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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Cena di beneficenza a Bologna & GMI

 
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Inviato: Dom Lug 12, 2020 12:12 am    Oggetto: Ads

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Gen 08, 2009 5:43 pm    Oggetto: Cena di beneficenza a Bologna & GMI Rispondi citando

Salam.

Sabato 10 gennaio ore 19.00 presso la moschea di Via Pallavicini,13 a Bologna si terrà una cena di beneficenza per raccogliere fondi a favore delle vittime di Gaza. Prezzo minimo euro 15,00 (non mettiamo limiti alla generosità!!)
Prenotazione obbligatoria, contattatemi se volete partecipare.

Allah ci benedica tutti.

Wa salam.
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MessaggioInviato: Gio Gen 15, 2009 2:35 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Salaam 'aleikum wa rahmatullah

non so se sei stata a quella cena, purtroppo mi sento di dover fare un commento.

La mia intenzione non è quella di criticare per offendere o mettere in cattiva luce dei fratelli e infatti non farò nomi, ma non posso non ammonire te e chi legge dal partecipare alle iniziative di quell'organizzazione.

Purtroppo in queste cene o eventi vari del GMI, o quanto meno in questa in particolare cui ho presenziato si presentano spiacevoli situazioni cui tutti vanno informati.

Un musulmano o una musulmana che voglia infatti parteciparvi senza compiere il peccato di mescolarsi a non mahram dell'altro sesso o assistere a situazioni peccaminose non è affatto garantito, anzi.

So bene che in Italia che è un paese non musulmano ci troviamo ogni giorno a doverci mescolare tra uomini e donne non mahram praticamente ovunque e a subire il comportamento e l'abbigliamento poco modesto di donne e uomini (a partire dall'usanza di stringere la mano e dare baci sulle guance).

Per prima cosa però mi aspetto ovviamente che quando si è tra musulmani ci si comporti rettamente e poi nel confrontarsi col mondo esterno ci si impegni a non partecipare a ciò che è haram.
Se siamo i primi a imitare i kuffar è la fine...

Aggiungo alcune considerazioni che ho fatto in questi giorni dopo la dura scossa di sabato sera:

1 qualsiasi azione benefica che io sappia perde ogni baraqa se viola le regole della Shari'a, quindi non c'è scusante che regga, anzi il fatto che si era lì per Gaza è un'aggravante, perché la prima cosa da fare per i fratelli e sorelle di Gaza è comportarci da veri musulmani così che Allah se vorrà accetti le nostre du'a e ci dia la vittoria;

2 un terribile quesito mi è sorto: se i sahaba e i loro figli e i figli dei loro figli avessero preso tante concessioni e flessibilità quanto questi musulmani che emigrano in Occidente han fatto in pochi anni l'Islam quanto sarebbe durato?
La Legge di Allah vale per ogni tempo e non ha nulla di che essere emendata, ci possiamo muovere e facilitare la vita, ma negli spazi che essa ci concede insha Allah;

3 Ho imparato in questi mesi da muslim che il luogo del muslim è la moschea, al di fuori di essa, specialmente qui in Europa ci son solo problemi.
Intendo dire che chi ci invita ad "iniziative islamiche" e le organizza senza alcuna ragione valida fuori dalla moschea, nasconde sempre intenti sbagliati, in questo caso la mescolanza tra uomini e donne che infatti in moschea è proibita.
Nell'Islam non esiste separazione tra la vita religiosa e quella laica, non esiste che ci siano regole in moschea e regole al di fuori di essa, al di fuori di alcuni dettagli, dunque diffidiamo di chi organizza al di fuori della moschea;

4 effettivamente io quella sera sono andato, nonostante avevo già avuto passate esperienze deludenti, proprio perché mi pareva una garanzia che la cena si tenesse in una sala della moschea, invece purtroppo questa sala, esterna alla musalla (dove si prega) non ha dato alcuna garanzia.
Non accuso gli organizzatori, né i responsabili della moschea, non mi interessa fare condanne ma trarne un insegnamento insha Allah per me e per tutti;

5 Cito alcuni hadith che è giusto ricordare:

Ibn Hibban riportò nel suo sahih che 'Aisha, che Allah si compiaccia di lei, ha detto:
"Il Profeta di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto: "Colui che cerca la soddisfazione di
Allah a spese del malcontento della gente, guadagnerà la soddisfazione di entrambi. E colui
che cerca di soddisfare gli uomini a spese del malcontento di Allah, non farà che attirare il
malcontento di entrambi."

Tratto dalla "Kitab at Tawhid" dello Shaykh Mohammad Ibn 'Abd al-Wahhab
Trad. it. di Emanuele Murianni (rA), "L'Unicità di Dio", edizione fuori commercio di Antiono
DelliSanti Editore

At-Tabarani e Abu Dawud hanno narrato che Ibn Umar e Hudhayfah, che Allah si compiaccia di loro, hanno riportato che il Profeta, pace e benedizioni su di lui disse: "Chi imita un popolo è uno di loro".
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Gen 15, 2009 3:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu!

Masha'Llah fratello, ci volevano davvero queste tue parole!

Aggiungo per dovuta e necessaria informazione che -almeno fino a qualche tempo fa- la carne servita durante gli incontri del GMI non è macellata secondo il rituale islamico.

Ed è giusto anche ricordare che una donna non può viaggiare senza mahram per più di una certa distanza (circa 80 km), e questo sarebbe da tenere in considerazione in vista degli "incontri nazionali" che hanno luogo - oltre allo spensierato mescolarsi di maschi e femmine.

'umar andrea

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Gen 15, 2009 4:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam.

Rimango di stucco...... Io non ero a Bologna quella sera, ho passato l'invito perchè conosco la sorella che mi ha mandato l'invito e..... non avrei mai immaginato una cosa del genere.....

Mi dispiace. Sono andata in buona fede e rimango molto delusa da quello che mi dite. Vi ringrazio delle informazioni. Le terrò presenti per il futuro.

Scusatemi tanto.

Wa salam.
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MessaggioInviato: Gio Gen 15, 2009 4:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:
Salam.

Rimango di stucco...... Io non ero a Bologna quella sera, ho passato l'invito perchè conosco la sorella che mi ha mandato l'invito e..... non avrei mai immaginato una cosa del genere.....

Mi dispiace. Sono andata in buona fede e rimango molto delusa da quello che mi dite. Vi ringrazio delle informazioni. Le terrò presenti per il futuro.

Scusatemi tanto.

Wa salam.


Wa 'aleikum salaam sorella, non preoccuparti.
Anche io avevo girato l'invito ed ho anche portato dei fratelli alla cena e anche io avevo ricevuto l'invito da bravi fratelli.

Non vorrei quindi mettere nessuno in cattiva luce, solo esporre i fatti precisi così che insha Allah tutti sappiano e si organizzino.
Spero dunque che questa pagina non diventi fonte di fitnah e divisioni ma sia un utile monito a che le cose insha Allah cambino.

Nessuno di noi può cambiare gli altri, e non è sempre facile imporre delle regole a chi non vuole rispettarle, ma non possiamo neanche essere partecipi di certe cose, anche perché poi bastano due o tre persone per mettere in cattiva luce una massa di bravi fratelli e sorelle e rovinare una buona iniziativa.

Poi devo dire che certe cose sono piuttosto semplici da evitare. Bastava usare una sala per uomini e una per donne. Mi chiedo anzitutto la moschea perché non ha fornito sale separate.
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basmah
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MessaggioInviato: Ven Gen 16, 2009 1:31 am    Oggetto: Rispondi citando

Yusuf fabbosko ha scritto:
maria ha scritto:
Salam.

Rimango di stucco...... Io non ero a Bologna quella sera, ho passato l'invito perchè conosco la sorella che mi ha mandato l'invito e..... non avrei mai immaginato una cosa del genere.....

Mi dispiace. Sono andata in buona fede e rimango molto delusa da quello che mi dite. Vi ringrazio delle informazioni. Le terrò presenti per il futuro.

Scusatemi tanto.

Wa salam.


Wa 'aleikum salaam sorella, non preoccuparti.
Anche io avevo girato l'invito ed ho anche portato dei fratelli alla cena e anche io avevo ricevuto l'invito da bravi fratelli.

Non vorrei quindi mettere nessuno in cattiva luce, solo esporre i fatti precisi così che insha Allah tutti sappiano e si organizzino.
Spero dunque che questa pagina non diventi fonte di fitnah e divisioni ma sia un utile monito a che le cose insha Allah cambino.

Nessuno di noi può cambiare gli altri, e non è sempre facile imporre delle regole a chi non vuole rispettarle, ma non possiamo neanche essere partecipi di certe cose, anche perché poi bastano due o tre persone per mettere in cattiva luce una massa di bravi fratelli e sorelle e rovinare una buona iniziativa.

Poi devo dire che certe cose sono piuttosto semplici da evitare. Bastava usare una sala per uomini e una per donne. Mi chiedo anzitutto la moschea perché non ha fornito sale separate.



BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu gentile fratello Yusuf,

mi voglio innanzitutto presentare: sono la sorella Bushra di Masjid al Nur che si è occupata della parte logistica e organizzativa della cena di sabato. Dico questo per sottolineare che il 90% di quello che è successo ricade direttamante sulla mia responsabilità (che Allah swt accetti il mio pentimento e ci doni un miglioramento di cui Egli sia soddisfatto).

Giazakum Llahu khairan sia per aver partecipato alla cena (e aver dato l'esempio dei fratelli che concretamente applicano gli insegnamenti dell'islam) che per questi consigli che ora leggo. Pensa che se tu e altri fratelli come te non aveste partecipato sarebbe prevalsa l'opinione di chi preferiva stare uomini e donne assieme (alcuni solo per il fatto di voler stare con la propria famiglia a mangiare -e per famiglia intendo dire moglie e figli solamente-) e si sarebbero levate poche voci fuori dal coro per dire quanto dici. Invece alhamduliLlah il disagio per questa promiscuità è stato sentito dalla maggior parte dei fratelli e sorelle e inshaLlah la prossima volta che ci sarà un evento a Masjid Al-Nur verrà organizzato molto meglio di questa volta inshaLlah. Perchè la riuscita di un evento non si giudica dall'incasso, ma dalla qualità, dalla soddisfazione di Allah swt e dei credenti.

Due sono i motivi per cui non siamo riusciti a gestire bene questo evento:
il primo è che la cena era stata pensata solo per musulmani, poi ho sbagliato dicendo che anche i non musulmani potevano venire. Questo miscuglio di target è stato uno sbaglio grave. Poi come hai potuto notare c'erano ragazze e ragazzi musulmani poco educati alla separazione tra sessi e che magari sono venuti solo per passare una serata in compagnia e divertirsi assieme.
Diciamo pure che c'è stata una grande confusione in cui chi ha voluto approfittare è riuscito a farlo approfittando per fare quello che gli pareva (e mettersi anche in mostra). E' mancata una concreta collaborazione dei fratelli maturi che ci hanno sempre aiutato ad organizzare le cene e stavolta è andata così come hai visto, ma inshaLlah sarà una lezione per la prossima volta. Spero però che avremo la partecipazione di tutti i fratelli e le sorelle (ti dico che per primo mio fratello e tanti altri non sono entrati quando hanno visto la sala e gliene do completa ragione), magari anche evitando di chiamare dei non musulmani e specificando che uomini e donne saranno separati (in modo che chi non vuole non viene dall'inizio).

Il centro comunque ci aveva messo a disposizione tutte le sale, solo che la sala adiacente a quella che abbiamo usato era senza riscaldamento, in secondo luogo pensavamo di venire incontro alle esigenze di tutti mettendo un'unica sala e riservando dei posti solo per le sorelle (di modo che gli altri potessero rimanere per i fratelli). Ma ora ci siamo accertati dello sbaglio e inshaLlah non succederà una seconda volta.

Per quanto riguarda il GMI... devo dire che spero sempre che i fratelli si migliorino con i consigli che rispettano il Quran Karim e la Sunnah del Profeta Muhammad saas e non le prendano come offese personali.
A quest'edizione avrei tanto voluto partecipare per rivedere care sorelle, ma anch'io (per quello che sono state le mie esperienze passate) lo sento come luogo del peccato ed evito di partecipare a qualsiasi evento. Spero che queste parole non vengano vissute come un'offesa da chi organizza e gestisce gli incontri per giovani, anzi che questi commenti servano per aprire uno spunto di riflessione e di miglioramento inshaLlah. Quello che ho notato in questi incontri è che i ragazzi e le ragazze vi partecipano facendo di tutto per far colpo, per riuscire a trovare marito/moglie. Si finisce così per creare solo un grande pasticcio però perchè si finiscono di piacersi fuori dal matrimonio e di farsi delle storie all'insaputa della famiglia e della comunità proprio come fanno anche quelli che musulmani non sono e che non temono Allah swt. Quindi per me per risolvere questo problema del Gmi e dei giovani in generale va insegnato meglio l'islam, va meglio applicato all'interno degli incontri e andrebbe spiegato meglio il matrimonio islamico sia per le sue modalità che per i suoi valori.
Si potrebbero anche incaricare dei fratelli e delle sorelle di fare da mediatori tra i fratelli che si vogliono vermante sposare e le famiglie delle ragazze (prima che i due si conoscano da soli comunque). Allah swt ne sa di più.

Giazakum LLahu khairan ancora per i commenti e speriamo di poter migliorare prendendo la strada che più piace ad Allah swt. Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu

vostra sorella fiLlah

Bushra
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Talib
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MessaggioInviato: Ven Gen 16, 2009 2:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 13, 2009 7:03 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Gen 16, 2009 3:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam.

Sono d'accordo con il fratello Talib circa la non eslusione dei non musulmani. Secondo me, se si fosse data la giusta informazione non ci sarebbero stati problemi, anzi.....

Io non ho avuto molto a che fare con quelli del gmi e quello che sento adesso mi fa restare male, perchè non è giusto che sorelle e fratelli, soprattutto non molto grandi di età, abbiano l'idea che questa promiscuità sia concessa o altre cose che non hanno niente a che fare con l'Islam che tutti i giorni cerchiamo di difendere e far amare....

Inch'Allah la prossima volta andrà meglio.

Wa salam.
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MessaggioInviato: Ven Gen 16, 2009 5:35 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Talib ha scritto:
Salam Bushra, l'aver preso coscienza degli errori avvenuti (e il volerli correggere) ti fa onore, e che Allah te ne renda merito. Così come Allah renda merito al fratello Yusuf per la sua parola di verità.

Se posso permettere un consiglio, anche se di poca importanza se da parte mia (dal momento che generalmente sono ben poco attivo in questo genere di cose, e uscendo raramente dalla mia piccola "khalwa" sono l'ultima persona che ha il diritto di dare consigli a chi invece è molto impegnato socialmente): non prendere questo incidente come una giustificazione per una futura esclusione dei non-musulmanbi in queste iniziative. Al contrario, è sempre bene rendere la società che ci sta intorno partecipe di queste cose, sia per una conoscenza reciproca che per una forma di invito all'Islam (invito che, lo ripeterò sempre, è dato dall'esempio e non dalla dialettica). Semplicemente, prima di invitarli rendeteli edotti circa le usanze e l'adab musulmano in queste circostanze, così che chi non è d'accordo con questo modo d'essere eviterà di presentarsi per sua volontà, e non per una forma di esclusione proveniente dalla moschea.

Wa Allahu alam.

Salam,
Talib.

PS: mi dispiace molto leggere queste cose sugli incontri del GMI, anche se al dire il vero mi immaginavo che (a parte alcune lodevoli eccezioni) le cose andavano così :(...


Salaam 'aleikum wa rahmatuLlahi wa barakatuhu

Anzitutto chiedo ad Allah che accetti tutte le du'a della sorella Bushra e che la ricompensi perché il suo intervento è stato veramente esemplare, e per quel che conta mi tirato molto su.

Masha Allah il fratello Talib e la sorella Maria mi hanno tolto le parole di bocca, la loro risposta è esattamente quella che volevo dare e che quindi faccio mia.

Per i non musulmani penso anche io che sia un'ottima occasione quella di invitarli e mostrargli nell'occasione quali sono i nostri usi.
Proprio ieri ho scritto qualcosa che mi sembra giusto riportare anche in questo discorso:
"Essere un po' duri e distaccati verso di loro e continuare la nostra strada diritta può ferirli e farli stare male, ma con la nostra rigidità li metteremmo sempre davanti alla Verità, così che un giorno insha Allah la accettino.
Se cedessimo continueremmo a fare del male loro, negandogli la verità, e faremmo del male a noi andando verso il Fuoco."

Infine condivido e faccio mio anche l'appello finale della sorella Bushra, che è molto importante. Avendo avuto modo di conoscere tanti bravi fratelli collegati al GMI penso che interverranno insha Allah.
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Abdel Nur
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MessaggioInviato: Sab Gen 17, 2009 2:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

AsSalamu 'alekom wa RahmatuLlah.
Vi scrivo, cari fratelli e gentili sorelle, con un notevole disagio per le vostre parole, come membro del GMI, ma innanzi e soprattutto come musulmano, vostro fratello presso Dio, e membro di una sola Comunità di credenti che si sforza di ordinare il bene e proibire il male, nel Nome d'Iddio.

Il GMI sta collaborando in diverse città con l'organizzazione umanitaria Islamic Relief. Si tratta di un'organizzazione islamica internazionale con sede a Londra; grazie a diversi e ripetuti riconoscimenti internazionali, per la sua trasparenza e serietà, è politicamente inattacabile sotto ogni punto di vista. In questi giorni, rappresenta una delle poche realtà attive ed operative nella Striscia di Gaza: tramite un collegamento quotidiano con l'ufficio IR di Gaza, tutti gli uffici nel resto del mondo hanno un flusso regolare di informazioni, da diramare ulteriormente e tramite le quali stabilire le proprie priorità in termini di raccolta fondi; operando sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Islamic Relief vanta un salvacondotto che permette di contribuire materialmente, giorno dopo giorno in questi giorni di massacro, al sostegno dei fratelli e delle sorelle di Gaza, nelle minime quantità in cui questo è reso possibile dalle condizioni militari.
Le maggiori forme di collaborazione tra GMI ed Islamic Relief - che tuttavia andranno via via definendosi ensha'Allah - sono l'organizzazione di cene per raccolta di fondi ed il contributo personale di diversi fratelli e sorelle in termini di lavoro volontario. Qui a Milano, abbiamo anche organizzato ed ensha'Allah organizzeremo diverse occasioni di incontro nelle università e nelle scuole, così da unire un discorso puramente informativo e di assistenza umanitaria (IR) ad un più vasto ambito di dibattito ed approfondimento sulla questione palestinese.
Ad oggi, Islamic Relief rappresenta una delle pochissime forme di concreto sostegno materiale alla causa palestinese, wa Allahu A'lam.

Mi è perfettamente chiaro che la qualità di un'iniziativa rappresenti la misura del suo giudizio finale, ben prima dei termini quantitativi dei suoi risultati.
Posso limitarmi a testimoniare della cena che si è svolta a Milano. Organizzata in un ristorante vicino alla sede del GMI, con cui abbiamo un rapporto di fiducia e cordialità, i fratelli e le sorelle si sono raccolti in sale separate, seppur comunicanti, e talora in tavoli separati benché in sale comuni, nei casi delle persone più adulte che sono intervenute, numerose, all'iniziativa, con generose donazioni.

Subentra, qui, un discorso di comportamento islamico. Non si può dire "non è mia intenzione di fare qualcosa", e poi fare comunque quella cosa. Non si può dire "io non voglio giudicare, né parlare male, né creare diffidenza", per poi emettere giudizi, dare impressioni definitive, sconsigliare esplicitamente non solo di partecipare alle attività di una certa organizzazione che si definisce islamica - e che in quanto tale, pur senza scontare alcuna critica, nessuno ha il diritto di mettere in dubbio - ma addirittura sconsigliando di avvicinarsi al lavoro islamico generale di cui alcuni fratelli e sorelle si sono fatti carico in termini di responsabilità, fatica e sforzo, pur con tutti i limiti che è necessario, oltreché doveroso, segnalarsi reciprocamente ed in fraternità.

Io non metto in dubbio l'intenzione fraterna con cui si "mette in guardia" alcuni fratelli e sorelle dai "limiti" che si vedono nel lavoro di questa o quella organizzazione che si sforza fi sabiliLlah. Mi chiedo però se questa stessa fraternità sia stata impegnata nel prendere contatti coi responsabili sia dell'evento cui si è partecipato (non credo, giacché una sorella ha risposto qui, su un forum internet, come se la cosa non fosse stata discussa altrove e precedentemente), sia in generale coi responsabili di un'intera associazione di cui s'intende mettere in discussione - se non criticare apertamente e genericamente - la serietà e l'impegno. Mi chiedo se questo avrebbe contribuito ad organizzare meglio le prossime iniziative di questo tipo. Mi chiedo quali siano i limiti e le condizioni del “parlare male a fin di bene”, ed in particolare quando questo non sembra essere stato preceduto da un discorso fraterno con coloro di cui si vorrebbe portare alla luce i limiti, gli errori, le debolezze, né da un tentativo sostanziale, personale, di coinvolgimento diretto, per una riforma di una situazione di cui s’intuiscono alcune manchevolezze. Mi chiedo in quale misura sia utile additare criticamente e genericamente - senza nemmeno conoscere le specifiche situazioni che si vengono a creare al di là della propria piccola esperienza personale - lo sforzo di alcuni fratelli, senza esprimere preliminarmente uno sforzo di consiglio nel bene, di sostegno laddove ce ne fosse più bisogno, di coinvolgimento personale in un percorso più complesso di quanto si possa presumere superficialmente, nei loro confronti.

Io personalmente sono il primo ad osservare e criticare alcuni aspetti di un’organizzazione in cui ho scelto d’impegnarmi. Mi è perfettamente chiaro, d’altronde, che si tratta di un’associazione giovane, di cui dei giovani si sono presi la pesante responsabilità, pur appoggiandosi sull’esperienza di persone più mature nel lavoro islamico, tra cui alcuni responsabili dei centri islamici di diverse città. E’ un’associazione che, con i suoi naturali, necessari limiti, ha fatto più di quel che si sarebbe fatto se questa non ci fosse stata; consapevole dei propri limiti, si sforza di fare sempre meglio e sempre più, ed in particolare in quest’ultimo periodo della sua esperienza associativa, ensha’Allah.

Credo allora che dobbiamo chiederci quale posizione adottare nei confronti dei propri fratelli, che non sono tutti shuyukh né aspirano a diventarlo, anzi. Se vedo un fratello fumare, posso voltargli le spalle ed allontanarmi, oppure avvicinarmi e convincerlo che si tratta di una cosa nociva per lui. Se scegliessi di avvicinarmi, posso farlo strappandogli la sigaretta di bocca, ed allora otterrò un certo risultato, oppure sgridandolo, ed allora ne otterrò un altro, oppure ragionando con lui, e quindi ne otterrò un altro ancora, oppure prendendolo in giro, ed otterrò una reazione ancor diversa. Non è nemmeno detto che si debba assumere un solo atteggiamento, piuttosto che un insieme di atteggiamenti vicendevolmente corroboranti.
Nella mia personale esperienza, ho visto i frutti di un lavoro di questo genere. E’ un lavoro difficile, con cui ci si confronta quotidianamente, in cui ti domandi continuamente quale sia il linguaggio migliore per il “buon consiglio”, che per un fratello sarà una faccia severa, per un altro una pacca sulla spalla, per un altro un discorso dottrinale argomentato, e così via per ognuno di loro.

Potrei dilungarmi a lungo, ma credo che il succo del mio disagio sia piuttosto chiaro. Vorrei poter contare su fratelli con una solida esperienza islamica, per dare un esempio costruttivo a fratelli più giovani nella fede, per età o per convinzione, assediati da modelli contrastanti, autodistruttivi; vorrei poter contare su un buon consiglio, foss’anche non organico a questa o quella organizzazione, ma comunque sempre e innanzi tutto comunitario, anziché vicendevolmente giudicante, diffidente, e pronto a guardare sempre prima i limiti, anziché le potenzialità, costringendo irrimediabilmente queste in quelli, anziché superare insieme i primi alla luce delle seconde. Vorrei che lo sforzo di molte persone non fosse svillaneggiato per “voci”, “impressioni”, singole situazioni, perché se un albero si giudica dal suo frutto, noi tutti siamo interessati affinché le radici, invisibili, sotterranee, tenaci, siano quanto più possibili ampie, solide. Ed invece finiamo spesso per tagliare alberi ancora giovani, anziché contribuire, pure criticamente, alla loro potatura, al loro risanamento laddove necessario, al loro rinvigorimento. Abbiamo forse la presunzione del taglialegna, anziché la dedizione del giardiniere?

Vi scrivo d’impeto che se la metà delle persone che criticano gli altri – il GMI, come chiunque altro – avessero fatto uno sforzo serio, coerente e perseverante di miglioramento di quelle realtà che criticano, allora queste sarebbero già oggi molto più solide di quello che nonostante tutto già sono, molto più attente a certi aspetti - non foss’altro che perché molto più numerose sarebbero le persone di esempio sotto diversi punti di vista - molto più attive in termini di risorse umane, di progetti che si potrebbero seguire, di ricerche di approfondimento e consolidamento dottrinale, di traduzioni, di interventi pubblici, di manifestazioni pacifiche e quant’altro.

Vi scrivo, come detto, d’impeto, e non vi scriverei se non vi considerassi miei fratelli nella fede, o persone che non siano in grado di comprendere quello che cerco di comunicarvi. La mia pretesa non è una qualche ragione, ma una qualche solidarietà – critica, severa, ma fraterna solidarietà. Guardiamo alle potenzialità dei fratelli, prima che ai loro limiti; aiutiamoli pazientemente, amorevolmente a superare gli ultimi, ed incoraggiamoli, sosteniamoli attivamente a sviluppare le prime, così miseramente, desolatamente represse dal kufr in cui siamo immersi.

Stiamo lavorando per i fratelli di Gaza, come stiamo lavorando per i fratelli di tutta Italia, che hanno altrettanto, diverso bisogno. Io mi chiedo quanto sia utile raccomandare di allontanarsi da questo umile, difficoltoso sforzo, anziché invitare a contribuirvi in modo costruttivo, laddove se ne vedano i limiti.
Vi scrivo, naturalmente, a titolo personale, pur parlandovi delle sensazioni relative ad un lavoro condiviso con molte altre persone. Resto naturalmente a vostra disposizione per qualsiasi suggerimento, critica e contributo, e per qualsiasi chiarimento rispetto a quel che ho voluto condividere con voi, miei fratelli e sorelle cui domando sostegno, ciò che è nostro dovere offrirci vicendevolmente.
Domando perdono a Dio, Cui va ogni lode. Wa’sSalam.
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MessaggioInviato: Dom Gen 18, 2009 9:58 pm    Oggetto: Salam Rispondi citando

Assalamualeicom wa rahamatuAllah wa barakatuhu
che la pace misericordia e benedizione di allah swt sia su tutti voi

Leggendo la discussione ed essendo presente al incontro mi potevo rendere conto che l'ambiente come orgaznizzazione non è stata fatta nel migliore dei modi, pero penso che anche quelle persone che partecipano e per primo melo ricordo a me stesso devono fare il possibile per fare si che la giornate della cena in questione o in qualsiasi cosa in altre questioni o giornate, di fare il meglio di noi stessi, in quanto non critico ma volevo dire che la gente che ha organizzato aveva anche stabilito se si osservava bene che sui muri c'erano scritte per mettere i fratelli da una parte e sorelle da altre e famiglie da altre ma la gente non ha rispettato... con questo volevo solo dire che prima di dire cose sugli altri bisogna vedere se stessi prima e poi cercare di aiutare i fratelli.

c'è un hadith del profeta nel quale dice che il fratello deve volere per il suo fratello la cosa che vorrebbe per se stesso.

volevo dirvi di leggere quello che ha scritto Abdel Nur e rifletterci e sopratutto in alcuni punti per mogliorare...
Massalam FiamaniAllah
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MessaggioInviato: Lun Gen 19, 2009 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamo aleikom wa rahmatUllah wa baraketu.

Parlo in via personale ma spero di interpretare il pensiero di molti.
Sono sicura che la cosa più importante sia stata lo scopo per cui la cena è stata organizzata e, su questo non ci piove.
Personalmente non ero presente per motivi (gioiosamente) familiari, ma ho già contattato la sorella che si occupa della sezione di Bologna, parlando della cosa e ci siamo chiarite, al hamdu Lillah, e spero che accetterà il mio aiuto se domani dovesse esserci bisogno.
Sono d’accordo nell’affermare che la cosa migliore da fare non sia criticare ma fare qualcosa affinché le cose migliorino e, nel mio caso, le parole dette qui sul forum e fuori, sono servite solo ad incoraggiarmi a dare una mano inch’Allah, affinché le cose vengano fatte sempre meglio, mach’Allah.
Lungi da me creare sterili critiche nei confronti di sorelle e fratelli che cercano di fare dell’ummah italiana una ummah un po’ più compatta.

Detto questo devo però sottolineare il fatto che, se tali note sono state avanzate è perché si sono creati spesse volte i presupposti per muoverle e non perché si volesse criticare i fratelli.
Dopotutto, se non si fa notare l’errore, questo verrà ripetuto all’infinità e ricadrà anche su di noi nel Giorno dell’Ora.

Io da parte mia cercherò di essere più presente possibile, anche più di adesso, sebbene il lavoro mi occupi circa 10/12 ore al giorno tutti i giorni da lunedì a sabato, cercando di dare tutto ciò che posso in senso non solo materiale ma anche di supporto morale, che a volte sembra un aspetto sottovalutabile, ma ha invece una grande importanza.

Detto questo, Allah perdoni i nostri peccati e guardi solo alle nostre buone intenzioni e all’amore per
Lui che abbiamo nel cuore.

Wa salam.
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MessaggioInviato: Lun Gen 19, 2009 8:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Talib ha scritto:
Salam Bushra, l'aver preso coscienza degli errori avvenuti (e il volerli correggere) ti fa onore, e che Allah te ne renda merito. Così come Allah renda merito al fratello Yusuf per la sua parola di verità.

Se posso permettere un consiglio, anche se di poca importanza se da parte mia (dal momento che generalmente sono ben poco attivo in questo genere di cose, e uscendo raramente dalla mia piccola "khalwa" sono l'ultima persona che ha il diritto di dare consigli a chi invece è molto impegnato socialmente): non prendere questo incidente come una giustificazione per una futura esclusione dei non-musulmanbi in queste iniziative. Al contrario, è sempre bene rendere la società che ci sta intorno partecipe di queste cose, sia per una conoscenza reciproca che per una forma di invito all'Islam (invito che, lo ripeterò sempre, è dato dall'esempio e non dalla dialettica). Semplicemente, prima di invitarli rendeteli edotti circa le usanze e l'adab musulmano in queste circostanze, così che chi non è d'accordo con questo modo d'essere eviterà di presentarsi per sua volontà, e non per una forma di esclusione proveniente dalla moschea.

Wa Allahu alam.

Salam,
Talib.

PS: mi dispiace molto leggere queste cose sugli incontri del GMI, anche se al dire il vero mi immaginavo che (a parte alcune lodevoli eccezioni) le cose andavano così :(...


BismiLlah

ua alaikum assalam ua rahmatu Llahi ua barakatuhu gentile fratello Talib,
giazakum Llahu khairan per i consigli. Già pensavo di non invitare più persone non musulmane, ma hai ragione tu, il problema non sono loro, siamo noi. Siamo noi musulmani perchè siamo noi a dover mantenere un buon comportamento avendo noi delle basi di fede che ci guida verso il meglio. InshaLlah pensavamo nella prossima cena di dividere le due sale, uomini e donne e di informare prima i partecipanti che la logistica sarà gestita in questo modo. Chi avrà piacere di partecipare sarà allora il benvenuto.
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MessaggioInviato: Lun Gen 19, 2009 9:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu!

Masha'Llah fratello, ci volevano davvero queste tue parole!

Aggiungo per dovuta e necessaria informazione che -almeno fino a qualche tempo fa- la carne servita durante gli incontri del GMI non è macellata secondo il rituale islamico.

Ed è giusto anche ricordare che una donna non può viaggiare senza mahram per più di una certa distanza (circa 80 km), e questo sarebbe da tenere in considerazione in vista degli "incontri nazionali" che hanno luogo - oltre allo spensierato mescolarsi di maschi e femmine.

'umar andrea




BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu fratello Umar,

volevo informarti che la carne usata nella cena era halal alhamduliLlah e penso (e spero) che un po' tutti i musulmani rispettino questo precetto, che è comunque un'obbedienza ad Allah swt e allo stesso tempo una fonte di benessere per noi.

Per quanto riguarda la questione del muhram anche io ho letto (nel fiqh) che è doveroso l'accompagnamento di un muhram. Un motivo in più quando si tratta di ambienti promiscui o si deve affrontare un lungo viaggio. Ho già parlato di questo con la nostra responsabile di sezione per farle notare che tante ragazze non vengono agli incontri perchè non trovano questa condizione realizzata (cioè se io sapessi che vado in un posto dove miglioro la mia fede e imparo qualcosa in più stando con altre sorelle musulmane, faccio lo sforzo di andare, magari anche organizzandomi con un gruppo di donne accompagnate da un fratello maturo, ma se so che vado solo per "divertirmi" andando in un posto in cui non vedo rispettate alcune regole elementari islamiche preferisco non andare per preservare la mia fede e non cadere in tentazioni di altro genere).
Ricordo che i primi incontri dell'AGSMI (era l'associazione da cui è poi nato il gmi, associazione giovani studenti musulmani in italia) erano bellissimi e mio padre ci mandava volentieri. Abbiamo fatto vari incontri ma tutti separati (talvolta anche gli oratori e gli argomenti da trattare potevano essere approfonditi in maniera diversa e noi donne discutevamo con più libertà anche di specifiche tematiche femminili). In particolare ricordo che uno degli ultimi incontri organizzati dall'associazione era un bellissimo corso di formazione di una settimana dove vennero degli insegnanti apposta per insegnarci Quran, Tafsir, Tajuid, Storia Islamica e attività fisica (era anche previsto un esame alla fine). Quello sì che è stato un corso veramente utile e oggi come oggi ringrazio Allah stw per avermi dato la possibilità di partecipare perchè tante delle nozioni che ancora so le ho imparato in quel contesto e chiedo ad Allah swt di ricompensare quelle persone che fecero un sacrificio per Allah swt con lo scopo di trasmettere a noi giovani qualcosa di concreto che potesse migliorare la nostra vita.
Spero che un giorno anche le persone che hanno guidato e quegli altri che stanno guidando il gmi ascoltino i consigli di fratelli e sorelle che vogliono solo il meglio per tutti e ci consigliano in nome della fratellanza in Allah swt. Se un fratello ci consiglia e riporta Quran e Hadith secondo me non abbiamo che da ringraziarlo. Che Allah swt ci renda consci dei nostri errori e ci guidi a pentirci e a migliorare con la sua volontà. Giazakum Llahu khairan ua assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu.
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 12:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Abdel Nur ha scritto:
AsSalamu 'alekom wa RahmatuLlah.
Vi scrivo, cari fratelli e gentili sorelle, con un notevole disagio per le vostre parole, come membro del GMI, ma innanzi e soprattutto come musulmano, vostro fratello presso Dio, e membro di una sola Comunità di credenti che si sforza di ordinare il bene e proibire il male, nel Nome d'Iddio.

Il GMI sta collaborando in diverse città con l'organizzazione umanitaria Islamic Relief. Si tratta di un'organizzazione islamica internazionale con sede a Londra; grazie a diversi e ripetuti riconoscimenti internazionali, per la sua trasparenza e serietà, è politicamente inattacabile sotto ogni punto di vista. In questi giorni, rappresenta una delle poche realtà attive ed operative nella Striscia di Gaza: tramite un collegamento quotidiano con l'ufficio IR di Gaza, tutti gli uffici nel resto del mondo hanno un flusso regolare di informazioni, da diramare ulteriormente e tramite le quali stabilire le proprie priorità in termini di raccolta fondi; operando sotto l'egida dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, Islamic Relief vanta un salvacondotto che permette di contribuire materialmente, giorno dopo giorno in questi giorni di massacro, al sostegno dei fratelli e delle sorelle di Gaza, nelle minime quantità in cui questo è reso possibile dalle condizioni militari.
Le maggiori forme di collaborazione tra GMI ed Islamic Relief - che tuttavia andranno via via definendosi ensha'Allah - sono l'organizzazione di cene per raccolta di fondi ed il contributo personale di diversi fratelli e sorelle in termini di lavoro volontario. Qui a Milano, abbiamo anche organizzato ed ensha'Allah organizzeremo diverse occasioni di incontro nelle università e nelle scuole, così da unire un discorso puramente informativo e di assistenza umanitaria (IR) ad un più vasto ambito di dibattito ed approfondimento sulla questione palestinese.
Ad oggi, Islamic Relief rappresenta una delle pochissime forme di concreto sostegno materiale alla causa palestinese, wa Allahu A'lam.

Mi è perfettamente chiaro che la qualità di un'iniziativa rappresenti la misura del suo giudizio finale, ben prima dei termini quantitativi dei suoi risultati.
Posso limitarmi a testimoniare della cena che si è svolta a Milano. Organizzata in un ristorante vicino alla sede del GMI, con cui abbiamo un rapporto di fiducia e cordialità, i fratelli e le sorelle si sono raccolti in sale separate, seppur comunicanti, e talora in tavoli separati benché in sale comuni, nei casi delle persone più adulte che sono intervenute, numerose, all'iniziativa, con generose donazioni.

Subentra, qui, un discorso di comportamento islamico. Non si può dire "non è mia intenzione di fare qualcosa", e poi fare comunque quella cosa. Non si può dire "io non voglio giudicare, né parlare male, né creare diffidenza", per poi emettere giudizi, dare impressioni definitive, sconsigliare esplicitamente non solo di partecipare alle attività di una certa organizzazione che si definisce islamica - e che in quanto tale, pur senza scontare alcuna critica, nessuno ha il diritto di mettere in dubbio - ma addirittura sconsigliando di avvicinarsi al lavoro islamico generale di cui alcuni fratelli e sorelle si sono fatti carico in termini di responsabilità, fatica e sforzo, pur con tutti i limiti che è necessario, oltreché doveroso, segnalarsi reciprocamente ed in fraternità.

Io non metto in dubbio l'intenzione fraterna con cui si "mette in guardia" alcuni fratelli e sorelle dai "limiti" che si vedono nel lavoro di questa o quella organizzazione che si sforza fi sabiliLlah. Mi chiedo però se questa stessa fraternità sia stata impegnata nel prendere contatti coi responsabili sia dell'evento cui si è partecipato (non credo, giacché una sorella ha risposto qui, su un forum internet, come se la cosa non fosse stata discussa altrove e precedentemente), sia in generale coi responsabili di un'intera associazione di cui s'intende mettere in discussione - se non criticare apertamente e genericamente - la serietà e l'impegno. Mi chiedo se questo avrebbe contribuito ad organizzare meglio le prossime iniziative di questo tipo. Mi chiedo quali siano i limiti e le condizioni del “parlare male a fin di bene”, ed in particolare quando questo non sembra essere stato preceduto da un discorso fraterno con coloro di cui si vorrebbe portare alla luce i limiti, gli errori, le debolezze, né da un tentativo sostanziale, personale, di coinvolgimento diretto, per una riforma di una situazione di cui s’intuiscono alcune manchevolezze. Mi chiedo in quale misura sia utile additare criticamente e genericamente - senza nemmeno conoscere le specifiche situazioni che si vengono a creare al di là della propria piccola esperienza personale - lo sforzo di alcuni fratelli, senza esprimere preliminarmente uno sforzo di consiglio nel bene, di sostegno laddove ce ne fosse più bisogno, di coinvolgimento personale in un percorso più complesso di quanto si possa presumere superficialmente, nei loro confronti.

Io personalmente sono il primo ad osservare e criticare alcuni aspetti di un’organizzazione in cui ho scelto d’impegnarmi. Mi è perfettamente chiaro, d’altronde, che si tratta di un’associazione giovane, di cui dei giovani si sono presi la pesante responsabilità, pur appoggiandosi sull’esperienza di persone più mature nel lavoro islamico, tra cui alcuni responsabili dei centri islamici di diverse città. E’ un’associazione che, con i suoi naturali, necessari limiti, ha fatto più di quel che si sarebbe fatto se questa non ci fosse stata; consapevole dei propri limiti, si sforza di fare sempre meglio e sempre più, ed in particolare in quest’ultimo periodo della sua esperienza associativa, ensha’Allah.

Credo allora che dobbiamo chiederci quale posizione adottare nei confronti dei propri fratelli, che non sono tutti shuyukh né aspirano a diventarlo, anzi. Se vedo un fratello fumare, posso voltargli le spalle ed allontanarmi, oppure avvicinarmi e convincerlo che si tratta di una cosa nociva per lui. Se scegliessi di avvicinarmi, posso farlo strappandogli la sigaretta di bocca, ed allora otterrò un certo risultato, oppure sgridandolo, ed allora ne otterrò un altro, oppure ragionando con lui, e quindi ne otterrò un altro ancora, oppure prendendolo in giro, ed otterrò una reazione ancor diversa. Non è nemmeno detto che si debba assumere un solo atteggiamento, piuttosto che un insieme di atteggiamenti vicendevolmente corroboranti.
Nella mia personale esperienza, ho visto i frutti di un lavoro di questo genere. E’ un lavoro difficile, con cui ci si confronta quotidianamente, in cui ti domandi continuamente quale sia il linguaggio migliore per il “buon consiglio”, che per un fratello sarà una faccia severa, per un altro una pacca sulla spalla, per un altro un discorso dottrinale argomentato, e così via per ognuno di loro.

Potrei dilungarmi a lungo, ma credo che il succo del mio disagio sia piuttosto chiaro. Vorrei poter contare su fratelli con una solida esperienza islamica, per dare un esempio costruttivo a fratelli più giovani nella fede, per età o per convinzione, assediati da modelli contrastanti, autodistruttivi; vorrei poter contare su un buon consiglio, foss’anche non organico a questa o quella organizzazione, ma comunque sempre e innanzi tutto comunitario, anziché vicendevolmente giudicante, diffidente, e pronto a guardare sempre prima i limiti, anziché le potenzialità, costringendo irrimediabilmente queste in quelli, anziché superare insieme i primi alla luce delle seconde. Vorrei che lo sforzo di molte persone non fosse svillaneggiato per “voci”, “impressioni”, singole situazioni, perché se un albero si giudica dal suo frutto, noi tutti siamo interessati affinché le radici, invisibili, sotterranee, tenaci, siano quanto più possibili ampie, solide. Ed invece finiamo spesso per tagliare alberi ancora giovani, anziché contribuire, pure criticamente, alla loro potatura, al loro risanamento laddove necessario, al loro rinvigorimento. Abbiamo forse la presunzione del taglialegna, anziché la dedizione del giardiniere?

Vi scrivo d’impeto che se la metà delle persone che criticano gli altri – il GMI, come chiunque altro – avessero fatto uno sforzo serio, coerente e perseverante di miglioramento di quelle realtà che criticano, allora queste sarebbero già oggi molto più solide di quello che nonostante tutto già sono, molto più attente a certi aspetti - non foss’altro che perché molto più numerose sarebbero le persone di esempio sotto diversi punti di vista - molto più attive in termini di risorse umane, di progetti che si potrebbero seguire, di ricerche di approfondimento e consolidamento dottrinale, di traduzioni, di interventi pubblici, di manifestazioni pacifiche e quant’altro.

Vi scrivo, come detto, d’impeto, e non vi scriverei se non vi considerassi miei fratelli nella fede, o persone che non siano in grado di comprendere quello che cerco di comunicarvi. La mia pretesa non è una qualche ragione, ma una qualche solidarietà – critica, severa, ma fraterna solidarietà. Guardiamo alle potenzialità dei fratelli, prima che ai loro limiti; aiutiamoli pazientemente, amorevolmente a superare gli ultimi, ed incoraggiamoli, sosteniamoli attivamente a sviluppare le prime, così miseramente, desolatamente represse dal kufr in cui siamo immersi.

Stiamo lavorando per i fratelli di Gaza, come stiamo lavorando per i fratelli di tutta Italia, che hanno altrettanto, diverso bisogno. Io mi chiedo quanto sia utile raccomandare di allontanarsi da questo umile, difficoltoso sforzo, anziché invitare a contribuirvi in modo costruttivo, laddove se ne vedano i limiti.
Vi scrivo, naturalmente, a titolo personale, pur parlandovi delle sensazioni relative ad un lavoro condiviso con molte altre persone. Resto naturalmente a vostra disposizione per qualsiasi suggerimento, critica e contributo, e per qualsiasi chiarimento rispetto a quel che ho voluto condividere con voi, miei fratelli e sorelle cui domando sostegno, ciò che è nostro dovere offrirci vicendevolmente.
Domando perdono a Dio, Cui va ogni lode. Wa’sSalam.



BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu fratello Abdel Nur,

sono contenta che finalmente intervenga un fratello che collabora col Gmi. Ora, per rassicurarti ribadisco che nessuno ha parlato male di IR o del fatto che il GMI stia dando una mano all'assciazione.
Detto questo ribadisco che la critica è essenziale. Non dobbiamo (dico non dobbiamo perchè comunque in un modo o nell'altro mi ci ritrovo sempre anch'io nel gmi) infastidirci del 2amr bil ma3ruf (consigliare al meglio). Secondo me il modo in cui ha consigliato il fratello Yusuf e anche gli altri, è lodevole perchè sono stati citati ayat del Quran o Hadith del Profeta Muhammad saas ed è questo il modo migliore per consigliare nell'Islam. A me le parole del fratello Yusuf mi hanno fatto riflettere tantissimo e gli sono grata per aver scritto le cose così come le ha scritte: in maniera diretta e senza giri di parole.

Consiglio a me stessa e ai fratelli del Gmi di studiare meglio l'Islam per poterlo meglio applicare. Ho sempre sentito il dovere di consigliare al meglio e alhamduliLlah quello che posso l'ho fatto e chiedo ad Allah swt di darci la forza di farlo sempre. Purtroppo devo dire che non mi sento di fare come consigli tu (e cioè di partecipare comunque sperando che le cose migliorino), perchè di perdere quelle poche hasanat che ho (se ce ne ho) non ho voglia e vorrei evitare di prendere altre saiiaat.
Ho da poco assistito a un corso di formazione (che dicevano che era già più separato degli incontri soliti) ma non mi sono sentita a mio agio come musulmana), alhamduliLlah siamo stati bene tra sorelle, ma non c'erano gli spazi dovuti per noi donne.

Dunque per guidare una qualsiasi associazione sotto il nome dell'Islam è essenziale saperne abbastanza di Islam (ma non come cultura generale, bensì conoscere le fonti e applicarle) e riuscire ad essere di buon esmpio per gli altri. Se non si fa così si rischia di prendere un grande UIZR (peso di peccati per tutte le cose sbagliate che si dicono e si fanno a nome dell'Islam).

Ti faccio un esempio:
uno dei fratelli che ora collaborano col gmi ha scritto in un suo blog (in occasione del caso Hejazi che si diceva si fosse allontanato dall'islam) che un Hadith del Bukhari autentico è "secondo lui" non valido perchè "secondo lui" contrasta con una ayah del Quran. Ora questa affermazione è gravissima da un punto di vista dottrinale perchè un Hadith sahih è tale perchè i sapienti hanno accertato che è autentico e un ragazzo che non sa nulla non si può ne si deve permettere di dire che secondo lui non è valido. In secondo luogo se non conosciamo il Quran e i motivi per cui sono state rivelate le ayat non possiamo credere di giudicare il loro senso e di internpretarla come più ci piace e (magari che piace ai media). Se conosciamo la fede e la studiamo, il Quran e la conoscenza dell'Islam ci illuminano il pensiero e le azioni, ma se non le conosciamo finiamo di fare solo dei danni a questa religione che diciamo di amare tanto.

Per quel che riguarda il gmi non mi interessa criticare in questa sede, ti dico solo che ieri sono stata da una sorella che me ne ha parlato (è stata a un incontro gmi) e non pensa più di venire e anche secondo lei il gmi sta diventando un'agenzia matrimoniale (non islamica cmq). Le parole della gente ci debbono fare riflettere... ci dovremmo domandare: perchè più di una persona dice questo? Perchè tanti dicono che come musulmani non se la sentono di partecipare?
Ora non dico di condannare l'associazione ma è importante correggere i difetti e gli errori di chi ci lavora (deve sapere di più dell'islam per poterlo applicare e rappresentare) e di chi ci partecipa (deve capire che ci sono delle regole da rispettare anche nei confronti degli altri e sforzarsi a farlo durante gli incontri, anche se nella sua vita personale sceglie di non farlo.)

Chiediamo ad Allah swt di guidarci tutti sulla retta via e di darci l'umiltà per capire le nostre mancanze e i nostri difetti per migliorarli. Giazakum Llahu khairan ua assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua abarakatuhu.
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 12:33 am    Oggetto: Rispondi citando

BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu gentili fratelli e sorelle,

inshaLlah stiamo organizzando un'altra cena a bologna, stavolta a castelguelfo (Bo).


L'ultima modifica di basmah il Mer Gen 21, 2009 11:13 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 1:06 am    Oggetto: Rispondi citando

Cara sorella, sono stato il primo a riconoscere la bontà dei suggerimenti e delle critiche dei fratelli. Non è questo in discussione. Si tratta invece di discutere il modo in cui queste vengono fatte. Io non dico "venite e sperate che vada meglio"; dico "se vedete un errore, parlatene coi diretti responsabili e consigliateli al meglio per il meglio". Io non voglio censurare le critiche, vorrei piuttosto che si moltiplicassero e che fossero poste in modo realmente costruttivo, e non nel vuoto pneumatico ed impersonale di un forum internet, in cui si può criticare genericamente senza poi dare alcun seguito concreto, senza poi esprimere un equivalente, sostanziale impegno personale. Si tende a dire a terzi che "lui non fa bene", invece che affiancare silenziosamente il fratello e portarlo a fare meglio.

Fatico a capire quell'atteggiamento per cui ci si dimostra molto scrupolosi su certe questioni ed allo stesso tempo si tralascia del tutto o quasi le regole della fratellanza, del buon consiglio, e di una parola corretta che non divulghi il limite del fratello, prima che si sia cercato di porvi rimedio - quelle regole di cui oggi abbiamo una grandissima, particolare necessità.
Mi lascia ancora più di stucco che in diversi giorni nessuno sia intervenuto per discutere le mie rimostranze ed il mio disagio, pur avendo precedentemente denigrato un'intera associazione islamica nazionale. Io credo sia un atteggiamento che merita una riflessione collettiva, giacché ciò che stavolta riguarda un'associazione giovanile con tutti i limiti che vogliamo addebitarle, domani riguarderà qualcun altro ancora, e così via.
Mi sembra un insensato gioco al ribasso, inaccettabile per tutti noi. Da parte mia resto, naturalmente, speranzosamente a disposizione di tutti voi.
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 8:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Salam aleikom.

Abdel Nur ha scritto:

Mi lascia ancora più di stucco che in diversi giorni nessuno sia intervenuto per discutere le mie rimostranze ed il mio disagio, pur avendo precedentemente denigrato un'intera associazione islamica nazionale......


Scusami fratello, ma non capisco "nessuno sia intervenuto"...... Mi sembra che sia stato detto qualcosa.....

Wa salam.
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 10:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Gentile sorella, naturalmente non mi riferisco né a te - che sei stata addirittura la promotrice di questa discussione, con un invito alla cena di solidarietà - né alla sorella Basmah, che si è occupata dell'organizzazione della cena. Non siete voi che avete platealmente espresso delle forti critiche, né avete voi invocato un intervento cui non avete poi dato alcuna risposta; quindi il mio disagio non è certo indirizzato a voi.
JazakomuLlah khayr per il vostro impegno, wa'sSalam.
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam alekom.
Non sapevo neanche dell’’esistenza di questo forum, ma grazie a questa discussione ora ne sono venuta a conoscenza e potrò inshAllah venire a frequentarlo per poter accrescere la mia cultura (scarsa) e poter confrontarmi con voi fratelli e sorelle.
Intervengo in questa discussione perché alla cena c’ero anch’io.
Non vorrei che ci fossero polemiche o altro, ma vorrei solo dire il mio punto di vista al riguardo.
Io sinceramente ci sono rimasta un po’ male leggendo questi commenti, una persona che non era presente alla cena andrebbe a pensare che sia accaduto chissà cosa.
Ritengo personalmente che non è haram parlare con un fratello, ovviamente nei limiti consentiti, nel leggere i vostri interventi sembra che a prescindere da tutto una sorella e un fratello non possano dialogare insieme, allora sarebbe pure haram per una donna andare dal fruttivendolo a comprare la frutta, per una ragazza sostenere un esame con un professore, ecc..
Come qualche giorno fa mi disse un fratello l’Islam è una religione di mezzo, cioè né troppo né troppo poco. Si deve trovare il giusto equilibrio.
Io ho provato un po’ a documentarmi al riguardo, in particolare su “il lecito e l’illecito nell’Islam” di Youssef Qaradawi. Premetto che non parla del rapporto in concreto che ci deve essere tra uomini e donne, ma comunque ritengo utile riportare alcuni passaggi.
Prima di tutto dice di non avvicinarsi alla fornicazione {Non ti avvicinare alla fornicazione. È davvero cosa turpe e tristo sentiero} (17:32), poi dice “una delle vie che possono condurre alla fornicazione, vietata dall’Islam, è di restare solo vicino ad una donna che si può sposare […] questo non significa che si manca di fiducia in loro oppure in uno di loro. Ma l’Islam vuol metterli al riparo dalle chiamate del male e delle cattive ispirazioni che sono in lotta nella coscienza, quando si incontrano la virilità dell’uomo e la femminilità della donna in assenza di un terzo”.
“Lo sguardo prolungato dell’uomo verso la donna o della donna verso l’uomo è illecito” {Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. E di alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare} (24:30) “Bisogna evidenziare che il versetto dice bene di abbassare i loro sguardi e non di evitarli. […] abbassare un po’ lo sguardo non vuol dire chiudere completamente gli occhi e abbassare la testa verso terra”.
E infine riporto questo “Evitare ogni promiscuità con gli uomini, promiscuità di contattato e nel toccare, come accade in epoca attuale nelle sale dei cinema, nelle aule di università, nelle sale conferenze, nei mezzi di trasporto pubblici, ecc”
Da tutto questo, io deduco se sbaglio correggetemi, che entro i limiti consentiti è lecita la promiscuità, una volta che ci si ritrova in un luogo pubblico, con l’abbigliamento giusto, con le debite distanze, e con una conversazione “utile”, si può tranquillamente dialogare con un fratello.
Inoltre se vogliamo tornare all’evento in se non ho trovato tutta questa promiscuità di cui si è parlato, era comunque inevitabile in un ambiente così ristretto, ma in tutti i casi la maggior parte delle ragazze li presenti erano accompagnate dai proprio genitori.
Penso che se qualcuno abbia notato un comportamento non propriamente islamico bastava prendere da parte quella persona e farle notare l’abbigliamento inadatto, o un atteggiamento scorretto, o qualsiasi altra cosa. Senza necessariamente criticarla o offenderla, come ha detto prima il fratello ci sono modi e modi di dire le cose.
Non condivido neanche la posizione presa da un altro fratello, in cui dice che dobbiamo essere duri e distaccati con i non musulmani, secondo me non c’è comportamento più sbagliato di questo. Noi a loro dobbiamo dare il buon esempio, essere cordiali, gentili, disponibili, in modo tale che vedano come siamo e chissà non si sa mai che finiscano un giorno per convertirsi. Essere distaccati significa mettere un muro tra noi e loro, invece noi che abitiamo in questi paesi in cui la fede islamica non è molto praticata abbiamo il compito di farla conoscere, non come fanno i testimoni di Geova che ti bussano alla porta, ma appunto attraverso il nostro comportamento.

Infine, ma questo è proprio un mio parere personale, non ci trovo niente di male se due persone giovani si trovano in contesti come questi o il GMI, per poi magari fidanzarsi e sposarsi. Sempre ovviamente con il consenso dei genitori e le dovute formalità.
Anch’io condanno chi ci va propriamente per questo motivo, qui dipende dal nie o dalla coscienza di ogni persona. Io vado per imparare e accrescere la mia cultura, non ci vado per trovare marito, ma se succede ben venga. Noi abitiamo in una società dove non ci sono tanti musulmani praticanti, e quei posti sono l’unico luogo dove ci riuniamo tutti insieme, non lo trovo un luogo del peccato.
Io sono andata all’ultimo convegno del GMI, la penultima volta che ci sono andata risale a qualche anno fa. Devo dire che ho notato miglioramenti sempre in campo di promiscuità.
Certo ci possono essere fratelli o sorelle che non hanno comportamenti adeguati ma non per questo si deve condannare l’intera associazione. Ognuno è responsabile del proprio operato.
Non voglio dilungarmi, penso che il mio pensiero sia abbastanza chiaro.
Concludo solo dicendo che forse (anzi sicuramente) eccedo nei limiti consentiti, per quanto riguarda abbigliamento e dialogo con i fratelli, spero di migliorare che Allah (swt) mi aiuti in questo e mi perdoni dai miei peccati.
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Talib
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Mer Dic 16, 2009 5:03 pm, modificato 1 volta
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Gen 20, 2009 7:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Premetto innanzitutto che personalmente non ho mai chiamato in causa Islamic Relief, quindi trovo fuori luogo far sembrare che qualcuno l'abbia attaccata.

Rispondo riguardo alle mie dichiarazioni, cominciando con una precisazione sul "carattere pubblico" della discussione in atto.

Poichè le scelte del GMI sono di carattere pubblico, e di un'associazione pubblica stiamo parlando (non di errori di qualche singolo fratello), trovo giusto parlare con trasparenza, anche pubblicamente, a cominciare dal rendere note scelte che sarebbero semmai dovute essere rese note dagli stessi organizzatori, ma siccome ciò non è avvenuto, possiamo considerare nostro dovere fare in modo che chi sia interessato a passare tre giorni presso un "incontro islamico" sappia - ad esempio - che il cibo che mangia potrebbe non essere lecito.
Ed uso il condizionale augurandomi che nel frattempo si sia risolto questo problema - ma senza crederci troppo, dal momento che i responsabili dell'incontro non lo ritengono un problema in base ad i loro riferimenti giuridici.

A proposito di cibo: ricordo perfettamente che quando andai all'incontro del GMI del Dicembre 2006, mangiai per diversi giorni il cibo servito, finchè -chiedendo per scherzo se la carne fosse macellata islamicamente- ricevetti risposte diverse, e quando con un altro fratello si chiese ad alcuni responsabili, alla terza o quarta volta che si domandò (dopo risposte vaghe e assurde come "dì "bismiLlah" prima di mangiare.."), si venne finalmente a sapere che non era carne macellata islamicamente.
Il tutto all'insaputo dei fratelli e delle sorelle partecipanti.

Sul mescolamento dei generi, si aggiunge un altro tassello che può contribuire a chiarire il senso della discussione in corso.

Siccome sono stati avanzati riferimenti altri rispetto a quelli che seguiamo in questo forum, la faccenda si può perfettamente vedere sotto un'altra luce, la seguente:

-Chi segue il liberal-riformismo modernista, vada pure ad incontri dove vengono serviti cibi illeciti (ma da loro considerati "halal"), e dove ragazzi e ragazze senza mahram occupano gli stessi ambienti, parlano liberamente e non solo.

-Chi segue i riferimenti condivisi da questo forum (ed è questa la ragione per cui proprio qui ne parliamo, e non altrove), sappia che
1. Almeno fino ad un paio di anni fa- il cibo servito non era lecito, e che quindi -se si vuole mangiare cibo lecito- è il caso di chiedere bene agli organizzatori per accertarsi riguardo la sua provenienza, magari insistendo, visto che la famosa volta di un paio di anni fa si è dovuto chiedere tre o quattro volte ed a persone diverse, prima di sapere che la carne servita non era macellata islamicamente.
2. C'è musica.
3. Ci sono ragazzi e ragazze non accompagnate dal mahram che occupano gli stessi ambienti e parlano liberamente e non solo.

Come minimo, si prenda questa discussione come un avvisare i fratelli e le sorelle che seguono questo forum (e che si suppone quindi avere riferimenti giuridici diversi del "ma sì va tutto bene" di certo "riformismo") riguardo a questioni (come appunto la carne ed il mescolamento dei generi), dove i responsabili di detti incontri paiono privilegiare approcci che -se vogliamo ridurlo a questo- non reputiamo essere validi.

Dunque mi chiedo: che male c'è a descrivere come avvengono/sono avvenuti alcuni incontri?
Chi ritiene vadano bene, evidentemente non dovrebbe avere nulla da nascondere.

E - sempre se si ritenga vadano bene - qual'è il problema se altri fratelli che hanno riferimenti e visioni diverse, non ritenendo "halal" la carne che si trova nei normali supermercati, nè permesso che ragazze e ragazzi gironzolino negli stessi ambienti in maniera promiscua et cetera, durante un "incontro islamico" - facciano presente la situazione, senza offendere nessuno, ma solo con l'intenzione di dire "per chi condivide i nostri riferimenti, e come noi ritiene che ciò sia scorretto, sappiete che ciò avviene".

Ognuno poi tragga le dovute conclusioni, e faccia le sue scelte.

'umar andrea

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basmah
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 4:31 am    Oggetto: Rispondi citando

Abdel Nur ha scritto:
Gentile sorella, naturalmente non mi riferisco né a te - che sei stata addirittura la promotrice di questa discussione, con un invito alla cena di solidarietà - né alla sorella Basmah, che si è occupata dell'organizzazione della cena. Non siete voi che avete platealmente espresso delle forti critiche, né avete voi invocato un intervento cui non avete poi dato alcuna risposta; quindi il mio disagio non è certo indirizzato a voi.
JazakomuLlah khayr per il vostro impegno, wa'sSalam.




BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu gentile fratello Abdel Nur,

forse non si è capito quello che volevo dire nel messaggio precedente. Conconrdo con te che quando possibile bisogna far arrivare i nostri consigli ai responsabili per poter in maniera concreta cambiare le cose. Questo alhamduliLlah ho sempre provato a farlo, senza però grandi risultati. Anche la sorella che raccontavo era andata ad un'incontro (quella che non aveva più intenzione di tornare) l'aveva provato a spiegare alla capo sezione, e quindi aveva provato a cambiare qualcosa. Lo stesso vale per il fratello Umar Andrea che chiese anche lui ai responsabili se la carne fosse halal. Secondo me la volontà di far arrivare questi consigli c'è e inshaLlah è un dato di fatto.

Penso che l'atteggiamento di questi fratelli non sia passivo perchè non è che non vogliano dare il buon consiglio fraterno, ma piuttosto, dopo averlo dato e constatare che non è servito a cambiare le cose aver pensato di modificare la propria scelta per seguire un'altra strada (cosa del tutto lecita).

A dire la verità fratello Abdel Nur... quando i genitori dei ragazzini vengono a chiedermi consiglio se mandare o meno i loro figli agli incontri di questa associazione, io rispondo sulla base di quello che so e di quello che ho visto a questi incontri, perchè è una grande responsabilità quella di dare buon consiglio. Quello che dico non è un semplice si o un no, ma intanto metto in guardia i genitori da quelli che possono essere i rischi e che comunque sarebbe meglio per un genitore accertarsi dell'ambiente dove si vuole mandare il figlio/la figlia; per questo consiglio loro, per un primo approccio, di accompagnare il figlio e di rimanere presenti durante tutta la durata dell'incontro. Solo in questa maniera un genitore può valutare se le sue aspettative vengono in qualche modo realizzate.

Detto questo vorrei di nuovo ribadire che sentire un'opinione diversa dalla nostra, sentire una critica o un consiglio non ci deve infastidire. Secondo me, fratello Abdel Nur, forse è un arricchimento che una discussione del genere sia nata su un forum diverso da quello del gmi, ,proprio per aver la possibilità di sentire opinioni diverse e capire perchè sono diverse.

Il fatto che alcuni fratelli non abbiano ancora risposto può essere dovuto ai più diversi motivi personali (io stessa non avevo il tempo di scrivere e ho ritardato nel rispondere ai diversi interventi), quindi inshaLlah portando un po' di pazienza avremo inshaLlah modo di sentire l'opinione di tutti quanti. Giazakum Llahu khairan ua assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu

Bushra
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 5:10 am    Oggetto: Rispondi citando

zena ha scritto:
Salam alekom.
Non sapevo neanche dell’’esistenza di questo forum, ma grazie a questa discussione ora ne sono venuta a conoscenza e potrò inshAllah venire a frequentarlo per poter accrescere la mia cultura (scarsa) e poter confrontarmi con voi fratelli e sorelle.
Intervengo in questa discussione perché alla cena c’ero anch’io.
Non vorrei che ci fossero polemiche o altro, ma vorrei solo dire il mio punto di vista al riguardo.
Io sinceramente ci sono rimasta un po’ male leggendo questi commenti, una persona che non era presente alla cena andrebbe a pensare che sia accaduto chissà cosa.
Ritengo personalmente che non è haram parlare con un fratello, ovviamente nei limiti consentiti, nel leggere i vostri interventi sembra che a prescindere da tutto una sorella e un fratello non possano dialogare insieme, allora sarebbe pure haram per una donna andare dal fruttivendolo a comprare la frutta, per una ragazza sostenere un esame con un professore, ecc..
Come qualche giorno fa mi disse un fratello l’Islam è una religione di mezzo, cioè né troppo né troppo poco. Si deve trovare il giusto equilibrio.
Io ho provato un po’ a documentarmi al riguardo, in particolare su “il lecito e l’illecito nell’Islam” di Youssef Qaradawi. Premetto che non parla del rapporto in concreto che ci deve essere tra uomini e donne, ma comunque ritengo utile riportare alcuni passaggi.
Prima di tutto dice di non avvicinarsi alla fornicazione {Non ti avvicinare alla fornicazione. È davvero cosa turpe e tristo sentiero} (17:32), poi dice “una delle vie che possono condurre alla fornicazione, vietata dall’Islam, è di restare solo vicino ad una donna che si può sposare […] questo non significa che si manca di fiducia in loro oppure in uno di loro. Ma l’Islam vuol metterli al riparo dalle chiamate del male e delle cattive ispirazioni che sono in lotta nella coscienza, quando si incontrano la virilità dell’uomo e la femminilità della donna in assenza di un terzo”.
“Lo sguardo prolungato dell’uomo verso la donna o della donna verso l’uomo è illecito” {Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno. E di alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare} (24:30) “Bisogna evidenziare che il versetto dice bene di abbassare i loro sguardi e non di evitarli. […] abbassare un po’ lo sguardo non vuol dire chiudere completamente gli occhi e abbassare la testa verso terra”.
E infine riporto questo “Evitare ogni promiscuità con gli uomini, promiscuità di contattato e nel toccare, come accade in epoca attuale nelle sale dei cinema, nelle aule di università, nelle sale conferenze, nei mezzi di trasporto pubblici, ecc”
Da tutto questo, io deduco se sbaglio correggetemi, che entro i limiti consentiti è lecita la promiscuità, una volta che ci si ritrova in un luogo pubblico, con l’abbigliamento giusto, con le debite distanze, e con una conversazione “utile”, si può tranquillamente dialogare con un fratello.
Inoltre se vogliamo tornare all’evento in se non ho trovato tutta questa promiscuità di cui si è parlato, era comunque inevitabile in un ambiente così ristretto, ma in tutti i casi la maggior parte delle ragazze li presenti erano accompagnate dai proprio genitori.
Penso che se qualcuno abbia notato un comportamento non propriamente islamico bastava prendere da parte quella persona e farle notare l’abbigliamento inadatto, o un atteggiamento scorretto, o qualsiasi altra cosa. Senza necessariamente criticarla o offenderla, come ha detto prima il fratello ci sono modi e modi di dire le cose.
Non condivido neanche la posizione presa da un altro fratello, in cui dice che dobbiamo essere duri e distaccati con i non musulmani, secondo me non c’è comportamento più sbagliato di questo. Noi a loro dobbiamo dare il buon esempio, essere cordiali, gentili, disponibili, in modo tale che vedano come siamo e chissà non si sa mai che finiscano un giorno per convertirsi. Essere distaccati significa mettere un muro tra noi e loro, invece noi che abitiamo in questi paesi in cui la fede islamica non è molto praticata abbiamo il compito di farla conoscere, non come fanno i testimoni di Geova che ti bussano alla porta, ma appunto attraverso il nostro comportamento.

Infine, ma questo è proprio un mio parere personale, non ci trovo niente di male se due persone giovani si trovano in contesti come questi o il GMI, per poi magari fidanzarsi e sposarsi. Sempre ovviamente con il consenso dei genitori e le dovute formalità.
Anch’io condanno chi ci va propriamente per questo motivo, qui dipende dal nie o dalla coscienza di ogni persona. Io vado per imparare e accrescere la mia cultura, non ci vado per trovare marito, ma se succede ben venga. Noi abitiamo in una società dove non ci sono tanti musulmani praticanti, e quei posti sono l’unico luogo dove ci riuniamo tutti insieme, non lo trovo un luogo del peccato.
Io sono andata all’ultimo convegno del GMI, la penultima volta che ci sono andata risale a qualche anno fa. Devo dire che ho notato miglioramenti sempre in campo di promiscuità.
Certo ci possono essere fratelli o sorelle che non hanno comportamenti adeguati ma non per questo si deve condannare l’intera associazione. Ognuno è responsabile del proprio operato.
Non voglio dilungarmi, penso che il mio pensiero sia abbastanza chiaro.
Concludo solo dicendo che forse (anzi sicuramente) eccedo nei limiti consentiti, per quanto riguarda abbigliamento e dialogo con i fratelli, spero di migliorare che Allah (swt) mi aiuti in questo e mi perdoni dai miei peccati.


BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu carissima Zena,
mi fa piacere leggere anche il tuo intervento riguardo la cena e agli incontri gmi in genere.
Hai ragione nel dire che questa cena non è stata poi così male se consideriamo le cene precendenti dove però non "giocavamo" in casa (nel senso in cui non avendo avuto la possibilità e il permesso di organizzarle al masjid avevamo dovuto farlo presso una parrocchia o un centro sociale). AlhamduliLlah, se consideriamo questo possiamo essere grati ad Allah swt di aver fatto un piccolo passo in avanti anche se non siamo ancora arrivati ad organizzarla nel modo migliore, come vorremmo che fosse inshaLlah.
Ora ti racconterò di un fatto che è successo a una di queste cene (non l'ultima) per causa di un'eccessiva promiscuità.
Dobbiamo pensare che quando Allah swt ci da una regola da osservare nell'Islam questo è solo per il nostro bene e dietro ai suoi insegnamenti c'è una grande saggezza. Dicevo appunto che a una di quelle cene passate dove c'era molta promiscuità una sorella aveva pensato di invitare una giovane ragazza per sedersi accanto a lei al tavolo con una coppia per passare una bella serata tutti assieme (tutti e quattro i protagonisti sono musulmani). La serata procede bene, la moglie di questo fratello parla con questa ragazza e le chiede tante cose personali per poterla meglio conoscere.
I giorni successivi alla cena la ragazza giovane inizia a ricevere sms da questo fratello sposato che le fa capire di essere interessato a lei (aveva preso il suo contatto telefonico dalla moglie all'insaputa di quest'ultima). Anche la moglie inizia a capire quello che sta succedendo e si accende la lite in famiglia.
Non vado avanti nel raccontarvi questa storia, perchè lo scopo non è quella di riportare i fatti di altri ma di farvi riflettere come possa da una situazione di apprente tranquillità e normalità, nascere un disagio, una minaccia per la famiglia e ler il singolo.

Il permesso di parlare con un esponente dell'altro sesso è permesso quando ci sia urgenza di comunicare qulcosa, che dovrebbe comunque essere fatto con le dovute regole islamiche che hai citato (di abbassamento dello sguardo, nonchè serietà e abbigliamento adeguato).
Questo però non estende il permesso a parlare con l'altro sesso per motivi non validi: avere interessi comuni, voler intreattenere un'amicizia (? chissà cosa si intende x amicizia tra uomo e donna. ?), conoscere nuovi fratelli/sorelle ecc.
Noi dobbiamo parlare con gli uomini, avendo però chiro l'obettivo che vogliamo raggiungere con questa comunicazione (non si parla per divertimento o per passare il tempo, ridere e scherzare).
Condivido con te che da cosa possa nascere cosa, e cioè che tu vada a un'incontro o magari che tu vada al masjid (o qualsiasi altra parte dove ci sono musulmani), che un ragazzo noti la tua educazione o il tuo timore per Allah swt e decida così che potresti essere la moglie che stava cercando da tanto tempo. A questo punto però bisognarebbe, se questo è un fratello serio e rispettoso di quelle che sono le regole del matrimonio islamico, rivolgersi ai tuoi genitori per poterti conoscere alla loro presenza (quello che è imprtante è che non si finisca per conoscersi direttamete ragazzo e ragazza e lasciare che la parte più istintiva dell'uomo abbia la meglio sulla ragione e sulla scelta dei valori per creare una famiglia devota. Quando si è da soli si possono iniziare a fare dei complimenti, passare alla parte sentimentale, quando invece questo ha sempre tempo per essere, la cosa più importante è conoscersi davanti a un muhram della ragazza per poter conoscere in maniera obiettiva la persona, conoscere i suoi pregi e difetti, i suoi interessi, il livello della sua conoscenza della fede e della sua applicazione della stessa).
Questo penso debba essere incoraggiato in un'associazione giovanile e non incoraggiare il discorso libero che sia tra organizzatori uomini e donne (senza un terzo) e neppure tra i partecipanti.
Per trasmettere una pratica islamica bisogna prima conoscerla e saperla praticare (la stessa cosa che dicevo nel messaggio precedente, che a noi manca la conoscenza della nostra fede).

Che Allah swt ci guidi verso il meglio e ci unisca sulla Verità. Giazakum Llahu khairan ua assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu.
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 1:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Premetto innanzitutto che personalmente non ho mai chiamato in causa Islamic Relief, quindi trovo fuori luogo far sembrare che qualcuno l'abbia attaccata.

Rispondo riguardo alle mie dichiarazioni, cominciando con una precisazione sul "carattere pubblico" della discussione in atto.

Poichè le scelte del GMI sono di carattere pubblico, e di un'associazione pubblica stiamo parlando (non di errori di qualche singolo fratello), trovo giusto parlare con trasparenza, anche pubblicamente, a cominciare dal rendere note scelte che sarebbero semmai dovute essere rese note dagli stessi organizzatori, ma siccome ciò non è avvenuto, possiamo considerare nostro dovere fare in modo che chi sia interessato a passare tre giorni presso un "incontro islamico" sappia - ad esempio - che il cibo che mangia potrebbe non essere lecito.
Ed uso il condizionale augurandomi che nel frattempo si sia risolto questo problema - ma senza crederci troppo, dal momento che i responsabili dell'incontro non lo ritengono un problema in base ad i loro riferimenti giuridici.

A proposito di cibo: ricordo perfettamente che quando andai all'incontro del GMI del Dicembre 2006, mangiai per diversi giorni il cibo servito, finchè -chiedendo per scherzo se la carne fosse macellata islamicamente- ricevetti risposte diversi, e quando con un altro fratello si chiese ad alcuni responsabili, alla terza o quarta volta che si domandò (dopo risposte vaghe e assurde come "dì "bismiLlah" prima di mangiare.."), si venne finalmente a sapere che non era carne macellata islamicamente.
Il tutto all'insaputo dei fratelli e delle sorelle partecipanti.

Sul mescolamento dei generi, si aggiunge un altro tassello che può contribuire a chiarire il senso della discussione in corso.

Siccome sono stati avanzati riferimenti altri rispetto a quelli che seguiamo in questo forum, la faccenda si può perfettamente vedere sotto un'altra luce, la seguente:

-Chi segue il liberal-riformismo modernista, vada pure ad incontri dove vengono serviti cibi illeciti (ma da loro considerati "halal"), e dove ragazzi e ragazze senza mahram occupano gli stessi ambienti, parlano liberamente e non solo.

-Chi segue i riferimenti condivisi da questo forum (ed è questa la ragione per cui proprio qui ne parliamo, e non altrove), sappia che
1. Almeno fino ad un paio di anni fa- il cibo servito non era lecito, e che quindi -se si vuole mangiare cibo lecito- è il caso di chiedere bene agli organizzatori per accertarsi riguardo la sua provenienza, magari insistendo, visto che la famosa volta di un paio di anni fa si è dovuto chiedere tre o quattro volte ed a persone diverse, prima di sapere che la carne servita non era macellata islamicamente.
2. C'è musica.
3. Ci sono ragazzi e ragazze non accompagnate dal mahram che occupano gli stessi ambienti e parlano liberamente e non solo.

Come minimo, si prenda questa discussione come un avvisare i fratelli e le sorelle che seguono questo forum (e che si suppone quindi avere riferimenti giuridici diversi del "ma sì va tutto bene" di certo "riformismo") riguardo a questioni (come appunto la carne ed il mescolamento dei generi), dove i responsabili di detti incontri paiono privilegiare approcci che -se vogliamo ridurlo a questo- non reputiamo essere validi.

Dunque mi chiedo: che male c'è a descrivere come avvengono/sono avvenuti alcuni incontri?
Chi ritiene vadano bene, evidentemente non dovrebbe avere nulla da nascondere.

E - sempre se si ritenga vadano bene - qual'è il problema se altri fratelli che hanno riferimenti e visioni diverse, non ritenendo "halal" la carne che si trova nei normali supermercati, nè permesso che ragazze e ragazzi gironzolino negli stessi ambienti in maniera promiscua et cetera, durante un "incontro islamico" - facciano presente la situazione, senza offendere nessuno, ma solo con l'intenzione di dire "per chi condivide i nostri riferimenti, e come noi ritiene che ciò sia scorretto, sappiete che ciò avviene".

Ognuno poi tragga le dovute conclusioni, e faccia le sue scelte.

'umar andrea


BismiLlah

assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu gentile fratello Umar,
Giazakum Llahu khairan per le tue osservazioni e commenti. L'unica cosa su cui ti vorrei correggere è che di islam ce deve essere uno solo e noi dobbiamo essere uniti attorno ad esso. Infatti Allah swt ordina al profeta Muhammad saas, traduzione dei significati (Sura Al-Araf, aya 1-3):

"1. O Profeta, temi Allah e non obbedire né ai miscredenti, né agli ipocriti. In verità Allah è sapiente, saggio.
2. Segui ciò che ti è stato rivelato dal tuo Signore. In verità Allah è ben informato di quel che fate.
3. Riponi fiducia in Allah: Allah è sufficiente patrono."

E dice anche, traduzione dei significati (Sura Al-Araf aya 21):

21. Avete nel Messaggero di Allah un bell'esempio per voi, per chi spera in Allah e nell'Ultimo Giorno e ricorda Allah frequentemente.

Io penso che tutti noi stiamo zitti e smettiamo di ribattere e di dire la nostra di fronte alla chiarezza di un'aya del Quran Karim o di fronte a un Hadith del Profeta Muhammad saas. So anche che come hai detto, ci sono persone che ricercano facilitazioni e si allontanano a volte dalla Sunnah del Profeta Muhammad saas. Però noi siamo fratelli e se ci vogliamo veramente bene in Allah swt, allora dobbiamo con tutti i modi cercare di consigliarli e avvicinarli a quello che è la nostra fede (beninteso tutti ci dobbiamo consigliare, non c'è un gruppo che sbaglia sempre e uno mai, quindi questo attegiamento deve essere reciproco). Detto questo spero che non cadiamo mai nella trappola del Shaytan creando dei partiti anche all'interno dell'Islam perchè questo Allah swt non lo accetta e non ce l'ha prescritto. Dobbiamo cercare di unirci, ma unirci non così a caso, bensì sulla Verità che per noi è il Quran e la Sunnah del nostro amato Profeta Muhammad saas.
La sorella Zena ha detto una cosa che mi ha colpito molto, e cioè che Allah swt ci perdoni per il nostro non sapere e per i nostri errori. Mi ha colpito tanto quest'affermazione perchè nella realtà è proprio la conoscenza della fede a far sì che ci sentiamo più uniti e a far sì che si correggano i propri errori con la volontà di Allah swt.
Approfitto per rivolgermi al fratello Abdel Nur per ribadire (perchè l'avevo già detto alla nostra capo-sezione e credo lo sapesse anche l'ex presidente gmi) che studiare la fede e fare 'ibadah è il collante che ci vuole per creare luce nelle nostre menti e unione tra le nostre varie correnti di pensiero. La scienza è luce e anche noi abbiamo bisogno che Allah swt illumini la nostra vita con esso. Il gmi non dovrebbe relegare (secondo me) solo alle sezioni questo compito ma organizzare periodicamente delle conferenze di sapienti che ci spieghino propio le basi della nostra fede (a cominciare dai cinque pilastri dell'islam che pochi di noi li conoscono per davvero) e non vadano a parlare di sociologia e discorsi complessi quando le basi mancano e si rischia di costruire sul vuoto.

Che Allah swt ci renda consci dei nostri errori e ci guidi a un costante pentimento. Che ALlah swt unisca i nostri cuori per Lui, per avere la Sua soddisfazione. Amin
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 2:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

basmah ha scritto:

L'unica cosa su cui ti vorrei correggere è che di islam ce deve essere uno solo e noi dobbiamo essere uniti attorno ad esso.

Io penso che tutti noi stiamo zitti e smettiamo di ribattere e di dire la nostra di fronte alla chiarezza di un'aya del Quran Karim o di fronte a un Hadith del Profeta Muhammad saas. So anche che come hai detto, ci sono persone che ricercano facilitazioni e si allontanano a volte dalla Sunnah del Profeta Muhammad saas.

Detto questo spero sia l'ultima volta che cadiamo nella trappola del Shaytan creando dei partiti anche all'interno dell'Islam perchè questo Allah swt non lo accetta e non ce l'ha prescritto. DObbiamo unirci, ma unirci non così a caso, bensì sulla Verità che per noi è il Quran e la Sunnah del nostro amato Profeta Muhammad saas.


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Sorella, qui nessuno vuol creare "partiti" o "gruppi" (ti dirò, mi sono anche stancato di sentire sempre le stesse "accuse" non sostanziate da alcunchè) semplicemente, ho posto la questione in un altro modo, ovvero come una diversità di riferimenti giuridici, precisando che noi si privilegia l'Islam sunnita tradizionale, se gli altri vogliono seguire altri riferimenti moderni (che ad esempio hanno altre posizioni su quale sia la carne halal, et cetera), è una scelta loro, che noi non condividiamo.
Non ho detto quindi di voler creare chissà quale nuovo "gruppo": la nostra aspirazione è solo Ahl as-Sunna wa al-Jama`a, ed il Jannah, insha'Llah.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 3:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Provo a dirlo in modo più chiaro.
Non ho in alcun modo messo in dubbio la natura delle critiche, né i loro contenuti, né tantomeno le loro intenzioni. Condivido a pieno la necessità di una formazione islamica quanto più possibile solida e profonda. Ho già affermato di condividere in buona misura le riserve espresse nei confronti di un'associazione giovanile che, insieme a qualche indiscutibile pregio, ha certamente diversi difetti, a tutt'oggi; il mio impegno al suo interno è tutt'altro che inconsapevole di queste condizioni, ed anzi guarda ad esse come ad alcuni degli elementi su cui lavorare prioritariamente per migliorare drasticamente la qualità di un servizio dedicato all'intera comunità islamica in Italia ensha'Allah.
In una parola, sono sostanzialmente d'accordo con voi, nel merito della questione.

La mia è una critica di metodo: denuncio l'assenza di un contatto strutturale e personale coi responsabili locali e nazionali dell'associazione, l'inopportunità di una diffamazione che parta da casi specifici e che di fatto oscura diverse altre occasioni in cui i membri della medesima associazione hanno portato a termine progetti in modo adeguato sotto tutti i punti di vista, la miopia di una specie di "selezione di qualità islamica" che non tenga adeguatamente conto dei diversi obiettivi per cui questo o quel ramo della comunità islamica operano, separatamente, ma contemporaneamente e coerentemente ensha'Allah.
Che interesse abbiamo a parlar male, senza che a monte vi sia un serio impegno di miglioramento, di quelle poche realtà islamiche che provano a fare qualcosa di costruttivo in Italia? Ci sono tanti modi diversi per migliorare una situazione o cautelarsi rispetto ad essa, che non sia parlare male - a torto od a ragione - di alcuni fratelli su un forum internet.
A me sembra una questione basilare di comportamento. Si può portare una critica, anche aspra, in modo costruttivo e fraterno, oppure in modo censorio ed impersonale. Ma siamo sempre fratelli, che lavorano per un medesimo scopo fi sabiliLlah; mi pare che ce ne dimentichiamo davvero troppo facilmente. Qui, prima di "modernismi" od altro, c'entriamo noi, wa Allahu A'lam.

Vi chiedo scusa se avessi offeso qualcuno. E' mia premura, desiderio ed intenzione lavorare con tutti voi, al di là di qualsivoglia sigla o raggruppamento, che devono essere solo e soltanto funzionali ad una migliore, più corretta ed efficace trasmissione del Messaggio di Cui siamo umili testimoni, walhamdu liLlah. Vorrei fosse chiaro, come fosse chiaro che questo genere di discussioni mi pare solo e soltanto funzionale a chiarire ed intrecciare quella eccezionale complessità umana e culturale che è nostro preciso dovere mettere a frutto nel miglior modo che ci sia possibile in questa vita ensha'Allah.
JazakomuLlah khayr, barakaLlahu fikom, wa'sSalam.
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 5:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 5:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
basmah ha scritto:

L'unica cosa su cui ti vorrei correggere è che di islam ce deve essere uno solo e noi dobbiamo essere uniti attorno ad esso.

Io penso che tutti noi stiamo zitti e smettiamo di ribattere e di dire la nostra di fronte alla chiarezza di un'aya del Quran Karim o di fronte a un Hadith del Profeta Muhammad saas. So anche che come hai detto, ci sono persone che ricercano facilitazioni e si allontanano a volte dalla Sunnah del Profeta Muhammad saas.

Detto questo spero sia l'ultima volta che cadiamo nella trappola del Shaytan creando dei partiti anche all'interno dell'Islam perchè questo Allah swt non lo accetta e non ce l'ha prescritto. DObbiamo unirci, ma unirci non così a caso, bensì sulla Verità che per noi è il Quran e la Sunnah del nostro amato Profeta Muhammad saas.


Wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Sorella, qui nessuno vuol creare "partiti" o "gruppi" (ti dirò, mi sono anche stancato di sentire sempre le stesse "accuse" non sostanziate da alcunchè) semplicemente, ho posto la questione in un altro modo, ovvero come una diversità di riferimenti giuridici, precisando che noi si privilegia l'Islam sunnita tradizionale, se gli altri vogliono seguire altri riferimenti moderni (che ad esempio hanno altre posizioni su quale sia la carne halal, et cetera), è una scelta loro, che noi non condividiamo.
Non ho detto quindi di voler creare chissà quale nuovo "gruppo": la nostra aspirazione è solo Ahl as-Sunna wa al-Jama`a, ed il Jannah, insha'Llah.

'umar andrea


BismiLlah

giazaka Llahu khairan fratello, non avevo dubbio che fosse così. E' solo per scrupolo che ho scritto. Assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu
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MessaggioInviato: Mer Gen 21, 2009 9:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Abdel Nur ha scritto:
Provo a dirlo in modo più chiaro.
Non ho in alcun modo messo in dubbio la natura delle critiche, né i loro contenuti, né tantomeno le loro intenzioni. Condivido a pieno la necessità di una formazione islamica quanto più possibile solida e profonda. Ho già affermato di condividere in buona misura le riserve espresse nei confronti di un'associazione giovanile che, insieme a qualche indiscutibile pregio, ha certamente diversi difetti, a tutt'oggi; il mio impegno al suo interno è tutt'altro che inconsapevole di queste condizioni, ed anzi guarda ad esse come ad alcuni degli elementi su cui lavorare prioritariamente per migliorare drasticamente la qualità di un servizio dedicato all'intera comunità islamica in Italia ensha'Allah.
In una parola, sono sostanzialmente d'accordo con voi, nel merito della questione.

La mia è una critica di metodo: denuncio l'assenza di un contatto strutturale e personale coi responsabili locali e nazionali dell'associazione, l'inopportunità di una diffamazione che parta da casi specifici e che di fatto oscura diverse altre occasioni in cui i membri della medesima associazione hanno portato a termine progetti in modo adeguato sotto tutti i punti di vista, la miopia di una specie di "selezione di qualità islamica" che non tenga adeguatamente conto dei diversi obiettivi per cui questo o quel ramo della comunità islamica operano, separatamente, ma contemporaneamente e coerentemente ensha'Allah.
Che interesse abbiamo a parlar male, senza che a monte vi sia un serio impegno di miglioramento, di quelle poche realtà islamiche che provano a fare qualcosa di costruttivo in Italia? Ci sono tanti modi diversi per migliorare una situazione o cautelarsi rispetto ad essa, che non sia parlare male - a torto od a ragione - di alcuni fratelli su un forum internet.
A me sembra una questione basilare di comportamento. Si può portare una critica, anche aspra, in modo costruttivo e fraterno, oppure in modo censorio ed impersonale. Ma siamo sempre fratelli, che lavorano per un medesimo scopo fi sabiliLlah; mi pare che ce ne dimentichiamo davvero troppo facilmente. Qui, prima di "modernismi" od altro, c'entriamo noi, wa Allahu A'lam.

Vi chiedo scusa se avessi offeso qualcuno. E' mia premura, desiderio ed intenzione lavorare con tutti voi, al di là di qualsivoglia sigla o raggruppamento, che devono essere solo e soltanto funzionali ad una migliore, più corretta ed efficace trasmissione del Messaggio di Cui siamo umili testimoni, walhamdu liLlah. Vorrei fosse chiaro, come fosse chiaro che questo genere di discussioni mi pare solo e soltanto funzionale a chiarire ed intrecciare quella eccezionale complessità umana e culturale che è nostro preciso dovere mettere a frutto nel miglior modo che ci sia possibile in questa vita ensha'Allah.
JazakomuLlah khayr, barakaLlahu fikom, wa'sSalam.


Non era mia intenzione mettere in cattiva luce indistintamente tutti i fratelli e le sorelle coinvolte nel GMI o in qualsiasi altra associazione o gruppo, e non essendo stato chiaro, lo preciso ora, scusandomi anche nel caso avessi dato questa impressione - ferma restando la mia opinione, già espressa, sui punti sollevati.

Inoltre, speranzoso nel tuo impegno e certo delle tue potenzialità -masha'Llah-, sinceramente confido che la tua presenza -fratello Abdel Nur- all'interno del GMI possa essere di beneficio ai sensi del miglioramento dell'organizzazione e degli stessi partecipanti ed altri organizzatori; così come rimango sempre disponibile ad occasioni che possano intrecciare le fila nel comune sforzo, nella strada della Sunnah del nostro Amato Messaggero (Pace e Benedizioni su di lui), e nei limiti della Legge Sacra, se Dio vuole.

Jazaka Allahu khayran.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Gio Gen 22, 2009 8:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

Oggi ho sentito telefonicamente il fratello Omar Jibril, neo-eletto presidente dei Giovani Musulmani d'Italia (GMI); nella discussione avuta luogo, è emersa la sua - e degli altri fratelli impegnati nel GMI - volontà di impegnarsi attivamente per la soluzione dei problemi qui sollevati, se Dio vuole, ed in generale per il miglioramento della situazione e dell'associazione "Giovani Musulmani d'Italia", e in genere dei giovani musulmani in Italia tutti.

Ci auguriamo che con il suo impegno, e quello del fratello Abdel Nur, così come di altri fratelli e sorelle sinceramente ed onestamente coinvolti a vario titolo nella suddetta associazione, il nome del GMI possa splendere della giusta luce che spetta a chi abbia assunto su di sé il felice eppur gravoso (in tempo, impegno, responsabilità) compito dell'attivarsi per la promozione dei giovani musulmani d'Italia, pulendo via una volta per tutte le "macchie" dovute ad incomprensioni, voci, dubbi e diverse problematiche nate negli anni.

I miei migliori e più sinceri auguri quindi, al di là di ogni "etichetta", ché tutti siamo insieme fratelli e sorelle in una Ummah unica, ed il successo di uno è successo di tutti, nella purificazione e nel miglioramento personale e comunitario: possa Allah sostenervi e guidarvi nei vostri compiti e nelle vostre scelte, sulla comune ed unica strada segnata dai limiti della Legge Sacra ed illuminata dalla Tradizione Profetica.

'umar andrea

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Sakina
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MessaggioInviato: Gio Gen 22, 2009 11:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Amin fratello!

Salamo alaikom wa rahmatullah,

mi fa piacere che questa discussione si sia conclusa in questa maniera.
Credo tuttavia, che alcuni di noi ne abbiano tratto grande insegnamento, malgrado tutto. Temo però, che alcuni punti, richiamati ripetutamente da alcuni fratelli qui, non siano stati presi in considerazione.

La ghiba, carissimi, si può fare anche in un forum. Esistono le mails, i cellulari e quant'altro per far arrivare i nostri messaggi a chi vogliamo, se davvero vogliamo!.

Credo che i giovani musulmani abbiano un ruolo fondamentale, perchè possono superare le divisioni esistenti, imparare da esse, e portare avanti "progetti" comuni di cui potrà beneficiare tutta la comunità. Al di là delle differenze (a volte anche a livello di fiqh o addirittura di ideologie) che possono esserci tra noi, dovremmo saper dialogare, con rispetto, e saper riconoscere nell'altro un interlocutore valido a tutti gli effetti.

A conclusione di questo breve messaggio vorrei condividere con voi due ricordi che mi son passati per la mente seguendo questa discussione:

- l'episodio della nostra Madre 'Aisha (r) quando venne accusata di adulterio...è un episodio di grande insegnamento per la Umma, e non esaurisce mai la sua funzione;

- un hadith del Profeta S. che disse ai suoi compagni "aiuta tuo fratello sia esso ingiusto che vittima di ingiustizia". I sahaba gli domandarono come fare ad impedirgli se lui stesso è ingiusto, e lui, S.A.a.w., disse "impedendogli di essere ingiusto".

wallahu a'lam
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MessaggioInviato: Ven Gen 23, 2009 12:11 am    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

BismiLlahi arRahmani arRahim

AlhamduliLlahi Rabbi al alamin
wa salatu wa salaamu ala RasuluLlah

Assalamu 'aleikum wa rahmatuLlahi wa barakatuhu

sono anche io felice che questa discussione si sia evoluta e sia terminata così felicemente, non solo in questo forum ma anche per il movimento che sta avvenendo al di fuori di esso e che preghiamo tutti prosegua nella direzione migliore per la Ummah e per il bene di ciascuno di coloro che sono coinvolti insha Allah.

In questi giorni ho atteso molto ad intervenire di nuovo, un po' perché ero preso da impegni personali, un po' perché non volevo che la questione si facesse personale e mi pareva meglio attendere che le cose andassero un po' avanti da sole.

Masha Allah devo dire che nel frattempo tanti fratelli e sorelle sono intervenute ed hanno espresso le stesse considerazioni che intanto facevo io stesso: questo è uno dei tanti segni della sintonia e dell'unità della nostra Ummah, che non è affatto divisa come vorrebbero alcuni.
Al di là di ciò su cui è lecito ed è misericordia di Allah swt che ci possa essere ikhtilaf, per il resto ci basta cercare la conoscenza e impegnarci a seguire la Retta Via ed essere pazienti e tolleranti verso i nostri fratelli per vivere con semplicità insha Allah.

Talib ha scritto:
Mi sembra, quindi, che questa spiacevole discussione può essere un insegnamento per tutti quanti


Non posso che condividere questa osservazione del fratello Talib, come un po' tutto il suo intervento e quello di Maria, Basmah, 'Umar, Sakina e l'apprezzabile sincerità e ricerca di conoscenza della sorella Zena.
Jazaka Allahu khayran tutti.

Per gli interventi del fratello Abdel Nur devo dire che lo ringrazio per essere intervenuto a nome del GMI e aver portato senza remore la sua opinione.
Devo dire fratello Abdel Nur che non devi preoccuparti di avermi offeso, perché non c'è questo problema, soltanto sono un po' dispiaciuto e non posso non segnalarti che il tuo "impeto" (come l'hai definito) mi pare abbia portato a far trasparire dubbi su di me, e questo non lo trovo giusto.

Non mi pare giusto dare per scontato che io, o altri qui presenti, non abbiano mai tentato di presentare il tema personalmente ai responsabili del GMI.
Non mi pare giusto lasciare intendere che chi qui muove critiche non si impegni personalmente e concretamente, questo mi fa' molto male sentirlo, perché solo Allah swt sa quanto e come ognuno di noi si impegni sulla Sua Via ogni giorno.
Non mi pare giusto infine che la mia assenza per diversi giorni abbia dato adito a dubbi e "disagi" che in fondo mi pare siano utili solo ad allontanarsi dal discorso originario e non affrontarlo.

Allahu 'Alam. Può darsi che sia io a male interpretare certi messaggi e non voglio proseguire questo discorso in questo luogo, bensì invito il fratello Abdel Nur a contattarmi in privato perché sarò sempre disponibile insha Allah a chiarire ogni dubbio e son certo che questi piccoli screzi avranno vita breve.

Piuttosto sottolineo l'umiltà con cui Abdel Nur ha ammesso che le sue parole potrebbero non essere del tutto esatte perché mosse dall'"impeto".
In effetti io per primo ho agito emotivamente e certamente ho fatto affermazioni di cui ora mi pento e chiedo ad Allah il perdono.

Talib ha scritto:
Mi sembra, quindi, che questa spiacevole discussione può essere un insegnamento per tutti quanti


Ricito Talib per dire che sì questa pagina è stata certamente d'insegnamento per tutti.
Devo dire jazaka Allahu khairan al fratello Abdel Nur perché non ha esitato a segnalarmi che quanto è stato facile per me scrivere in questa sede sarebbe stato giusto che avessi avuto più coraggio per dire le stesse cose di persona.
Anche la sorella Sakina ha appena scritto parlando di "ghiba", che se non erro è il grave peccato di parlare alle spalle.
In realtà, come ho scritto sopra, non è giusto supporre che io abbia scritto qui a cuor leggero e che non abbia prima fatto qualche tentativo di persona, che in realtà ho fatto.

E' vero però, lo ammetto, che per la mia timidezza, per timore, o per altro, mi è difficile dire tutto apertamente, mentre "nel vuoto pneumatico ed impersonale di un forum internet", come l'ha descritto Abdel Nur, questi scrupoli svaniscano.
Questo è un mio difetto per cui chiedo ad Allah swt perdono e mi pento, perciò dai miei fratelli e sorelle vorrei un aiuto a superarlo e non peccare e non che questa mia debolezza sia usata per pungolarmi ed allontanarsi poi dalle critiche che era mia sincera e buona intenzione porre.
La virtualità ci impedisce anche di renderci ben conto dell'umanità dei nostri interlocutori.
Confrontiamo le loro affermazioni come fossero a sé stanti, dimenticandoci che dietro c'è una vita, un cuore e tanti pensieri che non sono fermi come quelle parole scritte di getto, ma nel continuo e felice guazzabuglio della psiche umana. E spesso finiamo per combattere contro mulini a vento credendo siano pericolosi ed agguerriti giganti.

Per concludere condividerei con voi qualche ulteriore insegnamento che Allah mi ha dato la grazia di ottenere in questa esperienza, sperando di aver imparato e capito cose corrette e se mi sbaglio Allah mi perdoni.

Il primo è la pragmaticità delle donne, masha Allah, che mentre noi uomini ci arrovelliamo in contese e discussioni infinite, vanno al cuore delle questioni.
Il secondo è l'aver rammentato di non dover mai smettere di avere fiducia in Allah swt. Prima di innervosirsi e gettare la spugna si dovrebbe ricordare che con la pazienza e la fede si risolve ogni cosa. Ho davvero avuto in queste pagine e tutto ciò che vi ruota attorno un saggio della grandezza della nostra Ummah, dell'immensamente maggiore umiltà, educazione, intelligenza dei nostri fratelli e sorelle musulmane.

Che Allah benedica la ummah islamica e guidi in tanti ancora verso l'Islam. Che Allah ci salvi e ci protegga dal fuoco. Che Allah faccia crescere la nostra conoscenza. Che Allah ci dia taqwa ed iman. Amiin

____________________________________________________________

Per tornare per primo al tema pratico della questione vorrei dire qualcosa in più riguardo la discussione sul tenere eventi in sale separate o tavoli separati.
Anzitutto a riguardo bisogna ben informarsi sul fiqh di questo tema su cui mi pare ci siano anche diverse fatwa, certamente il fratello 'Umar potrà indicarci altre pagine del forum in cui se n'è parlato o introdurre questo tema altrove insha Allah.
Io però vorrei fare una semplice e personalissima considerazione.

In realtà se anche il problema non fosse di per sé stare in tavoli separati o stanze separate (questione comunque aperta), in certi eventi si è ormai appurato che finché si è nella stessa stanza purtroppo c'è chi non sa comportarsi in modo consono.
Ci sono diverse sorelle che non indossano l'hijab, o anche parlano e ridono a voce assai alta, come ci sono fratelli che non temono di guardare le sorelle, o avvicinarsi a parlare con loro con intenzioni non ottime, ecc.
Questo, lo ripeto per l'ennesima volta, è certamente un'eccezione e rimarcandolo non voglio certo infangare il buon nome della stragrande maggioranza dei fratelli o sorelle che si impegnano in tali iniziative ed eventi, però non mettendolo in luce sarei ingiusto anche proprio verso di loro, che per l'errore di pochi rischiano la reputazione.

Poi che certe cose possano sembrare "non gravissime" se comparate alla media di ciò che accade al di fuori della comunità islamica in questo paese è innegabile, io che sono neomusulmano lo so bene ed alhamdulillah questo è un onore per la nostra ummah, ma la fitnah che affrontiamo nelle nostre università, luoghi di lavoro, ecc. non ci deve certo far puntare al ribasso. Non possiamo essere "meno peggio" degli altri, ma dobbiamo essere il meglio, perché oltre agli errori che facciamo, piccoli o grandi che siano, noi siamo sotto i riflettori dell'Italia come musulmani e dobbiamo sempre sentire questa grande responsabilità insha Allah di dare l'esempio migliore agli altri.

Dunque che male c'è a usare sale separate, potrà essere un sacrificio dal punto di vista organizzativo, ma ci tutela da questi rischi che mi pare si siano rivelati difficilmente sormontabili altrimenti.
In realtà non sarebbe giusto raccontare nel dettaglio cosa è successo di sbagliato, anche se so che così si alimentano i misteri e i dubbi, ma peggio sarebbe ora svelare apertamente certe cose, in realtà anche fosse un singolo caso e qualcosa che a noi può apparire insignificante, in un evento islamico ed in un ambiente islamico questo basta ad imporci di intervenire e fare il possibile perché non si ripeta insha Allah.

Adesso poiché è giusto che io mi prenda la responsabilità per questo mio intervento e non mi fermi alle parole dò la mia disponibilità sincera a tutti i fratelli e sorelle che vogliano organizzare qualcosa a Bologna.
Cercherò di fare del mio meglio per essere più attivo e propositivo in prima persona nei limiti del possibile insha Allah
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Abdel Nur
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MessaggioInviato: Ven Gen 23, 2009 3:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Personalmente mi limito a ringraziarvi, per la pazienza nei confronti del mio disagio, la disponibilità nei confronti della discussione, la positività dell'intenzione di tutti. Vi rinnovo le mie scuse, i miei ringraziamenti, la mia fiducia. Come da ogni difficoltà c'è una facilitazione, oggi ringrazio Dio per avere un motivo in più per nutrire una ancor più profonda stima nei vostri confronti, e per poter fare solido affidamento sulle vostre molte virtù, capacità, competenze, cui ensha'Allah spero di poter attingere ancor più di quanto abbia fatto finora.
JazakomuLlah khayr, wa barakaLlahu fikom. Ed a presto vederci, ensha'Allah.
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GMI
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MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 1:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu aleikom wa rahmatullah wa barakatu,


Cari fratelli e care sorelle,

Siamo il direttivo dell'associazione Giovani Musulmani d'Italia (GMI) associazione di cui si è parlato molto in queste discussioni. Prima di entrare nel vivo del dibattito vorremmo cercare di dare alcune informazioni su cosa è il GMI, perché non tutti ne sono a conoscenza!

Il GMI è un associazione giovanile islamica senza scopi di lucro che ha come obiettivo quello di rendere consapevole il giovane musulmano della propria identità religiosa in un contesto italiano. Le attività del GMI sono innumerevoli: ci sono delle attività locali, conosciute come sezioni, che sono il cuore del GMI, e attività nazionali tra cui i convegni e non solo. Dal 2001 ad oggi la nostra associazione ha tessuto una vasta gamma di relazioni nonché sviluppato diversi progetti di collaborazione con enti importanti a livello nazionale e internazionale tra cui Islamic Relief, un’organizzazione umanitaria islamica molto nota, ma anche l’AVIS, Emergency, l’ONU. L’associazione collabora inoltre con le istituzioni italiane a livello comunale, provinciale e nazionale. Siamo l'unica associazione giovanile ufficiale musulmana presente sul territorio nazionale.

Come associazione abbiamo ovviamente a che fare con giovani musulmani dai 14-30 presenti sul territorio italiano, di cui molti, pur avendo una vaga conoscenza della propria identità musulmana, non hanno i mezzi sufficienti per poter affrontare in modo adeguato le sfide che incontrano nella loro quotidianità, specialmente nella delicata fase dell’adolescenza. La società che continuamente ci bombarda di continue tentazioni e la cosiddetta “promiscuità” sono tematiche all’ordine del giorno.
Solo alcune cose semplici come il fare la preghiera insieme e condividere gli stessi pensieri, possono essere stimoli per i giovani ad avvicinarsi alla fede. Questo deve avvenire come ogni altra cosa al mondo, gradualmente. Attenendosi agli esempi del Sacro Corano: Allah l'Altissimo prima di vietare definitivamente l'assunzione di alcolici, ne Ha vietato l’uso prima durante le ore di preghiera, poi fu permesso solo in determinate ore, per poi proibirlo definitivamente.
Abbiamo avuto moltissimi giovani che erano totalmente lontani dalla retta via e che, grazie al contatto con giovani musulmani e la condivisione degli stessi interessi e pensieri, non solo si sono riavvicinati alla fede ma sono pienamente attivi nella nostra società italiana (a diversi livelli, e a titolo personale e non) come giovani musulmani.

Ringraziamo i fratelli e le sorelle che hanno posto delle critiche, perché cosi facendo ci hanno resi partecipi di un malcontento comune che magari non abbiamo tenuto in considerazione, e che aiuta noi a rimetterci in gioco. Allo stesso tempo condanniamo il fatto che vengano definiti i nostri convegni o attività come “luogo del peccato”, “agenzia matrimoniale” e quant’altro. Condanniamo il fatto che venga diffamata un’intera associazione che svolge un lavoro costante e serio, e un servizio di utilità per la comunità, per molte famiglie e per la società.
Sono tante le cose che dobbiamo migliorare, questo è certo, e come nuovo direttivo ci stiamo impegnando in questo e in tante altre cose.
Siamo molto dispiaciuti per come è stato definito in questa discussione il GMI, l’associazione per la quale abbiamo scelto di impegnarci, ma che riteniamo essere non nostra ma di tutti i giovani musulmani che ne vogliono far parte. A questo proposito, ci teniamo a sottolineare la nostra apertura verso tutti i giovani che vogliono dare il loro contributo in qualsiasi modo essi lo ritengano opportuno. Cerchiamo di dare la possibilità e l’opportunità a tutti i giovani e ai gruppi giovanili di trovare un loro spazio, di crescere e di sviluppare le loro idee e i loro progetti a nome dell’associazione. Questo ci porta ad essere aperti e tolleranti verso coloro che ci ritengono troppo “osservanti”, ma anche verso chi ci reputa troppo “moderati”, poichè siamo convinti che il gruppo, l’esperienza, il dialogo e il confronto siano un ottimo strumento per conoscersi e conoscere noi stessi. A questo proposito è bene sottolineare che al di là delle etichette che ci vengono attribuite noi stessi non siamo tutti uguali e che il denominatore che ci accumuna è il continuo sforzo di seguire il Corano e la Sunna del Profeta pbsl, al di là di ogni altra cosa, ben consapevoli che nel variegato mondo musulmano molte sono le differenze basate sulla dottrina, ma tante altre sono quelle basate sull’umana percezione di essa.
Pertanto invitiamo tutti a fare delle critiche costruttive a livello concreto considerando che nel nostro target ci sono anche persone che non sono sempre consapevoli della propria identità islamica.


Riguardo la questione sulla carne che viene servita nei nostri convegni teniamo a precisare che si tratta di carne halal, macellata secondo il rito islamico e ci siamo sempre impegnati a rendere effettivo questo in quanto associazione musulmana, al di là di convinizioni di alcuni gruppi minoritari su questo tema. E come ogni associazione islamica siamo in dovere di non permettere che cose haram, illecite, avvengano al nostro interno, e ci siamo sempre impegnati in questa direzione.

Siamo tutti disponibili a ricevere i vostri consigli pratici e ad essere contattati personalmente


Giovani Musulmani d’Italia
Presidente e Direttivo Nazionale

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MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 2:34 pm    Oggetto: bismilLàh Rispondi citando

assalamu aleykom wà ramatulLàh wà baraketuhù,

concordo con la maggioranza inchalLàh che ogni evento debba essere ben studiato seguendo la sunna, per non cadere nel biasimevole, prima porta verso il proibito.

Nello stesso tempo chiedo a tutti quanto ognuno possa sentire una sorta di inadeguatezza a sentirsi veramente bene in un paese quale il nostro, dove ogni cosa è praticamente contro il modello di vita islamico.

Il convogliare fratelli e sorelle un tal giorno per un tal evento per mè ha una importanza relativa.
Avrebbe più senso che in ogni zona geografica si potessero organizzare singoli gruppi di fratelli e singoli gruppi di sorelle e li' in ogni luogo si potesse formare ogni piccola e nuova comunità islamica! All'inizio RasulluLàh sellaLà alehi' wè sellem aveva sua moglie , un fedele amico un nipote ed un liberto e quella era la sua ummah, ma con la consapevolezza che avrebbe visto tempi in cui l'emigrazione sarebbe stata l'unica soluzione e poi sarebbe nata una società islamica solo quando avesse raggiunto un certo numero di fratelli e sorelle in un luogo più sicuro.
E' cosi' che inizialmente respingeva chi voleva unirsi a lui li' a Mecca senza una fede saldissima , consapevole che in quel luogo un drappolo di persone rispetto ad una città intera, non avrebbe avuto futuro.
Cosi' che il calendario islamico parte dall'egira!!!

E' certo però che finchè uno si sente bene nella propria condizone di avanzamento nell'islam si aggrapperà alla condizione più "comoda" ed è cosi' che l'islam è già diviso...quindi più debole.
Bisognerebbe pensare di sacrificare i propri interessi di parte e pensare di più come creare una forza di coesione capace di ragruppare la umma non solo il venerdi' , il ramadan o a eventi particolari. Se nella quotidianità si è divisi ed il motivo di riunione è in certi singoli eventi è ovvio che ci si avvicina ad un islam come partito politico non come partito del cuore per AlLàh!

E' nella quotidianità che dovremmo lavorare cercando di formare dei piccoli gruppi in ogni luogo dove cercare la via islamicamente valida, oppure pensare ad una egira, quindi una emigrazione aspettando tempi migliori...

InchalLàh appena si sentisse di un paesino che stà lavorando in quella direzione sarebbe bene prenderlo come punto di riferimento e modello di condizione "ideale" di crescita...e inchalLàh chi pensasse di andare non esitasse...

E AlLàh è il più sapiente!
assalamu aleykom wà ramatulLàh wà baraketuhù
A

Subhanaka AlLàhumma wà bihamdi' ashadu AnLà ilahà illa anta astagfiruka wà atubù ilehik.

_________________
Assalamu aleykom wà rahmatulLàh
A.

Subhanaka alLàhumma wà bihamdik ashadùanLà ilahà ilLa Anta, astgagfiruka wà atubù ilehik.
O Signore Lodato testimonio che non c'è altro Dio che Tè , a Tè chiedo perdono e a Tè ritorno pentito.

Allàh Taala , dice: Gareggiate nel bene ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti. In verità Allah è Onnipotente.
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MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 8:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu alaikum cari fratelli e sorelle,
desidero solo ringraziarvi tanto per questa bella discussione, che mi ha davvero fatto riflettere tanto su certi miei comportamenti e debolezze, a volte derivanti da un attaccamento inutile a questa vita e purtroppo, al giudizio degli altri (non musulmani per giunta!). Allahu alam, forse è stato proprio Allah swt a spingermi a leggere questo argomento, Inshallah ha fatto breccia nel mio cuore e nella mia mente affinché si aprano a vivere l'Islam in un modo più puro e senza timore del mondo in cui sono vissuta prima di ritornare all'Islam.
Che Allah swt possa ricompensarvi tutti e tutte per le vostre parole e per averle condivise su questo forum, e che ci aiuti a comprendere che le Sue leggi e condotte di vita, mandateci attraverso i Profeti pace su di loro, hanno come scopo il nostro benessere, mirano a farci vivere meglio, più serenamente, più onestamente tra noi, uomini e donne, e non a far gravare su di noi pesi e difficoltà. Ma per vivere le regole in questo modo, occorre una grande Fede, una serenità interiore che possiamo ricevere solo da Lui, e perciò a Lui dobbiamo chiederla.
Assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatuhu
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MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 8:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

GMI ha scritto:
Assalamu aleikom wa rahmatullah wa barakatu,


Cari fratelli e care sorelle,

Siamo il direttivo dell'associazione Giovani Musulmani d'Italia (GMI) associazione di cui si è parlato molto in queste discussioni. Prima di entrare nel vivo del dibattito vorremmo cercare di dare alcune informazioni su cosa è il GMI, perché non tutti ne sono a conoscenza!

Il GMI è un associazione giovanile islamica senza scopi di lucro che ha come obiettivo quello di rendere consapevole il giovane musulmano della propria identità religiosa in un contesto italiano. Le attività del GMI sono innumerevoli: ci sono delle attività locali, conosciute come sezioni, che sono il cuore del GMI, e attività nazionali tra cui i convegni e non solo. Dal 2001 ad oggi la nostra associazione ha tessuto una vasta gamma di relazioni nonché sviluppato diversi progetti di collaborazione con enti importanti a livello nazionale e internazionale tra cui Islamic Relief, un’organizzazione umanitaria islamica molto nota, ma anche l’AVIS, Emergency, l’ONU. L’associazione collabora inoltre con le istituzioni italiane a livello comunale, provinciale e nazionale. Siamo l'unica associazione giovanile ufficiale musulmana presente sul territorio nazionale.

Come associazione abbiamo ovviamente a che fare con giovani musulmani dai 14-30 presenti sul territorio italiano, di cui molti, pur avendo una vaga conoscenza della propria identità musulmana, non hanno i mezzi sufficienti per poter affrontare in modo adeguato le sfide che incontrano nella loro quotidianità, specialmente nella delicata fase dell’adolescenza. La società che continuamente ci bombarda di continue tentazioni e la cosiddetta “promiscuità” sono tematiche all’ordine del giorno.
Solo alcune cose semplici come il fare la preghiera insieme e condividere gli stessi pensieri, possono essere stimoli per i giovani ad avvicinarsi alla fede. Questo deve avvenire come ogni altra cosa al mondo, gradualmente. Attenendosi agli esempi del Sacro Corano: Allah l'Altissimo prima di vietare definitivamente l'assunzione di alcolici, ne Ha vietato l’uso prima durante le ore di preghiera, poi fu permesso solo in determinate ore, per poi proibirlo definitivamente.
Abbiamo avuto moltissimi giovani che erano totalmente lontani dalla retta via e che, grazie al contatto con giovani musulmani e la condivisione degli stessi interessi e pensieri, non solo si sono riavvicinati alla fede ma sono pienamente attivi nella nostra società italiana (a diversi livelli, e a titolo personale e non) come giovani musulmani.

Ringraziamo i fratelli e le sorelle che hanno posto delle critiche, perché cosi facendo ci hanno resi partecipi di un malcontento comune che magari non abbiamo tenuto in considerazione, e che aiuta noi a rimetterci in gioco. Allo stesso tempo condanniamo il fatto che vengano definiti i nostri convegni o attività come “luogo del peccato”, “agenzia matrimoniale” e quant’altro. Condanniamo il fatto che venga diffamata un’intera associazione che svolge un lavoro costante e serio, e un servizio di utilità per la comunità, per molte famiglie e per la società.
Sono tante le cose che dobbiamo migliorare, questo è certo, e come nuovo direttivo ci stiamo impegnando in questo e in tante altre cose.
Siamo molto dispiaciuti per come è stato definito in questa discussione il GMI, l’associazione per la quale abbiamo scelto di impegnarci, ma che riteniamo essere non nostra ma di tutti i giovani musulmani che ne vogliono far parte. A questo proposito, ci teniamo a sottolineare la nostra apertura verso tutti i giovani che vogliono dare il loro contributo in qualsiasi modo essi lo ritengano opportuno. Cerchiamo di dare la possibilità e l’opportunità a tutti i giovani e ai gruppi giovanili di trovare un loro spazio, di crescere e di sviluppare le loro idee e i loro progetti a nome dell’associazione. Questo ci porta ad essere aperti e tolleranti verso coloro che ci ritengono troppo “osservanti”, ma anche verso chi ci reputa troppo “moderati”, poichè siamo convinti che il gruppo, l’esperienza, il dialogo e il confronto siano un ottimo strumento per conoscersi e conoscere noi stessi. A questo proposito è bene sottolineare che al di là delle etichette che ci vengono attribuite noi stessi non siamo tutti uguali e che il denominatore che ci accumuna è il continuo sforzo di seguire il Corano e la Sunna del Profeta pbsl, al di là di ogni altra cosa, ben consapevoli che nel variegato mondo musulmano molte sono le differenze basate sulla dottrina, ma tante altre sono quelle basate sull’umana percezione di essa.
Pertanto invitiamo tutti a fare delle critiche costruttive a livello concreto considerando che nel nostro target ci sono anche persone che non sono sempre consapevoli della propria identità islamica.


Riguardo la questione sulla carne che viene servita nei nostri convegni teniamo a precisare che si tratta di carne halal, macellata secondo il rito islamico e ci siamo sempre impegnati a rendere effettivo questo in quanto associazione musulmana, al di là di convinizioni di alcuni gruppi minoritari su questo tema. E come ogni associazione islamica siamo in dovere di non permettere che cose haram, illecite, avvengano al nostro interno, e ci siamo sempre impegnati in questa direzione.

Siamo tutti disponibili a ricevere i vostri consigli pratici e ad essere contattati personalmente


Giovani Musulmani d’Italia
Presidente e Direttivo Nazionale

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BismiLlah

...non voglio aggiungere nulla alla discussione, ma approfitto per ri-citare il Hadith scritto nel messaggio del fratello Yusuf nel secondo messaggio:

Ibn Hibban riportò nel suo sahih che 'Aisha, che Allah si compiaccia di lei, ha detto:
"Il Profeta di Allah, pace e benedizioni su di lui, ha detto: "Colui che cerca la soddisfazione di Allah a spese del malcontento della gente, guadagnerà la soddisfazione di entrambi. E colui che cerca di soddisfare gli uomini a spese del malcontento di Allah, non farà che attirare il
malcontento di entrambi."

UaLlahu a3lam.
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basmah
Frequentatore stabile
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Registrato: 15/01/09 20:07
Messaggi: 37

MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 9:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Aysha Afzaal ha scritto:
Assalamu alaikum cari fratelli e sorelle,
desidero solo ringraziarvi tanto per questa bella discussione, che mi ha davvero fatto riflettere tanto su certi miei comportamenti e debolezze, a volte derivanti da un attaccamento inutile a questa vita e purtroppo, al giudizio degli altri (non musulmani per giunta!). Allahu alam, forse è stato proprio Allah swt a spingermi a leggere questo argomento, Inshallah ha fatto breccia nel mio cuore e nella mia mente affinché si aprano a vivere l'Islam in un modo più puro e senza timore del mondo in cui sono vissuta prima di ritornare all'Islam.
Che Allah swt possa ricompensarvi tutti e tutte per le vostre parole e per averle condivise su questo forum, e che ci aiuti a comprendere che le Sue leggi e condotte di vita, mandateci attraverso i Profeti pace su di loro, hanno come scopo il nostro benessere, mirano a farci vivere meglio, più serenamente, più onestamente tra noi, uomini e donne, e non a far gravare su di noi pesi e difficoltà. Ma per vivere le regole in questo modo, occorre una grande Fede, una serenità interiore che possiamo ricevere solo da Lui, e perciò a Lui dobbiamo chiederla.
Assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatuhu


Ua alaikum assalam ua rahmatu Llahi ua barakatuhu carissima Aysha,
che Allah swt ci dia la guida in questa vita e nell'altra inshaLlah e ci guidi sempre secondo per secondo sulla Sua via.
La nostra vita in questo paese necessita, oltre che di una profonda conoscenza della nostra fede, di una grande luce che ci guidi verso le scelte più sagge e giuste agli occhi di Allah swt. E' molto facile sbagliare, è molto facile rimanere imprigionati nelle nostre personali concezioni piuttosto che rifarci alla legge di Allah swt e scegliere di applicarla nella nostra vita "moderna" (perchè alla fine tutta questa modernità è solo quest'innovazione che ci sta portando verso strade disastrate). Chiediamo ad Allah swt di guidarci al meglio e di darci il beneficio di apprtenere alla comunità del Profeta Muhammad saas come suoi fedeli seguaci. Giazakum Llahu khairan ua assalamu alaikum ua rahmatu Llahi ua barakatuhu.
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Musàfir
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Registrato: 16/01/08 19:04
Messaggi: 333

MessaggioInviato: Lun Gen 26, 2009 11:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm

Dice Allàh l'Altissimo, gloria a Lui l'Immenso:

In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso.

1. Per il Tempo!
2. Invero l’uomo è in perdita,
3. eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità (al haqq) e vicendevolmente si raccomandano la pazienza (as-sabr).

(Corano Sura Al' Asr CIII)

Nobili fratelli e sorelle in Allàh, Vi ringrazio tutti perchè è quello che ho visto mettere in opera qui,
"vicendevolmente si raccomandano la verità (al haqq) e vicendevolmente si raccomandano la pazienza (as-sabr)".
al hamdu lillàh

assalamu 'alaykum
Umar al faqir

_________________
" O uomini, voi siete i poveri (fuqarà) i bisognosi di Dio, mentre Allàh è il Ricco (Al-Ghanì) Colui che è sufficiente a Se stesso, il Degno di lode." (Corano 35,15)
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