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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Dom Mar 29, 2009 11:31 pm    Oggetto: Rispondi citando

NADIA R. ha scritto:
assalamu alaycom wa rahmatullah wabarakatuhu

sono pienamente d'accordo con il Nasiha che ha dato il fratello Umar.

Per la fatwa ci sono delle persone responsabili a dare dei giudizi e per decidere cosa è halal e cosa è haram.

E' una grande responsabilità per loro che hanno anni di studio, figurati per noi che abbiamo una modesta conoscenza.

Ma come musulmani abbiamoo il dovere di portare la parola di Dio a chi non la conosce, questo è per ogniuno di noi, a seconda della propria conoscenza del Corano e della Sunna.

Sura III versetto 110
Voi siete la migliore comunità che sia stata suscitata tra gli uomini, raccomandate le buone consuetudini e proibite ciò che è riprovevole e credete in Allah.

Sura XLI versetto 33
Chi mai proferisce parola migliore di colui che invita ad Allah e compie il bene e dice:"Si io sono uno dei musulmani"?

C'è anche un hadit del Profeta saws, riportato dal Bukhari:
"... riportate di me almeno una Aya ...."

Davanti queste versetti ed hadit i musulmani si devono sentire obbligati a parlare di Dio con il Corano e la Sunna, senza giustamente entrare nelle cose del fatwa.

Se sbaglio, correggetemi;
siamo qui per discutere .....


Hai ragione sorella Nadia; basta riflettere qualche istante per vedere che i due aspetti non sono in contraddizione:
-da una parte non dobbiamo "mettere bocca" dove non ci compete (che sia in questioni di Fiqh, in sottili tematiche di `Aqidah, o dovunque non abbiamo competenza adeguata);
-dall'altra siamo invitati al Tabligh con i musulmani ed alla Da`wah verso i non-musulmani, all'Amr bi-l-Ma`ruf ed al Nahy `an al-Munkar verso i nostri fratelli e sorelle, il tutto a seconda delle nostra conoscenza, e tutto quanto detto prima non significa affatto che non dobbiamo correggere (nella maniera più oppurtuna) un fratello che vediamo compiere qualcosa di apertamente scorretto, o che non dobbiamo portare e testimoniare "la ilaha illa Allah, Muhammad Rasul-Allah" ai non credenti.

Jazaki Allahu khayran.

'umar andrea

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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Sab Mag 02, 2009 10:24 pm    Oggetto: Rispondi citando

Ecco la risposta di Mufti Mohammed Sajjad ad una domanda in cui erano riportate le parole di una persona che invocava la comprensione individuale e personale dell'Islam direttamente della fonti - con annessa retorica di "valutare tutto sul Corano e sulla Sunnah" - e stigmatizzava come "comportamento da setta" chi segue i sapienti qualificati.

--

Può chi non è un sapiente tenere il sermone del Venerdì?
Di: Mufti Mohammed Sajjad
Da:
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Domanda:
Nell'ultimo sermone del Venerdì, che è stato tenuto da un fratello che non è un sapiente, si è sostenuto che: "E' nostra responsabilità imparare il Corano leggendolo e comprendendolo. Quelle persone che vi dicono che il Corano è per i sapienti vi stanno sviando. Non guardate alla faccia di una persona, né alla sua barba, né al colore della sua barba, per seguirlo: questo è il modo in cui sono nate le sette nell'Islam. Ognuno deve valutare ogni cosa sulla base del Corano e della Sunnah e rifiutare tutto ciò che è contrario ad essi, e non si può fare ciò finchè non si acquisisca la conoscenza del Corano".
Per qualche ragione, quest'affermazione mi è sembrata estremamente bizzarra e mi sono sentito sul punto di affrontarlo su ciò che ha detto.
Mi può chiarire se ciò che quella persona ha affermato è vero e conforme alla comprensione dei nobili sapienti?


Risposta:
Queste affermazioni sono molto generali, e nessun Musulmano potrebbe o vorrebbe negare che dobbiamo seguire il Corano e la Sunnah: infatti vi è una parte in queste sacre fonti, dalla quale qualsiasi credente può trarre beneficio; ad esempio leggendo il Santo Corano e vedendo il modo in cui Allah l'Altissimo ha trattato le nazioni deviate nel passato ed i tanti insegnamenti contenuti nelle loro storie, le esortazioni ai credenti a temere Allah l'Altissimo, le descrizioni del Paradiso e dell'Inferno, i peccati che dobbiamo evitare, e così via.
Queste sono cose che chiunque può comprendere e questo aspetto del Santo Corano è quello destinato ad ognuno di noi, così come lo è la recitazione dell'intero Corano. Perciò, in questo senso, senza dubbio ogni Musulmano dovrebbere considerare il Santo Corano una guida e leggerlo ogni giorno per orientamento.

Ma vi è anche un aspetto del Corano che ha a che fare con la Legge; ciò richiede una profonda conoscenza della lingua araba, degli Ahadith, dei principi della giurisprudenza e di altre scienze legate al Santo Corano, come la Scienza dell'Abrogazione. Tutto ciò richiede molti anni di perfezionamento; soltanto allora una persona può comprendere tali testi in termini di giurisprudenza.

Offrire la propria comprensione di un testo sacro senza un'adeguata formazione significa deridere la Religione. Sarebbe come permettere ad una persona che abbia letto uno o due libri sulla chirurgia, di eseguire un by-pass cardiaco su un paziente. Ovviamente, nessuno al mondo lo permetterebbe, perchè è evidente che un tale "medico" non avrebbe acquisito le abilità e la conoscenza necessaria che si raggiungono passando molto tempo in loco sotto la tutela di esperti che gli trasmettano la loro conoscenza.

Com'è allora possibile, che gente che ha solo letto qualche traduzione in inglese [o in italiano, francese..] di un numero limitato di fonti sacre, sia così incline a parlare di questioni del Din [Religione]? Eppure le materie del Din sono ben più serie del permettere ad una persona non qualificata di eseguire un'operazione chirurgica, perchè in quest'ultimo caso qualcuno potrebbe giusto perdere la vita, ma nel caso del Din, un errore può far perdere l'Iman ad una persona.

Perciò hai ragione ad essere cauto verso tali sventurati predicatori, e se senti che questa persona abbia tale inclinazione, allora si dovrebbe possibilmente cercare un sapiente che segua una delle quattro scuole [per il sermone del Venerdì].

Mufti Mohammed Sajjad

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MessaggioInviato: Dom Mag 15, 2011 4:45 am    Oggetto: Rispondi citando

The Importance of Discussing Islamic Issues and Providing Legal Judgments in Accordance with Islamic Law
Shaykh Salman Ibn Fahd al-`Udah
From: "Who Should Perform Ijtihâd?"

When a person gives an Islamic legal ruling on an issue, he is in effect speaking on behalf of Allah. This should not come as a surprise to anyone. When a person gives an Islamic ruling, he is not being asked about his personal opinion, his attitudes, his likes, or dislikes. He is being asked about the ruling that has been given on a matter by Allah and His Messenger (Sallallahu `alayhi wa sallam). The great jurist and legal theorist of the Mâlikî school of law, al‐Qarrâfî, describes the jurist as “an interpreter for Allah”, because it is as if he interprets the sacred texts into practical application.

Ibn al‐Qayyim came very close to ʹhitting the nail on the headʹ when he entitled his famous book on Islamic Jurisprudence: Informing Those Who Act as Signatories on Behalf of the Lord of All the Worlds. He regards the muftî, the one who gives the rulings on matters of Islamic Law, as one who signs on behalf of Allah in such matters, just as a minister signs on behalf of the king or government he represents. Therefore, the muftî is merely a person who informs others of what he believes to be the ruling of Allah and His Messenger in a given matter.

From this perspective, Ibn al‐Qayyim writes:
“The position of signatory on behalf of the king is a weighty position of indisputably high honor. It is one of the most prestigious positions one can hold.
So how esteemed must the same position be with respect to the Lord of the heavens and the Earth?”

The position of muftî is a very prestigious one. It is an honor for the one who assumes it as well as a weighty responsibility. In many places in the Qurʹan, Allah carries this role out Himself. He says, for instance:

They ask you for a legal ruling. Say: Allah gives you the ruling…” [Sûrah al‐Nisâ’ : 176]

Here Allah gives the ruling and attributes this activity to Himself.

Because of the seriousness of this responsibility, the earliest Muslim scholars would avoid giving legal rulings as much as they could, passing on the burden to others whenever possible. There are many references to this kind of behavior to be found in the writings of the early scholars.
One excellent example of this can be found in the Sunan of al‐Dârimî wherein he devotes a chapter to the matter entitled: “Chapter on Those Who Dreaded Having to Give Legal Decisions”.
In this chapter, he relates a good number of instances where people avoided giving legal rulings. We will mention just two of these:

It is related that `Abd ar‐Rahmân b. Abî Laylâ (a wellknown student of the Companions) said:
“I have met in this mosque one hundred twenty of the Ansâr. Not one of them would relate a hadîth without preferring that his brother did so in his stead.”

Consider that these were one hundred twenty of the most eminent Companions of the Prophet (Sallallahu `alayhi wa sallam), some of whom had been with the Prophet (Sallallahu `alayhi wa sallam) for a substantial amount of time and acquired a vast amount of knowledge. In spite of this, they did their best to avoid giving legal rulings or even relating hadîth, each one of them preferring to refer the matter to someone else.

Al‐Dârimî relates that al‐Sha`bî was asked:
“What did you all used to do when people inquired with you about things?”
Al‐Sha`bî replied:
“You have asked the right person this question. If anyone was asked about a matter, he would refer the matter to his colleague, who in turn would do the same. This would go on until the question arrived back at the man who had been asked in the first place!”

They only behaved in this manner because they fully appreciated the seriousness of the task at hand. By giving a ruling on a matter, they were speaking on behalf of Allah, and they knew that speaking on behalf of Allah without knowledge is a grave and most serious sin. Ibn al‐Qayyîm emphasizes this point repeatedly in his aforementioned work.

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MessaggioInviato: Lun Giu 04, 2012 3:47 am    Oggetto: Rispondi citando

False Rumours about Imam Abu Haneefah (rahamatullahi alayh)

Source:
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Once rumours were spread about Imam Abu Haneefa (Rahmatullahi alayh) that he has made changes in Deen by giving preference to his own reason and intelligence over the Quran and Hadith.

This propaganda also reached Hazrat Muhammad Baaqir (rahmatullahi alayhi). Hazrat Muhammad Baaqir (rahmatullahi alayh) was a sayyid (a descendant of Rasulullah (sallallahu alayhi wasallam) since he was the grandson of Hazart Husein (Radiyallahu anhu).

When Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh) met Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) in Madinah Munawwarah, he questioned him regarding this, saying: “What is this that I have heard, that you have abandoned and altered the Deen of my Grandfather (referring to the Deen of Rasulullah sallallahu alayhi wasallam) giving preference to your own logic and reasoning over the Quran and Hadith?

Imam Abu Haneefah (Rahmatullahi alayh) replied by posing the following questions:

Firstly, Imaam Abu Haneefa (rahmatullahi alayh) asked: “Between men and women, who is the weaker party?

Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh) replied: “Women.”

Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) then asked: “As inheritance, how much does a man receive in comparison to the woman?”

Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh): “The man gets double the share of the woman”

Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) then said: “Had I given preference to my own logic over the Quran and Hadith, I would have given the woman double the share of the man whereas I don’t say this”

Thereafter Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) asked: “Which act of worship is superior, Salaah or Saum (fasting)?

Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh) replied: “Salaah.”

Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) asked further: “When a woman due to menstruation misses Salaah as well as Saum, then which one does she have to make Qaza ?”

Hazart Baaqir (rahmatullahi alayh): “Only Saum.”

Imam Abu Haneefa (rahmatullahi alayh) declared: “Had I followed my own reasoning against the Quran and Hadith then I would have told her to make Qaza of the Salaah and not the Saum.”

Imaam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) then asked a third question: “Which liquid is more impure, urine or semen?

Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh): “Urine.”

Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) asked: “When does Ghusl become compulsory on a person, on the passing out of urine or on the passing out of semen?”

Hazart Baaqir (rahmatullahi alayh): “On the passing out of semen.”

Upon this Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) said: “Had I preferred my own logic over the Quran and Hadith then I would have made ghusl compulsory after passing urine and wuzu compulsory after semen.”

On hearing this Hazrat Baaqir (rahmatullahi alayh) stood up, hugged Imam Abu Haneefah (rahmatullahi alayh) kissed him on his forehead and was delighted to hear that all those rumours were false and baseless. (Kamaalaat-e-Imam Abu Hanifah, pg.348)

Lesson: The sign of a true believer is that he submits himself entirely before Allah and his Rasool (sallahu alayhi wasallam) and he has absolutely no reservation with regards to any injunction of Deen though it may seem contrary to his reasoning and intellect. We also understand that the Fuqahaa (jurist) do not “make” their own Deen. They merely extract the masaail from the Quran and Sunnah.

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MessaggioInviato: Sab Gen 12, 2013 5:30 pm    Oggetto: Rispondi citando

Mr. "My Opinion" in Deen
Mufti Hussain Kamani

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