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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Conversione all'Islam e tradizioni europee

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Accettare l'Islam; percorsi e problemi di fede
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jun
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MessaggioInviato: Dom Gen 29, 2012 3:43 pm    Oggetto: Conversione all'Islam e tradizioni europee Rispondi citando

un caro saluto a tutti voi.
Volevo chiedervi un parere: come può un europeo amante delle sue radici e al contempo in sintonia con la rivelazione islamica conciliare le due cose? Mi spiego: ho un retroterra culturale ed esistenziale legato al sentire greco e romano, sono stato cresciuto con i miti greci, la poesia epica, la filosofia platonica e neo-platonica nello specifico; adoro l'arte rinascimentale ed i suoi contenuti sapienziali, le terzine dantesche mi hanno fatto da guida sublime, da ragazzo ho ricercato la comunione con la natura attraverso il sentire della sapienza nordico- germanica di cui ho ascendenze... non sto a tediarvi ulteriormente. Ora sto scoprendo l'islam; il fascino del divino Corano è irresistibile e l'abisso della sapienza in esso appena da me intraveduta insondabile. Una cosa che mi ha colpito è che esso è apparso a me come coronamento di tutto ciò non come rinnegamento! L'Iliade e l'Odissea sono stati portatori di verità nella mia vita... l'ho visto e l'ho sperimentato! Ora come si fa a conciliare tutto ciò con una eventuale adesione all'islam? Perchè io sono europeo, non arabo, e questo è quello che scorre nelle mie vene, è ciò che mi ha formato ed è ciò in virtù di cui sono quel che sono. Non potrei mai rinnegare i miei padri , anzi, specifico: non voglio. Ma al contempo sento la forte affinità con il Messaggio annunciato dal santo Profeta che non trovo assolutamente in contraddizione con quanto sopra... piuttosto esso mi è parso come elemento di compimento di quanto sopra. D'altronde, francamente il mio retaggio spirituale non è costituito da Abramo, Isacco, Mosè et alia ma bensì da Pitagora, Numa Pompilio, Platone , Plotino, Omero, Esiodo etc. e allora, come si fa ad essere musulmani ed europei senza trasformarsi in altro da sè ma coronando quello che veramente si è? Rinnegare, specialmente nel mio caso sarebbe ipocrisia senza fondamento.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 12:38 am    Oggetto: Re: tradizioni Rispondi citando

Ciao Jun, r benvenuto sul forum.

E' un argomento molto interessante quello che hai aperto; spero di poter contribuire con qualcosa di sensato.

jun ha scritto:
Volevo chiedervi un parere: come può un europeo amante delle sue radici e al contempo in sintonia con la rivelazione islamica conciliare le due cose?


Credo di capire cosa intendi (e l'hai spiegato bene tu stesso nelle righe successive), ma in realtà, se consideriamo bene la questione, è un problema che non ci si dovrebbe nemmeno porre..

Questo perchè - ed è essenziale comprenderlo - l'Islam non è "la religione degli arabi": non solo perché oggigiorno gli arabi sono
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, ma proprio perché sin dall'inizio, è sempre stato chiaro che l'Islam è una religione universale, l'ultimo messaggio rivelato dall'Unico Dio per tutta l'umanità, e non è semplicemente l'umana elaborazione di una specifica società/cultura/etnia.

Come religione universale, l'Islam è presente da molti secoli in tutti e tre continenti "storici" (Asia, Africa, Europa; e negli ultimi secoli ha raggiunto gli altri), raggiungendo molto presto ad esempio la Spagna e la Sicilia, ed in seguito l'Anatolia ed i Balcani, potendo così contare pure Musulmani europei ben prima dei recenti fenomeni di conversione all'Islam - effetto invece della globalizzazione e della maggior circolazione di testi ed uomini - che sono semplicemente la continuazione contemporanea un processo continuo di diffusione dell'Islam che ha avuto inizio sin dall'inizio della rivelazione, e non è dunque nulla di nuovo, né nulla di rivoluzionario, né nulla di "strano" o tantomeno "impossibile".

jun ha scritto:
Mi spiego: ho un retroterra culturale ed esistenziale legato al sentire greco e romano, sono stato cresciuto con i miti greci, la poesia epica, la filosofia platonica e neo-platonica nello specifico; adoro l'arte rinascimentale ed i suoi contenuti sapienziali, le terzine dantesche mi hanno fatto da guida sublime, da ragazzo ho ricercato la comunione con la natura attraverso il sentire della sapienza nordico- germanica di cui ho ascendenze...


E lo stesso retroterra avevano quei generali romani che in diverse occasioni si convertirono all'Islam appena prima di battaglie campali tra l'esercito romano d'oriente e quello islamico ai tempi dei Califfi Ben Guidati (insha'Allah scriverò a breve qualcosa al riguardo); lo stesso retroterra avevano gli spagnoli, francesi, siciliani, calabresi, sardi e pugliesi che abbracciarono in gran numero l'Islam arrivato nelle loro terre; lo stesso retroterra ancora avevano le popolazioni anatoliche, greci, bulgari, macedoni, albanesi, bosniaci (serbo-croati) che abbracciarono l'Islam sin da anche prima dell'avanzata ottomana sull'Europa orientale; lo stesso retroterra, poi, era quello di letterati o contadini, sacerdoti, schiavi o nobili europei che nel medioevo così come in epoca coloniale abbracciarono l'Islam, spesso per poi trasferirsi in paesi Musulmani per sfuggire alle persecuzioni in Europa.

Ed infine, lo stesso retroterra culturale hanno tutti gli europei che negli ultimi anni si stanno in gran numero - grazie a Dio - convertendo all'Islam (così come anche persone da ogni altra parte del mondo), e che sono rappresentati in gran numero anche su questo stesso forum.

Al tempo stesso, è importante anche ricorda che così come abbracciare l'Islam non significhi "diventare arabo/persiano/turco/senegalese/pakistano", al tempo stesso non significa nemmeno "restare come prima, semplicemente europeo" in tutto e per tutto.
Piuttosto, abbracciare l'Islam significa diventare Musulmani, completamente - e l'invito rivoltoci da Dio nel Sacro Qur'an è quello di entrare nella religione completamente - il ché (l'Islam, non l'"arabitude" o la "turchitude", etc.) diventerà la nostra identità primaria, rispetto alla quale tutte le altre dovranno essere "filtrate", eliminando ciò che è incompatibile con esso, e mantenendo sotto una nuova luce ciò che invece è buono della propria cultura di provenienza, qualunque essa sia.

E così, a livello di identità, si sarà, nell'ordine (ad esempio), Musulmano, eurasiatico, europeo, italiano, ligure, genovese, di un certo quartiere, (eventualmente) "tifoso" di una certa squadra, o Musulmano, eurasiatico, europeo, russo, moscovita, di una determinata famiglia, etc., ma ognuno di questi aspetti della propria identità dovrà essere filtrato dall'identità primaria.

Vedi anche quanto discusso in questo post:

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Quello di "diventare Musulmano" in ogni aspetto della propria vita, mentalità, comportamenti, è un processo che dura una vita intera, e che è richiesto non solo ad un convertito europeo, ma anche a qualunque altro popolo sulla terra, visto che l'Islam riguarda il modo in cui compiacere il nostro Signore, mentre le culture sono elaborazioni umane che cambiano nel tempo.

E trattandosi del modo di compiacere il nostro Signore dopo averne riconosciuta l'esistenza ed unicità, come può esservi riluttanza nell'abbandonare ciò che contrasta con ciò?

jun ha scritto:
Ora come si fa a conciliare tutto ciò con una eventuale adesione all'islam? Perchè io sono europeo, non arabo


Nemmeno io sono arabo, così come non lo è l'80 della comunità islamica mondiale, eppure siamo Musulmani lo stesso, grazie a Dio (e dall'altra parte, ci sono anche arabi non-Musulmani: cristiani, ebrei, atei, socialisti, comunisti, nazionalisti, etc.)...

jun ha scritto:
Non potrei mai rinnegare i miei padri , anzi, specifico: non voglio. Ma al contempo sento la forte affinità con il Messaggio annunciato dal santo Profeta che non trovo assolutamente in contraddizione con quanto sopra... piuttosto esso mi è parso come elemento di compimento di quanto sopra.


Beh, allora ti stai rispondendo da solo! :-)

La cosa essenziale da comprendere, direi, è che parliamo non di una filosofia, di un "pensiero", bensì della rivelazione proveniente da Dio, ed in questo caso, rivolta a tutta l'umanità. Una volta compreso ed accettato questo, tutto il resto viene di conseguenza!

jun ha scritto:
D'altronde, francamente il mio retaggio spirituale non è costituito da Abramo, Isacco, Mosè et alia ma bensì da Pitagora, Numa Pompilio, Platone , Plotino, Omero, Esiodo etc.


Beh, non c'è Islam senza il riconoscimento di tutti i Profeti inviati dall'Unico Dio a tutti i popoli sulla terra, sia quelli che Iddio ha nominato (e dunque anche Abramo, Isacco, Mosé etc., pace su tutti loro), che quelli a riguardo dei quali Allah non ci ha raccontato nulla né ne conosciamo il nome.

E' comprensibile che inizialmente, per chi non abbia dimestichezza con le storie degli altri Profeti, si pensi di avvertire una qualche "lontananza" da essi, sentendo più "vicini", più "familiari" riferimenti culturalmente più vicini e familiari appunto, ma sia chiaro che qui stiamo parlando dei Messaggeri di Dio, non di semplici persone del passato! E tutti i Profeti - anche quelli che, secoli/millenni fa, avranno portato la Rivelazione in Cina, nelle Americhe od in Scandinavia - hanno sempre portato tutti lo stesso messaggio, quello dell'Unicità di Dio, seppure eventualmente con Leggi diverse; ed un Musulmano, essendo prima di ogni altra cosa Musulmano, sarà ovviamente più vicino ai Profeti di Dio - fossero anche inviati a popoli ed ere lontanissime - che ad un compatriota non Musulmano, per quanto celebre e famoso.

jun ha scritto:
e allora, come si fa ad essere musulmani ed europei senza trasformarsi in altro da sè ma coronando quello che veramente si è? Rinnegare, specialmente nel mio caso sarebbe ipocrisia senza fondamento.


Dipende cosa si intenda per rinnegare e cosa ci sia eventualmente da rinnegare: non è da rinnegare la propria identità storica od il proprio retroterra culturale, ma è certamente (e non potrebbe essere altrimenti) da rinnegare ogni nozione religiosa od ideologica che confligga con l'Islam, anche se fa parte di ciò che "si è stato".

E questo è ovvio, perché se comprendiamo che l'Islam è il Din (religione e sistema di vita) stabilito dal nostro Creatore, esso non può coesistere, in una stessa persona, con ciò che vi contrasti; e perché mai, e con che faccia, qualcuno - dopo aver compreso che un messaggio proviene dall'Unico Dio - dovrebbe mai opporsi e dire "No Dio, grazie, tu mi ordini questa cosa ma a me non va' di seguirla perchè Tizio e Caio, che sono i miei avi, invece facevano diversamente"...

Spero di aver contribuito a dissipare almeno qualcuno dei tuoi dubbi, facci sapere!

Pace su chi segua la Retta Guida, e che Iddio renda semplice il tuo cammino.

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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 6:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Carissimo
innanzitutto un cordiale saluto; volevo inoltre ringraziarti per la risposta cortese e davvero esauriente. Sono d'accordo con te sul fatto che lo scoprire la verità porti automaticamente ad abdicare da qualunque altra cosa si distanzi da essa ma... sono un essere umano debole e sballottato dai dubbi e dagli affetti nonchè dotato di una mente che spesso si rivela più perniciosa che altro. Spero tu e chiunque altro abbia desiderio di confrontarsi con me siate indulgenti. Sai sono ben cosciente di quanto l'islam non sia una cultura od una mera dottrina; d'altronde quel che mi ha folgorato nella lettura del Sublime Corano è stata la semplicità diretta, imperiosa, virile, mai melensa ma densa d'Amore dei suoi versetti; il fatto che si rivolgessero alla parte più intima e archetipica di me: per dirla con filosofica astruseria... non all'io ma al sè. Ma, parlando di esperienza, mi è capitato di frequentare, anche assiduamente degli ambienti islamici: caldissima l'ospitalità, tutto molto affascinante e coinvolgente, ho avuto l'onore di conoscere persone davvero eccezionali ma dopo un po'... cresceva potente in me un senso di profonda estraneità! Mi spiego: sentivo miei i contenuti ma distanti le forme; e non mi riferisco certo al canone della salat o a ciò che inerisce il messaggio anche nelle sue estrinsecazioni esterne, è che... era tutto troppo asiatico o africano ma per nulla europeo. La mia sensibilità era stuzzicata come potrebbe esserlo dall'incontro con l'altro da sè che è sempre bello ed intrigante ma al contempo lontano. E mi sono sentito in terra straniera! Cibi, odori, usanze, modo stesso di pensare o di vedere le cose e fruirne appariva diverso. Anche alcuni italiani che mi è capitato di conoscere si erano notevolmente orientalizzati. Io capisco benissimo che l'islam è vissuto e si è svilluppato per più di mille anni in queste terre, nè voglio aprire un dibattito sulla necessità di un islam peculiarmente europeo (non ne ho la competenza nè il diritto), voglio soltanto condividere con voi un disagio reale che ho vissuto e chiedere lumi dalle vostre personali esperienze senza dimenticare che ogni nuova via comporta una buona dose di paura e di conseguente coraggio. Scusami pe' 'sta prolissa pappardella e un caro abbraccio a te ed a tutti voi.

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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 7:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Jun,

Ancora una volta, credo di capire bene cosa intendi.

Sensazioni come le tue saranno più ancora presenti in coloro i quali, all'inizio, si siano avvicinati all'Islam "dottrinalmente", e non tramite "orientalismi esoticheggianti" di vario genere.

Jun ha scritto:
Ma, parlando di esperienza, mi è capitato di frequentare, anche assiduamente degli ambienti islamici: caldissima l'ospitalità, tutto molto affascinante e coinvolgente, ho avuto l'onore di conoscere persone davvero eccezionali ma dopo un po'... cresceva potente in me un senso di profonda estraneità! Mi spiego: sentivo miei i contenuti ma distanti le forme; e non mi riferisco certo al canone della salat o a ciò che inerisce il messaggio anche nelle sue estrinsecazioni esterne, è che... era tutto troppo asiatico o africano ma per nulla europeo. La mia sensibilità era stuzzicata come potrebbe esserlo dall'incontro con l'altro da sè che è sempre bello ed intrigante ma al contempo lontano. E mi sono sentito in terra straniera! Cibi, odori, usanze, modo stesso di pensare o di vedere le cose e fruirne appariva diverso. Anche alcuni italiani che mi è capitato di conoscere si erano notevolmente orientalizzati.


Il "problema" col quale ti sei scontrato è semplicemente dovuto al fatto che i Musulmani che hai conosciuto provengono da altri paesi, sono "stranieri", e dunque portano con loro "culture" (parlo di quanto sia legittimo; il problema delle traduzioni culturali extra-islamiche è un altro ancora), ed è normale che sia così.

Seppure come Musulmano il proprio legame con gli altri sia innanzitutto quello della religione (al punto che, come dicevamo, un Musulmano zulu ed un Musulmano uyghuro sono più vicini tra loro di quanto lo sia al primo un altro zulu non-Musulmano), è normale che esistano differenze culturali tra i diversi popoli islamici: l'importante è comprendere che si tratta di differenze culturali, e che l'Islam non sta in una cultura estranea quale che sia, ma nell'Islam stesso.

Accettare l'Islam non significa che tu da domani (o mai) debba iniziare a bere té alla menta marocchino, mangiare cous cous, ascoltare "musica araba" e ringraziare dicendo "shukran"; né significa "indonesizzarsi", etc.

Però, senza dubbio, significa salutare con "assalamu alaykum", anche se tu sei italiano e la persona che tu saluti sia un Musulmano malese; significa eseguire la Salah in arabo, ed altri usi che magari possono sembrare "orientali", ma che, essendo Sunnah (ovvero, tradizione profetica), sono un riferimento imprescindibile per qualsiasi Musulmano, di qualsiasi origine.

Insomma, ciò che è Sunnah, è Sunnah per tutti i Musulmani, arabi e non arabi, nati Musulmani o convertiti, di qualsiasi retroterra etnico e culturale, e non lo si può rigettare, anche se confliggesse con la propria cultura di origine (in tal caso, si abbandoneranno "gli usi degli avi" per adottare "gli usi del Migliore della creazione, Pace e Benedizioni su di lui").

Mentre ciò che è cultura di un determinato paese Musulmano, non è necessario acquisirlo da una determinata cultura specifica.

Ad esempio, coprire il capo è una Sunnah importante, poi, riguardo al modo di esplicarla concretamente, ci possono essere differenti "stili", tra i quali si può scegliere quello che si preferisce in base alle proprie affinità, che sia "turco", "afghano", "siriano", "nigeriano", "marocchino", "indonesiano", "bosniaco" od altro.

Quando poi i Musulmani italiani avranno sviluppato una propria "cultura islamica", ci sarà magari anche uno stile "islamico italiano" adottabile senza rischio di imitazione degli stili tipici dei non Musulmani, ma per questo ci vorrà del tempo; intanto, è più facile adottare certe tradizioni profetiche tramite determinate "coloriture culturali" (ad esempio, non c'è uno "stile italiano" di turbante -che è una Sunnah-, perché oggi l'Italia è una cultura non islamica, e dunque i turbanti che si trovano risentono dello specifico luogo e cultura in cui sono prodotti ed utilizzati), e forse è per questo che gli italiani Musulmani che hai incontrato ti sono apparsi "orientalizzati".

O forse invece perché alcuni di loro hanno frainteso la questione e sentono che "bere té alla menta marocchino, mangiare cous cous, ascoltare "musica araba" e ringraziare dicendo "shukran" sia più "islamico", od ancora sono affetti da orientalismi esoticheggianti..

Tutte queste opzioni sono possibili, visto che non hai spiegato in che senso, di concreto, ti siano apparsi "orientalizzati".

jun ha scritto:
Io capisco benissimo che l'islam è vissuto e si è svilluppato per più di mille anni in queste terre, nè voglio aprire un dibattito sulla necessità di un islam peculiarmente europeo (non ne ho la competenza nè il diritto), voglio soltanto condividere con voi un disagio reale che ho vissuto e chiedere lumi dalle vostre personali esperienze senza dimenticare che ogni nuova via comporta una buona dose di paura e di conseguente coraggio. Scusami pe' 'sta prolissa pappardella e un caro abbraccio a te ed a tutti voi.


Forse ti potrebbe essere utile conoscere dei Musulmani italiani.

Ad esempio qui a Genova
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di Musulmani italiani organizza diversi incontri durante la settimana, e raggruppiamo un buon numero di fratelli italiani (e non solo, perché non siamo "razzisti", e frequentano anche fratelli bengalesi, somali, arabi; semplicemente ci incontriamo all'insegna di un più comune sentire, di una maggiore comprensione reciproca, di comuni riferimenti anche dottrinali, e cerchiamo di offrire un sostegno ad altri italiani interessati all'Islam o neo-convertiti); se non abiti troppo lontano potresti venirci a trovare, e così avremmo modo di discutere con più calma riguardo a questo ed altri argomenti, se Dio vuole!

Edit: Ehm, no, vedo solo ora che abiti a Roma.. Beh, vorrà dire che continueremo su questo forum, se poi capitassi da queste parti, sei il benvenuto!

Pace su chi segue la Retta Guida.

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Lun Gen 30, 2012 7:55 pm, modificato 1 volta
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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 7:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

jun ha scritto:
Mi spiego: sentivo miei i contenuti ma distanti le forme; e non mi riferisco certo al canone della salat o a ciò che inerisce il messaggio anche nelle sue estrinsecazioni esterne, è che... era tutto troppo asiatico o africano ma per nulla europeo. La mia sensibilità era stuzzicata come potrebbe esserlo dall'incontro con l'altro da sè che è sempre bello ed intrigante ma al contempo lontano. E mi sono sentito in terra straniera! Cibi, odori, usanze, modo stesso di pensare o di vedere le cose e fruirne appariva diverso.

Ciao.
Io sono macedone e come te ho avvertito le stesse sensazioni (o meglio me lo hanno fatto presente quando sono stato in Macedonia xD) di cominciare ad "arabizzarmi" (ma esiste una parola del genere?!) e cosi ho iniziato piano-piano ad adattare la cultura, modo di vestire etc macedone (o meglio albanese, ma questa è un altra storia) con ciò che il nostro Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) faceva, vestiva etc in modo da essere si musulmano, ma con la mia cultura, modo di pensare, vestire e chi più ne ha più ne metta.
Quindi nulla vieta a te di fare la stessa cosa in modo da essere si musulmano, ma con la tua cultura etc.
Spero di essermi spiegato.

Che Allah ti guidi sulla Retta Via. Amin

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Ibn al-Mubârak e l’Imâm Ahmad (che Allah abbia misericordia di loro) dissero:
“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano. Al-’Ankabût, 69)

Siate alberi che colpiti dalle pietre, rispondono con i frutti.
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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 7:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

menderes ha scritto:
jun ha scritto:
Mi spiego: sentivo miei i contenuti ma distanti le forme; e non mi riferisco certo al canone della salat o a ciò che inerisce il messaggio anche nelle sue estrinsecazioni esterne, è che... era tutto troppo asiatico o africano ma per nulla europeo. La mia sensibilità era stuzzicata come potrebbe esserlo dall'incontro con l'altro da sè che è sempre bello ed intrigante ma al contempo lontano. E mi sono sentito in terra straniera! Cibi, odori, usanze, modo stesso di pensare o di vedere le cose e fruirne appariva diverso.

Ciao.
Io sono macedone e come te ho avvertito le stesse sensazioni (o meglio me lo hanno fatto presente quando sono stato in Macedonia xD) di cominciare ad "arabizzarmi" (ma esiste una parola del genere?!) e cosi ho iniziato piano-piano ad adattare la cultura, modo di vestire etc macedone (o meglio albanese, ma questa è un altra storia) con ciò che il nostro Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) faceva, vestiva etc in modo da essere si musulmano, ma con la mia cultura, modo di pensare, vestire e chi più ne ha più ne metta.
Quindi nulla vieta a te di fare la stessa cosa in modo da essere si musulmano, ma con la tua cultura etc.
Spero di essermi spiegato.

Che Allah ti guidi sulla Retta Via. Amin


Ecco quello fatto dal fratello Menderes è un ottimo esempio, ed a chi voglia restare legato ad uno stile "europeo" suggerisco di guardare con attenzione ai Balcani islamici ed allo "stile" islamico turco.
Ovviamente non parlo degli stili occidentalizzati recenti ma a quelli tradizionali islamici, e per chi senta tale affinità.

Una domanda per Menderes: è difficile trovare abbigliamento tradizionale islamico albanese? E' ancora utilizzato?

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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 8:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Taliban Zindabad ha scritto:

Una domanda per Menderes: è difficile trovare abbigliamento tradizionale islamico albanese? E' ancora utilizzato?

In questi ultimi 10 anni c'è stato un cambiamento spaventoso da noi riguardo l'abbigliamento sia per gli uomini che per le donne. Purtroppo trovare abbigliamento è diventato molto difficile, ma cercando bene anche nei posti sperduti qualcosa si riesce a trovare. A dicembre non ho avuto successo (soprattutto per il freddo xD). Sarebbe da cercare nella capitale, ma chi la conosce! In Kosovo invece la situazione sembra migliore.

Riguardo il venir utilizzato la situazione è ancora peggio. Abbastanza utilizzati i cappelli di cui però la maggior parte anziani.

Ti proporrei una vacanza a bassissimo costo in Macedonia se vuoi xD.

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MessaggioInviato: Lun Gen 30, 2012 9:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ringrazio entrambi di cuore per le risposte esaustive; purtroppo quel che ben non si conosce e che non ci è familiare può a volte disorientarci e metterci in difficoltà. Trovare il giusto equilibrio (ovviamente mai a discapito della Verità) è un impresa che può durare una vita. Ma ditemi, da musulmani convertiti, quindi con alle spalle una scelta scaturita da un più o meno severo travaglio: in cosa è veramente mutata la vostra vita interiore ed esteriore? Qual'è stato il valore aggiunto dell'islam? Cosa significa concretamente, nell'anima e nel corpo, vivere nel seno dell'islam? Possono sembrare dei quesiti sciocchi o magari troppo personali ma non è usuale poter entrare ,come si dice, in camera caritatis con dei credenti. Qualora le mie domande possano essere apparse impudenti chiedo scusa. per il resto vi saluto con un abbraccio.

P.S. Caro amico di Genova, ti ringrazio caldamente per il tuo prezioso invito.

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MessaggioInviato: Mar Gen 31, 2012 3:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

ciao, ho visto che sei di Roma. da italiana convertita all'Islam, ( sono di Roma anche io) volevo dirti che ci sono diverse moschee ( oltre quella grande) in tanti quartieri dove puoi trovare fratelli disponibili sei hai bisogno di delucidazioni o info o consigli più da vicino :-)

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MessaggioInviato: Dom Feb 05, 2012 2:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

menderes ha scritto:
Taliban Zindabad ha scritto:

Una domanda per Menderes: è difficile trovare abbigliamento tradizionale islamico albanese? E' ancora utilizzato?

In questi ultimi 10 anni c'è stato un cambiamento spaventoso da noi riguardo l'abbigliamento sia per gli uomini che per le donne. Purtroppo trovare abbigliamento è diventato molto difficile, ma cercando bene anche nei posti sperduti qualcosa si riesce a trovare. A dicembre non ho avuto successo (soprattutto per il freddo xD). Sarebbe da cercare nella capitale, ma chi la conosce! In Kosovo invece la situazione sembra migliore.


Jazakallahu khayran per la spiegazione. Sì, avevo anche io la stessa impressione sui cambiamenti spaventosi e recenti.

menderes ha scritto:
Ti proporrei una vacanza a bassissimo costo in Macedonia se vuoi xD.


Molto volentieri! La Macedonia è uno di quei (tanti) paesi che vorrei visitare! Insha'Allah ci metteremo d'accordo.. :-)

jun ha scritto:
Ringrazio entrambi di cuore per le risposte esaustive; purtroppo quel che ben non si conosce e che non ci è familiare può a volte disorientarci e metterci in difficoltà. Trovare il giusto equilibrio (ovviamente mai a discapito della Verità) è un impresa che può durare una vita. Ma ditemi, da musulmani convertiti, quindi con alle spalle una scelta scaturita da un più o meno severo travaglio: in cosa è veramente mutata la vostra vita interiore ed esteriore? Qual'è stato il valore aggiunto dell'islam? Cosa significa concretamente, nell'anima e nel corpo, vivere nel seno dell'islam? Possono sembrare dei quesiti sciocchi o magari troppo personali ma non è usuale poter entrare ,come si dice, in camera caritatis con dei credenti. Qualora le mie domande possano essere apparse impudenti chiedo scusa. per il resto vi saluto con un abbraccio.

P.S. Caro amico di Genova, ti ringrazio caldamente per il tuo prezioso invito.


Gentile jun,

Scusa per il ritardo con cui ti rispondo.
Personalmente, ho sviluppato una sorta di "allergia" verso i racconti autoreferenziali sulla propria conversione. Ma certamente, le tue domande non sono né sciocche né troppo personali, né impudenti, affatto!

Quello che posso dirti, in breve, è che sì, la vita cambia completamente, ed ovviamente in positivo (comprese pure le varie "rinunce" che prima della conversione possono sembrare ostacoli insormontabili); in primis la propria comprensione, la propria visione del e sul mondo.

Il valore aggiunto è nell'aver come aperto gli occhi dopo averli tenuti chiusi per 15/20/30/50 anni; non saprei come definire altrimenti il fatto di comprendere il proprio ruolo nel mondo, lo scopo della nostra esistenza ed il suo obiettivo, la direzione da prendere, il senso stesso della propria vita.

Se hai altre domande più specifiche su a quali cambiamenti ti riferisci, od eventuali domande che si raccolgono nella tua testa, non esitare.

Che Allah ti conceda di gustare la dolcezza dell'iman (fede) e ti guidi al sommo bene.

Pace su chi segue la Retta Guida.

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