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Khaled Hosseini - Mille splendidi soli
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Islamofobia: bufale, repressione, terrorismo anti-islamico e propaganda
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Inviato: Gio Feb 22, 2018 10:09 pm    Oggetto: Ads

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vero
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MessaggioInviato: Mar Mar 25, 2008 9:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

beh che sia scritto bene non c'è dubbio...a me incuriosisce molto il contenuto!ma è vero che sono riportate storie vere???
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Mar 25, 2008 9:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Visto che insistete tanto, ecco una contro-recensione che svela la matrice imperialista del romanzo:

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- popoli resistenti - afghanistan - 15-06-06
Un romanzo al servizio dell'intervento Usa
Di Fosco Giannini
Da:

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13/06/2006

Nel romanzo di grande successo di Khaled Hosseini, “Il cacciatore di aquiloni”, una trama ed un tessuto linguistico alla “Love Story” sembrano scientemente funzionali all’evocazione e alla giustificazione della presenza militare nordamericana nel cuore dell’Asia

“The Kite Runner” (“Il cacciatore di aquiloni”) è un romanzo di 392 pagine, scritto da Khaled Hosseini e pubblicato in Italia dalla casa editrice Piemme. Non è uscito ora e dunque non ne proponiamo una recensione. Vorremmo invece parlarne poiché una serie di motivi lo rendono di stretta attualità; lo rendono – paradossalmente – più attuale ora di quando uscii. Perché vale la pena di tornare su “ Il cacciatore di aquiloni”?
Primo: perché quest’opera va conquistando – ora - i mercati mondiali e va imponendosi come uno dei più grandi successi letterari internazionali degli ultimi dieci anni. Sono già milioni le copie vendute in dodici diversi paesi del mondo. Uscito per la prima volta in Italia nel 2004 è giunto, in quest’ultimo marzo, alla ventisettesima edizione.
Secondo: perché il suo successo, il suo impatto mediatico e popolare, la sua fortuna, sembrano essere solo all’inizio e tutto ci dice (per motivi che cercheremo di mettere in luce più avanti) che il romanzo di Hosseini potrebbe divenire uno dei più grandi best seller mondiali degli ultimi decenni. Intanto, sappiamo già che la “Dreamworks”, la casa di produzione di Steven Spielberg, ne ha già acquistato i diritti per farne un film (e quando è Spielberg a fare un film sappiamo sin dall’inizio che esso godrà di una divulgazione universale).
Il terzo motivo che ci induce a parlare de “Il cacciatore di aquiloni” è che esso parla dell’Afghanistan, del martoriato Paese di oggi, delle guerre, degli interventi stranieri, della Kabul successiva all’11 settembre, all’attacco alle Torri Gemelle. E ancor più precisamente: siamo di fronte ad uno scrittore afgano che parla del proprio Paese da un punto di vista americano; siamo di fronte ad una storia afgana filo-americana che va, non casualmente, aumentando il proprio successo mondiale proprio nel momento in cui si inasprisce l’intervento degli Usa e della Nato in Afghanistan.

Qual è la storia narrata da Khaled Hosseini ? Essa si sviluppa lungo gli ultimi trent’anni afgani, dalla fine della monarchia all’intervento sovietico, dal regime dei talebani sino ai giorni nostri. In quest’arco di tempo, nelle pagine di Hosseini, accade – essenzialmente – che il giovane Amir (protagonista ed io narrante del romanzo) fugga clandestinamente, portato dal gigantesco e carismatico padre “Baba”, dalla Kabul occupata dai sovietici per rifugiarsi negli Usa e che molti anni dopo lo stesso Amir torni in Afghanistan per salvare dai talebani un ragazzino a lui carissimo e portarlo negli Usa . E stiamo all’essenza, non tanto perché non vogliamo svelare il plot o perché non vogliamo gettare anzitempo luce sugli intrighi narrativi – l’opera non merita ulteriore mercato – ma perché sarebbe lungo ripercorrerne la trama, essendo il romanzo costruito, pur con un linguaggio essenziale, modernamente accattivante, attorno alla più tradizionale retorica letteraria: amore, morte, furore , colpi di scena e svelamento di inattese identità. Insomma, un feuilleton, ma come vedremo – per personaggi e quadro ad una sola dimensione – non certo della qualità di un Dumas, né di un Victor Hugo.

Possiamo subito notare, dalla seppur sintetica messa in luce della trama, che nel romanzo emerge un approdo fisico ed esistenziale sicuro, una terra della salvezza e della libertà e questa terra è quella degli Stati Uniti d’America. Il giovane Amir fugge da Kabul e dai sovietici invasori per trovare salvezza in California e quando, dopo anni, torna a Kabul per salvare il giovanissimo Sorhab dai talebani, di nuovo la salvezza sarà l’America. E’ bene, d’altra parte, ricordare che lo stesso autore de “ Il cacciatore di aquiloni”, Khaled Hosseini, nato a Kabul e figlio di un diplomatico afgano, ottenne, per sè e per la propria famiglia, l’asilo politico negli Usa nel 1980, che è medico, che vive in California e che con gli aurei diritti d’autore del suo romanzo sta velocemente passando dalla modestia quotidiana all’inveramento del “sogno americano”.

Il romanzo di Hosseini ha una spina dorsale ideologica chiara: la salvezza ( dal punto di vista fisico e spirituale, del corpo e dell’anima ) è possibile solo nel mondo a stelle e strisce. Tutto il resto è orrore. Orrore indicibile sono i soldati sovietici che entrano a Kabul, orrore allo stato puro sono i talebani. Ora, qui, siamo ben lontani dal difendere sia le truppe d’invasione sovietiche in Afghanistan che i talebani. Ci preme solo rilevare come, in Hosseini, la costruzione della “mostruosità” sovietica e talebana sia funzionale all’enfatizzazione del ruolo storico degli Usa, del loro ordine mondiale.
La rappresentazione dei soldati sovietici, nelle pagine di Hosseini, non ha nulla da invidiare a quella che Berlusconi fa dei comunisti cinesi quali “bollitori di bambini”. Nel romanzo essi sono “uomini” ad una sola dimensione: stupratori, corruttori, corrotti, ladri, alcolizzati. E per la verità Hosseini tende chiaramente, attraverso ogni artifizio retorico, ad attribuire tali giudizi non tanto e non solo alle truppe sovietiche in Afghanistan, ma ai comunisti in quanto tali: sono infatti gli shorawi (in afgano i comunisti) ad essere segnati, secondo Hosseini, da tutte le categorie delinquenziali conosciute. E criminali totali, in sé, quindi astorici e disumanizzati, sono anche i talebani e il terribile Assef – pedofilo, sanguinario, carogna allo stato puro - li rappresenta tutti. Tra l’altro, Hosseini si guarda bene dall’ introdurre qualche elemento, nella trama, che ricordi come i talebani siano stati, solo pochi anni fa, i primi alleati, il riferimento sul campo degli Usa. In verità non si vede l’ora che qualcuno, in quel Paese disgraziato, intervenga, e se i liberatori debbono venire essi non possono essere che americani.

Il grande romanzo borghese moderno nasce, si sa, con il Don Chisciotte di Cervantes, quando, cioè, la letteratura abbandona l’ epica unidimensionale ( dell’eroe duro e puro, ma anche di una visione del mondo pietrificata in un solo punto di vista) e apre ai chiaroscuri della realtà contraddittoria, storica e umana.
Da questo punto di vista il romanzo di Hosseini, che denuncia solo gli orrori sovietici e talebani, celando accuratamente sia gli orrori che le mire strategiche e geopolitiche americane in Afghanistan, è in verità un’opera letteraria pre-moderna che paga il prezzo della propria unidirezionalità ideologica riducendosi ad un pamphlet filoimperialista, ad un libello entro il quale si muovono personaggi monocolori ( e dunque caricaturali, lontani dalla controversa spiritualità e carnalità dei personaggi di un Balzac o di un Flaubert) poiché privi della realistica contraddittorietà storica e sociale. Insomma, come sempre avviene nei casi in cui l’opera è piegata ad un pre-giudizio, la realtà rappresentata è dimezzata, e la semi rappresentazione rende asfittica l’opera stessa.

Forse bastano poche righe tratte dal romanzo per decifrarne l’essenza. Siamo quasi alla fine della storia, le Torri Gemelle sono state attaccate. Leggiamo Hosseini : “Nel giro di una notte il mondo cambiò. Improvvisamente la bandiera americana apparve ovunque…Subito dopo l’attacco dell’11 settembre l’ America bombardò l’Afghanistan e i talebani fuggirono come topi nelle loro tane…”.
Appare questo il senso più profondo ed estremo dell’opera di Hosseini: costruire un senso comune planetario volto alla santificazione dell’intervento armato Usa in Afghanistan. D’altra parte il romanzo è costellato di segni politici e ideologici chiari. Primo: il popolo afgano, nelle sue sofferenze, nella sua miseria, nella sua genuflessione forzata ai vari padroni armati, non appare mai. Ciò che emerge è solo la grandezza etica e spirituale dell’aristocrazia e della borghesia afgana, rappresentata dal padre di Amir, l’eroico Baba, proprietario, tra l’altro, come scrive Hosseini senza pudori, “della più bella casa di Wazir Akbar Khan, il quartiere nuovo e ricco della zona nord di Kabul”. Ed è lo stesso Baba a conservare, come una reliquia, una foto scattata nel 1931, che ritrae suo padre assieme all’ultimo re afgano: Nadir Shah. Come dire: o la monarchia o l’imperialismo Usa, in quest’unica traiettoria risiede la libertà. Quella dei ceti alti, non quella del popolo afgano.

Queste righe, che non potevano e non dovevano essere una recensione, sono, dunque, solo un allarme: l’intervento in Afghanistan, per gli Usa e i suoi alleati, rappresenta oggi uno dei punti centrali dell’escalation imperialista e per appoggiare tale escalation decisiva appare la costruzione di un vasto e favorevole sentimento popolare mondiale. Cosa di meglio, per questo obiettivo, di un caso letterario internazionale, un romanzo ben scritto e sovranazionalmente strappalacrime ( una sorta di una “Love Story” politica, di una Liala imperialista), che tocchi i nobili cuori d’America e d’Europa e sbocchi poi in un gran film intercontinentale di Spielberg per preparare i popoli del mondo alla “pax americana”?

Lo sviluppo imponente della Cina incute terrore agli americani e al capitalismo europeo; l’esigenza di portare gli eserciti occidentali e la Nato nel cuore dell’Asia e ai confini cinesi è prioritaria nella strategia imperialista che punta ad una guerra “calda” o “fredda”, comunque definitiva, contro Pechino. In quest’ottica tutte le forze sono messe in campo, dalle bocche di fuoco agli strumenti mediatici mondiali volti alla costruzione del consenso.

Ritiriamoli, i soldati italiani dall’Afghanistan, non accettiamo il baratto alla Zapatero per cui si fanno uscire le truppe dall’inferno iracheno per portarle al massacro nel sud dell’Afghanistan. Ritiriamo i nostri soldati dalle terre afgane, prima che il pianeta intero dica che l’intervento Usa è una crociata giusta e santa.


---

Insomma, ancora stiamo a parlare di questo "romanzo" imperialista?
:shock: :?

3umar andrea

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norina90
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MessaggioInviato: Mer Mar 26, 2008 10:03 am    Oggetto: Rispondi citando

posso rispondere che sono stata io a mettere l'argomento? :mrgreen:

allora bism allah elrahman elrahim

salam alikom a tutti :D

io sono d'accordo con il fratello 3umar del fatto che è meglio leggere cose interessanti e leggere la sunna, la vita dei sahaba e cosi via.

e sono d'accordo anche con vero che dobbiamo anche leggere cose che nn c'entrano con la religione per essere aperti.

fin qui ci siamo :D :D

io avevo messo il libro per un motivo sempilce non lo ho letto e non lo ho ancora preso per leggere comunque perchè delle amiche mi hanno chiesto di leggerlo e dirle se è vero quello che dice il libro o no allora io lo ho portato qui per sapere se l'avete letto o no cosi mi dite com'è senza che io lo leggessi basta :D

apparte questo io tante volte mi piace leggere cosa ne pensano gli occidenti di noi cosi quando qualcuno mi chiede hai letto questo libro e cosa ne pensi riesco a rispondere basta cosi :mrgreen:

volevo dire solo il mio punto di vista perchè ho visto una disscussione e volevo dire la mia :D

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Abdel Nur
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MessaggioInviato: Mer Mar 26, 2008 9:53 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto il libro, e l'intervento americano in Afghanistan non mi sembra "più giusto" o "meno orribile". Mi sembra un buon romanzo, lo rileggerei, e tanto mi basta, direi.

Norina: secondo me fai bene ad informarti per sapere rispondere a tono alle domande che ti possono fare; a patto che li leggi per davvero, i libri, e non chiedi sempre suggerimenti ad altri..! :wink:
Naturalmente, qui potrai farlo ogni volta che vuoi, come chiunque altro del resto.
Pace su di voi.
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norina90
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MessaggioInviato: Mer Mar 26, 2008 10:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

Abdel Nur ha scritto:
Ho letto il libro, e l'intervento americano in Afghanistan non mi sembra "più giusto" o "meno orribile". Mi sembra un buon romanzo, lo rileggerei, e tanto mi basta, direi.

Norina: secondo me fai bene ad informarti per sapere rispondere a tono alle domande che ti possono fare; a patto che li leggi per davvero, i libri, e non chiedi sempre suggerimenti ad altri..! :wink:
Naturalmente, qui potrai farlo ogni volta che vuoi, come chiunque altro del resto.
Pace su di voi.


io cmq dovevo leggerlo per riuscire a rispondere alle domande che mi chiedevano :mrgreen:
avevo solo chiesto se qualcuno lo aveva letto cosi so se è bello o no per sapere mi annoierò o no a leggerlo perchè cmq insh'allah lo dovrai fare :D :D
e grazie mille abdel nur è bellissimo il tuo nome mai sentito però anch'io sono nur :P :P
e sperò di leggerlo al più presto e grazie per la tua risposta :D

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la ilah ila Allah Mohmmed rasul Allah
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pensosa
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MessaggioInviato: Mar Apr 01, 2008 10:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Li ho letti tutti e due, mi sono stati regalati. Non compro quasi mai romanzi contemporanei, a maggior ragione se sono best seller :D
A dire il vero mi sono piaciuti entrambi...senza dubbio l'autore ricalca opportunisticamente un cliché mediatico, ma sotto il profilo umano le storie sono sicuramente appassionanti.
In Hassan ho addirittura visto un bellissimo esempio di comportamento islamico.
Nella realtà, storie di oppressioni perpetuate in nome dell'Islam(come-forse non troppo ovviamente per il cittadino medio lobotomizzato- in nome di molte altre fedi, addirittura profane) ci sono sicuramente, seppur non frequenti come vogliono dare a vedere i media e le compulsive produzioni letterarie sulle presunte pessime condizioni delle donne nei paesi islamici-in presunta opposizione a quelle delle donne occidentali(?)- ma il punto che spesso viene ignorato è che esse non hanno comunque, ovviamente, nulla a che fare coll'Islam, quanto piuttosto coi cattivi comportamenti di alcuni musulmani.
Credo qundi che mantenendo un atteggiamento di consapevolezza critica si possa godere di una lettura piacevole e molto scorrevole...anche se, senza dubbio, si potrebbe usare il proprio tempo per effettuare letture molto migliori :)

as-Salam alaykom wa RahmatuLlah


L'ultima modifica di pensosa il Sab Gen 02, 2010 4:09 pm, modificato 3 volte
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vero
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MessaggioInviato: Mer Apr 02, 2008 8:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma perchè l'autore secondo voi ha voluto dare un'immagine negativa delle proprie origini??? :(
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vero
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MessaggioInviato: Ven Nov 14, 2008 9:39 pm    Oggetto: Rispondi citando

Rieccomi!!Volevo leggerlo e l'ho fatto!!!Adesso posso giudicare sapendo di che cosa stò prlando esattamente e non in termini generici!!L?intreccio di storie che viene raccontato dei destini di 2 donne infelici che poi si incontrano, è molto toccante!Di sicuro però l'autore non si è soffermato di certo poco sulle situazioni politiche afghane che purtroppo, posso assicurare la veridicità di gran parte. D'altro canto, sopratutto verso le pagine finali del racconto, non mancano spunti per interpretazione in chiave imperialista...in contrapposizione a quanto afferma uno dei personaggi qualche passo prima, Rashid (se non sbaglio), in particolare riguardo agli americani...insomma...sul piano politico c'è una certa ambiguità..non saprei come vedere la cosa...ma personalmente, almeno la bellezza della storia e dello stile di scrittura sono da riconoscere!
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...sArAH...
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MessaggioInviato: Dom Nov 16, 2008 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

anche io ho letto questi due libri..devo dire che sono bellissimi, e per bellissimi dato che io scrivo, intendo direla struttura linguistica e tutto ciò che concerne l'aspetto esteriore del libro.
la storia interessante se viene esaminata la storia in se, mettendo da parte qualsiasi pregiuzio..
però purtroppo mediante questi scritti Khaled Hosseini ha voluto trasmettere la sua idea di questo paese, molto negativa quindi e ha scritto un po' quello che tutti avrebbero voluto sentire, ovvero la questione delle donne maltrattate ecc.
io credo che l'Afghanistan non sia solo questo, e che non bisogna strunmentalizzare l'opinione pubblica per farsi dei soldi..
perchè non scrivere di un'islam che mette la donna al centro del suo messaggiospirituale, perchè invece si ha bisogno sempre di colpire la nostra religione? semplicemente perchè tutti credono che le donne indossando il burqa non vengano rispettate in casa o vengano maltrattate dai propri mariti, io credo che sia davvero orribile fare una brutta propaganda sulla nostra religione
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vero
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MessaggioInviato: Lun Nov 17, 2008 9:09 pm    Oggetto: Rispondi citando

...sArAH... ha scritto:
anche io ho letto questi due libri..devo dire che sono bellissimi, e per bellissimi dato che io scrivo, intendo direla struttura linguistica e tutto ciò che concerne l'aspetto esteriore del libro.
la storia interessante se viene esaminata la storia in se, mettendo da parte qualsiasi pregiuzio..
però purtroppo mediante questi scritti Khaled Hosseini ha voluto trasmettere la sua idea di questo paese, molto negativa quindi e ha scritto un po' quello che tutti avrebbero voluto sentire, ovvero la questione delle donne maltrattate ecc.
io credo che l'Afghanistan non sia solo questo, e che non bisogna strunmentalizzare l'opinione pubblica per farsi dei soldi..
perchè non scrivere di un'islam che mette la donna al centro del suo messaggiospirituale, perchè invece si ha bisogno sempre di colpire la nostra religione? semplicemente perchè tutti credono che le donne indossando il burqa non vengano rispettate in casa o vengano maltrattate dai propri mariti, io credo che sia davvero orribile fare una brutta propaganda sulla nostra religione


sìsì è vero!perchè di fatto potrebbe capitare un caso dove una donna è maltrattata ma di sicuro non è sotto dettami islamici che una personache si comporta così!!sono d'accordo con te sia sul libro sia sull'autore...anzi, sai che una persona che è stata in Afganistan mi ha detto che la cosa che più l'ha colpita è stata la bellezza delle donne...ovviamente io gli ho chiesto come abbia fatto a vederele prchè sò che lì portano tutte il burqa...mi ha risposto che di alcune ha intravisto gli occhi e che a Kabul non lo portano tutte, non ho approfondito perchè in verità è stata mia sorella a parlare..m fossi stata lì mi sarebbe piaciuto molto chiedere qualcosa in più!
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MessaggioInviato: Lun Dic 15, 2008 10:41 am    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto "Il cacciatore di aquiloni". Non mi è particolarmente piaciuto.
La prima parte è sicuramente più attraente e poetica, la seconda un po' forzata e retorica.
Non riesco tuttavia a vederci una propaganda anti islamica. Peraltro giudicare senza nemmeno aver letto lo trovo abbastanza pericoloso e comunque è un atteggiamento prevenuto.
Fosse anche che le fonti di informazione sono affidabili , credo sia più saggio e corretto giudicare qualcosa sulle basi della propria esperienza e del proprio personale e diretto giudizio, ma tant'è...

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MessaggioInviato: Dom Feb 15, 2009 11:12 am    Oggetto: Rispondi citando

salamu alikum

io ho letto ma non lo finito xkè ......è proprio triste...eeee... come storia mi ha fatto venire una tristezza..., e lo chiuso.....

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blueshine
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MessaggioInviato: Mar Feb 17, 2009 9:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Hosseini è uno scrittore di best sellers, non è un saggista, ed è ovvio che nei suoi romanzi inserisca tutto quanto attualmente "fa notizia", compresa la propaganda occulta diffusa dai media. Non è affatto male, ma quello è il suo ruolo. Tuttavia non credo sia un male leggerlo. Se mai chiederei, ai fondatori e agli esperti del forum, di offrirci qualche valida alternativa letteraria. Poeti, scrittori, filosofi, letterati e intellettuali in questo mondo non mancano di certo. Grazie!

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MessaggioInviato: Mar Feb 24, 2009 4:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Nel caso qualcuno volesse farsi un'idea verosimile, ragionata e con cognizione di causa, dell'effettiva realtà afghana, consiglio:

G. Bosco - Genti d'Afghanistan. Mito e storia nel crocevia dell'Asia - Edizioni Cerriglio.

Mi è stato regalato da un caro fratello, e sono ancora all'inizio, ma solo l'introduzione vale il prezzo della copertina - spero di non cambiare idea andando avanti nella lettura.

'umar andrea

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MessaggioInviato: Lun Feb 21, 2011 4:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

salam alekom
scusate tanto x l'intromissione.. ma avendo un dubbio mi sembra il caso di doverlo risolvere.. sono un'accanita di libri e leggo quasi sempre.. sia ke si tratto di religione o meno.. volevo kiedere leggere storie d'amore ovvero romanzi è haram? scusate x l'ignoranza
alekom salam

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LA ilaha illaLlah"! , Muhammed 3abduhu wa rasul Allah!!!

ai miscredenti abbiamo reso piacevole la vita terrena ed essi scherniscono i credenti. Ma coloro che saranno stati timorati saranno superiori a loro nel giorno della Resurrezione. Allah da a chi vuole senza contare.

Sura Al- Baqarah verso 212
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