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Democrazia o Khilafah?

 
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Inviato: Mar Lug 14, 2020 3:24 pm    Oggetto: Ads

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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Gio Mar 29, 2012 12:13 pm    Oggetto: Democrazia o Khilafah? Rispondi citando

Salam Alaikom a tutti i fratelli e le sorelle presenti. Premetto alcune cose: sono nuovo di questo forum che ho iniziato a conoscere da poco; ogni qual volta avevo bisogno di una qualche conferma o di una risposta a domande relative il nostro din tramite il web, mi imbattevo nelle tante domande e risposte presenti in questo sito rimanendo a bocca aperta per la sua bellezza, l'utilita' evidente, e le tante belle e colte risposte presenti, pian piano ho iniziato a consultarlo quasi direttamente fino a che ho pensato di potermi iscrivere e parteciparvi attivamente (nei limiti delle nostre possibilita', ovvio) anche se, per ora, mi sento un poco disorientato, per cui da parte mia vorrei innanzitutto fare i piu' sentiti complimenti ai creatori di questo interessantissimo forum, amministratori, moderatori e quant'altri.
La domanda che ora voglio fare e' questa: alla luce dei recenti fatti di attualita', riferiti alla cosiddetta "primavera araba" volevo chiedere, qual e' da parte dei dotti, Ulema', sapienti della nostra Ummah il parere, la "giusta via" che noi musulmani sulla base del nostro din dovremmo ora intraprendere dopo la cacciata dei tiranni nei paesi arabi musulmani? Qual e' insomma l'auspicio che dobbiamo avere da musulmani sulla base del nostro din e delle sue regole: un ritorno al Khilafah (califfati) o la democrazia in stile Occidente. Non voglio sapere i nostri pareri politici, ne' intendo fare della politica, mi preme soltanto chiedere: come si apporta il nostro din, le sue basi, i pareri dei sapienti di esso, alla democrazia elettiva per prima cosa e al rispetto dell'emancipazione politica delle tante minoranze (che non sono irrilevanti) in quei stessi paesi, minoranze religiose o etnico-religiose. Ci sono ahadith che accennano qualcosa in merito? La democrazia e' ammessa negli usul del nostro Din? O l'unica cosa, in teoria, ammessa nel caso specifico dei paesi arabi - a maggioranza (alhamdolellah) musulmana - come via retta da seguire e' un Khilafah (califfato)?
Mi sembra di sapere che ci sono alcune linee di pensiero in seno all'islam che rifiutano categoricamente la democrazia in stile Occidente, in quanto il potere legislativo, che con il suffragio universale si vuole dare agli uomini e' un potere che spetta a Dio e a Dio soltanto, e significherebbe quindi minimizzare tale "suprema" condizione. Ora, piu' che i pareri personali (che in fin dei conti non sono mai soltanto personali) vorrei sapere le risposte sulla base degli Usul del nostro din, le norme, regole e via dicendo. Se la democrazia non e' lecita, quale dovrebbe essere allora la linea lecita da seguire in quel caso specifico? Sebbene siano paesi a maggioranza musulmana ci sono minoranze religiose non irrilevanti, ragion per cui, se posso azzardare un pensiero personale, troverei utopico ai giorni attuali pretendere che cacciato un tiranno non gli si permetta (a quelle minoranze) di accedere a un qualche potere "decisionale" anche se piccolo (che piccolo si sa, avra' ben poco). A sto punto mi preme anche dire la mia: mai vorrei vedere i tanti lati negativi della democrazia all'occidentale, credo a tutti noi evidenti, riproposta nei nostri paesi, e tantomeno minimizzare il primato (alhamdolellah) della nostra religione difronte a qualsiasi problematica o gioire per una sua "perdita" anche se piccola. Ma che si tratti di democrazia (non del tutto opinabile) metterei il buon senso, da musulmano, sopra ogni cosa.
Insomma fratelli, "..lakom dinukum walia din.." o Khilafah sotto la bandiera della Ummah ricalcando gli esempi gloriosi della nostra storia?

Grazie e scusate la presunzione della domanda, personalmente la ritengo abbastanza tosta e pesante, mi rendo conto che non e' il modo piu' "pacato" e consono per iniziare a farmi conoscere, ma e' una domanda che mi faccio spesso, riflettendovi tra me e me. Grazie ancora.

Salam Alaikom.


L'ultima modifica di AbuMuhammad il Mer Dic 05, 2012 6:26 am, modificato 1 volta
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Mar 29, 2012 6:43 pm    Oggetto: Re: Democrazia o Khilafah? Rispondi citando

Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuhu fratello,

Masha'Allah, che bel modo di iniziare la tua partecipazione sul forum! E' un tema molto interessante!

Mus'ab ha scritto:
La domanda che voglio ora fare e' questa: alla luce dei fatti recenti di attualita', della cosiddetta "primavera araba", volevo chiedere, qual e' da parte dei dotti, Ulema', sapienti della nostra Ummah, il parere, la "giusta via" che noi musulmani sulla base del nostro din, dobbiamo ora intraprendere dopo la cacciata dei tiranni nei paesi arabi musulmani? Qual e' insomma l'auspicio che dobbiamo avere da musulmani sulla base del nostro din e delle sue regole: un ritorno al Khilafah (califfati) o la democrazia in stile Occidente.


Assolutamente e senza alcun dubbio, il Khilafah, per almeno due motivi.

1. Il Khilafah è il sistema di governo islamico che - come Musulmani - siamo obbligati ad instaurare.
L'Imam Abu Hanifah l'ha definita "Umm al-Fara'id" (la madre dei Faraid).
L'Imam as-Shafi`i ha definito il Khilafah come un fard asasi, ovvero un obbligo basilare, essenziale.
E ho letto che tutte e quattro le scuole giuridiche islamiche concordano sull'obbligatorietà del Khilafah.
Ciò perché solo con un sistema di governo islamico l'Islam può essere praticato completamente in tutti i suoi aspetti, la Shari`ah implementata, i diritti (compresi quelli del non-Musulmani che hanno accettato il patto di sottomissione) difesi e fatti valere, la Ummah difesa. Senza Khilafah non possono esserci corti islamiche, la Shari`ah non può venire implementata, il Jihad "offensivo" non può essere dichiarato, gli interessi dei Musulmani non possono venire difesi, i loro diritti non posso esser fatti valere, etc.

2. La democrazia è kufr.
Il riferimento qui non è al sistema delle elezioni in se stesso, né alla questione della consultazione del popolo e delle varie categorie bensì a ciò che la democrazia è effettivamente, ovvero l'ideologia che la sovranità appartenga al popolo e che qualsiasi decisione sia suscettibile di essere modificata in base alle decisioni della "maggioranza" (che in realtà, al giorno d'oggi è manovrata per mezzo dei media da una piccola oligarchia). E ciò è kufr: la sovranità appartiene a Dio, ed è Lui la fonte delle Leggi; l'autorità politica può solo implementare ed applicare la Legge che Dio stesso ha stabilito per noi (e che ci ha ordinato di applicare, non come consiglio o suggerimento, ma come obbligo e dovere).

Allo stesso modo, l'idea di maggioranza sovrana presuppone che la Shari`ah sia "ostaggio" dei desideri della masse: se il 50% più 1 la vota, allora si applica, e se domani il 50% più 1 cambia idea, la si dovrebbe togliere.
Invece, il governante Musulmano deve applicare la Shari`ah come ordine diretto di Allah, non solo se e fintanto che la maggioranza è d'accordo.

Vedi per approfondimenti:

Islam e "democrazia" -

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La democrazia è un idolo -

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Mus'ab ha scritto:
e al rispetto dell'emancipazione politica delle tante minoranze (che non sono irrilevanti) in quei stessi paesi, minoranze religiose o etnico-religiose.

(...)

Sebbene siano paesi a maggioranza musulmana ci sono minoranze religiose non irrilevanti, ragion per cui - se posso azzardare un pensiero personale - troverei utopico ai giorni attuali pretendere che cacciato un tiranno non gli si permetta di accedere a un qualche potere "decisionale" anche se piccolo (che piccolo si sa, avra' ben poco).


Fratello, nella presenza di "minoranze" non-Musulmane in paesi Musulmani (o addirittura, sotto governi islamici) non vi è nulla di nuovo, e non è quindi una soluzione tale da rendere necessari stravolgimenti nella giurisprudenza.
Anzi, la presenza di cospicue e numerose "minoranze" non-Musulmane è sempre stata la norma dei paesi islamici, sin dagli inizi e dall'epoca del Profeta stesso (sallallahu `alayhi wa sallam) e di al-Khulafa' ar-Rashidun (radiyallahu `anhum), via via fino all'Impero Ottomano.
Addirittura, in alcuni periodo i califfati islamici regnavano su territori nei quali i non-Musulmani erano la maggioranza, ed i Musulmani una minoranza, come dev'essere stato il caso del vicino oriente (Sham, Iraq, Persia), del Nord Africa, dell'Anatolia, dell'Andalusia, della Sicilia e del Subcontinente Indiano appena conquistati, e per ancora diversi secoli (o più!) dopo la conquista islamica!

E l'Islam ha sempre garantito i diritti (ovviamente, secondo la nozione islamica di "diritti", non secondo l'ideologia kufr dei "diritti umani") delle minoranza islamiche, più e meglio di quanto facciano i governi tirannici che occupano i paesi Musulmani, o di quanto faccia lo stesso "occidente" nei confronti delle sue minoranze.
Basti pensare anche solo al caso delle numerose e fiorenti comunità ebraiche in molte parti del mondo islamico (diverse delle quali stabilitesi proprio per fuggire alle persecuzioni subite nell'Europa cristiana), mondo islamico nel quale hanno vissuto per secoli, per poi venire cacciate (col risultato di rimpolpare l'occupazione sionista in Palestina) dai vari regimi "laici" nazionalisti e socialisti che hanno esteso il dominio del loro kufr sulla gran parte dei paesi arabi e non arabi.

Mus'ab ha scritto:
La democrazia e' ammessa negli usul del nostro Din?


Per come definita prima, no.

Mus'ab ha scritto:
O l'unica cosa, in teoria, ammessa nel caso specifico dei paesi arabi - a maggioranza (alhamdolellah) musulmana - come via retta da seguire e' un Khilafah (califfato)?


Il Khilafah va' implementato nei paesi Musulmani tutti, non solo nei paesi arabi.

La nostra Ummah è una nazione unica, `arab wa a`jam, bianchi e neri, contro ogni nazionalismo, razzismo e regionalismo.

Mus'ab ha scritto:
Mi sembra di sapere che ci sono alcune linee di pensiero in seno alla religione che rifiutano categoricamente la democrazia in stile Occidente, in quanto il potere legislativo, che con il suffragio universale si vuole dare agli uomini e' un potere che spetta a Dio e a Dio soltanto, e significherebbe quindi minimizzarlo.


E' proprio così, questa è la posizione islamica.
Tutto il resto sono farfugli riformisti-modernisti di "intellettuali" e "filosofi" non soddisfatti del Din di Allah.

Mus'ab ha scritto:
Ora, piu' che i pareri personali (che in fin dei conti non sono mai soltanto personali) vorrei sapere le risposte sulla base degli Usul del nostro din, le norme, regole e via dicendo. Se la democrazia non e' lecita, quale dovrebbe essere allora la linea lecita da seguire in quel caso specifico?


Ti consiglio di leggere con attenzione questi articoli:

The Place of Politics in Religion - Shaykh al-Islam Mufti Muhammad Taqi Usmani -

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The System of Rule in Islam - Shaykh al-Islam Mufti Muhammad Taqi Usmani -

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Is it a condition for the Imam to be from Quraysh? - Shaykh al-Islam Mufti Muhammad Taqi Usmani -

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E, qui sul forum:

"Religione e Politica": Teocrazia - Laicità - Secolarismo -

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Apr 05, 2012 7:49 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Mar 30, 2012 6:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam Alaikom, fatello Umar!
Non so davvero come chiamarti nel modo giusto, se Sheikh, 'aalm al din, o semplicemente fratello bi-din :-)
Ti ringrazio per la chiarissima risposta che mi hai dato, non potevo chiedere risposta piu' esaustiva! A questo punto posso dire con somma coscenza di non avere piu' opinioni personali su questo argomento legati alla dunya, ma molto di piu' legati al nostro amabile Din, indubbiamente. E la sua pratica in questo senso sappiamo bene che e' la cosa piu' attuabile del mondo, se solo si osserva la religione e i suoi dettami come Allah (Subhana wa Ta'ala) ci comanda e come il Suo nobile Profeta (asws) ci insegna, inclusi i Sahaba e i Khulafa' al Rashidun e gli esempi gloriosi dei loro califfati.
Non sono sicuro, pero', che l'opinione maggioritaria tra i musulmani al mondo (soprattutto nei paesi protagonisti della nostra discussione) sia la stessa. Se si dovesse fare un sondaggio tra "democrazia liberale" e Khilafah mi sa che il risultato non sara' tanto scontato. Ma voglio fare il positivo e dire che questa cosa, probabilmente, sara' dovuta semmai a piccolezze visibili, per esempio, nella mia stessa riflessione politica, aggiungiamoci anche un pizzico di ignoranza e poca chiarezza sul tema, mia (avendo fatto la domanda) e di altri confratelli.
Ho visitato nel frattempo anche molte altre domande e risposte su questo stesso forum relative ad argomenti piu' o meno simili a quello da me enunciato, e devo dire che anche li saltava spesso allo sguardo le tue tante risposte ugualmente interessanti ed esaustive! Le idee voi cari fratelli le sapete chiarire in modo davvero esemplare! Il Din giustamente e' Scienza, e la chiarezza l'unica cosa che deve suscitare!

Grazie ancora fratello Umar! Salam Alaikom


L'ultima modifica di AbuMuhammad il Mer Dic 05, 2012 6:38 am, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Sab Mar 31, 2012 1:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Wa `alaykum assalam wa rahmatullahi wa barakatuh,

Sei molto gentile fratello, barakallahu fik, ma posso assicurarti che non sono un `alim; "fratello" va' più che bene. :-)

Mus'ab ha scritto:
E il tariqa al Sahh sappiamo bene che e' la cosa piu' attuabile al mondo, se solo si osserva la religione e i suoi dettami come Allah (Subhana wa Ta'ala) ci comanda e come il Suo nobile Profeta (asws) ci insegna, inclusi i Sahaba e i Khulafa' al Rashidun e gli esempi gloriosi dei loro califfati.


Sadaqta!

Mus'ab ha scritto:
Non sono sicuro, pero', che l'opinione maggioritaria tra i musulmani al mondo - soprattutto nei paesi protagonisti della nostra discussione - sia la stessa. Se si volesse fare un sondaggio tra "democrazia liberale" e Khilafah, mi sa che il risultato non sara' tanto scontato.


Purtroppo la tua analisi è corretta; la colpa principale di tutto ciò risiede negli effetti della colonizzazione, che non solo ha strappato la maggior parte dei paesi Musulmani di un'autorità politica islamica, ma che ha lavorato in profondità (e tutt'ora alacremente lavora) per cancellare dalle coscienze dei Musulmani la consapevolezza della dimensione socio-politica ed ideologica dell'Islam, ridotto invece a mera "religione", "morale" con al massimo qualche influenza nella sfera familiare (ad esempio, le leggi di molti paesi Musulmani hanno solo alcuni elementi di Shari`ah quasi esclusivamente nel diritto familiare, e niente in tutto il resto), e niente più.
La conseguenza di tutto ciò è che molti tra i Musulmani stessi non sono a conoscenza della dimensione politica ed ideologica dell'Islam, e dunque, sotto uno strato di "pratica" e ritualità religiosa (preghiera, digiuno, etc.), la loro ideologia è modellata su concetti anti-islamici assimilati dalle varie ideologie del kufr (secolarismo, nazionalismo, socialismo, capitalismo, liberalismo, diritti umani, femminismo, etc.).

E di questo si parlava ad esempio qui:

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Apr 05, 2012 7:50 am, modificato 1 volta
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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Sab Mar 31, 2012 9:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Jazak Allah'u Khairan, fratello Umar [sottolineerei il fratello ma non ho ancora la giusta manualita' ;-) ]

Anche per la risposta relativa ad Al Husseyn (radi allah'u anhu).

Se mi e' permesso accennare ad un altro argomento, vorrei chiederti delucidazioni anche sul concetto di "rivoluzione" quale atto di rovesciamento del potere. La rivoluzione insomma e' permessa nel nostro din, intendo ovviamente una rivoluzione lecita e legittima, esattamente come le recenti rivoluzioni arabe.
Mi sembra, magari e' una mia idea sbagliata, che da parte della componente religiosa piu' influente di quei paesi, la piu' rilevante, ci sia stata da sempre una sorta di alleanza (magari obbligatoria, ma probabilmente anche no) con le oligarchie al potere e quello che queste rappresentavano ideologicamente in diverse occasioni nel tempo: socialismi, comunismi, baath'ismi, liberismi e tutti gli ismi tipici delle ideologie umaniccie?
Cioe', scusa il discorso diretto, se sono questi i nostri 'ulema' siamo messi bene, parlo per noi arabi che ci facciamo ripetutamente i conti.
Per restare sul tema "rivoluzione", ricordo di aver letto un articolo che riportava il discorso di un Sheikh dell'Azhar al Cairo in cui diceva, che sebbene prima dei moti popolari la rivoluzione da parte degli ulema' era condannata o vietata (ora non ricordo i particolari), quindi nell'islam non permessa, alla luce degli eventi recenti, in quello stesso articolo il Sheikh si rimangiava quello che aveva detto fino ad allora, ovvero legittimava la rivoluzione e la ribellione delle masse contro il potere dittatoriale, quasi una specie di revisione dogmatica, se mi e' concesso dirlo.
La mia ennesima domanda e': ma davvero da parte degli 'ulema' in generale era posto il divieto all'atto della Rivoluzione in se?
E se mi e' concesso un piccolo mio appunto personale: e il Jihad piu' meritorio per bocca del nostro Amato Profeta (saws)? Non mica era questo "divieto" il motivo che ha portato questi tiranni a dominare incontrastati per tutti questi anni senza mai subire grandi sommosse come quelle osservate fino a ieri?
-------

'Umar Andrea ha scritto:

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Ancora, Salam Alaikom --- il saluto piu' bello che ci sia!


L'ultima modifica di AbuMuhammad il Mer Dic 05, 2012 6:44 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Apr 01, 2012 1:16 am    Oggetto: Rispondi citando

Mus'ab ha scritto:
Se mi e' permesso accennare ad un altro argomento, vorrei chiederti informazioni anche relative al concetto di "rivoluzione" come atto di rovesciamento del potere. La rivoluzione insomma e' permessa nel nostro din, intendo ovviamente una rivoluzione lecita e legittima, come appunto gli esempi recenti delle rivoluzioni nei paesi arabi.


Certamente, il rovesciamento di un governante kafir che governi su un "paese Musulmano" è in certi casi non soltanto permesso, ma persino obbligatorio.

Essenziale è valutare non solo le possibilità di vittoria in base ai "normali" asbab, ma soprattutto valutare le motivazioni di una rivolta, poiché certamente vi è un'enorme differenza tra -da una parte- il rivoltarsi contro un governante solo perché è "oppressivo", od in nome ideologie del kufr (democrazia, socialismo), o "per la libertà e la democrazia" (e queste sono rivolte illecite); e - dall'altra- il rivoltarsi contro un governante kafir allo scopo di implementare la Shari`ah in un paese Musulmano (e queste sono rivolte sancite dalla Shari`ah).

In poche parole, rivoltarsi contro un governante Musulmano è proibito (perché obbedire al governante Musulmano - che quindi applica la Shari`ah - è obbligatorio), anche se questi fosse nella sua vita privata un grande peccatore e commettesse atti di oppressione sui sui sudditi: la tirannia (che non sconfini nel kufr) è meglio dell'anarchia.

Mentre, rivoltarsi (in un paese Musulmano) contro un governante taghut kafir che non implementa la Shari`ah, adotta le leggi del kufr ed opprime i Musulmani è permesso/obbligatorio.

Quindi, l'elemento essenziale non è la "libertà" o l'"oppressione", bensì l'iman ed il kufr; ad esempio, se Bashar al-"Asad" (al-Kalb) in Siria fosse un governante Musulmano che reprimesse con il pugno di ferro (ovviamente al netto delle torture contro civili, donne e bambini) una rivolta fomentata da sciiti, baathisti e liberali, esso andrebbe sostenuto, altro che "libertà, democrazia ed elezioni". Invece, egli è uno governante doppiamente kafir (perché sciita alawita-nusayrita e perché baathista socialista nazionalista panarabo) che opprime i Musulmani, e dunque va' sostenuta la rivolta contro di lui, non in nome della "libertà" e delle "libere elezioni democratiche", ma in quanto governante kafir nemico dell'Islam e dei Musulmani.

Ti invito a leggere questa discussioni per qualche dettaglio in più:
La Rivoluzione in Tunisia -

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La situazione in un paese non-Musulmano in cui i Musulmani vivano in pace e non sono oppressi, invece, è differente, ed essi sono generalmente tenuti a rispettare l'accordo (implicito od esplicito) di pace che regola la loro presenza in quel paese, anche se esso non applica la Shari`ah.

Vedi:
Lecito per la sharia illegale per legge -

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Mus'ab ha scritto:
Mi sembra, magari e' una mia idea sbagliata, che da parte della componente religiosa piu' influente in quei paesi, la piu' rilevante, ci sia stata da sempre una sorta di alleanza (magari obbligatoria, ma probabilmente anche no) con le oligarchie al potere e quello che queste rappresentavano in diverse occasioni nel tempo: socialismi, comunismi, baath'ismi, liberismi e tutti gli ismi tipici delle ideologie umaniccie?


Onestamente non ho una conoscenza della situazione in quei paesi sufficiente dal poter emettere giudizi; in generale in tali situazioni la vita di un `alim è molto complessa, perché sostanzialmente dovrebbe scegliere tra il silenzio e la prigionia-tortura-morte per mano dei governo dei tawaghit.

Molto più difficilmente giustificabili sono invece la compiacenza ed il sostegno a tali oligarchie, e questo è il caso degli "`Ulama' as-su'", gli `ulama' di palazzo, dai quali stare ben lontani, che siano i "saudi-salafiti" filogovernativi in Arabia saudita o gli pseudo-sufi filogovernativi in Siria, Egitto o Marocco.

Mus'ab ha scritto:
Cioe', scusa il discorso diretto, se sono questi i nostri 'ulema' al din siamo messi bene, parlo per noi arabi che ci facciamo ripetutamente i conti.


Non sempre è facile trovare gli `Ulama' al-Haqq, e questo genere di governi kafir manipolano e manovrano le istituzioni religiose controllando le fatawa, l'insegnamento nelle madaris ufficiali, scrivendo la khutba del Venerdì, etc.
Proprio per questo motivo è importante, per riconoscere gli `Ulama' al-Haqq, valutare la situazione socio-politica di un determinato paese ed il controllo in esso esercitato sugli `Ulama'; vedi:


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Mus'ab ha scritto:
Per restare sul tema "rivoluzione", ricordo di aver letto un articolo che riportava il discorso di un Sheikh dell'Azhar al Cairo in cui diceva, che sebbene prima dei moti popolari la rivoluzione da parte degli ulema' era condannata o vietata (ora non ricordo i particolari), quindi nell'islam non permessa, alla luce degli eventi recenti, in quello stesso articolo il Sheikh si rimangiava quello che aveva detto fino ad allora, ovvero legittimava la rivoluzione e la ribellione delle masse contro il potere dittatoriale, quasi una specie di revisione dogmatica, se mi e' concesso dirlo.
La mia ennesima domanda e', ma davvero da parte degli 'ulema' in generale era posto il divieto all'atto della Rivoluzione in se?


No.
Semmai, al-Azhar è ormai da decenni pesantemente controllata (non completamente, bensì nelle maggiori cariche) dal regime egiziano (e prima ancora, dai colonialisti inglesi, che per anni hanno installato "Gran-Mufti" di al-Azhar di loro piacimento); vedi:

Ma cosa sta succedendo nel mondo mussulmano? -

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Mus'ab ha scritto:
Non mica era questo "divieto" il motivo che ha portato questi tiranni a dominare incontrastati per tutti questi anni senza mai subire sommosse incredibili come quelle osservate fino a ieri?


Sono innegabili le responsabilità di "sapienti" corrotti ed al soldo dei tiranni nello spegnere la coscienza politica dei Musulmani.
Questo però non deve portarci al contrario opposto del perdere completamente la fiducia negli `Ulama' e lascarci andare ad un rancore generalizzato nei loro confronti ed all'"Islam-fai-da-te". Piuttosto, dobbiamo avere cura e fare attenzione a trovare gli `Ulama' al-Haqq e far riferimento ad essi.

Mus'ab ha scritto:
'Umar Andrea ha scritto:

P.S.: (...) quando ci vieni a trovare (
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Ottimo masha'Allah, ti aspettiamo!
Magari scrivici due righe quando intendi fare un salto, così ci mettiamo d'accordo meglio:

islamgenova@wordpress.com

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Apr 05, 2012 7:51 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Lun Apr 02, 2012 1:43 am    Oggetto: Rispondi citando

Tutto chiaro fratello Umar! Grazie per il tempo concesso.

Forse ho esagerato un po' nei giudizi che avevo espresso, vedro' di fare tesoro della conoscenza appresa.
Massimo rispetto e considerazione da parte mia per gli Ulema' al Haqq e i vari sapienti della nostra Ummah, altro commento non ci potrebbe essere in effetti, hai pienamente ragione nelle tue parole ricordandomi le varie situazioni di realta' a cui questi devono fare necessariamente i conti nei paesi soggetti a tirannie politiche. Talmente ovvio che chiedo scusa se magari ho dato l'idea di un giudizio da tifoseria da stadio.

Grazie ancora, wa salam alaikom

ps: una curiosita', ma tu chi saresti nella foto? :-)
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MessaggioInviato: Lun Apr 02, 2012 3:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mus'ab ha scritto:
Forse ho esagerato un po' nei giudizi che avevo espresso, vedro' di fare tesoro della conoscenza appresa.
Massimo rispetto e considerazione da parte mia per gli Ulema' al Haqq e i vari sapienti della nostra Ummah, altro commento non ci potrebbe essere in effetti, hai pienamente ragione nelle tue parole ricordandomi le varie situazioni di realta' a cui questi devono fare necessariamente i conti nei paesi soggetti a tirannie politiche. Talmente ovvio che chiedo scusa se magari ho dato l'idea di un giudizio da tifoseria da stadio.


Ma certamente per quanto riguarda coloro che `Ulama' al-Haqq non sono (e sono molti), le tue parole sono persino fin troppo blande!

Intendevo solo sottolineare che ciò non ci deve portare ad una sfiducia generalizzata verso tutti gli `Ulama', bensì a tenere gli occhi aperti e distinguere tra loro.

Mus'ab ha scritto:
ps: una curiosita', ma tu chi saresti nella foto? :-)


Haha, nessuno, e non saprei nemmeno dire a chi dei quattro assomiglio di più! ;-)

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