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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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IL RICHIAMO DEI BENI TERRENI

 
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Inviato: Mar Lug 14, 2020 3:00 pm    Oggetto: Ads

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MUHAMMAD LUCA VELUDO
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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 11:32 pm    Oggetto: IL RICHIAMO DEI BENI TERRENI Rispondi citando

il richiamo dei beni terreni
nella vita, la maggior parte delle persone ha obiettivi precisi da raggiungere: ricchezza, proprietà, una posizione sociale migliore, una moglie, dei figli. Sono queste le aspirazioni comuni condivise da queste persone. Tutti i progetti e gli sforzi sono pianificati per ottenere questi obiettivi. Malgrado il semplice fatto incontrovertibile che ogni cosa sia predisposta all’invecchiamento e all’estinzione, le persone non possono trattenersi dal diventare profondamente attaccate alle cose. Un giorno, una macchina nuova di zecca passa di moda; un ricco terreno agricolo, per cause naturali, diventa arido; una persona bellissima perde tutto il suo fascino quando invecchia. Ma soprattutto, ogni essere umano sulla terra muore, lasciando dietro di sé tutte le cose che possedeva. Tuttavia, nonostante tutti questi fatti innegabili, l’uomo mostra un’incomprensibile devozione verso i propri averi.
Coloro che passano la propria vita votati ciecamente ai beni terreni, capiranno di aver consumato tutta la loro esistenza inseguendo delle illusioni. Essi comprenderanno la loro ridicola situazione dopo la loro morte. Soltanto allora sarà loro chiaro lo scopo supremo della vita, essere un servo sincero di Allah.
Allah nel Corano esemplifica in modo considerevole questo "profondo attaccamento" nel versetto seguente:
Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno (Surat Ali-‘Imran: 14).
Tutti gli interessi di questo mondo – la ricchezza, il consorte, i figli e il commercio – tengono occupate molte persone in questa vita. Tuttavia, se esse potessero riconoscere il potere e la grandezza di Allah, saprebbero che tutte le cose concesse all’uomo sono soltanto dei mezzi per ottenere la Sua benevolenza. In questo modo, comprenderebbero anche che lo scopo principale dell’uomo è essere il Suo servo. In più, quelli che non possiedono la vera fede e la fiducia in Allah hanno una visione annebbiata e una comprensione scarsa della loro stessa esistenza, a causa delle ambizioni terrene. Essi si aspettano grandi cose da questa vita imperfetta.
È sorprendente come l’uomo dimentichi ogni cosa dell’Aldilà, che è per lui una dimora perfetta e infinitamente superiore, e si accontenti di questo mondo. Anche se non ha una fede piena, perfino il pensiero di una piccola "probabilità" dell’esistenza di un Aldilà dovrebbe portarlo ad assumere, quantomeno, un atteggiamento più cauto.
I credenti, d’altro canto, sono pienamente consapevoli che questa non è in alcun modo una "probabilità", ma una realtà. Per questo, le loro vite vengono dedicate a eliminare la minima possibilità di essere destinati all’inferno; i loro sforzi sono diretti esclusivamente ad ottenere il paradiso. Essi sanno con certezza che la delusione provata nell’Aldilà dopo una vita passata a rincorrere desideri vani sarà amara. Essi sono ben consapevoli che le ricchezze accumulate, come un conto bancario straripante, automobili o dimore di lusso, non saranno accettate come riscatto dalla punizione eterna. Per di più, né la famiglia né gli amici più cari saranno presenti per salvare l’uomo dalle eterne sofferenze. Al contrario, ogni anima si sforzerà di salvare se stessa. Eppure, nonostante tutto questo, la maggior parte delle persone può dare per scontato che questa vita non continui nell’aldilà, e abbracciare con avidità questo mondo. Allah dichiara questo nel versetto seguente:
Il rivaleggiare vi distrarrà finché visiterete le tombe (Surat at-Takathur: 1-2).
L’attrazione nei confronti dei beni terreni è, senza dubbio, il segreto della prova. Allah crea con grande ricercatezza tutte le cose che Egli concede all’uomo, anche se esse sono di breve durata. Questo solo per fare in modo che le persone pensino, e paragonino le cose che vengono loro date in questo mondo con l’Aldilà. Questo è il "segreto" del quale stiamo parlando. La vita nel mondo è indubbiamente splendida; è molto variopinta e attraente, rivelando la gloria della creazione di Allah. Condurre una buona vita e trarre piacere da essa è senz’altro desiderabile e l’uomo, certamente, implora Allah di concedergli una simile esistenza. Tuttavia, questo non può mai esserne lo scopo ultimo, dal momento che un tale obiettivo nella vita non è più importante dell’ottenere la soddisfazione di Allah e il paradiso. Perciò, l’uomo non dovrebbe mai dimenticare il suo traguardo principale, mentre gode dei benefici di questa benevolenza. Allah avverte l’uomo di questo fatto nel seguente versetto:
Tutti i beni che vi sono stati concessi non sono che un prestito di questa vita, un ornamento per essa, mentre quello che è presso Allah è migliore e duraturo. Non comprendete dunque? (Surat al-Qasas: 60).
Questo grande attaccamento alle cose terrene è uno dei motivi per cui alcune persone dimenticano l’Aldilà. Bisogna ricordare un’altra cosa: l’uomo non trova mai la vera felicità in alcuna delle cose terrene che insegue avidamente, o in nessuno dei beni che ha accantonato, e per possedere i quali si è sforzato molto. Questo perché i desideri smodati sono difficili da soddisfare. Non importa quanto l’uomo possa possedere, i desideri dell’ego non hanno mai fine. Normalmente, esso ricerca sempre di più e di meglio. È per questo motivo che l’essere umano non può trovare pace o soddisfazione nel mondo.
In questo mondo esiste la vera ricchezza?
Alcune persone sono convinte di poter rendere perfetta la loro vita, se solo decidono di farlo. Inoltre, esse pensano semplicemente che ottenere un’elevata qualità della vita sia possibile se si hanno più soldi, condizioni di vita migliori, una famiglia felice, e una posizione invidiabile nella società. Però, questa gente che consacra tutto il proprio tempo ad assicurarsi tali cose sta evidentemente commettendo un errore. Primo, essi lottano soltanto per ottenere la pace e la felicità in questo mondo, e dimenticano tutto ciò che riguarda l’Aldilà. Nonostante il fatto che il loro principale obiettivo sia essere servi di Allah in questo mondo, ed essere grati per ciò che Egli concede, essi trascorrono le proprie vite nel soddisfare i loro vani desideri.
Allah ammonisce l’uomo sull’irrilevanza e sull’attrattiva ingannevole del mondo nel Corano:
Sappiate che questa vita non è altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa è] come una pioggia: la vegetazione che suscita conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell'altra vita c'è un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non è altro che godimento effimero (Surat al-Hadid: 20).


Un disegno di Un monumento Maya in Honduras. (In basso) Lo stato attuale dello stesso monumento, una volta simbolo di una magnifica civilizzazione. Il paragone rivela un fatto notevole: nessuna magnificenza è immune alla distruzione in questo mondo.
Non credere nell’Aldilà, o considerarlo una possibilità remota, è l’errore fondamentale commesso dalla maggior parte delle persone. Esse credono che non perderanno mai la loro ricchezza. L’orgoglio le fa rifuggire dalla sottomissione nei confronti di Allah, e li porta a voltare le spalle alla Sua promessa. La fine di queste persone viene riferita come segue:
In verità coloro che non sperano nel Nostro incontro e si accontentano della vita terrena e ne sono soddisfatti e coloro che sono noncuranti dei Nostri segni, avranno come loro rifugio il Fuoco, per ciò che hanno meritato (Surat Yunus: 7-8).
La storia è stata testimone dell’esistenza di molte persone di questo tipo. Re, imperatori e faraoni pensarono di potersi assicurare l’immortalità attraverso la loro favolosa ricchezza; il pensiero che ci potesse essere qualcosa di più prezioso della ricchezza del potere può non averli mai sfiorati. Questa mentalità errata sviò i loro sudditi, che rimanevano molto impressionati dalla ricchezza e dal potere. Tuttavia, tutti questi miscredenti andarono incontro ad una fine terribile. Nel Corano, Allah ci racconta di loro:
Credono forse che tutto ciò che concediamo loro, beni e prole, [sia un anticipo] sulle buone cose [della vita futura]? Certo che no! Sono del tutto incoscienti (Surat al-Muminun: 55- 56)
Non ti stupiscano i loro beni e i loro figli. Allah con quelli vuole castigarli in questa vita terrena e far sí che periscano penosamente nella miscredenza (Surat at-Tawba: 55).


Soltanto un teatro sopravvive, della gloriosa ed antica metropoli romana, che ora è stata ricostruita con un aspetto totalmente diverso. (A destra) La situazione attuale dello stesso teatro. Oggi non c’è traccia di alcuno che vi abbia gloriosamente vissuto.
Questa gente, in realtà, trascura una cosa molto importante. Ogni ricchezza e ogni cosa che si reputa importante appartiene ad Allah. Allah, il vero Padrone della ricchezza, distribuisce i Suoi infiniti beni tra Coloro che Egli vuole. In cambio, all’uomo si richiede di mostrare la propria gratitudine verso Allah e di essere un Suo servo fedele. Bisognerebbe ricordare che nessuno può porre un limite a ciò che un uomo possiede, quando Allah lo concede. Allo stesso modo, quando qualcuno è stato privato dell’abbondanza, nessuno, tranne Allah, ha il potere di provvedere a lui. In questo modo, Allah mette alla prova la Sua gente. Tuttavia, coloro che dimenticano il loro Creatore e il giorno del giudizio non si curano di questo:
Allah dà generosamente a chi vuole e lesina a chi vuole. Essi si rallegrano di questa vita che in confronto all'Altra non è che godimento effimero (Surat ar-Ra'd: 26).
La ricchezza e la posizione sociale sono importanti nel mondo?
Molta gente crede che in questo mondo si possa ottenere una vita completamente pacifica. Questa mentalità suggerisce che si possa trovare la vera felicità e guadagnarsi il rispetto degli altri diventando ricchi. La stessa mentalità crede che, una volta ottenuta questa soddisfazione, essa possa durare fino alla fine del mondo. Tuttavia, la verità è un’altra. L’uomo non può mai ottenere la vita che egli sogna dimenticando il suo Creatore e il giorno del giudizio. Questo perché, nel momento in cui egli centra un obiettivo, fissa già la sua mente su altri. Non contento di aver guadagnato molto, si dedica a nuovi affari. Egli non ricava alcuna soddisfazione dal suo nuovo appartamento, dopo aver visto la casa del suo vicino, con arredi più preziosi; oppure, se la sua casa è decorata con lo stile dell’anno scorso, che non è più di moda, ciò lo spinge a riarredarla. Allo stesso modo, poiché le mode e i gusti cambiano radicalmente, egli sogna un guardaroba più sofisticato, perché non è soddisfatto di quello che ha già. La psicologia dei miscredenti viene spiegata chiaramente nel versetto seguente:
LasciaMi solo con colui che ho creato, cui ho concesso abbondanza di beni, e figli al suo fianco, al quale ho facilitato ogni cosa, e che ancora desidera che gli dia di più (Surat al-Muddaththir: 11-15).
Una persona sana di mente e provvista di chiaro intendimento dovrebbe riconoscere che coloro che possiedono abitazioni con più stanze che abitanti, automobili di lusso o guardaroba favolosi sono in grado di utilizzare soltanto una parte limitata di questi averi. Se si ha la casa più grande del mondo, sarebbe possibile godersi le comodità di ogni stanza nello stesso momento? Oppure, se si possiede un guardaroba con vestiti all’ultima moda, quanti abiti si possono indossare in un giorno? Il proprietario di una casa con dozzine di stanze, essendo un essere limitato in termini di tempo e di spazio, può stare in una sola camera alla volta. Se ci vengono offerti tutti i più deliziosi piatti di alta cucina, il nostro stomaco non può accogliere che alcuni di essi; se cercassimo di ingurgitarne un numero maggiore, il risultato sarebbe una tortura, piuttosto che il piacere.
La lista potrebbe essere estesa ulteriormente; tuttavia, il fatto che colpisce di più è che l’uomo sia destinato ad un periodo di vita piuttosto limitato nel quale poter godere dei lussi che gli apporta la sua ricchezza. Ciascuno avanza rapidamente verso la fine, ma alcune persone riconoscono a malapena questo fatto, durante le loro vite, e pensano che la ricchezza porterà loro la felicità eterna, come suggerisce il versetto:
Pensa che la sua ricchezza lo renderà immortale (Surat al-Humaza: 3)
Essi sono ciecamente affascinati dal potere della propria ricchezza, al punto che, quando si troveranno di fronte a una terribile fine nel giorno del giudizio, tenteranno di scampare alla punizione disfacendosi di questa ricchezza:
Nessun amico sollecito chiederà dell'amico, anche se sarà dato loro di vedersi. Il malvagio vorrebbe riscattarsi dal castigo di quel Giorno, offrendo i suoi figli, la sua sposa e suo fratello, e la sua gente che lo ospitava, e tutto quel che è sulla terra, ogni cosa che potesse salvarlo. Niente [lo salverà]: sarà una fiammata a strappargli brutalmente la pelle del cranio (Surat al-Ma'arij: 10-16).
Eppure, molte persone sono coscienti del fatto che la ricchezza, la prosperità e la grande fortuna sono sotto il controllo di Allah. Perciò, esse sono ben consapevoli che il rango e la posizione sociale siano cose ridicole. Soltanto tali persone comprendono veramente che questi beni non li salveranno nell’aldilà. Di conseguenza, essi non osano perdersi dietro ai valori di questo mondo. Non ci si può aspettare che queste persone umili ostentino arroganza. Il non dimenticare mai l’esistenza di Allah l’Onnipotente li fa sentire riconoscenti per ogni cosa che Egli dona loro. Come premio per un tale comportamento, Allah promette loro una vita onorevole e confortevole. Le persone che hanno fiducia in Allah, e fanno della loro servitù nei confronti di Allah lo scopo ultimo delle proprie vite, sono coscienti di poter beneficiare dei beni terreni soltanto per un periodo di tempo limitato, e sanno che questi ultimi sono privi di valore, se paragonati all’abbondanza eterna promessa. La ricchezza non rende mai queste persone profondamente attaccate a questa vita. Al contrario, essa le rende più riconoscenti e più vicine ad Allah. Esse affrontano ogni persona e ogni argomento in modo giusto, e cercano, con ciò che Allah provvede loro, di ottenere la Sua soddisfazione. Piuttosto che ricavare piacere dalla ricchezza in questo mondo, esse puntano ad acquisire i valori coranici che ci si attendono da loro, pienamente consapevoli che ciò che importa è il vero status e la lode di fronte ad Allah. Il profeta Salomone costituisce un esempio, per tutte le persone, di credente onorabile che mostrò tali caratteristiche nella propria vita. Possedendo una grande ricchezza e la sovranità, Salomone ammise chiaramente i motivi per cui aveva cercato questa ricchezza:
Disse: “In verità ho amato i beni [terreni] più che il Ricordo del mio Signore, finché non sparì [il sole] dietro il velo [della notte] (Surat Sad: 32).
Non riuscire a riconoscere la ragione per cui in questo mondo sono stati creati i beni terreni porta gli uomini a dimenticare che potrà usare questi averi soltanto per un periodo di sessanta o settant’anni, se sono stati destinati a vivere così a lungo, e che poi dovranno lasciarsi alle spalle le proprie dimore, le automobili e i figli. Gli uomini non pensano che saranno sepolti soli nella tomba. Per tutta la durata della loro vita, essi agognano un’abbondanza di cui non potranno mai godere.
Tuttavia, quelli che considerano la ricchezza una salvezza e trascurano l’esistenza del loro Creatore soffrono amare pene, sia in questo mondo che nell’aldilà:
No, per quelli che sono miscredenti non basteranno i loro beni e i loro figli per metterli al riparo da Allah. Saranno combustibile del Fuoco (Surat Ali-'Imran: 10).
Il Corano preannuncia la fine di coloro che dimostrano una brama insaziabile di possesso:
Guai ad ogni diffamatore maldicente, che accumula ricchezze e le conta; pensa che la sua ricchezza lo renderà immortale? No, sarà certamente gettato nella Voragine. E chi mai ti farà comprendere cos'è la Voragine? [È] il Fuoco attizzato di Allah, che consuma i cuori. Invero [si chiuderà] su di loro, in estese colonne (Surat al-Humazah).
La vera ricchezza appartiene a quei credenti che non mostrano mai un interesse profondo verso i beni di questo mondo, e che credono veramente che soltanto Allah dia all’uomo ogni cosa. Queste sono, di fatto, le vere persone ricche di questo mondo; esse non limitano le loro vite a soli cinquanta o sessant’anni. I credenti si dedicano agli affari migliori, ottenendo il paradiso al posto di questa vita. Essi preferiscono la ricchezza definitiva, invece di quella temporanea. Allah ci ammonisce di questo nel seguente versetto:
Allah ha comprato dai credenti le loro persone e i loro beni [dando] in cambio il Giardino, [poiché] combattono sul sentiero di Allah, uccidono e sono uccisi. Promessa autentica per Lui vincolante, presente nella Torâh, nel Vangelo e nel Corano. Chi, più di Allah, rispetta i patti? Rallegratevi del baratto che avete fatto. Questo è il successo più grande (Surat at-Tawbah: 111).
Trascurando questi fatti, quelli che “restano attaccati” a questo mondo comprenderanno presto chi sia sul sentiero della retta azione.
Il matrimonio
Il matrimonio è considerato un importante punto di svolta nella vita delle persone. Molti giovani, ragazze e ragazzi, non vedono l’ora di incontrare la persona dei loro sogni. Un buon compagno è un obiettivo importante nella vita, e i giovani sono quasi "indottrinati" con l’importanza di trovarne uno. Comunque, le relazioni tra uomo e donna sono basate, sostanzialmente, su fondamenta non solide nelle società ignoranti, cioè le società nelle quali la gente non accetta lo stile di vita coranico: le "amicizie" sono unicamente delle relazioni sentimentali nelle quali entrambi i sessi ricercano una soddisfazione emotiva. Però, i matrimoni, di solito, si basano su reciproci benefici materiali. Molte donne cercano di trovare un "uomo ricco" nella speranza di uno stile di vita elevato. A tale scopo, una giovane può accettare facilmente di essere la sposa, per tutta la vita, di qualcuno per il quale non prova alcun sentimento. Dall’altra parte, ciò che un uomo cerca in una donna è molto spesso il "bell’aspetto".
Tuttavia, la logica che sta alla base del punto di vista di una società ignorante trascura un fatto cruciale: tutti questi valori materialistici sono alfine destinati a perire; Allah può riprendersi la fortuna di un uomo in un solo momento. Similmente, bastano pochi secondi per perdere il bell’aspetto; se abitiamo in città, ad esempio, il nostro viaggio quotidiano per andare e tornare dal posto di lavoro può essere funestato, in qualsiasi momento, da un incidente che può lasciarci delle cicatrici orribili e indelebili sul viso. Il tempo, intanto, arreca danni irrecuperabili alla nostra salute, forza e bellezza. In tali condizioni imprevedibili, quali sono le conseguenze in un sistema basato su valori puramente materialistici? Ad esempio, pensiamo ad un uomo che sposa una donna soltanto perché è rimasto colpito dal suo bell’aspetto. Cosa penserebbe, se il suo viso fosse gravemente sfigurato da un incidente? La lascerebbe, quando le rughe cominciassero ad apparire sul suo viso? La risposta, senza dubbio, rivela le basi insensate del pensiero materialistico.
Un matrimonio diventa prezioso quando viene inteso unicamente ad ottenere la soddisfazione di Allah. Diversamente, esso diventa un peso sia in questo mondo che nell’altro. Se non in questo mondo, l’uomo, infine, comprenderà nell’aldilà che questa è una via impropria per l’anima umana. Però, sarà troppo tardi; nel giorno del giudizio, egli offrirebbe sua moglie, alla quale si sentiva così vicino in questo mondo, come riscatto per la propria salvezza. Il terrore di quel giorno renderà insignificanti tutte le relazioni di questo mondo. Allah fornisce una descrizione dettagliata dei rapporti tra i più stretti membri della famiglia nel seguente versetto:
Nessun amico sollecito chiederà dell'amico, anche se sarà dato loro di vedersi. Il malvagio vorrebbe riscattarsi dal castigo di quel Giorno, offrendo i suoi figli, la sua sposa e suo fratello, e la sua gente che lo ospitava, e tutto quel che è sulla terra, ogni cosa che potesse salvarlo (Surat al-Ma'arij: 10-14).
È evidente, da questi versi, che gli uomini non attribuiranno più alcuna importanza alle donne, agli amici, ai fratelli o alle sorelle, nel giorno del giudizio. Nello sforzo disperato di salvarsi, ciascuno sarà disposto a offrire i propri familiari o parenti come riscatto per la propria salvezza. Inoltre, questi individui si malediranno l’un l’altro per non essersi mai ammoniti reciprocamente contro una fine così terribile. Nel Corano, viene narrato il caso di Abu Lahab, che meritò la punizione eterna all’inferno, e di sua moglie:
Periscano le mani di Abu Lahab, e perisca anche lui. Le sue ricchezze e i suoi figli non gli gioveranno. Sarà bruciato nel Fuoco ardente, assieme a sua moglie, la portatrice di legna, che avrà al collo una corda di fibre di palma (Surat al-Masad: 1-5).
Allah ci ha rivelato che il tipo di matrimonio che sarà accettabile di fronte a Lui, comunque, è basato su criteri completamente differenti. Contrariamente ai matrimoni comuni in una società ignorante, dove le persone sono incuranti di guadagnarsi la soddisfazione di Allah, il criterio non è il denaro, la fama o la bellezza, ma un matrimonio inteso a guadagnarsi la Sua benevolenza. Per i credenti, l’unico criterio è la taqwa, in altre parole, ‘l’evitare tutto ciò che è proibito, la realizzazione di tutto ciò che the viene comandato, e il timore di Allah’. Le persone trovano pace e felicità in questo matrimonio. Segue l’importante verso:
Fa parte dei Suoi segni l'aver creato da voi, per voi, delle spose, affinché riposiate presso di loro, e ha stabilito tra voi amore e tenerezza. Ecco davvero dei segni per coloro che riflettono (Surat ar-Rum: 21).
Vivendo con la taqwa come unico vincolo, i credenti andranno sicuramente incontro ad una vita piacevole nell’aldilà. Poiché si rammentano l’un l’altro la rettitudine e si guidano vicendevolmente verso il paradiso per tutto il corso della loro vita, essi resteranno amici intimi per tutta l’eternità. I loro rapporti sono descritti come segue:
I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l'orazione pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso, saggio (Surat at-Tawbah: 71).
I figli
Una grande ambizione dell’umanità è quella di lasciare dietro di sé dei figli che porteranno avanti in futuro il nome della famiglia. Tuttavia, se non è intesa a perseguire la soddisfazione di Allah, questa ambizione può senz’altro diventare qualcosa che distoglie l’uomo dalla via di Allah. Una persona viene messa alla prova anche nei suoi figli; in questo senso, ciò che ci si aspetta da lui è che li tratti in un modo che gli farà ottenere la soddisfazione di Allah.
I vostri beni e i vostri figli non sono altro che tentazione, mentre presso Allah c'è ricompensa immensa (Surat at-Taghabun: 15).
Nel versetto, l’uso della parola “tentazione” ha un grande significato. Per alcune persone, avere dei figli è uno dei più importanti obiettivi della vita. In senso coranico, un credente vuole dei figli soltanto per guadagnarsi la soddisfazione di Allah. Altrimenti, se è solo per soddisfare il proprio desiderio di un figlio, avere un bambino significherebbe soltanto attribuire dei simili ad Allah. Nel Corano viene fornito l’esempio di quelli che dimenticano il loro vero ruolo e fanno dei loro figli "il sommo scopo della vita":
Egli è Colui che vi ha creati da un solo individuo, e che da esso ha tratto la sua sposa affinché riposasse presso di lei. Dopo che si unì a lei, ella fu gravida di un peso leggero, con il quale camminava [senza pena]. Quando poi si appesantì, entrambi invocarono il loro Signore Allah: “Se ci darai un [figlio] probo, Ti saremo certamente riconoscenti”. Ma quando diede loro un [figlio] probo, essi attribuirono ad Allah associati in ciò che Egli aveva loro donato.Ma Allah è ben superiore a quello che Gli viene associato. Gli associano esseri che non creano nulla e che anzi sono essi stessi creati (Surat al-A'raf: 189-191).
I credenti chiedono dei figli ad Allah soltanto per ottenere la Sua soddisfazione. Quando chiedevano dei figli, i profeti citati nel Corano intendevano soltanto ottenere la soddisfazione di Allah. Un esempio è costituito dalla moglie di 'Imran:
Quando la moglie di 'Imrân disse: "Mio Signore, ho consacrato a Te e solo a Te quello che è nel mio ventre. Accettalo da parte mia. In verità Tu sei Colui che tutto ascolta e conosce!" (Surat Ali-'Imran 35).
La preghiera del profeta Abramo costituisce anch’essa un esempio per tutti i credenti:
O Signor nostro, fai di noi dei musulmani e della nostra discendenza una comunità musulmana. Mostraci i riti e accetta il nostro pentimento. In verità Tu sei il Perdonatore, il Misericordioso! (Surat al-Baqarah: 128).
Nel senso espresso dal versetto, l’avere figli, se inteso a ricercare il favore di Allah, è un modo per adorarLo. Tuttavia, quando la vera intenzione è qualcosa di diverso dall’ottenere la benedizione di Allah, allora una persona può patire gravi conseguenze sia in questo mondo che nel prossimo. I credenti riconoscono i loro figli come individui affidati loro da Allah. Di conseguenza, non traggono orgoglio personale dalla bellezza, dal successo o dall’intelligenza dei loro figli, sapendo che è Allah che ha assegnato tali caratteristiche a quel bambino. Tale orgoglio è semplicemente un atto di fraintendimento.
Un tale atteggiamento porta a conseguenze dannose, nell’aldilà. Nel giorno del giudizio, una persona sarà più che disposta a offrire i propri figli, il coniuge o altri parenti stretti come riscatto per la salvezza eterna. Il desiderio di evitare la terribile punizione fa sì che la persona abbandoni immediatamente i propri cari. Tuttavia, nel giorno del giudizio non ci sarà speranza di sfuggire alla punizione eterna in tal modo.
Per le persone che fanno parte di una società ignorante, i figli diventano la fonte di molti problemi, non soltanto nell’aldilà, ma anche in questo mondo. Fin dalla nascita, allevare un figlio comporta onerose responsabilità per i genitori. L’esperienza è particolarmente difficile per la donna incinta. Innanzi tutto, dal giorno in cui ha la notizia dell’arrivo di un bambino, ella deve cambiare completamente il proprio stile di vita. Deve dare un nuovo ordine alle proprie priorità. Da questo punto di vista, i bisogni del bambino che ha in grembo vengono sempre per primi; le sue abitudini alimentari, il modo di dormire, in breve l’intera vita personale, cambiano completamente. Nell’ultima parte della gravidanza, compiere i lavori quotidiani e i più semplici movimenti del corpo diventa impossibili per la madre. Tuttavia, le difficoltà maggiori iniziano dopo la nascita. La madre trascorre tutto il proprio tempo a prendersi cura del bambino. Di solito, il bimbo lascia a sua madre pochissimo tempo per i suoi impegni e i suoi bisogni personali. Perciò, la madre attende con ansia il momento nel quale suo figlio sarà abbastanza grande da badare autonomamente ai propri bisogni. Allo stesso tempo, la madre non coglie la velocità con la quale gli anni passano. Se è impiegato per la soddisfazione di Allah, questo lungo periodo può essere considerato una forma di adorazione. Però, per i membri di una società ignorante, questi anni possono diventare un tormento privo di senso.
I genitori, in una società ignorante, di solito provano disillusione, quando allevano la propria famiglia. Allevato come membro di una società ignorante, il figlio sviluppa generalmente una personalità egocentrica. Sotto la guida sviata di impulsi e motivazioni egoistiche, può interessarsi ai bisogni dei suoi genitori solo se gli conviene. I genitori, ormai anziani e alle prese con i problemi legati all’età, comprendono questo fatto soltanto nell’età avanzata. Comunque, nei loro primi anni da genitori, essi immaginano che, quando i loro figli saranno cresciuti, costituiranno un grande supporto nei momenti dei problemi inattesi; ma, contrariamente a questa aspettativa, essi possono anche ritrovarsi internati in una casa di riposo.
Allah, nel Corano, presenta l’uomo in un contesto, nel quale i credenti devono comportarsi in modo responsabile nei confronti dei propri genitori. Allah richiede rispetto e misericordia verso i genitori, specialmente verso quelli anziani:
Il tuo Signore ha decretato di non adorare altri che Lui e di trattare bene i vostri genitori. Se uno di loro, o entrambi, dovessero invecchiare presso di te, non dir loro "uff!" e non li rimproverare; ma parla loro con rispetto, e inclina con bontà, verso di loro, l'ala della tenerezza; e dì: "O Signore, sii misericordioso nei loro confronti, come essi lo sono stati nei miei, allevandomi quando ero piccolo" (Surat al-Isra: 23-24).
Come possiamo capire dai versetti, far crescere un figlio alla luce dei valori coranici è per i credenti una cosa onorevole. Tuttavia, se i figli sono allevati da persone miscredenti, che li costringono ad adottare la mentalità di una società ignorante, questo è uno sforzo vano sia in questo mondo che nel prossimo. In più, i credenti ottengono la soddisfazione di Allah anche se il figlio non segue l’insegnamento coranico che gli è stato impartito. I genitori sono ritenuti responsabili soltanto dell’aver fornito l’insegnamento coranico ai loro figli, e poi devono riporre la loro fiducia in Allah. La gente non ha altro protettore o aiuto, al di fuori ad Allah.
Quelli che cercano di ottenere i benefici mondani dai loro figli non riceveranno aiuto da loro né in questo mondo né nell’altro.
Ma quando verrà il Fragore, il Giorno in cui l'uomo fuggirà da suo fratello, da sua madre e da suo padre, dalla sua compagna e dai suoi figli, poiché ognuno di loro, in quel Giorno, avrà da pensare a se stesso (Surat 'Abasa: 33-37).
Come abbiamo già detto, l’uomo è stato creato soltanto per servire il nostro Creatore. Ogni cosa che lo circonda, tutta la sua vita, esiste soltanto per metterlo alla prova. Dopo la morte, una persona verrà giudicata solo in base alle sue azioni. Per le sue azioni, egli sarà premiato con il paradiso o punito nell’inferno. In breve, la ricchezza, la bellezza o i figli non hanno alcun valore, ma la taqwa, il "Timore di Allah", ha valore.
I vostri beni e i vostri figli non vi potranno avvicinare a Noi, eccetto per chi crede e compie il bene: essi sono coloro che avranno ricompensa raddoppiata per quel che facevano: saranno al sicuro negli alti livelli [del Paradiso] (Surat Saba: 37).
E quelli che sono miscredenti, i loro beni e i loro figli non li metteranno affatto al riparo da Allah: sono i compagni del Fuoco e vi rimaranno in perpetuo (Surat Ali-'Imran: 116).
I loro beni e la loro progenie non gioveranno loro in alcun modo contro Allah. Sono i compagni del Fuoco, in cui rimarranno in perpetuo (Surat al-Mujadilah: 17).

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