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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Crisi totale

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
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Inviato: Lun Lug 13, 2020 8:17 pm    Oggetto: Ads

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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 8:16 am    Oggetto: Crisi totale Rispondi citando

Assalamu aleykum wa rahmatullahi wa barakatuhu

vi scrivo perchè, anche se in teoria non sto perdendo la fede (nel senso che per me la shahada è un'affermazione incrollabile), ultimamente ho dei problemi piuttosto seri nel praticare davvero il Din.
Non si tratta certo di pigrizia; non sono proprio pigra per natura. Forse il motivo è la mancanza di autostima (per dirla all'americana). Di fatto mio marito, nato musulmano, non fa che scoraggiarmi e deprimermi ogni volta che mi vede fare la salah, chiedendomi "ma perchè lo fai? chi vuoi impressionare?", è stato molto scettico quando ho pagato la zakah a sua sorella (che in questo momento si trova oggettivamente sotto la soglia della povertà), e ogni volta che mi vede uscire con l'hijab (il mio tipico hijab è una banalissima sciarpa di cotone nero priva di ornamenti, con l'unica particolarità che è un po' rigonfio sulla nuca tipo stile khaliji, ma insomma niente di vistoso) si arrabbia moltissimo perchè, secondo lui, siccome sto meglio con l'hijab che senza, la considera un'offesa personale e una sfida. Dovrei smettere l'hijab perchè mio marito lo trova attraente??? Purtroppo al momento non me la sento di portare il niqab, anche se ammiro molto chi lo porta. Ma comunque portare il niqab dovrebbe essere una scelta personale legata al Din, non una soluzione a irrazionali problemi di gelosia del marito.
A ciò aggiungo che, escludendo le conversazioni su skype con la sua famiglia, come musulmana sono completamente isolata.
Avete qualche consiglio? Non ce la faccio più!!! Non sopporto di essermi allontanata da Allah, ma sentirmi costantemente criticata e smontata mi ha fatto davvero male. Grazie per aver letto questo post, Salam
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amatoLlah
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 9:28 am    Oggetto: Rispondi citando

wa alaykom salam wa rahmatolah sorella,
io non ho parole di fronte a una domanda del genere."xche lo fai?"
come xche si fa la preghiera?non capisco???è il minimum pregare,penso che la differenza fra un musulmano e un non musulmano la preghiera.o ho capito male io?
queste cose devono aumentarti la Fede,sopratutto sei tu chi hai ragione,prova a spiegarlo il Din sorella.non so che dirti veramente!!!
che Allah swt ti aiuti,e guida tuo marito e tutti noi alla retta via inshalah

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Abd ArRahman
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 10:36 am    Oggetto: Rispondi citando

'Assalamu 'Alayki sorella Chiara,

durante il quotidiano l'iman viene continuamente messo sotto prova, sia se il disturbo viene dall'esterno sia dall'interno e quest'ultimo è veramente tremendo perché generalmente ci identifichiamo con i nostri pensieri.
Dalla mia esperienza ho notato che da situazioni, molto fastidiose come la tua, ho avuto l'occasione di approfondire la mia fede.
La domanda "perché lo fai", che sicuramente dimostra una sensibilità religiosa molto bassa, la puoi considerare come spunto per approfondire il tuo iman e verificare se in fondo non c'è anche in te un velo di dubbio.
Noi siamo soliti dare colpa agli eventi esteriori per aver fatto emergere in noi sentimenti o azioni non meritorie, ma in realtà è stata solo l'occasione per mettere in luce ciò che noi coviamo nelle profondità della nostra anima.
Come un'esca a cui abboccano i pesci, così le nostre passioni vengono trascinate dalle correnti del quotidiano.
A me è stata rivolta la tua stessa domanda "ma perché preghi"? Al ché dentro ho sentito un fuoco di rabbia, ma poi ho capito che sono stato disturbato da quella domanda perché io stesso nutrivo dei dubbi.
Ora non voglio assolutamente dire che tu ne abbia ma può essere almeno un approfondimento ulteriore, e ti assicuro che quando poi ti sarà rivolta nuovamente la domanda non l'affronterai più con rabbia, ma comprendi che quella persona ha una mancanza, un tesoro e una comprensione che non ha ed essendo consapevole di questo dai una risposta in completa serenità perché tu invece sai.
Nel Santo Corano e negli Ahadith sia afferma che nella religione chi sa non è come chi non sa e i sapienti, occupano i posti più alti nel Din ( Al Ghazali - Rinascita della scienza della religione).
Quindi ribalta la situazione, anziché vedere il tutto come un attentato al tuo iman consideralo come una grande occasione di innalzare il tuo grado nel Din.
Sempre nello scritto di Al-Ghazali si conferma che non c'è vera conoscenza senza Jihad interiore.

Allah -Egli è l'Altissimo - sa meglio
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MessaggioInviato: Gio Gen 05, 2012 8:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam,
grazie per la vostra attenzione.
Sì, certo, è chiaro che devo "cogliere 'occasione" di questo problema per crescere e approfondire il mio rapporto con l'Islam. L'aspetto difficile è che, essendo comunque una neoconvertita (da pochi mesi), ammetto di non essere ancora forte e che un minimo di incoraggiamento mi farebbe molto bene. O almeno, già se fosse indifferente mi andrebbe bene, il problema è che mi distrugge psicologicamente: per lui metto l'hijab per sentirmi bella, prego per far colpo su di lui (che detto tra di noi prega circa due volte la settimana), imparo a memoria in Qur'an per impressionare la sua famiglia etc etc.
Diciamo che, seguendo il vostro consiglio, cercherò di andare oltre il suo sarcasmo e approfittare per farmi un esame di coscienza e verificare che, eventualmente, non ci sia un fondo di verità in alcune delle sue critiche (anche se più che critiche mi sembrano cattiverie gratuite).
Nel frattempo poi ho scoperto che nella remota provincia in cui vivo c'è un centro islamico, perciò proverò ad andare e a cercare la compagnia di altre sorelle con le quali crescere insieme. E ovviamente per me è un grande aiuto il supporto di questo forum.
Baraka Allahu fiq a tutti voi...
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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Ven Gen 06, 2012 12:37 am    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Fai du`a senza mai stancartene. Chiedi al Signore che ti guidi e accresca la tua fede, chiediGli che guidi tuo marito e che tu sia protetta dalla sua invidia, chiedi umilmente, piangendo e con massima sincerità e fiducia in Allah.
A volte cerchiamo delle soluzioni complicate dimenticando la prima arma del credente, che è il du`a.
Poi se trovi delle sorelle brave e davvero religiose magari standogli vicina imparerai molto e i loro uomini potranno diventare amici di tuo marito e invitarlo al bene inshaAllah.

_________________
(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

Numeri 23:19 (BIBBIA)


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Gen 21, 2012 5:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh.

Torno a distanza di qualche settimana su questo thread al quale non avevo finora avuto il tempo di rispondere, e lo faccio perché, oltre a provare una certa rabbia e fastidio di fronte a questo tipo di avvenimenti, vorrei tentare di suggerire una soluzione.

Ovvero, mi rendo conto che un certo numero di sorelle siano state avvicinate all'Islam per mezzo di un fidanzato/marito Musulmano, e mi rendo anche conto che molto spesso (sicuramente non sempre) questo fidanzato/marito Musulmano non è esattamente praticante, anzi, troppo spesso tutt'altro (si potrebbe anche considerare che altrimenti, non si sarebbe "fidanzato" con una donna non-Musulmana). Capisco quindi il legame anche emotivo e psicologico tra la propria fede ed il proprio marito.
Ma ciò non dovrebbe e non deve portare a legare questi due aspetti tra di loro. Anzi, bisognerebbe essere capaci di vivere la propria fede in maniera autonoma ed indipendente dalla persona che sta al proprio fianco. Pensare ad esempio: "se morisse o mi lasciasse, io resto e sono comunque Musulmana, a prescindere la lui, che pure può essere stato il mezzo che Allah ha scelto per farmi conoscere l'Islam, ma senza che ciò significhi che lui sia la ragione o la base del mio Islam".

Vivendo dunque la propria fede in maniera "autonoma" (al di là comunque del dovuto rispetto ed obbedienza dovuti al proprio marito, non è certo questo ciò di cui sto parlando), insha'Allah tutti questi episodi (che sono tanto più numerosi quanto meno il proprio marito è praticante, il che a sua volta è spesso collegato al fatto stesso che egli abbia scelto una donna non-Musulmana invece di cercare una moglie Musulmana) incideranno molto meno sulla propria fede, così come tutti gli altri eventuali comportamenti e consigli che cozzano inesorabilmente con quanto realmente previsto dalla Shari`ah, o con tutte le varie ideologie e concetti che eventualmente contrastino con la dottrina islamica.

Vorrei infine rendere chiaro che tutto questo non è indirizzato alla sorella chiara1983, ma è una riflessione molto più generale che faccio in seguito alla lettura, negli anni, di molti messaggi di simile tenore, oltre che all'aver sentito di diverse situazioni di questo genere; spero dunque che venga preso per quello che è, ovvero un consiglio sincero, e non come una critica personale verso chicchessia.

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Lun Feb 06, 2012 2:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Taliban Zindabad ha scritto:
... mi rendo conto che un certo numero di sorelle siano state avvicinate all'Islam per mezzo di un fidanzato/marito Musulmano, e mi rendo anche conto che molto spesso (sicuramente non sempre) questo fidanzato/marito Musulmano non è esattamente praticante, anzi, troppo spesso tutt'altro

..... bisognerebbe essere capaci di vivere la propria fede in maniera autonoma ed indipendente dalla persona che sta al proprio fianco. Pensare ad esempio: "se morisse o mi lasciasse, io resto e sono comunque Musulmana, a prescindere la lui, che pure può essere stato il mezzo che Allah ha scelto per farmi conoscere l'Islam, ma senza che ciò significhi che lui sia la ragione o la base del mio Islam".



Ecco. Il punto è che spesso si finisce per legare la religione a l'amore per l'altra persona, non comprendendo che l'amore più grande deve essere quello per Allah Taa'la.

Poi.... la preghiera è un pilastro dell'Islam ed è bene ricordare che è un obbligo per il musulmano. Il Profeta, pace e benedizioni su di lui, ha affermato più volte che è ciò che distingue il musulmano da non-musulmano.
Quindi, anche se a volte può capitare di non averne voglia o altro, la preghiera deve essere sempre eseguita. Della propria intenzione, poi, si risponderà ad Allah e a Lui soltanto.

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“Non considerare morti quelli che sono stati uccisi sul sentiero di Allah. Sono vivi invece e ben provvisti dal loro Signore” (Corano III. Al-’Imran, 169)

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Vane.Smile93
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MessaggioInviato: Mar Feb 07, 2012 6:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Taliban Zindabad ha scritto:
Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh.

Torno a distanza di qualche settimana su questo thread al quale non avevo finora avuto il tempo di rispondere, e lo faccio perché, oltre a provare una certa rabbia e fastidio di fronte a questo tipo di avvenimenti, vorrei tentare di suggerire una soluzione.

Ovvero, mi rendo conto che un certo numero di sorelle siano state avvicinate all'Islam per mezzo di un fidanzato/marito Musulmano, e mi rendo anche conto che molto spesso (sicuramente non sempre) questo fidanzato/marito Musulmano non è esattamente praticante, anzi, troppo spesso tutt'altro (si potrebbe anche considerare che altrimenti, non si sarebbe "fidanzato" con una donna non-Musulmana). Capisco quindi il legame anche emotivo e psicologico tra la propria fede ed il proprio marito.
Ma ciò non dovrebbe e non deve portare a legare questi due aspetti tra di loro. Anzi, bisognerebbe essere capaci di vivere la propria fede in maniera autonoma ed indipendente dalla persona che sta al proprio fianco. Pensare ad esempio: "se morisse o mi lasciasse, io resto e sono comunque Musulmana, a prescindere la lui, che pure può essere stato il mezzo che Allah ha scelto per farmi conoscere l'Islam, ma senza che ciò significhi che lui sia la ragione o la base del mio Islam".

Vivendo dunque la propria fede in maniera "autonoma" (al di là comunque del dovuto rispetto ed obbedienza dovuti al proprio marito, non è certo questo ciò di cui sto parlando), insha'Allah tutti questi episodi (che sono tanto più numerosi quanto meno il proprio marito è praticante, il che a sua volta è spesso collegato al fatto stesso che egli abbia scelto una donna non-Musulmana invece di cercare una moglie Musulmana) incideranno molto meno sulla propria fede, così come tutti gli altri eventuali comportamenti e consigli che cozzano inesorabilmente con quanto realmente previsto dalla Shari`ah, o con tutte le varie ideologie e concetti che eventualmente contrastino con la dottrina islamica.

Vorrei infine rendere chiaro che tutto questo non è indirizzato alla sorella chiara1983, ma è una riflessione molto più generale che faccio in seguito alla lettura, negli anni, di molti messaggi di simile tenore, oltre che all'aver sentito di diverse situazioni di questo genere; spero dunque che venga preso per quello che è, ovvero un consiglio sincero, e non come una critica personale verso chicchessia.


Cosa intendi con rispetto e obbedienza dovuti al proprio marito? La sottomissione della donna non c'è nell'islam, giusto? E' un rapporto alla pari o no? Il rispetto deve essere regiproco o sbaglio? E con l'obbedienza cosa intendi? E soprattutto è reciproca o meno? E se non fosse un rapporto alla pari quello che c'è fra uomo e donna, vorrei sapere in quale punto del corano è scritto per informarmi.
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MessaggioInviato: Mar Feb 07, 2012 8:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vane.Smile93 ha scritto:
Cosa intendi con rispetto e obbedienza dovuti al proprio marito?


"Rispetto" credo sia abbastanza chiaro; per "obbedienza" si intende l'obbedire a quanto dica il proprio marito, fintanto che ciò sia lecito e non violi i diritti stessi della moglie o di altri.

La famiglia è una struttura nella quale il marito è l'amir ("leader"), con precise responsabilità, diritti e doveri sia suoi, che di ogni altro membro della famiglia; tutti debbono obbedire all'amir, e questa è una forma di obbedienza ad Allah, visto che è Allah ad ordinare l'obbedienza all'amir.

Vane.Smile93 ha scritto:
La sottomissione della donna non c'è nell'islam, giusto?


Nell'Islam c'è la sottomissione di ogni creatura (uomo, donna, anziano, giovane) a Dio, l'Unico Signore, ed alla Sua Legge.

E nella Sua Legge, Dio ha stabilito determinati rapporti di responsabilità ed obbedienza, nei quali ad esempio i sudditi devono obbedire (in ciò che è lecito) al governante (amir) legittimo, i combattenti devono obbedire all'amir del Jihad, ed anche i membri della famiglia devono obbedire all'amir della famiglia.

Vane.Smile93 ha scritto:
E' un rapporto alla pari o no?


A scanso di equivoci, no.
L'uomo e la donna non sono entità interscambiabili come invece previsto dalla macchina di sfruttamento capitalista; sono invece persone con natura e caratteristiche specifiche create da Dio, ed altrettanto specifici diritti e doveri stabiliti da Dio sulla base anche delle stesse caratteristiche che Lui stesso ha determinato, e che certamente conosce meglio di chiunque altro.

Suggerisco la lettura di questo thread:

Dubbi dubbi - Differenze sessiste nell'Islam? -

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Vane.Smile93 ha scritto:
Il rispetto deve essere regiproco o sbaglio?


Certamente, il rispetto dev'essere reciproco.

Vane.Smile93 ha scritto:
E con l'obbedienza cosa intendi?


Vedi sopra, e siamo a tua disposizione se ancora non ti fosse chiaro qualche punto.

Vane.Smile93 ha scritto:
E soprattutto è reciproca o meno?


No: è una famiglia, non una società per azioni con azionisti alla pari.

Ovviamente, ciò non significa che la donna sia in balia delle fisime del marito, o che egli possa (mal)trattarla come vuole, o privarla dei numerosi diritti che Dio stesso le ha concesso.

Vedi:
Status e Diritti della Moglie nell'Islam -

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Vane.Smile93 ha scritto:
E se non fosse un rapporto alla pari quello che c'è fra uomo e donna, vorrei sapere in quale punto del corano è scritto per informarmi.


Un punto importante: non tutto l'Islam è contenuto unicamente nel Qur'an; c'è anche, in primis, la Sunnah profetica, vedi:

The Authority of Sunnah - Mufti Muhammad Taqi Usmani -

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The Science of Hadith: An Introduction -

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Introduction to Hadith -

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Quale differenza tra Corano e Ahadith -

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Muhammad (saws) esempio da seguire? -

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Sui "Detti e Fatti del Profeta (saws)" -

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Ed anche a riguardo di ciò che è menzionato nel Sacro Qur'an, non è sufficiente leggerne la traduzione ed interpretarlo di testa propria: è essenziale conoscere l'interpretazione corretta, che è quella data dal Profeta stesso sallallaahu, trasmessa ai suoi Compagni (Iddio sia soddisfatto di tutti loro), e contenuta nelle opere affidabili di esegesi (tafsir).

Questo è un punto "metodologico" che mi premeva chiarire.

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Vane.Smile93
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MessaggioInviato: Mer Feb 08, 2012 10:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho capito, grazie :) sei stato/a molto esauriente..
Ho letto la discussione sulle differenze fra l'uomo e la donna, ho anche risposto in quel post, attenderò una risposta. :)

P.S. In quella discussione ho letto di una persona che diceva che gli uomini possono picchiare la donna se commette un peccato, mentre la donna non può picchiare l'uomo se lui commette un peccato.. è vero?
Scusa se te lo chiedo qua, ma mi era sfuggito, scusa..
La mia migliore amica che è islamica, mi ha detto che l'uomo non può picchiare la donna, perchè non ricordo dove di preciso (forse nel corano) c'è scritto che l'uomo se vuole picchiare la donna la deve picchiare con il foulard.. sbaglio?
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Feb 09, 2012 7:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Vane.Smile93 ha scritto:
P.S. In quella discussione ho letto di una persona che diceva che gli uomini possono picchiare la donna se commette un peccato,


L'uomo non può picchiare la donna "se commette un peccato" di qualsiasi genere: non è il suo giudice..

Semmai, in un numero molto limitato di casi, ha il diritto di disciplinarla fisicamente [ed in generale non solo "la donna", anche gli altri membri della famiglia su cui è responsabile], ma ciò può avvenire solo dopo aver eseguito diversi altri gradi di "punizione"/disciplina, e solo in una maniera tale da non infliggere alcuna ferita o danno; si tratta in fondo di un monito e di una punizione più psicologica che fisica.

E' spiegato tutto nel dettaglio qui:

Ho bisogno di alcune spiegazioni -

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In particolare in questo post:


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Per comodità, riporto direttamente qui il post di cui parlo:

"
Citazione:
A volte ho l'impressione che ci siano delle contraddizioni, magari io che non sono molto preparata capisco male, ma in alcune parti il nobile Qur'an dice che Allah (swt) ha un occhio di riguardo per le figlie, le madri, le mogli, e poi altrove dice che se la moglie disubbidisce il marito dopo averle negato di dormire con lei (e ho capito che intende dire fisicamente) la deve picchiare.


Non dice che "la deve picchiare"; semmai, dà questa possibilità come ultima ratio.

Qui c'è da inquadrare correttamente il discorso; come avevo scritto in un altro post:


"l'Islam è una religione pragmatica e realista, che prende in considerazione la vera natura dell'uomo, al di là delle rosee ottimistiche auto-rappresentazioni che ci facciamo, e Dio sa bene che non tutti gli uomini siamo "buoni" come vogliamo credere di essere - tutti i secoli di storia di cui siamo edotti, ce lo dimostrano fin troppo bene.

Perciò, l'Islam considera la presenza dell'ingiustizia e della malvagità tra gli uomini, e considera quindi anche l'utilizzo della forza - quando non vi sono altre possibilità - come ultima strategia per contrastare l'ingiustizia, l'oppressione, la violenza, la malvagità.

Non è certo l'Islam ad introdurre la guerra nella storia; ma siccome c'è, non si fa finta di niente (lasciando un vuoto giuridico), ma la si regola, la si limita ad una sola causa (la difesa della Religione, vietando ogni altro tipo di guerra), e ne stabilisce regole rigide che assicurino che solo i colpevoli vengano colpiti, e che la Giustizia non sia mai separata dalla Misericordia, nemmeno in guerra.
"

Ecco, quanto scritto si riferiva alle regole relative al Jihad, ma credo si possa fare lo stesso discorso anche per quanto riguarda la questione del "battetele".

Ovvero, siccome l'Islam considera tutta la vasta gamma di situazioni in cui l'essere umano può venirsi a trovare, ciò non significa che sia il responsabile della loro esistenza, ma semplicemente che le regolamenta in maniera pragmatica e realista, senza ipocrisia.

Perciò, se non siamo ingenui, è facile rendersi conto che sono purtroppo molte le situazioni in cui all'interno di una famiglia si può venire alle mani, a volte superando ogni umano limite, come numerosi casi di cronaca tristemente ci confermano.

E allora, la Legge Sacra dell'Islam si preoccupa di circoscrivere in maniera esemplare tali comportamenti, sia introducendo tutto una sequenza di "passi" per poter arrivare all'uso della forza, sia stabilendo delle rigidissime regole in tal senso; vediamo entrambe le cose:

La sequenza:
Sappiamo bene che nella stragrande maggioranza dei casi, l'uso della forza avviene in un momento di rabbia, in cui una persona non è in completo possesso delle sue facoltà mentali. Proprio per evitare queste situazioni, l'Islam non permette che il marito, appena si arrabbi, passi subito alle mani e picchi la moglie; al contrario, stabilisce tutta una sequenza che ha -tra le altre cose- anche il risultato di far "scendere la rabbia" e dare la possibilità ad entrambi di ragionare a mente fredda:
-prima l'ammonizione, rimprovero verbale;
-poi, il rifiutarsi di condividere il letto con la moglie;
-e solo in ultimo, se tutto ciò non ha avuto alcun risultato, il permesso (non l'ordine!) ad utilizzare la forza, in maniera leggera e con precise regole e condizioni, chiarendo al tempo stesso che ciò non è la cosa migliore. Ma in certi casi, può essere l'unica soluzione.

Le regole:
Quali sono queste regole e condizioni?
Sentiamo cosa dice Mufti Ismail Moosa:


"There is no doubt that a woman has been given equal rights to that of a man in Islam. A man cannot oppress, tyrannize or manipulate his wife as he wishes. Rather, Islam advocates that a man treats his wife with utmost love, respect and dignity.

Although there are certain times (there are four times in the Hanafi madhab) permission is granted for a husband to hit his wife. However, the books of Hadith are emphatic that he may only hit her slightly, in such a way that he does not bruise her or cause her any injury.

If the husband abuses this ‘responsibly’ and beats a wife without respecting the limits set down by the Qur'an and Hadith, then she can take him to Islamic court and the judge will decide accordingly. She cannot take revenge on her own (this is for her betterment, otherwise, the husband will fight back and before you know it there will be a war in the house). This would however, only apply if here were bruises and injuries.

If he slapped her on the face and it did not cause any injuries, she would not be permitted to take him to court, although he will be sinning for violating the laws of Islam.

The mere cause of injuries and wounds is enough for the wife to take the husband to court, even though these wounds will heal in a short period of time. Of course, the judge would give an adequate ruling.

(...)

And Allāh Ta’ālā knows best
"
[

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In seguito, approfondendo sui quattro casi in cui -soltanto- è permesso il ricorso alla forza fisica:

"Our illustrious Fuqaha permit a husband to hit his wife slightly on the following four occasions (and occasions which are similar to them):

1) If she refuses to beautify herself for her husband,

2) If she refuses to share the bed with him,

3) If she leaves the house with no necessity without his consent,

4) If she omits her compulsory prayers or omits performing ghusl after attaining purity from haidh. (There is difference of opinion on this last point; some jurists permit the husband to slightly hit his wife while others disagree.)

It should be remembered that he can only hit her after first admonishing her, (and if that does not have an effect) then sleeping in a separate bed/room. If still she does not comply, the husband will be permitted to beat his wife slightly without causing any wounds, injury or harm.

Again, this is only what is permissible and not what is commendable. It is preferable that the couple should be broadminded, forbearing and tolerate each other. Hitting should be the last step after exhausting all avenues.

And Allah Ta'ala knows best.
"

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]

Vedi anche:
How to Correct an Uncooperative Wife - Mufti Shafi Usmani (ra) -

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Qual'è il risultato di tutto ciò? che il Profeta Muhammad (sallallahu `alayhi wa sallam) non ha mai picchiato nessuna delle sue mogli (radiyallahu `anhunna).
E sono sicuro di poter dire che se la Shari`ah venisse applicata da ogni italiano in questo ambito, non si avrebbe più alcun caso di violenza domestica in questo paese.

Al contrario, qual'è il risultato dell'ipocrisia della società che organizza giornate contro la "violenza sulle donne" e si scandalizza della Shari`ah e dei suoi realistici regolamenti?
Il conglomerato del peggior sfruttamento ed oppressione della donna mai visto sulla faccia di questa terra: prostituzione, pornografia, mercificazione, riduzione ad oggetto sessuale, sfruttamento sul posto di lavoro, violenze di ogni genere, etc.

Credi forse che un non-musulmano si preoccupi di aspettare che le prime due "tappe" (l'ammonizione e l'abbandono del letto) non sortiscano l'effetto desiderato, prima di picchiare la sua ragazza/moglie? Che il motivo per cui lui si è arrabbiato sia considerato valido e legittimo dalla Shari`ah? Che abbia cura di non colpirla in viso, di non ferirla, etc.?

E allora, alla luce di tutto ciò, chi è che promuove la violenza contro le donne?
".

Vane.Smile93 ha scritto:
mentre la donna non può picchiare l'uomo se lui commette un peccato.. è vero?


Vedi appunto:

Il taglione tra moglie e marito -

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Vane.Smile93 ha scritto:
La mia migliore amica che è islamica, mi ha detto che l'uomo non può picchiare la donna


Scorretto; nei casi che abbiamo visto sopra ciò è permesso, anche se non parlerei comunque di "picchiare", ed in questo senso ha ragione la tua amica.

E comunque non è "la donna": non è che un qualsiasi uomo possa andare in giro con una clava a picchiare "le donne" in quanto tali; semmai il discorso riguarda la propria moglie ed i membri della propria famiglia su cui si ha autorità come responsabile.
E nei limiti rigidamente stabiliti dalla Legge Sacra, come menzionato qui sopra.

Vane.Smile93 ha scritto:
perchè non ricordo dove di preciso (forse nel corano) c'è scritto che l'uomo se vuole picchiare la donna la deve picchiare con il foulard.. sbaglio?


?
Dove sarebbe questo "versetto"?...

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Jarysse
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MessaggioInviato: Mer Apr 10, 2013 3:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non vorrei assolutamente mancare di rispetto a tuo marito, ma come si permette? Insomma se sei musulmana DEVI pregare, e non lo fai per impressionare, ma lo fai per purificare il tuo spirito, per trovare un contatto con Allah (subhana wa taala) e per chiedere aiuto o perdono. Nessuno si può permettere di criticare la tua preghiera (mi sembra di aver capito che ti sei convertita) anche se non lo fai bene, non pronunci bene le surat, non importa, ciò che Dio gradisce è l'INTENZIONE della preghiera e non la preghiera stessa. Avrai tempo per imparare a pregare. Per quel che riguarda il hijab, molte donne (meglio ragazze) hanno molti complessi nell'indossarlo, tu invece sembri volenterosa nel farlo, allora fallo. Tuo marito non può contrastare la tua volontà. Non c'è bisogno che indossi il Niqab. Allah dive che il viso e le mani possono rimanere scoperti. Con il hijab non sei provocante. E scusa il mio eccessivo femminismo, ma se anche tu fossi nuda un uomo non dovrebbe osare a toccarti, ma l'uomo spesso non sa controllarsi, dunque meglio coprirsi :) Spero di essere stata utile. Allah sia con te (amin)
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MessaggioInviato: Gio Apr 11, 2013 1:02 am    Oggetto: Rispondi citando

Jarysse ha scritto:
anche se non lo fai bene, non pronunci bene le surat, non importa, ciò che Dio gradisce è l'INTENZIONE della preghiera e non la preghiera stessa.


A dire il vero sì che importa che la preghiera venga fatta bene, e sì che importa la Salah venga fatta correttamente, eseguendo correttamente almeno tutte le sue parti obbligatorie e necessarie ed evitando di commettere azioni che la invalidino.

Il requisito di accettazione dei nostri atti di adorazione non è soltanto la mera "intenzione", ma anche che tali atti di adorazioni vengano eseguiti correttamente ed in conformità con gli ordini di Allah e la Sunnah del Suo Messaggero sallallaahu.

Jarysse ha scritto:
Non c'è bisogno che indossi il Niqab.


Resta comunque un'opinione estremamente forte e maggioritaria, che sia necessario anche il niqab.

Jarysse ha scritto:
E scusa il mio eccessivo femminismo


Che Allah ci preservi dal femminismo così come dal maschilismo e da qualsiasi ideologia antiislamica.

Istruita, Ignorante e Femminista - Khalid Baig -

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Jarysse ha scritto:
ma se anche tu fossi nuda un uomo non dovrebbe osare a toccarti,


Verissimo, ma è comunque obbligatorio coprirsi.

Jarysse ha scritto:
ma l'uomo spesso non sa controllarsi, dunque meglio coprirsi :)


Non solo meglio, ma obbligatorio e necessario coprirsi secondo quantoordinato, anche se gli uomini sapessero controllarsi.

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