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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Ancora sull'hijab

 
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Inviato: Lun Lug 06, 2020 3:58 am    Oggetto: Ads

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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 9:28 am    Oggetto: Ancora sull'hijab Rispondi citando

Fratelli vorrei sottoporre alle vostre osservazioni o critiche un articolo scritto da Elarbi Bouqdib, un esegeta del Santo Corano più noto per i sui studi sulle proprietà matematiche specifiche contenute nel libro sacro (può sembrare bizzarro ma sono state ritrovate, studiando la ripetizione delle parole all'interno del Corano, alcune formule matematiche complesse scoperte solo molto tempo dopo la Sua rivelazione).

(... - Testo eliminato dall'amministrazione)

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pensosa
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 12:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

asSalamu alaykom wa RahmatuLlahi fratello Samir, e ben tornato!

Come si è non poche volte ripetuto, non è solo il Santo Corano l'unica fonte da cui si traggono le regole del fiqh. Esistono ahadith sahih che specificano quali siano in effetti le parti del corpo femminile che possono rimanere scoperte davanti agli uomini non mahram.La controversia, semmai, sussiste nella possibilità di decretare qualora il niqab sia obbligatorio o meno-molti sapienti credono sia fard(obbligatorio), altri wajib (fortemente consigliabile).

Inoltre, il fatto che una certa pratica fosse già in uso presso le Genti del Libro precedenti, non implica nulla di quanto riportato nell'articolo (astagfiruLlah), piuttosto, semmai, mostra quanto tutte le Dottrine non possano che conservare un cuore comune, in quanto provenienti tutte dallo stesso Dio. Questo chiaramente non deve però portare ad un'erronea concezione del vero senso del perennialismo, la corretta interpretazione del quale, vede l'Islam come l'unica Religione seguibile oggi.

wa alaykom asSalam!

sorella Pensosa


L'ultima modifica di pensosa il Lun Gen 11, 2010 3:51 pm, modificato 1 volta
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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 3:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam, sorella.

Grazie per il tuo intervento, che seppur sintetico riesce a riassumere quanto abbiamo già detto altre volte. Tu dici,

Citazione:
Come si è non poche volte ripetuto, non è solo il Santo Corano l'unica fonte da cui si traggono le regole del fiqh. Esistono ahadith sahih che specificano quali siano in effetti le parti del corpo femminile che possono rimanere scoperte davanti agli uomini non mahram.


A me sembra di capire, dall'articolo di questo studioso del Corano, che lui affermi che questi hadith siano stati inventati di sana pianta. E questo, rappresenta per me il punto importante dell'articolo, non solo perché segna una rottura con la tradizione, ma perché addirittura accusa di idolatria chi segua questi hadith che lui ritiene falsi.

Sono affermazioni forti, su cui bisognerebbe riflettere. Credo.

wa Allahu alam!

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habgra
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 4:20 pm    Oggetto: Corano: ancora sull'hijab Rispondi citando

Trovo interessanti alcune considerazioni dello studioso in questione. Mi piacerebbe leggere di più sulle proprietà matematiche scoperte nel Corano. Lo studio dei termini arabi usati è peraltro molto interessante, ad esempio sapere che la parola che indica il vino(khamr) viene dalla stessa radice che indica la copertura di qualcosa. Cioè la sostanza intossicante agisce velando la ragione, la consapevolezza.
A parte il fascino indiscutibile che proviene dallo studio del Corano(se qualcuno sà dove questo si possa fare conoscendo un pò di arabo ma con l'intermediazione della lingua italiana e non dell'inglese è pregato di farmelo sapere), anche la questione sulla modestia mi sembra condivisibile. E' vero che per una donna europea già non scoprire il seno e le gambe in estate può essere sufficiente mentre non lo è in altri paesi(pensiamo a quella donna che faceva scandalo indossando i pantaloni in Somalia e qui da noi sarabbe stata considerata più che coperta), ma forse proprio per questo si è voluta dare una regola generale per tutti e per tutti i tempi, negli Hadith. Il problema è che nonostante gli Hadith si discute ancora..e non tutti sono d'accordo.
Ma'assalam
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Talib
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 5:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:37 am, modificato 1 volta
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Ayesha
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 5:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu alay-kum

Non mi permetto di commentare poichè non è mia competenza.
Mi intrometto solo perchè questa è stata la stessa domanda che ho posto io stessa tempo fa (che non sono nessuno e la mia conoscenza è pari a zero) e che ero, per mia ignoranza della lingua araba, andata a cercare la parola higab e notandone l'assenza nell'aya in questione. Anche se io l'avevo posta non per dire di mettere o meno l'higab, ma perchè era stata usata una parola piuttosto che un'altra.

Per cui vorrei riportare la risposta che mi è stata data (da una persona più competente di me)

Citazione:

Quando Allàh dice nel Sublime Corano:
“Chi obbedisce all’Apostolo obbedisce ad Allàh”
Quando dice:
“Quando Allàh e il Suo Apostolo hanno dettato una regola di condotta, non è più dato a un credente e a una credente di fare di testa propria nella materia regolata e chi fa di testa sua precipita in profondo traviamento!”
Quando dice :
“Obbedite ad Allàh, obbedite all’ Apostolo e a coloro che tra voi sono titolari di autorità islamica”.
Quando dice:
“Ciò che l’Apostolo vi ordina di fare fatelo e ciò da cui vi prescrive di astenervi, astenetevi!”.
Quando uno comprende il significato letterale ( in claris non fit interpretatio) di queste àyàt del Sublime Corano le tue sopra espresse perplessità, se c’è autentica volontà di conoscere, svaniscono come nebbie al Sole!


E difatti cosi dice anche chi ha scritto quell'articolo:

Citazione:
Accettare altri ordini oltre Dio significa semplicemente idolatria.
....
poiché CHI ha rivelato il Corano, l’ha reso completo, perfetto, e ben dettagliato.


Wa s-salam
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Talib
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 5:36 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:37 am, modificato 1 volta
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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 5:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salam fratelli,

provo a replicare in ordine.

Citazione:
Questo chiaramente non deve però portare ad un'erronea concezione del vero senso del perennialismo, la corretta interpretazione del quale, vede l'Islam come l'unica Religione seguibile oggi.


Trovo molto interessante questo tuo concetto, sorella.

Citazione:
Mi piacerebbe leggere di più sulle proprietà matematiche scoperte nel Corano.


Il libro in questione scritto da Elarbi Bouqdib è Les miracles mathématiques Coraniques et le message du pacte, ma non credo esista una traduzione in italiano.
Credo si trovi qualcosa, in inglese sul sito (Link eliminato dall'amministrazione), che però sembra rifarsi alla corrente di pensiero riportata dal fratello Talib, quela dei Quraniyyun.

A questo proposito voglio chiedere a chi ne sa di più se tale corrente eterodossa vista come avviene per lo sciismo o se questa corrente viene condannata come miscredenza (mi pare difficile).

Per finire con la sorella Ayesha che ringrazio per la citazione del Santo Corano riportata. Il mio dubbio è il seguente: "Quando Allàh e il Suo Apostolo hanno dettato una regola di condotta...". Spero di non far un errore madornale nell'identificare il Profeta (SAWS) nella parola "apostolo". A questo punto Allah (subhana) parla di una regola dettata dal suo apostolo, non di una regola che qualcuno, per quanto pio sia, afferma di aver sentito dire all'Apostolo.

Attenzione non voglio mettere in discussione il sunnismo, troo però giusto discuterne, per poter apprezzare in modo più genuino la condotta che la nostra sottomissione a Dio c'impone.

Dio vi benedica, tutti e tutte!

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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 6:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalamu alaykum

Citazione:
Per finire con la sorella Ayesha che ringrazio per la citazione del Santo Corano riportata. Il mio dubbio è il seguente: "Quando Allàh e il Suo Apostolo hanno dettato una regola di condotta...". Spero di non far un errore madornale nell'identificare il Profeta (SAWS) nella parola "apostolo". A questo punto Allah (subhana) parla di una regola dettata dal suo apostolo, non di una regola che qualcuno, per quanto pio sia, afferma di aver sentito dire all'Apostolo.


non mi permetto di entrare nel merito della questione poichè non è il mio campo ne tantomeno ho la conoscenza o la competenza per poter rispondere, ma ti riporto la seconda parte di quanto è stato scritto a me, che non ho postato prima poichè mi pareva inutile (mai mai e poi mai supporre qualcosa, che Allah l'Altissimo mi perdoni per questo)

Citazione:

Spero che ti si siano chiarite le idee, ma non ti si chiariranno se non grazie ad Allàh, che guida alla Sua luce chi vuole.
E la differenza tra il credente e il credente diversamente sta che quando il credente ode la parola di Allàh dice: Tutto viene da Allàh” mentre il diversamente credente dice: “ Cosa ha voluto dire Allàh con questo esempio?” E il musulmano, quando gli vengono date spiegazioni “ con precisione linguistica e chiarezza concettuale” in relazione all’Islàm, dice: “ Ho udito e obbedisco!”.


(edito qui solo per aggiungere una cosa che potrebbe essere male interpretata e non vorrei proprio, quando ho riportato "E il musulmano, quando gli vengono date spiegazioni “ con precisione linguistica e chiarezza concettuale” in relazione all’Islàm" era in riferimento al messaggio del fratello Talib (jazakallah khair) che ha postato uno splendido e completo messaggio e che Dio mi perdoni perchè stavo scrivendo anche io e non l'ho visto, altrimenti mi sarei esclusa dal postare - scusatemi tutti quanti pertanto per la mia intromissione sull'argomento)


inoltre come è stato detto a me riporterò anche:

Citazione:
Hai mai sentito parlare di “regolamenti di esecuzione”?
Da buona musulmana dovresti cessare di usare l’acronimo SAWS, che è un’offesa perché è obbligatorio per il musulmano dire sàlla llàhu ‘alày-hi wa sàllam ( che Allàh lo benedica e l’abbia in gloria) per espresso ordine coranico!


Wa s-salam
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 9:06 pm    Oggetto: Corano: ancora sull'hijab Rispondi citando

Grazie per l'indicazione del sito in inglese che riguarda le proprietà matematiche presenti nel Corano. In pratica, così come già si conosceva una lettura codificata dei testi biblici, un ricercatore, Rashid Khalifa, ha applicato ad antichi studi la tecnologia moderna scoprendo incredibili connessioni tra lettere e numeri nel Corano e ha scritto 6 libri sull'argomento. Questo Khalifa è morto assassinato nel 1990. Mi chiedevo se qualcuno ne sapesse di più su questo personaggio, oltre al fatto che non era ben visto perchè la sua lettura del testo rivelato portasse alla conclusione che tutto il resto, ossia quanto è scritto nei libri della Sunnah, fosse privo di attendibilità e talvolta anche in contraddizione con il Sacro Corano? E come mai non si parla tanto delle sue scoperte, c'è stata qualche smentita o è per le conseguenze dottrinali del suo pensiero?
E comunque: Subhana Allah!
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MessaggioInviato: Ven Ago 21, 2009 9:33 pm    Oggetto: Re: Corano: ancora sull'hijab Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:38 am, modificato 1 volta
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pensosa
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 2:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

Samir al Dhaki ha scritto:
Salam fratelli,

provo a replicare in ordine.

Citazione:
Citazione:
Questo chiaramente non deve però portare ad un'erronea concezione del vero senso del perennialismo, la corretta interpretazione del quale, vede l'Islam come l'unica Religione seguibile oggi.


Trovo molto interessante questo tuo concetto, sorella.


Vorrei ribadire l'importanza della mia precisazione, poichè è essenziale rendersi conto che al perennialismo vengono attribuite non poche definizioni e accezioni, spesso non proprio convergenti.

Innanzitutto, bisogna distinguere la prisca philosophia ficiniana, la quale vede nella comunanza del cuore delle Dottrine più un comune modus operandi della ricerca filosofica, che una fonte Divina ispiratrice, dalla philosophia perennis in senso stretto.
Quest'ultima ha assunto una connotazione decisamente trascendentale e universale, soprattutto in seguito agli studi Guenoniani. Annovera tra i suoi principali esponenti soprattutto Guenon, Ananda K. Coomaraswamy, Schuon ed Evola(seppur quest'ultimo abbia mischiato allo studio della Tradizione profonde influenze Nietzschiane, alcune delle quali accolgo con non poche riserve).

Inoltre, bisogna evitare in ogni modo di confondere il senso più profondo del perennialismo Guenoniano col senso degli spiritualismi contemporanei, inclini ad una fuorviante tendenza sincretista, tra cui si annovera soprattutto la corrente teosofica ispirata da Helena Petrovna Blavatsky.

Ma poichè il discorso sarebbe troppo lungo da fare, ed io devo cucinare per l'iftar (ebbene sì, inizio così presto, perchè oggi voglio preparare delle leccornie particolari :-) ), mi limito a concludere dicendo che se la concezione perennialista delle Dottrine porta a riconoscere il cuore delle Tradizioni in unica Verità Metafisica (la ilaha illaLlah e nulla ha esistenza reale oltre di Lui, poichè Egli è il Principio Universale di tutto il manifestato ed il non-manifestato), allora si è iniziato finalmente a percorrere il raggio della circonferenza che ci porterà al cuore del Centro, che altro non è che l'unica Verità, l'unico luogo dove cessano tutte le dualità.

Se invece si arriva a postulare una validità attuale di tutte le religioni, ignorando il principio abrogativo di volta in volta esercitato dai Profeti ai fini di ripristinare la Veridicità del Messaggio Unico, nonchè le varie corruzioni subite da molti testi sacri, allora ci si sta solo allontanando da Sirat al- Mustaqim.

wasSalamu alaykom wa RahmatuLlahi wa Barakatuhu!


L'ultima modifica di pensosa il Lun Gen 11, 2010 4:20 pm, modificato 2 volte
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AbdalKhaliq
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 6:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

Alla luce di quanto riportato dal fratello Samir al Dhaki, mi piacerebbe comunque capire se l'obbligo del velo sulla testa viene dal Corano o dalla Sunna.

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Talib
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 7:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:41 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Ago 23, 2009 7:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:41 am, modificato 1 volta
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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Lun Ago 24, 2009 9:25 am    Oggetto: Rispondi citando

Talib ha scritto:
AbdalKhaliq ha scritto:
Alla luce di quanto riportato dal fratello Samir al Dhaki, mi piacerebbe comunque capire se l'obbligo del velo sulla testa viene dal Corano o dalla Sunna.


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Salam,
Talib.


Scusa Fratello Talib,

però il link da te riportato cita il versetto del nostro Santo Corano con "l'incriminata" (attenzione... "incriminata" nell'articolo che apre la discussione, ci tengo a precisarlo.) interpolazione nella traduzione che parla del velo.
Molti fratelli e sorelle a cui avevo chiesto lumi in precedenza mi hanno risposto dicendomi che sia qualcosa discesa dalla Sunna (siccome le mogli del Profeta si dice che lo portassero, allora è giusto portarlo).

Ciò nonostante sono impressionato dalla bella discussione che si è generata. Vorrei tanto essere con voi fratelli e sorelle su un bel tappeto a discutere per ore e ore sorseggiando del té alla menta...

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MessaggioInviato: Lun Ago 24, 2009 2:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

Samir al Dhaki ha scritto:
Talib ha scritto:
AbdalKhaliq ha scritto:
Alla luce di quanto riportato dal fratello Samir al Dhaki, mi piacerebbe comunque capire se l'obbligo del velo sulla testa viene dal Corano o dalla Sunna.


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Salam,
Talib.


Scusa Fratello Talib,

però il link da te riportato cita il versetto del nostro Santo Corano con "l'incriminata" (attenzione... "incriminata" nell'articolo che apre la discussione, ci tengo a precisarlo.) interpolazione nella traduzione che parla del velo.
Molti fratelli e sorelle a cui avevo chiesto lumi in precedenza mi hanno risposto dicendomi che sia qualcosa discesa dalla Sunna (siccome le mogli del Profeta si dice che lo portassero, allora è giusto portarlo).

Ciò nonostante sono impressionato dalla bella discussione che si è generata. Vorrei tanto essere con voi fratelli e sorelle su un bel tappeto a discutere per ore e ore sorseggiando del té alla menta...


Aspetta fratello Samir, credo tu abbia frainteso!
La prescrizione del velo femminile è un fatto innanzitutto Coranico!

Sura XXIV An-Nur
31. E di' alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.


Poichè l'obbligo del velo è esplicito, ma non sono esplicite le esatte parti che posso rimanere scoperte, vengono utilizzati vari ahadith del Profeta SAWS al fine di chiarire questo punto, che però non può essere aprioristicamente invalidato da alcun che, in quanto presente in primis sul Corano stesso.


P.S. Il tè è alla menta fresca è una delizia, ma un buon caffè turco in tazzina araba decorata è insuperabile! : )
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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Lun Ago 24, 2009 3:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti


Sorella, il punto della discussione è proprio questo. Nel testo arabo originale, come discusso nell'articolo, si parla di "porre una copertura sul petto" e l'autore dell'articolo sostiene che "lasciar scendere il velo sul petto" sia un'interpolazione dovuta alla traduzione.
Stesso discorso per la pessima traduzione "ornamenti" che, come sappiamo, sono in italiano oggetti usati per abbellire, mentre pare chiaro che nel Sacto testo ci si riferisca alle parti di una donna che possono suscitare interesse sessuale nell'uomo. Ciò si evince dal riferimento successivo, dove si fa eccezione ai fanciulli estranei alla famiglia che non abbiamo ancora sviluppato curiosità sessuali e anche dalla parte finale anch'essa malamente tradotta, del non battere i piedi per non mostrare gli ornamenti. E' ovvio che in arabo ci si riferisca a adottare una camminata che non metta in risalto tali parti (non dico la parola italiana che avete già capito, ma diciamo che si parla della camminata che tutti possiamo vedere in giro praticata da ragazze con tacchi vertiginosi), ugualmente battere i piedi vuol dire anche saltellare cosa che in ragazze dal seno abbondante ne provoca un movimento volgare che poco si addice alla dignità di una donna musulmana.
Alla luce di ciò "ornamenti" è una metonimia per indicare le zone dove alcuni ornamenti possono essere posti... tradurre, diceva Eco, vuol dire "dire 'quasi' la stessa cosa". Essendo il Santo Corano scritto in Arabo, ovviamente i non-madrelingua risultano svantaggiati nell'esegesi dello stesso.

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MessaggioInviato: Lun Ago 24, 2009 3:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Mar Dic 22, 2009 12:50 am, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Ven Set 25, 2009 8:31 pm    Oggetto: Re: Ancora sull'hijab Rispondi citando

AsSalamu `alaykum wa RahmatuLlahi wa BarakatuHu.

1. I "Qur'an only" (una setta di recentissima nascita, che rigettano la Sunnah e pretendono di rifarsi solo al Corano) sono kuffar fuori dall'Islam.

2. La questione dell'"hijab" è stata sufficientemente ed unanimemente chiarita: è fard di fronte ad estranei (non-mahram) dell'altro sesso (i dettagli in numerosi altri post), e non c'è alcuna ragione per "rileggere le fonti", a meno che non si voglia in realtà "adattare" l'Islam a ciò che Islam non è.

Cosa si cela sotto queste "riletture" dei "Qur'an only"? Ripropongo una mia risposta su un altro forum:

Why is it that only after 14 centuries from the revelation of the Qur'an, this Qur'an-only group emerged?

The Muslim Ummah - starting with the Sahabah (ra) themselves - had been mistaked for 14 centuries, and now some "Qur'an only" reformist came and understood properly the Din like no-one before?!

The Sahabah (ra) hadn't understood your point?
The Tabi`in (ra) hadn't understood your point?
The Taba` tabi`in (ra) hadn't understood your point?
The `Ulama' (ra) for 14 centuries hadn't understood your point?

And coincidentially, this "Qur'an only" group was born in the modern West, to get rid of "uncomfortable" ahadith (lapidation, executions, apostacy) which doesn't taste good to western hypocrite palates.

"Well done", you have pleased the kuffar.
Insha'Allah we will keep pleasing our Creator in the same way of our predecessors, the same way He himself commanded us to.


3. Atteggiarsi ad "intellettuali" e "pensatori" che discettano di giurisprudenza come fossero umane filosofie o profane ideologie, non è che massima dimostrazione di completa ignoranza di come funzionino e cosa siano la giurisprudenza e la dottrina islamica, che non si basano sulla "lettura" di libri e articoli, né su narcisisti "dibattiti" pseudo-intellettuali, ma sull'`Ilm (conoscenza, sapienza), sulla Barakah ("benedizioni"), sulla Taqwa (timor di Dio), sul Nur (come tradurre Nur..) e sull'Hidayah, la guida di Allah.

Certe interminabili "discussioni" su punti estremamente chiari ed indiscussi del credo e della giurisprudenza, certi tentativi di "esplorare" direttamente le fonti senza alcuna bussola né conoscenza, verrebbero tagliate alla radice se solo ci si riferisse agli `ulama', che hanno ereditato direttamente dal Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) la conoscenza del Din, e difatti il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) ha detto che "i sapienti sono gli eredi dei Profeti".

Perchè "re-inventare la ruota", quando abbiamo a portata di mano veicoli estremamente rifiniti e raffinati?

Ayesha ha scritto:
Mi intrometto solo perchè questa è stata la stessa domanda che ho posto io stessa tempo fa (che non sono nessuno e la mia conoscenza è pari a zero) e che ero, per mia ignoranza della lingua araba, andata a cercare la parola higab e notandone l'assenza nell'aya in questione. Anche se io l'avevo posta non per dire di mettere o meno l'higab, ma perchè era stata usata una parola piuttosto che un'altra.


In particolare nel mondo arabo contemporaneo (quindi, non in altre zone del mondo islamico, né nel mondo arabo di altre epoche), l'uso di un foulard sulla testa, "staccato" e "a parte" dal resto degli altri abiti indossati, nel modo che vediamo spesso adottato da molte donne musulmane dei nostri giorni (mentre tradizionalmente si riscontrano anche grossi mantelli, o lunghe vesti uniche dalla testa ai piedi o alla vita, etc. etc.), viene chiamato "hijab". Ma esso non è l'unico modo.

Il fatto che nel Corano non sia presente questo preciso termine che oggi usiamo con questo determinato significato, non significa che l'ordine di coprire il capo (e non solo) non sia presente nel Corano: al contrario, ciò è presente, ma vengono utilizzati altri termini (come khimar), il cui significato (oltre che la stessa comprensione dei Sahabah -Iddio sia soddisfatto di tutti loro- che sono le persone che hanno "ricevuto" il Corano tramite la spiegazione del Messaggero di Allah -Pace e Benedizioni su di lui) non lascia dubbi né spazio a "riletture" interessate né a tentativi di modificare o by-passare ordini chiari, espliciti e mai messi in discussione fino al contatto con il colonialismo europeo e le conseguenti spinte degli imperialisti europei per "modernizzare" ed "occidentalizzare" le società musulmane.

habgra ha scritto:
Grazie per l'indicazione del sito in inglese che riguarda le proprietà matematiche presenti nel Corano. In pratica, così come già si conosceva una lettura codificata dei testi biblici, un ricercatore, Rashid Khalifa, ha applicato ad antichi studi la tecnologia moderna scoprendo incredibili connessioni tra lettere e numeri nel Corano e ha scritto 6 libri sull'argomento. Questo Khalifa è morto assassinato nel 1990. Mi chiedevo se qualcuno ne sapesse di più su questo personaggio, oltre al fatto che non era ben visto perchè la sua lettura del testo rivelato portasse alla conclusione che tutto il resto, ossia quanto è scritto nei libri della Sunnah, fosse privo di attendibilità e talvolta anche in contraddizione con il Sacro Corano? E come mai non si parla tanto delle sue scoperte, c'è stata qualche smentita o è per le conseguenze dottrinali del suo pensiero?
E comunque: Subhana Allah!


Rashad Khalifa è uscito dall'Islam fino al punto di dichiararsi un nuovo "profeta" ('a`udhubiLlah!) e fondare una nuova setta di kuffar, e ad iniziare la fitna dei "Qur'an only".

AbdalKhaliq ha scritto:
Alla luce di quanto riportato dal fratello Samir al Dhaki, mi piacerebbe comunque capire se l'obbligo del velo sulla testa viene dal Corano o dalla Sunna.


L'hijab è fard [obbligo religioso] per ogni donna che sia vicina o abbia raggiunto e superato l'età della pubertà.

"Hijab" significa barriera o tenda. Nella Shari`ah tale termine indica il coprirsi completamente dalla vista di un non-mahram (un uomo con cui è permesso il matrimonio).

Nel Santo Corano si dice:

وليضربن بخمرهن علي جيوبهن

"Esse devono lasciar scendere i loro veli sui loro petto" - (an-Nur, XXIV, 31).

Il termine khummr significa "velo", e "velo" significa un pezzo di vestito, che copre il volto. (Al-Mawrid)

In un altro versetto Allah ha detto:

"يايها النبي قل للازواجك وبناتك ونساء المؤمنين يدنين عليهن من جلابيه"

"O Profeta dì alle tue mogli e alle tue figlie ed alle donne credenti di coprirsi con delle "Jilbab".

Il Jilbab è la coperta esterna o mantello: al tempo del Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) questa coperta era talmente larga che poteva facilmente coprire due donne. Le donne erano solite indossarla in maniera tale che non rivelasse le loro forme.

Ibn Abbas (Iddio sia soddisfatto di lui) ha detto che il termine "jilbab" significa che una donna dovrebbe esserne avvolta, dalla testa ai piedi, e che il suo viso fino al naso dovrebbe venire coperto, lasciando solo gli occhi scoperti per poter vedere la strada.

[Mufti Mohammed Tosir Miah - Darul Ifta Birmingham -

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]

Samir al Dhaki ha scritto:
Citazione:
di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti


Sorella, il punto della discussione è proprio questo. Nel testo arabo originale, come discusso nell'articolo, si parla di "porre una copertura sul petto" e l'autore dell'articolo sostiene che "lasciar scendere il velo sul petto" sia un'interpolazione dovuta alla traduzione.
Stesso discorso per la pessima traduzione "ornamenti" che, come sappiamo, sono in italiano oggetti usati per abbellire, mentre pare chiaro che nel Sacto testo ci si riferisca alle parti di una donna che possono suscitare interesse sessuale nell'uomo. Ciò si evince dal riferimento successivo, dove si fa eccezione ai fanciulli estranei alla famiglia che non abbiamo ancora sviluppato curiosità sessuali e anche dalla parte finale anch'essa malamente tradotta, del non battere i piedi per non mostrare gli ornamenti. E' ovvio che in arabo ci si riferisca a adottare una camminata che non metta in risalto tali parti (non dico la parola italiana che avete già capito, ma diciamo che si parla della camminata che tutti possiamo vedere in giro praticata da ragazze con tacchi vertiginosi), ugualmente battere i piedi vuol dire anche saltellare cosa che in ragazze dal seno abbondante ne provoca un movimento volgare che poco si addice alla dignità di una donna musulmana.
Alla luce di ciò "ornamenti" è una metonimia per indicare le zone dove alcuni ornamenti possono essere posti... tradurre, diceva Eco, vuol dire "dire 'quasi' la stessa cosa". Essendo il Santo Corano scritto in Arabo, ovviamente i non-madrelingua risultano svantaggiati nell'esegesi dello stesso.


Gentile Samir, perchè - invece di fantasticare tendenziosamente su una traduzione dei significati del Corano, non vediamo direttamente come i Compagni del Profeta (Iddio sia soddisfatto di tutti loro, che sono coloro i quali in prima persona sono stati testimoni della rivelazione del Corano) hanno compreso questo versetto?
E come di conseguenza gli `ulama' hanno riportato la comprensione dei Sahabah (Iddio sia soddisfatto di tutti loro), etc. etc..
E qui ritorniamo a quanto detto poco sopra: perchè reinventare la ruota?

'umar andrea

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Samir al Dhaki
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MessaggioInviato: Lun Set 28, 2009 12:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

(...)

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MessaggioInviato: Lun Set 28, 2009 2:34 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Samir al Dhaki ha scritto:
Per il resto questo genere di accuse non possono che inorgoglirmi, sono in buona compagnia con tantissimi grandi musulmani del passato.


Per piacere, almeno non infanghiamo il nome dei musulmani del passato per coprire il nostro vittimismo...

Se parli di personalità com Ibn Arabi o Rumi, rahimuLlah, non oso immaginare cosa avrebbero fatto ad uno di questi kuffar coranisti.

Anzitutto i musulmani pii e sapienti del passato prima di dire una sola parola sull'Islam studiavano anni se non decenni, sapevano l'arabo classcio, le scienze del tafsir, del fiqh e del tasawwuf a fondo e non erano filosofi o mistici della prima ora...

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((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
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MessaggioInviato: Mar Set 29, 2009 9:17 am    Oggetto: Rispondi citando

Il "fango" ha già chiesto la rimozione del suo account da questo forum... attendo che un admin mi assista in questa mia richiesta. Grazie.

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MessaggioInviato: Mar Set 29, 2009 9:47 am    Oggetto: Re: Corano: ancora sull'hijab Rispondi citando

Talib ha scritto:
habgra ha scritto:
Grazie per l'indicazione del sito in inglese che riguarda le proprietà matematiche presenti nel Corano. In pratica, così come già si conosceva una lettura codificata dei testi biblici, un ricercatore, Rashid Khalifa, ha applicato ad antichi studi la tecnologia moderna scoprendo incredibili connessioni tra lettere e numeri nel Corano e ha scritto 6 libri sull'argomento. Questo Khalifa è morto assassinato nel 1990. Mi chiedevo se qualcuno ne sapesse di più su questo personaggio, oltre al fatto che non era ben visto perchè la sua lettura del testo rivelato portasse alla conclusione che tutto il resto, ossia quanto è scritto nei libri della Sunnah, fosse privo di attendibilità e talvolta anche in contraddizione con il Sacro Corano? E come mai non si parla tanto delle sue scoperte, c'è stata qualche smentita o è per le conseguenze dottrinali del suo pensiero?
E comunque: Subhana Allah!


Anche Rashad Khalifa era un quraniyyun, e per lui valgono le stesse osservazioni fatte precedentemente.
Quanto al "miracolo numerico del Corano" di cui parlava, se ricordo bene esso era relativo ad una chiave numerica legata al numero 19 (vedi Cor. 74,30, che parla di 19 angeli a guardia dell'Inferno), la quale svelerebbe alcune particolarità nascoste del Libro Sacro. E' sicuramente una tesi affascinante, ma ho letto anche diverse confutazioni altrettanto convincenti.

Piuttosto, è veramente interessante quanto ha osservato il dr. Tariq al-Swaidan in merito al numero delle volte in cui diverse parole sono contenute nel Corano. Ad esempio, la parola "salat" è ripetuta 5 volte, la parola "mese" 12, e la parola "giorno" 365. Ancora più sorprendente, la parola "terra" è ripetuta 13 volte, mentre la parola "mare" 32 volte. Ora, 13+32 = 45, e se consideriamo che: 32/45*100.=71.11111111 %, e che: 13/45*100 = 28.88888889 %, possiamo vedere che il numero delle volte in cui il Corano nomina la terra e il numero di volte in cui nomina il mare corrisponderebbero alla percentuale delle terre emerse del pianeta rispetto alla percentuale della distesa d'acqua (questo è quanto afferma il professore. Magari qualcuno più esperto di me in ambito scientifico può smentire o confermare). Altre interessanti coincidenze sono il numero di volte uguale in cui diverse parole tra di loro correlate vengono citate nel Libro, ad esempio:

Uomo/Donna = 24
Dunya/Akhira =115
Angeli/Demoni = 88
Vita/Morte = 145
Popoli/Profeti = 50
Iblis/"Mi rifugio da Iblis" = 11
Magia/Errore = 60
Elemosina/Benedizione =32
Spirito/Luce =49
Muhammad/Shari'ah = 4

Et cetera.

Dio ha sfidato i miscredenti a scrivere qualcosa di simile al Corano. La scommessa è ancora in piedi dopo 1430 anni, e l'inimitabilità del Sacro Libro è il più grande miracolo a riprova della verità dell'Islam, perchè è un miracolo verificabile da chiunque, in qualsiasi luogo e in qualsiasi tempo ;).

Salam,
Talib.

subhanaLlah!!!!

_________________
Abu Hurayra (Allah si compiaccia di lui) ha detto: Ho sentito il Messaggero di Allah (sallAllahu alayhi wa sallam) dire:

"Evitate ciò che vi ho proibito e fate ciò che vi ho ordinato, come meglio potete. In verità, quanti vi hanno preceduto si sono perduti proprio per le loro troppe domande e per i loro disaccordi con i loro Profeti."
(Riferito da al-Bukhari e Muslim)
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MessaggioInviato: Mar Set 29, 2009 11:32 am    Oggetto: Rispondi citando

Samir al Dhaki ha scritto:
Il "fango" ha già chiesto la rimozione del suo account da questo forum... attendo che un admin mi assista in questa mia richiesta. Grazie.


Non sono d'accordo.

A prescindere dagli accordi o dai disaccordi, qui nessuno (forse solo gli admin) può permettersi di cacciare nessuno.

Anche perché non mi sembra che nessuno sia stato infangato.

Personalmente, anche io mi appoggio a sapienti che non sempre qui vengono ben visti, ad es. Qaradawi o il Centro Europeo per le fatwa (sì, proprio lui, quello in "odore" di essere in combutta con al ikwan al muslimun) oltre ad ammirare ed essere d'accordo su molti argomenti con Tariq Ramadan.

Ditemi se, alla luce di quanto ho detto, posso restare oppure no.
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MessaggioInviato: Mer Ott 14, 2009 11:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:
Samir al Dhaki ha scritto:
Il "fango" ha già chiesto la rimozione del suo account da questo forum... attendo che un admin mi assista in questa mia richiesta. Grazie.


Non sono d'accordo.

A prescindere dagli accordi o dai disaccordi, qui nessuno (forse solo gli admin) può permettersi di cacciare nessuno.

Anche perché non mi sembra che nessuno sia stato infangato.

Personalmente, anche io mi appoggio a sapienti che non sempre qui vengono ben visti, ad es. Qaradawi o il Centro Europeo per le fatwa (sì, proprio lui, quello in "odore" di essere in combutta con al ikwan al muslimun) oltre ad ammirare ed essere d'accordo su molti argomenti con Tariq Ramadan.

Ditemi se, alla luce di quanto ho detto, posso restare oppure no.


Ma qui non si sta obbligando nessuno a pensarla come ''noi''. Sulla dubbia affidabilità di Qaradawi e degli ikhwani si sono scritte pagine e pagine.....se poi uno preferisce seguire Tariq Ramadan degli Ulama....alla fine è libero di scegliere, con le dovute conseguenze (parlo da ex fan di Ramadan, un giorno ho avuto occasione di scambiarci quattro parole).
Insomma fratelli mi lasciate perplesso...
Restare oppure no? Ma stiamo scherzando?.....Io personalmente mi sento preso in giro O.o
AstagfiruLlah per gli errori commessi che provengono da noi, la lode spetta ad Allah per ciò di buono che facciamo.

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 7:59 am    Oggetto: Rispondi citando

[quote="Nass"]
Youssefpaolo ha scritto:
Sulla dubbia affidabilità di Qaradawi e degli ikhwani si sono scritte pagine e pagine.....se poi uno preferisce seguire Tariq Ramadan degli Ulama....alla fine è libero di scegliere, con le dovute conseguenze (parlo da ex fan di Ramadan, un giorno ho avuto occasione di scambiarci quattro parole).


Dubbia o conclamata?

Cioè, è certo che Ramadan e gli ikhwani sono eterodossi, oppure sono fratelli a tutti gli effetti su cui non c'è accordo su alcuni punti?

Sai, ho letto le varie discussioni, e mi è sembrato di capire che si obietti sul metodo da essi utilizzato, ma che non ci sia una chiara dichiarazione di eterodossia.
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 9:04 am    Oggetto: Rispondi citando

Per completezza, la traduzione Bausani sembra indicare come tassativo il velo per i seni oltre che, naturalmente le parti intime, mentre dice di non lasciare "troppo in vista le parti belle tranne quello che fuori appare". Dunque non ornamenti ma parti belle, immagino viso e collo.
A me questa traduzione pare in linea con il consiglio, ma non l'obbligo del velo, in aggiunta ad un abbigliamento sobrio.
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 10:00 am    Oggetto: Rispondi citando

Nass ha scritto:
Dubbia o conclamata?

Cioè, è certo che Ramadan e gli ikhwani sono eterodossi, oppure sono fratelli a tutti gli effetti su cui non c'è accordo su alcuni punti?

Sai, ho letto le varie discussioni, e mi è sembrato di capire che si obietti sul metodo da essi utilizzato, ma che non ci sia una chiara dichiarazione di eterodossia.


Ascolta.
Non si è certamente fatto takfir su di loro, ma ci sono svariati articoli che espongono la loro dubbia preparazione e gli svariati errori a livello dottrinale. Non sono ritenuti fuori dall'Islam, però voglio dire, sai che uno non è così forte ed affidabile in quello che fa e lo vuoi seguire ancora?
E dove sta lo scrupolo di seguire sempre ciò che è più sicuro.
Poi io non sto certo ad insegnarti come fare le tue ricerche, però ci sono troppe cose che non suonano chiare, quindi personalmente, nell'insicurezza, lascio ciò che non è certo per ciò che lo è.
Tariq Ramadan non metto in dubbio sia un fratello molto intelligente. Ma prima di tutto non è un sapiente, e lui stesso lo ribadisce spesso, e secondariamente alcuni discorsi che ho sentito sul modernismo mi han fatto cadere le braccia...

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Citazione:
YUSUF AL-QARADAWI
by GF Haddad - Sha`ban 1428 (August 2007)

The media-savvy "West-appointed Pope of the Muslims" according to the
Syrian scholars, "standard-bearer of corrupt scholarship and guide to
deviancy" according to the Saudis, Azhar-trained Yusuf al-Qaradawi,
although initially a Hanafi, doffed the strictures of the juridical
Schools and adopted the high-exposure pulpits of satellite television
(al-Jazira in Qatar), the Internet (islamonline.com, qaradawi.net), and
mass print (150+ publications) to purvey, unique among televangelists, a
blend of free-wheeling liberation theology, populist jihadism, and
salafism shot through with colloquial Egyptian which keeps TV viewers
East and West spellbound, boggled, delighted, and deluded at the same
time.

Al-Qaradawi struck gold as the foremost vulgarizer of the
"Do-It-Yourself Islam" initiated by the Egyptian-founded Ikhwan
al-Muslimin, of which he is the most influential figure in our times,
though ostensibly unaffiliated. The media scholar par excellence, he
passes among the masses for a mujtahid and reformist thinker, although
the silent majority of the Sunni Ulema refuse him any such title, a
handful of them warning against his blatant distortions of the Law and
irreligious verbiage, while the Wahhabis (al-`Udayni, Sulayman
al-Kharashi, Muqbil al-Wadi`i, `Abd al-Karim Humayd, Salih al-Fawzan,
and Abu Basir al-Tartusi) and the Habashis (Usama al-Sayyid and the
anonymous al-Kawi li-Kabid al-Qaradawi) all wrote books against him.

This survey is based on the directives of our teachers as well as
textual citations from some of the above-mentioned sources. It was
prompted by two needs: the preparation of a second edition of Albani and
His Friends and the need to warn about al-Qaradawi, particularly his
non-madhhabi, anti-Ash`ari, yet supposedly non-Salafi book-imitators
presently hard at work misleading the English-speaking Umma. It
comprises the following sections:

I. Al-Qaradawi's blasphemies
II. His two greatest innovations: misappropriation of zakat and
legalization of carrion
III. "Qutbian Qaradawi" versus "Accommodation Qaradawi"
IV. His praise of Sayyid Qutb, al-Afghani, `Abduh, and Rida
V. His praise of Hizb al-Tahrir
VI. He praises the Ikhwan and defends criminal jihadism
VII. Qaradawi's unrequited "salafism"
VIII. His assimilation of Ash`arism to "Aristotle's doctrine"
IX. His denial that consensus exists
X. Qaradawi's specious fiqh
XI. He permits income from the the sale of alcohol and pork
XII. He permits the consumption of carrion
XIII. He declares celibacy categorically forbidden for all
XIV. His weakness in Hadith
XV. His disparagement of the Ulema
XVI. His propensity for takfir of the Muslims
XVII. His over-the-top laxism toward non-Muslims
XVIII. His Qadarism

I. HIS BLASPHEMIES AGAINST ALLAH MOST HIGH AND THE PROPHETS, upon them
blessings and peace

In one infamous and particularly offensive example of verbiage
al-Qaradawi congratulated Israel on its election results the year
Netanyahu won and quipped that "In our countries we only know 'the four
or five nines' in our election result percentages, such as winning by
99.99%. What is this? If God Himself was running for elections He would
not win such a percentage! So I congratulate Israel for its action."
After this blasphemy, Ibn `Uthaymin issued the fatwa that al-Qaradawi
was an apostate passible of death and called upon him to repent as did
Muqbil al-Wadi`i in his book Iskat al-Kalb al-`Awi fil-Radd `ala Yusuf
al-Qaradawi ("Silencing the Baying Dog: Refutation of Yusuf
al-Qaradawi").

In his book al-Islam wal-Gharb he states, in defense of interfaith
dialogue at any cost: "Allah asked Iblis to dialogue with him!"

He said on al-Jazira TV on September 12, 1999 that the Prophet, upon him
blessings and peace "sometimes made mistakes even in law-giving
matters," citing as an example the hadith where the Prophet, upon him
blessings and peace replied to a questioner: "Yes, every sin of the
shahid is forgiven," after which he called back the questioner and
added, "except debt" Al-Qaradawi called this very proof that the Prophet
never spoke out of whim "a mistake which the Prophet, upon him blessings
and peace made and which Gibril corrected" The rector of al-Azhar
University at the time, Dr. Ahmad `Umar Hashim, excoriated this attack
on the Prophet's, upon him blessings and peace immunity from error in
lawgiving matters in his Jumu`a khutba on October 7, 1999. The
Qur'an-centered doctrine of Ahl al-Sunna on the Sunna's probative
character refutes it as stated by the Azhari savant Dr. `Abd al-Ghani
`Abd al-Khaliq in his Hujjiyyat al-Sunna: "By Consensus.. the Prophet,
upon him blessings and peace is immune (ma`sum) from the deliberate
commission of anything that might compromise his Message. In addition,
the most correct position is that he is also immune from error in that
regard."(1)

On the same evening al-Qaradawi also called our liegelord Musa
"rebellious by nature" (`anid bi-tabi`atihi), a term Allah Most High
applied to the disbelievers saying, {and every rebellious tyrant (kullu
jabbarin `anid) was brought to nought} (14:15). Similarly, in
al-Khasa'is al-`Amma il-Islam (p. 19) he writes that "Adam's
disobedience was caused by weakness and forgetfulness" In al-Sabru
fil-Qur'an al-Karim (p. 110) he writes of our liegelord Yunus, "He
quickly ran out of patience, his chest was constricted, and he left them
in a rage (tha'iran)" In al-Sahwat al-Islamiyya bayn al-Ikhtilaf
al-Mashru` wal-Tafarruq al-Madhmum (p. 30) he says of our liegelord
Harun, "he did not speak out against the greatest shirk and the worship
of the calf so that he would preserve the unity of the ranks" when Allah
Most High Himself said that Harun said he was almost killed for speaking
out {He said: Son of my mother! Lo! the folk did judge me weak and
almost killed me. Oh, make not mine enemies to triumph over me and place
me not among the evil doers!} (7:150), and in another verse He
relates Harun's command to his people to shun false worship and turn to
the Most Merciful: {And Harun indeed had told them beforehand: O my
people! You are but being seduced therewith, for lo! your Lord is the
Beneficent, so follow me and obey my order} (20:90)! The ruling
regarding disrespect for Prophets can be gleaned from the last part of
Qadi `Iyad's al-Shifa.

In the first part of his two-part 1997 essay "Mabadi' Asasiyya Fikriyya
wa-`Amaliyya fil-Taqrib bayn al-Madhahib" reprinted in volume 13 of the
Iranian quarterly Risalat al-Taqrib (p. 143), an inter-School endeavor
which is available online in full at
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al-Qaradawi
mentions the hadith "My Umma shall separate into seventy-three sects"
and states: "This hadith might muddle the unity [of the Umma] which is
incumbant and to which we are exhorted... We have to research this
hadith objectively and neutrally regarding its authenticity and, if
established to be authentic, regarding its probative meaning."(2) What
is most disturbing in these words is al-Qaradawi's positing that, if
proven authentic, the hadith will be a problem for the Umma. Note also
the barbs at the Ulema of Ahl al-Sunna who, al-Qaradawi implies, have
not, heretofore, shown objectivity, neutrality, or knowledge concerning
the authenticity and probative meaning of this hadith

Al-Qaradawi's ignoble view of the Prophet, upon him blessings and peace
shows in the words he used in the following comments he made on a live
broadcast of his program al-Shari`atu wal-Hayat on March 4, 2001: "Allah
did not make the day of his Mawlid a `Id, because his birth was an
ordinary birth The Christ was born without a father and so there was a
commotion around it, in which the Qur'an showed interest as it mentioned
it in Surat Maryam and Al `Imran. As for the birth of Muhammad, it was
the birth of an ordinary orphaned child (kana mawlid tifl yatim `adi).
This is why the story of his birth was never mentioned in the Qur'an
anywhere, contrary to its mention of the Emigration, the Night Journey
and Ascent, the battles, and those things"

The very next month he contradicted himself regarding the Mawlid and
said: "We all know that the Companions of the Prophet , did not
celebrate the Prophet's birthday, Hijrah or the Battle of Badr, because
they witnessed such events during the lifetime of the Prophet who
always remained in their hearts and minds... However, the following
generations began to forget such a glorious history and its
significance. So such celebrations were held as a means of reviving
great events and the values that we can learn from them. Unfortunately,
such celebrations include some innovations when they should actually be
made to remind people of the Prophet's life and his call. Actually,
celebrating the Prophet's birthday means celebrating the birth of Islam.
Such an occasion is meant to remind people of how the Prophet lived...
We need all these lessons and such celebrations are a revival of these
lessons and values I think that these celebrations, if done in the
proper way, will serve a great purpose, getting Muslims closer to the
teachings of Islam and to the Prophet's Sunnah and life."(3)

II. HIS TWO GREATEST INNOVATIONS: MISAPPROPRIATION OF ZAKAT AND
LEGALIZATION OF CARRION

Al-Qaradawi prefaced the work that launched him and his most successful
book worldwide, al-Halal wal-Haram fil-Islam ("The Lawful and the
Prohibited in Islam", first English edition 1994), with an espousal of
la-madhhabiyya that is both pompous and tendentious: "I did not consent
that my mind should imitate a specific School in all the issues and
questions, right or wrong." In practicality, like countless modern
pseudo-mujtahids before and after him, al-Qaradawi is only positioning
himself to imitate anything whenever it suits him even the most
aberrant, obscure, strange and unusual excursus he can find
in a
living or defunct School, or on the lips of a scholar with or without
chain of transmission. Thanks to this non-method posing as independent
scholarship, he was able to successfully purvey to the Umma two of his
most Law-destructive fatwas to date: the redefinition of the verse on
the categories of zakat recipients and the redefinition of what
constitutes carrion.

In 1994 in a pamphlet distributed in the US by the American-based Muslim
Arab Youth Association (MAYA) and in subsequent publications,
al-Qaradawi gave a deviant interpretation of the Qur'anic zakat category
{wa-fi sabilillah} (9:60) allowing for zakat monies from Muslims in the
West to be spent "for any act of charity" (`amal khayri)" including
"thought, culture, education, and awareness campaigns" as well as
building mosques, schools, cultural centers, hospitals, and other
projects such as student financial aid, "whatever qualifies as Islamic
jihad,"(4) all of which the Four Schools explicitly excluded both from
eligibility for zakat funds generally speaking, and from the meaning of
{wa-fi sabilillah} specifically as it applies exclusively to military
jihad and those who wage it This fatwa was instrumental in promoting the
Ikhwan al-Muslimin's influence in the West as they are its primary
beneficiaries, specifically MAYA, which al-Qaradawi actually named
Conversely, since then, the proper categories of recipiency for zakat
were deprived in the same proportion if not more because communities, as
a result, have rested on this new, fluid understanding of {fi
sabilillah} to reorient themselves toward the funding of mosque
buildings and all sorts of "Islamic projects" including "da`wa" at the
exclusion, in practical terms, of supporting the people and causes Allah
Most High commanded to support

He also reinterpreted the zakat category of "new Muslims"
(al-mu'allafatu qulubuhum) to include all da`wa projects by analogy with
missionaries: "It is possible that that portion be spent, in our times,
for Islamic missionarism (al-tabshir bil-islam) as do those who oppose
the Muslims."(5)

III. QUTBIAN QARADAWI VERSUS ACCOMMODATION QARADAWI

Al-Qaradawi's lingering success in Europe and Australia (while he was
banned from entry to the US since 1999) is also partly due to a
"post-terror" tactic of the Ikhwan, Hizb al-Tahrir, Muhajirun, and other
modernist offshoots, consisting in hiding the Qutbian face in the West
under the mask of ultra-moderation, inter-faith hobnobbing, and
amorphous flexibility in order to pass for neutral, pacific, modern, and
progressive by Western standards

Accordingly, the Ikhwan-dominated, Dublin-based European Council for
Fatwa and Research which "Accommodation Qaradawi" presides has declared:
"It is obligatory for Muslims to respect the laws of the countries in
which they reside." In July 2006 he clamored that "The Muslim world
needs democracy, it wants democracy." But in the Arab press "Qutbian
Qaradawi" writes: "Some people think they can be Muslims as long as they
perform their worship according to Islamic rules while they fulfill
worldly duties according to another method which they did not receive
from Allah but from another god who legislates for them, over their
daily life, all that Allah did not allow."(6)

IV. HIS PRAISE OF SAYYID QUTB, AL-AFGHANI, `ABDUH, AND RIDA

In his book al-Sahwat al-Islamiyya wa-Humum al-Watan al-`Arabi Qutbian
Qaradawi praises the ex-Marxist journalist Sayyid Qutb turned
neo-Kharijite, undoubtedly the foremost apostatizer of Muslims in the
20th century (Qutb considered humanity apostate one and all, the Muslim
Umma no longer existed, and the tawhid of present-day Muslims
meaningless)(7) and rationalist of mass revolutionary violence in the
name of religion,(8) as "the great man of letters, Islamic missionary,
and shahid who sacrificed his life on behalf of his thought" Qutb called
the Prophet Musa "the archetype of the impulsive leader who has a
hotheaded personality, let us leave him there and meet him again ten
years later, has he become a calm, soft-spoken person? Not at all,"
accuses the Prophet Yusuf of almost faltering before the King's wife,
and accuses Ibrahim, upon our Prophet and all of them blessings and
peace, of literally mistaking the stars, moon and sun for his gods(9).
Like Qutb, the foremost Lebanese Ikhwan ideologue Fathi Yakan
unambiguously says in his book Kayfa Nad`u ila al-Islam: "Today the
entire world witnesses apostasy from belief in Allah, and unprecedented
collective and global kufr." His countryman Faysal Mawlawi (vice
president of the European Fatwa Council) states the same.(10)

Qaradawi also considers Qutb a mujtahid, and in his Sahwa as well as in
Thaqafat al-Da`iya and al-Thaqafat al-`Arabiyya al-Islamiyya he
expresses his admiration for al-Afghani, Muhammad `Abduh, and Rashid
Rida whom he calls a mujaddid, and his followers in our time "Mujaddid
'Salafis' without question"! This is the same Darwinist Rida who in his
Tafsir al-Manar bowdlerized the angels as consisting in "natural forces"
while the jinn in his view are "microbes," allowed the consumption of
pork as long as it is "sufficiently boiled, and thus purified," and
dismissed the Prophetic hadith of the sun's prostration before the
Throne, narrated from Abu Dharr by al-Bukhari and Muslim with the
words: "Prophets do not know these sciences" His own contemporaries such
as Yusuf al-Dijwi, al-Kawthari, and Yusuf al-Nabhani all denounced him
and his teachers as dangerous innovators or worse.

V. HIS PRAISE OF HIZB AL-TAHRIR

In the Sahwa al-Qaradawi also praises the power-hungry Hizb al-Tahrir
movement, who consider the entire world dar al-kufr, call the scholars
"priests," and misconstrue the hadiths in which the Prophet, upon him
blessings and peace spoke about those who rebel against the caliph, to
mean all the bay`a-less Muslims in our times (as does the Murabitun sect
of Abdulqadir al-Sufi). The Tahrir founder Taqi al-Din al-Nabhani was an
overt Mu`tazili who stated in his books al-Shakhsiyya al-Islamiyya and
Nizam al-Islam that "human acts are not part of qada' but are a matter
of human free will" and that "guidance and misguidance are from the acts
of creatures and not from Allah." Al-Qaradawi also criticizes Hizb
al-Tahrir for virtually considering this Taqi al-Din infallible,
although he shares his Qadari doctrine as we see below.

VI. HE PRAISES THE IKHWAN AND DEFENDS CRIMINAL JIHADISM

Qaradawi in the Sahwa also praises the Ikhwan al-Muslimin and "the jihad
movement," among whom he includes the lawless Algerian Islamists whose
acts al-Buti in his book Jihad in Islam denounced as the antithesis of
jihad, although Accommodation Qaradawi acknowledges they are "Kharijites
or worse" in his book on extremism, Zahirat al-Ghuluw fil-Takfir, but
also says they acted "out of sincere concern for the Religion!" Then, in
Shari`at al-Islam Qutbian Qaradawi defends the Khawarij as "an
opposition which `Ali ibn Abi Talib accepted as legitimate" (on the
grounds that our liegelord `Ali did not declare them apostate, however,
he certainly considered them the "very worst of the Umma" just as the
Prophet, upon him blessings and peace had named them).

In al-Thaqafat al-`Arabiyya al-Islamiyya, Qutbian Qaradawi blasts the
control of mosque preaching and teaching in Arab countries by Muslim
Awqaf ministries and their ostracizing of agitators (al-`anasir
al-mutaharrika al-muharrika), and he predicts that "in that case, the
entire Umma will then become a 'Jama`a Islamiyya!" By the latter is
meant no other than the Ikhwan al-Muslimin themselves, represented in
Lebanon by Fathi Yakan and general secretary Faysal Mawlawi who wrote
that it was forbidden for a Muslim to be a civil judge, but permissible
for Ikhwanis to accept haram money on the basis that "illicitness is
non-transferable" (al-haram la yatajawazu dhimmatayn), which the Ikhwan
deliberately misconstrue to claim that what is illicit for the giver is
licit for the receiver.(11) In reality, if the receiver is aware that
the giver's income income is tainted then it is illicit for both
indifferently, likewise for whoever else is made aware.

VII. QARADAWI'S UNREQUITED "SALAFISM"

Al-Qaradawi's publisher, al-Maktab al-Islami's Zuhayr al-Shawish, asked
his sometime friend al-Albani to document the hadiths mentioned in
al-Halal wal-Haram, which al-Albani proceeded to do in a book entitled
Ghayat al-Maram fi Takhrij Ahadith al-Halal wal-Haram which al-Maktab
al-Islami published and in which Albani restrains his tongue
considerably against al-Qaradawi, whom he calls "the distinguished
doctor" even as he points out his "glaring errors" Then al-Shawish
rewrote a thoroughly abridged and bowdlerized version of Albani's
documentation and, in a typical Mideast publisher coup, put it in the
footnotes of his reprint of al-Qaradawi's bestseller with al-Albani's
name on the cover as the muhaqqiq and al-Qaradawi's clever encomium of
al-Albani as "the great Muhaddith" in the introduction. The book made a
killing but Albani went on record as saying: "I did not write a single
letter of that supposed tahqiq of mine!"

In a recorded lesson, al-Albani warns against al-Qaradawi's "very
dangerous anti-Shari`a fatwa philosophy which consists in making the
haram halal by saying 'there is no categorical text on prohibition'....
whereas the Consensus of the Ulema is that legal rulings are not
necessarily based on categorical texts since they said (and among
them al-Qaradawi himself) that the proofs are the Book, the
Sunna, Consensus, and Analogy.... But he came up with this tune, 'there
is no categorical text on it,' to rid himself [of strictures] and permit
many legal rulings For example, the Messenger, upon him blessings and
peace says: 'Allah Most High curses the profiteer from usury, its agent,
its scribe, and its two witnesses,' so it is not ever permissible for a
Muslim to profit from illicit money on the basis that he is not
consuming usury [a reference to al-Qaradawi's allowance of income and
donations from the sale of alcohol and pork, the Ikhwan's allowance of
donations from prohibited income, and the European Council for Fatwa and
Research's allowance of donations from bank interest to Islamic
centers]. As for the building of mosques from usurious funds, he is
refuted by the Prophetic hadith: 'Truly, Allah is pure and He accepts
only the pure.' These hadiths all refute al-Qaradawi and his likes."(12)

The Saudi Wahhabi Salih al-Fawzan wrote a book against al-Halal
wal-Haram while al-Albani wrote several on or against al-Qaradawi, among
them documentations of the hadiths mentioned in al-Halal wal-Haram and
others, Hukm al-Islam fil-Taswir ("Islam's position regarding
photography") against al-Qaradawi's stance that photography and pictures
were indifferently lawful, and Tahrim Alat al-Tarab against
al-Qaradawi's opinion of the lawfulness of instrumental and vocal music
in al-Islam wal-Fann, which was also refuted by another Wahhabi, `Abd
al-Karim al-`Ubayd in his book al-Haqq al-Damigh lil-Da`awi fi Dahdi
Maza`im al-Qaradawi.

VIII. HIS ASSIMILATION OF ASH`ARISM TO "ARISTOTLE'S DOCTRINE"

Although al-Qaradawi wrote a book on Imam al-Ghazzali and often quotes
his Ihya' as well as clobbers "Salafis" with the Ash`ari School as a
whole ("The entire Umma is Ash`ari even if it displeases our 'Salafi'
brothers") in his biography of his teacher the contemporary Muhammad
al-Ghazali, nevertheless, against all reason, he describes Ash`ari
doctrine as "Aristotle's doctrine" and embraces several positions that
reek of modern "Salafism" such as calling the donation of the Fatiha to
the deceased an innovation (although it is a desirable act according to
all Four Schools to donate Qur'an recitation to the dead) and suggesting
that the derivation of blessings through persons, sites, or relics
(tabarruk) is shirk, although the Companions themselves practiced it in
the very presence of the Prophet, upon him blessings and peace!

In al-Iman wal-Hayat, al-Qaradawi gives the most astounding display of
compound ignorance of Islamic doctrine when he writes: "Aristotle's God
has no connection to this world and no care for it He does not even
dispose of a single matter in it because He does not know what takes
place in it such as what enters the earth or comes out of it or what
descends from the heavewn or ascends up to it All that Aristotle and his
followers say about the Deity is that 'he is neither a substance (laysa
bi-jawhar) nor an accident (wa-la `arad), He has no beginning and no
end, He is neither a compound (murakkab) nor part of a compound (juz'
min murakkab), He is neither inside the world nor outside of it, and He
is neither connected to it nor disconnected from it' All these negations
do not represent an existent God Who is supplicated and feared, and they
do not tie people to their Lord with an unbreakable bond set up on
vigilance, godwariness, trust, reliance, humility and love! This God
isolated from the existent world, Whom Greek thought knows and from
which was transposed to modern Western thought, is unknown to Islam."

To the contrary, our liegelord `Ali ibn Abi Talib said to the Jews who
asked him about the nature of Allah Most High and "His description":
"How can even the most eloquent tongues describe Him Who did not exist
among things so that He could be said to be 'separate from them'
(ba'in)? Rather, He is described without modality, and He is {nearer to
[man] than his jugular vein} (50:16)."(13)

Furthermore, Imam Abu Ja`far al-Tabari wrote in his Tafsir: "Allah
Almighty was, before He created things, in contact with nothing and
separate from nothing. Then He created things and brought them into
existence through His power, remaining exactly as He ever was before He
created things, in contact with nothing, separate (ba'in) from
nothing."(14)

Al-Bayhaqi reports the Ash`ari position on the issue from Ibn Mahdi
al-Tabari: The Pre-eternal One (al-Qadim) is elevated over His Throne
but neither sitting on (qa`id) nor standing on (qa'im) nor in contact
with (mumass), nor separate from (mubayin) the Throne - meaning
separate in His Essence in the sense of physical separation or distance.
For 'contact' and its opposite 'separation,' 'standing' and its opposite
'sitting' are all the characteristics of bodies (ajsam), whereas {Allah
is One, Everlasting, neither begetting nor begotten, and there is none
like Him} (112:1-4). Therefore what is allowed for bodies is
impermissible for Him."(15)

Furthermore, Imam al-Ghazzali said in his doctrine: "Allah is not a body
possessing form, nor a substance restricted and limited, He does not
resemble bodies either in limitation or in accepting division, He is not
a substance and substances do not reside in Him; He is not a quality of
substance, nor does a quality of substance occur in Him. Rather, He
resembles no existent and no existent resembles Him. Nothing is like Him
and He is not like anything. Measure does not bind Him and boundaries do
not contain Him. Directions do not surround Him and neither the earth
nor the heavens are on different sides of Him. He established Himself
over the Throne in the sense which He said and the meaning which He
willed - in a state of Transcendence that is removed from touch,
settledness, fixity of location, stability, indwelling, and movement The
Throne does not support Him, but the Throne and those who carry it are
supported by the Subtleness of His Power and are subdued by His grip. He
is above the Throne and the Heavens and above everything to the limits
of the earth with an aboveness which does not bring Him nearer to the
Throne and the Heavens, just as it does not make Him further from the
earth Rather, He is Highly Exalted above the Throne and the Heavens,
just as He is Highly Exalted above the earth Nevertheless, He is near to
every entity and is {nearer to [man] than his jugular vein} and He
witnesses everything(16) since His nearness does not resemble the
nearness of bodies, just as His Essence does not resemble the essence of
bodies."(17)

IX. HIS DENIAL THAT CONSENSUS EXISTS

In one of his television broadcasts al-Qaradawi rejected the notion of
Consensus with the words: "There is no ijma`. Ibn al-Qayyim narrated
from Ahmad the denial of ijma`." In his book Shari`at al-Islam he has a
chapter entitled "The claim of Consensus when there is no Consensus" in
which he says: "Among the legal rulings there are those rulings which
are supported by Consensus, but when we go back to the sayings of the
Salaf or their books which address juristic variance and the positions
of the Schools, we find that this ijma` is a figment of the imagination.
This is why the two Imams al-Shafi`i and Ahmad disapproved of claiming
much ijma` and they restricted it, al-Shafi`i confining it to the
religious matters which are known with certitude such as zuhr being four
rak`as and the like."

The denial of Consensus is a Mu`tazili principle and the claim that Imam
al-Shafi`i or Imam Ahmad denied the existence of Consensus is a
corruption of their specific statement that "if no objection is known,
it does not amount to a consensus, and whoever claims consensus [in such
a case] is lying," particularly that claimed by non-Sunnis such as Bishr
al-Marrisi and al-Asamm.(18) Among the affirmations of consensus related
from al-Shafi`i and Ahmad:

- "{And when the Quran is recited, give ear to it and pay heed, that you
may obtain mercy} (7:204). Ahmad said: 'People [i.e. the Scholars of
clout] agree by consensus (ajma`a al-nas) that this verse concerns the
prayer.'"(19)

- "Ahmad said.. 'the Muslims agree by consensus (ajma`a al-muslimun)
without objection that whenever they see earthquakes and torrential
rains they say: This is the qudra of Allah Most High.'"(20)

- Imam Ahmad said: "Ihram from the starting-points (al-mawaqit) is
better as it is the agreed-upon Sunna by Consensus."(21)

- In his letter to Muhammad ibn Musarhad al-Basri Imam Ahmad states:
"The scholars we met all agree by Consensus..."(22)

- Concerning the hadith that the Messenger of Allah, upon him blessings
and peace forbade the usurious rollover of debt to a new term (naha `an
bay` al-kali' bil-kali') Imam Ahmad said: "Nothing sound is related to
this effect, however, the consensus of the people is that it is
impermissible to sell a debt for a debt."(23) Similarly he made
Consensus the decisive factor in putting into practice the hadith "Arabs
among themselves and clients (mawali) among themselves are all adequate
marriage matches (akfa') except a weaver (ha'ik) and a cupper (hajjam)."
When it was objected that the himself had weakened it he simply replied:
"Al-`amalu `alayh."(24)

- In reply to the question which Companion should be followed if there
is variance among their opinions on a single issue, al-Shafi`i said:
"One of them can be followed if I do not find a Qur'anic proof, nor a
Sunna, nor Consensus, nor anything tantamount to the above, or inferable
by analogy."(25)

- Al-Shafi`i said: "People agree by Consensus (ajma`a al-nas) that
whoever is sure of a sunna as coming from the Messenger of Allah, upon
him blessings and peace, he has no option to leave it in exchange for
anyone's saying."(26)

- Concerning Abu Hanifa's ruling that a Muslim be executed for the death
of a disbeliever: "Al-Shafi`i said there is consensus to the opposite of
the position of the Hanafis."(27)

- "Al-Shafi`i reported that there was Consensus to the fact that the
ruler's decision does not make the haram halal."(28)

- Al-Shafi`i said: "The Ulema agree by Consensus that Allah Most High
will not inflict punishment over a matter concerning which there was
disagreement."(29) "I hear no one saying other than that the repudiation
made Law by Allah is the man's statement to his wife: 'You are to me
like my mother's back.' Thus did it come to us from the past scholars;
and there is no disagreement among their unanimity that whoever says
this to his wife is repudiating her and he must be so considered by the
Law."(30)

- Al-Shafi`i also cited consensus on the fact that if someone buys fruit
that is sprouting, the seller is obligated to leave it on its stalks
until the time to clip it whether the buyer stipulates it or not.(31)

- In his Risala al-Shafi`i declares numerous additional rulings of
consensus: on the fact that the political imam of the Muslims is one,
the caliph is one, the emir is one, and the qadi is one (§1154); on the
invalidity of the prayer of someone in a major state of impurity; on the
lack of blood money and "compensation for wounds inflicted" against
someone who mutilates the dead (§1643); blood money for manslaughter of
a free Muslim by a Muslim as 100 camels payable by the culprit's clan
(§1536); and that these camels be of specific ages and paid in
installments of three thirds over three years (§1536); but, for
deliberate murder or despoliation, payable by the individual (§1538)
while the clan must furnish up to one third of the blood money for
wounds up to murder (§1539), and from one third or more for manslaughter
(§1548).(32) He mentions consensus in additional issues as well.

The denial of Consensus typifies modernist la-madhhabis and stems from
two lusts: the itch to speak despite ignorance and the itch to break the
strictures of the Law and make halal every haram possible. Thus, in his
never-ending quest for the oddest, most bizarre, and most immoral fatwa,
al-Qaradawi is even on record as allowing income from the proceeds of
usury and gambling, and he has the gall to attribute this to al-Hasan
and Ibn Sirin,(33) and he specifies that one or two percent of interest
is allowed as long as it is called "administrative fees" (khadamat
idariyya).(34)

X. QARADAWI'S SPECIOUS FIQH

Dr. Nur al-Din `Itr narrated respectively in his class and in a private
communication to this author that al-Qaradawi once caused consternation
in Turkey during a stay when he shortened prayers for forty consecutive
days in full knowledge that he would reside in that place for that
length of time, and that Dr. Abu al-Hasan al-Nadwi would warn his
students prior to visits by al-Qaradawi to India: "Take his da`wa skills
but steer clear of his fiqh," although they paid each other courtesies
in their respective books

Among the examples of al-Qaradawi's newfangled understanding of fiqh and
hadith:

Qutbian Qaradawi said: "I requested the Emir of Qatar to wash his hands
seven times, one of them with earth, after he shook hands with [Israeli
minister] Peres"(35) (a ludicrous ruling), while Accommodation Qaradawi
claimed that the Prophet, upon him blessings and peace stood up for the
funeral bier of a Jew out of respect for the latter.(36) However, the
Prophet, upon him blessings and peace himself added: "You are not
getting up for the funeral bier but you are only getting up for him who
seizes the souls," meaning the angel of death, as narrated in Ahmad,
`Abd ibn Humayd, Ibn Hibban, al-Hakim, al-Bayhaqi, and elsewhere.
Qutbian Qaradawi forbade Muslims from getting up for the Messenger of
Allah, upon him blessings and peace.(37)

Accommodation Qaradawi urged the Taliban not to destroy the Buddha
statues in Afghanistan in 2001. Upon meeting with leaders from the
Taliban, Qutbian Qaradawi reversed this position and condoned the act of
the destruction of the statues although averring that the Taliban "were
living in the past."(38)

Accommodation Qaradawi said that jihad was purely and exclusively
defensive, adducing that this was the position of "the likes of Shaykh
Abu Zahra, Shaykh Rashid Rida, Shaykh Mahmud Shaltut, Shaykh `Abd Allah
Daraz, and Shaykh Muhammad al-Ghazali.(39) He abolished the jizya on the
grounds that equal military service for both Christians and Muslims
renders it moot,(40) called the Copts of Egypt who were killed in the
Israeli wars "shuhada'"(41) and said "our enmity with Israel is because
of land, not religion,"(42) considers lapidation (rajm) not a hadd or
fixed penalty which must be applied upon conviction (as per the
Consensus reported by Ibn Hazm and Ibn `Abidin among others) but a
ta`zir or discretionary penalty which is up to the Muslim ruler to apply
or abolish,(43) called for blood donations for the survivors of
September 11, and in al-Islam wal-Gharb protested vehemently, in reply
to an American periodical, that "There is leeway, in life, for more than
one religion.... the diversity of religions is for the welfare of
humankind" while Qutbian Qaradawi in Fiqh al-Awwaliyyat (p. 44) stated
"There is no leeway in life except for the Godfearing" and he recounted
in al-`Ibada fil-Islam (p. 309-310) that he mocked and corrected an
Egyptian Shaykh who had suggested it would have been better, instead of
talking about battles, to teach people something about the necessary
fiqh of purity and prayer during Ramadan by telling him: "It makes no
sense that we should leave all these Suras and verses that mention jihad
for only one Qur'anic verse which mentions purity!" In a July 2006
fatwa, he urged the Sunnis and Shi`is of Iraq to unite but in a January
2007 fatwa he urged the Iraqi Kurds to join the Sunnis of Iraq in their
war against Iraq's Shi`is.

Qutbian Qaradawi on television and in print declared it categorically
forbidden (haram) for a woman to leave her house perfumed(44) although
the default ruling is mere preferential dislike, and becomes
categorically prohibited only with the intention to be noticed by
foreign men. It is established that the Mothers of the Believers
perfumed themselves heavily before leaving their homes for pilgrimage.
Then Accommodation Qaradawi clamored: "I am against the niqab"(45)
although, in the beginning of al-Sahwa al-Islamiyya, he states: "What is
it that worries our contemporary brethren if the Muslim girl dons a
hijab or even a niqab?" The question includes him. He is also known as
taking pride in shaking hands with women ("ana usafih!") and he scoffs
at those who disallow it in his Madkhal li-Dirasat al-Sunnat
al-Nabawiyya (p. 202). He shares this view with Hasan al-Turabi,
Muhammad Habash, permissive Sufis, and Hizb al-Tahrir, who also add the
permissibility of kissing. Time after time al-Qaradawi on TV and in his
books such as Awlawiyyat al-Harakat al-Islamiyya, Malamih al-Mujtama`
al-Muslim, and Markaz al-Mar'a deplores the fact that Western Muslims
segregate between men and women in their social and scholarly functions!

- To support his declaration of the licitness of stage, television and
movie acting for women in the periodicals al-Mujtama` (p. 1319), Akhbar
al-Usbu` (no. 401, 5 March 1994), and Sayyidatuhum (no. 678 on 10 March
1994) he said: "Our proof for this is that the Qur'anic narrative since
Adam until the Seal of Prophets features women."

- He advocates complete reliance on astronomical calculation for the
determination of the new months on the grounds that it unites the Umma
although there is Consensus in the Four Schools that calculation never
replaces actual sighting but is used only to confirm or invalidate it as
stated in Shaykh Muhammad Afifi's definitive Moonrises fatwa and
elsewhere.(46)

XI. HE PERMITS INCOME FROM THE THE SALE OF ALCOHOL AND PORK

At first, Qutbian Qaradawi in the beginning of his book Ghayr
al-Muslimin affirmed that "it is impermissible for the Muslim to own
alcohol or swine, whether for himself or to sell it to others," and this
is indeed the gist of the explicit hadith in the Six Books: "Truly,
Allah and His Prophet have declared illicit the sale of alcohol,
carrion, swine, and idols." The Prophet also said, upon him blessings
and peace: "Truly when Allah makes something prohibited, He makes its
value prohibited as well." (Ibn Abi Shayba from Ibn `Abbas) But
Accommodation Qaradawi later allowed for Muslim shop owners to sell
alcoholic beverages "as long as most of the wares being sold are
non-alcoholic" and "preferably through the handling of non-Muslim
employees so the Muslims' consciences will be clear" according to the
second conference of the Dublin-based European Council for Fatwa and
Research which he presides He explicitly gave the same permission "as
long as the good [being sold] is more than the evil" and "let him get a
Christian to sell it for him."(47) The Mufti of Egypt, Shaykh `Ali
Jumu`a, gave the same fatwa (no. 4189) toward the end of 2005. These are
all innovated provisions which make light of the Law and the Prophetic
prohibition which explicitly curses, among ten types, "whoever sells
alcohol" or "profits from its sale"(48) in any way or proportion, as
mentioned by all of the condemnations the fatwas drew. The same Council
also declared it licit to eat food which contained pork "in a proportion
less than 1%."(49)

In a mid-1999 al-Jazira channel broadcast al-Qaradawi declared licit the
sales of alcohol and pork by Muslims through non-Muslim employees He
adduced a report in which our liegelord `Umar said: "Let the
covenantees (ahl al-dhimma) sell it to one another." In reality, this
report in no way refers to Muslim property but to non-Muslim property.
Furthermore, al-Qasim ibn Sallam explained in al-Amwal that the context
was the payment of the dhimmi tithes known as jizya and kharaj
concerning which our liegelord `Umar said for the tithe-collector
(al-`ashir) not to collect the tenth of swine or alcohol property in
kind and then task the Muslims with selling it, but to collect its
currency value after its sale (thaman) by the dhimmis themselves, as is
the position of Masruq, Ibrahim al-Nakha`i, Abu Hanifa, Muhammad, and
Ahmad according to one of two positions related from him.(50)

More than that, there is full Consensus (ijma`):

1. That the sale and purchase of alcohol is categorically
prohibited.(51)

2. That the sale and purchase of swine is categorically prohibited.(52)
Even more, the Hanafi Mufti of Zaytuna University Shaykh Muhammad
al-Hattab Bushnaq wrote 70 years ago: "The jurists reached consensus
that the sale of swine is invalid and that it does not take place at
all, whether in its substance or in its description, because it is
impure in itself (najis al-`ayn) and it is not permitted to profit from
it in any way whatsoever."(53)

XII. HE PERMITS THE CONSUMPTION OF CARRION

Al-Qaradawi said in al-Halal wal-Haram(54) that it was licit to eat
chicken that had been suffocated by wringing its neck as well as beef
from livestock stunned to death as long as they had been killed by a
Christian or a Jew who "consider it licit in their law to slaughter
animals that way." He based himself on an extremely controverted passage
of Ibn al-`Arabi's Ahkam al-Qur'an which interprets in absolute and
unconditional terms the verse {The food of those who have received the
Scripture is lawful for you, and your food is lawful for them} (5:5),
although on the preceding page Ibn al-`Arabi himself explicitly
declared: "If it is asked what about what they eat without dhakat, such
as suffocation or shattering the skull? The answer is that such is
carrion and categorically prohibited as stipulated by the text of the
Law. Even if they eat it, we do not eat it with them, the same as swine:
it is licit to them and part of their food and it is categorically
prohibited for us."(55)

In the beginning of his discussion al-Qaradawi attributes Ibn
al-`Arabi's shadhdh statement to "a group of the Malikis," an
unadulterated fabrication according to Sayyid `Abd al-Hayy al-Ghumari in
his refutation (see below).

In the process of his discussion, al-Qaradawi asserted that "the common
understanding of dhakat is the process of terminating the animal's life
with the intention of making its consumption licit," and he once again
falsely attributes this outlandish definition to the Maliki School. This
definition is unheard of, as dhakat of birds and livestock is understood
in Islam and in Arabic to obligatorily entail cutting and/or
bloodletting as explicitly stated in the fatwas of our liegelords `Umar
(in Sufyan al-Thawri's Jami`, `Abd al-Razzaq's Musannaf, and al-Bayhaqi)
and Ibn `Abbas (in al-Bukhari, `Abd al-Razzaq, and al-Bayhaqi): "Dhakat
is either in the gullet (al-halq) or in the upper torso (al-labba)"(56)
and as stipulated in the Four Schools,(57) hence Ibn Qudama in the
Mughni said it is synonymous with slitting the throat (al-dhabh). In
cases the gullet and torso are unreachable or impractical, the Prophet,
upon him blessings and peace allowed hamstringing, as in the sound
hadith of Malik ibn Qahtam al-Darimi in the Sunan and Musnad: "Messenger
of Allah, does the dhakat have to be only in the gullet and upper
torso?" He replied: "If you stabbed it in the thigh it would fulfill
your obligation." Yazid ibn Harun commented, as narrated by al-Tirmidhi:
"That is, in case of absolute necessity."

Against Consensus(58) and against every norm of the Law and the Four
Schools, al-Qaradawi even included Zoroastrians among those whose
slaughters are licit, although the Prophetic hadith in `Abd al-Razzaq,
Ibn Abi Shayba, and elsewhere concerning them explicitly states: "Give
them the status of Ahl al-Kitab but neither marry them nor eat their
food!" He claims that the latter half of the hadith was declared
inauthentic by the Scholars without providing a single example or source
to that effect In reality, it is independently confirmed by our
liegelord `Ali's explicit statement that the slaughtered meats and
wedlock of the Magians were illicit and this is the ruling of the Four
Schools as spelled out in the entirety of the hadith, which al-Bayhaqi
in his Ma`rifat al-Sunan wal-Athar declared authentic.(59) The latter
also cited al-Shafi`i's reference to Malik's narration in the Muwatta'
which simply states: "Give them the status of Ahl al-Kitab" with a
broken chain, but Ibn `Abd al-Barr said: "Its meaning is connected
through various fair chains."(60) Al-Shafi`i said: "If authentic, it
means: except for marriage and slaughtered meats."

Critics such as al-Ghumari and al-Fawzan have noted that, although
ostensibly quoting Ibn al-`Arabi's text in quotation marks with a
sourcing, al-Qaradawi was careful to rephrase it for two purposes:
first, to make it more palatable to a non-Muslim reader; thus Ibn
al-`Arabi's sentence "they [treaty non-Muslims] give us their children
and women as chattel in peace treaties" becomes, in al-Qaradawi's
quotation, "they give us their women as wives," without mention of
children, chattel, or peace treaties; second, to make it more pliable to
his desired fatwa that animals that are electrically stunned to death
are licit for consumption; thus, he "disappears" Ibn al-`Arabi's entire
passage "as stipulated by the text of the Law. Even if they eat it, we
do not eat it with them, the same as swine: it is licit to them and part
of their food and it is categorically prohibited for us"

In 1985 Sayyid `Abd al-Hayy al-Ghumari published a scathing refutation
of al-Qaradawi on this specific issue which he entitled Hukm al-Lahm
al-Mustawrad min Urubba al-Nasraniyya ("The Status of Meat Imported
from Christian Europe"), prefaced by Shaykh `Ali Jumu`a, and in which he
demonstrated in over a hundred pages al-Qaradawi's violations of the
canons of usul, fiqh, tafsir, and the Arabic language.

XIII. HE DECLARES CELIBACY CATEGORICALLY FORBIDDEN FOR ALL

In al-Halal wal-Haram al-Qaradawi said, "It is illicit for a Muslim to
avoid marriage, when he's able to marry, on the pretext of devotion to
Allah or dedication to worship and monkery and renouncing the world..
one of the Ulema said marriage is a categorical obligation upon every
Muslim (faridatun `ala kulli Muslimin) which it is not licit for him to
leave as long as he's able to do it" This is lawmaking, no more and no
less The Four Schools agree that marriage is not a universal categorical
obligation but a desirable Sunna and that a person who leaves it,
although able to marry, does not commit a sin if celibacy does not cause
him to disobey Allah Most High.(61) Al-Qari said: "Some Ulema
exaggerated and claimed that marriage is better than isolation for the
worship of Allah Most High... but if there is in someone a craving which
disrupts concentration then it becomes imperative to bear with
dependents and trust in Allah Most High for the rest" but, he states,
"on condition that he has licit income, a good character, and
earnestness in religion so that marriage will not distract him from
Allah, and while he is young and in need to allay his lust and by
himself and in need to run a household and livelihood."(62)

XIV. HIS WEAKNESS IN HADITH

In his "Mabadi' Asasiyya Fikriyya wa-`Amaliyya fil-Taqrib bayn
al-Madhahib" which we already mentioned, al-Qaradawi disputes the
authenticity of the hadith "My Umma shall separate into seventy-three
sects," saying: "An indication that it is inauthentic is that it is
found neither in al-Bukhari nor in Muslim." In fact, the Ulema of hadith
concurred that al-Bukhari and Muslim did not include into their
respective collections everything that was authentic. Then he said:
"Therefore, it is inauthentic according to the criterion of each of
them."(63) In fact, al-Bukhari and Muslim both excluded much that was
authentic according to their respective criteria as shown by
al-Daraqutni and others. These two blunders are among the leitmotiv of
those who have no familiarity with hadith and try to poke holes into the
Sunna and its sciences.

In his book Kayfa Nata`amalu ma`a al-Sunna (which al-`Alwani's
International Institute of Islamic Thought translated and published in
2007) he perpetuates the false claim that "there are some scholars who
do not accept the weak hadiths even in the encouragement to good and the
discouragement against evil, heart-softening matters, and simple living,
among them Muslim, al-Bukhari, Yahya ibn Ma`in, Ibn Hazm al-Zahiri, Qadi
Ibn `Arabi, and Abu Shama." He is not correct about a single one of
those scholars but this is a diehard misrepresentation by "Salafis"
stemming from mutual blind imitation as we demonstrated in our treatment
of the issue in Sunna Notes I and The Four Imams and Their Schools.

In his Thaqafat al-Da`iya (p. 111) al-Qaradawi disparages a major Imam
of the Salaf in a statement dripping with modernism and revisionism:
"May Allah forgive Imam al-Tabari, for his carelessness has disfigured
the history of the dawn of Islam and harmed the first bearers of the
message." That such impertinence be disseminated about the father of
Islamic history and one of the greatest early authorities in Hadith and
the Law without a peep of condemnation is a sign of the times.
Similarly, one of al-Qaradawi's junior book-imitators called Ibn Hajar
al-Haytami "a flat-out bigot" on a Sunni website without compunction. As
Imam al-Qurtubi said: "They shall show up at the end of time, curse the
scholars, and insult the jurists."(64)

XV. HIS DISPARAGEMENT OF THE ULEMA

Qutbian Qaradawi takes care to varnish the books he intends for mass
dissemination with an appeal to the modern public's egalitarian
infatuations In familiar Ikhwani style, he mocks the science of `aqida
in the opening pages of his book Wujud Allah ("Those who forward the
Prime Mover argument (dalil al-huduth) with all its aridity and
short-sightedness") while he mocks the attention of fiqh to details in
his book al-`Ibada fil-Islam where he says: "Knowledge of the prayer is
the dry acquaintance with its conditions, pillars, requirements, and
desirable acts. Let us leave aside this prolixity and these subdivisions
and complications which have made our fiqh books rotund and pot-bellied,
what with 'pillars' and 'conditions' and 'obligations' and
'requirements' and 'desirable acts' and 'nullifications' and 'dislikes!'
A specialist is allowed to study the modalities of worship in this
fashion as long as it is for himself; but to teach this to everyone else
is a manifest error."(65) A few pages down he mocks a scholar for
teaching the fiqh of purity during the month of Ramadan, saying: "The
month is finishing and the miskin is not out of the toilet yet!"

This discourse is straight from Sayyid Qutb, who said that "short of
establishing this society [i.e. the Qutbian State], activity in the
field of Islamic fiqh and its rulings and regulations is pure
self-deceit and sowing seeds in the wind This is not working for Islam.
It is part neither of the methodology of this religion nor its nature.
It would be better to busy oneself with literature, art, or commerce
instead of this waste of time and reward."(66) No wonder, al-Qaradawi
violates the Consensus of the Ulema on numerous issues, including their
Consensus that the divorce of a woman in her menses takes effect while
he says it does not.(67)

Yet, Accommodation Qaradawi said in his book al-Rasul wal-`Ilm: "It is
imperative for the Muslim to learn that by which he knows his doctrine
with certitude and soundness, free of shirk and superstitions, and that
by which he corrects his worship of his Lord outwardly so that it will
conform to the lawful form, as well as inwardly so that he will have
sincere intention for Allah Most High, etc." Why then does he mock the
people of learning who help the Muslim do just that? And are his claims
that the nature-loving believers "see the face of Allah in Nature"
(yarawna wajha Allahi fi hadhihi al-tabi`a),(68) calling Him "a Higher
Force" (quwwatun `ulya)(69) or that "worshippers at prayer address the
Force with Undying Energy (al-quwwatu al-lati la yafna nashatuha) that
it ties us, when we pray, with the Major Force (al-quwwat al-`uzma)
which has full hegemony over the universe, asking and supplicating It to
grant us a firebrand from Itself (qabasan minha) with which we can help
ourselves to deal with life"(70) examples of sound doctrine? Or his
statement that "Allah is a unit (wahdatun) not only in His substance (la
fijawharihi fa-hasb) but also in the goal to Him (bal fil-ghayati ilayhi
aydan)."(71)

XVI. HIS PROPENSITY FOR TAKFIR OF THE MUSLIMS

Among al-Qaradawi's ultra-Qutbian and "Salafi" innovations is his
Khariji leaning for takfir and inability to stop where the Law stops.
Instead of simply saying: "This is haram," or "this is a sin,"
al-Qaradawi maximizes the anathema of minor and major sins in contexts
which Qutb himself did not necessarily envisage, and he goes to
extremities which the Salafis themselves did not reach. Worse, he
blindly lambasts even virtues as antithetical to Islam, and sometimes
sounds like a law-making Prophet. He says:

- "For every believer not to emphasize the feeding of the poor is among
the necessary causes of kufr."(72) However, the verses condemning those
who do not feed the poor clarify that these are disbelievers to start
with.

- "Whoever fears other than Allah is a mushrik,"(73) although the
Blessed Qur'an explicitly mentions such fear concerning some of the
Prophets as well as the Muhajirun and Ansar.

- "He is not a worshipper of Allah, who outwardly completes the
pilgrimage but does not observe the etiquette of Islam and its
traditions in himself or his family, such as the man who wears pure
silk, wears gold, or imitates women; or the women who wears revealing
apparel."(74) This is unprecedented Khariji ijtihad while Ahl al-Sunna
say that the above transgressions constitute sins and such a pilgrimage
is precluded from being mabrur, however, the transgressors remain
Muslims.

- "Whoever pronounces a triple divorce in a single sitting has contested
Allah in His Law and has deviated from the straight path of Islam."(75)
The Ulema one and all have said this is an innovation and an act of
disobedience, not kufr.

- "Idleness on the part of the able-bodied is categorically forbidden
(haram), nor is it licit for a Muslim to be lazy with regard to the
pursuit of his livelihood in the name of dedication to worship or
reliance on Allah Most High, for the heaven does not rain gold or
silver, just as it is illicit to rely on charity."(76) "A human being
who does not work does not deserve to live."(77) "Neglect of this world
and the devaluation of its importance in the estimation of the seeker of
the hereafter can only be a blameworthy matter which is out of the pale
of the primordial Sunna and the path of Religion both."(78) Such talk is
itself outside the pale since the Prophet, upon him blessings and peace
feared the overvaluation of the world for his Umma, not its
undervaluation. Modernists promote materialism with unparalleled zeal
while the Salaf's compiled report after report devaluating this world
and promoting dedication to worship and reliance on Allah Most High, as
shown by the early Imams' books entitled al-Zuhd by Sufyan al-Thawri,
Hannad ibn Sari, Ibn al-Mubarak, Waki` ibn al-Jarrah, Ibn Abi `Asim, Ibn
al-A`rabi (several works), Abu Hatim al-Razi, Ahmad ibn Hanbal, his son,
and al-Bayhaqi among others.

- He cites the very weak hadith, 'Poverty borders on kufr'"(79) then,
elsewhere, claims "There is not a single verse in the Book of Allah and
not a single sound Prophetic hadith praising poverty."(80) However,
Allah Most High praised {the poor among the emigrants who have been
driven out from their homes and their belongings, who seek bounty from
Allah and help Allah and His messenger. They are the loyal}, and {Those
who entered the city and the faith before them love these who flee unto
them for refuge, and find in their breasts no need for that which hath
been given them, but prefer (the emigrants) above themselves though
poverty become their lot And whoso is saved from his own avarice such
are they who are successful} (59:8-9). Al-Bukhari in his Sahih included
the "chapter-title on the immense merits of poverty" while the Sunan
abound with authentic hadiths exalting poverty and the poor here and
hereafter!

- "The new Muslim does not part with the polytheists if he does not
adduce the zakat."(81) Yet the Umma concurs that Abu Bakr fought the
Arabian tribes over zakat not because they had reverted to disbelief,
but because they had broken the Law.

- "People, even the Muslims themselves, have wronged worship, corrupted
its original form, reality, and place in understanding, style, theory,
and practice.... and among latter-day Muslim we have even seen... those
who obey in absolute terms other than Allah."(82) And he says, "When
the Muslims were Muslims."(83) This is classic Qutb fare.

XVII. HIS OVER-THE-TOP LAXISM TOWARD NON-MUSLIMS

In al-Halal wal-Haram al-Qaradawi says of non-Muslims: "To love them
(mawaddatuhum) was made law for us" then he dismisses the Qur'anic
verses which contradict him thus: "How do we implement piety (birr),
love (mawadda), and excellent companionship (husn al-`ushra) with
non-Muslims when the Qur'an Itself prohibits from loving the
disbelievers and taking them as patrons and allies? The answer is that
the verses to that effect only refer to those who actively show enmity
to Islam and fight the Muslims."(84) However, Ibn Hajar in Fath al-Bari
said: "Piety (birr), family links (sila) and excellent behavior (ihsan)
do not presuppose mutual love and affection (al-tahabub wal-tawadud),
which are both forbidden by the verse {You will not find a people
believing in Allah and the Last Day who at the same time love (yuwaddun)
those who defy Allah and the Prophet}, which includes both those who
fight [against Muslims] and those who do not."(85)

Al-Qaradawi ever so often applies to all non-Muslims the juridical
phrase "They have the rights we have and are subject to the same
liabilities" (lahum ma lana wa-`alayhim ma `alayna).(86) But there is
firm Consensus that this can only be said about a jizya-paying
covenantee from Ahl al-Kitab, not all non-Muslims indifferently. In the
same vein he keeps sounding the term "heavenly religions,"(87) a Western
term disowned by sound Islamic doctrine which affirms the oneness of
heavenly religions although the dispensations and scriptures are more
than one. Similarly, al-Qaradawi's Western book-imitators drip with
sheepish courtesy with Orientalists and missionaries but, when it comes
to Sunni Muslims and their scholars, they snarl and growl.

In his book al-Islam wal-Gharb he states: "Allah asked Iblis to dialogue
with him: {He said: O Iblis! What hinders you from falling prostrate
before that which I have created with both My hands? Are you too proud
or are you of the high?} (38:75). This tells us that there is vast
leeway for dialogue in Islamic thought." However, the commentaries agree
that such address does not constitute a query, even less dialogue, but
"scoff and condemnation in the guise of query" (istifham tawbikh
wa-inkar). However, the perverting of the Qur'anic meanings through
unheard-of interpretations is no object to those who push the agenda of
what Sayyid Muhammad al-Ya`qubi called a campaign of neutralization
through co-option posing as interfaith activity.

In his book al-Sahwat al-Islamiyya bayna al-Ikhtilaf al-Mashru`
wal-Tafarruq al-Madhmum he states: "Even the idolatrous polytheists were
not addressed by the Qur'an as ya ayyuha al-mushrikun, but It addressed
them as ayyuha al-nas. There is not a single address to the polytheists
with the title shirk or kufr except in Surat al-Kafirun, and that for a
special circumstance." It is as if he never heard Surat al-Tahrim {O
disbelievers! (ya ayyuha al-ladhina kafaru) Make no excuses for
yourselves this day} (66:7) or al-Waqi`a {Then lo! you, the erring, the
deniers (ayyuha al-dallun al-mukadhdhibun)} (56:51) or al-Zumar {Say: Do
you bid me serve other than Allah? O you fools! (ayyuha al-jahilun)}
(39:64).

XVIII. HIS QADARISM

In yet another astonishing misinterpretation of the Qur'an, he states in
his book Ghayr al-Muslimin that "a Muslim believes that people's
differences in religion took place by the will of Allah Who has granted
this species of His creatures freedom and the ability to choose whatever
he does and whatever he leaves, {So whoever wishes, let them believe,
and whoever wishes, let them disbelieve} (28:18)." However, the
commentaries said that this statement is not a proposal of choice at all
but, as related from our liegelords Ibn `Abbas and `Ali, a threat of
dire punishment (tahdid wa-wa`id) and sarcasm (tahakkum)!(88)

The doctrine of qadarism which lurk in al-Qaradawi's words cited in the
preceding paragraph is explicit in his statements elsewhere: "Those who
worshipped certain things and turned man from the master of the universe
into a puny slave who prostrates to a star or to something else,
whatever history has recorded among the delusions and misguidances of
mankind when they deviated from the Divine guidance, contrary to what
Allah willed for human beings and contrary to what He willed from human
beings"(89); "Truly, the staunch Qur'anic law is that peoples and
societies do not change according to a heavenly, Divinely decreed
command, but according to an earthly, human effort!"(90)

Mashhur Hasan Salman said in his unpublished lessons on Sahih Muslim:
"Refuting al-Qaradawi is a collective categorical obligation which I
hope to fulfill, for corruption at his hands is not only in the branches
of the Law. Long sections on the prohibition of singing and this and
that will not do. The matter is not just that but requires that we
clearly s

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Tutto ciò di cui hai bisogno è un sogno [Sifu Wang Zi Ping]

''Islam significa vivere la vita in ogni respiro''


L'ultima modifica di al-Hanafi il Gio Ott 15, 2009 11:47 pm, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 9:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Per completezza, la traduzione Bausani sembra indicare come tassativo il velo per i seni oltre che, naturalmente le parti intime, mentre dice di non lasciare "troppo in vista le parti belle tranne quello che fuori appare". Dunque non ornamenti ma parti belle, immagino viso e collo.
A me questa traduzione pare in linea con il consiglio, ma non l'obbligo del velo, in aggiunta ad un abbigliamento sobrio.


Uncino, Bausani (orientalista e Baha'i) non ha alcuna autorità per indicare alcunché: la sua opinione, detto chiaramente, non vale nulla, ed è completamente rigettata dal Consenso della Ummah intera sull'obbligatorietà di quello che viene definito "velo".

'umar andrea

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Uncino, Bausani (orientalista e Baha'i) non ha alcuna autorità per indicare alcunché: la sua opinione, detto chiaramente, non vale nulla, ed è completamente rigettata dal Consenso della Ummah intera sull'obbligatorietà di quello che viene definito "velo".

'umar andrea


Nel senso che la sua traduzione è sbagliata?
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Youssefpaolo
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

Anche un mio amico marocchino mi ha detto che il termine usato nel Corano si riferisce a coprire i seni più che il viso.

Ma la Sunnah ha stabilito che invece deve intendersi velo per i viso.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Uncino, Bausani (orientalista e Baha'i) non ha alcuna autorità per indicare alcunché: la sua opinione, detto chiaramente, non vale nulla, ed è completamente rigettata dal Consenso della Ummah intera sull'obbligatorietà di quello che viene definito "velo".

'umar andrea


Nel senso che la sua traduzione è sbagliata?


La sua interpretazione contrasta completamente con la comprensione delle Mogli del Profeta (Iddio sia soddisfatto di tutte loro), con quella dei Sahabah (Iddio sia soddisfatto di tutti loro) e con quella di quattordici secoli di qualificata giurisprudenza islamica in materia.
Quindi, sì, è completamente errata e da rigettare.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:
Anche un mio amico marocchino mi ha detto che il termine usato nel Corano si riferisce a coprire i seni più che il viso.


1. Non stiamo parlando del viso, ma della testa.
2. Le Mogli del Profeta (Iddio sia soddisfatto di tutte loro), i Sahabah, e le Sahabiyat (Iddio sia soddisfatto di tutti loro) hanno una comprensione diversa da quella del tuo amico marocchino.

Basta leggere i tafasir.

Youssefpaolo ha scritto:
Ma la Sunnah ha stabilito che invece deve intendersi velo per i viso.


E la comprensione di molti mufassirin (esegeti del Corano) a partire dal Corano stesso.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Perdonami Umar, ho chiesto della traduzione e non dell'interpretazione.
Qui leggo:
E dite ale credenti che abbassino gli sguardi e custodiscano le loro vergogne e non mostrino troppo le loro parti belle, eccetto quel che di fuori appare, e si coprano i seni d'un velo e non mostrino le loro parti belle eccetto che a...

Mentre la traduzione di Piccardo riporta "ornamenti" che, immagino, potrebbe essere semplicemente un modo per non indicare espressamente il cosa non mostrare.

La versione originale in arabo cosa riporta?
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

Infatti sbaglia il mio amico marocchino: lui pensa che sia proprio il comportamento delle mogli del profeta (saws) a "influenzare" i compagni e quindi le generazioni successive di sapienti.
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Perdonami Umar, ho chiesto della traduzione e non dell'interpretazione.
Qui leggo:
E dite ale credenti che abbassino gli sguardi e custodiscano le loro vergogne e non mostrino troppo le loro parti belle, eccetto quel che di fuori appare, e si coprano i seni d'un velo e non mostrino le loro parti belle eccetto che a...

Mentre la traduzione di Piccardo riporta "ornamenti" che, immagino, potrebbe essere semplicemente un modo per non indicare espressamente il cosa non mostrare.

La versione originale in arabo cosa riporta?


La giurisprudenza si ricava innanziutto dal Corano in arabo e dalla sua comprensione da parte dei Compagni del Profeta (Pace e Benedizioni su di lui), oltre che dagli ahadith rilevanti e così via..

Se loro (i primi e diretti destinatari della rivelazione tramite il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui) hanno compreso "x" da esso, quale valore ermeneutico ha, quattordici secoli dopo, trarre una opposta conclusione "y" da una traduzione in un'altra lingua?

'umar andrea

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Ott 15, 2009 11:28 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:26 pm    Oggetto: Rispondi citando

Scuate, io vedo l'attuale pagina di questo thread impaginata malissimo, sposatata tutta a destra.
Lo fa anche a voi?
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:
Infatti sbaglia il mio amico marocchino: lui pensa che sia proprio il comportamento delle mogli del profeta (saws) a "influenzare" i compagni e quindi le generazioni successive di sapienti.


Altra incomprensione diffusa in certi ambienti, ed è per questo che ho menzionato anche le donne dei Compagni del Profeta, perchè coprire il viso era la pratica anche delle donne dei Compagni del Profeta, non solo delle Mogli del Profeta (Iddio sia soddisfatto di tutti e tutte loro).

Ma nuovamente, qui non stiamo parlando di coprire il viso, ma del coprire la testa; la discussione sul niqab è su un altro thread (più di uno, a dire il vero), che contiene numerosi riferimenti.

'umar andrea

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al-Hanafi
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Scuate, io vedo l'attuale pagina di questo thread impaginata malissimo, sposatata tutta a destra.
Lo fa anche a voi?

Anche io la vedo così mhmmm

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Uncino
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nass ha scritto:

Anche io la vedo così mhmmm

Mi sa che hai fatto guai tu con il megapaste, il casino inizia subito dopo :)
Comunque vedremo al cambio pagina.

Umar, non comprendo la polemica: Attualmente la copertura del viso non è vista come facoltativa? Mi pare di si, almeno a leggere il forum.
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Nass ha scritto:

Anche io la vedo così mhmmm

Mi sa che hai fatto guai tu con il megapaste, il casino inizia subito dopo :)
Comunque vedremo al cambio pagina.

Umar, non comprendo la polemica: Attualmente la copertura del viso non è vista come facoltativa? Mi pare di si, almeno a leggere il forum.


Sì se non cambia nella prossima pagina metto il link:-P

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Umar, non comprendo la polemica: Attualmente la copertura del viso non è vista come facoltativa? Mi pare di si, almeno a leggere il forum.


Quale polemica?

Stiamo parlando di diverse cose contemporaneamente: la citazione di Bausani tendeva a scardinare l'idea di coprire la testa.
Poi è entrata di mezzo la questione del coprire il viso, che è un altro punto, e comunque non è semplicemente "facoltativa": o è obbligatoria, o è necessaria, o è facoltativa/consigliata, a seconda dei riferimenti e delle interpretazioni giuridiche.

'umar andrea

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al-Hanafi
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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Risolto....era un problema di linguaggio informatico....c'erano delle parentesi che si sovrapponevano:-D

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MessaggioInviato: Gio Ott 15, 2009 11:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

'Umar Andrea Aurangzeb ha scritto:

Quale polemica?

Stiamo parlando di diverse cose contemporaneamente: la citazione di Bausani tendeva a scardinare l'idea di coprire la testa.
Poi è entrata di mezzo la questione del coprire il viso, che è un altro punto, e comunque non è semplicemente "facoltativa": o è obbligatoria, o è necessaria, o è facoltativa/consigliata, a seconda dei riferimenti e delle interpretazioni giuridiche.

'umar andrea


Bene, problema risolto :)
Non ho mai fatto riferimento all'interpretazione di Bausani; semmai ho detto che a ME sembrava indicare un consiglio di coprire il volto.
Dunque in linea con la terza scuola cui fai riferimento.
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Youssefpaolo
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 12:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Di sicuro, almeno per i malikiti, non è obbligatoria.
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 12:37 am    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:
Di sicuro, almeno per i malikiti, non è obbligatoria.


che non ti vada troppo giù si è capito....ma è il caso di continuare con le frecciatine?

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Youssefpaolo
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 8:20 am    Oggetto: Rispondi citando

Non è questione di frecciatine.

Non vedo solo perché si debba a tutti i costi rendere obbligatorio ciò che non è (almeno per una scuola giuridica).

Se Allah stesso ha voluto facilitare i credenti, perché si dovrebbe complicare la vita a quelle donne che non gradiscono (con il permesso di Allah) coprirsi il viso?
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 9:53 am    Oggetto: Rispondi citando

Caro fratello Youssuf,

non credo che nessuno qui intenda "complicare la vita" alle sorelle, e la questione sull'obbligatorietà del niqab è stata appunto trattata altrove con estrema chiarezza.

Cerchiamo di non far passare il messaggio che, visto che non è obbligatorio per i malakiti, non è obbligatorio, è un'imposizione, fino ad arrivare alle derive che tutti conosciamo.
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Youssefpaolo
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 10:01 am    Oggetto: Rispondi citando

Uffa, non riesco proprio a farmi capire.

Prometto che (forse ^__^) è l'ultimo intervento sul tema.

Non voglio far passare nessun messaggio, anche se ricordo che anche se una sorella appartenesse ad un altro madhab, potrebbe scegliere di seguire (in tema di abbigliamento) in tutto e per tutto quanto prescritto per i malikiti (sempre beninteso, seguendo in tutto e per tutto il secondo madhab in tema di abbigliamento: ossia, niente "mischiotti").

Se poi una sorella, per meglio conformarsi alla volontà di Allah, sceglie il niqub, non posso che eslamare al hamdu lillah.

Ma se preferisce non indossarlo, non vedo motivi per colpevolizzare una scelta che la misercordia divina ha (almeno per un madhab) lasciato come facoltativa.

Salam
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 10:23 am    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:


Non voglio far passare nessun messaggio[...]


Attenzione, non ho detto che stai cercando di far passare alcunchè, sebbene possa sembrare così :) Il fatto è che la gente legge le cose con le lenti delle proprie convinzioni, per questo è necessario stare attenti e non lasciare spazio a dubbi.

Per quanto riguarda la scelta di seguire un certo madhab per questo o quell'ambito, è anche da ricordare che la cosa è preferibile in caso di difficoltà a seguire le norme stabilite dal proprio, ma che questa possibilità non dovrebbe in alcun caso essere intesa come una scappatoia da percorrere alla prima minima difficoltà.

Tutto ciò ribadendo la totale libertà individuale di ogni sorella e fratello, naturalmente.

E che Allah mi perdoni se sono in errore.
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MessaggioInviato: Ven Ott 16, 2009 12:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Youssefpaolo ha scritto:
Non è questione di frecciatine.

Non vedo solo perché si debba a tutti i costi rendere obbligatorio ciò che non è (almeno per una scuola giuridica).

Se Allah stesso ha voluto facilitare i credenti, perché si dovrebbe complicare la vita a quelle donne che non gradiscono (con il permesso di Allah) coprirsi il viso?


Invece, scusami se ti riprendo sai ormai che ti voglio bene, credo siano delle frecciatine inutili, proprio perchè nessuno sta imponendo niente a nessuno, o rendendo difficile niente a nessuno, si espongono le questioni. Finito il topic stop:-)

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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 1:10 am    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

AsSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakatuh,

vi concedo un colpo di scena…

A me pare che quella di Youssef non fosse una frecciatina, ma su internet è difficile capirsi a pieno e facile fraintendersi, e certamente siamo influenzati dalle discussione degli ultimi giorni.

In questi ultimi messaggi invece ho apprezzato i messaggi molto equilibrati del fratello : )

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((Poi, quando verrà il grande cataclisma,
il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 1:37 pm    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Yusuf fabbosko ha scritto:
AsSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakatuh,

vi concedo un colpo di scena…

A me pare che quella di Youssef non fosse una frecciatina, ma su internet è difficile capirsi a pieno e facile fraintendersi, e certamente siamo influenzati dalle discussione degli ultimi giorni.

In questi ultimi messaggi invece ho apprezzato i messaggi molto equilibrati del fratello : )


UHHHHHHH?????
'Sti due che vanno d'accordo?
Naaaaaaa :)
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MessaggioInviato: Sab Ott 17, 2009 9:33 pm    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Uncino ha scritto:
Yusuf fabbosko ha scritto:
AsSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakatuh,

vi concedo un colpo di scena…

A me pare che quella di Youssef non fosse una frecciatina, ma su internet è difficile capirsi a pieno e facile fraintendersi, e certamente siamo influenzati dalle discussione degli ultimi giorni.

In questi ultimi messaggi invece ho apprezzato i messaggi molto equilibrati del fratello : )


UHHHHHHH?????
'Sti due che vanno d'accordo?
Naaaaaaa :)


Come potrei non andare d'accordo con mio fratello?

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il Giorno in cui l'uomo ricorderà in cosa si è impegnato,
e apparirà la Fornace per chi potrà vederla,
colui che si sarà ribellato,
e avrà preferito la vita terrena,
avrà invero la Fornace per rifugio.
E colui che avrà paventato di comparire davanti al suo Signore e avrà preservato l'animo suo dalle passioni,
avrà invero il Giardino per rifugio.))
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MessaggioInviato: Dom Ott 18, 2009 8:04 am    Oggetto: Re: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

Yusuf fabbosko ha scritto:
AsSalaamu °aleikum ua rahmatuLlahi ua barakatuh,

vi concedo un colpo di scena…

A me pare che quella di Youssef non fosse una frecciatina, ma su internet è difficile capirsi a pieno e facile fraintendersi, e certamente siamo influenzati dalle discussione degli ultimi giorni.

In questi ultimi messaggi invece ho apprezzato i messaggi molto equilibrati del fratello : )


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