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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Sui riferimenti scritturali per la punizione dell'apostasia
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Inviato: Mer Feb 21, 2018 9:35 am    Oggetto: Ads

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Abdel Nur
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MessaggioInviato: Lun Dic 10, 2007 4:20 pm    Oggetto: Sui riferimenti scritturali per la punizione dell'apostasia Rispondi citando

Reperisco in rete un testo che mi sembra opportuno riproporre, circa un tema cui spesso capita di riferirsi nelle conversazioni con persone che non conoscono la tradizione islamica, così come tra musulmani.
E' naturalmente possibile discutere e problematizzare alcuni aspetti dell'analisi, così come la sua impostazione di fondo, ma m'è parso un contenuto degno d'interesse, una buona base per ulteriori elaborazioni, insomma.
Chiedo perdono a Dio, in ogni caso, ed a Lui mi rimetto.

Samir Khalil Samir è un islamologo, ed è un religioso gesuita. In certi passaggi emerge la prospettiva del secondo; tuttavia, non sembra affatto che questa infici l'analisi del primo, almeno nel testo che segue. In ogni caso, un valido spunto di riflessione.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Dic 13, 2007 7:35 pm    Oggetto: -Refutazione di Samir Khalil Samir- Rispondi citando

BismiLlahi-r-Rahmani-r-Rahim

Credo che quest'articolo ponga un problema di metodo, prima ancora che di contenuto.

Questione di metodo, Salafiyyah e “Islam fai da te”

Se - e avremo modo di vederlo, insha'Llah - la tesi di Samir Khalil Samir non ha basi, quello che desta sconcerto in un musulmano che abbia un'idea della metodologia delle scienze islamiche, è la completa ignoranza dimostrata dall'autore a riguardo della derivazione delle regole legali.

Fondamentalmente, il problema è questo presunto "dibattito sulle fonti", che vorrebbe cancellare quattordici secoli di elaborazione dottrinale e giuridica in nome di una sorta di "ritorno alle fonti" di sapore protestante.

Così, di fronte ad una questione (il velo, le pene “hadd”, l’apostasia, la questione del “battetele”), si cerca nelle fonti testuali, con la perizia e la competenza di un bambino in un supermercato, e si cerca ciò che si vuole trovare.

E’ questa prospettiva che – ad esempio – ha spinto alcuni a dire che “il Corano non parla del velo”; è questa prospettiva che – oggi – fa dire a Samir Khalil Samir che non ci sono fonti testuali autentiche per la pena hadd per l’apostasia (riddah), ed allo stesso modo molti altri errori.

Questo succede perchè non si possiedono gli strumenti ermeneutici per comprendere il testo, perchè lo si legge con le (minime) conoscenze che si hanno, perchè lo si legge per cercare quello che si vuole già trovare.

E così, finiamo per dover imparare il nostro Din, da parlamentari, giornalisti, gesuiti, vicini di casa: tutti credendo di avere diritto di parola.

Nessuno, credo, avendo consultato quelle voluminose opere – commentari ed esegesi del Corano (tafsir), opere che indagano il contesto in cui i singoli versetti sono stati rivelati, a che cosa facevano riferimento, qual’è il significato dei termini oggi non più usati, e ancora opere che studiano le catene di trasmissione degli ahadith (i “detti, fatti e silenzi” del Profeta (PBsL) etc etc - in "quella strana lingua semitica", opere che contengono la chiave di lettura necessaria ad una comprensione autentica.

La quale è effettivamente scomoda, quando invece si vogliono rigirare le fonti per i propri interessi.

Scompare così il riferimento ai sapienti – custodi essenziali della tradizione islamica -; alle opere classiche che hanno guidato per secoli i musulmani nella comprensione e nello studio della loro religione.

“Paradossalmente” (ma ad un’occhiata più approfondita, logicamente) abbiamo qui una singolare unità di metodo tra modernisti e “salafiti”: il ritorno alle fonti che by-passa secoli di studi ed elaborazioni, la ri-lettura dei testi senza alcuna base ermeneutica, il florilegio di “opinioni personali”, il giudizio della persona comune a discapito degli studi dei Sapienti.

Un Islam “fai da te”, con pochi o nessun legame con l’autentica, vivente tradizione islamica.

Insomma, già il metodo squalifica completamente quest’articolo, nel momento in cui si propone come “rilettura” delle fonti originarie, con la pretesa implicita di comprenderle meglio dei Compagni del Profeta (Iddio sia soddisfatto di loro), delle prime generazioni di musulmani, dei sapienti di tutte le epoche.

E infatti, le conclusioni di Samir Khalil Samir sono opposte a quelle che nei secoli hanno dato i sapienti riguardo all’apostasia.

Alcuni punti

Parlato del metodo, passiamo ad una breve analisi di alcuni punti del ragionamento:

Samir Khalil Samir ha scritto:
Il problema è aggravato dal fatto che l’apostasia sembra configurarsi come un reato nel quadro dell’interpretazione tradizionale dell’islam fondata sul Corano e sulla Sunna, la tradizione islamica. Rimettere ciò in discussione equivale a scuotere le fondamenta stesse dell’islam. Anzi, siccome questo reato viene descritto – secondo i fondamentalisti – nel Corano stesso e negli ahadith, i detti del Profeta, rimetterlo in discussione equivale ad arrecare un’offesa al valore assoluto del Corano, concepito come sistema che governa tutta la vita del credente, anche in ambito civile. L’apertura della più piccola breccia rischierebbe di far crollare tutto l’edificio intellettuale dei fondamentalisti (...) Criticare questo hadd, questa prescrizione penale del Corano, in nome della modernità equivale a dichiarare implicitamente che il libro sacro non è più valido per i musulmani – e a maggior ragione per i non musulmani – in epoca moderna.


Qui i fondamentalisti non c’entrano niente: quanto descritto sono semplicemente le basi dell’Islam per qualsiasi musulmano credente e devoto, e non disposto ad annacquare la sua fede in base alle circostanze e alle mode del momento.

Cosa adora, Samir Khalil Samir, Dio, o la “modernità”? La modernità deve cambiare le nostre vite, o piuttosto noi dovremmo guidare la “modernità” centrando la nostra esistenza su Dio, e – di conseguenza – su noi stessi e sul nostro bene?

Samir Khalil Samir ha scritto:
Sia i radicali che i liberali


Vale per l’ennesima volta ripetere che per quanto riguarda le posizioni giuridiche non si può parlare di “liberali” o “radicali”, dal momento che le diverse opinioni non vengono sostenute a partire dall’orientamento “ideologico” del giurista, ma in base ai diversi metodi e procedimenti giuridici.

In tal modo, si finisce piuttosto per far passare per “radicali” i musulmani praticanti, e per “moderati e liberali” i non praticanti ed i deviati.

Samir Khalil Samir ha scritto:

lottano per un islam dal volto umano.


Perchè ovviamente, il volto normale – senza make-up modernista “riformatore” – dell’Islam non sarebbe umano.

Non voglio immaginare come possa vederlo – questo volto dell’Islam - l’islamologo gesuita, ma ne ho un’idea.

I versetti del Corano

Samir Khalil Samir fa notare che non è presente nel Corano un’indicazione chiara sulla pena per l’apostata.

Ciò – di per sè – non significa nulla, dal momento che il Corano non è l’unica fonte della giurisprudenza islamica, che basti dire che è basata parimenti sulla Sunna del Profeta Muhammad (Iddio lo benedica e gli dia la Pace), la quale anzi è garanzia della corretta interpretazione del Corano.

Ed i riferimenti all’apostasia – di fatto - si trovano nella Sunna, in diversi ahadith.

Ignorare questo aspetto – che non il Corano non rappresenta l’unica fonte per i musulmani – significa ignorare la Sunna, e quindi smantellare l’Islam.

Teniamolo presente, quando sentiamo dire all’ultimo arrivato che “nel Corano non si parla di questo” o “di quell’altro”.

I due ahadith

Veniamo ora alla questione degli ahadith.

Samir Khalil Samir propone un’inedita classificazione: non in base alla catena di trasmissione – come da sempre fatto dai sapienti del campo degli ahadith - ma in base alla convenienza e al puro parere personale.

Il gesuita fa poi sua un’analisi di Ahmad Subhi Mansur.

Ahmad Subhi Mansur, guarda caso, è stato da alcuni dichiarato apostata proprio per il fatto di considerare soltanto il Corano come fonte legislativa e teologica, respingendo così la Sunna, tutte le tradizioni profetiche e la tradizione giuridica.

Tanto per sapere con chi abbiamo a che fare, e già avevamo parlato della deviazione del genere “soltanto il Corano”.

Samir Khalil Samir sostiene che gli ahadith sembrino “poco attendibili”, senza alcuna dimostrazione accettabile, ma soltanto per mezzo di allusioni e “dico-non-dico”, che finiscono però per dare per scontato il frutto della sua “analisi”:

Samir Khalil Samir ha scritto:
il reato di apostasia e la sua sanzione con la morte dell’apostata, che vengono presentati come fondati su una lunga tradizione nell’islam, non hanno in realtà un fondamento islamicamente accettabile. Non trovano fondamento nel Corano e nella sunna, né vi sono ahadith che li giustifichino. Neppure la storia dei primi anni dell’impero islamico autorizza una simile interpretazione.


SubhanaLlah! Per fortuna che è arrivato un gesuita a spiegarci l’interpretazione del Corano e della Sunna: l’abbiamo aspettato per ben quattordici secoli!!

Tornando seri, e rivolgendoci piuttosto a chi invece di giurisprudenza islamica capisce qualcosa di più, basti sapere che già l’hadith di Awza’i, che riporta le parole del Profeta – lo inseriamo nella versione completa - “Il sangue di un Musulmano è illecit da far scorrere eccetto che per tre ragioni: un adultero sposato dev’essere lapidato; chi commette omicidio volontariamente dev’essere messo a more; e un’uomo che apostata dall’Islam e combatte Allah ed il Suo Profeta dev’essere messo a morte o crocefisso o bandito dalla terra”; dicevamo, già questo hadith contraddice le successive affermazioni che legano la pena hadd soltanto al caso di ribellione conclamata e armata contro lo Stato islamico.

Poi, l’hadith “di ‘Ikrimah”, in cui si riportano le parole del Profeta (Iddio lo benedica e gli dia la Pace) “Chi cambia religione, uccidetelo”, e che Samir Khalil Samir ha il coraggio di definire “poco attendibile”, è riportato nelle seguenti raccolte:

Bukhari (che lo ha considerato sahih) (3017, 6922),

Musnad al-Tayalisi (2789),

Sunan Abu Dawud (4391),

Sunan Tirmidhi (1548),

Sunan al-Nasa'i (7:104, 105),

Sunan Ibn Majah (2535),

Sunan al-Bayhaqi (8:195),

al-Daraqutni (3:108, 113),

Musnad Imam Ahmad (1:282, 283, 322, 323).

Ibn Hajar riporta in “Fath al-Bari” nel commentario di questo hadith – e lo stesso ha dichiarato al-Maqdisi al-Hanbali in "al-`Idda" nel commento dello stesso hadith – che non c’è divergenza tra i Sahaba riguardo questo fatto.

Fonte:

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E questo direi che chiude definitivamente il discorso sull’attendibilità degli ahadith.

Le pene “hadd” oggi

Infine, una nota sulla questione della pena hadd per l’apostasia, che era forse il punto che stava più a cuore al fratello Abdel Nur.

Al di là della posizione dei sapienti sulla pena in sè – che dovrebbe essere nota – il punto essenziale è che la maggioranza degli stessi sapienti concorda sul fatto che - nell’attuale contesto e situazione storica dei paesi europei - tale pena non è attuabile, mancando in Europa uno stato/paese islamico legittimo che implementi la Shari`a.

Infine, il mio consiglio a fare attenzione quando si parla di questi argomenti: lo Shaykh Mufti Zarwali Khan Sahib ha detto che negare la pena di morte per l’apostasia, è apostasia essa stessa, dal momento che è provata con certezza.

E Iddio è il più sapiente,
La lode ad Allah, Signore dei mondi.

3umar andrea

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Abdel Nur
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MessaggioInviato: Gio Dic 13, 2007 10:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Fratello, Pace su di te.
Non mi sembra opportuno liquidare con tanta leggerezza uno studioso dell'Islam, per quanto questi possa essere ideologicamente orientato, come in un modo o nell'altro siamo tutti. Mettere padre Khalil sullo stesso piano di "parlamentari e giornalisti" equivale effettivamente a perdere di vista i propri naturali interlocutori, che proverbialmente non possiamo sceglierci da noi. Peraltro, un processo alle intenzioni del padre gesuita mi pare, oltreché inopportuno, piuttosto infondato, a partire dal testo della sua analisi.

Perfino la più ampia polemica "anti-modernista" mi sembra inopportuna. Seppure si tratti di un discorso da tenere presente, non mi pare immediatamente applicabile ad una lettura che è certamente discutibile, ma non perciò liquidabile in poche aprioristiche battute. L'importanza della tradizionale sequela interpretativa non dovrebbe finire per essere una specie di paravento entro cui mimetizzare la complessità di questioni a tutt'oggi risultano pervertite, proprio nell'applicazione "ortodossa" di precetti del tutto decontestualizzati. Tuttavia su quest'ultimo punto non mi pare ci sia bisogno di spiegarsi, a partire dalla precisazione con cui concludi le tue osservazioni.

La parte sostanziale del tuo intervento mi sembra perciò concentrarsi nell'affermazione per cui gli ahadith messi in discussione troverebbero delle ulteriori sanzioni in numerose raccolte di detti profetici. Ne prendo atto e lo considero come un prezioso contributo. Ciò non m'impedisce tuttavia di scorgere un certo interesse nelle riflessioni svolte dal padre gesuita, che pure partendo da un forse eccessivo "letteralismo ermeneutico", finisce per mettere in rilievo aspetti piuttosto misconosciuti dal senso comune islamico, essendo tuttavia del tutto interni e coerenti ad esso.
Mi riprometto comunque di tornare ulteriormente sull'argomento, se Dio vuole.
Pace su di voi.
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MessaggioInviato: Sab Dic 22, 2007 9:14 pm    Oggetto: Rispondi citando

Abdel Nur ha scritto:
Perfino la più ampia polemica "anti-modernista" mi sembra inopportuna. Seppure si tratti di un discorso da tenere presente, non mi pare immediatamente applicabile ad una lettura che è certamente discutibile, ma non perciò liquidabile in poche aprioristiche battute. L'importanza della tradizionale sequela interpretativa non dovrebbe finire per essere una specie di paravento entro cui mimetizzare la complessità di questioni a tutt'oggi risultano pervertite, proprio nell'applicazione "ortodossa" di precetti del tutto decontestualizzati.


Credo invece che sia proprio questo il punto centrale, e non un paravento: senza rispettare minimamente il "metodo", le conclusioni non sono altro che "riflessioni", dalla quale - sì - qualche spunto può essere interessante e fecondo per la situazione attuale, ma che - dal punto di vista giuridico (ed è di questo che stiamo parlando) -, non hanno alcun valore.

E Iddio è il più sapiente.

Abdel Nur ha scritto:
Mi riprometto comunque di tornare ulteriormente sull'argomento, se Dio vuole.


Restiamo in attesa, insha'Llah!

wa `alaykum asSalam wa RahmatuLlah, e che Allah ti ricompensi per il tuo impegno.

3umar andrea

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asma
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MessaggioInviato: Mer Gen 30, 2008 3:52 pm    Oggetto: Re: -Refutazione di Samir Khalil Samir- Rispondi citando

3umarandrea ha scritto:


Infine, il mio consiglio a fare attenzione quando si parla di questi argomenti: lo Shaykh Mufti Zarwali Khan Sahib ha detto che negare la pena di morte per l’apostasia, è apostasia essa stessa, dal momento che è provata con certezza.


no! fratello, ci sono tanti Sheikh che non considerano necessaria la pena di morte per chi cambia religione. bisogna lasciare le persone libere di scegliere! lo sai che tanti musulmani sono diventati bravi musulmani e hanno capito il vero messaggio dell'islam dopo aver lasciato l'islam per poi ritornarvici?? se li avessimo ammazzati che fine avrebbero fatto presso Allah? la pena di morte per l'apostasia la sostengono soltanto fanatici di influenza wahabita, sauditi, deobandis, tablighis, ecc.
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MessaggioInviato: Mer Gen 30, 2008 11:19 pm    Oggetto: Re: -Refutazione di Samir Khalil Samir- Rispondi citando

Le deduzioni su libertà di scelta etc. provengono da te.
Sinceramente preferisco rifarmi a quello che ha detto il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui).[/quote]

asma ha scritto:
lo sai che tanti musulmani sono diventati bravi musulmani e hanno capito il vero messaggio dell'islam dopo aver lasciato l'islam per poi ritornarvici?? se li avessimo ammazzati che fine avrebbero fatto presso Allah?


Nulla di sorprendente: questo fa parte della misericordia di Allah che ha fatto nascere queste persone in un'epoca ed un posto dove non è applicata la Sua Legge, ed in tal modo hanno potuto cambiare idea e alhamduliLlah tornare all'Islam.

Dovrebbe bastare la consapevolezza nel destino e la fiducia nella giustizia di Allah per capire questo, senza ragionare per "se" e "ma"!

asma ha scritto:
la pena di morte per l'apostasia la sostengono soltanto fanatici di influenza wahabita, sauditi, deobandis, tablighis, ecc.


1. Non sapevo che praticamente tutti i sapienti sunniti - tranne M. M. Taha e qualche modernista (che, a rigore, non sono sapienti sunniti) - fossero "fanatici wahhabiti".

2. Deobandi e Tablighi non c'entrano nulla con i wahhabiti (e di questo abbiamo già parlato mille volte, vedi all'interno di questa discussione:

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Sorella mi permetto di darti un consiglio (che spero tu prenda come il consiglio di un fratello, senza considerare le nostre divergenze): invece di concentrarti sulle polemiche tra gruppi e correnti islamiche, approfondisci le basi dottrinali: eviteresti molta confusione e mistificazioni.

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MessaggioInviato: Gio Gen 31, 2008 3:35 am    Oggetto: Re: -Refutazione di Samir Khalil Samir- Rispondi citando

3umarandrea ha scritto:
Le deduzioni su libertà di scelta etc. provengono da te.
Sinceramente preferisco rifarmi a quello che ha detto il Profeta (Pace e Benedizioni su di lui).

Nulla di sorprendente: questo fa parte della misericordia di Allah che ha fatto nascere queste persone in un'epoca ed un posto dove non è applicata la Sua Legge, ed in tal modo hanno potuto cambiare idea e alhamduliLlah tornare all'Islam.


SONO SENZA PAROLE. :shock:


3umarandrea ha scritto:

1. Non sapevo che praticamente tutti i sapienti sunniti - tranne M. M. Taha e qualche modernista (che, a rigore, non sono sapienti sunniti) - fossero "fanatici wahhabiti".


lascia perdere il povero Taha (r.a). Io parlo di Sheikh sunniti anche di al-Azhar, di confreternite Sufi come la Naqshbandi-Haqqani, per fare degli esempi...

Citazione:
2. Deobandi e Tablighi non c'entrano nulla con i wahhabiti (e di questo abbiamo già parlato mille volte


so quello che dico, l'ignorante mi spiace sei tu :D

Tablighi Jamaat è stato influenzato dal wahabismo, c'è un bel pdf della tariqa Naqshbandi-Haqqani che smonta il wahabismo e spiega l'influenza nella aqida di certi gruppi che ne sono stati influenzati dalle opere, tra questi Tablighi Jamaat. :D

mi spiace se non lo sai, ma almeno non essere saccente e presuntuoso fratello, tutti i sufi in India e in Pakistan non vogliono avere nulla a che fare con questi gruppi neo-wahabiti che proibiscono di festeggiare il compleanno del Profeta e affermano che il Profeta Muhammad (pace su di lui) era un semplice essere umano come noi ed è morto, Dio ci perdoni.

Citazione:
Sorella mi permetto di darti un consiglio (che spero tu prenda come il consiglio di un fratello, senza considerare le nostre divergenze): invece di concentrarti sulle polemiche tra gruppi e correnti islamiche, approfondisci le basi dottrinali: eviteresti molta confusione e mistificazioni.

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ti ringrazio, ma penso di cavarmela, conosco l'islam ma non sono integralista e assolutista perchè non è questo l'insegnamento dell'islam, l'islam è pace, amore per Dio, non violenza e intolleranza.

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MessaggioInviato: Gio Gen 31, 2008 3:17 pm    Oggetto: Re: -Refutazione di Samir Khalil Samir- Rispondi citando

asma ha scritto:
3umarandrea ha scritto:
Nulla di sorprendente: questo fa parte della misericordia di Allah che ha fatto nascere queste persone in un'epoca ed un posto dove non è applicata la Sua Legge, ed in tal modo hanno potuto cambiare idea e alhamduliLlah tornare all'Islam.


SONO SENZA PAROLE. :shock:


Subhanallah sorella, questo ragionamento ti lascia senza parole?
Se non ragioniamo così allora l'Islam diventa solo una sorta di filosofia di vita..

asma ha scritto:
so quello che dico, l'ignorante mi spiace sei tu :D


Io ti ho portato prove e documenti, tu soltanto etichettature a destra e a manca.
La mancanza di Adab resta contrassegno.

asma ha scritto:
Tablighi Jamaat è stato influenzato dal wahabismo, c'è un bel pdf della tariqa Naqshbandi-Haqqani che smonta il wahabismo e spiega l'influenza nella aqida di certi gruppi che ne sono stati influenzati dalle opere, tra questi Tablighi Jamaat. :D


Insomma, Kabbani dixit...

Le migliori "smontature" della Wahhabiyyah - guarda caso - sono quelle prodotte dai sapienti Deobandi (come puoi vedere ad esempio qui:

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).

Poi, c'è da ricordare che la conoscenza sul campo dà risultati ben diversi (e ovviamente migliori) di quelli derivanti dalla lettura dei PDF di Kabbani..

asma ha scritto:
mi spiace se non lo sai, ma almeno non essere saccente e presuntuoso fratello, tutti i sufi in India e in Pakistan non vogliono avere nulla a che fare con questi gruppi neo-wahabiti che proibiscono di festeggiare il compleanno del Profeta e affermano che il Profeta Muhammad (pace su di lui) era un semplice essere umano come noi ed è morto, Dio ci perdoni.


Mentre sul Mawlid-Milad c'è effettivamente ikhtilaf tra i sapienti sunniti, che il Profeta (Pace e Benedizione su di lui) sia "morto" (in ogni senso) lo sostengono solo i salafiti (e nemmeno tutti, credo), non affatto i sapienti "Deobandi" (vedi ancora

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).

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MessaggioInviato: Gio Gen 31, 2008 6:42 pm    Oggetto: Rispondi citando

ma tiu lo sai chi è Sheikh Hisham Kabbani? hai mai fatto il dhikr con lui?? hai mai visto i video della sua tariqa?

lo Sheikh è il primo khilafa di Sheikh Nazim al-Naqshbandi al-Haqqani, il Sultano dei Santi, l'amico degli amici di Dio, uno dei più grandi sapienti e mistici sufi nei nostri tempi.

i sapienti sunniti tuoi chi sono? deobandis? tablighis?

cosa rimproveri a Kabbani? non ti vergogni di parlare in modo offensivo di tutti i musulmani che non condividono l'estremismo wahabita? prima Taha adesso Kabbani. e io sarei quella con mancanza di Adab...

tu non sei nessuno per decidere la morte di un uomo, è Allah che giudicherà non tu.

ricordati che la strada per avvicinarsi ad Allah è l'Amore, non l'integralismo, l'arroganza e la violenza.

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MessaggioInviato: Sab Feb 02, 2008 1:35 am    Oggetto: Rispondi citando

asma ha scritto:
ma tiu lo sai chi è Sheikh Hisham Kabbani? hai mai fatto il dhikr con lui?? hai mai visto i video della sua tariqa?


Rispettivamente: sì, no, purtroppo sì (musica, uomini e donne nella stessa sala..).

asma ha scritto:
lo Sheikh è il primo khilafa di Sheikh Nazim al-Naqshbandi al-Haqqani, il Sultano dei Santi, l'amico degli amici di Dio, uno dei più grandi sapienti e mistici sufi nei nostri tempi.


Lo conosco, lo conosco, e sarei proprio curioso di sapere cosa dice delle tue idee: hai mai provato a parlargliene? Sei mai stata a Cipro? Ti consiglio di discutere con lo Shaykh di queste cose.. :D

Purtroppo uno dei maggiori motivi per cui la Haqqaniyya è così discussa è il comportamento di molti/alcuni discepoli, mentre dicono che a Cipro la situazione sia completamente diversa. Allahu a`lam.

asma ha scritto:
i sapienti sunniti tuoi chi sono? deobandis? tablighis?


Anche (facendo parte di Ahl-us-Sunna), e non solo.

asma ha scritto:
cosa rimproveri a Kabbani? non ti vergogni di parlare in modo offensivo di tutti i musulmani che non condividono l'estremismo wahabita? prima Taha adesso Kabbani. e io sarei quella con mancanza di Adab...


Ancora con 'sti wahhabiti, ma che c'entrano??

asma ha scritto:
tu non sei nessuno per decidere la morte di un uomo, è Allah che giudicherà non tu.


:shock: Dove avrei deciso la morte di chicchessia?? Ti ricordo comunque che tutto ciò che accade accade per volontà di Dio: anche le vittime di assassinii (per fare un esempio di qualcosa di spregevole) sono tali per volontà di Dio..
Ciò ovviamente non significa che gli assassini siano legittimi, ma giusto per non confinare Dio ad una specie di figura di "Ente morale", quando Egli è piuttosto "`ala kulli sha'in Qadir".

asma ha scritto:
ricordati che la strada per avvicinarsi ad Allah è l'Amore, non l'integralismo, l'arroganza e la violenza.


Stoccata retorica finale.. :D
Il punto è che qui nessuno sta promuovendo la violenza, ma tu continui a vederla ovunque.

Ci vediamo prossimamente in Romagna insha'Llah, se ci sarai. :D

3umar andrea

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L'ultima modifica di Sufi Aqa il Mer Feb 06, 2008 12:37 pm, modificato 1 volta
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MessaggioInviato: Dom Feb 03, 2008 4:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

Da questo modo di parlare la violenza la vedo anche io...ma ci è mai stato un caso di applicazione del hadd durante i governi islamici del passato??
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Feb 04, 2008 1:12 pm    Oggetto: Rispondi citando

vero ha scritto:
Da questo modo di parlare la violenza la vedo anche io...ma ci è mai stato un caso di applicazione del hadd durante i governi islamici del passato??


Certo: essendo una parte della Shari`a perchè non si sarebbe dovuto applicare?

3umar andrea

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vero
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MessaggioInviato: Lun Feb 04, 2008 4:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

3umarandrea ha scritto:
vero ha scritto:
Da questo modo di parlare la violenza la vedo anche io...ma ci è mai stato un caso di applicazione del hadd durante i governi islamici del passato??


Certo: essendo una parte della Shari`a perchè non si sarebbe dovuto applicare?

3umar andrea

e mi fai qualche esempio per favore?
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Lun Feb 04, 2008 11:34 pm    Oggetto: Rispondi citando

vero ha scritto:
3umarandrea ha scritto:
vero ha scritto:
Da questo modo di parlare la violenza la vedo anche io...ma ci è mai stato un caso di applicazione del hadd durante i governi islamici del passato??


Certo: essendo una parte della Shari`a perchè non si sarebbe dovuto applicare?

3umar andrea

e mi fai qualche esempio per favore?


Ehm, ce n'è bisogno?!
Le pene hudud fino a prova contraria sono state applicate - nelle condizioni favorevoli - da tutti i governi "islamici" nella storia..
Se vuoi indicarmi magari un periodo preciso a cui ti riferisci cercherò insha'Llah di portarti degli esempi; ma dovrebbe bastare che è la pratica del Profeta (Pace e Benedizioni su di lui), dei quattro Califfi Ben-Diretti (Iddio sia soddisfatto di loro) del califfato abbaside, umayyade etc. etc...

3umar andrea

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vero
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MessaggioInviato: Mar Feb 05, 2008 9:01 pm    Oggetto: Rispondi citando

sì ma io infatti sò di una donna il quale nome non mi sovviene ora che avendo avuto rapporti illecciti è stata perdonata. La storia è questa:
questa donna dopo essere addirittura messa incinta andò a confessare il suo peccato a Muhammed(pace su di lui)chiedendogli che le venga applicata la pena corporale ma egli le ordinò di aspettare finchè il bambino venga messo alla luce e lei così fece. La donna ritornò e Muhammed che questa volta le ordinò di svezzare il bambino,quindi le concese un ulteriore tempo di 2 anni previsti per lo svezzamento nel corano. Infine la donna si ripresentò al profeta con il bambino, continuando a persistere sulla sua richiesta che le venga applicata la pena, Muhammad le chiese se ne fosse certa varie volte lei rispose fermamente di sì. A questo punto Muhammad radunò la qabila(tribù) e li disse che chiunque si sarebbe occupato per bene del figlio della donna sarebbe stato suo compagno nel paradiso. Infine dopo l'applicazione della pena alla donna Muhammad si prestò ad effettuare la preghiera che si fà sui morti(non sò se ha qualch enome particolare) quando uno dei suoi compagni dissentì dicendo che è solo una "zania"(termine usato per indicare chi compie la "zina"-scusate la traslitterazione ma io non la uso mai perchè leggo in arabo direttamente), Muhammad rispose che in realtà il pentimento di questa donna se fosse stato distruibuito su tutti loro abitanti ne sarebbe avanzata una parte. Quindi io deduco visto che Maometto chiese alla donna più volte se era sicura di voler subire la pena, che questa non fosse stata necessaria dopo il suo pentimento che appunto oltre ad essere sincero (come ha dimostrato)era abbastanza sufficiente da cancellare i peccati di tutto il clan e ne sarebbe avanzata anche una parte, è stato sufficiente ad assolverla ma la pena fù applicata lo stesso per venire incontro alle sue richieste. Quindi potrei dire che basterebbe un pentimento sincero per farsi perdonare anche da questa colpa senza necessariamente applicare le pene corporee ma lasciando l'occasione per redimersi come lo stesso Muhammad ha fatto?
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