Indice del forum Informazioni sull'Islam
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 

a proposito della testimonianza di fede

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Ads






Inviato: Dom Lug 12, 2020 11:55 am    Oggetto: Ads

Top
prontola
Affezionatissimo
Affezionatissimo


Registrato: 24/01/09 23:06
Messaggi: 76
Residenza: napoli

MessaggioInviato: Lun Apr 20, 2009 4:40 pm    Oggetto: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

salve a tutti,partendo dallo studio dei 5 pilastri dell islam ed in particolare del 1 pilastro:la testimonianza di fede islamica.mi chiedevo che valore ha tale dichiarazione, o meglio perche si dice abbia valore dichiarativo e non gia costitutivo?e perche se ha valore dichiarativo occorre pronunciarla in presenza di 2 testimoni musulmani per entrar a far parte della ummah?cioe se e necessatio per accedere alla comunita islamica ed ai riti connessi qual'è la ragione per cui non ha valore costitutivo?grazie per la evenutale risposta,,

in che momenti della giornata e pronunciata la shahada?perche si parla di due testimonianze?e cosa implicano?e ancora è o no un atto formale?grazie grazie grazie,,

ps..nn sapevo in quale sezione postare la domanda..

_________________
francesca
Top
Profilo Invia messaggio privato
NADIA R.
Disattivato
Disattivato


Registrato: 19/01/09 15:51
Messaggi: 799

MessaggioInviato: Mar Apr 21, 2009 10:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

cara francesca

per quello che so io ti posso dire che la testimonianza prende valore dal momento che la si pronuncia con la credenza, in quanto si testimonia davanti a Dio.
Normalmente la testimonianza si fà davanti a dei testimoni in quanto con essa entri nella comunità islamica, per cui tutti devono sapere che sei diventato musulmano.

Se qualcuno fà la testimonianza senza crederci, non ha nessun valore:
l'importante è la credenza e la convinzione.

Provo a rispondere alle tue domande:
andando nel vocabolario a cercare le parole "dichiarativo" e "costitutivo", io penso che la testimonianza fatta con l'intenzione, in qualsiasi caso abbia valore costitutivo.

Citazione:
in che momenti della giornata e pronunciata la shahada?

in qualsiasi momento della giornata.

Citazione:
è o no un atto formale?

dipende cosa intendi per atto formale:
davanti a Dio è moooolto formale, perchè è a Lui che dobbiamo rendere conto.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Mer Apr 22, 2009 10:36 am    Oggetto: Rispondi citando

as-salam alaykum


L'ultima modifica di letigiò il Mer Apr 22, 2009 11:02 am, modificato 1 volta
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Mer Apr 22, 2009 11:01 am    Oggetto: Rispondi citando

as-salam alaykum

Io sapevo che non ha valore costitutivo nel senso che è con la pratica che si è musulmani, non solo con la testimonianza di fede. Per cui, pronunciando con convinzione la shahada si dichiara di essere nell'Islam (quindi ha valore dichiarativo), ma praticando si è davvero mussulmani e direi che si acquisisce una visione islamica della vita. Ecco che in questo senso la shahada non basta.
Per quanto riguarda la formalità, quando è pronunciata di fronte a 2 testimoni diventa un atto formale (prchè conosciuto e ufficiale). Ciò non toglie comunque valore alla "pronuncia solitaria", dato che Allah (SWT) vede e sente tutto e conosce le nostre intenzioni.

Spero di non aver sbagliato, ma mi sembrava di aver letto qualcosa in merito. Provo a fare una ricerchina, perchè adesso non lo ricordo.
Scusate il doppio messaggio, ma ho avuto i miei soliti problemi col pc :mrgreen:
Un saluto,
Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
prontola
Affezionatissimo
Affezionatissimo


Registrato: 24/01/09 23:06
Messaggi: 76
Residenza: napoli

MessaggioInviato: Mer Apr 22, 2009 12:21 pm    Oggetto: x letigio' Rispondi citando

ho fatto una ricerca.nel sito
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

viene confermato il carratere dichiarativo e non gia' costitutivo della testimonianza di fede..

_________________
francesca
Top
Profilo Invia messaggio privato
delcorsaro
Bannato
Bannato


Registrato: 16/12/07 18:57
Messaggi: 444

MessaggioInviato: Mer Apr 22, 2009 5:46 pm    Oggetto: bismilLàh: Rispondi citando

Assalamu aleykom ripil primo articolo di fede per mettere a fuoco il primo aspetto della SHAHADA ovvero la testimonianza di fede:

Il tawhid, ovvero la fede in un unico Dio, ha tre aspetti:
1) Tawhid ar Rububiyya. L'unicità della Signoria di Allah, credere che c'è solo un Signore per tutto l'Universo, il suo
Creatore, Organizzatore e Benefattore.
2) Tawhid al Uluhiyya. L'Unicità della devozione ad Allah, credere che nessuno oltre ad Allah abbia il diritto di essere adorato (ad esempio pregandolo, invocandolo, sup-plicando aiuto, offrendogli sacrifici o digiunando in sua gloria).
3) Tawhid al Asma wa Sifat. Unicità dei Nomi e degli attributi di Allah. Ossia credere che non dobbiamo nominare o qualificare Allah se non con i nomi e le qualità che Egli o il Suo Messaggero ci hanno trasmesso ed inoltre credere che nessun altro possa essere nomi-
nato o qualificato con i nomi o gli attributi di Allah (ad esempio Al Karim). Noi dobbiamo accettare tutto degli attributi di Allah, da Lui rivelati nel Sacro Libro (Il Corano) o che sono stati menzionati tramite il suo Messaggero, Muhammad senza cambiarli od ometterli, oppure alterarne completamente i significati o riferirli a qualsiasi altra cosa creata. I tre aspetti del tawhid sono racchiusi nel significato di "La ilaha illa Allah".

A Dio non è possibile contrapporre in alcun modo un principio del Male perché questo porterebbe a una concezione dualistica del mondo. Nell'Islam, che è assolutamente monistico lo spazio riservato al Maligno (Shaytān, Iblīs) è estremamente ridotto e quasi insignificante e la stessa natura "di fuoco" del diavolo non è neppure assimilabile a quella "di luce" degli angeli. Il Bene è Dio e la Sua la Volontà e il Male la negazione di Dio e il disubbidirgli. Il credente (mu’min) deve essere pertanto un muslim", ovvero un sottomesso assoluto al comando di Dio.

_________________
Assalamu aleykom wà rahmatulLàh
A.

Subhanaka alLàhumma wà bihamdik ashadùanLà ilahà ilLa Anta, astgagfiruka wà atubù ilehik.
O Signore Lodato testimonio che non c'è altro Dio che Tè , a Tè chiedo perdono e a Tè ritorno pentito.

Allàh Taala , dice: Gareggiate nel bene ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti. In verità Allah è Onnipotente.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Sufi Aqa
Amministratore - خادم
Amministratore - خادم


Registrato: 29/03/07 21:20
Messaggi: 14959
Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Gio Apr 23, 2009 3:00 am    Oggetto: Re: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

prontola ha scritto:
salve a tutti,partendo dallo studio dei 5 pilastri dell islam ed in particolare del 1 pilastro:la testimonianza di fede islamica.mi chiedevo che valore ha tale dichiarazione, o meglio perche si dice abbia valore dichiarativo e non gia costitutivo?e perche se ha valore dichiarativo occorre pronunciarla in presenza di 2 testimoni musulmani per entrar a far parte della ummah?cioe se e necessatio per accedere alla comunita islamica ed ai riti connessi qual'è la ragione per cui non ha valore costitutivo?grazie per la evenutale risposta,,

in che momenti della giornata e pronunciata la shahada?perche si parla di due testimonianze?e cosa implicano?e ancora è o no un atto formale?grazie grazie grazie,,

ps..nn sapevo in quale sezione postare la domanda..


Siccome "valore dichiarativo" e "valore costitutivo" sono categorie giuridiche proprie di un altro contesto, non so quanto possano essere facilmente utilizzabili in ambito islamica, senza prima chiarire la terminologia, il significato e la valenza di queste "categorizzazioni".

Pace su chi segue la Retta Guida,
'umar andrea

_________________

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Blog in italiano:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
prontola
Affezionatissimo
Affezionatissimo


Registrato: 24/01/09 23:06
Messaggi: 76
Residenza: napoli

MessaggioInviato: Gio Apr 23, 2009 3:04 am    Oggetto: Rispondi citando

salve umar,,ripeto ho sentito quanto riportato nel sito
Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

ed essendo abituata ad attribuire un significato giuridicamente preciso a questi termini mi chiedevo cosa si intendesse con riguardo alla shahada per dichiarazione testimoniale verbale a carattere dichiarativo,,

_________________
francesca
Top
Profilo Invia messaggio privato
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Gio Apr 23, 2009 1:14 pm    Oggetto: Re: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

Siccome "valore dichiarativo" e "valore costitutivo" sono categorie giuridiche proprie di un altro contesto, non so quanto possano essere facilmente utilizzabili in ambito islamica, senza prima chiarire la terminologia, il significato e la valenza di queste "categorizzazioni".

Pace su chi segue la Retta Guida,
'umar andrea


As-salam alaykum,
è vero che sono proprie di un altro contesto, ma perchè non attribuirle per analogia anche a quello islamico? Le dichiarazioni sono intese come "atti diretti a comunicare ad altri il proprio pensiero" (dall'odioso manuale di diritto privato di Torrente e Schlesinger), ed è quanto avviene con la pronuncia della shahada in pubblico. Quindi, se la shahada è pronunciata di fronte a testimoni ha già per questo una valenza giuridica, nel senso che così con questo atto è attribuito un particolare status al soggetto che compie l'azione in presenza della ummah (che potremmo intendere come un'ordinamento a sè, regolato da principi e leggi proprie).
Io l'analogia ce la vedo, per cui mi nasce spontaneo chiedermi che valore abbia quel tipo di dichiarazione all'interno della comunità di riferimento: dichiarativo o costitutivo? Il diritto vive in ogni contesto in cui ci sia più di una persona, quindi anche all'interno della ummah: questi concetti (es. quello di dichiarazione, di atto...) sono universali e non da legare a realtà statali.

Un saluto,
Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Gio Apr 23, 2009 1:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

As alam alaykum

no un attimo riflettendoci rettifico la prima parte della mia risposta: non sono categorie proprie di un altro contesto, ma categorie proprie di ogni contesto giuridico. Essendo quello islamico anche un contesto giuridico, nel senso che la nostra comunità è regolata da norme ben precise in tutti i campi, sono attribuibili anche al nostro caso.

:D Ora mi torna di più :D

Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Sufi Aqa
Amministratore - خادم
Amministratore - خادم


Registrato: 29/03/07 21:20
Messaggi: 14959
Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 2:57 am    Oggetto: Re: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

letigiò ha scritto:
'Umar Andrea ha scritto:

Siccome "valore dichiarativo" e "valore costitutivo" sono categorie giuridiche proprie di un altro contesto, non so quanto possano essere facilmente utilizzabili in ambito islamica, senza prima chiarire la terminologia, il significato e la valenza di queste "categorizzazioni".

Pace su chi segue la Retta Guida,
'umar andrea


As-salam alaykum,
è vero che sono proprie di un altro contesto, ma perchè non attribuirle per analogia anche a quello islamico? Le dichiarazioni sono intese come "atti diretti a comunicare ad altri il proprio pensiero" (dall'odioso manuale di diritto privato di Torrente e Schlesinger), ed è quanto avviene con la pronuncia della shahada in pubblico. Quindi, se la shahada è pronunciata di fronte a testimoni ha già per questo una valenza giuridica, nel senso che così con questo atto è attribuito un particolare status al soggetto che compie l'azione in presenza della ummah (che potremmo intendere come un'ordinamento a sè, regolato da principi e leggi proprie).
Io l'analogia ce la vedo, per cui mi nasce spontaneo chiedermi che valore abbia quel tipo di dichiarazione all'interno della comunità di riferimento: dichiarativo o costitutivo? Il diritto vive in ogni contesto in cui ci sia più di una persona, quindi anche all'interno della ummah: questi concetti (es. quello di dichiarazione, di atto...) sono universali e non da legare a realtà statali.

Un saluto,
Amal


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Beh, non volevo dire che "non si possono utilizzare" in ambito islamico per il fatto di essere concetti propri di un determinato concetto, volevo solo che si desse una più chiara definizione e contestualizzazione, in modo da poter cercare di rispondere in una maniera che non fosse suscettibile di essere influenzata da altre possibili definizioni!

Detto questo, non esistono concetti e definizioni "universali", tutto è culturalmente e socialmente determinato, checché un certo giusnaturalismo voglia far apparire. ;-)

'umar andrea

_________________

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Blog in italiano:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 1:19 pm    Oggetto: Re: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:


Detto questo, non esistono concetti e definizioni "universali", tutto è culturalmente e socialmente determinato, checché un certo giusnaturalismo voglia far apparire. ;-)

'umar andrea


As-salam alaykum,

che alcuni aspetti del giusnaturalismo, o almeno alcune correnti di pensiero al suo interno, siano da prendere e buttare siamo d'accordo.
Ritengo però che osservando la storia del diritto si noti come certe categorie tornino sempre, non tanto perchè siano socialmente determinate tramite un accordo, quanto perchè insite nella natura umana (e in quanto tali, perchè Dio stesso ha stabilito che fossimo così).
Ovvero, ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad una qualsiasi relazione tra due o più persone, ci sono comportamenti da mettere in atto ritenuti universalmente corretti :

es. c'è accordo che ha forza di legge tra due parti se si è manifestata un dichiarazione di volontà, se c'è consenso.
Andiamo al diritto islamico: il matrimonio (che è un contratto, in fin dei conti, o almeno come contratto è inteso nell'Islam) tra due soggetti è valido se c'è consenso da parte dell'uomo e da parte del wali ( e della donna, insomma).

E gli esempi sono innumerevoli, guarda il diritto romano e fai una comparazione col diritto civile attuale. Non credo che alcuni istituti possano essere stravolti o regolati in altra maniera.
Che nel corso dei secoli, di fondo, siano rimasti quasi immutati lo dimostra.

Potrei dire che non tutto è universalmente riconosciuto, ma non tutto è socialmente determinato, checchè un certo giuspositivismo voglia far credere :wink:
Fondamentalmente, la via di mezzo è sempre la migliore :D

Salam
Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Sufi Aqa
Amministratore - خادم
Amministratore - خادم


Registrato: 29/03/07 21:20
Messaggi: 14959
Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 8:51 pm    Oggetto: Re: a proposito della testimonianza di fede Rispondi citando

letigiò ha scritto:
'Umar Andrea ha scritto:


Detto questo, non esistono concetti e definizioni "universali", tutto è culturalmente e socialmente determinato, checché un certo giusnaturalismo voglia far apparire. ;-)

'umar andrea


As-salam alaykum,

che alcuni aspetti del giusnaturalismo, o almeno alcune correnti di pensiero al suo interno, siano da prendere e buttare siamo d'accordo.
Ritengo però che osservando la storia del diritto si noti come certe categorie tornino sempre, non tanto perchè siano socialmente determinate tramite un accordo, quanto perchè insite nella natura umana (e in quanto tali, perchè Dio stesso ha stabilito che fossimo così).
Ovvero, ogni qualvolta ci si trovi di fronte ad una qualsiasi relazione tra due o più persone, ci sono comportamenti da mettere in atto ritenuti universalmente corretti :

es. c'è accordo che ha forza di legge tra due parti se si è manifestata un dichiarazione di volontà, se c'è consenso.
Andiamo al diritto islamico: il matrimonio (che è un contratto, in fin dei conti, o almeno come contratto è inteso nell'Islam) tra due soggetti è valido se c'è consenso da parte dell'uomo e da parte del wali ( e della donna, insomma).

E gli esempi sono innumerevoli, guarda il diritto romano e fai una comparazione col diritto civile attuale. Non credo che alcuni istituti possano essere stravolti o regolati in altra maniera.
Che nel corso dei secoli, di fondo, siano rimasti quasi immutati lo dimostra.

Potrei dire che non tutto è universalmente riconosciuto, ma non tutto è socialmente determinato, checchè un certo giuspositivismo voglia far credere :wink:
Fondamentalmente, la via di mezzo è sempre la migliore :D

Salam
Amal


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Guardiamoci attorno, i diversi popoli e culture (almeno prima dell'omologazione occidentale planetaria) hanno concetti completamente diversi riguardo cose come "vita", "persona", "anima", "famiglia", "individuo", "autorità", "malattia", "corpo"... come possiamo credere che abbiano le stesse categorie giuridiche?

Sì, qualche volta possiamo attribuire (calare..) le nostre categorie giuridiche -con le radici nel diritto romano e successive integrazioni umanistico-liberali et cetera) ad altri contesti, ma non di meno, queste categorie rimangono categorie nate e sviluppatesi in un determinato contesto, che rispondono in maniera peculiare e particolare alle sfide ed ai problemi di questo determinato contesto, nella peculiare maniera in cui cervelli culturalmente e socialmente impostati in un certo modo hanno pensato, concepito e risolto i suddetti problemi. E quindi l'adattabilità a contesti altri sarà sempre abbastanza precaria.
D'altra parte, nelle parole di un antropologo di cui non ricordo il nome (è stato diversi esami fa), i "nostri" concetti sono la nostra "cassetta degli attrezzi": volenti o nolenti, è questa che dobbiamo utilizzare, ma sempre con la consapevolezza della sua origine culturalmente/socialmente determinata, e sempre con la cognizione che l'attività ermeneutico/interpretativa comporta grandi sforzi ed è sempre assolutamente precaria, mai completamente definitiva.

Ma chiaramente, questo è tutto un altro discorso, e non vorrei divagare troppo..

'umar andrea

_________________

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Blog in italiano:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Sab Apr 25, 2009 11:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

As-salam alaykum,

Consideriamo la farina: la farina in Irlanda, in Spagna, in Afghanistan, in Iran, in Sudan...e nel resto del mondo , sarà sempre considerata farina.
L'italiano la userà per fare la pasta o la pizza ( :D possibilmente accompagnandosi con un mandolino :mrgreen: ) , un arabo per i suoi pani tipici, uno spagnolo per le tortillas di farina bianca (questa l'ho cercata con google, non me ne veniva più una :wink: ) e via dicendo. Ognuno userà lo stesso prodotto di base per preparazioni diverse, determinate dall'ambiente in cui si trova.

La stessa cosa quando si parla di diritto:
in qualsiasi parte del mondo ci saranno sempre uomini e donne che desidereranno formare una famiglia. Sarà allora necessario regolare per il bene di entrambi e degli eventuali figli la loro unione.
Allo stesso modo, ci saranno sempre individui che necessitano della collaborazione di altri per realizzare progetti. Sarà allora necessario stabilire le regole del contratto perchè la volontà dell' uno non leda l'altro.

E ancora e ancora e ancora...

Quindi non ritengo sbagliato ciò che affermi te, dico che è giusto in parte. Non è possibile guardare il mondo esclusivamente dal punto di osservazione in cui ti sei messo, c'è dell'altro.
Un matrimonio sarà un matrimonio dovunque, probabilmente avrà una disciplina diversa in base ai fattori socio-culturali del posto.
La cassetta degli attrezzi ha lo stesso contenuto per tutti, poi Tizio usa il martello per piantare i chiodi nel muro, mentre Caio per rompere un vetro ( su google no ho trovato altri usi del martello :D :D ).

Ad ogni modo, hai ragione te. Stiamo divagando, è meglio tornare alla testimonianza di fede :D Però è stato interessante.

Un saluto,
Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Sufi Aqa
Amministratore - خادم
Amministratore - خادم


Registrato: 29/03/07 21:20
Messaggi: 14959
Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Lun Apr 27, 2009 12:55 am    Oggetto: Rispondi citando

letigiò ha scritto:
Consideriamo la farina: la farina in Irlanda, in Spagna, in Afghanistan, in Iran, in Sudan...e nel resto del mondo , sarà sempre considerata farina.
L'italiano la userà per fare la pasta o la pizza ( :D possibilmente accompagnandosi con un mandolino :mrgreen: ) , un arabo per i suoi pani tipici, uno spagnolo per le tortillas di farina bianca (questa l'ho cercata con google, non me ne veniva più una :wink: ) e via dicendo. Ognuno userà lo stesso prodotto di base per preparazioni diverse, determinate dall'ambiente in cui si trova.

La stessa cosa quando si parla di diritto:


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

No, non è la stessa cosa: la farine è un oggetto materiale, concreto; i processi mentali, comunicativi, ideali e sociali sono astrazioni mentali, concetti, idee: variabili e condizionati da un gran numero di fattori culturali e sociali.

Citazione:
in qualsiasi parte del mondo ci saranno sempre uomini e donne che desidereranno formare una famiglia. Sarà allora necessario regolare per il bene di entrambi e degli eventuali figli la loro unione.
Allo stesso modo, ci saranno sempre individui che necessitano della collaborazione di altri per realizzare progetti. Sarà allora necessario stabilire le regole del contratto perchè la volontà dell' uno non leda l'altro.


In molte culture non esiste un concetto di "contratto", od esiste in maniera completamente diversa, o con sfumature diverse.

Semplicemente, non possiamo pretendere di universalizzare i nostri concetti (l'annoso problema del colonialismo "occidentale").

Citazione:
La cassetta degli attrezzi ha lo stesso contenuto per tutti, poi Tizio usa il martello per piantare i chiodi nel muro, mentre Caio per rompere un vetro ( su google no ho trovato altri usi del martello :D :D ).


Proprio quello che contesto io: non esistono attrezzi concettuali universali, che poi si usi ognuno diversamente; quello può accadere per gli oggetti materiali, per i cibi, ma non per le categorie mentali, se non -forse- ad un livello estremamente basilare (e dico forse perchè anche la stessa "logica", i principi di non contraddizione, etc. etc. non sono affatto universali).

Ok, ok, ho finito; se ti interessa il "mio" punto di vista, puoi prendere un manuale di antropologia contemporanea (i manuali di etnologia positivista/evoluzionista non sarebbero così rappresentativi né di come la vedo io, nè di come la vede l'antropologia contemporanea).

'umar andrea

_________________

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Blog in italiano:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.

Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
letigiò
Disattivato
Disattivato


Registrato: 16/02/09 00:16
Messaggi: 632

MessaggioInviato: Lun Apr 27, 2009 10:08 am    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
letigiò ha scritto:
Consideriamo la farina: la farina in Irlanda, in Spagna, in Afghanistan, in Iran, in Sudan...e nel resto del mondo , sarà sempre considerata farina.
L'italiano la userà per fare la pasta o la pizza ( :D possibilmente accompagnandosi con un mandolino :mrgreen: ) , un arabo per i suoi pani tipici, uno spagnolo per le tortillas di farina bianca (questa l'ho cercata con google, non me ne veniva più una :wink: ) e via dicendo. Ognuno userà lo stesso prodotto di base per preparazioni diverse, determinate dall'ambiente in cui si trova.

La stessa cosa quando si parla di diritto:


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

No, non è la stessa cosa: la farine è un oggetto materiale, concreto; i processi mentali, comunicativi, ideali e sociali sono astrazioni mentali, concetti, idee: variabili e condizionati da un gran numero di fattori culturali e sociali.


As-salam alaykum,
nel diritto è la stessa cosa... per analogia. Bisognava fare un salto dalla farina alle norme (se il maestro a scuola insegna la sottrazione portando l'esempio del contadino che perde i soldi dalla tasca, questo non vuol dire che il concetto di sottrazione sia applicabile solo ad un contadino nella sola precisa circostanza in cui perda i soldi esattamente da una tasca).
Inoltre, non ho negato che i concetti giuridici siano variabili e condizionati da fattori sociali e culturali, infatti avevo scritto:

Un matrimonio sarà un matrimonio dovunque, probabilmente avrà una disciplina diversa in base ai fattori socio-culturali del posto.


'Umar Andrea ha scritto:
In molte culture non esiste un concetto di "contratto", od esiste in maniera completamente diversa, o con sfumature diverse.


Magari non lo chiamano "contratto" e lo chiamano "bimbumbam", ma di base rimane la struttura di un contratto: un individuo situato in luogo x qualsiasi, ad esempio, necessita di un altro soggetto per mandare ad un terzo delle banane. Il secondo decide che per eseguire la prestazione vuole una ricompensa. Il primo accetta (purtroppo in molti non fanno, come si suol dire "niente per niente"), ed ecco che entrambi hanno instaurato un rapporto che rientra nel contratto di trasporto, almeno di base. Infatti, non è detto che si siano accordati nel caso in cui il secondo perda le banane per strada o ritardi la consegna... ma in quella basilare struttura ce li possiamo mettere con tutte le scarpe (sempre che le indossino, dato che potrebbero vivere in un ambiente in cui per motivi sociali e culturali si va a piedi ignudi :D ).
L'unico fine di ciò è solo un' analisi della realtà.


'Umar Andrea ha scritto:
Semplicemente, non possiamo pretendere di universalizzare i nostri concetti (l'annoso problema del colonialismo "occidentale").


Questa è una forzatura, il mio modo di ragionare esula dalla mentalità prevaricatrice del "colonialismo occidentale", la mia è un'indagine della realtà che ha un punto di partenza diverso dal tuo (che poi però al tuo ritorna) e che non pretende di imporre al mondo la propria visione, semplicemente è il mondo che è fatto di persone che hanno usi e costumi diversi, ma comportamenti simili: siamo tutti esseri umani con le stesse paure, stessi istinti e stessi bisogni (bè...di bisogni c'è chi ne ha molti di più, ma non sto parlando di questo per cui puoi non specificarlo :mrgreen: ).


'Umar Andrea ha scritto:
Ok, ok, ho finito;


:D perchè? è interessante il tuo punto di vista, non sei noioso... forse un po' testardo :mrgreen:


'Umar Andrea ha scritto:
se ti interessa il "mio" punto di vista, puoi prendere un manuale di antropologia contemporanea (i manuali di etnologia positivista/evoluzionista non sarebbero così rappresentativi né di come la vedo io, nè di come la vede l'antropologia contemporanea).

'umar andrea



Ma guarda, il diritto è una materia che si serve dell'antropologia, della psicologia, della politica... non si limita.
Se ti interessa un po' il "mio" punto di vista, invece, puoi prendere un qualsiasi manuale di diritto comparato :lol:

Amal
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi
c d
e



Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso - Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora! Created by Hyarbor & Qooqoa - Auto ICRA

Page generation time: 0.038