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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Matrimonio Misto, ed Interpretazioni Moderniste

 
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Inviato: Sab Lug 11, 2020 11:13 pm    Oggetto: Ads

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khadija81
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MessaggioInviato: Dom Feb 17, 2013 10:36 pm    Oggetto: Matrimonio Misto, ed Interpretazioni Moderniste Rispondi citando

Salam aleycum a tutti.

La mia domanda è:
Può un uomo musulmano sunnita tradizionalista sposare una donna di fede diversa?
Diciamo che io sono di famiglia cristiana ma non mi ritengo tale.
Mi ritengo personalmente musulmana ma non riconosciuta come tale dalla maggioranza perchè seguo principalmente l'islam liberale o riformista in particolare i coraniti.
Preciso che prego, digiuno, non bevo alcool e non mangio carne di maiale ma non porto il velo e vivo con orgoglio il mio islam nella mia cultura occidentale nella quale non vedo il male in se.
Può lui sposarmi e accettare il mio punto di vista senza forzarmi al suo?
Ad esempio: io non porto il velo che copre i capelli ma copro tutto il resto perchè sono convinta che è giusto così (preciso che rispetto ogni visione differente dalla mia).
Lui in quanto marito, può sentirsi in dovere di impormelo o può trattarmi come una cristiana o ebrea e quindi accettare il fatto che ho credenze diverse dalle sue?
Lui dice che anche se fossi cristiana o ebrea si sentirebbe in dovere di convertirmi all'islam.
Ovviamente per me l' ayat "non c'è costrizione nella religione" toglie già ogni dubbio, ma voi cosa ne pensate?
Grazie in anticipo a chiunque possa rispondermi.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 10:51 am    Oggetto: Re: matrimonio misto Rispondi citando

Wa `alaykum.

khadija81 ha scritto:
La mia domanda è:
Può un uomo musulmano sunnita tradizionalista sposare una donna di fede diversa?


Un uomo Musulmano può sposare solamente queste categorie di donne:
-Musulmana, o
-Ebrea credente, o
-Cristiana credente.

Non è permesso né valido un matrimonio con una donna di alcun'altra religione (che sia atea, agnostica, buddhista, indù, sikh, janainista, alawita, ismailita, sciita, "coranista" o altro).

khadija81 ha scritto:
Diciamo che io sono di famiglia cristiana ma non mi ritengo tale.
Mi ritengo personalmente musulmana ma non riconosciuta come tale dalla maggioranza perchè seguo principalmente l'islam liberale o riformista in particolare i coraniti.


Che Allah ti guidi.

Come giustamente ti rendi conto, l'Islam "liberale o riformista" che pretende di "correggere" o "migliorare" ciò che Dio ha rivelato (e che invece non ha bisogno di alcun miglioramento o modifica), non è Islam.

In particolare, i "coranisti" sono unanimemente considerati fuori dall'Islam; ti invito a leggere con attenzione i seguenti thread:

"Qur'an-only", Coloro che Rigettano gli Ahadith -

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Quran only Muslims - Chi rigetta gli Ahadith: E' Musulmano? -

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Contro Modernismo e Riformismo -

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khadija81 ha scritto:
Preciso che prego, digiuno, non bevo alcool e non mangio carne di maiale


Bene, ma essere Musulmani consiste innanzitutto nell'accettarne pienamente la dottrina.

Una persona che crede nella verità dell'Islam ed ha una dottrina corretta è Musulmano anche se non prega, non digiuna, beve alcool e mangia carne di maiale (fintanto che riconosce rispettivamente l'obbligatorietà delle prime due cose e la proibizione delle seconde due).

Invece, un cristiano od un coranista, visto che rigettano la dottrina islamica, non sono Musulmani anche se pregassero cinque volte al giorno, digiunassero, non bevessero alcool e non mangiassero maiale.

khadija81 ha scritto:
ma non porto il velo


Non è corretto rendere ancora più pubblici i propri peccati. Questo se riconosci l'obbligatorietà del velo.
Se invece rigetti l'obbligo del velo, che è menzionato direttamente nel Qur'an, allora ciò è un'ulteriore credenza che costituisce kufr (miscredenza).

khadija81 ha scritto:
e vivo con orgoglio il mio islam nella mia cultura occidentale nella quale non vedo il male in se.


Anch'io e molti altri di questo forum abbiamo una "cultura occidentale" né per essere Musulmani bisogna considerare "l'occidente" come "il male".
Bisogna semplicemente mettere l'Islam al di sopra di qualsiasi precedente abitudine o cultura (in ciò che lo contrasta), che sia quella papuanese, kenyota o romagnola.

khadija81 ha scritto:
Può lui sposarmi e accettare il mio punto di vista senza forzarmi al suo?


Se sei "coranista" non può sposarti.

Ad ogni modo nessuno può costringerti ad accettare l'Islam.

khadija81 ha scritto:
Ad esempio: io non porto il velo che copre i capelli ma copro tutto il resto perchè sono convinta che è giusto così (preciso che rispetto ogni visione differente dalla mia).
Lui in quanto marito, può sentirsi in dovere di impormelo o può trattarmi come una cristiana o ebrea e quindi accettare il fatto che ho credenze diverse dalle sue?


Non sei equiparabile ad una cristiana o ad un'ebrea, e non può proprio sposarti, nelle condizioni attuali.
Se invece tu fossi Musulmana, egli avrebbe il dovere di assicurarsi che rispetti i precetti dell'Islam, compreso quello dell'hijab.

khadija81 ha scritto:
Lui dice che anche se fossi cristiana o ebrea si sentirebbe in dovere di convertirmi all'islam.


Nessuno "converte" le altre persone; è solo Dio che "converte".
E' più corretto dire che si sentirebbe in dovere di cercare di convincerti a convertirti, e farebbe certamente bene a farlo.
Ad ogni modo non è possibile costringere qualcuno a convertirsi contro la sua volontà.
Cercare di convincerlo, certamente sì.

khadija81 ha scritto:
Ovviamente per me l' ayat "non c'è costrizione nella religione" toglie già ogni dubbio, ma voi cosa ne pensate?


Come abbiamo già spiegato molte volte, il significato di quel versetto è che non è permessa la conversione forzata contro la propria volontà, non che non sia permessa alcuna forma di "coercizione" (come ad esempio assicurarsi che le persone di cui si è responsabili, come ad esempio i propri figli, eseguano gli obblighi e si astengano dalle proibizioni).

P.S.: Non sono un Mufti; se vuoi proprio una fatwa possiamo inviare la tua richiesta ad un Mufti insha'Allah.

Mi auguro che tu apra gli occhi sull'assoluta assenza di basi e di senso delle dottrine cui - probabilmente per "comodità" - dichiari di aderire.

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Feb 21, 2013 11:06 pm, modificato 1 volta
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khadija81
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 11:21 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie per la risposta veloce.
Non voglio disturbare il Mufti se sei certo della tua risposta.
Ho letto una fatwa sui coranisti e mi sembrava di aver capito che erano equiparati ai cristiani ed ebrei.
Se pensi che per motivi dottrinali potrebbe essere una fatwa utile anche per gli altri ti chiedo di inviarla altrimenti grazie lo stesso perchè per il mio credo non sarebbe vincolante.
Grazie per i consigli e che Allah ta' ala guidi entrambi.
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khadija81
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 11:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Un'altra cosa scusate.
Qualche anno fa un mio amico senegalese ha sposato una ragazza baha'i che è una religione scismatica nata dall'islam sciita.
Ha fatto un matrimonio religioso di fede mista con un imam sunnita.
Quel matrimonio è valido?
Al di la delle fatwe che sarebbero interessanti faccio queste domande perchè mi interessa capire come muovermi in questo campo anche come psicologa e mediatrice culturale.
Grazie

Salam aleycum
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 11:53 am    Oggetto: Rispondi citando

khadija81 ha scritto:
Ho letto una fatwa sui coranisti e mi sembrava di aver capito che erano equiparati ai cristiani ed ebrei.


Sono "equiparati ai cristiani ed ebrei" nel senso che sono considerati miscredenti fuori dall'Islam tanto quanto cristiani, ebrei, buddhisti o atei.

Non nel senso che - tra i non-Musulmani - godano dello stesso specifico statuto degli "Ahl al-Kitab".

khadija81 ha scritto:
Qualche anno fa un mio amico senegalese ha sposato una ragazza baha'i che è una religione scismatica nata dall'islam sciita.
Ha fatto un matrimonio religioso di fede mista con un imam sunnita.
Quel matrimonio è valido?


No; i baha'i sono unanimemente considerati fuori dall'Islam, ed è dunque proibito sposarsi con loro.

Probabilmente "l'imam sunnita" non era consapevole della religione della donna in questione, o non era consapevole delle regole della sua stessa religione.

Wassalamu `ala man ittiba`a al-huda.

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khadija81
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 12:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scusa se approfitto della tua velocità di risposta.
Ti chiedo dunque come sono considerata io nell'islam e quali sono i miei diritti civili in un eventuale stato islamico?
Considera che sono nata in una famiglia cattolica ma mi sono considerata prima atea, poi agnostica, poi taoista.
Nella mia ricerca spirituale come molti adolescenti ho studiato molte religioni.
Poi nel 2005 ho comprato il mio primo Corano e dopo aver letto molti libri sul sufismo (Mandel), sull'islam liberale, Abu zayd, Amina Wadud ecc. ecc. ho fatto shahada da sola perchè mi sentivo e mi sento musulmana nel senso di Ibrahim salla llahu alayhi wa sallam.
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
Però non ho mai condiviso le idee dell'islam tradizionale, neanche un istante seppure non ho mai considerato il mio modo di sentire l'islam l'unico possibile.
Come sarei considerata?
Al pari dei miscredenti ma non gente del libro, gente del libro in quanto riconosco tutti i libri sacri Corano incluso, o addirittura apostata anche se non ho mai accolto le idee tradizionali?
Grazie ancora.
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 4:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

khadija81 ha scritto:
Ti chiedo dunque come sono considerata io nell'islam e quali sono i miei diritti civili in un eventuale stato islamico?
Poi nel 2005 ho comprato il mio primo Corano e dopo aver letto molti libri sul sufismo (Mandel), sull'islam liberale, Abu zayd, Amina Wadud ecc. ecc. ho fatto shahada da sola perchè mi sentivo e mi sento musulmana nel senso di Ibrahim salla llahu alayhi wa sallam.
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
Però non ho mai condiviso le idee dell'islam tradizionale, neanche un istante seppure non ho mai considerato il mio modo di sentire l'islam l'unico possibile.
Come sarei considerata?
Al pari dei miscredenti ma non gente del libro, gente del libro in quanto riconosco tutti i libri sacri Corano incluso, o addirittura apostata anche se non ho mai accolto le idee tradizionali?
Grazie ancora.


La risposta diretta alla tua domanda è che al momento (in base alle etichette che ti affibbi) sei considerata una miscredente e, tra essi, non una Kitabiyyah, ma nemmeno un'apostata: non sei parte della Gente del Libro perché non sei né ebrea né cristiana, e non sei considerata apostata perché non hai mai accettato l'Islam per poi abbandonarlo (se invece per un periodo fossi stata Musulmana per poi diventare "coranista", allora saresti considerata un'apostata).

La categoria in cui rientrano persone come coranisti, qadyani, etc. è quella di zanadiq: ovvero miscredenti che si dichiarano Musulmani, e che non hanno alcun diritto in uno Stato islamico.

A differenza di ebrei e cristiani e di seguaci di altre religioni, che invece possono liberamente vivere in uno Stato Islamico come protetti.

Ma la questione più importante al momento è che - a meno che tu non abbia in programma di andare a vivere in Afghanistan, Somalia o Mali - il problema che ti poni non ha ragione di essere.

Dovresti invece preoccuparti di quale sia la tua condizione agli occhi di Dio; e a questo riguardo:

khadija81 ha scritto:
Poi nel 2005 ho comprato il mio primo Corano e dopo aver letto molti libri sul sufismo (Mandel), sull'islam liberale, Abu zayd, Amina Wadud ecc. ecc. ho fatto shahada da sola perchè mi sentivo e mi sento musulmana nel senso di Ibrahim salla llahu alayhi wa sallam.
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
Però non ho mai condiviso le idee dell'islam tradizionale


Grazie a Dio hai avuto la possibilità ed il dono di avvicinarti all'Islam, ma d'altra parte, purtroppo, le pubblicazioni in cui ti sei imbattuta sono molto distanti non solo da quello che definisci "Islam tradizionale" (come se fosse una "versione" di tanti differenti possibili "Islam"), ma dall'Islam stesso: quello rivelato da Dio, quello predicato dal Profeta sallallaahu, quello insegnato in qualsiasi istituzione islamica in qualsiasi parte del mondo islamico, quello delle stesse persone che hanno trasmesso fino a noi il testo stesso del Qur'an assieme alla tua interpretazione.

Purtroppo sei incappata in queste pubblicazioni finanziate e sostenute da appositi network e centri di ricerca dei nemici dell'Islam (non parlo in generale degli "occidentali", parlo proprio di network islamofobi ed impegnati a cercare di distruggere l'Islam dalle fondamenta), e la tua mente è rimasta affascinata e condizionata da queste letture.

Ma dici di aver letto il Qur'an. Anche solo leggere una traduzione del Qur'an dovrebbe renderti molto chiari alcuni punti essenziali e spingerti dunque a porti delle domande che svelano la natura mistificatrice e falsa di tutte queste "correnti liberali" che citi.

Il Qur'an com'è arrivato fino a noi?
In qualche libro antico scoperto da qualche archeologo?
O, piuttosto, di trasmettitore in trasmettitore, quegli stessi trasmettitori che ci hanno trasmesso gli ahadith. E come fai allora a negare parte integrante della tradizione islamica (la Sunnah profetica, cui Allah ci ordina di ubbidire nello stesso Qur'an), per accettare solo l'altra parte (il Qur'an), quando entrambe sono state trasmesse fino a noi dalle stesse persone?

Se li reputi bugiardi e falsificatori (na`udhubillah), che senso ha considerarli tali solo quando hanno trasmesso gli ahadith, e non quando hanno trasmesso il Qur'an?

Dici:

khadija81 ha scritto:
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
(...)
riconosco tutti i libri sacri Corano incluso


Ma il fatto è che non sei davvero una serva di Dio se rinneghi parte integrante della sua Rivelazione e non ti sottometti pienamente ai Suoi ordini; non riconosci davvero il Qur'an se non lo accetti nell'interezza del suo messaggio e dei suoi significati.

أَ فَتُؤْمِنُونَ بِبَعْضِ الْكِتَابِ وَتَكْفُرُونَ بِبَعْض ٍ فَمَا جَزَاءُ مَنْ يَفْعَلُ ذَلِكَ مِنْكُمْ إِلاَّ خِزْي ٌ فِي الْحَيَاةِ الدُّنْيَا وَيَوْمَ الْقِيَامَةِ يُرَدُّونَ إِلَى أَشَدِّ الْعَذَابِ وَمَا اللَّهُ بِغَافِلٍ عَمَّا تَعْمَلُونَ

"Cosa?! Credete in una parte del Libro e ne rinnegate un'altra parte? Non c'è altro compenso per colui che agisce così se non l'obbrobrio in questa vita e il castigo più terribile nel Giorno della Resurrezione. Allah non è incurante di quello che fate.". al-Qur'an al-Karim, 2, 85.

Ti dò un consiglio in tutta onestà e franchezza, non desiderando per te che il bene (e non ho guadagno materiale alcuno da queste parole): temi Allah, metti a giudizio il tuo nafs, e riconosci che le "motivazioni" per abbracciare il (non-)"Islam" "liberale" non sono che del tipo

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: è più "comodo", perché così puoi scegliere quali regole "accettare" e con quali "non essere d'accordo" e rifiutare.

Ma Allah dice:

وَمَا كَانَ لِمُؤْمِن ٍ وَلاَ مُؤْمِنَة ٍ إِذَا قَضَى اللَّهُ وَرَسُولُهُ~ُ أَمْراً أَنْ يَكُونَ لَهُمُ الْخِيَرَةُ مِنْ أَمْرِهِمْ وَمَنْ يَعْصِ اللَّهَ وَرَسُولَه ُُ فَقَدْ ضَلَّ ضَلاَلا ً مُبِينا ً

"Quando Allah e il Suo Inviato hanno decretato qualcosa, non è bene che il credente o la credente scelgano a modo loro. Chi disobbedisce ad Allah e al Suo Inviato palesemente si travia". al-Qur'an, al-Karim, 33, 36.

يَا أَيُّهَا الَّذِينَ آمَنُوا ادْخُلُوا فِي السِّلْمِ كَافَّة ً وَلاَ تَتَّبِعُوا خُطُوَاتِ الشَّيْطَانِ إِنَّه ُُ لَكُمْ عَدُوّ ٌ مُبِين ٌ

"O voi che credete! Entrate in Islam completamente. Non seguite le tracce di Satana. In verità egli è il vostro dichiarato nemico". al-Qur'an al-Karim, 2, 208.

الْيَوْمَ أَكْمَلْتُ لَكُمْ دِينَكُمْ وَأَتْمَمْتُ عَلَيْكُمْ نِعْمَتِي وَرَضِيتُ لَكُمُ الإِسْلاَمَ دِينا

"Oggi ho reso perfetta la vostra religione, ho completato per voi la Mia grazia e Mi è piaciuto darvi per religione l'Islam". al-Qur'an al-Karim, 5, 3.

وَمَنْ يَبْتَغِ غَيْرَ الإِسْلاَمِ دِينا ً فَلَنْ يُقْبَلَ مِنْهُ وَهُوَ فِي الآخِرَةِ مِنَ الْخَاسِرِينَ

"Chi vuole una religione diversa dall'Islàm, il suo culto non sarà accettato , e nell'altra vita sarà tra i perdenti". al-Qur'an al-Karim, 3. 85.

Anche solo da un punto di vista "logico", come si può pensare che Allah abbia "nascosto" per 1400 anni la vera interpretazione della Sua religione e sviato in massa tutti i sapienti di tutte le epoche fino all'arrivo qualche anno fa di una convertita americana che non sa nemmeno l'arabo (

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) ed altri personaggi simili che avrebbero finalmente "capito" che gli ahadith sarebbero da rigettare e avrebbero scoperto il "vero Islam", che guarda caso coincide in tutto e per tutto ai desideri ed alle ideologie dei network politico-culturali che li finanziano, sostengono e promuovono?!

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Von Sor
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 4:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
Però non ho mai condiviso le idee dell'islam tradizionale


Salam Sorella.
Quoto quanto scritto dal fratello Umar.
La sottomissione all'unico Dio implica innanzitutto la presa di coscienza che la verità proviene da lui e non da noi.
Noi ci differenziamo dai miscredenti perchè a differenza loro non crediamo che "l'uomo sia misura di tutte le cose". Anzi. L'uomo non è misura di alcunchè. Egli è un mutante che un giorno è ateo, un altro giorno è teista e l'altro ancora induista ecc. E fare affidamento sull'uomo sarebbe come tentare di salire su di una macchina in corsa.
Gli uomni che hanno cercato il canone in se stessi, vi hanno trovato solo caos e carcasse di verità e ideali ora esaltati e ora abbandonati.
Stesso discorso vale per la società.
Seppur ad un andamento molto più lento, la società è una realtà mutevole quanto l'uomo.
Coloro che hanno tentato di attraccare la verità ad un modello sociale/politico hanno fatto lo stesso errore di chi tenta di attraccare la nave ad un ormeggio instabile...Un pò di vento e la nave se ne va per la sua via.
La verità non tramonta. L'islamo-comunismo, l'islamo-fascismo, l'islamo-liberalismo, l'islam democratico ecc. si.
Sono mortali come qualsiasi altro ideale umano. E allora che senso ha credervi?
E' privo di senso qualsiasi tentativo di subordinare la verità ad un modello politico/sociale transitorio.
Ciò che invece non rende inattuale il modello politico Islamico è che esso è a priori costruito su misura della verità e non il contrario . Ovvero è l'unico modello politico nel quale la verità si trova ad essere regina e non serva.
In grecia c'era la pedofilia. Oggi ci scandalizza. In Nebraska c'è la sedia elettica, in Europa ci sembra un abominio. In cina mangiano i gatti e noi invece mangiamo le mucche con forte disappunto degli induisti.
Se si impara qualcosa dalla storia ci si rende conto del valore della parola di Dio. E' l'unica parola che si staglia calma e immobile al di sopra dei rivolgimenti della Storia.
Allora che senso ha storicizzarla e adattarla ai tempi se il suo valore sta proprio nel suo essere al di sopra della storia e dei suoi mutamenti? Nessuno, tanto quanto non ha senso se mentre stai affogando e ti arriva un salvagente ti metti a commentare sulla sua bellezza e rotondità.
L'Islam liberale magari è più accomodante e compatibile con la mentalità odierna. Ma non esiste. E dove trova la sua legittimazione? Da nessuna parte se non nel solito e reiterato pregiudizio che porta l'uomo a reificare la sua condizione storica e considerarla l'unica valida e legittima. Pensa che in una società antropofagica probabilmente i suoi abitanti musulmani potrebbero starsi dicendo: " Secondo noi è arrivato il momento di riformare l'Islam in chiave cannibalica. Non è possibile che tutti si mangino a vicenda mentre noi dobbiamo essere gli unici retrogradi che anzichè mangiarsi si parlano"
O si serve Allah subhana wa taala o si serve il mondo. Se servi Allah subaha wa taala nel modo che il mondo ti fa apparire come il più giusto e non nel modo in cui Allah subhana wa taala ha chiestodi essere adorato, stai servendo sempre e comunque il mondo.

_________________
'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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MessaggioInviato: Lun Feb 18, 2013 10:03 pm    Oggetto: Rispondi citando

Grazie della risposta fratelli.
Siete stati chiari.
Buona serata.
Salam aleycum
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MessaggioInviato: Mar Feb 19, 2013 1:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Mujahidah Von Sor ha scritto:
Citazione:
Cioè assolutamente monoteista e serva di Allah.
Però non ho mai condiviso le idee dell'islam tradizionale


Salam Sorella.
Quoto quanto scritto dal fratello Umar.
La sottomissione all'unico Dio implica innanzitutto la presa di coscienza che la verità proviene da lui e non da noi.
Noi ci differenziamo dai miscredenti perchè a differenza loro non crediamo che "l'uomo sia misura di tutte le cose". Anzi. L'uomo non è misura di alcunchè. Egli è un mutante che un giorno è ateo, un altro giorno è teista e l'altro ancora induista ecc. E fare affidamento sull'uomo sarebbe come tentare di salire su di una macchina in corsa.
Gli uomni che hanno cercato il canone in se stessi, vi hanno trovato solo caos e carcasse di verità e ideali ora esaltati e ora abbandonati.
Stesso discorso vale per la società.
Seppur ad un andamento molto più lento, la società è una realtà mutevole quanto l'uomo.
Coloro che hanno tentato di attraccare la verità ad un modello sociale/politico hanno fatto lo stesso errore di chi tenta di attraccare la nave ad un ormeggio instabile...Un pò di vento e la nave se ne va per la sua via.
La verità non tramonta. L'islamo-comunismo, l'islamo-fascismo, l'islamo-liberalismo, l'islam democratico ecc. si.
Sono mortali come qualsiasi altro ideale umano. E allora che senso ha credervi?
E' privo di senso qualsiasi tentativo di subordinare la verità ad un modello politico/sociale transitorio.
Ciò che invece non rende inattuale il modello politico Islamico è che esso è a priori costruito su misura della verità e non il contrario . Ovvero è l'unico modello politico nel quale la verità si trova ad essere regina e non serva.
In grecia c'era la pedofilia. Oggi ci scandalizza. In Nebraska c'è la sedia elettica, in Europa ci sembra un abominio. In cina mangiano i gatti e noi invece mangiamo le mucche con forte disappunto degli induisti.
Se si impara qualcosa dalla storia ci si rende conto del valore della parola di Dio. E' l'unica parola che si staglia calma e immobile al di sopra dei rivolgimenti della Storia.
Allora che senso ha storicizzarla e adattarla ai tempi se il suo valore sta proprio nel suo essere al di sopra della storia e dei suoi mutamenti? Nessuno, tanto quanto non ha senso se mentre stai affogando e ti arriva un salvagente ti metti a commentare sulla sua bellezza e rotondità.
L'Islam liberale magari è più accomodante e compatibile con la mentalità odierna. Ma non esiste. E dove trova la sua legittimazione? Da nessuna parte se non nel solito e reiterato pregiudizio che porta l'uomo a reificare la sua condizione storica e considerarla l'unica valida e legittima. Pensa che in una società antropofagica probabilmente i suoi abitanti musulmani potrebbero starsi dicendo: " Secondo noi è arrivato il momento di riformare l'Islam in chiave cannibalica. Non è possibile che tutti si mangino a vicenda mentre noi dobbiamo essere gli unici retrogradi che anzichè mangiarsi si parlano"
O si serve Allah subhana wa taala o si serve il mondo. Se servi Allah subaha wa taala nel modo che il mondo ti fa apparire come il più giusto e non nel modo in cui Allah subhana wa taala ha chiestodi essere adorato, stai servendo sempre e comunque il mondo.


Masha'Allah bellissimo post, condivido ogni singola parola; jazakillahu khayran!
Insha'Allah domani aggiungo alcune considerazioni..

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khadija81
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MessaggioInviato: Mer Feb 20, 2013 1:16 pm    Oggetto: Rispondi citando

fratelli non so se va bene questo forum oppure se queste domande vanno spostate in altro post. fatemi sapere. non ho ancora capito bene come funziona.
Vorrei confrontarmi con voi su delle opinioni.

Mi ritengo musulmana da poco e come ho già scritto in modo diverso dalla maggioranza.
Il mio è un percorso sicuramente in evoluzione e soprattutto in questo periodo cerco molte risposte.
Senza nessuna offesa e senza nessuna polemica vi dico che leggendo molti post ma ovviamente non tutti visto che sono tantissimi e lunghissimi, ho sempre avuto la percezione di un forum che esprime un islam per me assolutamente estremista, intransigente e settario.
Sto seguendo da un paio di settimane un corso di introduzione ai tafsir promosso dalla moschea della mia città.
E' tenuto da un studioso convertito 20 anni fa e che segue una tariqa sufi di cui non ricordo il nome.
Vi dico questo per spiegare che seppur all'inizio di un percorso sto cercando di studiare nei limiti di tempo possibile in modo serio e convenzionale perchè è certo che prima di farsi un'idea propria è importante conoscere le basi.
Non puoi certo scrivere un romanzo se non sai leggere e scrivere.
Se voglio confrontarmi con voi è perchè penso che è dal confronto con chi è diverso che si impara di più e non da chi la pensa come te.
Quindi se me lo concedete nei prossimi giorni vi chiederò di confrontarci su delle cose che non comprendo e/o che non condivido e se magari sono state già trattate potrete rimandarmi ad altri post del forum.

Parto da una domanda un pò generale:
Se il Corano è la parola di Allah eterna e immutabile e nel Corano stesso Allah ci informa che è stato reso facile. Perchè interpretarlo dovrebbe richiedere anni di studio?
Cioè perchè non sarebbe possibile interpretarlo da soli e viverlo in modo diretto?
Perchè è necessario fare riferimento a dei sapienti?
E poi chi sono questi sapienti? Cosa hanno studiato? Solo il Corano, la sunna, la grammatica ecc. oppure anche le altre scienze umane?
Per esempio, i sapienti a cui fate riferimento in questo forum, hanno studiato anche storia, filosofia, antropologia, sociologia, psicologia, medicina, fisica ecc. ecc.? Se no, come possono rispondere all'hadith che se non sbaglio viene considerato autentico di cercare la verità fino in Cina?
Direi che forse la carne al fuoco è già abbastanza per oggi.
Grazie di offrirmi le vostre considerazioni.
Salam aleycum
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Fabb Yusuf Tarenti
Utente Senior
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Registrato: 19/09/10 02:25
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MessaggioInviato: Mer Feb 20, 2013 2:51 pm    Oggetto: BismiLlāhi arRaḥmāni arRa&#7 Rispondi citando

Cara khadija81, la vostra umiltà e il vostro impegno nella ricerca della Verità è una cosa molto buona e prego che Allāh vi guidi e accresca la vostra scienza e comprensione.
Che alcune cose di primo acchitto, e provenendo da tutt'altro retroterra, possano sembrare estremiste, esagerate, eccetera è piuttosto normale, ma come vi ha egregiamente spiegato ‘Umar la soluzione non è rigettarle acriticamente e passionalmente, ma approfondire e cercare di capire, e intanto accettare quanto è Legge Divina. Parlate dei Sapienti e chiedete quale sia la loro autorità, ma molte cose oggi considerate estremiste sono palesemente contenute nel Qur'an e chi le rinnega lo fa' in modo del tutto illogico e proprio contrario all'intelligenza umana che voi proponete di usare per interpretare individualmente il Qur'an.

Veniamo alle vostre domande: perché se il Qur'an è facile servono anni per poterlo interpretare? Il punto è che il Qur'an è facile ma anche profondo e complesso, e, se i principi essenziali, in particolare del credo, sono espressi in modo chiaro e comprensibile a tutti, ci sono anche tanti livelli di interpretazione e tanti significati comprensibili solo con uno studio più approfondito.
Perché servono tanti anni di studio? Ma perché il tafsir non è un'interpretazione sensu strictu, non è un commentario teologico o filosofico, ma è un attento studio tecnico: bisogna andare a cercare tutti gli Aḥadiṯ, cioè i resoconti della vita del Profeta ﷺ e dei suoi insegnamenti, per vedere come lui per primo ha spiegato quel versetto che andiamo analizzando, come lo ha tradotto in pratica, come lo hanno spiegato e/o messo in pratica i suoi Ṣaḥaba raḍiaLlāhu ‘anhum, ecc., in che occasione è stato rivelato (asbab unnuzul), come in altri punti del Qur'an stesso o in altri Aḥadiṯ ci sono testi che corroborano o chiariscono o emendano o addirittura abrogano il versetto in analisi, poi serve una conoscenza linguistica immensa, e ancora e ancora.
Come può uno di noi pretendere di conoscere tutte queste cose senza studiare a tempo pieno per anni o decenni?

In passato era la norma a quanto ne so che gli ‘Ulamā’ studiassero anche scienze non prettamente "religiose", come la medicina, la fisica, la psicologia, la storia. Oggi forse non siamo a quel livello, come non lo siamo in tutti gli ambienti, ma mi risulta che nel programma di praticamente tutte le madrasse ci sia lo studio della storia, dell'astronomia e di altre scienze umane e fisiche.
In più so di tanti ‘Ulamā’ contemporanei che hanno anche lauree in medicina, economia o altro.
La domanda che mi sorge spontanea, scusami, è: come mai vi sorge il sospetto che gli ‘Ulamā’ studino solo il Dīn? O ho capito male io e non era un sospetto? E poi come mai nessuno chiede ad un medico o ingegnere se ha studiato anche l'Islam e perché eventualmente non lo abbia fatto?

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(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

Numeri 23:19 (BIBBIA)


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Ven Feb 22, 2013 12:56 am    Oggetto: Rispondi citando

khadija81 ha scritto:
Vorrei confrontarmi con voi su delle opinioni.


Ottima scelta!

khadija81 ha scritto:
Mi ritengo musulmana da poco e come ho già scritto in modo diverso dalla maggioranza.


Allora, proprio a maggior ragione che il tuo percorso è recente, lascia all'iman il tempo di entrare effettivamente nel tuo cuore e nella tua mente, invece di cercare di imprimere sull'Islam le impressioni prestabilite della tua mente modellata su mentalità pre-islamiche.

I primi passi di un Musulmano sono molto delicati: in base alla direzione che prende, può dirigersi verso un progresso graduale ma insha'Allah continuo e che lo porterà ad un miglioramento costante, o, invece, può decidere di fermarsi subito lì dov'è, di non combattere alcuna guerra contro il proprio nafs, e di pretendere con assoluta arroganza di dettare lui i termini alla religione appena abbracciata, ergendosi a giudice di cosa lui ritiene di aver "capito" o meno, ed accettando solo ciò con cui ritiene di "essere d'accordo", esercitando il suo nafs (animo passionale) ed il suo intelletto limitato ad arbitro. In tal modo congelerà la sua situazione al punto in cui è, stabilendo come obiettivo da raggiungere il punto esatto in cui si trova, e non vedendo alcun margine di miglioramento richiesto; anzi, sulla base di tale inverecondo atteggiamento, egli penserà che è l'Islam a dover essere "riformato", "moderato", "migliorato", "progredito", per venire incontro al luminoso e perfetto esempio rappresentato dal suo neo-seguace e dalla società non-islamica in cui vive, e dalla sue ideologie.
Questo è il succo di qualsiasi impostazione "riformista"/"modernista": la canonizzazione del "qui ed ora" dominante a verità rivelata, e la relativizzazione di ciò che è invece è davvero la verità divina rivelata, che si vorrebbe costretta a sottomettersi e piegarsi ai dogmi di ciò che si considera effettivamente "irrinunciabile", "immodificabile" ed "innegabile": gli idoli delle ideologie della società in cui si vive (che siano la democrazia, i "diritti umani", il femminismo, il pacifismo, il comunismo, il fascismo, il socialismo, il nazismo, il "progresso", la "
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", etc.).

khadija81 ha scritto:
Il mio è un percorso sicuramente in evoluzione e soprattutto in questo periodo cerco molte risposte.


Ottimo, continua a cercare le risposte, è molto importante, e soprattutto chiedi a Dio di guidarti a ciò che Lui accetta e vuole.

khadija81 ha scritto:
Senza nessuna offesa e senza nessuna polemica vi dico che leggendo molti post ma ovviamente non tutti visto che sono tantissimi e lunghissimi, ho sempre avuto la percezione di un forum che esprime un islam per me assolutamente estremista, intransigente e settario.


E' capitato e capita ogni tanto che qualcuno abbia quest'impressione all'inizio.
Poi, dopo qualche mese od anno di "progresso", anche chi all'inizio aveva quest'impressione ha finito per capire le cose meglio, ed ora diverse di queste persone figurano tra gli utenti più attivi.
Ed è normale che ci voglia del tempo, per capire e migliorarsi.

Il fatto è che "estremista" è un concetto relativo: è tale in relazione ad un qualcosa che viene stabilito ed accettato come "normale".
Se si stipula come normalità il kufr, la fede sembra "estrema", se si fissa come "normale" il politeismo, il monoteismo sembra "estremo", etc.

Il criterio sul quale ci dobbiamo basare, è la rivelazione divina, perché solo Dio ha l'autorità di stabilire cosa è giusto e cosa è sbagliato.

L'unica alternativa, è basare i nostri criteri di giusto e sbagliato su ciò che la società attorno a noi ritiene tale, ed a sua volta, la società non è un organismo amorfe, bensì è orientata e manipolata da "poteri forti", interessi, strategie, etc.

Si tratta quindi di sottomettersi a Dio, o sottomettersi alla "società", ed ai suoi cangianti e variopinti valori, valori il più delle volte sventolati per pura retorica e senza alcuna sincerità, e calpestati per primi proprio da chi li utilizza propagandisticamente per "scomunicare" questo o quel nemico ribelle di turno.

Tornando a noi ed a questo forum, noi possiamo "garantire" una cosa semplice, ovverosia che la nostra intenzione ed i nostri sforzi vanno nella direzione di presentare semplicemente l'effettiva posizione islamica sui vari argomenti che trattiamo.

La prova di ciò è molto semplice: prendi un qualsiasi argomento, prendi la posizione che riportiamo noi, e prendi quella che riportano "altri".
Quindi confronta queste posizioni a fianco di quanto c'è nel Qu'ran, nella Sunnah e nella tradizione islamica.
E apparirà chiaramente chi riporta le cose per come sono (in base alle nostre limitate capacità e con il rischio di commettere degli errori, certamente), e chi invece mente e rigira le cose per compiacere se stesso od altri.

L'Islam è verità, e l'approccio con l'Islam dev'essere quello di ricerca della verità e di sottomissione ad essa.

وَعَسى أَنْ تَكْرَهُوا شَيْئا ً وَهُوَ خَيْر ٌ لَكُمْ وَعَسَى أَنْ تُحِبُّوا شَيْئا ً وَهُوَ شَرّ ٌ لَكُمْ وَاللَّهُ يَعْلَمُ وَأَنْتُمْ لاَ تَعْلَمُونَ

"E' possibile che abbiate avversione per qualcosa che invece è un bene per voi, e può darsi che amiate una cosa che invece vi è nociva. Allah sa e voi non sapete". al-Qur'an al-Karim, 2, 216.

In this case, the truth is that it is Allah Almighty who knows the reality of everything while man does not possess the full range of that knowledge. Therefore, one should not decide on things being good or bad as prompted by personal desires, rather, one must say yes to the command of Allah and follow it consistently as the most expedient course of action.
["Ma`ariful Qur'an" - Mufti Shafi` Usmani -

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khadija81 ha scritto:
Sto seguendo da un paio di settimane un corso di introduzione ai tafsir promosso dalla moschea della mia città.
E' tenuto da un studioso convertito 20 anni fa e che segue una tariqa sufi di cui non ricordo il nome.


Ricordi il nome di questa persona?

khadija81 ha scritto:
Quindi se me lo concedete nei prossimi giorni vi chiederò di confrontarci su delle cose che non comprendo e/o che non condivido e se magari sono state già trattate potrete rimandarmi ad altri post del forum.


Ottimo, siamo a tua disposizione ed in attesa dei tuoi interventi!

khadija81 ha scritto:
Se il Corano è la parola di Allah eterna e immutabile e nel Corano stesso Allah ci informa che è stato reso facile. Perchè interpretarlo dovrebbe richiedere anni di studio?


Semplicemente perché non è che si studia "come interpretarlo" o che ci voglia molto tempo per capire "come interpretarlo"; invece, si studia la sua stessa interpretazione così come ci è stata trasmessa a partire dal Profeta sallallaahu, che ha spiegato i significati del Qur'an ai Suoi Compagni, oltre a recitarlo loro.

Quello che voglio dire, è che non è che il Qur'an sia "difficile" e che ci vogliono anni per poterlo poi interpretare (di testa propria).
Invece, il fatto è che bisogna semplicemente studiare l'interpretazione, che è qualcosa che abbiamo già, e che ci è stata trasmessa assieme e di pari passo al testo stesso del Qur'an, così come il resto delle scienze del Qur'an.

Certamente il Qur'an è "per tutti" ed ogni singolo Musulmano dovrebbe leggerlo ogni giorno e riflettere sui suoi signficati.

Come scrive Mufti Mohammed Sajjad:

"Nessun Musulmano potrebbe o vorrebbe negare che dobbiamo seguire il Corano e la Sunnah: infatti vi è una parte in queste sacre fonti, dalla quale qualsiasi credente può trarre beneficio; ad esempio leggendo il Santo Corano e vedendo il modo in cui Allah l'Altissimo ha trattato le nazioni deviate nel passato ed i tanti insegnamenti contenuti nelle loro storie, le esortazioni ai credenti a temere Allah l'Altissimo, le descrizioni del Paradiso e dell'Inferno, i peccati che dobbiamo evitare, e così via.
Queste sono cose che chiunque può comprendere e questo aspetto del Santo Corano è quello destinato ad ognuno di noi, così come lo è la recitazione dell'intero Corano. Perciò, in questo senso, senza dubbio ogni Musulmano dovrebbere considerare il Santo Corano una guida e leggerlo ogni giorno per orientamento.

Ma vi è anche un aspetto del Corano che ha a che fare con la Legge; ciò richiede una profonda conoscenza della lingua araba, degli Ahadith, dei principi della giurisprudenza e di altre scienze legate al Santo Corano, come la Scienza dell'Abrogazione. Tutto ciò richiede molti anni di perfezionamento; soltanto allora una persona può comprendere tali testi in termini di giurisprudenza.

Offrire la propria comprensione di un testo sacro senza un'adeguata formazione significa deridere la Religione. Sarebbe come permettere ad una persona che abbia letto uno o due libri sulla chirurgia, di eseguire un by-pass cardiaco su un paziente. Ovviamente, nessuno al mondo lo permetterebbe, perchè è evidente che un tale "medico" non avrebbe acquisito le abilità e la conoscenza necessaria che si raggiungono passando molto tempo in loco sotto la tutela di esperti che gli trasmettano la loro conoscenza.
"
[Da:

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]

Ciò che bisogna evitare è, dunque, interpretare il Qur'an di testa propria se non si hanno le competenze per farlo (che riguardano un gran numero di discipline: è per questo che ci vogliono molti anni di studio) e se non si conosce l'effettivo significato (e ciò ci è stato proibito dal Profeta stesso sallallaahu, e Dio ci ha ordinato nel Qur'an di obbedire al Profeta sallallaahu).

L'idea di una scienza dell'interpretazione non è qualcosa di campato in aria, è pura logica: se tu prendi un versetto del Qur'an, e ti chiedo cosa significa il termine "yawm", mi risponderai subito che significa "giorno".
Se però neghi la trasmissione delle scienze islamiche e tutto il relativo apparato, la domanda che ti farò immediatamente è "come fai a sapere che "yawm" significa "giorno""?
Non è una domanda banale.
Gli stessi "significati" delle singole parole sono stati trasmessi e li conosciamo per questo motivo, e non certo perché Dio avrebbe rivelato un libro di carta 1400 anni fa con accanto un dizionario arabo-italiano.

Invece, Dio ha rivelato il Qur'an al Profeta Muhammad sallallaahu, e nello stesso Qur'an ha elencato, tra i compiti del Profeta sallallaahu, quello di insegnare i significato del Qur'an e trasmettere la conoscenza della Sunnah; nelle parole di Shaykh al-Islam Mufti Taqi Usmani:

"The same functions were attributed to the Holy Prophet sallallaahu in the prayer of Sayyidna Ibrahim sallallaahu when, according to the Holy Qur’ân, he prayed:

Our Lord, raise in their midst a messenger from among themselves who recites to them Your verses and teaches them the Book and the Wisdom and purifies them… (2:129)

These are the terms of reference given to the Holy Prophet sallallaahu which include four distinct functions and the Holy Prophet sallallaahu has been entrusted with all of them:

(1) Recitation of the Verses of Allâh.

(2) Teaching the Book of Allâh.

(3) Teaching the Wisdom.

(4) Making the people pure.

Thus, the Holy Qur’ân leaves no ambiguities in the fact that the Holy Prophet sallallaahu is not supposed to merely recite the verses and then leave it to the people to interpret and apply them in whatever manner they like. Instead, he is sent to “teach” the Book. Then, since teaching the Book is not enough, he is also required to teach “Wisdom” which is something additional to the “Book.” Still, this is not enough, therefore the Holy Prophet sallallaahu has also to “make the people pure,” meaning thereby that the theoretical teaching of the Book and the “Wisdom” must be followed by a practical training to enable the people to apply the Book and the Wisdom in the way Allâh requires them to apply.

These verses of the Holy Qur’ân describe the following functions of the Holy Prophet sallallaahu:

(a) He is the authority in the way the Holy Book [the Qur’ân] has to be recited.

(b) He has the final word in the interpretation of the Book.

(c) He is the only source at which the wisdom based on divine guidance can be learned.

(d) He is entrusted with the practical training of the people to bring his teachings into practice.

These functions of the Holy Prophet sallallaahu can never be carried out unless his teachings, both oral and practical, are held to be authoritative for his followers, and the Muslims who are given under his training are made bound to obey and follow him. The functions (b) and (c), namely, the teaching of the Book and Wisdom require that his sayings should be binding on the followers, while the function (d), the practical training, requires that his acts should be an example for the Ummah, and the Ummah should be bound to follow it.

It is not merely a logical inference from the verses of the Holy Qur’ân quoted above, but it is also mentioned in express terms by the Holy Qur’ân in a large number of verses which give the Muslims a mandatory command to obey and follow him. While doing so, the Holy Qur’ân has used two different terms, namely the “itaa’ah” (to obey) and “ittibaa’” (to follow). The first term refers to the orders and sayings of the Holy Prophet sallallaahu while the second relates to his acts and practice. By ordering the Muslims both to “obey” and to “follow” the Holy Prophet sallallaahu, the Holy Qur’ân has given an authority to both his sayings and acts
".
["The Authority of the Sunnah" - Shaykh al-Islam Mufti Muhammad Taqi Usmani]

Da altri post:

"Dio ha inviato molti Messaggeri e Molti libri: ha inviato diversi Profeti ammonitori senza Libri, ma non ha mai fatto scendere un Libro senza un Profeta che lo insegnasse e spiegasse.

Questa riflessione apre davvero un "universo" sul ruolo e l'importanza dei Profeti, Pace su tutti loro.

(...)

Dio non ha semplicemente rivelato un Libro e basta, da lasciare all'interpretazione fallace del primo arrivato, ma ha rivelato un Libro E ASSIEME ad esso ha inviato un Messaggero (Pace e Benedizioni su di lui) per insegnarlo, spiegarlo, interpretarlo, e questo stesso Messaggero (Pace e Benedizioni su di lui) durante la sua vita ha insegnato ai suoi Compagni (Iddio sia soddisfatto di tutti loro) il modo in cui ricavare regole giuridiche a partire dal Corano (e dalla sua Sunnah): c'è ad esempio un celebre hadith in cui il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) inviò uno dei suoi Compagni (Iddio sia soddisfatto di tutti loro) ad insegnare l'Islam ad una tribù recentemente islamizzata: gli chiese allora come avrebbe fatto a rispondere alle loro domande su questioni religiose, e questi disse che avrebbe fatto riferimento al Corano, e se non vi avesse trovato la risposta, alla Sunnah, e se non vi avesse trovato la risposta, al suo sforzo interpretativo (egli era evidentemente una persona qualificata ad esercitare lo sforzo interpretativo direttamente dalle fonti: certo il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) non avrebbe inviato un ignorante ad insegnare la religione!).

Ti apparirà allora chiaro che la cornice esegetico-interpretativa non è una maschera "calata a forza" su una "sola scriptura" originaria, ma che piuttosto, essa è la continuazione dello stesso identico metodo stabilito e delineatosi nel tempo in cui la stessa rivelazione è stata fatta scendere, ed al tempo in cui lo stesso Messaggero (Pace e Benedizioni su di lui) ha vissuto; anzi, lui stesso ha segnalato -tra i suoi Compagni (Iddio sia soddisfatto di tutti loro) chi avesse la maggiore autorevolezza nell'intepretare il Corano, chi nel fornire responsi giuridici (fatawa), e così via.

Quindi, è da subito, da sempre, e a partire dagli ordini divini presenti nello stesso Libro, nella stessa Parola, che si è delineato il "metodo interpretativo tradizionale" che conosciamo ancora oggi e che è quello dell'Islam sunnita
".

Vedi anche:

khadija81 ha scritto:
Cioè perchè non sarebbe possibile interpretarlo da soli e viverlo in modo diretto?


Perché non si tratta di una qualche opera artistica scritta da un essere umano, da interpreta in base al nostro "umore" e "sensibilità" come se fosse un quadro: si tratta del messaggio e della rivelazione divina, che Dio ha rivelato con dei precisi significati, ed il nostro approccio leggendo il Suo Libro dev'essere quello di cercare di capire "cos'ha voluto dire Dio con questo versetto?" (e quindi studiare ciò che è stato trasmesso a questo riguardo) e non "come posso trovare conferma in questo versetto di ciò che già dentro di me voglio trovarvi?"..

Questo non vuole affatto dire che non si viva il Qur'an in "modo diretto"; semplicemente che non si fraintendano i suoi significati; poi, il rapporto di un credente con Dio resta assolutamente diretto.

khadija81 ha scritto:
Perchè è necessario fare riferimento a dei sapienti?
E poi chi sono questi sapienti?


Semplicemente persone che hanno studiato e che hanno conseguito le competenze necessarie per poter parlare con cognizione di causa e non "tanto per muovere la bocca".

Abbiamo già discusso del ruolo e dell'importanza dei sapienti in altri thread e post, ai quali ti rimando:

Il Rispetto della Conoscenza e dei Sapienti -

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Sui Detti e Fatti del Profeta sallallaahu -

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Anche se è molto materiale, ti invito a leggere tutto con calma ed attenzione, ed in tal modo insha'Allah quanto contenuto risponderà a molte tue domande.

Noto una certa prevenzione ed acrimonia nelle tue domande sui "sapienti", presumo sia anche questo un portato dell'esperienza storica e del retroterra culturale cattolico e quindi della comprensibile sfiducia istintiva verso coloro che potrebbero sembrare "preti" che si "interpongono" tra Dio ed i Suoi servi. Val la pena ricordare per l'ennesima volta che il ruolo dei sapienti nell'Islam è molto diverso da quello dei "sacerdoti" in altre religioni, ma questo è già stato spiegato nei post linkati..

khadija81 ha scritto:
Cosa hanno studiato? Solo il Corano, la sunna, la grammatica ecc. oppure anche le altre scienze umane?
Per esempio, i sapienti a cui fate riferimento in questo forum, hanno studiato anche storia, filosofia, antropologia, sociologia, psicologia, medicina, fisica ecc. ecc.?


A questo ha già risposto il fratello Yusuf.
Tradizionalmente l'Islam non ha conosciuto una dicotomia tra "scienze religiose" e "scienze naturali", e dunque entrambe facevano parte del curriculum classico di studi degli `Ulama', che erano spesso anche astronomi, medici, etc.

Ad ogni modo, se anche una persona non riuscisse a riunire in sè tutte queste conoscenze (ma perché non ci chiediamo lo stesso di Amina Wadud e degli altri?), c'è un principio accettato della giurisprudenza in base al quale per poter affrontare questioni che hanno a che fare con altre scienze come appunto astronomia, fisica, etc., diventa necessario per un sapiente (se già non le aveva) acquisire in prima persona le competenze necessarie, e se ciò non fosse possibile, almeno consultare un esperto del campo.

khadija81 ha scritto:
all'hadith che se non sbaglio viene considerato autentico di cercare la verità fino in Cina?


Quell'hadith è considerato "debole", ma questo è un altro discorso.


Infine, riguardo all'importanza della Sunnah e degli ahadith (che i "coranisti" rigettano):

L'Autorità della Sunnah -

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La Necessità di Seguire la Sunnah in Ogni Questione -

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Che Cos'è la Sunnah? "Ma Ana `alayhi wa Ashabiy"! -

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Veridicità Ahadith? -

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Quale differenza tra Corano e Ahadith? -

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Muhammad sallallaahu esempio da seguire? -

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Mar 07, 2013 11:19 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Sab Feb 23, 2013 11:16 pm    Oggetto: grazie per i link Rispondi citando

intanto leggerò quelli.
Dico solo due cose in anticipo.

Sembra che vincere la guerra contro il proprio nafs sia pensarla come voi, ovvero che la pena di mote è bella perchè l'ha decisa Allah, la lapidazione è giusta e corretta, le donne si devono far vedere il meno possibile in giro perchè si sa creano fitna, uccidere gli apostati perchè lo dice il Profeta salla llahu alayhi wa sallam, tutto ciò che è dubbio è sicuramente male ecc. ecc.
Insomma più che musulamani mi sembrate farisei.
Dai vostri discorsi e dalle vostre convinzioni vedo paura nei confronti dell'essere umano più che timore di Allah.
Sembra che l'unico modo per rimanere fedeli al messaggio dell'islam sembra cristallizzare la società a 1400 anni fa.
La parola tradizione in italiano deriva dal latino tradere che è la stessa radice di tradimento o di traduzione. Un messaggio è proprio nel tradimento e nella sua traduzione che si rinnova e rimane fedele a se stesso, altrimenti muore.
Al di là del fatto che io mi sia etichettata come coranita (a volte le etichette che ci mettiamo sono solo un modo per rendere più facile un'idea ma non corrispondono sempre al vero) non mi importa più di tanto quanto siano veri gli hadith che ci sono pervenuti ma piuttosto a me interessa quanto possano aiutarmi ad avvicinarmi o meno ad Allah. Per me il Corano è quello che Allah stesso dice che sia ovvero una guida per i timorati, una legge metafisica, una via...
Mi sono avvicinata all'islam perchè in esso ho trovato la via senza dogmi, perchè non ti chiede di credere senza ragionare. Allah ha riposto un grandissimo bene nell'essere umano ed è per questo che gli ha dato la possibilità di scegliere grazie al dono dell'intelletto.
Qualche giorno fa ho parlato di voi alla mia maestra, una signora turca dolcissima che mi ha detto di lasciar perdere e di non sprecarmi più di tanto in questo forum perchè chi nega la molteplicità nell'islam e delle possibili interpretazioni nega la stessa unicità divina che abbraccia tutte le differenze.
Quando vi ho scritto avevo litigato con mio marito che si era intestardito con il fatto che secondo lui dovrei mettere il velo ed io non me la sento. La mia maestra mi ha difeso seppure lei il velo lo porta per sua libera scelta da molti anni ma trova assolutamente anti islamico fare pressione su qualcuno affinchè lo porti perchè finirebbe per ottenere solo l'effetto contrario.
Purtroppo però il mio maritino è nato e cresciuto tra i salafiti tunisini e paradossalmente non ha mai letto tutto il Corano seppure lui si sente musulmano.
Fortunatamente è un uomo buono e dolcissimo e mi ama tanto quanto lo amo io quindi siamo riusciti a chiarirci su questo e ci siamo promessi di studiare insieme il più possibile per crescere nella fede e costruire una famiglia islamica che è tutto quello che voglio.
Per me combattere la propria nafs non vuol dire affatto negare la mia fede nei diritti umani così come intesi nel mondo occidentale ma anzi significa combattere le mie pigrizie le mie paure e impegnarmi per i diritti umani, per un islam della giustizia e non del formalismo.
Mi sono avvicinata all'islam nel 2005 perchè ero fidanzata con un ragazzo senegalese straordinario.
Quando l'ho conosciuto sapevo ben poco dell'islam ma ho pensato che se tutti i musulmani fossero come lui il mondo sarebbe stato un posto migliore.
Ci siamo conosciuti in Amnesty international e lui era figlio di uno sheyk sufi.
Conosceva molto bene l'islam ed era molto praticante ma assolutamente contrario alle interpretazioni simil salafite di questo sito (anche se non vi dichiarate tali)
Mi spiegava come secondo lui era suo dovere battersi per i diritti umani, i diritti delle donne e persino dei gay, contro la tortura fisica e psicologica e contro la pena di morte perchè il Profeta oggi avrebbe fatto lo stesso.
Credo che gli esempi fatti con la pedofilia nell'antica grecia e il cannibalismo non abbiano alcun senso logico in quanto credo in una capacità innata dell'essere umano di riconoscere il bene dal male seppure è una pratica abituale.
Ad esempio la nostra società italiana svilisce la femminilità riducendola ad oggetto di consumo. Il male in questo lo percepiscono persino le protagoniste eppure se si perpetua non è perchè lo si ritenga un bene ma un vizio della società al quale ci si è assuefatti.
Un bambino violentato nell'antica grecia come oggi le bambine in Arabia Saudita sono assolutamente consapevoli di subire un'ingiustizia ma semplicemente lo si percepisce come una situazione non modificabile proprio come per l'uccisione delle bambine in epoca preislamica.
Il Corano come i libri sacri che lo hanno preceduto in ogni epoca e cultura ci aiutano a più livelli (questo lo sentito al corso di tafsir) ad analizzare le storture delle nostre società per migliorarle.
Mi fermo qui perchè altrimenti non mi fermo più.
Perdonate i mille errori ma sto scrivendo di getto e non ho tempo di rivedere cmq nei prossimi gg leggerò il resto.
Non ho ancora capito come si quota, ma ho letto con attenzione la tua risposta umarandrea, che però trovo seppur molto convinta, precisa e puntuale, assolutamente appartenere ad un altro mondo e assolutamente lontano dal comune buon senso che contraddistinguerebbe qualsiasi essere umano sano di mente in qualsiasi cultura. cmq per quanto riguarda il discorso del perchè non
chiediamo mai ad un medico se ha studiato anche l'islam è semplice perchè può fare bene un'operazione anche un medico ateo mentre chi esprime pareri giuridici vincolanti basati sulla sua limitata comprensione della volontà divina può fare danni enormi.
Un filosofo o un giudice laico parlano a nome proprio o interpretando una legge umana criticabile e modificabile mentre uno sheyk presuppone di parlare attraverso una scienza divina in nome di Allah e i suoi verdetti e le sue opinioni sono difficilmente criticabili.
Leggere una fatwa di una sheyk in arabia saudita che al pio marito di una sposa impubere (una bambina) che gli chiedeva fino a che punto poteva spingersi con lei, risponde che poteva ottenere l'orgasmo strofinandosi sulle natiche o il corpo della bambina ma senza penetrarla mi fa sinceramente voltare letteralmente lo stomaco e proprio non capisco come la mia nafs c'entri con il mio naturale senso di vomito nel sentire una cosa del genere. Chi dice una cosa simile non è certo una persona che si è elevata sulla propria nafs ma semplicemente si è disumanizzata.
Leggerò con calma le altre cose e cercherò di trarne delle conclusioni e delle domande.
magari cerco anche di capire come si quota per essere più precisa nelle domande.
Salama eleycum
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MessaggioInviato: Dom Feb 24, 2013 5:34 am    Oggetto: Re: grazie per i link Rispondi citando

khadija81 ha scritto:
intanto leggerò quelli.
Dico solo due cose in anticipo.

Sembra che vincere la guerra contro il proprio nafs sia pensarla come voi, ovvero che la pena di mote è bella perchè l'ha decisa Allah, la lapidazione è giusta e corretta, le donne si devono far vedere il meno possibile in giro perchè si sa creano fitna, uccidere gli apostati perchè lo dice il Profeta salla llahu alayhi wa sallam, tutto ciò che è dubbio è sicuramente male ecc. ecc.
Insomma più che musulamani mi sembrate farisei.
Dai vostri discorsi e dalle vostre convinzioni vedo paura nei confronti dell'essere umano più che timore di Allah.
Sembra che l'unico modo per rimanere fedeli al messaggio dell'islam sembra cristallizzare la società a 1400 anni fa.
La parola tradizione in italiano deriva dal latino tradere che è la stessa radice di tradimento o di traduzione. Un messaggio è proprio nel tradimento e nella sua traduzione che si rinnova e rimane fedele a se stesso, altrimenti muore.
Al di là del fatto che io mi sia etichettata come coranita (a volte le etichette che ci mettiamo sono solo un modo per rendere più facile un'idea ma non corrispondono sempre al vero) non mi importa più di tanto quanto siano veri gli hadith che ci sono pervenuti ma piuttosto a me interessa quanto possano aiutarmi ad avvicinarmi o meno ad Allah. Per me il Corano è quello che Allah stesso dice che sia ovvero una guida per i timorati, una legge metafisica, una via...
Mi sono avvicinata all'islam perchè in esso ho trovato la via senza dogmi, perchè non ti chiede di credere senza ragionare. Allah ha riposto un grandissimo bene nell'essere umano ed è per questo che gli ha dato la possibilità di scegliere grazie al dono dell'intelletto.
Qualche giorno fa ho parlato di voi alla mia maestra, una signora turca dolcissima che mi ha detto di lasciar perdere e di non sprecarmi più di tanto in questo forum perchè chi nega la molteplicità nell'islam e delle possibili interpretazioni nega la stessa unicità divina che abbraccia tutte le differenze.
Quando vi ho scritto avevo litigato con mio marito che si era intestardito con il fatto che secondo lui dovrei mettere il velo ed io non me la sento. La mia maestra mi ha difeso seppure lei il velo lo porta per sua libera scelta da molti anni ma trova assolutamente anti islamico fare pressione su qualcuno affinchè lo porti perchè finirebbe per ottenere solo l'effetto contrario.
Purtroppo però il mio maritino è nato e cresciuto tra i salafiti tunisini e paradossalmente non ha mai letto tutto il Corano seppure lui si sente musulmano.
Fortunatamente è un uomo buono e dolcissimo e mi ama tanto quanto lo amo io quindi siamo riusciti a chiarirci su questo e ci siamo promessi di studiare insieme il più possibile per crescere nella fede e costruire una famiglia islamica che è tutto quello che voglio.
Per me combattere la propria nafs non vuol dire affatto negare la mia fede nei diritti umani così come intesi nel mondo occidentale ma anzi significa combattere le mie pigrizie le mie paure e impegnarmi per i diritti umani, per un islam della giustizia e non del formalismo.
Mi sono avvicinata all'islam nel 2005 perchè ero fidanzata con un ragazzo senegalese straordinario.
Quando l'ho conosciuto sapevo ben poco dell'islam ma ho pensato che se tutti i musulmani fossero come lui il mondo sarebbe stato un posto migliore.
Ci siamo conosciuti in Amnesty international e lui era figlio di uno sheyk sufi.
Conosceva molto bene l'islam ed era molto praticante ma assolutamente contrario alle interpretazioni simil salafite di questo sito (anche se non vi dichiarate tali)
Mi spiegava come secondo lui era suo dovere battersi per i diritti umani, i diritti delle donne e persino dei gay, contro la tortura fisica e psicologica e contro la pena di morte perchè il Profeta oggi avrebbe fatto lo stesso.
Credo che gli esempi fatti con la pedofilia nell'antica grecia e il cannibalismo non abbiano alcun senso logico in quanto credo in una capacità innata dell'essere umano di riconoscere il bene dal male seppure è una pratica abituale.
Ad esempio la nostra società italiana svilisce la femminilità riducendola ad oggetto di consumo. Il male in questo lo percepiscono persino le protagoniste eppure se si perpetua non è perchè lo si ritenga un bene ma un vizio della società al quale ci si è assuefatti.
Un bambino violentato nell'antica grecia come oggi le bambine in Arabia Saudita sono assolutamente consapevoli di subire un'ingiustizia ma semplicemente lo si percepisce come una situazione non modificabile proprio come per l'uccisione delle bambine in epoca preislamica.
Il Corano come i libri sacri che lo hanno preceduto in ogni epoca e cultura ci aiutano a più livelli (questo lo sentito al corso di tafsir) ad analizzare le storture delle nostre società per migliorarle.
Mi fermo qui perchè altrimenti non mi fermo più.
Perdonate i mille errori ma sto scrivendo di getto e non ho tempo di rivedere cmq nei prossimi gg leggerò il resto.
Non ho ancora capito come si quota, ma ho letto con attenzione la tua risposta umarandrea, che però trovo seppur molto convinta, precisa e puntuale, assolutamente appartenere ad un altro mondo e assolutamente lontano dal comune buon senso che contraddistinguerebbe qualsiasi essere umano sano di mente in qualsiasi cultura. cmq per quanto riguarda il discorso del perchè non
chiediamo mai ad un medico se ha studiato anche l'islam è semplice perchè può fare bene un'operazione anche un medico ateo mentre chi esprime pareri giuridici vincolanti basati sulla sua limitata comprensione della volontà divina può fare danni enormi.
Un filosofo o un giudice laico parlano a nome proprio o interpretando una legge umana criticabile e modificabile mentre uno sheyk presuppone di parlare attraverso una scienza divina in nome di Allah e i suoi verdetti e le sue opinioni sono difficilmente criticabili.
Leggere una fatwa di una sheyk in arabia saudita che al pio marito di una sposa impubere (una bambina) che gli chiedeva fino a che punto poteva spingersi con lei, risponde che poteva ottenere l'orgasmo strofinandosi sulle natiche o il corpo della bambina ma senza penetrarla mi fa sinceramente voltare letteralmente lo stomaco e proprio non capisco come la mia nafs c'entri con il mio naturale senso di vomito nel sentire una cosa del genere. Chi dice una cosa simile non è certo una persona che si è elevata sulla propria nafs ma semplicemente si è disumanizzata.
Leggerò con calma le altre cose e cercherò di trarne delle conclusioni e delle domande.
magari cerco anche di capire come si quota per essere più precisa nelle domande.
Salama eleycum


Assalam 3alaikum "sorella" khadija;

Sono stato preso nel confrontarmi con lei indirettamente, ti potrei rispondere con una sola frase...

Secondo te chi è meglio uno che parla secondo quello che dice il Corano e la sunna del nostro amatissimo profeta pace benedizione su di lui, oppure uno che parla secondo quello che dice il proprio nafs e che segue persone imperfette che hanno teorizzato quello che è giusto o sbagliato ?

_________________
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MessaggioInviato: Dom Feb 24, 2013 11:06 am    Oggetto: Re: grazie per i link Rispondi citando

khadija81 ha scritto:
intanto leggerò quelli.
Dico solo due cose in anticipo.

Sembra che vincere la guerra contro il proprio nafs sia pensarla come voi, ovvero che la pena di mote è bella perchè l'ha decisa Allah, la lapidazione è giusta e corretta, le donne si devono far vedere il meno possibile in giro perchè si sa creano fitna, uccidere gli apostati perchè lo dice il Profeta salla llahu alayhi wa sallam, tutto ciò che è dubbio è sicuramente male ecc. ecc.
Insomma più che musulamani mi sembrate farisei.
Dai vostri discorsi e dalle vostre convinzioni vedo paura nei confronti dell'essere umano più che timore di Allah.
Sembra che l'unico modo per rimanere fedeli al messaggio dell'islam sembra cristallizzare la società a 1400 anni fa.
La parola tradizione in italiano deriva dal latino tradere che è la stessa radice di tradimento o di traduzione. Un messaggio è proprio nel tradimento e nella sua traduzione che si rinnova e rimane fedele a se stesso, altrimenti muore.
Al di là del fatto che io mi sia etichettata come coranita (a volte le etichette che ci mettiamo sono solo un modo per rendere più facile un'idea ma non corrispondono sempre al vero) non mi importa più di tanto quanto siano veri gli hadith che ci sono pervenuti ma piuttosto a me interessa quanto possano aiutarmi ad avvicinarmi o meno ad Allah. Per me il Corano è quello che Allah stesso dice che sia ovvero una guida per i timorati, una legge metafisica, una via...
Mi sono avvicinata all'islam perchè in esso ho trovato la via senza dogmi, perchè non ti chiede di credere senza ragionare. Allah ha riposto un grandissimo bene nell'essere umano ed è per questo che gli ha dato la possibilità di scegliere grazie al dono dell'intelletto.
Qualche giorno fa ho parlato di voi alla mia maestra, una signora turca dolcissima che mi ha detto di lasciar perdere e di non sprecarmi più di tanto in questo forum perchè chi nega la molteplicità nell'islam e delle possibili interpretazioni nega la stessa unicità divina che abbraccia tutte le differenze.
Quando vi ho scritto avevo litigato con mio marito che si era intestardito con il fatto che secondo lui dovrei mettere il velo ed io non me la sento. La mia maestra mi ha difeso seppure lei il velo lo porta per sua libera scelta da molti anni ma trova assolutamente anti islamico fare pressione su qualcuno affinchè lo porti perchè finirebbe per ottenere solo l'effetto contrario.
Purtroppo però il mio maritino è nato e cresciuto tra i salafiti tunisini e paradossalmente non ha mai letto tutto il Corano seppure lui si sente musulmano.
Fortunatamente è un uomo buono e dolcissimo e mi ama tanto quanto lo amo io quindi siamo riusciti a chiarirci su questo e ci siamo promessi di studiare insieme il più possibile per crescere nella fede e costruire una famiglia islamica che è tutto quello che voglio.
Per me combattere la propria nafs non vuol dire affatto negare la mia fede nei diritti umani così come intesi nel mondo occidentale ma anzi significa combattere le mie pigrizie le mie paure e impegnarmi per i diritti umani, per un islam della giustizia e non del formalismo.
Mi sono avvicinata all'islam nel 2005 perchè ero fidanzata con un ragazzo senegalese straordinario.
Quando l'ho conosciuto sapevo ben poco dell'islam ma ho pensato che se tutti i musulmani fossero come lui il mondo sarebbe stato un posto migliore.
Ci siamo conosciuti in Amnesty international e lui era figlio di uno sheyk sufi.
Conosceva molto bene l'islam ed era molto praticante ma assolutamente contrario alle interpretazioni simil salafite di questo sito (anche se non vi dichiarate tali)
Mi spiegava come secondo lui era suo dovere battersi per i diritti umani, i diritti delle donne e persino dei gay, contro la tortura fisica e psicologica e contro la pena di morte perchè il Profeta oggi avrebbe fatto lo stesso.
Credo che gli esempi fatti con la pedofilia nell'antica grecia e il cannibalismo non abbiano alcun senso logico in quanto credo in una capacità innata dell'essere umano di riconoscere il bene dal male seppure è una pratica abituale.
Ad esempio la nostra società italiana svilisce la femminilità riducendola ad oggetto di consumo. Il male in questo lo percepiscono persino le protagoniste eppure se si perpetua non è perchè lo si ritenga un bene ma un vizio della società al quale ci si è assuefatti.
Un bambino violentato nell'antica grecia come oggi le bambine in Arabia Saudita sono assolutamente consapevoli di subire un'ingiustizia ma semplicemente lo si percepisce come una situazione non modificabile proprio come per l'uccisione delle bambine in epoca preislamica.
Il Corano come i libri sacri che lo hanno preceduto in ogni epoca e cultura ci aiutano a più livelli (questo lo sentito al corso di tafsir) ad analizzare le storture delle nostre società per migliorarle.
Mi fermo qui perchè altrimenti non mi fermo più.
Perdonate i mille errori ma sto scrivendo di getto e non ho tempo di rivedere cmq nei prossimi gg leggerò il resto.
Non ho ancora capito come si quota, ma ho letto con attenzione la tua risposta umarandrea, che però trovo seppur molto convinta, precisa e puntuale, assolutamente appartenere ad un altro mondo e assolutamente lontano dal comune buon senso che contraddistinguerebbe qualsiasi essere umano sano di mente in qualsiasi cultura. cmq per quanto riguarda il discorso del perchè non
chiediamo mai ad un medico se ha studiato anche l'islam è semplice perchè può fare bene un'operazione anche un medico ateo mentre chi esprime pareri giuridici vincolanti basati sulla sua limitata comprensione della volontà divina può fare danni enormi.
Un filosofo o un giudice laico parlano a nome proprio o interpretando una legge umana criticabile e modificabile mentre uno sheyk presuppone di parlare attraverso una scienza divina in nome di Allah e i suoi verdetti e le sue opinioni sono difficilmente criticabili.
Leggere una fatwa di una sheyk in arabia saudita che al pio marito di una sposa impubere (una bambina) che gli chiedeva fino a che punto poteva spingersi con lei, risponde che poteva ottenere l'orgasmo strofinandosi sulle natiche o il corpo della bambina ma senza penetrarla mi fa sinceramente voltare letteralmente lo stomaco e proprio non capisco come la mia nafs c'entri con il mio naturale senso di vomito nel sentire una cosa del genere. Chi dice una cosa simile non è certo una persona che si è elevata sulla propria nafs ma semplicemente si è disumanizzata.
Leggerò con calma le altre cose e cercherò di trarne delle conclusioni e delle domande.
magari cerco anche di capire come si quota per essere più precisa nelle domande.
Salama eleycum


As-Salam Alayku Sorella Khadija, il tuo post meriterebbe una risposta molto articolata, purtroppo ho poco tempo a disposizione e forse non sono la persona più adatta a risponderti, così mi limito a poche considerazioni del tutto generiche.

Innanzi tutto tradere in latino originariamente significa "dare, consegnare, trasmettere" e non tradire, e da questo significato deriva "tradizione". Successivamente nella tarda antichità venne a significare in molte lingue "tradire"; ciò avvenne per un motivo ben preciso di origine politico-religiosa su cui qui non sto a dilungarmi.

Forse da ciò deriva una tua interpretazione molto personale e "moderna " del termine.
Hai anche una tua interpretazione "moderna" della Rivelazione Divina, per cui e' possibile prendere pezzi di essa è scartarne altri... Ma allora non è' più Rivelazione Divina, e' solo scelta umana... Tanto per intenderci e' come se tu ti dichiarasse Cattolica, ma ritenessi nulli gli Atti degli Apostoli e l'Apocalisse secondo la Chiesa Cattolica saresti comunque eretica.
Inoltre tipico del pensiero laico moderno e' l'esistenza di una morale naturale universalmente valida... Che ci ha condotto alla barbarie più assoluta nel corso delle Guerre Mondiali.
Infine due parole sulla pedofilia dei Greci: era un costume della loro società, nessuno se ne sentiva vittima od offeso, e venne largamente condiviso dai Romani... Sai perché Cesare veniva chiamato la Regina di Bitinia?

Il problema e' che per la loro morale naturale pagana Greci e Romani non avevano problemi con pedofilia ed omosessualità, proprio come sta succedendo nella nostra società neo pagana in cui l'omosessualità e' riconosciuta e la pedofilia ampiamente praticata, anche se, per ora, non riconosciuta.

Ti invito a riflettere sul Significato di Islam: sottomissione; forse dovresti liberarti da tutte queste incrostazioni moderne e moderniste e sottomettesti appieno ad esso; le nostre e le tue preghiere aiuteranno.

Magari Inshallah potremo proseguire in questa interessante discussione.
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khadija81
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MessaggioInviato: Dom Feb 24, 2013 2:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

[/quote]Innanzi tutto tradere in latino originariamente significa "dare, consegnare, trasmettere" e non tradire, e da questo significato deriva "tradizione". Successivamente nella tarda antichità venne a significare in molte lingue "tradire"; ciò avvenne per un motivo ben preciso di origine politico-religiosa su cui qui non sto a dilungarmi.
Citazione:


wa aleycum salam fratello.

Se leggi bene quello che ho scritto potrai notare che non ho detto che tradere significa tradire, ne conosco bene il significato etimologico. Ho detto che tradere è radice di più termini italiani quali, traduzione e tradimento.

Hai anche una tua interpretazione "moderna" della Rivelazione Divina, per cui e' possibile prendere pezzi di essa è scartarne altri... Ma allora non è' più Rivelazione Divina, e' solo scelta umana...
Citazione:


è strano ma ho avuto la stessa identica percezione del vostro modo di intendere l'islam.
Cioè di non essere in grado di leggerlo nel suo insieme.

Inoltre tipico del pensiero laico moderno e' l'esistenza di una morale naturale universalmente valida... Che ci ha condotto alla barbarie più assoluta nel corso delle Guerre Mondiali.
Citazione:


il pensiero laico occidentale nasce anche dai contributi essenziali che l'islam ha dato alla nostra Europa. Il concetto di libero pensiero è assolutamente islamico in quanto fu proprio Averroè a riprenderlo nel medioevo e dargli forza. L'esistenza di una morale naturale è all'interno del Corano stesso ed è chiara ed inequivocabile.
E' curioso che gli stessi versetti che a me convinco di questa cosa a voi convincono della cosa opposta. Per quanto riguarda le guerre mondiali ho già risposto seppur in modo confuso in precedenza e me ne scuso perchè ero di fretta.
Il fatto che era un male ad esempio la persecuzione degli ebrei, dei rom ecc. è indubbio e la naturale predisposizione umana a distinguere in modo autonomo il bene dal male ha fatto si che tantissime persone in barba alle leggi razziali nascondeva gli ebrei (come fece mia nonna) nella proprie grotte, li proteggeva e via dicendo.

Infine due parole sulla pedofilia dei Greci: era un costume della loro società, nessuno se ne sentiva vittima od offeso, e venne largamente condiviso dai Romani
Citazione:


Intanto qui fai un pò di confusione tra omosessualità e pedofilia. L'omosessualità non creava problemi a nessuno in quanto un atteggiamento assolutamente funzionale in natura per quasi tutte le specie viventi. I greci e i romani erano soliti accompagnarsi con adolescenti imberberi e non bambini. Si intende ragazzi che nell'islam vengono già considerati maggiorenni 13-14 anni. La pedofilia invece è sempre stata considerata un abominio anche per i greci e per qualsiasi cultura e questo lo si può evincere da un'infinità di fonti storiche.
Ora devo scappare...almeno sembra che ho capito come si quota.
Salam aleycum


ps mi correggo sono proprio negata ma ora va bene così si capisce lo stesso che la parte quotata è la mia :)
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MessaggioInviato: Dom Feb 24, 2013 5:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh.

Sorella Khadija, per non creare fraintendimenti riporterò le tue affermazioni tra virgolette ed in corsivo.

Non sentirti offesa per quello che ti dirò, secondo me la tua Fede, che non metto in dubbio, è però ancora ostcolata dal tuo background culturale moderno e post moderno. Se tu riuscissi a prescindere da questo background sapresti certo meglio apprezzare quello che io ed altri Fratelli e Sorelle ti stiamo dicendo, cercando di utilizzare il massimo rispetto nei tuoi confronti, senza però vacillare nelle nostre convinzioni.

"La parola tradizione in italiano deriva dal latino tradere che è la stessa radice di tradimento o di traduzione."
Traduzione deriva da "traducere", quindi con tradizione vi è solo assonanza.
"Tradizione" e "tradire" derivano sì ambedue da "tradere", ma con significati ed in tempi diversi: "tradizione" deriva da "tradere" nel suo significato originario di "trasmettere", "tradire" deriva dallo stesso "tradere" ma con un successivo significato di "tradire".

"Un messaggio è proprio nel tradimento e nella sua traduzione che si rinnova e rimane fedele a se stesso, altrimenti muore. "
Quindi associare al messaggio, (immagino relativamente alla tradizione), concetti come tradimento e traduzione non ha un significato logico ma solo "suggestivo".

Forse tu hai del termine "tradizione" una concezione particolare, o forse io non ho capito quello che volevi intendere scrivendo:
"Un messaggio è proprio nel tradimento e nella sua traduzione che si rinnova e rimane fedele a se stesso, altrimenti muore. "

Quando parliamo di Rivelazione Divina tu ed io mi sembra parliamo di cose differenti: per me si tratta di un "Corpus" che ci è stato trasmesso immutabile e che si deve accettare tal quale, senza aggiungere/togliere nulla, tu invece da questo Corpus ti senti in diritto di poter togliere qualcosa a piacimento.
In particolare, da quello che ho capito, tu fai riferimento al solo Qu'ran e non prendi in considerazione la Sunna; Fratello Aurangzeb 'Umarzai
ti ha già dimostrato come ciò sia un errore, la tua posizione è chiara, la nostra idem e sono ovviamente irriconciliabili, perchè sono diversi modi di intendere l'essenza stessa della Rivelazione Divina.

"L'esistenza di una morale naturale è all'interno del Corano stesso ed è chiara ed inequivocabile. "
Il Corano ci è stato rivelato da Allah, comprese le parti in cui viene definita una morale. Il fatto che alcune parti di questa morale possano coincidere con una cosiddetta "morale naturale" è puramente incidentale.

Ma la domanda più grande è: esiste una Morale naturale? La mia personale risposta è no: non esiste una legge valida per tutti i tempi, luoghi ed uomini se non quella rivelata da Allah. I tentativi di stabilire, da parte di filosofi o politici, "Morali naturali" hanno prodotto solo, nella migliore delle ipotesi, problemi.

Infine per quanto riguarda il mondo classico possiamo precisare:
l'omosessualità era accettata sia dai Greci che dai Romani (questi ultimi tendevano a condannare però l'atteggiamento passivo);
la pederastia era accettata sia dai Greci che dai Romani, ma tieni presente che il confine tra ragazzini/e impuberi e puberi può essere labile, di fatto dagli 11-12 anni in poi potevano legittimamente essere oggetto di attenzioni... i ragazzini/e di cui si dilettava Tiberio quanti anni avevano ? Boh.
Per quanto riguarda la pedofilia era vero che ad Atene era condannata, ma era comunque praticata (come nei nostri tempi), a Roma la zona d'ombra era più vasta, bambine, schiave, liberti erano poco o nulla tutelati; nel Satyricon la scena di stupro di una bambina di 7 anni è descritta come normale.

Il che dimostra di quanto sia inafferrabile la cosiddetta morale naturale: erano naturali i sacrifici di bambini praticati nel mondo semitico antico?

Ma da come parli pare che tu giudichi normale (funzionale.. ma a cosa?) l'omosessualità, tollerabile la pederastia e riprovevole la sola pedofilia.

Può darsi però che abbia capito male.
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Von Sor
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MessaggioInviato: Lun Feb 25, 2013 11:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Credo che gli esempi fatti con la pedofilia nell'antica grecia e il cannibalismo non abbiano alcun senso logico in quanto credo in una capacità innata dell'essere umano di riconoscere il bene dal male seppure è una pratica abituale.


I fatti dimostrano il contrario.
I fanciulli che avevano rapporti omosessuali non erano affatto turbati da ciò. Anzi! Il rapporto tra il fanciullo e il Maestro era vissuto come una forma di Eros pedagogica e superiore.
Nella Roma antica esporre le bambine era del tutto naturale. E casomai era considerato degradante per una famiglia, crescerle. Così come nel Medioevo era considerata naturale legittima ed educativa la tortura. Ecc.
E’ vero che l’anima di ogni essere è originariamente Musulmana e incline al bene. Ma è altrettanto vero che se quest’anima non preserva se stessa dal male tramite il rispetto della Legge di Allah, essa verrà “naturalmente” trasportata verso il male e per quest’anima non sarà più naturale riconoscere il bene dal male..
Citazione:

è indubbio e la naturale predisposizione umana a distinguere in modo autonomo il bene dal male ha fatto si che tantissime persone in barba alle leggi razziali nascondeva gli ebrei (come fece mia nonna) nella proprie grotte, li proteggeva e via dicendo

Questo si che è illogico. La predisposizione naturale che ha fatto si che tantissime persone nascondessero gli Ebrei perché non ha fatto si che in principio non ci fosse alcun bisogno di nasconderli?
Mi pare chiare che questa predisposizione di cui parli non è in alcun modo sufficiente ad arginare il male nel mondo.

Citazione:

Insomma più che musulamani mi sembrate farisei.


Questo argomento è stato spesso trattato in questo Forum dal fratello Umar e da altri.
La contrapposizione tra interiorismo Cristiano e Legalismo Ebraico è frutto di un processo storico che inizia con il tentativo da parte del Cristianesimo di rendersi autonomo e distaccarsi dal ceppo Israelita e culmina nell’esaltazione dell’Individualismo operata dal protestantesimo (salvezza tramite la sola fede ecc.)e poi assorbita da tutta la cultura Occidentale.
E’ vero che l’Islam sottolinea spesso l’importanza dell’osservanza della Legge. Questo perché era ed è necessario correggere questa falsa e fuorviante interpretazione tipicamente Cristiana(del Cristianesimo falsato) che vuole a tutti i costi contrapporre questi due inscindibili aspetti.
Gesù disse chiaramente “In verità vi dico, finché non passino il cielo e la terra, non uno jota, non un trattino cadrà della Legge”.
Diceva bene l’apostolo Giacomo (che però è stato storicamente schiacciato dall’apostolato più accomodante di Paolo) che la salvezza si ottiene tramite la Fede E le opere insieme.
L'Islam riaffera questa visione monista che nel corso degli anni è stata insabbiata.
Così come il tuo spirito sta male anche solo se hai un mal di denti, il trascurare anche il più piccolo precetto produce un malessere spirituale (per quanto impercettibile).
Una lettura superficiale può farti sembrare la nostra visione iper-legalista e farisaica.
Questo a causa del dualismo imperante. Noi non siamo legalisti. Siamo monisti. Semplicemente a dispetto dalla visione individualista e interiorista imperante noi riteniamo (no in quanto Musulmani) che i due aspetti (Legge e Spirito) siano assolutamente inscindibili. Se invece si separano, si crea uno squilibrio e un’incompletezza nella pratica del Din, nonché si giunge al relativismo.
Fariseo era colui che sbatteva a terra la testa a terra pur di far vedere AGLI ALTRI quanto pregava, colui ostentava la propria religiosità, colui che per far vedere che non guardava le donne camminava a occhi chiusi sbattendo ostentatamente contro i muri.
L’eccessivo zelo nella Legge volto a compiacere gli altri e non il Creatore è Farisaismo.

Il rispetto della Legge volto a compiacere il Creatore è in sé Spirituale.

Un hadith ad esempio dice ai credenti di profumarsi l’alito durante il digiuno per non far vedere agli altri che si sta digiunando, o di donare con la destra senza che la sinistra lo veda ecc. Questo è l’esatto opposto del Farisaismo.

Allah è misericordioso con chi sbaglia, ma non lo è che non chi sbaglia (o trascura la legge) di proposito perché “tanto il Creatore è misericordioso”.

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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hupaska
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MessaggioInviato: Mer Mar 06, 2013 9:53 am    Oggetto: Re: matrimonio misto Rispondi citando

Aurangzeb 'Umarzai ha scritto:
Wa `alaykum.

khadija81 ha scritto:
La mia domanda è:
Può un uomo musulmano sunnita tradizionalista sposare una donna di fede diversa?


Un uomo Musulmano può sposare solamente queste categorie di donne:
-Musulmana, o
-Ebrea credente, o
-Cristiana credente.

Non è permesso né valido un matrimonio con una donna di alcun'altra religione (che sia atea, agnostica, buddhista, indù, sikh, janainista, alawita, ismailita, sciita, "coranista" o altro).


Posso chiedere come mai è consentito con una cristiana o un'ebrea e non con fedi diverse? E' perchè sono religioni comunque monoteiste e che hanno almeno una Scrittura Sacra in comune? (l'Antico Testamento, almeno in parte, mi pare sia riconosciuto da tutti e tre...)

Credevo non fosse possibile perchè una ex collega di mia madre era ebrea e ha sposato un arabo musulmano e hanno avuto diverse "persecuzioni" tant'è che per questo lei è emigrata in Italia con i due bambini e lui l'ha raggiunta dopo qualche anno. Però è successo tanti anni fa (i bambini avevano più o meno la mia età) e poi non ricordo la storia nel dettaglio appunto perchè ero io stessa bambina (10 - 11 anni...).

E invece viceversa, una musulmana donna può sposare un uomo di queste altre due fedi (cristiana ed ebraica)?

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Mer Mar 06, 2013 2:09 pm    Oggetto: BismiLlāhi arRaḥmāni arRa&#7 Rispondi citando

Cara Hupaska forse le persecuzioni che questa vostra conoscente dice di aver avuto sono dovute a ignoranza, razzismo e motivi politici, certamente non hanno ragion d'essere per la religione, anzi. Poi bisogna anche vedere come è andata realmente.

Poter sposare donne cristiane o ebree è una concessione di Allāh. Allo stesso modo ci è permesso di mangiare la carne di animali uccisi da loro, se fatto nel modo dovuto e in generale il rapporto con loro è in un certo senso privilegiato.
Certamente hanno una fede molto vicina all'Islam, se paragonata a quella di altre religioni, poi sul "perché" c'è poco da dire: così Allāh ha decretato.

Va precisato che comunque non è affatto consigliato sposare donne cristiane o ebree, è anzi cosa da evitare in linea generale, specialmente qui dove loro possono avere i mezzi per ostacolare l'insegnamento dell'Islam ai figli, o addirittura divorziare e prenderli sotto tutela esclusiva.
Per questo certi studiosi hanno affermato che questi matrimoni qui non vadano fatti.

La donna musulmana può invece sposare sempre e solo un musulmano. Questo si comprende se andiamo a valutare la differenza di poteri e responsabilità della moglie rispetto al marito e della madre rispetto al padre nell'educazione dei figli.
La cosa più importante di cui tenere conto in un matrimonio è infatti che il percorso di fede sia dei coniugi che ancor più dei figli. Ho già purtroppo saputo di coppie miste qui in Italia i cui figli sono diventati cristiani o atei perché già c'è l'ambiente esterno ad allontanarli dall'Islam, se poi anche in casa ci sono due campane è molto arduo che essi accolgano la religione.

Non dimenticando mai comunque che è Allāh l'Altissimo a concedere la guida e così tanti in queste pagine, come me, sono cresciuti in famiglie non musulmane e ora sono musulmani e così anche chi cresce da genitori retti e credenti può crescere negatore.

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(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

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MessaggioInviato: Gio Mar 07, 2013 9:49 am    Oggetto: Re: BismiLlāhi arRaḥmāni arRa&am Rispondi citando

Fabb Yusuf Tarenti ha scritto:
Va precisato che comunque non è affatto consigliato sposare donne cristiane o ebree, è anzi cosa da evitare in linea generale, specialmente qui dove loro possono avere i mezzi per ostacolare l'insegnamento dell'Islam ai figli, o addirittura divorziare e prenderli sotto tutela esclusiva.
Per questo certi studiosi hanno affermato che questi matrimoni qui non vadano fatti.


E' proprio proibitivamente riprovevole (makruh tahriman) un tale matrimonio fuori da dar al-Islam.

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MessaggioInviato: Gio Mar 07, 2013 10:06 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie mille delle risposte!

In effetti è il rischio di tutte le unioni miste, che poi può nascere confusione in merito a come educare i figli, a meno che uno dei due genitori non si converta dopo il matrimonio oppure uno dei due accetti di educare il figlio nella religione dell'altro.

E' un rischio e lo capisco...

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