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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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"Oh voi che avete fede, pazientate,..."(Commento C

 
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Inviato: Sab Lug 04, 2020 5:00 am    Oggetto: Ads

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Musàfir
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MessaggioInviato: Dom Ott 05, 2008 6:49 pm    Oggetto: "Oh voi che avete fede, pazientate,..."(Commento C Rispondi citando

Bismillàhi ar-Rahmàni ar-Rahìm
In nome di Dio il Misericordioso il Clementissimo
wa-ssalàtu wa-ssalàmu 'alà Saiyydinà Muhammad wa 'alà 'alihi wa sahbihi wa sallim taslima

un saluto di pace a tutti coloro che leggono

Una 'qualità' che viene insegnata dai Maestri del Tasawwuf al propri discepoli affinchè essi si sforzino di svilupparla nel loro lavoro di perfezionamento spirituale è:
la pazienza (sabr) .

Nel Corano la pazienza viene citata molte volte, riportiamo qui questo versetto "Oh voi che avete fede, pazientate, mostrate pazienza, siate pronti " (Cor.3,200) ed alcuni importanti commentari (tafsir) tradizionali di questo versetto, con l'augurio che ci possano essere di aiuto per il nostro 'perfezionamento spirituale', a Dio piacendo (insha Allàh).

Nota:
Nel testo che riportiamo, il carattere "normale" è dedicato alla traduzione dei commenti di Ibn Kathìr e di Al-Qàsànì.
il carattere in grassetto a quello dei versetti del Corano.
il carattere in corsivo alle note di Ludovico Zamboni (traduttore e curatore del Libro dal quale prendiamo questi passaggi)

Tafsir (commentario) del versetto 200 della Sura Al-Imràn - 3

" Oh voi che avete fede, pazientate, mostrate pazienza, siate pronti "
(Corano Sura Al-Imran 3, vers. 200)

Quindi l’Altissimo dice: «Oh voi che avete fede, pazientate (usbirû), mostrate pazienza (sâbirû), siate pronti (râbitû)». Dice Al-Hasan Al Basrî: “Viene ordinato loro di pazientare nella Tradizione che Dio si compiace di aver scelto per loro, e cioè l’Islam (la ‘sottomissione a Dio’), senza tralasciarla ne nei momenti felici ne nella difficoltà, ne nel benessere ne nelle ristrettezze, sino a morire Musulmani (‘sottomessi a Dio’). Quindi viene loro ordinato di resistere, mostrando pazienza, ai nemici che hanno intenzione di eliminare la loro Religione." Lo stesso dicono, [a proposito dei rispettivi significati dei due imperativi usbirû e sâbirû], diversi tra i pii predecessori.

Etimologicamente, i due imperativi citati differiscono solamente perché, mentre usbirû significa semplicemente ‘pazientate’, sâbirû contiene un ‘idea di reciprocità, o di esteriorizzazione (‘superate gli altri in pazienza’, ‘gareggiate in pazienza’, ‘resistete mostrando pazienza’); per Ar-Râzî ad esempio, mentre con ‘pazienza’ si allude alla sopportazione ‘interiore’ e personale della tribolazioni legate della vita mondana (come la povertà, la malattia, le disgrazie ecc.), per ‘mostrar pazienza’ si deve intendere la sopportazione di quanto spiacevole intercorre con il ‘prossimo’, così che il credente è tenuto tra l’altro a sopportare "il cattivo carattere dei familiari, dei parenti o dei vicini, (...) a non vendicarsi di chi gli fa del male (...), a preferire gli altri a sé (...), e ad essere clemente con chi lo ha oppresso."

Al-Qusayrî dice: "All’inizio della pazienza v’è lo sforzarsi di far vedere che si è pazienti anche se non lo si è (tasabbur), quindi v’è la pazienza vera e propria (sabr), alla quale segue il mostrar pazienza (musâbara), e infine la costanza (istibâr). " E ancora: "La pazienza ha un gusto amaro, se il servo la assapora assieme all’assenza (di Allah, gayba), ma ha un sapore squisito se se ne beve nella contemplazione e nella visione."

Per quanto riguarda poi l’imperativo râbitû, la murâbata [infinito sostantivato del verbo râbata, da cui râbitû] è la perseveranza nel luogo dell’adorazione e della saldezza, o anche, come viene tramandato da Ibn ‘Abbâs, da Sahl ben Hanîf, da Muhammad ben Ka’b Al-Qurazî e da altri, il fatto di attendere il tempo prescritto per la preghiera seguente dopo aver pregato.

Al-Alûsî spiega così il significato dell’imperativo râbitû: "Andate alle frontiere, apprestando in esse i vostri cavalli, trattenendovi in esse, attendendo il combattimento e preparandosi ad esso." In effetti, secondo Ibn Qutayba (citato ad Al-’Asqalàmî) il termine ribât (che si può intendere come equivalente di murâbata, essendo entrambi infiniti sostantivati del verbo râbata, da cui l’imperativo râbitû esprime precisamente, dalla radice r-b-t (con significato primo di ‘legare’), "l’azione svolta da diversi gruppi di persone quando nello stesso momento ‘apprestano’ (letteralmente ‘legano’) i propri cavalli, preparandosi al combattimento. "Oltre a tale significato, che pare specificamente legato all’ambito militare (pur essendo possibile trasporlo in altri contesti, indicando genericamente l’idea di ‘star pronti’), l’arabo râbitû contiene altre sfumature, conducenti all’idea di un ‘legame reciproco’. Al-Alûsî tramanda da Ibn ‘Umar: "Lo star pronti è più eccellente del santo combattimento (gihâd): nello star pronti si risparmia infatti il sangue dei Musulmani, mentre il santo combattimento consiste nello spargimento del sangue degli idolatri."


Ibn Abî Hâtim tramanda a questo proposito da Abû Hurayra che il Profeta disse: "Volete che vi dica in che modo Dio cancella gli errori e innalza i gradi? Dio cancella gli errori e innalza i gradi quando si compie esattamente e completamente l’abluzione pur essendo la situazione spiacevole, quando sono molti i passi percorsi nell’andare alle moschee, e quando dopo aver pregato si attende il tempo prescritto per la preghiera seguente: ed è questo il legame (ar-ribât)! Questo è il legame! Questo è il legame!" Lo tramandano anche Muslim e An-Nasâ’î.

In un ‘altra versione di questo hadith riportata sempre da Ibn Kathìr, dopo aver detto "...si attende il tempo prescritto per la preghiera seguente", il Profeta dice "Questo", e cioè le tre indicazioni virtuose proposte, "significano le parole di Dio «Oh voi che avete fede, pazientate, mostrate pazienza, siate pronti e temete Dio, che possiate prosperare!»; e questo è lo star pronti (ar-ribât), nelle moschee’. "
Al-Qurtubî tramanda da ‘Abd Allah ben ‘Amrw: "Una notte, il Profeta (su di lui la preghiera e la pace divine) fece la preghiera del tramonto, e noi pregammo con lui; dopo di che vi fu chi rimase e chi tornò a casa. L’Inviato di Dio venne prima che la gente si ripresentasse per la preghiera della notte. Alcuni erano con lui, che stava col dito sollevato. Ventinove ne aveva riuniti; indicava col dito indice il cielo ed aveva scostato la veste dalle ginocchia. Diceva: ‘Rallegratevi, popolo dei sottomessi a Dio (muslimûn, Musulmani), questo è il vostro Signore: ha aperto una delle porte del cielo, e si vanta di voi con gli angeli, dicendo - Miei angeli, guardate questi servi: hanno appena compiuto un ‘opera obbligatoria, e ne attendono un‘altra’ "

Ibn Mardawayh riporta da Abû Salma ben ‘Abdi r-Rahmân: "Un giorno Abû Hurayra mi si fece incontro, e mi disse: ‘Oh figlio di mio fratello, sai a proposito di che cosa furono rivelate le parole «Oh voi che avete fede, pazientate, mostrate pazienza, siate pronti»?’ ‘No,’ gli risposi. ‘Al tempo del Profeta non v’erano delle vere e proprie campagne militari nelle quali ci si tenesse sempre pronti al combattimento. Piuttosto, il versetto discese a proposito di persone che badavano alle moschee, facevano la preghiera al tempo prescritto, e nelle loro preghiere ricordavano Dio. A loro dunque fu detto «pazientate» nel fare le cinque preghiere, «mostrate pazienza», tenendo testa alla vostra anima (anfusa-kum, anche a voi stessi) e alle vostre passioni, «siate pronti» nelle vostre moschee, «e temete Dio» in ciò che è vostro dovere, «che possiate prosperare»‘." Lo tramanda anche Al-Hâkim nel suo Mustadrak. (...)

Come Ibn Kathìr, anche Ibn ‘Arabi ritiene che l’indicazione contenuta in questo versetto sia spirituale, e non riguardi in maniera esclusiva il ‘santo combattimento ‘: "Per ribât (‘star pronti’) si intende che l’uomo si occupi della propria anima continuamente, senza porsi un limite al quale pervenire: così, quando un uomo, secondo questo ordine, ‘lega’ la sua anima, ecco che è ‘pronto al combattimento’ (murâbit) perché lo ‘star pronti’ riguarda ogni tipo di opera buona, senza privilegiarne qualcuna a scapito di qualche altra, visto che tutte le opere di bene sono ‘Via di Allah’ (sabîlu-Ilah). La ‘Via di Allah ‘ infatti consiste in tutte quelle opere il cui compimento Allah ha prescritto ai Suoi servi, e non solamente nello ‘star pronti’ [militarmente] ai confini, o nel santo combattimento (gihâd). Così, l’Inviato di Dio ha detto che è ribât quando dopo aver pregato si attende il tempo prescritto per la preghiera seguente. Dio stesso nel Suo Libro dice ai credenti «pazientate, mostrate pazienza, siate pronti»; [e aggiunge] «e temete Dio» in tutto questo, facendo cioè di Lui una protezione con la quale vi possiate guardare da tali decisioni. (…) Tale è il significato delle parole «temete Dio, che possiate aver successo», e si intende ‘che vi sia per voi salvezza nel disagio della pazienza e dello star pronti’ “.(Fut., IV, 560, 482)

(…) Secondo Ismà’il Haqqî, con i tre imperativi (‘pazientate’, ’mostrate pazienza’ e ‘siate pronti’) si allude a “tre stazioni spirituali disposte secondo un ordine preciso, che sono: la ‘pazienza’ nell’angustia propria delle opere di obbedienza, il ‘mostrar pazienza’ con l’anima (nafs) respingendo le abitudini, e lo ‘star pronti’ proprio del segreto, davanti all’eccellenza del Vero, cosi da dislocare e apprestare (tursadu) le intuizioni (wâridât) alle quali si allude quando si parla di ‘Legge sacra’ (sarî’â)., di ‘Via’ (iniziatica, tarîqa) , e di Verità (metafisica haqîqa).

Dice Al-Qâsànî:
(…) «Oh voi che avete fede, pazientate» per Allah, «mostrate pazienza» con Allah, e «siate pronti» in Allah. E cioè, «pazientate» con lo sforzo interiore nella stazione spirituale dell’anima; «mostrate pazienza» nella stazione spirituale del cuore di fronte agli assalti delle manifestazioni teofaniche degli attributi divini di rigore, per mezzo dello svelamento; e nella stazione spirituale dello Spirito «siate pronti» in tutta la vostra realtà, con la contemplazione, così che non possa sopraffarvi assopimento, o dimenticanza, o assenza, nelle trasformazioni incessanti (talwînât). E «temete Allah», e questo nella stazione della ‘pazienza’ distogliendovi da disobbedienza e ipocrisia, nella stazione del ‘mostrar pazienza’ evitando di resistere e di ‘riempirvi’ [così da non essere ricettivi delle teofanie] (imtilâ’), e nello ‘star pronti’ evitando il residuo e la durezza (giafâ’), «che possiate aver successo», il successo eterno cioè, oltre il quale non v’è altro successo possibile. Dio lo voglia!

Tratto dal Testo: ” La Sura della Famiglia di Imran” (pag.479-486) di Lodovico Zamboni – Edizioni Orientamento/Al-Qibla

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un saluto di pace
Umar al faqir

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Musàfir
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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 4:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bismillahi e-Rahmàni r-Rahìm

Cari Fratelli e Sorelle in Allàh
assalamu 'alaykum

Permettetemi di riportare alla nostra attenzione questi 'insegnamenti' tradizionali sulla pazienza (sabr) , insegnamenti a mio modesto avviso molto utili per la nostra "jihad an-nafs" - "la lotta contro la propria anima (nafs) inferiore", l'anima che incita l'uomo alla ribellione contro Dio, e sede delle passioni e dell'ignoranza.

assalamu 'alaykum
Umar

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al-Hanafi
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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 5:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umar al faqir ha scritto:
Bismillahi e-Rahmàni r-Rahìm

Cari Fratelli e Sorelle in Allàh
assalamu 'alaykum

Permettetemi di riportare alla nostra attenzione questi 'insegnamenti' tradizionali sulla pazienza (sabr) , insegnamenti a mio modesto avviso molto utili per la nostra "jihad an-nafs" - "la lotta contro la propria anima (nafs) inferiore", l'anima che incita l'uomo alla ribellione contro Dio, e sede delle passioni e dell'ignoranza.

assalamu 'alaykum
Umar


Wa 'alaykum as-salam caro fratello.
JazakaLlahu khairan per il tuo intervento.
As-salam 'alaykum
Nassim

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Tutto ciò di cui hai bisogno è un sogno [Sifu Wang Zi Ping]

''Islam significa vivere la vita in ogni respiro''
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mar Dic 08, 2009 11:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umar al faqir ha scritto:
Bismillahi e-Rahmàni r-Rahìm

Cari Fratelli e Sorelle in Allàh
assalamu 'alaykum

Permettetemi di riportare alla nostra attenzione questi 'insegnamenti' tradizionali sulla pazienza (sabr) , insegnamenti a mio modesto avviso molto utili per la nostra "jihad an-nafs" - "la lotta contro la propria anima (nafs) inferiore", l'anima che incita l'uomo alla ribellione contro Dio, e sede delle passioni e dell'ignoranza.

assalamu 'alaykum
Umar


Wa aleikom salam fratello.

Jazaka Allahu kairen per il to intervento e bentornato.... ammetto che più volte avrei voluto chiedere tue notizie....

Spero di trovarti in salute e fede e che tu e la tua familgia abbiate passato una eid serena e felice.
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Musàfir
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MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2009 8:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm

Carissimi e generosi Moderatori e Gestori di questo Nobile Forum,
fratello in Allàh, Nassim e gentile sorella in Allàh, Maria
assalamu 'alaykum, che la pace sia su di voi

Sono io che ringrazio voi e gli altri fratelli e sorelle che vi aiutano in questo Forum, per il vostro lodevole sforzo nel tenere vivo il "ricordo di Allàh" e nel fare conoscere il "Suo Nobile e Veritiero Messaggio":l'Islam, per i cuori di chi legge, ed il tutto fatto con grande amore (mahabba).

Che Allàh vi ricompensi con le migliori delle ricompense, amin
assalamu 'alaykum
Umar

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Ayesha
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MessaggioInviato: Mer Dic 09, 2009 1:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu alaykum

Jazakallah khayr per il post.
Posso agganciarmi con un hadith che mi hai riportato alla mente con il tuo post?

Citazione:

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Abu Hurairah, radiyallahu 'anhu, reported that a man said to the Prophet, sallallahu ‘alayhi wasallam:

"Advise me! "The Prophet said, "Do not become angry and furious." The man asked (the same) again and again, and the Prophet said in each case, "Do not become angry and furious."

[Al-Bukhari; Vol. 8 No. 137]

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wa s-salam
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NADIA R.
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Registrato: 19/01/09 15:51
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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 12:13 am    Oggetto: Rispondi citando

As salamu alaycum wa rahmatullah wa barakatuhu

fratello Umar al faqir, complimenti per il post che hai fatto;
hai toccato un argomento molto importante, quello della pazienza:
noi solitamente prendiamo con superficialità il significato di questa parola che invece è la metà dell'iman, il quale è composto dalla pazienza e dal ringraziamento.
Su questa parola è basato l'intero universo:
Dio ci ha dato un insegnamento facendo la creazione in sei giorni, Lui può tutto e avrebbe potuto farla in un giorno, con un soffio, invece ad ogni cosa ha dato il suo tempo.
Il concepimento dell'uomo avviene nel grembo della donna che lo porta con pazienza per nove mesi fino alla nascita.
Il seme che germina nella terra ha bisogno di tempo per diventare una pianta, e cosi tutte le cose hanno il loro ciclo ed il loro tempo.
Noi solitamente pensiamo che la pazienza serva nelle circostanze negative, ma la pazienza è necessaria per ogni giorno che passa, per ogni cosa che facciamo:
ci vuole per tà-at, per la preghiera all'ora giusta, per alzarsi al fajr, per il digiuno ecc…
Molti ulema hanno paragonato il nostro nefs come un cavallo e la pazienza, le redini per guidarlo, quindi senza pazienza il nostro nefs ci porta all'inferno.

Citazione:
Nel Corano la pazienza viene citata molte volte, riportiamo qui questo versetto "Oh voi che avete fede, pazientate, mostrate pazienza, siate pronti " (Cor.3,200)

E' vero, la parola che è più citata nel Corano è la pazienza, ed è sempre legata ad un verbo imperativo per sottolineare la sua importanza.

Non vi è stato Profeta al quale Dio non abbia raccomandato la pazienza, e su questa sia stato provato.
L’esempio più conosciuto è quello di Abramo il quale in tarda età, ed avendo un solo figlio, non esitò ad ubbidire all'ordine di Dio nel sacrificarlo nonostante questo ordine sia arrivato a lui “solo” tramite un sogno.
Anche il figlio Ismaele ha dato prova di pazienza accettando senza esitazione il volere di Dio, vedi sura As-Sâffât (I Ranghi):
102. Poi, quando raggiunse l'età per accompagnare [suo padre questi] gli disse: “Figlio mio, mi sono visto in sogno, in procinto di immolarti. Dimmi cosa ne pensi”. Rispose: “Padre mio, fai quel che ti è stato ordinato: se Allah vuole, sarò rassegnato”.
Troviamo la storia di Giuseppe che preferì il carcere al peccato:
Ibn Qaym, e ibno Taymia (r) danno alla pazienza di Giuseppe un valore più elevato rispetto agli altri Profeti in quanto egli ha avuto la possibilità di scegliere, ed ha scelto di evitare il peccato al costo del carcere, mentre altri Profeti non hanno avuto alternativa, come ad esempio suo padre Giacobbe che accetto la scomparsa del figlio nonostante il dolore che provava.
Ayoub che accetto la malattia, l’allontanamento ed il disprezzo della sua gente ha guadagnato il titolo della pazienza:
sura “Sad”
44. [Gli ordinammo:] “Stringi nella tua mano una manciata d'erba, colpisci con quella e non mancare al tuo giuramento”. Lo trovammo perseverante, un servo ottimo, pronto al pentimento.
Ayoub viene glorificato da Dio con le parole “un servo ottimo” e lo stesso fa per tutti i suoi messaggeri e Profeti, ed usa questi come esempi per la dawa del nostro Profeta Muhammed saws e di conseguenza anche noi dobbiamo imitare questi esempi.
Troviamo invece la stori del Profeta Yunes ingoiato dalla balena perché arrabbiato con la sua gente decise di allontanarsi da loro senza il permesso di Dio che lo castigò per non avere avuto pazienza.
Sura Al-Qalam (Il Calamo)
48. Sopporta dunque con pazienza il Decreto del tuo Signore e non essere come l'uomo della balena, che invocò al colmo dell'angoscia. Comunque anche egli fu perdonato per la sua grande fede dopo il suo pentimento e fu rigettato dalla balena sulla spiaggia.
L’argomento è vasto e non si può limitare ad alcune righe scritte, ma l’importante è imparare a stare pazienti nella vita quotidiana, e teniamo presente che la pazienza ha ricompensa infinita diversamente agli altri ta àt.
(إنما يوفى الصابرون أجرهم بغير حساب)
10...... Coloro che sono perseveranti riceveranno la loro incalcolabile ricompensa.
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Musàfir
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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 11:56 am    Oggetto: Rispondi citando

Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm

Gentili sorelle Ayesha e Nadia
assalamu'alaykum

vi ringrazio di cuore per il vostro generoso contributo su questo importantissmo tema della pazienza "sabr", che Allàh vi ricompensi.

Naturalmente sono benvenuti anche i contributi degli altri Fratelli e Sorelle, presi dal Corano, dalla Sunna (hadith) e dai Libri dei Sapienti.

assalamu 'alaykum
Umar

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Dic 10, 2009 3:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Umar al faqir ha scritto:
Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm

Carissimi e generosi Moderatori e Gestori di questo Nobile Forum,
fratello in Allàh, Nassim e gentile sorella in Allàh, Maria
assalamu 'alaykum, che la pace sia su di voi

Sono io che ringrazio voi e gli altri fratelli e sorelle che vi aiutano in questo Forum, per il vostro lodevole sforzo nel tenere vivo il "ricordo di Allàh" e nel fare conoscere il "Suo Nobile e Veritiero Messaggio":l'Islam, per i cuori di chi legge, ed il tutto fatto con grande amore (mahabba).

Che Allàh vi ricompensi con le migliori delle ricompense, amin
assalamu 'alaykum
Umar


Amin.
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amazigh
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MessaggioInviato: Dom Dic 13, 2009 3:06 am    Oggetto: Rispondi citando

assalamo 3alaykoum 3a rahmato allah

una cosa che trovo assolutamente incomprensibile per me è le correnti cme tasawwuf. quello che ha insegnato rasul s3ws non basta o cosa? perche un musulmano dovrebbe distinguersi da suo fratello chiamandosi sufi? che senso ha? non basta seguire il corano e sunnah? o c'è bisogno di farsi chiamare sufi? e di fare pratiche che rasul non ha insegnato? è assurdo.
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Musàfir
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MessaggioInviato: Dom Dic 13, 2009 11:54 am    Oggetto: Rispondi citando

amazigh ha scritto:
assalamo 3alaykoum 3a rahmato allah

una cosa che trovo assolutamente incomprensibile per me è le correnti cme tasawwuf. quello che ha insegnato rasul s3ws non basta o cosa? perche un musulmano dovrebbe distinguersi da suo fratello chiamandosi sufi? che senso ha? non basta seguire il corano e sunnah? o c'è bisogno di farsi chiamare sufi? e di fare pratiche che rasul non ha insegnato? è assurdo.


Bismillahi r-Rahmàni r-Rahìm
caro fratello in Allàh, Amazigh
assalamu 'alaykum

Il soggetto di questa discussione è la pazienza (sabr), ed è bene, per il rispetto di tutti e per un corretto svolgimento della discussione rimanere in questo soggetto.

Se tu hai necessità di approffondire cos'è il Tasawwuf, necessità certo lodevole, ti ccnsiglio di andare nella sezone del Forum apposita dal titolo Tasawwuf e Ihsan,

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,
in questa sezione i Fratelli e le Sorelle con tano amore e...pazienza ci hanno portato Nobili Testimonianze e Studi approffonditi dei Sapienti dell'Islam, a noi utili, per la comprensione della Scienza del Tasawwuf, a Dio piacendo.

assalamu 'alaykum
Umar

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