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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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sakineh:l ipocrisia degli assassini per difendere una di lor
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Nuovo argomento   Rispondi    Indice del forum -> Islamofobia: bufale, repressione, terrorismo anti-islamico e propaganda
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dexter
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 7:47 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bè infatti loro non si identificano con il mondo arabo. Ma non credo la lapidazione venga attuata solo in Iran. A parte che io non sono provocatore! Sono semplicemnte un muslmano moderato che certe cose le vede assurde. Non mi sono convertito all'islam l'altro giorno. Ci sono nato, da genitori musulmani. Tutto qua.
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 7:59 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma il fatto che non si identificano nel mondo arabo è perche non sono arabi sono persiani.poi comunque mondo arabo e musulmano credo siano due cose abbastanza diverse.io non capisco cosa vedi assurdo se vedi assurde pene come la lapidazione per gli adulteri o il fatto che la testimonianza di una donna sola non viene accettata,vuol dire che non sei musulmano.anche se sul passaporto c è scritto muhammad e sei nato in marocco o in egitto.o forse io mi sbaglio e non ho capito cos è che trovi assurdo.

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dexter
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 8:04 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma insomma, permettimi di contraddirti, non è detto che un musulmano debba prendere per oro colato tutto quello che viene scritto sul Corano! Suvvia un po' di tolleranza. Credo in Allah e qualche volta prego ma non credo che debba credere ed accetare un atto come la lapidazione! Insomma viviamo in mondo civilizzato mica arretrato come il Sudan o altri Paesi del genere.
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 8:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

se sei musulmano,muslim colui che è sottomesso alla volonta di Allah,volonta di Allah è anche la sua legge.
l islam e la legge di Allah sono per tutto il mondo dalla finlandia norvegia fino al sudan o sud africa e australia,non capisco proprio cosa intendi per paese civilizzato mi sembra un discorso da lega nord il tuo.io piglio per oro colato il Corano,perche sono musulmano e so che Muhammad non era un bugiardo,e ciò che ha ricevuto viene da Allah.e Allah è colui che ci ha creati e che ci ha detto di attenerci alla Sua legge.l islam è sharia e la sharia è islam.non ci può essere islam senza sharia

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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 10:21 pm    Oggetto: Rispondi citando

LO SCANDALO SAKINEH
DI THIERRY MEYSSAN
voltairenet.org

Il saggista Bernard Henry Levy e il Presidente Nicolas Sarkozy hanno mobilitato l'opinione pubblica francese per salvare dalla lapidazione una donna iraniana accusata di adulterio. L’impatto emotivo della notizia non ha lasciato il tempo ai francesi per verificare l’accusa, fino a che Dieudonne M'Bala si è recato a Teheran. Dove la vicenda si è rivelata completamente falsa.
Di seguito l’analisi di Thierry Meyssan su questa clamorosa manipolazione.

Il Times di Londra all’inizio della vicenda aveva pubblicato una falsa immagine di Sakineh Mohammadi - Ashtiani. La donna appariva a capo scoperto, fatto considerato indecente nella cultura iraniana. In una seconda foto, questa volta autentica, appare con lo chador, l’abbigliamento delle donne musulmane che si recano alla moschea e che una parte di esse indossa anche per la strada.

La proposta da parte di un pastore degli Stati Uniti di bruciare il Corano nel nono anniversario dell’attentato dell'11 settembre ha scosso il mondo musulmano. La notizia ha avuto ripercussioni diverse secondo le culture. Per gli occidentali si tratta di una provocazione alla quale attribuire un peso relativo. Certamente il Corano è un testo sacro per i musulmani, ma infine è solo carta che brucia. Al contrario, nel mondo musulmano, bruciare il Corano significa separare l’uomo dalla parola “divina” e impedirgli la salvezza. L’annuncio ha provocato reazioni emotive incontrollabili che gli occidentali percepiscono come isteria religiosa. Cose simili non potrebbero mai accadere in Europa, e ancor meno in Francia, formatasi da un secolo di pervicace laicità. Eppure ...

Mobilitazione

Il saggista Bernard -Henri Levy [1] ha di recente mobilitato l'opinione pubblica sul caso di Sakineh Mohammadi - Ashtiani, una giovane donna iraniana condannata alla lapidazione per adulterio. Ha lanciato una petizione online per fare pressione sulle autorità iraniane affinché rinuncino a una tale barbarie.
Sempre in contatto telefonico con il figlio della vittima, che vive a Tabriz (Iran), e il suo avvocato, Javid Houstan Kian, trasferitosi da poco in Francia per sfuggire al regime, il signor Levy non ha lesinato sui dettagli: la lapidazione, interrotta da una moratoria, sarebbe tornata in auge con l’Ahmadinejad. L’esecuzione di Madame Mohammadi - Ashtiani, potrebbe avere luogo alla fine del Ramadan. Nel frattempo, il direttore della prigione le avrebbe fatto infliggere 99 frustate, furiosa risposta all’assalto mediatico.

Bernard Henri Levy concentra i suoi attacchi sul modo di esecuzione. «Perché la lapidazione ? –scrive- Non esiste un altro modo di uccidere in Iran? Perché è il più atroce di tutti. Perché questa violenza, questa pioggia di pietre che si abbatte su un volto innocente e nudo, questa raffinata crudeltà che arriva sino al punto di codificare le dimensioni delle pietre per assicurarsi che la vittima soffra più a lungo, è un raro concentrato di disumanità e barbarie. Perché, questo modo di distruggere un volto, facendone esplodere la carne e riducendola in un magma sanguinante, questo bombardare un volto fino a ridurlo in poltiglia, è qualcosa di più che uccidere. La lapidazione non è una condanna a morte. E’ qualcosa che va oltre. La lapidazione è l’annientamento di una carne che è stata processata, in modo quasi retroattivo, proprio per il suo essere stata carne: la carne di una donna giovane e bella, forse amante, o forse amata, e che ha forse goduto della felicità di essere amata e di amare. »

Il presidente Sarkozy, in occasione della conferenza annuale degli ambasciatori di Francia, ha confermato le informazioni di M. Levy [2]. Al termine del suo discorso ha dichiarato che il condannato era ora «sotto la responsabilità della Francia».
A questo movimento hanno aderito ben presto numerose associazioni e personalità e sono state raccolte più di 140.000 firme. Il primo ministro Francois Fillon è apparso sul principale telegiornale della televisione pubblica per esprimere la sua solidarietà a Sakineh «sorella di noi tutti» Mentre l'ex segretario di Stato per i Diritti Umani, Rama Yade, ha detto che per la Francia si trattava ormai di «una questione personale».

Mistificazione

Anche se non sono consapevoli, la reazione emotiva dei francesi rimanda alla parte religiosa del loro inconscio. Tutti, cristiani o no, sono stati segnati dal racconto di Gesù e dell'adultera. Ricordate la parabola: i farisei, un gruppo di ebrei arroganti, tentano di mettere in difficoltà Gesù. Gli portano una donna che è stata sorpresa in flagrante adulterio. Secondo la Legge di Mosè, deve essere lapidata, ma questa punizione è fortunatamente caduta in disuso. I farisei chiedono allora al Signore cosa bisogna fare: se sosterrà che bisogna lapidarla, apparirà come un fanatico, se rifiuta di punirla, sarà accusato di avere sfidato la Legge. Tuttavia, Gesù salva la donna rispondendo loro: « Chi è senza peccato scagli la prima pietra». Il dilemma è così invertito: se i farisei la lapideranno, pretendono di essere puri, se non lo fanno, violano la Legge. E il testo precisa che: «Uscirono uno a uno, incominciando dai più anziani».
Nel pensiero occidentale questo mito è la base della separazione tra legge religiosa e civile. L'adultera ha peccato davanti a Dio e deve renderne conto a lui soltanto. Non ha commesso un crimine e dunque non può essere giudicata dagli uomini.

I francesi avvertono nella minaccia della lapidazione di Sakineh una regressione inaccettabile: la repubblica Islamica dell’Iran è un regime religioso che applica la Legge di Mosè rivista alla luce del Corano, lo Sharia. I mullah sono dei fanatici fallocrati che puniscono l’amore delle donne consumato fuori del matrimonio e le mantengono in uno stato di asservimento agli uomini. Accecati dal loro stesso oscurantismo, arrivano a uccidere scegliendo il peggiore dei modi. Siamo nel pieno dell’isteria religiosa collettiva; in un affare del genere la reazione normale di chiunque sarebbe stata quella di verificare le accuse. Ma nessuno si è preso la briga di farlo per settimane.

Interrogativi

Il leader del partito antisionista Dieudonne M'Bala M'Bala, anch’egli firmatario della petizione, trovandosi a Teheran dove ha in progetto un film, ha voluto intercedere a favore di Sakineh. Ha chiesto di essere ascoltato dalle autorità competenti ed è stato ricevuto da Ali Zadeh, vice presidente del Consiglio della Magistratura e portavoce del Ministro della Giustizia.

L'intervista deve essere stata sul genere di una farsa: con Zadeh che si domandava se l’interlocutore, comico di professione, lo stesse prendendo in giro. Mentre dal canto suo il signor M'Bala M'Bala si faceva ripetere a più riprese le risposte, non potendo credere di essere stato vittima di una simile manipolazione.

La Repubblica islamica, succeduta alla dittatura dello Shah Reza Pahlavi, ha avuto come primo obiettivo di creare uno Stato di diritto il più rigoroso possibile mettendo fine all’arbitrarietà. Per i delitti da giudicare in corte d’assise, già da lungo tempo è previsto l’appello. La Corte di Cassazione può essere interpellata in qualsiasi momento per verificare la legittimità della procedura. Le garanzie offerte dal sistema giudiziario sono quindi molto superiori rispetto a quelle dei tribunali francesi, e gli errori molto meno frequenti.

Nonostante questo le condanne sono rimaste particolarmente dure. La prima pena applicata è la pena capitale.
Piuttosto che ridurre il “quantum” delle pene, la Repubblica islamica ha scelto di limitarne l’applicazione. Il perdono delle vittime, o dei loro familiari, è sufficiente per annullare l'esecuzione delle pene. Proprio per l’applicazione diffusa di questa disposizione non esiste l’istituto della grazia presidenziale.

La pena di morte è comminata spesso, ma molto raramente è applicata. Il sistema giudiziario prevede una dilazione di circa cinque anni tra la sentenza e la sua esecuzione, nella speranza che la famiglia della vittima conceda il perdono, con la conseguente grazia e il rilascio del condannato. In realtà le esecuzioni capitali riguardano principalmente i grossi trafficanti di droga, i terroristi, e gli omicidi di bambini. L'esecuzione è eseguita per pubblica impiccagione.
Possiamo sperare che la rivoluzione islamica continuerà a evolversi e arrivi ad abolire la pena di morte.
Comunque sia, la Costituzione dell’Iran si basa sul principio della separazione dei poteri. La magistratura è un potere indipendente e il Presidente Ahmadinejad non può interferire con le decisioni dei tribunali, qualunque esse siano.

Manipolazioni

Nel caso Sakineh, tutte le informazioni diffuse da Bernard Henry Levy e confermate da Nicolas Sarkozy sono false.

1. Questa signora non è stata processata per adulterio, ma per omicidio. Inoltre, in Iran non è prevista la condanna per adulterio. Piuttosto di abrogare questa incriminazione, la legge ha posto delle condizioni, per la costituzione del fatto, impossibili da soddisfare: sono necessari quattro testimoni contemporaneamente. [3]

2. La Repubblica islamica non riconosce lo Sharia, ma solo la Legge emanata dai rappresentanti del popolo in Parlamento.

3. Madame Mohammadi – Ashtiani ha drogato il marito e l’ha fatto uccidere nel sonno dal suo amante, Issa Taheri. Entrambi sono stati giudicati in primo e secondo grado. Gli «amanti diabolici» sono stati condannati a morte in entrambi i gradi del giudizio. La Corte non ha fatto distinzioni di [CENSORED] nel pronunciare la condanna degli accusati. Va osservato che, nell’atto di accusa, non si fa menzione della relazione tra i due assassini, proprio perché non è provata secondo i requisiti della legge iraniana, anche se i parenti la dichiarano come un fatto certo.

4. La pena di morte potrà essere eseguita attraverso l’impiccagione. La lapidazione, in vigore sotto lo scià e per qualche anno ancora dopo la sua deposizione, è stata abolita dalla Rivoluzione islamica. Indignato per le affermazioni di Bernard-Henri Levy e Nicolas Sarkozy, il vicepresidente iraniano del Consiglio della magistratura ha dichiarato a Dieudonne M'Bala M'Bala di voler sfidare gli insigni sionisti a trovare una legge iraniana in vigore che preveda la lapidazione.

5. La sentenza è ora all'esame della Corte di Cassazione, che ha il compito di verificare la correttezza di tutta la procedura. Se questa non è stata scrupolosamente rispettata, sarà annullata la decisione. La procedura di riesame sospende il processo. Poiché questo non è ancora definitivo, l'imputato gode della presunzione di innocenza e non si è mai prospettata la possibilità di una esecuzione alla fine del Ramadan.

6. Javid Houstan Kian, presentato come l’avvocato della Signora Mohammadi - Ashtiani, è un impostore. E’ legato al figlio dell’accusata, ma non ha ricevuto alcun mandato da lei e non ha avuto alcun contatto. E’ membro dei Mujahedeen del popolo, un'organizzazione terroristica protetta da Israele e dai neo conservatori [4].

7. Il figlio della donna vive a Tabriz. E’ libero di esprimersi senza impedimenti e spesso telefona a Mr Levy maledicendo il suo paese, a riprova del carattere liberale e democratico del governo Iraniano.

Per finire: niente assolutamente niente nella versione Sarkozy -Levy della storia di Madame Sakineh Mohammadi - Ashtiani, è vero. Forse, Bernard Henry Levy ha rilanciato in buona fede delle accuse false utili alla sua crociata contro l'Iran. Quanto al Presidente Nicolas Sarkozy non può fare appello alla propria negligenza. Ha certamente ricevuto dal servizio diplomatico francese, il più prestigioso al mondo, tutti i rapporti sul caso. E quindi ha deliberatamente mentito all’opinione pubblica francese, probabilmente per giustificare retroattivamente le drastiche sanzioni prese contro l'Iran a danno soprattutto dell'economia francese, già duramente messa a prova dalla sua politica.

Thierry Meyssan
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16.09.2010

Traduzione per

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a cura di RAFFAELLA SELMI

[1] Voir notre dossier Bernard-Henry Lévy, Réseau Voltaire
[2] Discours à la conférence annuelle des ambassadeurs de France, par Nicolas Sarkozy, Réseau Voltaire, 25 août 2010.
[3] Sur le même type de désinformation, on lira Pour diaboliser l’Iran, « Rue 89 » confond crimes pédophiles et homosexualité, Réseau Voltaire, 13 juillet 2007.
[4] Voir notre dossier Les Mujahedin-e Khalq, Réseau Voltaire. Comunque sia, la Costituzione dell’Iran si basa sul principio della separazione dei poteri
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 10:22 pm    Oggetto: Rispondi citando

Prostitute

Povera Carla Bruni. Il passaggio da fotomodella coccodè a first lady si poteva anche accettare, del resto da un personaggio tutta immagine-niente sostanza come Sarkozy ci si può aspettare simili scelte in materia di donne. Ma che queste ex veline, non appena conoscono i fasti della celebrità politica, si ergano anche a paladine dei diritti delle donne e passino dal trombare al tromboneggiare è veramente un’abitudine insopportabile. E se una Carfagna fino ad oggi l’ha passata liscia, Carla Bruni (per questo, appunto, “povera”) pare sia stata pesantemente attaccata da un quotidiano iraniano per il suo appello contro la lapidazione dell’adultera Sakineh.
Se volessi fare il “politically correct” dovrei subito precisare che, per carità, noi non siamo favorevoli alla lapidazione e neppure alla condanna delle adultere, che i diritti delle donne vanno rispettati, che la discriminazione nei loro confronti è odiosa e bla bla bla.
Mi/vi risparmio questi preamboli perché, sinceramente, di Sakineh non me ne frega niente, come non frega niente a Carla Bruni e a tutti gli altri milioni di ipocriti o idioti che hanno sostenuto l’appello contro la sua lapidazione. Non può esistere un reale interesse o un vero dolore nei confronti di una persona che non si conosce minimamente, lontana migliaia di chilometri e goccia nel mare delle infinite morti e ingiustizie che affliggono il nostro pianeta.
La battaglia e l’interesse, tuttalpiù, sarebbero contro la pena di morte o la difesa dei diritti delle donne e la firma di un appello, preferibilmente su Facebook, il modo migliore e più facile per sentirsi autore di una buona azione. Poi magari il proprio vicino di casa picchia la moglie a sangue tutti i giorni ma non ce ne frega niente.
E, allora, se il nocciolo della questione non è la persona Sakineh ma quello che rappresenta, possiamo tranquillamente affermare che la presunta (perché sappiamo tutti l’attendibilità di certe traduzioni) accusa di “prostituta” rivolta a Carla Bruni da parte del giornale iraniano è da criticare solo perché pecca in difetto: prostituta (intellettualmente, il che è infinitamente peggio che fisicamente) non è solo Carla Bruni ma anche ciascuno di coloro (e sono decine di migliaia, potenzialmente milioni) che sostengono questa battaglia per salvare la giovane iraniana.
E’ infatti evidente che si tratta dell’ennesimo, penoso e vergognoso pretesto per attaccare l’Iran e preparare il terreno mediatico a quell’attacco militare che USA e Israele pianificano da anni. Lo spauracchio nucleare, la demonizzazione in chiave nazista di Ahmadinejad, le inverosimili accuse di brogli in occasione delle elezioni di quest’ultimo e il conseguente ipocrita sdegno per l’ingigantita repressione degli oppositori al “regime” evidentemente non sono bastate, ci voleva anche il pietoso caso umano dell’innocente da salvare dai barbari. E gli appelli per tutte le adultere condannate alla lapidazione in Arabia Saudita? Ah già, non si possono salvare tutti, meglio lasciar stare gli amici dell’Occidente.
Qualcuno obietterà: non tutti i sostenitori dell’appello per Sakineh sono prostitute intellettuali, la maggior parte sono persone in buonafede ingannate dalla propaganda di regime (quello vero, il nostro). Probabile, ma non li giustifico. Invece di scrivere stronzate su face book usino internet per informarsi. Oppure tornino ai propri affari, se sono donne magari spendano il loro tempo a tradire i mariti. In Iran, possibilmente.

Andrea Marcon
Da: Il Giornale del Ribelle
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 10:29 pm    Oggetto: Rispondi citando

SANTA SAKINEH, MARTIRE DELLE CORNA

di Gianluca Freda

Ricevo da un lettore e volentieri pubblico:

La vicenda di Sakineh non è soltanto un indicatore di tensione geopolitica, è qualcosa di più, è una fotografia di che cos'è diventato l'occidente, di come si è modificato.

Questa storia di Sakineh,ci racconta poco sull'Iran, di cui grazie alla propaganda sappiamo poche cose e confuse, ma ci racconta molto invece, sul nostro occidente.

Per l'occidente Sakineh è molto più che una semplice poveraccia a cui risparmiare una morte crudele, ma è una martire, un'adepta, una santa, una ''convertita'' ai ''nostri valori'' che muore per essi...

una figura che se fosse trasportata in occidente avrebbe un'autorità morale superiore al Papa, che parlerebbe da un pulpito come un Papa, perchè secondo me al giorno d'oggi è fin troppo facile prendersela con il Papa, con la Chiesa, perchè la Chiesa è ormai morta: chi se la prende invece con i nuovi dogmi, con la nuova chiesa di cui Sakineh è martire?

Questa è la nuova religione, di cui le donne occidentali sono diventate sacerdotesse, che non si può criticare, che dev'essere accettata come dogma.

Una volta l'occidente si incazzava se venivano uccisi dei cristiani, per esempio nella rivolta dei boxer in Cina, la Cina è stata punita con una spedizione apposita per aver ammazzato dei missionari. Allora per avere le opinioni pubbliche dalla loro parte si diceva che bisognava andare a difendere i cristiani, oggi invece in difesa di chi va in guerra l'occidente?

Le femministe svolgono in sostanza la stessa funzione che allora era propria della chiesa cattolica, forniscono un collante ideologico in funzione del quale l'occidente si mobilita, rendendo accettabile e anzi irrinunciabile la guerra per le opinioni pubbliche.

Viene spontanea la domanda, se in occidente, nel frattempo, la religione non sia cambiata...

Ora infatti c'è la religione del [CENSORED] libero (ma solo per lei), delle corna (ma solo per lei), dell'intangibilità della Donna, la quale ha rubato la D maiuscola a Dio.

Così come prima si veneravano coloro che rischiavano la vita per Cristo, oggi si venera chi rischia la vita per fare le corna. Questa, rendiamocene conto, E' LA NUOVA RELIGIONE.

Perchè qui non si chiede soltanto pietà per un'adultera, qui le si vuole costruire un monumento, dedicarle un dipinto, un'opera d'arte, un pò come una volta si faceva per i santi...santa Sakineh martire delle corna...

ma immaginate che cosa succederebbe se questa venisse in occidente, il tappetino rosso che le stenderebbero...

i soldi che prenderebbe facendo libri, immaginate gli applausi scroscianti mentre viene intervistata a ''Che tempo che fa'' da Fazio, manco fosse Gandhi...come se tradire e ammazzare il marito fosse un atto meritorio...

qui non si chiede pietà, qui ci si indigna, non solo come se lei fosse innocente, ma come se addirittura fosse una figura esemplare che ha fatto una cosa per cui andrebbe premiata.

Io capisco che si faccia così per un prigioniero politico, ma questa è in carcere per adulterio e omicidio colposo... [In realtà è accusata di essere mandante di un omicidio premeditato, NdR].

Evidentemente si dà a questi atti un valore politico, una donna che tradisce e uccide il marito ha evidentemente aderito ai nostri valori, un'assassina, un'adultera viene vista come una femminista, prova in più di come le femministe considerino realmente sé stesse, COME DELLE ADULTERE ASSASSINE.

Questi sono i danni del femminismo, perchè noi siamo diventati l'Islam all'incontrario, dove viene chiesta in tv la castrazione fisica degli stupratori, ma ci si indigna per la legge del taglione islamico, solo se ovviamente ne fanno spese le donne, dove se l'uomo è tradito deve pure tirare fuori i soldi per mantenere lei e il suo amante...che una donna invece di ricevere soldi per questo debba ricevere pietre è una bestemmia inaccettabile...

ma tu prova a fare questi ragionamenti in televisione...verrai lapidato mediaticamente dalle nostre ayatollah. Eccoci nel nostro, di regime, mentre ci chiedono di mobilitarci per abbattere quello altrui, che nemmeno conosciamo.

-----------------------------------------

Aggiungo soltanto che anche la storia delle lapidazioni in Iran è una bufala. Per quanto la lapidazione sia formalmente prevista dai codici, l’Iran ha posto fin dal 2002 una moratoria su questo tipo di pena capitale, tant’è vero che – come perfino i nostri media ogni tanto sono costretti ad ammettere, tra una lacrimevole sbrodolata e l’altra sui “diritti delle donne in Iran” – la pena cui Sakineh sarebbe condannata in caso di verdetto di colpevolezza per concorso in omicidio (non per semplice adulterio, come favoleggiato dai nostri giornali) sarebbe l’impiccagione, non la lapidazione. Tutte le notizie di lapidazioni in Iran dopo il 2002 vengono da fonti occidentali e non sono mai state confermate (e anzi sono state ripetutamente smentite) dalle autorità iraniane. Inoltre, nel 2008 è stato presentato al Parlamento iraniano un progetto di legge che chiede di eliminare anche formalmente la menzione della lapidazione dai codici penali. La revisione del sistema penale iraniano, in corso dal giugno 2009, mira, tra le molte altre cose, anche a questo obiettivo.

Paesi in cui la lapidazione è effettivamente praticata sono l’Afghanistan e l’Arabia Saudita (che prevede per le adultere anche la pubblica decapitazione), ma raramente vengono citati dalle cronache, trattandosi di “protettorati” o di alleati degli Stati Uniti. Anche Israele non scherza: qui potete vedere (se ve la sentite) le immagini della lapidazione di una donna palestinese ad opera di alcuni soldati dell’esercito israeliano.

En passant, ricordo anche che negli Stati Uniti, in Virginia, sta per essere giustiziata Teresa Lewis, per crimini non troppo dissimili da quelli di Sakineh (anche lei aveva organizzato l’omicidio del marito, insieme a quello del figliastro). Curiosamente, i giornali occidentali non hanno dedicato alla sua vicenda neppure un millesimo dello spazio dedicato a Sakineh, niente petizioni pubbliche, niente accorate rimostranze contro la disumanità del sistema penale americano. I riflettori della propaganda, evidentemente, non sono programmati per accendersi sulla barbarie dei dominanti.

(Nella foto in alto: Santa Soraya Vergine e Martire (la bella attrice Mozhan Marnò) si avvia impassibile verso il patibolo nel film di Cyrus Nowrasteh La lapidazione di Soraya M. – 2008). (GF)

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NADIA R.
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MessaggioInviato: Dom Set 19, 2010 10:50 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ma basta con questa Sakineh!!!!!
perchè non parliamo un po dell'americana handicappata che il il 23/09/2010 sarà giustiziata.
Nessuno ha dato voce a questa donna, ne la stampa ne la televisione:
per quale motivo?????? .....

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IbnAraby74
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MessaggioInviato: Mar Set 21, 2010 2:55 pm    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
Ma basta con questa Sakineh!!!!!
perchè non parliamo un po dell'americana handicappata che il il 23/09/2010 sarà giustiziata.
Nessuno ha dato voce a questa donna, ne la stampa ne la televisione:
per quale motivo?????? .....

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as-salamu°alikum wa rahmatullah,
quoto e straquoto.

La Cina e gli Stati Uniti da soli hanno il primato delle pene di morte al mondo praticandole molto di più di tutti i paesi islamici messi assieme tutti ...

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MessaggioInviato: Mar Set 21, 2010 10:11 pm    Oggetto: Rispondi citando

A mio parere,la condanna di Sakineh desta più scalpore e reazioni di sdegno perchè la lapidazione si applica per l'adulterio e non per l'omicidio(che prevede altre forme di esecuzione,infatti).
Persino un ayatollah sciita di cui però non ricordo il nome,ha detto che se le lapidazioni creano così tanto disagio tra i non-musulmani e sporcano il buon nome dell'Islam(parole sue),allora sarebbero da abolire.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Mar Set 21, 2010 10:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Iubelo ha scritto:
Persino un ayatollah sciita di cui però non ricordo il nome,ha detto che se le lapidazioni creano così tanto disagio tra i non-musulmani e sporcano il buon nome dell'Islam(parole sue),allora sarebbero da abolire.


Un kafir che ha pronunciato parole che costituiscono puro kufr.

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