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LA SHIA CREDE IN UN CORANO DIFFERENTE? SI!

 
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qiblamalik
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MessaggioInviato: Dom Gen 08, 2012 5:37 pm    Oggetto: LA SHIA CREDE IN UN CORANO DIFFERENTE? SI! Rispondi citando

LA SHIA CREDE IN UN CORANO DIFFERENTE? SI!
La disposizione del Corano e la Shia Duodecimana.


Nel contesto delle discussioni che gli Ahl As-Sunna hanno con la Shia Duodecimana, un argomento che a volte non riceve l’attenzione che meriterebbe è il Sacro Corano. In particolare la differente convinzione riguardo la disposizione dei versetti all’interno delle Sure del Corano, e di come la posizione sciita conduca ad una profonda contraddizione dottrinale, privando di logica le basi della loro religione.
Riguardo le Genti della Via Approvata (Ahlu’s Sunna Wa Jama’ah), la nostra convinzione è che la disposizione dei versetti all’interno di qualsiasi Sura del Corano è quella impostata su ordine del Profeta Muhammad (S) ai suoi compagni. I dettagli di questa credenza possono essere approfonditi con uno studioso che ha raggiunto l’Ijazah nelle scienze del Corano. Quanto deve essere detto riguardo la nostra convinzione è che essa fornisce una solida base per gli Usool (Fondamenti) della nostra religione. Noi crediamo che il testo del Corano e la sua suddivisione interna siano stati decretati divinamente e questo fornisce un solido fondamento all’Islam. L’Aqida (Credo), il Fiq (Giurisprudenza), l’autenticità delle tradizioni ed altro, hanno una solida ed indiscutibile base di partenza.
Invece gli sciiti affermano il contrario, sostengono che la disposizione interna dei versetti del Corano di oggi non è quella voluta da Allah ed il Suo Profeta.
Ad esempio, il grande studioso sciita Ali Milani, interrogato risponde:
“Domanda: Noi crediamo che Uthman dispose certi versetti come imponeva la situazione politica del suo tempo, ad esempio egli giocò un ruolo nel mettere il versetto della purificazione nel bel mezzo di versetti riguardanti le mogli del Profeta, in Sura Al-Ahzab?
Risposta: Si, noi crediamo che la collocazione del versetto della purificazione, così come il versetto “Oggi ho completato la vostra religione...” ed altri simili siano stati manomessi da queste persone.
Per il versetto della purificazione, ad esempio, ci sono chiare narrazioni nel Sahih Muslim ed altri testi che affermano che sia stato rivelato riguardo un determinato specifico argomento, e non ha nessun collegamento con le mogli del Profeta ed i versetti che le riguardano.” (1)

Questa stessa opinione è condivisa da Mullah Baqir Majlisi nel rinomato ed importante testo sciita Bihar Al-Anwar, dove si menziona:
“Ed allo stesso modo il versetto della purificazione è stato probabilmente collocato in base ad un significato che essi pensavano gli fosse pertinente, o lo hanno inserito tra i versetti che parlano delle mogli, per loro desiderio delle cose mondane.
E’ chiaro, dalle narrazioni, la mancanza di pertinenza con la loro storia, quindi noi siamo certi che l’organizzazione e disposizione (e lo vediamo) è evidentemente totalmente errata. Ed anche se il cambio di disposizione non fosse avvenuto, diciamo: porteremo numerose narrazioni che dimostrano che molti dei versetti del Corano sono stati rimossi, quindi potrebbe essere ciò che precedeva o veniva dopo questa Ayah ad essere stato rimosso; che se era ancora lì, l’evidente collegamento tra loro (le Ayah) non sarebbe stato interrotto”. (2)

Tenendo presente le risposte date qui sopra, vorremmo porre agli sciiti duodecimani una serie di domande su come possano pensare che i loro Usul (fondamenti religiosi) ed il modo in cui viene formulata la loro religione, si possano definire in qualche modo coerenti:

1) Si sostiene che le frasi del Corano siano state spostate, quindi il significato del Corano è andato perduto. Gli esempi riportano le Ayah 05:03 e 33:33, ma in realtà viene affermato che tutte le frasi del Corano possono essere state spostate, per errore, negligenza o dolo.
Dal momento che gli sciiti sostengono che il testo del Corano è di tipo probabilistico e non certo, allora come possono pretendere la certezza di qualcosa nella loro religione?
Come possono sostenere che Muhammad (S) è veramente il profeta di Allah?
Secondo la loro teoria del dislocamento, può essere che il termine “Muhammad” sia stato accostato erroneamente con la frase “Rasul Allah” in Ayah 49:29. O forse può essere che la frase “Qul Huwa Allahu Ahad” è l’errata combinazione di queste quattro parole, mentre in realtà esse avrebbero dovuto essere separate, sempre applicando la logica conseguenza della loro teoria.
Mentre gli sciiti duodecimani possono negare che questo sia il caso dei due esempi sopra indicati, in base alla loro teoria non c’è modo con cui possano provare che questa corruzione non abbia avuto luogo. La ragione di questo è che essi affermando la possibilità generica di corruzione interna di tutte le parole e frasi del Corano, in alcuni casi indicandone le Ayah, come per 05:03 e 33:33.

2) Poiché per la Shia Duodecimana il testo del Corano e di conseguenza il suo significato, sono di tipo probabilistico, allora come possono stabilire se una narrazione del Profeta (S) o loro “infallibile imam” sia vera o falsa, dal momento che è impossibile raggiungere la certezza quando si verificano, confrontandole, due fonti con autenticità e significato incerti?

3) Se immaginiamo che da adesso il significato del Corano non sia certo e non ci sia modo di verificare la credibilità di qualsiasi narrazione testuale, allora come un qualsiasi punto di Aqida o Fiq della Shia Duodecimana può poter mai essere formulato e definito corretto, quando le basi dei loro principali testi sono intrinsecamente incerte?

Ora, affermare che “nel loro credo gli sciiti duodecimani ritengono il Corano corrotto”, è una semplificazione dell’argomento ed è meglio per noi essere più precisi nelle affermazioni.
Tuttavia, ciò che si può facilmente notare è come nella Shia Duodecimana non è necessario credere, come parte essenziale della religione, che il Corano che la gente oggi legge sia il vero Corano, Rivelazione di Allah. (3)
Loro accolgono senza problemi l’opinione secondo la quale è possibile che la disposizione del testo del Corano sia stato manomesso da chi lo ha raccolto, e che versetti e parole siano stati posti in un ordine errato.

Se una persona imparziale riflette su quanto affermato qui sopra, si accorge immediatamente che la religione della Shia Duodecimana manca di fondamenti su cui reggersi. Una volta che una religione dichiara dubbia l’origine e forma delle sue fonti primarie, tutto ciò che si suppone derivare da queste fonti è anch’esso dubbio, e nulla può mai essere definito sicuramente vero o falso! Pertanto non possono garantire che quello che essi definiscono legale od illegale lo sia realmente. Non possono rivendicare certezze riguardo le storie dei Profeti precedenti, del Giorno del Giudizio, dell’esistenza degli Angeli ecc...
Come scritto in precedenza, non possono neanche dire che Muhammad (S) è con certezza il Messaggero di Allah.
Se ammettiamo, come premessa generale, che è possibile che la collocazione delle parole del Corano sia stata modificata, allora come sappiamo che la frase “Muhammad è il Messaggero di Allah” è corretta, o se è questo un caso in cui le parole componenti la frase sono state spostate per negligenza o dolo?

Quindi, notiamo come siano i loro stessi studiosi ad inficiare la validità delle basi della loro religione.
Se facciamo un analogia con un racconto normale o una poesia, in cui veniamo a sapere che frasi, parole e paragrafi sono fuori posto, realizziamo di conseguenza che il reale significato è perduto, e potremmo leggere in sequenza parole senza nessun collegamento o concetti errati, tutti gli animi sensibili capiscono questo concetto, e non c’è alcun motivo per addentrarsi a provarlo ulteriormente.
Quando tutto questo viene applicato a ciò che è destinato ad essere la Parola di Allah, prima fonte da cui derivano tutte le credenze, si ottiene una conclusione catastrofica.
E’ ovvio che non essendoci modo di conoscere con certezza, la religione diviene un ideologia senza fondamento, così la posizione trasmessa dagli sciiti è da scartare immediatamente, ed ai suoi propagatori va ricordato che ciò a cui chiamano non è una religione divinamente ispirata, ma un debole intruglio delle loro menti che non ha nessuna solida base.

Tra gli sciiti duodecimani vi sono coloro che sostengono che la disposizione del Corano doveva avvenire secondo l’ordine di rivelazione, che questo Corano è quello che raccolse Ali e conservano gli “infallibili imam”. Tuttavia, come gli sciiti duodecimani sottolineano, non c’è nessun problema a recitare il Corano come lo troviamo oggi, dato che gli “imam infallibili” e gli studiosi moderni sollecitano i fedeli duodecimani a leggere il Corano che troviamo tra la gente.
Noi rispondiamo che questa è una riaffermazione delle posizioni presentate prima.
Ricordiamo che non stiamo cercando di dimostrare che gli sciiti duodecimani non leggano il Corano o che leggano un testo diverso, ma stiamo dimostrando che la religione della Shia Duodecimana sia intimamente incoerente, su basi, norme e principi.
Se ammettiamo che la corretta disposizione del Corano sia stata effettuata e conservata dall’”imam infallibile”, piuttosto che il testo che abbiamo ora tutti noi tra le mani, allora:

1) Il significato di tutto il Corano è perduto ed il testo del Corano che tutti noi conosciamo è un guazzabuglio senza speranza di frasi indipendenti accorpate; tutta la Religione perduta per sempre; non vi è modo di distinguere il giusto dallo sbagliato né separare la certezza dal dubbio. Aggiungendo al quadro della situazione gli “imam infallibili” non risolve nessun problema, perché il Corano corretto è solo con loro e le masse sciite non hanno accesso a questo testo.
2) Poiché per loro non vi è altro mezzo da cui partire per discernere tra narrazioni corrette ed errate, in quanto il loro attuale “imam infallibile” non vive apertamente tra loro, né pubblica documenti o contatta i loro studiosi, allora si evidenziano i problemi descritti al punto primo, e l’unico metodo che hanno riguardo la Aqida ed il Fiq è ricorrere al ragionamento attraverso congetture e probabilità.

Di fronte a questi problemi, ci sono altri sciiti duodecimani che replicano sostenendo che non condividono questa visione, che non è una via certa, e che appartiene ad una minoranza di religiosi sciiti.
A questa obiezione noi replichiamo che tale visione, che mette in dubbio la disposizione interna dei versetti del Corano, è parte integrante del dibattito interno alla Shia Duodecimana.
E questo è il motivo per cui una tale prospettiva è stata apertamente enunciata da studiosi del calibro di Majlisi, Milani, Tabrizi ed altri, senza che debbano minimamente giustificare o scusare le loro posizioni.

E’ noto che tali “semplici punti di vista” fanno parte della discussione scolastica negli ambienti sciiti duodecimani, e sappiamo che tutto questo può avvenire perché deriva da una mentalità necessariamente corrotta che non può mai essere legata all’incontaminata religione Islamica.

In conclusione, la sola presentazione della questione da parte della Shia Duodecimana, dimostra la loro posizione insostenibile e logicamente incoerente, che pregiudica la credibilità e coerenza interna del loro credo.
L’unica soluzione per gli sciiti duodecimani è allontanarsi e dissociarsi completamente da queste convinzioni, da coloro che le hanno formulate e da coloro che le hanno tollerate.
L’altra soluzione è il restare intrappolati entro i confini di uno dei sistemi religiosi imperfetti attualmente maggioritari, sistemi da cui preghiamo che l’umanità venga liberata dalla Misericordia di Allah l’Altissimo.

Note:
1)
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L’Ayatollah Ali Al-Husseini Al-Milani, attualmente insegnante nella Hawza di Qom nelle materie di Fiqh, Kalam ed Usul.
Ha studiato tra gli altri dai seguenti Grandi Ayatollah e Marja’a Taqlid (fonti di imitazione): Muhammad Al-Kalbaikani, Hussain Al-Khurasani, Muhammad Al-Ruhani, Muhammad Al-Tabrizi e Murtadha Al-Haeri.
2)

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3) Per maggiori dettagli vedere anche l’articolo: Fatal flaw in the basis of Twelver Shiaism


Tradotto da Studiamo la Shia:
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Articolo pubblicabile riportando la fonte:

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MessaggioInviato: Dom Gen 29, 2012 5:05 pm    Oggetto: Rispondi citando

IL GRANDE AYATOLLAH E MARJIA JAWAD AL-TABRIZI SUL CORANO

Che la credenza nella falsificazione del Corano sia un fondamento della Shia Duodecimana, è un segreto di Pulcinella, salvo per coloro che preferiscono chiudere gli occhi sulla realtà (sovente i comuni credenti sciiti).
E quando gli sciiti si trovano di fronte a citazioni di loro autorevoli studiosi che esplicitamente affermano che il Corano è stato manomesso, adopereranno stratagemmi per cercare di dimostrare che simili tesi ci siano tra i musulmani sunniti, o come fece un giovane sciita in una discussione su un forum, affermano che “queste non sono le mie credenze!”.
In questo articolo citiamo le dichiarazioni del Grande Ayatollah Marjia Jawad Al-Tabrizi, (morto nel 2006) importante punto di riferimento contemporaneo per gli sciiti duodecimani.
Ha concluso la sua vita come insegnante di Usul e Fiq, nella hawza di Qom, in Iran.
Tra i suoi insegnanti ricordiamo il Grande Ayatollah Borujerdi ed il Grande Ayatollah Al-Khoi.

Nel suo sito ufficiale, nella sezione dedicata a domande e risposte, una in particolare che ha attirato la nostra attenzione, e specialmente la risposta dell’Ayatollah Al-Tabrizi, che ci sembra possa interessare tutti coloro che discutono della credenza imamita nella falsificazione del Corano.
Al-Tabrizi, viene interrogato su alcune questioni e sul significato del celebre hadith “Al-Taqalayn” (come riportato in ambiente sciita).
Riguardo a quest’ultimo, la domanda è la seguente:
“Il Profeta ha detto “lascio tra voi due cose pesanti. Il Libro di Allah e la mia Famiglia, la gente della mia casa. Se voi aggrapperete a loro non vi svierete mai, dopo di me”. Cos’é il peso maggiore, il Libro di Allah o la famiglia?”
Risposta dell’Ayatollah Al-Tabrizi:
“Nel nome di Dio...il significato del peso maggiore è il reale Corano, preservato dall’Ahl Al-Bayt e nei cuori di certi credenti. Gli imam hanno sacrificato loro stessi per proteggere il peso maggiore, ed il Corano non è queste stampe che girano tra le mani dei credenti, perché queste stampe raccontano solo del Corano che è preservato dalla sua gente (gli Ahl al-Bayt) “.

I libri attuali non conterrebbero il vero Corano, ma ne sarebbero pallide imitazioni.
Il vero Corano è quello conservato dal dodicesimo imam.
Quindi quando i religiosi sciiti, parlando ad un pubblico musulmano, rifiutano l’accusa di credere nella falsificazione del Corano ed affermano di credere fortemente nella sua preservazione, in realtà non intendono in Corano con la c minuscola che tutti possiamo vedere, ma in vero Corano, nascosto in una grotta con l’imam da un millennio.

Ora ci chiediamo quale sia, secondo loro, il significato della Rivelazione del Corano, il Messaggio Divino, la Guida, se poi è stato rimosso dall’umanità e reso disponibile solo all’imam nascosto! Mentre in realtà è l’umanità che avrebbe necessità del Messaggio Divino e della Guida, non “l’infallibile imam nascosto”, che nelle loro convinzioni è superiore a profeti e messaggeri, e possiede tutte le conoscenze.
Salvo che gli sciiti imamiti non considerino il ritiro del Corano una punizione divina, a causa del comportamento dei Compagni, che non avevano nessuna considerazione per lo scritto di Ali (Mushaf Ali).
Dal momento che la storiografia sciita riporta che, Ali (r) raccolse il Corano, giurando di non lasciare la sua casa fino a quando non ne avesse terminata la compilazione, mentre nello stesso tempo, Abu Bakr (r) nominava una commissione composta dai maggiori conoscitori del Corano, guidata da Zayd Ibn Thabit, sempre per raccoglierlo.
Così, sempre in queste storie sciite, quando Ali presentò il suo lavoro ad Abu Bakr, quest’ultimo lo scartò...ed Ali giurò che a causa del loro comportamento, loro non avrebbero mai più ricevuto la sua versione (il Mushaf Ali).
Allora bisognerebbe comprendere che a causa di questo comportamento dei Compagni, Ali decise di sottrarre il Corano all’umanità e privarla del vero Corano e Guida Divina, opponendosi nello stesso tempo ad Allah che ha rivelato il Suo Messaggio a tutta l’umanità.

Speriamo che lo studente dell’Ayatollah Al-Tabrizi, il celebre Ayatollah Kamal Al-Haydari, che nelle televisioni sciite “schiuma” per sfidare i musulmani, saprà trovare una buona scusa al suo maestro, che, nella tomba, deve ora rispondere e giustificarsi di fronte agli Angeli che lo interrogano su credenze, azioni e parole, riguardanti quello che vi abbiamo presentato.



A cura di “Studiamo la Shia” da
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Sito dell’Ayatollah Marjia, At-Tabrizi con il testo originale, in arabo:

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Articolo pubblicabile riportando la fonte :http://studiamolashia.blogspot.com/
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