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Spariscono da Varallo i cartelli anti burqa

 
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Inviato: Gio Feb 22, 2018 10:38 pm    Oggetto: Ads

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Marcella
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MessaggioInviato: Mer Feb 12, 2014 9:21 pm    Oggetto: Spariscono da Varallo i cartelli anti burqa Rispondi citando

SPARISCONO DA VARALLO I CARTELLI ANTI BURQA

Rimossi dall’amministrazione comunale nel giorno in cui in tribunale a Torino veniva discussa la causa indetta da quattro cittadini. Li aveva voluti nel 2009 l’allora sindaco Buonanno

VARALLO

L’amministrazione comunale di Varallo ha rimosso i cartelli che dal 2009, per iniziativa dell’allora sindaco Gianluca Buonanno (Lega Nord), vietavano di indossare in paese burqa, burqini e niqab.

Proprio oggi in tribunale a Torino è stata discussa la causa promossa da quattro cittadini con il sostegno dell’Asgi (associazione studi giuridici sull’immigrazione).

«È una grande vittoria contro un messaggio di discriminazione», commenta l’avvocato dei ricorrenti, Alberto Guariso.

I cartelli in questione vietavano l’ingresso ai mendicanti e di indossare burqa e niqab. L’amministrazione, oggi, ha fatto rimuovere i più grandi e tra breve - è stato spiegato nel corso dell’udienza - procederà anche per quelli più piccoli. Verrà anche revocata un’ordinanza sul «no» all’uso del burqini (capo di abbigliamento che lascia scoperti viso, mani e piedi) nelle piscine e lungo i torrenti, mentre ne sarà corretta una seconda, relativa al divieto di coprirsi il capo, con l’integrazione «salvo giustificato motivo». Il Comune, oggi guidato dal sindaco Eraldo Botta, si è impegnato a provvedere entro la metà di marzo.

«Siamo molto soddisfatti - commenta una delle ricorrenti, Marianna Corte - perché siamo riusciti a ottenere un risultato che restituisce la dignità al nostro paese. Quei cartelli non erano un gesto di benvenuto: al contrario, erano un biglietto da visita dal quale non ci sentivamo rappresentati».

Lo scorso 12 dicembre, in occasione dell’apertura del processo, Buonanno (oggi deputato leghista) si era presentato ai cancelli del Palazzo di Giustizia di Torino con un cappuccio nero che gli copriva il volto e le spalle. «Sono stato denunciato - aveva spiegato al desk delle informazioni e ai carabinieri - perché ho fatto un cartello: dicono che discrimino. Ma se io indosso un burqa non posso entrare in un luogo pubblico. E allora sono discriminato».

Oggi è avvenuta quella che i ricorrenti definiscono la «retromarcia» da parte del Comune.

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