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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Conversione in punto di morte

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
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Inviato: Mer Set 23, 2020 3:07 am    Oggetto: Ads

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Iubelo
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MessaggioInviato: Gio Giu 18, 2009 11:32 pm    Oggetto: Conversione in punto di morte Rispondi citando

Ciao,vorrei sapere se l'Islam accetta convertiti in punto di morte.
Ovvero,se Tizio sa che tra un'ora sarà morto e sa che con ogni probabilità se vivesse NON sarebbe un Mussulmano praticante,ma non vuole morire "cristiano"perchè crede nell'unicità di Dio e gli piace vagamente e superficialmente l'Islam;in questo caso,potrebbe convertirsi?Prevale l'atteggiamento"Lasciamo che sia Dio a giudicare se è sincero o meno"oppure l'atteggiamento"Il tipo è chiaramente non intenzionato ad essere osservante ancora prima di convertirsi!Sarebbe sbagliato per noi accettare un simile peccatore nell'Islam!"
Grazie.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2009 2:16 am    Oggetto: Rispondi citando

Ciao Iubelo.

Per quanto riguarda l'atteggiamente che prevalga nell'Islam, certamente il primo dei due: è estranea alla natura dell'Islam l'inquisizione ed il sospetto nei confronti delle idee e delle credenze altrui. Se una persona si dichiara musulmana, va' trattato e considerato musulmano; sarà poi Dio a giudicare sulle sue intenzioni.

Durante una battaglia, un Compagno del Profeta (Iddio sia soddisfatto di lui) ebbe la meglio sul suo avversario e poco prima di finirlo, questi pronunciò la testimonianza di fede nell'Islam, proprio poco prima di essere ucciso.

Venuto a sapere di ciò, il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) si arrabbiò molto con questo compagno, che si giustificò affermando di essere pressocché certo che quella persona avesse testimoniato la professione di fede solo per aver salva la vita. Il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) gli chiese allora "forse gli hai aperto il cuore" per vedere se era sincero o meno?

Questo è l'atteggiamento: il musulmano è chi esteriormente si sottomette a Dio ed ai suoi ordini.
Se oltre a "muslim" (sottomesso), è anche "mu'min" (credente), lo sa Dio.

Questo per l'atteggiamento della comunità dei musulmani; quanto all'idea di convertirsi con la certezza di non essere mai un musulmano praticante, beh.. mai escludere niente. ;-)

'umar andrea

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Iubelo
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MessaggioInviato: Ven Giu 19, 2009 9:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie della risposta!E' proprio così che deve essere,infatti.Invece,per l'Ebraismo è il contrario:ti puoi convertire solo dopo che tre rabbini hanno deciso che,secondo loro,una volta ebreo,rispetterai TUTTI i precetti(che sono molti di più che nell'Islam!).
Trovo quest'ultimo,un atteggiamento inconcepibile,oltre che per la su a crudeltà,anche perchè sottolinea ancora una volta che,per loro,è più importante che il candidato alla conversione sia accettato da e tra un consesso umano piuttosto che da Dio....
Prova ne sia il fatto che nell'Islam uno può diventare mussulmano anche se è da solo su un'isola deserta,recitando la Shahada nel suo cuore,con Dio che lo ascolta.Nel Cristianesimo è lo stesso:basta accettare Gesù come proprio "salvatore"nel proprio cuore(non chiedetemi come fanno,perchè non l'ho mai capito).Per gli Ebrei,invece,prevale l'entrare in un consesso di uomini ed essere da loro accettato.
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stefra
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 7:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Scusami 'Umar Andrea.

Ma in virtù di quello scritto sopra, come mai allora se un non islamico deve sposare una donna islamica deve andare in moschea a farsi dare un certificato, o in alcuni casi (mi sembra di aver letto) devi dimostrare di conoscere dei versi del Sacro Corano a memoria?

Sono dei casi diversi?

NB: specifico che non ho fatto questa domanda con polemica ma solo con voglia di capire!
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 8:12 am    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Scusami 'Umar Andrea.

Ma in virtù di quello scritto sopra, come mai allora se un non islamico deve sposare una donna islamica deve andare in moschea a farsi dare un certificato, o in alcuni casi (mi sembra di aver letto) devi dimostrare di conoscere dei versi del Sacro Corano a memoria?

Sono dei casi diversi?

NB: specifico che non ho fatto questa domanda con polemica ma solo con voglia di capire!


Certo Stefano, che sono casi diversi.... uno è religione, l'altro è burocrazia! :- ) più distinti di così!

Cmq... battuta a parte, credo che questo modus operandi sia stato introdotto per evitare che la gente prenda poco in considerazione il divieto per una donna musulmana di sposare un uomo non-musulmano.
NOn che questo abbia "fermato" in qualche modo chi era intenzionato a fare cmq il proprio comodo..... però, almeno in alcuni casi, si è rivelato utile....

.
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stefra
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 8:31 am    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:
....

Certo Stefano, che sono casi diversi.... uno è religione, l'altro è burocrazia! :- ) più distinti di così!

:-)) Ricevuto...
E' chiaro che non intendevo questa diversità... dai Maria, concedimelo... :-)))))
Perchè anche per l'ebraismo, il rito che è stato riportato, serve solo per entrare nella "vita sociale" ebraica. Nulla di verso quindi dal "certificato" richiesto dall'Islam.
La sottomissione alla Legge basta ( e io aggiungo "e avanza", visto il grande numero di pesi che devono portare...) al pio ebreo per essere gradito a Dio.

Citazione:

Cmq... battuta a parte, credo che questo modus operandi sia stato introdotto per evitare che la gente prenda poco in considerazione il divieto per una donna musulmana di sposare un uomo non-musulmano.
.....


Non vorrei ricadere nell'esempio che non c'entra nulla, e quindi ti prego di correggermi se così fosse, ma l'appartenenza all'Islam è indispensabile anche per arrivare alla Mecca. Quindi penso che sia riduttivo limitare al matrimonio la ricerca della certezza della fede islamica nella persona che hai davanti.
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 8:59 am    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
maria ha scritto:
....

Certo Stefano, che sono casi diversi.... uno è religione, l'altro è burocrazia! :- ) più distinti di così!

:-)) Ricevuto...
E' chiaro che non intendevo questa diversità... dai Maria, concedimelo... :-))))).


Ihihihih.... vabbè .... :- )



stefra ha scritto:

Non vorrei ricadere nell'esempio che non c'entra nulla, e quindi ti prego di correggermi se così fosse, ma l'appartenenza all'Islam è indispensabile anche per arrivare alla Mecca. Quindi penso che sia riduttivo limitare al matrimonio la ricerca della certezza della fede islamica nella persona che hai davanti.


Si... sempre di burocrazia si tratta. E anche di un voler tenere lontani eventuali "curiosi" da ciò che per noi è sacro..... te lo immaggini i turisti giapponesi intorno alla ka'ba o il pulmino dei tedeschi che scendono a fare un giro sul monte arafat.... no, guarda... il mio cuore non lo sopporterebbe......

Dal punto di vista "dell'appariscenza", tieni anche conto del fatto che effettivamente l'Islam è un rincorrersi di "interiore ed esteriore"..... come dissi già ad un altro fratello "hai provato mai a camminare solo con la gamba sinistra e lasciare a casa la destra?"

avere fede nel cuore, ma andare in giro con i jeans attllati e strappati e la chioma al vento?

andare in giro con il burqa, ma non fare neanche una preghiera?

non sono cose compatibili nell'Islam..... ciò che c'è dentro deve andare di pari passo con quello che c'è fuori.....

wa Allahu Alam.

Maria Amatullah.
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stefra
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 9:14 am    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:
...

Dal punto di vista "dell'appariscenza", tieni anche conto del fatto che effettivamente l'Islam è un rincorrersi di "interiore ed esteriore"..... come dissi già ad un altro fratello "hai provato mai a camminare solo con la gamba sinistra e lasciare a casa la destra?"
....
non sono cose compatibili nell'Islam..... ciò che c'è dentro deve andare di pari passo con quello che c'è fuori.....

wa Allahu Alam.

Maria Amatullah.


Posso dirti con certezza che non sono prerogative esclusive dell'Islam, ma di ogni buon credente timoroso di Dio.
Ho quattro figli, il più piccolo ha 15 anni. Un giorno portandolo a comprare qualcosa avevo visto un paio di pantaloni con un taglio alle ginocchia. Visto dove il taglio era posizionato gli ho chiesto se lo voleva, la sua risposta è stata: papà, come potrei parlare del Signore con i miei amici e andare in giro con pantaloni comprati strappati? Va bene se sono strappati perchè non ne ho altri, ma comprarli strappati no, papà, grazie.

Sono diventato un pizzico...

Però, cara Maria, vedo con molta eleganza non hai approfondito le risposte... ;-) o forse, più probabile, non ho capito io le tue risposte...
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muhammad mahmoud
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 9:22 am    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Scusami 'Umar Andrea.

Ma in virtù di quello scritto sopra, come mai allora se un non islamico deve sposare una donna islamica deve andare in moschea a farsi dare un certificato, o in alcuni casi (mi sembra di aver letto) devi dimostrare di conoscere dei versi del Sacro Corano a memoria?

Sono dei casi diversi?

NB: specifico che non ho fatto questa domanda con polemica ma solo con voglia di capire!


assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatu

caro fratello Stefano

sono casi diversi; non bisogna confondere il rapporto diretto che il musulmano ha nei confronti di Dio con il rapporto che l'uomo ha nei confronti di un altro uomo.

se, come nell'esempio di cui sopra, sono su di un'isola deserta e pronuncio la shaada divento musulmano; se in punto di morte pronuncio la shaada, sono musulmano (rapporto diretto uomo - Dio)

ma se, come nel mio caso, sono un uomo ritornato all'islam e voglio sposare una donna musulmana come posso dimostrare agli uomini che sono musulmano, avendo, tra l'altro, un cognome piemontese e un nome cristiano sui miei documenti?

ecco la necessità burocratica umana (pienamente d'accordo con la sorella Maria) di ottenere un certificato di conversione che attesti il mio essere musulmano. Questo problema si pone sia per il matrimonio sia per il pellegrinaggio alla Mecca.

sempre nel caso mio specifico, ho ottenuto questo certificato in Marocco: come? sono stato da un "adul" e davanti a due uomini musulmani adulti ho rifatto la shaada, ho dimostrato di conoscere i 5 pilastri dell'islam, ho dimostrato di conoscere la sura aprente e qualche altra sura e ho comunicato il mio nome islamico. Mi è stato richiesto il passaporto, delle fotografie, l'occupazione e dopo 3 giorni e pagando 300 dirhams marocchini, ho ritirato il mio certificato.

sempre all'estero, in Paesi musulmani, quando volevo entrare in moschea,
spesso sono stato fermato all'entrata perchè scambiato per turista (anche se avevo il capo coperto e magari anche il "kamis" o la "gandura") visto il mio aspetto; tuttavia, dicendo in arabo che ero musulmano e magari dicendo anche la shaada, ho avuto libero accesso alla moschea senza necessità di esibire alcun certificato.

un caro saluto

muhammad (malikita)
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stefra
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 9:54 am    Oggetto: Rispondi citando

muhammad mahmoud ha scritto:


...

un caro saluto

muhammad (malikita)


Caro Muhammad.

Più approfondisco la mia conoscenza è più rimango ammirato dalla delicatezza e dalla bellezza di alcuni (quelli chiaramente che al momento ho approfondito) precetti e "regole" (passatemi il termine, non so come altro dire...) dell'Islam e purtroppo vedo che cambiano i credo, ma i problemi sono sempre gli stessi per chi ha una fede nel cuore.
Di fronte all'esempio del matrimonio potrei dirti: " e perchè mai devo dimostrare la mia fede? Io la proclamo con la mia rettitudine e la mia compagna, se mi sta sposando, sa se cammino per una retta via o meno.
Il dover giustificare agli uomini l'appartenenza alla propria fede, pur se capisco le buone intenzioni, è per me fonte di amarezza. Io ho Dio nel cuore e doverlo dimostrare è per me fonte di umiliazione. Però capisco la burocrazia e la "gelosia" della propria fede.
Grazie per i chiarimenti
Stefano
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muhammad mahmoud
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MessaggioInviato: Sab Giu 20, 2009 10:28 am    Oggetto: Rispondi citando

assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatu

caro Stefano

la questione del certificato di conversione è piuttosto recente; ti parlo quantomeno dei 2 Paesi arabi che conosco meglio: Tunisia e Marocco.
In questi Paesi fino a una sessantina di anni fa non esisteva l'anagrafe e quindi sicuramente per la validità di un matrimonio "religioso" non era necessario nessun certificato ma tutto si basava sulla conoscenza delle persone. Le necessità burocratiche attuali hanno imposto queste carte, tutto qui.

Quando tornai all'islam l'anno scorso in Tunisia l'imam della moschea dove pronunciai la shaada mi disse che davanti a Dio ero musulmano e questo solo contava. Di certo, inchallah, quando ci troveremo davanti a Lui
non dovremo presentare certificati! ;)

(sia in Tunisia sia in Marocco, ho conosciuto persone che sulla carta d'identità avevano segnata una data di nascita che però non era reale ma solo presunta non esistendo, come ho detto, l'anagrafe al momento della loro nascita)

muhammad (malikita)
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Dom Giu 21, 2009 6:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Stefano,

credo di essere io a non aver capito le tue domande..... ti chiedo scusa, ma fino a che non mi tolgo di dosso stò trasloco, credo che il cervello lavorerà ad un solo cilindro......

ok... mi rispieghi perfavore???? graaaaaazie!
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stefra
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MessaggioInviato: Lun Giu 22, 2009 7:49 am    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Maria
Non voglio distrarti dai tuoi impegni. Il fratello Muhammad ha risolto i miei dubbi.

Comunque la mia perplessità verteva sul punto che purtroppo bisogna sempre dimostrare "burocraticamente" quello che abbiamo nel cuore. Quello che ancora non mi va giù, ma questo è purtroppo una prassi comune nei vari credo religiosi, è che basta pochissimo per avere "attestati" che dichiarano la nostra fede in Dio. Trovo per esempio assurdo che anche nelle chiese evangeliche, quando si vuole entrare nella comunità, basta una lettera della chiesa di provenienza oppure portare pubblicamente la propria "testimonianza di conversione" pubblicamente.
Io credo che l'appartenenza ad una fede sia da dimostrare con la propria vita, con il proprio modus operandi, con la luce che rispecchi quando cammini. E se questo limita l'adesione al gruppo ben venga! Poichè non dimentichiamoci che satana si veste anche da angelo di luce per ingannarci.
Mi raccontava un missionario che durante la guerra in Serbia alcuni si erano rinchiusi dentro una chiesa a pregare. Entrarono due militari armati e gridarono, armi in pugno, che tutti quelli che non erano cristiani dovevano uscire. Ne uscirono un pochino, poi rigridarono ancora più forte brandendo i mitra, e altri ne uscirono, alla fine, rimasti quattro o cinque soli in chiesa, posarono i mitra e dissero:bene, adesso possiamo pregare.

Ecco. Io penso che la burocrazia applicata alla fede possa portare a questo. Fedeli di fatto e non di cuore.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Lug 07, 2009 9:52 am    Oggetto: Rispondi citando

stefra ha scritto:
Scusami 'Umar Andrea.

Ma in virtù di quello scritto sopra, come mai allora se un non islamico deve sposare una donna islamica deve andare in moschea a farsi dare un certificato, o in alcuni casi (mi sembra di aver letto) devi dimostrare di conoscere dei versi del Sacro Corano a memoria?

Sono dei casi diversi?

NB: specifico che non ho fatto questa domanda con polemica ma solo con voglia di capire!

(...)

Comunque la mia perplessità verteva sul punto che purtroppo bisogna sempre dimostrare "burocraticamente" quello che abbiamo nel cuore. Quello che ancora non mi va giù, ma questo è purtroppo una prassi comune nei vari credo religiosi, è che basta pochissimo per avere "attestati" che dichiarano la nostra fede in Dio. Trovo per esempio assurdo che anche nelle chiese evangeliche, quando si vuole entrare nella comunità, basta una lettera della chiesa di provenienza oppure portare pubblicamente la propria "testimonianza di conversione" pubblicamente.
Io credo che l'appartenenza ad una fede sia da dimostrare con la propria vita, con il proprio modus operandi, con la luce che rispecchi quando cammini. E se questo limita l'adesione al gruppo ben venga! Poichè non dimentichiamoci che satana si veste anche da angelo di luce per ingannarci.

(...)

Ecco. Io penso che la burocrazia applicata alla fede possa portare a questo. Fedeli di fatto e non di cuore.


Il punto è che in nessun testo di giurisprudenza mi risulta siano richiesti "certificati di conversione" o bruschi "interrogatori"; queste sono misure stabiliti dai moderni Stati-nazione per ragioni burocratiche; per cui, è da chiedere a loro il motivo; l'Islam in sé non stabilisce nulla del genere: niente scartoffie, documenti, certificati..

Quindi, questa è una prassi della burocrazia (impostata su schemi e forme mutuate dai moderni Stati-nazione europei) degli attuali Stati-nazione che ben poco hanno di islamico; non è assolutamente qualcosa di legato all'Islam come credo, fede e religione, e neanche come giurisprudenza islamica.

P.S.: Si dice "musulmano", non "islamico", quando è un nome; "islamico" è un aggettivo.

'umar andrea

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stefra
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MessaggioInviato: Mar Lug 07, 2009 10:36 am    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

...Il punto è che in nessun testo di giurisprudenza mi risulta siano richiesti "certificati di conversione" o bruschi "interrogatori";
(...)

P.S.: Si dice "musulmano", non "islamico", quando è un nome; "islamico" è un aggettivo.

'umar andrea


Recepito. Tutto.

E' bello rileggerti.
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