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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Sura IV; 28-29, suicidio e kamikaze

 
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Inviato: Sab Gen 16, 2021 12:25 pm    Oggetto: Ads

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stefra
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MessaggioInviato: Gio Lug 16, 2009 4:00 pm    Oggetto: Sura IV; 28-29, suicidio e kamikaze Rispondi citando

Questa domanda può dar adito a flame. Prego i fratelli in Adamo che prendano questo quesito con lo spirito con cui è stato posto, ovvero capire di più l'insegnamento del Sacro Corano.

I Versetti della Sura in questio recitano:
29 O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi. 30 Chi commette questi peccati iniquamente e senza ragione sarà gettato nel Fuoco; ciò è facile per Allah

Purtroppo siamo invece a conoscenza dai media dell'"esercizio del martirio" (i cosidetti Kamikaze). Ora, se non ricordo male, tale esercizio fu introdotto dall'ayatollah iraniano Khomeini durante la guerra con l'Iraq (vi prego di correggermi se sbaglio).
La domanda che mi pongo è questa: Io mi giudico unno studioso della Scrittura, e come tale faccio mio il principio "nulla più di ciò che è scritto".
Ora, come si può giustificare il kamikaze? (attenzione, distinguo dal martire che cade durante una battaglia!!!) Il kamikaze va intenzionalmente al suicidio!

Fratelli in Adamo. Ho preferito, anche dietro giusti suggerimenti, dividere in due la domanda. Per i "Detti del profeta"saws ho aperto un'altro thread http://islam.forumup.it/viewtopic.php?t=3085&mforum=islam


L'ultima modifica di stefra il Ven Lug 17, 2009 7:31 am, modificato 1 volta
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NADIA R.
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MessaggioInviato: Gio Lug 16, 2009 10:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buonasera stefra

Citazione:
Ora, come si può giustificare il kamikaze? (attenzione, distinguo dal martire che cade durante una battaglia!!!) Il kamikaze va intenzionalmente al suicidio!


La vita umana nell'Islam ha grande importanza, per cui siamo tutti d'accordo che il suicidio è condannato da Dio.
Per quello che sò io, su questo argomento, c'è dibattito anche tra gli ulema, per cui non è facile dare una risposta.

Dove c'è una terra occupata con un esercito che non fà differenza tra uomini, donne, bambini ed animali eccc..., dove ti cacciano dalla casa e la distruggono, dove un'intero popolo vive dentro un lager:
come queste persone possono difendersi da tutto questo?


Citazione:
Inoltre: trovo molto spesso frasi, nel forum, tipo: "tizio", una volta ha detto questo..., oppure, "una volta il profeta saws disse questo...". Bene, questi detti o fatti diventano "dottrina" da seguire?


SI, perchè il musulmano deve seguire il Corano e la Sunna del Profeta saws, ed in questa si trova il quotidiano del Profeta saws e tutti i suoi insegnamenti, spiegazioni del Corano, della preghiera, del digiuno ecc...
E tutte queste cose, prima di essere raccolte nei libri, erano trasmesse verbalmente dai compagni e le mogli del Profeta saws.

Citazione:
.... dove una serie di azioni e detti, diventavano "legge" per il popolo.


... azioni e detti di chi?
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Ven Lug 17, 2009 4:03 am    Oggetto: Re: Sura IV; 28-29, suicidio e kamikaze Rispondi citando

stefra ha scritto:
I Versetti della Sura in questio recitano:
29 O voi che credete, non divorate vicendevolmente i vostri beni, ma commerciate con mutuo consenso, e non uccidetevi da voi stessi. Allah è misericordioso verso di voi. 30 Chi commette questi peccati iniquamente e senza ragione sarà gettato nel Fuoco; ciò è facile per Allah

Purtroppo siamo invece a conoscenza dai media dell'"esercizio del martirio" (i cosidetti Kamikaze). Ora, se non ricordo male, tale esercizio fu introdotto dall'ayatollah iraniano Khomeini durante la guerra con l'Iraq (vi prego di correggermi se sbaglio).
La domanda che mi pongo è questa: Io mi giudico unno studioso della Scrittura, e come tale faccio mio il principio "nulla più di ciò che è scritto".
Ora, come si può giustificare il kamikaze? (attenzione, distinguo dal martire che cade durante una battaglia!!!) Il kamikaze va intenzionalmente al suicidio!


Mettendo da parte i miscredenti sciiti e le loro interpretazioni, su questo genere di "operazioni suicide" c'è - tra i sapienti contemporanei dell'Islam sunnita - una divergenza di opinioni, con nomi grossi che stanno da entrambe le parti, ed entrambe le parti hanno le loro prove.

Probabilmente è più cauta e sicura l'opinione di chi lo ritiene un atto illecito e proibito perchè, appunto, illecito è il suicidio, ma onestamente anche l'altra opinione è basata su determinate prove dalla vita dei Compagni del Profeta (Iddio sia soddisfatto di tutti loroo) che non è semplice accantonare, ed in estrema sintesi parte dal presupposto che l'obiettivo dell'attentatore suicida non è togliersi la vita, ma infliggere un danno al nemico in condizioni strategiche disperate e dove ciò sia praticamente l'ultima risorsa.
Iddio sa meglio!

Ne abbiamo parlato anche nella seguente discussione, al cui interno potrai trovare anche diversi link:
Su Fratelli Musulmani, Takfiri, Khawarij, Taliban e Deobandi -

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Fermo restando che stiamo parlando delle operazioni che colpiscono eserciti nemici et similia in contesti di guerra; mentre qualsiasi attentato (anche non suicida) deliberatamente rivolto verso dei civili innocenti è una pura aberrazione ed assolutamente proibito.

Si veda ad esempio:
Dichiarazione Deobandi contro il terrorismo -

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La risposta alla seconda parte del tuo messaggio a quando la inserirai in un altro post, se Dio vuole! ;-)

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Mar Ott 01, 2013 10:24 pm, modificato 2 volte
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stefra
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MessaggioInviato: Ven Lug 17, 2009 7:47 am    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
Buonasera stefra
...

Dove c'è una terra occupata con un esercito che non fà differenza tra uomini, donne, bambini ed animali eccc..., dove ti cacciano dalla casa e la distruggono, dove un'intero popolo vive dentro un lager:
come queste persone possono difendersi da tutto questo?

Buonasera anche a te, gentile Nadia. Ti ringrazio prima di tutto per il tuo tempo che hai dedicato nel rispondermi.
Avevo timore di postare questa domanda proprio per non trovarmi davanti a risposte del genere.
Partiamo dal presupposto che "posso" essere daccordo con te, ma la domanda non verteva su questo. Li c'è guerra, quindi noon ritengo assurdo combattere il nemico a costo della propria vita. Ma la mia domanda non verteva su questo.

Citazione:
Inoltre: trovo molto spesso frasi, nel forum, tipo: "tizio", una volta ha detto questo..., oppure, "una volta il profeta saws disse questo...". Bene, questi detti o fatti diventano "dottrina" da seguire?
.....

SI, perchè il musulmano deve seguire il Corano e la Sunna del Profeta saws, ed in questa si trova il quotidiano del Profeta saws e tutti i suoi insegnamenti, spiegazioni del Corano, della preghiera, del digiuno ecc...
E tutte queste cose, prima di essere raccolte nei libri, erano trasmesse verbalmente dai compagni e le mogli del Profeta saws.


Gentile Nadia. Per non mettere troppa carne sul fuoco ho preferito dividere in due il post (come mi è stato giustamente suggerito).
Se hai tempo o voglia potresti reintervenire

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Citazione:
.... dove una serie di azioni e detti, diventavano "legge" per il popolo.


Citazione:
... azioni e detti di chi?


Del profeta saws ad esempio, o di Abul Hassan `Ali ibn Ja`far al-Kharqani ad esempio. Ma per favore, se vuoi, mi rispondi nell'altro thread?

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NADIA R.
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MessaggioInviato: Ven Lug 17, 2009 9:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Stefra ha scritto:
Citazione:
Avevo timore di postare questa domanda proprio per non trovarmi davanti a risposte del genere.
Partiamo dal presupposto che "posso" essere daccordo con te, ma la domanda non verteva su questo. Li c'è guerra, quindi noon ritengo assurdo combattere il nemico a costo della propria vita. Ma la mia domanda non verteva su questo.

Spero questa volta di centrare la risposta a quello che è la tua richiesta di chiarimento.

Tu hai scritto:
Citazione:
(i cosidetti Kamikaze). Ora, se non ricordo male, tale esercizio fu introdotto dall'ayatollah iraniano Khomeini durante la guerra con l'Iraq (vi prego di correggermi se sbaglio).

Mi risulta che la parola kamikaze sia una parola giapponese, e sono loro che nella seconda guerra mondiale si buttavano con gli aerei sulle navi americane per affondarle.
Nell'Islam non c'è questa parola, ma c'è il jihad, e questo ha le sue regole nel rispetto della VITA:
non ammazzare le donne, i bambini, gli anziani, persone disarmate, non distruggere la vegetazione, le colture, gli animali, ecc.....

Il fatto di sacrificare la vita per amore di Dio è una cosa risaputa anche negli altri Libri, e lo troviamo nel seguente versetto:
sura IX
111 - Allah ha comprato dai credenti le loro persone ed i loro beni, dando in cambio il Giardino, poichè combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torah, nel Vangelo e nel Corano. Chi più di Allah rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande.
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MessaggioInviato: Sab Lug 18, 2009 7:18 am    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
...

Spero questa volta di centrare la risposta a quello che è la tua richiesta di chiarimento.

Mi risulta che la parola kamikaze sia una parola giapponese,


Una traduzione potrebbe essere "Vento Divino"

Citazione:

Il fatto di sacrificare la vita per amore di Dio è una cosa risaputa anche negli altri Libri, e lo troviamo nel seguente versetto:
sura IX
111 - Allah ha comprato dai credenti le loro persone ed i loro beni, dando in cambio il Giardino, poichè combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torah, nel Vangelo e nel Corano. Chi più di Allah rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande.


D'accordo, allora ti potrei anche rispondere con questo detto del profeta (saws):
"Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui - narrò che durante una delle razzie del Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - venite trovata uccisa una donna.
L'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - condannò allora l'uccisione delle donne e dei fanciulli".


Io amo chi combatte, con ogni mezzo lecito, la liberta del proprio popolo e della propria terra. Ma questo deve avvenire nel "campo di battaglia", e per mezzo di una guerra dichiarata.
Però, torno a dire, che qui non voglio parlare del Kamikaze se fa bene a suicidarsi "in senso assoluto", entriamo in un campo politico e non è questo lo spirito con cui ho posto la domanda. Vorrei capire se, sul Sacro Corano che ritengo che sia per un Musulmano l'unico Libro su cui trovare le risposte, è lecito o meglio caldeggiato far si che si diventi Kamikaze.
Io tendo a non andare oltre ciò che è scritto.
Grazie per il tuo tempo e la tua "sabr" :-)) (piano piano mi sto imparando, vero?)
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MessaggioInviato: Sab Lug 18, 2009 10:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Io amo chi combatte, con ogni mezzo lecito, la liberta del proprio popolo e della propria terra. Ma questo deve avvenire nel "campo di battaglia", e per mezzo di una guerra dichiarata.


Qui confondi un metodo con un obiettivo; un "kamikaze" potrebbe anche colpire in un campo di battaglia, non solo civili innocenti come purtoppo sentiamo a volte.

stefra ha scritto:
Vorrei capire se, sul Sacro Corano che ritengo che sia per un Musulmano l'unico Libro su cui trovare le risposte, è lecito o meglio caldeggiato far si che si diventi Kamikaze.


Obiettivo:
Intendi se nel Corano vi è qualcosa che giustifichi azioni di guerra contro civili innocenti? No, perchè esse sono proibite nel modo più assoluto.

Intendi se nel Corano vi è qualcosa che parli di attaccare dei nemici combattenti in situazione di guerra? Ovviamente sì, ed è doveroso e meritorio.

Ma come?

Modalità:
Intendi se nel Corano vi è qualcosa che parli di martirio e di venire uccisi in guerra da dei nemici combattenti? Assolutamente sì, ed è la morte più nobile.

Intendi se nel Corano vi è qualcosa che esplicitamente parli di utilizzare la tecnica di combattimento nota come "operazioni suicide"? Ovviamente no, non se ne parla, così come non si parla di fucili, carri armati o navi da guerra.

Allora, visto che non se ne parla esplicitamente, si ricorre anche alle altre fonti dell'Islam - visto che il Corano non è l'unica fonte: la Sunnah, il Consenso, il Qiyas (ragionamento analogico).

In base a tutte queste fonti, i sapienti contemporanei sono divisi sulla liceità di tali operazioni nei confronti di truppe combattenti nemiche (mentre non c'è dubbio sull'illiceità del colpire civili innocenti - e non solo con operazioni suicide, ma anche in qualsiasi altro modo); ma qui non avrei che da ripetere quanto già scritto nel primo post di questa discussione!

'umar andrea

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stefra
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MessaggioInviato: Lun Lug 20, 2009 8:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Accidenti che chiarezza!

Grazie!!!!!
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NADIA R.
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MessaggioInviato: Lun Lug 27, 2009 7:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

…………….
stefra ha scritto:
Vorrei capire se, sul Sacro Corano che ritengo che sia per un Musulmano l'unico Libro su cui trovare le risposte, è lecito o meglio caldeggiato far si che si diventi Kamikaze.


……………..

Intendi se nel Corano vi è qualcosa che esplicitamente parli di utilizzare la tecnica di combattimento nota come "operazioni suicide"? Ovviamente no, non se ne parla, così come non si parla di fucili, carri armati o navi da guerra.

Allora, visto che non se ne parla esplicitamente, si ricorre anche alle altre fonti dell'Islam - visto che il Corano non è l'unica fonte: la Sunnah, il Consenso, il Qiyas (ragionamento analogico).

…………………….

'umar andrea


E’ vero che sul Corano non si parla di carriarmati o navi da guerra, ma Dio sophana wa tala ha parlato del ferro come materia prima per costruirle in quanto è descritta come “strumento terribile”.
Sura Al-Hadid
25 Invero inviammo i oNstri messaggeri con prove inequivocabili, e facemmo scendere con loro la Scrittura e la Bilancia affinché gli uomini osservassero l’equità. Facemmo scendere il ferro, strumento terribile ed utile per gli uomini, affinché Allah riconosca chi sostiene Lui ed i Suoi messaggeri in ciò che è invisibile. Allah è forte, eccelso.

Per quanto riguarda uccidere se stessi nel nome di Dio, lo troviamo nel Corano, ed si hadit raccontati dal Profeta saws ai quali riferiscono gli ulema:
è la storia del “Re ed il ragazzino”

Sul Corano la troviamo nella sura Al-Buruj
1 Per il cielo della costellazione
2 per il giorno promesso
3 per il testimone alla sua testimonianza
4 sia maledetta la gente del fossato
Da tafsir Ibn Katir la gente del fossato sono le persone che hanno creduto al Dio del ragazzino.

A questo tempo il mago di un re stava invecchiando cosi il re decise di dargli un allievo da istruire sulla magia.
Cosi il re prese con lui un ragazzino che ogni giorno mandava dal mago per i suoi insegnamenti.
Nel percorso tra il palazzo reale e la casa del mago vi era in mezzo un uomo della religione che il ragazzo conobbe e frequentò fino ad imparare la religione, e Allah soprana wa tala a dato a lui molto karamat, guarigione della gente, dare la vista ai ciechi ecc…
La fama del ragazzino divenne tale da mettere in pericolo il potere del re, il quale decise di ucciderlo.
Ordino di portarlo su una montagna per farlo ammazzare, ma la montagna tremo, gli uccisori morirono e lui si salvò.
Ordinò di ammazzarlo in mezzo al mare ma di nuovo lui tornò vivo.
Il re era un buon arciere per cui decise di ucciderlo con le sue mani, ed organizzo l’esecuzione davanti al suo popolo:
iniziò a scoccargli le frecce, ma senza riuscire a colpirlo.
Il ragazzino gli disse:
“se vuoi uccidermi, devi dire BISMIALLAH prima di scoccare la freccia”.
In fine il re seguì il consiglio del ragazzino, disse BISMIALLAH e lo uccise.
A quel punto il popolo esultò:
“Abbiamo creduto al Dio del ragazzino” per tre volte.

Da questa storia si evince che il ragazzino ha sacrificato la sua vita per la gloria di Dio.
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stefra
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 8:11 am    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
......

Il ragazzino gli disse:
“se vuoi uccidermi, devi dire BISMIALLAH prima di scoccare la freccia”.
In fine il re seguì il consiglio del ragazzino, disse BISMIALLAH e lo uccise.
A quel punto il popolo esultò:
“Abbiamo creduto al Dio del ragazzino” per tre volte.

Da questa storia si evince che il ragazzino ha sacrificato la sua vita per la gloria di Dio.


Gentile Nadia
Dubito che si possa giustificare il concetto di "kamikaze" con una, seppur bella e romantica, storia come quella che hai riportato.
Potrei risponderti con quanto letto sui "Detti del Profeta", che sicuramente conoscerai:
"Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui - narrò che durante una delle razzie del Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - venne trovata uccisa una donna.
L'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - condannò allora l'uccisione delle donne e dei fanciulli.
"
Potrei risponderti quindi che da questa storia si evince che il Profeta condanna l'uccisione di donne e bambini, cosa che invece avviene molto spesso purtoppo quando un kamikaze si fa esplodere all'interno di un autobus; Oppure con quest'altro detto:
"Disse Anas - sia soddisfatto Iddio di lui-
Se non avessi sentito dire dal Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -:
Non desiderate la morte , certo la desidererei.
" e da quest'altra storia si evince che il Profeta NON chiede ai suoi di uccidersi, poichè Egli ha detto: Non desiderate la morte. Un kamikaze invece la morte la desidera principalmente per due motivi: il primo perchè combatte una guerra (e su questo punto forse ci potrei stare, anche se farsi espodere in un ristorante pieno di turisti la vedo dura da giustificarsi come "atto di guerra in un campo di battaglia dichiarato", la seconda per guadagnare il paradiso, e questo punto mi trovo in difficoltà con quanto letto prima.

Sia ben chiaro che discorsi tipo "l'imperialismo sionista costringe ad effettuare questi sacrifici" non è il tema di questa discussione. Possiamo aprire un altro trhead, ma esula dal tema di questo post.

Grazie per il tuo tempo
Stefano
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Talib
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 9:04 am    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 20, 2009 6:09 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 3:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
E’ vero che sul Corano non si parla di carriarmati o navi da guerra, ma Dio sophana wa tala ha parlato del ferro come materia prima per costruirle in quanto è descritta come “strumento terribile”.


Non era per dire che carri armati e navi da guerra sono proibiti, era per rispondere in dettaglio alla domanda di Stefano. ;-)

stefra ha scritto:
Gentile Nadia
Dubito che si possa giustificare il concetto di "kamikaze" con una, seppur bella e romantica, storia come quella che hai riportato.
Potrei risponderti con quanto letto sui "Detti del Profeta", che sicuramente conoscerai:
"Abd Allah - sia soddisfatto Iddio di lui - narrò che durante una delle razzie del Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - venne trovata uccisa una donna.
L'Inviato di Dio - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute - condannò allora l'uccisione delle donne e dei fanciulli.
"
Potrei risponderti quindi che da questa storia si evince che il Profeta condanna l'uccisione di donne e bambini, cosa che invece avviene molto spesso purtoppo quando un kamikaze si fa esplodere all'interno di un autobus; Oppure con quest'altro detto:
"Disse Anas - sia soddisfatto Iddio di lui-
Se non avessi sentito dire dal Profeta - Iddio lo benedica e gli dia eterna salute -:
Non desiderate la morte , certo la desidererei.
" e da quest'altra storia si evince che il Profeta NON chiede ai suoi di uccidersi, poichè Egli ha detto: Non desiderate la morte. Un kamikaze invece la morte la desidera principalmente per due motivi: il primo perchè combatte una guerra (e su questo punto forse ci potrei stare, anche se farsi espodere in un ristorante pieno di turisti la vedo dura da giustificarsi come "atto di guerra in un campo di battaglia dichiarato", la seconda per guadagnare il paradiso, e questo punto mi trovo in difficoltà con quanto letto prima.


Stefano, nel mio post ho volutamente tenuto distinti due punti molto diversi: la modalità, e l'obiettivo, perché li mischiamo ancora?

Un attentato diretto contro dei civili innocenti si può eseguire anche con una semplice bomba e senza alcun suicidio, e questo è altrettanto proibito.

Mentre un attentato "kamikaze" potrebbe essere rivolto unicamente ad unità combattenti nemiche, e questo è dibattutto (come abbiamo già visto).

Se continuiamo a collegare "attacco kamikaze" con "attacco ai civili", finisce che non ci capiamo più.

La sorella Nadia R. ha portato una delle argomentazioni di chi giustifica la legittimità degli "attacchi suicidi" (nei confronti di unità combattenti); per completare il quadro, faccio presente che invece gli `ulama' che considerano proibiti gli attentati suicidi in sé stessi (a prescindere dall'obiettivo) fanno notare che nella storia menzionata, non è il ragazzino a darsi la morte per sua mano, ma offre la sua vita in martirio, venendo comunque ucciso per mano nemica.

Può sembrare un dettaglio secondario, ma il dibattito sulla liceità o meno di questo genere di operazioni sta tutto qui.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 4:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
...

Stefano, nel mio post ho volutamente tenuto distinti due punti molto diversi: la modalità, e l'obiettivo, perché li mischiamo ancora?

Ben ritrovato, 'Umar Andrea.
Ho capito perfettamente la disamina che hai fatto, e ne ho tratto preziosi chiarimenti.

Citazione:

La sorella Nadia R. ha portato una delle argomentazioni di chi giustifica la legittimità degli "attacchi suicidi" (nei confronti di unità combattenti); per completare il quadro, faccio presente che invece gli `ulama' che considerano proibiti gli attentati suicidi in sé stessi (a prescindere dall'obiettivo) fanno notare che nella storia menzionata, non è il ragazzino a darsi la morte per sua mano, ma offre la sua vita in martirio, venendo comunque ucciso per mano nemica.

Può sembrare un dettaglio secondario, ma il dibattito sulla liceità o meno di questo genere di operazioni sta tutto qui.

'umar andrea

No, nessun dettaglio secondario. Il messaggio è chiaro e penso di averlo ben recepito. Comincio ad assimilare il concetto che l'Islam non è solo il Corano, ma è il Corano con tutta la Sunnah (spero di aver scritto il termine giusto) e il tutto va spiegato e individuato nelll'interezza del messaggio e non nella singola Ayah, magari messa pure fuori contesto.

Vorrei dire un "però" anche se a me non piacciono molto.
La gentilissima Nadia R. dandomi quella risposta mi ha "indotto" a frugare tra la mia labile memoria e ricordarmi di quei Hadith che ho riportato. Non penso che siano fuori contesto poichè l'intepretazione è assolutamente univoca, quindi avrei fatto mie le tesi degli ulamah' che giudicano proibiti gli attacchi suicidi?
Allora, ed esterno un pensiero a voce alta, anche in virtù della modalità e dell'obiettivo, fino a che punto il fine da raggiungere giustifica il mezzo con cui tento di raggiungerlo?
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 4:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
No, nessun dettaglio secondario. Il messaggio è chiaro e penso di averlo ben recepito. Comincio ad assimilare il concetto che l'Islam non è solo il Corano, ma è il Corano con tutta la Sunnah (spero di aver scritto il termine giusto) e il tutto va spiegato e individuato nelll'interezza del messaggio e non nella singola Ayah, magari messa pure fuori contesto.


Esattamente.

stefra ha scritto:
Vorrei dire un "però" anche se a me non piacciono molto.
La gentilissima Nadia R. dandomi quella risposta mi ha "indotto" a frugare tra la mia labile memoria e ricordarmi di quei Hadith che ho riportato. Non penso che siano fuori contesto poichè l'intepretazione è assolutamente univoca, quindi avrei fatto mie le tesi degli ulamah' che giudicano proibiti gli attacchi suicidi?


Esattamente.

stefra ha scritto:
Allora, ed esterno un pensiero a voce alta, anche in virtù della modalità e dell'obiettivo, fino a che punto il fine da raggiungere giustifica il mezzo con cui tento di raggiungerlo?


"il fine giustifica i mezzi" appartiene più a Machiavelli che all'Islam, direi.

Gli `ulama' che ritengono lecite tali operazioni, più che per una questione di "il fine giustifica i mezzi", lo fanno perchè lo ritengono una forma di martirio, in base a determinate prove che essi ritengono di aver individuato.

'umar andrea

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stefra
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 4:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

... Esattamente.


Citazione:
... Esattamente.


Però... sto riuscendo a far girare con spin opposto e quindi mettere in equilibrio i due neuroni ancora funzionanti...


Citazione:
...Gli `ulama' che ritengono lecite tali operazioni, più che per una questione di "il fine giustifica i mezzi", lo fanno perchè lo ritengono una forma di martirio, in base a determinate prove che essi ritengono di aver individuato.

'umar andrea

Questo non mi piace, caro 'Umar Andrea. Dove l'interpretazione non è univoca si vengono a creare divisioni. Purtoppo il Cristianesimo ne ha molte di queste divisioni. La corrente sunnita ortodossa come si pone? C'è una differenza anche in funzione delle varie scuole?

PS: perchè metti `ulama' in corsivo?
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 5:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Questo non mi piace, caro 'Umar Andrea. Dove l'interpretazione non è univoca si vengono a creare divisioni. Purtoppo il Cristianesimo ne ha molte di queste divisioni. La corrente sunnita ortodossa come si pone? C'è una differenza anche in funzione delle varie scuole?


No, la differenza passa attraverso le scuole, ed attraverso l'Islam sunnita ortodosso.
E' un problema nuovo, ed abbastanza spinoso, probabilmente nel corso degli anni si arriverà ad una posizione comune, se Dio vuole.

Nell'Islam vi è tolleranza delle divergenze, che è definita una misericordia; non sono le divergenze giuridiche a creare le divisioni, sono altre le divergenze problematiche.

stefra ha scritto:
PS: perchè metti `ulama' in corsivo?


In quanto termine non italiano, nient'altro! ;-)

'umar andrea

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stefra
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Messaggi: 577

MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 5:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
...
No, la differenza passa attraverso le scuole, ed attraverso l'Islam sunnita ortodosso.
E' un problema nuovo, ed abbastanza spinoso, probabilmente nel corso degli anni si arriverà ad una posizione comune, se Dio vuole.

Nell'Islam vi è tolleranza delle divergenze, che è definita una misericordia; non sono le divergenze giuridiche a creare le divisioni, sono altre le divergenze problematiche.

...
'umar andrea


Perdonami ma ho trovato questa risposta abbastanza criptica. Non l'ho capita.
E' un problema che esiste solo dell'Islam sunnita ortodosso?
Le quattro scuole principali sunnite come si pongono?

Vedi, caro 'Umar Andrea, pur rimanendo delle proprie rispettabili opinioni non immaginate quanto velo avete tolto ai miei occhi e di conseguenza quanto ne potrò togliere a mia volta.
Ma la contrapposizione netta non porta a nessun chiarimento.

PS: Mi sto accingendo alla lettura della Terza Sura.

La vedo dura.
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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 6:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Perdonami ma ho trovato questa risposta abbastanza criptica. Non l'ho capita.
E' un problema che esiste solo dell'Islam sunnita ortodosso?
Le quattro scuole principali sunnite come si pongono?


Intendo dire che essendo un problema recente (qualche decennio), la questione è ancora discussa, e probabilmente si arriverà ad un'opinione più unanime con il tempo, se Dio vuole.
Comunque ci sono opinioni pro e contro nei diversi madhahib; non è qualcosa che dipenda dalla scuola giuridica, a quanto ho visto finora.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Mar Lug 28, 2009 7:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mashallah

mi sono piaciute queste ultime battute della discussione!

Per la pazienza e chiarezza di Umar e la voglia di capire di Stefano.
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AsSiqilli
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MessaggioInviato: Sab Mag 29, 2010 9:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

بسم الله الرحمن الرحيم


الحمد لله نستعينه ونستغفره، ونعوذ بالله من شرور أنفسنا ومن سيئات أعمالنا، من يهده الله فلا مضل له، ومن يضلل فلا هادي له.

وأشهد أن لا إله إلا الله، وأشهد أن محمداً عبده ورسوله، أرسله بالهدى ودين الحق ليظهره على الدين كله وكفى بالله شهيدا صلى الله عليه وعلى آله وسلم تسليماً كثيراً.
أما بعد:

Nel Nome di Allah, il Clemente, il Misericordioso

La Lode appartiene ad Allah. Invochiamo il Suo aiuto, imprechiamo il suo perdono, cerchiamo rifugio in Allah dai nostri mali e dalle nostre cattive azioni. Chiunque Allah guidi, non c'è niente che possa sviarlo, e chiunque Allah svii, non c'è nulla che possa guidarlo.

Testimonio che non c'è altra divinità (degna di adorazione) all'infuori di Allah, l'Unico, e testimonio che Muhammad è il suo Servo e il suo Messaggero, inviato con la guida e la religione della verità, a imporla sopra ogni altra religione, e Allah è sufficente come testimone. Che la pace, le preghiere di Allah siano su di lui, e sulla sua famiglia.

Seguitando:

Il suicidio (intiḥār) dal punto di vista linguistico è “l’uccisione di se stessi”, come indicato nel Qāmūs al-Muḥīṭ (616). Il maṣdar (modo infinitivo/nome verbale) è: “[un tale] si è suicidato”, nel senso di “ha ucciso se stesso”, vale a dire: “si è ucciso”. (Vedasi in Lisān al-`Arab e Tāj al-`Urūs, sotto la voce نحر “Naḥr”).

Il suicidio dal punto di vista šarī`: è l’uccisione di se stessi per motivi legati all’ ḥirṣ (brama) per il dunyā (mondo terreno). Come è riportato nel Saḥīḥ al-Buḳārī, (“Kitāb al-Maghāzī”, e “Kitāb al-Qadr): “si suicidò”; e in un’altra narrazione: “si suicidò così, pertanto: si uccise”. E i fuqahā’ dicono a proposito della definizione del suicidio: “trattasi di un tale che uccide sé stesso con qualsiasi mezzo”; e ancora: “trattasi di un uomo che uccide sé stesso per rabbia o per noia”; e ancora: “è il compimento del qualsivoglia atto di autodistruzione che conduce alla morte, a causa di un’afflizione.”

Gli `ulamā’ non discordano sul ritenerlo vietato; esso faccia parte dei peccati maggiori (kabīrāt), e colui che lo commette merita senz’altro il fuoco dell’inferno; perpetuamente, nel caso lo abbia ritenuto permissibile, o per un periodo di tempo determinato.

Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla) nel Qur’ān:

وَلَا تُلْقُوا بِأَيْدِيكُمْ إِلَى التَّهْلُكَةِ

“Non gettatevi nella perdizione con le vostre mani” (Qur’ān, 2,179)

ولا تقتلوا أنفسكم إن الله كان بكم رحيماً، ومن يفعل ذلك عدواناً وظلماً فسوف نصليه ناراً وكان ذلك على الله يسيرا

E disse inoltre Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

ولا تقتلوا أنفسكم إن الله كان بكم رحيماً، ومن يفعل ذلك عدواناً وظلماً فسوف نصليه ناراً وكان ذلك على الله يسيرا

“E non uccidete voi stessi, invero Allāh è Misericordioso con voi. E chi commette ciò ostilmente e iniquamente sarà gettato nel fuoco dell’inferno. Ciò è facile per Allāh.” (Qur’ān, 4,29-30).

E disse l’Imām al- Qurṭubī (raḥimahullāhu), nel suo tafsīr di questa āyah (5/156):

“trattasi dell’uomo che uccide sé stesso a causa della brama per il mondo terreno, o per ricercare dei beni materiali; e ciò implica che costui mette a repentaglio la propria vita attraverso l’autodistruzione, come nel caso [si strugga] per rabbia o per noia”.

Nell’Islām è proibito anche soltanto desiderare la morte, figuriamoci uccidere se stessi a causa di una sventura, di un’afflizione, di una sofferenza o per motivi simili.

Nei Ṣaḥīḥaīn si riporta da Anas (raḍīallāhu `anhu) che il Messaggero di Allāh (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse:

لا يتمنين أحدكم الموت لضر أصابه فإن كان ولا بد فاعلاً، فليقل: اللهم أحيني ما كانت الحياة خيراً لي وتوفني إذا كانت الوفاة خيراً لي

"Nessuno di voi desideri la morte a causa di una sventura che lo ha colpito. Piuttosto dica: “O Allāh! Mantienimi in vita finché vivere è meglio per me che morire, e fammi morire allorquando morire è per me meglio che vivere.”

E in una narrazione riportata nel Saḥīḥ di Ibn Ḥibbān:

لا يتمنين أحدكم الموت لضر نزل به في الدنيا

“Nessuno di voi desideri la morte a causa di una sventura che abbiamo fatto discendere su di lui in questo mondo”

E riporta inoltre il Buḳārī da Abī Hurayrah (raḍīallāhu `anhu) che il Messaggero di Allāh (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse:

لا يتمنين أحدكم الموت، إما محسناً فلعله يزداد، وإما مسيئاً فلعله يستعتب

“Nessuno di voi desideri la morte. E se lo fa, ebbene, potrà beneficiarne oppure potrà pentirsene”.

Pertanto il suicidio non è consentito ai sensi della Šarī`ah, e come indicato nel Qur’ān e nella Sunnah.

Nei Ṣaḥīḥaīn si riporta un ḥadīth da Jundub ibn ‘Abdillāh (raḍīallāhu `anhu) in cui il Messaggero di Allāh (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse:

كان فيمن كان قبلكم رجل به جرح، فجزع فأخذ سكيناً فجز بها يده، فما رقأ الدم حتى مات، قال تعالى: بادرني عبدي بنفسه حرمت عليه الجنة

“Tra i vostri c’era un uomo ferito, il quale, sconfortato, prese un coltello e si tagliò i polsi in modo da morire dissanguato. Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla): Il mio servo ha affrettato la sua morte ed io gli ho precluso il jannat.”

Nell’episodio menzionato l’uomo si uccide poiché ferito, afflitto, per sfuggire dal dolore e dal torto subito, nonché per mancanza di sopportazione e per impeto. Pertanto Allāh gli precluse il jannat; possa o meno esservi iḳtilāf tra gli `Ulamā’ per quanto concerne l’interpretazione del divieto di suicidarsi.

E si riporta inoltre nei Ṣaḥīḥaīn un ḥadīth da da Abī Hurayrah (raḍīallāhu `anhu) in cui il Messaggero di Allāh (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse:

الذي يخنق نفسه يخنقها في النار، والذي يطعن نفسه يطعنها في النار

“Chi si impicca si impiccherà nel fuoco, e chi si pugnala si pugnalerà nel fuoco

Dunque tutti i testi summenzionati si riferiscono all’illiceità del suicidio a causa di una sventura, di un grave malanno, o per mancanza di sopportazione, tutti motivi legati alla brama del mondo terreno.

فينبغي للمؤمن أن يفرق بين ما نهى الله عنه من قصد الإنسان قتل نفسه، أو تسببه في ذلك، وبين ما شرعه الله من بيع المؤمنين أنفسهم، وأموالهم له، كما قال تعالى: {إِنَّ الله اشْتَرَى مِنَ الْمُؤْمِنِينَ أَنْفُسَهُمْ وأَمْوَالَهُمْ بِأَنَّ لَهُمُ الْجَنَّةَ}؛ وقال: {وَ مِنَ الْنَّاسِ مَنْ يَشْرِي نَفْسَهُ ابْتِغَاءَ مَرْضَاتِ الله}؛ أي: يبيع نفسه". الفتاوى 25/281

"Pertanto si addice al credente distinguere tra quel che Allah gli ha trasmesso circa l'intento di colui che uccida se stesso, o il motivo che lo spinge a far ciò, e quel che Allah ha stabilito circa la vendita degli stessi credenti e dei loro beni; come disse Ta'ala: "Allah ha comprato dai credenti loro stessi e i loro beni offrendogli il Jannah". E disse: "E tra gli uomini ce n'è qualcuno che si è votato alla ricerca del compiacimento di Allah". Ossia: ha venduto sé stesso". (al-Fatāwa, 25/281)

V’è in effetti una palese differenza tra colui che si uccida per motivi mondani e colui che vada incontro alla morte gettandosi tra i ranghi nemici, e combattendo contro i kuffār, poiché brama la vita ultraterrena, e al fine di mantenere elevata la parola di Allāh (`azza wa-Jalla) sacrificando la propria vita e i propri beni, con accettazione della morte. Le prove testuali e le evidenze a questo proposito sono numerose.

Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

إِنَّ اللَّهَ اشْتَرَىٰ مِنَ الْمُؤْمِنِينَ أَنفُسَهُمْ وَأَمْوَالَهُم بِأَنَّ لَهُمُ الْجَنَّةَ يُقَاتِلُونَ فِي سَبِيلِ اللَّهِ فَيَقْتُلُونَ وَيُقْتَلُونَ

"Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi."

E ancora:

وَأَعِدُّوا لَهُم مَّا اسْتَطَعْتُم مِّن قُوَّةٍ وَمِن رِّبَاطِ الْخَيْلِ تُرْهِبُونَ بِهِ عَدُوَّ اللَّهِ وَعَدُوَّكُمْ وَآخَرِينَ مِن دُونِهِمْ لَا تَعْلَمُونَهُمُ اللَّهُ يَعْلَمُهُمْ وَمَا تُنفِقُوا مِن شَيْءٍ فِي سَبِيلِ اللَّهِ يُوَفَّ إِلَيْكُمْ وَأَنتُمْ لَا تُظْلَمُونَ

“Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete e i cavalli addestrati per terrorizzare [turhibūna] il nemico di Allāh e il nemico vostro. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati."

E disse il Messaggero di Allāh (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam):

من قتل دون ماله فهو شهيد ، ومن قتل دون دمه فهو شهيد ومن قتل دون دينه فهو شهيد ، ومن قتل دون أهله فهو شهيد

E "Chi viene ucciso per difendere la sua proprietà è un martire; chi viene ucciso per difendere il suo sangue è un martire; chi viene ucciso per difendere la sua religione è un martire; e chi viene ucciso per difendere la sua famiglia è un martire." (Riportato da Aḥmad, Abū Dāwud, an-Nisā’ī, at-Tirmidhī, e altri)

Scrive Samir Khalil-Samir, noto studioso d’islamismo contemporaneo, interrogandosi a proposito degli attentati suicidi: Che cosa dunque bisogna pensare degli attentati suicidi o dei suicidi positivi come certi li chiamano? Rientrano nella categoria del jihâd? Quelli che li commettono sono martiri o sono suicidi come tutti quelli che si tolgono la vita?

L'opinione più comune e più diffusa tra i musulmani è che sono mujâhidîn che difendono l'Islam contro i suoi aggressori e appartengono quindi alla categoria dei martiri. Presenterò questo punto di vista tra poco. Tuttavia ho trovato un'opinione in senso contrario, riprodotta su parecchi siti, del grande tradizionista (muhaddith) l'Imam Muhammad Nâsir ad-Dîn al-Albânî, maestro albanese venerato, che visse a Damasco e poi a Medina e morì il 3 ottobre 1999 all'età di 85 anni. Quest'opinione merita d'essere riprodotta: «Rivolgiamo ora la nostra attenzione alle missioni suicide. Esse sono diventate celebri [nel mondo intero] a causa della pratica giapponese dei kamikaze. Un uomo lanciava il suo aereo da guerra verso un bastimento americano, morendo così nell'aereo e uccidendo tanti soldati nemici quanti poteva. Tutte le missioni suicide della nostra epoca sono atti impuniti da considerarsi vietati (harâm). Le missioni suicide possono condurre chi le compie nel Fuoco eterno o metterlo tra quanti non vi resteranno eternamente, come ho appena spiegato. Ma vedere nelle missioni suicide un mezzo d'avvicinarsi a Dio [atto d'adorazione degno d'elogi] uccidendosi oggi per la propria terra o il proprio paese, a una tale idea diciamo no! Queste missioni suicide non sono islamiche! Di fatto dico ciò che rappresenta oggi la realtà islamica - non la realtà ricercata da una minoranza d'attivisti musulmani: non esiste alcun jihâd nei paesi islamici. Certamente vi sono combattimenti in parecchi paesi musulmani, ma non vi è alcun jihâd che sia stabilito [unicamente] sotto una bandiera islamica e secondo regole islamiche [...] Che un giovane, cieco [dei fatti e della complessità della guerra] decida da solo - come sentiamo spesso - di scalare una montagna ed entrare in una piazzaforte fortificata utilizzata dagli ebrei uccidendone alcuni e venendo egli stesso ucciso... qual è il vantaggio di quest'atto? Sono soltanto atti individuali senza risultati positivi a beneficio della Chiamata islamica. Pertanto diciamo ai giovani musulmani: "Proteggete le vostre vite, a condizione d'impiegarle allo studio del vostro Dîn [religione] e del vostro Islâm. Siate ben coscienti di ciò e agite quanto meglio potete". Sono questi il tipo d'azione e di atti, per quanto lenti e noiosi possano apparire, che porteranno il frutto che tutti i musulmani ricercano, indipendentemente dalle loro diverse ideologie e metodi. Tutti infatti sono d'accordo che l'Islam dev'essere ciò che [utilizziamo] per governare, ma divergono sul cammino da prendere [verso questo obiettivo]. E certo la miglior guida è quella di Muhammad».

E più avanti si legge:

“Un'opinione spirituale e teologica come quella dello Shaykh Nâsir ad-Dîn al-Albânî è rara.”

Non siamo d’accordo con questa dichiarazione, infatti non c’è alcuna divergenza sul fatto che il suicidio sia assolutamente proibito nell’islam per i motivi summenzionati; inoltre essa non tiene conto del fatto che le espressioni "attentato suicida" (o attacco suicida), “suicide attack” (or suicide bombing), “hujūm intiḥārī" (aw `amalīyat intiḥārīyat) che dir si voglia, appaiono sovente fuorvianti e abusive, e in ogni caso sono etichette coniate ad hoc dalla propaganda islamofoba occidentale e sionista, nel tentativo di sabotare ogni forma di ribellione contro i figli delle scimmie e dei porci dei crociati nei territori occupati. Esse non hanno pertanto nulla a che vedere con le cosiddette "operazioni di martirio", “martyrdom operations” o “`amalīyāt istašahādīyat” che dir si voglia. Come affermato dallo Šayḳ Hamūd b. `Uqla' aš-Šu`aybī, uno dei grandi `ulamā' sauditi, in una fatwa dal titolo "fī-l-`amalīyāt istašahādīyat”. Tutto dipende dalle intenzioni dell'individuo che compie tali operazioni, se la sua intenzione è quella di elevare la parola di Allāh (Subḥānahu wa-Ta`āla) al di sopra di quella dei kuffār, trattasi di šahāda fī-Sabīli-llāhi e non si suicidio. Se invece la sua intenzione è quella di suicidarsi perchè odia la vita e vuole sbarazzarsene è evidente che in questo caso trattasi di suicidio. Lo Šayḳ Yūsuf b. Çālih al-‘Uyayrī (Raḥimahullāhu) scrisse un libro proprio su questo, ed è stato tradotto in inglese da At-Tibyān con il titolo: “The Islamic Ruling on the Permissibility of Self-Sacrificial Operations: Suicide, or Martyrdom?” (Vedi la traduzione italiana a cura del Cesnur sotto il titolo “Hawa Barayev: suicidio o martirio?”), si veda inoltre il libro dello Šayḳ `Abd al- `Azīz ibn Ṣāliḥ a-Jarbū, tradotto anch’esso Dār At-Tibyān con il titolo: “The Ruling Regarding Killing One’s Self To Protect Information” In ogni caso penso non ci è dato scrutare nel cuore delle persone.

Lo stesso Shaykh Nâsir ad-Dîn al-Albânî se ne guarda bene dal generalizzare e dal mettere sullo stesso piano azioni legate al sacrificio di sé, e azioni suicide:

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السائل : بالنسبة للعمليات العسكرية الحديثة ، فيه قوات تسمى بالكوماندوز ، فيكون فيه قوات للعدو تضايق المسلمين ، فيضعون فرقة انتحارية تضع القنابل ويدخلون على دبابات العدو ، ويكون هناك قتل ... فهل يعد هذا انتحارا ؟

الجواب : لا يعد هذا انتحارا ً، لأن الانتحار هو أن يقتل المسلم نفسه خلاصا من هذه الحياة التعيسة ، أما هذه الصورة التي أنت تسأل عنها ، فهذا ليس انتحارا ، بل هذا جهادا في سبيل الله ، إلا أن هناك ملاحظة يجب الانتباه لها ، وهي أن هذا العمل لا ينبغي أن يكون فرديا أو شخصيا ، إنما يكون هذا بأمر قائد الجيش ، فإذا كان قائد الجيش يستغني عن هذا الفدائي ، ويرى أن في خسارته ربح كبير من جهة أخرى ، وهو إفناء عدد كبير من المشركين والكفار ، فالرأي رأيه ويجب طاعته ، حتى لو لم يرض هذا الإنسان فعليه طاعته ، الانتحار من أكبر المحرمات في الإسلام ، لن ما يفعله إلا غضبان على ربه ولم يرض بقضاء الله ، أما هذا فليس انتحارا ، كما كان يفعله الصحابة ، يهجم على جماعة ( كردوس ) من الكفار بسيفه ، ويعمل فيهم بالسيف حتى يأتيه الموت صابرا ، لأنه يعلم أن مآله الجنة ، فشتان بين من يقتل نفسه بهذه الطريقة الجهادية وبين من يتخلص من حياته بالانتحار. (سلسلة ، الهدى والنور ) ( شريط رقم 134 ).


Domanda:

Riguardo alle operazioni militari moderne; ci sono alcune forze denominate “commando”; è così che le forze del nemico opprimono i musulmani. Quindi vi sono delle squadre che si imbottiscono di esplosivo per gettarsi contro i carri armati dei nemici, uccidendosi. Trattasi di suicidio?

Risposta:

Questo non è suicidio, perché il suicidio è quando il musulmano uccide se stesso per scampare da questa misera vita. Per quanto concerne la domanda che tu poni, non si tratta in questo caso di suicidio, ma di jihād fī-Sabīli-llāhi. È importante però notare che questo tipo di operazione non deve essere compiuta arbitrariamente, ma vi deve essere l’ordine del qā’īd (comandante) del jaīš (esercito). Il qā’īd del jaīš potrebbe ritenere indispensabile questo fidā’ī (guerrigliero), e che egli possa essere utile sotto un certo aspetto, come per quanto riguarda l’uccisione di un gran numero di mušrikīna (associatori) e di kuffār (denegatori). La decisione spetta dunque al qā’īd, ed è necessario obbedirgli; anche nel caso in cui il fidā’ī non sia soddisfatto di lui, è necessario che gli presti obbedienza. Il suicidio è una delle cose che l’Islām assolutamente vieta, nessuno compie un tale gesto, eccetto chi è ingrato al suo Rabb (Sovrano), e non è soddisfatto del qadā’ (decreto) di Allāh. Ma questo non è suicidio; come fecero i ṣaḥābat (compagni), attaccando con la spada i kuffār, e scontrandosi con loro fino alla morte. Essi agivano pazientemente, perché
sapevano che la loro ricchezza è il jannat (paradiso). C’è una bella differenza tra chi si uccide in questo modo, e chi si suicida per sbarazzarsi della vita.

Silsilat al-Huda wa-n-Nūr, n° 134

Lo Šaīḳ ibn al-`Uthaīmīn non esclude invece che gli attentati suicidi possano essere ammissibili in alcuni casi:

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السؤال هو : هل هذا الفعل منه يعتبر إنتحارا أو يعتبر جهادا؟

الجواب : هذا الشاب الذي وضع على نفسه اللباس الذي يقتل أول من يقتل نفسه فلا شك أنه هو الذي تسبب في قتل نفسه ، ولا يجوز مثل هذه الحالة إلا إذا كان في ذلك مصلحة كبيرة للإسلام ، فلو كانت هناك مصلحة كبيرة ونفع عظيم للإسلام كان ذلك جائزا . وقد نص شيخ الإسلام ابن تيمية رحمه الله على ذلك ، وضرب لهذا مثلا بقصة الغلام .... يقول شيخ الإسلام : هذا حصل فيه نفع كبير للإسلام . وإن من المعلوم أن الذي تسبب في قتل نفسه هو هذا الغلام لا شك ، لكنه حصل بهلاك نفسه نفع كبير آمنت أمة كاملة ، فإذا حصل مثل هذا النفع فللإنسان أن يفدي دينه بنفسه ، أما مجرد قتل عشرة أو عشرين دون فائدة ، ودون أن يتغير شيء ففيه نظر بل هو حرام ، فربما أخذ اليهود بثأر هؤلاء فقتلوا المئات والحاصل أن مثل هذه الأمور تحتاج إلى فقه وتدبر ونظر في العواقب وترجيح أعلى المصلحتين ودفع أعظم المفسدتين ، ثم بعد ذلك يقدر كل حالة بقدرها .ا.هـ.

O nobile Šaīḳ, avrete sentito parlare di ciò che accadde un mercoledì, quando più di una ventina di ebrei furono uccisi per mano di uno dei mujāhiddīn, e più di una cinquantina rimasero feriti. Quest’azione fu compiuta da un mujāhid, il quale, dopo essersi imbottito di esplosivo, fece irruzione in un convoglio di ebrei e si fece esplodere…

Domanda:

Questa azione è considerata suicidio oppure jihād?

Risposta:

Questo giovane si imbottì e uccise... Chi è il primo che viene ucciso? Senza alcun dubbio costui ha causato la sua morte. Questo non è consentito in un caso simile, a meno che non vi sia un significativo interesse e un grande vantaggio per l'Islam. Nel caso in cui vi sia un significativo interesse e un grande vantaggio per l'Islam allora è consentito. Lo Šaīḳ al-Islām ibn Taīmīyah
(raḥimahullāhu) lo attestò, e ci fornì come esempio la storia di un ragazzo. Il ragazzo era un mu’min che trovavasi in una comunità governata da un uomo, il quale era un mušrik e un kāfir. Disse lo Šaīḳ al-Islām: “L’Islām ebbe un grande beneficio da questo”. È noto che questo ragazzo causò la sua morte, non v’è alcun dubbio. Ma con la sua uccisione vi fu un grande beneficio. Credo che se un intera ‘Ummat possa ricevere un tale beneficio, gli esseri umani abbiano a sacrificare se stessi per la religione, ma il fatto di ucciderne dieci, venti, o trenta, senza alcun interesse, e senza che ciò comporti un cambiamento, ciò è ḥarām, nell’eventualità che poi gli ebrei tornino a vendicarsi, uccidendone a centinaia. Il punto è che queste questioni debbono essere vagliate ed esaminate, assieme alle conseguenze , altrimenti c’è il rischio che si faccia più male che bene, poi ogni caso è a sé.

Al-Liqā’ aš-Šahrī (20/73-76)

Lo Šayḳ saudita `Abdallāh b. Manī` sulle “operazioni di martirio” afferma:

لا شك أن العمليات الانتحارية في سبيل الله ضد أعداء الله ورسوله وأعداء المسلمين قربة كريمة يتقرب بها المسلم إلى ربه, ولا شك أنها من أفضل أبواب الجهاد في سبيل الله, ومن استشهد في مثل هذه العمليات فهو شهيد إن شاء الله...

Non v’è alcun dubbio che gli attentati suicidi fī-Sabīlillāhi contro i nemici di Allāh e del Suo Messaggero e contro i nemici dei musulmani, siano un’azione meritoria che avvicina il musulmano al suo Rabb, e non v’è alcun dubbio che sia un modo eccellente per cundurre il jihād fī-Sabīlillāhi; chi muore in operazioni di questo tipo è uno šahīd, in-Šā’-Allāh ...

Ed il Muftī saudita Muḥammad b. Ibrāhīm Āl aš-Šayḳ dichiara lecito il suicidio per il prigioniero che sotto tortura intenda non rivelare informazioni segrete:

جواز قتل الأسير نفسه لعدم إفشاء الأسرار تحت التعذيب...

Si considerino inoltre le fatāwa fī-l-amalīyāt al-istašahādīyat dello Šayḳ Sulaymān b. Nāṣir al-`alwān, di Ibn Jibrīn, di Salmān al-`ūdah e altri ancora.

Per certi versi prudente ma altresì insolito il parere espresso dallo Šayḳ Abū Basīr At-Tartūsī, in pieno contrasto con quanto dichiarato dallo Šayḳ `Abd al-Qādir ibn `Abd al-`Azīz e da altri:

Suspicions of Sin in Martyrdom or Suicide Attacks محاذير العمليات الاستشهادية أو الانتحارية

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Afferma lo Šayḳ Yūsuf b. Çālih al-‘Uyayrī (Raḥimahullāhu):

Possiamo dire che chi uccide se stesso per innalzare la Parola di Allah, per infliggere perdite al nemico, per spaventarlo, e con una sincera intenzione, stia commettendo un suicidio? Questa è una grave calunnia. Affermiamo che la proibizione del suicidio deriva dall’intenzione riscontrata nella debolezza o dalla mancanza di fede, mentre il combattente in un’operazione di martirio uccide se stesso proprio in virtù della sua fede. Il ragazzo nell’episodio del fossato riferito nella Surat al-Burūj, in effetti, «uccide se stesso» per questa ragione, e il suo gesto è giudicato degno di lode. Così il Profeta si augurò di morire sul sentiero di Allāh non una volta sola ma tre, e questo era legittimo perché il desiderio non derivava da un danno o una sventura che gli fosse capitata, ma dalla sua salda fede. Così, quando diventa chiara la ragione per cui il suicidio è proibito, si arriva alla conclusione che le operazioni di martirio sono permesse e lodevoli quando sono compiute perché ne derivi un beneficio religioso.

Muḥammad `abd as-Salām Faraj, in un libro che probabilmente molti di voi conoscono:

“È permesso al musulmano di immergersi in seno al nemico miscredente se da ciò possa risultare un beneficio per i musulmani. Ibn Taymiyyah (che Allah abbia misericordia di lui) disse: "...E Muslim riportò nel suo Sahîh che il Profeta (sallAllahu 'alayhi waSallam) raccontò la storia di Ashab al-Ukhdud (la gente del fossato), in cui il ragazzo ordinò che venisse ucciso (lui stesso) per il bene della religione. Di conseguenza, i quattro A'imma hanno permesso al musulmano di lanciarsi all'interno dell'esercito kâfir, anche se sia ragionevolmente sicuro di essere ucciso, se da ciò possa risultare un beneficio per i musulmani". Ciò che disse Ibn Taymiyyah significa che è permesso al musulmano immergersi nell'armata kâfir anche se ciò conduca alla sua morte prima che egli possa vedere coi propri occhi il beneficio della sua azione.”

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Sull’episodio del fossato si veda il libro di Rifa`ī Surūr Aṣḥab al-Uḳdūd, (The People of the Ditch)

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E ancora il libro omonimo di Anwar al-`Awlaqī:

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Un obbiezione rispetto a quanto sollevato da alcuni interventi che hanno preceduto questo, riguarda in ultima istanza la convinzione errata che i civili siano innocenti. Disse infatti lo Šayḳ `Abd al-Qādir ibn `Abd al-`Azīz in un libro recentemente tradotto in italiano e poi in francese:

"La classificazione moderna delle persone in militari e civili, non ha alcun fondamento per la Šarīy`ah. La suddivisione in ambito legale ( šar`ī ) contempla le seguenti categorie:

Combattenti: sono uomini che hanno raggiunto l'età fertile, cioè da quindici anni in su. Costoro sono considerati combattenti, anche se non sono direttamente coinvolti nella battaglia.

Non combattenti: sono i bambini, le donne, gli anziani, e i malati affetti da malattie croniche, che non gli permettono di combattere: i ciechi, gli zoppi, i sordi, ecc. Queste persone sono tuttavia coinvolte nella battaglia, con le parole e con le azioni, e sono anch’essi pertanto da considerarsi dei combattenti.

Sappiamo inoltre che le donne sia in America, sia in Gran Bretagna che in "Israele" sono considerate dei militari, poiché vengono sistematicamente reclutate negli eserciti locali, e se non prestano il servizio militare, fanno parte della Riserva.

Come si è già discusso, a proposito dei non combattenti che hanno combattuto e che sono stati uccisi durante la battaglia – su questa questione non vi è disaccordo tra i sapienti – in merito a questo si può leggere in dettaglio il capitolo sul jihād nel libro di ibn Qudāmah al-Hanbali (e altre fonti di fiqh).

È inesatto considerare i civili come innocenti. La maggior parte degli uomini e delle donne hanno infatti l’obbligo di leva militare. E che dire allora, se risultati delle indagini sociologiche hanno dimostrato che dopo i bombardamenti, la maggior parte delle persone negli Stati Uniti appoggiarono la ritorsione di Bush in Afghānistān? La rappresaglia non fu sostenuta soltanto dagli Stati Uniti, ma anche da altri paesi crociati, come il Canada, la Gran Bretagna ed altri…Così, è inesatto considerare i civili come innocenti. E che dire delle migliaia di civili innocenti in Bosnia? Che dire della popolazione civile in `Irāq, Palestina, Cecenia, Afghānistān e altrove? Le statistiche mostrano che più della metà dei profughi nel mondo sono musulmani. O il sangue dei musulmani vale ben poco e il sangue degli infedeli è altresì prezioso? O la morte e il dolore sono stati prescritti solo per i musulmani?"

Sulla distinzione tra combattenti e non combattenti si consulti ad esempio il libro Mašāri` al-‘Ušwāq ‘ilā maṣāri` al-`Ušāq dell'‘Imām Ibn Nuḥās (Raḥimahullāhu Ta`āla). Sul libro e sull'autore si veda inoltre al link seguente, dove è possibile scaricare la traduzione inglese corretta e revisionata a cura di Anwar al-Awlaki (fakkallahu asrahu) e le sue lezioni in formato audio assieme al libro originale:

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Il libro in arabo consta di 350 pp. e ho visto che il testo inglese differisce da quello arabo, a volte omettendo delle parti consistenti, come ad esempio:

وأجمعوا على أن الغزو لا يجوز إلا بإذن الأبوين المسلمين، والجد والجدة كالأبوين عند عدمهما. ولو أذن الأبوان لابنهما في الجهاد، ثم رجعا في الإذن - أو رجع أحدهما فيه - قبل حضور الابن ميدان المعركة وجب عليه الرجوع والعودة إلى الأبوين. إلا أن يخاف على نفسه أو ماله إن عاد، أو خاف انكسار قلوب المسلمين برجوعه. وإن رجع الأبوان في الإذن عند الشروع في القتال حرم على الابن الانصراف من الميدان في هذه الحالة.

"It is the consensus of scholars that one cannot participate in Qazw without the permission of the parents."

"Gli `Ulamā’ concordano sul fatto che non è permesso partecipare al ghazū previa autorizzazione dei genitori musulmani, o dei nonni, nel caso in cui non vi siano i genitori. E qualora i genitori, dopo aver dato il loro assenso affinché il figlio potesse partecipare al jihād, decidano di ritrarlo prima che egli sia disceso a combattere, egli è obbligato a ritornare presso i genitori. Tranne nel caso in cui egli teme per se stesso o per i suoi beni se torna, o qualora egli teme di tradire i cuori dei musulmani a causa del suo ritiro. Nel caso in cui i genitori decidano di ritrarre il loro beneplacito, una volta che il combattimento è già in corso, è ḥaram per il figlio abbandonare il campo di battaglia."

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Tuttavia penso anche questo sia un libro meritevole e benefico.

Wa-Allāhu Ta`ālā A`lam

لا حول ولا قوة إلا بالله

قال الإمام أبن تيمية : إذا اختلف دعاة الإسلام في الأمر فلأحوط أن يكون رأي المجاهدين

وقال الإمامان عبد الله بن المبارك وأحمد بن حنبل رضي الله عنهما : إذا اختلف الناس في شيء فانظروا ماذا عليه أهل الثغر فإن الحق معهم لأن الله عز وجل يقول ( والذين جاهدوا فينا لنهدينهم سبلنا
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MessaggioInviato: Dom Mag 30, 2010 11:46 am    Oggetto: Verdetto sulla permissibilità delle operazioni di martirio Rispondi citando

بسم الله الرحمن الرحيم

فتوى في جواز العمليات الإستشهادية

Verdetto sulla permissibilità delle operazioni di martirio

Al-Imām al-Ḥāfiẓ aš-Šayḳ

Abū ‘Abdillāh Sulaymān Ibn Nāsir Ibn `Abdillāh Al- `Ulwān

(Fakkallāhu Asrahu)

L’esimio Šayḳ Sulaymān Ibn Nāsir Al- `Ulwān (ḥafiẓahullāhu Ta`ālā):

Sai cosa sta accadendo ai palestinesi in questo momento in cui viene perpetrato il loro genocidio da parte degli ebrei, nel vergognoso silenzio degli arabi? Le operazioni sacrificali (al-`amalīyāt al-Fadā’īyat) rappresentano una violazione della Šar `īyah?

Risposta: I vili ebrei sono un ammasso generalizzato di vizi e di corruzione, e un semenzaio di perversioni e d’iniquità; essi sono i più acerrimi nemici dell’islām e dei musulmani.

Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

لتجدن أشد الناس عداوة للذين آمنوا اليهود والذين أشركوا

“Troverai che i più acerrimi nemici dei credenti sono i Giudei e gli associatori.”

Allāh ha reso necessario combatterli e portare avanti il jihād contro di loro di modo che la parola di Allāh sia la più elevata e la parola dei kuffar la più bassa.

E tutto questo avviene mentre i nemici di Allāh si trovano nei loro territori, non scindono i loro patti e le loro alleanze, non depredano i beni dei musulmani e non usurpano i loro territori. Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

"قاتلوا الذين لا يؤمنون بالله ولا باليوم الآخر ولا يحرمون ما حرم الله ورسوله ولا يدينون يدين الحق من الذين أوتوا الكتاب حتى يعطوا الجزية عن يد وهم صاغرون

“Combattete coloro che non credono in Allah e nell'Ultimo Giorno, che non vietano quello che Allah e il Suo Messaggero hanno vietato, e quelli, tra la gente della Scrittura, che non scelgono la religione della verità, finchè non versino umilmente il tributo, e siano soggiogati.”

Ma quando i nemici di Allāh puntano le loro spade sulle gole dei musulmani terrorizzando grandi e piccini, violando i loro territori, e intaccando il loro onore, è un obbligo per i musulmani che ne hanno la facoltà combatterli, versare il loro sangue e condurre il jihād contro di essi fino a che la Palestina e tutti i paesi dei musulmani non siano completamente liberati.

E non è consentito dalla Šar`īyah cedere agli ebrei la qualsivoglia porzione di terra dei musulmani o stipulare un accordo di pace con loro perché sono un popolo menzognero, disonesto, e che non rispetta gli accordi. Penso che in questo momento di debolezza dei musulmani nel combattere gli ebrei, nel contrastarli, e nell’espellerli dalla Terra Santa il migliore trattamento e la migliore cura che riserviamo ai fratelli delle scimmie e dei porci è effettuare le operazioni di martirio (al-`amalīyat al-Istašahādīyat) e presentare le nostre anime come riscatto per motivi legati alla fede e per lodevoli fini così da seminare il terrore nei cuori dei denegatori in modo da infliggergli punizioni e perdite delle loro ricchezze.

Le prove concernenti tali operazioni di martirio sono numerose, ed ho già accennato altrove a sostegno della liceità di tali operazioni e ho menzionato frutti e i benefici derivanti da tali operazioni.

Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

ومن الناس من يشري نفسه ابتغاء مرضاة الله والله رؤوف بالعباد

“E tra gli uomini ce n'è qualcuno che ha dato tutto se stesso alla ricerca del compiacimento di Allah. Allah è dolce con i Suoi servi.”

Le narrazioni dei ṣaḥābah, degli A’īmmah at-Tāb`īn a proposito del significato di questa āyah indicano che è una prova di forza da parte di colui che vende sé stesso ad Allāh e si getta nei ranghi nemici a capofitto, senza ritirata, anche se è certo che lo uccideranno, egli invero è un muḥsin (un benefattore sincero nella sua devozione) in quanto consapevole della ricompensa del suo Rabb verso i pazienti (ṣābirīna) e gli šuhadā’ (martiri). Nel Ṣaḥīḥ Muslim (3005) dal percorso di Ḥammād b. Salamah, ci narrò Thābit al-Banānī da `Abd ar-Raḥman Ibn Abī Laylā, da Ṣahīb dal Profeta (ṣallāllāhu `alayhi wa-Sallam) a proposito della storia del re, del mago, del monaco, e del ragazzo…In questa narrazione il ragazzo monoteista disse al re kāfir: “non sarai in grado di uccidermi fintanto che non te lo ordino. Rispose: di cosa si tratta? Replicò: riunisci gli uomini su un altopiano…e crocifiggimi sul tronco di un albero, poi estrai una freccia dalla mia faretra e posizionala nel mirino dell’arco, quindi dì: “Nel Nome di Allāh il Rabb del ragazzo”, poi colpiscimi, e se farai ciò mi ucciderai. Così radunò gli uomini su un altopiano, lo crocifisse sul tronco di un albero, estrasse la freccia dalla sua faretra, la posizionò nel mirino dell’arco, quindi disse: “Nel Nome di Allāh il Rabb del ragazzo”, quindi lo colpì, e la freccia si posizionò nella tempia del ragazzo, che mise la sua mano sulla tempia, e morì. La gente prese così a dire: “crediamo nel Rabb del ragazzo! crediamo nel Rabb del ragazzo! crediamo nel Rabb del ragazzo! “ Allora il re si avvicinò e gli disse: “vedi ciò da cui stavi guardingo? Wallāhi! ciò da cui te ne guardavi è disceso su di te, gli uomini hanno creduto. Il re ordinò che venisse scavato un fossato all’ingresso della strada e così fu fatto. Nel fossato venne acceso il fuoco e il re disse: chiunque non rinneghi la sua religione lo getterò in esso, o gli comanderò di gettarvisi; e così fu fatto, finché non giunse una donna con il suo bambino. Ella temeva per lui, così il ragazzo le disse: "oh madre! sii paziente, tu sei nel Giusto!"

Pertanto in ciò vi sono le prove della correttezza di queste operazioni di martirio, effettuate dai mujāhidūn fī-Sabīlillāhi, coloro che sono in guerra contro i giudei, i cristiani e i coloro che spargono la corruzione sulla terra della terra (al-Mufsidīna).

Poiché il ragazzo mostrò al re il modo per ucciderlo, dopo vari tentativi e dopo aver mobilitato militari e soldati. Così il ragazzo ha causato la sua morte, e v’è chiaramente una correlazione e un fattore comune tra l’azione compiuta dal ragazzo e le operazioni di martirio, e il giudizio è il medesimo.E lo scopo nei due casi è quello di mostrare e di far trionfare la verità, infliggendo un danno agli ebrei, ai cristiani e agli associatori (mušrikīna) e ai loro alleati, indebolendo la loro forza e instillando il timore (al-Ḳaūf) in loro stessi. E l’interesse richiede: un sacrificio dei mujahiddin musulmani con uno o alcuni dei loro uomini di modo da arrecare un danno (nikāyah) ai kuffār e terrorizzarli (irhābahum) e indebolire le loro forze. Disse Allāh (Subḥanahu wa-Ta`āla):

وأعدوا لهم ما استطعتم من قوة ومن رباط الخيل ترهبون به عدو الله وعدوكم وآخرين من دونهم لا تعلمونهم الله يعلمهم

“Preparate, contro di loro, tutte le forze che potrete e i cavalli addestrati per terrorizzare [turhibūna] il nemico di Allāh e il nemico vostro. Tutto quello che spenderete per la causa di Allah vi sarà restituito e non sarete danneggiati."

La maggior parte degli `ulamā’ ha consentito al musulmano gettarsi a capofitto contro i ranghi dei kuffār anche se è certo che lo uccideranno, e le prove a questo proposito sono numerose. La maggior parte degli `ulamā’ hanno inoltre permesso l’uccisione dei prigionieri musulmani se il nemico kāfir li usa come scudi, e se il male e il danno dei denegatori non possono essere contrastati se non uccidendo i prigionieri,di modo tale che l’uccisore mujāhid riceve una ricompensa, e colui che viene ucciso è uno šahīd (martire). Wa-Allāhu A`lam

Vostro fratello,

Sulaymān Ibn Nāsir Al- `Ulwān
10/7/1421 H.
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NADIA R.
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MessaggioInviato: Mer Giu 02, 2010 11:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mashallah fratello, hai fatto veramente un bel lavoro, documentato da versetti del Corano, con gli hadit della Sunna.

jazaka llahu khayrn
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AsSiqilli
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MessaggioInviato: Gio Giu 03, 2010 9:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ogni lode spetta ad Allāh (وَلَمْ يَتَّخِذْ وَلَدًا وَلَمْ يَكُنْ لَهُ شَرِيكٌ فِي الْمُلْكِ وَخَلَقَ كُلَّ شَيْءٍ فَقَدَّرَهُ تَقْدِيرًا) "Che non ha consoci nella sovranità, Che ha creato ogni cosa e le ha dato giusta misura".

As-Salāmu `alaīkum wa-Raḥmatullāhi wa-Barakatuhu,

Grazie per l'interessamento gentile sorella, talvolta comunicare può rivelarsi un impresa assai ardua, non abbiamo alcuna pretesa di riuscirvi; ogni nostro sforzo è per Allāh (Subḥānahu wa-Ta`ālā). Che accetti i nostri sforzi, e accolga le nostre preghiere.

E .la pace e le benedizioni siano sul sigillo dei profeti che disse: (والذي نفسي بيده لا يسمع بي يهودي ولا نصراني ثم لا يؤمن بي إلا كان من أهل النار) "Per Colui che tiene la mia anima nella sua mano, non c'è nessun giudeo e nessun cristiano che ode la mia chiamata, e che non giunge a credere in me; ma egli sarà tra la gente del fuoco".
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delcorsaro
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MessaggioInviato: Ven Giu 04, 2010 3:32 am    Oggetto: bismilLàh Rispondi citando

assalam aleykom

avrei una curiosità da tempo in materia da chiarire se possibile:

nel caso di un "cosiddetto" kamikaze che facendosi saltare (mi sembra di capire lo facciano nelle piazze nei quartieri vicino ad alberghi case ecc.) nel suo gesto non solo colpisca forze nemiche ma bensi' anche mussulmani, quali donne bambini ecc. e non solo non li uccidesse ma li lasciasse menomati tutta la vita, senza braccia gambe ecc.

Che opinione hanno i sapienti di queste operazioni .

Inoltre essendo che i kamikaze agiscono nelle terre dell'islam colpendo generalmente 90% mussulmani e 10% nemici o possibili nemici ecc. che motivo c'è stato a monte di assistere ad un tentativo di difesa colpendo più parte di gente mussulmana?

Non ci sono altri mezzi e metodi di guerra leciti ed utili ai fini della difesa rispetto al kamikaze?!
I giapponesi addottarono i kamikaze perchè non avevano più munizioni, cioè gli aerei erano mezzo e proiettile, ma allora mi chiedo io, un mussulmano che avesse la bomba atomica in tasca e volesse farsi eroe colpendo ancora più nemici arriverebbe a distruggere una intera città di mussulmani per uccidere i 1000 soldati nemici che la occupano!?!?

Ciò che è inquietante è la forza spropositata delle armi d'oggi e che queste armi in mano a gente senza nessuna regola potrebbe portare a qualsiasi forma di distruzione, un potere enorme per esempio nelle mani di un popolo senza nessuna etica porterebbe ad una distruzione su scala indicibile, quel popolo non potrebbe essere che un popolo senza un Dio senza libro sacro ecc. come per esempio un popolo cinese russo o chessò altro senza offendere anzi potrei sbagliarmi a prendere ad esempio ma in riferimento anche ai fatti di questi popoli quando trattano le loro questioni interne mi farebbe pensare...

Agli occhi e giudizio divino una persona o un'intera stirpe non hanno differente valore, i mezzi di distruzione di massa ci chiariscono questo fondamentale dettaglio.

Stò ipotizzando e teorizzando di modo da cercare di capire dove si potrebbe arrivare!? O sbaglio.

jaysaka lahù hkeiran.

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Assalamu aleykom wà rahmatulLàh
A.

Subhanaka alLàhumma wà bihamdik ashadùanLà ilahà ilLa Anta, astgagfiruka wà atubù ilehik.
O Signore Lodato testimonio che non c'è altro Dio che Tè , a Tè chiedo perdono e a Tè ritorno pentito.

Allàh Taala , dice: Gareggiate nel bene ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti. In verità Allah è Onnipotente.
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Ven Giu 04, 2010 4:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

caro fratello,la maggior parte dei cosidetti attacchi a mercati e luoghi pubblici sono organizzati dagli stessi governi,guarda l italia negli anni 80,cosa succedeva,diciamo ke questa fase l italia l ha appena passata,i paesi mediorientali la stanno passando,per non parlare dei media che dicono attentato in un mercato,morti dei musulmani e magari ci nascondono che quella era una zona sciita e quelli morti erano sciiti,o qadiany o altro ancora,inoltre gli attentati "suicidi" in maggioranza sono portati contro obbiettivi militari al cento per cento,contro basi della polizia,basi dell esercito o associazioni para militari,servizi segreti,partiti che appoggiano gli invasori ecc ecc,per quanto se rimane coinvolto un musulmano,credo che valga il pricnipio dell involontarietà e inchallah muore shaheed anche lui,anche se questo è un tema che andrebbe affrontato da un sapiente.

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MessaggioInviato: Ven Giu 04, 2010 5:09 pm    Oggetto: Re: bismilLàh Rispondi citando

delcorsaro ha scritto:
nel caso di un "cosiddetto" kamikaze che facendosi saltare (...) nel suo gesto non solo colpisca forze nemiche ma bensi' anche mussulmani, quali donne bambini ecc. e non solo non li uccidesse ma li lasciasse menomati tutta la vita, senza braccia gambe ecc.

Che opinione hanno i sapienti di queste operazioni .


Colpire deliberatamente dei musulmani innocenti è assolutamente proibito.

Se invece in un'operazione di guerra contro dei nemici combattenti (che sia in un'operazione di martirio ("kamikaze"), o in un'azione di guerra "convenzionale" tra due eserciti) vengono colpiti per sbaglio dei musulmani innocenti, i sapienti hanno detto che essi avranno insha'Allah lo statuto di shuhada' (martiri), senza che a chi li colpisca venga addebitato il peccato per la loro morte (a condizione che non fossero loro l'obiettivo).

delcorsaro ha scritto:
(mi sembra di capire lo facciano nelle piazze nei quartieri vicino ad alberghi case ecc.)


Attenzione a non esprimere giudizi confondendo metodi con obiettivi; un "kamikaze" potrebbe colpire dei combattenti nemici in un campo di battaglia, non necessariamente dei civili innocenti come purtoppo sentiamo a volte; ed al tempo stesso anche un'operazione militare "convenzionale" potrebbe colpire deliberatamente dei civili (ed anche di questo sentiamo parlare molto spesso).

Insomma, non è affatto vera nè accurata l'equazione "kamikaze=obiettivi civili" e "operazione militare convenzionale=obiettivi militare".

Infine, invito tutti gli utenti alla cautela nel parlare di tematiche così delicate: se il forum viene chiuso si sarà responsabili anche del fatto che decine, centinaia di musulmani perdano un importante spazio di studio, informazione e confronto.

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MessaggioInviato: Ven Giu 04, 2010 7:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

As-Salāmu `alaīkum wa-Raḥmatullāhi wa-Barakatuhu,

Chiedo scusa per la risposta un po tardiva ma il lavoro mi tiene impegnato tutta la giornata. Ringrazio voi per la vostra partecipazione e per la pacatezza che avete usato nel formulare le risposte, di cui condivido appieno i contenuti. Ho davvero poco da aggiungere, oltre ribadire quanto già espresso dal fratello `Umar, e dico: quale vantaggio potrebbe infatti esservi dall’uccisione deliberata di musulmani innocenti? Per quanto riguarda l’uccisione non premeditata di musulmani durante attacchi sferrati contro i nemici di Allāh, e contro le loro basi strategiche e militari, così come nel caso degli attacchi notturni, non v'è peccato nell’uccisione di innocenti se non possono essere distinti da altri. In un hadīth da al-Sa`b Ibn Juthāmah, riportato da Al-Bukhārī, si narra che i Compagni chiesero al Profeta circa le progenie (*) degli infedeli che muoiono durante gli attacchi notturni, quando è impossibile riconoscerli. Il Profeta (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse: (هُمْ مِنْهُمْ) “Essi sono dei loro”. Discorso analogo per quanto concerne i prigionieri e i cosiddetti “scudi umani”. Come già si accennava sopra, la maggior parte degli `ulamā’ hanno permesso l’uccisione dei prigionieri musulmani se il nemico kāfir li usa come scudi; un musulmano che sia stato ucciso è innocente, il suo conto è presso il conoscitore dell’invisibile, Allāh lo farà resuscitare nel Giorno della Resurrezione, secondo le proprie azioni, come evidenziato dall’ hadīth di Ibn `Umar:

{إِذَا أَنْزَلَ اللَّهُ بِقَوْمٍ عَذَابًا ، أَصَابَ الْعَذَابُ مَنْ كَانَ فِيهِمْ ، ثُمَّ بُعِثُوا عَلَى أَعْمَالِهِمْ}

“Se Allāh fa discendere una punizione su di un popolo, la punizione ricadrà su tutti loro, e saranno resuscitati secondo le proprie azioni” . (Sahīh al-Bukhārī, n° 7108)

E in un hadīth di Umm Salamah, si narra dell'esercito che invadrà la Ka`bah, e di coloro (tra i soldati) che giungerano nella zona desertica di essa; Allāh li farà inghiottire tutti, e non risparmierà nessuno. E il Profeta (ṣallallāhu `alaīhi wa-Sallam) disse:

{يُخْسَـفُ بِأَوَّلِـهِـمْ وَآخِرِهِـمْ ، ثُمَّ يُـبْـعَـثُـونَ عَلَـى نِيَّاتِهِـمْ}

“Saranno inghiottiti dal primo fino all’ultimo, poi risorgeranno secondo le loro intenzioni”. ( Bukhārī e Muslim concordano )

Ibn Taymīyah (raḥimahullāhu) trattò in dettaglio questo hadīth, in una fatwā circa la contesa con i tartari, nel suo Majmū`a fatāwā (n°28).

In generale, la mescolanza di coloro che dovrebbero essere uccisi con quelli che non meritano l'uccisione, non impedisce l' uccisione di tutti i presenti, se è impossibile distinguerli.

Wa-Allāhu Ta`ālā A`lam

E disse Šayḳ al-Islām ibn Taymīya (raḥimahullāhu):

(إن الأمة متفقون على أن الكفار لو تترسوا بمسلمين وخيف على المسلمين إذا لم يقتلوا فإنه يجوز أن يرميهم ونقصد الكفار، ولو لم تخف على المسلمين جاز رمي أولئك المسلمين أيضا في أحد قولي العلماء).

"La Ummah concorda che quando i kuffār prendono i musulmani come scudi umani, e si teme (la sconfitta) per i musulmani, anche nel caso in cui non uccidano, è consentito colpirli, avendo come mira i kuffār. Secondo alcuni `Ulamā' è altresì consentito colpirli, anche nel caso in cui essi non minaccino i musulmani."

(*) Uso quì la parola "progenie" volendo tradurre la parola araba "dharārīyu" (ذَرَارِيُّ pl. di ذُرِّية) in riferimento ai più innocenti: ossia donne e bambini.


L'ultima modifica di AsSiqilli il Sab Giu 05, 2010 2:05 am, modificato 1 volta
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Ibrahim al-Youtubi
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Residenza: la genova che conta

MessaggioInviato: Sab Giu 05, 2010 1:38 am    Oggetto: Rispondi citando

anche se esistono EFFETTIVAMENTE dei fuori di testa che si fanno saltare in aria magari nelle piazze e nei centri di paesi musulmani,esempio gli attentati di casablanca,dove uccidono musulmani,magari solo perchè si trovavano in un bar o in un posto poco raccomandabile,e questo non giustifica l uccisione di nessun musulmano,e sinceramente io sono dell idea che se possibile i civili,siano essi kuffar o meno,andrebbero lasciati stare,gli autobus e i treni servono a portare lavoratori,donne,vecchie bambini a fare le loro cose,se i kuffar non hanno pietà per i nostri civili,questo non significa che noi dobbiamo essere uguali a loro,e che il fine giustifica i mezzi.gli hadith e il corano parlano chiaro riguardo al fatto che sia proibito colpire i civili inermi,e poi non mi sembra il caso di arrampicarsi sugli specchi trovando scuse,come:loro votano quindi sono combattenti.il jihad con i civili dovrebbe essere la dawah.e bisogna essere duri coi kuffar e concilianti con i musulmani e onesti con tutti. sinceramente finche un non musulmano non entra a far parte di un esercito che combatte i musulmani ed è tranquillo a casa sua perche dev essere ammazzato come un cane?del resto questi episodi rappresentano solo una triste minoranza.per il resto i mujhaedeen quelli veri non toccano altri che gli oppressori.

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"la salafia,assieme alla coca cola e all happy meal è il prodotto della globalizazzione capitalistica statunitense"

"la salafia è una multinazionale capitalistica con sede a ryadh e i maggiori azionisti negli stati uniti e israele"

"mc donald ha ronald mc donald come mascotte,la salafia ha al albani e ibn baz......

salafia im lovin it!!"
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