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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Ebrei antisionisti

 
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Inviato: Ven Set 18, 2020 8:00 am    Oggetto: Ads

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MessaggioInviato: Dom Gen 18, 2009 2:44 am    Oggetto: Ebrei antisionisti Rispondi citando

Testo tratto dal blog di Kelebek
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Giornata di lunghi post... Cito per cortesia la fonte immediata, il blog
Cronache da Mileto

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, di cui non so altro,
ma a cui si deve, immagino,
la traduzione; comunque il testo originale in inglese si trova sul sito della
comunità
ebraica ortodossa Neturei Karta.

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ACohen.cfm

Credo che sia interessante per chiarire la posizione degli ebrei tradizionalisti
rispetto sia al
sionismo, che al giudeocidio nazista. Comunque sul tema dell'opposizione
giudaica (in
senso religioso) al sionismo, ritornerò più avanti.

L'atteggiamento degli Ebrei Ortodossi nei confronti dell'Olocausto
(Conferenza Internazionale "Review of the Holocaust", Teheran, 11-12 dicembre
2006)
Discorso del Rabbino Aharon Cohen, dell'associazione Naturei Karta.

Onorevoli amici e colleghi, siamo qui riuniti per discutere e considerare da
diversi punti di
vista [...] l'argomento noto come "Olocausto". E' noto che l'argomento si
impernia attorno
alle politiche e alle azioni adottate dalla Germania nazista contro il Popolo
Ebraico. Questo
naturalmente nel contesto delle loro, molto più ampie, contemporanee azioni
assassine. Il
mio intento è quello di fornirvi l'approccio degli Ebrei Ortodossi alla
questione. [...]

Io e i miei colleghi siamo conosciuti come "Ebrei Ortodossi", cioè Ebrei che
intendono
vivere le loro vite interamente in accordo con l'antica religione ebraica e con
il modo di
vivere noto come Ebraismo. Siamo qui in rappresentanza del gruppo "Naturei
Karta", che
non è un movimento o un'organizzazione separata, ma un gruppo che diffonde la
filosofia
che esprime l'opposizione dell'Ebraismo Ortodosso all'ideologia nota come
Sionismo – il
movimento secolare nazionalista che intende formare uno stato settario in
Palestina. [...]

L'Ebraismo e il Sionismo sono due concezioni totalmente e diametralmente
opposte.
L'Ebraismo è un antico modo, che risale a migliaia di anni fa, di vivere secondo
la volontà
di D-o, pieno di contenuto morale, etico e religioso. Il Sionismo è
relativamente giovane –
poco più di cent'anni - ed ha una concezione secolare e nazionalista,
completamente
priva di etica e di morale. Tuttavia, bisogna dire che ci sono gruppi religiosi,
tra il Popolo
Ebraico, che sono stati influenzati ed infettati dalla filosofia nazionalista
sionista ed
hanno, scorrettamente e falsamente, "attaccato" il Sionismo addosso
all'Ebraismo,
andando contro gli insegnamenti dell'Ebraismo come è stato tramandato da
generazioni.[...]

[Dalla diaspora] fino ai giorni nostri il Popolo Ebraico è, per decreto divino,
in esilio, nel
quale noi dobbiamo essere leali cittadini delle nazioni in cui ci troviamo e ci
è proibito
sotto giuramento di tentare di uscire dall'esilio con le nostre forze. Ci è
proibito sotto
giuramento di tentare di formare un nostro Stato in Palestina. Trasgredire
questi divieti
costituirebbe una ribellione contro i voleri dell'O—ipotente e siamo a
conoscenza delle
gravissime conseguenze di un tale tentativo. [...]

Sarà dunque chiaro da quanto detto innanzitutto che i Sionisti non rappresentano
il Popolo
Ebraico nel suo complesso, ed inoltre che l'anti-sionismo deve ricevere il
nostro plauso e
non essere confuso con l'antico pregiudizio dell'antisemitismo. Qualcosa che
sappiamo
essere ben apprezzata qui, nella Repubblica Islamica dell'Iran, dove la comunità
ebraica
vive pacificamente, con tutti i diritti civili, come accade da migliaia di anni.

Ora, uno dei pilastri che giustificano il Sionismo è l'evento dell'Olocausto,
con i Sionisti
che affermano che gli Ebrei devono avere il loro Stato per prevenire (come
dicono) che
l'Olocausto si ripeta ancora. "Mai Più" è il loro slogan. Quindi vorrei esporre
la visione
dell'Ebraismo Ortodosso riguardo all'Olocausto.

Per prima cosa, i fatti. Non c'è dubbio alcuno che durante la Seconda Guerra
Mondiale
sono state sviluppate terribili e catastrofiche politiche e azioni di genocidio,
perpetrate
dalla Germania nazista contro il Popolo Ebraico, confermate da innumerevoli
testimoni
oculari sopravvissuti e ampiamente documentate più e più volte. Personalmente mi
sono
stati risparmiati gli effetti peggiori della Guerra perché vivevo in
Inghilterra, che
fortunatamente non venne occupata dalla Germania Nazista. Comunque, io e molti
molti
altri abbiamo perduto innumerevoli amici e parenti che morirono sotto il giogo
nazista,
uccisi intenzionalmente e vittime del genocidio. Tre milioni di Ebrei in
Polonia, più di
mezzo milione in Ungheria, molte decine o centinaia di migliaia in Russia,
Slovacchia,
Francia, Belgio, Olanda e altre nazioni. Di solito si cita la stima di sei
milioni. Si può
mettere in discussione questa cifra effettiva, ma il crimine è stato terribile
sia che i milioni
(e sono stati milioni) di vittime siano sei, cinque o quattro. I metodi di
omicidio sono pure
irrilevanti, che siano state camere a gas (e ci sono stati testimoni oculari di
ciò), plotoni di
esecuzione o qualunque cosa. Il male fu lo stesso. Sarebbe un affronto tremendo
alla
memoria di quelli che perirono attenuarne la colpa in qualunque modo.

Comunque, gli insegnamenti e l'atteggiamento dell'Ebraismo Ortodosso è che i
colpevoli
di un crimine, benché totalmente responsabili delle loro azioni, non sarebbero
mai riusciti
nella loro malvagia impresa se l'O—ipotente non lo avesse voluto. Quindi, da
questo punto
di vista, la vittima o le vittime devono ovviamente tentare di evitare il male,
ma se ciò
risulta impossibile, allora devono accettare il volere dell'O—ipotente. Secondo
il nostro
insegnamento parte del decreto divino di esilio imposto su di noi stabilisce che
non è
compito del Popolo Ebraico portare i nostri persecutori di fronte alla
giustizia. Questo è
compito dell'O—ipotente. Nostro compito è accettare il volere dell'O—ipotente e
di
sforzarsi di migliorare noi stessi, eliminando dal nostro comportamento le
azioni che
possono essere state la causa della nostra sofferenza.

Non dobbiamo avere in alcun modo l'audacia, come è avvenuto, di tentare di
prevedere il
volere dell'O—ipotente e presumere di essere capaci di prevenire che una tale
cosa accada
di nuovo. Questo sarebbe un'eresia.

I Sionisti, con il loro superbo approccio secolare si comportano in completa
opposizione a
questa filosofia e osano dire "Mai Più". Hanno l'ardire di pensare che possono
impedire
all'O—ipotente di ripetere "l'Olocausto". Questa è eresia. [...]

Devo aggiungere che l'uso dell'Olocausto da parte dei Sionisti per promuovere il
loro Stato
settario è il massimo dell'ipocrisia, quando si pensi che i Sionisti hanno
sfruttato a loro
vantaggio ogni fase dell'oppressione nazista, per ottenere uno Stato. Negli anni
'30,
quando la politica nazista era di espellere gli Ebrei dalla Germania, è ben
documentato
come i Sionisti abbiano cooperato lavorando insieme – sì, insieme – alle
autorità naziste
per evacuare ebrei "adatti" (cioè giovani pionieri in buona salute) dalla
Germania alla
Palestina. Poi, durante la guerra, mentre gli omicidi erano in atto, è ancora
una volta ben
documentato quale fosse il loro atteggiamento di insensibilità, non aiutandoli
quando
potevano, benché ne fossero in grado. Avevano bisogno della sofferenza e delle
morti per
poter premere per il loro Stato quando la guerra fosse finita. Finalmente, dopo
la guerra
hanno fatto diventare l'intera questione dell'Olocausto e la pietà e la
compassione che
evocava quasi in un argomento di fede, per assicurarsi il più possibile
l'acquisizione del
loro Stato, affermando che il Sionismo era lì per prevenire un altro Olocausto,
quando in
realtà il Sionismo ha sfruttato l'Olocausto per decenni. Poi hanno iniziato a
giustificare le
loro atrocità contro i Palestinesi per promuovere la loro causa. [...]

Amici miei, voglio finire con una preghiera: che la causa profonda delle lotte e
della
carneficina nel Medio Oriente, cioè lo Stato chiamato "Israele", venga
totalmente e
pacificamente dissolto. Che venga sostituito da un regime che risponda
pienamente alle
aspirazioni dei Palestinesi. Allora gli Arabi e gli Ebrei potranno vivere
insieme in pace,
come è stato per secoli.

Possiamo noi allora meritare il momento in cui la gloria dell'O—ipotente verrà
rivelata a
tutti e tutto il genere umano sarà in pace.
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