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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Può un uomo musulmano lavorare sotto comando di una donna?

 
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Inviato: Ven Feb 23, 2018 2:19 am    Oggetto: Ads

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ni3mi
Affezionatissimo
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MessaggioInviato: Lun Lug 23, 2012 4:33 pm    Oggetto: Può un uomo musulmano lavorare sotto comando di una donna? Rispondi citando


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Venezia, pur di non prendere ordini da un capo donna egiziano si licenzia

Facchino in un noto hotel della città lagunare non poteva accettare, anche per motivi religiosi, che una donna lo comandasse sul lavoro. La direzione dell'hotel non poteva cambiare le funzioni della governante e quindi lui si è licenziato. Poi, ragionandoci, si è trovato un accordo: avrà un collega maschio che farà da ‘collegamento’. Iman: "L'Islam non centra, non è vietato"


Venezia, 23 luglio 2012 - Per motivi legati alla sua rigida visione religiosa, considerava un’onta insopportabile il fatto di prendere ordini da una donna. Tanto che avrebbe pure rinunciato al posto di lavoro. Protagonista della vicenda, riportata dal ‘Gazzettino’, un facchino egiziano musulmano di un famoso albergo di Venezia, che doveva rispondere al suo diretto superiore, una governante.
“Quando ha fatto presente il suo problema, dettato dalla sua rigida visione religiosa, la direzione gli ha spiegato che certo non poteva cambiare mansioni a chi era lì da anni, svolgendo adeguatamente i suoi compiti - sottolinea il quotidiano - e che dunque, se avesse voluto lavorare in quell’albergo avrebbe dovuto accettare di adattarsi alle modalità lavorative italiane”.
“A quel punto l’uomo, pur di non prendere ordini dalla collega ha preso carta e penna e ha rassegnato le dimissioni”, prosegue. Ma poi l’egiziano è tornato sui suoi passi e la direzione dell’hotel ha deciso di salvargli il posto trovando una mediazione: “Durante i suoi turni di lavoro - riporta il ‘Gazzettino’ - sarà presente, oltre alla governante, anche un collega maschio che farà da ‘collegamento’, comunicando all’egiziano le mansioni da svolgere”.

IMAM: LE RICHIESTE DEL FACCHINO INACCETTABILI ANCHE PER L'ISLAM - “Quest’uomo e le sue richieste non hanno nulla a che fare con l’Islam perché sono inaccettabili”. E’ con queste parole che l’imam di Venezia, lo sceicco siriano Hammad Mohammed, ha commentato ad Aki - Adnkronos International la vicenda del dipendente egiziano dell’Hotel Danieli, che non volendo prendere ordini da una superiore donna si è prima licenziato per poi venire rintegrato con la garanzia che prenderà direttive da un uomo.
“Non capisco per quale motivo questa persona abbia voluto legare una vicenda che del tutto personale - ha aggiunto - con la religione islamica. Come possiamo dire che un musulmano non può lavorare agli ordini di una donna se lo stesso Maometto ha lavorato per anni per conto di una donna, quella che poi sarebbe divenuta sua moglie, Khadija. Per anni ha preso soldi da lei e ha agito per suo conto”.
Secondo l’imam siriano “nulla nel Corano o nella tradizione profetica vieta a un uomo musulmano di avere una donna come capo. Non troviamo versetti in merito”. Per quanto riguarda invece il versetto 228 della seconda sura del Corano, usato dagli estremisti salafiti per giustificare questo genere di posizione (“Gli uomini sono un gradino superiori di esse”), spiega: “Questo versetto parla del rapporto tra marito e moglie all’interno della coppia e si riferisce unicamente alla forza fisica dell’uomo e della donna e non ai rapporti interpersonali e nella società. Ci possono essere donne che sono superiori agli uomini per fede o per altro”.

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fatima daniela
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MessaggioInviato: Lun Lug 23, 2012 4:49 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma scherziamo?? il Profeta saws a suo tempo prima di sposare Khadija, lavorava per lei!!!

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Youssefpaolo
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MessaggioInviato: Lun Lug 23, 2012 5:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ne approfitto per chiedere una delucidazione.
Seguendo una trasmissione su Iqraa (ed è per questo che chiedo qui....) un "professore" di Al Azhar ha affermato che il divieto per una donna di guidare un Paese (fondato sull'hadith del Profeta secondo il quale un Paese guidato da una donna è destinato alla rovina), va contestualizzato ESCLUSIVAMENTE per il caso specifico della guerra allora in corso contro non ricordo se i bizantini o i persiani, guidati appunto da una donna.
MA che è da escludere che questo hadith abbia valore normativo per il futuro.

E' vero?
Che riferimenti ci sono?
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Lug 23, 2012 5:32 pm    Oggetto: Rispondi citando

Quando leggo queste "notizie" mi verrebbe sempre voglia di mandare i giornalisti ai lavori forzati.

Youssefpaolo ha scritto:
Ne approfitto per chiedere una delucidazione.
Seguendo una trasmissione su Iqraa (ed è per questo che chiedo qui....) un "professore" di Al Azhar ha affermato che il divieto per una donna di guidare un Paese (fondato sull'hadith del Profeta secondo il quale un Paese guidato da una donna è destinato alla rovina), va contestualizzato ESCLUSIVAMENTE per il caso specifico della guerra allora in corso contro non ricordo se i bizantini o i persiani, guidati appunto da una donna.
MA che è da escludere che questo hadith abbia valore normativo per il futuro.

E' vero?
Che riferimenti ci sono?


Non mi risulta.

Maulana Ashraf `Ali Thanwi (rahimahullah) ha spiegato diversamente quella proibizione; vedi:


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ni3mi
Affezionatissimo
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MessaggioInviato: Mar Lug 24, 2012 4:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

fatima daniela ha scritto:
ma scherziamo?? il Profeta saws a suo tempo prima di sposare Khadija, lavorava per lei!!!

Stessa cosa detta dall’imam di Venezia, lo sceicco siriano Hammad Mohammed, intervistato sul caso.

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Ibrahim al-Albani
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MessaggioInviato: Mar Lug 24, 2012 5:40 pm    Oggetto: Rispondi citando

fatima daniela ha scritto:
il Profeta saws a suo tempo prima di sposare Khadija, lavorava per lei!!!

Si può prendere come esempio ciò che faceva RasulAllah prima che iniziasse la Rivelazione? Visto che quando sposò Khadija radiaAllahu anha non c'era ancora l'ultima Legge Sacra!

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Ibn al-Mubârak e l’Imâm Ahmad (che Allah abbia misericordia di loro) dissero:
“Quando la gente diverge, restate saldi su ciò su cui si tengono i Mujâhidîn, la verità è con loro, poiché Allah (‘azza waJalla) dice:

وَالَّذِينَ جَاهَدُوا فِينَا لَنَهْدِيَنَّهُمْ سُبُلَنَا

Quanto a coloro che combattono per la Nostra causa, Noi li guideremo certo sulle Nostre Vie (Corano XXIX. Al-’Ankabût, 69)

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Lug 24, 2012 7:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Menderes al-Arnauti ha scritto:
fatima daniela ha scritto:
il Profeta saws a suo tempo prima di sposare Khadija, lavorava per lei!!!

Si può prendere come esempio ciò che faceva RasulAllah <img src="http://img97.imageshack.us/img97/6042/saaws.png"> prima che iniziasse la Rivelazione? Visto che quando sposò Khadija radiaAllahu anha non c'era ancora l'ultima Legge Sacra!


Esatto, ottimo punto, volevo pure aggiungerlo prima.
Si torna al solito discorso del citare "a caso" episodi qua e là a seconda delle necessità. Distruggendo qualsiasi vera metodologia.

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AbuMuhammad
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MessaggioInviato: Gio Lug 26, 2012 3:07 am    Oggetto: Rispondi citando

Niente ordini da una donna

Il caso diventa un giallo

Il dipendente dell'hotel Danieli di Venezia sarebbe stato riassunto. Il direttore: «Non ne sapevamo nulla, il facchino continua a lavorare qui e segue ancora le direttive di una donna»

VENEZIA - Un facchino musulmano di un hotel di Venezia si sarebbe dimesso non sopportando di prendere ordini da una donna. E gli avrebbero salvato il posto affiancandogli un maschio. Protagonista della vicenda un egiziano dipendente del Danieli che si era licenziato per non subire «l'onta» di ricevere disposizioni da una governante. Questa una prima versione dei fatti. Ma la direzione dell'albergo in tarda mattinata si affretta a smentire l'intera faccenda. E il fatto, commentato rapidamente da tutta Italia, diventa di fatto una sorta di giallo.

L'uomo avrebbe lasciato il celebre hotel ma non trovando un altro lavoro si sarebbe ripresentato alla direzione che tenendo in grande considerazione il lavoro dell'extracomunitario lo avrebbe riassunto garantendogli che nei suoi turni si troverà a fianco, oltre alla donna, un collega maschio che gli comunicherà gli incarichi. La «mediazione», come indica Il Gazzettino, sarebbe andata a buon fine e l'uomo sarebbe tornato regolarmente al suo lavoro.

Diversa, come detto, la versione dell'albergo. Si dice «sorpreso» il direttore dell'hotel Danieli di Venezia, Christophe Mercier, e sottolinea all'Adnkronos che il facchino non aveva mai comunicato ufficialmente il problema che viveva. «Non abbiamo ricevuto nessuna comunicazione ufficiale scritta dal dipendente - riferisce Mercier - noi rispettiamo tutte le persone che lavorano con noi e se ci fosse stato posto il problema avremmo potuto agire».

Il direttore del celebre hotel della città lagunare sostiene infatti che l'azienda non era a conoscenza del caso e quindi non ha preso nessuna misura per cambiare l'organizzazione del personale: «Siamo sorpresi da questo articolo, ne prendiamo atto e ne parleremo con la persona interessata», prosegue il direttore dell'albergo. Il facchino egiziano «continua a lavorare qui», dice, e prende ancora ordini da una donna: «Viene sempre gestito da donne perché le governanti sono tutte donne», sottolinea Mercier. «La nostra azienda - conclude il direttore - ha sempre un comportamento corretto, giusto, etico nei confronti di tutti i dipendenti, di tutte le nazionalità e le religioni».


Ehm......

Pare il solito "tanto rumore per nulla", pur considerando che, come accade in spessissimi casi, il singolo deve rispondere per se.


Fonte:
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Lug 26, 2012 3:32 am    Oggetto: Rispondi citando

Mus'ab ha scritto:
Ehm......

Pare il solito "tanto rumore per nulla", pur considerando che, come accade in spessissimi casi, il singolo deve rispondere per se.


Ma si riesce a trovare un solo, singolo caso di cronaca utilizzata dagli islamofobi che non sia inventato/manipolato dagli stessi?

Comunque, in tutti questi casi la prima cosa da fare (oltre a mantenere un ragionevole dubbio - che poi nella stragrande maggioranza dei casi dei casi essere stato ben motivato) è sempre ragionare sul come mai proprio questa notizia viene data, quando ci sarebbero - cambiando qualche piccolo dettaglio - milioni di notizie simili che però non vengono trasmesse?

I media non sono una fonte neutrale di informazioni, né si limitano a "veicolare" "tutte" le notizie. Non solo perché danno una loro lettura ed interpretazione già nel modo in cui le raccontano. Ma proprio a monte, nel momento della scelta di quali notizie dare.

Ci vorrebbe un manuale, "tecniche di sopravvivenza e difesa dal terrorismo giornalistico".

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Deva
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MessaggioInviato: Gio Lug 26, 2012 8:06 am    Oggetto: Rispondi citando

LOL!

Sorvolando sulle delucidazioni che è lecito chiedere in merito al caso, io dopo aver letto questo:

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Ho deciso deliberatamente di non leggere nemmeno, salvo casi eccezionali, le notizie in merito all'Islam.

E' d'obbligo prendere con le pinze qualsiasi (non necessariamente soltanto quando si parla di Islam) notizia proveniente dai media: a loro modo sono pressoché tutti faziosi.

Sinceramente sono in dubbio, ora come ora non si può nemmeno pensare subito al fatto che i media tendano a mischiare volontariamente il tutto, mi viene spontaneo più che altro, pensare che a scrivere gli articoli ci siano delle capre; alludo ai soggetti di dubbia integrità mentale che credono ancora al tipico stereotipo del musulmano: il beduino-mulo con cui è impossibile intrattenere conversazione, che si fa detonare per le vergini del paradiso, che getta acido in faccia alle donne e le tiene segregate in casa a pane e acqua.
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MessaggioInviato: Gio Lug 26, 2012 3:38 pm    Oggetto: Rispondi citando

Il “Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani”: Enrico Mentana rassegni le dimissioni, LA7 fornisca pubbliche scuse

Archiviato in centinaia di e-mail per La7, discriminazione e islamofobia, Enrico Mentana, Istituto Professionale femminile Francesca Laura Morvillo Falcone, la7, matrice islamica, movimento per la tutela dei diritti dei musulmani, musulmani in Italia, Pubbliche scuse, rassegnazione dimissioni, strage brindisi.

Sono gravi le accuse discriminatorie del giornalista e conduttore televisivo di La7, Enrico Mentana, che senza tanti peli sulla lingua e con una certa sciatteria linguistica, mostrando appieno la sua natura islamofoba, ieri sera ha dichiarato che la strage avvenuta a Brindisi, nell’Istituto professionale femminile Francesca Laura – Morvillo Falcone ha matrice islamica.
Il conduttore non si è però soltanto fermato ad un’affermazione di questo genere, ovviamente priva di fondamento di ogni tipo, ma ha continuato giustificando imperterrito la sua supposizione fantascientifica e offensiva nei confronti delle migliaia di musulmani in Italia, farneticando del cosiddetto “noto disprezzo che l’Islam ha nei confronti delle donne”.

Subito dopo la messa in onda delle suddette aberranti dichiarazioni di Mentana, una pioggia di e-mail si è abbattuta sul sito di La7, chiedendo al conduttore televisivo Enrico Mentana le immediate dimissioni accompagnate dalle pubbliche scuse di La7, che evidentemente non ha saputo “controllare” e gestire cosa mandava in onda, urtando così la sensibilità di migliaia di persone, toccate emotivamente come tutti quanti da una strage mostruosa che si è portata via una giovane vita e che lascerà un segno indelebile nella storia italiana.

Il testo che il Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani ha lanciato e che è stato il primo di una lunga serie, quasi fosse una bomba ad orologeria, è stato recapitato al sito di La7:http://www.la7.it/la7/scrivici.html, e recita:

“In seguito alle gravissime e gratuite dichiarazioni sull’Islam fatte da Enrico Mentana a LA7 in merito all’ordigno esploso questa mattina a Brindisi davanti a una scuola e costato la vita a una studentessa (nonché il ferimento di altre ragazze), chiedo le immediate dimissioni dello stesso Mentana e le pubbliche scuse di La7”.

Il Movimento per la tutela dei diritti dei musulmani, nato a Venezia per venire incontro alle problematiche e alle esigenze dei musulmani italiani, delle difficoltà che le donne italiane convertite all’islam incontrano in una realtà ancora carente di tutele sostanziali e che si prefigge il miglioramento delle interazioni sociali tra musulmani perseguendo serenamente lo scopo della promozione della conoscenza della cultura islamica, quello della cittadinanza attiva e una moltitudine di iniziative a sostegno dell’inserimento delle donne in ambito lavorativo e delle pari opportunità, fornendo assistenza legale e sportelli di segnalazioni, si dice indignato per le dichiarazioni di Enrica Mentana.

«Le parole esprimono il nostro essere, la nostra essenza, ed Enrico Mentana, noncurante di un momento che dovrebbe essere di cordoglio generale, ha espresso appieno il suo terrore nei confronti di una realtà che giorno dopo giorno cresce e si allarga pacificamente» queste le parole espresse dal Movimento
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