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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Figli non musulmani

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Famiglia, matrimonio, genitori, figli e rapporti tra i generi
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Inviato: Ven Lug 10, 2020 5:57 am    Oggetto: Ads

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Sik
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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 11:43 am    Oggetto: Figli non musulmani Rispondi citando

Salam aleykum,
avrei bisogno di un consiglio veramente mirato per una questione molto seria che riguarda il Ramadan.
Quando ero cristiana ero sposata con un italiano, poi ho divorziato. Ho avuto un figlio da questo primo matrimonio. Molti anni dopo mi sono risposata dopo essere tornata all'Islam con un musulmano da cui ho avuto un altro figlio. I due stanno crescendo da fratelli ovviamente e anche il mio secondo marito l'ha accettato come un figlio.
Ovviamente sono ancora in contatto con il padre del ragazzino per motivi legali e diverse volte l'anno lui va dal padre per periodi più o meno lunghi, periodi in cui vede anche la mia famiglia e quella del padre, chiaramente non musulmane.
Riguardo l'Islam sento che non posso imporre al bambino la mia religione perchè comunque ha un padre e confesso anche che ho paura che me lo tolgano se insisto in questo senso.
Così pian piano desidererei che entrasse spontaneamente nell'Islam con la dolcezza e vedendo le cose positive e i buoni esempi in casa.
Quest'anno è il primo anno che il bambino è con noi per il Ramadan in quanto tutte le estati va dal padre, e per un insieme di cose è rimasto qui.
Mio marito gli ha imposto il digiuno con minacce e molto nervosismo anche se cerca di trattarlo bene (lui è una persona tendenzialmente un po' violenta e il bambino ne è spaventato in generale) senza dirmi nulla né chiedendomi di prepararlo in qualche modo.
Io ho obiettato che il bambino di fatto non è musulmano e quindi non avrebbe l'obbligo di fare il digiuno, ma mio marito dice che deve farlo per rispetto alla famiglia in cui vive, che non può permettergli di mangiare o bere nemmeno in sua assenza, perchè si deve abituare.
Il bambino ne sta soffrendo molto e temo che questa imposizione che per lui non ha ancora un significato spirituale/religioso, nel senso che per noi è una cosa grande per Allah swt, ma per lui ancora no...temo insomma che questa imposizione brutale allontani il bambino dalla strada dell'Islam che pian piano con mille difficoltà (considerato che ho a che fare con la sua famiglia di origine) ero riuscita ad impostare per lui.
Vi chiedo di illuminarmi su questa questione anche con un parere di un saggio.
Vi ringrazio infinitamente per l'aiuto che vorrete darmi sul comportamento da tenere in questo frangente.
Benedizioni di Allah su di voi.
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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 2:10 pm    Oggetto: Re: Figli non musulmani Rispondi citando

Sik ha scritto:
Salam aleykum,
avrei bisogno di un consiglio veramente mirato per una questione molto seria che riguarda il Ramadan.
Quando ero cristiana ero sposata con un italiano, poi ho divorziato. Ho avuto un figlio da questo primo matrimonio. Molti anni dopo mi sono risposata dopo essere tornata all'Islam con un musulmano da cui ho avuto un altro figlio. I due stanno crescendo da fratelli ovviamente e anche il mio secondo marito l'ha accettato come un figlio.
Ovviamente sono ancora in contatto con il padre del ragazzino per motivi legali e diverse volte l'anno lui va dal padre per periodi più o meno lunghi, periodi in cui vede anche la mia famiglia e quella del padre, chiaramente non musulmane.
Riguardo l'Islam sento che non posso imporre al bambino la mia religione perchè comunque ha un padre e confesso anche che ho paura che me lo tolgano se insisto in questo senso.
Così pian piano desidererei che entrasse spontaneamente nell'Islam con la dolcezza e vedendo le cose positive e i buoni esempi in casa.
Quest'anno è il primo anno che il bambino è con noi per il Ramadan in quanto tutte le estati va dal padre, e per un insieme di cose è rimasto qui.
Mio marito gli ha imposto il digiuno con minacce e molto nervosismo anche se cerca di trattarlo bene (lui è una persona tendenzialmente un po' violenta e il bambino ne è spaventato in generale) senza dirmi nulla né chiedendomi di prepararlo in qualche modo.
Io ho obiettato che il bambino di fatto non è musulmano e quindi non avrebbe l'obbligo di fare il digiuno, ma mio marito dice che deve farlo per rispetto alla famiglia in cui vive, che non può permettergli di mangiare o bere nemmeno in sua assenza, perchè si deve abituare.
Il bambino ne sta soffrendo molto e temo che questa imposizione che per lui non ha ancora un significato spirituale/religioso, nel senso che per noi è una cosa grande per Allah swt, ma per lui ancora no...temo insomma che questa imposizione brutale allontani il bambino dalla strada dell'Islam che pian piano con mille difficoltà (considerato che ho a che fare con la sua famiglia di origine) ero riuscita ad impostare per lui.
Vi chiedo di illuminarmi su questa questione anche con un parere di un saggio.
Vi ringrazio infinitamente per l'aiuto che vorrete darmi sul comportamento da tenere in questo frangente.
Benedizioni di Allah su di voi.


Salam sorella. Mi dispiace per la tua situazione. Non so se una persona può obbligarne un'altra a digiunare, ma quanti anni ha il tuo bambino?
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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 10:04 pm    Oggetto: Re: Figli non musulmani Rispondi citando

Wa`alaykum assalam warahmatullahi wabarakatuh,

Sik ha scritto:
Riguardo l'Islam sento che non posso imporre al bambino la mia religione perchè comunque ha un padre e confesso anche che ho paura che me lo tolgano se insisto in questo senso.


Invitare tuo figlio all'Islam con amore e dolcezza è una delle tue responsabilità più importanti, che Allah ti aiuti in questo.

Sik ha scritto:
Mio marito gli ha imposto il digiuno con minacce e molto nervosismo anche se cerca di trattarlo bene (lui è una persona tendenzialmente un po' violenta e il bambino ne è spaventato in generale) senza dirmi nulla né chiedendomi di prepararlo in qualche modo.
Io ho obiettato che il bambino di fatto non è musulmano e quindi non avrebbe l'obbligo di fare il digiuno, ma mio marito dice che deve farlo per rispetto alla famiglia in cui vive, che non può permettergli di mangiare o bere nemmeno in sua assenza, perchè si deve abituare.
Il bambino ne sta soffrendo molto e temo che questa imposizione che per lui non ha ancora un significato spirituale/religioso, nel senso che per noi è una cosa grande per Allah swt, ma per lui ancora no...temo insomma che questa imposizione brutale allontani il bambino dalla strada dell'Islam che pian piano con mille difficoltà (considerato che ho a che fare con la sua famiglia di origine) ero riuscita ad impostare per lui.


Il comportamento di tuo marito è davvero sbagliato e controproducente. Ed è sbagliato pure essere "tendenzialmente un po' violenti" - se non nei frangenti in cui sia giusto utilizzare la violenza).
Come hai detto tu stessa, questo tuo figlio (ancora) non è Musulmano, e dunque non ha il dovere di digiunare.
Questo genere di imposizioni ad un bambino che non è nemmeno Musulmano è davvero sbagliato ed ingiustificato.
Cercate di spiegargli con dolcezza il motivo per cui digiunate, così che magari sia lui stesso a chiedervi di digiunare con voi, e soprattutto non trasferite su di lui certe concezioni culturali per le quali "conta solo il digiuno di Ramadan" prima ancora della Salah e prima ancora dell'iman.

Ma soprattutto, quanti anni ha tuo figlio?
Perché se è troppo piccolo, non sarebbe necessario per lui digiunare nemmeno se fosse Musulmano!

Cerca di parlare in privato con tuo marito e spiegargli che il suo comportamento è sbagliato e non deve fare così.

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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 10:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

Wa 'alaikum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh,


Parla con tuo marito con calma, quando sta calmo e cerca di farlo ragionare, di fargli capire che se il tuo bambino non è ancora musulmano e se passa del tempo - giustamente- con suo padre e i parenti miscredenti, e se loro sono gentili con lui mentre tuo marito lo tratta in quel modo, questo potrebbe avere un impatto negativo su tuo figlio e allontanarlo oppure spingerlo così a mostrare solo rabbia nei suoi confronti e disinteresse nella religione, prova a spiegargli questo e che ha bisogno di un buon esempio invece e che le maniere contano molto anche come dawah.

Spiegagli che dovrebbe essere anche il suo dovere quellod i fargli dawah e di avvicinarlo all'islam e quindi dovrebbe cercare di trovare il modo migliore, non solo tramite le parole ma anche gli atteggiamenti.. altrimenti tuo figlio essendo bambino, non è ancora in grado di capire tutto come si deve e quindi potrebbe associare il suo atteggiamento (sbagliato) all'islam, mentre se suo padre e gli altri parenti sono carini con lui, questo potrebbe associarlo alla loro relgione.. spiegagli che questo non è una cosa buona per lui... e nemmeno per tuo marito perchè il profeta s.a.s chiedeva alle persone di controllare la rabbia, facendo wudu o cambiando posizione.. quindi tuo marito non è giustificato per quegli atteggiamenti.

Spiegagli il profeta come si comportava con i bambini, e parlagli dell'importanza della pazienza e che bisogna controllare la rabbia ecc.. magari cerca di spiegargli tutto questo , almeno all'inizo, in un modo tranquillo che non lo spinga a stare sulle difensive altrimenti poi non ragiona.

Se è una persona praticante, dovrebbe capire più facilmente tutto questo.
Tuo marito è praticante? oppure pratica solo il digiuno?

E poi ovviamente fai du'a per la tua famiglia.

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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 11:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

E poi potresti proporre a tuo marito di guardare insieme questo bellissimo video di mufti Menk, inshaaAllah vi sarà utile, solo che è in iglese:



Dura un po' però ne vale la pena guardarlo, lo raccomando anche a tutti gli altri che capiscono l'inglese.

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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 11:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

Hamdulillah mi avete risposto! Grazie!
Il ragazzino ha 13 anni, è molto bravo e indipendente, aiuta tanto con il fratellino, va bene a scuola, si impegna come può. Lo so non è piccolo ma io non riesco a vederlo tanto grande...
Comunque quello che mi consola molto è che avevo fatto gli stessi ragionamenti che mi avete proposto, ciò mi rassicura e mi fa sentire comunque meglio. Il mio amore per Allah swt è un innamoramento, e io mi lascio sempre guidare da questo sentimento. Mio marito dice sempre che sono una brava donna perchè sono molto onesta e coerente e cerco sempre di non ferire gli altri e perdonare ma è solo l'amore di Allah che mi porta a vivere senza calpestare nessuno... Mi è anche stato detto che devo vergognarmi di non essere d'accordo e che Allah mi giudicherà pesantemente per questo. Ma io cerco di essere sempre onesta nel mio amore per Allah e mentre è normale che quando prego il mio cucciolo piccolo viene sul mio tappeto a imitare i miei gesti, con il grande è più difficile, siamo già a un livello diverso di comunicazione e ci vuole più pazienza.
Allah è la mia voce interiore e io sento che è una cosa sbagliata questa dell'imposizione del digiuno senza un'adeguata preparazione...per dire io non ho mai sofferto per il digiuno pur essendo una persona che ama il buon cibo, perchè lo faccio con un immenso slancio gioioso del mio cuore, avendo ben chiaro il significato di questo periodo, sentendone le motivazioni spirituali! per il mio ragazzino non è così e a me sembra una sofferenza immotivata appunto perchè si svuota del suo vero e profondo significato. Non si può usare il digiuno per "temprare" il carattere di un ragazzino, secondo me una famiglia musulmana non è una caserma!
Quest'anno ha fatto delle ricerche di storia sull'Islam per tutta la classe, era molto fiero di conoscere tante cose che sul libro non c'erano, ha detto con orgoglio che vive in una famiglia musulmana...per lui non è facile appunto per le motivazioni che voi stessi avete esposto saggiamente...a volte mi dice che non va a vivere con suo padre per non lasciare me e il fratellino a cui è attaccatissimo; dopo qualche anno con mio marito mi accorgo che gli vuole meno bene, che lo teme...e me ne dispiace moltissimo. Io mi trovo in mezzo e volendo bene a tutti e due vorrei mediare positivamente, in fondo è il lavoro di noi madri.
Parlare con mio marito è praticamente impossibile, nel senso che calmo o nervoso se ha un'idea, è quella, non la lascia e io devo solo seguirlo. La mia opinione non è considerata e se normalmente non ci faccio troppo caso questa era una situazione che coinvolgeva il mio ragazzo e per questo avevo bisogno di una indicazione da parte di musulmani saggi e stimati.
Con questo non voglio dire che sto andando contro mio marito, io gli ho obbedito in questo suo imporre il digiuno a mio figlio, ma intendo che a volte anche una donna, per quanto donna, ha un po' di saggezza per condurre un uomo -e una famiglia- alla pace e alla tranquillità. Questi uomini a volte sono un po' troppo battaglieri :-)
Credo che anche il nostro amato Profeta saws si consigliasse con le sue consorti...
Grazie ancora. Allah vi benedica. Ramadan Karim
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MessaggioInviato: Dom Lug 14, 2013 11:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Dimenticavo siamo praticanti, sia lui che me. Ramadan per me è il mese della gioia, comincio a entusiasmarmi già il mese prima! ma no, non siamo una famiglia del genere "faccio tutto quello che mi pare poi a Ramadan metto la testa a posto".
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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 12:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Parlare con mio marito è praticamente impossibile, nel senso che calmo o nervoso se ha un'idea, è quella, non la lascia e io devo solo seguirlo.


Magari lasciagli sul cuscino un foglio con su scritto in caratteri grandi :

Citazione:
Non c’è costrizione nella religione

Surah n.2 Versetto n.256

E' veramente sbagliato costringere una persona, tra l'altro non Musulmana ( e sarebbe sbagliato anche qualora fosse Musulmana) a fare qualcosa. Così non farà altro che allontanare tuo figlio dal Din.

Fai tanti duaa affinchè lo spirito di tuo marito si mitighi un pò.

Citazione:
Credo che anche il nostro amato Profeta saws si consigliasse con le sue consorti...

Infatti!!!

I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. -- Tawbah verso 71

Benvenuta sorella!

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 12:59 am    Oggetto: Bismilahi Rrahamani Rrahim Rispondi citando

Il metodo delle minacce non è molto efficace, perchè spinge la persona a fare quello che gli si richiede solo per paura, e non perchè capisce realmente il vero significato che si nasconde dietro a una determinata pratica religiosa come ad esempio il digiuno.

Perchè alcuni uomini il massimo che sanno fare è passare subito alle minacce?

Questo metodo spinge la persona a essere obbediente solo in presenza di quel genitore o persona che usa le minacce, per paura, ma in assenza del genitore o di quella persona che si teme, uno si sente libero.. libero di fare ciò che vuole..poi se viene "beccato" per difendersi comincerà a dire un sacco di bugie.. invece è importante insegnare a una persona anche l'importanza della fiducia e non solo le minacce.
Se invece prova a spiegare a tuo figlio il significato profondo del digiuno, magari lui stesso poi si sentirà sempre più affascinato.. e non solo per il digiuno, ma per tutto quello che riguarda l'islam.

Se poi tuo marito è praticante, allora dovrebbe sapere lui per primo che è più importante quello che dice la legge di Dio (che non chiede ai non musulmani di digiunare) che quello che pensa lui!

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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 12:40 pm    Oggetto: Re: Bismilahi Rrahamani Rrahim Rispondi citando

Starlight al-Darwisha ha scritto:
Il metodo delle minacce non è molto efficace, perchè spinge la persona a fare quello che gli si richiede solo per paura


...fosse solo per il digiuno...è un discorso che tocca ogni aspetto della vita. è proprio una questione legata alle esperienze vissute che formano le persone, rendendole in un modo o in un altro. Mi trovi assolutamente d'accordo.

Starlight al-Darwisha ha scritto:
Questo metodo spinge la persona a essere obbediente solo in presenza di quel genitore o persona che usa le minacce, per paura, ma in assenza del genitore o di quella persona che si teme, uno si sente libero.. libero di fare ciò che vuole..poi se viene "beccato" per difendersi comincerà a dire un sacco di bugie.. invece è importante insegnare a una persona anche l'importanza della fiducia e non solo le minacce.


Sante parole.


Starlight al-Darwisha ha scritto:
Se poi tuo marito è praticante, allora dovrebbe sapere lui per primo che è più importante quello che dice la legge di Dio (che non chiede ai non musulmani di digiunare) che quello che pensa lui!


...sai quel vecchio film, "Dio perdona, io no"? :-)
Purtroppo noto intorno a me e con sempre maggiore amarezza che molti musulmani di nascita interpretano le parole di Allah swt a loro uso e consumo, ignorando ciò che a loro non conviene, anche inglobando aspetti culturali propri della loro origine e spacciandoli per Islam. Mi chiedo in generale come si possa strumentalizzare la religione per darsi sempre e comunque ragione. Questo è un problema che secondo me noi tornati all'Islam viviamo di meno, in quanto studiamo molto di più in generale per riuscire a capire cose che magari altri hanno sperimentato fin dall'infanzia...e nonostante questo a volte mi sento come se fossi una musulmana di "serie B".
Non voglio generalizzare, certamente ci sono ottimi e saggi musulmani ovunque, ma anche tanti che non sono così. :-( Non giudico, solo Allah swt può farlo, ma semplicemente osservo e arrivo a delle conclusioni spesso amare.
Grazie ancora per i suggerimenti a tutti i fratelli e sorelle.
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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 4:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sik ha scritto:
Purtroppo noto intorno a me e con sempre maggiore amarezza che molti musulmani di nascita interpretano le parole di Allah swt a loro uso e consumo, ignorando ciò che a loro non conviene, anche inglobando aspetti culturali propri della loro origine e spacciandoli per Islam. Mi chiedo in generale come si possa strumentalizzare la religione per darsi sempre e comunque ragione. Questo è un problema che secondo me noi tornati all'Islam viviamo di meno, in quanto studiamo molto di più in generale per riuscire a capire cose che magari altri hanno sperimentato fin dall'infanzia...e nonostante questo a volte mi sento come se fossi una musulmana di "serie B".
Non voglio generalizzare, certamente ci sono ottimi e saggi musulmani ovunque, ma anche tanti che non sono così. :-( Non giudico, solo Allah swt può farlo, ma semplicemente osservo e arrivo a delle conclusioni spesso amare.


Mi spiace davvero per tutto questo.
Ma per quanto testardo, ci sarà pure un modo per farlo ragionare, no?
Prima di tutto è tuo figlio e quindi spiegagli che la sua educazione- islamica- ti sta tanto a cuore quanto a lui e quindi proprio perchè ci tieni trasmettergli i valori del din, digli che vorresti aiutarlo in questo e quindi spiegagli tranquillamente che i suoi metodi non sono efficaci e digli che vorresti aiutarlo ad usare i metodi giusti, tipo parlargli con calma, spiegargli il din con calma, essere paziente..

Se questo non funziona, ci sarà qualcuno a cui lui dà retta..

E sì, hai ragione.. spesso alcuni genitori nati musulmani sbagliano e insegnano ai figli di fare una determinata cosa senza magari nemmeno sapere loro stessi perchè, ma solo perchè lo fanno tutti, perchè a loro è stato insegnato così, perchè fa parte della cultura.. bla bla bla.. quindi cerca di 'influenzare' tuo marito parlandogli del din, cercando di spiegargli i valori, magari anche indirettamente. :) forse si sveglierà e capirà che un digiuno da parte di una persona che non ha ancora accettato l'islam, agli occhi di Dio non ha valore e che è questo che conta - la fede- non un mero digiuno per accontentare lui. E cerca di influenzare - come sono sicura stai già facendo - tuo figlio con il tuo amore per il Din! :)

Ovviamente con tutti questi discorsi non è che voglio suggerirti come litigare con tuo marito, cerca di evitare litigi e di spiegargli tutto questo con calma.

Che Allah s.w.t ti aiuti e guidi tuo figlio all'Islam. Amin.

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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 5:30 pm    Oggetto: Bismilahi Rrahamani Rrahim Rispondi citando

Altro suggerimento: spiegagli anche quello che hai detto a noi, e cioè che ci tieni ad entrambi e non vuoi vederli così proprio perchè ci tieni a tutte e due e vorresti che vadano d'accordo e quindi digli che vorresti poterlo aiutare in questo, anche se sai che non ti darà retta, intanto diglielo..

Comunque non esistono i musulmani di serie B quindi non sentirti di serie B anche se loro vorrebbero farti credere che lo sei, esistono solo musulmani ( di nascita o convertiti) che hanno a cuore il din e cercano di fare sempre progressi per migliorare e praticarlo, e esistono musulmani che non si preoccupano di tutto questo. L'unica classifica di musulmani che uno dovrebbe fare - secondo me- è questa. E anche quando uno si trova di fronte ad un musulmano che non si preoccupa di praticare il din, dovrebbe provare a fare dawah e magari fare dua o augurargli di cambiare e trovare la retta via, anzichè limitarsi solo a considerarlo "inferiore", perchè questa sarebbe arroganza, la guida proviene da Allah e uno dovrebbe ringraziare Allah per il proprio iman anzichè prendersi il merito, e questo discorso vale per ogni altra benedizione.

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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 5:44 pm    Oggetto: Re: Bismilahi Rrahamani Rrahim Rispondi citando

Sik ha scritto:
Mi è anche stato detto che devo vergognarmi di non essere d'accordo e che Allah mi giudicherà pesantemente per questo.


Il marito ha certamente autorità sulla propria famiglia, ma ciò non significa tirannia assoluta anche in ciò che è proibito etc.
E se anche si trattasse di una decisione giusta ed in linea con quanto prescritto dall'Islam (il che non sembra il caso della situazione in questione), se la moglie rispetta tale decisione e non agisce in maniera contraria, non significa che non abbia comunque il diritto di non essere d'accordo in cuor suo (così come di esprimere educatamente tale disaccordo).

C'è da chiedersi come possa invece giudicare Allah chi utilizzi la religione per avanzare pretese su cui non ha diritto.
Trovo che questo sia ancora più grave del commettere un normale peccato, perché ci si giustifica con la religione di Allah ciò che non è giustificato da essa.

Sik ha scritto:
Allah è la mia voce interiore


Uhm, eviterei questo genere di affermazioni.

Sik ha scritto:
e io sento che è una cosa sbagliata questa dell'imposizione del digiuno senza un'adeguata preparazione...


Sorella il punto è che con l'Islam non è questione di opinioni personali o sensazioni.
A meno che non si tratti di cose meramente permesse (sulle quali si può quindi scegliere liberamente in base a vari fattori), spesso qualcosa o è giusto ed in linea con gli insegnamenti e le prescrizioni dell'Islam, o è sbagliato.
Se è giusto, è giusto a prescindere da ruoli, opinioni e sensazioni; se è sbagliato, è sbagliato a prescindere da ruoli, opinioni e sensazioni.

Sik ha scritto:
Quest'anno ha fatto delle ricerche di storia sull'Islam per tutta la classe, era molto fiero di conoscere tante cose che sul libro non c'erano, ha detto con orgoglio che vive in una famiglia musulmana...


Masha'Allah, che Allah lo guidi all'Islam e lo protegga, amin.

Sik ha scritto:
dopo qualche anno con mio marito mi accorgo che gli vuole meno bene, che lo teme...e me ne dispiace moltissimo. Io mi trovo in mezzo e volendo bene a tutti e due vorrei mediare positivamente, in fondo è il lavoro di noi madri.


Giustissimo sorella, ma non perdere di vista la giustizia e l'evitare l'oppressione (zulm), che è un peccato molto grave anche se è verso un non-Musulmano.

Sik ha scritto:
Parlare con mio marito è praticamente impossibile, nel senso che calmo o nervoso se ha un'idea, è quella, non la lascia e io devo solo seguirlo.


Se la sua idea è corretta e compatibile con gli insegnamenti ed i precetti dell'Islam è giusto che tu debba seguirlo in essa, è tuo marito ed è tua responsabilità obbedirgli in ciò che è lecito.
Ma se la sua idea contrasta con gli insegnamenti ed i precetti dell'Islam, non esiste che tu debba per forza seguirlo in essa, anzi, il contrario!

Sik ha scritto:
Con questo non voglio dire che sto andando contro mio marito, io gli ho obbedito in questo suo imporre il digiuno a mio figlio, ma intendo che a volte anche una donna, per quanto donna, ha un po' di saggezza per condurre un uomo -e una famiglia- alla pace e alla tranquillità.


E la guida suprema a cui tutti, uomini e donne, mariti e mogli, si devono sottomettere, è quella di Allah..

Mujahidah Von Sor ha scritto:
Magari lasciagli sul cuscino un foglio con su scritto in caratteri grandi :

Citazione:
Non c’è costrizione nella religione

Surah n.2 Versetto n.256

E' veramente sbagliato costringere una persona, tra l'altro non Musulmana ( e sarebbe sbagliato anche qualora fosse Musulmana) a fare qualcosa. Così non farà altro che allontanare tuo figlio dal Din.


Questo versetto viene comunemente frainteso ed interpretato in chiave "liberale".

Il significato del versetto è che un non-Musulmano non può essere costretto ad accettare l'Islam, a diventare Musulmano.

Mentre invece, per uno che è già Musulmano, ci sono casi in cui è del tutto lecito utilizzare la coercizione ordinandogli il bene e proibendogli il male.

Ne avevamo parlato anche in questi post:


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Sik ha scritto:
...fosse solo per il digiuno...è un discorso che tocca ogni aspetto della vita. è proprio una questione legata alle esperienze vissute che formano le persone, rendendole in un modo o in un altro.


Capisco sorella, ma come Musulmani siamo chiamati a sforzarci contro qualsiasi tendenza negativa, sia che faccia parte del nostro carattere, sia che sia influenza di cattive compagnie, o di determinate esperienze, o altro.

Esempio: se anche Tizio ha avuto un'infanzia difficile, o è stato un ragazzo violento di un quartiere metropolitano degradato, etc., questo può spiegare ma non giustificare determinati atteggiamenti, e come Musulmano sarà sempre chiamato a trattenersi ed opporsi agli istinti negativi (qualunque sia la storia che c'è dietro essi).

Non siamo esseri schiavi del nostro passato o delle nostre esperienze, siamo individui responsabili chiamati da Allah ad opporci alle nostre passioni se esse ci portano a qualcosa di proibito.

Sik ha scritto:
Purtroppo noto intorno a me e con sempre maggiore amarezza che molti musulmani di nascita interpretano le parole di Allah swt a loro uso e consumo, ignorando ciò che a loro non conviene, anche inglobando aspetti culturali propri della loro origine e spacciandoli per Islam.


Sono sempre contrario alle generalizzazioni ed alle differenziazioni tra "Musulman di nascita" e "convertiti".
Ci sono ottimi Musulmani in entrambi i "gruppi" e pessimi Musulmani (persino eretici e munafiqin) in entrambi i gruppi.
I Sahabah (loro stessi in gran maggioranza dei "convertiti", radiyallahu `anhum) non differenziavano tra "convertiti" e "nati Musulmani": chi accettava l'Islam era semplicemente Musulmano, ed i più giovani che nascevano già Musulmani da genitori Sahabah "convertiti" erano anch'essi semplicemente Musulmani.

Semmai il problema è di molti convertiti che all'inizio tendono a generalizzare ed idealizzare la comunità islamica ed aspettarsi che chiunque sia "Musulmano di nascita" (soprattutto se originario di certi paesi) rappresenti automaticamente un perfetto esempio di dottrina e pratica islamica, che chi sia "nato Musulmano" abbia "l'Islam nel sangue e sia quasi geneticamente impossibilitato a dire o fare qualcosa di differente da ciò che l'Islam prescriva...

E così capita che molte donne neo-convertite si sposino dopo troppo poco tempo dalla loro conversione con persone che immaginano essere "buoni Musulmani" ma che poi in realtà o sono "selettivamente" praticanti, o non lo sono affatto...

Sorella davvero non sto parlando del tuo caso anche perché non conosco affatto tuo marito e non posso permettermi di parlare così di chi non conosco, è solo un ragionamento che faccio da tempo, soprattutto dopo aver letto molte lamentele di altri convertiti sul fatto che alcuni "nati Musulmani" non siano quel fulgido esempio di perfetta pratica dell'Islam che si immaginavano, e ho solo colto l'occasione per esprimere il ragionamento "ad alta voce".

Voglio dire che il problema sta spesso a molte in quest'idea errata di "perfetti Musulmani etnici/genetici" e nel riporre false aspettative.

Ed è un problema piuttosto grave perché per tutta questa serie di fraintendimenti ci sono molte sorelle convertite che masha'Allah hanno taqwa, forte iman, etc., ma che per non aver riflettuto con calma e comprensione prima di sposarsi si sono buttate tra le braccia "del primo arrivato" e si ritrovano a volte in delle situazioni molto brutte, sposate con persone non solo incompatibili con loro ma che hanno anche forti carenze nel loro Din, nella loro pratica religiosa, nel loro carattere... ma che sono semplicemente stati i più veloci ad accaparrarsi e mettere le mani sulla "convertita bianca portatrice sana di nazionalità italiana".

E sempre per evitare generalizzazioni, va ricordato che ci sono anche casi di convertite/i che sono pessimi esempi di mogli/mariti e di Musulmani.

Quindi il mio consiglio a tutti è di fare attenzione e non farsi trascinare da idealizzazioni.

Per l'ultima volta, il problema in se non dipende né nel fatto di essere "nati Musulmani" né nel fatto di essere "convertiti", bensì da false aspettative, idealizzazioni, errate comprensioni... ed ovviamente dai singoli errori delle singole persone.

Sik ha scritto:
Mi chiedo in generale come si possa strumentalizzare la religione per darsi sempre e comunque ragione.


Ciò è estremamente grave.
Il peggior peccatore che riconosce di aver commesso un peccato è in una situazione meno grave di chi strumentalizza la religione per "darsi ragione" anche quando non ce l'ha.

Sik ha scritto:
Questo è un problema che secondo me noi tornati all'Islam viviamo di meno, in quanto studiamo molto di più in generale


Temo che non sia sempre così..

Sik ha scritto:
e nonostante questo a volte mi sento come se fossi una musulmana di "serie B".


Se ti senti così per degli errori che fai, è "normale"/comprensibile, ma se lo dici in base al fatto di essere "convertita" allora togliti tutti questi "complessi di inferiorità".
Sì, tutti noi dobbiamo essere umili e sentirci peggiori di ogni altro Musulmano, ma i complessi di inferiorità per il fatto di essere convertiti o per il fatto di essere originari del paese x sono un'altra cosa e vanno eliminati, sia perché perpetuano idee errate sulla presunta "superiorità" di questa o quella "classe" o "etnia", sia perché costringono una persona ad una sorta di "resa" ed all'idea che "tanto non potrò mai migliorare perché essendo convertito/bengalese/kashmiro/rom/quant'altro a più di tanto non posso aspirare e non potrò mai essere un "vero Musulmano" al livello dei "nati-Musulmani originari del paese X" che per qualche strano motivo considero "culla dell'Islam"", idea che di fatto blocca ogni prospettiva di miglioramento, e ciò è estremamente deleterio.

Sik ha scritto:
Non giudico


Perché no? Se qualcosa è sbagliato va chiamato, considerato e giudicato come tale!

"Nessuno mi può giudicare": Cuore, Intenzioni ed "Apparenze" -

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Lun Lug 15, 2013 5:46 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Lun Lug 15, 2013 5:45 pm    Oggetto: Re: Bismilahi Rrahamani Rrahim Rispondi citando

Starlight al-Darwisha ha scritto:
Comunque non esistono i musulmani di serie B quindi non sentirti di serie B anche se loro vorrebbero farti credere che lo sei, esistono solo musulmani ( di nascita o convertiti) che hanno a cuore il din e cercano di fare sempre progressi per migliorare e praticarlo, e esistono musulmani che non si preoccupano di tutto questo. L'unica classifica di musulmani che uno dovrebbe fare - secondo me- è questa. E anche quando uno si trova di fronte ad un musulmano che non si preoccupa di praticare il din, dovrebbe provare a fare dawah e magari fare dua o augurargli di cambiare e trovare la retta via, anzichè limitarsi solo a considerarlo "inferiore", perchè questa sarebbe arroganza, la guida proviene da Allah e uno dovrebbe ringraziare Allah per il proprio iman anzichè prendersi il merito, e questo discorso vale per ogni altra benedizione.


Top post, condivido ogni lettera, jazakiLlahu khayran!

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MessaggioInviato: Mar Lug 16, 2013 10:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Voglio ancora ringraziarvi molto per le risposte. Avrei voluto interamente quotare il fratello Umarzai ma sarebbe stato troppo lungo, le sue parole mi sono scese al cuore, davvero, e ringrazio Allah swt per questo.
Grazie sorella Starlight, sono consapevole che nessuno di questi interventi vuole portare discordia nella mia famiglia ma al contrario aiutare a risolvere positivamente un momento difficile secondo quanto prescrive l'Islam: sono stata io a chiedere aiuto per avere un chiarimento sul comportamento da tenere per rimanere nell'obbedienza ma senza andare contro Allah swt.

Inchallah comunque tra pochi giorni il ragazzino partirà e quindi di fatto il problema si risolverà da solo...per quest'anno.

Approfitto per un'altra domanda. Qual è il primo dovere di una donna? verso il marito, i figli o i genitori?

Grazie
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MessaggioInviato: Mar Lug 23, 2013 6:11 am    Oggetto: Rispondi citando

Sik ha scritto:
Approfitto per un'altra domanda. Qual è il primo dovere di una donna? verso il marito, i figli o i genitori?


Il primo dovere di ogni Musulmano - uomo o donna che sia - è quello verso Allah.
E non è dovuta alcuna obbedienza ad alcuna creatura quando ciò comporti la disobbedienza al Creatore.

Ciò è ovvio, ma sottolinearlo non è mai abbastanza.

Allah stesso ci ordina di obbedire (in ciò che è lecito, ovviamente) ai nostri genitori e - per le donne - ai loro mariti, ed al tempo stesso anche i nostri figli hanno dei diritti su di noi, ed anche le mogli hanno dei diritti (che non possono essere calpestati dai diritti altrui).

La soluzione ideale è quella di armonizzare i doveri che abbiamo verso le varie persone (e verso noi stessi), evitando che essi vadano in conflitto uno con l'altro.

Al tempo stesso, come abbiamo visto, l'obbedienza riguarda solo ciò che è lecito, e tanto meno riguarda ciò che può costituire una forma di oppressione (zulm) o ingiustizia verso altre persone.

Rimando anche a queste due fatawa (augurandomi tu comprenda l'inglese):

Parents or Husband -

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Can Husband Prevent Wife from Visiting their Son? -

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Ed a quest'articolo:

Status e Diritti della Moglie nell'Islam - Shaykh al-Islam Mufti Muhammad Taqi Uthmani -

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Sik
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MessaggioInviato: Sab Ago 24, 2013 8:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Giusto per informarvi degli sviluppi...
Mio figlio se n'è andato. Mentre era dal padre mi ha comunicato che aveva deciso di vivere con lui e non tornare più a casa. A mia insaputa avevano già fatto preiscrizione a scuola e tutto.
La prima cosa che ho pensato è stata: "Un musulmano in meno al mondo per colpa di troppa arroganza e troppa superbia".
Io SO che la responsabilità di questo evento non è mia, ma la sento mia per non essere riuscita ad oppormi in maniera convincente durante il Ramadan -ho perfino copiato le risposte su un file per farle leggere a mio marito ma lui le ha liquidate come stupidaggini-, ma non solo durante il Ramadan, per avere permesso che mio figlio assistesse a scene in cui venivo maltrattata, per essere stato maltrattato lui stesso...
E adesso è andato via, verso una vita certamente non come l'avevo impostata io...
Sono sfiduciata. Non ho difese se non la mia volontà: appellarmi ad Allah swt quando parlo con lui gli provoca risate, perchè dice che è dalla sua parte, non dalla mia...
Non è un bel momento.
Volevo solo testimoniare sui risultati di un modo sbagliato di essere musulmani, essere uomini, essere persone.
Vi saluto raccomandando tutti voi ad Allah
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MessaggioInviato: Sab Ago 24, 2013 8:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sik ha scritto:
Giusto per informarvi degli sviluppi...
Mio figlio se n'è andato. Mentre era dal padre mi ha comunicato che aveva deciso di vivere con lui e non tornare più a casa. A mia insaputa avevano già fatto preiscrizione a scuola e tutto.
La prima cosa che ho pensato è stata: "Un musulmano in meno al mondo per colpa di troppa arroganza e troppa superbia".
Io SO che la responsabilità di questo evento non è mia, ma la sento mia per non essere riuscita ad oppormi in maniera convincente durante il Ramadan -ho perfino copiato le risposte su un file per farle leggere a mio marito ma lui le ha liquidate come stupidaggini-, ma non solo durante il Ramadan, per avere permesso che mio figlio assistesse a scene in cui venivo maltrattata, per essere stato maltrattato lui stesso...
E adesso è andato via, verso una vita certamente non come l'avevo impostata io...
Sono sfiduciata. Non ho difese se non la mia volontà: appellarmi ad Allah swt quando parlo con lui gli provoca risate, perchè dice che è dalla sua parte, non dalla mia...
Non è un bel momento.
Volevo solo testimoniare sui risultati di un modo sbagliato di essere musulmani, essere uomini, essere persone.
Vi saluto raccomandando tutti voi ad Allah


La hawla wa la quwwata illa billah....
Astaghfirullah che arroganza.. Che Allah ci preservi tutti dall'arroganza e dall'orgoglio, amin.

Sorella, continua a fare du`a', è l'arma più potente a tua disposizione, che nessuno potrà mai toglierti.

E fai tutto il possibile per tentare di riavvicinare a te (anche solo a te) tuo figlio, inizialmente con l'affetto, e quando possibile anche facendogli capire che quanto ha avuto davanti agli occhi non è proprio uno degli esempi migliori di pratica dell'Islam.

Non scoraggiarti sorella.

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