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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Il Debito dell'Occidente nei confronti dei Musulmani

 
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Von Sor
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MessaggioInviato: Ven Nov 16, 2012 10:28 pm    Oggetto: Il Debito dell'Occidente nei confronti dei Musulmani Rispondi citando

Da Storia della Filosofia Medievale di Alain de Libera: uno dei più noti studiosi di filosofia medievale, i cui libri -in Italia- sono stranamente quasi tutti “fuori commercio”...



“L’ostilità dell’Illuminismo per il Medioevo riguarda unicamente la tradizione Cristiana. […] Per uno storico del pensiero Arabo-Musulmano il “supposto” medioevo è invece un’età di rinascita, l’età dell’apogeo della cultura.[…]
Nella stessa epoca l’Occidente Cristiano è filosoficamente sterile. Non uscirà dal suo lungo sonno se non per mezzo di una nuova translatio da Bagdad a Cordova e poi a Toledo, ossia dall’Oriente Musulmano all’Occidente Musulmano, e poi, da lì, all’Occidente Cristiano.

Ciò che contraddistingue la filosofia Occidentale Latina non è il fatto di porsi come erede dei Greci. Tutt’al contrario, in terra Cristiana la differenza occidentale dipende dalle fonti e dalle radici arabe dei Latini. Il mondo Latino è filosoficamente povero e la sua povertà lo porta all’apertura.

Il XII secolo presenta dunque un paradosso geoculturale affascinante: filosoficamente i cristiani di lingua latina conservano il loro statuto di Occidentali dal momento della loro apertura alla falsafa dell’Islam Occidentale […].”

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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Starlight
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MessaggioInviato: Ven Nov 16, 2012 11:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'occidente è in debito con il mondo arabo per (quasi?) tutto quello che riguarda il sapere, per (forse dovrei dire quasi, ma non ne sono molto sicura) ogni tipo di scienza.

ti consiglio di leggere il libro di Seyyed Hossein Nasr "Scienza e Civiltà nell'Islam", se riesci a trovarlo, sennò quando/se posso un giorno lo scannarizzo e te lo passo, insh'Allah, è molto interessante.

oppure quello di Andrea Borruso "Da Oriente a Occidente", che è solo una piccola introduzione alle scienze islamiche rispetto a quello di Nasr, ma ne vale la pena leggerlo lo stesso.

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Ven Nov 16, 2012 11:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Starlight ha scritto:
Seyyed Hossein Nasr

Comunque... Since Hossein Nasr is a Shia & Perennialist, is there any reliability in him? -

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“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano. Al-’Ankabût, 69)

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibrahim al-Albani ha scritto:
Starlight ha scritto:
Seyyed Hossein Nasr

Comunque... Since Hossein Nasr is a Shia & Perennialist, is there any reliability in him? -

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sì ma in quel libro non parla affatto delle sue credenze, introduce soltanto dei scienziati arabi, le loro scoperte, etc..

introduce ad esempio al- Ghazali, facendo un riassunto generale della sua biografia e poi di tutto quello che aveva studiato, poi ibn Batuta, al Khwarizmi, al Biruni, ibn Rushd (Averroè) e tanti altri.. ma non parla mai di shia.. quindi quel libro è interessante per questo.

anzi se posso un giorno copio alcune informazioni interessanti e le pubblico qui.

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:08 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibrahim al-Albani ha scritto:


Se poi proprio lo vuoi :-D
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ah, l'hai trovato! allora leggetelo è abbastanza interessante.

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:09 am    Oggetto: Rispondi citando

Starlight ha scritto:

sì ma in quel libro non parla affatto delle sue credenze, introduce soltanto dei scienziati arabi, le loro scoperte, etc..

Parlavo dell'autore di per se, non del libro (che non ho letto).

Mi sembra però che su scribd non sia completo O_o

Edit: ah no è completo... ci vuole un po per caricare!

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibrahim al-Albani ha scritto:
Starlight ha scritto:

sì ma in quel libro non parla affatto delle sue credenze, introduce soltanto dei scienziati arabi, le loro scoperte, etc..

Parlavo dell'autore di per se, non del libro (che non ho letto).

Mi sembra però che su scribd non sia completo O_o

Edit: ah no è completo... ci vuole un po per caricare!


se lo avessi saputo prima che c'era su scribt! quel libro è difficile trovarlo anche nelle biblioteche.

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibn al-Haytham – The First Scientist
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When learning about the Muslim scholars of the past, it is easy to be amazed by their brilliance, accomplishments, and contributions to the modern world. Each provided a lasting legacy that changed the world in their time and today. One scientist in particular stands far above the rest. He is Ibn al-Haytham, the great polymath who lived from 965 to 1040.

He was born in the Iraqi city of Basra during the Abbasid Caliphate. He came about 100 years after the establishment of the House of Wisdom in Baghdad. Undoubtedly the culture of learning and advancement present in the Muslim world at that time had a great impact on him from an early age. He studied Islamic sciences and soon became a mayor of the city of Basra. During this time, he continued to study, focusing on sciences and other empirical subjects. His big break, however, would come in another part of the Muslim world.

Ibn al-Haytham in Egypt

During his time as mayor of Basra, the Fatimid rival caliph in Egypt al-Hakim (the Fatimids were Ismaili Shias who rejected the caliphate of the Sunni Abbasids in Iraq) heard of an idea that Ibn al-Haytham had to dam the Nile. Al-Hakim was a man of contradictions. Although he was the leader of the heretical Ismaili branch of Shiism that most scholars of the day completely rejected, he opened up his domain to anyone who could benefit it. Al-Hakim invited Ibn al-Haytham to come to Egypt to attempt his radical idea to dam the Nile. After travelling down the Nile to see where a potential dam could be built, he realized his plan could not go into effect with the technology of the day. There happened to be one problem: al-Hakim was known to be act irrationally ruthless, and acted quite insane on occasion. In order to escape some kind of punishment, Ibn al-Haytham pretended to be even more insane than al-Hakim himself! This daring idea saved him from excecution, but placed him under house arrest in Cairo for the remainder of al-Hakim’s life – 10 years.

Those 10 years didn’t even seem as punishment to the brilliant scientist. During this time, he got the peace and quiet he wanted to pursue his research. During this time, he dived into the study of light. He wanted to understand what light is, how it works, and how humans see objects. Although what he studied and discovered was truly revolutionary, the way he researched was one of his biggest contributions.

The Scientific Method

Today, it is understood to students of science that everything must be proven. You cannot make claims about scientific theories based on assumption without experimentation. Before Ibn al-Haytham, that was not the case. The ancient Greek philosophies of science still held weight. The Greeks believed that scientific fact can be discovered through reason, or simply attributed to the actions of the gods. Ibn al-Haytham knew better. He was the first scientist in history to insist that everything be proven through a given method for discovering new information – the scientific method.

Western textbooks today usually give little information about the history of the scientific method. Usually the ancient Greek philosophies are mentioned, followed by the “revolutionary” work of Roger Bacon, Galileo Galilei, and Isaac Newton. The truth that is forgotten is that those European scholars stood on the shoulders of Ibn al-Haytham (and other Muslim scientists). Without his ideas about proving scientific theories, we may still be living in a time when speculation, superstition, and unproven myths are the basis of science.

The Book of Optics

Using his revolutionary scientific method, Ibn al-Haytham takes leaps and bounds into the field of optics. In his book, The Book of Optics, he was the first to disprove the ancient Greek idea that light comes out of the eye, bounces off objects, and comes back to the eye. He delved further into the way the eye itself works. Using dissections and the knowledge of previous scholars, he was able to begin to explain how light enters the eye, is focused, and is projected to the back of the eye.

In a similar way, he is the first to study the phenomenon of the pinhole camera. The concept of a pinhole camera is simple: a box with a tiny hole on one side is able to project an image of whatever is outside onto a side of the box on the inside. Those familiar with the way modern cameras work will notice that that is how cameras work in general, but today with the addition of lenses. Ibn al-Haytham was able to build these pinhole cameras hundreds of years before the modern development of photography as we know it.

He also studied the way light is affected when moving through a medium such as water or gasses. From this, he was able to explain why the sky changes color at twilight (the sun’s rays hit the atmosphere at an angle, causing refraction). From this, he was able to calculate the depth of the earth’s atmosphere, 1000 years before it would be proven by spaceflight.

The translation of The Book of Optics had a huge impact on Europe. From it, later European scholars were able to build the same devices as he did, and understand the way light works. From this, such important things as eyeglasses, magnifying glasses, telescopes, and cameras were developed.


Beyond Light

As if revolutionizing the way humanity understands light and leading to the development of things we can’t live without in the 2000s wasn’t enough, Ibn al-Haytham also pioneered in other fields.

In 1020s and 1030s, he wrote numerous books on astronomy. He wrote about the mistakes of the Ptolemaic model of how the stars and planets move and provided a more realistic view of the way the universe works (although he knew the earth to be a sphere, he stuck to the ancient Greek idea that the earth was the center of the universe).

He completely refuted astrology as a scientific subject. Continuing with his firm belief scientific ideas needing to be proven, he came to the conclusion that the ideas of astrology were not rooted in any type of science, but in the thoughts and feelings of astrologers. He also noted that astrology directly contradicts one of the main ideas of Islam – that God is the cause of all things, not astronomical bodies.

He had a great influence on Isaac Newton, who was aware of Ibn al-Haytham’s works. He studied the basis of calculus, which would later lead to the engineering formulas and methods used today. He also wrote about the laws governing the movement of bodies (later known as Newton’s 3 laws of motion) and the attraction between two bodies – gravity. It was not, in fact, the apple that fell from the tree that told Newton about gravity, but the books of Ibn al-Haytham.

Since he was also trained in the traditional Islamic sciences, he also wrote on how to use empirical methods to disprove a false prophet, and how to use math to calculate the prayer direction towards Makkah.

In a precursor to modern psychology, he researched the effect music therapy can have on humans and animals.

Legacy

The list of accomplishments and contributions of Ibn al-Haytham goes on and on. The truly amazing thing is that he wrote over 200 books, but only around 50 have survived till today. What he discovered that we do not even know about probably far outshines even the amazing works that have made it to the present day.

Unfortunately, his contributions have been overlooked since his death. While he was never someone who cared for the fame and prestige that came with being a great scholar, the unawareness today’s world has about his contributions is unsettling. When his books were translated into Latin as the Spanish conquered Muslim lands in the Iberian Peninsula, he was not referred to by his name, but rather as “Alhazen”. The practice of changing the names of great Muslim scholars to more European sounding names was common in the European Renaissance, as a means to discredit Muslims and erase their contributions to Christian Europe.

Regardless, his brilliant mind inspired countless others who stood on his shoulders. It is not a stretch to say that without his research, the modern world of science that we know today would not exist.
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Sources:

Morgan, M. (2007). Lost History. Washington D.C. : National Geographic Society.

Masood, E. (2006). Science and Islam. Icon Books.

“Ibn al-Haytham.” The Columbia Encyclopedia, 6th ed.. 2012. Retrieved October 01, 2012 from Encyclopedia.com:http://www.encyclopedia.com/doc/1E1-IbnalHay.html

Steffens, B. (2007). Ibn al-Haytham : first scientist. Greensboro, N.C. : Morgan Reynolds Pub.
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:23 am    Oggetto: Rispondi citando

baia ha scritto:
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Columbus Was (Not) The First To Cross The Atlantic



The old poem that most American school children recognize begins “In 1492, Columbus sailed the ocean blue…” Indeed, in the year 1492, Christopher Columbus (whose real name in Italian was Cristoforo Colombo) sailed across the Atlantic in the name of the Spanish crown and landed in the Caribbean part of North America. For hundreds of years, it has simply been accepted that Columbus was the first explorer to valiantly sail across the sea and “discover” the Americas. However, this theory no longer stands up to modern scholarship.

It goes without saying that the first people to truly discover America were the ancestors of the Native Americans, who probably crossed into North America through Russia and Alaska about 12,000 years ago. Discussion of the “discovery” of the Americas by Europeans, Africans, or Asians is an insult to the history of it’s indigenous peoples. That said, the first daring souls to cross the Atlantic ocean by boat are important to know, and the theory of Columbus does no justice to their story.

While the common knowledge about Columbus is that he lived in a time where everyone assumed the world was flat, this is clearly not the case. Ancient Greek scholars such as Aristotle and Pythagoras suggested that the earth was in fact, round. It was during the Muslim Golden Ages (c. 750-1100s) that advanced scholarship into the shape and size of the earth began. Contrary to what most people may believe, in those years, it was common understanding that the earth was not flat. The debate, instead, was about exactly how large the earth was. In the early 800s, the Abbasid Caliph al-Ma’mun assembled the brightest minds of the day (including al-Khawarizmi) in Baghdad who calculated the earth’s circumference and were off by only 4% of it’s actual size.

Knowing that the earth was round, and knowing its size to a very good degree of accuracy (without the modern technology we have today), some intrepid Muslims must have attempted to go around the world, hundreds of years before Columbus. The proof of these voyages is in front of us, in black and white.

Muslim Spain



The great Muslim historian and geographer, Abu al-Hasan al-Masudi wrote in 956 of a voyage in 889 from al-Andalus (Muslim Spain). The voyage left from the port of Delba (the same place Columbus’ voyage would begin) and sailed for months westward. They eventually found a large landmass across the ocean where they traded with the natives, and then returned to Europe. Al-Masudi records this land across the ocean in his famous map and refers to it as “the unknown land”.


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Two more voyages from Muslim Spain to the Americas are recorded in history. One was in 999 and was led by Ibn Farrukh, from Granada. The other is recorded by the genius mind of the geographer al-Idrisi, who worked in the multi-cultural and religiously tolerant Sicily of King Roger II in the 1100s. He wrote of a group of Muslims who sailed west from Lisbon for 31 days and landed on an island in the Caribbean. They were taken prisoner by the Native Americans on that island for a few days. Eventually, they were freed when a translator who lived among the natives that spoke Arabic arranged for their release. They eventually sailed back to al-Andalus and told their tale. The important part of this account is the existence of an Arabic speaker among the natives, indicating that there must have been more unrecorded contact between the Arab world and the Americas.

West Africa

There is another part of the Muslim world that had contact with the Americas before Columbus. In West Africa in the 1300s, a powerful and incredibly wealthy empire called Mali existed. The most famous leader of this empire was Mansa (king) Musa. The most memorable event of his reign was his epic hajj journey in 1324. The caravan of over 60,000 people made an impression everywhere they went, including Egypt, where Mansa Musa told the story of how he came to power. His brother, Abu Bakr was the Mansa before he was. During his reign, Abu Bakr sent a fleet of 400 ships to explore the Atlantic Ocean. Only 1 ship returned, but reported that they found a land across the ocean. Mansa Abu Bakr then outfitted a fleet of 2000 ships, which he sailed with personally, that sailed west into the ocean. They were never heard from again.

While there is no record in Mali of the result of that voyage, there is evidence of their arrival in the Americas. There are numerous archaeological sites in North and South America that attest to that Malian presence. Early Spanish explorers and pirates recorded abandoned cities in Brazil that had inscriptions identical to the language of the Mandinka (the people of Mali). More inscriptions in the Mandinka language were found in the United States as well. Near the Mississippi River, many inscriptions exist that recorded their exploration of the Americas. In Arizona, an inscription was found that reads “The elephants are sick and angry. At present there are many sick elephants”. This inscription also includes a rough sketch of an elephant. Elephants are not native to the Americas. They were brought by the Mandinka to the Americas, and the inscriptions are proof of Mansa Abu Bakr’s successful journey over 100 years before Columbus.

The Ottoman Empire

In 1929, an amazing discovery was made in Istanbul, Turkey. A map drawn in the year 1513 by the Ottoman cartographer, Piri Reis was found. Reis wrote that his map was based on earlier sources, including ancient Greek and Arabic maps, including maps by Christopher Columbus, who had sailed only 21 years earlier. What is remarkable about this map is the level of detail of the map, which forced historians to re-evaluate the Columbus theory of exploration.



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The map clearly shows the eastern coast of South America, which is in the correct position with regards to Africa. The coast of Brazil is shown in incredible detail, with many rivers accurately placed on the map. Although Reis used Columbus’s maps as a source, Columbus never went to South America, so Reis must have gotten that from earlier Muslim maps that he used as sources. Furthermore, Reis’s map includes the Andes Mountains, which were not even explored by Europeans until the 1520s, a full decade after the drawing of Reis’s map!

Piri Reis based his map on earlier sources, which clearly had a very good understanding of the Americas and had explored the area well before the first Europeans. The map is perhaps the strongest physical evidence of Muslim exploration of the Americas before Columbus

What Did Columbus Say?

With all of this evidence of Muslim exploration before Columbus’s voyage in 1492, is it possible that Columbus himself knew he was not the first? It’s more than likely to be the case. Columbus sailed from Spain in the same year the last Muslim dynasty of Iberia was destroyed in the Reconquista. Many of the people of Iberia were still Muslims, and carried with them the knowledge of the Muslim Golden Ages. Numerous people on Columbus’s voyage were Moriscos, Muslims who were forced to convert to Catholicism or die. Columbus could have heard from Spain’s Muslims of the New World and was thus inspired to go exploring.

Once he got to the Americas, Columbus records numerous examples of Muslims already present. He commented on the gold that the natives had, which was made the same way, in the same alloy, as the Muslims of West Africa did. Furthermore, Columbus records that the native word in that area for gold is guanin, which is very similar to the Mandinka word for gold, ghanin, which probably comes from the Arabic word for wealth, ghina’.

In 1498, Columbus recorded seeing a ship loaded with goods, heading towards America, filled with Africans who were probably on their way to trade with Native Americans. Columbus also records in his journal that Native Americans told him of black Africans who came regularly to trade with them.

Even Columbus knew that he was not the first to cross the Atlantic Ocean.
Conclusions

Clearly, the theory that Columbus discovered America is nothing but an old tale that has not stood the test of time. There is no doubt that the Columbian Era was a pivotal time in world history that changed the way of life in the Americas and Europe forever. However, he was not the first to make the crossing to the Americas. Evidence exists from the Arabs, West Africans, and Ottomans of Muslim voyages to the Americas well before Columbus and Christian Europe. For whatever reason, the textbooks continue to extoll the voyage of Columbus and the courage of his crew, the “first” to make it across the Atlantic. This idea clearly needs to be re-examined in light of evidence from earlier Muslim explorations, to bring their contributions to the general public.
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Sources:

Dirks , J. (2006). Muslims in American History . Beltsville, MD: Amana Publications.

Morgan, M. (2007). Lost History. Washington D.C. : National Geographic Society.

Quick, A. H. (2007). Deeper Roots. (3rd ed.). Cape Town: DPB Printers and Booksellers.
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Al-Khawarizmi and Modern Math


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Modern theoretical mathematics is a complex and abstract field. It frustrates and annoys secondary school students in math classes, but also provides the basis for all the technological wonders we enjoy today. Without the incredible mind of a 8th century Muslim mathematician, al-Khawarizmi, the world of math today would look vastly different.

Muhammad al-Khawarizmi was born in 780 AD in Khorasan, a province in the east of Persia, right on the legendary ancient Silk Road between China and Rome. Goods were not the only commodity traded on the Silk Road. Knowledge of the East and the West traveled on this legendary path, and a young al-Khawarizmi benefited greatly from it. When the Abbasid Caliph, al-Ma’mun established the House of Knowledge in Baghdad in 832, he called al-Khawarizmi to the city personally. Al-Ma’mun believed in rationalism, and had a simply daunting task for al-Khawarizmi: prove the existence of Allah, through the complexity and beauty of mathematics.

Al-Khawarizmi, like many of his colleagues, got to work translating ancient Greek and Indian texts. The knowledge of giants such as Pythagoras, Euclid, and Brahmagupta was the pedestal this new generation of scholars would stand on. But al-Khawarizmi’s contributions only begin with translation of Greek and Hindu texts. From the great Indian book on math, The Opening of the Universe, al-Khawarizmi adopts the idea of the zero as a number. This opened up a whole new world of mathematical possibilities and complexities.

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Using the old Roman numeral system made advanced math next to impossible. With a number system that goes from 0 to 9, al-Khawarizmi is able to develop fields such as algebra, which he initially used to calculate Muslim inheritance laws. He builds more on the geometry of the Greeks, and develops the basic ideas many high school math students can recognize today.

But his real issue remains with the number zero. It cannot be proven to exist using math. The old Indian texts insist zero divided by zero equals zero. But al-Khawarizmi knows that any division by zero is impossible. Eventually he comes to the conclusion that the zero must simply be accepted without being proven. Furthermore, he reports to the Caliph al-Ma’mun that belief in Allah is the same: it cannot be proven using science, but must be accepted on faith in the religion. Al-Khawarizmi was as much a philosopher as he was a mathematician.

In addition to math, he writes a compendium on geography that lists the latitude and longitude of 2,400 cities around the world. He also writes books on the astrolabe, sundials, and even the Jewish calendar. For 700 years after his death, European mathematicians cite him in their works, referring to him as “Algorismi”. The modern word for a complex mathematical formula, algorithm, is derived from his name. His legacy lives on, even if the modern world that he helped build has all but forgotten of his contributions.
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Sources:

Morgan, M. (2007). Lost History. Washington D.C. : National Geographic Society.

Masood, E. (2006). Science and Islam. Icon Books.
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Starlight
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:39 am    Oggetto: Rispondi citando

baia ha scritto:
Starlight ha scritto:
baia ha scritto:
Twitter:@LostIslamicHist


non ci posso credere, ma allora su twitter ci sta di tutto! e io che credevo che twitter fosse utile soltanto ai vips e ai loro fan!

mi sa che ritorno su twitter allora :D


fai bene! ;)

Cmq hanno anche un sito loro!
Gli articoli li prendo da li! Li copio perchè meritano davvero! :-)


thnx for posting :)

è triste vedere come in alcuni libri moderni, di matematica, scienze e altri, in cui si menzionano delle determinate scoperte e danno tutto il merito soltanto ai scienziati moderni/occidentali senza menzionare mai che quei scienziati lì si sono serviti proprio delle fonti e delle scoperte di tanti scienziati arabi.

E' sempre grazie agli arabi che l'occidente è venuto a conoscenza di tanti filosofi greci, visto che gli arabi copiavano tutto le loro opere, le riscrivevano in mille coppie.. quando tante opere greche furono ormai perdute, ne erano rimaste quelle che gli arabi avevano ricopiato e spesso rielaborato, un po' come ha fatto al-Khwarizmi con la matematica che tante formule matematiche le aveva studiate credo dai cinesi o dagli indiani, non ricordo bene, e poi le aveva corrette e aveva aggiunto delle soluzioni ad alcune questioni che gli indiani o i cinesi (boh) non potevano trovare.. se non ricordo male.
Praticamente questo è quello che molti arabi hanno spesso fatto con varie scienze.

e il mondo occidentali ne è venuto a conoscenza di tutte le scienze che esistono proprio grazie agli arabi.. ma questo non si dice mai nei vari libri.. si menzionano soltanto alcuni autori-ricercatori-scienziati dell'occidente dando tutto il merito a loro, quando in realtà non spetta a loro tutto il merito.

Baghdad era il centro della cultura mondiale un tempo.. la biblioteca di Baghdad non so quante volte veniva distrutta dai mongoli, ma ogni volta la ricostruivano... l'occidente non era nulla in confronto al mondo arabo un tempo.. ma i tempi sono cambiati purtroppo.

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"and this too shall pass.."


L'ultima modifica di Starlight il Sab Nov 17, 2012 12:50 am, modificato 2 volte
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Von Sor
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
ti consiglio di leggere il libro di Seyyed Hossein Nasr "Scienza e Civiltà nell'Islam", se riesci a trovarlo, sennò quando/se posso un giorno lo scannarizzo e te lo passo, insh'Allah, è molto interessante.


Grazie sorella Starlight. Appena trovo un pò di tempo tra un incubo filosofico e l'altro, lo leggo.

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'Abdullah bin 'Umar [...] said:"Muhammad used to fight against the pagans, for a Muslim was put to trial in his religion (The pagans will either kill him or chain him as a captive). His fighting was not like your fighting which is carried on for the sake of ruling."

“il 66 per cento della produzione mondiale di cereali è destinato alla alimentazione degli animali dei paesi ricchi” Ibid.


"Questa vita terrena non è altro che gioco e trastullo. La dimora ultima è la vera vita, se solo lo sapessero!" Al Ankabut 64

Quando ho cominciato ad usare la dinamite, allora credevo anch'io in tante cose, in tutte... e ho finito per credere solo nella dinamite.

"In verità dovrai morire" Corano (29;39)
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Chi è il primo che menziona la questione della "scoperta dell'America" e del fatto che i Musulmani (di paesi diversi: dell'Africa occidentale come di altre zone) avevano già stabilito rapporti commerciali e non solo con i "nativi americani" già prima di Colombo?...

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Starlight ha scritto:

è triste vedere come in alcuni libri moderni, di matematica, scienze e altri, in cui si menzionano delle determinate scoperte e danno tutto il merito soltanto ai scienziati moderni/occidentali senza menzionare mai che quei scienziati lì si sono serviti proprio delle fonti e delle scoperte di tanti scienziati arabi.

E' sempre grazie agli arabi che l'occidente è venuto a conoscenza di tanti filosofi greci, visto che gli arabi copiavano tutto le loro opere, le riscrivevano in mille coppie.. quando tante opere greche furono ormai perdute, ne erano rimaste quelle che gli arabi avevano ricopiato e spesso rielaborato, un po' come ha fatto al-Khwarizmi con la matematica che tante formule matematiche le aveva studiate credo dai cinesi o dagli indiani, non ricordo bene, e poi le aveva corrette e aveva aggiunto delle soluzioni ad alcune questioni che gli indiani o i cinesi (boh) non potevano trovare.. se non ricordo male.
Praticamente questo è quello che molti arabi hanno spesso fatto con varie scienze.

e il mondo occidentali ne è venuto a conoscenza di tutte le scienze che esistono proprio grazie agli arabi.. ma questo non si dice mai nei vari libri.. si menzionano soltanto alcuni autori-ricercatori-scienziati dell'occidente dando tutto il merito a loro, quando in realtà non spetta a loro tutto il merito.

Baghdad era il centro della cultura mondiale un tempo.. la biblioteca di Baghdad non so quante volte è veniva distrutta dai mongoli, ma ogni volta la ricostruivano... l'occidente non era nulla in confronto al mondo arabo un tempo.. ma i tempi sono cambiati purtroppo.

^^"""

ahh gli "arabi"

:D

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Ibn al-Mubârak e l’Imâm Ahmad (che Allah abbia misericordia di loro) dissero:
“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano. Al-’Ankabût, 69)

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Von Sor
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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Io credevo che i primi fossero stati i vichinghi.
Boh. Ognuno tira acqua al suo mulino.

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 12:57 am    Oggetto: Rispondi citando

Ibrahim al-Albani ha scritto:
Starlight ha scritto:

è triste vedere come in alcuni libri moderni, di matematica, scienze e altri, in cui si menzionano delle determinate scoperte e danno tutto il merito soltanto ai scienziati moderni/occidentali senza menzionare mai che quei scienziati lì si sono serviti proprio delle fonti e delle scoperte di tanti scienziati arabi.

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e il mondo occidentali ne è venuto a conoscenza di tutte le scienze che esistono proprio grazie agli arabi.. ma questo non si dice mai nei vari libri.. si menzionano soltanto alcuni autori-ricercatori-scienziati dell'occidente dando tutto il merito a loro, quando in realtà non spetta a loro tutto il merito.

Baghdad era il centro della cultura mondiale un tempo.. la biblioteca di Baghdad non so quante volte è veniva distrutta dai mongoli, ma ogni volta la ricostruivano... l'occidente non era nulla in confronto al mondo arabo un tempo.. ma i tempi sono cambiati purtroppo.

^^"""

ahh gli "arabi"

:D


Ho pensato lo stesso! :-D

Diciamo piuttosto "Musulmani", anche perché in molti casi si trattava di iraniani / dal Fars e Khurasan o da altre zone del mondo islamico..

soroboru ha scritto:
Io credevo che i primi fossero stati i vichinghi.
Boh. Ognuno tira acqua al suo mulino.


I primi senz'altro sono stati i "nativi americani" che ci abitano: se qualcuno deve aver "scoperto" l'America, sono certamente stati coloro che ci sono arrivati per primo e l'hanno abitata!

Io non ho parlato di "primi", ho detto solo che ci sono arrivati prima di Colombo! ;-)

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MessaggioInviato: Sab Nov 17, 2012 1:01 am    Oggetto: Rispondi citando

grazie per avermelo fatto notare :)

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