della filosofia araba tra il IX e il XIII sec. al decollo dell’umanesimo europeo. Questo aspetto si lega certamente alla materia del secondo articolo citato. Ossia al pregiudizio anti-musulmano del medioevo europeo che perdura in varie forme, anche peggiorative, sino ai nostri giorni. Quanto necessario sia riprendere criticamente ancor oggi questi temi non è necessario sottolinearlo più di tanto: una seria , pacata, riflessione sul rapporto tra tipo culturale cristiano e tipo culturale islamico, sulla storia delle complesse ma feconde relazioni tra due mondi vicini e insieme, ancora oggi, troppo lontani è cosa appena iniziata in questi ultimi decenni, anche grazie alle coraggiose aperture conciliari. Ma tutto ciò si scontra giornalmente con la massa viscida e viscosa del pregiudizio e del sentimento para-razzista che informa tanta parte dell’opinione pubblica e dei media. I due articoli di Bausani, scritti in un periodo certamente più tranquillo del nostro, costituiscono un eccellente, pacato e equilibrato contributo in questa direzione e rappresentano a mio avviso due primizie della presente raccolta.
Nella stessa sezione troviamo il saggio che dà il titolo alla raccolta e che ci mostra un’altra interessantissima direzione, di tipo diremmo antropologico-religioso, della variegata e ricca riflessione di Alessandro Bausani. Il titolo, che oggi assume involontariamente un’eco distorta alla luce dei fatti recenti collegati al “terrorismo” internazionale, allude qui piuttosto a una figura che è tipica della mistica musulmana, il vir Dei reso folle dall’amore mistico, figura che non è certamente priva di paralleli in quasi ogni sistema religioso conosciuto e che l’A. esplora attentamente nell’ambito musulmano.
Nella seconda sezione troviamo alcuni lavori importanti che mostrano alcune delle migliori caratteristiche del Nostro. Mi riferisco ad esempio alle “Considerazioni sulle origini del ghazal” e alla riflessione sulla vecchia questione dell’apparente assenza di un’epica nelle lettere arabo-persiane e di area islamica in generale. Il primo articolo ha fatto epoca con la sua ipotesi, brillantemente argomentata, circa l´esistenza di una forma di antico frammento lirico di area centro-asiatica che spiegherebbe certe straordinarie coincidenze formali tra il ghazal persiano, l´ode amorosa araba e l´ottava cinese di epoca Táng. Si tratta di una ipotesi di “diffusione per contagio”, esposta con la consueta chiarezza, quasi parlando a braccio, ma si tratta anche di un esempio di quella straordinaria capacita del Nostro di saper guardare con perspicacia e curiosità anche oltre l´orticello di competenza. Né com’é noto Bausani si fermò a qualche ipotesi soltanto. Studiò o si interessò praticamente a ogni lingua del globo, e produsse approfonditi studi e lavori di sintesi non solo sulla letteratura persiana ma anche su altre letterature dell’Asia (si pensi ai due ben noti volumi, rispettivamente sulle letterature del Pakistan e su quelle del sud-est asiatico usciti da Sansoni-Accademia).
Questa proiezione a tutto campo sull’Asia si vede molto bene nel secondo saggio citato, “Elementi epici nelle letteratura islamiche”. Qui il Nostro, parte dall’ipotesi che, se si cerca l’epica là dove –condizionati dalla nostra formazione e origine geografica- siamo abituati a cercarla, ossia nei poemi tipo Iliade o Odissea, non si troverà granché né si faranno passi in avanti. Il tipo culturale islamico – è la tesi, forse alquanto discutibile, di Bausani- sarebbe profondamente anti-mitologizzante: in esso il mito tenderebbe sistematicamente a ridursi vuoi a “storia” , vuoi a “favola”. Un caso del primo tipo (mito ridotto a storia) è visto nelle cronache di al-Tabari (X sec.), in cui la leggenda arcaica dei primi re del mondo verrebbe “storicizzata”, riletta e presentata appunto come storia; e questo si osserverebbe persino nel Libro dei Re di Ferdowsi, certamente poeta epico, ma che tenderebbe sistematicamente a ridurre tutto a “storia”, persino il mito dei primi re iranici inventori della lavorazione dei metalli, dell’arte della tessitura, della scrittura ecc. Il secondo caso (mito ridotto a favola), nell’analisi di Bausani, è tipificato dai lunghissimi dastan o racconti infiorettati di avventure esotiche o meravigliose -di solito in prosa- che ritroviamo già nella letteratura araba. Ma che conoscono uno straordinario sviluppo anche nelle lettere iraniche e, soprattutto, in quella indostana (urdu) dove l´arte del dastan-gu (cantastorie), che racconta a puntate ogni volta ri-creandole le storie -quasi tutte anonime- di eroi di ogni specie, si tramanda sino ai nostri giorni. E con significative appendici anche in area malese-indonesiana, attentamente indagate da Bausani che mostra nella conclusione una interessantissima tavola sinottica di comparazione dei diversi tipi “epici” riscontrati nel suo percorso tra l’Arabia e la Malesia.
Dicevamo che questa tesi è forse discutibile. Ad esempio, mi sembra che talora emerga nel discorso certo affascinante e documentatissimo di Alessandro Bausani una non sempre giustificata sovrapposizione tra concetti come “epica”, “leggenda arcaica” e “mito”. Inoltre, esempi di miti puri certamente esistono, quantomeno in area iranica. Si pensi al mito di Simurgh, mito teologico per eccellenza e che ha le sue radici nella letteratura religiosa antica e medio-persiana, ampiamente ripreso e sviluppato in epoca islamica non solo nel ben noto Mantiq al-Tayr (Il verbo degli uccelli) di ‘Attar (XII-XIII sec.), ma anche in opere di una miriade di altri poeti e scrittori persiani e turchi. Ma si potrebbe andare oltre: che dire del mito iniziatico (universale) della fonte miracolosa dell’acqua di vita, custodita in certi testi dall’islamico profeta Khidr, sorta di rediviva “divinità della vegetazione”, mito che talora certo “si leggendarizza” -come accade nel celeberrimo episodio di Alessandro alla ricerca della predetta fonte nel Paese delle Tenebre- ma che spesso, in tanti autori mistici, funziona semplicemente come mito e basta? Sono solo due esempi, ma non di poco conto, coinvolgendo la sfera della teologia e dell’iniziazione, così fondamentale (specie l’ultima) per comprendere un certo tipo di islam. Si potrebbe obiettare, e a ragione, che nessuno dei due esempi citati ci presenta un mito di pura origine arabo-islamica, ma è un fatto che entrambi sono recepiti, rielaborati e soprattutto “funzionano” ampiamente nelle letterature araba, persiana, urdu, malese ecc. Se poi si allargasse il discorso alla storia più generale del mondo islamico, che dire di quello straordinario perdurante mito delle origini che è costituito dalla idealizzata prima comunità musulmana di Medina, “città virtuosa” e “città perfetta” senza paragoni, che sembra tuttora animare, anche talora con esiti perversi i movimenti riformisti e fondamentalisti contemporanei?
Johann Christoph Buergel, un attentissimo lettore di Alessandro Bausani, in relazione al Libro dei Re di Ferdowsi, si chiedeva se invece di “storicizzazione del mito” non si potesse parlare piuttosto di “mitizzazione della storia”, dato che “le figure storiche come Alessandro e i re sassanidi sono avvolte nella leggenda, nel Libro dei Re, alla stessa stregua dei loro mitici predecessori”. Nella terza sezione, troviamo una serie di studi dedicati a singole opere di celebri autori, soprattutto poeti, della letteratura persiana: Áttar, Nezami, Rumi, Sana’i, Hafez.
Non è qui possibile darne conto singolarmente, ma ci preme segnalare ancora una volta una caratteristica comune a questi saggi: lo stile volutamente anti-esoterico, quasi si direbbe da “ non addetto ai lavori”, in realtà da grande studioso che si propone di interessare una cerchia ben più vasta di quella costituita dagli specialisti della materia e che, sistematicamente, spazia oltre, va “fuori campo”.
Ecco, questo andare “fuori campo” è stato una caratteristica fondamentale dell’opera e della ricerca di Alessandro Bausani che per esempio si interessò di “lingue inventate” (codici segreti, militari ecc.) e trovò il tempo persino di scrivere la prima versione in dialetto romanesco del Vangelo!
Bausani è convinto che di letteratura persiana si deve parlare anche perché questa letteratura –come aveva felicemente intuito Italo Pizzi, il fondatore dell’iranistica moderna in Italia, oggi a torto trascurato o peggio bistrattato- può interessare da vicino la nostra, l’italiana, e in generale le letterature romanze medievali. Così il saggio sul viaggio ultraterreno di un Sana’i ha sullo sfondo il confronto con il viaggio di Dante; l’articolo su Hafez ci riporta un po’ a atmosfere stilnoviste. Lo splendido articolo su “Aspetti filosofico-etici dell’opera di Nezami” ci riporta invece all’affascinante questione del rapporto tra Islam e eredità greca attraverso l’analisi di un noto episodio dell’Alessandreide nezamiana: il colloquio di Alessandro nella sala del trono con i più grandi filosofi greci anacronisticamente con-presenti (Platone, Socrate, Aristotele, Porfirio, Talete, Ermete, Apollonio) e animatamente disputanti sul tema del principio del mondo. Attraverso Nezami, Bausani mette in luce molto bene il complesso rapporto tra mondo islamico e mondo greco. Ci fu certamente un atteggiamento intimamente contraddittorio: da un lato rifiuto, specie negli ambienti religiosi più conservatori, di una “saggezza straniera” e pagana; dall’altro, è il caso di Nezami fra gli altri, accoglienza della saggezza dei greci come “antico testamento” della più recente saggezza di Maometto. Anche in questa sezione Bausani non rinuncia a stupirci con un raffinato lavoro su “Nezami di Ganja e la Pluralità dei Mondi”, ove egli si interroga, a partire da un oscuro verso del poeta persiano e da precisi confronti con passi coranici, sulla visione del mondo e sulla cosmologia dell’Islam medievale. Un articolo, questo, che ci mostra molto bene la capacità di Bausani di fare fruttuosamente interagire due diverse competenze, quella dell’iranista e quella dell’islamologo (opera sua è la migliore traduzione italiana del Corano e un eccellente manuale di introduzione all’Islam), un tratto metodologico che si riscontra in quasi tutti gli studi qui presentati.
Ottima ci sembra la scelta dei saggi (e quanti altri saranno venuti in mente al Curatore, certamente costretto a dolorose esclusioni!); unico grosso neo la mancata segnalazione delle ormai numerose traduzioni italiane degli autori presentati nella terza parte, anche dello stesso Bausani (Rumi, Nezami), che avrebbero fornito al lettore non specialista una possibilità immediata di riscontro e approfondimento degli stimoli ricevuti.

Tratto dalla rivista "Studia Patavina" 2004, nr. 3

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Ibrahim Matta
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MessaggioInviato: Gio Apr 01, 2010 8:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille Umar. Mi sembra una cosa un po' specialistica, quindi ho lasciato perdere.
Ecco invece i libri che ho ordinato per farmi una cultura, che te ne pare? ;-D


A proposito dell'Islam di Ramadan Tariq
Le meraviglie del cuore di Al Ghazâlî
Compagni del profeta. Le loro eccellenze nell'Islam classico di AlNabahani Yusuf
Le perle del Corano. Testo arabo a fronte di Al Ghazâlî
Tadhkirat Al-Awliya. Parole di sufi di Farid ad-din Attar
Il libro della meditazione (Kitab al tafakkur) di Al Ghazâlî
La vigilanza e l'esame di coscienza di Al Ghazâlî
Sentenze e colloquio mistico di Ibn Ata Allah
Sufismo di Nasr Seyyed Hossein
Il sufismo nelle parole degli antichi di Kalabadhi
La saggezza dell'Islam Curato da Schimmel A.
La sura della famiglia di Imran nella sapienza islamica. Testo arabo a fronte di Zamboni Lodovico
La Sura di Maria nella sapienza islamica di Zamboni Lodovico
I quaranta hadith. Testo arabo a fronte di An-Nawawi
Lettera a un discepolo di Al Ghazâlî
L' unicità divina e l'abbandono fiducioso di Al Ghazâlî
Mathnawi. Il poema del misticismo universale di Jalal al Din Rumi
La preghiera nell'Islam. La forma e l'essenza di De Vitray Meyerovitch Eva
Il profeta Muhammad. La sua vita secondo le fonti più antiche di Lings Martin
Maometto e i diamanti del Corano. Storie di saggezza e detti del profeta Curato da Haidar H.
Il Corano di Cook Michael L.
Sentenze e colloquio mistico di Ibn Ata Allah
I sette stendardi del califfato di Gilis Charles-André
Iniziazione e realizzazione spirituale di Guénon René
Considerazioni sulla via iniziatica di Guénon René
Tadhkirat Al-Awliya. Parole di sufi di Farid ad-din Attar


Soprattutto vorrei la tua opinione su "I sette stendardi del califfato" che ho preso a scatola chiusa. Gli altri erano quasi tutti quelli consigliati in questo forum.
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MessaggioInviato: Ven Apr 02, 2010 12:19 am    Oggetto: Rispondi citando

matta ha detto
Citazione:
A proposito dell'Islam di Ramadan Tariq
tutti gli altri mi sembrano abbastanza buoni alcuni non ne conosco,ma tariq ramadan......non mi sembra il caso di pagare la carta igienica il prezzo di un libro,tanto più ke la carta igienica è anche più morbida e non ti lascia le tracce di inchiostro

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MessaggioInviato: Ven Apr 02, 2010 10:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Eh ma il libro è tra quelli consigliati
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Ven Apr 02, 2010 9:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

e consiglitato qui,ma sai magari è capitato nel mucchio,in ogni caso,ti posso dire che tariq ramadan fa parte delm movimento riformista,non è ne un sapiente islamico ne un mufti,dice un sacco di cose sbagliate sono gente stortissima.questo è un mio consiglio

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MessaggioInviato: Lun Apr 05, 2010 3:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sarebbe buona usanza di un musulmano usare un linguaggio appropiato alla presenza di utenti di entrambi i generi.

Grazie.
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MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 7:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ti ringrazio al ghuraba, ci starò attento. ^_^
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MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 8:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Capisco la tua foga al ghuraba Però stai attento ai termini...fai haram anche a scriverli, non solo a dirli...ricordati che c'è un hadith in cui Rasul venne interpellato da un uomo su quali fossero le cose da fare per essere un buon Musulmano.fra queste egli si afferrò la lingua e rivolto all'uomo disse "tienila a freno"...capisci...verremo interrogati anche su ciò che abbiamo detto...comunque Perchè lo vedi così male Tariq..dove hai preso l'informazione..tanto per sapere
Salam Fratello
P.S non è una critica solo una Dawa

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MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 9:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

hai ragione sorella umm hajar,mi scuso con tutti gli utenti,tuttavia tarik ramadan è un modernista noto per le sue idee innovative e anti islamiche come adottare un sistema democratico in una società islamica ecc ecc insomma le devianti idee del movimento ikhuanita moderno sono abbastanza famose.

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MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 9:28 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

AsSalaamu °aleikum wa rahmatuLlahi ta °ala wa barakaatuh,

sul libro di Tariq Ramadan non sarei così severo, anche se ghuraba, sai, la penso grossomodo come te sulla personalità, sebbene non condivido le offese.
Non sarei però critico sul singolo testo, poiché da chiunque provenga un'opera, se è valida non vedo perché criticarla, dunque andrebbe prima letta inshaAllah.

In questo caso Umar mi disse che la lesse e la trovava una buona introduzione all'Islam. Io ne ho letto qualcosa e non mi pare malvagia, wa Allahu A°lam.

Per il resto, ci sono ottimi testi in questa lista dei desideri, alcuni non li conosco e non mi esprimo, molti sono forse più avanzati di quello che hai rinunciato sopra a leggere e sono indirizzati verso l'esoterismo ed il sufismo, cose oltre che delicate, che è facile fraintendere su di un libro tradotto.

Posso chiederti se sei musulmano e cosa sai già di Islam?
Perché qualsiasi consiglio dipende anche da questo, se per esempio non conosci ancora le basi dell'Islam non è intelligente partire da certi testi.

P.S.: Intanto ti raccomando senza dubbio "Compagni del Profeta" e "la Vita di Muhammad di Lings", così come i tafsir tradotti a cura di Zamboni e la "Lettera ad un discepolo" di Ghazali.
Il Corano di Crook che sarebbe? Una traduzione del Corano o cosa?

P.P.S.: Caro fratello ghuraba il Califfato era democratico ben prima di Tariq Ramadan, quando i popoli germanici che oggi primeggiano nel mondo erano poco più che barbari, il problema è solo definire cosa sia la democrazia, ma di per sé non è affatto modernismo.

_________________
((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
79:34-41
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MessaggioInviato: Lun Apr 12, 2010 10:01 pm    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Fabb Yusuf Tarenti ha scritto:
Per il resto, ci sono ottimi testi in questa lista dei desideri, alcuni non li conosco e non mi esprimo, molti sono forse più avanzati di quello che hai rinunciato sopra a leggere e sono indirizzati verso l'esoterismo ed il sufismo, cose oltre che delicate, che è facile fraintendere su di un libro tradotto.

Posso chiederti se sei musulmano e cosa sai già di Islam?
Perché qualsiasi consiglio dipende anche da questo, se per esempio non conosci ancora le basi dell'Islam non è intelligente partire da certi testi.


Non sono musulmano. Da cattolico praticante, ora mi sto avvicinando all'Islam, ma sono ancora in alto mare. Tengo a precisare che questi testi li ho comprati per leggerli una volta che avrò finito il Corano (quello di Hamza Piccardo, che trovo abbia note molto utili). Non direi certo di essere ferrato per quanto riguarda l'Islam: l'unico libro che ho letto come introduzione è stato Conoscere l'Islam di Abul A'la Maududi. La bibliografia me la sono fatta prendendo i testi consigliati nei 3d in rilievo di questa sezione, non ho seguito precisi criteri. Certamente i testi sul Tasawwuf li leggerò quando sarò un po' più preparato. Li ho presi semplicemente perchè dopo aver letto molta letteratura mistica cattolica, volevo dare un' occhiata a quella islamica.

Citazione:
P.S.: Intanto ti raccomando senza dubbio "Compagni del Profeta" e "la Vita di Muhammad di Lings", così come i tafsir tradotti a cura di Zamboni e la "Lettera ad un discepolo" di Ghazali.
Il Corano di Crook che sarebbe? Una traduzione del Corano o cosa?

E' una introduzione al Corano, un libretto molto leggero (150 pp) che probabilmente sarà la mia prima lettura quando finirà l'università ;-p .

Grazie per i consigli.
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MessaggioInviato: Mar Apr 13, 2010 1:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

fratello yusuf,dipende cosa intendi per democratico,perchè se per democratico significa potersi scegliere delle cose del tutto estranee al din come servizi di tipo pratico tecnico,viabilità,manutenzioni ecc ecc sicuramente non c è niente di male,ma se per poter optare fra la legge di Allah e quella dell uomo,assolutamente è kufr.lascio qui il link di una lettura molto interessante,divisa in 2 parti
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in questa lettura si fa anche allusione al fatto che lo stesso Profeta Muhammad alay salatu wa salam fu invitato dai meccani politeisti a partecipare ad un sistema democratico che come vediamo esisteva già in quella corrottissima società,gli fu proposto di governare un anno e l anno dopo lasciar governare i politeisti,e cosi via un anno si e uno no, e Lui alay salatu wa salam non accettò e non venne mai a compromessi con il kufr,mischiando cosi il din con la miscredenza. il fratello nella lettura ci fa notare che gente come gli ikhuani se ricevessero una tale proposta accetterebbero senza batter ciglio[/quote]

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MessaggioInviato: Gio Apr 15, 2010 9:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

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MessaggioInviato: Lun Apr 19, 2010 12:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Colgo l'occasione per chiedere due cose.

1) Esiste un'edizione del Corano con la traslitterazione dell'arabo (e magari testo a fronte, anche se in inglese)?
2) Mi consigliate una grammatica di base per l'arabo?
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MessaggioInviato: Lun Apr 19, 2010 9:19 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

al ghuraba ha scritto:
fratello yusuf,dipende cosa intendi per democratico,perchè se per democratico significa potersi scegliere delle cose del tutto estranee al din come servizi di tipo pratico tecnico,viabilità,manutenzioni ecc ecc sicuramente non c è niente di male,ma se per poter optare fra la legge di Allah e quella dell uomo,assolutamente è kufr.lascio qui il link di una lettura molto interessante,divisa in 2 parti
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in questa lettura si fa anche allusione al fatto che lo stesso Profeta Muhammad alay salatu wa salam fu invitato dai meccani politeisti a partecipare ad un sistema democratico che come vediamo esisteva già in quella corrottissima società,gli fu proposto di governare un anno e l anno dopo lasciar governare i politeisti,e cosi via un anno si e uno no, e Lui alay salatu wa salam non accettò e non venne mai a compromessi con il kufr,mischiando cosi il din con la miscredenza. il fratello nella lettura ci fa notare che gente come gli ikhuani se ricevessero una tale proposta accetterebbero senza batter ciglio
[/quote]

Caro fratello io ho parlato della democrazia del Califfato, intendendo con democrazia ciò che questa parola significa letteralmente, cioè "potere popolare".
I primi Califfi furono scelti mediante Shura (Consultazione), che è un importante istituto sciaraitico, come il Majlis, e tante altre cose che possono essere intese democratiche, o ancora il federalismo/autonomismo religioso dei Millet sotto l'Impero Ottomano, che poi è sempre stato presente nelle società islamiche.

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Se invece con democrazia intendiamo quella attuale questo è un altro paio di maniche, se dobbiamo dirla tutta la democrazia attuale è per molti aspetti antidemocratica; così come se giudicassimo con i metri attuali la democrazia greca cui l'Occidente dice di riferirsi questa sarebbe considerata dispotica.
Se parli di partitocrazia, alternanza, bipolarismo, è tutto un altro paio di maniche...

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((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
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MessaggioInviato: Lun Apr 19, 2010 10:34 pm    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Matta ha scritto:
il Corano (quello di Hamza Piccardo, che trovo abbia note molto utili).......


l'unico libro che ho letto come introduzione è stato Conoscere l'Islam di Abul A'la Maududi.



N.b.:
Comincio con il dire che, ad oggi, questa versione sia quella da preferire in ogni caso, ma mi permetto di ricordare che nella versione tradotta del Corano del fratello Piccardo ci sono due tipi di note che l'autore non ha ritenuto valido distinguere: il primo tipo di nota è quello di carattere scientifico, vengono usati riferimenti a studi di Al-Zindani ed altri, che trovo molto interessanti, ma che non debbono farci pensare che il Corano sia un semplice testo di confronto mistico-scientifico. In generale però trovo che questo tipo di note non sia pericoloso....

Il secondo tipo è un tipo di nota un pò particolare. Ci sono alcuni hadith riportati che in realtà non sono sahih, cioè sono deboli nella catena di trasmissione o (peggio da conto mio) sono riconducibili a storie e leggende riportate nella tradizione ebraica, trasmesse verbalmente e quindi non verificabili a livello di integrità di trasmissione. Questo è un tipo di nota a mio avviso, alquanto pericolosa per chi si avvicina al Corano da "profano" (lo metto tra parentesi poichè credo che qui nessuno dinoi si possa definire altro che ignorante davanti alla profonda sapienza racchiusa nel Nobile Libro).

Per quanto riguarda invece il testo di Maududi, devo dire che è uno dei miei preferiti e che è quello che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi all'Islam in maniera corretta. E' semplice, ma preciso. Io conservo ancora la mia copia e a volte la riprendo in alcuni punti, poichè gli argomenti sono spiegati in maniera limpida.

Matta ha scritto:


1) Esiste un'edizione del Corano con la traslitterazione dell'arabo (e magari testo a fronte, anche se in inglese)?
2) Mi consigliate una grammatica di base per l'arabo?


Per la prima domanda, non sono cosa consigliarti. Spero che altri fratelli possano esserti più utili.

Per la grammatica... beh, bisogna disitnguere. Ti serve qualcosa per imparare l'arabo moderno o vorresti imparare a leggere il Corano con una semplice grammatica araba????

Se il caso è il secondo, credo che avresti qualche problema. Poichè, sebbene il Corano originale sia abbastanza leggibile per chi parla bene la lingua araba, ad oggi, arabo classico e moderno si potrebbero paragonare all'italiano di oggi e a quello di Dante Alighieri.... leggibile, si... ma poco comprensibile.....
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MessaggioInviato: Mar Apr 20, 2010 1:13 am    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Matta ha scritto:
Colgo l'occasione per chiedere due cose.

1) Esiste un'edizione del Corano con la traslitterazione dell'arabo (e magari testo a fronte, anche se in inglese)?



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Matta ha scritto:
2) Mi consigliate una grammatica di base per l'arabo?


In commercio ne trovi due principali, comunemente adottate nelle universita': poi trovi una vecchia grammatica di cui ho sentito parlare molto bene da diversi insegnati di arabo, ma che potrebbe essere un po' piu' difficile procurarsi:

Laura Veccia Vaglieri, Grammatica teorico-pratica della lingua araba, I.P.O., Roma, 1937

Fabb Yusuf Tarenti ha scritto:
Caro fratello io ho parlato della democrazia del Califfato, intendendo con democrazia ciò che questa parola significa letteralmente, cioè "potere popolare".
I primi Califfi furono scelti mediante Shura (Consultazione), che è un importante istituto sciaraitico, come il Majlis, e tante altre cose che possono essere intese democratiche, o ancora il federalismo/autonomismo religioso dei Millet sotto l'Impero Ottomano, che poi è sempre stato presente nelle società islamiche.
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Il problema della democrazia (intesa come ideologia e come sistema, e non nel senso dolciastro di "consultazione popolare"), e che determina il suo essere kufr, e' l'idea che il potere e l'autorita' legislativa spettino al "popolo", quando nell'Islam, "al-hukmu liLlah": solo a Dio spetta la legislazione e Suo e' il potere.

Insomma, l'Islam prevede anche la consultazione popolare su determinate decisioni su questioni permesse, ma la fonte legislativa e' soltanto quella divina, non quella del demos.

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MessaggioInviato: Mar Apr 20, 2010 1:31 am    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto
Citazione:
Comincio con il dire che, ad oggi, questa versione sia quella da preferire in ogni caso, ma mi permetto di ricordare che nella versione tradotta del Corano del fratello Piccardo ci sono due tipi di note che l'autore non ha ritenuto valido distinguere: il primo tipo di nota è quello di carattere scientifico, vengono usati riferimenti a studi di Al-Zindani ed altri, che trovo molto interessanti, ma che non debbono farci pensare che il Corano sia un semplice testo di confronto mistico-scientifico. In generale però trovo che questo tipo di note non sia pericoloso....

Il secondo tipo è un tipo di nota un pò particolare. Ci sono alcuni hadith riportati che in realtà non sono sahih, cioè sono deboli nella catena di trasmissione o (peggio da conto mio) sono riconducibili a storie e leggende riportate nella tradizione ebraica, trasmesse verbalmente e quindi non verificabili a livello di integrità di trasmissione. Questo è un tipo di nota a mio avviso, alquanto pericolosa per chi si avvicina al Corano da "profano" (lo metto tra parentesi poichè credo che qui nessuno dinoi si possa definire altro che ignorante davanti alla profonda sapienza racchiusa nel Nobile Libro).
QUOTO,il commmentario non è proprio uno dei più ortodossi,però del resto è impossibile racchiudere un tafsir completo in una traduzione del corano ke se vogliamo è stata concepita sopratutto per un pubblico di ogni estrazione e provenienza,sia islamica che non

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MessaggioInviato: Mar Apr 20, 2010 7:57 am    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

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Ti ringrazio, l'avevo già vista. Su internet non leggo molto perchè mi da fastidio, quindi chiedevo se esistesse una versione cartacea. Scusate se non mi sono spiegato. Poi mi servirebbe una piccola guida (anche online) per leggere la traslitterazione, dato che mi pare che alcune lettere non si pronuncino (o questo solo nella recitazione?).

Citazione:
In commercio ne trovi due principali, comunemente adottate nelle universita': poi trovi una vecchia grammatica di cui ho sentito parlare molto bene da diversi insegnati di arabo, ma che potrebbe essere un po' piu' difficile procurarsi:

Laura Veccia Vaglieri, Grammatica teorico-pratica della lingua araba, I.P.O., Roma, 1937


Ok grazie mille, la cercherò. L'edizione è in effetti un po' vetusta. O.o

maria ha scritto:
N.b.:
Comincio con il dire che, ad oggi, questa versione sia quella da preferire in ogni caso, ma mi permetto di ricordare che nella versione tradotta del Corano del fratello Piccardo ci sono due tipi di note che l'autore non ha ritenuto valido distinguere: il primo tipo di nota è quello di carattere scientifico, vengono usati riferimenti a studi di Al-Zindani ed altri, che trovo molto interessanti, ma che non debbono farci pensare che il Corano sia un semplice testo di confronto mistico-scientifico. In generale però trovo che questo tipo di note non sia pericoloso....

Il secondo tipo è un tipo di nota un pò particolare. Ci sono alcuni hadith riportati che in realtà non sono sahih, cioè sono deboli nella catena di trasmissione o (peggio da conto mio) sono riconducibili a storie e leggende riportate nella tradizione ebraica, trasmesse verbalmente e quindi non verificabili a livello di integrità di trasmissione. Questo è un tipo di nota a mio avviso, alquanto pericolosa per chi si avvicina al Corano da "profano" (lo metto tra parentesi poichè credo che qui nessuno dinoi si possa definire altro che ignorante davanti alla profonda sapienza racchiusa nel Nobile Libro).


Ho notato che a volte Piccardo fa solo generici riferimenti alla tradizione ("la tradizione dice..." e simili), senza dare ulteriori specificazioni. E' a questo che ti riferisci?

Citazione:
Per quanto riguarda invece il testo di Maududi, devo dire che è uno dei miei preferiti e che è quello che consiglio a chiunque voglia avvicinarsi all'Islam in maniera corretta. E' semplice, ma preciso. Io conservo ancora la mia copia e a volte la riprendo in alcuni punti, poichè gli argomenti sono spiegati in maniera limpida.


Lo trovo utile anche io, per avere risposte veloci e precise. A volte però mi sembra che abbia un'esposizione esageratamente apologetica. Comunque nel complesso lo apprezzo molto.

Citazione:
Per la grammatica... beh, bisogna disitnguere. Ti serve qualcosa per imparare l'arabo moderno o vorresti imparare a leggere il Corano con una semplice grammatica araba????

Se il caso è il secondo, credo che avresti qualche problema. Poichè, sebbene il Corano originale sia abbastanza leggibile per chi parla bene la lingua araba, ad oggi, arabo classico e moderno si potrebbero paragonare all'italiano di oggi e a quello di Dante Alighieri.... leggibile, si... ma poco comprensibile.....


La grammatica mi interesserebbe più che altro per riconoscere le lettere e pronunciarle correttamente. Per il significato dei versetti guarderei la versione italiana. Come si impara l'arabo classico?

Grazie mille a entrambi!
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MessaggioInviato: Mar Apr 20, 2010 4:59 pm    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

AsSalaamu °aleikum wa rahmatuLlahi wa barakaatuh

Gentile sorella Maria, ho qualche dubbio sulla critica alle note del Corano di Hamza R Piccardo, che ti scrivo qui in qualche commento spero utile inshaAllah.

maria ha scritto:

Il secondo tipo è un tipo di nota un pò particolare. Ci sono alcuni hadith riportati che in realtà non sono sahih, cioè sono deboli nella catena di trasmissione


Bisogna vedere caso per caso in che contesti e perché li cita.
Il fatto che un hadith non sia sahih non ne impedisce la citazione a certe condizioni ed in certi ambiti. E' molto diversa la prudenza da usare, per esempio, nell'accettare hadith in campo legale rispetto ad un uso nei tafsir.
Dunque questi hadith da chi e come sono stati selezionati? Se, come credo, siano presi direttamnte da tafsir classici di cui Hamza R Piccardo s'è avvalso non direi ci siano problemi.
Ua Allahu A°lam

maria ha scritto:

o (peggio da conto mio) sono riconducibili a storie e leggende riportate nella tradizione ebraica, trasmesse verbalmente e quindi non verificabili a livello di integrità di trasmissione.


Piuttosto vediamo che dice il Mufti qui:

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Infine certamente il fratello Hamza non è un Sapiente e nella traduzione stessa si trovano talvolta elementi dubbi, che comunque lui ha più volte provveduto a correggere sotto indicazione, dunque non esitate a contattarlo se avete la certezza ci siano errori.
Mi sembra però che la supervisione dell'UCOII abbia garantito che ne uscisse la traduzione più vicina all'ortodossia oggi presente sul mercato.

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Il problema della democrazia (intesa come ideologia e come sistema, e non nel senso dolciastro di "consultazione popolare"), e che determina il suo essere kufr, e' l'idea che il potere e l'autorita' legislativa spettino al "popolo", quando nell'Islam, "al-hukmu liLlah": solo a Dio spetta la legislazione e Suo e' il potere.

Insomma, l'Islam prevede anche la consultazione popolare su determinate decisioni su questioni permesse, ma la fonte legislativa e' soltanto quella divina, non quella del demos.


Caro fratello, ti ringrazio per questo commento con cui hai tolto ambiguità dal mio messaggio precedente.
Suvvia, mi conosci, come potrei mai pensare un minuto di accettare una democrazia in cui si vota se ammettere o meno le Leggi di Dio?

Il "potere popolare" cui mi riferivo è ovviamente quello di eleggere o approvare il Califfo e gli Emiri ed intervenire organicamente (sussidiariamennte) nel governo del paese, anche mediante consultazioni popolari, dolciastre o salate che preferisci ; ) Mi pareva ovvio che non volevo in alcun modo addolcire la pillola indigesta di un sistema in cui la Shari'a vada ai voti.

Poi la sovranità è sempre e solo di Dio, al Mulku liLlah, poiché egli crea ogni circostanza e col Suo permesso avviene ogni cosa, che viceversa nessuno potrebbe far avvenire.
Dunque il potere umano è sempre virtuale: così come lo è quello del Sultano, lo è quello del popolo che approva il Sultano, foss'anche solo non spodestandolo. A noi però stanno le intenzioni, e non c'è niente di male ad intendere costituire uno Stato Islamico con la consultazione e l'elezione come ai tempi dei Califfi ben guidati, anzi, c'è solo che bene.
O sbaglio?

Matta ha scritto:
'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

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Ti ringrazio, l'avevo già vista. Su internet non leggo molto perchè mi da fastidio, quindi chiedevo se esistesse una versione cartacea.


Carta, inchiostro, stampante ; )

Matta ha scritto:

Scusate se non mi sono spiegato. Poi mi servirebbe una piccola guida (anche online) per leggere la traslitterazione, dato che mi pare che alcune lettere non si pronuncino (o questo solo nella recitazione?).


Sul sito Transliteration noterai che le lettere sono di diversi colori, questi indicano proprio il modo particolare di leggerle (o non leggerle).
Non vedo però molto la necessità di impelagarti ora in queste cose, potresti semplicemente ascoltare la recitazione ed imitarla, così col tempo intuitivamente comprenderesti le regole inshaAllah.
In generale è difficile se non impossibile imparare la recitazione senza un insegnamento diretto almeno con un paio di lezioni di base, hai provato a rivolgerti ad una moschea?

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MessaggioInviato: Mer Apr 21, 2010 12:16 am    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Matta ha scritto:
Citazione:
Laura Veccia Vaglieri, Grammatica teorico-pratica della lingua araba, I.P.O., Roma, 1937


Ok grazie mille, la cercherò. L'edizione è in effetti un po' vetusta. O.o


Non preoccuparti, e' stata ristampata. :-D
Mi pare la si possa trovare anche on-line (intendo, da acquistare on-line).

Per quanto riguarda l'arabo, se ti interessa "solo" leggere il Corano, imparare a leggere le lettere e a pronunciarle e' molto semplice, un caro fratello che conosco ha imparato in un paio di settimane con uno studio costante e l'ausilio di una tabella usata nelle madaris (ah, l'insegnamento tradizionale!) ed un "maulana".

Per la grammatica vera e propria puoi sempre aspettare con piu' calma, a mio modesto parere.

Fabb Yusuf Tarenti ha scritto:
'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Il problema della democrazia (intesa come ideologia e come sistema, e non nel senso dolciastro di "consultazione popolare"), e che determina il suo essere kufr, e' l'idea che il potere e l'autorita' legislativa spettino al "popolo", quando nell'Islam, "al-hukmu liLlah": solo a Dio spetta la legislazione e Suo e' il potere.

Insomma, l'Islam prevede anche la consultazione popolare su determinate decisioni su questioni permesse, ma la fonte legislativa e' soltanto quella divina, non quella del demos.


Caro fratello, ti ringrazio per questo commento con cui hai tolto ambiguità dal mio messaggio precedente.
Suvvia, mi conosci, come potrei mai pensare un minuto di accettare una democrazia in cui si vota se ammettere o meno le Leggi di Dio?

Il "potere popolare" cui mi riferivo è ovviamente quello di eleggere o approvare il Califfo e gli Emiri ed intervenire organicamente (sussidiariamennte) nel governo del paese, anche mediante consultazioni popolari, dolciastre o salate che preferisci ; ) Mi pareva ovvio che non volevo in alcun modo addolcire la pillola indigesta di un sistema in cui la Shari'a vada ai voti.

Poi la sovranità è sempre e solo di Dio, al Mulku liLlah, poiché egli crea ogni circostanza e col Suo permesso avviene ogni cosa, che viceversa nessuno potrebbe far avvenire.
Dunque il potere umano è sempre virtuale: così come lo è quello del Sultano, lo è quello del popolo che approva il Sultano, foss'anche solo non spodestandolo. A noi però stanno le intenzioni, e non c'è niente di male ad intendere costituire uno Stato Islamico con la consultazione e l'elezione come ai tempi dei Califfi ben guidati, anzi, c'è solo che bene.
O sbaglio?


Fratello caro, so bene a mia volta che non intendessi affatto legittimare il kufr della democrazia (demo-crazy, come disse un altro fratello), il mio era solo un post di aggiunta/precisazione.

Comunque, nutro dei dubbi sulla fattibilita' e l'opportunita' di una "consultazione popolare" per l'elezione del Khalifa ai nostri tempi: e' fin troppo evidente l'enorme distanza che ci separa dalla qualita' umana e spirituale dei nobili Sahabah (Iddio sia soddisfatto di tutti loro).

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MessaggioInviato: Mer Apr 21, 2010 4:32 am    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Fratello caro, so bene a mia volta che non intendessi affatto legittimare il kufr della democrazia (demo-crazy, come disse un altro fratello), il mio era solo un post di aggiunta/precisazione.

Comunque, nutro dei dubbi sulla fattibilita' e l'opportunita' di una "consultazione popolare" per l'elezione del Khalifa ai nostri tempi: e' fin troppo evidente l'enorme distanza che ci separa dalla qualita' umana e spirituale dei nobili Sahabah (Iddio sia soddisfatto di tutti loro).


Sì, ci pensavo anche io. In particolare per la presenza dei media di massa odierni che potrebbero impegnarsi ad influenzare la gente secondo gli interessi dei notabili.
Le consultazioni popolari potrebbero però essere applicate più in piccolo, nei consigli aziendali, nelle scuole, nelle amministrazioni locali e così via, secondo i modelli della democrazia organica o la democrazia consiliare o la democrazia partecipativa (modelli affini, ma figli di ideologie ed epoche diverse), per poi controbilanciare in modo federativo un potere molto forte affidato all'Emiro/Califfo.

Comunque al di là di queste mie chiacchiere utopiche, di cui mi piacerebbe parlare dal vivo quando le ceneri islandesi si rarefaranno inshaAllah, è chiaro che qualsiasi modello da proporre va vagliato da un Consiglio degli °Ulema che anzitutto giudichi la compatibilità di ogni elemento giuridico con la Shari°a, e poi sappia consigliare per conoscenza e pietà le forme più adeguate islamicamente.

AsSalaamu °aleikum wa rahmatuLlahi ta °ala wa barakaatuh

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MessaggioInviato: Ven Apr 23, 2010 11:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Lettura consigliata sull'argomento:

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MessaggioInviato: Sab Apr 24, 2010 8:17 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

asSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakaatuhu di nuovo,

ottima lettura davvero, jazakuma Allahu khayran a te ed al fratello Sa°id Bak.
Oltre ad essere fino a prova contraria la verità, corrisponde al mio pensiero per altro anche da prima dell'Islam.
Cn le parole che ho scritto sopra non volevo minimamente giustificare la democrazia come intesa oggi, ma piuttosto pensavo al coinvolgimento popolare nel governo (o autogoverno se vogliamo) amministrativo - dunque assolutamente non la messa ai voti delle leggi di Allah - e nell'elezione dei propri capi, di fatto secondo questi canoni le attuali "democrazie liberali" col loro statalismo sono tutto il contrario.

Il rischio siano eletti non musulmani o fasiq o altro di cui si parla nell'articolo del fratello è semplicemente risolto legislativamente, se come ribadisco si pone la legge di Allah prima di ogni canone democratico, in tal caso è chiaro che l'elezione di certe persone vada esclusa, così come qualsiasi provvedimento preso da un amministratore vada respinto.

D'altronde questo accade già negli stessi paesi "democratici", i quali hanno una loro Costituzione in cui definiscono i propri valori di riferimento, e delle Corti che li difendono anche dalle stesse decisioni del popolo o dei suoi rappresentanti.
Nel nostro caso basta chiarire che la Costituzione l'abbiamo già e viene da Dio, ed il resto ne consegue in modo grossomodo affine.

Ah, dimenticavo, ed ovviamente l'opzione stessa di coinvolgere i cittadini col voto o in altre forme qui la discuto come un'opzione appunto, non certo come requisito essenziale.

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