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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Concezione della famiglia

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Famiglia, matrimonio, genitori, figli e rapporti tra i generi
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Inviato: Lun Lug 13, 2020 5:21 pm    Oggetto: Ads

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Dominus advocati
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MessaggioInviato: Mer Dic 16, 2009 2:22 pm    Oggetto: Concezione della famiglia Rispondi citando

Ho provato a leggere qua e la, ma non ho trovato esattamente quello che cercavo, poi se mi è sfuggito il post e me lo segnalate, chiedo scusa.
Allora, ho mille questioni, una ho provato a sottoporla nella sezione "problemi di fede" ma non ha avuto seguito, spero di avere più fortuna oggi.
Diciamo che sto valutando l'islam nella maniera più ampia possibile e che il mio interesse ha anche una natura indotta.
Nell'ottica di creare una famiglia, vorrei capire il senso più vero della famiglia islamica, perchè mi è stato detto che è molto diversa da quella che tradizionalmente si vede in italia.
Allora io ho sempre avuto una visione abbastanza classica della famiglia, dove ho sempre creduto che ci fosse la necessità di non confondere i rispettivi ruoli.
Ho sempre creduto che il mio ruolo fosse più "esterno" mentre fosse la donna ad avere più una posizione rivolta all'interno della famiglia (non tanto nel senso di rifare i letti e di cucinare, ma per quanto attiene una maggiore attenzione e cura diretta dei figli e del menage familiare in senso ampio).
Ho sempre creduto nella parità, che non ho mai confuso con l'uguaglianza in senso acritico. Ci sono cose da uomo che non so fare bene come una donna e viceversa. Siamo paritetici ma oguno ha le sue peculiarità.
Non ho mai creduto che l'uomo debba avere un ruolo di supremazia, perchè ho sempre visto che le scelte prese in due sono meglio ponderate (mia nonna diceva che due teste su un cuscino fanno un solo cervello...).
Ho sempre creduto che mio compito è anche proteggere, comprendere e fare tutto ciò che posso per la felicità di mia moglie.
Ho sempre creduto che il dono più grande che avrei potuto ricevere sarebbe stato quello di incontrare una donna intelligente, sensibile, una persona con cui poter discutere di tutto, con cui poter fare dei progetti, di cui essere orgoglioso in ogni momento della giornata, anche nelle difficoltà della vita, una persona che avrei voluto vedere come prima ogni giorno e come ultima ogni sera...
beh, insomma, mi sono sempre immaginato padre, con dei figli, educati con una disciplina abbastanza rigida per non abusare della libertà che nei nostri tempi va saputa usare, cosa non facile.
Questa è l'idea, ma potrei scrivere ancora fiumi di parole, anche perchè mentre scrivo vedo di fronte a me una certa persona... ma tralasciamo questo argomento.
Allora vi chiedo, la famiglia musulmana, prescindendo dall'ovvia premessa religiosa che è facile comprendere, in cosa differisce?
Cosa la renderebbe "diversa"?
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mer Dic 16, 2009 2:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Beh... io credo che... prendendola proprio in maniera molto ampia..... hai descritto più o meno la famiglia musulmana.

O meglio, di certo non hai descritto la famiglia così come la vediamo oggi (poco ma sicuro)!

Vado un attimo di corsa, ma se vuoi, pomeriggio ti posto dei riferimenti.

Un saluto.

Amatullah.
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Dominus advocati
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MessaggioInviato: Mer Dic 16, 2009 3:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie, mi interessa moltissimo l'argomento, so di avere una concezione della famiglia abbastanza distante da quella odierna ma vorrei proprio approfondire le eventuali differenze e capirle.
Aspetto notizie, buon pomeriggio!
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Hanna63
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 1:24 pm    Oggetto: Re: Concezione della famiglia Rispondi citando

Dominus advocati ha scritto:
Allora vi chiedo, la famiglia musulmana, prescindendo dall'ovvia premessa religiosa che è facile comprendere, in cosa differisce?
Cosa la renderebbe "diversa"?


Provo a risponderti, anche se sono una neofita: nella presenza di Dio. Allah è ( o dovrebbe essere) il primo pensiero della famiglia, e per Lui e con Lui si mantiene vivo l'amore nella famiglia. In altri termini, prima di marito, moglie e figli, viene Allah, sopra ad ogni considerazione puramente personale. I buoni comportamenti sono una conseguenza.
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 1:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi dispiace di non risciure a procurati altro materiale al momento... posso solo rimandarti qui:

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sperando che il quadro generale ti sia d'aiuto. Se poi hai altre domande, chiedi pure :)

Amatullah.
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Dominus advocati
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 2:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie sia a Maria che ad Hanna63.
Dunque avevo premesso che ritenevo la mia analisi prescindesse dall'aspetto religioso che davo per scontato nella misura in cui se sono in questo forum è proprio per valutare come sono viste le cose nell'ottica musulmana.
Ed ho ben chiaro che Allah è il principio e la fine di ogni discorso per cui mi ero "permesso" di non affrontare la questione ma di cercare un paragone sul piano più delle conseguenze che delle premesse.
Ho infatti appreso che vi è un divieto per donne musulmane di sposare uomini di altre religioni, mentre vi è tolleranza per il contrario e sto cercando di documentarmi sulle molteplici questioni.
Ho letto con attenzione il link di Maria, e devo dire che non mi sembra proprio di avere visto differenze enormi con quella che è la mia visione del matrimonio, ma non vorrei sbagliarmi.
Magari chi di voi è sposato/a e proviene da una esperienza di famiglia di origine non islamica potrebbe indicarmi quali sono le differenze più significative nella sua esperienza.
Mi rendo conto, sto aprendo dei post dove faccio domande che sembrano "mettere il carro davanti ai buoi"... ma al momento è il solo modo che mi viene in mente per capire.
Sono sempre ben accetti i suggerimenti!
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Ayesha
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 3:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dominus advocati ha scritto:
Grazie sia a Maria che ad Hanna63.
Dunque avevo premesso che ritenevo la mia analisi prescindesse dall'aspetto religioso che davo per scontato nella misura in cui se sono in questo forum è proprio per valutare come sono viste le cose nell'ottica musulmana.


e quindi non ti pare una contraddizione? non stai valutando le cose nella maniera islamica, ma solo le cose a livello pratico e di forma.


Dominus advocati ha scritto:
Ho infatti appreso che vi è un divieto per donne musulmane di sposare uomini di altre religioni, mentre vi è tolleranza per il contrario e sto cercando di documentarmi sulle molteplici questioni.


per cosa? per vedere se c'è una scappatoia legale?
per vedere se la ragione dietro questo divieto è, visto che io provvedo alla mia famiglia in un ambito praticamente islamico e lascerei comunque mia moglie libera di fare i suoi riti, perchè allora una donna islamica non può sposarsi con il migliore dei candidati non islamici, visto che soddisferei ogni sua richiesta, che mi prenderei cura di lei etc etc, giusto?!
Credo di capire che questo sia il tuo pensiero, se un minimo conosco gli avvocati....

Caro Dominus, seppure il tuo è un nobile intento, quello di sposare una donna islamica, dicendo di voler a lei provvedere islamicamente parlando, ti sembri essere scordato delle piccole cose:
il dovere di un marito è quello di preservare la propria famiglia dal fuoco. E come la preservi la tua famiglia se tu sei il primo che non crede, non prega, non fa tutto solo ed unicamente per amore di Dio?
Credi che tua moglie starà a casa e ti obbedirà perchè ama te?
E tu credi che il tuo sentimento di amore è immutabile nei suoi confronti anche domani (non hai mai amato una ragazza in passato? e non guardi a lei adesso senza sentire più nulla? anche se quello che provi può sembrarti l'amore della tua vita non è nulla in paragone all'amore che si prova per Dio)
Cosa farai quando tua moglie ti sveglierà nel mezzo della notte per pregare? Acconsentirai perchè lei vuole cosi? E cosa pregherai? Le farai da imam e le insegnerai nuove sure? E come farai?
Lei è una tua responsabilità anche sul piano di devozione a Dio, se lei si addormenta è tuo dovere svegliarla, se lei cede nella fede è tuo dovere supportarla e consigliarla e guidarla nella Luce.
E come fai se tu nemmeno ci credi?
Le dirai che il giorno che non si vuole più mettere l'hijab è libera di farlo, perchè tu non la costringi a fare quello che lei non vuole.
.....

Sembra che tu stia guardando all'Islam non come Islam, ma come una serie di codici e codicilli che da avvocato puoi evitare, modificare, integrare etc.

Ma credo che tu tutte queste cose le sappia già.. altrimenti non cercheresti di mettere il carro davanti ai buoi..e quindi
qualcuno direbbe che sei insuscettibile al galleggiamento..
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habgra
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 4:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Provo a rispondere a Dominus..
La famiglia nell'Islam è un istituzione ispirata e ordinata da Dio ed è nello stesso tempo un contratto sociale fondato sulla fede.
Ne consegue che gli obiettivi siano molteplici: oltre a garantire la continuazione della specie umana e la protezione economica per i suoi membri, la famiglia è il luogo eletto per proteggere la moralità e la stabilità emozionale e psichica dei singoli componenti. Dovrebbe assicurare un clima di serenità ed amore fondamentale per una buona educazione dei figli e di conseguenza sarebbe un caposaldo per la coesione sociale della società islamica.
L'istituzione famigliare si può reggere soltanto se ogni membro si assume le sue responsabilità corrispondenti al ruolo che ricopre. In questo modo, visto che la famiglia non è composta soltanto da genitori e figli, ma anche dalle altre figure trasversali, si garantirebbe la protezione e la sicurezza in ogni fase della vita dell'inidividuo.
I riferimenti relativi ai rispettivi diritti e doveri sono indicati nel Corano e negli Ahadith. Ti consiglio di leggere "La via del musulmano"Minhaj al muslim di AbuBakr che è tradotto in italiano.
Guarda anche:http//www.arabcomint.com/la_famiglia_islamica.htm
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habgra
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma dove ha detto Dominus di voler sposare una donna musulmana?
Perchè Ayesha vuoi fare un "processo" ad intenzioni che qui non vedo chiaramente espresse?
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Dominus advocati
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 5:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio Habgra per il link che leggerò con molto piacere.

Allora Ayesha... rispondo un momento al tuo lungo post, in cui tu avanzi una serie di argomenti degni di analisi.
Non credo vi sia contraddizione nel momento in cui ho premesso che stavo proprio cercando di capire l'istituto della famiglia e che ho altresì detto che ho ben comprenso la centralità del tema del divino nell'islam.
Ho forse detto che lo escludevo? Se l'ho fatto mi sono male espresso.
Ho invece cercato di capire quali avrebbero potuto essere gli aspetti che, partendo dal divino e dalla concezione di esso ha l'islam, avrebbero potuto portare ad una visione diversa da quella che ho ora.
E' una cosa sbagliata?

Continuo a leggere la tua analisi e mi dici

per cosa? per vedere se c'è una scappatoia legale?
per vedere se la ragione dietro questo divieto è, visto che io provvedo alla mia famiglia in un ambito praticamente islamico e lascerei comunque mia moglie libera di fare i suoi riti, perchè allora una donna islamica non può sposarsi con il migliore dei candidati non islamici, visto che soddisferei ogni sua richiesta, che mi prenderei cura di lei etc etc, giusto?!
Credo di capire che questo sia il tuo pensiero, se un minimo conosco gli avvocati....

Distinguo, non nego che il ritenere tollerabile il matrimonio tra un uomo musulmano e una donna delle genti del libro ed invece negare il contrario sia una cosa che mi lascia delle perplessità, ma non era questo il mio argomento nè quello di cui stavamo discutendo. Magari troverò un post a riguardo e allora farò domande li.

Poi arriviamo al resto del tuo post a cui rispondo volentieri anche se credo che io di ciò nulla avessi detto ma seguo quello che dici.

“il dovere di un marito è quello di preservare la propria famiglia dal fuoco. E come la preservi la tua famiglia se tu sei il primo che non crede, non prega, non fa tutto solo ed unicamente per amore di Dio? “

Questo è un argomento che merita attenzione e che come tale, analizzo. Per prima cosa, Tu postuli che io sia agnostico o qualcosa di simile, chi ti dice che io non sia credente? Anche in Moschea parlandone con altri Tuoi fratelli ho precisato di credere in Dio, secondo me questa è già una distinzione fondamentale, in quanto non negherò mai il Divino e la sua presenza.

“Credi che tua moglie starà a casa e ti obbedirà perchè ama te?

Qui faccio fatica a seguire il discorso, per cui se ho mal interpretato me lo farai sapere.

Allora la donna che diventerà mia moglie dovrebbe volerlo, in primo luogo, e quindi se si affronta un passo, così come io assumo degli impegni, lei ne assume altri. A differenza di molti un impegno davanti a Dio per me ha un valore notevole per cui se l’impegno che assumo nei confronti di quella persona è di amarla e di onorarla e di renderla felice, di costruire con lei una famiglia e di vivere rettamente quello è l’impegno che rispetterò. Mi aspetto paritetico impegno da parte di mia moglie.
L’amore è un sentimento importante che credo trovi il consenso di Dio, sbaglio?
Quindi non riesco a capire cosa vuoi intendere con “credi ch tua moglie starà a casa e ti obbedirà perché ama te?”
Beh, si, nel senso che credo che starà con me perché ci unisce un sentimento vero e la volontà di creare una famiglia, auspicando con la benedizione di Dio.
Una donna musulmana sta con il marito solo perché deve stare con lui? Da quel che ho capito non è così.


E tu credi che il tuo sentimento di amore è immutabile nei suoi confronti anche domani (non hai mai amato una ragazza in passato? e non guardi a lei adesso senza sentire più nulla? anche se quello che provi può sembrarti l'amore della tua vita non è nulla in paragone all'amore che si prova per Dio) “

Perché metti le cose su questo piano? Si, come ritengo sia successo a molte persone (forse anche a te?) in passato ho provato sentimenti per delle altre ragazze. Ma UNA è la persona verso cui nutro sentimenti di una intensità e maturità tale da farmi responsabilmente dire di volere costruire con lei una famiglia.
UNA è la persona di cui riesco ad amare anche il sopracciglio destro alzato che schizza in su quando si arrabbia e a cui voglio bene anche nel momento in cui, non so perché, mi attacca.
UNA è la persona a cui ho chiesto di sposarmi e per la quale sto facendo il diavolo a quattro.
Tutte le coppie che si sposano costruiscono il loro futuro insieme e vedono col tempo mutare i loro sentimenti, tutto si trasforma ma questo cosa vuol dire? Non comprendo se è un modo con cui dici che oggi sono di questa idea e domani potrei cambiarla o cosa.
Sappi comunque che, per quanto mi riguarda, la famiglia è un dono prezioso che va vissuto pienamente e a cui ho intenzione di dedicarmi con tutte le mie forze. Forse non mi crederai, ma non sono persona che cambia idea e lascia le cose a metà né disattendo i miei impegni, che assumerei anche d fronte a Dio proprio per quello. Tante persone hanno dubbi su questo perché hanno vissuto esperienze negative, io vengo da una famiglia unita e farò di tutto perché mio figlio cresca in un ambiente sereno ed equilibrato.


Poi tu dici:
Cosa farai quando tua moglie ti sveglierà nel mezzo della notte per pregare? Acconsentirai perchè lei vuole cosi? E cosa pregherai? Le farai da imam e le insegnerai nuove sure? E come farai?
Lei è una tua responsabilità anche sul piano di devozione a Dio, se lei si addormenta è tuo dovere svegliarla, se lei cede nella fede è tuo dovere supportarla e consigliarla e guidarla nella Luce.
E come fai se tu nemmeno ci credi?

Ti ripeto che non sono agnostico, cosa farei? Mi sveglierei con lei. Leggerei con lei anche il Corano per capire, la sveglierei per fare le preghiere.
Questo nel caso in cui io non fossi musulmano e lei si.
E cosa farebbe, di rimando, un marito musulmano con una donna delle genti del libro? Non farebbe forse lo stesso?
Non sarebbe ugualmente suo dovere?
Poi se la questione è guidarla nella luce, nei momenti di crisi nel suo credo la cosa migliore sarebbe starle vicino ed analizzare la cosa con lei, magari con l’aiuto, del caso, di un imam che possa meglio di me essere un riferimento.

Credo Ayesha, che siamo andati un poco fuori OT ma ho voluto risponderti, perché hai toccato temi importanti, io non gioco con la famiglia e sono serio nei miei impegni, poi tutto sta a valutare bene le cose ed è quello che sto facendo.

Dici, poi:

“Sembra che tu stia guardando all'Islam non come Islam, ma come una serie di codici e codicilli che da avvocato puoi evitare, modificare, integrare etc. “

Sto guardando una religione che ha una forte componente ortoprassica che devo analizzare. Ero infatti partito con l’idea che fosse molto aperta allorchè promuove un rapporto diretto tra uomo e Dio, ma poi mi sto imbattendo in una serie molto estesa di regole, usanze, prassi che è bene seguire che devono essere affrontate. Ho un limite, non sono una persona che accetta le cose solo per sentito dire, ho la tendenza ad analizzarle. Quando poi si possa evitare modificare ed integrare non so dire, sono qui per capire.

E concludi:
“Ma credo che tu tutte queste cose le sappia già.. altrimenti non cercheresti di mettere il carro davanti ai buoi..e quindi qualcuno direbbe che sei insuscettibile al galleggiamento..”

Ho premesso io che in certe cose si deve per forza mettere il carro davanti ai buoi. Ognuno affronta la conoscenza a suo modo, se non si trovano le risposte a monte le si cercano a valle e intanto si approfondisce il discorso.

E per quanto riguarda l’insuscettibilità al galleggiamento è tutto da vedere, forse stiamo solo navigando in due vie parallele… e ti ricordo che anche un sottomarino, pur non galleggiando, va come una nave.

Detto questo, persisto nella mia ricerca e spero che tu sarai solidale nell'augurarmi un felice esito


L'ultima modifica di Dominus advocati il Gio Dic 17, 2009 6:36 pm, modificato 1 volta
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Ayesha
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MessaggioInviato: Gio Dic 17, 2009 5:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi viene da alzare il sopracciglio, fortunatamente io alzo quello destro, ma ti auguro che la tua ricerca sia a livello puramente di fede e che Dio ti conceda la migliore delle spose.

Io, in compenso, a sentire giri di parole, sviolinate e, in parole povere, delle grosse e sonore cavolate, m'è venuto un senso di nausea ed il pensiero che tocco con mano la falsità dell'uomo e quanto gli altri abbocchino mi fa pensare che io da questo mondo falso ci voglio uscire sempre di più. Forse perchè lavoro con un cactus che fa esattamente la stessa cosa e dopo circa un anno la mia soglia di pazienza davanti a certe cose è decisamente e drasticamente azzerata.
Ma Dio sa meglio. Io vorrei solo sapere com'è che sono così disillusa astagfirullah!!
Mi ritiro nel mio silenzio, che è meglio, ma solo perchè non trovo il tasto di cancella account (se poi qlcn mi illumina gentilmente..)
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 12:45 am    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Dominus,

quello che Ayesha stà cercando di spiegarti è che quando un uomo sposa una donna, davanti a Dio ed alla comunità egli ne è responsabile in tutti i sensi.

Quando due sposi decidono di condividere la loro vita insieme, lo fanno in amore di Allah e con la convinzione che il matrimonio duri non solo in questa vita, ma anche nell'altra.

Questo è uno dei motivi per cuiè sconsigliato, nella maggior parte dei casi, il matrimonio con le donne della gente del libro. Non si tratta di essere agnostici.... se tu non credi nell'Unicità di Allah per l'Islam tu sei un mushikrin, cioè colui che compie shirk, cioè che associa a Dio altro che Dio stesso. E questo è il peccato più grande che esista agli occhi di Allah. Un peccato per cui Allah ha decretato, sempre al Suo Volere, la dannazione eterna.

Poi, essendo l'uomo responsabile della propria famiglia, è lui che decide della religione dei figli. Tu dirai: ma io sono d'accordo nel farli crescere musulmani. E NO! Perchè non essendo tu musulmano non potresti mai e poi mai adempiere al tuo dovere di responsabile dell'accrescimento spirituale della tua famiglia....
Come giustamente diceva Ayesha, che cosa potrai insegnare loro???? Niente.

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simonetta
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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 11:51 am    Oggetto: Rispondi citando

certo, il marito è colui che "mantiene" la famiglia per cui diviene anche responsabile verso i figli..ovviamente:-D
però ecco, una cosa che vorrei solamente sottolineare, ma senza fini polemici, è che al giorno d'oggi, le cose sn un pò cambiate..nn è solo il marito colui che mantiene la famiglia, anche le donne..le donne hanno il ruolo piu "complicato"..lavoro, casa, figli, marito...per cui anche loro devono avere un ruolo nell'educazione dei figli....anche religiosa...

per cui da ciò deduco,una specia di "divieto" di sposarsi cn una donna della gente del libro, pur essndo previsto dal Corano...perkè è ovvio che un bambino avente due genitori cn diversa religione, cresca anche un pò "confuso"..se la mamma as esempio, nn indossa il velo..essendo ebrea o cristiana, e il bimbo, educato come musulmano, inceve cresce con quella credenza (cioè che le donne devono indossare il velo)..allora secondo me è una forte confusione per lui..e immagino anche una sofferenza per la madre che nn vede il figlio condividere i suoi principi ecco...i suoi usi...
certo, anche la Chiesa cattolica ha in qualche modo, sottolineato di essere cauti in questi matrimoni misti..soprattutto dal momento che , nella nostra "cultura religiosa", i genitori si impegnano al momento del sacramento del matrimonio, a educare i figli ciristianamente parlando...e dal momento che la donna, la mamma, è quella che si occupa della educazione in generale, dei figli (cn questo senza ridurre a zero il ruolo del padre ovviamente)...

un saluto affettuoso a tutti
simo
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habgra
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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 5:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco forse Simonetta con il suo intervento ha ricondotto un po' il discorso dall'ideale al reale. Io personalmente non ho avuto il piacere di conoscere una sola famiglia come quella che ho descritto prima a Dominus, né tra musulmani di nascita, nè tra coniugi misti o convertiti.
Perchè? Semplicemente perchè la maggioranza delle persone(musulmane o cristiane) non danno tanto peso alla religione, si accomodano un po' le cose come meglio credono (almeno qui in Europa è questa la tendenza, ma sta cambiando molto anche nei Paesi islamici)fino al punto che (io personalmente ne conosco 3) donne musulmane sposano tranquillamente (e anche felicemente) uomini non musulmani ma dicono di non essere per questo fuori dalla religione(eppure è chiaro il divieto).
Effetti della globalizzazione e relativizzazione delle nostre vite. Quindi perchè stupirsi o adirarsi per ciò che dice Dominus?
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simonetta
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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 6:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

beh, purtroppo io sono realista e nn idealista per certe cose..nn penso che l'amore per una persona (musulmano o meno)possa portare a rinunciare a tutto..soprattutto nel caso di unioni miste...

certo..hai ragione hagbra.. molte sono le "conversioni di comodo" in Italia..nel senso che molte donne musulmane sposano italiani che continuano a esercitare la loro fede cristiana ma pronunciano ufficialmente la conversione all'islam..la Shahada..

é un dato di fatto anche se n ho i riferimenti ..mi spiace:-( purtroppo io mi documento tanto ma poi dimentico le fonti...

certo, alla fine, la situazione è un pò complicata..cioè nell'ambito di una coppia musulmano-nn musulmana, c'è sempre uno dei due che deve cedere
...
ma in questo caso secondo voi lo si fa per amore dell'altro o per amore di Dio, essendo poi le due religioni differenti ma essendo Dio uno?

ciao
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MessaggioInviato: Ven Dic 18, 2009 9:46 pm    Oggetto: Rispondi citando

No, forse non mi sono spiegata bene, volevo dire che noi stiamo parlando su questo post della concezione della famiglia ed abbiamo espresso tante belle cose e in altri post abbiamo anche espresso i nostri dubbi sulle coppie miste ecc. Tutto quel che abbiamo detto è vero soltanto per chi è effettivamente credente e praticante e si pone giustamente tanti dubbi. MA, purtroppo, nella realtà non si vedono così tante famiglie idilliache in cui tutti si assumono le responsabilità e rispettano il proprio ruolo. Fino al punto che, e qui ho riportato ciò che ho constatato con i miei occhi, alcune nate musulmane, per giustificare le loro scelte, arrivano a rinnegare persino ciò che è chiaramente espresso nel Corano. Parliamoci chiaro , c'e tanta ipocrisia, soprattutto in chi ha la pretesa di fare ciò che vuole ma senza rinunciare ad un'identità ormai perduta da tempo o mai avuta realmente. E qui parlo non solo di donne ma anche di uomini, non solo musulmani ma anche cristiani.
Quindi io non mi meraviglierei proprio di niente, semmai mi chiederei come mai si è arrivati a questo.
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MessaggioInviato: Sab Dic 19, 2009 8:57 am    Oggetto: Rispondi citando

La famiglia islamica è soggetta ad un processo di disgregazione irreversibile(come sembrerebbe dalle statistiche dell'aumento di divorzi negli ultimi anni) simile a quello delle famiglie europee o il fattore religioso può essere un elemento di coesione anche per le nuove generazioni? Come interpretare le scelte completamente divergenti di una parte di giovani che decisamente si pongono fuori dalla tradizione e un'altra parte che invece è più tradizionalista dei propri genitori?
Mi interesserebbe sentire qualche sorella/fratello musulmano di nascita, cosa ne pensa.
Salam
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MessaggioInviato: Sab Dic 19, 2009 2:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:
Gentile Dominus,

quello che Ayesha stà cercando di spiegarti è che quando un uomo sposa una donna, davanti a Dio ed alla comunità egli ne è responsabile in tutti i sensi.

Quando due sposi decidono di condividere la loro vita insieme, lo fanno in amore di Allah e con la convinzione che il matrimonio duri non solo in questa vita, ma anche nell'altra.

Questo è uno dei motivi per cuiè sconsigliato, nella maggior parte dei casi, il matrimonio con le donne della gente del libro. Non si tratta di essere agnostici.... se tu non credi nell'Unicità di Allah per l'Islam tu sei un mushikrin, cioè colui che compie shirk, cioè che associa a Dio altro che Dio stesso. E questo è il peccato più grande che esista agli occhi di Allah. Un peccato per cui Allah ha decretato, sempre al Suo Volere, la dannazione eterna.

Poi, essendo l'uomo responsabile della propria famiglia, è lui che decide della religione dei figli. Tu dirai: ma io sono d'accordo nel farli crescere musulmani. E NO! Perchè non essendo tu musulmano non potresti mai e poi mai adempiere al tuo dovere di responsabile dell'accrescimento spirituale della tua famiglia....
Come giustamente diceva Ayesha, che cosa potrai insegnare loro???? Niente.

Fin qua ci siamo?


Si, posso comprendere anche se, concordando con quello che dice sia habgra che simonetta, la situazione reale di una famiglia comporta al giorno d'oggi un cambiamento e ritengo che nei fatti, la tua affermazione che sia l'uomo a decidere la religione della famiglia è molto un'asserzione di principio.
L'uomo che imppne a mio avviso è una figura sorpassata e certamente non su un tema di quel tipo, la visione della vita e le scelte religiose sono condivise nella coppia, non certamente imposte.
A mio avviso un uomo non impone nulla, nè dovrebbe farlo, imporre significa svilire il ruolo della coppia.
Prendo atto di quello che dici, per il resto, preciso, solo per quanto mi riguarda il resto che io credo nell'unicità di Dio, così come tutte le genti del libro, il Dio è il medesimo per tutti, salvo ciascuna valutare gli sviluppi storici in maniera diversa.
Per cui, almeno sotto quel profilo, spero di salvarmi dalla dannazione eterna :-)
E sul tema di insegnare ai miei figli... si potrebbero aprire discussioni infinite, perchè se è vero che la verità appare a chi è in grado di capirla, i miei figli potranno capirla e se questa è l'Islam la abbracceranno proprio perchè sarà loro mostrata, potrei essere responsabile se io vietassi loro qualcosa, ma la libertà su questo punto è fondamentale.
Molti ritornano all'islam da adulti, molti lo lasciano, molti nascono e muoiono così... chi può dirlo?
Sono curioso di vedere se qualcuno risponde ad habgra sulla questione della disgregazione della famiglia musulmana ma la risposta la vediamo leggendo le statistiche, il modello entra in crisi nel momento in cui si immerge in una realtà sociale diversa, è il prezzo del contatto multiculturale e di quei processi di contatto (non parlo di integrazione) che ai nostri giorni sono molto evidenti.
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mar Dic 22, 2009 1:02 am    Oggetto: Rispondi citando

No, non ci siamo capiti...

l'uomo non impone nulla... è chiaro che la scelta della religione dei figli è e deve essere una scelta condivisa. Ma l'uomo agli occhi di Dio è responsabile della spiritualità della sua famiglia.

Le Genti del Libro, perdonami se insisto, ma è la realtà dei fatti, non crede nell'Unicità, ma nella trinità (padre,figlio e spirito santo) e tra Uno e tre, c'è una gran differenza.

Ripeto, tu (per dire... è un esempio) come padre sei "responsabile" agli occhi di Dio della spiritualità della tua famiglia... non puoi aspettare che i figli crescano e poi se la cavino per i fatti loro..... non è così che funziona!

Per quanto riguarda poi la domanda di Habgra... è un discorso lungo, ma sicuramente è collegabile alla perdita di valori tipica dei paesi occidentali... meno religiosità, meno valori, meno voglia di costruire insieme.... si vedono solo i "sacrifici" e le "responsabilità".... ma è un discorso molto ampio.... non si può liquidare con due parole.....
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Kadijaa
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MessaggioInviato: Mer Dic 23, 2009 7:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:

l'uomo non impone nulla... è chiaro che la scelta della religione dei figli è e deve essere una scelta condivisa. Ma l'uomo agli occhi di Dio è responsabile della spiritualità della sua famiglia.


Scusa Maria, ma non c'è una contraddizione in quello che hai detto? Se l'uomo agli occhi di Dio è responsabile della spiritualità della sua famiglia, dovrà, nel caso la moglie si opponesse, anche imporre determinate scelte.


Citazione:
Le Genti del Libro, perdonami se insisto, ma è la realtà dei fatti, non crede nell'Unicità, ma nella trinità (padre,figlio e spirito santo) e tra Uno e tre, c'è una gran differenza.


Qui mi sorge un dubbio, ma credo che sia facilmente risolvibile. Nel caso io, musulmana sunnita, mi innamorassi di un musulmano sciita, il mio matrimonio sarebbe fattibile? E' vero che gli sciiti credono nell'unicità di Dio, ma però credono in un Islam molto diverso da quello in cui crediamo noi sunniti.
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mer Dic 23, 2009 8:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara Kadija,

è ovvio che io mi riferivo a quanto detto sul "mettere su" famiglia... non quando la famiglia è già formata e con figli! Se si arrivano a fare i figli senza stabilire prima determinate cose, credo si sia indecentemente insensati!

Poi l'uomo è responsabile agli occhi di Dio solo se musulmano! Se il marito non è musulmano, la famiglia si ritrova senza un "responsabile" spirituale.....

Per quanto riguarda il matrimonio tra sunniti e shii'ti, sono sconsigliati o proibiti, a seconda dei casi. Per capire meglio, ti potrebbe essere utile leggere questa fatwa sugli shii'ti.


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simonetta
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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 10:19 am    Oggetto: Rispondi citando

maria,

io penso, come tutti, che il Dio cristiano sia lo stesso del Dio musulmano o ebreo. Dio è uno. certo, poi nella nostra religione, ma è un nostro dogma, come ce ne sono anche nella religone islamica, la Trinità è uno di questi, di fronte al quale la ragione umana deve in qualche modo, tacere. SE analizzi da nn credente, allora anche al religione in sè, sembrerà irrazionale...e magari ti chiederai perchè ho bisogno di Dio, che ruolo ha Dio nella storia, e arriverrai alla conclusione che con o senza Dio la storia non cambia. Penso sia il ragionamento di un agnostico, o di un ateo insomma.

ma dato che tu nn lo sei e io n lo sono, ti renderai conto che in pgni religione c'è na componente che in qualche modo deve essere accettata. Tipo la vita eterna. Se nn credi alla vita eterna, allora beh, la tua fede tentenna. Ma come si fa a sapere che ci sarà? basta crederci.
quindi, penso che sia il Dio trino ed unico che il Dio unico come nell'islam, meritino rispetto . Se nella storia dell'islam, ci fosse stato- come da noi- Gesu quale figlio di Dio, allora anche voi avreste avuto il Dio uno e trino.:-D

saluto
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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 2:47 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

simonetta ha scritto:
maria,

io penso, come tutti, che il Dio cristiano sia lo stesso del Dio musulmano o ebreo. Dio è uno. certo, poi nella nostra religione, ma è un nostro dogma, come ce ne sono anche nella religone islamica, la Trinità è uno di questi, di fronte al quale la ragione umana deve in qualche modo, tacere. SE analizzi da nn credente, allora anche al religione in sè, sembrerà irrazionale...e magari ti chiederai perchè ho bisogno di Dio, che ruolo ha Dio nella storia, e arriverrai alla conclusione che con o senza Dio la storia non cambia. Penso sia il ragionamento di un agnostico, o di un ateo insomma.

ma dato che tu nn lo sei e io n lo sono, ti renderai conto che in pgni religione c'è na componente che in qualche modo deve essere accettata. Tipo la vita eterna. Se nn credi alla vita eterna, allora beh, la tua fede tentenna. Ma come si fa a sapere che ci sarà? basta crederci.
quindi, penso che sia il Dio trino ed unico che il Dio unico come nell'islam, meritino rispetto . Se nella storia dell'islam, ci fosse stato- come da noi- Gesu quale figlio di Dio, allora anche voi avreste avuto il Dio uno e trino.:-D

saluto


Non esistono più dei da rispettare o meno, ma Uno soltanto e rispettarLo significa obbedirGli e non ascriverGli soci.
Nella storia dell'Islam c'è la venuta di Gesù, su di lui la Pace, il quale ha parlato chiaro e non ha certo parlato di trinità.
Dopo di lui c'è stato chi ha creduto cose diverse ed il loro credo è da noi rigettato, ma al tempo stesso li rispettiamo e trattiamo in modo gentile come persone e parte della stessa comunità umana, ma non possiamo accettare ciò che è odiato da Allah ta°ala, cioè il credo trinitario.
Spero sia chiaro.

_________________
((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
79:34-41
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simonetta
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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 3:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

beh ci mancherebbe altro...alla fine di fronte a Dio siamo tutti uguali, per cui perchè nn dovremo esserlo tra di noi?

e inogni caso Gesu come lo considerate voi, cambia profondamente le cose..ma ora nn è importante tornare e scrivere su sta cosa..anche perchè anche io, come te e altri, ho rispetto per l'altrui credo..ma che sia chiaro, noi, cristiani, nn abbiamo piu Dei come hai scritto tu Fabb...altrimenti sfoceremo nel politeismo...o nel paganesimo o nell'induismo...in altre cose che cmq nn ci riguardano....:-D
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Giuseppe
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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 3:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Pace a tutti.
Vorrei fare qualche precisazione; quando si discute bisogna avere ben chiari i termini della questione, altrimenti non si arriva a nulla. Ora, quando si parla di dialogo, a mio avviso non si può non tener conto di quanto ha detto anche papa Benedetto XVI, cioè che “un dialogo interreligioso nel senso stretto della parola non è possibile, mentre urge tanto più il dialogo interculturale che approfondisce le conseguenze culturali della decisione religiosa di fondo. Mentre su quest’ultima un vero dialogo non è possibile senza mettere fra parentesi la propria fede, occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo. Qui il dialogo e una mutua correzione e un arricchimento vicendevole sono possibili e necessari”.
Quando quindi si parla di unico Dio, si fa riferimento al fatto che i musulmani “adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. … Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno” (cfr. Nostra aetate, § 3). Parliamo quindi del Dio di Adamo, di Abramo, di Mosé... Ciò non toglie che vi siano anche divergenze inconciliabili, appunto perché Dio si è menifestato come Uno e Trino, con Gesù vero Dio e vero Uomo, morto e risuscitato. Su questo punto un cristiano non può accettare un dialogo.
Un dialogo pertanto non può avvenire su questi temi, nel senso che è inutile ribadirli perché inconciliabili; un dialogo è possibile e fruttuoso se, tenute presenti le differenze e mantenuto saldo il proprio credo, ci si sforza di capire le ragioni degli altri per conoscerli meglio, non temerli e rispettarli. Perché “i vari popoli costituiscono infatti una sola comunità. Essi hanno una sola origine, poiché Dio ha fatto abitare l'intero genere umano su tutta la faccia della terra, hanno anche un solo fine ultimo, Dio, la cui Provvidenza, le cui testimonianze di bontà e il disegno di salvezza si estendono a tutti finché gli eletti saranno riuniti nella città santa, che la gloria di Dio illuminerà e dove le genti cammineranno nella sua luce. … Non possiamo invocare Dio come Padre di tutti gli uomini, se ci rifiutiamo di comportarci da fratelli verso alcuni tra gli uomini che sono creati ad immagine di Dio. L'atteggiamento dell'uomo verso Dio Padre e quello dell'uomo verso gli altri uomini suoi fratelli sono talmente connessi che la Scrittura dice: « Chi non ama, non conosce Dio » (1 Gv 4,8)” (cfr. Nostra aetate, §§ 3 e 5). E' su queste basi che un incontro è comunque possibile.
Un saluto di pace.
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simonetta
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MessaggioInviato: Sab Gen 09, 2010 4:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

giusto giuseppe...
bisogna inprimis accettare la nostra diversità per poi stabilire un dialogo..ma accettare la diversità significa nn criticarla.

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