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Egitto e Necrofila: l'Ennesima Bufala

 
Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Islamofobia: bufale, repressione, terrorismo anti-islamico e propaganda
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Inviato: Sab Feb 24, 2018 4:15 pm    Oggetto: Ads

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MuhammadPietro
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Messaggi: 123

MessaggioInviato: Dom Mag 06, 2012 7:48 pm    Oggetto: Egitto e Necrofila: l'Ennesima Bufala Rispondi citando

Ho letto che in EGitto vogliono fare la legge che permette al coniuge di avere rapporti con la propria moglie entro sei ore dopo la morte .E' permesso nella religione islamica?
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Sufi Aqa
Amministratore - خادم
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Messaggi: 14953
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MessaggioInviato: Dom Mag 06, 2012 8:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

L'ennesima, colossale bufala della stampa islamofoba, che ovviamente ha fatto il giro del mondo in pochi minuti senza alcuna verifica:

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Egitto, una bufala sulla necrofilia legalizzata: tanto rumore per nulla
di Silvia Layla Olivetti
Da:
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La notizia dell’approvazione da parte del nuovo Parlamento egiziano di una legge che autorizzerebbe il marito ad avere rapporti sessuali con la moglie defunta – fino a sei ore dopo il decesso – ha fatto il giro del mondo a velocità neutrino, scandalizzando le masse e infiammando gli animi delle associazioni femminili di tutto il globo.

Partita dalla testata missilistico-giornalistica Al–Arabiya, la “notizia” aveva immediatamente incontrato il favore dei media occidentali – sempre disponibili a lanciare strali contro i paesi a maggioranza musulmana – e rinfocolato le speranze degli irriducibili cercatori di “smoking gun” di poter portare alla pubblica attenzione le prove della bestialità islamica. Lo stesso Magdi Allam quasi certamente si apprestava a partire, come un ariete a testa bassa, verso un delirante editoriale sulla violenza musulmana. Già si sentivano il raspare impaziente del suo zoccolo e lo sbuffare delle narici dilatate, tipo cavallina storna. Invece, sfortunatamente per il signor Allam e gli altri islamofobi convinti – compresa l’Onorevole Souad Sbai, che per il disappunto dell’occasione perduta porta da due giorni al braccio la fascia nera a lutto – la notizia della legalizzazione dei rapporti sessuali necrofili si è rivelata una colossale bufala mediatica. Semplicemente, quell’assurda proposta di legge in Egitto non esiste né è mai esistita.

A darne secca smentita – dopo innumerevoli sollecitazioni da parte dei governi occidentali meno dotati di logica e buon senso – non è stato soltanto il portavoce ufficiale del Parlamento egiziano, ma lo stesso Consiglio Nazionale delle donne (NWC), nella persona del presidente, Mervat Al-Talawy. Ecco come hanno commentato inoltre la falsa notizia i vari parlamentari egiziani intervistati sulla questione: “Non ho mai sentito parlare di una cosa del genere. Né nel Parlamento, né tantomeno tra i parlamentari, neanche quando parliamo tra di noi” – Ashraf Agor (membro del Partito Bena Watameia – Gruppo Islamico) “Nessuna richiesta di approvazione di questa legge e’ giunta nella nostra commissione” – Isham A.Hanafy (membro della Commissione di Proposte e Proteste parlamentari) “Non abbiamo mai discusso di nulla del genere” – Amin Eskander (parlamentare Cristiano Copto) “Un atto del genere è impossibile anche per gli animali. Non esiste una legge simile nel Corano e nessuno ne ha mai parlato nel parlamento” - Dr. Gamal Hassan (Partito salafita Nour) Comprensibile invece il silenzio dell’Azhar, l’università islamica del Cairo, che su un tale argomento non ha ritenuto di dover commentare alcunché, mostrando così di aver adottato l’atteggiamento più dignitoso e sensato. Le assurdità mediatiche, evidentemente, per loro non meritano replica di sorta.

Cocente delusione, insomma, per tutti coloro che speravano di beneficiare di questa assurda proposta di legge per rinfocolare gli animi contro i musulmani e sminuire il valore della primavera araba, in particolar modo quella egiziana, agitando al contempo lo spauracchio del prossimo avvento al potere di un governo maschilista e pronto a cancellare i diritti civili delle donne. Potremmo anche noi non considerare degna di rilievo questa falsa notizia, se non fosse che l’accaduto offre uno spunto di riflessione irrinunciabile per tutti coloro che si occupano – o dovrebbero occuparsi – di fare corretta informazione. Non è infatti inusuale che una bufala attraversi i canali mediatici come una meteora, ciò che è aberrante è la totale mancanza di analisi e verifica delle fonti da parte di coloro che – in tutto il mondo – hanno ripreso la notizia in perfetto stile da gregge di pecore sarde. Sarebbero bastati infatti meno di tre minuti di ricerca sul web per rendersi conto che sui network arabi non c’è traccia alcuna della famigerata proposta di legge egiziana sui rapporti sessuali necrofili. Una qualsiasi testata giornalistica degna di tale nome avrebbe avuto il dovere, prima di riportare notizie o di fare un ovino “copia-incolla” di agenzie di stampa pubblicate da altri, di verificare le fonti, approfondire gli argomenti da trattare, fare un’analisi di ciò che si intende comunicare all’opinione pubblica. Perché i mass media formano le idee e sono perciò responsabili delle verità e delle bugie che veicolano. L’atteggiamento inaccettabilmente superficiale, dimostrato dalla stampa mondiale in quest’occasione, mostra impietosamente quanto poco conti la necessità di una corretta informazione e quanto la verità sia sacrificabile alla convenienza e al compiacimento della classe politica dominante. La noncuranza con la quale è stata sostenuta la falsa notizia è costata – e sta costando tuttora nonostante le smentite – uno tsunami di insulti ai musulmani di tutto il mondo, specialmente a quelli egiziani, i quali si sono visti definire prontamente “barbari”, “incivili” “terroristi inumani” e via dicendo. Nessun canale mediatico ha sentito – per quasi tre giorni – la benché minima necessità di fare una verifica che avrebbe dimostrato la mendacità della notizia partita da Al-Arabiya; nessuno degli addetti ai lavori del settore dell’informazione si è accorto del fatto che tale notizia compariva solo sulle sezioni in lingua inglese dei vari siti internet ma mai in lingua araba – cosa che sarebbe stata come minimo logica considerato l’argomento. Nessuno si è disturbato ad inviare uno straccio di corrispondente in Egitto per intervistare i membri del parlamento. Nulla di tutto ciò è avvenuto se non dopo tre giorni, lasso di tempo intollerabile quando si tratta di fare informazione.


Mervat al-Talawi
Noi del Referendum invece questo doveroso disturbo di verificare ce lo siamo preso e abbiamo scoperto che sul web non c’era traccia alcuna di questa legge egiziana sulla necrofilia legalizzata. Abbiamo scandagliato siti di informazione governativi e anti governativi, abbiamo guardato attentamente la televisione egiziana e abbiamo appurato che da nessuna parte si parlava di una questione che avrebbe invece dovuto occupare un posto di primaria importanza. Nulla di nulla, men che meno sul sito del Consiglio Nazionale delle Donne. Non si trova ovviamente cenno di una simile licenza di coito mortuario neppure nel Corano, cosa che vale forse la pena sottolineare per dovere morale nei confronti di oltre un miliardo e mezzo di fedeli islamici. Questa bufala, insomma, è servita solamente a nutrire l’ignoranza delle masse in materia di Islam, a tutto svantaggio delle centinaia di milioni di musulmani per bene che vivono sulla Terra e a completo appannaggio della classe politica dirigente che prospera sull’intolleranza religiosa, sul separatismo e sulle logiche dell’esclusione e dell’opposizione tra i popoli. Questo brutto, anzi pessimo, capitolo di disinformazione ha avuto il solo ed unico pregio di mettere in evidenza la decadenza morale e la discesa in picchiata dell’etica professionale giornalistica in quest’epoca di palese asservimento al codice ovino dell’informazione globalizzata e della falsità mediatica di convenienza.

E’ ormai giunta l’ora che il giornalismo si interroghi sulla propria incapacità di fornire al pubblico un adeguato servizio di diffusione della verità.

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