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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Shaykh sidi Ahmad ibn Taymiyya

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Storia, biografie, conoscenze, arte, poesie ed immagini
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Inviato: Lun Lug 13, 2020 7:50 pm    Oggetto: Ads

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Talib
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MessaggioInviato: Lun Nov 19, 2007 12:16 pm    Oggetto: Shaykh sidi Ahmad ibn Taymiyya Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Ven Dic 11, 2009 2:28 pm, modificato 1 volta
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Nov 19, 2007 8:43 pm    Oggetto: Re: Shaykh sidi Ahmad ibn Taymiyya Rispondi citando

Talib ha scritto:
Luci e (sopratutto) Ombre di un comunque venerabile maestro

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JazakaLlahu khayran, fratello.

Ho spostato l'argomento in "Voci e correnti", magari in attesa di una più conveniente sistemazione del forum.

Sono graditi suggerimenti e consigli!

3umar andrea

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Abdullah
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MessaggioInviato: Gio Dic 27, 2007 5:47 am    Oggetto: Rispondi citando

I PRONUNCIAMENTI SUNNITI
nella confutazione dell'antropomorfismo di Ibn Taymiyyah al-Harrani e dei suoi accoliti contemporanei

di Maulana al-Hafiz al-Muhaddith
Shaykh ‘Abdullah al-Harari as-Shaf‘i ar-Rifa‘i,
che Allah lo custodisca

(Parte prima dell'anteprima italiana a cura di Abu Omar Palazzi)

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Talib
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MessaggioInviato: Gio Dic 27, 2007 5:58 pm    Oggetto: Ombre e (ancora) ombre di uno pseudo-maestro Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Ven Dic 11, 2009 2:35 pm, modificato 1 volta
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Abdullah
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MessaggioInviato: Gio Dic 27, 2007 8:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

As Salamu `alaykum.

Sapevo già della discordia tra questi due gruppi, entrambi appartententi all´Islâm tradizionale.

Non mi pronuncio più di tanto sulla diatriba, limitandomi, per correttezza, a fornire anche il link della «confutazione» di Shaykh Nazim:

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Detto questo, vorrei limitarmi a restare in tema (cioè ibn Taimiya).

Non penso ci siano dubbi che il Movimento Wahhabita sia il risultato ultimo delle sue deviazioni, dato che l´infame «Shaykh del Nejd» dopo aver abbandonato insoddisfatto il suo percorso tradizionale si rivolse alle opere di ibn Taimiya e del suo 'discepolo' ibn Qayim al-Jawzi. Ricordo che ibn Taimiya, per chi lo difende magari senza averlo studiato… «confuterà» gran parte delle compilazioni di hadîth accettate dalla Tariqah Naqshbandi e finirà per dichiarare lo Shaykh al-Akbar ibn al-Arabî astaghfiruLlah «kafir» , tra l´altro.
Molte sono le innovazioni riprovevoli e le deviazioni ereticali di quest´uomo «autodidatta» di fatto fondatore del famigerato 5° madhhab (Salafita-Wahhabita) che non per niente è ritenuto dai sedicenti salafiti lo «Shaykh al-Islâm».

Se ho tempo questa sera tornerò più dettagliatamente sulle deviazioni di ibn Taimiya.

Intanto mi sia permesso l´invito a moderare i termini quando si parla di un altro musulmano, mi riferisco all´imâm Palazzi che è meritevole di essere ascoltato, fino a prova contraria, come te e come me. Non credo sia il caso di agitare fitnah per divergenze di opinioni di questo tipo. Oltretutto Abu `Umar è stato già pesantemente attaccato, schernito e diffamato dagli Ikhwân e dai loro amici «no-global» su Internet, e francamente, per quel poco che so io di lui, cioè che è uno strenuo difensore del Sufismo ortodosso e della Sunna tradizionale, non vi è dubbio che una sola unghia dello Shaykh valga più di tutti i Piccardo, i Dachan, e tutti gli altri fondamentalisti modernisti di questo mondo.
E Allah ne sa di più.


L'ultima modifica di Abdullah il Gio Dic 27, 2007 8:34 pm, modificato 1 volta
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Talib
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MessaggioInviato: Gio Dic 27, 2007 8:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Ven Dic 11, 2009 2:35 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Dic 28, 2007 1:58 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
i Piccardo, i Dachan, e tutti gli altri fondamentalisti modernisti di questo mondo.


Sto leggendo qua e la i tuoi interventi....e si ripete sempre la stessa storia....ora immagino già come risponderai....ma ti rendi conto di tali accuse?
Prendere atto che alcune persone sono nell'errore è un conto....ma dire che sono deviati ecc ecc...
Ahh.

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Abdullah
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MessaggioInviato: Ven Dic 28, 2007 3:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Nass ha scritto:
Citazione:
i Piccardo, i Dachan, e tutti gli altri fondamentalisti modernisti di questo mondo.


Sto leggendo qua e la i tuoi interventi....e si ripete sempre la stessa storia....ora immagino già come risponderai....ma ti rendi conto di tali accuse?
Prendere atto che alcune persone sono nell'errore è un conto....ma dire che sono deviati ecc ecc...
Ahh.


Come mai riprendi solo il sottoscritto perché accusa giustamente gli ikhwani di essere deviati mentre le offese ai musulmani sunniti - vedi il Re Muhammad VI - che Allah lo preservi - oppupre il fratello `Abu `Umar Palazzi - sono tollerate e apprezzate???
Per questo vi avevo chiesto sin dall´inizio se questo forum è composto, diretto e moderato da seguaci dell´Islâm sunnita tradizionale e del Sufismo oppure da ikhwani, qutbisti, etc.
Voi non volete sentire critiche alla Qutbiya?
Bene allora devo prendere atto che sono un pesce fuor d´acqua!!!…
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MessaggioInviato: Ven Dic 28, 2007 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Come mai riprendi solo il sottoscritto perché accusa giustamente gli ikhwani di essere deviati mentre le offese ai musulmani sunniti - vedi il Re Muhammad VI - che Allah lo preservi - oppupre il fratello `Abu `Umar Palazzi - sono tollerate e apprezzate???


Premesso il fatto che le accuse sul governo del Maroccono erano una critica ad un istituzione politica che non funziona e non una critica alla sua fede. Secondariamente Il nostro forum si rifà in assoluto all'Islam tradizionale e ha al 100% sempre difeso il tasawwuf.

Quello che critico è l'approccio che hai avuto, e non è un invito ad andarsene ma a moderare la rabbia....se questo però non ti va, non posso certo subordinarmi al tuo volere.

Le condizioni del forum sono dialogo e pace...ti sarò grato se posterai materiale sul quale discutere anche sul tsawwuf e sulla dottrina....invece che usare tutte le energie per parlare di questo o quello....

Non so se hai capito la critica in buona fede..

Pace


Nassim

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2008 7:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Abdullah ha scritto:
Intanto mi sia permesso l´invito a moderare i termini quando si parla di un altro musulmano, mi riferisco all´imâm Palazzi che è meritevole di essere ascoltato, fino a prova contraria, come te e come me. Non credo sia il caso di agitare fitnah per divergenze di opinioni di questo tipo. Oltretutto Abu `Umar è stato già pesantemente attaccato, schernito e diffamato dagli Ikhwân e dai loro amici «no-global» su Internet, e francamente, per quel poco che so io di lui, cioè che è uno strenuo difensore del Sufismo ortodosso e della Sunna tradizionale, non vi è dubbio che una sola unghia dello Shaykh valga più di tutti i Piccardo, i Dachan, e tutti gli altri fondamentalisti modernisti di questo mondo.
E Allah ne sa di più.


Da "no-global" estremamente diffidente di tutto ciò che si agita attorno a Palazzi, sarei curioso di poter approfondire quanto "tanto" sia "quel poco che sai di "lui"".

Ma quanto emerso è già approfondimento sufficiente.

3umar andrea

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Gen 03, 2008 10:55 pm, modificato 1 volta
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delcorsaro
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2008 9:06 pm    Oggetto: bismillah rahmeni rahim Rispondi citando

bismillàh rahmeni rahim
cari fratelli,
quello che si và delineando nell'islam è quello che poi vediamo in giro nel mondo, ma inchallàh penso che mi sbaglio. L'islam è composto dal Corano e la spiegazione, la sunna e la spiegazione e la vita dei sahaba e spiegazione. Le cose principali sarebbero inchallàh da sviscerare senza cadere nelle disquisizioni partitistiche, in Europa non c'è sharia, l'islam è boicottato denigrato e per giunta appena c'è qualche notizia spiacevole si aggrappano a quella i mass media, manca solo che ognuno tiri dalla sua parte per definire un islam superiore o migliore o più autentico dell'altro.
Ognuno fà la "sua strada", verso l'islam ; ma non deve fare il suo islam!
Dobbiamo ritenere che i problemi da affrontare sono l'evitare la divisione, il raccomandarci la verità e la pazienza, sono due luci che si compenetrano, uno ha la verità e l'altro che non l'ha ancora vista deve avere il sabr, cosi' che quando ad uno tocca una cosa all'altro tocca l'altra, perchè la verità è il Corano ma solo con il sabr uno ne vede uscire i frutti e chi è affrettato nei giudizi, nei rimproveri, nel dialogo non moderato stia in guardia dal non eccedere, perchè il 4° degli atteggiamenti dell'ipocrita è proprio un uso agressivo delle parole, e le qualità dell'ipocrita possono cadere a chiunque basta che prima o poi si ravveda prima di arrivare alla 4a che completa le altre 3. Sicuramente già sapete le "qualità" dell'ipocrita non serve ricordarle, ma allora perchè non facciamo sabr che è una luce perchè arrivino parole di verità, senza eccessi , sabr è una luce lucente!
Selam aleykom wà ramatullàh
A.
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MessaggioInviato: Gio Gen 03, 2008 10:59 pm    Oggetto: Re: bismillah rahmeni rahim Rispondi citando

delcorsaro ha scritto:
Le cose principali sarebbero inchallàh da sviscerare senza cadere nelle disquisizioni partitistiche, in Europa non c'è sharia, l'islam è boicottato denigrato e per giunta appena c'è qualche notizia spiacevole si aggrappano a quella i mass media, manca solo che ognuno tiri dalla sua parte per definire un islam superiore o migliore o più autentico dell'altro.
Ognuno fà la "sua strada", verso l'islam ; ma non deve fare il suo islam!
Dobbiamo ritenere che i problemi da affrontare sono l'evitare la divisione, il raccomandarci la verità e la pazienza, sono due luci che si compenetrano, uno ha la verità e l'altro che non l'ha ancora vista deve avere il sabr, cosi' che quando ad uno tocca una cosa all'altro tocca l'altra, perchè la verità è il Corano ma solo con il sabr uno ne vede uscire i frutti e chi è affrettato nei giudizi, nei rimproveri, nel dialogo non moderato stia in guardia dal non eccedere, perchè il 4° degli atteggiamenti dell'ipocrita è proprio un uso agressivo delle parole, e le qualità dell'ipocrita possono cadere a chiunque basta che prima o poi si ravveda prima di arrivare alla 4a che completa le altre 3. Sicuramente già sapete le "qualità" dell'ipocrita non serve ricordarle, ma allora perchè non facciamo sabr che è una luce perchè arrivino parole di verità, senza eccessi , sabr è una luce lucente!
Selam aleykom wà ramatullàh
A.


wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Faccio mio l'invito del fratello delcorsaro ad evitare i settarismi e tenersi aggrappati e saldi alla "corda di Allah", concentrandoci sulle cose fondamentali.

E' necessario mettere in guardia inizialmente dalle più lampanti deviazioni, dopodichè - però - non perdiamoci in divisioni e polemiche.

3umar andrea

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MessaggioInviato: Mar Feb 19, 2008 8:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Tornando all'oggetto del thread:

Da:
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What do the Scholars Say About Ibn Taymiyya?

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Question:
What do the scholars say about Ibn Taymiyya?

Question # q-22404169
Date Posted: 14/02/2005

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Answer:
In the name of Allah, Most Compassionate, Most Merciful,

Before answering the question, it is imperative to understand that extremism and immoderation is disapproved of in the Shariah. Islam is a religion of moderation and teaches its followers to be moderate in all spheres and walks of life. Being extreme in one way or another would entail going against the pristine teachings of Allah Most High and His beloved Messenger (Allah bless him & give him peace).

Allah Most High says:

“Thus, have We made of you an Umma justly balanced, that you might be witnesses over the nations, and the Messenger a witness over yourselves…” (Surah al-Baqara, V: 143)

The Messenger of Allah (Allah bless him & give him peace) said in a Hadith:

“Beware of extremism in religion, since those before you were only destroyed by extremism.” (Sunan Nasa’i, Musnad Ahmad and others)

Hence, Islam is a middle way between excess and laxity. It is a path that is between the harshness found in the Shariah of Moses (peace be upon him) of killing one’s self as a form of repentance, paying one quarter from one’s wealth as Zakat and other such matters, and the laxity found in the Shariah of Jesus (peace be upon him) of the permissibility of alcohol, clothes not being considered impure with filth and other such matters.

It is a path that is in between the extremism and neglect found amongst the various deviated sects. It lies in between the belief of those who rejected destiny altogether (qadariyya) and those who considered destiny to have sole control over human actions (jabariyya). The path lies in between the ideologies of the Khawarij (who considered sinners to be out of the fold of Islam) and the Murji’a (who believed committing sins to have no consequence at all), and in between the position of the anthropomorphist (mushabbiha) who likened the attributes of Allah to His creation and those who completely rejected the attributes of Allah Most High (Mu’tazila).

It is also a religion that lies between law and spirit, between intellect and love, and between theology and spirituality. It rejects the concept of the Jews of everything being based on intellect and reasoning and the concept of the Christians of everything being based on love and affection. Rather, Islam teaches its followers to combine between the paths of Iman and Ihsan, and the paths of law and spirit. This is the straight path mentioned in the opening Surah of the Qur’an which we recite daily in our prayers: “Show us the straight way” (Surah al-Fatiha, V: 6) (See: Mulla Jiwun, Nur al-Anwar ala matn al-Manar, P: 5-6)

Thus, it is vital to have a balanced approach in all aspects of our Deen. Unfortunately, some people become extreme in one way or another. Some only take consideration of the outward meaning of the Sacred Law in that they reject the spiritual and inner dimensions of Islamic rulings, whilst others, on the other hand, believe love and spirit to be everything. Both these approaches are incorrect as explained earlier.

With regards to Imam Ibn Taymiyya (Allah have mercy on him), certain Muslims consider him to be the greatest thing to have happened in Islamic history. He is regarded as the Shaykh al-Islam giving his views precedence over the views of all other Mujtahid Imams. They consider him to be immune from committing any errors and mistakes, hence his opinions are considered to be the final and absolute understanding of Islam. On the contrary, some Muslims consider him to be severely deviated and completely out of the fold of Ahl al-Sunnah wa al-Jama’ah. Some even go to the extent of considering him to be out of the fold of Islam!

Once a brother asked me what I thought of Imam Ibn Taymiyya (Allah have mercy on him) and I replied by saying that I acknowledge his works and have respect for him, although I disagree with certain views of his. Then he asked me what I thought of Shaykh Ibn al-Arabi (Allah have mercy on him) and I replied by saying that he was one of the greatest authorities of Islam in terms of spirituality and Ihsan. The brother said: “How is it possible for you to respect both these personalities. You either like Imam Ibn Taymiyya and reject Shaykh Ibn al-Arabi, or you agree with the views of Shaykh Ibn al-Arabi and dislike Imam Ibn Taymiyya. I said, “I am sorry to say that I like and respect both these personalities, whether you like it or not.” There are not two camps here for me to be included in, I explained, and that if I belong to one camp, I automatically come out of the other.

The fact is that there are certain Muslims who make Takfir of Shaykh Ibn al-Arabi and consider Imam Ibn Taymiyya to be the greatest scholar in history, whilst others consider Imam Ibn Taymiyya to be Kafir and Shaykh Ibn al-Arabi to be the greatest authority in all aspects of Islam. Both these approaches are unbalanced and incorrect.

The position of the majority of this Umma’s scholars, both past and present, with regards to Imam Ibn Taymiyya (Allah have mercy on him) is that they respect him as a scholar and acknowledge his works, but disagree with certain views of his wherein he chose to go against the mainstream understanding of the scholars of Ahl al-Sunnah Wa al-jama’ah. This viewpoint is held by most of the contemporary scholars, both from the Indian Subcontinent and the Arab and Muslim world.

Imam Taqi al-Din ibn Taymiyya al-Harrani was a famous Hanbali scholar of Qur’anic exegesis, Hadith and jurisprudence. He was endowed with a compelling writing style and a keen memory and was an eloquent writer whose works numbered many. His legal verdicts (fatawa) are printed in many volumes and his works in refutation of the Shi’as and other subjects are second to none. Many Ulama, such as Imam Dhahabi and others, have great words of praise for him.

Despite this, the Imam made grave errors in certain matters concerning tenets of faith (aqida) and jurisprudence (fiqh). He chose certain positions in Fiqh that went against the mainstream understanding of the Ulama from the four Sunni Schools of Islamic law. He was mainly a follower of the Hanbali School, but he held certain opinions that went against the mainstream Hanbali position also, hence the Ulama did not consider him to be the final authority in that School.

Similarly, some of his positions with regards to the tenets of faith, mentioned in his works such as al-Aqida al-Wasitiyya, were a cause of a lot of controversy and he was rightfully refuted by Scholars such as Imam Subki, Ibn Hajar al-Haytami and others. He differed with the other Ulama on many issues such as the permissibility of Tawassul, travelling specifically to visit the grave of the Messenger of Allah (Allah bless him & give him peace) and other such maters. His position with regards to the attributes of Allah Most High caused him to be imprisoned in Cairo and Damascus, and the Ulama pointed out his erroneous approach.

One of the great scholars of Hadith and Islamic Creed from the Indian Subcontinent, Imam Anwar Shah al-Kashmiri (Allah have mercy on him) has refuted Imam Ibn Taymiyya in many of his works including his commentary of Imam al-Bukhari’s Sahih, Faydh al-Bari. In one of his Urdu works, he states:

“Ibn Taymiyya and others came close to anthropomorphism, in that they took the literal meaning of certain verses of the Qur’an.” (Malfuzat Muhaddith Kashmiri (Urdu), P: 242)

He further states that, Imam Ibn Taymiyya and Ibn al-Qayyim (his student) at times rejected authentically proven Hadiths when they went against their positions. There are many examples of this. Imam Ibn Hajar al-Asqalani has also condemned Ibn Taymiyya for rejecting authentic (sahih) Hadiths when they go against his position. Shaykh Abd al-Aziz al-Dehlawi (Allah have mercy on him), after studying Ibn Taymiyya’s Minhaj al-Sunnah, was immensely distressed by his undermining of the Ahl al-Bayt (members of the Prophet’s family) and the Sufis.

Imam Anwar Shah al-Kashmiri then mentioned that his teacher Shaykh Mawlana Husayn Ahmad al-Madani (Allah have mercy on him) was quite unsympathetic towards Imam Ibn Taymiyya. He even disliked the title of “Shaykh al-Islam” being used for him, hence he became upset when Shaykh Muhammad Zakariyya al-Kandahlawi (Allah have mercy on him) used this title for Imam Ibn Taymiyya in one his works.

He then goes on to say that the most balanced approach with regards to Imam Ibn Taymiyya is the approach of Imam Dhahabi, Imam Ibn Hajar al-Asqalani and others, in that one may benefit from his great and extensive works, but be wary of his isolated positions that number many in matters of Creed (usul) and particulars of Islamic jurisprudence (furu’). This is the position of our (Deobandi) scholars. (Malfuzat Muhaddith Kashmiri, P: 413-414)

Shaykh Taqi Usmani (may Allah preserve him) has also mentioned a similar stance with regards to Imam Ibn Taymiyya. He states:

“As far as the opinions of Allama Ibn Hazm, Allama Ibn Taymiyya and Allama Ibn al-Qayyim are concerned, with due respect to their lofty status and rank, they have chosen certain positions that go against the mainstream scholars of this Ummah…” (Fiqhi Maqalat, 2/21)

One of the renowned scholars of the world over, Shaykh Abul-Hasan al-Nadwi (Allah have mercy on him) dedicated an entire chapter from his work covering the life and achievements of Imam Ibn Taymiyya. The respected Shaykh’s renowned work in Arabic Rijal al-Fikr Wa al-Da’wa looks at the lives and achievements of figures such as Umar ibn Abd al-Aziz, Hasan al-Basri, Imam Ahmad ibn Hanbal, Imam Abu al-Hasan al-Ash’ari, Imam al-Ghazali, Jalal al-Din al-Rumi and others and also Imam Ibn Taymiyya. This takes us back to the aspect of having a balanced approach; hence Shaykh Nadwi reflects on the lives and works of great luminaries in the field of Islamic spirituality (tasawwuf) and also has space in his work for Imam Ibn Taymiyya.

The same attitude has been taken by many Arab scholars also. The late renowned scholar of Hanafi Fiqh and principles of Islamic Jurisprudence, Imam Muhammad Abu Zahra (Allah have mercy on him) of Egypt states in his Tarikh al-Madhahib al-Islamiyya:

“The founder of the Wahhabi movement, Muhammad ibn Abd al-Wahhab, studied the works of Imam Ibn Taymiyya in depth and became more extreme. He put Ibn Taymiyya’s views into practice rather than keep them in theory. Thus, they (Muhammad ibn Abd al-Wahhab and his followers) destroyed many graves of the Companions (Sahaba) and extended the meaning of innovation in a manner that was not heard of before…” (Tarikh al-Madhahib al-Islamiyya, P: 199)

Having said the above, the same author (Imam Abu Zahra) then dedicated a whole volume mentioning the life and works of Imam Ibn Taymiyya. He first compiled a series of four books shedding light on the lives and works of the four Mujtahid Imams (Abu Hanifa, Shafi’i, Malik and Ahmad), and thereafter, he compiled another series of four books that covered the biographies of other Imams, including Imam Ibn Taymiyya.

Imam Zahid al-Kawthari (Allah have mercy on him) is renowned for his Hanafism, Sunni-ness and his refutation of the Wahhabis, yet one of his main students Shaykh Abd al-Fattah Abu Ghudda (Allah have mercy on him) not only relates and quotes from Imam Ibn Taymiyya in many of his works, rather he edited and published one of his works titled “Risalat al-Halal Wa al-Haram” (Book of the lawful and unlawful and some principles of monetary transactions) and on the cover of the book (and also inside) he mentioned the name of Ibn Taymiyya with the title Shaykh al-Islam.

Many other major contemporary scholars of the Arab world, from Damascus and elsewhere, have also taken the same stance. Scholars such as Shaykh Muhammad Sa’id Ramadhan al-Buti, Shaykh Wahba al-Zuhayli, Shaykh Mustafa al-Bugha, Shaykh Mustafa al-Khin, Shaykh Abd al-Latif al-Farfur and many others often quote Imam Ibn Taymiyya in their respective works, but with caution and discernment, and they warn others of Ibn Taymiyya’s isolated and controversial opinions.

Therefore, in conclusion, the balanced approach concerning the figure of Imam Ibn Taymiyya is that we acknowledge his extensive services to the Din. We acknowledge his accomplishments and benefit from his works that are in accordance with the mainstream Ahl al-Sunnah Wa al-Jama’ah and Sunni Islam, and reject that which is not in accordance with the majority of this Umma’s scholars. We respect him as a scholar, hence avoid condemning him totally, but we do not consider him to be an authority in matters of faith, Creed and jurisprudence. We leave his controversial views and opinions in tenets of faith to Allah Most High and concentrate on that which we need to learn and know of. This is the fair and balanced approach maintained by the majority of the scholars concerning controversial personalities.

And Allah knows best

Muhammad ibn Adam
Darul Iftaa
Leicester , UK

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Al-Nur
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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 8:15 pm    Oggetto: Vita e pensiero dell'Imam Ibn Taymiyya Rispondi citando

Ibn Taymiya nacque ad Harran,Siria,e morì a Damasco attorno al 1328. Visse in un periodo in cui il mondo Islamico era dilaniato da aggressioni esterne e da conflitti interni. I crociati non erano stati ancora del tutto espulsi dalla Terra Santa,ed i Mongoli presero Baghdad nel 1258. In Egitto,I Mamelucchi erano appena giunti al potere e stavano consolidando il proprio dominio in Siria. Nella società Musulmana,gli Ordini Sufi stavano diffondendo concezioni e pratiche non contemplate dall’Islam più ortodosso,mentre le scuole di giurisprudenza più tradizionaliste si trovavano in uno stato di arretratezza e ristagno culturale. E’ in questa situazione di scompiglio che Ibn Taymiya formulò il suo pensiero sulle cause della decadenza del mondo musulmano e sulla necessità di ritrovare il Corano e la sunna,intesi come unico strumento di rinascita.

Nonostante Ibn Taymiya si fosse formato nella scuola di pensiero Hanbali,raggiunse presto un livello di erudizione che superava di gran lunga quello fornitogli da questa scuola.Divenne completamente esperto di tutto ciò che le quattro scuole offrivano, e ciò lo portò alla conclusione che la stretta aderenza ad una sola di esse condurrebbe il Muslim a trovarsi in conflitto con il verbo e lo spirito della Legge Islamica basata sul Corano e la sunna.Allo stesso modo,acquistò una buona padronanza dei testi mistici e filosofici.In particolare,si concentrò sulle opere di Averroè e di Ibn Arabi in quanto rispettivamente esempi di deviazione filosofica e mistica dai veri principi dell’Islam. Entrambe queste tendenze erano infatti giunte ad esercitare grande influenza sia sugli eruditi musulmani che sulla società.

Ibn Taymiya assegnava importanza fondamentale alla rivelazione quale unico mezzo affidabile per la vera conoscenza di Dio e dei doveri del fedele verso di Lui. L’intelletto umano('aql)ed il suo potere ragionativo devono essere sottomessi alla rivelazione. Secondo Taymiya,l’unico uso legittimo dell’intelletto umano è quello indirizzato alla comprensione dell’Islam così come questo fu compreso dal Profeta e dai suoi seguaci e di difenderlo da ogni possibile devianza. Quando si disserta attorno alla natura di Dio,sosteneva egli,bisogna attenersi a quanto scritto nel Corano e quanto insegnato nella sunna,ed attenersi alla visione ortodossa secondo cui non si deve chiedere come gli attributi particolari esistano in Dio. Vale a dire che un fedele deve credere in tutte le qualità che il Corano e la sunna attribuiscono a Dio,senza interrogarsi circa la natura di essi, giacchè questi trascendono la capacità di comprensione della mente umana,che è anche inetta a comprendere l’Eternità di Dio. Ad esempio,si crede che Dio si trovi su di un trono in cielo,ma non bisogna chiedersi come ciò accada. Questo atteggiamento deve essere tenuto verso tutti gli attributi divini,compresa la facoltà visiva,quella uditiva e la tattile.

Questa concezione è del tutto opposta alla visione filosofica di Dio come Causa Prima e di essere sprovvisto di attributi .Così l’argomentazione che l’Unità di Dio esclude una moltitudine di attributi è inaccettabile per il nostro,poiché Dio stesso afferma di essere uno e di avere molteplici attributi.La negazione degli attributi di Dio su base razionale era affermata dal Mu'tazila,verso cui Taymiya era particolarmente critico.Persino le più strette concezioni dell’ Ash’aris,che accettava l’esistenza di sette attributi basilari,erano da lui respinte. Comunque,non si spinse mai tanto oltre da dichiarare eretici questi due gruppi,in quanto erravano solo nella definizione degli attributi divini. Al contario,non mancò di etichettare come apostati filosofi quali Farabi ed Avicenna che, oltre a negare gli attributi di Dio,negavano anche l’increatezza del mondo e credevano nella teoria dell’emanazione dell’universo da Dio.

Ibn Taymiya attaccava l’idea dell’emanazione non solo nell’accezione filosofica ma pure mistica,così come era intesa dai Sufi.Era convinto che le credenze e le pratiche dei Sufi potessero essere ben più pericolose delle idèe dei filosofi. Questi ultimi rappresentavano un’esigua elite che aveva ben pochi risvolti sulla massa.I Sufi,al contrario,avevano ampio seguito presso gli strati popolari. Tuttavia Ibn Taymiya vide una connessione tra le idee dei filosofi e quelle dei Sufi, benché ad un’analisi poco attenta avessero ben poco in comune.

Il caposaldo del pensiero dei Sufi ,come ci risulta da Ibn Al Arabi è il concetto dell’unicità dell’esistente.Attraverso questa concezione,i Sufi ritengono di poter sperimentare la fusione della loro anima con l’essenza di Dio.Questo significa che,quando Dio si rivela ad un individuo,questa persona comprende che non c’è differenza alcuna tra Dio stesso ed il suo essere. Ibn Taymiyya vide un nesso tra la credenza Sufi del wahdat al-wujuded,il concetto dell’unicità dell’esistente, ed il concetto filosofico di emanazione. Benchè un filosofo negherebbe che l’anima umana possa riversarsi in quella divina ed essere quindi la Causa Prima,l’esperienza mistica dei Sufi li portò al di là del dominio razionale.Per Taymiya,sia i filosofi che i mistici erano in errore,i primi poiché riponevano fiducia nel limitato intelletto umano,i secondi per l’eccessiva irrazionalità.

La critica che Ibn Taymiya muove verso i Sufi si aviluppa su due piani.In primis,c’è la discussione teologica sulla questione che Dio possegga degli attributi,uno dei quali è quello di creatore.Egli riteneva che il Corano affermi innegabilmente che Dio è il creatore e l’ente ordinatore dell’Universo.Vige quindi una distinzione tra il creatore e le creature,e tra le due cose non c’è alcuna possibilità di fusione.Continua poi ritenendo che coloro che privano Dio dei suoi attributi e ritengono che non sia il Creatore sono solo ad un passo dal cadere nella credenza del wahdat al-wujud.Da questa base prende le mosse per la seconda parte della critica.Ibn Taymiya credeva che un Sufi è soltanto un individuo che si lascia trasportare da una forte carica emotiva. Ad esempio,si potrebbero negare gli attributi di Dio ma poi essere sopraffatti da un sentimento d’amore verso di Lui .Tuttavia la base della conoscenza che questo individuo possiede non è quella autentica che si trova solo nel Corano,per cui le loro vane congetture intellettuali vengono a cadere al cessare dell’attacco emotivo. Secondo Ibn Taymiya la percezione dei sensi ed i sentimenti non possono essere ritenuti affidabili,e la probabilità di essere fuorviati da essi aumenta man mano che la conoscenza che si possiede prescinde quella autentica contenuta nel Corano e nella sunna.è questa conoscenza,infatti, la base di una corretta fede in Dio e di ogni rapporto che si voglia stabilire con Lui.

Citazione:
l´infame «Shaykh del Nejd»


Con le offese non si risolvono certo le cose e certamente in questo caso puoi dare un opinione dicendo che non condividi Muḥammad ibn ʿAbd al-Wahhāb al-Tamīmī al-Najdī, ma non puoi certo giudicare se egli sia un infame o meno.[/quote]
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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 11:26 am    Oggetto: Re: Vita e pensiero dell'Imam Ibn Taymiyya Rispondi citando

Al-Nur ha scritto:
Ibn Taymiya nacque ad Harran,Siria,e morì a Damasco attorno al 1328. (...)


AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu!

Fratello qual'è la fonte di questo articolo?

'umar andrea

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MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 4:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ah sì scusami, pensavo di averla messa.

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Pace.
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