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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
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Freedom96
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MessaggioInviato: Mar Giu 03, 2014 7:44 am    Oggetto: Dubbi e domande; ho la libertà di vivere la mia vita o no? Rispondi citando

Ciao a tutti.
Per me non è facile parlare di quello che mi sta succedendo, anche perchè non sono molto brava a esprimere quello che sento attraverso le parole, ma ci provo lo stesso.
Avverto già che sarà tipo un poema quello che scriverò, se avete pazienza leggete tutto e datemi dei pareri, perchè ho bisogno di capire.

Sono una ragazza di quasi 18 anni, nata e cresciuta in Italia.
I miei genitori sono del Marocco, si sono trasferiti in Italia circa 23 anni fa per poter far avere un futuro ai loro figli.
Sono stata educata, insieme ai miei fratelli, a rispettare il prossimo, a rispettare la mia religione e soprattutto a rispettare e amare Dio stesso.
I miei genitori non sono mai stati opprimenti o duri. Ci hanno lasciato - ci lasciano - vivere le nostre vite liberamente e come meglio vogliamo, pur tenendo conto della nostra religione e del fatto che comunque prima o poi dobbiamo iniziare a pregare Dio, a comportarci come dei veri e propri musulmani, eccetera eccetera eccetera.....
Sono sempre stata una ragazza dalla mente aperta, ed è proprio per questo che da 3 anni a questa parte sta vendendo fuori il mio lato "ribelle e libero", perchè inevitavilmente con i pensieri che faccio ultimamente (pensieri opprimenti,pensieri che non posso fare a meno di avere) sto rivalutando un pò tutta la mia vita e quello che mi sta succendendo.
Sto iniziando a pensare..a pensare al mio futuro, a quello che mi piacerebbe fare, a come mi piacerebbe vivere...e a me piacerebbe vivere liberamente senza dovermi preoccupare del fatto che, vista la mia passione ribelle del vivere libera e senza costrizioni, poi io non possa vivere la mia vita felicemente, dato che ci sono degli obblighi e altre cose(opprimenti per me, e molto probabilmente infondati e immaturi per voi) in questa religione:

1) "Sposarsi con un musulmano."
Perchè sì, mia madre pochi giorni fa mi ha spiegato che se dovessi mai sposarmi (e credo proprio che non lo farò mai, o almeno, adesso, per come è fatto il mio carattere, al matrimonio non ci penso neanche lontanamente, il matrimonio per me, ora come ora, è come essere mandati alla gogna, oppressione allo stato puro. Poi, per carità, per la maggior parte delle persone il matrimonio è una cosa stupenda, stare con la persona che ami per tutta la vita..bha, fatti loro. Io non sopporto il fatto del dover essere legata a una persona per sempre. Fortuna che esiste il divorzio se poi il matrionio si rileva un totale fiaschio. Non sono fatta per essere legata e incatenata a una persona. No.)
Comunque ritornando al discorso...Dunque, se dovessi mai sposarmi, il mio partner dovrà essere per forza musulmano.
No, okay, STOP.
Dunque se dovessi mai innamorarmi di una persona non musulmana, che devo fare? Lasciarlo ed essere triste per sempre (stiamo parlando della persona che AMERO') o obbligarlo a convertirsi all'islam?
Per tutte e due le opzioni io mi oppongo totalmente. E quindi che devo fare? Sperare di non dovermi mai innamorare per il semplice fatto che non voglio nè privarmi della felicità di amare una persona, nè di costringere la persona che amo a fare qualcosa che molto probabilente lui (o lei) non vuole fare? Quindi? Cosa dovrei fare? Sentiamo...vorrei davvero avere una risposta a tutto ciò.


2) "Non avere rapporti sessuali prima del matrimonio."
Okey. Mh. Aspè.
Io che non sopporto la "questione matrimonio", che ora come ora non considero neanche lontanamente, e che so che non prima dei 30 anni non ci penserò minimamente, dovrei tipo restare zitella a vita? No grazie.
Insomma, dai su.
Comunque non è questa gran cosa. Come gli uomini possono avere rapporti, anche le donne possono averli tranquillamente. Quindi, chiuso il discorso.

3) "I figli."
Amo i bambini, ma a causa dei pensieri opprimenti che mi causa questa religione di cui inevitabilmente faccio parte, non desidero averne.
Il motivo potete immaginarlo, in che modo potrei insegnarli a vivere la loro vita? Seguendo i loro ideali e vivere liberi, o vivere in un certo modo la loro vita obbligati dalla loro religione, per paura di andare all'inferno perchè vogliono solo poter vivere la loro vita liberamente?
Non voglio condannarli, dunque non ne farò di figli, per il loro bene.

Avrei preferito molto di più non nascere che vivere costantemente con l'oppressione, l'ansia e la tristezza che inevitabilente mi ci si sono attaccati come delle sanguisughe, bramosi di succhiare la mia anima, la mia felicità e la mia speranza.

Da tre anni a questa parte vivo con il desiderio di poter vivere la mia via da persona libera, da essere umano libero, e allo stesso tempo vivo con la paura che, vivendo da persona libera in questa vita, sarò condannata a vivere un'esistenza dannata all'inferno.

Ma Dio non dovrebbe essere buono? Se è buono come dicono tutti, allora dovrebbe lasciarmi vivere la mia vita ed essere felice, no? Se io mi innamorassi di un cristiano, buddista, o di qualsiasi religione lui o lei creda, dovrei essere comunque libera di amarlo ed essere felice, no? Me lo merito. Ne ho il diritto. E allora perchè? Perchè? Non basta amare, rispettare, pregare Dio? Bisogna addirittura sacrificarsi e sacrificare la propria felicità?
Non capisco. Non lo accetto. Non lo tollero.



Un'altra cosa che non capisco è questa:
4) Se Dio ci ama, perchè danna le persone mandandole all'inferno?
Capisco se manda le persone cattive (assassini, stupratori, eccetera), ma non capisco perchè dovrebbe mandare all'inferno le persone non musulmane(tipo i cristiani, che comunque pregano Dio e lo amano, chi più chi meno, chi dimostrandolo e chi no)? O forse ho capito male io questa cosa..forse non le manda all'inferno (le persone non musulmane) ma manda all'inferno solo le persone cattive...Forse...forse...
Troppo ingenua o troppo stupida?


5) Il suicidio
Un'altra cosa che ho sentito dire è che Dio manda all'inferno le persone che si suicidano. E' vero? Perchè se fosse vero io la trovo una cosa sbagliata. Se uno è stanco della vita e non ha più speranza, e sceglie di porre fine alla sua esistenza anzichè continuare a vivere con l'angoscia e la tristezza sempre addosso, è liberissimo di farlo.


6) Perchè esiste il male, la sofferenza e il dolore?
Me lo sono sempre chiesto...
E poi, perchè esistono le malattie? Una mia amica è morta per tumore al fegato all'età di 14 anni, e mi sono sempre chiesta perchè Dio non l'abbia salvata, perchè l'abbia fatta soffrire e abbia fatto soffrire me e la sua famiglia e tutte le persone che hanno a che fare con queste malattie...
Dio, che ha il potere di fare tutto quello che vuole, perchè lascia morire le persone di malattie e fame e di qualsasi altra cosa? Anche i bambini...dio... i bambini...non lo capisco, perchè?
Non lo capisco, non lo capisco...



Forse sono ancora troppo piccola per capire, forse sono immatura, forse non capisco un bel niente, forse forse forse...
Non lo so..
Ho bisogno di risposte, perchè giuro, non ce la faccio più con questi dubbi.

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MessaggioInviato: Mar Giu 03, 2014 4:07 pm    Oggetto: Re: Dubbi e domande; ho la libertà di vivere la mia vita o n Rispondi citando

Wa`alaykum ciao!

Prima di toccare i vari punti che hai sollevato, credo sia il caso di soffermarsi sul problema di fondo, che mi pare il principale: i vari punti (e se ne potrebbero similmente sollevare molti altri di simili) sono semplicemente una conseguenza del "problema di fondo".

Ovverosia, il problema è che non ragioni affatto da Musulmana, il tuo modo di ragionare non è quello di una Musulmana, e tutti i problemi derivano da questo.

Probabilmente non hai ricevuto un'adeguata educazione islamica, fatto sta che il modo in cui ragioni è di fatto quello di un ateo, ed in base a questo, qualsiasi precetto che limiti il tuo sconfinato senso di "voler fare tutto ciò che desidero senza alcun freno esterno" (se non però quelli imposti dalla società, che però non vengono visti come tali) lo consideri una pesantissima oppressione.

La via d'uscita da questa situazione, più che affrontare razionalmente punto per punto (anche se ci proveremo comunque insha'Allah), è cambiare le tue prospettive, ragionare a partire dalla fede, rafforzarla, e guardare alle cose in una nuova prospettiva sulla tua vita, su questo mondo e sul tuo ruolo in esso.

La prospettiva attuale è quella secolare-umanitaristica per cui "si vive una sola volta" e lo scopo della vita sarebbe semplicemente quello di soddisfare qualsiasi proprio istinto e desiderio, senza porsi eccessivi problemi sulle sue conseguenze (tanto meno su quelle nell'altra vita, che viene semplicemente ignorata), e di porre come "divinità" la propria ragione, il proprio "secondo me", i propri sentimenti e le proprie passioni, e qualsiasi cosa si opponga ad essi è visto come un "ostacolo" che "limita" la propria "libertà" di essere schiavi del proprio nafs (le proprie passioni inferiori).

La nuova prospettiva - invece - è che siamo Musulmani, e la nostra vita è stata creata da Dio onnipotente, il Signore e Creatore di tutto l'universo, e ciò che è giusto o sbagliato è Lui ad avere diritto di deciderlo più di chiunque altro; e non solo l'ha deciso, ma ci ha anche comunicato cosa è giusto e cosa è sbagliato, attraverso le Sue rivelazioni ai Suoi Profeti e Messaggeri (pace su tutti loro).
E nella Sua Rivelazione ci ha informato che la strada per l'inferno è circondata di tentazioni, e quella per il Paradiso è circondata anche da sacrifici; sapendo ciò, pensare di orientare la propria intera vita in direzione del perseguimento delle proprie (effimere e temporanee) passioni terrene al costo di perdere la possibilità di avere la salvezza e la vera soddisfazione nell'altra vita è davvero una scelta suicida.
Il vero bene è sacrificare alcuni desideri per un bene senza fine nell'altra vita, piuttosto che orientare la vita verso la schiavitù totale alle proprie passioni ed al proprio ego (tanto più che ciò non risulta nella propria felicità nemmeno in questa breve vita, visto che qualsiasi gioia in questa vita è temporanea ed effimera, ed ogni desiderio, appena soddisfatto, rinasce in un nuovo desiderio, in una catena continua, se non le si pongono dei limiti).

Sottolineo "sacrificare alcuni desideri", perché l'Islam non ci insegna a soffrire e sacrificare tutto, bensì a moderare i propri desideri entro i limiti di ciò che è lecito, con la possibilità dunque di vivere una vita soddisfacente anche per i nostri bisogni fisici ed i nostri desideri, ma senza sacrificarla interamente ad essi).

Dunque, nella retorica dell'essere "ribelli" c'è ben poco di cui vantarsi, quando questa ribellione (invece di essere rivolta ai falsi idoli della società, delle mode, dei poteri internazionali, del capitalismo) sono orientati al proprio Creatore.

Tanto più che tutta la "libertà" che decanti non è nemmeno vera libertà; è semplicemente venire risucchiati negli ideali della società "occidentale" in cui sei nata e venire assimilata interamente in essa, perdendo ogni residua identità Islamica, e ripetendo come un nastro tutte le "parole d'ordine" retoriche di questa società - tutti i "problemi" che hai sollevato, difatti, sono quelli promossi dall'ideologia del liberalismo secolare umanitarista che è una delle ideologie alla base di questa società, oltre ad essere i classici punti sollevati da atei contro le religioni.

Diciamolo chiaramente: la lotta in ballo non è quella tra la tua "libertà" e la tua religione d'origine che a tuo dire opprimerebbe la prima; bensì, è una lotta delle ideologie dominanti in questo continente (e non solo) per conquistare un ennesima vittima e privarla della propria fede e della propria identità.

La vera libertà è - invece - liberarsi da tutti i condizionamenti sociali, dalle pressioni ideologiche e delle mode, dalle spinte delle proprie passioni inferiori, per sottomettersi coscientemente all'Unico essere a cui non possiamo non essere sottomessi: Dio.
Questa è la vera libertà; tutto il resto è - in realtà - asservimento e sottomissione: al proprio ego, alla società ed ai suoi idoli, all'ideologia dominante, al sistema di potere.

Freedom96 ha scritto:
Sono sempre stata una ragazza dalla mente aperta, ed è proprio per questo che da 3 anni a questa parte sta vendendo fuori il mio lato "ribelle e libero", perchè inevitavilmente con i pensieri che faccio ultimamente (pensieri opprimenti,pensieri che non posso fare a meno di avere) sto rivalutando un pò tutta la mia vita e quello che mi sta succendendo.
Sto iniziando a pensare..a pensare al mio futuro, a quello che mi piacerebbe fare, a come mi piacerebbe vivere...e a me piacerebbe vivere liberamente senza dovermi preoccupare del fatto che, vista la mia passione ribelle del vivere libera e senza costrizioni, poi io non possa vivere la mia vita felicemente, dato che ci sono degli obblighi e altre cose(opprimenti per me, e molto probabilmente infondati e immaturi per voi) in questa religione:


Hai proprio ragione nel riconoscere la relatività di questa presunta "oppressione".
Il fatto è che a seconda del grado di fede nel proprio cuore, qualcosa di "semplice" per uno può risultare "impossibile" per qualcun altro, e così via. Per qualche tossicodipendente abituato ad 8 dosi di eroina al giorno, scendere a 5 dosi è un immane sacrificio ed un'oppressione; per una persona che non ha mai visto alcuna droga, pure una sola dose potrebbe magari essere mortale..
E' evidente dunque che il problema non risiede nelle regole in sé (che in realtà sono moderate ed equilibrate, in linea con la natura moderata ed equilibrata della nostra religione), bensì nei nostri canoni e nei nostri "limiti".
La chiave è dunque lavorare sulla propria fede, aumentare il proprio grado di disciplina, lavorare su se stessi e migliorare.
E' questa la soluzione alla base della comprensione di tutti i punti successivi, e non posso sottolinearlo abbastanza.
Ti assicuro (e molti altri potranno fare lo stesso) che una volta che una persona si sottomette a Dio con sincerità, poi piano piano gli viene anche donata una comprensione più profonda della saggezza dietro le varie regole; comprensione che altrimenti (senza l'elemento di sottomissione ed iman) potrebbe non arrivare nemmeno con ore di spiegazioni approfondite.

Se riesco affronterò più tardi alcuni dei punti successivi, altrimenti se fai una ricerca, li abbiamo già affrontati tutti numerose volte in questo stesso forum..

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Von Sor
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MessaggioInviato: Mar Giu 03, 2014 10:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Ma Dio non dovrebbe essere buono?

Prima bisogna essere sicuri di sapere cosa è bene. Buono vuol dire che vuole il meglio per le sue creature, non ciò che gli adolescenti in base alle loro passeggere turbe adolescenziali considerano il "bene". Non a caso la maggior parte dei figli si lamentano della "cattiveria" dei propri genitori salvo poi, il più delle volte, rendersi conto che questi avevano ragione.
Citazione:

Non avere rapporti sessuali prima del matrimonio

Perchè invece pensi che se hai rapporti prima, allora sei libera e felice? Avere rapporti sessuali dopo il matrimonio significa anche avere la garanzia che il primo uomo che ci ha toccate non fuggirà via subito dopo, che si prenderà cura di noi e di eventuali figli, che non andrà a araccontare in giro con i suoi amici dell'esperienza vissuta con noi. Ecc. E' una cosa che tutela la dignità della donna, permettendole di vivere liberamente l'amore. La sessualità furoi dal matrimonio è solo svilimento e chiaramente non c'è nessun legame tra il non'avere i rapporti prima del matriomonio e il rischio di diventare zitelle. Caso mai è il contrario..!

Io nel breve periodo della mia esistenza posso dire di aver capito che la libertà ha bisogno di urlare perchè altrimenti non ce la fa a mettere a tacere la "coscienza".
Tu in realtà non sei oppressa dalla religione ma dal fatto che la tua anima sta rincorrendo idee ideologie ideali ai quali la tua intima natura si oppone. E quindi a opprimerti è questo scontro interno.
Se un pesce si ostina a nuotare contro-corrente in realtà non è l'acqua a opprimerlo ma è lui stesso a opprimersi nuotando nella direzione sbagliata. (ora per favore non ti esaltare a suon di "io voglio andare controcorrente ecc"). La persona che acquisice fede impara a nuotare nella giusta direzione e impara a capire che solo in questo modo è veramente libera.

Quoto grandemente il messaggio del fratello Umar.
In questa società oramai c'è questa continua e martellante ingiunzione a essere "liberi", "felici" , "spensierati" che è semplicemente il modo attraverso il quale la gioventù viene annichilita in una pseudo libertà che è solo agitazione.

Fa ridere ad esempio come tutti i cosiddetti ribelli ormai si siano ridotti a un branco addomesticato che settimanalmente scende in piazza a gridare 'noi la crisi non la vogliamo', viva la libertà ecc. E' patetico. E' patetico che la gente cosiddetta libera ha come massima aspirazione o quella di andare in discoteca a impasticcarsi o quella di spiaccicarsi sui prati a farsi le canne e avere rapporti liberi.
Non c'è nulla di liberatorio e rivoluzionario in tutto questo. E' sempre la solita frittata che continua a friggere in padella. Non è libertà andare in giro nudi, non è libertà fare sesso con chiunque, non è libertà tutto questo. Sono gli altri che hanno deciso che è libertà. Oggi è libertà essere gay, domani lo sarà andare con le pecore eccetera.
La libertà è prodotto di fatica sudore sforzo, tutti il contrario del movimento di vermi che si vede in giro. Bastaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2014 12:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Alcune considerazioni poi sul concetto di libertà (visto che usi questa parola - o parole della stessa radice - ben tredici (13) volte in tutto il tuo messaggio, più altre tre volte nella firma).

La domanda è:
"Ho la libertà di vivere la mia vita o no?".
A questa domanda voglio rispondere chiaramente, e la risposta è NO.
E te lo dico come se fossi un fratello maggiore. E non sto rispondendo nemmeno soltanto in base all'Islam; quello che intendo è che - se vuoi evitare delle grosse facciate nella vita, togliti dalla testa l'idea che nella vita ognuno possa fare tutto ciò che vuole senza soffrire alcuna conseguenza o censura.
Ripeto, non riguarda solo l'Islam, riguarda la basi stesse del vivere civile.
Non esiste alcuna ideologia o religione che affermi il pieno diritto e libertà di una persona di fare tutto ciò che vuole senza alcun limite. Semplicemente perché nessuna società sopravviverebbe agli effetti sommamente deleteri di una compagine di individui slegati da qualsiasi vincolo e regola ed impegnati ognuno ad inseguire i propri interessi ed egoismo

E se dunque la libertà è qualcosa di comunque relativo e limitato, in cui cambiano solo i confini in base ai settori (più ampi nell'uno o nell'altro, a seconda dell'ideologia/religione di riferimento, ma sempre esistenti), cessa allora di essere un vero criterio od un vero ideale di per sé, e diventa invece mera retorica, slogan, scusa, pretesto. Così come appunto è nelle società liberali, che sono capaci di essere tanto intolleranti e repressive quanto qualsiasi altra dittatura, ma - a differenza di una dittatura chiara - si nascono dietro lo schermo di "libertà", "diritti" e "democrazia", ed è quindi una dittatura ancora più insidiosa e pericolosa di altre, perché pretende di non esserlo!

E allora, non è "paradossale", che si consideri "libertà" solo quella dalle regole "fuori moda" e differenti dalle norme della società in cui si vive, mentre non ci si pone alcun problema di ottenere la "libertà" da mille altre imposizioni della società?
Ci si pone il problema di essere "liberi" guardacaso solo da quelle che sono le norme di una religione qui minoritaria che contrastano con le abitudini del resto della società; quanto a tutto il resto, invece, non ci si pone il problema di alcuna "libertà" o "ribellione"!...

E' chiaro allora che non si tratta semplicemente di "pura libertà", bensì di libertà di assimilarsi completamente al tessuto sociale in cui si vive, senza essere "costretta" ad essere in alcun modo differente dal gregge di pecore automatizzate integrate ed assimilate di cui si vuole far parte.
E cercando di evitare i problemi di coscienza, sapendo che si sta facendo qualcosa di proibito per la propria religione.
Ed a questo riguardo possiamo dirti chiaramente che no, non c'è modo di alleviare intimi sensi di colpa e rimorsi di coscienza dichiarando lecito ciò che è proibito e proibito ciò che è lecito.
Ciò che è proibito è tale anche se lo fa tutto il resto del mondo, se va di moda, se lo insegnano a scuola e se "lo fanno anche alla tv".

E a questo proposito, tsarina Von Sor scrive:

Von Sor ha scritto:
Se un pesce si ostina a nuotare contro-corrente in realtà non è l'acqua a opprimerlo ma è lui stesso a opprimersi nuotando nella direzione sbagliata. (ora per favore non ti esaltare a suon di "io voglio andare controcorrente ecc").


Soprattutto, non c'è proprio davvero nulla di "controcorrente" (ai sensi della retorica sulla "ribellione", sull'essere "liberi" e "coraggiosi") nell'imitare ciecamente i propri compagni di classe e nell'assimilarsi agli idoli della società in cui si vive. Non c'è nulla di coraggioso a decidere di voler semplicemente essere come tutti gli altri invece di essere troppo "diversi".
La vera "ribellione" ed essere "controcorrente" (per quanto abbiamo visto che in sé "essere controcorrente" non è mica sinonimo di essere nel giusto: dipende da quale direzione si sta percorrendo), semmai, è proprio il contrario: è aggrapparsi al proprio Din e praticare la propria religione nonostante il fatto di essere una minoranza, nonostante il fatto che la gran parte dei propri coetanei non siano Musulmani, nonostante le persone attorno a sé abbiano altre abitudini. Quelle, sono davvero "forza" e "coraggio", non il soccombere alla marea circostante.
"Etiamsi omnes, ego non" - "Anche se tutti, noi no", è uno slogan "libero" e "coraggioso", non "voglio semplicemente fare quello che fanno tutti gli altri e soccombere alla retorica delle ideologie dominanti".

Cosa c'è di "coraggioso" o di "ribelle", nel salire sul carro dei vincitori, nell'imitare i prodotti del più poderoso e costoso sistema di imperialismo culturale mai visto al mondo, nell'uniformarsi alla massa informe di assuefatti agli idoli della Modernità e del Progresso, della libera società democratica, e tagliare i ponti con origini ed abitudini malviste dalla società razzista che ti ospita?

Mi vengono in mente quelle band rock fondate in Afghanistan con i fondi di ONG occidentali e specifiche agenzie governative americane che si occupano di propaganda: quanto siano ridicoli quei ragazzi che proprio mentre vengono usati dagli americani per diffondere la loro spazzatura morale, usano tutta la retorica da rockstar "libere", "ribelli" e "coraggiosi", quando i veri "ribelli" sono altri loro coetanei che fanno ben altro che strimpellare una chitarra negli studi tv di "Afghan Idol" (sic!) assieme a "collaboratori" ed agenti dei servizi segreti del lacché americano di turno.

O ancora i figli delle élite alto-borghesi/feudali liberali in Pakistani, con tutto quel loro cipiglio da pseudo-coraggiosi e la loro retorica liberale, "libera" e "ribelle" contro la "dittatura dei Mullah", quando il potere in Pakistan è proprio nelle mani delle loro stesse famiglie e di quelle stesse élite liberali e secolariste che hanno schiavizzato il Pakistan al loro stesso sfruttamento ed a logiche post-coloniali di asservimento ai grandi poteri globali.
Eppure i principini ancora si sentono "ribelli" in lotta contro "l'oscurantismo" di coloro che passano il tempo a ridicolizzare sui media in loro possesso quando non direttamente a perseguitare, e che non hanno alcun potere politico!

Eppure in tanti cadono nella trappola di questo retorica satanica di atteggiarsi a ribelli proprio mentre si è schiavizzati fino ai capelli - cervello in primis..

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Mer Giu 04, 2014 3:41 pm, modificato 1 volta
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Dhakir13
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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2014 2:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Avrei preferito molto di più non nascere che vivere costantemente con l'oppressione, l'ansia e la tristezza che inevitabilente mi ci si sono attaccati come delle sanguisughe, bramosi di succhiare la mia anima, la mia felicità e la mia speranza.


il punto è questo.
Come vedi non sei libera, non hai deciso tu di nascere. Siamo tutti sottomessi a Dio che lo vogliano o no che ci crediamo o no. È la nostra natura e quella di tutto il creato. Godersi a pieno la vita ed essere veramente "liberi" significa fare un passo indietro da questa bassa vita, abbandonarsi saggiamente e con fiducia al volere di Allah, fare un passo indiefro (o in alto) significa avere il quadro piu ampio e chiaro della nostra esistenza e salvarsi da questa fiumana travolgente che è la bassa vita alimentata dalle nostre debolezze peggiori.
Tu dici che avresti preferito non nascere piuttosto che convivere con questa angoscia tristezza ecc ecc.
Ma ti assicuro che se questa "cosa" questo timore ti venisse completamente soppresso allora si che puoi considerarti morta.
Ti consiglio vivamente di leggere il corano, la parola di Dio.

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La ilaha illaLah Muhammad Rasulu Lah
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MessaggioInviato: Mer Giu 04, 2014 5:29 am    Oggetto: Bismilahi-Rrahmani-Rrahim! Rispondi citando

Essere liberi di fare ció che si vuole e di vivere come si vuole non è una cosa buona che ci puó rendere veramente felici, forse all'istante temporaneamente sì.. a volte, ma poi ci sono un sacco di conseguenze negative.

Dammi una definizione della libertà? Che cos'è per te la libertà? Perchè ha tutta questa importanza?
Che te ne fai della tua libertà se poi non ci ricavi nulla di buono?

L'innamorarsi poi quante volte l'ho sentito.. Ma perchè devi finire per innamorarti di qualcuno che non ti ama per il tuo din ma per altro? Che te ne fai di quell'amore? Conosco tante ragazze così che credevano fosse la cosa piú bella al mondo innamorarsi di un kafir alcune perchè apparentemente sembrava piú buono e tollerante, ma prova a praticare il tuo din stando con loro e vedrai che se sono veramente gentili ti lasciano e basta, altrimenti prima ti insultano nei modi piú brutti che ci siano e poi ti deridono e poi ti lasciano, se va tutto bene.

Pensa ad esempio ad alcuni uomini che tornano a casa ubriachi senza un soldo perchè hanno speso tutto comprando alcool e andando a prostitute, poi la moglie si arrabbia perchè non ha nulla da dare ai suoi figli.. "Lasciami libero di vivere come voglio, sono libero di fare quello che voglio, è la mia vita quindi la vivo come voglio IO" risponde lui.. Ma che gli serve tutta quella libertà se poi lo rovina.

Lo sapevi che alcune persone criminali provano piacere nel vedere un'altro morire e soffrire e uccidono solo per questo, per passione.. Perchè per questo in quell'istante provano piacere e soddisfazione cosí come quelli che assumono la droga.. per lo stesso motivo. Tanti associano la felicità ai desideri della nostra nafs sul essere liberi di fare ció che si vuole e di vivere liberamente come si vuole, eppure proprio questo invece rende infelici.

Ci sono tanti giovani che hanno cercato di trovare la felicità in vari modi soprattutto tramite la libertà e non co sono mai riusciti solo quelli che sono ritornati ad Allah pentiti.

Come puoi sapere tu meglio di Allah cosa è un bene per te e cosa no?
Soffrire per amore per Allah è infinitivamente meglio che soffrire a causa della propria arroganza, stupidità, ideali sbagliati o in nome della propria libertà di vivere come ci piace.. ecc.

La sofferenza è di due tipi secondo me, una che dipende da noi e una che non dipende da noi. Quella che non dipende da noi ci fa solo bene ma si capisce solo dopo, con il passare del tempo. Quella che dipende da noi ci rovina.
Non ti preoccupare per quelli che soffrono a causa delle malattie perchè se hanno l'iman nel cuore Allah non li lascia mai soli e senza la pazienza di sopportare e senza beneficiare da quella sofferenza in vari modi che nemmeno ti immagini o senza consolare i loro cuori e perdonare tutti i loro peccati e avvicinarli a Lui e ricompensandoli poi con la felicità eterna. Infatti perchè ha tutta questa importanza per te questo mondo e tutto ció che fa parte di esso tipo anche la sofferenza? La sofferenza in questo mondo così come la felicità è passeggero, poi tutto passa e finisce anche la morte, ma la nostra anima no.. Essa ritorna dal suo signore invece e se ha vissuto come Lui ci ha chiesto, fidandoai di Lui, insha'Allah sarà felice poi in paradiso, per sempre.. Dove quella felicità non passerà invece e la sofferenza non ci sarà.

Non tutto quello che ci provoca piacere fa bene.
Pensa se una persona mangiasse sempre ció che vuole perchè così gli piace, si troverebbe grasso e obeso e anche malato tipo di colesterolo, diabete anzi alcuni finiscono per avere l'infarto proprio per questo.. stessa cosa succede alla nostra anima quando la nutriamo sempre di ció che vogliamo solo perchè ci piace cosí e vogliamo essere liberi di fare così.

Non farti condizionare da tutte le schifezze che ti hanno riempito la testa i libri a scuola studiando le cose secondo la concezione occidentale materialista. Ma insha'Allah un giorno te ne renderai conto anche tu di quanto sia illusorio tutto questo. Ti sei mai chiesta perchè tante persone che vivono libere di fare ció che a loro piace e di vivere come vogliono siano infelici lo stesso?

Sacrificare i propri desideri per Allah non significa sacrificare la propria felicità ma significa solo FIDARSI di Allah swt e come ricompensa e conseguenza Allah ti fa star bene poi. Allah è il padrone dei cuori e quindi non puoi trovare qualcosa dove non c'è se ti rivolgi agli altri o ad altro anzichè direttamente a Lui. È come se una persona malata anzichè rivolgersi al medico si rivolge a quelli che promettono cure miracolose per guadagnare denaro.

I cuori si tranquillizzano solo con il ricordo di Allah, quindi vivendo ricordandosi anche di fidarsi Allah e di vivere come compiace a Lui anziché alla nostra nafs.
Fidati sempre e solo di Allah swt sorella e non fidarti sempre dei tuoi desideri soprattutto mon fidarti sempre della felicità che ti promettono. Se i desideri sono filLah inshaAllah non c'è nulla di male e se non lo sono allora fanno male ma in ogni caso l'affidamento bisogna farlo solente in Allah. Se Allah ti dice di fare una determinata cosa fidati che ti puó fare solo del bene, e bisogna provare per rendersi conto.. Ma provareonestente, mettendo prima sempre Allah al primo posto e poi tutto il resto.

Allah ti guidi e ti faciliti la comprensione e la pratica del din e a tutti noi. Amin!

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