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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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LA VERA DIMORA DELL'UOMO

 
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Inviato: Ven Set 18, 2020 11:00 pm    Oggetto: Ads

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MUHAMMAD LUCA VELUDO
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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 11:27 pm    Oggetto: LA VERA DIMORA DELL'UOMO Rispondi citando

LA VERA DIMORA DELL’UOMO: L’ALDILA’
a maggioranza delle persone crede che sia possibile condurre una vita perfetta in questo mondo. Secondo questo punto di vista, una vita felice e soddisfacente si può ottenere per mezzo della prosperità materiale, che, insieme ad una vita privata appagante e al riconoscimento del ruolo sociale di ciascuno, è considerata generalmente uno dei fondamenti di una vita perfetta. xx

Tuttavia, secondo il punto di vista coranico, una "vita perfetta" – cioè, senza alcun problema – non è mai possibile in questo mondo. Questo semplicemente perché la vita, nel mondo, è deliberatamente creata per essere imperfetta.
L’origine della parola araba che significa ‘mondo’ – dunya – ha un significato importante. Etimologicamente, essa deriva dalla radice daniy, che significa "semplice", "inferiore", "basso" e "di poco valore". Perciò, la parola ‘mondo’, in arabo, comprende intrinsecamente queste qualità.
L’irrilevanza di questa vita è stata enfatizzata molte volte, in precedenza, in questo libro. Senza dubbio, tutti i fattori che si crede rendano meravigliosa la vita – la ricchezza, il successo personale e negli affari, il matrimonio, i figli, eccetera – non sono altro che vani inganni. Segue un versetto a tal proposito:
Sappiate che questa vita non è altro che gioco e svago, apparenza e reciproca iattanza, vana contesa di beni e progenie. [Essa è] come una pioggia: la vegetazione che suscita conforta i seminatori, poi appassisce, la vedi ingiallire e quindi diventa stoppia. Nell'altra vita c'è un severo castigo, ma anche perdono e compiacimento da parte di Allah. La vita terrena non è altro che godimento effimero (Surat al-Hadid: 20).
In un altro versetto, Allah descrive l’inclinazione che l’uomo prova verso il mondo, piuttosto che verso l’aldilà:
Ma voi preferite la vita terrena, mentre l'altra è migliore e più duratura (Surat al-A'la: 16-17).
I problemi sorgono soltanto perché, piuttosto che l’aldilà, le persone valutano eccessivamente questa vita. Esse sono felici e soddisfatte di quello che hanno in questo mondo. Un tale comportamento non significa nient’altro che voltare le spalle alla promessa di Allah e, di conseguenza, alla realtà della Sua imponente esistenza. Allah proclama che una fine preoccupante li attende:
In verità coloro che non sperano nel Nostro incontro e si accontentano della vita terrena e ne sono soddisfatti e coloro che sono noncuranti dei Nostri segni… (Surah Yunus: 7).
Certamente, l’imperfezione di questa vita non mette in dubbio il fatto che sulla terra ci siano anche delle cose buone e bellissime. Ma qui sulla terra, ciò che viene considerato bello, delizioso, piacevole e attraente si trova fianco a fianco con l’imperfetto, il fallace e il brutto. In questo mondo, il bene e il male sono mescolati. Questo non è altro che un promemoria del paradiso e dell’inferno. Sicuramente, se osservati con una mente solida e coscienziosa, questi fatti portano la persona a realizzare la verità dell’aldilà. Con Allah, la vita che viene giudicata buona e benefica per l’uomo è, in realtà, quella dell’aldilà.
Allah, nel verso sottostante, comanda ai Suoi fedeli servi di compiere seri sforzi per ottenere il paradiso:
Affrettatevi al perdono del vostro Signore e al Giardino vasto come i cieli e la terra che è preparato per i timorati (Surat Ali-'Imran: 133).
Quelli che ricercano il ParadisoNel Corano, ai credenti viene data la buona novella di una ricompensa e di una felicità eterna. Tuttavia, ciò di cui alcune persone non tengono conto è il fatto che questa felicità e il piacere eterno hanno inizio quando siamo ancora in questa vita. Questo perché, anche in questo mondo, i credenti non sono privati dei favori e della benevolenza di Allah.
Nel Corano, Allah afferma che i veri credenti che si impegnano in buone azioni in questo mondo troveranno una dimora eccellente nell’Aldilà:
Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene. Compenseremo quelli che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori (Surat an-Nahl: 97).
Come ricompensa e fonte di beatitudine, in questo mondo Allah concede molti favori ai Suoi servi sinceri, e anche opportunità straordinarie di avere vite personalmente e socialmente appaganti. Questa è l’immutabile legge di Allah. Dal momento che la ricchezza, lo splendore e la bellezza sono le caratteristiche fondamentali del paradiso, Allah concede ai Suoi sinceri credenti l’accesso alle Sue ricchezze anche in questo mondo. Questo è certamente l’inizio di una vita confortevole e onorevole che non avrà mai fine.I luoghi e gli ornamenti meravigliosi di questo mondo non sono che echi imperfetti di quelli veri del paradiso. La loro esistenza ricorda ai veri credenti il paradiso, e fa loro provare un più intenso desiderio di esso. D’altra parte, è perfettamente possibile che un credente, per tutta la vita, possa soffrire di gravi problemi e dolori; eppure, i veri credenti ripongono la propria fiducia in Allah, e sopportano pazientemente ogni avversità che si abbatte su di loro. Inoltre, essendo essi coscienti che questo è un modo per ottenere il piacere di Allah, tale comportamento concede un sollievo speciale ai loro cuori.

Nel Corano, ai credenti viene data la buona novella di una ricompensa e di una felicità eterna. Tuttavia, ciò di cui alcune persone non tengono conto è il fatto che questa felicità e il piacere eterno hanno inizio quando siamo ancora in questa vita. Questo perché, anche in questo mondo, i credenti non sono privati dei favori e della benevolenza di Allah.
Nel Corano, Allah afferma che i veri credenti che si impegnano in buone azioni in questo mondo troveranno una dimora eccellente nell’Aldilà:
Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene. Compenseremo quelli che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori (Surat an-Nahl: 97).
Come ricompensa e fonte di beatitudine, in questo mondo Allah concede molti favori ai Suoi servi sinceri, e anche opportunità straordinarie di avere vite personalmente e socialmente appaganti. Questa è l’immutabile legge di Allah. Dal momento che la ricchezza, lo splendore e la bellezza sono le caratteristiche fondamentali del paradiso, Allah concede ai Suoi sinceri credenti l’accesso alle Sue ricchezze anche in questo mondo. Questo è certamente l’inizio di una vita confortevole e onorevole che non avrà mai fine.
I luoghi e gli ornamenti meravigliosi di questo mondo non sono che echi imperfetti di quelli veri del paradiso. La loro esistenza ricorda ai veri credenti il paradiso, e fa loro provare un più intenso desiderio di esso. D’altra parte, è perfettamente possibile che un credente, per tutta la vita, possa soffrire di gravi problemi e dolori; eppure, i veri credenti ripongono la propria fiducia in Allah, e sopportano pazientemente ogni avversità che si abbatte su di loro. Inoltre, essendo essi coscienti che questo è un modo per ottenere il piacere di Allah, tale comportamento concede un sollievo speciale ai loro cuori.
Un credente è qualcuno che è costantemente consapevole dell’esistenza del nostro Creatore. Egli si attiene ai Suoi comandi, e ha cura di condurre il tipo di vita descritto nel Corano. Nutre aspettative e speranze realistiche per la sua vita dopo la morte. Poiché un credente ripone la sua fiducia nel nostro Creatore, Allah libera il suo cuore da tutta la miseria e dalla sofferenza. Cosa che è ancora più importante, un credente, in ogni momento, percepisce la guida e il supporto del suo Creatore. Questo è, di fatto, uno stato dell’animo e del cuore che consegue dal sapere che Allah è con lui ogni volta che prega, compie delle buone azioni, o fa qualcosa – importante o insignificante – unicamente per ottenere la Sua soddisfazione.
Questo è senza dubbio il senso di sicurezza che ispira il cuore di un credente, che comprende che "Ci sono [angeli] davanti e dietro [ogni uomo] e vegliano su di lui per ordine di Allah" (Surat ar-Ra'd: 11), che egli sarà vittorioso nella sua lotta nel nome di Allah, e che riceverà la buona novella della ricompensa eterna: il paradiso. Pertanto, i veri credenti non hanno mai paura né si affliggono, conformemente all’esortazione di Allah agli angeli "Invero sono con voi: rafforzate coloro che credono" (Surat al-Anfal: 12).
I credenti sono coloro che dicono "Il nostro signore è Allah” e che perseverano [sulla retta via]" (Surat Fussilat: 30). Essi sono anche "coloro su cui discendono gli angeli" e ai quali gli angeli dicono "Non abbiate paura e non affliggetevi; gioite per il Giardino che vi è stato promesso" (Surat Fussilat: 30). I credenti sono anche consapevoli che il loro Creatore "non obbliga nessuno oltre le sue possibilità" (Surat al-A'raf: 42). Essi sono ben coscienti che Allah dice "Ogni cosa creammo in giusta misura” (Surat al-Qamar: 49). Di conseguenza, essi sono quelli che dicono "Nulla ci può colpire altro che quello che Allah ha scritto per noi. Egli è il nostro patrono" (Surat at-Tawbah: 51) e ripongono la loro fiducia in Allah. "Non li colse nessun male" poiché dicono "Allah ci basterà, è il Migliore dei protettori" (Surat Ali-'Imran: 173-174). Tuttavia, dal momento che il mondo è un luogo di prova per tutti gli esseri umani, i credenti dovranno necessariamente affrontare alcune difficoltà. La fame, la sete, le perdite materiali, la malattia, gli incidenti, eccetera, possono colpirli in ogni momento. La povertà, così come altri tipi di problemi e di afflizioni può abbattersi su di loro. Il genere di prova che il credente può subire viene descritta, nel Corano, nel modo seguente:
Credete forse che entrerete nel Paradiso senza provare quello che provarono coloro che furono prima di voi? Furono toccati da disgrazie e calamità e furono talmente scossi, che il Messaggero e coloro che erano con lui gridarono: "Quando verrà il soccorso di Allah?". Non è forse vicino il soccorso di Allah? (Surat al-Baqarah: 214).
Ovviamente, le avversità non alterarono mai il rispetto ed il timore che il Profeta ed i suoi compagni nutrivano per Allah. Quando affrontarono delle avversità, non si verificò mai nessuna modifica nel loro comportamento. Allah, inoltre, comunica la buona novella del Suo sostegno ai credenti nel versetto: "Ah! In verità, l’aiuto di Allah è (sempre) vicino". Di conseguenza, "Allah condurrà al successo coloro che Lo avranno temuto, nessun male li colpirà e non saranno afflitti" (Surat az-Zumar: 61).
I credenti sono consapevoli che i periodi difficili sono stati creati di proposito, e che è loro responsabilità il reagire ad essi con pazienza e costanza. In più, queste costituiscono delle grandi opportunità per mostrare la propria perseveranza e dedizione ad Allah, e sono mezzi che permettono di ottenere la maturità personale, al Suo giudizio. Perciò, un credente diventa più felice, emozionato e impegnato, in tali occasioni.
Tuttavia, il comportamento dei miscredenti è completamente diverso. I periodi difficili li fanno piombare nella disperazione. Oltre al dolore fisico, un miscredente soffre una grande angoscia.
La paura, la disperazione, il pessimismo, l’angoscia, la preoccupazione, l’ansia e l’agitazione, che sono tratti caratteristici dei miscredenti in questo mondo, non sono che versioni attenuate del vero dolore che essi patiranno nell’Aldilà. Allah "apre il cuore all'Islàm a coloro che vuole guidare, colui che vuole sviare, lo stringe e opprime il suo petto, come a chi fa sforzo a salire verso il cielo. Così Allah impone l'infamia a coloro che non credono" (Surat al-An'am: 125).
D’altra parte, quei veri credenti che cercano il perdono e si pentono di fronte ad Allah sono i destinatari della benevolenza e dei favori di Allah in questo mondo, come esposto nel seguente versetto:
Se chiedete perdono al vostro Signore e tornate a Lui pentiti, vi darà piena soddisfazione [in questa vita] fino al termine prescritto e darà ad ogni meritevole il merito suo. Se invece volgerete le spalle, temo per voi il castigo di un gran Giorno (Surat Hud: 3).
In un altro versetto, la vita dei credenti viene così descritta:
Verrà chiesto a quelli che temevano Allah: “Cos'è quel che ha atto scendere il vostro Signore?”. Risponderanno: “Il bene più grande!”. Coloro che fanno il bene avranno il bene in questa vita, ma la dimora dell'altra vita è certo migliore! Quanto deliziosa sarà la dimora dei timorati (Surat an-Nahl: 30).
L’Aldilà è sicuramente superiore a questa terra, e migliore di essa. Paragonato all’Aldilà, questo mondo non è altro che un luogo vile e completamente privo di importanza. Di conseguenza, se una persona desidera porsi un obiettivo, tale obiettivo dovrebbe essere il paradiso nell’Aldilà. Bisognerebbe ricordare che coloro che cercano il paradiso ricevono la benevolenza del loro Creatore anche in questo mondo. Ma quelli che, ribellandosi contro Allah, cercano questo mondo, spesso non ottengono da esso nulla che abbia valore, e la loro dimora nella prossima vita è l’inferno.
Il Paradiso
Allah promette il paradiso a coloro che giungono alla Sua presenza come credenti. Sicuramente, Allah non mancherà di mantenere la Sua promessa. Le persone la cui fede è salda sanno che il loro Creatore manterrà la Sua promessa, e che esse verranno accettate nel Paradiso, a patto che abbiano vissuto in questo mondo da veri credenti:
Nei Giardini di Eden, che il Compassionevole ha promesso ai Suoi servi che [hanno creduto] nell'invisibile, ai Suoi servi, ché la Sua promessa è imminente (Surat Maryam: 61).
Il momento dell’accesso al paradiso è il più importante per i fedeli che credono e compiono buone azioni. Per tutta la loro vita si sono impegnati, hanno pregato e hanno compiuto delle buone azioni per ottenerlo. Alla presenza di Allah, quello è sicuramente il posto migliore dove stare, e il vero obiettivo da conseguire: il paradiso, il luogo preparato in modo particolare per i credenti. Allah descrive questo momento unico nel versetto seguente:
I Giardini dell'Eden, in cui entreranno insieme ai probi tra i loro padri, le loro spose e i loro figli. Gli angeli andranno a visitarli entrando da ogni porta [e diranno]: “Pace su di voi, poiché siete stati perseveranti. Com'è bella la vostra Ultima Dimora” (Surat ar-Rad: 23-24).
La bellezza del Paradiso
E’ questo il Giardino che è stato promesso ai pii: vi scorrono ruscelli, perennemente vi sono frutti e ombra. Ecco il destino dei timorati [di Allah], mentre il destino dei miscredenti è il Fuoco (Surat ar-Ra'd: 35).
Un meraviglioso panorama di laghi, fiumi e vegetazione lussureggiante è il genere di paradiso immaginato dalle persone comuni. Tuttavia, questa rappresentazione del paradiso ha bisogno di essere corretta, perché non è basata sul Corano, ed è il risultato di un pensiero molto superficiale. Senz’altro è vero che il paradiso è benedetto da significative bellezze naturali. Dimore splendide, giardini ombreggiati e fiumi che scorrono, sono tutte bellezze straordinarie che nel paradiso esistono. Ma nessuna di queste è sufficiente a descrivere le bellezze e le benedizioni che sono presenti nel paradiso. La bellezza e la gloria del paradiso sono al di là della nostra immaginazione. Le parole del Corano "colmo di tutti i generi (di delizie)" (Surat ar-Rahman: 48) illustrano sicuramente un quadro vivido della vera natura del paradiso. Per "delizie" si intendono le cose create appositamente da Allah l’Onnipotente. Queste delizie possono essere ricompense sorprendenti, o cose dalle quali trarre piacere, in un modo che gli esseri umani non hanno mai immaginato. La promessa di Allah "Coloro che credono e compiono il bene, saranno nei prati del Giardino e avranno tutto ciò che vorranno presso loro Signore. Questa è la grazia grande!" (Surat ash-Shura: 22) rende esplicito che ogni cosa in Paradiso, comprese tutte le bellezze naturali, si realizzerà se il credente lo vuole. Oltre alle bellezze descritte nel Corano, in Paradiso ci saranno tutti i generi di bellezze, come risultato dell’immaginazione dei credenti e della benevolenza di Allah.
La dimora eterna dei credenti
Ai credenti e alle credenti, Allah ha promesso i Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarranno in perpetuo, e splendide dimore nei giardini dell'Eden; ma il compiacimento di Allah vale ancora di più: questa è l'immensa beatitudine! (Surat at-Tawbah: 72).
In questo mondo, i credenti vivono "nelle case che Allah ha permesso di innalzare, in cui il Suo Nome viene menzionato" (Surat an-Nur: 36). Per ordine di Allah, queste dimore sono tenute pulite e si riserva ad esse una speciale cura.
Simili ad esse sono le residenze del paradiso; sono luoghi ove Allah è glorificato e il Suo nome viene costantemente ricordato.
Come le splendide dimore collocate in luoghi meravigliosi, le abitazioni dei credenti nel mondo possono essere opere di design e di architettura ultramoderni, costruite in bellissime città.
Le residenze del paradiso descritte nel Corano, di solito, sono poste tra le bellezze naturali:
Coloro che temono il loro Signore [abiteranno agli alti] piani, al di sopra dei quali sono stati costruiti altri piani e sotto di loro scorreranno i ruscelli. Promessa di Allah! Allah non manca alla Sua promessa (Surat az-Zumar: 20).
Le case di cui parla il versetto, sotto le quali scorrono i fiumi, possono avere grandi finestre o sale circondate da vetrate, che rendono possibile guardare questo splendido scenario. Queste sono abitazioni splendidamente decorate, con troni ideati in modo speciale per il comfort dei credenti. Essi riposeranno su questi troni e godranno di un’abbondanza di frutti prelibati e di vari tipi di bevande. Lo stile e la decorazione delle dimore sono della migliore qualità di tessuti e materiali. I divani confortevoli rivestiti in broccato di seta e i troni sono enfatizzati in modo particolare in molti versetti:
Su divani rivestiti d'oro, sdraiati gli uni di fronte agli altri… (Surat al-Waqi'ah: 15-16).
[Staranno] appoggiati su divani disposti in ranghi... (Surat at-Tur: 20).
Come il versetto suggerisce, i troni sono il simbolo della dignità, dello splendore e della ricchezza. Allah vuole che i suoi servi abitino tali gloriosi luoghi nel paradiso. In questi magnifici ambienti, i credenti continuano costantemente a ricordare Allah e a ripetere la Sua parola:
Entreranno nei Giardini di Eden, ornati di bracciali d'oro e di perle e saranno di seta i loro vestiti. Diranno: “Sia lodato Allah che ha allontanato da noi la tristezza. In verità il nostro Signore è perdonatore, riconoscente. E' Colui che ci ha introdotti per grazia Sua, nella Dimora della quiete, in cui non ci affliggerà nessuna fatica o stanchezza (Surat al-Fatir: 33-35).
L’elemento fondamentale del paradiso sono "opere di grande delicatezza" e "notevoli bellezze". Esse sono tutte il riflesso della suprema intelligenza e arte di Allah. Ad esempio, i troni sono incastonati d’oro e di pietre preziose. Non sono ordinari, ma eccezionali. Gli abiti sono di seta e di tessuti preziosi. Inoltre, gioielli d’argento e d’oro completeranno questi preziosi indumenti. Nel Corano, Allah fornisce molti dettagli sul paradiso; inoltre, da queste espressioni, è chiaro che ogni credente godrà di un Giardino ideato secondo la sua particolare immaginazione. Senza dubbio, Allah concederà molti altri sorprendenti doni ai Suoi amati servi.
Un giardino che supera l’immaginazione
Circoleranno tra loro vassoi d'oro e calici, e colà ci sarà quel che desiderano le anime e la delizia degli occhi - e vi rimarrete in perpetuo (Surat az-Zukhruf: 71).
Dalle descrizioni e dagli esempi presenti nel Corano, possiamo farci un’idea generale di come sia il paradiso. Nel versetto “Ogni volta che sarà loro dato un frutto diranno: «Già ci era stato concesso!" (Surat al-Baqarah: 25), Allah afferma che i piaceri del paradiso saranno sostanzialmente simili a quelli di questo mondo. In accordo con la descrizione del versetto "e li introdurrà nel Paradiso di cui li ha resi edotti" (Surat Muhammad: 6), possiamo arrivare alla conclusione che Allah farà risiedere i credenti in un Paradiso che era loro familiare già in precedenza.
Tuttavia, qualsiasi informazione che noi possiamo ottenere circa il paradiso, in questo mondo, deve essere necessariamente inadeguata; essa può fornire unicamente qualche indizio dal quale figurarsi un quadro generale. "[Ecco] la descrizione del Giardino che è stata promessa ai timorati [di Allah]: ci saranno ruscelli di un'acqua che mai sarà malsana e ruscelli di latte dal gusto inalterabile e ruscelli di un vino delizioso a bersi, e ruscelli di miele purificato" (Surat Muhammad: 15). Questo verso precisa che il paradiso è un luogo al di là della nostra immaginazione. Nell’anima umana, questo versetto evoca la sensazione che si tratti di un luogo dalle vedute inaspettate.
D’altro canto, Allah descrive il paradiso come "uno spettacolo" o una "festa":
Coloro invece che temono il loro Signore, avranno i Giardini dove scorrono i ruscelli e vi rimarranno per sempre, dono da parte di Allah. Ciò che è presso Allah è quanto di meglio per i caritatevoli (Surat Ali-'Imran: 198).
In questo versetto, Allah presenta il paradiso come un luogo di divertimento e di gioia. Queste celebrazioni saranno splendide: non avranno assolutamente alcuna somiglianza con alcun tipo di festa o di gioia di questo mondo - Allah lo sa bene. Nella vita eterna, il fatto che i credenti godranno di vari tipi di intrattenimenti incessanti riporta alla mente un’altra significativa caratteristica dei credenti in paradiso: essi non sentiranno mai la stanchezza. Nel Corano, questa condizione viene espressa come segue, nelle parole pronunciate dai credenti: “E' Colui che ci ha introdotti per grazia Sua, nella Dimora della quiete, in cui non ci affliggerà nessuna fatica o stanchezza" (Surat Fatir: 35).
I credenti non soffriranno nemmeno della stanchezza mentale, là. A differenza del paradiso, dove "Non proveranno fatica alcuna" (Surat al-Hijr 48), l’uomo, in questo mondo, avverte la fatica, dal momento che il suo corpo non è stato creato forte. Quando una persona si sente stanca, le diventa difficile concentrarsi e prendere delle decisioni sensate. Con la stanchezza, la percezione si altera. Però questa condizione mentale non esisterà mai in paradiso. Tutti i sensi rimangono svegli, percependo la creazione di Allah nel modo migliore. I credenti ignorano completamente ogni senso di fatica e, perciò, gustano i doni di Allah senza interruzione. Il piacere e la gioia provati sono illimitati ed eterni.
In un ambiente nel quale la fatica e la noia non esistono, Allah ricompensa i credenti creando "qualsiasi cosa essi desiderino". Senza dubbio, Allah dà la buona novella che Egli creerà più di quanto i credenti possano immaginare o desiderare: "colà avranno tutto quel che vorranno e presso di Noi c'è ancora di più" (Surat Qaf: 35).
Bisognerebbe tenere a mente che uno dei più importanti privilegi del paradiso è che "[Allah] li ha preservati dal tormento della Fornace" (Surat ad-Dukhan: 56) e "non ne sentiranno il fragore [dell’inferno, n. d. t.]" (Surat al-Anbiya: 102).
D’altra parte, i credenti hanno l’opportunità di vedere la gente dell’inferno, e di parlarci. Essi si sentono grati anche per questa opportunità:
Diranno: “Vivevamo tra la nostra gente nel timore [di Allah] ma Allah ci ha favorito e ci ha protetti del castigo del Soffio Infuocato. Già noi Lo invocavamo. Egli è veramente il Caritatevole, il Misericordioso” (Surat at-Tur: 26-28).
Il paradiso viene così descritto nel Corano: "Quando lo vedrai, vedrai delizia e un vasto regno" (Surat al-Insan: 20). Ogni angolo e luogo è decorato con ornamenti preziosi. Una tale magnificenza è soltanto per quei credenti ai quali Allah concede la Sua misericordia, e ai quali Egli dona il Suo Giardino. “Monderemo il loro petto da ogni risentimento e staranno fraternamente su troni, [gli uni] di fronte [agli altri]” (Surat al-Hijr: 47). “Dove rimarranno in perpetuo senza desiderare alcun cambiamento” (Surat al-Kahf: 108).
Il più grande dono di Allah: la Sua soddisfazione
Ai credenti e alle credenti, Allah ha promesso i Giardini in cui scorrono i ruscelli, dove rimarranno in perpetuo, e splendide dimore nei giardini dell'Eden; ma il compiacimento di Allah vale ancora di più: questa è l'immensa beatitudine! (Surat at-Tawbah: 72).
I doni che Allah concede all’uomo nel paradiso sono gloriosi. Allah fa scendere sui credenti nel paradiso tutte le gioie che l’uomo può provare attraverso i suoi cinque sensi. Tuttavia, la qualità più grande del paradiso è la soddisfazione di Allah. Per i credenti, ottenere la soddisfazione di Allah diviene una grandissima fonte di pace e di gioia nell’aldilà. In più, vedere i favori di Allah, ed essere riconoscenti ad Allah per la Sua benevolenza li rende felici. Nel Corano, i credenti del paradiso vengono così descritti:
…Allah sarà soddisfatto di loro ed essi di Lui. Questo è l'immenso successo! (Surat al-Ma'idah: 119).
Gli stessi tipi di doni del paradiso possono esistere anche sulla terra, ma i credenti godono di questi favori soltanto se vi è coinvolta la soddisfazione di Allah. Questo è un argomento molto importante, sul quale è necessario riflettere. Ciò che rende realmente prezioso un dono è qualcosa che va al di là dell’attrattiva e del piacere che esso procura. Ciò che importa davvero è il fatto che sia stato Allah ad aver concesso quel favore.
Il credente, che è avvantaggiato dal beneficio di un tale dono ed è riconoscente verso il suo Creatore, ricava il suo più grande piacere dal sapere che esso è una dimostrazione della benevolenza di Allah. La soddisfazione può essere tratta soltanto dal fatto che Allah lo protegge, lo ama, e che il suo Creatore gli mostra la Sua Misericordia. Di conseguenza, il cuore di un uomo trae piacere soltanto dal paradiso. Egli è creato per essere un servo di Allah, e perciò egli ricava piacere solo dalla Sua amorevolezza.
Il Paradiso è un dono di Allah ai Suoi servi sinceri, ed è per questo che, per loro, è molto importante. Dato che "quelli non sono che servi onorati" (Surat al-Anbiya: 26), essi ottengono la felicità e la gioia eterne. Le parole dei credenti nel paradiso sono "Sia benedetto il Nome del tuo Signore, colmo di Maestà e di Magnificenza" (Surat ar-Rahman: 78).
L’Inferno
Il luogo dove i miscredenti resteranno per tutta l’eternità è stato creato allo scopo di procurare dolore al corpo e all’anima dell’uomo. Questo, unicamente perché i non credenti sono colpevoli di un grandissimo torto.
Essere ingrati e ribelli verso il Creatore, Colui che da un’anima all’uomo, è la più grande nefandezza che può essere commessa nell’intero universo. L’inferno è il luogo compie quella giustizia meritata in conseguenza di un tale mortale errore. L’uomo è creato per essere un servo di Allah. Se egli nega lo scopo principale della sua creazione, allora, sicuramente, riceverà ciò che merita. Allah dichiara quanto segue in uno dei versetti:
... Coloro che per superbia non Mi adorano, entreranno presto nell'Inferno, umiliati! (Surat al-Ghafir: 60).
Poiché la maggior parte delle persone sarà alla fine destinata all’inferno, in cambio delle proprie azioni, e poiché in esso la punizione è perpetua ed eterna (a meno che Allah non desideri diversamente), allora l’intento principale, l’obiettivo fondamentale dell’umanità dovrebbe essere quello di evitare l’inferno. La maggiore minaccia per l’uomo è l’inferno, e nulla può essere più importante che salvare da esso la propria anima.
Nonostante ciò, la maggior parte della gente, sulla terra, vive in uno stato di incoscienza. Essi si occupano di altri problemi, nelle loro vite di ogni giorno. Lavorano per mesi, anni, anche decenni per faccende insignificanti, senza tuttavia pensare alla più grande minaccia, il pericolo più serio per la loro esistenza eterna. L’inferno è vicino a loro; eppure, essi sono troppo ciechi per vederlo:
Si avvicina per gli uomini la resa dei loro conti, mentre essi incuranti trascurano. Non giunse loro alcun Monito da parte del loro Signore che non ascoltassero irriverenti, con i cuori distratti, mentre gli ingiusti tengono tra loro segreti conciliaboli (Surat al-Anbiya: 1-3).
Queste persone intraprendono uno sforzo vano. Essi passano tutta la loro vita dietro ad obiettivi chimerici. Per la maggior parte del tempo, i loro obiettivi consistono nella compagnia, nel matrimonio, nell’avere una "vita familiare felice", nel guadagnare un mucchio di soldi o nell’essere paladini di un’inutile ideologia. Mentre fanno queste cose, tali persone non sono consapevoli della grande minaccia che sta di fronte a loro. Per questa gente, l’inferno è soltanto letteratura fantastica.
In realtà, l’inferno è più reale di questo mondo. Il mondo cesserà di esistere dopo un certo tempo, ma l’inferno resterà per l’eternità. Allah, il Creatore dell’Universo e del mondo e dei delicati equilibri della natura, ha, allo stesso modo, creato l’aldilà, il paradiso e l’inferno. Una dolorosa punizione è promessa a tutti gli increduli e agli ipocriti:
Basterà loro l'Inferno in cui saranno precipitati. Qual tristo avvenire! (Surat al-Mujadala: 8).
L’inferno, il luogo peggiore che si possa mai immaginare, è fonte della più completa tortura. Questa tortura e questo dolore non sono simili ad alcun tipo di dolore di questo mondo. Esso è molto più intenso di ogni dolore o sofferenza che si possano provare in questo mondo. È sicuramente opera di Allah, l’Eccelso in Saggezza.
La tortura dell’inferno è perpetua ed eterna per quelli che non credono (se Allah non desidera diversamente). La maggioranza delle persone che compongono questa società ignorante hanno un’illusione comune che riguarda l’inferno: esse credono di poter "scontare la propria condanna" all’inferno per un certo periodo, e che saranno in seguito perdonati. Questa è soltanto una pia illusione. Essi sono persuasi di potersi abbandonare ai piaceri terreni il più possibile. Secondo la stessa credenza, essi otterranno il paradiso dopo aver ricevuto, per un certo periodo, la punizione dell’inferno. Allah ci racconta dell’Inferno nel Corano come di un luogo di tormento inestinguibile. Il seguente versetto esplicita questo fatto: "Vi dimoreranno per [intere] generazioni" (Surat an-Naba: 23).
Essere ingrati e ribelli verso il Creatore che "vi dà udito, occhi e intelletto" (Surat an-Nahl 78) merita certamente una sofferenza infinita — a meno che Allah desideri diversamente. Le scuse che si possono avanzare non salveranno dall’inferno. Il verdetto emesso per coloro che esibiscono indifferenza – o peggio, ostilità – nei confronti della religione del nostro Creatore li ha posti in una simile condizione. Nel mondo, essi furono arroganti ed evitarono di sottomettersi ad Allah l’Onnipotente. Essi furono anche acerrimi nemici dei veri credenti. Nel giorno del giudizio, essi udiranno quanto segue:
Oltrepassate le porte dell'Inferno per rimanervi in perpetuo. Com'è atroce la dimora dei superbi! (Surat an-Nahl: 29).
La caratteristica più spaventosa dell’inferno è la sua natura eterna. Una volta nell’inferno, non vi sarà ritorno. La sola realtà è l’inferno, insieme a molti altri generi di supplizio. Andando incontro ad una tale tortura infinita, una persona piomba nella più completa disperazione. Egli non ha altre aspettative. Questo stato viene così descritto nel Corano:
Mentre coloro che saranno stati empi avranno per rifugio il fuoco. Ogni volta che vorranno uscirne vi saranno ricondotti e sarà detto loro: “Provate il castigo del fuoco che tacciavate di menzogna!” (Surat as-Sajdah: 20).
I tormenti dell’inferno
Mentre coloro che non credono nei Nostri segni, sono i compagni della sinistra. Il Fuoco si chiuderà su di loro (Surat al-Balad: 19-20).
Nel giorno del giudizio ci saranno miliardi di persone, tuttavia, la presenza di questa immensa folla non darà agli increduli la possibilità di sfuggire al giudizio. Dopo che il giudizio degli increduli avrà avuto luogo alla presenza di Allah, essi saranno etichettati come "la gente della parte sinistra". Questo sarà il momento in cui essi verranno mandati all’inferno. Da questo momento in poi, comprenderanno con amarezza che l’inferno sarà la loro residenza definitiva. Quelli mandati all’inferno giungeranno con un testimone e una guida:
Sarà soffiato nel corno. Ecco il Giorno della minaccia! Ogni anima verrà accompagnata da una guida e da un testimone. [Uno dirà]: “Davvero trascuravi tutto ciò: [ora] abbiamo sollevato il tuo velo e quindi oggi la tua vista è acuta”. E dirà il suo compagno: “Ecco quello che ho pronto”. “O voi due, gettate nell'Inferno ogni miscredente testardo, nemico del bene, trasgressore e scettico, che pose, a fianco di Allah, un'altra divinità: gettatelo nell'orrendo castigo” (Surat Qaf: 20-26).
Gli increduli verranno portati in questo orrendo luogo "in divisioni". Inoltre, sulla strada per l’inferno, nei cuori dei miscredenti viene ispirato il terrore per esso. Il tremendo rumore e il ruggito del fuoco si odono anche a lunga distanza:
Quando vi sono precipitati, ne sentono il fragore mentre ribolle: manca poco a che scoppi di rabbia (Surat al-Mulk: 7-8).
Da quanto si legge nei versetti, è ovvio che, quando verranno ricreati, tutti gli increduli capiranno cosa si abbatterà su di loro. Essi restano soli; nessun amico, parente o sostenitore sarà là ad aiutarli. Gli scettici non avranno la forza di essere arroganti, e perderanno tutta la fiducia che avevano in se stessi. Guarderanno con gli occhi bassi. Un versetto descrive così questo momento:
Li vedrai, ad esso esposti, umiliati e impotenti, lanciarsi sguardi furtivi, mentre i credenti diranno: “In verità, coloro che avranno causato la loro rovina e quella delle loro famiglie, nel Giorno della Resurrezione saranno i perdenti”. In verità gli ingiusti avranno duraturo castigo (Surat ash-Shura: 45)
L’inferno è creato come luogo di tormento. Nonostante l’abbondanza di coloro che non hanno creduto, esso ne richiede ancora:
Il Giorno in cui diremo all'Inferno: “Sei pieno?” esso risponderà: “C'è altro [da aggiungere]?” (Surat Qaf: 30).
Allah, nel Corano, descrive così l’Inferno:
Lo getterò nel Calore che brucia. Chi mai ti dirà cos'è il Calore che brucia? Nulla risparmia, non lascia nulla; carbonizza gli uomini (Surat al-Muddaththir: 26-29).
Una vita senza fine al di là di porte chiuse
Non appena gli increduli giungeranno all’inferno, le porte verranno richiuse dietro di loro. Qui, essi vedranno le cose più terrificanti. Comprenderanno immediatamente che stanno facendo conoscenza dell’inferno, il luogo ove resteranno per l’eternità. Le porte chiuse indicano che non ci sarà salvezza. Allah descrive così lo stato dei non credenti:
Mentre coloro che non credono nei Nostri segni, sono i compagni della sinistra. Il Fuoco si chiuderà su di loro (Surat al-Balad: 19-20).
Il tormento, nel Corano, viene descritto come un "castigo immenso" (Surat Ali-'Imran: 176), "un duro castigo" (Surat Ali-'Imran: 4), e "un castigo doloroso" (Surat Ali-'Imran: 21). Le descrizioni che se ne fanno non sono adeguate a fornire una piena comprensione della punizione dell’inferno. Essendo incapaci di resistere anche a delle lievi bruciature sulla terra, gli uomini non possono immaginare di essere esposti al fuoco per tutta l’eternità. In più, il dolore procurato da un fuoco sulla terra non è paragonabile alla severa tortura dell’inferno. Nessun dolore può essere simile a quello dell’inferno:
In quel Giorno nessuno castigherà come Lui castiga, e nessuno incatenerà come Lui incatena (Surat al-Fajr: 25-26).
Nell’inferno c’è vita. Tuttavia, è una vita ogni momento della quale è pieno di tortura e di angoscia. In quella vita infuria ogni tipo di tormento fisico, mentale e psicologico, varie forme di tortura e di disgrazia. Paragonarla ad un qualsiasi dolore terreno è impossibile.
La gente all’inferno percepisce il dolore attraverso tutti e cinque i sensi. I loro occhi vedono immagini disgustose e terribili; i loro orecchi odono urla, ruggiti e pianti terrificanti; i loro nasi sono pieni di odori terribili e caustici; le loro lingue assaporano i gusti più orrendi e insopportabili. Essi sentono l’inferno fin nelle loro cellule; è un dolore fortissimo, da far impazzire, difficile da immaginare in questo mondo. La loro pelle, i loro organi interni e tutto il loro corpo sono tormentati, e si contorcono per il dolore.
Le persone, all’inferno, sono molto resistenti al dolore e non possono mai morire. Perciò, non potranno mai salvarsi dalla tortura. Nel Corano, questo dolore viene così descritto: "Come sopporteranno il Fuoco?" (Surat al-Baqarah: 175). La loro pelle si riforma mentre essi bruciano; la stessa tortura continua per l’eternità; l’intensità della tortura non diminuisce mai. Di nuovo, Allah dice nel Corano: "Entrateci! Che lo sopportiate oppure no, sarà per voi la stessa cosa" (Surat at-Tur: 16).
Non meno del dolore fisico, anche quello mentale è intensissimo all’inferno. Le persone, all’inferno, hanno un profondo rimpianto, cadono nella disperazione, si sentono inconsolabili e passano il tempo nell’avvilimento. Ogni angolo, ogni luogo dell’inferno è progettato per procurare sofferenza mentale. La sofferenza è eterna; se dovesse finire dopo milioni o miliardi di anni, anche una possibilità così remota potrebbe far sorgere ferventi speranze e restare una forte ragione di felicità e gioia. Invece, l’eternità della tortura ispirerà un genere di disperazione che non può essere paragonata ad alcun sentimento simile provato in questo mondo.
Secondo la descrizione che ne dà il Corano, l’inferno è un luogo dove si prova un dolore estremo: vi sono odori disgustosi; è angusto, rumoroso, fumoso e buio, insinua sentimenti di insicurezza nell’anima umana; nel profondo del cuore bruciano fuochi; ci sono cibi e bevande repellenti; indumenti di fuoco e di pece liquida.
Queste sono le caratteristiche fondamentali dell’inferno. Comunque, in questo terribile ambiente, c’è una vita che va avanti. La gente dell’inferno ha i sensi svegli. Essi sentono, parlano e discutono, e tentano di sfuggire alla sofferenza. Bruciano nel fuoco, hanno sete e fame, e provano rimpianto. Sono tormentati dai sensi di colpa. Più di tutto, desiderano che il loro dolore venga attenuato.
La gente dell’inferno vive in condizioni infinitamente peggiori di quelle degli animali, in questo ambiente sporco e disgustoso. Il solo nutrimento di cui dispongono è il frutto di una pianta spinosa e amara, e l’albero di zaqqum. La loro bevanda, d’altro canto, è sangue e pus. Frattanto, il fuoco li avvolge ovunque. Il tormento dell’inferno è illustrato come segue:
Presto getteremo nel Fuoco coloro che smentiscono i Nostri segni. Ogni volta che la loro pelle sarà consumata, ne daremo loro un'altra, sí che gustino il tormento. In verità Allah è eccelso e saggio (Surat an-Nisa: 56).
Con la pelle squarciata, la carne bruciata, e il sangue che schizza ovunque, essi sono incatenati e frustati. Le mani legate alla nuca, sono abbandonati nel profondo dell’inferno. Gli angeli della punizione, nel frattempo, pongono i colpevoli in letti di fuoco, coprendoli con coltri anch’esse di fuoco. Le bare in cui essi sono stesi sono ricoperte di fuoco.
I miscredenti invocano continuamente di essere salvati da tali tormenti. E spesso ricevono in risposta solo una maggiore umiliazione e altre torture. Essi sono lasciati soli nella loro angoscia. Quelli che spiccavano per la loro arroganza, ora implorano misericordia con umiltà. Tutte queste scene si avvereranno. Sono reali. Sono più reali delle nostre vite quotidiane.
"Fra gli uomini c'è chi adora Allah tentennando" (Surat al-Hajj: 11); coloro che dicono “Il Fuoco non ci toccherà, se non per giorni contati" (Surat Ali-'Imran: 24); quelli che fanno di concetti quali il denaro, la posizione sociale, e la carriera gli obiettivi principali delle loro vite e, perciò, trascurano la soddisfazione di Allah; quelli che distorcono i comandi di Allah secondo i loro desideri; coloro che interpretano il Corano in base ai propri interessi; quelli che deviano dalla retta via, in breve tutti i miscredenti e gli ipocriti, dimoreranno nell’inferno, tranne coloro che Allah, nella Sua misericordia, perdona e salva. Questa è la parola definitiva di Allah, e accadrà certamente:
Se avessimo voluto, avremmo dato ad ogni anima la sua direzione; si è invece compiuta la mia sentenza: "riempirò l'Inferno di uomini e di dèmoni insieme” (Surat as-Sajdah: 13).
C’è un’altra cosa che riguarda l’inferno; queste persone sono create in modo particolare per l’inferno, come suggerisce il versetto che segue:
In verità creammo molti dei démoni e molti degli uomini per l'Inferno: hanno cuori che non comprendono, occhi che non vedono e orecchi che non sentono, sono come bestiame, anzi ancor peggio. Questi sono gli incuranti (Surat al-A'raf: 179).
Nonostante tutte le sofferenze che provano, non ci sarà una sola anima a dare un aiuto alle persone all’inferno. Nessun’anima sarà in grado di salvarle da esso. L’essere abbandonate causerà loro un amaro sentimento di solitudine. "Oggi non avrà qui nessun amico sincero" (Surat al-Haqqah: 35). Intorno ad essi, ci saranno soltanto gli Angeli della Punizione che ricevono ordini da Allah. Si tratta di custodi estremamente severi, spietati e terrificanti, che hanno il solo compito di infliggere una grave pena al popolo dell’inferno. Il sentimento di misericordia è totalmente assente dalle anime di questi angeli. Oltre ai tormenti che infliggono, hanno anche aspetti, voci e gesti terrificanti. Lo scopo della loro esistenza è la vendetta nei confronti di chi si ribella contro Allah, ed esercitano la loro responsabilità con la dovuta cura e attenzione. È inverosimile che essi abbiano un trattamento preferenziale verso qualcuno.
Questo, in realtà, è il vero pericolo che attende ogni anima della terra. L’uomo, essendo ribelle e ingrato nei confronti del Suo Creatore, e perciò commettendo il più grande errore, senza dubbio merita una tale ricompensa. Allah, perciò, lo mette in guardia:
O credenti, preservate voi stessi e le vostre famiglie, da un fuoco il cui combustibile saranno uomini e pietre e sul quale vegliano angeli formidabili, severi, che non disobbediscono a ciò che Allah comanda loro e che eseguono quello che viene loro ordinato (Surat at-Tahrim: 6).
Stia in guardia: se non smette, Noi lo afferreremo per il ciuffo, il ciuffo mendace peccaminoso. Chiami pure il suo clan: Noi chiameremo i guardiani (Surat al-'Alaq: 15-18).
Suppliche di avvilimento e di disperazione
La gente dell’inferno si trova in una condizione disperata. La tortura cui essi sono sottoposti è estremamente crudele e illimitata. La loro unica speranza è urlare e implorare la salvezza. Vedono la gente del Paradiso, e supplicano acqua e cibo. Essi cercano di pentirsi e chiedere perdono ad Allah. Tuttavia, tutto questo è vano.
Essi supplicano i custodi dell’inferno. Vorrebbero addirittura che questi facessero da intermediari tra essi e Allah, e chiedessero pietà per loro. Il loro dolore è talmente insopportabile che essi vorrebbero esserne risparmiati anche per un solo giorno:
Coloro che saranno nel Fuoco diranno ai guardiani dell'Inferno: “Pregate il vostro Signore, ché ci sollevi dal castigo, [anche] di un [solo] giorno”. Risponderanno: “Non vi recarono le prove evidenti vostri messaggeri?”. Diranno: “Sì!”. E quelli: “Invocate allora!”. Ma l'invocazione dei miscredenti è destinata al fallimento (Surat al-Ghafir: 49-50).
Gli increduli tenteranno ancora di cercare il perdono, ma verranno rigorosamente respinti:
Risponderanno: “Nostro Signore, ha vinto la disgrazia, eravamo gente traviata. Signore, facci uscire di qui! Se poi persisteremo [nel peccato], saremo allora davvero ingiusti”. Dirà: “Rimanetevi e non parlateMi più”. In vero c'era una parte dei Miei servi che diceva: “Signore, noi crediamo: perdonaci e usaci misericordia! Tu sei il Migliore dei misericordiosi!”. E invece li avete scherniti al punto da perdere il Ricordo di Me, mentre di essi ridevate. In verità oggi li ho compensati di ciò che hanno sopportato con pazienza; essi sono coloro che hanno conseguito [la beatitudine] (Surat al-Muminun: 106-111).
Questo è veramente l’ultimo messaggio di Allah alla gente dell’inferno (Allah lo sa). Le sue parole “Rimanetevi con ignominia e non parlateMi più” sono conclusive. Da quel momento in poi, Allah non ascolta mai più la gente dell’inferno. A nessuno piacerebbe nemmeno immaginarsi una simile situazione.
Mentre il popolo dell’inferno brucia in esso, coloro che ottengono "felicità e salvezza", in altre parole i credenti, restano nel paradiso a godere i benefici dei favori eterni. La sofferenza delle persone dell’inferno diventa più intensa quando essi vedono e osservano la vita dei credenti nel paradiso. Senza dubbio, mentre sono sottoposti a torture insopportabili, essi possono "vedere" la grandiosa beatitudine del paradiso.
I credenti, dei quali gli increduli, nel mondo, si fanno beffe, ora conducono una vita piena e felice, vivendo in dimore splendide, case magnifiche, con donne stupende, e cibandosi di alimenti e di bevande deliziose. La vista dei credenti che sono nella pace e nell’abbondanza rafforza ulteriormente l’umiliazione di essere all’inferno. Queste scene aggiungono dolore e sofferenza ulteriore alla loro pena.
Il rimpianto diventa sempre più profondo. Il non aver seguito i comandi di Allah nel mondo fa loro provare un profondo rimorso. Essi si rivolgono ai credenti nel paradiso e cercano di parlare con loro. Implorano da essi aiuto e comprensione. Tuttavia, questi sforzi sono inutili. Anche le persone in paradiso li vedono, e questo le fa sentire ancora più riconoscenti verso Allah. Il dialogo tra le genti dell’inferno e del paradiso è il seguente:
[Saranno] nei Giardini e si interpelleranno a vicenda a proposito dei colpevoli: “Cosa mai vi ha condotti al Calore che brucia?”. Risponderanno: “Non eravamo tra coloro che eseguivamo l'orazione, né nutrivamo il povero, e chiacchieravamo vanamente con i chiacchieroni e tacciavamo di menzogna il Giorno del Giudizio, finché non ci pervenne la certezza”. Non gioverà loro l'intercessione di intercessori (Surat al-Muddaththir: 40-48).
Una cosa importante che serve ad evitare il tormento
In questo capitolo, abbiamo parlato di due categorie di persone; quelle che hanno fede in Allah e coloro che rifiutano la Sua esistenza. Abbiamo anche fornito un quadro generale dell’inferno e uno del paradiso, basati interamente sulle descrizioni coraniche. Il nostro obiettivo, qui, è ricordare e mettere in guardia alcuni increduli che l’Aldilà sarà per loro un luogo orribile, e la loro sarà una terribile dannazione.
Dopo tutto quello che si è detto, è necessario sottolineare che l’uomo è libero, senza dubbio, di fare la propria scelta. Egli può condurre la sua vita come desidera. Nessun uomo ha il diritto di obbligare gli altri a credere. Comunque, come persone che hanno fede nell’esistenza di Allah e nella Sua giustizia finale, noi abbiamo la responsabilità di mettere in guardia le persone contro un tale terribile giorno. Sicuramente, queste persone sono inconsapevoli della situazione in cui si trovano, e del tipo di fine che li attende. Perciò, noi avvertiamo la responsabilità di metterli in guardia. Allah ci informa sulla condizione di queste persone:
Chi ha posto le fondamenta della moschea sul timor di Allah per compiacerLo non è forse migliore di chi ha posto le sue fondamenta su di un lembo di terra instabile e franosa che la fa precipitare insieme con lui nel fuoco dell'Inferno? Allah non guida gli ingiusti (Surat at-Tawbah: 109).
Quelli che rifiutano i comandi di Allah in questo mondo e, consciamente o inconsapevolmente, negano l’esistenza del proprio Creatore, non avranno salvezza nell’aldilà. Di conseguenza, prima che sia troppo tardi, ognuno deve capire la propria situazione al cospetto di Allah e abbandonarsi a Lui. Diversamente, egli se ne pentirà e farà una fine terribile:
I miscredenti un giorno vorranno essere stati musulmani; lasciali mangiare e godere per un periodo, lusingati dalla speranza, ben presto sapranno (Surat al-Hijr: 2-3).
Il modo di evitare la punizione eterna, ottenere la felicità eterna e la soddisfazione di Allah è evidente:
Prima che sia troppo tardi, abbi una vera fede in Allah,
Passa la tua vita a compiere buone azioni per ottenere la Sua soddisfazione…

_________________
MUHAMMAD LUCA VELUDO
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