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I Due Registri e l'Ipocrisia degli Islamofobi

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Islamofobia: bufale, repressione, terrorismo anti-islamico e propaganda
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Mag 07, 2012 1:33 am    Oggetto: I Due Registri e l'Ipocrisia degli Islamofobi Rispondi citando

La propaganda islamofoba in Occidente si sposta continuamente tra due “registri”: quello delle “libertà” e dei “diritti” (che l'Islam negherebbe, e invece l' “occidente” riconoscerebbe, segnando con ciò la sua superiorità morale e culturale), e quello dell'identità (che bisognerebbe proteggere dall'Islamizzazione, proprio negando ai Musulmani quegli stessi diritti sui quali si fonderebbe la “superiorità” occidentale).

Nel suo ultimo articolo su “Il Giornale” (pubblicato ieri, Domenica 6 Maggio 2012), Magdi Cristiano Allam, riporta allarmato le cifre diffuse dal maggiore organismo di associazioni islamiche in Italia (UCOII) sul numero di convertiti italiani all'Islam, stimati in circa 70'000, ed in continua crescita.

Leggendo l'articolo, non si può fare a meno di notare l'ennesimo sfruttamento della tecnica del “doppio registro” per segnare punti contro l'Islam a qualsiasi costo, anche al costo di sacrificare ogni coerenza del discorso e proprio quella razionalità che lo stesso autore pure invita a recuperare nella conclusione del suo intervento.

Infatti, da una parte Magdi Allam sottolinea polemicamente (con un'analisi tutta personale) come per l'Islam, esso stesso sia l'”unica vera religione”, superiore e non “diversa, ma al pari delle altre” (dando quindi l'idea che, invece, il cristianesimo aderisca a questa seconda concezione):

"Intende dire che per i musulmani l'Islam non è una religione «diversa» dall'ebraismo e dal cristianesimo, a cui pertanto si aderisce convertendosi come accade a qualsiasi altra religione, ma è una religione «superiore» all'Ebraismo e al Cristianesimo, l'unica vera religione, il compimento della rivelazione e il sigillo della profezia, in un contesto dove si ritiene che tutte le persone nascono musulmane anche se professano una fede diversa, hanno dentro di s´ l'Islam anche se ne sono ignari, che pertanto l'adesione all'Islam è un «ritorno» riscoprendo «la vera fede»". 

Subito dopo, però, è pronto lui stesso a ribaltare il discorso, affermando la superiorità del cristianesimo, e negando lui stesso la “parità” dei “tre monoteismi”, fino a contestare persino che preghino davvero lo stesso Dio (si noti l'uso del condizionale):

"Come è possibile che in Italia, la culla del cattolicesimo, terra cristiana che accoglie nel suo seno la Chiesa dei Papi, vicari di Cristo, si sia arrivati al punto da far coincidere la «spiritualità» con l'islam? Ebbene la risposta si chiama «relativismo religioso». Lo stesso Benedetto XVI ha più volte individuato nella «dittatura del relativismo» il male profondo da combattere perch´ ci impone, mettendo in soffitta la ragione, di considerare che tutte le religioni, le culture e i valori siano pari a prescindere dai loro contenuti. La testimonianza eloquente del relativismo religioso risiede nella litania delle «tre grandi religioni monoteiste rivelate, abramitiche, del Libro» che pregherebbero lo stesso dio".

E ancora, prima lamenta l'incompatibilità dell'Islam con i “valori non negoziabili” della “libertà di scelta religiosa”:

"Così come il relativismo è presente nel comportamento del clero che immagina che per amare i musulmani come persone si debba incondizionatamente sposare la loro religione legittimando l'Islam a prescindere dal fatto che è incompatibile con i valori non negoziabili della sacralità della vita, della pari dignità tra uomo e donna, della libertà di scelta religiosa".

E subito dopo (letteralmente, nel paragrafo successivo), esprime un chiaro invito a porre un freno, a questa la “libertà di scelta religiosa” quando essa, invece di consistere nell'evangelizzazione altrui, porta degli italiani (che Magdi Allam immagina essere tutti “cristiani”, dimenticando gli italiani Musulmani convertiti dall'ateismo, dall'ebraismo, etc.) all'Islam:

"Svegliamoci! L'Islam è ormai dentro casa nostra! Sono gli italiani stessi che promuovono la conquista islamica, compresi i cardinali e i parroci che si prodigano per la diffusione delle moschee! Liberiamoci dalla dittatura del relativismo! Fermiamo l'invasione islamica! Basta moschee! Riscopriamo la nostra anima, recuperiamo l'uso della ragione, torniamo ad amarci prima di perdere del tutto la possibilità di essere noi stessi a casa nostra!".

Insomma, come è tipico del metodo del “doppio registro”, prima si critica l'Islam per non essere relativista e ritenersi superiore, e subito dopo si critica il relativismo e si afferma la superiorità dalla propria religione.

Nulla di nuovo, considerando che lo stesso Magdi Allam, da feroce critico, per anni, del “fondamentalismo islamico” e della “confusione della religione con la politica”, si sia rapidamente trasformato, con la sua conversione al cattolicesimo, in un cristiano altrettanto “fondamentalista” di quanti combatteva fino a qualche settimana prima vestendo i panni di “Musulmani moderanto”; ed abbia fondato un partito confessionale a forte ispirazione cattolica (“confondendo la religione con la politica”?..), a partire dall'enorme croce cristiana dipinta sulla bandiera italiana nel suo simbolo.


Ma il tema del “doppio registro” non è solamente sintomo dell'incoerenza personale di Magdi Allam. È un tema ricorrente, fondante, dell'islamofobia occidentale, che, per “difendersi” dal “totalitarismo e dalla discriminazione” di cui accusa l'Islam e dai Musulmani, propone di recuperare proprio i peggiori atteggiamenti totalitari e discriminatori della storia europea per adoperarli nei confronti dell'Islam stesso; “ti uccido perché io affermo che tu vuoi uccidermi, ma io sono la vittima e tu l'aggressore”.

Non soltanto, questo gioco tra i due registri costituisce pure la norma dell'atteggiamento da parte delle istituzioni italiane nei loro rapporti con la comunità islamica; prendiamo l'esempio della costruzione di moschee in questo paese.

Noi, come italiani Musulmani, viviamo in un paese che proclama a gran voce la libertà religiosa e di culto, e leggiamo che nella stessa Costituzione italiana sono teoricamente previste la libertà di culto, di religione, di associazione, e da tutto ciò deduciamo di poter praticare liberamente la nostra religione. 

Poi però vediamo che nella realtà questi diritti non vengono concessi fino in fondo, o sempre meno, che questo stesso Stato che si proclama "libero e democratico" pone ostacoli ridicoli alla costruzione di moschee, di cimiteri islamici, ed inoltre progetta di iniziare a porne di nuovi pure alla macellazione secondo il rito islamico, all'abbigliamento per le donne, etc.
Senza considerare il trattare i Musulmani praticanti come soggetti criminali da tenere sotto controllo, o la partecipazione a torture, incarcerazioni, uccisioni e bombardamenti di Musulmani per mezzo di missioni sventurate in giro per il mondo, o tramite la collusione con i sistemi repressivi illegali messi in atto dall'alleato atlantico (extraordinary rendition, etc.). 

Allora, non possiamo far altro che notare l'ipocrisia assoluta di tutta questa retorica sulla "libertà religiosa", sulla "libertà di culto" e sui "diritti democratici", diritti che non siamo stato noi a "pretendere" o chiedere, ma che troviamo scritti nella Costituzione di questo paese, ma non vediamo applicati fino in fondo e con coerenza. 

Di fronte a questo, noi musulmani non “chiediamo” o “pretendiamo” proprio un bel niente; vorremmo solo coerenza: 
-o gli "illuminati" governi occidentali mettono davvero in pratica gli ideali che dicono a parole di promuovere - e senza chiedere nulla in cambio, perchè non parliamo di trattati commerciali, ma di (per come essi li concepiscono) "sacri valori universali", che debbono prescindere dal fatto che "i selvaggi barbari" li riconoscano (altrimenti dove va' a finire la pretesa "superiorità occidentale", che si fonderebbe proprio sul fatto che solo essi li riconoscano, e gli altri no?); 
-o eliminano definitivamente la loro menzione dalle Costituzioni e dai testi di diritto, e dichiarano apertamente la loro opposizione all'Islam ed ai Musulmani (opposizione che in molte forme ha già preso le forme di una vera e propria guerra, ma che non hanno nemmeno avuto il coraggio di dichiarare apertamente ed onestamente). 


Insomma, l'"Occidente" si dichiara superiore alle altre civiltà per il fatto di riconoscere tutta una serie di diritti. 
Quando poi però "l'Occidente" vede che questi diritti rafforzano troppo una religione che costituisce una minaccia a determinati interessi economici, politici e finanziari, un'alternativa al suo modello di sviluppo ed ideologico, è subito pronta a ritirarli e relativizzarli. 
Allora, dov'è finita questa "superiorità"? Si è pronti a proclamare questi diritti solo quando non si possono effettivamente mettere in pratica? 


E questo è lo stesso succo del messaggio di Magdi Allam: la “libertà di scelta religiosa” va' bene solo quando porta nuovi convertiti a battezzarsi in chiesa; quando invece porta ad accettare l'Islam, bisogna “fermare l'invazione islamica e chiudere le moschee”.

Insomma, di belle parole è facile riempirsi la bocca fintanto che si sa che non costano nulla, e che non le si deve mettere in pratica.
Un modo estremamente comodo per opprimere avendo pure l'arroganza di ingannare e presentarsi come vittime – un cliché della storia dell'occidente moderno.


E allora, se domani il governo dichiarasse che il Cristianesimo è la religione di Stato in Italia, e che tutte le altre religioni sono bandite in questo paese, lo "accetteremmo", faremmo le valigie, e andremmo altrove, fino a che la nostra sicurezza non venga violata (ed in tal caso ci difenderemmo), perché ciò sarebbe legittimo dal punto di vista di un cristiano, ed in piena, completa continuità storica con l'atteggiamento storicamente realizzatosi del cristianesimo nei confronti delle altre confessioni religiose; e non mi appellerei ad alcun principio di "laicità", di "diritti umani" o di "costituzione", perché non li riconosco né mi interessano. 

Quando ci lamentiamo per il fatto che non ci lasciano costruire le moschee in Italia, non lo facciamo perché lo riteniamo un "diritto umano" capitalisticamente necessario alla pace sociale nel supermercato delle religioni trattate come simpatici e folkloristici accessori equivalenti tra loro e permesse finché non vadano ad attaccare i meccanismi del potere e del profitto; semmai, ci "lamentiamo" denunciando l'ipocrisia di una società che proprio nel momento in cui nella teoria sancisce dei diritti in virtù dei quali proclama la sua superiorità sulle altre civiltà (ovvero, "noi siamo superiori e "progrediti" perché riconosciamo i diritti x, y e z, mentre voi non li riconoscete per cui siete inferiori"), nella pratica si comporta esattamente come (anzi, peggio del)le società che dichiara "inferiori" e carenti da questo punto di vista. 

Se l'Italia vuole tornare un paese in cui la religione cattolica è la religione di Stato, faccia pure, ma lo dica chiaramente, invece di rigirarsi spasmodicamente tra una "laicità" teorica ed un "clericalismo" di fatto. 

Se l'"Occidente" vuole fare la guerra ai Musulmani, che lo faccia chiaramente, e lo proclami a gran voce, "cavallerescamente", in modo che ci intenda difendersi sia libero di prendere posizione e farlo chiaramente, invece di chiamare "missioni di pace" le sue guerre, "terroristi" i resistenti che combattono "dall'altra parte" (ai quali non è concesso lo statuto di prigionieri di guerra quando vengono catturati), ed il "fondamentalismo islamico" il loro nemico, quando è in realtà l'Islam in sé e per sé, quello vero, reale, non quello "riformulato" ad uso e consumo degli interessi dei potenti, della violenza degli oppressori, della sicurezza dei propagandisti di guerra mascherati da "giornalisti". 

Ma questo l'"Occidente" non lo farà, perché sa che non potrebbe affrontare un miliardo e mezzo di Musulmani, ed allora continua l'ipocrisia: "pacifismo" ma commettiamo massacri in ogni parte del mondo islamico e facciamo guerre in prima persona o per interposta persona; "democrazia" ma neghiamo la volontà popolare dei popoli Musulmani ed instauriamo feroci dittature filo-occidentali ed anti-islamiche in ogni angolo del mondo islamico; "tolleranza" ma non approviamo voci dissidenti ed opinioni diverse dalla nostra; "diritti umani", ma solo per chi vogliamo noi; "diritto alla felicità ed alla prosperità" ma solo per qualche decina di milioni di persone al mondo, ed estratta dal sangue, dall'oppressione, dalla pauperizzazione e dallo sfruttamento di miliardi di altri esseri umani nei paesi del "terzo mondo". 

La società più distruttiva, oppressiva, guerrafondaia e criminale mai apparsa su questa terra, ma in giacca e cravatta, mascherata da colomba bianca di pace, con un ramoscello d'ulivo in bocca ed il sangue di milioni di innocenti sotto i suoi stivali. 

Non ci interessano le "reciprocità" ed i compromessi: ci piacciono la coerenza e la chiarezza, ma nell'epoca dell'Anticristo, del Dajjal, sono virtù non facili da trovare, e il meccanismo di menzogna dell'Islamofobia organizzata è uno strumento essenziale per preparare il terreno alla venuta del Dajjal.

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Gio Mar 21, 2013 3:33 pm, modificato 1 volta
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ABDULLAH2012
Affezionatissimo
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Messaggi: 70

MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2012 1:31 am    Oggetto: Rispondi citando

ECCELLENTE ARTICOLO
COMPLIMENTI
CHE ALLAH TI PERDONI E TI DIA JANNAT UL FIRDAOUS
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Mag 12, 2012 2:05 am    Oggetto: Rispondi citando

ABDULLAH2012 ha scritto:
CHE ALLAH TI PERDONI E TI DIA JANNAT UL FIRDAOUS


Amin; jazakallahu khayran fratello.

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