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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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LA VERA ESSENZA DELLA MATERIA

 
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Inviato: Gio Lug 09, 2020 4:15 pm    Oggetto: Ads

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MUHAMMAD LUCA VELUDO
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MessaggioInviato: Gio Ott 16, 2008 11:19 pm    Oggetto: LA VERA ESSENZA DELLA MATERIA Rispondi citando

CONSIGLIO
Il capitolo che stai per leggere rivela un segreto fondamentale della tua vita. Dovresti leggerlo per intero e con molta attenzione, poiché esso riguarda un argomento che è in grado di produrre dei cambiamenti sostanziali alla tua prospettiva sul mondo esterno. L’argomento di questo capitolo non è soltanto un punto di vista, un approccio differente, o un pensiero tradizionale o filosofico: è un fatto che ognuno, credente o non credente, deve ammettere, e che oggi è stato confermato anche dalla scienza .LA VERA ESSENZA DELLA MATERIA
Le persone che meditano in modo coscienzioso e saggio comprendono che ogni cosa, nell’universo – animata e inanimata – deve essere stata creata. La domanda è: "Chi è il Creatore di tutte queste cose?"
È evidente che "il fatto della creazione", che si rivela in ogni aspetto dell’universo, non può essere un effetto dell’universo stesso. Ad esempio, un insetto non può essersi creato da solo. Il sistema solare non può aver creato od organizzato se stesso. Né le piante, né gli uomini, né i batteri, né gli eritrociti (i globuli rossi del sangue), né le farfalle possono essersi creati da soli. Anche la possibilità che tutti questi esseri possano aver avuto origine "per caso", non è nemmeno immaginabile.
Di conseguenza, noi arriviamo a questa conclusione: ogni cosa che vediamo è stata creata, ma nulla di ciò che vediamo può esso stesso essere il "creatore". Il Creatore è diverso da tutte le cose che vediamo con i nostri occhi, e superiore ad esse, un potere superiore che è invisibile, ma la cui esistenza e i cui attributi sono rivelati in ogni cosa che esiste.
Questo è il punto sul quale obiettano quelli che negano l’esistenza di Allah. Questa gente è condizionata a non credere nella Sua esistenza a meno che di non vederLo con i propri occhi. Queste persone, che ignorano il fatto della "creazione", sono costrette ad ignorare la realtà della creazione manifesta in tutto l’universo, e cercano di dimostrare che l’universo e gli esseri viventi in esso presenti non sono stati creati. La teoria dell’evoluzione è un esempio sostanziale degli sforzi compiuti a questo fine.
L’errore fondamentale di coloro che negano Allah è condiviso da alcune persone che non negano veramente l’esistenza di Allah, ma hanno una percezione errata di Lui. Essi non negano la creazione, ma hanno delle credenze superstiziose riguardanti il "dove" sia Allah. La maggior parte di loro pensa che Allah sia nel "cielo". Essi immaginano, tacitamente ed erroneamente, che Allah al di là di un pianeta molto distante e interferisca con "le cose del mondo" una volta ogni tanto, o forse non intervenga affatto. Fantasticano che Egli abbia creato l’universo e lo abbia poi abbandonato in balia di se stesso, lasciando che la gente determinasse da sola il proprio destino.
Altri ancora hanno sentito dire che Allah è "ovunque", come il Corano ci informa, ma non possono concepire esattamente che cosa ciò significhi. Essi pensano che Allah circondi ogni cosa, come le onde radio o come un gas invisibile e impalpabile.
Comunque, queste e altre credenze che sono incapaci di chiarire "dove" sia Allah (e forse, per questo, Lo negano) sono basate tutte su un errore comune. Esse sono tutte preconcette, senza alcuna base, e perciò tendono verso opinioni errate su Allah. Qual è questo preconcetto?
Questo pregiudizio riguarda la natura e le caratteristiche della materia. Noi siamo talmente condizionati dalle nostre supposizioni riguardanti l’esistenza della materia da non pensare mai se essa esista o no, o se sia soltanto un’ombra. La scienza moderna demolisce questo pregiudizio, e rende pubblica una realtà molto importante e rivelatrice. Nelle pagine seguenti cercheremo di chiarire questa grande realtà sottolineata dal Corano.
Il mondo dei segnali elettrici
Tutte le informazioni che abbiamo a proposito del mondo nel quale viviamo ci sono trasmesse attraverso i cinque sensi. Il mondo che conosciamo consiste di ciò che i nostri occhi vedono, le nostre mani toccano, i nostri nasi odorano, le nostre lingue assaporano, e le nostre orecchie odono. Non pensiamo mai che il mondo "esterno" possa essere qualcosa di diverso da ciò che i nostri sensi ci presentano, dal momento che noi dipendiamo da questi sensi fin dalla nascita.
La ricerca attuale, in molti campi diversi della scienza, punta verso una comprensione differente, e getta seri dubbi sui nostri sensi e sul mondo che tramite essi percepiamo.
Il punto di partenza di questo approccio è che la nozione di un "mondo esterno" foggiata nel nostro cervello sia soltanto una risposta creata in esso da segnali elettrici. Il colore rosso delle mele, la durezza del legno, perfino tua madre, tuo padre, la tua famiglia, ogni cosa che possiedi, la tua casa, il lavoro, e le righe di questo libro, consistono soltanto di segnali elettrici.
Frederick Vester spiega le conclusioni che la scienza ha raggiunto, su questo argomento:
Le dichiarazioni di alcuni scienziati che propongono che "l’uomo è un’immagine, qualsiasi cosa di cui si ha esperienza è temporanea ed ingannevole, e questo universo è un’ombra", sembra essere dimostrato al giorno d’oggi.14
Il famoso filosofo George Berkeley commentò quanto segue su questo argomento:
Noi crediamo nell’esistenza degli oggetti solo perché li vediamo e li tocchiamo, ed essi ci sono trasmessi dalle nostre percezioni. Tuttavia, le percezioni sono soltanto idee nella nostra mente. Perciò, gli oggetti che captiamo tramite le percezioni non sono altro che idee, e queste idee non sono essenzialmente in nessun altro luogo che nella nostra mente… dato che esistono soltanto nella nostra mente, ciò significa che noi siamo affascinati da menzogne, quando immaginiamo che l’universo e le cose abbiano un’esistenza al di fuori dalla mente. Perciò, nessuna di queste cose che ci circondano ha un’esistenza al di fuori nel nostro cervello.15
Allo scopo di fare chiarezza su questo argomento, consideriamo il senso della vista, che ci fornisce le più ampie informazioni sul mondo esterno.
Come vediamo, sentiamo, e gustiamo?
L’atto del vedere si realizza progressivamente. I pacchetti di luce (i fotoni) viaggiano dall’oggetto all’occhio e passano attraverso le lenti nella parte anteriore dell’occhio, dove sono riflessi e giungono, invertiti, sulla retina, nella parte posteriore dell’occhio. Qui, la luce incidente viene convertita in segnali elettrici, che sono trasmessi dai neuroni ad un piccolissimo punto chiamato centro della visione, nella parte posteriore del cervello. Questo segnale elettrico è percepito come un’immagine in questo centro del cervello, dopo una serie di processi. L’atto del vedere, in realtà, ha luogo in questo piccolo spazio nella parte posteriore del cervello, che si trova nella completa oscurità e completamente isolato dalla luce.
Ora, lasciateci riconsiderare questo fatto apparentemente ordinario e comune. Quando diciamo, "noi vediamo", in realtà noi stiamo osservando gli effetti di impulsi che hanno raggiunto i nostri occhi e sono stati indotti nel cervello, dopo essere stati trasformati in segnali elettrici. Cioè, quando diciamo "noi vediamo", in realtà stiamo osservando i segnali elettrici della nostra mente.


Le stimolazioni che provengono da un oggetto vengono convertite in segnali elettrici e provocano effetti nel cervello. Quando noi "vediamo", in realtà osserviamo gli effetti di questi segnali elettrici nella nostra mente.
Tutte le immagini che osserviamo nella vita si formano nel nostro centro della visione, che consiste soltanto in pochi centimetri cubici del volume del cervello. Sia il libro che stai leggendo ora, sia il panorama sconfinato che vedi quando guardi l’orizzonte trovano posto in questo piccolo spazio. Un altro punto che bisogna tenere a mente è che, come abbiamo evidenziato in precedenza, il cervello è isolato dalla luce; il suo interno è assolutamente buio. Il cervello non ha alcun contatto con la luce in se stessa.
Possiamo spiegare questa interessante situazione con un esempio. Supponiamo che davanti a noi ci sia una candela accesa. Possiamo sedere di fronte a questa candela e guardarla a lungo. Tuttavia, in questo periodo, il nostro cervello non ha mai nessun contatto diretto con la luce originale della candela. Anche se vediamo la luce della candela, l’interno del nostro cervello è completamente buio. Noi vediamo un mondo colorato e brillante nel nostro cervello privo di luce.
R. L. Gregory dà la seguente spiegazione sugli aspetti miracolosi della vista, qualcosa che abbiamo dato così tanto per scontato:
Abbiamo così tanta familiarità con la vista, che serve una sforzo dell’immaginazione per realizzare che ci sono dei problemi da risolvere. Ma valutiamoli. Ci sono fornite delle piccole immagini capovolte negli occhi, e noi vediamo degli oggetti solidi e distinti nello spazio che ci circonda. Dai modelli di simulazione sulla retina percepiamo il mondo degli oggetti, e questo non è altro che un miracolo.16
La stessa situazione si applica a tutti gli altri sensi. Il suono, il tatto, il gusto e l’odorato sono tutti trasmessi al cervello come segnali elettrici, e vengono percepiti nel relativo centro del cervello.
Il senso dell’udito funziona in modo simile a quello della vista. L’orecchio esterno cattura i suoni per mezzo del padiglione auricolare e li dirige all’orecchio medio. L’orecchio medio trasmette le vibrazioni sonore all’orecchio interno e le intensifica. L’orecchio interno traduce le vibrazioni in segnali elettrici, che invia al cervello. Come nel caso dell’occhio, l’atto di udire avviene nel centro dell’udito del cervello. Il cervello è isolato dal suono come lo è dalla luce. Di conseguenza non importa quanto rumore c’è fuori, l’interno del cervello è del tutto silenzioso.
Tuttavia, nel cervello vengono percepiti anche i suoni più lievi. Il cervello è così sensibile che l’orecchio di una persona sana ode qualsiasi cosa, in assenza di rumore atmosferico e di interferenze. Nel nostro cervello, che è isolato dal suono, ascoltiamo le sinfonie di un’orchestra, sentiamo tutti i rumori di un luogo affollato, e percepiamo tutti i suoni con un’ampia gamma di frequenze, dal frusciare delle foglie al rombo di un jet. Tuttavia, se il livello del suono all’interno del cervello fosse misurato, in quel momento, da un dispositivo sensibile, si vedrebbe che vi domina il completo silenzio.
La nostra percezione dell’odore prende forma in modo simile. Le molecole volatili emesse da oggetti quali la vaniglia o una rosa raggiungono i recettori nei delicati peli della regione epiteliale e vengono coinvolti in un’interazione. Questa interazione viene trasmessa al cervello sotto forma di segnali elettrici, e percepita come odore. Ogni cosa che odoriamo, sia essa piacevole o sgradevole, non è altro che la percezione, da parte del nostro cervello, delle interazioni delle molecole volatili, dopo che queste sono state trasformate in segnali elettrici. Percepiamo la fragranza di un profumo, di un fiore, di un cibo che ti piace, del mare, o altri odori che ci piacciono o meno, nel nostro cervello. Le molecole, di per sé, non raggiungono mai il cervello. Proprio come nel caso del suono e della visione, ciò che raggiunge il cervello sono semplicemente dei segnali elettrici. In altre parole, tutti gli odori che – da quando siamo nati – abbiamo creduto appartenere ad oggetti esterni, sono soltanto segnali elettrici che avvertiamo attraverso i nostri organi di senso.
Analogamente, ci sono quattro tipi diversi di recettori chimici nella parte anteriore della lingua dell’uomo. Ad essi competono i quattro gusti: salato, dolce, acido, e amaro. I nostri recettori trasformano queste percezioni in segnali elettrici attraverso una catena di processi chimici, e li trasmettono al cervello. Questi segnali sono percepiti dal cervello come gusto. Il gusto che si avverte quando si mangia una barretta di cioccolato o un frutto che ci piace è l’interpretazione dei segnali elettrici da parte del cervello. Non possiamo in nessun caso raggiungere l’oggetto nel mondo esterno; non si può mai vedere, odorare o gustare il cioccolato in se stesso. Ad esempio, se i nervi del gusto che viaggiano verso il cervello venissero recisi, il gusto delle cose che si mangiano non raggiungerebbe il cervello; si perderà completamente il senso del gusto.
A questo punto, ci imbattiamo in un altro fatto: noi non possiamo mai essere sicuri che ciò che percepiamo quando assaggiamo un cibo, e ciò che un’altra persona percepisce quando assaggia lo stesso cibo - o ciò che sentiamo quando udiamo una voce, e ciò che un’altra persona sente quando ode la stessa voce -siano la stessa cosa. Lincoln Barnett dice che nessuno può sapere se un’altra persona percepisce il colore rosso o la nota do nello stesso modo in cui li percepisce egli stesso.17


Anche nel momento in cui percepiamo la luce ed il calore di un fuoco, l’interno del nostro cervello è nel buio più completo, e la sua temperatura non cambia mai.
I fasci di luce provenienti da un oggetto ricadono rovesciati sulla retina. Qui l’immagine è convertita in segnali elettrici e trasmessa al centro della visione nel retro del cervello. Poiché il cervello è isolato dalla luce, è impossibile che la luce raggiunga il centro della visione. Ciò significa che noi vediamo un vasto mondo di luce e profondità in un piccolo luogo isolato dalla luce.
Il nostro senso del tatto non è differente dagli altri. Quando tocchiamo un oggetto, tutte le informazioni che ci aiutano a riconoscere il mondo esterno e gli oggetti vengono trasmessi al cervello dai nervi sensoriali della pelle. La sensazione del toccare si forma nel nostro cervello. Contrariamente a quanto in genere si crede, il luogo dove noi percepiamo il senso del tatto non è nei polpastrelli delle dita o sulla pelle, ma nel centro della percezione del tatto nel nostro cervello. A causa dell’interpretazione, ad opera del cervello, degli stimoli elettrici che giungono ad esso dagli oggetti, noi percepiamo questi oggetti differentemente a seconda che essi siano duri o morbidi, caldi o freddi. Noi deduciamo da questi stimoli tutti i dettagli che ci aiutano a riconoscere un oggetto da un altro. A questo riguardo, i pensieri di due filosofi famosi, B. Russell e L. Wittgenstein, sono i seguenti:
Ad esempio, se un limone esiste veramente o meno, e come esso possa essere giunto all’esistenza, è una cosa che non può essere esaminata ed investigata. Un limone consiste unicamente di un gusto percepito da una lingua, un odore sentito dal naso, un colore ed una forma captati dall’occhio; e soltanto queste caratteristiche di esso possono essere oggetto di esame e di accertamento. La scienza non può mai conoscere il mondo fisico.18
È impossibile, per noi, raggiungere il mondo fisico. Tutti gli oggetti intorno a noi sono un insieme di percezioni come la vista, l’udito e il tatto. Elaborando i dati nel centro della visione e in altri centri sensoriali, il nostro cervello, per tutta la nostra vita, non si confronta con l’"originale" della materia esistente al di fuori di noi, ma piuttosto con la copia che si forma all’interno del nostro cervello. È su questo punto che noi siamo sviati, presumendo che queste copie siano casi della materia reale che sta fuori di noi.
"Il mondo esterno" dentro il nostro cervello
Dai fatti fisici fin qui descritti, potremmo concludere quanto segue. Ogni cosa che vediamo, tocchiamo, udiamo e percepiamo come "materia", "il mondo" o "l’universo" consiste solo in segnali elettrici presenti nel nostro cervello.
Chi mangia un frutto non si confronta con il frutto vero, ma con la sua percezione nel cervello. L’oggetto che la persona considera un "frutto", in realtà, consiste di impressioni elettriche relative alla forma, al gusto, all’odore, alla consistenza del frutto, nel suo cervello. Se i nervi ottici che arrivano al cervello dovessero essere, all’improvviso, seriamente danneggiati, l’immagine del frutto scomparirebbe all’istante. Una disconnessione del nervo che va dai recettori nasali al cervello interromperebbe completamente il senso dell’odorato. Detto in modo semplice, il frutto non è altro che l’interpretazione, da parte del cervello, dei segnali elettrici.
Un altro punto che deve essere preso in considerazione è il senso della distanza. La distanza, ad esempio la distanza tra voi e questo libro, è soltanto una sensazione di spazio che si è formata nel vostro cervello. Anche gli oggetti che sembrano essere distanti secondo l’opinione di una persona, esistono nel cervello. Ad esempio, qualcuno che guardi le stelle nel cielo presume che esse siano distanti milioni di anni-luce da lui. In realtà, ciò che egli "vede" sono le stelle che sono dentro di lui, nel suo centro della visione. Mentre leggete queste righe, in realtà, non siete dentro alla stanza in cui pensate di essere; al contrario, è la stanza che è dentro di noi. Il fatto di vedere il nostro corpo ci fa pensare di trovarci all’interno di esso. Tuttavia, dobbiamo ricordare che anche il nostro corpo è un’immagine formata nel nostro cervello.


Tutto ciò che vediamo nelle nostre vite è formato in una parte del cervello chiamato "centro della visione", che si trova nella parte posteriore del cervello stesso, e che occupa soltanto alcuni centimetri cubici. Sia il libro che stai leggendo ora, sia il panorama sconfinato che vedi quando guardi l’orizzonte si adattano a questo piccolo luogo. Perciò, noi vediamo gli oggetti non nella loro vera dimensione che esiste al di fuori, ma nelle misure percepite dal nostro cervello.
Lo stesso vale per tutte le altre nostre percezioni. Ad esempio, quando pensiamo di udire il suono della televisione nella stanza accanto, in realtà stiamo avvertendo il suono all’interno del nostro cervello. Non possiamo dimostrare né che esiste una stanza accanto alla nostra, né che dalla televisione in quella stanza proviene un suono. Sia il suono che pensiamo provenga dalla distanza di qualche metro, sia la conversazione di una persona molto vicina sono percepiti nel centro dell’udito, pochi centimetri quadrati del nostro cervello. Al di fuori di questo centro della percezione, non esistono concetti quali destra, sinistra, davanti o dietro. In altri termini, il suono non proviene da destra, da sinistra o dall’alto; non c’è una direzione dalla quale proviene il suono.
Gli odori che sentiamo sono simili; nessuno di essi ci raggiunge da una grande distanza. Pensiamo che gli effetti finali formatisi nel centro dell’odorato siano gli odori degli oggetti nel mondo esterno. Comunque, proprio come l’immagine di una rosa è nel nostro centro della visione, così l’odore della rosa è nel centro dell’olfatto; nel mondo esterno, non c’è né la rosa né il relativo odore.

DLe scoperte della fisica moderna mostrano che l’universo è un insieme di percezioni. La seguente domanda apparve sulla copertina della notissima rivista scientifica americana New Scientist, che affrontò questo argomento nel numero del 30 Gennaio 1999: "Al di là della realta: l’Universo è davvero una festa di informazioni primarie, e la materia solo un miraggio?".
Il "mondo esterno" presentatoci dalle nostre percezioni è soltanto un insieme di segnali elettrici che raggiungono il nostro cervello. Durante la nostra vita, i nostri cervelli elaborano questi segnali, e noi viviamo senza riconoscere di essere in errore, quando pensiamo che queste siano le versioni originali delle cose che esistono nel "mondo esterno". Siamo sviati perché non possiamo mai raggiungere la materia in se stessa per mezzo dei nostri sensi.
Inoltre, di nuovo, i nostri cervelli interpretano e attribuiscono un significato a segnali che consideriamo essere il "mondo esterno". Ad esempio, consideriamo il senso dell’udito. Il nostro cervello trasforma le onde sonore del "mondo esterno" in una sinfonia. È come dire che anche la musica è una percezione creata dal nostro cervello. Allo stesso modo, quando vediamo i colori, ciò che raggiunge i nostri occhi sono unicamente segnali elettrici di differente lunghezza d’onda. Di nuovo, il nostro cervello trasforma questi segnali in colori. Non ci sono colori nel "mondo esterno". La mela non è rossa, né il cielo è azzurro, né gli alberi verdi. Essi sono come sono soltanto perché è così che noi li percepiamo. Il "mondo esterno" dipende completamente da chi lo percepisce.
Anche il più piccolo difetto nella retina dell’occhio causa la cecità ai colori. Alcune persone percepiscono il blu come verde, alcune il rosso come blu, e alcune tutti i colori come differenti toni di grigio. A questo punto non importa se l’oggetto, esternamente, è colorato o no.
Anche l’importante pensatore Berkeley fece riferimento a questo fatto:
All’inizio, si credeva che colori, odori, ecc., "esistessero realmente", ma in seguito si rinunciò a tali opinioni, e si vide che essi esistono soltanto dipendendo dalle nostre sensazioni.19
In conclusione, la ragione per cui noi vediamo gli oggetti colorati non è perché essi siano colorati, o perché essi abbiano un’esistenza materiale indipendente al di fuori di noi. La verità sulla materia è piuttosto che tutte le qualità che noi ascriviamo agli oggetti sono dentro di noi, e non nel "mondo esterno".
Quindi, cosa rimane del "mondo esterno"?
L’esistenza del "mondo esterno" è indispensabile?
Fino a qui, abbiamo parlato ripetutamente di un "mondo esterno" e di un mondo di percezioni formatosi nel nostro cervello, l’ultima delle quali è ciò che vediamo. Tuttavia, dal momento che noi non possiamo mai raggiungere veramente il "mondo esterno", come possiamo essere sicuri che un tale mondo esista?
In realtà non possiamo. Poiché ogni oggetto è soltanto un insieme di percezioni, e queste percezioni esistono solo nella mente, è più preciso dire che il solo mondo che esiste veramente è il mondo delle percezioni. L’unico mondo che conosciamo è il mondo che esiste nella nostra mente: quello che è qui progettato, registrato, e reso vivido; in breve, quello che è creato all’interno della nostra mente. Questo è il solo mondo del quale possiamo essere certi.
Non possiamo dimostrare che le percezioni che osserviamo nel nostro cervello abbiano dei corrispondenti materiali. Queste percezioni potrebbero ipoteticamente provenire da una fonte "artificiale".
È possibile osservare questo. I falsi stimoli possono produrre un “mondo materiale” totalmente immaginario nel nostro cervello. Ad esempio, immaginiamo uno strumento di registrazione molto elaborato nel quale possano essere registrati tutti i tipi di segnali elettrici. Per prima cosa, trasmettiamo tutti i dati relativi ad una situazione (compresa l’immagine corporea) a questo strumento, trasformandoli in segnali elettrici. Poi, immaginiamo che il cervello possa sopravvivere separatamente dal corpo. Infine, colleghiamo lo strumento di registrazione al cervello, con degli elettrodi che funzioneranno come i nervi e manderanno al cervello i dati pre-registrati. In questo stato, percepiremmo di vivere in questa situazione creata artificialmente. Ad esempio, potremmo facilmente credere di star guidando velocemente sull’autostrada. Non sarà mai possibile capire di non consistere di altro che del nostro cervello. Ciò perché quello che serve a formare un mondo, nel cervello, non è l’esistenza di un mondo reale, ma piuttosto gli stimoli. È perfettamente possibile che questi stimoli possano provenire da una fonte artificiale, come ad esempio un registratore.
A tale riguardo, l’illustre filosofo Bertrand Russell scrisse:
Riguardo al senso del tatto, quando noi premiamo sul tavolo con le dita, quello è un disturbo elettrico agli elettroni ed ai protoni della punta delle dita, prodotto, secondo la fisica moderna, dalla prossimità degli elettroni e dei protoni del tavolo. Se lo stesso disturbo alla punta delle dita insorgesse in un altro modo, avremmo le sensazioni, nonostante non ci sia alcun tavolo.20
Indubbiamente è molto facile, per noi, essere ingannati fino a credere che le percezioni, senza alcun corrispondente materiale, siano reali. Spesso viviamo questa sensazione nei sogni, nei quali abbiamo esperienza di fatti, vediamo persone, oggetti e situazioni che sembrano totalmente reali. Tuttavia, essi non sono altro che semplici percezioni. Non c’è alcuna differenza di base tra il sogno e il "mondo reale"; di entrambi si fa esperienza nel cervello.
Chi è colui che percepisce?
Come abbiamo detto fin qui, non c’è dubbio che il mondo in cui pensiamo di abitare e che chiamiamo "mondo esterno" sia percepito all’interno del nostro cervello. Tuttavia, qui sorge una domanda di primaria importanza. Se tutti gli eventi fisici che conosciamo sono, intrinsecamente, delle percezioni, che dire del nostro cervello stesso? Dal momento che i nostri cervelli fanno parte del mondo fisico, proprio come le braccia, le gambe, o qualsiasi altro oggetto, anch’esso deve essere una percezione, proprio come tutti gli altri oggetti.


Il cervello è un insieme di cellule costituite di molecole proteiche e lipidiche. È formato da cellule nervose chiamate neuroni. Non esiste, in questo pezzo di carne, un potere che osservi le immagini, che costituisca la coscienza, o crei l’essere che chiamiamo "me stesso".
Un esempio riguardante i sogni chiarirà ulteriormente l’argomento. Immaginiamo di percepire il sogno nel nostro cervello, secondo quanto è stato detto finora. Nel sogno, avremo un corpo immaginario, un braccio immaginario, un occhio immaginario, e un cervello immaginario. Se durante il nostro sogno ci venisse chiesto: "Dove vedi?", risponderemmo: "Vedo nel mio cervello". Tuttavia, in realtà non c’è alcun cervello di cui parlare, ma una testa immaginaria e un cervello immaginario. Colui che vede le immagini non è il cervello immaginario del sogno, ma un "essere" che è di gran lunga "superiore" ad esso.
Sappiamo che non esiste alcuna distinzione fisica tra lo scenario di un sogno e quella che noi chiamiamo la vita reale. Di conseguenza, quando, nella situazione che noi chiamiamo vita reale, ci viene posta la già menzionata domanda "Dove vedi?", rispondere “nel mio cervello” non avrebbe senso, come nell’esempio di cui sopra. In entrambe le condizioni, l’entità che vede e percepisce non è il cervello, che, dopo tutto, è solo un pezzo di carne.
Quando analizziamo il cervello, vediamo che in esso non c’è altro che molecole di lipidi e di proteine, che esistono anche in tutti gli altri organismi viventi. Ciò significa che, nel pezzo di carne che noi chiamiamo "cervello", non c’è nulla che osservi le immagini, che costituisca la coscienza, o che crei l’essere che noi chiamiamo "me".
R. L. Gregory si riferisce ad un errore che la gente fa a proposito della percezione delle immagini nel cervello:
C’è una tentazione, che dev’essere evitata, di dire che gli occhi producono immagini nel cervello. Un’immagine nel cervello suggerisce la necessità di un qualche genere di occhio interno per guardarla – ma ciò richiederebbe un ulteriore occhio per vedere la sua immagine… e così via di seguito, in una infinita serie di occhi e di immagini. Tutto questo è assurdo.21
È esattamente questo il punto che getta i materialisti, che credono che nulla al di fuori della materia sia reale, in un dilemma: a chi appartiene "l’occhio interno" che vede, che percepisce ciò che vede e reagisce?
Anche Karl Pribram si concentrò su questa importante domanda, riguardante chi sia colui che percepisce, nel mondo della scienza e della filosofia:
Dall’epoca dei Greci, i filosofi hanno riflettuto sul "deus ex machina", "l’omino nell’omino " ecc. Dov’è "Io", la persona che usa il suo cervello? Chi è che realizza l’atto del conoscere? Come diceva San Francesco di Assisi: "Ciò che cerchiamo è colui che vede”.22
Ora, pensate a questo: il libro che avete in mano, la stanza in cui vi trovate, in breve tutte le immagini di fronte a voi si vedono nel vostro cervello. Sono gli atomi a vedere queste immagini? Ciechi, sordi, incoscienti atomi? Perché alcuni atomi hanno acquisito questa capacità, mentre altri no? I nostri atti del pensare, del comprendere, del ricordare, del provare piacere, dell’essere infelici, e ogni altra cosa, consistono nelle reazioni elettrochimiche tra questi atomi?
Quando riflettiamo su queste domande, vediamo che non ha senso cercare la volontà negli atomi. È chiaro che l’essere che vede, ode, e percepisce è un essere sovra-materiale. Questo essere è "vivo", e non è né materia né un’immagine della materia. Questo essere si associa alle percezioni che ha di fronte usando l’immagine del nostro corpo.
Questo essere è l’"anima".
L’aggregato di percezioni che chiamiamo "mondo materiale" è un sogno osservato da quest’anima. Proprio come i corpi che possediamo e il mondo materiale che vediamo nei nostri sogni non hanno una realtà, l’universo che occupiamo e i corpi che possediamo non hanno una realtà materiale.
L’essere reale è l’anima. La materia consiste unicamente di percezioni osservate dall’anima. Gli esseri intelligenti che scrivono e leggono queste righe non sono cumuli di atomi e molecole, e le reazioni chimiche tra di essi, ma un’"anima".
Il vero Essere Assoluto
Tutti questi fatti ci portano faccia a faccia con una domanda molto significativa. Se la cosa che riconosciamo come mondo materiale consiste esclusivamente di percezioni osservate dalla nostra anima, allora qual è la fonte di queste percezioni?
Nel rispondere a questa domanda, dobbiamo considerare questo: la materia non ha un’esistenza autogovernantesi di per se stessa. Poiché la materia è percezione, è qualcosa di "artificiale". Cioè, questa percezione deve essere causata da un altro potere, il che significa che deve essere stata creata. Inoltre, questa creazione deve essere continua. Se non ci fosse una creazione continua e coerente, allora ciò che chiamiamo materia scomparirebbe e andrebbe perduta. Questo può essere simile ad un televisore, sul quale un’immagine viene mostrata finché si continua a captare il segnale. Quindi, chi fa vedere alla nostra anima le stelle, la terra, le piante, le persone, i nostri corpi e tutto il resto che vediamo?
È molto evidente che ci sia un Creatore, che ha creato l’intero universo materiale, cioè l’insieme di percezioni, e che continua la Sua creazione ininterrottamente. Questo Creatore ha una potenza e una forza eterne.
Questo Creatore Si presenta a noi. Egli ha rivelato un libro, e attraverso questo libro Egli ha descritto a noi se stesso, l’universo e la ragione della nostra esistenza.
Questo Creatore è Allah, e il nome del Suo Libro è il Corano.
Il fatto che i cieli e la terra, ossia l’universo, non siano stabili, che la loro presenza sia resa possibile soltanto dal fatto che Allah li abbia creati, e che essi scompariranno, quando Egli avrà terminato questa creazione, sono tutti spiegati in questo modo in un versetto:
Allah trattiene i cieli e la terra affinché non sprofondino, ché, se sprofondassero, nessuno li potrebbe trattenere all'infuori di Lui. In verità Egli è magnanimo, perdonatore (Surat al-Fatir: 41).
Come abbiamo detto all’inizio, alcune persone non hanno una comprensione autentica di Allah, e perciò Lo immaginano come un essere che è presente da qualche parte nei cieli, e non interviene realmente negli eventi del mondo. La base di questa logica, in realtà, sta nell’idea che l’universo sia un insieme di materia, e che Allah sia "al di fuori" di questo mondo materiale, in un luogo molto lontano. In alcune false religioni, il credere in Allah è limitato a questa comprensione.
Comunque, come abbiamo riflettuto fin qui, la materia è composta soltanto di sensazioni. E l’unico vero essere assoluto è Allah. Ciò significa che soltanto Allah è; tutte le cose, tranne Lui, sono esseri ombra. Di conseguenza, è impossibile concepire Allah come separato e al di fuori di questa intera massa di materia. Allah è sicuramente "ovunque" e include tutto. Questa realtà viene così spiegata dal Corano:
Allah! Non c'è altro dio che Lui, il Vivente, l'Assoluto. Non Lo prendon mai sopore né sonno. A Lui appartiene tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Chi può intercedere presso di Lui senza il Suo permesso? Egli conosce quello che è davanti a loro e quello che è dietro di loro e, della Sua scienza, essi apprendono solo ciò che Egli vuole. Il Suo Trono è più vasto dei cieli e della terra, e custodirli non Gli costa sforzo alcuno. Egli è l'Altissimo, l'Immenso (Surat al-Baqarah: 255).
Che Allah non sia vincolato dallo spazio e che includa ogni cosa viene così dichiarato in un altro versetto:
Ad Allah appartengono l'Oriente e l'Occidente. Ovunque vi volgiate, ivi è il Volto di Allah. Allah è immenso e sapiente (Surat al-Baqarah: 115).
Poiché ciascuno degli esseri materiali è una percezione, essi non possono vedere Allah; ma Allah vede la materia che ha creato in tutte le sue forme. Nel Corano, questo viene espresso così: "Gli sguardi non lo raggiungono, ma Egli scruta gli sguardi" (Surat al-An'am: 103).
Ciò vuol dire che noi non possiamo cogliere l’essere di Allah con i nostri occhi, ma Allah include completamente la nostra interiorità, il nostro aspetto esteriore, gli sguardi e i pensieri. Non potremmo pronunciare alcuna parola, se non con la Sua conoscenza, né potremmo nemmeno respirare.
Mentre osserviamo queste percezioni sensoriali nel corso delle nostre vite, l’essere più vicino a noi non è alcuna di queste sensazioni, ma lo stesso Allah. Il segreto del verso seguente del Corano è nascosto in questa realtà: "In verità siamo stati Noi ad aver creato l'uomo e conosciamo ciò che gli sussurra l'animo suo. Noi siamo a lui più vicini della sua vena giugulare" (Surat Qaf: 16). Quando una persona pensa che il suo corpo sia costituito esclusivamente di "materia", non riesce a capire questo fatto importante. Se egli considera il suo cervello come "se stesso", allora accetta che “il fuori” sia a 20-30 centimetri da lui. Tuttavia, quando capisce che non c’è nulla a costituire la materia, e che ogni cosa è immaginazione, nozioni come fuori, dentro, lontano o vicino perdono il proprio significato. Allah lo ha incluso, ed Egli è "infinitamente" a lui.
Allah ricorda agli uomini che Egli è "infinitamente vicino" ad essi con il versetto "Quando i Miei servi ti chiedono di Me, ebbene Io sono vicino!" (Surat al-Baqarah: 186).
L’uomo è sviato, se pensa che l’essere a lui più vicino sia lui stesso. Allah, in verità, è più vicino a noi perfino di noi stessi. Egli ha richiamato la nostra attenzione su questo punto nel versetto "Perché mai, quando [l'anima] risale alla gola sotto i vostri occhi, e Noi gli siamo più vicini, ma non ve ne accorgete" (Surat al-Waqi'ah: 83-85). Come il versetto ci dice, la gente vive non essendo consapevole di questo fatto fenomenale, perché non lo vede con i propri occhi.
D’altra parte, è impossibile per l’uomo, che non è altro che un essere ombra, avere un potere e una volontà indipendenti da quella di Allah. Il versetto "Mentre è Allah che vi ha creati, voi e ciò che fabbricate!" (Surat as-Saffat: 96) mostra che ogni cosa che proviamo avviene sotto il controllo di Allah. Nel Corano, questa realtà è affermata nel versetto: "Quando lanciavi non eri tu a lanciare, ma era Allah che lanciava" (Surat al-Anfal, 17), per mezzo del quale viene enfatizzato che nessun atto è indipendente da Allah. Dal momento che l’essere umano è un essere ombra, non è egli stesso che esegue l’atto di lanciare. Comunque, Allah dà a questo essere ombra la sensazione del sé. In realtà, Allah compie ogni azione. Se qualcuno considera proprio l’atto che compie, egli intende evidentemente ingannarsi.
Questa è la realtà. Una persona può non voler ammetterla, e può considerarsi un essere indipendente da Allah; ma questo non cambia nulla. Certamente, perfino la sua stolida negazione è nella volontà e nei desideri di Allah.
Ogni cosa che possiedi è intrinsecamente illusoria
Come si può vedere chiaramente, è un’evidenza scientifica logica il fatto che il "mondo esterno" non abbia una realtà materiale e sia una raccolta di immagini presentate continuamente alla nostra anima da Allah. Tuttavia le persone, di solito, non annoverano, o piuttosto non vogliono annoverare ogni cosa nel concetto di "mondo esterno".
Pensa a questo argomento con sincerità e con coraggio. Ti renderai conto che la tua casa, i mobili, l’auto che forse hai acquistato da poco, l’ufficio, i gioielli, il conto bancario, il guardaroba, il coniuge, i figli, i colleghi, e qualsiasi altra cosa tu possieda siano, di fatto, parte di questo immaginario mondo esterno che è proiettato su di te. Ogni cosa che vedi, senti, o odori, in breve che percepisci intorno a te con i tuoi cinque sensi, è una parte di questo "mondo immaginario ": la voce del tuo cantante preferito, la consistenza della sedia su cui sei seduto, un profumo che ti piace, il sole che ti riscalda, un fiore dai bellissimi colori, un uccello che vola di fronte alla tua finestra, un motoscafo che si muove rapidamente sull’acqua, il tuo rigoglioso giardino, il computer che utilizzi sul lavoro, o il tuo impianto hi-fi dotato della tecnologia più avanzata del mondo…
Questa è la realtà, poiché il mondo è soltanto un insieme di immagini create per mettere l’uomo alla prova. Le persone vengono messe alla prova per tutta la limitata durata della loro vita con percezioni che non hanno nulla di reale. Queste percezioni vengono presentate volutamente come piacevoli e attraenti. Questo fatto è menzionato nel Corano:
Abbiamo abbellito, agli [occhi degli] uomini, le cose che essi desiderano: le donne, i figli, i tesori accumulati d'oro e d'argento, i cavalli marchiati, il bestiame e i campi coltivati; tutto ciò è solo godimento temporaneo della vita terrena, mentre verso Allah è il miglior ritorno (Surat Ali 'Imran: 14).
Moltissime persone abbandonano la loro religione per il richiamo della proprietà, della ricchezza, cumuli d’oro e d’argento, dollari, gioielli, conti bancari, carte di credito, armadi colmi di vestiti, macchine ultimo modello, in breve tutte le forme di prosperità che si possiedono o ci si sforza di possedere. Esse si concentrano solo su questo mondo dimenticando l’aldilà. Sono ingannate dalla facciata "piacevole e allettante" della vita di questo mondo, e dimenticano di recitare le preghiere, di fare la carità ai poveri, di professare il culto, tutte cose che li farebbero prosperare nell’aldilà. Invece, essi dicono: "Ho delle cose da fare", "Ho degli ideali", "Ho delle responsabilità", "Non ho tempo a sufficienza", "Ho delle cose da finire " e "Lo farò in futuro". Essi consumano le loro vite tentando di prosperare soltanto in questo mondo. Nel versetto "Essi conoscono [solo] l'apparenza della vita terrena e non si curano affatto dell'altra vita" (Surat ar-Rum: 7) viene descritta questa illusione.
Il fatto che descriviamo in questo capitolo, e cioè che ogni cosa è un’immagine, è molto importante per le sue implicazioni che rendono insignificanti tutti i desideri e i legami. Accertarsi di questo fatto chiarisce che ogni cosa che la gente possiede o si sforza di possedere – ricchezze accumulate avidamente, figli di cui vantarsi, i coniugi, che considerano le persone più vicine a loro, gli amici, i loro amati corpi, lo status sociale che considerano una superiorità, la scuola che hanno frequentato, le vacanze che hanno trascorso – non sono null’altro che semplice illusione. Perciò, tutto lo sforzo fatto, il tempo sprecato, l’invidia, dimostrano la loro inefficacia.
È per questo che alcune persone si rendono involontariamente ridicole quando si vantano della loro ricchezza e di ciò che possiedono, o dei loro "yacht, elicotteri, fabbriche, patrimoni, dimore e terre", come se esistessero realmente. Quelle persone ricche che navigano ostentatamente nei loro yacht, sfoggiano le loro automobili, parlano in continuazione della propria ricchezza, che credono che la loro posizione li collochi più in alto rispetto a chiunque, e continuano a pensare di avere successo grazie a tutto questo, in realtà dovrebbero pensare a quale sarà lo stato in cui si ritroveranno, una volta realizzato che il successo non è altro che un’illusione.
A queste scene si assiste molte volte anche nei sogni. Anche nei sogni le persone hanno case, macchine veloci, gioielli estremamente preziosi, rotoli di dollari, e carichi d’oro e d’argento. Nei loro sogni, hanno anche una posizione sociale elevata, proprie industrie con centinaia di dipendenti, hanno il potere di governare su molte persone, e vestono con degli abiti che li rendono ammirati da tutti. Proprio come verrebbe preso in giro qualcuno che, da sveglio, si vantasse di ciò che possedeva nei sogni, l’uomo è sicuro di essere parimenti ridicolizzato per essersi vantato delle cose che vede in questo mondo. Ciò che vede, sia nei sogni sia in questo mondo, sono soltanto immagini nella sua mente.
Analogamente, il modo in cui le persone reagiscono agli eventi che vivono mondo le farà vergognare, quando comprenderanno la realtà. Quelli che lottano ferocemente l’uno contro l’altro, farneticano furiosamente, truffano, corrompono, attuano contraffazioni, mentono, trattengono avidamente il loro denaro, fanno del male alle persone, picchiano e insultano gli altri, si arrabbiano in modo aggressivo, sono colmi di passione per l’ufficio e la posizione sociale, sono invidiosi e si mettono in mostra, cadranno in disgrazia quando capiranno di aver fatto tutto questo in un sogno.
Dal momento che Allah crea tutte queste immagini, il Supremo Padrone di ogni cosa è il solo Allah. Nel Corano, questo fatto viene messo in risalto:
Appartiene ad Allah tutto quello che c'è nei cieli e tutto quello che c'è sulla terra. Allah abbraccia [nella Sua scienza] tutte le cose (Surat an-Nisa: 126).
È una grande follia abbandonare la religione per amore di passioni immaginarie, e di conseguenza perdere la vita eterna, il che significa vivere in una eterna miseria.
A questo punto, si dovrebbe aver capito una cosa. Qui non viene detto che "i beni, la ricchezza, i figli, i coniugi, gli amici, il rango che hai e di cui sei tanto orgoglioso svaniranno, un giorno o l’altro, e perciò non hanno nessun significato", ma che "tutti i beni che ti sembra di avere non esistono, ma sono soltanto dei sogni composti di immagini che Allah ti mostra per metterti alla prova". Come si vede, c’è una grossa differenza tra le due dichiarazioni.
Anche se una persona non vuole riconoscere questo fatto, e preferisce ingannarsi pensando che ogni cosa che si ha esista veramente, egli infine dovrà morire e, nell’aldilà, ogni cosa sarà chiara, quando verremo ricreati. In quel giorno "la tua vista è acuta" (Surat Qaf: 22), e vedremo ogni cosa in modo molto più chiaro. Comunque, se avremo trascorso le nostre vite inseguendo intenti immaginari, desidereremo non aver mai vissuto questa vita e diremo "Ahimé, quanto vorrei che (la morte) fosse stata definitiva! Quel che possedevo non mi ha giovato affatto. Ho perso il mio potere!" (Surat al-Haqqah: 27-29).
D’altra parte, quello che un uomo saggio dovrebbe fare è cercare di capire la più grande realtà dell’universo qui in questo mondo, mentre ha ancora tempo. Diversamente, egli trascorrerà tutta la vita correndo dietro a dei sogni, e andrà incontro ad una terribile punizione alla fine. Nel Corano, lo stato finale di queste persone che inseguono illusioni o miraggi in questo mondo, e dimenticano il nostro Creatore, è così dichiarato:
Quanto a coloro che sono miscredenti, le loro opere sono come un miraggio in una piana desertica che l'assetato scambia per acqua e poi, quando vi giunge, non trova nulla; anzi, nei pressi trova Allah che gli salda il conto. Allah è rapido al conto (Surat an-Nur: 39).
Deficienze nella logica dei materialisti
Sin dall’inizio di questo capitolo viene dichiarato chiaramente che la materia non ha un suo essere assoluto, come sostengono i materialisti, ma è piuttosto un insieme di impressioni sensoriali creato da Allah. I materialisti resistono a questa evidente realtà, che distrugge la loro filosofia, in modo estremamente dogmatico, e avanzano contro-teorie prive di fondamento.
Ad esempio, uno dei maggiori sostenitori della filosofia materialista del ventesimo secolo, e marxista convinto, George Politzer, fornì "l’esempio dell’autobus" come "la maggiore prova" dell’esistenza della materia. Secondo Politzer, i filosofi che pensano che la materia sia soltanto una percezione corrono anch’essi quando vedono che un autobus sta per investirli, e questa è la prova dell’esistenza fisica della materia.23
Quando ad un altro famoso materialista, Johnson, fu detto che la materia è un insieme di percezioni, egli cercò di "dimostrare" l’esistenza fisica delle pietre, colpendole con un calcio.24
Un esempio simile è dato da Friedrich Engels, il mentore di Politzer e fondatore, insieme a Marx, del materialismo dialettico. Egli scrisse: "se i dolci che mangiamo fossero semplici percezioni, non placherebbero la nostra fame"..25
Ci sono esempi simili e alcune frasi offensive come "comprendi l’esistenza della materia quando vieni colpito al viso da uno schiaffo" nei libri di famosi materialisti come Marx, Engels, Lenin e altri.
Il difetto di comprensione che dà luogo a questi esempi dei materialisti è la loro interpretazione della frase "la materia è una percezione" come "la materia è un gioco di luci". Essi pensano che la percezione sia limitata alla vista, e che le altre facoltà come il tatto abbiano dei corrispondenti materiali. Un autobus che investe un uomo fa loro dire "guarda, l’ha investito, perciò non era una percezione". Essi non capiscono che tutte le percezioni sperimentate durante l’incidente di un autobus, come la durezza, l’urto e il dolore, si formano anch’esse nel cervello.

IL MONDO DEI SOGNI
Per te, la realtà è tutto ciò che può essere toccato con la mano e visto con gli occhi. Anche nei tuoi sogni puoi "toccare con mano e vedere con i tuoi occhi", ma in realtà, non hai né occhi né mani, né c’è nulla che si possa toccare o vedere. Non c’è una realtà materiale che faccia accadere queste cose, tranne il tuo cervello. Semplicemente, sei illuso.
Cos’è che separa l’uno dall’altro la vita reale ed i sogni? In definitiva, entrambe le forme del vivere sono portate all’esistenza all’interno del cervello. Se possiamo facilmente vivere in un mondo irreale durante i sogni, lo stesso può ugualmente accadere nel mondo in cui viviamo quando siamo svegli. Quando ci svegliamo da un sogno, non c’è una motivazione logica per non pensare di essersi addentrati in un sogno più lungo chiamato "vita reale". Il motivo per cui consideriamo una fantasia il sogno e ‘reale’ il mondo è soltanto un prodotto delle nostre abitudini e dei pregiudizi. Ciò suggerisce che potremmo benissimo essere risvegliati dalla vita sulla terra, che pensiamo di vivere adesso, così come siamo risvegliati da un sogno.
L’esempio dei sogni
L’esempio migliore per spiegare questa realtà è il sogno. Una persona può avvertire eventi molto realistici nel sogno. Può cadere giù dalle scale e rompersi una gamba, avere un grave incidente con la macchina, finire sotto un autobus, o mangiare un dolce e sentirsi sazio. Fatti simili a questi, che accadono nella nostra vita quotidiana, sono sperimentati anche nei sogni con lo stesso persuasivo senso della loro realtà, e fanno sorgere in noi le stesse sensazioni.
Una persona che sogna di essere investita da un autobus può riaprire gli occhi in ospedale, sempre nel sogno, e scoprire di essere diventato invalido, ma è tutto ancora solo un sogno. Può anche sognare di morire in un incidente automobilistico, che gli angeli della morte portino via la sua anima, e che abbia inizio la sua vita nell’aldilà (di quest’ultimo evento si fa esperienza, allo stesso modo, in questa vita, che proprio come il sogno è una percezione).
Questa persona percepisce in modo molto acuto le immagini, i suoni, la sensazione della solidità, la luce, i colori, e tutte le altre sensazioni riguardanti l’avvenimento che vive nel sogno. Le percezioni che avverte nel sogno sono naturali come quelle della vita “reale”. Il dolce che mangia nel sogno lo sazia anche se è soltanto una semplice percezione sensoriale del sogno, perché l’essere sazio è anch’esso una percezione nel sogno. Tuttavia, nella realtà, questa persona è nel letto, in quel momento. Non ci sono scale, traffico, o autobus di cui preoccuparsi. La persona che sogna vede e vive percezioni e sensazioni che non esistono nel mondo esterno. Il fatto che nei nostri sogni viviamo, vediamo e sentiamo fatti che non hanno alcun corrispondente fisico nel "mondo esterno" rivela molto chiaramente che anche il "mondo esterno" delle nostre vite da svegli consiste esclusivamente di semplici percezioni.
Quelli che credono nella filosofia materialista, in particolare i marxisti, si arrabbiano quando si parla loro di questa verità, l’essenza della materia. Essi citano degli esempi tratti dai ragionamenti superficiali di Marx, Engels o Lenin, e fanno dichiarazioni emotive.
Tuttavia, queste persone devono pensare che esse potrebbero fare queste dichiarazioni anche in sogno. Nei loro sogni, anche loro possono leggere "Das Kapital", partecipare a manifestazioni, scontrarsi con la polizia, essere colpiti alla testa e avvertire il dolore delle ferite. Quando nei sogni viene loro domandata la stessa cosa, essi penseranno che ciò che stanno vivendo nel sogno consista anch’esso di "materia assoluta", proprio come pensano che siano "materia assoluta"le cose che vedono da svegli. Tuttavia, che sia nei loro sogni o nella loro vita quotidiana, tutto ciò che vedono, vivono o sentono consiste soltanto di percezioni.
Esempio: connettere i nervi in parallelo
Prendiamo in considerazione l’esempio dell’incidente d’auto fornito da Politzer, nel quale parlava di un uomo investito da una macchina. Se i nervi della persona investita, che viaggiano dai suoi cinque sensi al suo cervello, fossero connessi a quelli di un’altra persona, ad esempio al cervello di Politzer, con una connessione in parallelo, nel momento in cui l’autobus colpisce quella persona, nello stesso momento colpirebbe anche Politzer seduto in casa sua. Tutte le sensazioni provate dalla persona che ha avuto l’incidente sarebbero avvertire da Politzer, proprio come la stessa canzone ascoltata da due altoparlanti diversi collegati allo stesso registratore. Politzer sentirebbe, vedrebbe e vivrebbe la frenata dell’autobus, il contatto dell’autobus col suo corpo, le immagini di un braccio rotto e del sangue, le fratture, le immagini di se stesso che entra in sala operatoria, la durezza dell’ingessatura, e la debolezza del suo braccio.
Ogni altra persona collegata in parallelo ai nervi dell’uomo vivrebbe l’incidente dall’inizio alla fine, proprio come Politzer. Se l’uomo dell’incidente andasse in coma, anch’essi andrebbero in coma. Inoltre, se tutte le percezioni riguardanti l’incidente d’auto fossero registrate in un dispositivo, e fossero trasmesse ripetutamente ad una persona, l’autobus investirebbe questa persona molte volte.
Perciò, quale degli autobus che investe queste persone è reale? La filosofia materialista non ha una risposta coerente a questa domanda. La risposta giusta è che tutti loro vivono l’incidente in tutti i dettagli nelle loro menti.
Lo stesso principio si applica agli esempi del dolce e delle pietre. Se i nervi degli organi di senso di Engels, che hanno percepito la sazietà e la pienezza del dolce nel suo stomaco dopo averlo mangiato, fossero stati collegati in parallelo al cervello di una seconda persona, anche quella persona si sarebbe sentita piena quando Engels avesse mangiato il dolce e si fosse saziato. Se i nervi di Johnson, che avvertì dolore al piede quando diede un calcio a una pietra, fossero stati connessi in parallelo ad una seconda persona, quella persona avrebbe sentito lo stesso dolore.
Perciò, quale dolce o quale pietra è quello vero? Di nuovo, la filosofia materialista non riesce a dare una risposta coerente a questa domanda. La risposta corretta e coerente è questa: sia Engels sia la seconda persona hanno mangiato il dolce nelle loro menti e si sono saziati; sia Johnson sia la seconda persona hanno vissuto in pieno nelle loro menti il momento in cui la pietra è stata colpita.
Apportiamo una modifica all’esempio che abbiamo dato su Politzer: supponiamo di connettere i nervi dell’uomo colpito dall’autobus al cervello di Politzer, e i nervi di Politzer seduto in casa sua al cervello dell’uomo investito dall’autobus. In questo caso, Politzer penserà di essere stato colpito da un autobus, anche se è seduto in casa sua. L’uomo che è stato davvero colpito dall’autobus non avvertirà mai l’impatto dell’incidente e penserà di essere seduto in casa di Politzer. Esattamente la stessa logica può essere applicata all’esempio del dolce e a quello della pietra.
Come si può vedere, non è possibile, per l’uomo, trascendere i propri sensi e liberarsi da essi. A questo riguardo, l’anima dell’uomo può essere esposta a tutti i tipi di rappresentazioni degli esempi fisici, anche se non ha un corpo fisico, né esistenza materiale, e non ha peso. Non è possibile, per un individuo, comprendere questo, poiché egli considera reali queste immagini tridimensionali, ed è certo della loro esistenza, perché, come tutti, dipende dalle percezioni vissute dai suoi organi sensoriali.
Il famoso filosofo britannico David Hume esprime i suoi pensieri su questo fatto:
Parlando sinceramente, quando includo me stesso in ciò che chiamo "me", mi imbatto sempre in una percezione specifica che riguarda il caldo o il freddo, la luce o l’ombra, l’amore o l’odio, l’acido o il dolce o qualche altro concetto. Senza l’esistenza di una percezione, non posso mai rappresentarmi in un particolare momento, e non posso osservare nulla tranne la percezione.26
La formazione delle percezioni nel cervello non è filosofia, ma un fatto scientifico
I materialisti dichiarano che ciò che abbiamo esposto qui è un punto di vista filosofico. Tuttavia, sostenere che il "mondo esterno", come noi lo chiamiamo, è un insieme di percezioni non è questione di filosofia, ma un semplice dato di fatto scientifico. Il modo in cui l’immagine e le sensazioni si formano nel cervello viene insegnato, nei dettagli, nei corsi di medicina. Questi fatti, dimostrati dalla scienza del ventesimo secolo, in particolare dalla fisica, mostrano chiaramente che la materia non ha una realtà assoluta e che, in un certo senso, ognuno guarda il "monitor nel suo cervello".
Chiunque creda nella scienza, sia esso un ateo, un buddista, o qualcuno con un’altra opinione, deve accettare questo fatto. Un materialista può negare l’esistenza di un Creatore, però non può negare questa realtà scientifica.
L’incapacità di Karl Marx, Friedrich Engels, Georges Politzer e altri di comprendere un fatto così semplice ed evidente è sempre sorprendente, anche se il livello di comprensione scientifica dei loro tempi era forse insufficiente. Ai nostri tempi, la scienza e la tecnologia sono molto avanzate, e le scoperte recenti rendono più facile comprendere questo fatto. I materialisti, dal canto loro, sono pervasi dalla paura sia di comprendere questo fatto, anche in parte, sia di constatare quanto esso demolisca definitivamente la loro filosofia.
La grande paura dei materialisti
Per un certo tempo, i circoli materialisti turchi non diedero risposta all’argomento sollevato in questo libro, cioè al fatto che la materia sia una semplice percezione. Questo ci ha dato l’impressione che questo argomento non fosse stato chiarito sufficientemente, e che necessitasse di ulteriori spiegazioni. Tuttavia, prima che passasse troppo tempo, fu chiaro che i materialisti si sentivano piuttosto a disagio con quell’argomento, e ne avevano una gran paura.
Per un po’ di tempo, i materialisti hanno proclamato ad alta voce la loro paura e il loro panico nelle loro pubblicazioni, nelle conferenze e nelle tavole rotonde. I loro discorsi agitati e disperati implicano che essi stiano soffrendo di una grave crisi intellettuale. Il collasso scientifico della teoria dell’evoluzione, la cosiddetta base della loro filosofia, era già giunto come un forte shock per loro. Ora, essi giungono a realizzare che cominciano a perdere la stessa materia, che per loro è un fondamento più importante del darwinismo, e provano uno shock ancora più grande. Essi dichiarano che questo argomento è la "più grande minaccia" per loro, e che "demolisce completamente il loro tessuto culturale".
Uno di quelli che espressero più schiettamente l’ansia e il panico provati dai circoli materialisti fu Renan Pekunlu, accademico e redattore del Bilim ve Utopya (Scienza e utopia), un periodico che si era assunto l’incarico di difendere il materialismo. Sia nei suoi articoli in Bilim ve Utopya e nelle conferenze alle quali partecipò, Pekunlu presentò il libro L’Inganno dell’Evoluzione di Harun Yahya come la minaccia numero uno per il materialismo. Ciò che disturbò Pekunlu anche di più dei capitoli che demolivano il darwinismo fu la parte che state leggendo adesso. Ai suoi lettori e al suo pubblico (questi ultimi erano appena un pugno), Pekunlu inviò il messaggio: "non lasciatevi traviare dall’indottrinamento dell’idealismo e mantenete la vostra fede nel materialismo". Egli citò Vladimir I. Lenin, il leader della sanguinaria rivoluzione comunista in Russia, come riferimento. Consigliando a tutti di leggere il libro di Lenin di un secolo prima, intitolato Materialismo ed Empirio-Criticismo, Pekunlu ripetè i consigli di Lenin, "non riflettete sull’argomento, o perderete la via del materialismo e sarete traviati dalla religione". In un articolo che egli scrisse nel periodico sopra menzionato, citò le seguenti righe di Lenin:
Una volta negata la realtà obiettiva, dataci dalle sensazioni, si è già persa ogni arma contro il fideismo, poiché si è scivolati nell’agnosticismo o nel soggettivismo – tutto ciò che il fideismo richiede. Una sola unghia intrappolata, e l’uccello è perduto. E i nostri machisti sono tutti rimasti intrappolati nell’idealismo, cioè, in un fideismo diluito, sottile; sono rimasti intrappolati dal momenti in cui hanno considerato la "sensazione" non come un’immagine del mondo esterno, ma come un "elemento" speciale. È la sensazione di nessuno, la mente di nessuno, lo spirito di nessuno, il volere di nessuno.27


Nulla di quel che è sulla terra o nei cieli ènascosto ad Allah (Surat Ali 'Imran: 5)
Queste parole dimostrano chiaramente che il fatto che Lenin, in allarme, aveva compreso e voleva sradicare dalla sua mente e da quelle dei suoi compagni, disturba anche i materialisti contemporanei in maniera simile. Tuttavia, Pekunlu e altri materialisti soffrono un’angoscia ancora più grande; poiché essi sono consapevoli che questo fatto viene ora presentato in un modo molto più esplicito, certo e convincente, rispetto a 100 anni fa. È la prima volta, nella storia del mondo, che questo argomento viene spiegato in modo così irresistibile.
Tuttavia, il quadro generale è che un gran numero di scienziati materialisti prende ancora una posizione molto superficiale nei confronti del fatto che "la materia non è altro che un’illusione". L’argomento illustrato in questo capitolo è uno degli argomenti più importanti e più emozionanti che si possono incontrare nella vita. Non c’è possibilità che essi si siano già trovati di fronte a una questione così cruciale, in precedenza. Ancora, le reazioni di questi scienziati o il modo da essi adottato nei loro discorsi e articoli suggeriscono quanto banale e superficiale sia la loro comprensione.
La reazione di alcuni materialisti all’argomento qui discusso mostra che la loro cieca aderenza al materialismo ha causato qualche danno alla loro logica. Per questo motivo, essi sono molto lontani dal comprendere la questione. Ad esempio, Alaattin Senel, anch’egli accademico e giornalista del Bilim ve Utopya, espresse sentimenti simili a quelli di Rennan Pekunlu dicendo, "Dimenticate il collasso del darwinismo, l’argomento veramente minaccioso è questo". Intuendo che la sua stessa filosofia non aveva una base, egli formulò domande come "dimostra quello che dici!". Cosa ancora più interessante, questo scrittore aveva egli stesso scritto ammettendo di non poter afferrare questo argomento, che considera una minaccia. Ad esempio, in un articolo in cui discute esclusivamente questo argomento, Senel accetta che il mondo esterno sia percepito nel cervello come un’immagine. Tuttavia, egli continua dichiarando che le immagini siano distinte in due categorie: quelle che hanno corrispondenti fisici e quelle che non li hanno, e che le immagini inerenti il mondo esterno hanno corrispondenti fisici. Per sostenere la sua affermazione, egli fornisce "l’esempio del telefono". In breve, egli scrisse: "Non so se le immagini nel mio cervello hanno una corrispondenza nel mondo esterno o meno, ma la stessa cosa vale quando parlo al telefono. Quando parlo al telefono, non posso vedere la persona alla quale sto parlando, ma posso avere la conferma di questa conversazione quando, in seguito, la incontro di persona".28Dicendo ciò, questo autore in realtà intende dire quanto segue: "Se dubitiamo delle nostre percezioni, possiamo rivolgerci alla materia stessa e controllare la sua realtà". Tuttavia, questo è un evidente errore, poiché è impossibile, per noi, raggiungere la materia in se stessa. Non possiamo mai uscire dalla nostra mente e sapere cosa c’è "fuori". Se la voce al telefono avesse un corrispondente o no, può essere confermato dalla persona all’altro capo. Comunque, anche questa conferma è un’immagine mentale, di cui si fa esperienza nella mente.
Queste persone vivono gli stessi avvenimenti anche nei loro sogni. Ad esempio, Senel può vedere anche nei suoi sogni se stesso che parla al telefono, e poi avere la conferma dell’avvenuta conversazione dalla persona alla quale aveva parlato. Pekunlu può sentirsi, nel suo sogno, affrontare una "seria minaccia" e consigliare alla gente di leggere il centenario libro di Lenin. Tuttavia, qualunque cosa facciano, questi materialisti non possono mai negare che i fatti da loro vissuti e le persone cui hanno parlato nei loro sogni non siano altro che percezioni.
Quindi, chi confermerà se le immagini nel cervello hanno o meno un corrispettivo materiale? Gli esseri-ombra nel cervello? Senza dubbio, è impossibile per i materialisti trovare una fonte di informazioni che possa fornire dei dati riguardanti ciò che è esterno al cervello, e confermarlo.
Ammettere che tutte le percezioni si formino nel cervello, ma anche che si possa “uscire” da questo e avere una conferma delle percezioni dal vero mondo esterno, rivela che la capacità intellettuale della persona è limitata e che il suo ragionamento è distorto.
Comunque, qualsiasi persona dotata di un normale livello di comprensione e di ragionamento può afferrare facilmente questi fatti. Ogni persona obiettiva sa, riguardo tutto ciò che abbiamo detto, che non le è possibile provare l’esistenza del mondo esterno con i propri sensi. Tuttavia, pare che la cieca adesione al materialismo distorca la capacità di ragionamento della gente. Per questo motivo, i materialisti contemporanei mostrano gravi fallacie logiche nel loro ragionamento, proprio come i loro mentori che cercavano di "dimostrare" l’esistenza della materia dando calci alle pietre o mangiando dei dolci.
Bisogna anche dire che questa non è una situazione sorprendente, poiché l’incapacità di comprendere è una caratteristica comune di tutti i miscredenti. Nel Corano, Allah dichiara, in particolare, che essi sono "gente che non comprende" (Surat al-Ma'idah: 58).
I materialisti sono caduti nella più grande trappola della storia
L’atmosfera di panico che dilagava nei circoli materialisti in Turchia, di cui abbiamo menzionato solo pochi esempi, mostra che i materialisti stanno fronteggiando una sconfitta totale, che non hanno mai incontrato prima nella storia. Il fatto che la materia sia semplicemente una percezione è stato dimostrato dalla scienza moderna, e avanza in modo molto chiaro, elementare e risoluto. Ai materialisti resta soltanto vedere e riconoscere il collasso di tutto il loro mondo materiale, nel quale credono ciecamente, e sul quale fanno affidamento

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MUHAMMAD LUCA VELUDO
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