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La civile convivenza.
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Inviato: Dom Feb 18, 2018 3:05 am    Oggetto: Ads

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MessaggioInviato: Gio Ott 06, 2011 5:16 pm    Oggetto: La civile convivenza. Rispondi citando

Buonasera a tutti. Premetto di non essere musulmano e mi rivolgo a voi per avere aiuto. Sento spesso pronunciare la parola "integrazione", specie dai politici, ed istintivamente ritengo ipocrita o superficiale colui che la pronuncia perchè, se come penso, integrazione presuppone condivisione non vedo perchè io o il mio coinquilino si debba rivedere la propria fede al fine di integrarsi con l'altro. Personalmente sostituirei la parola integrazione con "civile e pacifica convivenza", questa si che sarebbe auspicabile e soddisfacente per entrambi. In quest'ottica, avendo molti vicini di casa di fede musulmana e non volendo mai urtare la loro sensibilità, sarei a chiedervi se sia possibile avere consigli su come rapportarmi con loro e come spiegare ai miei figli ed ai loro (anche compagni di scuola) come mai, ad esempio, le festività non coincidono. Ringrazio sin d'ora chiunque vorrà fornire suggerimenti.

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Alessandro
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MessaggioInviato: Gio Ott 06, 2011 6:22 pm    Oggetto: Re: La civile convivenza. Rispondi citando

Buonasera a te Alessandro, benvenuto.

GPX ha scritto:
Sento spesso pronunciare la parola "integrazione", specie dai politici, ed istintivamente ritengo ipocrita o superficiale colui che la pronuncia perchè, se come penso, integrazione presuppone condivisione non vedo perchè io o il mio coinquilino si debba rivedere la propria fede al fine di integrarsi con l'altro. Personalmente sostituirei la parola integrazione con "civile e pacifica convivenza", questa si che sarebbe auspicabile e soddisfacente per entrambi.


Hai centrato in pieno il problema.

In realtà, "integrazione" è semplicemente un termine in "politicamente-correttese" per indicare i tentativi di assimilazione culturale dei Musulmani al modello unico e totalitario della "società dei consumi libera e liberisto dell'Occidente moderno".

Ne avevamo parlato qui (e ti invito a leggerlo):

A proposito dell'"integrazione" dei Musulmani -

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Siccome dire chiaramente che i Musulmani debbano di fatto lasciare la loro religione potrebbe scatenare reazioni (non parlo di bombe ed attentati, parlo di acquisita consapevolezza della posta in gioco e di piena rivendicazione della propria "identità religiosa"), la si butta sull'integrazione, collegando in maniera priva di senso il "buon vivere", la civile convivenza la legalità ed il rispetto delle leggi, da una parte (tutti valori essenziali per i Musulmani), con l'abbigliamento degli uomini e delle donne Musulmane, le loro abitudini alimentari ed i loro riti religiosi, dall'altra.

Per cui, non è considerato "integrato" il Musulmano praticante che studia e/o lavora onestamente, rispetta le leggi, si comporta bene coi vicini ed aiuta le persone in difficoltà ed al tempo stesso segue con rigore la sua religione; è considerato invece "integrato" lo spacciatore ubriaco originario di un paese Musulmano vestito in jeans e "squalo" e col jel nei capelli che frequenta la discoteca e compie varie azioni illegali ma che mostrano la sua "assimilazione" al modello occidentale; o ancora la ragazza escort che ha "abbracciato" i cosiddetti "valori occidentali" (pensavo che "l'Occidente" si vantasse di altri valori piuttosto che del bunga-bunga).

GPX ha scritto:
In quest'ottica, avendo molti vicini di casa di fede musulmana e non volendo mai urtare la loro sensibilità, sarei a chiedervi se sia possibile avere consigli su come rapportarmi con loro


La tua intenzione è lodevole, ma ti suggerisco di non stare a preoccuparti: un Musulmano deve partire dal presupposto che dei non Musulmani possano non conoscere questa o quella regole, per cui invece di imbarazzarsi od offendersi, dobbiamo essere pronti a spiegare con gentilezza che magari se mi offri un bicchiere di scotch, non potrò accettare il tuo invito..

Quindi, più che a te, starà ai tuoi vicini spiegarti eventualmente questo o quel punto nel caso tu dica o faccia qualcosa che possa metterli in difficoltà.
Il che a sua volta è piuttosto difficile, a meno che tu non insista ad invitarli a venire a messa con te in chiesa alla domenica, o ad offire un panino con carne non lecita al loro figlio uscito da scuola, o a dare la mano/baciare sulla guancia sua madre/moglie/sorella/figlia, e cose del genere!

Ed anche se facessi una cosa del genere, starà ai tuoi vicini spiegare la relativa regola della loro religione, visto che non è tua responsabilità conoscerle, ma è responsabilità loro rispettarle!

GPX ha scritto:
e come spiegare ai miei figli ed ai loro (anche compagni di scuola) come mai, ad esempio, le festività non coincidono.


Credo che la cosa migliore sia semplicemente dire le cose come stanno - il come, ovviamente, dipenderà anche dall'età dei bambini -; ovvero qualcosa tipo: "i figli di Tizio del III piano sono Musulmani, per cui hanno altre feste legate alla loro religione, e non festeggiano le nostre feste, visto che esse sono di natura religiosa e legate alla nostra religione"..

Spero di aver compreso correttamente la tua domanda e di esserti stato almeno un po' d'aiuto..

Restiamo a tua disposizione!

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Dom Ott 09, 2011 7:46 am    Oggetto: Rispondi citando

Grazie, intanto, per aver dato seguito alla mia domanda. Lei ne ha compreso perfettamente il senso. Sono stato educato al rispetto degli esseri umani, tutti gli esseri umani, poco importa dove sono nati (l'utero da cui nascere non viene scelto dall'interessato in quanto attiene esclusivamente alla volontà di Dio) poiché tutti loro sono diretta espressione della volontà del Creatore.
Il problema di spiegare ai bambini come mai non facciamo tutti le stesse cose mi si è presentato quando, accompagnando mio figlio (10 anni) al catechismo per la sua Prima Comunione, mi ha chiesto come mai il suo amico Mostapha non facesse altrettanto. Ho azzardato la spiegazione che la sua religione non prevede questo obbligo ma quando, insoddisfatto, ha obiettato "ma allora non è vero che esiste un solo Dio" ho cambiato discorso terrorizzato dal timore di confonderlo ancora di più.
Confido che crescendo comprenderà.
Grazie anche per la possibilità di dialogare con voi, sono convinto che la conoscenza dell'altro con un dialogo franco e sincero sia il viatico migliore per una convivenza soddisfacente per entrambi perchè, prescindendo per un momento dal Credo professato, in fin dei conti è con gli esseri umani che abbiamo a che fare e penso che al Padre di tutti noi sia gradito che le sue creature vivano da fratelli. Comunque lo si chiami ed in qualunque modo lo si veneri non può desiderare altro che questo.
La saluto cordialmente.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 12:40 am    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Il problema di spiegare ai bambini come mai non facciamo tutti le stesse cose mi si è presentato quando, accompagnando mio figlio (10 anni) al catechismo per la sua Prima Comunione, mi ha chiesto come mai il suo amico Mostapha non facesse altrettanto. Ho azzardato la spiegazione che la sua religione non prevede questo obbligo ma quando, insoddisfatto, ha obiettato "ma allora non è vero che esiste un solo Dio" ho cambiato discorso terrorizzato dal timore di confonderlo ancora di più.


Dio è unico ma ha inviato diversi Profeti, anche con Leggi diverse tra loro.

Le suggerirei di approfondire lei stesso quest'argomento, perchè in esso vi è la risposta a domande che non sono solo quelle dei bambini, ma che sono piuttosto le domande cui tutti noi dovremmo dare una risposta.

GPX ha scritto:
Grazie anche per la possibilità di dialogare con voi, sono convinto che la conoscenza dell'altro con un dialogo franco e sincero sia il viatico migliore per una convivenza soddisfacente per entrambi


Le porte sono sempre aperte, gentile Alessandro!

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 2:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ho letto attentamente il messaggio consigliatomi circa la problematica dell'integrazione. Inutile dire di essere daccordo con quello che segnala come contraddittorio o ipocrita. Non sono però della sua stessa opinione quando associa "bunga-bunga" ai valori dell'occidente o quando ritiene nostra esclusiva pertinenza l'istintiva diffidenza verso tutto quanto è sensibilmente diverso. Provo a fare un esempio, Lei pensa che se una ragazza italiana si trasferisse in un Paese a maggioranza musulmana e passeggiasse per la via con indosso una minigonna ed una profonda scollatura, pur senza dare noia a chicchessia, e chiedesse di acquisire in affitto un locale da adibire a luogo di culto (chiesa cattolica) avrebbe difficoltà ad essere accettata minori di quelle incontrate dagli immigrati in Italia. Nella mia città c'è un luogo di culto islamico da tempo. Lo spacciatore non è preferito perchè "integrato", è solo meno temuto perchè probabilmente non intenderà cambiare la società ospitante. Si è prevenuti non tanto perchè si teme la diversità, si teme piuttosto che quando i "diversi" dovessero essere troppi potrebbero desiderare di modificare quelle che, a parte le esagerazioni, tendiamo a considerare conquiste di civiltà. Una su tutte, la fine del potere temporale dei Papi e la creazione di uno Stato laico composto da persone che non disdegnano certo la religione.
Sebbene tutto questo non offuschi la lucidità del ragionamento che ho letto.

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MessaggioInviato: Lun Ott 10, 2011 5:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Non sono però della sua stessa opinione quando associa "bunga-bunga" ai valori dell'occidente


Non li associo nemmeno io in termini esclusivi; intendo piuttosto far notare l'assurdità del ridurre - da parte dei suoi stessi promotori - il cosiddetto "occidente" al bunga bunga ed alla fornicazione, quando per promuovere l'"emancipazione" di una ragazza di origine Musulmana che ha intrapreso la strada del bunga-bunga, ne si loda l'aver abbracciato lo "stile di vita occidentale", e nessun "occidentale" sembra mai aver nulla da ridire sul fatto che lo "stile di vita occidentale" venga equiparato alla fornicazione ed alla prostituzione minorile, come se il sogno di qualsiasi "ragazza occidentale" fosse quello di diventare una velina od una escort; certamente lo è per un certo numero, ma non per tutte, ma nessuno sembra scandalizzarsi per l'accostamento.

Io, se oltre ad essere "occidentale" fossi anche non-Musulmano (ma grazie a Dio sono Musulmano), mi offenderei a sentir definire il mio "stile di vita" sulla base del bunga-bunga ed dell'instupidimento di massa.

GPX ha scritto:
Lei pensa che se una ragazza italiana si trasferisse in un Paese a maggioranza musulmana e passeggiasse per la via con indosso una minigonna ed una profonda scollatura, pur senza dare noia a chicchessia, e chiedesse di acquisire in affitto un locale da adibire a luogo di culto (chiesa cattolica) avrebbe difficoltà ad essere accettata minori di quelle incontrate dagli immigrati in Italia.


Ho l'impressione che una ragazza "in minigonna e profonda scollatura" non sarebbe più di tanto interessata ad aprire un luogo di culto; vede, lei stesso qui sembra essere influenzato dalla propaganda occidentalista che mette in un unico calderone le cose più diverse (dalle minigonne, alla romanità, al cristianesimo) - in quanto "occidentali" - pur di dare l'idea di una monolitica "identità occidentale" che invece non esiste affatto.

Comunque, tornando alla sua domanda; lo sa che nel mondo islamico classico le schiave potevano andare in giro anche a torso nudo, il velo integrale essendo riservato alle donne Musulmane libere, mentre le donne ebree e cristiane se volevano indossavano un velo che copriva la loro testa in base ai precetti della loro religione, o altrimenti giravano a testa scoperta senza problemi, visto che le regole della Shari`ah (Legge Sacra) si applicano primariamente solo ai Musulmani, mentre le altre comunità regolano i loro affari interni secondo le loro leggi.

E per quanto riguarda i luoghi di culto cristiani, anche qui c'è una netta differenza tra il mondo islamico e l'Europa cristiana di fino a pochi secoli fa: nel mondo islamico sono sempre e da sempre esistiti luoghi di culto di ebrei ed altre religioni, senza problemi, perchè l'Islam riconosce il loro diritto a professare la loro religione senza alcuna imposizione; è nell'Europa cristiana, invece, che dominava quasi incontrastato l'esclusivismo non solo religioso, ma molto spesso anche nazionale.

L'Europa post-cristiana di oggi ha fondamentalmente abbandonato il cristianesimo (se non nella misura in cui possa ancora servire in funzione anti-islamica, come ammesso ad esempio dal gruppo degli "atei devoti"!), ma ha mantenuto lo stesso esclusivismo, questa volta in chiave del pensiero unico secolarista-liberale-liberista-democratico.

E' curioso notare che proprio mentre si dipinge l'Islam come intollerante ed il "mondo occidentale" come "libero ed aperto", la realtà dei fatti dimostra esattamente il contrario; come avevo già scritto in un altro thread:

"mentre "dal nostro punto di vista" (ed in realtà), [la Shari`ah] è la Legge che Dio ci ha dato [non un'elaborazione umana].

Al contrario, i "diritti umani" sono - da ogni punto di vista, anche per coloro che li sostengono - un'elaborazione umana.

Eppure guarda un po' che differenza, noi non intendiamo imporre la Legge data da Dio per la nostra comunità ad ogni singolo essere umano, pur credendo nella sua origine divina, mentre i sostenitori dei "diritti umani" vogliono imporre tali principi ad ogni essere umano sulla faccia della terra, pur essendo consapevoli che tali principi siano di origine puramente umana, e perdipiù elaborati solo da un ristretto numero di persona abitanti in una determinata epoca, società e contesto.

Perciò, il fatto che un non-Musulmano non ritenga la Shari`ah essere di origine divina non pone alcun problema in questa discussione, visto che nessuno Musulmano vuole imporre la Shari`ah a chi non è Musulmano. Vogliamo solo voler sottomettere noi stessi alla Legge che riteniamo esserci stata data da Dio.

Invece, i sostenitori dei "diritti umani" voglio imporre a tutti, anche a noi, le loro leggi umane, e questa è una dimostrazione di assoluta arroganza ed intolleranza
".

Lascio il link perchè magari la discussione potrebbe interessarle:

Sharia e diritti umani -

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GPX ha scritto:
Nella mia città c'è un luogo di culto islamico da tempo.


Un garage umido adibito come "sala di preghiera" od una moschea vera e propria, spaziosa, luminosa, dignitosa come hanno il diritto di esserlo in qeusto paese chiese, sinagoghe e templi di altre religioni?
Nel secondo caso: bene, si consideri "fortunato" perchè è una delle pochissime eccezioni in questo paese.

GPX ha scritto:
Lo spacciatore non è preferito perchè "integrato", è solo meno temuto perchè probabilmente non intenderà cambiare la società ospitante. Si è prevenuti non tanto perchè si teme la diversità, si teme piuttosto che quando i "diversi" dovessero essere troppi potrebbero desiderare di modificare quelle che, a parte le esagerazioni, tendiamo a considerare conquiste di civiltà.


Questa paura è conseguenza diretta della propria debolezza: affiora la consapevolezza della debolezza del "modello occidentale" e del suo fallimento, che è sotto ai nostri occhi ogni giorno. Per cui, invece di cercare di dare un ordine ed un modello praticabile per "risollevare" le sorti di questo continente, molti scelgono di scagliarsi contro l'unica temuta alternativa.

I Musulmani invece hanno per secoli convissuto - talvolta persino come minoranze - senza timore con comunità differenti per religione, etnia, cultura, usi, abitudini, senza andare in paranoia né scatenare "cacce al diverso" per cercare di cementare un'identità fragile ed altrimenti indefinibile, com'è il caso dell'"identità occidentale".

Ciò ha radici anche storiche, e riguarda ad esempio la grande differenza tra l'isolamento e l'esclusivismo campanilistico che per secoli hanno dominato in Europa, da una parte, e l'ecumene multi-religioso, multi-culturale e multi-etnico che ha caratterizzato praticamente ogni singola società islamica, a partire dagli esordi fino ai grandi califfati - senza che il vivere accanto a persone di altre comunità portasse automaticamente e perdere la propria identità, sia per la forza della propria fede, sia per l'assenza di politiche assimilazioniste da parte del potere statale.

GPX ha scritto:
Una su tutte, la fine del potere temporale dei Papi


Stia tranquillo, non abbiamo né avremo mai alcuna intenzione di restituire alcun "potere temporale" ai Papi!

GPX ha scritto:
e la creazione di uno Stato laico composto da persone che non disdegnano certo la religione.


Ma che di fatto non le danno granché importanza, altrimenti seguirebbero i suoi precetti al di là dell'andare la Domenica a messa.

Il secolarismo è conseguenza diretta del pensare che in fondo ci siano cose più importanti, e che "le religioni non debbano mettere becco" là dove stanno i veri interessi ed il vero amore dei potenti; è per quello che dicono che "ognuno è libero di fare e credere quello che vuole nella sua vita privata, [purchè non danneggi i veri interessi politici, strategici, economici]".

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 2011 9:12 am    Oggetto: Rispondi citando

Non posso che complimentarmi per la sua capacità di sintesi e per la corretta scorrevolezza del suo italiano. Sarei dell'avviso di modificare però leggermente la direzione del ragionamento nel senso che evidenziare reciprocamente i limiti, sia pure oggettivi, del diverso modo di intendere l'organizzazione della società (sulla quale non farei ricadere la responsabilità di porcherie commesse da singoli nell'ambito della loro libertà personale) non ci porterebbe molto lontano perchè temo non vi sia possibilità che l'uno sposi le tesi dell'altro, comunque mai completamente. Sono molto affezionato alla constatazione che, sebbene differenti nell'aspetto, mia madre e la sua ci hanno concepito nello stesso modo partorendoci sopportando lo stesso dolore, io e lei siamo nati uguali. Questa ovvietà l'ho premessa al fine di supportare la mia convinzione che il nascere uguali ci unisca molto di più di quanto non possano dividerci il vestirci diversamente o il diverso modo di intendere la barba.
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.
Auspico che la situazione dei rapporti reciprochi migliori al fine di non lasciare in eredità a mio figlio ed i suoi una contrapposizione che, se non governata opportunamente, non gli permetterà di avvicinarsi serenamente. Rimettendoci entrambi.
Le auguro ogni bene.

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MessaggioInviato: Mar Ott 11, 2011 5:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
Non posso che complimentarmi per la sua capacità di sintesi e per la corretta scorrevolezza del suo italiano.


Grazie, ma dopo quasi vent'anni di scuole varie, ed essendo italiano figlio di italiani (vab, ho azzardato e bluffato, in realtà sono calabrese!) - credo mi abbia preso per straniero per il solo fatto di essere Musulmano! -, mi sarei preoccupato del contrario! :-)

GPX ha scritto:
evidenziare reciprocamente i limiti, sia pure oggettivi


Vorrei chiarire che non era mia intenzione giocare al rimbalzo, od buttarla sul "e voi, allora?"; volevo piuttosto contestualizzare ed inquadrare correttamente la discussione, per mostrare quanto il modo stesso in cui l'intera problematica è concepita non è determinato dalla "realtà dei fatti", ma da tutta una serie di pregiudizi e costruzioni ideologiche che sono state formate sulla base dei problemi dell'"Occidente" stesso, che però esso tende a "rovesciare" sull'Altro, forse per esorcizzarli e sbarazzarsi della sua stessa storia?

Insomma, se un mafioso mi accusa di avere un atteggiamento omertoso, viene da ridire qualcosa sulla natura stessa di tale accusa, prima ancora di doversi giustificare, no? :-)

Come si suol dire, "If you don't like the image in the mirror, please don't break the mirror, break your face"!

GPX ha scritto:
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Mi piace questa virata sul pratico; proporrei a tutti i lettori di pensarci anche loro e contribuire con le loro idee, se Dio vuole.

La ringrazio per le gentili parole; purtroppo oggigiorno non capita più molto spesso di poter discutere con persone pacate ed educate..

Pace su chi segue la Retta Guida.

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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 9:15 am    Oggetto: Rispondi citando

Confesso, l'ho creduta straniero perchè musulmano. Proverò a non avere più preconcetti.
Devo rappresentare quanto appena accaduto.
Il messaggio che ho inserito in questo Forum l'ho inserito anche in altri Forum islamici nel desiderio di ascoltare quanti più punti di vista possibile.
Ebbene, in uno di questi, l'argomento è stato chiuso (non so se dal moderatore o dall'amministratore) proprio perchè presente identico anche in altri Forum, quindi anche in questo.
Sono a chiedere se questo rappresenti un problema, facendo presente che mi dispiacerebbe non potermi più confrontare proprio ora che si poteva ragionare del "quotidiano".
Se ho violato qualche regola del Forum confido vogliate concedermi almeno le "attenuanti generiche" perchè delitto colposo e non doloso.
Ogni bene

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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 6:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Non vedo quale sia il problema nel porre la stessa domanda (se sincera e priva di secondi fini e provocazioni - come mi pare essere il suo caso) in più forum, dunque non riesco a comprendere la reazione avvenuta nell'altro forum.

Dunque, stia tranquillo, nessun problema; se Dio vuole possiamo continuare il nostro confronto..

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 7:54 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:

GPX ha scritto:
Le chiederei di utilizzare la sua intelligenza per suggerire a tutti noi su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Mi piace questa virata sul pratico; proporrei a tutti i lettori di pensarci anche loro e contribuire con le loro idee, se Dio vuole.

La ringrazio per le gentili parole; purtroppo oggigiorno non capita più molto spesso di poter discutere con persone pacate ed educate..

Pace su chi segue la Retta Guida.


AsSalaamu `alaykum wa rahmatuLlahi wa barakaatuHu,

sinceramente quando sento certi discorsi sul dialogo o la convivenza resto un po' perplesso. Ciò che non mi convince è il modo un po' naïve in cui si mettono tutti sullo stesso piano, come se chi "accoglie" nel suo paese una minoranza religiosa di recente immigrazione e chi si trova a vivere in un paese in cui la sua religione è una minoranza poco riconosciuta si trovino nella stessa condizione, affrontino le stesse problematiche e siano equamente responsabili di un'eventuale conflittualità fra le due comunità.
Un po' la classica storia del non confondere lupi con agnelli : )

Questo anche a prescindere dalle radicali differenze fra Cattolicesimo e Islam nel rapportarsi con le minoranze religiose, e il divario di conoscenza dell'Altro che c'è fra questi due mondi.
In particolare quando ci si lancia in inviti appassionati alla conoscenza reciproca non dimentichiamo che una conoscenza discreta del Cristianesimo fa' parte della dottrina stessa islamica, mentre viceversa la massa dei cattolici ha idee molto confuse sull'Islam.

Detto questo mi fa' piacere constatare che in questa pagina non ci si è persi tanto in retorica e come `Umar anch'io apprezzo che il discorso è presto virato ai lati pratici sul come convivere pacificamente.
Infatti a mio parere il discorso è tutto lì e deve limitarsi a quello, perché sulla conoscenza reciproca c'è poco da dire, basta aprire la mente e porre domande all'altro su ciò in cui crede; fra l'altro non è neanche necessario doverlo fare per poter convivere.

Venendo al lato pratico proprio un paio di giorni fa' leggevo il consiglio di un Sapiente ad un musulmano che chiedeva se andasse bene compiere le abluzioni in un lavandino, e lui dopo aver risposto affermativamente sottolineava che è anche importante lasciare la toilette come la si è trovata, facendo il possibile per ripulire l'acqua che abbiamo fatto cadere qua e là.
Questo mi ha fatto tornare in mente quando un giorno all'Aeroporto di Fiumicino un inserviente vedendomi compiere le abluzioni nel lavandino mi guardò acidamente e mi ingiunse di non lavare i piedi lì, e io ne rimasi offeso. Col senno di poi penso che certamente quella persona fu' sgarbata, ma prima di tutto dobbiamo fare noi lo sforzo per non recare alcun disturbo agli altri.
Questo giusto per fare un esempio che sembra banale, ma poi sono queste piccole cose quotidiane che cambiano la percezione dell'altro.

Per dirne un'altra io raccomando spesso ai miei fratelli di sorridere molto ed essere gentili, prima di tutto perché questa è Sunnah (l'insegnamento del Messaggero di Iddio Muhammad sallaLlahu `alayhi wa sallam (le benedizioni di Dio siano su di lui e la Pace)), poi anche perché è naturale che a molta gente basti guardare una persona con un aspetto estraneo, che sia per il colore della pelle o perché ha la barba lunga, la tunica e altri caratteri distintivi islamici, per essere più sospettosa: se per strada un italiano con abiti "normali" cammina col broncio o alza la voce con qualcuno la maggior parte della gente nemmeno ci bada, o pensa che avrà avuto i suoi motivi, ma se la stessa cosa capita per un altro con aspetto "islamico" alla massa vengono in mente cose come terrorismo e sciocchezze simili!

P.S.: Fra l'altro sono anche io italiano come `Umar e una discreta parte di frequentatori di questo forum, ma ciononostante mi basta l'abito per aver vissuto le esperienze di cui sopra.

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(([49.11] O credenti, non scherniscano alcuni di voi gli altri, ché forse questi sono migliori di loro. E le donne non scherniscano altre donne, ché forse queste sono migliori di loro. Non diffamatevi a vicenda e non datevi nomignoli. Com'è infame l'accusa di iniquità rivolta a chi è credente ! Coloro che non si pentono sono gli iniqui.)) 49:11



(Dio non è un uomo da potersi smentire,
non è un figlio dell'uomo da potersi pentire.
Forse Egli dice e poi non fa?
Promette una cosa che poi non adempie?)

Numeri 23:19 (BIBBIA)


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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 10:54 pm    Oggetto: Rispondi citando

GPX ha scritto:
su quali argomenti concentrare l'attenzione affinchè agli uni sia più agevole la vita in un Paese pieno di "infedeli" e gli altri smettano di considerare l'arrivo di tanti musulmani il preludio ad una "invasione" finalizzata ad islamizzare il pianeta.


Tra le idee generalizzate che diffondono diffidenza e paura - ostacolando quindi la serena convivenza tra Musulmani e non Musulmani - ma che in realtà sono false, vi sono ad esempio:

-L'idea che i Musulmani impongano la conversione forzata ai fedeli di tutte le altre religioni - Falso.

-L'idea che i non Musulmani che vivano sotto il dominio dei Musulmani siano costretti a seguirne la Legge Sacra (ad esempio in termini di abbigliamento femminile, proibizioni alimentari, diritti religiosi, etc.) - Falso.


Per il resto, quanto sia verosimile che a breve la minoranza (quanti siamo, il 2%?) più discriminata e più emarginata da un qualunque settore strategico, che generalmente occupa gli strati sociali ed economici più bassi (ed a "buona" parte della quale - detto onestamente - dell'Islam interessa ben poco), possa conquistare il potere ed imporsi sul restante 98%, lo lascio al buon senso di chi ancora l'abbia conservato almeno in parte...

Ma è ovvio che finanzieri, banchieri, usurai e "potenti" non possono che guadagnarci dal fatto che la rabbia sociale in tempi di crisi, invece di essere indirizzata verso i "veri" responsabili di povertà, miseria e sfruttamento (loro stessi), si indirizzi in una guerra tra poveri verso una minoranza che nessuno rappresenta, e che chiunque crede di poter calunniare come più crede, perchè nessuno li cita in tribunale per chiedere danni o fa pressioni in stile lobby (cose che invece accadrebbero senz'altro nel caso si attaccasse una qualsiasi altra minoranza, tranne forse gli "zingari").

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Fabb Yusuf Tarenti
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MessaggioInviato: Sab Ott 15, 2011 11:11 pm    Oggetto: BismiLlhi arRahmani arRahim Rispondi citando

'Umar Andrea ha scritto:
Ma è ovvio che finanzieri, banchieri, usurai e "potenti" non possono che guadagnarci dal fatto che la rabbia sociale in tempi di crisi, invece di essere indirizzata verso i "veri" responsabili di povertà, miseria e sfruttamento (loro stessi), si indirizzi in una guerra tra poveri verso una minoranza che nessuno rappresenta, e che chiunque crede di poter calunniare come più crede, perchè nessuno li cita in tribunale per chiedere danni o fa pressioni in stile lobby (cose che invece accadrebbero senz'altro nel caso si attaccasse una qualsiasi altra minoranza, tranne forse gli "zingari").


Mi sa che oggi banchieri & co. hanno un pochino tremato, ma appunto...
se si parlasse meno contro l'Islam e più dei problemi seri oggi non si sarebbero rivoltati quattro studenti, ma mezza nazione.

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(Dio non è un uomo da potersi smentire,
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GPX
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MessaggioInviato: Mer Ott 19, 2011 2:25 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ritengo doveroso, ad onor del vero, comunicare che l'Amministratore dell'altro Forum, dopo un breve scambio di opinioni, ha consentito che la conversazione proseguisse. Lo ringrazio.
Riprendendo il filo del discorso, interessantissimo perchè è degli esseri umani che parliamo, alla luce del fatto che disponiamo di politici che non legiferano mai anticipando gli eventi ma corrono ai ripari solo a danno arrecato, riterrei opportuno che fossero le comunità stesse a suggerire quali norme di legge modificare ed in che modo affinchè il loro avvicinamento attenui i contrasti ed azzeri i pregiudizi. Provo a fare un esempio, se non erro i musulmani si recano in Moschea per la preghiera settimanale il venerdi, un giorno che per noi è feriale, come può l'operaio assentarsi in pieno orario di lavoro per pregare? Ci sarà mai un datore di lavoro accondiscendente? se la cose fosse disciplinata sarebbero fatti salvi i diritti di entrambi. Ritengo che ormai si sia prossimi al diritto di voto agli immigrati, non sarebbe quella l'occasione giusta per rappresentare che vogliamo vivere meglio tutti.
Mi viene in mente però il problema che, mentre lo Stato può adattare le leggi alle esigenze, la Legge Sacra dei musulmani non sia modificabile. Se così fosse, come fare per percorrere metà strada ciascuno?
Ogni bene.

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MessaggioInviato: Gio Ott 20, 2011 8:14 pm    Oggetto: BismiLlahi arRahmani arRahim Rispondi citando

GPX ha scritto:
Ritengo doveroso, ad onor del vero, comunicare che l'Amministratore dell'altro Forum, dopo un breve scambio di opinioni, ha consentito che la conversazione proseguisse. Lo ringrazio.
Riprendendo il filo del discorso, interessantissimo perchè è degli esseri umani che parliamo, alla luce del fatto che disponiamo di politici che non legiferano mai anticipando gli eventi ma corrono ai ripari solo a danno arrecato, riterrei opportuno che fossero le comunità stesse a suggerire quali norme di legge modificare ed in che modo affinchè il loro avvicinamento attenui i contrasti ed azzeri i pregiudizi. Provo a fare un esempio, se non erro i musulmani si recano in Moschea per la preghiera settimanale il venerdi, un giorno che per noi è feriale, come può l'operaio assentarsi in pieno orario di lavoro per pregare? Ci sarà mai un datore di lavoro accondiscendente? se la cose fosse disciplinata sarebbero fatti salvi i diritti di entrambi. Ritengo che ormai si sia prossimi al diritto di voto agli immigrati, non sarebbe quella l'occasione giusta per rappresentare che vogliamo vivere meglio tutti.


Ti ringrazio per aver sollevato la questione, che è assai importante, e penso anche sia facilmente risolvibile se Dio vuole e poi se noi ci mettiamo un po' di buona volontà.
Basterebbe studiare un modo legalizzato per garantire il diritto dei musulmani ad assentarsi per un breve lasso di tempo dal posto di lavoro (basta al massimo un'ora se la moschea non è troppo lontana), senza per questo dare difficoltà o spese ai datori di lavoro; se ci pensiamo bene il tempo richiesto - e anche l'orario, che oscilla dalle 12 alle 14e30 - coinciderebbe con una pausa pranzo un po' lunga.
Bisogna anche dire che se la moschea è troppo distante, o si vive in un villaggio molto piccolo, decade l'obbligo della preghiera del venerdì, e che in casi estremi, se c'è un certo numero di musulmani questi possono condurre la preghiera del venerdì in qualsiasi luogo - ad es. in una grande fabbrica con decine e decine di dipendenti musulmani al datore di lavoro basterebbe fornire uno spazio apposito.

GPX ha scritto:

Mi viene in mente però il problema che, mentre lo Stato può adattare le leggi alle esigenze, la Legge Sacra dei musulmani non sia modificabile. Se così fosse, come fare per percorrere metà strada ciascuno?
Ogni bene.


La Legge Sacra non è in sé modificabile, ma ciò non significa che sia inflessibile né che sia inadatta al nostro contesto. In realtà non ci sono granché leggi che ci impediscono di seguire la Legge Sacra nelle pratiche "personali". Basterebbe quindi semplicemente non introdurne, come ad esempio alcuni propongono leggi coercitive contro l'abbigliamento islamico.
Poi ci sono alcuni aspetti del diritto civile ed economico islamico che non sono riconosciute dalla legge italiana, ma non per questo c'è un contrasto; semplicemente per sposarci islamicamente ci arrangiamo per conto nostro, e se anche eventualmente poi si fa' il matrimonio civile secondo la legge italiana, questo non risponde minimamente alla Legge che noi seguiamo. In breve: il vero matrimonio per noi è quello islamico, come per i cattolici, ma loro con il concordato possono far coincidere le due cose e vedere riconosciuti almeno alcuni aspetti della loro Legge Sacra, sebbene poi ad esempio sia previsto il divorzio (civile) che religiosamente non è riconosciuto. Comunque anche questo non è un problema, perché non ci viene impedito di sposarci religiosamente, solo non abbiamo poi un'autorità giuridica a cui rivolgerci in caso di problemi successivi.

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