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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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La civile convivenza.

 
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Inviato: Mar Lug 14, 2020 2:01 pm    Oggetto: Ads

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MessaggioInviato: Gio Ott 06, 2011 5:16 pm    Oggetto: La civile convivenza. Rispondi citando

Buonasera a tutti. Premetto di non essere musulmano e mi rivolgo a voi per avere aiuto. Sento spesso pronunciare la parola "integrazione", specie dai politici, ed istintivamente ritengo ipocrita o superficiale colui che la pronuncia perchè, se come penso, integrazione presuppone condivisione non vedo perchè io o il mio coinquilino si debba rivedere la propria fede al fine di integrarsi con l'altro. Personalmente sostituirei la parola integrazione con "civile e pacifica convivenza", questa si che sarebbe auspicabile e soddisfacente per entrambi. In quest'ottica, avendo molti vicini di casa di fede musulmana e non volendo mai urtare la loro sensibilità, sarei a chiedervi se sia possibile avere consigli su come rapportarmi con loro e come spiegare ai miei figli ed ai loro (anche compagni di scuola) come mai, ad esempio, le festività non coincidono. Ringrazio sin d'ora chiunque vorrà fornire suggerimenti.

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Alessandro
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MessaggioInviato: Gio Ott 06, 2011 6:22 pm    Oggetto: Re: La civile convivenza. Rispondi citando

Buonasera a te Alessandro, benvenuto.

GPX ha scritto:
Sento spesso pronunciare la parola "integrazione", specie dai politici, ed istintivamente ritengo ipocrita o superficiale colui che la pronuncia perchè, se come penso, integrazione presuppone condivisione non vedo perchè io o il mio coinquilino si debba rivedere la propria fede al fine di integrarsi con l'altro. Personalmente sostituirei la parola integrazione con "civile e pacifica convivenza", questa si che sarebbe auspicabile e soddisfacente per entrambi.


Hai centrato in pieno il problema.

In realtà, "integrazione" è semplicemente un termine in "politicamente-correttese" per indicare i tentativi di assimilazione culturale dei Musulmani al modello unico e totalitario della "società dei consumi libera e liberisto dell'Occidente moderno".

Ne avevamo parlato qui (e ti invito a leggerlo):

A proposito dell'"integrazione" dei Musulmani -

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Siccome dire chiaramente che i Musulmani debbano di fatto lasciare la loro religione potrebbe scatenare reazioni (non parlo di bombe ed attentati, parlo di acquisita consapevolezza della posta in gioco e di piena rivendicazione della propria "identità religiosa"), la si butta sull'integrazione, collegando in maniera priva di senso il "buon vivere", la civile convivenza la legalità ed il rispetto delle leggi, da una parte (tutti valori essenziali per i Musulmani), con l'abbigliamento degli uomini e delle donne Musulmane, le loro abitudini alimentari ed i loro riti religiosi, dall'altra.

Per cui, non è considerato "integrato" il Musulmano praticante che studia e/o lavora onestamente, rispetta le leggi, si comporta bene coi vicini ed aiuta le persone in difficoltà ed al tempo stesso segue con rigore la sua religione; è considerato invece "integrato" lo spacciatore ubriaco originario di un paese Musulmano vestito in jeans e "squalo" e col jel nei capelli che frequenta la discoteca e compie varie azioni illegali ma che mostrano la sua "assimilazione" al modello occidentale; o ancora la ragazza escort che ha "abbracciato" i cosiddetti "valori occidentali" (pensavo che "l'Occidente" si vantasse di altri valori piuttosto che del bunga-bunga).

GPX ha scritto:
In quest'ottica, avendo molti vicini di casa di fede musulmana e non volendo mai urtare la loro sensibilità, sarei a chiedervi se sia possibile avere consigli su come rapportarmi con loro


La tua intenzione è lodevole, ma ti suggerisco di non stare a preoccuparti: un Musulmano deve partire dal presupposto che dei non Musulmani possano non conoscere questa o quella regole, per cui invece di imbarazzarsi od offendersi, dobbiamo essere pronti a spiegare con gentilezza che magari se mi offri un bicchiere di scotch, non potrò accettare il tuo invito..

Quindi, più che a te, starà ai tuoi vicini spiegarti eventualmente questo o quel punto nel caso tu dica o faccia qualcosa che possa metterli in difficoltà.
Il che a sua volta è piuttosto difficile, a meno che tu non insista ad invitarli a venire a messa con te in chiesa alla domenica, o ad offire un panino con carne non lecita al loro figlio uscito da scuola, o a dare la mano/baciare sulla guancia sua madre/moglie/sorella/figlia, e cose del genere!

Ed anche se facessi una cosa del genere, starà ai tuoi vicini spiegare la relativa regola della loro religione, visto che non è tua responsabilità conoscerle, ma è responsabilità loro rispettarle!

GPX ha scritto:
e come spiegare ai miei figli ed ai loro (anche compagni di scuola) come mai, ad esempio, le festività non coincidono.


Credo che la cosa migliore sia semplicemente dire le cose come stanno - il come, ovviamente, dipenderà anche dall'età dei bambini -; ovvero qualcosa tipo: "i figli di Tizio del III piano sono Musulmani, per cui hanno altre feste legate alla loro religione, e non festeggiano le nostre feste, visto che esse sono di natura religiosa e legate alla nostra religione"..

Spero di aver compreso correttamente la tua domanda e di esserti stato almeno un po' d'aiuto..

Restiamo a tua disposizione!

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Dom Ott 09, 2011 7:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie, intanto, per aver dato seguito alla mia domanda. Lei ne ha compreso perfettamente il senso. Sono stato educato al rispetto degli esseri umani, tutti gli esseri umani, poco importa dove sono nati (l'utero da cui nascere non viene scelto dall'interessato in quanto attiene esclusivamente alla volontà di Dio) poiché tutti loro sono diretta espressione della volontà del Creatore.
Il problema di spiegare ai bambini come mai non facciamo tutti le stesse cose mi si è presentato quando, accompagnando mio figlio (10 anni) al catechismo per la sua Prima Comunione, mi ha chiesto come mai il suo amico Mostapha non facesse altrettanto. Ho azzardato la spiegazione che la sua religione non prevede questo obbligo ma quando, insoddisfatto, ha obiettato "ma allora non è vero che esiste un solo Dio" ho cambiato discorso terrorizzato dal timore di confonderlo ancora di più.
Confido che crescendo comprenderà.
Grazie anche per la possibilità di dialogare con voi, sono convinto che la conoscenza dell'altro con un dialogo franco e sincero sia il viatico migliore per una convivenza soddisfacente per entrambi perchè, prescindendo per un momento dal Credo professato, in fin dei conti è con gli esseri umani che abbiamo a che fare e penso che al Padre di tutti noi sia gradito che le sue creature vivano da fratelli. Comunque lo si chiami ed in qualunque modo lo si veneri non può desiderare altro che questo.
La saluto cordialmente.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 12:40 am    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Il problema di spiegare ai bambini come mai non facciamo tutti le stesse cose mi si è presentato quando, accompagnando mio figlio (10 anni) al catechismo per la sua Prima Comunione, mi ha chiesto come mai il suo amico Mostapha non facesse altrettanto. Ho azzardato la spiegazione che la sua religione non prevede questo obbligo ma quando, insoddisfatto, ha obiettato "ma allora non è vero che esiste un solo Dio" ho cambiato discorso terrorizzato dal timore di confonderlo ancora di più.


Dio è unico ma ha inviato diversi Profeti, anche con Leggi diverse tra loro.

Le suggerirei di approfondire lei stesso quest'argomento, perchè in esso vi è la risposta a domande che non sono solo quelle dei bambini, ma che sono piuttosto le domande cui tutti noi dovremmo dare una risposta.

GPX ha scritto:
Grazie anche per la possibilità di dialogare con voi, sono convinto che la conoscenza dell'altro con un dialogo franco e sincero sia il viatico migliore per una convivenza soddisfacente per entrambi


Le porte sono sempre aperte, gentile Alessandro!

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 2:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto attentamente il messaggio consigliatomi circa la problematica dell'integrazione. Inutile dire di essere daccordo con quello che segnala come contraddittorio o ipocrita. Non sono però della sua stessa opinione quando associa "bunga-bunga" ai valori dell'occidente o quando ritiene nostra esclusiva pertinenza l'istintiva diffidenza verso tutto quanto è sensibilmente diverso. Provo a fare un esempio, Lei pensa che se una ragazza italiana si trasferisse in un Paese a maggioranza musulmana e passeggiasse per la via con indosso una minigonna ed una profonda scollatura, pur senza dare noia a chicchessia, e chiedesse di acquisire in affitto un locale da adibire a luogo di culto (chiesa cattolica) avrebbe difficoltà ad essere accettata minori di quelle incontrate dagli immigrati in Italia. Nella mia città c'è un luogo di culto islamico da tempo. Lo spacciatore non è preferito perchè "integrato", è solo meno temuto perchè probabilmente non intenderà cambiare la società ospitante. Si è prevenuti non tanto perchè si teme la diversità, si teme piuttosto che quando i "diversi" dovessero essere troppi potrebbero desiderare di modificare quelle che, a parte le esagerazioni, tendiamo a considerare conquiste di civiltà. Una su tutte, la fine del potere temporale dei Papi e la creazione di uno Stato laico composto da persone che non disdegnano certo la religione.
Sebbene tutto questo non offuschi la lucidità del ragionamento che ho letto.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 5:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Non sono però della sua stessa opinione quando associa "bunga-bunga" ai valori dell'occidente


Non li associo nemmeno io in termini esclusivi; intendo piuttosto far notare l'assurdità del ridurre - da parte dei suoi stessi promotori - il cosiddetto "occidente" al bunga bunga ed alla fornicazione, quando per promuovere l'"emancipazione" di una ragazza di origine Musulmana che ha intrapreso la strada del bunga-bunga, ne si loda l'aver abbracciato lo "stile di vita occidentale", e nessun "occidentale" sembra mai aver nulla da ridire sul fatto che lo "stile di vita occidentale" venga equiparato alla fornicazione ed alla prostituzione minorile, come se il sogno di qualsiasi "ragazza occidentale" fosse quello di diventare una velina od una escort; certamente lo è per un certo numero, ma non per tutte, ma nessuno sembra scandalizzarsi per l'accostamento.

Io, se oltre ad essere "occidentale" fossi anche non-Musulmano (ma grazie a Dio sono Musulmano), mi offenderei a sentir definire il mio "stile di vita" sulla base del bunga-bunga ed dell'instupidimento di massa.

GPX ha scritto:
Lei pensa che se una ragazza italiana si trasferisse in un Paese a maggioranza musulmana e passeggiasse per la via con indosso una minigonna ed una profonda scollatura, pur senza dare noia a chicchessia, e chiedesse di acquisire in affitto un locale da adibire a luogo di culto (chiesa cattolica) avrebbe difficoltà ad essere accettata minori di quelle incontrate dagli immigrati in Italia.


Ho l'impressione che una ragazza "in minigonna e profonda scollatura" non sarebbe più di tanto interessata ad aprire un luogo di culto; vede, lei stesso qui sembra essere influenzato dalla propaganda occidentalista che mette in un unico calderone le cose più diverse (dalle minigonne, alla romanità, al cristianesimo) - in quanto "occidentali" - pur di dare l'idea di una monolitica "identità occidentale" che invece non esiste affatto.

Comunque, tornando alla sua domanda; lo sa che nel mondo islamico classico le schiave potevano andare in giro anche a torso nudo, il velo integrale essendo riservato alle donne Musulmane libere, mentre le donne ebree e cristiane se volevano indossavano un velo che copriva la loro testa in base ai precetti della loro religione, o altrimenti giravano a testa scoperta senza problemi, visto che le regole della Shari`ah (Legge Sacra) si applicano primariamente solo ai Musulmani, mentre le altre comunità regolano i loro affari interni secondo le loro leggi.

E per quanto riguarda i luoghi di culto cristiani, anche qui c'è una netta differenza tra il mondo islamico e l'Europa cristiana di fino a pochi secoli fa: nel mondo islamico sono sempre e da sempre esistiti luoghi di culto di ebrei ed altre religioni, senza problemi, perchè l'Islam riconosce il loro diritto a professare la loro religione senza alcuna imposizione; è nell'Europa cristiana, invece, che dominava quasi incontrastato l'esclusivismo non solo religioso, ma molto spesso anche nazionale.

L'Europa post-cristiana di oggi ha fondamentalmente abbandonato il cristianesimo (se non nella misura in cui possa ancora servire in funzione anti-islamica, come ammesso ad esempio dal gruppo degli "atei devoti"!), ma ha mantenuto lo stesso esclusivismo, questa volta in chiave del pensiero unico secolarista-liberale-liberista-democratico.

E' curioso notare che proprio mentre si dipinge l'Islam come intollerante ed il "mondo occidentale" come "libero ed aperto", la realtà dei fatti dimostra esattamente il contrario; come avevo già scritto in un altro thread:

"mentre "dal nostro punto di vista" (ed in realtà), [la Shari`ah] è la Legge che Dio ci ha dato [non un'elaborazione umana].

Al contrario, i "diritti umani" sono - da ogni punto di vista, anche per coloro che li sostengono - un'elaborazione umana.

Eppure guarda un po' che differenza, noi non intendiamo imporre la Legge data da Dio per la nostra comunità ad ogni singolo essere umano, pur credendo nella sua origine divina, mentre i sostenitori dei "diritti umani" vogliono imporre tali principi ad ogni essere umano sulla faccia della terra, pur essendo consapevoli che tali principi siano di origine puramente umana, e perdipiù elaborati solo da un ristretto numero di persona abitanti in una determinata epoca, società e contesto.

Perciò, il fatto che un non-Musulmano non ritenga la Shari`ah essere di origine divina non pone alcun problema in questa discussione, visto che nessuno Musulmano vuole imporre la Shari`ah a chi non è Musulmano. Vogliamo solo voler sottomettere noi stessi alla Legge che riteniamo esserci stata data da Dio.

Invece, i sostenitori dei "diritti umani" voglio imporre a tutti, anche a noi, le loro leggi umane, e questa è una dimostrazione di assoluta arroganza ed intolleranza
".

Lascio il link perchè magari la discussione potrebbe interessarle:

Sharia e diritti umani -

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GPX ha scritto:
Nella mia città c'è un luogo di culto islamico da tempo.


Un garage umido adibito come "sala di preghiera" od una moschea vera e propria, spaziosa, luminosa, dignitosa come hanno il diritto di esserlo in qeusto paese chiese, sinagoghe e templi di altre religioni?
Nel secondo caso: bene, si consideri "fortunato" perchè è una delle pochissime eccezioni in questo paese.

GPX ha scritto:
Lo spacciatore non è preferito perchè "integrato", è solo meno temuto perchè probabilmente non intenderà cambiare la società ospitante. Si è prevenuti non tanto perchè si teme la diversità, si teme piuttosto che quando i "diversi" dovessero essere troppi potrebbero desiderare di modificare quelle che, a parte le esagerazioni, tendiamo a considerare conquiste di civiltà.


Questa paura è conseguenza diretta della propria debolezza: affiora la consapevolezza della debolezza del "modello occidentale" e del suo fallimento, che è sotto ai nostri occhi ogni giorno. Per cui, invece di cercare di dare un ordine ed un modello praticabile per "risollevare" le sorti di questo continente, molti scelgono di scagliarsi contro l'unica temuta alternativa.

I Musulmani invece hanno per secoli convissuto - talvolta persino come minoranze - senza timore con comunità differenti per religione, etnia, cultura, usi, abitudini, senza andare in paranoia né scatenare "cacce al diverso" per cercare di cementare un'identità fragile ed altrimenti indefinibile, com'è il caso dell'"identità occidentale".

Ciò ha radici anche storiche, e riguarda ad esempio la grande differenza tra l'isolamento e l'esclusivismo campanilistico che per secoli hanno dominato in Europa, da una parte, e l'ecumene multi-religioso, multi-culturale e multi-etnico che ha caratterizzato praticamente ogni singola società islamica, a partire dagli esordi fino ai grandi califfati - senza che il vivere accanto a persone di altre comunità portasse automaticamente e perdere la propria identità, sia per la forza della propria fede, sia per l'assenza di politiche assimilazioniste da parte del potere statale.

GPX ha scritto:
Una su tutte, la fine del potere temporale dei Papi


Stia tranquillo, non abbiamo né avremo mai alcuna intenzione di restituire alcun "potere temporale" ai Papi!

GPX ha scritto:
e la creazione di uno Stato laico composto da persone che non disdegnano certo la religione.


Ma che di fatto non le danno granché importanza, altrimenti seguirebbero i suoi precetti al di là dell'andare la Domenica a messa.

Il secolarismo è conseguenza diretta del pensare che in fondo ci siano cose più importanti, e che "le religioni non debbano mettere becco" là dove stanno i veri interessi ed il vero amore dei potenti; è per quello che dicono che "ognuno è libero di fare e credere quello che vuole nella sua vita privata, [purchè non danneggi i veri interessi politici, strategici, economici]".

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 2011 9:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Non posso che complimentarmi per la sua capacità di sintesi e per la corretta scorrevolezza del suo italiano. Sarei dell'avviso di modificare però leggermente la direzione del ragionamento nel senso che evidenziare reciprocamente i limiti, sia pure oggettivi, del diverso modo di intendere l'organizzazione della società (sulla quale non farei ricadere la responsabilità di porcherie commesse da singoli nell'ambito della loro libertà personale) non ci porterebbe molto lontano perchè temo non vi sia possibilità che l'uno sposi le tesi dell'altro, comunque mai completamente. Sono molto affezionato alla constatazione che, sebbene differenti nell'aspetto, mia madre e la sua ci hanno concepito nello stesso modo partorendoci sopportando lo stesso dolore, io e lei siamo nati uguali. Questa ovvietà l'ho premessa al fine di supportare la mia convinzione che il nascere uguali ci unisca molto di più di quanto non possano dividerci il vestirci diversamente o il diverso modo di intendere la barba.
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.
Auspico che la situazione dei rapporti reciprochi migliori al fine di non lasciare in eredità a mio figlio ed i suoi una contrapposizione che, se non governata opportunamente, non gli permetterà di avvicinarsi serenamente. Rimettendoci entrambi.
Le auguro ogni bene.

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 2011 5:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Non posso che complimentarmi per la sua capacità di sintesi e per la corretta scorrevolezza del suo italiano.


Grazie, ma dopo quasi vent'anni di scuole varie, ed essendo italiano figlio di italiani (vab, ho azzardato e bluffato, in realtà sono calabrese!) - credo mi abbia preso per straniero per il solo fatto di essere Musulmano! -, mi sarei preoccupato del contrario! :-)

GPX ha scritto:
evidenziare reciprocamente i limiti, sia pure oggettivi


Vorrei chiarire che non era mia intenzione giocare al rimbalzo, od buttarla sul "e voi, allora?"; volevo piuttosto contestualizzare ed inquadrare correttamente la discussione, per mostrare quanto il modo stesso in cui l'intera problematica è concepita non è determinato dalla "realtà dei fatti", ma da tutta una serie di pregiudizi e costruzioni ideologiche che sono state formate sulla base dei problemi dell'"Occidente" stesso, che però esso tende a "rovesciare" sull'Altro, forse per esorcizzarli e sbarazzarsi della sua stessa storia?

Insomma, se un mafioso mi accusa di avere un atteggiamento omertoso, viene da ridire qualcosa sulla natura stessa di tale accusa, prima ancora di doversi giustificare, no? :-)

Come si suol dire, "If you don't like the image in the mirror, please don't break the mirror, break your face"!

GPX ha scritto:
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Mi piace questa virata sul pratico; proporrei a tutti i lettori di pensarci anche loro e contribuire con le loro idee, se Dio vuole.

La ringrazio per le gentili parole; purtroppo oggigiorno non capita più molto spesso di poter discutere con persone pacate ed educate..

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 9:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Confesso, l'ho creduta straniero perchè musulmano. Proverò a non avere più preconcetti.
Devo rappresentare quanto appena accaduto.
Il messaggio che ho inserito in questo Forum l'ho inserito anche in altri Forum islamici nel desiderio di ascoltare quanti più punti di vista possibile.
Ebbene, in uno di questi, l'argomento è stato chiuso (non so se dal moderatore o dall'amministratore) proprio perchè presente identico anche in altri Forum, quindi anche in questo.
Sono a chiedere se questo rappresenti un problema, facendo presente che mi dispiacerebbe non potermi più confrontare proprio ora che si poteva ragionare del "quotidiano".
Se ho violato qualche regola del Forum confido vogliate concedermi almeno le "attenuanti generiche" perchè delitto colposo e non doloso.
Ogni bene

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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 6:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non vedo quale sia il problema nel porre la stessa domanda (se sincera e priva di secondi fini e provocazioni - come mi pare essere il suo caso) in più forum, dunque non riesco a comprendere la reazione avvenuta nell'altro forum.

Dunque, stia tranquillo, nessun problema; se Dio vuole possiamo continuare il nostro confronto..

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 7:54 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

GPX ha scritto:
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Mi piace questa virata sul pratico; proporrei a tutti i lettori di pensarci anche loro e contribuire con le loro idee, se Dio vuole.

La ringrazio per le gentili parole; purtroppo oggigiorno non capita più molto spesso di poter discutere con persone pacate ed educate..

Pace su chi segue la Retta Guida.


AsSalaamu `alaykum wa rahmatuLlahi wa barakaatuHu,

sinceramente quando sento certi discorsi sul dialogo o la convivenza resto un po' perplesso. Ciò che non mi convince è il modo un po' naïve in cui si mettono tutti sullo stesso piano, come se chi "accoglie" nel suo paese una minoranza religiosa di recente immigrazione e chi si trova a vivere in un paese in cui la sua religione è una minoranza poco riconosciuta si trovino nella stessa condizione, affrontino le stesse problematiche e siano equamente responsabili di un'eventuale conflittualità fra le due comunità.
Un po' la classica storia del non confondere lupi con agnelli : )

Questo anche a prescindere dalle radicali differenze fra Cattolicesimo e Islam nel rapportarsi con le minoranze religiose, e il divario di conoscenza dell'Altro che c'è fra questi due mondi.
In particolare quando ci si lancia in inviti appassionati alla conoscenza reciproca non dimentichiamo che una conoscenza discreta del Cristianesimo fa' parte della dottrina stessa islamica, mentre viceversa la massa dei cattolici ha idee molto confuse sull'Islam.

Detto questo mi fa' piacere constatare che in questa pagina non ci si è persi tanto in retorica e come `Umar anch'io apprezzo che il discorso è presto virato ai lati pratici sul come convivere pacificamente.
Infatti a mio parere il discorso è tutto lì e deve limitarsi a quello, perché sulla conoscenza reciproca c'è poco da dire, basta aprire la mente e porre domande all'altro su ciò in cui crede; fra l'altro non è neanche necessario doverlo fare per poter convivere.

Venendo al lato pratico proprio un paio di giorni fa' leggevo il consiglio di un Sapiente ad un musulmano che chiedeva se andasse bene compiere le abluzioni in un lavandino, e lui dopo aver risposto affermativamente sottolineava che è anche importante lasciare la toilette come la si è trovata, facendo il possibile per ripulire l'acqua che abbiamo fatto cadere qua e là.
Questo mi ha fatto tornare in mente quando un giorno all'Aeroporto di Fiumicino un inserviente vedendomi compiere le abluzioni nel lavandino mi guardò acidamente e mi ingiunse di non lavare i piedi lì, e io ne rimasi offeso. Col senno di poi penso che certamente quella persona fu' sgarbata, ma prima di tutto dobbiamo fare noi lo sforzo per non recare alcun disturbo agli altri.
Questo giusto per fare un esempio che sembra banale, ma poi sono queste piccole cose quotidiane che cambiano la percezione dell'altro.

Per dirne un'altra io raccomando spesso ai miei fratelli di sorridere molto ed essere gentili, prima di tutto perché questa è Sunnah (l'insegnamento del Messaggero di Iddio Muhammad sallaLlahu `alayhi wa sallam (le benedizioni di Dio siano su di lui e la Pace)), poi anche perché è naturale che a molta gente basti guardare una persona con un aspetto estraneo, che sia per il colore della pelle o perché ha la barba lunga, la tunica e altri caratteri distintivi islamici, per essere più sospettosa: se per strada un italiano con abiti "normali" cammina col broncio o alza la voce con qualcuno la maggior parte della gente nemmeno ci bada, o pensa che avrà avuto i suoi motivi, ma se la stessa cosa capita per un altro con aspetto "islamico" alla massa vengono in mente cose come terrorismo e sciocchezze simili!

P.S.: Fra l'altro sono anche io italiano come `Umar e una discreta parte di frequentatori di questo forum, ma ciononostante mi basta l'abito per aver vissuto le esperienze di cui sopra.

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 10:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Tra le idee generalizzate che diffondono diffidenza e paura - ostacolando quindi la serena convivenza tra Musulmani e non Musulmani - ma che in realtà sono false, vi sono ad esempio:

-L'idea che i Musulmani impongano la conversione forzata ai fedeli di tutte le altre religioni - Falso.

-L'idea che i non Musulmani che vivano sotto il dominio dei Musulmani siano costretti a seguirne la Legge Sacra (ad esempio in termini di abbigliamento femminile, proibizioni alimentari, diritti religiosi, etc.) - Falso.


Per il resto, quanto sia verosimile che a breve la minoranza (quanti siamo, il 2%?) più discriminata e più emarginata da un qualunque settore strategico, che generalmente occupa gli strati sociali ed economici più bassi (ed a "buona" parte della quale - detto onestamente - dell'Islam interessa ben poco), possa conquistare il potere ed imporsi sul restante 98%, lo lascio al buon senso di chi ancora l'abbia conservato almeno in parte...

Ma è ovvio che finanzieri, banchieri, usurai e "potenti" non possono che guadagnarci dal fatto che la rabbia sociale in tempi di crisi, invece di essere indirizzata verso i "veri" responsabili di povertà, miseria e sfruttamento (loro stessi), si indirizzi in una guerra tra poveri verso una minoranza che nessuno rappresenta, e che chiunque crede di poter calunniare come più crede, perchè nessuno li cita in tribunale per chiedere danni o fa pressioni in stile lobby (cose che invece accadrebbero senz'altro nel caso si attaccasse una qualsiasi altra minoranza, tranne forse gli "zingari").

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 11:11 pm    Oggetto: BismiLlhi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
Ma è ovvio che finanzieri, banchieri, usurai e "potenti" non possono che guadagnarci dal fatto che la rabbia sociale in tempi di crisi, invece di essere indirizzata verso i "veri" responsabili di povertà, miseria e sfruttamento (loro stessi), si indirizzi in una guerra tra poveri verso una minoranza che nessuno rappresenta, e che chiunque crede di poter calunniare come più crede, perchè nessuno li cita in tribunale per chiedere danni o fa pressioni in stile lobby (cose che invece accadrebbero senz'altro nel caso si attaccasse una qualsiasi altra minoranza, tranne forse gli "zingari").


Mi sa che oggi banchieri & co. hanno un pochino tremato, ma appunto...
se si parlasse meno contro l'Islam e più dei problemi seri oggi non si sarebbero rivoltati quattro studenti, ma mezza nazione.

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MessaggioInviato: Mer Ott 19, 2011 2:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ritengo doveroso, ad onor del vero, comunicare che l'Amministratore dell'altro Forum, dopo un breve scambio di opinioni, ha consentito che la conversazione proseguisse. Lo ringrazio.
Riprendendo il filo del discorso, interessantissimo perchè è degli esseri umani che parliamo, alla luce del fatto che disponiamo di politici che non legiferano mai anticipando gli eventi ma corrono ai ripari solo a danno arrecato, riterrei opportuno che fossero le comunità stesse a suggerire quali norme di legge modificare ed in che modo affinchè il loro avvicinamento attenui i contrasti ed azzeri i pregiudizi. Provo a fare un esempio, se non erro i musulmani si recano in Moschea per la preghiera settimanale il venerdi, un giorno che per noi è feriale, come può l'operaio assentarsi in pieno orario di lavoro per pregare? Ci sarà mai un datore di lavoro accondiscendente? se la cose fosse disciplinata sarebbero fatti salvi i diritti di entrambi. Ritengo che ormai si sia prossimi al diritto di voto agli immigrati, non sarebbe quella l'occasione giusta per rappresentare che vogliamo vivere meglio tutti.
Mi viene in mente però il problema che, mentre lo Stato può adattare le leggi alle esigenze, la Legge Sacra dei musulmani non sia modificabile. Se così fosse, come fare per percorrere metà strada ciascuno?
Ogni bene.

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MessaggioInviato: Gio Ott 20, 2011 8:14 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Ritengo doveroso, ad onor del vero, comunicare che l'Amministratore dell'altro Forum, dopo un breve scambio di opinioni, ha consentito che la conversazione proseguisse. Lo ringrazio.
Riprendendo il filo del discorso, interessantissimo perchè è degli esseri umani che parliamo, alla luce del fatto che disponiamo di politici che non legiferano mai anticipando gli eventi ma corrono ai ripari solo a danno arrecato, riterrei opportuno che fossero le comunità stesse a suggerire quali norme di legge modificare ed in che modo affinchè il loro avvicinamento attenui i contrasti ed azzeri i pregiudizi. Provo a fare un esempio, se non erro i musulmani si recano in Moschea per la preghiera settimanale il venerdi, un giorno che per noi è feriale, come può l'operaio assentarsi in pieno orario di lavoro per pregare? Ci sarà mai un datore di lavoro accondiscendente? se la cose fosse disciplinata sarebbero fatti salvi i diritti di entrambi. Ritengo che ormai si sia prossimi al diritto di voto agli immigrati, non sarebbe quella l'occasione giusta per rappresentare che vogliamo vivere meglio tutti.


Ti ringrazio per aver sollevato la questione, che è assai importante, e penso anche sia facilmente risolvibile se Dio vuole e poi se noi ci mettiamo un po' di buona volontà.
Basterebbe studiare un modo legalizzato per garantire il diritto dei musulmani ad assentarsi per un breve lasso di tempo dal posto di lavoro (basta al massimo un'ora se la moschea non è troppo lontana), senza per questo dare difficoltà o spese ai datori di lavoro; se ci pensiamo bene il tempo richiesto - e anche l'orario, che oscilla dalle 12 alle 14e30 - coinciderebbe con una pausa pranzo un po' lunga.
Bisogna anche dire che se la moschea è troppo distante, o si vive in un villaggio molto piccolo, decade l'obbligo della preghiera del venerdì, e che in casi estremi, se c'è un certo numero di musulmani questi possono condurre la preghiera del venerdì in qualsiasi luogo - ad es. in una grande fabbrica con decine e decine di dipendenti musulmani al datore di lavoro basterebbe fornire uno spazio apposito.

GPX ha scritto:

Mi viene in mente però il problema che, mentre lo Stato può adattare le leggi alle esigenze, la Legge Sacra dei musulmani non sia modificabile. Se così fosse, come fare per percorrere metà strada ciascuno?
Ogni bene.


La Legge Sacra non è in sé modificabile, ma ciò non significa che sia inflessibile né che sia inadatta al nostro contesto. In realtà non ci sono granché leggi che ci impediscono di seguire la Legge Sacra nelle pratiche "personali". Basterebbe quindi semplicemente non introdurne, come ad esempio alcuni propongono leggi coercitive contro l'abbigliamento islamico.
Poi ci sono alcuni aspetti del diritto civile ed economico islamico che non sono riconosciute dalla legge italiana, ma non per questo c'è un contrasto; semplicemente per sposarci islamicamente ci arrangiamo per conto nostro, e se anche eventualmente poi si fa' il matrimonio civile secondo la legge italiana, questo non risponde minimamente alla Legge che noi seguiamo. In breve: il vero matrimonio per noi è quello islamico, come per i cattolici, ma loro con il concordato possono far coincidere le due cose e vedere riconosciuti almeno alcuni aspetti della loro Legge Sacra, sebbene poi ad esempio sia previsto il divorzio (civile) che religiosamente non è riconosciuto. Comunque anche questo non è un problema, perché non ci viene impedito di sposarci religiosamente, solo non abbiamo poi un'autorità giuridica a cui rivolgerci in caso di problemi successivi.

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MessaggioInviato: Mar Ott 25, 2011 10:03 am    Oggetto: Rispondi citando

Sono perfettamente daccordo con lei, riconoscere il diritto a professare qualsivoglia religione impone la necessità di creare le condizioni affinchè i fedeli possano praticarla a pieno.
Per quanto riguarda il matrimonio probabilmente sarebbe opportuno far diventare "concordatario" anche quello islamico. In fin dei conti alla laicità dello Stato cosa importa con quali modalità è stato celebrato quello religioso. Avreste così anche voi l'Autorità civile alla quale rivolgervi in caso di difficoltà successive, che possono verificarsi indipendentemente dal Credo professato. Non è che, se l'avessi sposata con rito diverso, oggi discuterei di meno con mia moglie.
Temo che il campo diventi minato quando a desiderare il matrimonio dovessero essere ragazzi di diversa religione. Mi vengono i brividi al solo immaginare lo stato d'animo di quei ragazzi, desiderosi di appartenere completamente all'altro ma alle prese con problemi derivanti da modalità di approccio all'evento molto diversi per motivi sia religiosi che tradizionali. Chissà che, se concordatari fossero antrambi i riti, gli si possa facilitare l'esistenza.

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MessaggioInviato: Mer Nov 09, 2011 1:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Devo proprio averla detta grossa per lasciarmi senza seguito così tanto tempo. Mi ero abituato bene trovando immediato riscontro ai miei messaggi. La problematica mi appare particolarmente interessante alla luce del fatto che, cristiana o musulmana che sia, la famiglia costituisce pilastro imprenscindibile di qualsivoglia tipo di società e ritengo che il legislatore bene farebbe ad agevolarne la costituzione invece di prodigarsi ad allungare la lista dei diritti delle "coppie di fatto", alle quali non impone neanche l'obbligo di essere etrosessuali (le altre, per quanto mi riguarda, non esistono). La convivenza tra individui dello stesso sesso non dovrebbe mai essere "coppia", semmai individui che vivono con chi vogliono. Al massimo una piccola comunità. Non siete daccordo?

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MessaggioInviato: Mer Nov 09, 2011 2:53 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Devo proprio averla detta grossa per lasciarmi senza seguito così tanto tempo.


O forse ha parlato così bene che nessuno sentiva il bisogno di aggiungere altro. : )

Citazione:

Mi ero abituato bene trovando immediato riscontro ai miei messaggi. La problematica mi appare particolarmente interessante alla luce del fatto che, cristiana o musulmana che sia, la famiglia costituisce pilastro imprenscindibile di qualsivoglia tipo di società e ritengo che il legislatore bene farebbe ad agevolarne la costituzione invece di prodigarsi ad allungare la lista dei diritti delle "coppie di fatto", alle quali non impone neanche l'obbligo di essere etrosessuali (le altre, per quanto mi riguarda, non esistono). La convivenza tra individui dello stesso sesso non dovrebbe mai essere "coppia", semmai individui che vivono con chi vogliono. Al massimo una piccola comunità. Non siete daccordo?


Del tutto d'accordo, ma appunto al giorno d'oggi la famiglia la si vuole semplicemente contrastare con ogni mezzo, al di là dei proclami familistici.
A partire dal fisco e l'economia che sembra strutturato ormai per impedire alla gente di metter su famiglia, per arrivare a certe leggi assurde o comunque alla cultura ormai generalizzata anti-matrimoniale e con la fobia della procreazione.
Basti pensare al fatto che l'idea che due adolescenti abbiano un amore passionale è vista con tenerezza e rispetto, considerata una libertà imprescindibile, libertà che è addirittura sbandierata come un valore proprio dell'Occidente, mentre se i due si volessero sposare non potrebbero secondo il Codice Civile italiano (che permette il matrimonio solo dopo il 18esimo anno di età o dopo i 16 anni col permesso del giudice) e se "malauguratamente" uno dei due fosse maggiorenne rischierebbe pure di essere condannato come pedofilo, per non parlare della condanna sociale. Il che è ridicolo considerato che la pedofilia, che è un'aberrazione abominevole, vale per definizione nei confronti dei bambini impuberi (pedos), e non i ragazzi che raggiungono la pubertà solitamente ben prima dei 18 anni.
Un simile discorso vale per chi una donna che sposi un uomo anziano, o per chi fa' figli avendo difficoltà economiche; in questi e altri casi le malelingue si azzuffano per dare giudizi pseudomorali, mentre poi è considerato un diritto umano avere rapporti con prostitute, prostituirsi, o comunque avere relazioni extraconiugali, a qualsiasi età e in qualsiasi modo.
L'omosessualità è uno dei tanti capitoli di una storia molto lunga, in cui i "cattivi" è il matrimonio, la famiglia, il padre e la madre che fanno lo sforzo di metter su famiglia, e i "buoni" sono coloro che ormai si autodefiniscono con orgoglio frequentatori di prostitute, quelli che lasciano uscire le loro figlie di 12 anni per l'intera notte in discoteca, o guardano con rispetto chiunque "si goda la vita", magari alle spalle della moglie o del marito, magari con persone dello stesso sesso, così da raggiungere l'apoteosi, l'apice di tutto questo, il sesso più "sicuro" che c'è - nel senso che impedisce assolutamente la riproduzione.

Comunque penso di aver divagato davvero troppo su questo tema. A noi serve a poco dedicarci a guardare il male là fuori, oltre al minimo necessario per potersene tutelare, e piuttosto dobbiamo pensare a come migliorare noi stessi, come essere da esempio e invito al bene per gli altri inshaAllah.

Tornando al discorso sul matrimonio e il concordato, mi scuso se non ho risposto prima, avevo esitato non poco.
In due parole il fatto è che anche se si ottenesse un riconoscimento dalla legge italiana, cosa che poi ci interessa relativamente come musulmani, di certo non sarebbe l'autorità giudiziaria italiana a poter fungere da riferimento per le nostre eventuali questioni attinenti al contratto matrimoniale.
Come d'altronde per il matrimonio religioso cristiano ci si rifa' alla Sacra Rota e non certo ai Tribunali statali, così per i nostri matrimoni islamici i referenti devono essere giudici musulmani ferrati nel diritto islamico.
Dunque sta a noi operare per fare in modo che si formino e siano riconosciuti e attivi dottori del Diritto islamico che possano assumere questo ruolo, e non vedo proprio la necessità di un inquadramento statale, che anzi rischierebbe solo di portare danni.

Porto un esempio pratico per fare capire cosa intendo. Nei paesi islamici, da sempre, le minoranze religiose hanno loro tribunali civili su cui l'Autorità centrale non ha grande controllo. I cristiani e i giudei nei paesi islamici hanno sempre amministrato per conto loro le questioni di diritto famigliare, ereditario e sui contratti economici, mentre chiaramente in campo penale, soprattutto in caso di reati contro la società o contro musulmani, interviene l'Autorità centrale.
A noi musulmani basterebbe che lo Stato si faccia solo un po' da parte, entrando meno nella vita personale della gente e lasciando amministrare cose come l'eredità o il matrimonio a livello comunitario - il che sarebbe un vantaggio non solo per noi, immagino - e da parte nostra dobbiamo impegnarci a rintracciare e formare giudici preparati allo scopo.
Mi pare che già in Regno Unito funzioni così, con tribunali specifici per i giudei già da molto tempo, e da poco anche per i musulmani. Da quel che ho capito l'unica limitazione che pone la legge è che se uno dei contendenti vuole, può preferire rivolgersi alla legge nazionale.

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MessaggioInviato: Gio Nov 10, 2011 1:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Concordo pienamente con lei con la constatazione dell'autolesionistico accanimento a contrastare la nascita di nuclei familiari (come se non bastasse l'egocentrismo della maggior parte dei giovani, poco inclini alle responsabilità ed alle rinunce in nome di qualsivoglia valore. Anche per colpa di genitori ai quali poco interessa della caratura morale dei figli). Mi vedo costretto a dissentire però dalla parte relativa alla valenza civile del matrimonio religioso. Prescindendo dall'annullamento da parte della Sacra Rota, la maggior parte dei matrimoni terminano gli effetti civili in seguito a sentenza di Tribunale Ordinario. Questi, intanto che solleva gli interessati dagli obblighi reciproci assunti con il matrimonio, valuta sia la condizione economica dei coniugi che l'opportunità di assegnare i figli minori al genitore che offre migliori garanzie. In questa operazione (sempre che venga effettuata con criterio) riterrei del tutto ininfluente la fede religiosa praticata dagli ex coniugi (lasciando alla coscienza di ciascuno l'essere venuto meno ad impegni assunti al cospetto del Padre) poichè i problemi connessi sarebbero gli stessi per tutti. Non sarei daccordo neanche con l'ipotesi di differenziare i Tribunali, nel timore che il più "conveniente" dei quali possa indurre conversioni false e finalizzate a limitare il danno. In poche parole ipotizzerei matrimoni concordatari a prescindere dalla natura di quello religioso e, nei casi estremi, tutti i cittadini uguali innanzi alla Legge e che si rivolgono allo stesso tribunale.
Sarei sinceramente interessato a conoscere la sua opinione.

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MessaggioInviato: Gio Nov 10, 2011 4:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Credo che questa frase ormai valga solo per una setta di pochi eletti!!! "tutti i cittadini uguali innanzi alla Legge "

:-(

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MessaggioInviato: Sab Nov 12, 2011 11:11 am    Oggetto: Rispondi citando

La saluto.
E' vero, le cose non vanno come dovrebbero anche a causa del fatto che l'alto compito di amministrare la giustizia in nome di un intero popolo necessiterebbe di tutt'altro rigore morale rispetto a quello mostrato da certi giudici. Nonostante ciò ritengo non si debba desistere dal desiderare giustizia nè rassegnarsi a questo stato di cose.
La frase "tutti uguali innanzi la Legge" voleva anche sottintendere il fatto che tutti riconoscano la valenza della Legge stessa, nel senso che tutti coloro che, per nascita o per scelta, vivono in luoghi ove è vigente una qualsivoglia normativa la accettino per quello che è (prodotta dall'uomo e quindi perfettibile) sia che essa attribuisca diritti o imponga doveri.
All'inizio della nostra chiacchierata abbiamo convenuto di desiderare una civile convivenza prescindendo dall'integrazione (nel senso di condivisione) ma con la necessità di evitare ghettizzazioni e temo che, se dovessimo avere tribunali diversi a seconda del Credo professato, è proprio ad un "ghetto" che daremmo vita ("noi" di qua e "loro" di là).
D'altra parte, come evitare che comunità conviventi nello stesso territorio interagiscano tra loro (perchè non dovrebbero?) e sopratutto come impedire a ragazzi delle diverse comunità di conoscersi, innamorarsi e desiderare di costruire una famiglia?
Se entrambi loro potessero contare su una legislazione ragionevole che si occupa di loro semplicemente per quello che sono (un uomo ed una donna) prescindendo dalle intime convinzioni (afferenti, in quanto tali, il singolo individuo e non con chi questi abbia a che fare) probabilmente i cosidetti "matrimoni misti" risulterebbero agevolati. A tutto vantaggio della collettività.

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MessaggioInviato: Sab Nov 12, 2011 4:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buona sera a lei, premetto che non sono più brava a intraprendere conversazioni che intrecciano collettività e religione ma proverò a dire due parole lo stesso Allah volendo.
ebbene, per quanto la collettività possa trarre vantaggio da certi atteggiamenti interculturali , noi musulmani non possiamo scendere a compromessi sulla nostra religione, le spiego: per noi ciò che Allah swt ha detto è legge è non va modificata o cambiata per nessun motivo, però come lei stesso ha visto siamo disponibilissimi al dialogo col solo scopo di far conoscere quella che noi consideriamo La Verità. Cerco di fare un esempio: non possiamo essere accondiscendenti sui matrimoni delle nostre figlie musulmane con uomini non musulmani, questo perchè nel Corano Dio ha espressamente detto che ciò è proibito. L'Islam non è solo una religione è una intera esistenza, completa sotto la guida della parola di Allah e del suo Messaggero. Ora con questo non volgio giustificare atti estremi di certi padri che arrivano ad uccidere la figlia, ma non voglio far passare il messaggio che il dialogo e la disponibilità di scambio inter-culturale significhi anche scendere a compromessi sulla nostra religione...lo dico solo per precisare, poi da quello che leggo lei è una persona molto cordiale e intelligente per cui sono sicura che questa precisazione era già stata colta. Da quello che si vede e si sente in giro i discorsi sulla integrazio,. come ha già scritto il fratello Umar, non sono altro che uno slogan per dire " integrarsi significa vestirsi , comportarsi , parlare mangiare ecc. come facciamo noi" per cui o lasci l'Islam o non sei integrato, e io personalmente per amore di integrazione, questo non sono disposta a farlo!
Un Saluto di Pace

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MessaggioInviato: Sab Nov 12, 2011 7:31 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Il punto è davvero molto semplice: la Legge cui sottostanno i contratti matrimoniali islamici è diversa da quella cristiana, come questa a sua volta è diversa da quella "civile". Non è dunque un fatto di "ghettizzazione", anche perché non si parla di etnie diverse, ma di religioni diverse, ed è chiaro che almeno per quel che concerne i contratti privati tra cittadini di una certa religione, riferiti alla rispettiva Legge religiosa, un giudice di Stato non ha senso che intervenga, a meno che non sia egli stesso appartenente a quella religione e giudichi secondo quella Legge.

Il caso dei matrimoni concordatari conferma proprio questo: in quel caso si registrano "due" matrimoni insieme, uno religioso e uno civile, e per tutte le eventuali problematiche relative a quello religioso gli sposi cristiani si rivolgono alla Chiesa, fino alla Sacra Rota, tribunale religioso cristiano, mentre per le problematiche relative al matrimonio civile si riferiscono ai tribunali statali. Ad esempio è possibile che i due si divorzino per la legge italiana, ma restano sposati secondo quella cristiana, e infatti gli è impedito risposarsi con altre persone in Chiesa, finché il coniuge non muoia.
Praticamente un gran pastrocchio, secondo me, comunque non sono fatti miei.

Per quel che mi riguarda preferisco non dover confondere il mio matrimonio con uno civile che risponde a tutt'altre leggi.

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MessaggioInviato: Sab Nov 19, 2011 11:52 am    Oggetto: Rispondi citando

Gentile signora,
temo che la sua precisazione renda vana ogni discussione circa i Tribunali ed i matrimoni concordatari nel senso che l'argomento si è generato nel desiderio di disciplinare equamente per legge sia i matrimoni tra persone della stessa religione che, sopratutto, quelli "misti". Escludere categoricamente la possibilità che un musulmano possa sposare una non musulmana fa sì che non ci sia più nulla da disciplinare. Ciascuna comunità determinerebbe quindi autonomamente sia le modalità di celebrazione che la soluzione dei problemi che dovessero eventualmente sopraggiungere.
Quindi nelle convivenze che vedo nella mia città tra italiani ed immigrati musulmani devo desumere che uno dei due si sia convertito, sempre che quella per necessità si possa definire "conversione".
Vi pregherei di dimostrarmi che lo scenario futuro non sarà quello di due comunità sullo stesso territorio che non andranno oltre il buongiorno e la buonasera.

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MessaggioInviato: Sab Nov 19, 2011 12:49 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Gentile signora,
temo che la sua precisazione renda vana ogni discussione circa i Tribunali ed i matrimoni concordatari nel senso che l'argomento si è generato nel desiderio di disciplinare equamente per legge sia i matrimoni tra persone della stessa religione che, sopratutto, quelli "misti". Escludere categoricamente la possibilità che un musulmano possa sposare una non musulmana fa sì che non ci sia più nulla da disciplinare. Ciascuna comunità determinerebbe quindi autonomamente sia le modalità di celebrazione che la soluzione dei problemi che dovessero eventualmente sopraggiungere.
Quindi nelle convivenze che vedo nella mia città tra italiani ed immigrati musulmani devo desumere che uno dei due si sia convertito, sempre che quella per necessità si possa definire "conversione".
Vi pregherei di dimostrarmi che lo scenario futuro non sarà quello di due comunità sullo stesso territorio che non andranno oltre il buongiorno e la buonasera.


Capirà che tra l'andare oltre il buongiorno e il buonasera e condividere il letto con qualcuno che ritiene falso ciò in cui credi, e per di più farci figli, c'è una bella differenza!
Comunque il matrimonio tra uomo musulmano e donna cristiana o giudea è valido, anche se generalmente da evitare, tanto più in un paese cristiano in cui si rischia di diventare la parte debole.

_________________
(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Sab Nov 19, 2011 2:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

infatti io ho specificato che è proibito tra donna musulmana e uomo non musulmano, la verità è questa che piaccia o meno, e per evidenti motivi... fratelli in quale post ne avevamo parlato?

_________________
Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
Chiedi dunque perdonoper ogni dubbi, sii contritoper ogni mancanza, fai un bene per ogni male commesso.
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MessaggioInviato: Lun Nov 21, 2011 2:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Vi saluto,
perdonate l'ignoranza, se ho ben capito è tollerabile che un uomo musulmano sposi una donna non musulmana ma non sarà mai accettabile il contrario? forse che fare figli con chi ritiene falso quello in cui credi è meno grave se ad essere musulmano è LUI e non LEI?
Ovviamente non sarei daccordo, ma il mio intento non è quello di giudicare, non sono nessuno per farlo, il rispetto che devo a voi impone di rispettare ogni vostra intima convinzione.
Desidero piuttosto esaminare la possibilità di attuare una strategia (legislativa o di semplice buon senso) che ci permetta di educare i nostri figli al reciproco rispetto inducendo in loro la necessità di rapportarsi serenamente con l'essere umano che hanno di fronte, prescindendo dal diverso modo di intendere il senso della vita.
La maggiore delle difficoltà sarebbe spiegare a mio figlio il motivo per cui dovrebbe dimenticare la bella ragazza che gli fa battere forte il cuore perchè, essendo lei musulmana, non potranno mai fare progetti comuni mentre, contemporaneamente, non avrei dovere di fornire analoghe limitazioni a mia figlia.
E se, ad innamorarsi perdutamente (ricordate vero? la batterella di cuore, il groppo allo stomaco e l'improvvisa assenza di salivazione), dovesse essere una delle vostre figlie, le direste davvero di non farsi illusioni?

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MessaggioInviato: Lun Nov 21, 2011 5:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve Gpx,
Ha capito bene nell'Islam la donna musulmana non può sposare un non musulmano mentre l'uomo musulmano può sposare una donna non musulmana: cristiana o ebrea anche se è consigliato per lui che sposi una musulmana credente..

Questo non significa come molti pensano, una discriminazione verso le donne o considerare gli uomini migliori delle donne, assolutamente NO ,ma bensì è una protezione verso la donna musulmana. Dio protegge la donna in quanto solo Lui sa cosa è bene per noi e cosa invece deve essere evitato per il nostro bene..

Credo che Allah non giudichi gli uomini migliori delle donne in quanto anche per loro ci sono delle limitazioni siccome anche l'uomo musulmano non può sposare una qualsiasi donna non musulmana, per cui anche l'uomo come la donna ha diverse limitazioni che non rendono né la donna migliore dell'uomo né l'uomo migliore della donna ma dato che Dio è colui che ci ha creato e solo Lui sa dove si trova il Bene, ci indirizza nella direzione giusta per vivere una vita possibilmente senza difficoltà fin dalla partenza..

Lei dice come spiegare ad un figlio che deve dimenticare la bella ragazza che gli fa battere il cuore? ma io voglio ben sperare che suo figlio non si innamori di una ragazza al primo "sguardo" che non gli batti il cuore solo alla vista di una bella ragazza per cui sperando che suo figlio si innamori di una ragazza che conosce, in cui trova diversi punti in comune e che si innamori dopo una conoscenza più o meno lunga della persona, credo quindi che lei non debba preoccuparsi perché questa conoscenza approfondita verrà evitata dalla ragazza in questione fin dalla partenza, per cui non ci sarà nulla di cui preoccuparsi. E' per questo che nell' islam non bisogna andare oltre il Salve Buonasera proprio per evitare queste situazioni..

Se suo figlio si innamora invece di una ragazza non musulmana ma che non corrisponde al suo amore che non lo ama cosa gli dice? di farsene una ragione di dimenticarla siccome lei non lo ama, lo stesso se si innamora di una ragazza musulmana, farsene una ragione e dimenticarla, anche se come detto prima spero che suo figlio si innamori dopo una conoscenza per cui senza tale conoscenza credo sia più facile dimenticare e più difficile innamorarsi non si pone il problema e Dio sa meglio..

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«Ricordati sempre di Allah e te lo troverai davanti,riconosci Dio nella prosperità ed Egli
ti riconoscerà nell'avversità,sappi che ciò che ti è mancato non ti era destinato e ciò che hai avuto non poteva mancarti, sappi che la vittoria viene con la pazienza, il sollievo dopo l'afflizione e con la difficoltà la soluzione..
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MessaggioInviato: Lun Nov 21, 2011 6:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Amal wanna be niqabi ha scritto:
Salve Gpx,
Ha capito bene nell'Islam la donna musulmana non può sposare un non musulmano mentre l'uomo musulmano può sposare una donna non musulmana: cristiana o ebrea anche se è consigliato per lui che sposi una musulmana credente..

Questo non significa come molti pensano, una discriminazione verso le donne o considerare gli uomini migliori delle donne, assolutamente NO ,ma bensì è una protezione verso la donna musulmana. Dio protegge la donna in quanto solo Lui sa cosa è bene per noi e cosa invece deve essere evitato per il nostro bene..

Credo che Allah non giudichi gli uomini migliori delle donne in quanto anche per loro ci sono delle limitazioni siccome anche l'uomo musulmano non può sposare una qualsiasi donna non musulmana, per cui anche l'uomo come la donna ha diverse limitazioni che non rendono né la donna migliore dell'uomo né l'uomo migliore della donna ma dato che Dio è colui che ci ha creato e solo Lui sa dove si trova il Bene, ci indirizza nella direzione giusta per vivere una vita possibilmente senza difficoltà fin dalla partenza..

Lei dice come spiegare ad un figlio che deve dimenticare la bella ragazza che gli fa battere il cuore? ma io voglio ben sperare che suo figlio non si innamori di una ragazza al primo "sguardo" che non gli batti il cuore solo alla vista di una bella ragazza per cui sperando che suo figlio si innamori di una ragazza che conosce, in cui trova diversi punti in comune e che si innamori dopo una conoscenza più o meno lunga della persona, credo quindi che lei non debba preoccuparsi perché questa conoscenza approfondita verrà evitata dalla ragazza in questione fin dalla partenza, per cui non ci sarà nulla di cui preoccuparsi. E' per questo che nell' islam non bisogna andare oltre il Salve Buonasera proprio per evitare queste situazioni..

Se suo figlio si innamora invece di una ragazza non musulmana ma che non corrisponde al suo amore che non lo ama cosa gli dice? di farsene una ragione di dimenticarla siccome lei non lo ama, lo stesso se si innamora di una ragazza musulmana, farsene una ragione e dimenticarla, anche se come detto prima spero che suo figlio si innamori dopo una conoscenza per cui senza tale conoscenza credo sia più facile dimenticare e più difficile innamorarsi non si pone il problema e Dio sa meglio..

XD :-)

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MessaggioInviato: Sab Nov 26, 2011 11:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Proprio non capisco e mi sembra che in quello che mi dite ci sia una profonda contraddizione.
Mi dite che "Dio è colui che ci ha creato" voglio sperare che il "ci" includa anche me. Se cosi fosse e spero vivamente che sia così, siamo tutti fratelli (un pò come avviene tra persone che condividono i genitori), come mai l'essere tutti noi figli dello stesso Dio non ci rende uguali ai Suoi occhi. Egli avrebbe suddiviso le sue creature in due categorie? quelli che conoscono la Verità e quelli che, per ragioni diverse, non hanno ancora capito quale sia la Verità? ed il solo fatto di non aver compreso quale sia la Verità mi renderebbe indegno di sposare una donna che invece la verità la conosce.
Non condividerò mai il vostro "E' per questo che nell' islam non bisogna andare oltre il Salve Buonasera proprio per evitare queste situazioni.. " piuttosto preferisco continuare a sperare che le future generazioni (i miei figli ed i vostri) giungano ad un concetto di uguaglianza che superi una "empasse" incomprensibile.

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MessaggioInviato: Sab Nov 26, 2011 2:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:

Mi dite che "Dio è colui che ci ha creato" voglio sperare che il "ci" includa anche me.

si, include anche te,loro e tutti gli essere umani,animali..ogni creature è inclusa in questo "ci".

Citazione:

Se cosi fosse e spero vivamente che sia così, siamo tutti fratelli (un pò come avviene tra persone che condividono i genitori), come mai l'essere tutti noi figli dello stesso Dio non ci rende uguali ai Suoi occhi.

non siamo figli di dio,ma servidi Dio.In verità Egli _ esaltata sia la Sua Maestà - non si è preso né compagna, né figlio.
Citazione:

Egli avrebbe suddiviso le sue creature in due categorie? quelli che conoscono la Verità e quelli che, per ragioni diverse, non hanno ancora capito quale sia la Verità?

non hanno ancora capito,o non vogliono capire??xche forse la religione x loro viene x ultimo??o va bene come stanno cosi visto che "l'importante è non fare male a nessuno???"

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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 3:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perdonate la franchezza ma ottengo risposte non soddisfacenti perchè vi ostinate a prendere "pezzetti" di ragionamento, probabilmente quelli che preferite, e mi rispondete per le rime esclusivamente sul "pezzetto" senza produrre alcun ragionamento organico.
Istintivamente preferisco il modo di rispondere della signora Umm Hajar la quale, indipendentemente dall'essere daccordo o meno, mi ha illustrato un suo modo di vedere le cose senza limitarsi a contestare quello che non piace del mio di ragionamento.
La religione non è all'ultimo posto nella graduatoiria degli interessi, sicuramente però tenderei al collocare più in alto l'essere umano che considererò sempre "figlio" di Dio (anche se non ha avuto una compagna. Se tutti noi facessimo come Lui che fine farebbe il genere umano?) e non "servo".
Saluti

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 3:11 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Perdonate la franchezza ma ottengo risposte non soddisfacenti perchè vi ostinate a prendere "pezzetti" di ragionamento, probabilmente quelli che preferite, e mi rispondete per le rime esclusivamente sul "pezzetto" senza produrre alcun ragionamento organico.
Istintivamente preferisco il modo di rispondere della signora Umm Hajar la quale, indipendentemente dall'essere daccordo o meno, mi ha illustrato un suo modo di vedere le cose senza limitarsi a contestare quello che non piace del mio di ragionamento.
La religione non è all'ultimo posto nella graduatoiria degli interessi, sicuramente però tenderei al collocare più in alto l'essere umano che considererò sempre "figlio" di Dio (anche se non ha avuto una compagna. Se tutti noi facessimo come Lui che fine farebbe il genere umano?) e non "servo".
Saluti


Credi ciò che vuoi, ma lascia credere anche noi ciò che vogliamo: "a voi la vostra religione a me la mia". Questa per l'appunto è la base per una "civile convivenza".

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(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
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ithil84
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 3:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma concettualmetne, è giusto anche nell'Islam dire che siamo tutti "figli" di Dio. Se Dio ci ha creato, un creatore è un padre, e ogni figlio che ha rispetto e timore del padre e che lo considera una guida può essere considerato servo. Non stiamo parlando i cose diverse con la paroal "servo" e la parola "figlio" stiamo esprimendo lo stesso concetto. Tanto più che essendo tutti uguali agli occhi di Dio, siamo anche "fratelli nei confrotni di un Padre" perchè un padre non fa distinzioen tra i suoi figli: punisce chi deve essere punito, perdona chi deve essere perdonato e da gli stessi consigli a tutti.
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 4:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

ithil84 ha scritto:
Ma concettualmetne, è giusto anche nell'Islam dire che siamo tutti "figli" di Dio. Se Dio ci ha creato, un creatore è un padre, e ogni figlio che ha rispetto e timore del padre e che lo considera una guida può essere considerato servo. Non stiamo parlando i cose diverse con la paroal "servo" e la parola "figlio" stiamo esprimendo lo stesso concetto. Tanto più che essendo tutti uguali agli occhi di Dio, siamo anche "fratelli nei confrotni di un Padre" perchè un padre non fa distinzioen tra i suoi figli: punisce chi deve essere punito, perdona chi deve essere perdonato e da gli stessi consigli a tutti.


Semantica e giochi di parole a parte, lo stesso Allah Ta`ala nega chiaramente l'utilizzo dell'espressione "figli" per designare le sue creature:

وَقَالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدا ً سُبْحَانَه ُُ بَلْ لَه ُُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ كُلّ ٌ لَه ُُ قَانِتُونَ

"Dicono:"Allah si è preso un figlio" . Gloria a Lui! . Egli possiede tutto quello che è nei cieli e sulla terra. Tutti Gli sono sottomessi.". - (Sacro Qur'an; II, 116).

قَالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدا ً سُبْحَانَه ُُ هُوَ الْغَنِيُّ لَه ُُ مَا فِي السَّمَاوَاتِ وَمَا فِي الأَرْضِ إِنْ عِنْدَكُمْ مِنْ سُلْطَان ٍ بِهَذَا أَتَقُولُونَ عَلَى اللَّهِ مَا لاَ تَعْلَمُونَ
قُلْ إِنَّ الَّذِينَ يَفْتَرُونَ عَلَى اللَّهِ الْكَذِبَ لاَ يُفْلِحُونَ
مَتَاع ٌ فِي الدُّنْيَا ثُمَّ إِلَيْنَا مَرْجِعُهُمْ ثُمَّ نُذِيقُهُمُ الْعَذَابَ الشَّدِيدَ بِمَا كَانُوا يَكْفُرُونَ


"Dicono: « Allah Si è preso un figlio ». Gloria a Lui, Egli è Colui che basta a Sé Stesso: Gli appartiene tutto quello che è nei cieli e tutto quello che è sulla terra. Non avete nessuna prova per dire ciò: direte su Allah ciò che non sapete?
Di': « Coloro che inventano menzogne contro Allah non prospereranno,
vranno gioia effimera nella vita terrena, quindi ritorneranno a Noi e faremo gustare loro un castigo severo per la loro miscredenza.
". - (Sacro Qur'an; X, 68-70).

وَيُنذِرَ الَّذِينَ قَالُوا اتَّخَذَ اللَّهُ وَلَدا
مَّا لَهُمْ بِه ِِ مِنْ عِلْم ٍ وَلاَ لِآبَائِهِمْ كَبُرَتْ كَلِمَة ً تَخْرُجُ مِنْ أَفْوَاهِهِمْ إِنْ يَقُولُونَ إِلاَّ كَذِبا


"e per ammonire coloro che dicono: “Allah si è preso un figlio”.
Non hanno scienza alcuna, come del resto i loro avi. È mostruosa la parola che esce dalle loro bocche. Non dicono altro che menzogne.
" - (Sacro Qur'an; XVIII, 4-5).

وَقَالُوا اتَّخَذَ الرَّحْمَنُ وَلَدا
لَقَدْ جِئْتُمْ شَيْئا ً إِدّا
تَكَادُ السَّمَاوَاتُ يَتَفَطَّرْنَ مِنْهُ وَتَنشَقُّ الأَرْضُ وَتَخِرُّ الْجِبَالُ هَدّا ً
أَنْ دَعَوْا لِلرَّحْمَنِ وَلَدا
وَمَا يَنْبَغِي لِلرَّحْمَنِ أَنْ يَتَّخِذَ وَلَدا
إِنْ كُلُّ مَنْ فِي السَّمَاوَاتِ وَالأَرْضِ إِلاَّ آتِي الرَّحْمَنِ عَبْدا


"Dicono: “Allah Si è preso un figlio”.
Avete detto qualcosa di mostruoso.
Manca poco che si spacchino i cieli, si apra la terra e cadano a pezzi le montagne,
perché attribuiscono un figlio al Compassionevole.
Non si addice al Compassionevole, prenderSi un figlio.
Tutte le creature dei cieli e della terra si presentano come servi al Compassionevole.
". - (Sacro Qur'an; XIX, 88-93).

Ed altri ancora..


E comunque, Dio fa distinzione tra le sue creature: tra credenti e negatori, tra pii e peccatori.

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ithil84
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 4:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho ben presente il Corano, ma i pezzi a cui fai riferimento si riferiscono ai Cristiani, in quanto hanno freinteso il messaggio del profeta Gesu, in quanto lo hanno scambiato per il figlio di Dio, quando lui stesso lo negava. E' successa la stessa cosa al Profeta ma lui è riuscito a negare in modo più deciso e ha fatto capire che Dio non si è fatto un figlio, supportato dalle potenti parole del Corano stesso che ha voluto chairificare questa cosa, in modo che noi fedeli non idolatrassimo qualcosa che non è dio. Ma questo non smentisce il mio ragionametno che Essendo Lui creatore allora Lui è per autonomasia "padre" di tutto e tutti. Sulal distinzioen fra gli uomini lui non li distingue, quelli che ahi espresso tu sono i Giudizi che vengono dati agli uomini in base alle loro azioni. Dio ha dato all'uomo la libertà di scegliere se essere un fedele, un peccatore ecc e con questo nome si presenterà davanti giudizio di Dio. Nessuno nasce peccatore o fedele, siamo noi a deciderlo. Se dicessimo che Dio ci classifica allora staremmo dicendo che Dio ci ha fatto nascere Peccatori o nascere Fedeli, ma il Corano dice l'opposto...
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 7:58 pm    Oggetto: Rispondi citando

Benvenuto.
Se sei musulmano ricordati di salutare sempre con "Assalam aleikoum wa rahmatulillahi wa barakatuhu".

Citazione:

Ma concettualmetne, è giusto anche nell'Islam dire che siamo tutti "figli" di Dio. Se Dio ci ha creato, un creatore è un padre, e ogni figlio che ha rispetto e timore del padre e che lo considera una guida può essere considerato servo. Non stiamo parlando i cose diverse con la paroal "servo" e la parola "figlio" stiamo esprimendo lo stesso concetto. Tanto più che essendo tutti uguali agli occhi di Dio, siamo anche "fratelli nei confrotni di un Padre" perchè un padre non fa distinzioen tra i suoi figli: punisce chi deve essere punito, perdona chi deve essere perdonato e da gli stessi consigli a tutti.


Al di là dei giochi di parole.. Il concetto di padre che descrivi non pùò essere in nessun modo traslato nell'islam per il semplice fatto che il genitore-padre è incline per sua natura verso il figlio: egli si sacrifica, lavora, suda per fare crescere il figlio;il padre(terreno) è sovrastato dal sentimento per il figlio.

Nell'aqidah (dottrina islamica) invece, Allah è il Supremo,Egli non è incline a nessun sentimento, perchè il "sentimento" significa mancanza, Egli è l'Assoluto, nessun attributo lo sovrasta! Attribuirli il termine padre può portare a queste incomprensioni.
Il peccato più grave nell'islam è lo shirk (associare Dio a qualcuno); stiamo attenti a ciò che diciamo..

ithil84 ha scritto:
Ma questo non smentisce il mio ragionametno che Essendo Lui creatore allora Lui è per autonomasia "padre" di tutto e tutti.


Essendo Lui il Creatore.. è il Creatore, stop!!
Noi non siamo in nessun modo suoi figli; essendo Lui il Creatore, noi siamo sue creature.

E come tali, siamo suoi umili servi come lo sono il cielo, la terra, il sole,gli animali..
Noi abbiamo altre proprietà e responsabilità, ma rimaniamo comunque creature.

Se Allah avesse voluto ci avrebbe indicato tra i suoi 99 attributi anche quello di Padre.. ma così non è stato.
Sai qual è il motivo?
Proprio per evitare inutili discussioni come queste.
Egli è il nostro Creatore! Noi siamo le sue creature a lui ci sottomettiamo.

Citazione:
Ho ben presente il Corano, ma i pezzi a cui fai riferimento si riferiscono ai Cristiani, in quanto hanno freinteso il messaggio del profeta Gesu, in quanto lo hanno scambiato per il figlio di Dio, quando lui stesso lo negava.

Il primo versetto che ha citato il fratello 'Umar dice qualcosa di ben più preciso..

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Citazione:
Sulla distinzione fra gli uomini lui non li distingue, quelli che hai espresso tu sono i Giudizi che vengono dati agli uomini in base alle loro azioni. Dio ha dato all'uomo la libertà di scegliere se essere un fedele, un peccatore ecc e con questo nome si presenterà davanti giudizio di Dio. Nessuno nasce peccatore o fedele, siamo noi a deciderlo. Se dicessimo che Dio ci classifica allora staremmo dicendo che Dio ci ha fatto nascere Peccatori o nascere Fedeli, ma il Corano dice l'opposto...


Il fratello Umar dicendo: "E comunque, Dio fa distinzione tra le sue creature: tra credenti e negatori, tra pii e peccatori." non intendeva dire che Allah swt non ci da la libertà di scelta, ma intendeva dire proprio quello che ha detto!

wa Allahu a'lam
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MessaggioInviato: Lun Nov 28, 2011 11:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma Durante i passi della creazioene il Corano dice che Dio ha creato tutto per far vivere l'uomo meglio... Come il padre lavora per i sui figli, Dio ha crato i cieli e la terra, il sole e la Luna solo per l'uomo. Questa è parola del Corano, non vorrai mica negare la parola del Corano? è il Corano stesso che ci suggerisce uan figura paterna in Dio nelle sue parole.. o che si comporta come un padre giusto e severo. Non solo! Dio ci ha privilegiato su tutt ele creature, ci ha messo ad un livello superiore, come si legge all'inizio dove gli angeli si inchinano ad Adamo, il primo uomo, per ordine di Dio. Parola del Corano. Paragonarci alle altre creature sarebbe andare contro le parole del Corano stesso. E poi dio "misericordioso" la misericordia è un sentimento. Il Perdonare è un sentimento!
E poi, ora non ricordo il passo nel Corano, ma dice che Dio ha dato un Cervello agli uomini per poter scegliere...
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 4:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Non capisco perchè ti impunti con tanta insistenza su una questione così chiara.

Il Profeta (sallallahu `alayhi wa sallam) è la persona più vicina ad Allah che sia mai esistita: si è mai rivolto a Lui come "padre"?

I Sahabah (radiyallahu `anhum) hanno costituito la migliore comunità suscitata tra gli uomini, subito dopo i Profeti in rango: chi di loro ha mai parlato di Allah come "padre"?

Quale `alim, quale wali, quale mufassir, quale muhaddith ha mai sanzionato l'uso di tale termine, ed in quale opera è presente tale appellativo nei confronti di Allah, in quale du`a'?

Al contrario, aprendo un tafsir ecco cosa troviamo (ma forse sei uno di quelli che "non hanno bisogno dei tafasir" e che "(non) capiscono" il Qur'an di testa loro):

"The commentator al-Baydawi has remarked that, Allah being the First Cause of the things, the earlier Shari'ahs had allowed the use of the title "Father" for Him, but that the ignorant misunderstood and distorted the sense of "Fatherhood" so badly that to entertain such a belief or to apply this title to Allah has now been declared to be an act of infidelity (Kufr). As this practice can lead to all kinds of doctrinal disorders, it is no longer permissible to employ this particular word or a similar expression with reference to Allah".
[Ma`ariful Qur'an - Vol - 1; Surah Al-Baqarah - 2: Verses 116 - 117 - Mufti Muhammad Shafi Usmani RA -
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]

Questo è quanto contenuto nel link postato dal fratello baia, ma a quanto pare o non l'hai letto, o ti intestardisci così tanto a proporre le tue elucubrazioni mentali da non curarti del fatto che ciò che stai affermando sia considerato kufr.

Così come è estremamente rischioso (per il proprio iman) paragonare la Misericordia e gli altri attributi di Allah ai sentimenti umani.

Ma se è per questo, ancora non ho nemmeno capito se sei Musulmano.

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ithil84
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 9:28 am    Oggetto: Rispondi citando

Se sono musulmano o no, non lo dirò in questa sede. Non vi conosco ancora così bene da aprirmi a tali confidenze, se no avrei anche usato il mio nome vero e non un nomignolo. Non mi ostino, voglio solo dibattere in modo civile per accrescere la nostra cultura. E poi quello che hai scritto mi da Ragione, nel senso che già prima si dava l'appellativo di padre, ma per evitare semplici freintendimenti, soprattutto considerando che esistono i cristiani che hanno un senso distorto della parola "Padre" e giustamente è stato vietato al fine di evitare che la paroal portasse ad incomprensioni, non perchè sbagliata di per se. Il discorso però del far capire del perchè è paragonabile al padre è semplicemente per trovare la base che ci lega tutti quanti, e non le distanze che ci separano nelle religioni. In fondo è l'argomento del Topic: la Convivenza.

Per me per raggiungere uan naturale convivenza dovremmo trovare i putni di contatto. Posso dire che ho studiato molto la Religione, in tutte le sue sfaccettature e ho avuto parecchi confronti con uomini di ogni appartenenza religiosa. Il confrontarsi aiuta a crescere e ad assimilare dei concetti che magari sapevamo a memoria per averli letti ma non si erano capiti.

La risposta ad usare il termine padre che avrei espresso io sarebbe stata diversa, sarebeb stata più simile a: "La sua figura è assimilamile ad un apdre, ma usando padre sminuiremmo la sua immagine e potremmo incorrere a freintendimenti come inl fatto che si è fatto dei figli. Dio è buono coem un padre, ha creato il mondo per gli uomini e ci ha dato la possibilità di scegliere il bene ed il male, i suoi angeli si sono prostrati a noi e ci hanno mostrato ilbene ed il male e L'Altissimo ci ha aperto il cuore per riconoscere ciò che è bene e ciò che è male. Sta a noi seguire le regole opure infrangerle. Sappiamo che sarà punitivo con chi disobbedisce in mala fede e sappiamo che sarà misericordioso con chi invece va a lui con il cuore in mano, pieno di fese e sentimento, perchè sappiamo che Lui ha la conoscenza e a lui nonsfugge nulla, anche se sbagliamo ma con la ocscienza pulita di far del bene. Non usiamo la parola padre, o almeno non la usiamo più, soltanto per evitare dei freintendimenti."
Io trovo che questa sia la risposta aperta che ci serve e che viene incotnro ad entrambi per riuscire a creare una pacifica convivenza. Insomma come ai tempi del Profeta.
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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 10:19 am    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Grazie ithil per aver condiviso con noi le tue riflessioni. Hai alcune ragioni (non certo "la Ragione", ma quella maiuscola era un refuso, vero?) e alcuni torti, quantomeno nella forma.
Ora comunque che ci hai insegnato come dovremmo fare a convivere con gli altri, ti sei chiesto quanto sia civile e conviviale il modo in cui ti sei proposto a noi?
Dichiarare la tua fede in uno spazio dedicato alla religione non è una confidenza - che non hai esitato a prenderti per giudicarci - ma una forma di rispetto anzitutto per la tua fede e poi per i tuoi interlocutori.

P.S.: Allah non è buono come un padre, ma immensamente più di lui, e ti invito a stare attento a questi paragoni perché si rischia, temo, di essere involontariamente blasfemi. Penso fosse questo che volevano dire i fratelli.
Pensa che in un hadith il Profeta sallaLlahu `alayhi wa sallam si riferì ad una madre verso il suo bambino neonato come metro di paragone della Misericordia di Allah, e ugualmente ha detto che la Misericordia di Allah è maggiore di quella della madre*, come pensi possa essere allora pari a quella di un padre? Poi di quale padre? Ce ne sono anche di malvagi verso i loro figli purtroppo.

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(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

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ithil84
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 10:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Si beh, naturalemtne maggiore, non volevo sminuire. Ma ho specificato che Dio non deve essere sminuito mi pare. Comunque il concetto è quello. Sul civile e conviviale purtroppo abbiate pazienza nel mio metodo, non voglio ne essere offensivo ne dar torto a nessuno. Ma internet mi insegna brutte esperienze, soprattutto su forum e in questo modo mi pare di tenere la conversazione più stabile.
voglaite accetatre le mie scuse per questa piccola pecca nel mio comportamento che credo si risolverà col tempo. Giusto il tempo per capire bene come funziona il forum.

Il rispetto della mai fede sta nel mio cuore, e se ci fossimo incontrati per strada, o in un posto in cui posso guardare in faccio il mio interlocutore allroa sarebbe stato molto diverso.

Vogliate anche scusarmi se vi sentite giudicati, non è mia intenzione giudicare, visto che questo spetta a Dio soltanto, il mio vuoel solo essere un aperto dialogo di confronto e crescita insieme :)
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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 11:21 am    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Grazie dei chiarimenti.
Ci tenevo solo che prendessi in considerazione ciò che dicono i fratelli, perché non credo proprio fosse loro intenzione litigare né impedire un dialogo positivo. Ciò che hanno fatto bene a chiarire e difendere è la verità sulla nostra fede islamica, temendo che certe tue affermazioni, seppur lontanamente fondate, portassero a gravi fraintendimenti.

Per farti un'idea sul forum visitalo pure a fondo e facci tutte le domande che ritieni, ma insisto che la fede è giusto dichiararla trasparentemente, prima di tutto per te stesso.

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ithil84
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 11:28 am    Oggetto: Rispondi citando

La mia fede nel mondo reale è ben conosciuta da tutti. Ma in un mezzo come internet potrei dirti che sono uno studioso del Corono da 34 anni come che sono un asceta Buddista che la valenza è comunque 0. Non dicendo nulla qua voglio dimostrare la mia sincerità, saranno i miei argomenti e le mie parole a chiarire la mai sincerità, non il concetto che avete di quello che professo. Potremmo essere entrambi fedeli all'islam come invece potrei esserlo solo io e voi no:attenzione è solo un esempio non sto offendendo ne mettendo in discussione nessuno!!! è solo per far capire che nella mia vita su internet ho trovato gente che si spacciava sempre per chissa chi e cose del genere, per questo, per evitare che la gente pensi al stessa cosa di me, preferisco dire il meno possibile a comprova della mia sincerità ;)
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

ithil84 ha scritto:
Ma Durante i passi della creazioene il Corano dice che Dio ha creato tutto per far vivere l'uomo meglio...


Certo è quello che dicono anche gli Ulama.

Citazione:
Come il padre lavora per i sui figli, Dio ha crato i cieli e la terra, il sole e la Luna solo per l'uomo.

C'è una bella differenza tra il "lavorare" e il creare!
La terra, come il cielo, il sole come la luna.. tutto glorifica Allah!
Tra l altro se rileggi bene, ho ribadito :
[u]"Noi abbiamo altre proprietà e responsabilità(rispetto la luna,il sole ecc), ma rimaniamo comunque creature." [/u]

Come ti ho già detto, il padre terreno è un padre (che per quanto si sforzi di essere giusto severo ec) sarà sempre "debole"..
E' il caso dei padri che si lasciano "intenerire" dai figli alleggerendo-la punizione- o non punendoli affatto per qualcosa che hanno commesso.
L'atteggiamento di questi padri mostra chiaramente come il "sentimento" naturale di amore sia maggiore(in un determinato caso) della giustizia e sovrasta, di conseguenza, le azioni del padre.

Da piccolo ragionavo più o men in questo modo; potevo fare tutto ciò che volevo che tanto sapevo che mio padre dal tanto amore che provava per me non mi avrebbe mai castigato..
Di fatto, è anche un po ciò che pensano tutt'oggi molti cristiani!
Ma questo come sai è sbagliato! La Giustizia per essere di per se "giusta" non deve ammettere "distrazioni"; in poche parole deve essere pura!

Citazione:
Questa è parola del Corano, non vorrai mica negare la parola del Corano? è il Corano stesso che ci suggerisce uan figura paterna in Dio nelle sue parole..

Questa figura la vedi solo tu.. Il fratello Umar ti ha postato molti versetti..

Citazione:
Non solo! Dio ci ha privilegiato su tutt ele creature, ci ha messo ad un livello superiore, come si legge all'inizio dove gli angeli si inchinano ad Adamo, il primo uomo, per ordine di Dio.

Certo siamo d'accordo!

Citazione:
E poi Dio "misericordioso" la misericordia è un sentimento. Il Perdonare è un sentimento!


La parola "sentimento" non pùò essere utilizzata per riferirsi agli attributi di Allah swt.
Generalmente questa parola indica una sorta di movimento interiore (dell'animo) , che spesso si manifesta senza il controllo e la ragione:

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La Giustizia di Allah non è sentimentale! la Misericordia non è sentimentale; cioè non derivano dall'influenza di un atto esterno che addirittura coinvolge solamente un singolo attributo. Allah è colui che costringe tutto al Suo Volere!
Per esempio l''attributo "Rahim" non prevale senza volere sul l'attributo "al Muqsit" (l'Equo)
Certamente il Volere di Allah swt appartiene alla sua Conoscenza
Di fatto Allah swt ci ha chiaramente detto (non m ricordo se in un hadith qudsi o nel Corano) che nel giudicarci farà prevalere la Misericordia nei nostri confronti; non perchè è forzato a fare ciò, ma semplicemente perchè Egli conosce tutto e di conseguenza ha decretato ciò per noi.

Nel padre terreno ,come abbiamo già visto, ciò non accade! Il padre per sua natura è FORZATAMENTE incline verso il figlio.Di fatto non lo sgrida perchè l'idea di "fare male al figlio" sovrasta in molti casi quella di insegnargli la giustizia, anche tramite qualche sgridatina..

Gli attributi di Dio non sono "sentimentali", Dio è eterno!
I suoi attributi sono eterni! Non mutano!
Egli non ha bisogno di "sentire",non ha nessun tipo di "Bisogno" perchè Egli stesso non manca di nulla! Tutto è!

La grazia di Allah nei nostri confronti, come la giustizia, derivano dalla sua immensa conoscenza.

I 99 Nomi di Allah

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Inoltre c'è da tenere in considerazione anche ciò che ha detto il fratello Yusuf:
Citazione:
P.S.: Allah non è buono come un padre, ma immensamente più di lui, e ti invito a stare attento a questi paragoni perché si rischia, temo, di essere involontariamente blasfemi. Penso fosse questo che volevano dire i fratelli.
Pensa che in un hadith il Profeta sallaLlahu `alayhi wa sallam si riferì ad una madre verso il suo bambino neonato come metro di paragone della Misericordia di Allah, e ugualmente ha detto che la Misericordia di Allah è maggiore di quella della madre*, come pensi possa essere allora pari a quella di un padre? Poi di quale padre? Ce ne sono anche di malvagi verso i loro figli purtroppo.

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Allah non è, per l'appunto, FORZATO "dall'esterno" verso le sue creature come lo è invece il padre terreno verso i figli.
Dagli attributi di cui Egli ci parla nel santo Corano, è possibile capire come la sua Misericordia sia molto maggiore rispetto a quella del padre: la Sua Misericordia non ha eguali in quanto è di per se Misericordia pura! Concettualmente quindi di qualità molto maggiore rispetto alla misericordia forzata (per natura) del padre terreno. Egli swt è Misericordioso perchè è il Giusto e Conosce e non perchè forzatamente incline!

Per i motivi che ti ho già citato dire che Allah è Padre (anudhubillah) è come dire che Allah è debole (la hawla wa la quwwati illabillah). Questa è blasfemia!

"The commentator al-Baydawi has remarked that, Allah being the First Cause of the things, the earlier Shari'ahs had allowed the use of the title "Father" for Him, but that the ignorant misunderstood and distorted the sense of "Fatherhood" so badly that to entertain such a belief or to apply this title to Allah has now been declared to be an act of infidelity (Kufr). As this practice can lead to all kinds of doctrinal disorders, it is no longer permissible to employ this particular word or a similar expression with reference to Allah".
[Ma`ariful Qur'an - Vol - 1; Surah Al-Baqarah - 2: Verses 116 - 117 - Mufti Muhammad Shafi Usmani RA -

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Sono al corrente che gli ebrei chiamavano Dio con il termine "padre", ma questo non giustifica noi musulmano a chiamarlo cosi. Noi abbiamo l'ultima parola di Allah, Allah ci ha dichiarato cosa di lui possiamo dire.. Gli ebrei avevano la Torah, in essa gli attributi menzionati potevano permettere il termine "Padre" come termine puramente simbolico.
Chiamandolo padre essi si soffermavano al semplice fatto che come loro erano obbeddienti ai propri genitori (infatti uno dei comandamenti diceva:"onora la madre, onora il padre") così erano anche obbedienti a Dio. Ma il significato simbolico si fermava qui.
Loro, ripeto, non erano a conoscenza di tutti gli attributi che Allah swt ci ha trasmesso con l'ultima parola.

Allahu a'lam !
Che Allah mi perdoni se ho detto qualcosa di sbagliato, in verità Lui conosce le mie intenzioni.
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ithil84
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 4:57 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma questo post tratta della convivenza. Io cercavo dei punti sulal convivenza e su l coem convivere pacificamente, aputno ho messo anche una risposta adeguata. Non sto discutendo se la parola "padre" possa essere accettata o meno, sto cercando dei punti di contatto per poter vivere serenamente con le altre comunità religiose ma portando serenamente avanti ognuno le proprie tradizioni e religioni.

Potremmo aprire un Topic apposta su questa tipologia di confronto meramente dottrinale in cui possiamo lavorare insieme a piccoli passaggi senza divagare troppo, in modo, se naturalemten voglaimo portare avanti il dialogo, da portalo avanti in maniera organica e tranquilla. Così mi dai tempo anche di documentarmi o riapassare bene le parti che mi citi uan alla votla, un problema alla volta. Rispondere a tutte el tue domande, soprattutto da lavoro e senza i miei docuemnti in mano è molto scomodo.. senza contare che non posso affrontare argomenti di siffatta profondità con la distrazione dei colleghi e preferirei avere un attimo per pensarci con calma e magari ho anche il temo di recuperare i versetti pure io da citarvi ( aime non lo conosco a memoria)

Ho capito che il tuo intento è cercare di essere il più giusto e meticoloso posssibile, ma ti chiederei di rileggere i miei ultimi post perchè non vedo il motivo di tanto accanimento quando ho già detto quello che tu riscrivi.

Ripeto che l'intento per raggiungere una pacifica convivenza per me è trovare punti di contatto, e come riporta il passaggio il inglese che hai riscritto il concetto è sintetizzabile in "Si, anche noi consideravamo "padre" un aggettivo imputabile, ma col tempo lo abbiamo abbandonato e sorpassato eprchè poteva creare vari freintendimenti."
Se spieghiamo al cosa così non mostriamo le differenze, bensi i nostri putni di contatto, stimolando un dialogo e una convivenza.
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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 5:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

ithil84 ha scritto:
Ma questo post tratta della convivenza. Io cercavo dei punti sulal convivenza e su l coem convivere pacificamente, aputno ho messo anche una risposta adeguata. Non sto discutendo se la parola "padre" possa essere accettata o meno, sto cercando dei punti di contatto per poter vivere serenamente con le altre comunità religiose ma portando serenamente avanti ognuno le proprie tradizioni e religioni.

Potremmo aprire un Topic apposta su questa tipologia di confronto meramente dottrinale in cui possiamo lavorare insieme a piccoli passaggi senza divagare troppo, in modo, se naturalemten voglaimo portare avanti il dialogo, da portalo avanti in maniera organica e tranquilla. Così mi dai tempo anche di documentarmi o riapassare bene le parti che mi citi uan alla votla, un problema alla volta. Rispondere a tutte el tue domande, soprattutto da lavoro e senza i miei docuemnti in mano è molto scomodo.. senza contare che non posso affrontare argomenti di siffatta profondità con la distrazione dei colleghi e preferirei avere un attimo per pensarci con calma e magari ho anche il temo di recuperare i versetti pure io da citarvi ( aime non lo conosco a memoria)

Ho capito che il tuo intento è cercare di essere il più giusto e meticoloso posssibile, ma ti chiederei di rileggere i miei ultimi post perchè non vedo il motivo di tanto accanimento quando ho già detto quello che tu riscrivi.

Ripeto che l'intento per raggiungere una pacifica convivenza per me è trovare punti di contatto, e come riporta il passaggio il inglese che hai riscritto il concetto è sintetizzabile in "Si, anche noi consideravamo "padre" un aggettivo imputabile, ma col tempo lo abbiamo abbandonato e sorpassato eprchè poteva creare vari freintendimenti."
Se spieghiamo al cosa così non mostriamo le differenze, bensi i nostri putni di contatto, stimolando un dialogo e una convivenza.


ho capito che intendi dire..
solo che non possiamo assolutamente tirare fuori punti di contatto dove non ci sono!
Per fare piacere ai cristiani possiamo dire pure che siamo figli di Dio (intendendo però nella nostra testa la parola "figlio" come "puro servo"); la realtà però non è questa. Cercando di fare piacere agli altri rischiamo involontariamente di commettere atti terribili nei confronti di Allah swt. Ad esempio usando la parola figli rischiamo di dare maggiore giustificazione alle pretese da loro avanzate..
Visto che come hai detto tu stesso, oggi la parola figlio assume un significato preciso in ambito cristiano, questa parola- come Allah swt ci ha rivelato- non deve essere più utilizzata.
Questo ribadisco non sono io a dirlo, ma gli ulama.

Allah swt nel Corano dice che chi non giudica in base alla Legge che Lui stesso ha rivelato è un miscredente.
Sura 5
44. Facemmo scendere la Torâh, fonte di guida e di luce.

Con essa giudicavano tra i giudei, i profeti sottomessi ad Allah, e i rabbini e i dottori: [giudicavano] in base a quella parte dei precetti di Allah che era stata loro affidata e della quale erano testimoni. Non temete gli uomini, ma temete Me. E non svendete a vil prezzo i segni Miei. Coloro che non giudicano secondo quello che Allah ha fatto scendere, questi sono i miscredenti.


Citazione:
Ripeto che l'intento per raggiungere una pacifica convivenza per me è trovare punti di contatto, e come riporta il passaggio il inglese che hai riscritto il concetto è sintetizzabile in "Si, anche noi consideravamo "padre" un aggettivo imputabile, ma col tempo lo abbiamo abbandonato e sorpassato eprchè poteva creare vari freintendimenti."

Questa potrebbe essere una buona risposta; che come noti però è profondamente diversa dal dire "siamo "figli" di Dio".
Se non intendevi dire ciò mi scuso allora :)
Sono d'accordo sul cercare un punto di convivenza.. ma cerchiamolo almeno dove ci è possibile farlo.

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MessaggioInviato: Mar Nov 29, 2011 5:51 pm    Oggetto: Rispondi citando

Diciamo che l'argomento è complicato e complesso .. parlassimo sono tra credenti nella stessa fede non sarebbe effettivametne un problema, ma visto che loro si considerano figli e tu servi, il putno di convivenza sta nl semplice " ci ha creato Lui e Lui è unico" E tutti si considerano giudicati da lui ( sto parlando di fedeli naturalemten, cristiani, musulmani, ebrei...) Questo è sicuraemten un punto in comune a priori di che appellativo siamo abituati a dare a Dio.

Mi scuso per il freintendimento. Le mie erano solo parole per cercare di esprimere quello che intendevo, Non volevo cercare di "forzare" alcun concetto
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 11:55 am    Oggetto: Rispondi citando

Vi chiedo scusa ma faccio fatica a seguirvi in tali ragionamenti. Non mi intendo di teologia.
Sono cattolico ed uso il mio modo per rivolgermi al Creatore, non mi sognerei mai di imporre a nessuno il rapporto che prelidigo (figlio o servo che sia) ribadisco di ritenere gli esseri umani il centro delle mie attenzioni nella consapevolezza che un atteggiamento fraterno con loro Lo compiacerebbe.
Fin dove sono riuscito a comprendere quanto da voi illustrato mi pare di capire che ove mio figlio dovesse avere simpatia per una ragazza musulmana, anche se corrisposto, dovrò rappresentargli che non potrà mai fare progetti con lei per il solo fatto di non essere musulmano, prescindendo dal fatto che il ragazzo sia una degna persona o meno.
L'idea di aver compreso bene mi rattrista alquanto perchè vivendo sullo stesso territorio saremmo una specie di "separati in casa", impedendo così di apprezzare a pieno le innegabili doti umane e di altruismo che caratterizzano i musulmani che ho avuto modo di conoscere.
Non convenite che sarebbe triste?

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Alessandro
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 12:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

Prtroppo il Corano è esplicitametne chiaro su questo punto: è valido il contrario (un musulmano può sposare uan ragazza cristiana) ma, se ricordo bene, dice di non dare le proprie figlie in sposa ad un non musulmano. E diciamo che se la ragazza stessa è fedele All'Islam penso che lei stessa non accetterebbe mai di sposarsi con un ragazzo non musulmano e penso che nemmeno possa piacergli. Quindi non credo che questa ipotesi sia possibile, quindi nemmeno il problema dovrebbe porsi, in linea di massima...
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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 3:00 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

ithil84 ha scritto:
Diciamo che l'argomento è complicato e complesso .. parlassimo sono tra credenti nella stessa fede non sarebbe effettivametne un problema, ma visto che loro si considerano figli e tu servi, il putno di convivenza sta nl semplice " ci ha creato Lui e Lui è unico" E tutti si considerano giudicati da lui ( sto parlando di fedeli naturalemten, cristiani, musulmani, ebrei...) Questo è sicuraemten un punto in comune a priori di che appellativo siamo abituati a dare a Dio.

Mi scuso per il freintendimento. Le mie erano solo parole per cercare di esprimere quello che intendevo, Non volevo cercare di "forzare" alcun concetto


Infatti leggendo il Corano trovi i seguenti versetti, di cui porto una traduzione del significato:

((Di': “O gente della Scrittura, addivenite ad una dichiarazione comune tra noi e voi: [e cioè] che non adoreremo altri che Allah, senza nulla associarGli, e che non prenderemo alcuni di noi come signori all'infuori di Allah”.
Se poi volgono le spalle, allora dite: “Testimoniate che noi siamo musulmani”.
)) 3:64

((Dialogate con belle maniere con la gente della Scrittura, eccetto quelli di loro che sono ingiusti. Dite [loro]: “Crediamo in quello che è stato fatto scendere su di noi e in quello che è stato fatto scendere su di voi, il nostro Dio e il vostro sono lo stesso Dio ed è a Lui che ci sottomettiamo”.)) 29:46

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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 4:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu aleikumwr wb
per quanto riguarda le donne Allah swt dice chiaramente nel Corano nella seconda Sura (Al-Baqara)
221. Non sposate le [donne] associatrici, finché non avranno creduto, ché certamente una schiava credente è meglio di una associatrice, anche se questa vi piace. E non date spose agli associatori, finché non avranno creduto, ché, certamente, uno schiavo credente è meglio di un associatore, anche se questi vi piace. Costoro vi invitano al Fuoco, mentre Allah, per Sua grazia, vi invita al Paradiso e al perdono. E manifesta ai popoli i segni Suoi, affinché essi li ricordino.

e per gli uomini nella V sura (Al-Ma'ida)
5. “Oggi vi sono permesse le cose buone e vi è lecito anche il cibo di coloro ai quali è stata data la Scrittura, e il vostro cibo è lecito a loro. [Vi sono inoltre lecite] le donne credenti e caste, le donne caste di quelli cui fu data la Scrittura prima di voi, versando il dono nuziale - sposandole, non come debosciati libertini! Coloro che sono miscredenti vanificano le opere loro e nell'altra vita saranno tra i perdenti.”

per cui non ha importanza ciò che farebbe piacere a me o a nessuno in particolare! Allah swt ci ha proibito le cose che ci danneggiano anche se a noi sembrano buone non vuol dire che lo siano.

_________________
Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
Chiedi dunque perdonoper ogni dubbi, sii contritoper ogni mancanza, fai un bene per ogni male commesso.
Allah Tawab (Colui Che riceve il pentimento)
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 6:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile signora,
non conosco il Corano e non mi permetto di giudicare, mi consenta però di non essere daccordo con una regola che sembra discriminare creature di Dio (ci chiami come preferisce) solo perchè nate in luoghi in cui erano vigenti credenze diverse e reticenti a rinnegarle a seguito di decenni di "full immersion" .
E' forse una colpa essere nati in Italia? Da quello che mi dite della vostra regola sembrerebbe di si. Per il Dio di cui parlate tanto cosa sarei? Forse una creatura degenere? solo perchè mi avrebbe fatto nascere in un Paese non musulmano? (decide Lui anche questo vero?).
Un'ultima considerazione, non ritenete che la rigida applicazione di questa regola possa determinare nel tempo una miriade di conversioni strumentali? in altre parole potrebbero esserci cristiani disposti ad abbracciare la fede musulmana al solo fine di sposarne una.
Un matrimonio, sia pure tra persone di fede diversa, sarà sempre evento benedetto in quanto preludio alla nascita di nuove creature che, figli o servi che dir si voglia, se opportunamente educate onoreranno il Creatore.
E' di questo che sono convinto.
Ogni bene.

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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 6:48 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Gentile signora,
non conosco il Corano e non mi permetto di giudicare, mi consenta però di non essere daccordo con una regola che sembra discriminare creature di Dio (ci chiami come preferisce) solo perchè nate in luoghi in cui erano vigenti credenze diverse e reticenti a rinnegarle a seguito di decenni di "full immersion" .
E' forse una colpa essere nati in Italia? Da quello che mi dite della vostra regola sembrerebbe di si. Per il Dio di cui parlate tanto cosa sarei? Forse una creatura degenere? solo perchè mi avrebbe fatto nascere in un Paese non musulmano? (decide Lui anche questo vero?).
Un'ultima considerazione, non ritenete che la rigida applicazione di questa regola possa determinare nel tempo una miriade di conversioni strumentali? in altre parole potrebbero esserci cristiani disposti ad abbracciare la fede musulmana al solo fine di sposarne una.
Un matrimonio, sia pure tra persone di fede diversa, sarà sempre evento benedetto in quanto preludio alla nascita di nuove creature che, figli o servi che dir si voglia, se opportunamente educate onoreranno il Creatore.
E' di questo che sono convinto.
Ogni bene.


GPX, la signora cui ti rivolgi, come il sottoscritto, è nata in Italia da famiglia italiana, quindi il tuo discorso continua a non reggere; e ti chiedo la gentilezza di rivolgerti a lei con maggiore rispetto e pacatezza.
Abbiamo capito che non sei d'accordo con questa regola, l'abbiamo capito già da molte pagine di discussione, e nessuno sta cercando di importi di pensarla diversamente. Al contrario tu insisti nel volerci propagandare la tua idea opposta, e facendolo insistentemente offendi il nostro Credo.
Una volta possiamo chiudere un occhio per l'"entusiasmo" con ci proponi le tue idee, ma ora basta!

La civile convivenza non sta nel cercare punti di somiglianza che non esistono - perché se siamo diversi non possiamo annullare le differenze con una bacchetta magica - né sta nel far finta di essere d'accordo con l'altro, perché sarebbe ipocrita, ma sta proprio nel rispettare comunque l'altra persona e non insistere nel volergli imporre la tua visione.
Se vogliamo convivere civilmente e pacificamente partiamo da questa semplice base: noi crediamo in certe cose e ci diamo certe regole che a te sembrano assurde e sbagliatissime - il che d'altronde è reciproco - ma ugualmente avremmo la pretesa di poter convivere con te in questo paese e poter magari avere un rapporto umano positivo con te, senza né la pretesa di doverci assimilare, ma nemmeno cercare la chiusura totale di ogni rapporto.
In questo momento, insistendo su questo punto e provocando stai facilitando o rendendo difficile la convivenza?

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(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 7:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:

E' forse una colpa essere nati in Italia? Da quello che mi dite della vostra regola sembrerebbe di si.


Nessuno ha "colpa" di dove è nato indipendentemente che sia un paese "non-musulmano" o "musulmano". Difatti ci sono musulmani e non in paesi come l'Italia, Alaska, Russia etc cosi come ci sono musulmani e non in paesi come la Mauritania, Somalia, Oman etc. Come vedi il paese non centra niente. Casomai se vogliamo dare una "colpa" a qualcuno quelli siamo noi che la Verità non la cerchiamo.


GPX ha scritto:

Per il Dio di cui parlate tanto cosa sarei? Forse una creatura degenere?


Dio non guarda l'aspetto fisico, colore della pelle, bello o brutto etc, ma guarda la fede di una persona. A questo punto tu dirai che non vedi differenza tra noi e voi poiché tutti noi preghiamo lo stesso Dio... In effetti è vero che ci rivolgiamo allo stesso Dio, ma è il modo in cui lo facciamo che cambia ed è un punto molto importante.
Se lo stesso Dio ha detto che in un certo periodo dovete fare in questo modo... è stato lo stesso Dio che ha detto di fare in quest'altro modo. Perché? Perché Dio fa ciò che vuole e non deve rendere conto a nessuno.

GPX ha scritto:

solo perché mi avrebbe fatto nascere in un Paese non musulmano? (decide Lui anche questo vero?).


Vedi sopra.

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“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano. Al-’Ankabût, 69)

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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 8:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX sta ribadendo più volte un concetto che a Lei non le piace e che non condivide e sa perchè? semplicemente perchè non è musulmano, non adorando Allah e non avendo come guida il Corano sarà molto difficile per lei accettare questo come altri concetti dell'islam. Ma il fatto del non accettargli può rendere la convivenza impossibile,difficile? anche io come tanti altri musulmani non condividiamo alcune vostre considerazioni ma questo non ci proibisce e non ci allontana da una convivenza pacifica..

Per noi musulmane questo divieto non è una discriminazione ma un ordine e una difficoltà in meno che Allah ci ha risparmiato grazie a questo Suo volere, ma credo e spero che una civile convivenza possa esistere lo stesso indipendentemente dalla scelta dell'uomo che si vuole al proprio fianco e dal decidere di sposare una persona che è stata già decisa da Allah per noi..

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«Ricordati sempre di Allah e te lo troverai davanti,riconosci Dio nella prosperità ed Egli
ti riconoscerà nell'avversità,sappi che ciò che ti è mancato non ti era destinato e ciò che hai avuto non poteva mancarti, sappi che la vittoria viene con la pazienza, il sollievo dopo l'afflizione e con la difficoltà la soluzione..
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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 9:16 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

((O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato.)) 13:49

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(Dio non è un uomo da potersi smentire,
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MessaggioInviato: Mer Nov 30, 2011 10:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fabb Yusuf Tarenti ha scritto:
((O uomini, vi abbiamo creato da un maschio e una femmina e abbiamo fatto di voi popoli e tribù, affinché vi conosceste a vicenda. Presso Allah, il più nobile di voi è colui che più Lo teme. In verità Allah è sapiente, ben informato.)) 13:49


MachAllah!!
Che aya semplicemente meravigliosa..
Avete mai ragionato su questa aya fratelli e sorelle?

"..e abbiamo fatto di voi popoli e tribù affinchè vi conosceste a vicenda..."

Subhanallah!!
Se Allah ci avesse fatto tutti uguali ci sarebbe stato sicuramente qualcuno che avrebbe detto "ma perchè siamo tutti uguali? che noia.. "
e nonostante ciò, esiste cmq qualcuno oggi che bestemmia (andhubillah) e dice "ma perchè Dio ci ha creato in popoli diversi se vuole davvero la nostra unità?"

riflettete..
riflettete che Allah, l'Onnipotente, invita alla riflessione!!
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MessaggioInviato: Lun Dic 12, 2011 7:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mi sembra di capire di essere stato petulante, che mi crediate o meno non era mia intenzione e non ho mai desiderato mancare di rispetto per carenza di "pacatezza". Sono giorni che rileggo i vostri messaggi nel tentativo di cogliere aspetti vagamente condivisibili ma davvero non ci riesco. Ritengo che la differenza sostanziale risieda nel fatto che mi sembriate collocare Dio al centro delle vostre attenzioni anche quando dovesse limitare la possibilità di essere felici su questa terra mentre, per quanto mi riguarda, sono gli esseri umani con i quali mi rapporto il centro delle mie attenzioni cercando di ".... amare il prossimo mio come me stesso" nella certezza di compiacere il Padre anche solo per averci provato a farlo bene.
Mi viene da chiedere: ma la ragazza musulmana che gioco forza deve sposare un musulmano, rimane comunque libera di sceglierlo vero?
Sebbene tema di aver bussato alla porta sbagliata, non potrei andarmene senza avervi salutato.
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MessaggioInviato: Lun Dic 12, 2011 7:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buonasera! beh se ci cheide se il centro della nostra vita sia collocato in Dio , le rispondo si, anche a costo di non essere felici su questa terra siamo disposti a seguire Allah perchè il nostro fine ultimo è il Suo compiacimento e la ricompensa eterna del Paradiso...per l'ultima domanda la donna ha scelta di scegliere l'uomo che vuole a patto che sia musulmano praticante, onesto e di sani principi e per noi se Dio vuole il fatto che sia praticante porta automaticamente al soddisfacimento degli altri due punti..dico così perchè a volte non è sempre così, come del resto tutto a volte non è come ce lo aspettiamo. ora con il rischio di essere ripetitiva le dico di nuovo che un musulmano per quanto aperto al dialogo, non potrà mai avere opinioni prorpie in fatto di religione, non potrà mai criticare o polemizzare su un comandamento divino per amor di convivenza e integrazione! dirà solo ciò che Dio ci ha trasmesso, senza ne aggiungere ne togliere e non potrà accettare altre vedute che quella di Allah swt...Islam= sottomissione alla volontà di Dio. Non a quella umana!

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Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
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MessaggioInviato: Lun Dic 12, 2011 9:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Concordo con lei nell'affermare che la differenza risiede nel considerare, valorizzare, Dio al centro della nostra vita e lasciando in secondo piano l'amore per le persone e a volte anche l'amore per se stessi, proprio perchè noi di fronte all'ordine di Dio, siamo disposti ad accantonare i nostri pensieri, le nostre opinioni davanti alla Legge di Dio..

Francamente non riesco a capire perchè molte volte si considera l'islam una sorta di tristezza,solitudine, oppressione e così via, ma noi musulmani seguendo Dio non limitiamo la nostra felicità assolutamente anzi credo proprio che la felicità è limitata nel seguire e nel percorrere altre strade..

E' vero che magari ci sono diverse difficoltà,diversi problemi per cui molto spesso osservando una persona con alcune limitazioni si potrebbe pensare: che cosa si stanno perdendo, come sono sottomessi etc.. ma posso assicurare che non è così. Il ritrovarsi difronte a diverse difficoltà non preclude il fatto di essere felici lo stesso comunque vadano le cose sia il positivo che il negativo essere felici in entrambi i casi, quando la nostra fede è forte..

Detto questo ci tengo a sottolineare che anche per noi musulmani conta l'amore verso il prossimo e volere ad un nostro fratello ciò che vorremmo per noi stessi è molto importante anche per noi questo,ma le persone non sono e non potranno mai essere al centro delle nostre attenzioni proprio perchè amiamo Dio prima delle persone e anche prima dei nostri famigliari, perchè Dio è colui che ci ha creato ed è colui che realmente merita il nostro Amore perchè è colui che non ci tradirà mai e non ci abbandonerà mai in Lui c'è Amore Fiducia Sostegno Perdono Guida tutte qualità che nelle persone è IMPOSSIBILE trovare questo è ciò che penso poi Dio sa meglio..

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MessaggioInviato: Mar Dic 13, 2011 1:21 am    Oggetto: Rispondi citando

GPX,

Ammetto di non avere né il tempo né la voglia in questo momento di scorrere tutti i messaggi di questa prolungata discussione, ma ammetto pure di non capire dove sia il problema.

Come Musulmani, abbiamo una Legge sacra (ovvero, una serie di linee guida e precetti, composti pure di obblighi e proibizioni) che crediamo fermamente esserci stata data dal nostro Creatore, per dimostarGli la nostra obbedienza, ed in ultimo per il nostro stesso bene.

Il ragionamento è espresso in una serie di post di un thread che non c'entra molto con quanto discusso qui, ma che invito comunque a leggere:

Perchè il velo? -
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Tale Legge Sacra, tra le altre cose, proibisce ad una donna Musulmana di sposare un uomo non-Musulmano, per ragioni che sono evidenti a coloro i cui cuori ed intelletti sono illuminati dalla fede, mentre restano invece oscuri a coloro i cui cuori, vista ed udito sono ottenebrati dalla miscredenza - Pazienza!

Se un Musulmano ha fede e timore di Allah, seguirà i Suoi ordini.
E se per la nostra Legge Sacra stabilita da Dio un qualcosa è proibito e peccato, resterà tale anche se lei non è d'accordo o se la legge di uno Stato lo rende "permesso", e nessuno potrà fare alcunché per cambiare il fatto che ciò sia proibito e peccato.

Per quanto riguarda invece l'idea di felicità, mentre lei probabilmente guarderà con un misto di pietà un uomo Musulmano che rifiuta una bevanda alcolica ed abbassa lo sguardo di fronte ad una bella ragazza, od una ragazza Musulmana coperta con dignità e pudore, pensando "poverini!"; le assicuro che da parte nostra anche noi, ogni volta che vediamo un non-Musulmano, ci inteneriamo e proviamo altrettanta pietà, chiedendo a Dio di guidare lui ed il suo intelletto, perchè per quanto creda di essere felice nell'essere schiavo delle proprie passioni e desideri, non ha idea di cosa sia, davvero, la felicità, ed oltre ad esserne privato in questa vita, rischia di esserne privato per sempre, nell'altra, poverino davvero.

Se vuole, possiamo discutere al riguardo della felicità, se essa consista nell'accoppiarsi con qualunque persona verso la quale si sviluppino infiocchettate reazioni chimiche (infiocchettate nel senso che si costruisce tutta una retorica sull'"amore" tesa a imbellettare la soddisfazione di pulsioni fisiche), o se consista invece nel raggiungere il vero equilibrio interiore, con le proprie tendenze naturali, con le persone attorno a sé, con l'ambiente circostante e soprattutto, con il prioprio Creatore (il che, comunque, avviene nell'Islam senza nemmeno farci privare della soddisfazione in maniera lecita delle nostre predisposizioni naturali, ma semplicemente, senza ridurre la nostra esistenza a ciò).

Poi, per carità, lei sarà libero di continuare a pensare che la felicità sia sinonimo di soddisfazione temporanea e di breve durata delle proprie passioni.

Ma per favore, non mi faccia perdere la fiducia nella sua sincerità con quel genere di domandine scandal-giornalistiche tipo "ma se tua figlia decide di sposare un non-Musulmano, tu cosa faresti?" con le quali l'ho già vista all'opera; li conosciamo, questi giochetti, e non ci piacciono (e non certo perchè non ci sappiamo divertire).

Saluti, Pace su chi segue la Retta Guida.

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Mer Dic 14, 2011 2:45 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Dic 13, 2011 7:45 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
GPX,

Ammetto di non avere né il tempo né la voglia in questo momento di scorrere tutti i messaggi di questa prolungata discussione, ma ammetto pure di non capire dove sia il problema.

Come Musulmani, abbiamo una Legge sacra (ovvero, una serie di linee guida e precetti, composti pure di obblighi e proibizioni) che crediamo fermamente esserci stata data dal nostro Creatore, per dimostarGli la nostra obbedienza, ed in ultimo per il nostro stesso bene.

Il ragionamento è espresso in una serie di post di un thread che non c'entra molto con quanto discusso qui, ma che invito comunque a leggere:

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Tale Legge Sacra, tra le altre cose, proibisce ad una donna Musulmana di sposare un uomo non-Musulmano, per ragioni che sono evidenti a coloro il cui cuore ed intelletto sono illuminati dalla fede, mentre restano invece oscuri a coloro i cui cuori, vista ed udito sono ottenebrati dalla miscredenza - Pazienza!

Se un Musulmano ha fede e timore di Allah, seguirà i Suoi ordini.
E se per la nostra Legge Sacra stabilita da Dio un qualcosa è proibito e peccato, resterà tale anche se lei non è d'accordo o se la legge di uno Stato lo rende "permesso", e nessuno potrà fare alcunché per cambiare il fatto che ciò sia proibito e peccato.

Per quanto riguarda invece l'idea di felicità, mentre lei probabilmente guarderà con un misto di pietà un uomo Musulmano che rifiuta una bevanda alcolica ed abbassa lo sguardo di fronte ad una bella ragazza, od una ragazza Musulmana coperta con dignità e pudore, pensando "poverini!"; le assicuro che da parte nostra anche noi, ogni volta che vediamo un non-Musulmano, ci inteneriamo e proviamo altrettanta pietà, chiedendo a Dio di guidare lui ed il suo intelletto, perchè per quanto creda di essere felice nell'essere schiavo delle proprie passioni e desideri, non ha idea di cosa sia, davvero, la felicità, ed oltre ad esserne privato in questa vita, rischia di esserne privato per sempre, nell'altra, poverino davvero.

Se vuole, possiamo discutere al riguardo della felicità, se essa consista nell'accoppiarsi con qualunque persona verso la quale si sviluppino infiocchettate reazioni chimiche (infiocchettate nel senso che si costruisce tutta una retorica sull'"amore" tesa a imbellettare la soddisfazione di pulsioni fisiche), o se consista invece nel raggiungere il vero equilibrio interiore, con le proprie tendenze naturali, con le persone attorno a sé, con l'ambiente circostante e soprattutto, con il prioprio Creatore (il che, comunque, avviene nell'Islam senza nemmeno farci privare della soddisfazione in maniera lecita delle nostre predisposizioni naturali, ma semplicemente, senza ridurre la nostra esistenza a ciò).

Poi, per carità, lei sarà libero di continuare a pensare che la felicità sia sinonimo di soddisfazione temporanea e di breve durata delle proprie passioni.

Ma per favore, non mi faccia perdere la fiducia nella sua sincerità con quel genere di domandine scandal-giornalistiche tipo "ma se tua figlia decide di sposare un non-Musulmano, tu cosa faresti?" con le quali l'ho già vista all'opera; li conosciamo, questi giochetti, e non ci piacciono (e non certo perchè non ci sappiamo divertire).

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MessaggioInviato: Mer Dic 14, 2011 8:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

baia ha scritto:
'Umar Andrea ha scritto:
GPX,

Ammetto di non avere né il tempo né la voglia in questo momento di scorrere tutti i messaggi di questa prolungata discussione, ma ammetto pure di non capire dove sia il problema.

Come Musulmani, abbiamo una Legge sacra (ovvero, una serie di linee guida e precetti, composti pure di obblighi e proibizioni) che crediamo fermamente esserci stata data dal nostro Creatore, per dimostarGli la nostra obbedienza, ed in ultimo per il nostro stesso bene.

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Tale Legge Sacra, tra le altre cose, proibisce ad una donna Musulmana di sposare un uomo non-Musulmano, per ragioni che sono evidenti a coloro il cui cuore ed intelletto sono illuminati dalla fede, mentre restano invece oscuri a coloro i cui cuori, vista ed udito sono ottenebrati dalla miscredenza - Pazienza!

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Per quanto riguarda invece l'idea di felicità, mentre lei probabilmente guarderà con un misto di pietà un uomo Musulmano che rifiuta una bevanda alcolica ed abbassa lo sguardo di fronte ad una bella ragazza, od una ragazza Musulmana coperta con dignità e pudore, pensando "poverini!"; le assicuro che da parte nostra anche noi, ogni volta che vediamo un non-Musulmano, ci inteneriamo e proviamo altrettanta pietà, chiedendo a Dio di guidare lui ed il suo intelletto, perchè per quanto creda di essere felice nell'essere schiavo delle proprie passioni e desideri, non ha idea di cosa sia, davvero, la felicità, ed oltre ad esserne privato in questa vita, rischia di esserne privato per sempre, nell'altra, poverino davvero.

Se vuole, possiamo discutere al riguardo della felicità, se essa consista nell'accoppiarsi con qualunque persona verso la quale si sviluppino infiocchettate reazioni chimiche (infiocchettate nel senso che si costruisce tutta una retorica sull'"amore" tesa a imbellettare la soddisfazione di pulsioni fisiche), o se consista invece nel raggiungere il vero equilibrio interiore, con le proprie tendenze naturali, con le persone attorno a sé, con l'ambiente circostante e soprattutto, con il prioprio Creatore (il che, comunque, avviene nell'Islam senza nemmeno farci privare della soddisfazione in maniera lecita delle nostre predisposizioni naturali, ma semplicemente, senza ridurre la nostra esistenza a ciò).

Poi, per carità, lei sarà libero di continuare a pensare che la felicità sia sinonimo di soddisfazione temporanea e di breve durata delle proprie passioni.

Ma per favore, non mi faccia perdere la fiducia nella sua sincerità con quel genere di domandine scandal-giornalistiche tipo "ma se tua figlia decide di sposare un non-Musulmano, tu cosa faresti?" con le quali l'ho già vista all'opera; li conosciamo, questi giochetti, e non ci piacciono (e non certo perchè non ci sappiamo divertire).

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MessaggioInviato: Mer Dic 14, 2011 9:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

idem.

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