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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Condanna di Rizana Nafeek

 
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Inviato: Lun Feb 19, 2018 5:59 pm    Oggetto: Ads

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Kappa
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MessaggioInviato: Mar Mag 21, 2013 7:17 pm    Oggetto: Condanna di Rizana Nafeek Rispondi citando

Oggi sono capitato su un articolo di giornale che trattava della condanna a morte di una ragazza cingalese, tale Rizana Nafeek, in Arabia Saudita. Essa lavorava come bambinaia presso una famiglia ed è stata accusata di aver ucciso il figlio neonato della coppia, morto mentre lo nutriva. La condanna, benché conforme a quanto prescrive la Shari'ah in materia di omicidio, è stata contestata a livello internazionale per i seguenti motivi:
1) la ragazza, benché giunta in Arabia Saudita con un documento falso che attestava la maggiore età, aveva in realtà 17 anni al momento del fatto. Questo fatto era noto alle autorità e si è deciso di procedere nonostante la condanna a morte dei minorenni sia contraria alla Convenzione su Diritti dell'Infanzia;
2) la ragazza è stata arrestata dalle forze dell'ordine, torturata e costretta a sottoscrivere un documento in lingua araba nel quale confessava l' omicidio dell'infante, nonostante non fosse nemmeno in grado di leggere e comprendere l' arabo;
3) non è stata garantita un' assistenza tecnica adeguata, da parte di un avvocato;
4) non sono state condotte indagini appropriate per determinare l' effettiva causa di morte dell'infante.

Premesso che gli abusi giudiziari o le strumentalizzazioni della magistratura accadono in ogni paese, anche in quelli ufficialmente democratici, cosa prescrive la Shari'ah in materia strettamente processuale e giudiziaria? Quali sono gli elementi prova che possono essere prodotti in sede processuale (testimonianza, esame delle parti, atto scritto)? Come viene valutata una prova? Una prova può essere estorta coercitivamente tramite l' uso della violenza? Quali sono i diritti, soprattutto in materia di difesa, di chi viene accusato di un reato?

Scusate l' ingente quantità di domande, ma preferisco metterle tutte assieme per evitare di aggiungerle volta per volta successivamente. ;)

Link per chi volesse più informazioni sul caso:

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Gio Mag 23, 2013 8:22 am    Oggetto: Bismillāhi arRaḥmāni arRa&#7 Rispondi citando

Salve e grazie per la domanda.

Anzitutto ci dai occasione di chiarire una cosa, sebbene ben risaputa ed ovvia per chi conosce almeno un po' l'Islam: la tortura al fine di estorcere confessioni o comunque come mezzo per gli interrogatori è pratica del tutto proibita nell'Islam. E' una pratica tipica della turpe storia europea, solo negli ultimissimi tempi bandita da queste parti, ma poi in realtà tuttora praticata e di fatto (ri)legalizzata in particolare negli USA con gli interrogatori sotto tortura a Guantanamo e non solo.
Questi atti barbarici sono caratteristiche di una società ancora purtroppo in parte barbarica come quella in cui viviamo; è quindi paradossale e pure offensivo che proprio da parte occidentale si voglia insegnare qualcosa a chi ha abbandonato queste pratiche tanti secoli orsono.

Poi, certo, questo non esclude che quest'abominio non sia comunque compiuto in qualche paese islamico, ed era difatti ben diffusa proprio nei paesi islamici laicisti e filoeuropei del NordAfrica fino a poco tempo fa', ma non ho mai sentito che sia una pratica in uso in Arabia Saudita.
Chi muove queste gravi accuse deve dimostrarle, e non sarebbe la prima volta che vengono lanciate accuse generiche non sostanziate e chi le legge se le beve dando per scontato che siano vere solo perché "è risaputo che là tra i selvaggi si fa' così".
Per cui, ciò che intendo, è che prima di discutere oltre la faccenda anzitutto bisogna verificare cosa c'è di vero in questa storia.

Credo di averti risposto ad una delle quattro domande, e ti ringrazio delle altre che sono molto interessanti, ma io al momento non so rispondervi nel dettaglio.

_________________
(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

Numeri 23:19 (BIBBIA)


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Giu 01, 2013 6:18 pm    Oggetto: Re: Condanna di Rizana Nafeek Rispondi citando

Kappa ha scritto:
Oggi sono capitato su un articolo di giornale che trattava della condanna a morte di una ragazza cingalese, tale Rizana Nafeek, in Arabia Saudita.


Rimando a quanto già detto sulla "scelta delle notizie" da parte dei media:


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Kappa ha scritto:
Essa lavorava come bambinaia presso una famiglia ed è stata accusata di aver ucciso il figlio neonato della coppia, morto mentre lo nutriva. La condanna, benché conforme a quanto prescrive la Shari'ah in materia di omicidio, è stata contestata a livello internazionale per i seguenti motivi:


In fondo la questione è semplice: se la punizione stabilita dai giudici sauditi ha effettivamente seguito l'iter giudiziario/processuale previsto dalla Shari`ah, delle "denunce della comunità internazionale" (i cui crimini, ingiustizie e silenzi complici e colpevoli sono sotto gli occhi di tutti), non ci interessa minimamente, e saremmo completamente d'accordo con l'operato (ammesso che sia islamicamente corretto) dei giudici sauditi.

Se invece l'iter giudiziario/processuale non è stato compatibile con quanto previsto dalla Shari`ah, saremmo di fronte all'ennesimo caso di violazione della Legge sacra ad opera degli odierni "governi Musulmani", purtroppo.

D'altra parte, anche dove e quando la Shari`ah viene applicata correttamente (non so se sia stato questo il caso in questa circostanza), la "comunità internazionale" non è soddisfatta dei Musulmani ed avrà sempre qualcosa da obiettare mentre resta in silenzio di fronte a genocidi e massacri che avvengono giornalmente ma che non gli conviene "denunciare".

In entrambi i casi, io personalmente non ho il modo (mancando sia delle competenze che della quantità di informazioni che siano trasmesse da fonti affidabili) di appurare se si tratti del primo o del secondo caso, e dunque non posso minimamente sbilanciarmi.

Citazione:
1) la ragazza, benché giunta in Arabia Saudita con un documento falso che attestava la maggiore età, aveva in realtà 17 anni al momento del fatto. Questo fatto era noto alle autorità e si è deciso di procedere nonostante la condanna a morte dei minorenni sia contraria alla Convenzione su Diritti dell'Infanzia;


La "Convenzione sui Diritti dell'Infanza" è una carta scritta da esseri umani che non è al di sopra della Legge Sacra rivelata da Dio, la quale stabilisce la maggiore età come quella del raggiungimento della pubertà, e non gli arbitrari "18 anni" che per chissà quale motivo l'occidente si sente in dovere di imporre come data di "maggiore età" a tutto il resto del mondo.

Citazione:
2) la ragazza è stata arrestata dalle forze dell'ordine, torturata e costretta a sottoscrivere un documento in lingua araba nel quale confessava l' omicidio dell'infante, nonostante non fosse nemmeno in grado di leggere e comprendere l' arabo;


Ciò - se è effettivamente avvenuto - sarebbe incompatibile con un equo processo secondo la Legge Sacra dell'Islam.

Kappa ha scritto:
Premesso che gli abusi giudiziari o le strumentalizzazioni della magistratura accadono in ogni paese, anche in quelli ufficialmente democratici, cosa prescrive la Shari'ah in materia strettamente processuale e giudiziaria? Quali sono gli elementi prova che possono essere prodotti in sede processuale (testimonianza, esame delle parti, atto scritto)? Come viene valutata una prova? Una prova può essere estorta coercitivamente tramite l' uso della violenza? Quali sono i diritti, soprattutto in materia di difesa, di chi viene accusato di un reato?


Sono domande molto interessanti, ma purtroppo nei loro dettagli esulano dalle nostre competenze e capacità: non sono in grado di risponderti su punto così "avanzati" del diritto islamico, mi spiace.

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MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2013 3:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ringraziamo cordialmente gli utenti che mi hanno risposto e vorrei, innanzitutto, scusarmi per l' assenza prolungata. Purtroppo, non ho la possibilità di connettermi ad internet con regolarità per ragioni personali. Pertanto, i miei interventi potrebbero essere pubblicati ad intervalli più o meno lunghi. In ogni caso, cercherò di rispondere sempre ad ogni vostro intervento, se non altro per ringraziarvi della vostra disponibilità! :)

Quindi, ricapitolando, la tortura intesa come strumento coercitivo per carpire confessioni o altri elementi di prova è vietata. Questo è già un punto di fondamentale importanza al fine di distinguere l' azione dei Governi rispetto a quanto prevede ufficialmente la Legge Islamica.
Rimane il fatto, però, che punizioni corporali - mi scuso nel caso in cui non siano contemplate espressamente dalla Shari'ah - come l' amputazione di arti (estrazione di occhi, denti, amputazione di mani...), la lapidazione (nel caso di condanna a morte) o la fustigazione costituiscono delle forme di tortura. A tal proposito, vorrei ricordare che una sentenza recente (http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_04/arabia-condanna-a-paralisi_58ec5e5c-9d42-11e2-a96c-45d048d6d7eb.shtml), emanata da una corte di Al-Hasa, ha condannato un ragazzo ad essere reso paralitico nel caso in cui non riesca a risarcire la sua vittima, a sua volta paralizzata agli arti inferiori in seguito all'aggressione subita.
Premesso che, come ho letto su questo forum, alcune sanzioni sono espressamente previste dal Corano e pertanto non possono essere abrogate o ignorate deliberatamente, come si può non considerare determinate pratiche come delle vere e proprie forme di tortura?

E' vero che la comunità internazionale non si comporta più come un soggetto politico che come un soggetto di diritto. Tuttavia, il fatto che essa ignori deliberatamente i crimini commessi da alcuni Stati e denunci soltanto quelli commessi dai propri nemici politici non è un argomento valido: ciò non legittima né giustifica i crimini di questi ultimi. Tutt'al più, questo fatto denota semplicemente che non esistono soggetti buoni e soggetti cattivi. Relativizzare i termini di una questione non fa venir meno il fatto stesso.
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MessaggioInviato: Mer Giu 12, 2013 3:10 pm    Oggetto: Rispondi citando

In merito al raggiungimento della maggiore età, è richiesto il compimento del diciottesimo anno di età in quanto studi scientifici hanno dimostrato il raggiungimento del pieno sviluppo psico-fisico di una persona avviene attorno ai 20 anni. In altri termini, si è pienamente adulti da un punto di vista biologico.
Originariamente, la maggiore età era in molti paesi, tra cui l' Italia, fissata a 21 anni. La scelta di abbassarla a 18 anni è stata di natura meramente politica, ma accettata in quanto non incideva in maniera significativa sull'idea di pieno sviluppo fisico ed intellettivo della persona.
Non credo vi siano ragioni di ordine religioso alla base. In ogni caso, ogni cultura prevede il raggiungimento dell'età adulta in funzione di parametri diversi, consoni alle proprie tradizioni e alla propria società.
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MessaggioInviato: Lun Giu 17, 2013 10:48 pm    Oggetto: Rispondi citando

Kappa ha scritto:
Ringraziamo cordialmente gli utenti che mi hanno risposto e vorrei, innanzitutto, scusarmi per l' assenza prolungata. Purtroppo, non ho la possibilità di connettermi ad internet con regolarità per ragioni personali. Pertanto, i miei interventi potrebbero essere pubblicati ad intervalli più o meno lunghi. In ogni caso, cercherò di rispondere sempre ad ogni vostro intervento, se non altro per ringraziarvi della vostra disponibilità! :)


D'altra parte anche le risposte che ricevi non brillano per velocità, quindi, non c'è problema!

Kappa ha scritto:
Quindi, ricapitolando, la tortura intesa come strumento coercitivo per carpire confessioni o altri elementi di prova è vietata.


Personalmente avrei bisogno di verificare tale punto da fonti islamiche classiche, prima di darlo per assodato.

Kappa ha scritto:
Rimane il fatto, però, che punizioni corporali - mi scuso nel caso in cui non siano contemplate espressamente dalla Shari'ah - come l' amputazione di arti (estrazione di occhi, denti, amputazione di mani...), la lapidazione (nel caso di condanna a morte) o la fustigazione costituiscono delle forme di tortura. A tal proposito, vorrei ricordare che una sentenza recente (http://www.corriere.it/esteri/13_aprile_04/arabia-condanna-a-paralisi_58ec5e5c-9d42-11e2-a96c-45d048d6d7eb.shtml), emanata da una corte di Al-Hasa, ha condannato un ragazzo ad essere reso paralitico nel caso in cui non riesca a risarcire la sua vittima, a sua volta paralizzata agli arti inferiori in seguito all'aggressione subita.
Premesso che, come ho letto su questo forum, alcune sanzioni sono espressamente previste dal Corano e pertanto non possono essere abrogate o ignorate deliberatamente, come si può non considerare determinate pratiche come delle vere e proprie forme di tortura?


Gentile Kappa, che le si voglia chiamare "tortura" o meno, cambia poco.
Come hai giustamente notato, "alcune sanzioni sono espressamente previste dal Corano e pertanto non possono essere abrogate o ignorate".
Sono e restano lì.
Quindi, che le si chiami "punizioni corporali", "tortura", "violenza" o qualsiasi altro modo, non cambia il fatto che sono previste dall'Islam, e non ce ne vergogniamo minimamente, né abbiamo alcuna intenzione di "nasconderle", "riformarle", "commutarle", o quant'altro.

Kappa ha scritto:
E' vero che la comunità internazionale non si comporta più come un soggetto politico che come un soggetto di diritto. Tuttavia, il fatto che essa ignori deliberatamente i crimini commessi da alcuni Stati e denunci soltanto quelli commessi dai propri nemici politici non è un argomento valido: ciò non legittima né giustifica i crimini di questi ultimi.


Per un Musulmano non sono crimini.
I crimini sono quelli compiuti dai criminali che ricevono tali punizioni, che vengono comminate appunto in risposta a tali preesistenti crimini.
Fustigazioni, amputazioni, lapidazioni e pene capitali non vengono comminate per "divertimento" o per "sadismo" su persone innocenti; sono pene previste per crimini molto gravi.

E soprattutto, non abbiamo bisogno della legittimazione o della giustificazione di alcunché: questa è la Legge che Dio ha rivelato, e non ha bisogno di alcuna ratifica da parte né dell'ONU, né della "comunità internazionale", né degli Stati Uniti, né di Faraone o di Putin.

Il motivo della mia annotazione era semplicemente per mostrare l'ipocrisia in quanto tale della "comunità internazionale" e delle sue "denunce", non per estrarre da ciò una qualsiasi forma di legittimazione o per "relativizzare" alcunché.
Per noi è giusto ciò che Dio ed il Suo Profeta hanno detto che è giusto, anche se tutto il resto del mondo pensasse che sia sbagliato, ed è sbagliato ciò che Dio ed il Suo Profeta hanno detto che è sbagliato, anche se tutto il resto del mondo pensasse che sia giusto.

Kappa ha scritto:
Relativizzare i termini di una questione non fa venir meno il fatto stesso.


Per un Musulmano che un tale "fatto stesso" sia giusto o sbagliato è determinato dalla Rivelazione divina, non dai dogmi laici dell'Uomo Bianco Colonizzatore né del liberalismo illuminista né da qualsiasi altra ideologia umana (democrazia, liberalismo, secolarismo, socialismo, comunismo, nazionalismo, fascimo...).

Kappa ha scritto:
In merito al raggiungimento della maggiore età, è richiesto il compimento del diciottesimo anno di età in quanto studi scientifici hanno dimostrato il raggiungimento del pieno sviluppo psico-fisico di una persona avviene attorno ai 20 anni. In altri termini, si è pienamente adulti da un punto di vista biologico.
Originariamente, la maggiore età era in molti paesi, tra cui l' Italia, fissata a 21 anni. La scelta di abbassarla a 18 anni è stata di natura meramente politica, ma accettata in quanto non incideva in maniera significativa sull'idea di pieno sviluppo fisico ed intellettivo della persona.


Per noi Dio ha sancito che la "maggiore età" di una persona venga raggiunta al momento del raggiungimento della pubertà; in sua assenza, ai 15 anni (lunari) di età.

Un non-Musulmano può credere che la maggiore età venga raggiunta a 16, 18, 20 22 o persino crogiolarsi nell'illusione dei 30, ma non può fare nulla per cambiare quanto stabilità dalla Legge Sacra dell'Islam.

Kappa ha scritto:
In ogni caso, ogni cultura prevede il raggiungimento dell'età adulta in funzione di parametri diversi, consoni alle proprie tradizioni e alla propria società.


Esatto, e per i Musulmani tale raggiungimento è stabilito in corrispondenza con la pubertà.

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MessaggioInviato: Mer Giu 19, 2013 4:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Gentile Aurangzeb 'Umarzai; ti ringrazio per le delucidazioni che mi hai fornito. Mi rendo conto che alcune pratiche derivano dall'applicazione fedele del Corano, ma ho ancora delle riserve riguardo ad alcuni fatti che, a mio avviso, rappresentano delle incongruenze. E' interessante osservare che nell'Islam ogni istituto, pratica o costume ha una sua fonte scritta: nulla è lasciato al caso. Tuttavia, l' eccessivo rigore formale nell'applicazione della Legge Divina mette in luce quelle che, a mio personale avviso, è un quadro non sempre coerente: un giudizio che, ovviamente, non riguarda soltanto l' Islam, ma la maggior parte delle religioni.
Non mi dilungo ulteriormente per non andare fuori tema e trattare temi troppo vasti. Spero di trovare altre risposte e chiarimenti esaurienti nel corso della mia permanenza sul forum. A presto!
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