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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Velo anche secondo la Bibbia???

 
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Inviato: Gio Lug 02, 2020 8:11 am    Oggetto: Ads

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Ema
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MessaggioInviato: Lun Nov 24, 2008 9:53 pm    Oggetto: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

as-salam 3alaykum wa rahmatuLlahi wa barakatuHu fratelli e sorelle,
essendo stato cristiano, sapevo dell'esistenza dei seguenti versetti, e finalmente ho trovato i riferimenti esatti e vorrei condividerli. Questa è una delle testimonianze della veridicità e continuità del Messaggio di Allah subhana wa ta'ala. Eccovi i versetti:

"L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza… "
Bibbia NT - Prima lettera ai Corinzi 11, 7 (epistola di san Paolo)

Ed ancora
"Ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra."
"... la chioma le è stata data a guisa di velo."
Bibbia NT - Prima lettera ai Corinzi 11, 5 e 15 (epistola di san Paolo)

as-salam 3alaykum
un abbraccio forte a tutti
fratello Bilal
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 9:16 am    Oggetto: Re: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

Salam aleikom e scusa ma io non abbraccio nessuno :mrgreen:

Ema ha scritto:

"L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza… "
Bibbia NT - Prima lettera ai Corinzi 11, 7 (epistola di san Paolo)


Adesso mi ricordo perchè ho sempre odiato la concezione di donna nella tradizione cristiana....... ah....il caro vecchio san paolo....... maschilista fino al midollo..... chissà se le signore dell'associazione cattolica vanno fiere di questo essere "dipendenti dall'uomo e non dal dio"...... :mrgreen:
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 9:53 am    Oggetto: Re: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

maria ha scritto:

Adesso mi ricordo perchè ho sempre odiato la concezione di donna nella tradizione cristiana....... ah....il caro vecchio san paolo....... maschilista fino al midollo..... chissà se le signore dell'associazione cattolica vanno fiere di questo essere "dipendenti dall'uomo e non dal dio"...... :mrgreen:


Guarda sorella che la concenzione di Paolo è la stessa dell' Islam. E non è certo maschilista!
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stellina
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 10:10 am    Oggetto: Rispondi citando

Pace a voi fratelli e sorelle :)
E' uno spasso leggervi a volte... a volte meno.

Credo che Dio si compiaccia del bene che facciamo e della purezza che risiede nei nostri cuori piuttosto che badare se il khol è un po' troppo evidenziato sotto gli occhi o che il velo copra la testa.

In ogni caso, a ognuno il suo cammino.

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 10:39 am    Oggetto: Rispondi citando

stellina ha scritto:
Pace a voi fratelli e sorelle :)
E' uno spasso leggervi a volte... a volte meno.

Credo che Dio si compiaccia del bene che facciamo e della purezza che risiede nei nostri cuori piuttosto che badare se il khol è un po' troppo evidenziato sotto gli occhi o che il velo copra la testa.

In ogni caso, a ognuno il suo cammino.


Hai detto bene, sorella: "Credo".
Pace a te.

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 10:42 am    Oggetto: Rispondi citando

Solo Dio ha coscienza assoluta :wink:

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 10:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Appunto :wink:
meglio non giudicare cose di cui si ha poca conoscenza
Pace a chi segue la Via!

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:16 am    Oggetto: Rispondi citando

Carissimo (ma si potrà dire "carissimo" o è troppo confidenziale ? :roll: ), non giudico...sorrido di fronte alla vita e davanti a tutto ciò che mi mette gioia e leggerezza.
Ritengo di avere l'opportunità di dire anche la mia e di dare il mio piccolo punto di vista e contributo, visto che abbiamo da imparare da tutti, dai più piccoli, dai più ignoranti, dai più miserabili... dobbiamo semplicemente rivestirci di umiltà e tendere l'orecchio verso gli altri, visto che Dio ce li ha messi accanto e ce li ha messi per un determinato scopo.
Ognuno deve perseguire la propria Verità senza mai dimenticarsi di tenere gli occhi sul mondo e sui propri simili dato che sono doni dell'Altissimo.
Adoro la vostra ligiosità rispetto ai dogmi religiosi... trovo tuttavia che lo scervellarsi troppo su questi particolari senza dubbio per voi importanti possano far perdere di vista l'essenziale.
Ecco, magari questo può essere spunto di riflessione, perchè no?

Pace e bene

e Dio è il più sapiente di tutti noi senza dubbio

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:39 am    Oggetto: Re: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 13, 2009 1:18 pm, modificato 2 volte
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:41 am    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 13, 2009 1:16 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:50 am    Oggetto: Rispondi citando

Sorella, discutere mi piace e il confronto mi stimola.
Però, sai, devi sapere che certe questioni per un musulmano (ma anche per cristiani ed ebrei, of course) sono fondamentali. Anzi, sono proprio l' esternazione di quell' Essenza (o Essenziale) di cui, giustamente, fai menzione.
"Io credo in Dio". Quante volte lo senti dire? Tante!
Ma cosa vuol dire "credere in Dio"?
Pure il diavolo ci crede: Lo ha visto!
Credere in Allah (Subhana wa Taala) significa, essenzialmente, adorarLo e fare la Sua Volonta.
Tutto cio che ci ha ordinato di fare, deve essere fatto, se crediamo in Lui.
Questo comporta che non possiamo trascurare determinate questione e pensare solo ad altro. Anzi, dobiamo sforzarci di adempiere anche il "minimo" precetto e tendere quindi alla perfezione per risultare almeno mediocri.
Dice Allah l' Altissimo "Io ho creato l' uomo perchè Mi adorasse".
Noi facciamo (o almeno ci sforziamo al massimo delle nostre mortali capacità: che Iddio ci perdoni per le nostre colpe) esattamente questo.
Abbiamo riflettuto, no?
"Carissimo", va bene :wink:
Pace a te!

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:54 am    Oggetto: Rispondi citando

Sicuramente, caro fratello, questo è ciò che di più giusto è per te.

Dell'antinomismo di cui parli, come credente cristiana, sono piegata unicamente alla Legge morale di Dio, testimoniata e rinnovata da Cristo
(che di esempi e insegnamenti sull'apparire piuttosto che sull'essere ci ha fornito molteplici ed illuminanti esempi)

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 11:57 am    Oggetto: Rispondi citando

Citazione:
Abbiamo riflettuto, no?


tutto qui? :(
parliamo di Dio e di verità, di fede e di vita e liquidi il tuo "pensarci su" in poche righe?
Fratello, la Verità, anche la più assoluta va sempre riponderata e rimirata.
Ma ci sarà tempo per riconfrontarci,no? Inshallah!

"Carissimo", va bene :wink:
Pace a te![/quote]

pace sempre

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

stellina ha scritto:


tutto qui? :(


In effetti si, sorella: tutto qui.
La questione, per quanto mi riguarda si esaurisce qui.
E' "solo" un problema di Fede: o credi in certe cose oppure no.
Se vuoi altre riflesioni su altri argomenti sono a disposizione!
Pace!

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:05 pm    Oggetto: Re: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

Brandon ha scritto:
maria ha scritto:

Adesso mi ricordo perchè ho sempre odiato la concezione di donna nella tradizione cristiana....... ah....il caro vecchio san paolo....... maschilista fino al midollo..... chissà se le signore dell'associazione cattolica vanno fiere di questo essere "dipendenti dall'uomo e non dal dio"...... :mrgreen:


Guarda sorella che la concenzione di Paolo è la stessa dell' Islam. E non è certo maschilista!
Pace a te


CAro fratello, ti stai sbagliando. Leggi:

san Paolo nel Nuovo Testamento: "La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all'uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione”. (I Timotei 2:11-14). San Tertullian era ancor più crudo di san Paolo, mentre stava parlando con le sue 'sorelle care migliori nella fede, disse: 6 "Voi non sapete che ognuna di voi è una Eva? La frase di Dio si riferisce a questo sesso in questi tempi: la colpa esiste. Siete il passaggio del diavolo: Siete l’entrata dell'albero proibito: Siete il primo disertore della legge divina: Siete colei che lo ha persuaso e che il diavolo non era abbastanza coraggioso attaccare. Avete distrutto così facilmente l'immagine di Dio, l’uomo. A causa del vostro peccato persino il figlio di Dio ha dovuto morire." Sant’Agostino era fedele ai suoi predecessori, scrisse ad un amico: "che cosa è la differenza se è in una moglie o in una madre, è Eva la tentatrice che dobbiamo vedere in ogni donna...... che non riesco vedere che la donna usa l’uomo, se non si esclude il momento in cui la donna è incinta." Secoli più tardi, san Tommaso considerò ancora le donne in errore: "per quanto riguarda la natura specifica, la donna è imperfetta e malfatta, dato che la forza attiva nel seme maschile tende alla produzione di una somiglianza perfetta nel sesso maschile; mentre la produzione della donna viene da un difetto nella forza attiva o da una certa indisposizione materiale, o persino da una certa influenza esterna." Per concludere, il noto riformatore Martin Lutero non ha potuto vedere alcun beneficio da una donna bensì introdurre nel mondo altrettanti bambini senza effetti secondari: "se diventano stanchi o persino muoiono, non importa. Lasciali morire nel parto, ecco perchè sono lì "diverse volte le donne sono denigrate a causa dell'immagine di Eva tentatrice, ringraziano la Genesi. Per riassumere, la concezione giudeo-cristiana delle donne è stata avvelenata dalla credenza nella natura immorale di Eva e della sua prole femminile.

Se ora rivolgiamo la nostra attenzione a che cosa il Corano dice sulle donne, presto ci renderemo conto che la concezione islamica delle donne è radicalmente differente dalla giudeo-cristiana. Il Corano parla da solo: " In verità i musulmani e le musulmane, i credenti e le credenti, i devoti e le devote, i leali e le leali, i perseveranti e le perseveranti, i timorati e le timorate, quelli che fanno l'elemosina e quelle che fanno l'elemosina, i digiunatori e le digiunatrici, i casti e le caste, quelli che spesso ricordano Allah e quelle che spesso ricordano Allah, sono coloro per i quali Allah ha disposto perdono ed enorme ricompensa . " (33:35).

" I credenti e le credenti sono alleati gli uni degli altri. Ordinano le buone consuetudini e proibiscono ciò che è riprovevole, eseguono l'orazione pagano la decima e obbediscono ad Allah e al Suo Messaggero. Ecco coloro che godranno della misericordia di Allah. Allah è eccelso, saggio."(9:71).

"Il loro Signore risponde all'invocazione: "In verità non farò andare perduto nulla di quello che fate, uomini o donne che siate, ché gli uni vengono dagli altri. "(3:195).

" Chi farà un male, subirà una sanzione corrispondente, mentre chi fa il bene, essendo credente, maschio o femmina, sarà fra coloro che entreranno nel Giardino in cui riceveranno di ogni cosa a profusione. " (40:40).

" Daremo una vita eccellente a chiunque, maschio o femmina, sia credente e compia il bene. Compenseremo quelli che sono stati costanti in ragione delle loro azioni migliori." (16:97).

È chiaro che dal punto di vista coranico le donne sono differenti dagli uomini, entrambi, sono creature di Dio di cui sublimano l'obiettivo sulla terra cioè adorare il loro Signore, fanno gli atti giusti ed evitano la malvagità e, entrambi, saranno valutati di conseguenza. Il Corano non accenna mai che la donna è la porta del diavolo o che è una ingannatrice dalla natura. Il Corano, inoltre, non accenna mai che l'uomo è l’immagine di Dio; tutti gli uomini e tutte le donne sono le Sue creature, questo è tutto. Secondo il Corano, il ruolo della donna sulla terra non è limitato soltanto al parto. È tenuta a fare altrettanti atti buoni come qualsiasi altro uomo è tenuto a fare. Il Corano non dice mai che nessuna donna giusta sia mai esistita. Al contrario, il Corano ha insegnato a tutti i credenti, sia donne sia uomini, a seguire l'esempio di donne come la vergine Maria e la moglie del faraone: "Allah ha proposto ai credenti l'esempio della moglie di Faraone , quando invocò: « Signore, costruiscimi vicino a Te una casa nel Giardino. Salvami da Faraone e dalle opere sue. Salvami dagli ingiusti». E Maria, figlia di 'Imrân, che conservò la sua verginità; insufflammo in lei del Nostro Spirito. Attestò la veridicità delle Parole del suo Signore e dei Suoi Libri e fu una delle devote” (66:11-12).


DEVO AGGIUNGERE ALTRO???? :D
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

Sorella Maria, è come se prendessimo in esame solo il versetto relativo al battere le donne. Un non musulmano che legge questo dirà subito che l' Islam è mashilista!
Vedi la concezione cristiana anche come una divisione di compiti.
E poi pensa che nel cristianesimo e nell' ebraismo ci sono state donne giustisime: Maria, Ester, Giuditta...
Non fermarti al versetto (nel qual caso anche l' Islam sarebbe sottoposto allo stesso giudizio), ma vai oltre.
Pace!

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stellina
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quoto quanto dici Brandon!

In merito invece all'antinomismo cristiano di cui sopra, sperando di essere comunque in tema:

dal Vangelo secondo Giovanni Capitolo 8,1-11

Gesù la mattina presto andò al tempio, e il popolo si affollò attorno a lui.Gesù si mise seduto e cominciò ad insegnare. I maestri della legge e i farisei portarono davanti a Gesù una donna sorpresa in adulterio e gli dissero: «Maestro, questa donna è stata sorpresa mentre tradiva suo marito. Nella sua legge Mosè ci ha ordinato di uccidere queste donne infedeli a colpi di pietra. Tu che cosa ne dici?». Parlavano così per metterlo alla prova: volevano avere pretesti per accusarlo. Ma Gesù guardava in terra, e scriveva col dito nella polvere. Quelli però insistevano con le domande. Allora Gesù alzò la testa e disse: "Chi tra voi è senza peccato, scagli per primo una pietra contro di lei." Poi si curvò di nuovo a scrivere in terra. Udite queste parole, quelli se n’andarono uno dopo l’altro, cominciando dai più anziani. Rimase soltanto Gesù, e la donna che era là in mezzo. Gesù si alzò e le disse: "Dove sono andati? Nessuno ti ha condannata?" La donna rispose: "Nessuno Signore. Gesù disse: Neppure io ti condanno. Va’, ma d’ora in poi non peccare più!"


Quando Gesù fu battezzato, durante la trasfigurazione, il Padre disse: "Questo è il figlio mio l’amato, ascoltatelo, soltanto Lui ascoltate"; quindi dobbiamo prender le cose dell’Antico Testamento che s’inquadrano nel messaggio di Gesù, quelle che invece non s’inquadrano nel suo messaggio, dobbiamo respingerle. Possiamo scegliere fra il Dio creatore ed il Dio legislatore; per il Dio creatore: … ogni cosa che ha creato vide che era buona, quando creò l’uomo …vide che era molto buono; il Dio legislatore invece mette divieti ad ogni cosa che ha creato.

Il Dio creatore dice …come sei bella amica mia, come sei bella! Per il Dio legislatore è tutto peccaminoso. Non si capisce perché Dio abbia creato tutto il mondo e poi abbia vietato tutto; tutti questi divieti non sono stati dati da Dio. Il Dio creatore cerca persone che gli assomiglino nella pratica dell’amore, il Dio legislatore cerca sudditi che gli obbediscano attraverso la legge. Gesù ci ha detto che vuole che noi assomigliamo a lui nella pratica dell’amore, la somiglianza con il Padre sviluppa l’uomo, ci fa diventare signori. Nella prima lettura leggiamo "…è il Signore dei Signori", non è il signore degli schiavi. Noi dobbiamo diventare signori della nostra vita perché Gesù vuole essere il Signore dei signori, non degli schiavi, dei depressi, non di colui che non si assume la responsabilità della propria vita. La somiglianza con questo Padre ci fa diventare signori della nostra vita mentre invece la sudditanza provoca angoscia. Nelle nostre Comunità o Parrocchie, incontriamo persone sempre in angoscia per questo Dio, che forse non è il Dio di Gesù. Il Dio creatore cerca persone che vogliono diventare come lui: un Padre che ama sempre e in ogni caso.

Il Dio legislatore ci presenta un Dio che è un re potente, alla maniera umana, che premia e castiga. Se ti comporti bene io ti premio, io ti amo, se ti comporti male io ti castigo, io non ti amo. Questo non è amore, dal momento che l’amore è gratuità. Il Padre ci ama sempre e comunque: …fa sorgere il sole sugli ingrati e sui malvagi. Matteo dice: sui buoni e sui cattivi, Luca è ancora più esclusivo. Dio ama tutti. Questo è il nostro Dio! Questo è l’amore! Gesù vede questi uomini, che hanno scelto il Dio legislatore, andarsene e lui rimane solo con la donna dicendole: "Dove sono andati? Nessuno ti ha condannata?". La donna rispose: "Nessuno Signore. A questo punto del Vangelo, troviamo la risposta "scandalosa" di Gesù: Neppure io ti condanno.

Nell’Antico Testamento era scritto che era volontà di Dio che questa donna fosse lapidata, quindi è questa la risposta scandalosa di Gesù. Gesù non la manda via, ma la invita ad andare a raccontare la misericordia di Dio. Chi ha sperimentato la misericordia di Dio, chi si è sentito amato da Lui in un momento particolare della propria vita, poi racconterà perché ciò fa parte della propria esperienza personale. Gesù invita la donna ad andarsene ed a raccontare quello che Dio ha fatto per lei. "Va, ma d’ora in poi non peccare più!" Il peccato è una direzione sbagliata di vita e Gesù la invita a non peccare più.


Padre Giuseppe Galliano

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Brandon ha scritto:
Sorella Maria, è come se prendessimo in esame solo il versetto relativo al battere le donne. Un non musulmano che legge questo dirà subito che l' Islam è mashilista!
Vedi la concezione cristiana anche come una divisione di compiti.
E poi pensa che nel cristianesimo e nell' ebraismo ci sono state donne giustisime: Maria, Ester, Giuditta...
Non fermarti al versetto (nel qual caso anche l' Islam sarebbe sottoposto allo stesso giudizio), ma vai oltre.
Pace!

As-salam 3alaykum
Quoto totalmente...
il mio era un post fatto col sorriso non con rabbia, sottolineando che i cristiani in fondo, sotto alcuni aspetti, non sono così diversi da noi come invece pensano.
Un saluto di Pace
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 12:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

carissima Ema, io non lo penso affatto, anzi... :wink:

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 1:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

Infatti la mia battuta sulle signore dell'azione cattolica era fatta scherzosamente. (ho inserito il simbolo :mrgreen: proprio per questo)

Ma visto che il fratello Brandon ha detto una cosa non esatta, ho ritenuto opportuno farglielo notare. Tutto qui....

Non volevo dare contro a nessuno, anzi, mia nonna è nell'azione cattolica da quando ....... beh, io non ero nata! :mrgreen: (anche questa è una battuta!)

Wa salam.
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

...


L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 13, 2009 1:16 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:26 pm    Oggetto: Re: Velo anche secondo la Bibbia??? Rispondi citando

[quote="maria"]Salam aleikom e scusa ma io non abbraccio nessuno :mrgreen: [quote]
cmq sorella il mio abbraccio forte non è da intendersi fisicamente ma metaforicamente ovviamente...
as-salam 3alaykum ;)


L'ultima modifica di Ema il Mar Nov 25, 2008 5:28 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:27 pm    Oggetto: Rispondi citando

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L'ultima modifica di Talib il Dom Dic 13, 2009 1:16 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

stellina ha scritto:
carissima Ema, io non lo penso affatto, anzi... :wink:


eheh..grazie...comunque tengo a precisare che sono un maschio e di nome faccio Bilal :D (Ema è il diminutivo del mio nome anagrafico, cioè Emanuele)
as-salam alaykum
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 5:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Talib ha scritto:

Mash-Allah fratello, oggi ci è andata bene. Siamo perfettamente d'accordo già due volte su due :mrgreen:


Infatti a Napoli si sta scatenando un diluvio :mrgreen:
Pace a te!

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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 6:00 pm    Oggetto: Rispondi citando

In merito a quanto dice Stellina...mah, avrei qualche dubbio in merito la Legge.
Mi pare che Gesù (pace a benedizione su di lui) sia stato chiaro quando ha affermato di non essere venuto ad abrogare la Legge, ma a darle compimento.
Mi domando, quindi, per quale motivo la Legge sia completamente sparita dal culto cristiano...
E se pur vogliamo considerare il sacrificio di Cristo quale sacrificio perfetto, capace quindi di rendere inutile qualsiasi altra offerta espiativa, dove sono finiti i precetti alimentari? Dove sono le feste prescritte? Dov' è il divieto di venerare immagini?
Gesù non ha abrogato tutta la Legge. E la prova puoi trovarla in Atti (ora non ricordo il versetto, ma puoi risalirci facilmente) quando Pietro, dopo la visione, rifiuta di mangiare cibi immondi: cio significa che Gesù (dato che era gia stato innalzato a Dio) non aveva abrogato nulla del genere.
Certo, mi rendo conto che nel 2008 comportarsi come prescrive la Torah sia alquanto "ridicolo" per qualcuno. Molto piu comodo trascurare tutti i precetti, fare qualche offerta, "sprecare" un' oretta la domenica e sentirsi a posto con la coscienza. In fondo come disse Paolo di Tarso "tutto è lecito, ma non tutto è necessario"...Quanti abbiamo equivocato quella frase...
Pace a tutti.

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Giuseppe
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 8:19 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Brandon, sui problemi di fede e dogmatici non è possibile intendersi. Come recentemente ha detto papa Benedetto XVI, il dialogo non è possibile sulle ragione della fede, sulla decisione religiosa di fondo, mentre occorre affrontare nel confronto pubblico le conseguenze culturali delle decisioni religiose di fondo. Potrei citarti versetti delle Scritture e pagine apologetiche che spiegano (in modo convincente, per me) perché certi precetti non siano obbligatori, e non ti convincerei. E parimenti, pur leggendo attentamente quanto scrivete, io non sono convinto, per esempio, che Gesù sia solo un profeta o che nelle scritture si annunci la venuta di Mohammed. E ciò non toglie niente al piacere di parlare, di leggerci, di "dialogare", di confrontarci, di rispettarci e, perché no?, di capirci meglio. Pur restando tu musulmano e io cattolico.
Comunque non conosco le precedenti tue esperienze di quando eri cristiano, ma non credere che obblighi e vincoli non esistano e non siano stringenti e difficoltosi da osservare anche per i cattolici. Naturalmente il discorso vale solo per un cattolico praticante, gli altri magari sì, si limitano a un'oretta la domenica a messa. Per esempio, voi pregate obbligatoriamente 5 volte al giorno; ma sai che secondo la Chiesa le preghiere del cristiano arrivano almeno a 7? La Liturgia delle Ore prevede la preghiera delle letture, Lodi mattutine, ora terza, sesta, nona, Vespri e Compieta. L'obbligo di pregare sette volte sussiste solo per i preti e i diaconi, ma i laici dovrebbero almeno farlo due-tre volte al giorno, a parte altre forme di preghiera (rosario ecc.).
Un saluto di pace!
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mar Nov 25, 2008 9:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fratello mi farebbe davvero piacere conoscere i riferimenti di cui parli in merito all' abrogazione dei vari precetti ebraici...sn sempre interessato a queste cose!
Il mio discorso, cmq, vuole solo sottolineare come tale abrogazione non trovi riscontro nelle stesse letture cristiane: ad esempio tu cosa pensi della visione di Pietro e del fatto che non volesse mangiare cibi immondi? A me fa riflettere...
In ogni caso non è su congetture che si basa il nostro Credo, ma unicamente sulla Fede. Quelle che facciamo qui sono semplicemente discussioni. Niente di piu.
Pace a te

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 8:05 am    Oggetto: Rispondi citando

Brandon ha scritto:
Sorella Maria, è come se prendessimo in esame solo il versetto relativo al battere le donne. Un non musulmano che legge questo dirà subito che l' Islam è mashilista!
Vedi la concezione cristiana anche come una divisione di compiti.
E poi pensa che nel cristianesimo e nell' ebraismo ci sono state donne giustisime: Maria, Ester, Giuditta...
Non fermarti al versetto (nel qual caso anche l' Islam sarebbe sottoposto allo stesso giudizio), ma vai oltre.
Pace!


Salam aleikom.

Credo che tu non abbia letto una parola di quanto ho scritto, visto che mi hai risposto senza collegamento a quanto detto prima.
Visto che sei fermo sulle tue posizioni, vorrei che mi spiegassi con testi e riferimenti validi, perchè, secondo te, la posizione della donna nell'islam è uguale a quella giudaico-cristiana.
Ah.... i testi a cui faccio riferimento nella mia risposta (che non hai letto) sono una raccolta del libro Le donne nell'islam e le donne nella tradizione giudeo-cristiana del Dott. Sharief Abdel Azeem, ma posso fornirti altri riferimenti se ce ne fosse bisogno.

Wa salam wa rahmatUllah aleikom.
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stellina
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 10:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Ema ha scritto:
stellina ha scritto:
carissima Ema, io non lo penso affatto, anzi... :wink:


eheh..grazie...comunque tengo a precisare che sono un maschio e di nome faccio Bilal :D (Ema è il diminutivo del mio nome anagrafico, cioè Emanuele)
as-salam alaykum


Scusami Bilal :oops:

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stellina
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 10:47 am    Oggetto: Rispondi citando

Brandon ha scritto:
Fratello mi farebbe davvero piacere conoscere i riferimenti di cui parli in merito all' abrogazione dei vari precetti ebraici...sn sempre interessato a queste cose!
Il mio discorso, cmq, vuole solo sottolineare come tale abrogazione non trovi riscontro nelle stesse letture cristiane: ad esempio tu cosa pensi della visione di Pietro e del fatto che non volesse mangiare cibi immondi? A me fa riflettere...
In ogni caso non è su congetture che si basa il nostro Credo, ma unicamente sulla Fede. Quelle che facciamo qui sono semplicemente discussioni. Niente di piu.
Pace a te




In merito ti posto ciò che segue tratto da un articolo di padre A.Maggi. Qui sta l'essenza del credo cristiano:

E' un pochino lungo ma ti invito a leggerlo :)

IL CRISTIANESIMO NON E' UN LIBRO

Per più di quindici secoli la dottrina della chiesa cattolica si è basata sulla Vulgata, la traduzione latina del Nuovo Testamento voluta da papa Damaso. Quest’opera, per quanto ammirevole e straordinaria, non fu però esente da errori. Le imprecisioni e gli sbagli nella traduzione e nell’interpretazione del testo originale greco determinarono, a volte tragicamente, la storia della chiesa.

Errore fatale

Uno degli errori di traduzione che influì negativamente nella teologia della chiesa, riguarda il discorso di Gesù sul “Buon Pastore” (Gv 10,11-16). Il traduttore confuse il termine ovile della prima parte del versetto 16 (“E ho altre pecore che non provengono da questo ovile [aulês]” con il termine gregge della seconda parte (“E saranno un solo gregge [poimnê], un solo pastore”), e anziché tradurre il termine greco poimnê (gregge) con il latino grex, lo rese con ovile: “E saranno un solo ovile, un solo pastore

Mentre il testo di Giovanni indicava che per Gesù era finita l’epoca dei recinti, per quanto sacri potessero essere, e per questo liberava le pecore dall’ovile per formare un unico gregge, secondo la traduzione latina Gesù liberava sì le pecore dall’ovile del giudaismo, ma per poi rinchiuderle nuovamente nell’unico e definitivo ovile, quello della chiesa cattolica.

Forte dell’insegnamento del suo Signore, per secoli la chiesa pretese di essere l’unico ovile voluto dal Cristo e formulò l’efficace slogan “Extra Ecclesiam nulla salus”, sancendo che “fuori della chiesa non esiste salvezza”. la chiesa cattolica pertanto considerò dannati per sempre tutti i cristiani delle chiese ortodosse e protestanti, insieme agli ebrei, ai musulmani e ai credenti delle altre religioni: in pratica tre quarti dell’umanità.

Nel secolo scorso il ritorno al testo originale greco del Nuovo Testamento, portò a una maggiore comprensione dell’insegnamento del Cristo e il Concilio Vaticano II, dichiarò che “Dio, come salvatore vuole che tutti gli uomini siano salvi. Infatti, quelli che senza colpa ignorano il vangelo di Cristo e la sua chiesa, e tuttavia cercano sinceramente Dio, e coll’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di Dio, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna”

Con questa importante dichiarazione, il Concilio ammise che la salvezza esisteva non solo anche nelle altre confessioni cristiane e nelle altre religioni, ma persino tra i non credenti che ascoltano la loro coscienza.

Non potendo più rivendicare l’esclusivo primato della salvezza, la chiesa si trova ora a dover rispondere all’interrogativo: Perché Cristo?

Se fino al secolo scorso si era di fatto obbligati a essere battezzati cristiani e cattolici al fine di salvarsi, ora le nuove generazioni sanno che anche nell’ebraismo e nell’islamismo, solo per citare le due religioni che sembrano essere le più affini al cristianesimo, è possibile salvarsi. Perché Cristo e non Mosè o Maometto?

Tutte le religioni sembrano essere uguali, almeno quelle monoteiste, che invitano a credere in un unico Dio e ogni religione, anche le non monoteiste, insegna il timore e la preghiera verso Dio, l’amore per il prossimo, l’esercizio della carità e il rispetto per gli altri.

Se è dunque vero che tutte le religioni conducono a Dio e quindi alla salvezza, perché mai si dovrebbe scegliere proprio Gesù e il suo impegnativo messaggio? E se si può scegliere, quali sono i criteri che spingono a preferire una religione piuttosto che un'altra, se in fondo sono tutte uguali?


La novità di Gesù

È diventato usuale definire le religioni monoteiste come le “Religioni del Libro”, in quanto queste si rifanno a un testo sacro che si ritiene rivelato da Dio stesso. Questo Libro, contenente la volontà divina, è la norma di comportamento per ogni generazione di credenti, anche se mutano i contesti sociali e le situazioni nelle quali gli uomini si trovano a vivere. Il Libro è la parola definitiva e immutabile data da Dio millenni o secoli fa ai bisogni e agli interrogativi dell’uomo, anche quando questi non riceve una risposta razionale.

È possibile definire “religione del Libro” anche il cristianesimo?

La novità di Gesù è che il Cristo non ha posto un Libro quale codice di comportamento dei credenti, ma l’uomo.

Non è un Libro rivelato o una Legge ritenuta divina, ciò che il credente deve osservare, ma il bene dell’uomo, che per il Cristo è al di sopra di ogni norma o precetto religioso. Mentre nella religione conta ciò che l’uomo fa per Dio, il cristianesimo nasce da ciò che Dio fa per gli uomini. Se nella religione è importante il sacrificio, nella fede lo è l’amore. Quando ciò non è tenuto presente si rischia di disonorare l’uomo per onorare Dio, come fa il sacerdote protagonista della Parabola del Samaritano (Lc 10,30-37) il quale trovandosi di fronte a un ferito, non ha alcun dubbio su quel che deve fare: il rispetto del Libro divino è per lui più importante della sofferenza del moribondo. Per rispettare la Legge, che proibiva a un sacerdote di toccare un ferito (Nm 19,16), sacrifica l’uomo.

Per Gesù non basta che un testo sia considerato sacro, occorre anche che l’uomo venga considerato sacro. Per questo mentre nelle religioni del Libro si sacralizza Dio, Gesù, Parola di Dio, ha reso sacro l’uomo. Quella di Gesù pertanto non può essere definita una religione del Libro, quanto una fede nell’uomo.

Se il bene dell’uomo non viene messo al primo posto come valore sacro, non solo i testi dell’Antico Testamento, ma lo stesso vangelo, quando non è più a servizio del bene e della felicità degli uomini bensì strumento di potere per sottometterli, è portatore di morte anziché di vita.


Gesù e il Libro

Se le comunità cristiane hanno avuto un atteggiamento di libertà creativa nei confronti dei vangeli, è perché si sono sentite in questo autorizzate da Gesù, che nell’insegnamento e nelle azioni ha messo sempre il bene dell’uomo al di sopra di ogni legge o comandamento divino.

Dai vangeli emerge che ogni qualvolta si è creata una situazione di conflitto tra l’osservanza della Legge e il bene dell’uomo, Gesù non ha avuto esitazioni e ha scelto sempre il bene dell’uomo, ed è significativo che la maggior parte delle azioni e delle guarigioni operate da Gesù avvengano proprio nel giorno in cui queste non erano permesse: il sabato. Infatti, tra tutti i comandamenti, il riposo del sabato era considerato il più importante, al punto che lo si riteneva osservato da Dio stesso. In questo giorno la Legge proibiva di compiere qualunque attività (Es 20,8; Ger 17,21-27). L’osservanza di questo comandamento garantiva l'ubbidienza del volere di Dio, e per la sua trasgressione era prevista la pena di morte, in quanto la violazione del sabato equivaleva alla disubbidienza di tutta la Legge.

Per Gesù il bene dell'uomo è più importante dell'osservanza dei precetti divini, e non ha avuto alcuna esitazione a guarire le persone in giorno di sabato. Il criterio di quel che è bene e quel che è male, permesso o no, non si basa per Gesù sull'osservanza o no del Libro, ma sulla pratica dell'amore, e l'amore non conosce alcun limite che gli venga posto.

Gesù non solo ha trasgredito le prescrizioni contenute nella Legge, ma ne ha relativizzato l’importanza, attribuendo a Mosè e non a Dio alcune parti della stessa: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così”(Mt 19,8). Secondo la tradizione religiosa, ogni parola della Legge veniva da Dio stesso. Mosè aveva avuto il semplice ruolo di esecutore della volontà di Dio, ed era inaccettabile affermare che alcune parti provenivano da Mosè anziché dal Signore. Per Gesù quel che è scritto nella Legge riguardo al ripudio non manifesta la volontà di Dio, ma è un cedimento alla testardaggine del popolo, e quindi non gode di alcuna autorità divina.

Lo scontro più clamoroso tra Gesù e il Libro è stato sul tema, importantissimo per i Giudei, delle regole di purità rituali. Nel Libro del Levitico sono elencati gli animali che si possono mangiare in quanto considerati puri e quelli di cui è proibito cibarsi in quanto ritenuti immondi (Lv 11). Per Gesù la purezza o meno dell’individuo non consiste in quel che mangia, ma nelle sue azioni, smentendo di fatto il Levitico (“Così dichiarava puri tutti gli alimenti”, Mc 7,19)


Gesù è il Libro

Il Creatore non si manifesta in un Libro, ma nella vita dell’uomo, non nei codici da osservare, ma nell’amore da accogliere; non chiede obbedienza alla Legge, ma assomiglianza al suo amore (Lc 6,35-36). Mentre la Legge non può conoscere la particolare situazione dell’individuo e la sua osservanza può essere causa di sofferenza, lo Spirito del Signore agisce in ognuno individualmente, sviluppando e potenziando quelle che sono le caratteristiche uniche e singolari di ogni individuo.

Nei vangeli le prerogative esclusive della Legge divina, di essere fonte di vita e norma di comportamento degli uomini, vengono trasferite a Gesù. Il Cristo non promulga una Legge esterna che l’uomo deve osservare, ma comunica loro il suo stesso Spirito, un’energia divina interiore che rende gli uomini capaci di amare generosamente come si sentono amati (Gv 13,34).


Per il cristiano, il codice di comportamento non riguarda una legge scritta ma l’adesione a una persona vivente: il Cristo, nuova e definitiva Scrittura per tutta l’umanità.





Il termine greco che viene tradotto con religione, (gr. deisidaimonía) è composto dal verbo temere (gr. déidô) e da dèmone (gr. daimôn) e significa il timore degli dèi/dèmoni, paura delle potenze celesti, degli spiriti maligni, superstizione, religione. Nei vangeli la parola religione non si trova, e nel Nuovo Testamento compare una sola volta, ma per indicare la religione ebraica (At 25,19). Più che di “religione cristiana” sarebbe appropriato parlare di “spiritualità cristiana


San Tommaso arriverà ad affermare, commentando il testo di Paolo “La lettera uccide, lo Spirito invece dà vita” (2 Cor 3,6), che “per lettera si deve intendere ogni legge esterna all'uomo, precetti della morale evangelica compresi, che possono uccidere se non esistesse nell'intimo la grazia sanante della fede” (I 2a q. 106 art. 2).



“Non capite che tutto ciò che entra nell’uomo dal di fuori non può renderlo impuro, perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va nella fogna?... Ciò che esce dall’uomo è quello che rende impuro l’uomo” (Mc 7,19.20).


“Misericordia io voglio e non sacrifici” (Mt 9,13; 12,7; Os 6,6).

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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 12:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Al di la di cio che dice il testo da te citato, stellina, di cui non condivido quasi nulla (ma questo ci puo stare...opinione personale...), ti chiedo soltanto di spiegarmi la contraddizione da me evidenziata: quando in Marco dichiarava mondi tutti gli alimenti e l' episodio di Pietro (che si rifiuta, invece, di mangiare cibi immondi). Se Pietro fa questo, forse, Gesù non aveva dichiarato mondi tutti gli alimenti, non trovi? Io credo che ci troviamo dinanzi all' ennesimo tentativo di adattare la religione cristiana ai tempi, in modo da renderla piu accettabile dalla gente. Raitzinger disse all' inizio del suo apostolato "Fino ad ora è stato Gesù ad andare dalla gente. E' ora che sia la gente ad andare da Gesù".
Sono sempre opinioni personali. Ti invito solo a riflettere su quanto ho evidenziato.
Pace!

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stellina
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 12:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Caro Brandon,
a proposito della visione di Pietro di cui hai accennato, ecco qui di seguito:

Anche qui è un po' lungo, ma interessantissimo e visto che hai evidenziato la tua curiosità ti invito a leggere:




All’epoca di Gesù, erano centinaia i vari gruppi religiosi, ognuno con la sua particolarità e nel gruppo - ancora non si chiamavano cristiani, giustamente - di questi seguaci di Gesù Messia, gli ebrei non vedevano nulla di nuovo, soprattutto nulla di pericoloso per l’istituzione religiosa. Le chiese quindi godono di grande pace. Addirittura la chiesa di Gerusalemme, scrive l’evangelista, godeva della stima di tutto il popolo. Quel popolo che si era rivoltato contro Gesù e ne aveva chiesto la morte, stima la comunità di Gerusalemme e quando si scatena una delle prime persecuzioni, gli apostoli non vengono toccati, perchè in questo gruppo, guidato dagli apostoli, non si vede nulla di nuovo. Tanto è vero che, quando c’è un processo, - pensate! - il gruppo di Gesù viene difeso da Gamaliele, un membro del sinedrio, un fariseo. I farisei sono stati sempre gli acerrimi nemici di Gesù, ma non vedevano nulla di nuovo in questo gruppo.


Per dare l’idea della chiesa in quell’epoca, al capitolo 21 degli Atti, Paolo (Saulo) viene contestato perché quando si converte dice: tutto quello che io prima ritenevo importante, la legge, l’osservanza, le preghiere, l’ho considerate un nulla di fronte alla ricchezza di Gesù. Poi incomincia a predicare questo, viene subito convocato dal ‘Santo Uffizio’ dell’epoca che cerca di fargli rinnegare il suo atteggiamento e dice a Saulo: “Vedi, fratello, quante migliaia di giudei sono venuti alla fede” - attenzione – “e tutti sono osservanti della legge” (At 21,20). Ecco la comunità primitiva di Gerusalemme!! Sono entrati nella comunità per osservare la legge! Ma la legge, con Gesù, non ha più nessuna funzione, la legge l’ha data Mosè. Scrive Giovanni nel suo prologo: “La Legge fu data attraverso Mosè, la grazia e la verità” - espressione ebraica che significa l’amore fedele – “vennero per Gesù” (Gv. 1,17). Bisogna scegliere il rapporto con Dio: o un rapporto basato sull’osservanza della legge o un rapporto basato sull’accoglienza dell’amore gratuito da parte di Dio.

Ebbene, in questa comunità, tutti quanti osservano la legge. E, con quel linguaggio falso, tipico delle curie, dicono: “Ora hanno sentito dire che tu vai insegnando ai giudei, sparsi tra i pagani, di abbandonare Mosè, dicendo di non circoncidere i loro figli e di non seguire gli usi tradizionali” (At 21,21). Sai che addolori tanto il sommo sacerdote, cerca di ravvederti!! Cercano di fare rinnegare a Paolo questo suo atteggiamento e lo spingono all’ipocrisia: «guarda, siccome hanno sentito questo, fai una cosa, offri un bel sacrificio pubblico davanti a tutti, così tutti pensano che queste sono soltanto chiacchiere» [Fa dunque quanto ti diciamo: vi sono fra noi quattro uomini che hanno un voto da sciogliere. Prendili con te, compi la purificazione insieme con loro e paga tu la spesa per la loro perché possano radersi il capo. Così tutti verranno a sapere che non c’è nulla di vero in ciò di cui sono stati informati, ma che invece anche tu ti comporti bene osservando la legge” (At. 21,23-24)]. Questa è la situazione delle chiese: sono comunità che hanno accettato Gesù quale messia, ma non ne hanno capito la grande portata, la grande novità. Continuano ad osservare il sabato, ad osservare le leggi religiose di Mosè, pregano secondo le varie tappe dell’uso mosaico e non c’è nessuna novità.

Pietro incomincia la visita di queste comunità. La situazione è un disastro. L’evangelista usa un suo stile particolare e, per indicare la situazione di una comunità, presenta ogni volta un personaggio di essa. Pietro va nella comunità di Lidda dove c’era Enea, paralitico da otto anni e il numero otto, nel simbolismo cristiano primitivo, era il numero che indicava la resurrezione di Gesù perchè Gesù era resuscitato l’ottavo giorno. Questa comunità, anziché essere testimone della forza e della vita, era paralizzata (Atti 9,32). Va nella comunità di Giaffa e qui, nonostante le opere buone della discepola Tabita, la comunità era morta (Atti 9,36). Le comunità o sono paralizzate o sono morte, perché stanno ancora sotto la cappa della legge.

Pietro le rianima, ma anziché fermarsi nella comunità di Enea, il paralitico, o di Tabita, la morta che poi, secondo Luca, Pietro resuscita, scrive l’evangelista “Ma avvenne poi che per parecchi giorni, Pietro rimase in Giaffa, presso un certo Simone, il conciatore” (At 9,43). Quando leggiamo questi testi dovremmo sempre calarli nella cultura dell’epoca. Se noi fossimo dei pii Ebrei, un’affermazione del genere ci farebbe inorridire.

Faccio solo un esempio, tanto per svegliarvi un po’ e per dirvi il contrasto che presenta l’evangelista. Pietro ha visitato un monastero maschile: erano tutti paralizzati. Ha visitato un monastero femminile: erano tutte morte. Ed è entrato in un bordello e lì c’era la vita. Questo per rendere l’idea del contrasto che sta facendo l’evangelista. Perché? Perché Simone, anziché vivere presso Enea, anziché vivere nella comunità di Tabita, comunità buone, pie, osservanti della legge, va a vivere presso Simone conciatore, cioè uno che svolge un’attività che lo rende perennemente impuro ed entrare nella casa di un conciatore era una trasgressione. Il conciatore di pelli, naturalmente, lavora con le pelli scuoiate da animali morti e, secondo il libro del Levitico, era un’attività che lo rendeva impuro. Pietro va a vivere in casa di Simone il conciatore - abbiamo detto che, secondo lo stile di Luca, l’individuo rappresenta una comunità - e questa è una comunità che si è separata dalla legge. La legge dice che “se tocchi animali sei impuro”, ma questi se ne infischiano ed è l’unica comunità che non abbia infermità né morte: Simone gode di buona salute. Pietro, tra le comunità pie, ma osservanti della legge perciò carenti di vita, e una comunità che si è emancipata dalla legge, va a vivere in questa.

Il fatto è talmente grave, e Pietro si rende conto di averla fatta grossa, che quando poi, a Gerusalemme, dovrà rendere conto di quello che ha fatto dirà: me ne stavo pregando nella città di Giaffa. Non dice che era nella casa di Simone il conciatore perché ha commesso una trasgressione: quando si entrava nella casa di una persona del genere, si diventava impuro. Pietro, quando si troverà a dover rendere conto del suo operato, dirà: stavo nella casa di uno a Giaffa e stavo pregando.


Vediamo il capitolo 10 degli Atti e l’importante episodio che inizia i passi della conversione: nel momento in cui scricchiola la fedeltà alla legge, lì si può inserire l’azione potente dello Spirito. Dal momento che Pietro, tra le due comunità pie ma carenti di vita, ha scelto la comunità fuorilegge, però piena di vita e quindi accetta la trasgressione, lo Spirito Santo incomincia ad agire finalmente in questo uomo. Lo Spirito Santo farà un po’ di fatica per la testa dura di Pietro, ma alla fine ci riuscirà.


Il capitolo 10 si apre con l’importante figura di un centurione, quindi pagano, di nome Cornelio. Un uomo buono, pio e mentre questo centurione prega c’è un angelo - ed è lo stesso Signore - che gli dice: “Manda degli uomini a Giaffa e fa venire un certo Simone, detto anche Pietro. Egli” - notate la sottolineatura - “[i]è ospite presso un certo Simone il conciatore[/i]” - quindi è una garanzia, non è una persona ortodossa - “e la cui casa è presso il mare” (At 10,5). Altre volte abbiamo detto che quando leggiamo questi testi, ogni particolare che di per sé sembra superfluo per la comprensione, è un particolare teologico. Perché il Signore dà questa indicazione precisa “la cui casa è presso il mare”? Il mare, nella simbologia ebraica, era lo spazio che separava la terra di Israele dal mondo dei pagani ed era lo spazio che gli ebrei liberati dalla prigionia egiziana, avevano attraversato per entrare nella libertà. Quindi è una comunità che è verso il mondo del paganesimo.

Cornelio manda a chiamare Simone e mentre avviene questo, Pietro ha una esperienza drammatica che lo trasformerà profondamente. È significativo che questa esperienza capiti in casa di un personaggio impuro e non nella comunità pia, ma carente di vita. Lo Spirito Santo agisce là dove c’è la vita e i luoghi pii, gli spazi sacri, sono refrattari alla sua azione. Vediamo l’inizio del cambiamento di Pietro, al capitolo 10 degli Atti, versetto 9: “L’indomani, mentre essi erano in cammino” - Cornelio manda gli uomini a Giaffa, da Pietro - “e si avvicinavano alla città, Pietro” - ricordate, quando c’è soltanto il soprannome negativo significa che non sta facendo qualcosa di giusto - salì sulla terrazza a pregare[/b]” - questo uomo è incorreggibile! Gesù ha detto: quando volete pregare, non fate uno spettacolo pubblico, scegliete “la dispensa della casa”, il luogo più nascosto perché la preghiera non va esibita, la preghiera non va mostrata, non è un esempio da dare. Le due volte in cui si dice che Pietro prega, o va nel tempio a farsi vedere da tutti o nella terrazza. La terrazza non è il nostro balcone: le case di quell’epoca sono a un piano e sopra hanno una terrazza quadrata, a pochi metri dal suolo, in una posizione in cui tutti possono vedere. Pietro, quando prega, lo fa in modo che tutti possono vedere - [b]“intorno all’ora sesta” (At 10,9). Ancora lui è fedele, ha il breviario, ha diverse ore da recitare e, quando arriva l’ora sesta, va a pregare!


Guardate che strano, “Gli venne fame” - una fame che non riesce a sopportare - “e volle mangiare”. Non è che ha detto: adesso prego e poi mangio: mentre si mette a pregare gli viene fame. Naturalmente questa fame è indicativa, significa che l’osservanza della legge, l’osservanza delle regole religiose, non può saziare il desiderio di pienezza che ha la persona e, nonostante la preghiera, gli viene fame. Anche al figliol prodigo gli viene fame, è affamato, e anche lui ha questo desiderio di vita.“Mentre glielo preparavano, avvenne su di lui l’estasi ” (At 10,10) - il termine è œkstasij, ma non ha il significato che prenderà poi nel cristianesimo, significa andare fuori di sé. Adesso a Pietro capita un avvenimento che lo manda fuori di sé, Pietro lo accoglierà, e sarà l’inizio del suo cambiamento. È interessante che il Signore non si manifesta nella preghiera, ma nella fame


Abbiamo visto come la religione riesca a rincretinire le persone perché le costringe ad osservare delle regole che, con la propria testa, non riescono a capire: si fa perché Dio l’ha detto! Nel libro del Levitico c’è l’elenco degli animali che sono puri e impuri e c’è scritto che è proibito mangiare il maiale, ma si possono benissimo mangiare le cavallette, che a noi, per la nostra cultura fanno un po’ schifo. È proibito mangiare la lepre, considerata impura, ma non i grilli. Perché? Non si sa. Dio ha deciso così. Ricordate questa mattina quando si parlava del peccato? C’è una legge e anche se non capisci, la devi osservare.

Si presenta a Pietro tutta la creazione che era buona, ma per Mosè, questi animali, specie i rettili, sono impuri. “E risuonò una voce che gli diceva: «Alzati, Pietro”, [/b]l’espressione grammaticale con la quale è indicato questo nome è il vocativo e c’è soltanto tre volte. L’unica volta nel vangelo - abbiamo detto che Gesù si rivolge a Simone sempre chiamandolo Simone e sono gli evangelisti che adoperano il termine Pietro per far capire che Simone sta contraddicendo il suo maestro - in cui Gesù si rivolge a Simone chiamandolo Pietro è per annunciargli il suo tradimento, nel vangelo di Luca. “Pietro io ti dico: «Non canterà oggi il gallo, prima che tu per tre volte avrai negato di conoscermi»” (Lc 22,34). Il vocativo Pietro c’è soltanto tre volte: nell’annuncio del tradimento, qui in questo episodio e nel racconto dell’episodio che Pietro farà. È Gesù stesso che si rivolge a Pietro chiamandolo con lo stesso termine con il quale gli ha annunciato il suo tradimento “che gli diceva:” - è un ordine imperativo - “Alzati, Pietro”- sacrifica - cioè[b] “uccidi e mangia»” (At 10,13). Quindi è la voce di Gesù che invita Pietro a trasgredire la legge.


E qui, per comprendere la reazione di Pietro, dobbiamo vedere il dramma che sta vivendo. Ha ragione Gesù? Se ha ragione Gesù, significa che la Bibbia è sbagliata o almeno il libro del Levitico scrive il falso. Perché nel libro del Levitico - e loro credevano che ogni parola della Scrittura fosse parola di Dio - c’è tutto un elenco di animali che sono impuri e che non si possono mangiare. O ha ragione il libro del Levitico ed è Gesù che sbaglia! È un dramma accogliere la novità portata da Gesù


“Ma Pietro disse: «Giammai, Signore” - è la stessa espressione di quando Gesù disse: “e voi tutti mi tradirete”, Pietro rispose: “Giammai signore”- “[b]perché mai ho mangiato nulla di profano e di immondo[/b]»” (At 10,14). Ancora una volta il discepolo è testardo. Di fronte alla voce di Gesù che gli ordina in maniera imperativa e lo chiama Pietro, come nel tradimento, “uccidi e mangia” lui non ascolta: “io, mai”. Da qui capiamo che Pietro era un osservante, era un fedele ortodosso della religione perché dice: “Mai ho mangiato nulla di profano e di immondo”. Dio aveva regalato all’umanità la creazione e la religione, la religione sempre perversa, la nemica degli uomini, ha invece stabilito: questo sì, questo no, questo va bene, questo non va bene e le persone, succubi della religione, vedono con la deformazione che la religione porta.

“E una voce di nuovo per la seconda volta a lui:” - E questa è una sentenza importantissima! - “«Ciò che Dio ha purificato, tu non chiamarlo immondo»” (At 10,15). È la religione che distingue tra ciò che è puro e ciò che è impuro, ma questo non è agli occhi di Dio. La creazione è tutta pura perché dono del suo amore all’umanità. Qui la questione che prepara, non riguarda solo il cibo, che è puro o impuro, ma con questa distinzione si arriva poi alla divisione tra persone pure e persone impure, tra persone che meritano l’amore di Dio e persone che non ne sono degne perché non osservano la legge, perché la loro vita morale, sessuale, è disordinata, perché non praticano il culto. È la Legge che ha separato gli uomini puri e impuri, non Dio. Dio non fa queste distinzioni.

Scrive l’evangelista “E questo avvenne per tre volte” - ormai sappiamo che il povero Pietro va in fibrillazione quando sente il numero tre, perché gli ricorda come per tre volte ha rinnegato, è il triplice rinnegamento, e adesso corre il rischio - e se lo fa adesso, non c’è più per lui alcuna speranza - di perdersi irrimediabilmente. “Questo avvenne per tre volte” - e per tre volte si sente la voce del Signore - “e immediatamente l’oggetto fu risollevato in cielo” (At 10,16).Quindi Pietro, in casa di una persona impura, al di là della osservanza religiosa, arriva a comprendere che la distinzione tra puro e impuro non è vera. Non è facile!! Arrivare a un certo punto della propria esistenza e dover ammettere che tutto quello che ci avevano insegnato e che credevamo vero, non solo non favoriva la comunione con Dio, ma era quello che lo ostacolava e lo impediva, è un dramma! Ed è il dramma di Pietro

Mentre Pietro era rimasto perplesso su cosa fosse la visione che aveva visto”“ - la variante del testo occidentale dice: “quando tornò in sé”, come il figliol prodigo - “ecco gli uomini inviati da Cornelio, informatisi sulla casa di Simone, furono alla porta” (At 10,17). “Chiamarono e chiesero se Simone, detto anche Pietro, alloggiava colà” (At 10,18) Bussano e lo mandano a chiamare. “E mentre Pietro” - scrive l’evangelista – “rifletteva sulla visione” - perché non gli è chiara. È un dramma per Pietro. Gesù lo spinge a fare quello che, secondo la sua credenza, Dio gli proibiva. Deve fare una scelta. Se accoglie l’insegnamento di Gesù, deve trasgredire la volontà di Dio espressa nel libro del Levitico. Il povero Pietro è in bilico - “lo spirito gli disse: «Ecco tre uomini ti cercano; alzati, scendi, va’ con loro senza esitare” - perché senza esitare? Perché gli ebrei non potevano avere nessun contatto con i pagani. Se sei in contatto con un pagano, che è impuro, anche tu diventi impuro - “»perché sono io che li ho mandati” (At 10,19-20). Prima era Cornelio che li invia a Pietro, qui lo Spirito dice: io li ho inviati.

La descrizione che fa l’evangelista è di straordinaria importanza: non era Cornelio ad avere inviato i tre uomini, ma lo Spirito. Cornelio, il pagano, aveva agito mosso dallo Spirito, esattamente come i profeti. Per convertire un cristiano, lo Spirito Santo si è servito di un pagano straniero. Quello che sta dicendo l’evangelista è straordinario! Il pagano, come un profeta, è animato dallo Spirito e il Signore se ne serve per convertire il credente. Credo che dia spazio a molta riflessione. Lo spirito invita Pietro ad alzarsi (¢n…sthmi), esattamente come il figliol prodigo dice: “Mi alzerò e andrò da mio padre” (Lc 15,18).

Mosso da Gesù e dallo Spirito, Pietro accoglie gli inviati di Cornelio e poi, con essi, si reca a casa sua. L’evangelista costruisce questa scena sul modello del ritorno del figliol prodigo alla casa del padre.Pietro il giudeo, l’osservante che aveva detto: “Mai in vita mia ho mangiato niente di impuro”, accetta di entrare in casa del pagano e, come in una vera e propria importantissima professione di fede, dichiara (At 10,28) “e disse a quelli: “Voi sapete che non è lecito a un uomo giudeo unirsi o avvicinarsi a uno straniero;”. Nell’ insegnamento del giudaismo c’è la radice del razzismo, perché quando una nazione si sente un popolo eletto, quando degli uomini si sentono superiori agli altri, questa è la fonte del razzismo. Dice Pietro “non è lecito a un giudeo unirsi o avvicinarsi a uno straniero” e questo è rimasto nel giudaismo. Gli ebrei osservanti si ritengono il popolo eletto, il popolo sacerdotale e non possono avere alcun contatto con i non ebrei. Ancora oggi, nei loro libri di morale, si legge qualcosa che, per la nostra mentalità, è agghiacciante. Cito testualmente: ‘Uno dei motivi per i quali, a noi ebrei, non è lecito bere il vino con i non ebrei è che il vino induce a familiarità e, siccome noi siamo il popolo sacerdotale, non dobbiamo scendere a familiarità con i non ebrei’.

Alla radice di questa esaltazione di un popolo, dell’individuo superiore agli altri, c’è la radice del razzismo. E infatti - lo ripeto - Pietro dice: “sapete che non è lecito a un giudeo unirsi o avvicinarsi a uno straniero”, noi siamo il popolo santo, il popolo sacerdotale e voi siete degli impuri. Ma ecco finalmente la grande liberazione. Noi riusciamo a sorridere o a ridere di queste prevenzioni, ma, guardate, il tema è attuale. Oggi i motivi di razzismo, di diversificazione nei confronti degli altri, sono impostati su altri valori, ma ancora oggi, specialmente per chi vive nell’ambito della religione, si distingue tra persone degne e persone indegne, persone gradite a Dio e persone che non lo sono.


Ecco la sentenza straordinaria e finalmente Pietro, da testa dura, - sarà ancora testa dura fino a domattina, ma comincia già ad essere uomo dello spirito - dice: “e a me Dio ha mostrato che non si deve dire profano o immondo nessun uomo” (At 10,28). Questa è una dichiarazione di fede, è una dichiarazione teologica di grande importanza. Pietro comincia a comprendere, mosso dallo Spirito, le parole di quel Gesù che aveva creduto di seguire: non esistono persone pure e persone impure. La distinzione che è tanto cara a tutte le religioni tra il puro e l’impuro, tra il sacro e il profano, tra i credenti e non, tra santi e peccatori, non viene da Dio. Viene dalla religione, la nemica, l’avversaria di Dio.

Dio non distingue gli uomini tra quelli che meritano il suo amore e quelli che non lo meritano. Nella religione, Dio ama gli uomini secondo i loro meriti, con Gesù, Dio non guarda i meriti degli uomini, ma si sente attratto dai loro bisogni. Sempre in Luca c’è l’importante parabola del fariseo e del pubblicano. Il fariseo, che vanta tutti i suoi meriti, è ignorato da Dio che invece si sente irresistibilmente attratto da quel disgraziato del pubblicano. Dio non si sente attratto dai meriti delle persone, ma dai loro bisogni. Pietro, una volta compreso che le distinzioni religiose del giudaismo sono tutte invenzioni umane, che non rispecchiano la volontà del Signore, tenta di iniziare un discorso che ancora una volta Dio gli interromperà.

P.Maggi

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 3:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Questo articolo che riporti, sorella, rafforza ancora di piu la mia convinzione di un opera umana successiva volta a rendere piu accessibile la religione...
Sura CIX (Al Kafirun, i miscredenti), 6 "A voi la vostra religione, a me la Mia"
Pace a te

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 3:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

... e ad ognuno l'unico Dio... che sa solo amare, mio caro fratello!
Facciamoci portatori di questo grande amore, amiamoci di quello stesso grande immenso e gratuito amore che dà senza chiedere, facciamoci simili amando!


Pace!

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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 3:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

Per la sorella maria
ho letto il tuo intervento, ma nn l ho commentato nei dettagli in quanto l' unica fonte rilevante a livello dottrinale è il complesso di lettere neotestametarie, e quindi Paolo di Tarso. Tutto il resto è irrilevante. Per me.
Ti lascio una serie di versetti paolini su cui riflettere...mi sembra cha da questi la posizione della donna non ne esca cosi male.

corinzi 7, 4
corinzi 11, 11
efesini 5, 28
e soprattutto galati 3, 26

Ti invito inoltre a riflettere sul versetto 34 della sura IV del Sacro Corano: secondo te chi lo legge superficialmete, senza vivere l' Islam come lo viviamo noi, non vi vede una sorta di maschilismo?
Pace a te

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 4:56 pm    Oggetto: Rispondi citando

hmm.. per me il cristianesimo è di gran lunga più maschilista dell'Islam..
anzi.. più che maschilismo nell'Islam a mio modo di vedere c'è una perfetta divisione dei ruoli e delle attitudini fra uomini e donne, al contrario di quanto accade magari nel cristianesimo, dove la donna è vista quasi come la causa prima di ogni male. Basta che ricordiate ad esempio, la caccia alle streghe oppure il fatto che fino a qualche secolo fa le donne non potevano possedere beni in occidente(tutto ciò che guadagnavano andava ai mariti, non potevano chiedere il divorzio etc)
.. insomma, il male era donna.
Allah SWT ha risollevato la dignità femminile masha'allah! Oggi la situazione delle donne in occidente è migliorata sotto certi punti di vista ma peggiorata sotto altri.. cmq credo che questi argomenti siano stati già ampiamente dibattuti nel forum.

Ritornando al discordo principale, i cristiani storcono il naso quando si sente parlare di velo, lapidazione.. o quando guardano un musulmano pregare..
eppure tutti i personaggi dell'AT pregavano come pregano oggi i musulmani.
la vergine maria e le altre pie donne portavano il velo. Si parla di lapidazione nel levitico e anche nei vangeli...
Perchè mai? Forse del libro esaltano le cose che gli aggradono e trascurano le altre? Non a caso Allah SWT ha detto che i cristiani "hanno dimenticato una buona parte del messaggio che è stato inviato loro" (5:15).

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 5:41 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara Maria,
il tuo nome nel Vangelo ha un'importanza fondamentale proprio sull'argomento che stiamo vedendo.
Abbiamo detto che vogliamo vedere questa condizione della donna
attraverso l’esistenza della madre di Gesù. Non abbiamo le prove che sia
stato questo il motivo, ma è certo strano il nome che i genitori della madre
di Gesù hanno messo a questa bambina: Maria.
Probabilmente, non abbiamo le prove, questo nome ha voluto esprimere tuttoil disgusto, tutta la scontentezza della nascita di una bambina perché
Maria era un nome maledetto che mai veniva posto a una bambina.
Perché questo nome è maledetto?
L’unica volta che Maria appare nella Bibbia, nell’Antico Testamento, è perché è il nome della sorella di Mosè, donna ambiziosa, intrigante, approfitta di un momento di calo di popolarità del fratello che si è sposato con una negra e lei - attenzione! - lei e Aronne fratello di Mosè, quindi fratello e sorella mormorano contro Mosè che si è sposato con una negra. Il Padre Eterno sente, si arrabbia; notate: Aronne e Maria sono fratello e sorella di Mosè,hanno commesso lo stesso crimine di parlar male di Mosè per cercare in qualche maniera di screditarlo e dice: Il Signore udì e l’ira del Signore siriversò su … chi? Su Maria naturalmente, Aronne no, e il Signore la maledice,
perché era considerata una maledizione, con la lebbra.
La lebbra a quell’epoca non veniva considerata una infermità ma una
maledizione scagliata da Dio. Per le suppliche di Mosè finalmente Dio
accondiscende a guarirla ma a malincuore. – tra l’altro quando morirà Maria dice: ma non state a piangere per una vecchia
Dio la guarisce dalla lebbra, ma da quel momento il nome Maria scompare dai
nomi delle donne ebree, non si trova più perché era il nome che portava la maledizione. Un po’ come noi, nella nostra cultura cristiana: chi si azzarda amettere al bambino il nome Giuda? Giuda è un bel nome, uno degli apostoli,non solo quello che lo ha tradito, si chiama Giuda, però siccome Giuda ricorda il traditore di Gesù, almeno io non conosco, non c’è nessun bambino che sichiami Giuda.
Ebbene, ugualmente il nome Maria da quel momento è scomparso. Allora ci chiediamo perché la madre di Gesù si chiama Maria e quasi tutte le donne dei Vangeli hanno questo nome?
Probabilmente appunto per questa emarginazione, per questo disgusto che
c’era per questa donna.


Per capire la situazione della donna al tempo di Gesù occorrerebbe aprire una parentesi ed una prefazione lunghissima. ma credo che tu sappia che a quei tempi se la nascita di una bambina era una disgrazia, la sua vita eraun’autentica sciagura.



“…e si meravigliarono che stesse discorrendo con una donna…”
Gv 4,27


Questo è inammissibile, intollerabile e scandaloso.
Perché?
Tenete presente che nella lingua ebraica il termine al femminile di discepolo non esisteva. Giovanni Battista è apparso a dei discepoli tutti maschi quindi una donna in un gruppo era inconcepibile, perché la donna, da sempre deve stare sotto l’autorità di un uomo: del padre
prima, del marito poi e poi eventualmente dei figli, ma sempre circoscritta
nell’ambito del clan famigliare.
Una donna che vivesse al di fuori del clan famigliare era inconcepibile a meno che non fosse una prostituta.
Il diritto ebraico prevedeva il ripudio concesso al marito che sorprendeva la donna in giro per strada da sola o parlando con un’altra persona.
Ebbene, nel gruppo di Gesù c’erano alcune donne
mentre i personaggi maschili presenti nei discepoli salvo una o
due eccezioni non di più, sono presentati tutti in maniera negativa, le donne,salvo due eccezioni, vengono tutte presentate positivamente.
Le due eccezioni sono le due donne che sono legate all’ambito del potere:
1. Erodiade, la donna che detiene il potere,
2. e la madre dei figli di Zebedeo, la donna che ambisce al potere.
Salvo questi personaggi, le donne vengono presentate positivamente ma non solo,le presenta allivello degli uomini, ma in un grado superiore.
Quindi la donna che era ritenuta l’essere umano più lontano da Dio, nella
comunità di Gesù non solo è ritenuta al livello dei maschi, degli apostoli, dei discepoli ma addirittura a un grado superiore.


Comprenderete quanto tutto questo cozzi e sia di contrasto con la mentalità dell’epoca e vedrete, tempo centocinquant’anni, al massimo duecento, tuttaquell’importanza che Gesù aveva dato alle donne, tutto quel valore che la comunità cristiana aveva riconosciuto alle donne, non solo verrà tolto, ma verranno tolti anche quei diritti che potevano avere, perché la novità portata da Gesù è stata talmente grande che non era possibile comprenderla in una cultura maschilista dell’epoca in cui la donna era considerata praticamente un uomo venuto male.


Gesù in un contesto del genere va in giro con delle donne!
In un contesto del genere, come era considerata la donna, donna impura! E Gesù incomincerà un processo di liberazione e di emancipazione della donna che però non avrà più seguito.
Già in una delle lettere del NT, la prima lettera a Timoteo, si legge che la
donna potrà salvarsi soltanto partorendo figli (1 Tm 2,15). Con buona pacedelle zitelle e delle suore: non si salvano.
La donna potrà salvarsi soltanto partorendo figli, la donna che non
partorisce è dannata. Pensate, sono lettere che i cristiani si mandavano!
Questo perché la novità portata da Gesù è stata talmente grande che non fu compresa.

Occorre leggere i Vangeli davvero per capire quale straordinaria rivoluzione portò Gesù con sè

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 5:44 pm    Oggetto: Rispondi citando

scusate non ho citato la fonte: studibiblici.it


Per quanto riguarda il messaggio del fratello Lucariel, i Cristiani hanno avuto Cristo... sembra quasi che ve ne dimentichiate, ma il passaggio dall'antico e nuovo testamento è fondamentale nella religione cristiana, ne è il fulcro, il principio, il tutto.

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 9:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

ehm...Ma non era un forum che parlava di Islam? -.-"

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 9:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

_LuCaRieLLo__ ha scritto:
hmm.. per me il cristianesimo è di gran lunga più maschilista dell'Islam..
anzi.. più che maschilismo nell'Islam a mio modo di vedere c'è una perfetta divisione dei ruoli e delle attitudini fra uomini e donne, al contrario di quanto accade magari nel cristianesimo, dove la donna è vista quasi come la causa prima di ogni male. Basta che ricordiate ad esempio, la caccia alle streghe oppure il fatto che fino a qualche secolo fa le donne non potevano possedere beni in occidente(tutto ciò che guadagnavano andava ai mariti, non potevano chiedere il divorzio etc)
.. insomma, il male era donna.
Allah SWT ha risollevato la dignità femminile masha'allah! Oggi la situazione delle donne in occidente è migliorata sotto certi punti di vista ma peggiorata sotto altri.. cmq credo che questi argomenti siano stati già ampiamente dibattuti nel forum.

Ritornando al discordo principale, i cristiani storcono il naso quando si sente parlare di velo, lapidazione.. o quando guardano un musulmano pregare..
eppure tutti i personaggi dell'AT pregavano come pregano oggi i musulmani.
la vergine maria e le altre pie donne portavano il velo. Si parla di lapidazione nel levitico e anche nei vangeli...
Perchè mai? Forse del libro esaltano le cose che gli aggradono e trascurano le altre? Non a caso Allah SWT ha detto che i cristiani "hanno dimenticato una buona parte del messaggio che è stato inviato loro" (5:15).


Mash'Allah...:)

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MessaggioInviato: Mer Nov 26, 2008 11:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fondamentalmente in totale accordo con le posizioni di Maria e Lucariello, mi riprometto di intervenire più nel dettaglio domani, se Dio vuole.

Nel frattempo, vi segnalo quest'opera, decisamente interessante ai fini della discussione in corso:

Tessore, La Donna Cristiana, nell'Insegnamento della Tradizione Apostolica, edizioni Il Leone Verde -
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La parità di diritti tra i due sessi, la libertà della donna di lavorare fuori casa e di vestirsi come vuole sono dati ormai del tutto scontati e indiscussi, talmente radicati da escludere qualsiasi voce di dissenso. A pensarla diversamente possono essere solo gli ambienti del fondamentalismo islamico "fanatico"; oppure possono essere i Padri della Chiesa che, come si ritiene oggi, non avevano ancora sviluppato la consapevolezza della vera dignità della donna.
Questo libro si presenta come una voce di dissenso, anzi come un totale ribaltamento di prospettiva: non più dare per scontato che l'emancipazione femminile sia una conquista della civiltà, bensì ripensare la questione, tornando ad ascoltare la voce proprio di coloro (i Padri della Chiesa) che furono i più tenaci sostenitori della concezione patriarcale: si propone cioè di capire le ragioni di chi non la pensa come noi. Si offre al lettore la possibilità di accostarsi alla presunta "misoginia" dei Padri non con i soliti schemi mentali di oggi, per i quali "sottomissione", "clausura", "velo", "obbedienza al marito" sono cose necessariamente negative, ma con uno spirito di umiltà e di rispetto, per verificare se forse esista una libertà della donna che non sia solo quella di lavorare e guadagnare soldi, e se esista una dignità che possa esprimersi anche nell'essere pudica, portare il velo e dedicarsi alla famiglia.
Utile strumento di studio per l'ampia e dettagliata documentazione che offre, basata rigorosamente sui testi biblici e patristici, questo libro offre al contempo un grande affresco di una società alternativa (dove, paradossalmente, il modello cristiano delle origini si rivela più vicino all'Islam fondamentalista odierno che all'Europa "cristiana"); diventa un itinerario spirituale per riscoprire i valori della pazienza, della libertà interiore, della povertà e dell'abbandono a Dio; diventa, infine, un'occasione per rimettere in discussione, secondo una prospettiva genuinamente cristiana, gli "assiomi" della società occidentale moderna (emancipazione femminile, benessere, diritti umani...) e volgere il nostro sguardo a vedere che esistono modi diversi di concepire la vita, modi diversi di intendere la dignità femminile.

(Dalla presentazione)

Precisando che -come ha ben detto Maria- l'Islam non ha nulla a che fare con la concezione dei Padri della Chiesa, a prescindere dalla provocatrice equiparazione fatta dagli editori del libro.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 9:30 am    Oggetto: Rispondi citando

Nass ha scritto:
ehm...Ma non era un forum che parlava di Islam? -.-"


beh... si è parlato del concetto di donna dal punto di vista cristiano e mi sono sentita in dovere (e piacere) di rispondere e di intervenire.
Se la cosa disturba o non è gradita posso smettere qui.
...e viva il dialogo e il confronto!

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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 11:02 am    Oggetto: Rispondi citando

salam aleikom wa rahmatUllah wa baraketu.

evito ogni tipo di commento perchè ha già definito bene il discorso il fratello Umar, mash'Allah, quindi aspetto il suo ulteriore intervento perchè forse sono io che non riesco a spiegarmi bene.

x stellina: credo di anticipare il fratello Nass nel dirti che la sua era una battuta che, purtroppo, come molte altre battute, non è stata colta per quello che è.

La verità è che questo forum si chiama "discussioni sull'islam" quindi quando trattiamo un argomento è perchè desideriamo conoscerne gli aspetti dal punto di vista musulmano. Il dialogo ci stà in ogni caso ma fino ad un certo punto. Se poi uno vuole approfondire dovrebbe scegliere un forum cattolico..... spendere fiumi di inchiostro per spiegare il pensiero di un "santo" cattolico non mi sembra utile in questo contesto.

Chiedo scusa in anticipo se qualcuno si sentirà offeso/a dalle mie parole e confermo che la mia era solo una precisazione senza scopo di offesa verso nessuno.

Salam.
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 11:38 am    Oggetto: Rispondi citando

scusa cara sorella, ma chi sarebbe questo santo cattolico che ho menzionato? :?

Va bene che è un forum sull'Islam e se sono qui ci sarà pure un perchè, ma sorvoliamo... ma se quasi in ogni post ci sono riferimenti, paragoni e quant'altro sulle altri fedi (e normalmente è "ovvio" che il paragone vede "vincente" la vostra strada a scapito delle altre che paiono miserabili, come se la fede fosse una disputa su chi ne esce vinvente) è normale che chi vi legge vuole pure portare il suo contributo.

Allora parlate solo di Islam senza nessun altro tipo di riferimento e bloccate l'accesso alle persone che appartengono ad altri credo, in questo modo non avrete "elementi o interventi estranei" a ciò che volete vedere scritto.

Perdonate lo sfogo, carissimi, ma l'Islam che io conosco è ben differente da questa chiusura emotiva.

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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 12:28 pm    Oggetto: Rispondi citando

stellina ha scritto:
scusa cara sorella, ma chi sarebbe questo santo cattolico che ho menzionato? :?

Va bene che è un forum sull'Islam e se sono qui ci sarà pure un perchè, ma sorvoliamo... ma se quasi in ogni post ci sono riferimenti, paragoni e quant'altro sulle altri fedi (e normalmente è "ovvio" che il paragone vede "vincente" la vostra strada a scapito delle altre che paiono miserabili, come se la fede fosse una disputa su chi ne esce vinvente) è normale che chi vi legge vuole pure portare il suo contributo.

Allora parlate solo di Islam senza nessun altro tipo di riferimento e bloccate l'accesso alle persone che appartengono ad altri credo, in questo modo non avrete "elementi o interventi estranei" a ciò che volete vedere scritto.

Perdonate lo sfogo, carissimi, ma l'Islam che io conosco è ben differente da questa chiusura emotiva.


Comincio a credere di parlare arabo, perchè ogni volta io scrivo ceci e tu capisci fagioli...... (questa è una battuta, non ho nulla ne contro i ceci ne contro i fagioli)

IO non mi stò "chiudendo emotivamente" ma ti stò solo spiegando che PER ME non c'è utilità nel discorso che si stava portando avanti.
Qui nessuno deve fare a gara a chi ha ragione, la religione non è un concorso a punti o a premi. Certo è che nel momento in cui io non sono d'accordo su qualcosa, come tu devi sentirti libera di dire la tua, anche io voglio sentirmi libera di dire la mia, altrimenti sei tu che fai monologo e ti "chiudi emotivamente".

Detto questo, per me il discorso finisce qui.

Wa salam.
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stellina
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 12:35 pm    Oggetto: Rispondi citando

Cara sorella, non perdere la pazienza che è poi peccato :D

Hai menzionato un santo cattolico e ti ho solo chiesto chi fosse! Io non ho menzionato santi cattolici ma ho ripreso il vangelo in primis...

Siete voi che avete fatto riferimenti espliciti alla dottrina cattolica quindi è normale che altri rispondano.

Che il discorso non ti interessi va bene, basta dirlo... per altro magari può interessare a qualcun altro, anche se al momento non mi sembra... ma le vie del Signore sono infinite... magari qualcuno un domani visitando il forum potrebbe pure ritenere interessante per lui ciò che ho scritto.

Ma d'altronde... è proprio un principio teologico fondamentale che non ci permette di comunicare bene. Hai ragione, non è una tua risposta emotiva, il fatto è che non c'è altro fuori dal Corano che valga la pena di essere preso in considerazione.
Quindi, a volte, mi chiedo se davvero il confronto è possibile...
(sono seria, non è una risposta polemica)

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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Gio Nov 27, 2008 12:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

3umarandrea ha scritto:
Fondamentalmente in totale accordo con le posizioni di Maria e Lucariello, mi riprometto di intervenire più nel dettaglio domani, se Dio vuole.


Chissà perchè, non avevo dubbi!
Ps: anche questa è una battuta!

3umarandrea ha scritto:
Nel frattempo, vi segnalo quest'opera, decisamente interessante ai fini della discussione in corso:

Tessore, La Donna Cristiana, nell'Insegnamento della Tradizione Apostolica, edizioni Il Leone Verde -
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preciso ancora che l' unica fonte valida, per me, a livello dottrinale è il comparto neotestamentario.
in ogni caso date un' occhiata a:

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Pace a chi segue la Via

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najmalbahari
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MessaggioInviato: Mar Dic 09, 2008 12:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

Assalemu aleykum!!!
sono d'accordo con la sorella!!!:)
già il fatto che il motivo del velo per S.Paolo era che noi donne fossimo immagine e gloria dell'uomo o non di Dio non può non essere considerato maschilista!!!in un altra discussione avevo affrontato questo discorso...non m iricordo dove emh :oops:

paceee!!!

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"Quando una donna fa le cinque preghiere giornaliere, digiuna nel mese di Ramadan, è pudica, non disubbidisce al proprio marito, allora ella entrerà in Paradiso da qualsiasi porta lei preferisca."
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mer Dic 10, 2008 8:18 am    Oggetto: Rispondi citando

Umaaaaaaaaaaaaaaaaaaar

Stiamo ancora aspettando..... : - )
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mer Dic 10, 2008 10:11 am    Oggetto: Rispondi citando

najmalbahari ha scritto:
Assalemu aleykum!!!
sono d'accordo con la sorella!!!:)
già il fatto che il motivo del velo per S.Paolo era che noi donne fossimo immagine e gloria dell'uomo o non di Dio non può non essere considerato maschilista!!!


Sura Al Baqara, 223 "Le vostre spose per voi sono come un campo".
Sorella, questa frase, decontestualizzata, non è maschilista, secondo te?
Lo studio del cristianesimo non è cosi superficiale, come puo sembrare.
Pace a chi segue la Via.

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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mer Dic 10, 2008 11:40 am    Oggetto: Rispondi citando

Brandon ha scritto:
najmalbahari ha scritto:
Assalemu aleykum!!!
sono d'accordo con la sorella!!!:)
già il fatto che il motivo del velo per S.Paolo era che noi donne fossimo immagine e gloria dell'uomo o non di Dio non può non essere considerato maschilista!!!


Sura Al Baqara, 223 "Le vostre spose per voi sono come un campo".
Sorella, questa frase, decontestualizzata, non è maschilista, secondo te?
Lo studio del cristianesimo non è cosi superficiale, come puo sembrare.
Pace a chi segue la Via.


Salam.

Sinceramente, la prima volta che ho letto questa eya mi sono commossa molto. Non la trovo affatto maschilista, anzi.... se ci pensi bene, anche da un punto di vista non religioso, la donna è vista come la terra, una terra che da dei frutti se coltivata con dedizione...... cosa c'è di maschilista? l'uomo non può vivere senza la terra...... così come la terra (oltre che per volontà di Allah Taa'la) non da frutti se non è coltivata....

Spiegami meglio il concetto, forse sono io che non riesco a ....."cogliere".
(Bellissima battuta : - )))

wa salam.
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Mer Dic 10, 2008 11:46 am    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:
Brandon ha scritto:
najmalbahari ha scritto:
Assalemu aleykum!!!
sono d'accordo con la sorella!!!:)
già il fatto che il motivo del velo per S.Paolo era che noi donne fossimo immagine e gloria dell'uomo o non di Dio non può non essere considerato maschilista!!!


Sura Al Baqara, 223 "Le vostre spose per voi sono come un campo".
Sorella, questa frase, decontestualizzata, non è maschilista, secondo te?
Lo studio del cristianesimo non è cosi superficiale, come puo sembrare.
Pace a chi segue la Via.


Salam.

Sinceramente, la prima volta che ho letto questa eya mi sono commossa molto. Non la trovo affatto maschilista, anzi.... se ci pensi bene, anche da un punto di vista non religioso, la donna è vista come la terra, una terra che da dei frutti se coltivata con dedizione...... cosa c'è di maschilista? l'uomo non può vivere senza la terra...... così come la terra (oltre che per volontà di Allah Taa'la) non da frutti se non è coltivata....

Spiegami meglio il concetto, forse sono io che non riesco a ....."cogliere".
(Bellissima battuta : - )))

wa salam.


Certo sorella
io la prima volta che l ho letta ho pensato ad un bene di proprieta dell' uomo, del quale potesse fare cio che vuole. Cosa che ha poi trovato conferma nel famoso versetto del "battetele". Come vedi senza un adeguata conoscenza della materia ognuno puo farsi un idea sbagliata.

Ps: Complimenti per la battuta :wink:
Pace a te

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