Indice del forum Informazioni sull'Islam
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 



 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Intellettuali, considerazioni e dibattiti sull'Islam
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Ads






Inviato: Mar Lug 14, 2020 3:38 pm    Oggetto: Ads

Top
MUHAMMAD LUCA VELUDO
Frequentatore stabile
Frequentatore stabile


Registrato: 19/09/08 08:16
Messaggi: 22
Residenza: TORINO

MessaggioInviato: Ven Ott 17, 2008 8:59 am    Oggetto: RELATIVITà DEL TEMPO E REALTA' DEL FATO Rispondi citando

RELATIVITA DEL TEMPO E REALTA DEL FATO
in realtà non esiste alcuno "spazio tridimensionale", che si rivela un pregiudizio ispirato dalle percezioni, mentre l'uomo conduce la sua vita intera in una condizione "priva di spazio". Asserire il contrario significherebbe ancorarsi ad una fede superstiziosa rimossa dalla ragione e dalla verità scientifica, in quanto non si ha alcuna prova valida dell'esistenza di un mondo materiale tridimensionale.
Questo fatto confuta il primario assunto della filosofia materialistica, il quale costituisce il fondamento della teoria evoluzionista, ovverosia che la materia sia assoluta ed eterna. Il secondo assunto è la supposizione che il tempo sia assoluto ed eterno. Come il primo, anche questo è una superstizione.

La percezione del tempo
Quella percezione che chiamiamo tempo è, in realtà, un metodo con il quale un momento è comparato ad un altro. Ciò può spiegarsi con un esempio. Quando una persona colpisce un oggetto, sente un rumore particolare; quando lo colpisce cinque minuti dopo, il rumore che sente è diverso. La persona percepisce che tra il primo suono e il secondo vi è un intervallo e ciò chiama "tempo". Tuttavia, nel momento in cui sente il secondo suono, il primo non è più di un'immaginazione nella sua mente. È soltanto una minima informazione nella sua memoria. La persona formula la percezione del "tempo" comparando il momento in cui vive con ciò che è contenuto nella sua memoria. Se tale confronto non avvenisse, non vi potrebbe essere neppure la percezione del tempo.
Similmente si compie un confronto quando si vede qualcuno entrare in una camera attraverso la porta e sedersi su una poltrona posta al centro. Nel momento in cui la persona si siede, le immagini relative agli attimi precedenti sono coordinate come minime informazioni nel cervello. La percezione del tempo avviene quando si compara l'uomo che si siede sulla poltrona con le altre informazioni di cui si è in possesso.

In breve, il tempo perviene all'esistenza come risultato del confronto effettuato tra alcune illusioni immagazzinate nel cervello. Se l'uomo non avesse una memoria, il suo cervello non compirebbe tali interpretazioni e quindi neppure la percezione del tempo potrebbe formarsi. La ragione per cui si afferma di avere una determinata età è dovuta al fatto che nella mente si sono accumulate informazioni relative a un certo numero di anni. Se la memoria non esistesse, non si penserebbe all'esistenza di un simile periodo di tempo precedente, in quanto si farebbe diretta esperienza soltanto del singolo "momento" in cui si vive.

La spiegazione scientifica dell'atemporalità
Tentiamo di chiarire l'argomento citando alcune spiegazioni in proposito addotte da vari scienziati e studiosi. Riguardo al tema del flusso a ritroso del tempo, il noto intellettuale insignito del premio Nobel, il professore di genetica François Jacob, scrive nel suo libro Le Jeu des Possibles:
I film proiettati all'indietro ci permettono di immaginare un mondo nel quale il tempo fluisca a ritroso. Un mondo in cui il latte si separi dal caffè e salti fuori dalla tazza per raggiungere la lattiera; un mondo in cui i raggi di luce siano emessi dai muri per essere raccolti in una trappola (centro di gravità) invece di scaturire da una fonte di luce; un mondo in cui una pietra raggiunga la palma della mano di un uomo grazie alla sorprendente cooperazione di innumerevoli gocce d'acqua che le permettano di emergere d'improvviso. In un mondo in cui il tempo ha caratteristiche così opposte, i processi del nostro cervello e il modo in cui la memoria coordina le informazioni potrebbero similmente funzionare all'indietro. Ciò è anche vero per il passato e per il futuro e il mondo ci apparirebbe esattamente come ci appare ora.1
Dal momento che il nostro cervello è abituato a una certa sequenza di eventi, il mondo non opera secondo le modalità dell'esempio precedente e noi riteniamo quindi che il tempo fluisca sempre in avanti. Nondimeno, questa è una decisione presa nel cervello e perciò del tutto relativa. In verità, non possiamo conoscere se e come il tempo fluisca. Questo fatto rivela che il tempo non è una realtà assoluta, ma soltanto una sorta di percezione.
La relatività del tempo è un fatto provato anche dal più importante fisico del XX secolo, Albert Einstein. Lincoln Barnett ha scritto nel suo libro dal titolo The Universe and Dr. Einstein:
Insieme allo spazio assoluto, Einstein scartò anche il concetto di tempo assoluto -di un costante, invariabile, inesorabile, universale fluire del tempo, procedente da un passato infinito verso un futuro infinito. Buona parte dell'oscurità che ha circondato la teoria della relatività deriva dalla riluttanza dell'uomo a riconoscere che il senso del tempo, come il senso del colore, è una forma di percezione. Come lo spazio è semplicemente un ordine possibile di oggetti materiali, così il tempo è un semplice ordine di eventi. La soggettività del tempo è spiegata nel modo migliore dalle parole stesse di Einstein: "L'esperienza di un individuo ci appare ordinata in una serie di eventi, in cui il singolo evento che ricordiamo si mostra costituito secondo il criterio di un "prima" e di un "dopo". Esiste, quindi, per l'individuo, un io-tempo, o tempo soggettivo. Questo è intrinsecamente non misurabile. È senz'altro possibile associare dei numeri a degli eventi, in modo tale che il numero più elevato sia associato all'evento più recente piuttosto che a quello precedente.2
Einstein stesso ha indicato che "lo spazio e il tempo sono forme di intuizione, che non possono essere separate dalla consapevolezza più di quanto lo possano i nostri concetti di colore, forma o dimensione." Secondo la teoria della relatività generale "il tempo non ha un'esistenza indipendente, a parte l'ordine di eventi con cui lo misuriamo."3
Poiché il tempo consiste di percezioni, dipende interamente da chi percepisce ed è quindi relativo.
La velocità con cui passa il tempo differisce in base ai riferimenti assunti per misurarlo, in quanto non esiste un orologio naturale nel corpo umano che indichi con precisione con che rapidità esso scorra. Come Lincoln Barnett ha scritto: "Come non può esistere una cosa simile al colore senza un occhio che la percepisca, così un istante, un'ora o un giorno non esistono senza un evento che li contraddistingua."4
La relatività del tempo viene chiaramente sperimentata nel corso dell'attività onirica. Per quanto ciò che vediamo nei sogni sembra che duri per ore, in realtà, perdura soltanto pochi minuti o addirittura secondi.
La considerazione di un esempio ci permetterà di approfondire l'argomento. Pensiamo di essere stati posti in una stanza con una singola finestra specificamente disegnata. Ivi restiamo reclusi per un certo lasso di tempo. Immaginiamo che in essa vi sia un orologio che ci permetta di considerare la quantità di tempo trascorsa. Contemporaneamente, dalla finestra siamo in grado di osservare il sorgere e il calare del sole a determinati intervalli. Pochi giorni dopo, se ci chiedessero quanto tempo avessimo trascorso nella stanza, risponderemmo sia sulla base delle informazioni da noi raccolte consultando l'orologio sia considerando quante volte il sole fosse sorto e tramontato. Per esempio, potremmo stimare di avervi passato tre giorni. Nondimeno, se colui che ci avesse chiuso nella stanza ci dicesse che fossero trascorsi soltanto due giorni e che il ciclo del sole osservato attraverso la finestra fosse stato prodotto falsamente da una macchina simulatrice e che l'orologio fosse stato regolato in modo tale da scorrere più velocemente, allora il nostro calcolo sarebbe privo di valore.
Questo esempio conferma che le informazioni di cui disponiamo sull'ammontare di tempo trascorso si basano su riferimenti relativi. La relatività del tempo è un fatto provato anche dalla metodologia scientifica. La teoria della relatività generale di Einstein afferma che la velocità del tempo cambia in base alla velocità dell'oggetto e alla distanza dal centro di gravità. Con l'aumentare della velocità, il tempo si abbrevia, si comprime e rallenta come se giungesse al punto di "arresto".
Consideriamo ora un esempio addotto da Einstein stesso. Immaginiamo due gemelli, uno dei quali dimora sulla terra, mentre l'altro viaggia nello spazio ad una velocità vicina a quella della luce. Al suo ritorno, il viaggiatore vedrà che il fratello è invecchiato molto più di lui. La ragione è che il tempo fluisce più lentamente per una persona che viaggia ad una velocità prossima a quella della luce. Se lo stesso esempio fosse adattato ad un padre che viaggiasse nello spazio e al figlio che abitasse sulla terra, qualora il padre avesse ventisette anni al momento della sua partenza e il figlio tre, al suo ritorno, trent'anni dopo (tempo terrestre), il figlio avrebbe 33 anni ma il padre soltanto 30.5

È necessario far rilevare che tale relatività del tempo non è causata da una riduzione o accelerazione della velocità degli orologi o dalla marcia lenta di una molla meccanica. È piuttosto il risultato di differenziati periodi di operazione dell'intero sistema materiale che procede alla profondità delle particelle sub-atomiche. In altre parole, l'abbreviamento del tempo non è simile alla proiezione rallentata di una pellicola per colui che ne fa esperienza. In una situazione di tempo abbreviato, il battito cardiaco, la riproduzione delle cellule, le funzioni cerebrali e tutte le altre operano più lentamente di quelle di una persona residente sulla terra. La persona vive la sua normale quotidianità senza rendersi conto dell'abbreviamento del tempo, che diviene evidente soltanto in caso di confronto.
La relatività nel Corano
La conclusione a cui siamo condotti dalle scoperte della scienza moderna è che il tempo non è un fatto assoluto, come sostenuto dai materialisti, ma soltanto una percezione relativa. È importante rilevare, inoltre, che questa realtà, prima di essere scoperta dalla scienza moderna nel corso del XX secolo, fu rivelata al genere umano quattordici secoli orsono nel Corano, ove sono contenuti numerosi riferimenti alla relatività del tempo.
Molti versetti del Libro descrivono il tempo come una percezione psicologica dipendente da eventi, luoghi e condizioni. Per esempio, la brevità della vita umana:
Nel Giorno in cui vi chiamerà, Gli risponderete lodandoLo e crederete di essere vissuti ben poco. (Surat Al-Isrâ, 52)
Il Giorni in cui li riunirà, sarà come se fossero rimasti solo un'ora e si riconosceranno tra loro. (Surah Yunûs, 45)
In alcuni versetti è detto che gli uomini percepiscono il tempo in modo differente e che talvolta un breve periodo di tempo può apparire molto lungo. La seguente conversazione tra diverse persone che attendono al loro giudizio nell'Al di là offre un buon esempio:
Dirà: "Quanti anni siete rimasti sulla terra?". Risponderanno: "Siamo rimasti un giorno, o parte di un giorno. Interroga coloro che tengono il computo". Dirà: "Davvero siete rimasti ben poco. Se lo aveste saputo!". (Surat Al-Mu'minûn, 112-114)
Altrove si afferma che il tempo può procedere ad andatura differente rispetto a situazioni diverse:
Ti chiedono di affrettare il castigo. Giammai Allah mancherà alla Sua promessa. Invero un solo giorno presso il tuo Signore vale come mille anni di quelli che contate. (Surat Al-Hajj, 47)
Gli angeli e lo Spirito ascendono a Lui in un giorno la cui durata è di cinquantamila anni. (Surat Al-Ma'ârij, 4)
Questi versetti sono evidenti espressioni della relatività del tempo. Che la scienza abbia compreso solo recentemente quanto fu comunicato all'uomo 1400 anni fa per mezzo del Corano è una prova della sua rivelazione da parte di Allah, il Quale comprende tutto il tempo e lo spazio.La narrazione in molti altri versetti del Corano rivela che il tempo è una percezione. Ciò è particolarmente evidente nelle storie. Ad esempio, Allah ha mantenuto i compagni della Caverna, un gruppo di credenti menzionato nel Corano, in uno stato di sonno profondo per più di tre secoli. Quando vennero risvegliati, credettero di avere dormito soltanto per breve tempo, non potendo immaginare quanto si fosse prolungato tale stato:
Rendemmo sorde le loro orecchie, [rimasero] nella caverna per molti anni. Li resuscitammo poi, per vedere quale delle due fazioni meglio computasse il tempo che avevano trascorso. (Surat Al-Kahf, 11-12)
Li resuscitammo infine perché si interrogassero a vicenda. Disse uno di loro: ""Quanto tempo siete rimasti?". Dissero: "Siamo rimasti una giornata o parte di una giornata". Dissero: "Il vostro Signore sa meglio quanto siete rimasti... (Surat Al-Kahf, 19)
La situazione descritta nel versetto seguente prova che il tempo è in realtà una percezione psicologica.
colui che passando presso una città in completa rovina [disse]: "Come potrà Allah ridarle la vita dopo che è morta?". Allah allora lo fece morire per cento anni, poi lo resuscitò e gli chiese: "Quanto [tempo] sei rimasto?". Rispose: "Rimasi un giorno o una parte di esso". "No, disse Allah, sei rimasto cento anni. Guarda il tuo cibo e la tua acqua, sono intatti; poi guarda il tuo asino, [Ti mostriamo tutto ciò] affinché tu divenga un segno per gli uomini. Guarda come riuniamo le ossa e come le rivestiamo di carne." Davanti all'evidenza disse: "So che Allah è Onnipotente". (Surat Al-Baqara, 259)
Allah, Che ha creato il tempo, ne è libero. L'uomo, al contrario, è limitato da esso secondo l'ordine di Allah. Come è scritto nel versetto, l'uomo non è neppure capace di conoscere quanto tempo ha dormito. In uno stato simile, affermare che il tempo è assoluto (come i materialisti) è irragionevole.
Il destino
La relatività del tempo chiarisce un argomento di estrema importanza. La relatività è così variabile che un periodo di tempo che a noi appare della durata di miliardi di anni, potrebbe durare soltanto un secondo in un'altra dimensione. Addirittura, l'intero corso dell'universo, dalla sua nascita alla sua morte, potrebbe essere inferiore al secondo.
Ciò costituisce l'essenza del concetto di destino -un concetto che è stato frainteso dalla maggior parte della gente, in special modo dai materialisti, i quali lo negano completamente. Il destino è la perfetta conoscenza da parte di Allah di tutti gli eventi passati o futuri. Molti si chiedono come Allah possa conoscere in anticipo gli eventi che non sono ancora accaduti, non riuscendo quindi a comprendere l'autenticità del destino. Nondimeno, gli "eventi che non sono ancora accaduti" sono tali solo per noi. Allah non è legato al tempo o allo spazio, in quanto Egli stesso li ha creati. Per questa ragione, il passato, il futuro e il presente sono la stessa cosa per Lui e tutto ha già avuto luogo ed è finito.
Lincoln Barnett spiega come la teoria della relatività generale conduca a tali conclusioni nel suo libro The Universe and Dr. Einstein; secondo l'autore, l'universo può essere "compreso nella sua intera maestà solo da un'intelligenza cosmica".6 La volontà che Barnett chiama "intelligenza cosmica" è la sapienza e la conoscenza di Allah, Che prevale sull'intero universo. Come cogliamo facilmente le varie fasi di governo di un dominatore, dall'inizio alla fine, come un'unità, così Allah conosce il tempo a cui siamo soggetti in ogni singolo momento. Gli uomini subiscono gli incidenti solo al tempo prestabilito e testimoniano in essi il fato di Allah.
È importante attirare l'attenzione sulla superficialità della distorta comprensione del destino prevalente nella società. È diffusa la credenza superstiziosa che Allah abbia determinato per ogni uomo un "destino" che talvolta possa essere cambiato. Per esempio, nel caso di un paziente che si riprenda dopo essere stato in fin di vita, si dice comunemente che " è sfuggito al suo destino". Nessuno, tuttavia, è in grado di mutare il proprio destino. Questi evidentemente non doveva morire in quel momento. È ancora il destino a ingannare quanti credono di sfuggirgli.
Il destino è l'eterna conoscenza di Allah, per il Quale tutto è determinato e finito. Egli conosce il tempo in ogni sua singola frazione e su di esso prevale. Si comprende quindi quanto è detto nel Corano che il tempo è una cosa sola per Allah: alcuni fatti destinati ad accadere nel futuro sono narrati come se fossero già accaduti. Per esempio, i versetti che descrivono la resa dei conti ad Allah nel Giorno del Giudizio:
Si soffia nel corno e cadono folgorati tutti coloro che sono nei cieli e sulla terra, eccetto coloro che Allah vuole. Quindi si soffia una seconda volta e tutti si alzano in piedi a guardare. La terra risplende della luce del suo Signore, si apre il Registro e vengono condotti i profeti e i testimoni. Si giudica con equità e nessuno subisce torto... I miscredenti sono condotti in gruppi all'Inferno... E coloro che hanno temuto il loro Signore sono condotti in gruppi in Paradiso... (Surat Az-Zumar, 68-73)
Dello stesso soggetto trattano anche altri versetti:
Ogni anima viene accompagnata da una guida e da un testimone. (Surah Qaf, 21)
E si spacca il cielo, così fragile in quel Giorno. (Surat Al-Hâqqah, 16)
Li compensa del loro perseverare con il Giardino e la seta. Adagiati su alti divani non devono subire né il sole né il freddo pungente. (Surat Al-Insân, 12-13)
...e appare la fornace, per chi può vederla. (Surat An-Nâzi'ât, 36)
Oggi invece sono i credenti a ridere dei miscredenti. (Surat Al-Mutaffifîn, 34)
Gli iniqui vedono il fuoco. Capiscono allora di stare per cadervi e non hanno alcuno scampo. (Surat Al-Kahf, 53)
Come si può vedere, eventi destinati ad accadere dopo la nostra morte (dal nostro punto di vista) vengono riferiti come già trascorsi nel Corano. Allah non è delimitato dalla struttura temporale in cui noi siamo confinati. Allah ha determinato tutto ciò nell'atemporale. Gli uomini hanno già vissuto le loro vite. Ogni evento, piccolo o grande, è parte della conoscenza di Allah ed è registrato in un libro:
In qualunque situazione ti trovi, qualunque brano del Corano reciti e qualunque cosa facciate, Noi siamo testimoni al momento stesso in cui la fate. Al tuo Signore non sfugge neanche il peso di un atomo sulla terra o nel cielo; non c'è cosa alcuna più piccola o più grande di ciò, che non sia [registrata] in un Libro esplicito. (Surah Yûnus, 61)
L'inquietudine dei materialisti
Gli argomenti trattati in questo capitolo, vale a dire la verità che sottende la materia, l'atemporalità e l'assenza dello spazio sono estremamente chiari. Come già si è detto, ciò non costituisce assolutamente una sorta di filosofia o un modo di pensare, si tratta piuttosto di fatti innegabili. Oltre ad essere una realtà tecnica, la ragione e la logica non ammettono altre alternative: l'universo, con tutta la materia che lo compone e tutti gli uomini che in esso vivono, è un'illusione. È una serie di percezioni.

I materialisti hanno enormi difficoltà di comprensione. Riconsideriamo l'esempio dell'autobus addotto da Politzer: sebbene quest'ultimo sappia di non poter evadere dall'ambito delle sue percezioni, ammette questa realtà solo in certi casi. Ovverosia, per Politzer gli eventi hanno luogo nel cervello fino al momento dell'incidente, da allora in poi le cose escono dal cervello e assumono una realtà fisica. A questo punto, il difetto logico è molto chiaro: Politzer ha commesso lo stesso errore del filosofo materialista Johnson, il quale ha detto: "Se colpisco il sasso, il piede mi duole, quindi esiste"; non ha capito che lo shock provato nell'impatto con l'autobus è in realtà una semplice percezione.
La ragione subliminale per cui i materialisti non possono comprendere questo soggetto è la paura di ciò che in tal caso dovrebbero accettare. Lincoln Barnett scrive che questo fatto è stato "scorto" da alcuni scienziati:
Insieme alla riduzione di tutta la realtà oggettiva ad un mondo umbratile di percezioni operata da alcuni filosofi, anche gli scienziati sono divenuti consci dell'allarmante limitazione dei sensi umani.2
Ogni riferimento al fatto che la materia e il tempo siano soltanto una percezione provoca un grande timore presso i materialisti, in quanto queste costituiscono le uniche nozioni assolute sulle quali si fondano e che, in un certo senso, idolatrano. Essi credono di essere stati creati dalla materia e dal tempo (tramite l'evoluzione).
Quando pensano che l'universo in cui credono di vivere, il mondo, il loro stesso corpo, gli altri uomini, le idee dei filosofi materialisti da cui sono stati influenzati, in breve, tutto sia una percezione, sono pervasi dall'orrore. Tutto ciò da cui dipendono, in cui credono e a cui ricorrono svanisce d'impovviso. Provano la stessa disperazione che, essenzialmente, proveranno nel Giorno del Giudizio, come è descritta nel versetto: "In quel giorno offriranno ad Allah la loro sottomissione e le loro invenzioni li abbandoneranno." (Surat An-Nahl, 87)
Di fronte a questa scoperta i materialisti tentano di convincersi della realtà della materia; a questo fine "costruiscono" delle prove: fanno a pugni con il muro, calciano i sassi, urlano, strillano, tuttavia non possono fuggire dalla realtà.
Come pretendono di rimuovere questa realtà dalla loro mente, così tentano di fare anche con gli altri. Sono inoltre consapevoli che se la vera natura della materia fosse conosciuta dalla gente in generale, la primitività della loro filosofia e l'ignoranza della loro visione del mondo diverrebbe palese a tutti, non lasciandogli alcuna possibilità di razionalizzazione. Questi timori rappresentano la causa della loro insofferenza verso i temi trattati in questo libro.
Allah afferma che i timori dei miscredenti si intensificheranno dopo la morte. Nel Giorno del Giudizio risuoneranno queste parole:
Nel Giorno in cui li raduneremo tutti, diremo ai politeisti. "Dove sono gli associati che supponevate?". (Surat Al-An'âm, 22)
Allora i miscredenti testimonieranno che le loro proprietà, i loro figli e gli amici che avevano ritenuto reali e avevano associato ad Allah li abbandoneranno e scompariranno:
Guarda come si smentiscono! Come le loro calunnie li abbandoneranno! (Surat Al-An'âm, 24)
Il profitto dei credenti
Mentre i materialisti sono turbati dal fatto che la materia e il tempo sono una percezione, i credenti ne sono allietati, in quanto questa realtà è la chiave che permette di svelare tutti i segreti. Con essa è possibile gettar luce su ciò che prima appariva oscuro.
Come si è detto, sarà facile trovare una risposta a questioni come la morte, il Paradiso, l'Inferno, l'altro mondo, o a domande importanti quali "Dov'è Allah?", "Che cosa c'era prima di Allah?", "Chi ha creato Allah?", "Quanto durerà la vita nel cimitero?", "Dove sono il Paradiso e l'Inferno?". Si comprenderà in che modo Allah ha creato l'intero universo dal nulla. Le domande relative al "quando" e al "dove" diventeranno insignificanti poiché non avrà più senso parlare di tempo o spazio. Qualora si capisca che lo spazio non esiste, allora sarà possibile comprendere che l'Inferno, il Paradiso e la terra sono attualmente nello stesso luogo. Intesa l'atemporalità, si comprenderà che tutto avviene nello stesso momento: niente è in attesa e il tempo non scorre, poiché tutto è già accaduto e finito.

Scoperto questo segreto, il mondo diviene come il Paradiso per il credente. Tutte le preoccupazioni materiali, le ansietà e le paure svaniscono. L'uomo comprende che l'intero universo ha un singolo Sovrano, il Quale governa il mondo fisico a Suo piacimento e a Cui bisogna volgersi. Si sottomette quindi ad Allah per dedicarsi al Suo servizio.
Comprendere il segreto è il più grande profitto al mondo.
Grazie ad esso viene svelata una realtà di estrema importanza menzionata nel Corano, il fatto che "Allah è più vicino all'uomo della sua vena giugulare" (Surah Qâf, 16). Come tutti sanno, la vena giugulare è all'interno del corpo. Che cosa può essere più vicino all'uomo di ciò che si trova al suo interno? Tale situazione può essere facilmente spiegata per mezzo dell'atemporalità. Anche questo versetto può essere compreso meglio alla luce di questo segreto.
Questa è la verità. Dovrebbe essere ben dimostrato che non vi è alcuno che possa provvedere e recare aiuto all'uomo se non Allah; Egli è il Solo essere assoluto in cui cercare rifugio, a Cui chiedere aiuto e su cui contare per una ricompensa.
Ovunque ci volgiamo, ivi è la presenza di Allah.

_________________
MUHAMMAD LUCA VELUDO
Top
Profilo Invia messaggio privato
delcorsaro
Bannato
Bannato


Registrato: 16/12/07 18:57
Messaggi: 444

MessaggioInviato: Mer Ott 22, 2008 11:31 pm    Oggetto: bismillàh Rispondi citando

Assalam aleykom wà ramatullà wà barakatù

caro fratello dovrò rileggere attentamente tutta la profonda analisi ed inchallàh capirò altre cose, però per ora posso dire che questa lettura mi ha reso più evidente il perchè nel Corano spesso l'utilizzo del verbo sia "volutamente" al futuro e al presente, per esempio quando si parla delle genti dell'inferno del perchè siano li' e che parlano al presente cosi' come le genti del Paradiso, questo è machAllàh perfettamente spiegato co la tua analisi!!! Cioè il Paradiso e l'inferno son qui ora e subito dipende da noi prendere ciò per verità, perchè la vittoria viene solo con la pazienza ed il timore di Allàh!

66 Il Giorno in cui i loro volti saranno rivoltati nel Fuoco, (futuro) diranno: « Ahinoi (presente), ah, se avessimo obbedito (passato) ad Allah, se avessimo obbedito al Messaggero!»

Qui Allàh Taala dice al futuro qualcosa con il verbo presente come se fosse già accaduto, ecco che noi possiamo accettare nel presente qualcosa che nel futuro accadrà con certezza che è già accaduto nel passato, cioè Allàh Taala ha creato il Tempo dimostrandoci di avere il passato il futuro con parole al presente di coloro che hanno scelto quella strada, per questo Allàh Taala ci ha giurato per il Tempo di fatto poi l'asr è la preghiera a metà tra le due della crescita del sole mattina e mezzo giorno e le due del calare delle tenebre tramonto e notte , cioè è esattamente nel mezzo!!! Machallàh machallàh machallàh!!! Ed un hadith di Rasù sallàh alehi' wè sellem dice chi perde la preghiera di Asr è come avesse perso tutto!

Per il Tempo
Invero l'uomo è in perdita,
eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.

che noi comunque siamo in perdita perchè ci muoviamo all'interno di ciò che lui medesimo ha creato ed a noi ci è concesso di adorarlo perchè tutto ciò di buono ci ha dimostrato che possiamo scegliere è per il nosto bene e tutto ciò che di cattivo possiamo scartare è anche per il nostro bene quando ci allontaniamo da questi limiti, ci allontaniamo da lui e questa è l'unica vera perdita.

67 E diranno: (FUTURO) « (PRESENTE) Nostro Signore, noi abbiamo obbedito ai nostri capi e ai nostri notabili. Sono loro che ci hanno sviato dalla [retta] via.

Entreranno (FUTURO) nei Giardini di Eden, ornati di bracciali d'oro e di perle e saranno di seta i loro vestiti .

34diranno (FUTURO)« (PRESENTE) Sia lodato Allah che ha allontanato da noi la tristezza. In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente.

35 (PRESENTE/passato) E' Colui che ci ha introdotti per grazia Sua , nella Dimora della quiete, in cui non ci (FUTURO) affliggerà nessuna fatica o stanchezza.

36 Coloro che invece non credono (PRESENTE), avranno (FUTURO) il fuoco dell'Inferno: giammai sarà decisa la loro morte e nulla sarà sottratto al castigo. Ricompenseremo così ogni ingrato.

37 E colà grideranno(FUTURO) : « (PRESENTE) Signore, facci uscire, affinché possiamo compiere il bene, invece di quel che già abbiamo (passato) fatto!». [Verrà loro risposto](FUTURO): « (PRESENTE)Non vi abbiamo dato una vita abbastanza lunga, tale che potesse ricordarsi chi avesse voluto ricordare? Eppure vi era giunto(PASSATO) l'ammonitore! Gustate dunque il castigo(PRESENTE) , ché per gli ingiusti non ci sarà soccorritore (FUTURO).

38 Sì, Allah è Colui che conosce (PRESENTE) l'invisibile dei cieli e della terra. In verità Egli conosce quello che c'è nei petti.

Tutti questi sono gli esempi che Allàh Taala ci ha lasciato per ricordare lui stesso e
AllàhTaala ne sà di più!

ALLàH TAALA qal:
Gareggiate nel bene. Ovunque voi siate, Allah vi riunirà tutti. In verità Allah è Onnipotente

Assalam aleykom wà ramatullàh wà barakatù
A.
Top
Profilo Invia messaggio privato Invia e-mail
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Intellettuali, considerazioni e dibattiti sull'Islam Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi
c d
e



Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso - Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora! Created by Hyarbor & Qooqoa - Auto ICRA

Page generation time: 0.039