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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Dal bikini al Niqab..

 
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Inviato: Lun Lug 06, 2020 4:31 pm    Oggetto: Ads

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Amal wanna be niqabi
Utente Senior
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Registrato: 08/02/09 10:08
Messaggi: 532

MessaggioInviato: Mar Set 13, 2011 1:02 pm    Oggetto: Dal bikini al Niqab.. Rispondi citando

Il Niqab il nuovo simbolo della liberazione delle donne..

Sono una donna americana nata nel centro del cuore americano: sono cresciuta, come ogni altra ragazza, con la fissazione del fascino della vita nella “grande città”, così alla fine mi trasferii in Florida, nel South Beach di Miami, un punto caldo per coloro che cercano la “bella vita”. Naturalmente feci ciò che la maggior parte delle ragazze occidentali fanno: mi focalizzai sul mio aspetto e fascino e basando la mia autostima su quanta attenzione ricevevo dagli altri. Scrupolosamente m’impegnai e divenni una personal trainer, comprai un appartamento raffinato sul lungomare, divenni “un’esibizionista” frequentatrice regolare di spiagge e ottenni un livello di vita invidiabile.
Passarono anni e compresi che più il mio livello d’auto-appagamento e di gioia scivolavano via, più erano i progressi che ottenevo nella mia “apparenza femminile”; ero schiava della moda ed ero un ostaggio del mio look.
Come il vuoto continuava ad allargare progressivamente tra il mio auto-appagamento e stile di vita, cercai rifugio nella meditazione e nelle religioni alternative scappando dall’alcool e dalle feste, solo per riempire un piccolo vuoto che sembrava come una valle. Poi mi resi conto che tutto questo era solamente un “calmante” piuttosto che un rimedio efficace.
Nel frattempo era l’undici settembre del 2001 e assistetti al conseguente sbarramento dell’Islam, dei valori e della cultura islamici e della dichiarazione non popolare della “nuova crociata”: cominciai a notare qualcosa chiamata Islam. Fino a quel momento tutto ciò che associavo all’Islam erano donne coperte sotto delle “tende”, mogli picchiate, harem e un mondo di terrorismo.
Essendo una femminista libertaria e attivista che aspirava ad un mondo migliore per tutti; la mia strada si incrociò con quella di un’altra attivista che era già a capo delle cause agevolate indiscriminanti di riforma e giustizia per tutti. Partecipai alle campagne in corso del mio nuovo mentore, che includeva la riforma elettorale e i diritti civili tra le altre cose. Ora il mio nuovo attivismo era fondamentalmente differente: invece di sostenere “selettivamente” giustizia solo per alcuni, imparai che come giustizia, libertà e rispetto sono destinati ad essere, e sono, essenzialmente universali, e che per il proprio bene e per il bene comune non sono in conflitto. Per la prima volta capii che “tutte le persone sono create ugualmente”, nel vero senso della parola; ma soprattutto imparai che solo la fede ci permette di vedere il mondo come una cosa sola e l’unità nella creazione.
Un giorno m’imbattei su un libro che stereotipava negativamente il Nobile Corano in occidente: dapprima fui attratta dallo stile e dall’approccio del Corano, poi fui intrigata dal suo punto di vista sull’esistenza, sulla vita, sulla creazione e sul rapporto tra Creatore e creato. Scoprii che il Corano, si rivolge al cuore e allo spirito molto intuitivamente senza la necessità di un interprete o di un prete.
Poi mi scontrai in un momento di verità: il mio appenato trovato auto-appagato attivismo non era altro che la conversione solamente in una fede chiamata Islam, in cui potevo vivere in pace come una musulmana “funzionale”.
Comprai un bellissimo e lungo vestito e un velo che assomigliassero al codice d’abbigliamento islamico femminile e camminai per le stesse strade e vicinato; dove qualche giorno prima passavo con i pantaloncini corti, il bikini o un elegante tailleur di stile occidentale. Tuttavia la gente, le facce e i negozi erano gli stessi, una cosa era straordinariamente differente, non ero io e nemmeno la pace d’essere donna che provai per la primissima volta, ma era come se le catene fossero spezzate ed ero finalmente libera: ero soddisfatta degli sguardi nuovi di meraviglia sui volti della gente, invece che degli sguardi di un cane che caccia la sua preda che una volta cercavo. Improvvisamente un peso si era scrollato dalle mie spalle. Non sprecai più tutto il mio tempo con shopping, trucchi, sistemarmi i capelli e poi uscire: finalmente ero libera.
Fra tutti i posti trovai il mio Islam al centro di quello che alcuni chiamano “il posto più scandaloso del mondo”, che lo rende molto caro e speciale.
Mentre ero contenta con il Hijab diventai curiosa del Niqab avendo visto un aumento numerico di donne musulmane che lo usavano; chiesi a mio marito, che è musulmano e che sposai quando mi convertii all’Islam, se avrei dovuto indossarlo oppure era obbligatorio solamente per il Hijab, che già indossavo. Mio marito mi dissi e semplicemente che nell’Islam il Hijab è obbligatorio mentre il Niqab non lo era. In quel tempo il mio Hijab consisteva in un foulard che copriva la mia testa, tranne il mio viso, e un vestito nero lungo e largo chiamato “Abaya” che copriva tutto il mio corpo dal collo ai piedi.
Passò Un anno e mezzo e dissi a mio marito che volevo indossare il Niqab: il motivo era che in quel tempo sarei stata più soddisfacente ad Allah, il Creatore, aumentando così il mio senso di pace diventando più modesta; sostenne la mia decisione e m’ accompagnò a comprare un “Isdaal”, un vestito lungo e nero che mi copriva dalla testa ai piedi, e il Niqab che copriva tutta la mia testa e viso eccetto gli occhi.
Poco tempo dopo il notiziario iniziò a comunicare sui politici, ecclesiastici del Vaticano, fautori delle piene libertà civili e i cosiddetti diritti umani e attivisti liberali che a volte condannano il Hijab e il Niqab perché opprimono le donne, un ostacolo all’integrazione sociale, e più recentemente, come un funzionario egiziano che l’ha chiamato “un segno di arretratezza”.
La trovai un’ipocrisia invadente, quando i governi occidentali e i cosiddetti gruppi per i diritti umani corrono a difendere i diritti delle donne mentre alcuni governi impongono un certo codice d’abbigliamento le donne, ancora questi “lottatori per la libertà” guardano altrove quando alle donne sono state private dei loro diritti, del lavoro e dell’educazione solo perché hanno scelto di esercitare il loro diritto di indossare il Niqab o Hijab. Oggi, donne in Hijab o Niqab sono in aumento sia nel lavoro e nell’educazione, non solo sotto il regime totalitario come in Tunisia, Marocco ed Egitto, ma anche nelle democrazie occidentali come Francia, Olanda e Gran Bretagna.
Oggi, sono ancora una femminista, ma una femminista musulmana, che chiama le donne musulmane ad assumere le loro responsabilità nel provvedere tutto il supporto che possono dare ai loro mariti per essere un buon musulmano, di crescere i loro figli come integri musulmani in modo che possano essere fari per tutta la nuova generazione, di godere ciò che è buono e di impedire tutto ciò che è perverso, a parlare con rettitudine e farsi sentire contro tutti i mali, e combattere per il nostro diritto di indossare il Niqab o Hijab e di compiacere il nostro Creatore in qualunque modo scegliamo. Ma la cosa più importante è quella di trasmettere la nostra esperienza con il Niqab o Hijab alle altre donne che non hanno mai avuto la possibilità di capire cosa significhi per noi indossarli e perché lo abbiamo accettato ardentemente.
La maggior parte delle donne che conosco e che indossano il Niqab sono donne occidentali convertite all’Islam, alcune di loro non sono neppure sposate, altre invece indossano il Niqab senza aver l’incoraggiamento né da parte dei familiari né dalle persone vicine. Quello che abbiamo in comune è che ciò è una scelta personale di ognuna di noi e che nessuno di noi vuole arrendersi.
Volendo o no, le donne sono bombardate da stili di “vestiti minimalistici” o “vestiti virtuali” in ogni mezzo di comunicazione in tutto il mondo. Come ex-non musulmana, insisto nel diritto delle donne a conoscere nello stesso modo il Hijab, le sue virtù, la pace e la serenità che porta nella vita di una donna, come è successo nella mia: ieri il bikini era il simbolo della mia libertà, quando effettivamente mi ha solo liberato dalla mia spiritualità e dai veri valori come un rispettabile esser umano.
Non potevo essere più felice che aver abbandonato il mio bikini in South Beach e l’affascinante stile di vita occidentale, per vivere in armonia con il mio Creatore e provare gioia di vivere tra la gente come una persona di valore; è per questo che ho scelto di indossare il Niqab e di morire per difendere il mio diritto inalienabile di indossarlo.
Oggigiorno il Niqab è il nuovo simbolo della liberazione della donna per scoprire chi è, qual è il suo scopo e il tipo di rapporto che ha scelto di avere con il suo Creatore.
Alle donne che si sono arrese al cattivo stereotipo contro la modestia islamica dell’Hijab dico: non sai cosa ti stai perdendo.
A voi, conquistatori dell’infelice corrotta civiltà, i cosiddetti crociati, vi dico: procuratevelo.
Sara Bokker

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«Ricordati sempre di Allah e te lo troverai davanti,riconosci Dio nella prosperità ed Egli
ti riconoscerà nell'avversità,sappi che ciò che ti è mancato non ti era destinato e ciò che hai avuto non poteva mancarti, sappi che la vittoria viene con la pazienza, il sollievo dopo l'afflizione e con la difficoltà la soluzione..
(Tirmidhi)
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sarasouso44
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MessaggioInviato: Mer Feb 26, 2014 11:17 am    Oggetto: Rispondi citando

MachaAllah, dico solo MachaAllah sorella!!!!!!
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Simo;
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Messaggi: 1286
Residenza: Sono una sorella

MessaggioInviato: Mer Feb 26, 2014 12:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam aleikum.
Questa storia l'ho giá letta su un sito. Volevo chiedere: la sorella che ha scritto il post è la protagonista del racconto?
È una curiosità.
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Sufi Aqa
Amministratore - خادم
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MessaggioInviato: Gio Feb 27, 2014 11:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Simo; ha scritto:
Salam aleikum.
Questa storia l'ho giá letta su un sito. Volevo chiedere: la sorella che ha scritto il post è la protagonista del racconto?
È una curiosità.


Wa`alaykum assalam warahmatullahi wabarakatuh,

No, la sorella Amal ha solo ripreso l'articolo e l'ha pubblicato qui.

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Simo;
Utente Senior
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Messaggi: 1286
Residenza: Sono una sorella

MessaggioInviato: Dom Mar 02, 2014 11:58 am    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Kalabristani ha scritto:
Simo; ha scritto:
Salam aleikum.
Questa storia l'ho giá letta su un sito. Volevo chiedere: la sorella che ha scritto il post è la protagonista del racconto?
È una curiosità.


Wa`alaykum assalam warahmatullahi wabarakatuh,

No, la sorella Amal ha solo ripreso l'articolo e l'ha pubblicato qui.


Salam aleykum,
ah...
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