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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Perchè il mondo è disposto così?

 
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Inviato: Mar Set 29, 2020 7:29 pm    Oggetto: Ads

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Salah Al-Din
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MessaggioInviato: Lun Mar 23, 2015 8:05 pm    Oggetto: Perchè il mondo è disposto così? Rispondi citando

Assalamu aleykum wa rahmatullahi wa barakatuhu.

Vi chiedo:

Per qual motivo Dio ha dato al mondo una certa disposizione? dunque:

1-Ci sono persone che nascono con la famiglia Musulmana e hanno un'educazione musulmana, minima a volte, e ci sono altre persone che nascono in una famiglia di non-Musulmani?
Perchè quelli nati in una famiglia Musulmana sono avantaggiati e gli altri no??


2-Perchè ci sono paesi tipo Marocco, Bangladesh, Indonesia ecc. che hanno la popolazione a maggioranza musulmana e altri paesi tipo Italia, Brasile, Irlanda che sono a minoranza musulmana e lì è più difficile praticare l'Islam? perchè quelli che nascono in Marocco, Bangladesh, Indonesia ecc. è più avantaggiato ed altri che nascono in Italia, Brasile, Irlanda no??
Perchè ci sono popoli in vantaggio ed altri no?
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Mar 24, 2015 3:52 pm    Oggetto: Re: Perchè il mondo è disposto così? Rispondi citando

Wa`alaykum assalam warahmatullahi wabarakatuh,

Alcuni punti:

1. Allah è al-Haakim al-Hakiim; il Saggio ed il Giudice, colui che decide con saggezza e conoscenza completa. Ne consegue che noi, essendo imperfetti, non possiamo comprendere completamente il Suo operato - e questa non è che un'ulteriore prova della Sua esistenza. Se anche fosse stato il contrario (esempio: Italia, Brasile ed Irlanda fossero stati paesi Musulmani, e Marocco Bangladesh ed Indonesia paesi a maggioranza non-Musulmana), qualcuno avrebbe comunque potuto chiedersi come mai questo paese sì e quell'altro no.. In fondo, Dio guida chi vuole e svia chi vuole.

2. Non ultimo, il fatto di avere il "vantaggio" di essere nati Musulmani non è detto che porti automaticamente al traguardo; anzi, ad esso corrisponde una responsabilità maggiore, in quanto se una persona nasce in una famiglia Musulmana, riceve un'educazione islamica, e poi abbandona la religione, la sua responsabilità è enorme e se muore in tale stato nell'altra vita sarà all'inferno per sempre.
Per cui, è un "vantaggio" di partenza (così come c'è chi nasce in una famiglia ricca e chi in una famiglia povera, c'è chi nasce sano e chi malato, c'è chi nasce bello e chi brutto...), ma alla fine ogni essere umano ha la sua responsabilità, e chi nasce in una famiglia non-Musulmana ha comunque la possibilità di accettare l'Islam, e chi nasce in una famiglia Musulmana c'è sempre il pericolo (che Allah ce ne preservi) che lasci l'Islam.

Rispondendo ad una sorella che diceva:

Citazione:
"A me l'idea che certa gente - solo in quanto musulmana - andrà in Paradiso, mi inquieta".


"Rilassati sorella, se fosse questione di "meritarselo", nessuno di noi davvero ""meriterebbe"" la guida di Allah. Ma Allah per la sua miseriordia sceglie chi vuole.
Per l'iman di alcuni ci possono essere delle saggezze di cui noi non siamo a conoscenza.
Per altri invece avere'iman in questo periodo è una prova ancora più grande e magari Allah potrebbe poi in futuro toglierlo loro e verranno così puniti ancora di più.
E Allah sa chi è Musulmano davvero, e Allah sa chi morirà davvero con iman o meno.

Chiediamo ad Allah di perdonare le nostre mancanze ed i nostri peccati e di concederci di morire con iman e di concederci il paradiso..
".

3. Questo mondo ha migliaia di anni di storia; non possiamo assolutizzare la situazione di ora e pensare che sia così da sempre e per sempre. E' del tutto possibile che tra un secolo (o meno, o più, anche Brasile, Irlanda ed Italia saranno paesi Musulmani, così come Marocco, Bangladesh ed Indonesia sono stati abitati per secoli (prima che l'Islam fosse introdotto nei loro paesi) da politeisti e miscredenti...
E "che valore ha" qualche decennio di storia nell'arco di millenni?..

4. Una persona che (come te) si converte all'Islam, riceverà insha'Allah la ricompensa di tutte le buone azioni compiute da tutti i suoi discendenti fino alla fine dei tempi. Quindi pensa, insha'Allah avrai dei figli, e loro a loro volta ne avranno altri, finché magari un gruppo di tuoi pro-nipoti diventeranno un gruppo di nobili Musulmani della tua città che faranno da`wah a tutta la loro provincia finché diventerà a maggioranza di Musulmani autoctoni. E tu - avendo accettato l'Islam per primo nella tua famiglia - avrai la ricompensa per tutte le loro buone azioni! Come possiamo chiamare "svantaggio" una situazione del genere? :-)

5. Le difficoltà che ha un convertito con la sua famiglia non-Musulmana di questi tempi, purtroppo, sono condivise anche da molti fratelli nati in famiglie Musulmane, che - per le confusioni di quest'epoca - si trovano problemi a praticare correttamente la loro religione.

6. In ogni caso, sappiamo che non c'è difficoltà sopportata con pazienza e con fede, che non sia ricompensata da Allah, e ci basta questo..

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Simo;
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MessaggioInviato: Gio Mar 26, 2015 10:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam aleykum,
oltre a trovare la risposta del fratello qui sopra molto interessante, mi ha colpito molto il punto 4. Mi chiedevo: ma allora ci sono diversità fra un "nato in famiglia musulmano" e un "convertito"? Nell'ambito delle ricompense intendo, credo che per il resto saremo giudicati da Allah su egual piano.
Grazie.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Ven Mar 27, 2015 10:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Simo; ha scritto:
Salam aleykum,
oltre a trovare la risposta del fratello qui sopra molto interessante, mi ha colpito molto il punto 4. Mi chiedevo: ma allora ci sono diversità fra un "nato in famiglia musulmano" e un "convertito"? Nell'ambito delle ricompense intendo, credo che per il resto saremo giudicati da Allah su egual piano.
Grazie.


Wa`alaykum assalam warahmatullahi wabarakatuh,

Intendi sulla ricompensa in sha' Allah ottenuta per conto della progenie Musulmana? Beh sorella, quello che ho scritto non era per specificare una sorta di "esclusiva" dei "convertiti" in tal senso, bensì per offrire un'altra prospettiva al fratello Salah Al-Din!

In sha' Allah tutti coloro che impartiscono una corretta educazione islamica ai loro figli avranno la ricompensa anche delle buone azioni compiute dai suoi discendenti!

Di nuovo, sottolineavo il caso di un "convertito" perché da una tale famiglia è come si ci fosse un nuovo ramo che comincia proprio con questa persona!

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Salah Al-Din
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MessaggioInviato: Mar Mar 15, 2016 1:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Però, per quale motivo Dio ha scelto solo certi popoli piuttosto che altri?
Per l'appunto il fatto che abbia guidato i nordafricani piuttosto che i russi?

(...)
Una persona che nasce in Irlanda, in un contesto cristiano, che colpa ne ha? un algerino che merito ha?
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Hosh dar Dam
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MessaggioInviato: Mer Mar 16, 2016 5:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salah Al-Din ha scritto:
Però, per quale motivo Dio ha scelto solo certi popoli piuttosto che altri?
Per l'appunto il fatto che abbia guidato i nordafricani piuttosto che i russi?


E' tutta questione temporale; nessuno ti dice che nei prossimi cento anni anche i russi non accetteranno in massa l'Islam (tanti lo stanno già facendo, tra l'altro).
Gli stessi "popoli" che ora sono Musulmani (e pochi lo sono interamente), lo sono diventati nel corso di epoche diverse.
Non puoi guardare al mondo solo con gli occhi del momento e perdere di vista lo scenario complessivo.
Tra l'altro Dio nella storia ha elevato ed utilizzato per il Suo Din popoli ed etnie diverse, seguiti poi da altri, e così via; questo cambiamento è anche indice del fatto che la cosa davvero importante non è essere israeliti, arabi, persiani o turchi, ma avere timore di Dio.

Citazione:
(...)


No, naudhubillah.
E' destino anche il fatto che tizio o caio nascano in un certo luogo ed epoca, al di là della razza.
Una persona che nasce in questo o quel popolo ed epoca è innanzitutto una persona, che sarà credente o meno, e solo in seguito è parte di una specifica etnia, popolo, comunità, etc. Non si è italiani o irlandesi prima di nascere, insomma.

Salah Al-Din ha scritto:
Una persona che nasce in Irlanda, in un contesto cristiano, che colpa ne ha? un algerino che merito ha?


Abbiamo già visto che di per sé nessuno è giudicato per il solo fatto di nascere in un luogo piuttosto che in un altro, ed abbiamo già visto che un irlandese può benissimo accettare l'Islam e diventare un wali, mentre un algerino potrebbe pure lasciare l'Islam.
Ed in tal caso quell'irlandese avrà una ricompensa maggiore per le difficoltà che ha avuto, e quell'algerino una punizione maggiore perché non avrà avuto alcuna scusa o giustificazione.
E Dio avrà fatto nascere la prima persona in quelle condizioni per dargli una maggiore ricompensa e la seconda nelle sue condizioni per provarlo e punirlo maggiormente.

E' lo stesso discorso sull'essere ricchi o poveri, belli o brutti, alti o bassi, sani o malati.. In ogni cosa (che ci sembri positiva o negativa) ci possono essere risvolti negativi o positivi a seconda di come si reagisce a tali situazioni di partenza:
-se una persona reagisce ai doni ricevuti con shukr (gratitudine e corretta applicazione) e con sottomissione a Dio, quelli saranno davvero doni, se invece reagisce con arroganza, pensando sia merito suo, etc. etc., saranno stati in realtà una prova che non ha superato.
-se una persona reagisce alle prove ricevute con sabr (pazienza e perseveranza) e con sottomissione a Dio, quelle prove saranno invece un'occasione di ricompensa ed innalzamento di grado; se invece reagisce con abbattimento, lamentandosi, etc., saranno anch'esse prove che non ha superato.

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Salah Al-Din
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MessaggioInviato: Gio Mar 17, 2016 7:51 am    Oggetto: Rispondi citando

Ho capito.
Jazak Allah u khairan.
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Salah Al-Din
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MessaggioInviato: Gio Mar 17, 2016 10:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Aspetta, alcune cose non mi sono chiare:

Citazione:
Hosh dar Dam ha scritto:
Salah Al-Din ha scritto:
Però, per quale motivo Dio ha scelto solo certi popoli piuttosto che altri?
Per l'appunto il fatto che abbia guidato i nordafricani piuttosto che i russi?


E' tutta questione temporale; nessuno ti dice che nei prossimi cento anni anche i russi non accetteranno in massa l'Islam (tanti lo stanno già facendo, tra l'altro).
Gli stessi "popoli" che ora sono Musulmani (e pochi lo sono interamente), lo sono diventati nel corso di epoche diverse.
Non puoi guardare al mondo solo con gli occhi del momento e perdere di vista lo scenario complessivo.
Tra l'altro Dio nella storia ha elevato ed utilizzato per il Suo Din popoli ed etnie diverse, seguiti poi da altri, e così via; questo cambiamento è anche indice del fatto che la cosa davvero importante non è essere israeliti, arabi, persiani o turchi, ma avere timore di Dio.


Salah Al-Din ha scritto:
Una persona che nasce in Irlanda, in un contesto cristiano, che colpa ne ha? un algerino che merito ha?


Abbiamo già visto che di per sé nessuno è giudicato per il solo fatto di nascere in un luogo piuttosto che in un altro, ed abbiamo già visto che un irlandese può benissimo accettare l'Islam e diventare un wali, mentre un algerino potrebbe pure lasciare l'Islam.
Ed in tal caso quell'irlandese avrà una ricompensa maggiore per le difficoltà che ha avuto, e quell'algerino una punizione maggiore perché non avrà avuto alcuna scusa o giustificazione.
E Dio avrà fatto nascere la prima persona in quelle condizioni per dargli una maggiore ricompensa e la seconda nelle sue condizioni per provarlo e punirlo maggiormente.

E' lo stesso discorso sull'essere ricchi o poveri, belli o brutti, alti o bassi, sani o malati.. In ogni cosa (che ci sembri positiva o negativa) ci possono essere risvolti negativi o positivi a seconda di come si reagisce a tali situazioni di partenza:
-se una persona reagisce ai doni ricevuti con shukr (gratitudine e corretta applicazione) e con sottomissione a Dio, quelli saranno davvero doni, se invece reagisce con arroganza, pensando sia merito suo, etc. etc., saranno stati in realtà una prova che non ha superato.
-se una persona reagisce alle prove ricevute con sabr (pazienza e perseveranza) e con sottomissione a Dio, quelle prove saranno invece un'occasione di ricompensa ed innalzamento di grado; se invece reagisce con abbattimento, lamentandosi, etc., saranno anch'esse prove che non ha superato.


Però, immaginando di essere nel Settecento, perchè solo certi popoli hanno la possibilità di avere l'Islam (nordafricani, bosniaci, indonesiani) ed altri no? un contadino che vive in Islanda se accetta l'Islam avrà grandissima difficoltà a praticare la religione (la conoscenza islamica lontana da lui, tutte le sue conoscenze di religione cristiana che lo odiano) mentre chi ha vissuto in un contesto islamico aveva la vita più facile. Perchè queste differenze geografiche che comunque penalizzano?

Io comunque non capisco per quale motivo bisognerebbe essere felici di essere sottoposti a prove durissime.
Ho dei fratelli che mi dicono che più difficili sono le prove a cui Allah ti soppone, maggiore sarà la ricompensa che Allah ti darà.

Ma io proprio non comprendo questo discorso. Più difficile è la prova, più possibilità avrò di andare all'inferno, allora.
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robertog
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MessaggioInviato: Ven Mar 18, 2016 7:15 am    Oggetto: Rispondi citando

la risposta semplice, ma efficace sul piano metafisico è: il perché l'ha voluto Allah, e solo lui, infinitamente potente e ineffabile, conosce i motivi di tale scelta. questa risposta dovrebbe far leva sui tuoi principi di fede e farti comprendere quanto grande sia Allah, perché tu, piccolo umano, non riesci a comprendere la sua eternità. di fatto per conoscere le stesse cose che conosce Allah, bisognerebbe essere come lui ma questo, sfortunatamente non è possibile. quindi bisogna accontentarsi.
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MessaggioInviato: Dom Mar 20, 2016 10:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salah Al-Din ha scritto:
Però, immaginando di essere nel Settecento, perchè solo certi popoli hanno la possibilità di avere l'Islam (nordafricani, bosniaci, indonesiani) ed altri no? un contadino che vive in Islanda se accetta l'Islam avrà grandissima difficoltà a praticare la religione (la conoscenza islamica lontana da lui, tutte le sue conoscenze di religione cristiana che lo odiano) mentre chi ha vissuto in un contesto islamico aveva la vita più facile. Perchè queste differenze geografiche che comunque penalizzano?


Penso che continuare a vederla in termini di "popoli" ti confonda le idee: tu prima di appartenere ad un popolo o ad un altro, sei un'anima, che Allah ha predestinato nascesse in una determinata epoca, tra certa gente, con determinate caratteristiche fisiche, psicologiche, ed intellettuali, con un determinato rizq, una determinata durata di vita e condizioni di salute, etc. etc. Ma innanzitutto una singola anima.
Ognuno di questi aspetti è una singola prova e dà un'equilibrio di fattori apparentemente più semplici o complessi, che sono calibrati da Allah a seconda delle tue capacità e di cosa sia destinato per te.

Poi da qui, la biforcazione non è in questo o quel popolo, ma in chi sia mukallaf (giuridicamente responsabile) e chi no, ed il primo comprende anche (oltre al fatto di non avere seri handicap psichici, etc.) il fatto di ricevere il messaggio dell'Islam (qualunque sia la sua razza e nazionalità).

Chi non riceve affatto il messaggio dell'Islam, è in una condizione a parte, e quindi non ha alcuna responsabilità né riceve alcun "torto" per il fatto di essere nato lontano dalla conoscenza dell'Islam:


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Quindi, la questione non riguarda popoli, razze o etnie, ma il singolo individuale equilibrio di fattori e prove cui ognuno di noi è sottoposto in questa vita effimera e temporanea.

Citazione:
Io comunque non capisco per quale motivo bisognerebbe essere felici di essere sottoposti a prove durissime.
Ho dei fratelli che mi dicono che più difficili sono le prove a cui Allah ti soppone, maggiore sarà la ricompensa che Allah ti darà.


Non è tanto questione di essere felici, è questione di comprendere la "sfida" che si ha di fronte.
Quando hai una prova davanti a te, filosofeggiare non ti aiuta in alcun modo a superarlo; hai solo due strade, o hai "buona opinione" verso Allah e fiducia che sia una prova/occasione tramite la quale (rivolgendoti a Lui chiedendoti di alleggerirtela e risolverla, avendo pazienza e perseveranza, mantenendo e curando il tuo rapporto con Lui) potrai innalzarti di grado spirituale.

E se invece è una benedizione, si tratterà di essere grati e riconoscenti ad Allah, di capire che essa viene da Lui per la Sua misericordia e non per alcun nostro "valore" o "merito", utilizzarla in maniera lecita e secondo le regole e gli obiettivi della Shari`ah, etc.

Salah Al-Din ha scritto:
Ma io proprio non comprendo questo discorso. Più difficile è la prova, più possibilità avrò di andare all'inferno, allora.


Dipende da come reagisci ad essa.

Anche avere dei grandi doni equivale a maggiori possibilità di andare all'inferno; pensa ad una persona bellissima e molto ricca che ha tutte le possibilità e gli inviti costanti a commettere azioni proibite.

Alla fine non possiamo controllare ciò che Allah ci dà, quindi è inutili scervellarsi al riguardo; siamo soltanto responsabili di come reagiamo alle varie cose apparentemente positive o negative che ci accadono.

Ti consiglio di leggere quest'ottimo articolo:


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(Mufti Rafi` Usmani)

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Salah Al-Din
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MessaggioInviato: Mer Mar 30, 2016 7:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho capito.
Vi ringrazio per le vostre risposte.
Jazak Allah u khairan.
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