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Giocattoli ed educazione bambini

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Famiglia, matrimonio, genitori, figli e rapporti tra i generi
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Inviato: Mer Set 23, 2020 1:27 am    Oggetto: Ads

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Aysha Afzaal
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MessaggioInviato: Dom Mar 01, 2009 5:30 pm    Oggetto: giocattoli e pedagogia Rispondi citando

Assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatuhu,

mi inserisco in questo topic, anche se in realtà la mia domanda va un po' oltre.
Vorrei capire quali tipologie di giocattoli sono consentite nell'Islam, al fine di evitare di utilizzare immagini o bambole e pupazzi di ogni genere che rappresentano esseri umani o animali (fra parentesi, come fare per tutti i vestiti per bambini che ahimé hanno un sacco di animali disegnati? Non ho capito come fa uno a "tagliare" la testa.... !!!).
E per estendere ancora, mi piacerebbe Inshallah approfondire il tema dell'educazione dei bambini/e nell'Islam.
Ho trovato qualcosa su Internet, soprattutto in lingua inglese, e un po' di bibliografia, ma forse qualcuno di voi mi può aiutare?
C'è un libricino molto bello di Fatima Naseef, La donna nella luce dell'Islam, che parla anche dell'educazione dei bambini. Ma vorrei proprio trovare qualcosa di più specifico.
il mio interesse nasce sia dal fatto che sono da qualche mese diventata mamma, al Hamdulillah, ma anche da un interesse "professionale", poiché lavoro in questo ambito (educazione e diritti dell'infanzia).

GIAZAKUM LLAHU KHAIRAN

Aysha
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MessaggioInviato: Dom Mar 01, 2009 7:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

3alaicom assalam warahmatuLlah ta3ala wa barakatuH
sorella Aysha è molto interessante questo argomento,credo sia fondamentale l'educazione dei bambini fin da piccoli all'islam ,perchè in questo modo le radici sono più forti e anche la fede se Dio vuole è più forte.
Citazione:
Vorrei capire quali tipologie di giocattoli sono consentite nell'Islam, al fine di evitare di utilizzare immagini o bambole e pupazzi di ogni genere che rappresentano esseri umani o animali (fra parentesi, come fare per tutti i vestiti per bambini che ahimé hanno un sacco di animali disegnati? Non ho capito come fa uno a "tagliare" la testa.... !!!).

adesso non per dire ma giocare con bambole senza testa o animali senza testa......manco Martedì della famiglia Addams!!! :?
e poi .....tutti i giocattoli sono così... ci si gioca mica si devono venerare,poi le tutine dei bimbi sono così buffe coi pupetti :mrgreen:
abbiamo già parlato dei disegni e cosa dicono le diverse scuole.....
per fortuna io sono malikita,quindi i disegni vanno bene se non sono diciamo "un corpo completo", l'importante è non pregare con abiti dove ci siano disegni oppure avere foto o disegni o giocattoli nella direzione del khabla quando si deve pregare......per il resto anche io ho un pigiama coi gattini :mrgreen:

un attimo
un attimo.......prendo lo scudo prima che iniziate ad attaccare !!!:P

_________________
Abu Hurayra (Allah si compiaccia di lui) ha detto: Ho sentito il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) dire:

"Evitate ciò che vi ho proibito e fate ciò che vi ho ordinato, come meglio potete. In verità, quanti vi hanno preceduto si sono perduti proprio per le loro troppe domande e per i loro disaccordi con i loro Profeti."
(Riferito da al-Bukhari e Muslim)
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Lun Mar 02, 2009 6:46 am    Oggetto: Rispondi citando

fatimazz ha scritto:
......per il resto anche io ho un pigiama coi gattini :mrgreen:

un attimo
un attimo.......prendo lo scudo prima che iniziate ad attaccare !!!:P


Uhm.... hai un altro scudo pure per me?????

Cara Aicha, anche io ho letto il libro della Naseef e l'ho trovato molto interessante.... Purtroppo non saprei cosa ltro consigliarti per il momento.... ma proverò ad informarmi.

Wa salam.
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MusliMind
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MessaggioInviato: Lun Mar 02, 2009 8:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:

adesso non per dire ma giocare con bambole senza testa o animali senza testa......manco Martedì della famiglia Addams!!! :?



mi sbagliavo...manco farci apposta!!! :shock:
la bambola di Martedì è senza testaaaaaaaa!!! :lol:

Umar Andrea ha scritto:
Benedetta sia,
sora iconoclastia

:?:

_________________
Abu Hurayra (Allah si compiaccia di lui) ha detto: Ho sentito il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) dire:

"Evitate ciò che vi ho proibito e fate ciò che vi ho ordinato, come meglio potete. In verità, quanti vi hanno preceduto si sono perduti proprio per le loro troppe domande e per i loro disaccordi con i loro Profeti."
(Riferito da al-Bukhari e Muslim)
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AbdalKhaliq
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MessaggioInviato: Lun Mar 02, 2009 10:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mercoledì.

:wink:

_________________
Uno solo io cerco
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MessaggioInviato: Lun Mar 02, 2009 11:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

AbdalKhaliq ha scritto:
Mercoledì.

:wink:

E' VEROOOOOOOOOOOOOO MERCOLEDI' :mrgreen:

scusate sto deviando il post!!!

_________________
Abu Hurayra (Allah si compiaccia di lui) ha detto: Ho sentito il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) dire:

"Evitate ciò che vi ho proibito e fate ciò che vi ho ordinato, come meglio potete. In verità, quanti vi hanno preceduto si sono perduti proprio per le loro troppe domande e per i loro disaccordi con i loro Profeti."
(Riferito da al-Bukhari e Muslim)
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NADIA R.
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MessaggioInviato: Mar Mar 03, 2009 11:15 pm    Oggetto: giocattoli Rispondi citando

As salamo alaycom wa ramatoallah

riporto delle informazioni riguardo al fatto che molti ulema hanno escluso i giocattoli dal haram.

C'è un hadit del Profeta Mohammed saws:
"tornava da una Razwa e portò ad Aisha, Dio sia soddisfatto di lei, un regalo di una casetta di paglia con all'interno delle bambole ed un cavallo con le ali.
Un colpo di vento scoperchiò la casetta ed il Profeta saws chiese ad Aisha:
chi sono quelli?
Lei rispose: sono le mie figlie.
Vide il cavallo con le ali e chiese di lui e disse:
Non hai sentito che Salomone aveva dei cavalli con le ali?
Da li il Profeta saws scoppio in un gran sorriso che gli scopri i canini."

C'è un altro hadit di Fisahe El Bucheri e Aisha, Dio sia soddisfatto di lei:
"Io giocavo con le bambole che erano le mie figlie, nella casa del Profeta saws, ed anche le mie amiche giocavano con me."

Questo vuol dire che l'Islam non vieta ai bambini di giocare con i loro giocattoli:
l'Islam ci vieta solo quello che è male per noi.

Per quanto riguarda l'educazione penso che sia utile e necessarario insegnare ai bambini l'amore per Dio ed il nostro Profeta Mohammed saws.
Altra cosa importante sono i valori della vita e l'esempio che noi riusciamo a trasmettere quotidianamente.
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Aysha Afzaal
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MessaggioInviato: Mer Ago 04, 2010 3:04 pm    Oggetto: L'educazione dei bambini/e Rispondi citando

Assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatuhu

Care sorelle e fratelli,

vorrei condividere con voi alcuni materiali che ho trovato sull'educazione delle bambine e dei bambini nell'Islam.

Comincio con i due libri che allego come file pdf:

Umm °Abd Ar-Rahmân Al-Athariyah
Educo mio figlio
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versione in italiano
Il libro è stato pubblicato sul blog della cara sorella Umm Yahya 'Aisha Farina:

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Child Education in Islam
Abdullah Nasih Ulwan

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versione inglese scaricata da:

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Il sito è quello di un forum sulla homeschooling praticata da famiglie musulmane:

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Non mi risultano versioni in italiano del libro, la versione in francese l'ho trovata solo come copia cartacea da ordinare:

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Questo libro è veramente intenso, ancora non l'ho letto tutto, Inshallah conto di farlo presto, ma ho letto alcune parti ed è davvero utile e ben fatto. Sarebbe da pensare una traduzione in italiano.

Molti materiali, anche sulla scuola in casa (homeschooling) si trovano nel blog della sorella Umm Yahia, che Allah la ricompensi per il grande lavoro che fa.

E che Allah ricompensi tutti questi fratelli e sorelle impegnati nel trasmettere in modo corretto il Dinn.

Sperando Inshallah che possiate trovare utili queste informazioni, Inshallah cerco di mandarvene altre.

Assalamu alaikum,

Aysha
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Ago 05, 2010 10:08 am    Oggetto: Re: L'educazione dei bambini/e Rispondi citando

Mach'Allah! Jazaki Allahu Kheir sorella per le informazioni utilissime!



Aysha Afzaal ha scritto:

Questo libro è veramente intenso, ancora non l'ho letto tutto, Inshallah conto di farlo presto, ma ho letto alcune parti ed è davvero utile e ben fatto. Sarebbe da pensare una traduzione in italiano.


Per le traduzioni dal francese sono sempre disponibile, inch'Allah!!!! :)
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Ago 05, 2010 3:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

Qualcuna/o di voi sa cosa dice la legge italiana sullo "home-schooling"?

_________________

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Blog in italiano:

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Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

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Aysha Afzaal
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MessaggioInviato: Gio Ago 05, 2010 7:42 pm    Oggetto: Scuola familiare Rispondi citando

Assalamu alaikum wa rahmatullahi wa barakatuhu.

La homeschooling, in Italia viene chiamata "scuola familiare" ed è pienamente prevista e consentita dalla legge. Anzi, secondo il dettame costituzioanle, sarebbe proprio l'educazione impartita dai genitori, la forma primaria stabilita normativamente, che dice che laddove i genitori non possano farsene carico, lo Stato assicura la possibilità di accedere all'istruzione.
Con il formalizzarsi e il diffondersi della scuola pubblica, poi è divenuto usuale parlare di obbligo di istruzione intendendolo come frequenza scolastica, ma in realtà la responsabilità dei genitori è di provvedere in qualunque forma alla corretta istruzione ed educazione dei figli.
Ci sono molti esempi anche in Italia di famiglie che scelgono di autogestire l'istruzione, nonché esempi di scuole fondate da genitori, e da loro autogestite.
Questa forma è una opportunità non da poco per la Umma, da cogliere senz'altro..
Personalmente ne ho parlato con diverse sorelle, alcune più entusiaste, altre meno, perché si ritiene che sia una responsabilità troppo grossa, e forse appare inaccessibile a molte famiglie di origine straniera che non saprebbero come gestirla.
Infatti per poter procedere è necessario fare una comunicazione alla direzione didattica locale alla quale sarà poi necessario sottoporre anche il programma.

Segnalo per chi è interessato alcuni link utili:

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Articolo per capire cos'è:

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Esperienza interessante di una madre (non musulmana) che pratica la scuola a casa in Italia:

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Blog di una sorella con risorse e materiali per fare scuola a casa:

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Islam e homeschooling, materiali dallo Yemen:

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Forum internazionale sulla scuola familiare praticata da famiglie musulmane:

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Inshallah sarebbe molto importante un confronto e una condivisione tra genitori musulmani e quanti interessati, su questo tema.

Aysha
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MessaggioInviato: Ven Ago 06, 2010 11:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Jazaki Allahu kheir sorella.... davvero molto moooooooolto interessante.
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MessaggioInviato: Ven Ago 06, 2010 12:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bismillah,

lo sapevo, Maria, che ti avrebbe entusiasmato.....
Mashallah!

Ne riparliamo presto...

Aysha

p.s. la prossima settimana io dovrei salire a Bologna per visitare una sorella (che tra l'altro penso che conosci..) e mi farebbe piacere incontrarti, sorella! Fammi sapere..
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Aysha Afzaal
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MessaggioInviato: Ven Ago 06, 2010 5:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bismillah,

vi inoltro questo articolo che mi sembra chiaro e completo, Inshallah. C'è anche qualche critica, ma personalmente non fa che confermarmi la correttezza della scelta...

Direzione Generale - Nucleo Autonomia “Il Nodo - Scuole in rete” - n. 30 - Anno IX
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SANDRA CHISTOLINI
Ordinario di Pedagogia generale e sociale - Università degli studi Roma Tre - La libertà dell’infanzia

Un senso profondo di ribellione prende ogni persona costretta a pensare fuori della proprialogica e a credere a cose futili ed inutili ai fini della crescita umana. Eppure l’educazione che diffondiamo tende spesso ad essere proprio questa: spingiamo i bambini a fare anche quello che non piace e gli adulti ad obbedire alle istituzioni, pensando che l’ossequio alle regole sia la via d’uscita al disordine e al conflitto sociale. Educhiamo più spesso alla conservazione dello stato esistente che alla produzione di senso e al pensiero che si autogenera.

Il paradosso dell’epoca contemporanea sta nella libertà imprigionata dell’infanzia e nella autorità sanzionata della non infanzia. I bambini hanno la giornata scandita da obblighi e da compiti, con una progressiva riduzione dello spazio destinato al tempo libero e al gioco. Gli adulti, la non infanzia, hanno orari da rispettare e relazioni da coltivare per affermare la propria autorità. C’è poco tempo per parlare, ed il dialogo è spesso rivolto a far cambiare idea all’altro, piuttosto che al sano confronto dei diversi punti di vista. Dialogare significa stabilire un rapporto comunicativo in un campo nel quale regna la libertà della persona che si esprime anche fuori delle regole, non perché non abbia una disciplina di condotta, ma perché l’uscire dal seminato è il segno della nascita di opportunità insospettate nei contesti che solo e semplicemente accettano quanto già stabilito.

Questa breve premessa per introdurre il tema della scuola familiare, in inglese homeschooling, nata negli USA nella dizione che la definisce, diffusa ormai in tutto il mondo e divulgata anche in Italia. Della homeschooling fanno parte anche gruppi di genitori che si ispirano alla scuola WaldorfSteiner e al metodo Montessori.

Aumentano i genitori che cercano il meglio per i figli e la preoccupazione di fornire una migliore educazione lontano dai rischi della violenza che esplode nelle scuole, del bullismo, della droga che tra il 1980 e il 1990 hanno severamente compromesso il modello pubblico di istruzione, conduce a selezionare la homeschooling e ad aderire completamente al movimento di riforma dell’educazione che la sostiene.

La critica alla scuola pubblica si inoltra nella constatazione della separazione tra docenti e alunni. Gli insegnanti non si interessano dei bambini, non li amano. Per educare ci deve essere amore per l’infanzia e nessuno ama i figli più dei genitori naturali, è dunque un bene che siano il padre e la madre i maestri dei propri figli. Le scienze empiriche non possono misurare l’amore e la bontà che invece sono frutto di una più completa esperienza di crescita umana completa. L’ambiente familiare accoglie il bambino e i genitori si preoccupano della sua anima, non solo del suo corpo e delle sue reazioni a standard educativi esterni.

I fautori della homeschooling lamentano il fatto che il sistema educativo pubblico continua ad anticipare l’età di ingresso dei piccoli nella scuola, allontanandoli troppo presto dalle cure amorevoli ed attente della famiglia. Per chi opta per l’homeschooling, le ragioni del cuore, dell’affetto familiare, dell’amore, dell’attenzione da rivolgere al bambino sono prioritarie, rispetto alla conformità ad una norma comune dominante, ma non esclusiva. Tali ragioni sono giustificate dalla filosofia che vede nella persona il valore più alto da tutelare e salvaguardare, anche in contrapposizione alle istituzioni che, perseguendo un certo bene comune, talvolta dimenticano la visione d’insieme dell’educazione volta al bene.

La prima tappa della buona educazione è quella che comincia dai sentimenti, continua con la memoria, prosegue con l’immaginazione, l’intuizione e l’intelletto, il tutto armonizzato dall’amore.

Nel Regno Unito l’educazione in casa, conosciuta come home education, è da molto tempo un diritto legale. Non sono disponibili dati ufficiali aggiornati, le raccolte statistiche contano circa 50.000 bambini in età di scuola dell’obbligo educati tra le mura domestiche. Le famiglie che si avvalgono di tale modalità si possono collegare in rete e ricevere informazioni sui propri diritti e le proprie responsabilità.

Durante i lavori della Commissione sui diritti umani, riunita l’8 aprile 1999, è stato riconosciuto il diritto umano internazionale dei genitori di educare i figli, secondo i propri valori e la propria concezione dell’educazione. In tale contesto, la homeschooling si presenta come una realizzazione della libertà della famiglia di scegliere come educare i figli, avendo valutato i modelli esistenti.

L’home education è la dizione preferita, trattandosi di autoeducazione e di educazione in casa dei genitori nei confronti dei propri figli.
Steiner e Montessori ispirano spesso i genitori che educano in casa.

La Steiner Waldorf homeschooling propone il curricolo, muovendo dalle idee dell’antroposofia divulgata dal pensatore austriaco Rudolf Steiner, considera la centralità dell’allievo e riprende le indicazioni metodologiche delle fondazioni ed associazioni steineriane diffuse ormai in tutto il mondo.
I genitori leggono i libri di R. Steiner e ne attualizzano gli insegnamenti a casa. La libertà del bambino che apprende, secondo i suoi ritmi quotidiani di sviluppo non mortifica il suo desiderio di conoscere. La frustrazione e la noia che alcuni bambini sperimentano nella scuola vengono eliminate, a favore di una attenzione costante ai bisogni dell’infanzia. I genitori che scelgono d’insegnare ai figli in casa, ricreano le condizioni della libera scuola Waldorf e possono collegarsi on line, ottenendo le informazioni e le indicazioni necessarie per seguire il programma in uso nelle scuole steineriane.
La distribuzione del piano di lavoro in settenni è una delle caratteristiche di questa educazione. I genitori si ritrovano intorno ad una concezione dell’infanzia che sottrae i bambini alle forzature dell’epoca contemporanea, per la giusta espressione dello spirito che unisce l’uomo al creato. Alla scuola viene sostituito il concetto di ambiente educativo, del resto non nuovo nella storia del pensiero dell’educazione.

Qualcosa di analogo sta avvenendo nell’uso domestico e privato del metodo Montessori. Con il nome Montessori Homeschooling Groups (2006) si indicano i gruppi di genitori che scelgono di educare i figli in casa, secondo il metodo Montessori.
Questi genitori possono comunicare in rete e scambiare idee, problemi, proposte. La filosofia, la pratica, il materiale Montessori sono alla base dell’educazione domestica. L’esperienza risulta diffusa negli USA. Spesso si tratta di madri che hanno seguito corsi di qualificazione per insegnare secondo il metodo Montessori.
Documenti reali sui risultati entusiasmanti conseguiti da genitori che sono passati per la stessa soluzione educativa confermerebbero l’efficacia del metodo. Il confronto della teoria e della prassi pedagogica delle Scuole Steiner e delle scuole di metodo Montessori sono oggetto di ampio studio e revisione critica.

Le famiglie che scelgono di avvalersi di questa forma di educazione, hanno l’obbligo di includere nel loro insegnamento l’intero curricolo della scuola pubblica e di accettare le verifiche ufficiali sui risultati dell’insegnamento svolto.
Secondo i dati diffusi della letteratura scientifica, in particolare da Taylor e Petrie nel 2000 e da Mertin nel 1999, i genitori che si avvalgono dell’homeschooling sono quelli che hanno sviluppato un alto senso di responsabilità verso l’educazione dei figli, i bambini sono ben socializzati ed equilibrati dal punto di vista emotivo, non sono timidi, parlano speditamentee si esprimono senza vergogna, si comportano in modo appropriato all’età.

Le ragioni della homeschooling sono: l’insoddisfazione per la scuola esistente; la considerazione che i genitori sono i migliori insegnanti per i figli; la libertà di usare più metodi pedagogico-didattici; le convinzioni religiose; lo scarso riconoscimento del bambino come persona da parte della scuola; l’adesione ideologica e non religiosa dei genitori; i frequenti spostamenti di residenza della famiglia.

La legislazione italiana considera l’educazione un obbligo, un dovere ed un diritto. I genitori possono affidare i figli alla scuola, pubblica o privata, oppure possono decidere di educare i figli in casa, senza rivolgersi al servizio scolastico.
Quando l’educazione avviene in casa, la certificazione per il passaggio da un grado all’altro viene rilasciata dalla scuola pubblica del territorio di competenza, previo l’avvenuto superamento dell’esame previsto allo scopo.
In tutti i casi, i genitori dimostrano di essere in grado di avere le capacità di istruirei figli.
In Italia l’esperienza della homeschooling risale alla seconda metà del Novecento del secolo scorso,e si afferma intorno al 1970.
In corrispondenza della diffusione della scuola elementare e media, dell’ampliamento dell’istruzione secondaria, della crescita della popolazione entrata nell’istruzione universitaria, si avverte in alcuni strati della popolazione la necessità di riaffermare il diritto della famiglia a scegliere quale educazione adottare per i figli e a definire autonomamente ed indipendentemente quale modello pedagogico-didattico privilegiare. L’esigenza non poteva certo venire dalle classi più svantaggiate della gerarchia sociale e da chi vedeva nella scuola un mezzo di emancipazione e di riscatto da condizioni di vita disagiate, di povertà e di abbandono.
La componente socio-culturale e economico professionale di chi in quegli anni decideva e sceglieva di educare i figli in casa, non può essere trascurata per una giusta collocazione dell’intero fenomeno. I genitori istruiti, riusciti nella vita professionale,i benestanti, coloro che nutrono dosi rilevanti di autostima verso se stessi e di fiducia nel futuro possono in concreto non mandare i figli a scuola. Per chi è invece sottoposto ad una situazione di esame permanente, dalla nascita alla morte, la scuola ed il successo negli studi sono fondamentali.

L’homeschooling si è comunque sviluppata anche in Italia e sta diventando, per genitori e famiglie, la risposta alla crisi sociale della scuola. Un numero crescente di genitori ritira i figli dalla scuola pubblica per istruirli ed educarli in casa, secondo metodi di studio più flessibili, più personalizzati, che puntano alla ricerca e alla scoperta della conoscenza con domande e risposte che sorgono dalla vita stessa. Si evita di percorrere strade standardizzate e di usare ricette preconfezionate.

Talvolta più famiglie si uniscono per condurre la stessa esperienza.
La scelta della scuola familiare, o scuola paterna, è avvalorata dai risultati scolastici successivi dei ragazzi che durante l’infanzia sono stati educati in casa.

In sintesi, i vantaggi della educazione familiare sono elencati come segue:

a) i bambini apprendono con piacere ed interesse;
b) i ragazzi proseguono negli studi, ottenendo ottimi risultati tanto scolastici quanto professionali;
c) i genitori la considerano una esperienza sociale valida;
d) l’esperienza promuove la formazione del carattere del ragazzo;
e) l’educazione a casa permette di stabilire relazioni forti e significative tra genitori e figli;
f) l’insegnamento personalizzato favorisce lo sviluppo cognitivo ed affettivo del bambino;
g) la socializzazione migliora sul piano dell’apprezzamento dei valori sociali e morali.

La valutazione dell’efficacia dell’educazione paterna e materna, fa in genere riferimento a studi esteri, non italiani, e si limita a dimostrare che anche stando in casa si può apprendere e riuscire nella vita. Si tace completamente circa il valore sociale e politico dell’istruzione scolastica che nel tempo ha significato una importante conquista di civiltà ed un patrimonio comune di inestimabile valore.

Considerazioni e perplessità
Le ricerche sull’argomento mostrano per lo più gli aspetti postivi della homeschooling e per questo è necessario aprire un dibattito più ampio sulla portata dell’esperienza, in termini di valutazione della stessa scuola, tanto pubblica quanto privata.

Non si può trascurare la caduta del luogo comune sulla socializzazione; infatti, i fautori della home education tendono a difendersi dalle critiche sulla perdita di socializzazione dei figli, mostrando dati sull’acquisizione delle competenze sociali dei bambini, ma fanno silenzio ed ignorano la portata culturale della scuola come luogo scelto dalla comunità umana per condividere l’educazione delle giovani generazioni, insieme, nelle difficoltà come nei meriti.
Il bambino sottratto alla scuola è privato dell’ambiente di vita che è proprio all’età, ambiente nel quale egli impara con i compagni, incontra insegnanti lodevoli e meno lodevoli, assapora le regole del vivere comune ed apprende a relazionarsi a se stesso, alle altre persone, alle cose che lo circondano e che egli governa con la sua intelligenza e la sua volontà.
Il dialogo tra genitori ed insegnanti, la partnership tra famiglia e scuola sono lo strumento e il patto della via sociale all’educazione.

Si possono considerare le ragioni familiari che giustificano la homeschooling, ma è difficile trovare le ragioni pedagogiche dell’autoesclusione dalla scuola.
Proprio quando i genitori affermano di voler perseguire bontà, bellezza e verità come ideali dell’educazione, mostrano ai loro figli che nella scuola tutto questo non c’è e, volenti o nolenti, veicolano il messaggio della rinunzia dell’istituzione scolastica a rinnovarsi dall’interno.

La comunicazione che riceviamo è che la scuola è schiacciata dal peso delle contraddizioni politiche e che non riesce a trovare il sentiero pedagogico che le è proprio. Da questo punto di vista, i genitori che sostengono la home education non hanno tutti i torti e la loro critica potrebbe effettivamente diventare il lievito del cambiamento, ma perché ciò avvenga è necessario operare dall’interno. L’isolamento dei problemi è la deriva della socializzazione.

Quando la scuola rischia di diventare un campo di conquista del capitale e dell’investimento economico, si fa più fatica a concentrare gli sforzi nella crescita culturale comune. Per socializzare non è più sufficiente prevedere solo momenti di ricreazione e di spazio condiviso, dal quale qualcuno è sempre escluso.
La socializzazione è un processo nel quale la persona comprende il significato della sua appartenenza alla società e collabora alla migliore riuscita del suo impegno. Questo cammino non è quasi mai tranquillo e pianificato. Spesso si tratta di un iter turbolento, conflittuale, nel quale la negoziazione dei mezzi compromette il raggiungimento dei fini di progresso condiviso e democratico.

La homeschooling mostra di essere interessata allo sviluppo della persona, a prescindere dalla società, e fa dipendere la riuscita del sistema sociale dalla formazione dell’individuo, eliminando i fattori di disturbo nel percorso. Non c’è conflitto da sostenere e per questo non si attivano neanche i meccanismi della sana competizione. Isolare i figli dal sistema educativo che si considera negativamente, potrebbe essere una buona soluzione per salvare i bambini dalle sconfitte della vita quotidiana.

Eppure questo modo di intendere l’educazione sembra più un tacito affidamento alle critiche di Rousseau alla società che corrompe, piuttosto che una esplicita conferma della società democratica che come tale, per vivere, ha bisogno dell’engagement, dell’essere concerned, in generale, dell’esserci, sia nella forma del consenso che nella forma del conflitto.

Assalamu alaikum,

Aysha
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