Indice del forum Informazioni sull'Islam
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
 FAQFAQ   CercaCerca   Lista utentiLista utenti   GruppiGruppi   RegistratiRegistrati 
 ProfiloProfilo   Messaggi privatiMessaggi privati   Log inLog in 

Imam malik

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Storia, biografie, conoscenze, arte, poesie ed immagini
Precedente :: Successivo  
Autore Messaggio
Ads






Inviato: Sab Lug 11, 2020 7:57 pm    Oggetto: Ads

Top
amin pukua
Utente Senior
Utente Senior


Registrato: 10/03/10 22:54
Messaggi: 137
Residenza: GENOVA

MessaggioInviato: Mer Mag 12, 2010 6:28 pm    Oggetto: Imam malik Rispondi citando

Chi era l'imam Malik?

Il suo nome completo era Malik Ibn Anas Ibn Malik (da non confondere con Anas ibn Malik, il compagno del Profeta, pace e benedizioni su di lui). L'Imam Malik era di origine yemenita. Suo nonno visse nello Yemen prima di emigrare a Medina. Malik era tenuto sotto cura e protezione dalla tribù dei Bani Tayem, discendenti di Abou Bakr Al-Seddiq[2]. La sua relazione con la famiglia di Abou Bakr era molto stretta; il risultato fu che Malik venne influenzato dalla giurisprudenza pratica e dagli insegnamenti di Abu Bakr e di Omar Ibn Al-Khattâb[3]. Essendo stato alunno di Nafeè, lo schiavo liberato di AbduLlah Ibn Omar, ereditò il pensiero di questi due grandi compagni del Profeta (pace e benedizioni su di lui). Il pensiero di Abou Bakr era incentrato intorno alla misericordia verso le persone. E’ stato narrato che il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse che “Abu Bakr era il più misericordioso verso la mia comunità”. L’ approccio di Omar era di far ricerche per l’interesse della gente. Così, la giurisprudenza di Malik raggruppò le due tendenze; da una parte mirò a facilitare la vita dei musulmani e dall’altra, prese in considerazione i loro interessi.

La diversità dei due approcci creò ricchezza ed integrazione.

E’ stato detto che Malik era un “mawla”, ovvero uno schiavo liberato, e che visse tra il 93 dopo l’ egira[4] e il 185 dopo l’egira (o 179, secondo certe fonti). La sua età poteva essere di 89 o di 92 anni. Malik fu soprannominato “lo scienziato di Medina” e “l'imam della terra dell'immigrazione”.

Se effettivamente egli fu uno schiavo liberato, è interessante notare il fatto che gli arabi lo accettarono come loro imam ed insegnante.

L’Islam ha effettivamente innalzato la posizione degli schiavi. Quando un musulmano commetteva un peccato, il Profeta (pace e benedizioni su di lui), gli diceva di liberare uno schiavo. Sebbene molta gente pensa che l’Islam non liberasse gli schiavi, lo fece invece, gradualmente, in modo da non causare alcuna destabilizzazione.

Ci sono molti ahadith[5] che esortano i musulmani alla liberazione degli schiavi, ed essi infatti permisero che i loro figli sposassero le loro schiave liberate per dissolvere ogni separazione fra classi sociali.

Conseguentemente, le nuove generazioni, inclusa quella dell’imam Malik, crebbero senza pregiudizi di casta. Questo è un grande esempio di coesistenza che però manca nelle nostre comunità al giorno d’oggi. Immaginate che i musulmani trattarono questo problema 1400 anni fa.

Dobbiamo anche sottolineare che il padre dell'imam Malik fabbricava archi, però la società accettò comunque suo figlio e lo considerava un grande scienziato, persino il grande califfo Haroun Ar-Rachid aveva una grande stima di Malik e apprendeva da lui .

Possiamo far sì che le persone si avvicinino le une alle altre per mezzo di un sorriso e con la compassione, non per soldi.

Malik aveva tre figli: Yahya, Mohammad e Abdullah, e una figlia, Fatima, che assomigliava molto a suo padre, mentre il suo figlio maggiore era un giocherellone. Durante le lezioni di suo padre, Fatima si sedeva dietro ad una parete proprio alle spalle di suo padre, e dava tre colpi alla porta se uno degli studenti di suo padre avesse commesso un errore durante la lettura del libro di Malik “Al-Mu’ata’”. Questo perché la ragazza conosceva a memoria l’intero contenuto del libro.

Quanto a Yahya, aveva un modo di vivere differente, che preoccupava Malik, che appariva ferito e profondamente toccato dal comportamento del figlio. La scienza lo attirava appena, amava vestirsi in modo stravagante; ciò nonostante suo padre non lo sgridò e non esercitò su di lui pressione, ma gli parlava dolcemente. Poi pregò Allah l'Altissimo affinché potesse guidarlo sulla retta via. E dopo la morte di Malik, Yahya cambiò comportamento. Questo è un altro esempio di coesistenza tra genitori e figli.

L'addestramento di Malik

Nato a Medina, Malik passò lì tutta la vita, ed ebbe l'opportunità di imparare da vari studiosi con opinioni molto diverse fra loro. Questo ebbe un impatto positivo sul suo pensiero, che divenne aperto e ricco.

Malik fece grandi sforzi per imparare, come disse lui stesso: “Lottai contro me stesso per 40 anni finché ero sul buon percorso dell'apprendimento”. Malik conobbe dei momenti di fallimento, ma non perse mai la speranza. Ed ecco una forma di coesistenza con sé stesso e forse la più importante fra tutte.

Il primo professore che sua madre gli consigliò di seguire fu Rabi`a. Lei gli aveva detto: “Impara le sue buone maniere prima della sua scienza”. Rabi`a era conosciuto per la sua grande gentilezza e la sua eleganza, ed insegnava come essere gentili con gli altri.

Malik fu anche l’alunno di Ibn Hormoz per 6 anni. Ibn Hormoz teneva un corso pubblico nella moschea del Profeta (pace e benedizioni su di lui), e un altro privato nella propria casa, per gli studenti più brillanti.

Malik volle assolutamente fare parte di questo ultimo gruppo, era molto interessato alla ricchezza di quelle lezioni. Raccontò lui stesso: “Rimasi per ore davanti alla casa di Ibn Hormoz senza mai bussare alla porta, fino a che lui sentì una voce e capì che c'era qualcuno dietro ad essa, e volle sapere chi fosse.” Egli rispose: “È il ragazzo biondo (Malik era biondo)”. Quando poi Malik entrò nella casa del professore, diede alla sua domestica delle caramelle, dicendole che se qualcuno avesse bussato alla porta doveva dirgli che il professore non era disponibile, e dargli quelle caramelle.

Malik rimase per circa sei anni davanti alla porta del professore, fin dall’alba, senza bussare, finché lui non si accorse della sua presenza. Quando Malik entrava da lui, Ibn Hormoz gli diceva: “Lo studioso è arrivato, o Malik, tu sei “Mulayk”[6], ma stai per diventare “Malik”[7], e stai per diventare un sapiente. O Malik, quando diventerai un “Malik”, usa ciò che è in tuo possesso per obbedire ad Allah.” Malik aveva a quel tempo tredici anni.

Quando Ibn Hormoz invecchiò e perse la vista, Malik lo accompagnava alla moschea e poi a casa, per imparare da lui ahadith durante il percorso. Quando divenne ulteriormente vecchio, non era in grado di sedersi fra le persone e di rispondere alle loro domande, perciò si limitò unicamente ad insegnare a Malik. La gente gli chiese la ragione di ciò, ed egli rispose: “Il mio corpo è diventato debole, e temo che anche la mia mente possa diventarlo” Poi aggiunse: “Quando io rispondo alle vostre domande, voi accettate quello che io dico, ma Malik no. Se Malik comprende ciò che dico, lo accetta, altrimenti lo lascia da parte. Ecco perché è il migliore”. Ibn Hormoz lasciò la sua sapienza a Malik perché era certo che Malik avrebbe filtrato tutto ciò che sentiva.

Malik ci dà qui l'esempio della giusta coesistenza, che non vuol dire dissolversi, ma dare ascolto a quello che ci dicono ed accettarlo secondo i propri criteri. Al musulmano che vive in Occidente dico: integrati nelle società ed interagisci, ma senza perdere la tua identità.

Malik imparò anche da Nafeè, uno schiavo liberato di Abdollah ibn Omar ibn Al Khattab. Nafeè era conosciuto come uno dei grandi scienziati che detennero la conoscenza di Abdollah ibn Omar e di Omar Ibn Al Khattab. Il suo approccio era quello di cercare il bene per la gente, come faceva Omar Ibn Al Khattab. Durante il califfato di Abu Bakr, molti fra i compagni del Profeta (pace e benedizioni su di lui) che avevano memorizzato l’intero Corano morirono. Omar quindi suggerì di preservare i fogli in cui era scritto il Corano, ma Abu Bakr non era d’accordo perché il Profeta (pace e benedizioni su di lui) non disse di farlo. Poi Omar disse che ciò sarebbe stato un bene per i musulmani, quindi i due si ritrovarono in accordo.

Durante il suo califfato, Omar decise di dare un sussidio ad ogni bambino svezzato. Successivamente, sentì che le donne tentavano di svezzare prima i figli per ottenere il sussidio. Quindi immediatamente cambiò la legge, decidendo di elargire il sussidio fin dalla nascita di ogni bambino.

L’imam Malik trasse i suoi insegnamenti da studiosi provenienti da differenti generazioni, e si sforzava per farcela con tutti loro, questa è l’essenza della coesistenza. Intanto, noi sentiamo di membri della stessa famiglia litigare per un’eredità, mentre invece potrebbero appianare queste orribili discussioni.

Lui poi si comportò con Nafeè come in precedenza con Ibn Hormoz. Infatti Malik stesso raccontò: “Camminai sotto il sole e rimasi per ore davanti alla porta di Nafeè. Quando egli uscì, non gli parlai subito, ma aspettai il momento giusto per farlo. Il momento arrivò quando lo vidi sorridente. Mi precipitai verso di lui e lo salutai e poi andai via immediatamente senza dire altro. Quando si abituò alla mia presenza, gli porsi una domanda e attirai la sua attenzione. Così divenni suo amico, e imparai da lui la scienza di Omar e di AbduLlah ibn Omar”.

Questa è una forma di coesistenza fra studiosi. In realtà, i grandi scienziati conoscono molte persone, ma non possono avere relazioni strette con ognuno di loro. Queste relazioni si costruiscono soltanto con persone intelligenti e perseveranti che col tempo diverranno a poco a poco loro amici, poi loro studenti e magari accadrà che lavoreranno insieme come colleghi.

La chiara evidenza sull’importanza della coesistenza, risiede nel fatto che coloro che cercano la scienza avendo alti intenti, sono gli unici che riusciranno a comprenderne il significato. Il primo versetto coranico rivelato, esorta a leggere, come via verso la conoscenza.

Il quarto professore di Malik fu Ibn Al Achhab, uno studioso che non amava ripetere le lezioni due volte. Un giorno, Malik aveva dimenticato il suo quaderno, e il professore recitò 30 ahadith. Ad ogni hadith, Malik faceva un nodo con una funicella che aveva trovato. Alla fine del corso, Malik tento di recitare a memoria i 30 ahadith, ma se ne ricordo soltanto 29. Quando poi il suo insegnante lo biasimò per questo, Malik promise di non dimenticare mai più neanche una parola.

Un volta Malik andò a trovarlo durante un giorno di festa, pensando che era una buona opportunità di trovarlo solo. Ibn Al Achhab gli insegnò in quel giorno 20 ahadith che Malik memorizzò interamente.

E’ importante sottolineare che Malik apprese anche da Aï'cha, figlia di Saad Ibn Al Waqqas, una brillante sapiente della sua epoca. Saad Ibn Al Waqqas fu il conquistatore della città di Quadisyya. Questo è un altro esempio di coesistenza. Malik non aveva alcun problema ad apprendere da una donna.

Malik imparò da numerosi studiosi, l’ultimo dei quali fu Dja`far As-Sadiq.

Malik cominciò ad emettere fatawa[8] all'età di 17 anni, dopo aver avuto il permesso di farlo da 70 grandi scienziati di Medina. Questo è un esempio di coesistenza con i giovani. Dovette passare un esame, preparato da Rabi’a e da altri due insegnanti. Durante l'esame, che gli permise di arrivare alla qualità di Mufti, la giuria gli pose una domanda che non aveva relazione con la giurisprudenza, ma con la vita della gente. Infatti, la giurisprudenza richiede di conoscere bene la gente.

Gli chiesero: “Chi è l'uomo che può essere considerato spregevole in una società?”. Malik rispose: “L'uomo più spregevole è colui che manipola la sua religione per guadagnare soldi” E citò il versetto in cui Allah l'Altissimo dice quel che può essere tradotto come, “E' una Rivelazione del Signore dei mondi. Di questo discorso vorreste sospettare? La vostra riconoscenza sarà tacciarlo di menzogna?" (TSC- Sura LVI, versetto 80, 81, 82).

Allora gli posero un’altra domanda dicendo: “E chi è più spregevole di questo uomo?”. Malik rispose: “ E’ chi manipola la religione per permettere agli altri di guadagnare soldi.”. In quel momento, gli permisero di emettere fatawa.

Dall’ imam Malik possiamo anche apprendere come dovrebbero essere i rapporti tra genitori e figli. Abbiamo citato in precedenza il modo in cui i suoi genitori lo aiutarono a comprendere l’importanza della sapienza.

Abbiamo detto che Malik cominciò ad emettere fatawa all’età di 17 anni, tuttavia non cessò di frequentare lezioni dai suoi insegnanti fino all’età di 40. Dobbiamo imparare a coesistere con chi la pensa diversamente da noi, mantenendo i nostri principi. Infatti, uno dei fattori che permisero a Malik di avere una grande flessibilità, fu il modo con il quale i suoi insegnanti usavano trattare con gli altri. Usavano rispetto reciproco, e questo è uno dei metodi migliori per familiarizzare con le altre persone e fra le nazioni. I giovani possono essere ispirati da questa idea di rispetto quando vedono una persona anziana che rispetta gli altri. Lo stesso principio può benissimo venire applicato all’interno delle famiglie.

Malik tentò per tutta la sua vita di creare degli spazi comuni con la sua società, con i suoi bambini e con i suoi professori; teneva i suoi corsi e poi andava a frequentare le lezioni dai suoi vecchi professori.

Questa è la ragione essenziale dietro la sua ricchezza e il rinnovamento della sua scienza. Infatti, è nello scambio e nella lettura costante che si arricchisce la conoscenza.

Prima di concludere con l’eleganza di Malik, voglio parlarvi di un esperimento che è stato effettuato su dieci giovani. Cinque di loro sono stati costretti a seguire delle particolari istruzioni, mentre gli altri cinque avevano la scelta di seguirle o meno e di essere eventualmente ricompensati. Il risultato mostrò che quelli costretti a seguire le interdizioni erano deboli di fronte alle loro passioni, mentre quelli che avevano la possibilità di scegliere, erano più forti e capaci di dominare i loro desideri.

L'eleganza di Malik

Malik era molto elegante, indossava vestiti costosi, portava anche un anello d’argento. La sua casa era ben decorata, piena di tappeti, e all'esterno di essa, v’era un versetto coranico calligrafato. A lui piaceva la buona cucina, e fra la frutta, preferiva le banane. Amava la bellezza.

La gente lo criticava per questo, e quando accadeva, rispondeva: “Allah è bello e ama la bellezza”. Una volta un Sufi criticò il suo modo di vestire e di vivere in una lettera. Malik dimostrò di rispettare la sua opinione e lo ringraziò per il suo consiglio. Tentava sempre di avere un equilibrio nella sua vita. Lui amava i piaceri della vita, evitando i piaceri illeciti, quindi non contraddisse la sua fede nella pratica.

Dobbiamo accettare i consigli degli altri, senza essere permalosi o arroganti, per non arrivare al punto di creare discussioni inaccettabili. Il Profeta (pace e benedizioni su di lui) disse: “Tre sono i segni dell’ipocrita: tra questi, quando si trova in una disputa, si comporta immoralmente”.

L’ imam Malik poi replicò gentilmente alla lettera con un versetto del Corano, nel quale Allah dice quel che può essere tradotto come: “Di': « Chi ha proibito gli ornamenti che Allah ha prodotto per i Suoi servi e i cibi eccellenti? ». Di': « Appartengono ai credenti, in questa vita terrena e soltanto ad essi nel Giorno della Resurrezione ». Così spieghiamo i Nostri segni ad un popolo che sa.”. (TSC- Sura 7, versetto 32)

Malik ha sempre approfittato dei piaceri della vita, pur essendo un pio adoratore di Allah. Una volta pianse, recitando questo versetto del Corano, in cui Allah disse quello che può essere tradotto come: ” quindi in quel Giorno, sarete interrogati sulla delizia”. (TSC- Sura 102, versetto 8).

_________________
Abul-Abbas Sahl ibn Saad as-Saidi (Allah si compiaccia di lui) racconta:
"Un uomo venne dal Profeta (pace su di lui) e gli chiese: O Messaggero di Allah (pace su di lui), indicami un atto che, se da me compiuto, mi faccia amare da Allah e dagli uomini. Egli rispose: <Rinuncia al mondo e Allah ti amerà; rinuncia a ciò che possiede la gente e la gente ti amerà"da ibn Magiah


L'ultima modifica di amin pukua il Gio Mag 13, 2010 8:51 am, modificato 1 volta
Top
Profilo Invia messaggio privato
Sufi Aqa
Amministratore - خادم
Amministratore - خادم


Registrato: 29/03/07 21:20
Messaggi: 14959
Residenza: Hanafi-Maturidi

MessaggioInviato: Gio Mag 13, 2010 12:22 am    Oggetto: Re: Imam malik Rispondi citando

Jazakallahu khayran fratello.

Una dovuta precisazione:

amin pukua ha scritto:
(...)


Jafar as-Sadiq (ra) non ha nulla a che fare con le eresie sciite rafidite, che sono state elaborate successivamente nel tempo; ne è completamente innocente.

Ne avevamo già parlato qui:

Gli sciiti e Jafar as-Sadiq (ra) -

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Per comodità, riporto la parte che a noi interessa:

Citazione:
Attenzione, Jafar as-Sadiq era di `aqidah (credo, dottrina) sunnita, ovvero musulmana ortodossa, così come lo erano `Ali, Hasan, Husain (Iddio sia soddisfatto di tutti loro), ed altri del cui nome gli sciiti si sono appropriati.

Jafar as-Sadiq (Iddio abbia misericordia di lui) fu un grande ed importante sapiente delle scienze islamiche, ed è assolutamente innocente delle eresie e delle miscredenze degli "sciiti" che sono a lui succeduti e che si sono appropriati del suo nome e lo menzionano tra i loro "imam"; in realtà le miscredenze degli sciiti non sono state affatto sostenute da Hadrat Jafar as-Sadiq ed altri, ma da eretici che sono venuti in seguito ed hanno forgiato tradizioni attribuendole falsamente al nobile Jafar as-Sadiq e ad altri.

Gli sciiti imamiti/duodecimani (quelli in Iran, per intenderci), ismailiti ed altri, da parte loro, non solo hanno idee differenti, ma proprio non sono musulmani, in ragione di diversi punti della loro dottrina e credenze, che costituiscono kufr e li pongono al di fuori dell'Islam.

Sayyiduna `Ali, Sayyduna Hasan, Sayyiduna Husain, i membri della Ahl al-bayt (Iddio sia soddisfatto di tutti loro), Hadrat Jafar as-Sadiq ed altri, sono completamente innocenti in relazione alle eresie di chi utilizza i loro nomi e si proclama loro sostenitore.

_________________

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Blog in italiano:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



Ottima applicazione per gli orari della preghiera:

Solamente gli utenti registrati possono vedere link su questo forum!
Registrati oppure Autenticati su questo forum.



L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Mag 13, 2010 2:59 pm, modificato 1 volta
Top
Profilo Invia messaggio privato HomePage
amin pukua
Utente Senior
Utente Senior


Registrato: 10/03/10 22:54
Messaggi: 137
Residenza: GENOVA

MessaggioInviato: Gio Mag 13, 2010 8:53 am    Oggetto: Rispondi citando

.................

_________________
Abul-Abbas Sahl ibn Saad as-Saidi (Allah si compiaccia di lui) racconta:
"Un uomo venne dal Profeta (pace su di lui) e gli chiese: O Messaggero di Allah (pace su di lui), indicami un atto che, se da me compiuto, mi faccia amare da Allah e dagli uomini. Egli rispose: <Rinuncia al mondo e Allah ti amerà; rinuncia a ciò che possiede la gente e la gente ti amerà"da ibn Magiah
Top
Profilo Invia messaggio privato
Mostra prima i messaggi di:   
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Storia, biografie, conoscenze, arte, poesie ed immagini Tutti i fusi orari sono GMT + 1 ora
Pagina 1 di 1

 
Vai a:  
Non puoi inserire nuovi argomenti
Non puoi rispondere a nessun argomento
Non puoi modificare i tuoi messaggi
Non puoi cancellare i tuoi messaggi
Non puoi votare nei sondaggi
c d
e



Powered by phpBB © 2001, 2005 phpBB Group
phpbb.it

Abuse - Segnalazione abuso - Utilizzando questo sito si accettano le norme di TOS & Privacy.
Powered by forumup.it forum gratis free, crea il tuo forum gratis free ora! Created by Hyarbor & Qooqoa - Auto ICRA

Page generation time: 0.039