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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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legge del taglione
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Inviato: Mer Feb 21, 2018 9:40 am    Oggetto: Ads

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Ayesha
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 12:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

Un estratto da (che tratta di altro, ma include anche questo):
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Citazione:
"The religious laws (shara’i’) are all lights, and the law of Muhammad (Allah bless him and give him peace) among these lights is as the sun’s light among the light of the stars: if the sun comes out, the lights of the stars are no longer seen and their lights are absorbed into the light of the sun: the disappearance of their lights resembles what, of the religious laws, has been abrogated (nusikha) by his law (Allah bless him and give him peace) despite their existence, just as the lights of the stars still exist. This is why we are required by our universal law to believe in all prophetic messengers (rusul) and to believe that all their laws are truth, and did not turn into falsehood by being abrogated: that is the imagination of the ignorant. So all paths return to look to the Prophet’s path (Allah bless him and give him peace): if the prophetic messengers had been alive in his time, they would have followed him just as their religious laws have followed his law.

"For he was given Comprehensiveness of Word (Jawami’ al-Kalim), and given [the Koranic verse] ‘Allah shall give you an invincible victory’ (Koran 48:3), ‘the invincible’ [al-’aziz, also meaning rare, dear, precious, unattainable] being he who is sought but cannot be reached. When the prophetic messengers sought to reach him, he proved impossible for them to attain to--because of his [being favored above them by] being sent to the entire world (bi’thatihi al-’amma), and Allah giving him Comprehensiveness of Word (Jawami al-Kalim), and the supreme rank of possessing the Praiseworthy Station (al-Maqam al-Mahmud) in the next world, and Allah having made his Nation (Umma) ‘the best Nation ever brought forth for people’ (Koran 3:110). The Nation of every messenger is commensurate with the station of their prophet, so realize this" (al-Futuhat al-Makkiyya, III 153.1220).

The passage, when read carefully, is merely an affirmation that Allah’s messengers (upon whom be peace) were true, and everything they brought was true, which is believed by every Muslim. It further suggests that everything their laws (shara’i’ means nothing else) contained has not only been abrogated, but is thereby implicitly contained in the new revelation, in which sense "their religious laws have followed his law." A familiar example cited by ulama is the law of talion, "an eye for an eye and a tooth for a tooth", which was obligatory in the religious law of Moses (upon whom be peace), subsequently forbidden by the religious law of Jesus (upon whom be peace) in which "turning the other cheek" was obligatory; and finally both were superseded by the law of Muhammad (Allah bless him and give him peace), which permits victims to take retaliation (qisas) for purely intentional physical injuries, but in which it is religiously superior not to retaliate but forgive. This is the absorption of the stars’ lights into that of the sun, of "what, of the religious laws, has been abrogated by his law (Allah bless him and give him peace) despite their existence, just as the lights of the stars still exist." This is the sense in which Ibn al-`Arabi is interpreting Comprehensiveness of Word (Jawami’ al-Kalim) here.

What the passage does not say is that non-Islamic religions are valid now that the Prophet (Allah bless him and give him peace) has been sent with Islam. Professor Chittick’s omission of the second half of the passage (which is plainly punctuated in finish by the words "so know this") is puzzling, for it is highly material to the topic, and in spirit and in letter ("because of his being sent to the entire world (bi’thatihi al-’amma)") plainly contradicts the professor’s suggestion that Ibn al-`Arabi does not believe that the coming of Islam abrogated (naskh) previously revealed religions. The wrongness of this notion is clear to anyone who reads the second half and knows what the expression bi’thatihi al-’amma means from having read it in similar contexts from other works of the traditional Islamic sciences that formed Ibn al-`Arabi’s education.



Inoltre mi vengono in mente due hadith che cadono a fagiuolo, wa Allahu ahlam:

Non causare danno e non rispondere al danno col danno

Il musulmano è colui di cui non si deve temere né la lingua, né la mano.

Ed il detto di Gesu (pace su di lui): Chi ha orecchi per intendere, intenda!

Wa s-salam
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 1:20 pm    Oggetto: Rispondi citando

mario ha scritto:
Scusa stefra se sono ignorante e non sono alla tua altezza intellettuale , spero che quando mi avvicinerò a una moschea non troverò fratelli così presuntuosi e snob come te stefra .


Salam.

Numero uno: il fratello Stefano è evangelico e non musulmano.
Numero due: Mario, dovresti un attimo capire che non sempre i tuoi messaggi sono chiari e comprensibili.... quindi si possono generare dei dubbi..... è inutile che tu offenda chi ti chiede spiegazioni riguardo un messaggio non compreso poichè è inutile. Anzi... chiarire è meglio che far generare dei rancori o delle incomprensioni inutili.

La pazienza è una grande virtù......
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mario
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 1:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Maria ti invito a rileggere i post il rpimo a rispondere in maniera offensiva e agressiva è stato lui , mi ha scritto una cosa del tipo ....accendi il cervello prima di scrivere.

Giusto per chiarire.
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stefra
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 2:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

mario ha scritto:
Maria ti invito a rileggere i post il rpimo a rispondere in maniera offensiva e agressiva è stato lui , mi ha scritto una cosa del tipo ....accendi il cervello prima di scrivere.

Giusto per chiarire.


Gentile Mario.
Il termine esatto è:"Prima di mettere in moto la lingua è necessario accendere il cervello" e continuo a ribadirlo.

Tu stai filtrando il moscerino e ingoi il cammello.
Apprezzo la tua ricerca della verità, il tuo cammino di fede poichè, per quanto diverso dal mio, è il cammino di uno che cerca Dio. Ci saranno un milione di distinguo tra il tuo modo di vedere la religione e il mio, ma su una cosa non posso fare a meno, e ti consiglio di farlo pure tuo come principio, di non accettare l'offesa verso il tuo Dio.
Perchè continui a dire che sono stato aggressivo? Perchè ti ho fatto notare che sei stato prima offensivo verso Gesù e poi contraddittorio nelle affermazioni? Ebbene, se ti ho offeso ti chiedo scusa! E te la chiedo dal profondo del cuore. Ma le mie scuse non fanno però passare in secondo piano che mi sento profondamente offeso da ciò che hai scritto!
Posso chiederti scusa se ti ho ridicolizzato con le parole, e te la chiedo scusa, ma è il solo mezzo che ho per farti riflettere sul motivo per cui un "pinco pallino" qualsiasi si è sentito offeso. Se è questo il modo con cui vorrai far sapere al mondo che sei tornato all'Islam, offendendo gli altri credo, posso assicurarti che forse potresti diventare, in alcuni casi, una pietra d'inciampo per il progresso dell'Islam.

PS: qui ti avevo detto di usare il cervello... di accenderlo te l'ho detto in privato... :-))

PPS: Gentile Maria, perdona se abuso della tua pazienza...
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mario
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 6:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

stefra innanzitutto per me non esiste il tuo o il mio DIo ma Dio e basta , semmai sono le religioni aq essere più di una , secondo mai mi verebbe in mente di offendere Gesù e tanto meno Dio visto che fino ad ora sono un cattolico , già ti ho detto che min ero espresso male e che quindi tu giustamente hai frainteso , quindi non capisco perchè ancora insisti con stà storia che ti ho offeso il tuo Dio .

Per quanto riguard il mio avvicinamento all'Islam , si è vero ne so molto poco ma quaqnto basta per interessarmene visto che ho letto gia qualche cosa , e visto che ho sempre avuto dubbi sulla Trinità , sulla Chiesa Romana, e sulla divinità di Gesù mi interessa accostarmi al'Islam che comunque non mi toglierebbe nulla dalla mia fede (amio parere) ma ansi la completerebbe!

Comunque non ti preoccupare le scuse sono bene accette.

Per quanto riguarda la questione che tu ritieni L'Islam brutale , io penso che siano le persone a essere brutali o tal volta a usare come pretesto le religioni per essere brutali , da quel poco che sò sull'Islam non mi sembra brutale.

Certo io sono un tipo che pensa che l'impunità sia più brutale della punizione inflitta , quindi per me se qualcuno si èp macchiato di fatti gravi difronte a Dio è giusto che paghi.
Ma sono consapevole che non tutti la pensano così , ansi ben pochi ma rispetto le idee altrui.
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stefra
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 7:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

mario ha scritto:
....

Comunque non ti preoccupare le scuse sono bene accette.

Ne sono felice...

mario ha scritto:

Per quanto riguarda la questione che tu ritieni L'Islam brutale , io penso che siano le persone a essere brutali o tal volta a usare come pretesto le religioni per essere brutali , da quel poco che sò sull'Islam non mi sembra brutale.

Certo io sono un tipo che pensa che l'impunità sia più brutale della punizione inflitta , quindi per me se qualcuno si èp macchiato di fatti gravi difronte a Dio è giusto che paghi.
Ma sono consapevole che non tutti la pensano così , ansi ben pochi ma rispetto le idee altrui.


Non vorrei ripetermi sulle accensioni... anche perchè ti ho chiesto scusa e tu hai accettato le mie scuse... ma mi sembra di star vivendo una situazione che dire... kafkiana...

Quando mai io ho detto che l'Islam è una religione brutale? Non ti starai confondendo forse con altre persone, chessò, un 3mm3 a caso?

Comunque fa niente, come se tu non mi avessi detto nulla, è evidente che ti sei confuso.

PS: ma le scuse le hai accettate da me o ti sei confuso? :-)))))) No, dai, scherzo...


PPS: avrei qualcosa da ridire anche sul Dio Unico, ma non fa niente. Non approvo ciò che hai scritto, ma sei liberissimo di dire ciò che hai detto.
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mario
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MessaggioInviato: Mar Nov 17, 2009 7:07 pm    Oggetto: Rispondi citando

si scusa volevo scrivere nel post di 3mm3 , guarda che comunque tranquillo ritieniti libero di contraddirmi , sono qui apposta per confrontarmi con altre persone , dico solo di cercare di farlo sempre nel rispetto altrui.
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stefra
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MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2009 4:17 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ali Brandon ha scritto:
assalamu alaykum wa rahmatuLah wa barakatu

Mi è molto piaciuto l' intervento di Stefra (e due...) e vorrei aggiungere una riflessione...
salam


Uhmm... la gente comincia a mormorare, gentile Ali Brandon... :-)) scherzo.
Ho apprezzato il tuo intervento. E' inutile dire che ci sono gli indubbi distinguo legati al nostro credo, ma mi hai dato degli spunti per riflettere.

“Amore e giustizia” sono un buon connubio, al pari di “amore e verità”. Se un uomo porge l’altra guancia significa che rinuncia alla rappresaglia, volendo porre al male un limite e mirando a un bene superiore, o è impossibilitato di far valere il suo diritto. Quotidianamente leggiamo e sentiamo di casi in cui si è passati dalle parole ai fatti… e poi c’è scappato il morto; i motivi sono sempre futili. Gesù ha parlato dell’etica dei suoi seguaci, non dell’etica statale. La rinuncia a rinfocolare il fuoco, lo spegne. Poi l’ira appartiene al Signore.
Noi viviamo in uno Stato di diritto; di ciò non possiamo che essere grati. La maggior parte della gente di questo mondo in tutta la storia e al presente non vive in tali situazioni, ma in condizioni in cui la vita vale poco e non sempre c’è uno Stato che ti protegge. Gesù stesso era continuamente in pericolo di vita. Stefano fu ucciso dai suoi compaesani (dov’era l’autorità statale?). Saulo da Tarso entrava di casa in casa per trarne fuori i discepoli di Gesù e per ucciderli.
I Giudei non seguaci del Nazareno perseguitavano la chiesa. Le autorità statali o si arrendevano dinanzi alle pressioni locali (così Pilato dinanzi ai capi giudei) o tolleravano i soprusi o, per ingraziarsi il Sinedrio, maltrattavano la chiesa e toglievano di mezzo persone chiave (p.es. Erode con Giacomo di Zebedeo; At 12,1s). Persone fanatiche e facinorose facevano un voto di astenersi dal mangiare e bere finché non avessero fatto fuori un capo cristiano. La Palestina era un paese occupato da una potenza straniera e questo era il clima in cui visse Gesù e gli apostoli. La vita non valeva molto, la si perdeva per molto poco e lo spettacolo delle crocifissioni e delle pubbliche lapidazioni non erano rare.
Pietro e Giovanni diedero l’altra guancia, quando furono malmenati dal Sinedrio, ossia tennero un basso profilo quando alla reazione fisica, per evitare il peggio, ma un alto profilo spirituale quanto alla testimonianza (At 4). Non fecero uso del loro diritto di recarsi dal proconsole romano e di denunciare il sopruso, per non recare danno alla testimonianza. Anche perché ciò non sarebbe servito praticamente a niente, trattandosi di questioni religiose che i Romani delegavano al Sinedrio.
Se non si tiene presente questo contesto, si disquisisce comodamente su questioni drammatiche che accadono anche oggi, dove si viene perseguitati per le proprie convinzioni religiose.
Il dire: “come credente, non devo avere paura di chi può togliermi la vita anche in caso di persecuzione” potrebbe essere interpretata come frutto di una visione distorta della fede e della vita; ciò non si trova nella Bibbia, ma è frutto dello stoicismo e del misticismo. La visione ebraica recita però così: «Per chi è associato a tutti gli altri viventi c’è speranza; perché un cane vivo vale meglio d’un leone morto» (Ec 9,4).
Se si analizza il contesto, si prenderà atto che la morte è pur sempre un trauma della vita e un «smontaggio» dell’essere (cfr. Ec 11,9); per il mio Credo si dovrà aspettare la risurrezione per essere messi "in sesto" come essere completo, attivo e storicamente funzionante. Il resto è romanticismo religioso. Nessuna persona nell’AT o nel NT era contenta di morire (cfr. Ezechia in Is 38) o di essere martirizzata, neppure Gesù (Mt 26,39ss).
Le parole di Gesù in Mt 10,28 non erano in contrasto con Ec 9; quest’ultimo brano parla della vita in genere, mentre Gesù intendeva la vita dinanzi alla persecuzione. Nel contesto Gesù parlò della cura di Dio verso i suoi testimoni e della sfida del Messia verso i suoi seguaci. Egli non intendeva suggerire un masochistico piacere di cercare di morire, ma, in situazioni estreme, ingiungeva a temere più Dio che gli uomini, tenendo presente che perdere la propria anima nello stagno ardente è peggio che perdere solo il corpo.
E’ assurdo poi anche chi “romanticizza” il porgere l’altra guancia fino all’estremo sacrificio.
Spesso le parole di Paolo in Fil 1,21 vengono decontestualizzate e usate nel senso di un romanticismo della morte, dello stoicismo e di un masochistico misticheggiante. Poi quanto all’andare «subito alla stupenda presenza di Dio», quindi in cielo, bisogna frenarsi. Anche Paolo era un giudeo che pensava come l’Ecclesiaste. Per un cristiano i morti in Cristo non vanno in Cielo, ma nel Paradiso, dove aspettano la risurrezione; i morti, essendo impuri, non possono comparire dinanzi al trono di Dio, che sta nel santuario celeste.
Paolo nel contesto di Fil 1,21 intendeva evidenziare la dinamica della fede radicata in Cristo, garante di vita e risurrezione, non intendeva esprimere una specie di masochismo cristianizzato o di spiritualismo gnosticheggiante. Essendo in prigione e non sapendo l’esito del processo, chiese preghiere per essere liberato (Fil 1,19), pur essendo pronto a glorificare Cristo nel suo corpo, «sia con la vita, sia con la morte» (v. 20). Rispetto alla mancanza di prospettiva dei pagani e degli increduli, Paolo è legato a Cristo sia nella vita (per servirlo), sia nella morte (per essere presto con Lui; vv. 21ss). Egli terminò non in modo stoico, ma con questa convinzione: «E ho questa ferma fiducia che io rimarrò e dimorerò con tutti voi per il vostro progresso e per la gioia della vostra fede» (v. 25). Anche altrove Paolo espresse il desiderio non di voler morire ma di essere sopravvestito, arrivando vivente alla risurrezione: «Noi che stiamo in questa tenda, gemiamo, aggravati; e perciò desideriamo non già d’essere spogliati, ma d’essere sopravvestiti, affinché ciò che è mortale sia assorbito dalla vita» (2 Cor 5,4; 1 Cor 15,51s; 1 Ts 4,15ss).

Altrove parlò del «sacrificio vivente, santo, accettevole a Dio» (Rm 12,1), che può essere ben più difficile di quello di martire, poiché porta a rinunciare al proprio diritto per amore dell’Evangelo.

Una nota al margine.
Non è strano la prontezza con cui alcuni di noi sarebbero pronti a morire per un principio, mentre hanno difficoltà a dare l’altra guancia dopo la seconda volta? È saggio pretendere che ci sia fatta giustizia, dove non c’è uno Stato di diritto, col rischio che ci venga tolta la stessa vita? Gesù non voleva martiri di sangue, ma testimoni vivi che portassero l’Evangelo fino alle estremità della terra. Dove i testimoni loro malgrado divennero vittime per la fede, ciò non era loro desiderio, ma avvenne nonostante le loro intenzioni.

Sì, è una bella discussione.
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mario
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MessaggioInviato: Mer Nov 18, 2009 8:15 pm    Oggetto: Rispondi citando

qual'è la sura dove è scritta la legge del taglione?

PS: ma Gesù non disse se la tua mano destra ti tradisce tagliala o una cosa del genere?
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Amatullah Maria
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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2009 12:24 am    Oggetto: Rispondi citando

Talib ha scritto:
Gentile Maria, non sapendo cosa, della legge mosaica, sia stato confermato e abrogato da Gesù, la tua affermazione è possibile. Un'altro modo di vedere la cosa, però, può essere anche questo:

1) con la rivelazione di Mosè viene istituito il taglione.
2) con la rivelazione di Gesù il taglione viene sostituito col perdono.
3) con la rivelazione di Muhammad (sigillo e sintesi della profezia precedente) il taglione viene ripristinato, con la possibilità di sostituirlo col perdono.

Salam,
Talib.


Interessante.......
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stefra
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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2009 8:12 am    Oggetto: Rispondi citando

maria ha scritto:


Interessante.......



E' la stessa parola che ho pensato... ma ripresomi dallo schock ( ^___^ ) ho riflettuto sul fatto che mentre Gesù lasciava un comandamento univoco e inequivocabile, con la tesi di Talib (perdonami se la chiamo in questo modo), veniva introdotta la possibilità dell'arbitrio del perdono da parte di altre persone, oppure di "quantificare" la dimensione del perdono. La mia considerazione di prima scaturiva dal fatto che alla domanda dei discepoli di quante volte avrebbero dovuto perdonare, Gesù rispose "settanta volte sette", che in ebraico indicava un numero infinito di volte, ovvero per sempre. Da qui nasce il mio personale percepimento dell'insegnamento di Gesù.
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stefra
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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2009 8:19 am    Oggetto: Rispondi citando

mario ha scritto:
...
PS: ma Gesù non disse se la tua mano destra ti tradisce tagliala o una cosa del genere?


No, gentile Mario. Gesù non ha mai parlato di tradimento della mano destra, anche se in certi ambienti si tende ad estrapolare un versetto (fare la cosidetta "versettologia") e farne un dogma.
Cio che Gesù ha detto nel vangelo di Matteo al capitolo 5 versetto 30 è:"... e se la tua mano destra ti fa cadere in peccato, tagliala e gettala via da te; poiché è meglio per te che uno dei tuoi membri perisca, piuttosto che vada nella geenna tutto il tuo corpo..."
E' un brano tratto dal "famoso" (per un cristiano ovviamente...) sermone sul monte, che può ben essere considerato la "shari'a" del cristiano evangelico. E in particolare era riferito all'indurre al peccato con il proprio comportamento un altra persona (tantè che nello specifico parlava dell'adulterio, ripudio e concupiscenza). Infatti qualche versetto dopo c'è il versetto di cui ne stiamo parlando, ovvero del porgere l'altra guancia.
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Ali Brandon
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MessaggioInviato: Gio Nov 19, 2009 12:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

assalamu alaykum wa rahmatuLah wa barakatu

Sono profondamente convinto che il Perdono sia "imposto" in tutte e tre le tradizioni, ebraica, cristiana e islamica (sulle altre non mi pronuncio data la mia scarsa conoscenza in merito, ma credo che il discorso sia anologo...).
Se ci innalziamo al di sopra di una semplice lettura esteriore delle Scritture (non sto parlando di niente di trascendentale...solo di una analisi più profonda) si evince che l' applicazione delle Legge nei suoi aspetti relativi alla Giustizia ha il solo scopo di garantire, appunto, la Giustizia.
Isa, pace su di lui, nel suo messaggio dice chiaramente di non apportare niente di nuovo alla Legge, il cui Senso profondo è sempre lo stesso: Ama Dio con tutto il cuore, l' anima e il corpo. E di conseguenza il tuo prossimo.
Il non perdonare viola questo Senso fondamentale. Isa, pace su di lui, viene a ricordarLo a chi lo aveva dimenticato.
Il RasuluLah saws fa lo stesso e contemporaneamente l' inverso: a chi aveva sempre e comunque perdonato, dimenticando tuttavia la Giustizia , ebbene Essa gli viene ricordata. Tutto cio senza ricommettere il "vecchio errore", dimenticando il Senso, che è sempre la Caritas (ma possiamo chiamarLa anche Rahma).

Considerazioni personali.

Salam

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Oltre la Verità cosa c' è, se non l' errore?
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