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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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LA VITA DI QUESTO MONDO

 
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Inviato: Ven Set 18, 2020 10:30 pm    Oggetto: Ads

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MUHAMMAD LUCA VELUDO
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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 11:31 pm    Oggetto: LA VITA DI QUESTO MONDO Rispondi citando

LA VITA DI QUESTO MONDO
Il nostro universo è perfettamente ordinato. Innumerevoli miliardi di stelle e di galassie si muovono nelle loro orbite distinte, eppure in totale armonia. Galassie composte di quasi 300 miliardi di stelle scorrono l’una attraverso l’altra e, per la meraviglia di tutti, durante questo gigantesco transito non si verificano collisioni. Un simile ordine non può essere attribuito al caso. Per di più, le velocità degli corpi celesti nell’universo vanno al di là del limite dell’immaginazione umana. Le dimensioni fisiche dello spazio esterno sono immense, se paragonate alle unità di misura che utilizziamo sulla terra. Le stelle e i pianeti, con masse di miliardi o trilioni di tonnellate, e le galassie, con misure che possono essere concepite solo con l’aiuto di formule matematiche, orbitano tutti lungo il proprio particolare percorso nello spazio, ad una velocità incredibile.
Ad esempio, la Terra ruota intorno al proprio asse in modo tale che i punti sulla sua superficie si muovano ad una velocità media di 1670 chilometri all’ora. La velocità lineare media della terra, nella sua orbita intorno al sole, è di 108000 chilometri all’ora. Queste cifre, tuttavia, si riferiscono soltanto alla terra. Incontriamo misure immensamente maggiori quando esaminiamo dimensioni che vanno lotre quelle del sistema solare. Nell’universo, all’aumentare della dimensione dei sistemi, aumentano anche le velocità. Il sistema solare orbita attorno al centro della Galassia a 720000 chilometri all’ora. La velocità della stessa Via Lattea, che comprende qualcosa come 200 miliardi di stelle, è di 950000 chilometri all’ora. Questo movimento continuo è inimmaginabile. La Terra, con tutto il Sistema Solare, si sposta ogni anno di 500 milioni di chilometri rispetto alla posizione dell’anno precedente.C’è un equilibrio incredibile all’interno di tutto questo movimento dinamico, ed esso rivela che la vita sulla terra è basata su una bilancia molto delicata. Variazioni molto lievi, perfino millimetriche, nelle orbite dei corpi celesti potrebbero avere conseguenze gravissime. Alcune sarebbero talmente deleterie da rendere impossibile la vita sulla terra. In un sistema ove si trovano sia un grande equilibrio che enormi velocità, potrebbero avvenire in ogni momento degli incidenti colossali. Tuttavia, il fatto che noi conduciamo normalmente le nostre vite su questo pianeta ci fa dimenticare dei pericoli che esistono nell’universo su larga scala. L’ordine attuale dell’universo, con il numero quasi irrilevante di collisioni che conosciamo, ci fa semplicemente pensare che un ambiente perfetto, stabile e sicuro ci circondi.Le persone non riflettono molto su tali questioni. È per questo che esse non percepiscono mai la straordinaria rete di condizioni interconnesse che rendono possibile la vita sulla Terra, né capiscono quanto importante sia il comprendere il reale scopo delle loro vite. Esse vivono senza nemmeno domandarsi come questo vasto e tuttavia delicato equilibrio possa essere giunto a esistere.Malgrado ciò, l’uomo è dotato della capacità di pensare. Senza contemplare coscienziosamente e in modo giudizioso ciò che ci circonda, non si può mai vedere la realtà, o avere la minima idea del perché il mondo sia stato creato, e di chi sia colui che muove questo grande ordine con ritmi così perfetti.Chi riflette su queste questioni e ne coglie l’importanza si trova faccia a faccia con un fatto ineluttabile: l’universo in cui viviamo è stato creato da un Creatore, la cui esistenza e i cui attributi vengono rivelati in tutto ciò che esiste. La terra, un minuscolo punto nell’universo, è stata creata per realizzare un fine significativo. Tutto accade con uno scopo, nel corso delle nostre vite. Possiamo vedere la potenza e la saggezza di Allah nell’universo. Allah, nel Corano, spiega in questo modo il motivo per cui l’uomo esiste sulla terra:
Colui che ha creato la morte e la vita per mettere alla prova chi di voi meglio opera, Egli è l'Eccelso, il Perdonatore (Surat al-Mulk: 2).
Invero creammo l'uomo, per metterlo alla prova, da una goccia di sperma eterogenea e abbiamo fatto sì che sentisse e vedesse (Surat al-Insan: 2).
Nel Corano, Allah, chiarisce ulteriormente che nulla è privo di uno scopo:
Non è per gioco che creammo il cielo e la terra e quel che vi è frammezzo. Se avessimo voluto divertirci, lo avremmo fatto presso Noi stessi, se mai avessimo voluto farlo (Surat al-Anbiya: 16-17).
Il segreto del mondo
Allah indica il fine dell’uomo nel versetto seguente:
In verità abbiamo voluto abbellire la terra di tutto quel che vi si trova per verificare chi di loro opera al meglio (Surat al-Kahf: 7).
Nel fare ciò, Allah si aspetta che l’uomo rimanga Suo devoto servo durante tutta la sua vita. In altre parole, il mondo è un luogo in cui coloro che temono Allah, e quelli che sono ingrati nei confronti di Allah, sono distinti l’uno dall’altro. Il bene e il male, il perfetto e l’imperfetto si trovano fianco a fianco in questa "sistemazione". L’uomo viene messo alla prova in molti modi. Alla fine, i credenti saranno separati dai miscredenti, e otterranno il Paradiso. Nel Corano, questo fatto viene descritto così:
Gli uomini credono che li si lascerà dire: “Noi crediamo” senza metterli alla prova? Già mettemmo alla prova coloro che li precedettero. Allah conosce perfettamente coloro che dicono la verità e conosce perfettamente i bugiardi (Surat al-'Ankabut: 2-3).
Pensando di avere uno status ed una posizione distintiva nel mondo, le persone spesso pensano di essere, loro ed il loro stile di vita, diversi dagli altri. Tuttavia, che sia ricco o povero, giovane o vecchio, colto o analfabeta, ognuno occupa uno spazio quasi insignificante nell’immenso universo, l’oceano di milioni di stelle. Osservando la Terra dallo spazio, chiunque affermasse la sua supremazia riconoscerebbe sicuramente la propria esistenza di semplice piccolo spazio in questo mondo.Per poter veramente capire l’essenza di questa prova, bisogna possedere una profonda comprensione del proprio Creatore, la cui esistenza e i cui attributi sono rivelati in tutto ciò che esiste. Egli è il Creatore, il Possessore di infinito potere, conoscenza e saggezza.
Egli è Allah, il Creatore, Colui che dà inizio a tutte le cose, Colui che dà forma a tutte le cose. A Lui [appartengono] i nomi più belli. Tutto ciò che è nei cieli e sulla terra rende gloria a Lui. Egli è l'Eccelso, il Saggio (Surat al-Hashr: 24).
Allah ha creato l’uomo dal fango, lo ha fornito di molte caratteristiche, e gli ha concesso molti favori. Nessuno acquisisce da solo i doni della vista, dell’udito, del camminare o del respirare. Inoltre, Allah ha posto nel suo corpo questi complessi sistemi fin dal grembo materno, prima che egli nascesse, e quando non aveva ancora alcuna capacità di percepire il mondo esterno.
Detto questo, ciò che è richiesto all’uomo è di essere servo di Allah. Tuttavia, come Allah chiarisce nel Corano, alcuni individui sono "trasgressori" e "ingrati" nei confronti di Allah, poiché rifiutano la sottomissione a Lui. Essi presumono che la vita sia lunga, e credono di possedere la forza individuale necessaria per sopravvivere.
Per questo, il loro obiettivo è "ottenere il massimo dalla vita, finché dura". Essi dimenticano la morte e l’aldilà. Essi si adoperano per godersi la vita e per ottenere un tenore di vita migliore. Allah illustra l’attaccamento di queste persone alla vita nel verso seguente:
Coloro che amano l'effimero trascurano un Giorno grave (Surat al-Insan: 27).
I miscredenti cercano di sperimentare tutti i piaceri di questa vita. Però, come il versetto intende, la vita trascorre molto velocemente. Questo è il punto cruciale che la maggior parte delle persone non riesce a ricordare.
Lasciateci riflettere su un esempio, per chiarire ulteriormente l’argomento.
Alcuni secondi o alcune ore?
Pensate ad una classica vacanza: dopo mesi di duro lavoro, hai la tua vacanza di due settimane, e arrivi alla tua località di villeggiatura preferita dopo un faticosissimo viaggio di otto ore. L’atrio dell’albergo è affollato di altri vacanzieri come te. Noti anche delle facce familiari, e le saluti. Fa caldo, e non vuoi perdere nemmeno un momento per goderti il sole e il mare calmo; quindi, senza perdere tempo, trovi la tua stanza, indossi il costume da bagno e corri in spiaggia. Finalmente, sei nell’acqua cristallina, ma improvvisamente una voce ti fa trasalire: "Svegliati, arriverai tardi al lavoro!".
Queste parole ti suonano prive di senso. Per un momento, non riesci a capire cosa stia succedendo; c’è una discordanza incomprensibile tra ciò che vedi e ciò che senti. Quando apri gli occhi e ti ritrovi nella tua stanza da letto, il fatto che fosse tutto un sogno ti sorprende moltissimo. Non puoi trattenerti dall’esternare questo sbigottimento: "Ho viaggiato per otto ore per arrivare qui. Nonostante il freddo polare che c’è fuori oggi, ho sentito la luce del sole nel mio sogno. Ho sentito l’acqua scorrere sulla mia faccia".
Il viaggio di otto ore verso il luogo delle vacanze, il tempo che hai aspettato nell’atrio, in breve, tutto ciò che era relativo alla tua vacanza era, in realtà, soltanto un sogno di pochi secondi. Anche se era indistinguibile dalla vita reale, ciò di cui hai avuto genuina esperienza era soltanto un sogno.
Questo ci suggerisce che potremo benissimo essere risvegliati dalla vita sulla terra così come veniamo risvegliati da un sogno. In quel momento, i miscredenti esprimeranno esattamente lo stesso tipo di sbigottimento. Nel corso delle loro vite, essi non sono riusciti a liberarsi dall’errata percezione secondo cui le loro esistenze sarebbero state lunghe. Tuttavia, nel momento in cui essi saranno ricreati, comprenderanno che il periodo di tempo che sembra essere stato una vita di sessanta o settant’anni è stato, in realtà, come se fosse durato appena pochi secondi. Allah riferisce questo fatto nel Corano:
Dirà: “Quanti anni siete rimasti sulla terra?”. Risponderanno: “Siamo rimasti un giorno, o parte di un giorno. Interroga coloro che tengono il computo”. Dirà: “Davvero siete rimasti ben poco. Se lo aveste saputo!” (Surat al-Muminun: 112-114).
Che sia stata di dieci anni oppure di cento, l’uomo comprenderà infine la brevità della propria vita, come riporta il versetto sopra citato. Ciò è proprio analogo al caso di un uomo che si sveglia da un sogno, assistendo amaramente allo svanire di tutte le immagini di una lunga e piacevole vacanza, comprendendo improvvisamente che era stato soltanto un sogno durato pochi secondi. In modo simile, la brevità della vita colpirà ancor di più l’uomo, quando tutto il resto della sua esistenza sarà stato dimenticato. Allah dedica un’attenzione particolare a questo fatto nel seguente versetto del Corano:
“Il Giorno in cui sorgerà l'Ora, giureranno i criminali di non essere rimasti che un'ora. Già mentivano [sulla terra]” (Surat ar- Rum: 55).
Non meno di coloro che vivono per poche ore o alcuni giorni, quelli che vivono settant’anni hanno anch’essi un tempo limitato in questo mondo… Ciò che è limitato è destinato a finire, un giorno. Che la vita duri ottanta oppure cento anni, ogni giorno porta l’uomo più vicino a quel giorno predestinato. L’uomo, nella realtà, ha esperienza di questo fatto, nel corso della sua vita. Non importa quanto a lungo termine sia un piano che egli elabora per se stesso: un giorno, raggiungerà il momento in cui avrà realizzato il proprio obiettivo. Ogni obiettivo o cosa preziosa che viene considerato un punto di svolta nella propria vita si scopre ben presto essere solo un capriccio passeggero.
Pensiamo, ad esempio, ad un ragazzo che è appena entrato nella scuola superiore. Normalmente, egli non vede l’ora di ottenere il suo diploma. Guarda ad esso con desiderio smisurato. Tuttavia, presto si trova iscritto all’università. A questo punto della sua vita, egli non ricorda nemmeno più i lunghi anni della scuola superiore. Ha già altre cose in mente; vuole trarre vantaggio da questi anni preziosi per placare la sua paura del futuro. Perciò, egli fa molti progetti. Entro breve tempo, si trova impegnato ad organizzare il suo imminente matrimonio, un’occasione molto speciale che attende con impazienza. Tuttavia, il tempo trascorre più velocemente di quanto si aspettasse, ed egli si lascia molti anni alle spalle, e si ritrova ad essere un padre di famiglia. Nel momento in cui diventa nonno, un uomo anziano con la salute ormai malferma, egli ricorda a fatica gli eventi che gli diedero piacere in gioventù. I ricordi dolorosi svaniscono. I problemi che lo ossessionarono quando era giovane non lo interessano più. Solo poche immagini della sua vita si distendono davanti ai suoi occhi. Il momento designato si avvicina. Il tempo che resta è molto limitato: pochi anni, mesi, o forse addirittura solo pochi giorni. La storia tipica di un uomo, senza eccezione, termina qui con un servizio funebre, a cui partecipano i membri della famiglia, gli amici intimi e i parenti stretti. La realtà è che nessun uomo può sfuggire a questa fine.
Tuttavia, fin dall’inizio della storia, Allah ha reso l’uomo consapevole della natura temporanea di questo mondo e gli ha descritto l’Aldilà, la sua vera ed eterna dimora. Molti dettagli relativi al Paradiso e all’Inferno sono illustrati nelle rivelazioni di Allah. Malgrado ciò, l’uomo tende a dimenticare questa verità essenziale, e tenta di concentrare tutti i suoi sforzi su questa vita, anche se è breve e temporanea. Tuttavia, soltanto quelli che adottano un approccio razionale verso la vita sono risvegliati alla chiarezza della mente e alla coscienza, e comprendono che questa vita non vale nulla, in confronto a quella eterna. Questo perché l’obiettivo dell’uomo, nella vita, è solo ottenere il paradiso, luogo eterno di benevolenza di Allah e di perenne abbondanza. Perseguire la soddisfazione di Allah con vera fede è il solo modo per ottenerlo. Tuttavia, coloro che cercano di non pensare all’inevitabile fine di questo mondo, e che conducono una vita al passo con questo atteggiamento, meritano certamente la punizione eterna.
Allah, nel Corano, narra la terribile fne a cui questa gente andrà incontro:
Il Giorno in cui li riunirà, sarà come se fossero rimasti solo un’ora e si riconosceranno tra loro. Quelli che hanno tacciato di menzogna l’incontro con Allah sono perduti, ché erano privi della guida (Surah Yunus: 45).
Sopporta con pazienza, come sopportarono i messaggeri risoluti. Non cercare di affrettare alcunché per loro. Il Giorno in cui vedranno quel che è stato promesso loro, sarà come se fossero rimasti solo un'ora del giorno. [Questo è solo un] annuncio: chi altri sarà annientato se non i perversi? (Surat al-Ahqaf: 35).
L’ambizione sfrenata
In precedenza, nel corso di questo libro, abbiamo visto come il tempo che un uomo comune trascorre in questo mondo sia breve come “un battito di ciglia”. Però, qualunque cosa sia ciò che l’uomo possiede nella vita, egli non ottiene la vera soddisfazione finchè non ha fede in Allah e si tiene occupato con il il Suo pensiero.
Dal momento in cui comincia ad essere adulto, egli brama la ricchezza, il potere o la posizione sociale. Con sua grande meraviglia, tuttavia, egli possiede risorse limitate che non gli permettono di soddisfare questi ardenti desideri; non c’è alcuna possibilità di possedere ogni cosa che desidera. Né la ricchezza, né il successo, né alcuna forma di prosperità, in realtà, placheranno le sue ambizioni. Indipendentemente dalla posizione sociale o dal sesso, le vite delle persone sono quasi sempre limitate ad appena sei o sette decenni. Al termine di questo periodo, la morte rende insignificanti tutti i piaceri e le gioie terrene.
Chi è incline ai desideri sfrenati si ritrova sempre irrimediabilmente insoddisfatto. In ogni momento della vita, questa insoddisfazione è sempre presente, anche se le sue cause cambiano a seconda dell’occasione e delle condizioni. La volontà di soddisfare questi desideri può far sì che alcune persone si dedichino completamente a quasi qualunque cosa. L’uomo può essere talmente coinvolto dai propri desideri da essere disposto ad affrontarne qualsiasi conseguenza, anche se ciò significa perdere l’amore dei familiari più stretti, o diventare un emarginato. Ma nel momento in cui egli raggiunge il suo obiettivo, la “magia” scompare. Egli perde tutto l’interesse che aveva per l’obiettivo che ha raggiunto. Per di più, non essendo soddisfatto di questo risultato, egli inizia immediatamente a inseguirne un altro, e compie ogni sforzo per ottenerlo, finché non lo raggiunge.
L’ambizione sfrenata è la caratteristica tipica di un miscredente. Questo tratto resta con lui fino alla sua morte. Egli non si sente mai soddisfatto di ciò che possiede. Questo perché, semplicemente, egli vuole tutto per una sua egoistica bramosia, e non per ottenere la soddisfazione di Allah. Similmente, ogni cosa che la gente possiede e si sforza di possedere è un motivo per vantarsi, e le persone divengono indifferenti ai limiti stabiliti da Allah. Sicuramente, Allah non permetterà a chi è così ribelle nei Suoi confronti di avere la pace della mente in questo mondo. Allah dice nel versetto del Corano:
Coloro che credono, che rasserenano i loro cuori al Ricordo di Allah. In verità i cuori si rasserenano al Ricordo di Allah.(Surat ar-Ra'd: 28)
Un mondo illusorio
Innumerevoli esempi della perfezione della creazione circondano l’uomo in tutto il mondo: meravigliosi panorami, milioni di tipi di piante diverse, il cielo azzurro, le nuvole gonfie di pioggia, o il corpo umano – un organismo perfetto, pieno di sistemi complessi. Questi sono esempi impressionanti di creazione, riflettendo sui quali si ottiene una profonda comprensione.
Vedere una farfalla che dispiega le sue ali, le cui strutture meravigliosamente intricate sono affermazioni della sua identità, è un’esperienza che non deve essere mai dimenticata. Le piume sulla testa di un uccello, così fini e lucide da sembrare un ricco velluto nero, o i colori ed i profumi invitanti di un fiore sono tutti sorprendenti per l’anima umana.
Chiunque, praticamente senza eccezioni, apprezza un bellissimo viso. Dimore opulente, impianti placcati in oro e automobili di lusso, per alcune persone, sono i beni tenuti in maggior conto. L’uomo brama molte altre cose nella vita, tuttavia, la bellezza o qualsiasi cosa possediamo è destinata a perire nel tempo.

Nel Corano, l’ultima autentica rivelazione rimasta che guida l’umanità verso la retta via, Allah ci ricorda ripetutamente della natura temporanea di questo mondo, richiamandoci alla chiarezza della mente ed alla consapevolezza. Senza dubbio, ovunque viviamo, noi siamo tutti vulnerabili agli effetti devastanti di questo mondo, un fenomeno che si spiega da sé, per le persone che osservano la vita e gli avvenimenti che accadono intorno a noi. Questo è vero anche per tutte le attrazioni che ci circondano. Ognuna delle meraviglie in ogni angolo del mondo, non importa quanto siano grandiose, sarà esposta ad un inevitabile deterioramento nel giro di pochi decenni, a volte nel giro di periodi di tempo anche più brevi di quanto ci si aspetterebbe.
Un frutto annerisce gradualmente e infine marcisce, dal momento in cui viene staccato dal suo ramo. Il profumo di fiori riempie le nostre stanze solo per un periodo limitato. Presto il loro colore sbiadisce ed essi avvizziscono. Il viso più grazioso si copre di rughe dopo pochi decenni: i segni degli anni sulla pelle e l’ingrigire dei capelli rendono quel bel viso per nulla diverso da quello di altre persone anziane. Non resta traccia del colorito sano o delle guance rosate di un adolescente, dopo il passaggio degli anni. Gli edifici necessitano di restauri, le automobili diventano fuori moda e, ancor peggio, arrugginiscono. In breve, ogni cosa che ci circonda è soggetta alle devastazioni del tempo. Per alcuni, ciò appare come un "processo naturale". Tuttavia, questo trasmette un messaggio chiaro: "Nulla è immune agli effetti del tempo".


Soprattutto, ogni pianta, animale ed essere umano nel mondo – come dire, ogni essere vivente – é mortale. Il fatto che la popolazione mondiale non si riduca nel corso dei secoli – a seguito delle nascite – non dovrebbe portarci ad ignorare la realtà della morte.
Proprio come la passione sfrenata, l’incantesimo degli averi e della ricchezza condiziona molto l’uomo. La smania per gli averi lo cattura senza che egli se ne renda conto. Comunque, bisognerebbe comprendere a fondo un principio: Allah è il solo Padrone di ogni cosa. Gli esseri viventi restano vivi finché Egli lo vuole, e muoiono quando Lui decreta la loro morte.


Ogni cosa sulla terra è destinata a perire. Questa è la vera natura della vita terrena...
Allah sollecita l’uomo a riflettere su questo fatto nel seguente versetto:
In verità questa vita è come un' acqua che facciamo scendere dal cielo, e che si mescola alle piante della terra di cui si nutrono gli uomini e gli animali.
Quando la terra prende i suoi ornamenti ed è rigogliosa di bellezza, i suoi abitanti pensano di possederla ma giunge il Nostro decreto di giorno o di notte e la rendiamo spoglia come se il giorno prima non fosse fiorita . Così esplichiamo i Nostri segni a coloro che riflettono.(Surah Yunus: 24)
In questo versetto viene mostrato come ogni cosa che, su questa terra, viene reputata bella o gradevole perderà, un giorno, la sua bellezza. Ma non solo: ognuna di quelle cose scomparirà dalla faccia della terra. Questo è un punto molto importante su cui riflettere, dal momento che Allah ci rivela di averci fornito tali esempi "per coloro che riflettono". Ciò che ci si attende dall’uomo in quanto essere intelligente è che rifletta e ricavi una lezione dagli eventi, e che infine si ponga degli obiettivi razionali per la sua vita.
L’uomo è responsabile di fronte di Allah per essersi costruito la propria consapevolezza di Allah attraverso la riflessione e l’attenzione nei confronti dei Suoi comandi. Inoltre, ci si aspetta che egli comprenda che questo mondo esiste soltanto per un periodo limitato. Quelli che comprendono veramente questi fatti cercheranno la guida e l’illuminazione di Allah impegnandosi in buone azioni.
Diversamente, l’uomo va incontro alla sofferenza, sia in questo mondo che nell’Aldilà. Egli diventa ricco, ma non consegue mai la felicità. La bellezza e la fama, di solito, comportano la sfortuna piuttosto che una vita gioiosa. Un personaggio celebre, ad esempio, che un giorno si crogiola nell’adulazione dei suoi ammiratori, in seguito combatte contro gravi problemi di salute, e un giorno muore solo in una piccola stanza d’albergo, senza nessuno che si prende cura di lui.


Proponi loro la metafora di questa vita: è simile ad un'acqua che facciamo scendere dal cielo; la vegetazione della terra si mescola ad essa, ma poi diventa secca stoppia che i venti disperdono. Allah ha potenza su tutte le cose (Surat al-Kahf: 45).

Esempi Coranici dell’inganno del mondo
Allah enfatizza ripetutamente nel Corano che questo è soltanto "un mondo in cui tutti i piaceri sono destinati a perire". Allah narra le storie di quelle comunità, quegli uomini e donne del passato che si rallegrarono della loro ricchezza, della fama o della posizione sociale, e tuttavia andarono incontro ad una fine disastrosa. Questo è esattamente ciò che accadde ai due uomini di cui si racconta nella Surat al-Kahf:
Proponi loro la metafora dei due uomini: ad uno di loro demmo due giardini di vigna circondati da palme da datteri, separati da un campo coltivato. Davano il loro frutto i due giardini senza mancare in nulla e in mezzo a loro facemmo sgorgare un ruscello.
Alla raccolta disse al suo compagno: “Ti sono superiore per beni e più potente per clan!”. Entrò nel suo giardino e, ingiusto nei suoi stessi confronti, disse: “Non credo che tutto questo possa giammai perire; non credo che l'Ora sia imminente, e se mi si condurrà al mio Signore, certamente troverò qualcosa di meglio che questo giardino!”.
Gli rispose il suo compagno argomentando con lui: “Vorresti rinnegare Colui che ti creò dalla polvere e poi dallo sperma e ti ha dato forma d'uomo? Per quanto mi concerne è Allah il mio Signore e non assocerò nessuno al mio Signore. Conveniva che entrando nel tuo giardino dicessi: “Così Allah ha voluto! Non c'è potenza se non in Allah !”. Sebbene tu mi veda inferiore a te nei beni e nei figli può darsi che presto il mio Signore mi dia qualcosa di meglio del tuo giardino e che invii dal cielo una calamità contro di esso riducendolo a nudo suolo, o che l'acqua che l'irriga scenda a tale profondità che tu non possa più raggiungerla”.
Fu distrutto il suo raccolto, ed egli si torceva le mani per quello che aveva speso: i pergolati erano distrutti. Diceva: “Ah! Se non avessi associato nessuno al mio Signore!”.
E non ci fu schiera che potesse essergli d'aiuto contro Allah ed egli stesso non potè aiutarsi.
Ché in tal caso [spetta] ad Allah, il Vero, la protezione. Egli è il migliore nella ricompensa e nel [giusto] esito.
Proponi loro la metafora di questa vita: è simile ad un'acqua che facciamo scendere dal cielo; la vegetazione della terra si mescola ad essa, ma poi diventa secca stoppia che i venti disperdono. Allah ha potenza su tutte le cose.
Ricchezze e figli sono l'ornamento di questa vita. Tuttavia le buone tracce che restano sono, presso Allah, le migliori quanto a ricompensa e [suscitano] una bella speranza. (Surat al-Kahf: 32-46)
Vantarsi di ciò che si possiede rende ridicola una persona. Questa è l’immutabile legge di Allah. La ricchezza e il potere vengono conferiti in dono da Allah e possono, in qualunque momento, essere portati via. La storia della "gente del paradiso" che viene narrata nel Corano costituisce un altro esempio di questo fatto:
Li abbiamo messi alla prova come abbiamo messo alla prova quelli del giardino che avevano giurato di fare il raccolto al mattino, senza formulare riserva.
Venne un uragano, proveniente dal tuo Signore, mentre dormivano: e al mattino fu come se [il giardino] fosse stato falciato. L'indomani si chiamarono gli uni con gli altri, di buon mattino: “Andate di buonora alla vostra piantagione, se volete raccogliere”. Andarono parlando tra loro a bassa voce: “Che oggi non si presenti a voi un povero!”.
Uscirono di buon'ora, in preda all'avarizia, pur avendo i mezzi [per fare l'elemosina].
Quando poi videro [quel che era avvenuto], dissero: “Davvero abbiamo sbagliato [strada]! [Ma poi convennero:] Siamo rovinati”. Il più equilibrato tra loro disse: “Non vi avevo forse avvertito di rendere gloria ad Allah?”.
Dissero: “Gloria al nostro Signore, invero siamo stati ingiusti”.
Si volsero poi gli uni agli altri, biasimandosi a vicenda.
Dissero: “Guai a noi, invero siamo stati iniqui. È possibile che il nostro Signore, ci compensi di questo con qualcosa di migliore. Noi bramiamo il nostro Signore”.
Questo fu il castigo, ma il castigo dell'altra vita è ancora maggiore, se solo lo sapessero! (Surat al-Qalam: 17-33)
L’occhio attento riconosce immediatamente, da questi versetti, che Allah non prende ad esempio degli atei, in questa storia. Le persone di cui si parla sono proprio coloro che credono in Allah, i cui cuori sono divenuti insensibili verso il Suo ricordo, e che sono ingrati nel confronti del loro Creatore. Essi traggono orgoglio dal possedere ciò che Allah concede loro in dono, e dimenticano completamente che questi beni sono solo delle risorse che devono essere utilizzate come Egli vuole. In genere, essi affermano l’esistenza e la potenza di Allah; nonostante ciò, i loro cuori sono gonfi di orgoglio, ambizione ed egoismo.
La storia di Qarun, un uomo della gente di Mosé, viene narrata nel Corano come esempio di tipico individuo ricco e mondano. Sia Qarun che quelli che anelano alla sua condizione e alla sua ricchezza sono i cosiddetti credenti, che gettano via la propria religione per i loro averi, e in questo modo perdono la beata vita eterna, la cui perdita è eterna privazione:
Invero Qarûn faceva parte del popolo di Mosè, ma poi si rivoltò contro di loro. Gli avevamo concesso tesori le cui sole chiavi sarebbero state pesanti per un manipolo di uomini robusti. Gli disse la sua gente: “Non essere tronfio! In verità Allah non ama i superbi. Cerca, con i beni che Allah ti ha concesso, la Dimora Ultima. Non trascurare i tuoi doveri in questo mondo, sii benefico come Allah lo è stato con te e non corrompere la terra. Allah non ama i corruttori”.
Rispose: “Ho ottenuto tutto ciò grazie alla scienza che possiedo”. Ignorava forse che già in precedenza Allah aveva fatto perire generazioni ben più solide di lui e ben più numerose? I malfattori non saranno interrogati a proposito delle loro colpe. Poi uscì, [mostrandosi] al suo popolo in tutta la sua pompa. Coloro che bramavano questa vita dissero: “Disgraziati noi, se avessimo quello che è stato dato a Qarûn! Gli è stata certo data immensa fortuna!”.Coloro che invece avevano avuto la scienza dissero: “Guai a voi! La ricompensa di Allah è la migliore, per chi crede e compie il bene”. Ma essa viene data solo a quelli che perserverano.
Facemmo sì che la terra lo inghiottisse, lui e la sua casa. E non vi fu schiera che lo aiutasse contro Allah, non poté soccorrere se stesso. E coloro che la vigilia si auguravano di essere al posto suo, dissero: “Ah! E' ben evidente che Allah concede con larghezza o lesina a chi vuole tra i Suoi servi. Se Allah non ci avesse favorito, certamente ci avrebbe fatto sprofondare. Ah! È ben evidente che i miscredenti non prospereranno”.
Questa Dimora Ultima la riserviamo a coloro che non vogliono essere superbi sulla terra e non seminano corruzione. L'esito finale appartiene ai timorati [di Allah]. Chi verrà con il bene, avrà meglio ancora; chi verrà con il male, [sappia che] coloro che avranno commesso il male saranno ricompensati per ciò che avranno fatto.(Surat al-Qasas: 76-84)
Il principale misfatto di Qarun fu quello di vedere se stesso come un essere separato e indipendente da Allah. Senza dubbio, come suggerisce il versetto, egli semplicemente diede per scontato – a causa delle sue caratteristiche superiori – di meritare il potere e la ricchezza a lui concessi da Allah. Tuttavia, tutte le persone, nel mondo, sono servi di Allah, e i loro beni non vengono conferiti loro semplicemente perché li meritano. Ogni cosa che viene data all’uomo è un dono di Allah. Se è consapevole di questo fatto, l’uomo non diventerà ingrato e viziato nei confronti del suo Creatore a causa delle ricchezze delle quali è in possesso. Egli si sentirà solo grato, e mostrerà questa gratitudine attraverso il suo buon comportamento nei confronti di Allah. Questo è certamente il modo migliore e più onorevole di mostrare la propria gratitudine ad Allah. D’altra parte, Qarun e quelli che aspirano a diventare come Qarun si rendono conto delle azioni malvage che hanno compiuto soltanto quando un disastro si abbatte su di loro. Se, dopo tutta la sofferenza che cade su di loro, persistono e continuano a rivoltarsi contro Allah, allora sono assolutamente rovinati. La loro fine sarà inevitabile: l’Inferno, un posto orribile dove stare!
Sappiate che questa vita non è altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa è] come una pioggia: la vegetazione che suscita conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell'altra vita c'è un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non è altro che godimento effimero (Surat al-Hadid: 20).

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