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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Buddhismo
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Inviato: Dom Feb 18, 2018 3:16 am    Oggetto: Ads

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Abd ArRahman
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MessaggioInviato: Lun Giu 06, 2011 10:39 am    Oggetto: Rispondi citando

'Assaalamu 'Alaykum,

c'è un problema alla base ed è il confondere il significato autentico dei termini, e mi riferisco a filosofia e religione.
"Filosofia di vita" è un neologismo che di per sè non vuol dire assolutamente niente, anzi può sembrare persino una tautologia ovvero una ripetizione di termini. I filosofi antichi, gli unici a mio avviso da prendere in considerazione in quanto si è verificata una degenerazione del suddetto scibile umano, vivevano in accordo a ciò che sapevano e quindi è automatico che la filosofia influenzi la vita di tutti i giorni. Questi saggi si sforzavano di comprendere, attraverso intuizioni e meditazioni, qual è la Verità sottostante a tutta la creazione e dopo averne compreso un certo aspetto si conformavano ad esso.
Dopo varie attività di ascetismo e meditazione, lo stesso Inviato di Allah- che Allah gli prodighi benedizione e pace- si applicava a questi esercizi, e dopo aver percepito il Bene Supremo potevano formulare una legge ma di una portata più ampia, più cosmica e tale è la Religione.
La sua etimologia in lingua latina è relegare quindi un qualcosa che unisce, essa ha il compito di creare quel ponte che possa connetterci col Divino.
Da ciò riusciamo a dedurre che la Religione ha le sue fondamenta nella Filosofia, nell'accezione di Conoscenza.
Il Profeta - che Allah gli prodighi benedizione e pace- prima di ricevere l'Islam ha dovuto necessariamente conoscere Allah- Egli è l'Altissimo-, viceversa non tutte le filosofie sviluppano una religione.
A me sembra che il Buddha abbia sviluppato un Dharma che in sanscrito corrisponde alla nostra religione.
Da tutto ciò possiamo dedurre con tranquillità che il buddhismo è una religione e non una semplice filosofia di vita, poi se è giusto o sbagliato tale dharma o sia stato manomesso, questo è qualcosa che esce al di fuori dell'argomento che ho appena trattato.
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Karuna
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MessaggioInviato: Gio Lug 21, 2011 10:02 pm    Oggetto: Rispondi citando

Buonasera,

spero mi perdonerete se non mi presento nella sezione apposita.
Non essendo una praticante musulmana mi sentirei un po' fuori posto. Non conosco pressoché nulla dell'Islam e non sarei in grado di seguire quasi nessuna delle vostre conversazioni.

Sono una praticante buddhista, ho incontrato per caso questa vostra pagina e sono rimasta positivamente impressionata dal vostro dialogo, e così ho pensato di registrarmi per portarvi amichevole omaggio.

Credo che il dialogo fra le religioni non sia una cosa facile (diversi anni fa ho tenuto un sito di dialogo interreligioso ... ed è stato proprio per mezzo di questa attività che ho avvicinato e conosciuto il buddhismo) e che per riuscire a far dialogare veramente due religioni occorrerebbe conoscerle molto a fondo entrambe.

Se il dialogo fosse, per ipotesi fra Cristianesimo ed Islam potremmo poi trovarci in difficoltà pensando a quale Cristianesimo far dialogare: quello cattolico? quello battista? quello unitariano? quello quacchero?

Non so se sarebbe più facile o difficile rispetto al buddhismo.
Di fatto è molto difficile fare affermazioni sul cosiddetto "buddhismo", poiché abbiamo molte tradizioni e scuole e dovremmo distinguere fra le basi comuni a tutte prima, e le visioni differenti di ciascuna poi.

Esse però, al momento attuale soprattutto, nella maggior parte dei casi, si riconoscono l'una con l'altra pur ammettendo le differenze, tuttavia all'apparenza esterna possono risultare anche molto più diverse di quanto non lo siano nella realtà.
Tuttavia noi non pensiamo che la tradizione in cui pratichiamo sia "più vera" rispetto alle altre. Non solo: è ammesso il passaggio dall'una all'altra ed anche eventualmente il caso (benché non sia frequente) di avere insegnanti in più d'una tradizione.

Vi lascio, per stasera con due ulteriori spunti, spero di qualche utilità per la vostra conversazione:

il primo riguarda il fatto che il buddhismo, in generale (quindi tutte e tre le tradizioni principali) non riscontra l'opportunità di fare proselitismo:

"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere"

è un insegnamento del Buddha.

Questa sembra a me una buona base per il dialogo.

Il secondo è che per far dialogare fra loro una religione monoteista ed una religione alfateista, più che in ogni altro caso, occorre trovare un punto di partenza diverso dai consueti (ovvero diverso dal raffronto fra le diverse immagini di Dio che le diverse religioni monoteiste possono avere).

Se vi farà piacere potremo scambiare qualche parola ancora.

Vi auguro ogni bene.


karuna

p.s. scusate se trovate qualche errore ortografico di cui non mi fossi accorta, non vedo più molto bene ed a video fatico particolarmente.
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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Gio Lug 21, 2011 11:08 pm    Oggetto: Rispondi citando

La pace su chi segue la Retta Via
Karuna...posso dire solo una cosa prendendo spunto da quello che hai scritto..."conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere"...beh nell'Islam Allah swt da a ogniuno di noi il dovere di dissuadere qualcuno a fare una cosa contraria all'Islam e persuaderla a seguirne i precetti..e non alcuni qualsiasi bensì quelli trasmessi da fonti sicure e da 'Ulama' ( sapienti) fidati, perchè nel Giorno della Resurrezione saremo responsabili anche di questo, se abbiamo o no avvisato qualcno dell'errore e abbiamo cercato di trasmettere il Messaggio del profeta Muhammad saws. e se non lo abbiamo fatto pur vedendo l'errore della persona saremo responsabili anche noi del suo errore, tranne se l'ascoltatore si sia rifiutato pur sentendo l'ammonimento...faccio un esempio..se vediamo un fratello o sorella che sta perdendo la retta via e vuole cambiare religione abbiamo il sacrosanto "dovere" di guidarlo e avvertirlo di ciò che sta facendo, del suo enorme errore...per cui su questo c'è un idea completamente differente dalla tua...spero di abbia chiarito qualcosa, ovviamente fratelli più esperti ti riporteranno fonti utili inshallah..

_________________
Per ogni giorno vissuto ci sarà rivolta una domanda: "Hai rispettatoin esso i diritti di Allah e quellidelle Sue creature? Sono state misericordia e generosità ad illuminare la tua giornata?"
Chiedi dunque perdonoper ogni dubbi, sii contritoper ogni mancanza, fai un bene per ogni male commesso.
Allah Tawab (Colui Che riceve il pentimento)
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Karuna
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 7:14 am    Oggetto: Rispondi citando

Umm Hajar ha scritto:
nell'Islam Allah swt dà a ogniuno di noi il dovere di dissuadere qualcuno a fare una cosa contraria all'Islam e persuaderla a seguirne i precetti ... e non alcuni qualsiasi bensì quelli trasmessi da fonti sicure e da 'Ulama' (sapienti) fidati, perchè nel Giorno della Resurrezione saremo responsabili anche di questo, se abbiamo o no avvisato qualcno dell'errore e abbiamo cercato di trasmettere il Messaggio del profeta Muhammad saws. e se non lo abbiamo fatto pur vedendo l'errore della persona saremo responsabili anche noi del suo errore, tranne se l'ascoltatore si sia rifiutato pur sentendo l'ammonimento...faccio un esempio..se vediamo un fratello o sorella che sta perdendo la retta via e vuole cambiare religione abbiamo il sacrosanto "dovere" di guidarlo e avvertirlo di ciò che sta facendo, del suo enorme errore...per cui su questo c'è un idea completamente differente dalla tua...spero di abbia chiarito qualcosa, ovviamente fratelli più esperti ti riporteranno fonti utili inshallah..


Non so se ho compreso correttamente ciò che scrivi, temo di non averlo potuto comprendere.

Però, da come lo hai scritto, potrebbe sembrare che abbiate l'obbligo, ad esempio, in questa circostanza, di convincermi ad abbracciare l'Islam.

Al contrario i miei precetti mi suggeriscono di non adoperarmi per convertire alcuno alla mia religione.

Mi sono ritrovata di recente in una situazione molto imbarazzante.
Una donna cristiana cattolica si è rivolta a me per conoscere il buddhismo poiché affermava di desiderare di diventare buddhista.
Era molto insistente. La faccenda si è protratta per un certo tempo che a me è sembrato interminabile.
Quando finalmente ha mostrato di poter recedere dal suo proposito è stato un vero sollievo.

Per quanto attiene invece al fare il bene e non fare il male, e ritornando contemporaneamente a quanto ho scritto nel post precedente, ho posato l'attenzione particolarmente sulla prima parte di una affermazione più ampia.
"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

Tenendo a parte considerazioni riguardanti i processi di persuasione e dissuasione (che sono dei processi manipolativi particolari), per adempiere al dovere di cui parli per noi non è necessario convertire una persona da una religione ad un'altra, che sarebbe causa di sofferenza, né - appunto - effettuare particolari azioni di persuasione/dissuasione, ma è sufficiente esporre la realtà:
ad esempio la realtà della sofferenza, la realtà delle cause della sofferenza, la realtà della possibilità di far cessare la sofferenza, e la realtà dei modi per far cessare la sofferenza.

E ancora, per fare questo, per nostro conto, non è necessario far particolare ricorso nè all'Islam, né al Critianesimo, nè all'Ebraismo, né ai Dharma, etc. ed in particolare non è necessario far ricorso a "realtà utime", ma è sufficiente mantenersi nella realtà fenomenica convenzionale.

In poche parole, se io ti pesto un piede o tu pesti un piede a me, sia tu che io sappiamo che questo causa sofferenza.

Buona giornata a tutti.

Karuna
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Ibrahim al-Youtubi
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 11:45 am    Oggetto: Rispondi citando

karuna ha scritto
Citazione:
Per quanto attiene invece al fare il bene e non fare il male, e ritornando contemporaneamente a quanto ho scritto nel post precedente, ho posato l'attenzione particolarmente sulla prima parte di una affermazione più ampia.
"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

appunto l islam è la realtà e la realtà non è il semplice,se ti pesto il piede e tu mi pesti il piede ci facciamo male,ma la realtà è che esiste un Unico Dio,Creatore e Sostentatore di tutta la creazione,e che adorarlo con sincerità e devozione,accompagnando l adorazione anche con azioni buone,da Lui comandate.
e che invece adorare altri all infuori di Lui,o non credere in un singolo articolo della fede islamica porterebbe alla dannazione eterna.
poi Allah dice nel Quran,la ikraha fi-d-din,cioe non vi è costrizione nella religione,nel senso io posso esporti la verità,ma la sua accettazione da parte tua o il rifiuto dipende da Allah stesso e non da me.

_________________
"la salafia,assieme alla coca cola e all happy meal è il prodotto della globalizazzione capitalistica statunitense"

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salafia im lovin it!!"
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 12:37 pm    Oggetto: Rispondi citando

@Ibra

Capisco, ma partendo da questo presupposto è molto difficile parlare di una possibilità di dialogo.

Un augurio sincero di pace e prosperità.
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 3:52 pm    Oggetto: Rispondi citando

Karuna
Citazione:
Non so se ho compreso correttamente ciò che scrivi, temo di non averlo potuto comprendere.

Però, da come lo hai scritto, potrebbe sembrare che abbiate l'obbligo, ad esempio, in questa circostanza, di convincermi ad abbracciare l'Islam.


la ikraha fi-d-din...

256. Non c'è costrizione nella religione. La retta via ben si distingue dall'errore. Chi dunque rifiuta l'idolo e crede in Allah, si aggrappa all'impugnatura più salda senza rischio di cedimenti. Allah è audiente, sapiente.

Non abbiamo l'obbligo di convincerti ma di presentarti la realtà, la vera faccia dell'Islam.
Il termine persuasione può portare a pensare male.. Di solito si utlizza quel termine quando ci si riferisce a qualcuno che cerca di "persuadere" (cioè di convincere con ogni mezzo, anche con qualche "sporco" giochetto se necessario) l'altro a fare cio che si vorrebbe fargli fare. Capisci bene che questa è pura manipolazione! Ma l'Islam non è Persuasione.
Il convincimento è una conseguenza dell' indagine della realtà; non è necessario "ingannare o manipolare" la mente dell'altro.

Allah swt dice semplicemente di mostrare l'Islam, così com'è, perchè "La retta via ben si distingue dall'errore.." La scelta aspetta all'altro, è l'altro che dopo avere ragionato e pensato decide che cosa fare: Nella religione non vi è costrizione.

Karuna
Citazione:
Al contrario i miei precetti mi suggeriscono di non adoperarmi per convertire alcuno alla mia religione.


Come ribadito prima, noi non cerchiamo di convertire.. Cerchiamo solo di trasmettere la realtà delle cose.
Ad esempio, è mio dovere dirti che l'Islam è il vero Messaggio universale, quello destinato a tutti. Ti posso invitare a studiarlo e fare domande se non capisci..
Ti posso presentare dei versi del Corano ecc.. insomma, il mio dovere si ferma qui.
Piu di questo non posso fare altro.

Sura 21
45. Di': “Non faccio altro che avvertirvi con la Rivelazione”. Ma i sordi non odono il richiamo quando li si avverte.


Ora sta a te la decisione; indagare.. o classificare l'islam come assurda religione senza nemmeno averla studiata..

Ormai la massa è abituata a ragionare in questo modo, sotto forma di pregiudizi. Allah swt, nel Corano, ci propone continuamente delle metafore per dimostrarci che molti non capiscono non perchè non riescono ma, semplicemente, perchè non vogliono capire.

Sura 22
46. Non percorrono dunque la terra? Non hanno cuori per capire e orecchi per sentire? Ché in verità non sono gli occhi ad essere ciechi, ma sono ciechi i cuori nei loro petti.

Karuna
Citazione:
Mi sono ritrovata di recente in una situazione molto imbarazzante.
Una donna cristiana cattolica si è rivolta a me per conoscere il buddhismo poiché affermava di desiderare di diventare buddhista.
Era molto insistente. La faccenda si è protratta per un certo tempo che a me è sembrato interminabile.
Quando finalmente ha mostrato di poter recedere dal suo proposito è stato un vero sollievo.

scusa ma non ho capito che intendi dire.. Perchè non hai aiutato la donna?


"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".


I musulmani rispettano molto bene questa regola.

Karuna
Citazione:
Capisco, ma partendo da questo presupposto è molto difficile parlare di una possibilità di dialogo.

Cosa intendi per dialogo?

Pace su chi segue la Retta guida.
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 6:06 pm    Oggetto: Rispondi citando

esatto, io intendevo che abbiamo l'obblico di esportela, saremo puniti se non lo faremo, nel senso se una persona mi viene chiedere informazioni sull'islam io ho l'obbligo di parlartene, non di obbligarti a convertirti capito?se tu distogli una persona dalla conoscenza della tua fede, ciò vuol dire che nemmeno tu sei convinta della tua religione e non vuoi farla conoscere agli altri, per noi l'Islam è l'unica vera religione accettata da Allah, non abbiamo alcun dubbio, alora perchè dovremmo distogliere una persona dal salvarsi l'anima?

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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 7:43 pm    Oggetto: Rispondi citando

@baia

Buonasera Baia,

mi perdonerete se evito i quote, faccio sempre gran pasticci con i quote e me la cavo molto meglio con le virgolette.

"Il termine persuasione può portare a pensare male"


Credo che quando è possibile sia meglio evitare di pensar male.
La "non persuasione" è una conquista della nostra consapevolezza, una qualità da coltivare e sviluppare.
Non sempre chi persuade è pienamente consapevole e padrone di ciò che fa, non sempre è sufficiente l'intenzione, e non sempre le nostre emozioni sono tutte al posto giusto. Occorre impegnarsi con costanza per raggiungere, conservare e custodire il nostro miglior equilibrio interno.
Quindi son cose di cui si può parlare e che si possono chiarire ma senza dover pensare male.




1.

"Il convincimento è una conseguenza dell' indagine della realtà; non è necessario "ingannare o manipolare" la mente dell'altro."


2.
<< "conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

"I musulmani rispettano molto bene questa regola" >>



Siamo riusciti a scoprire e ritagliare un piccolo terreno comune, dunque.
Ecco, questo è ciò che intendo per dialogo, scoprire cosa abbiamo in comune.

"Le cose sulle quali non c’è accordo,
poniamole da parte.
Riguardo alle cose sulle quali
c’è concordia,
lasciamo che i saggi le rammentino,
le discutano ed esaminino.”
(da un discorso del Buddha storico)


Può darsi che troveremo, anzi, sicuramente, troveremo, anche differenze non perfettamente conciliabili. Ma contineremo a rispettarci in virtù di quanto ci accomuna.


-----------------------------

<<è mio dovere dirti che l'Islam è il vero Messaggio universale, quello destinato a tutti.>>

Accetto che tu lo dica.

Noi invece riteniamo le religioni (compresa la, anzi "le" nostre tradizioni) dei "veicoli". Non delle vie, già molti sentieri possono condurre - per esempio - in cima alla medesima montagna, ma noi consideriamo il fenomeno religioso in sé per sé un "veicolo".
A seconda di dove ci troviamo rispetto ad una meta, e secondo le nostre attitudini ed inclinazioni, ciascuno di noi sceglie il veicolo più adatto.
Inoltre posso attraversare in fiume con una zattera. Terminata la traversata però non me la continuerò a trascinare dietro sulla terra ferma.
In buona sostanza il fenomeno, l'esperienza religiosa è per noi un mezzo, uno strumento, non il fine.
Oppure è il dito che indica la luna, ma non è la luna.

Poiché gli esseri sono infinitamente diversi gli uni dagli altri, per nascita, per cultura, per esperienze particolari, per ostacoli, per periodi storici, per missione, per talenti, ciascuno può aver bisogno di metodi, strumenti, pratiche, molto diversi.

Per intenderci meglio riporto alcune parole del Dalai Lama

"Non abbiamo alcuna necessità di un'unica forma di buddhismo, proprio come il mondo non necessita di una singola religione.

Pur essendo tutti gli esseri umani uguali, ognuno di noi ha la sua storia individuale, un suo unico e particolare modo di vedere e di apprezzare le cose, oltre a specifiche inclinazioni spirituali e filosofiche.

Proprio come il mondo ha prodotto una grande varietà di cibi differenti per soddisfare le singole esigenze di diversi popoli, la varietà di religioni e di soggetti religiosi è un fatto positivo, in quanto fornisce vie adatte a un numero più vasto di praticanti spirituali."

Quindi io non potrei mai dire che il Dharma o una particolare tradizione del Dharma sia "l'unico vero messaggio destinato a tutti".

Sempre richiamandomi a chiare esposizioni del Dalai Lama, i nostri insegnanti ci insegnano ad abbandonare qualunque sentimento di superiorità religiosa.
Fra i primi precetti (consigli, suggerimenti) base che ci vengono esposti vi è quello di non offendere e non criticare le altre religioni ed abbandonare qualunque forma di pregiudizio.
A livelli di pratica molto elevati alcuni nostri maestri non solo studiano e conoscono anche tutti gli altri sistemi filosofico-religiosi orientali (che sono tanti), ma in alcuni casi anche le altre religioni.
A livelli di pratica nettamente inferiori quali il mio che ho iniziato da poco, naturalmente, viste le dimensioni dei Canoni, ci limitamo ad approfondire gli insegnamenti della scuola scelta non disdegnando però di conoscere qualcosa anche delle altre (oltre le basi comuni che già da sole portano via molto tempo).
Certamente una volta iniziato e preso impegno all'interno di una tradizione e/o scuola, dopo aver compreso che i suoi insegnamenti sono adatti a se stessi e portano frutti, è bene portare a compimento il proprio impegno.
Normalmente quando si stabilisce un legame con una religione o tradizione particolare di essa è perché vi sono delle ragioni, che noi chiamiamo "connessioni".
Anche il termine stesso "religione" per noi non ha esattamente lo stesso significato che ha nelle altre religioni, infatti una parte di praticanti, soprattutto occidentali, contesta la natura "religiosa" del Buddhadharma.
D'altronde presso di noi sono ammessi punti di vista differenti su molte cose e si discute molto.
Così anche i testi hanno per noi un valore molto diverso rispetto alle altre religioni, e i Maestri e i Buddha non sono paragonabili a ciò che può essere un "Profeta".

Per spiegarmi ancora meglio riporto ancora un dialogo del Dalai Lama con un esimio esponente di una religione teista:

<<<b>“Sua Santità, secondo lei, qual è la religione migliore?”</b>

Pensavo che avrebbe risposto: “Il buddhismo tibetano” o “Le religioni orientali molto più antiche del ...”

Il Dalai Lama si è fermato, mi ha sorriso e, guardandomi fisso negli occhi… sorprendendomi, perché sapevo che la mia domanda era maliziosa:

<b>“La religione migliore è quella che ti avvicina a Dio, è quella che fa di te un uomo migliore.”</b>

Per uscire dal mio imbarazzo, dopo una risposta così piena di saggezza, gli chiesi allora:

<b>“Che cosa ci rende migliori? “</b>

Rispose:

<b>“Tutto ciò che ti riempie di compassione, che ti rende più sensibile, più distaccato, più amabile, più umano, più responsabile, più rispettoso dell’etica.</b>

<b>La religione che farà tutto questo per te, è la religione migliore.”</b>


Sono rimasto in silenzio per un attimo.

Ero stupito, e lo sono tutt’ora, quando ripenso alla sua risposta piena di saggezza e così irrefutabile:

<b>“Amico mio, non mi interessa la tua religione e nemmeno se sei religioso o no...</b>

<b>Per me, ciò che conta è come ti comporti con gli altri, con la tua famiglia, con i tuoi colleghi, con la tua comunità e con tutti quanti.

Ricordati che l’universo è l’eco delle nostre azioni e dei nostri pensieri.”</b> >>


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<<Ora sta a te la decisione; indagare ... o classificare l'islam come assurda religione senza nemmeno averla studiata ...

Ormai la massa è abituata a ragionare in questo modo, sotto forma di pregiudizi.>>


Da ciò che ho scritto finora spero sia evidente che non la classifico come "assurda" religione. Certo non la conosco molto, nonostante ai tempi dei mio sito interreligioso ne abbia letto qualcosa.
Avevo scelto di rappresentare ciascuna presentando periodicamente un testo, ed avevo un'amica telematica musulmana, molto impegnata nel web in quel momento insieme alle sue sorelle, che sceglieva i testi per me. Fu il metodo che seguivo per tutte, ciascuno mi forniva un testo della propria religione su un argomento scelto.
Ho poi avuto due anni fa una compagna di stanza musulmana durante un ricovero in ospedale, una studiosa, laureata e specializzata che stava facendo anche studi di comparatistica con il cristianesimo.
Da qualche parte sul retro di un mio libro di buddhismo che leggevo a quel tempo devo ancora avere degli appunti di qualcosa di suo a proposito di Islam. Mi sembra che volli scrivermi i precetti fondamentali (non ricordo se sono cinque).
Volendo dire di più ne ebbi una certa simpatia in gioventù.
Mentre, infatti - e spero che potremo ritornare con serenità sul tema toccato da andrea riguardante "l'idolatria" - le icone, conoscendone i significati, non costituiscono alcun problema all'interno di una religione come il buddhismo, in quanto tendenzialmente alfateista, poiché in nessun modo rappresentano la "realtà ultima" né alcunché che abbia a che vedere con qualcosa che si possa chiamare "dio", quindi non vi è alcuna adorazione di idoli, poiché determinate realtà a nostro avviso non sono rappresentabili, non è possibile né nominarle (non nominare il nome) ne "farsi immagini" non solo fisiche ma neppure "immagini mentali", al contrario all'interno di un sistema teista come il cristianesimo hanno sempre costituito un problema per me.
Ciò che in alcuni buddhismi (anche questo termine è un neologismo come "filosofia di vita" ma ormai è stato coniato e si accetta di usarlo per comodità, benche abbiamo ragioni di contestarlo) viene significato come "divinità", al plurale, anche se la parola sembra richiamarne altre come "divino" e "dio", non sono assolutamente nulla di simile né di paragonabile.


Ho fatto un po' di digressioni, ma torno ad un punto lasciato in sospeso che è questo: una volta che ho preso un impegno all'interno di una specifica religione e tradizione, essendo stata una scelta consapevole, non potrei più recedere.


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Ecco, quello che mi piaceva, nel senso di pareva potesse essere utile per manifestare che sono possibili rapporti di serena ed amichevole convivenza del buddhismo (dei buddhismi) con le altre religioni ed anche quindi del buddhismo con l'Islam, è portare in conversazione queste considerazioni che ho già portato e forse anche qualche altra ancora, in relazioni ai vostri post.

Magari scopriamo qualche altro tratto comune.

Andrea per esempio ha toccato un punto cruciale e molto importante, cioè quello del "collegamento effettivo ad un maestro spirituale", noi ne parliamo con il termine di "trasmissione" ed è un punto fondamentale per noi.

Non ero a conoscenza di particolari riguardanti l'importanza di questo aspetto nell'Islam, ed è una delle cose lette che mi ha incuriosito ed indotto a farvi amichevole visita.



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Fra i discorsi interessanti da affrontare, un po' delicati, vi è anche quello della nostra preferenza per processi induttivi, piuttosto che deduttivi e di inferenza, ma non solo.
Il solo dubbio che mi corre è di non essere ancora sufficientemente preparata per affrontare correttamente tutti i temi che, amando la conversazione, mi potrebbe piacere confrontare/condividere :-)


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Altri piccoli terreni di dialogo che mi vengono in mente sono i precetti, credo che ne potremmo averne molti in comune.


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In proposito al vegetarianesimo, vorrei precisare che non è una caratteristica fondante del buddhismo (rientra in una serie di punti comunque spesso discussi).

Ho visto un documentario in cui veniva spiegate le regole di macellazione per l'Islam e per l'Ebraismo.
La persona che le spiegò parlò dell'importanza di ridurre il più possibile la sofferenza dell'animale (evidentemente abbiamo delle preoccupazioni in comune).
Ebbene, personalmente, se fosse possibile, quando non mi è possibile evitare di utilizzare carne nella mia alimentazione, volentieri farei ricorso alle regole del kosher ebraico o islamico, poiché tutto ciò che può ridurre la sofferenza di un essere senziente è pertinente.

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"ci propone continuamente delle metafore"

Anche la nostra letteratura ricorre di continuo alla metafora.


Sura 22
46. Non percorrono dunque la terra? Non hanno cuori per capire e orecchi per sentire? Ché in verità non sono gli occhi ad essere ciechi, ma sono ciechi i cuori nei loro petti.

Magnifica Sura!
Trova fra l'altro anche un suo corripettivo in parole di Gesù nei Vangeli.
Molto dell'impegno che ci vede dedicati alle nostre pratiche consiste nella rimozione delle "oscurazioni" mentali che ostacolano la percezione diretta della realtà così come è.


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Karuna
Citazione:
Mi sono ritrovata di recente in una situazione molto imbarazzante.
Una donna cristiana cattolica si è rivolta a me per conoscere il buddhismo poiché affermava di desiderare di diventare buddhista.
Era molto insistente. La faccenda si è protratta per un certo tempo che a me è sembrato interminabile.
Quando finalmente ha mostrato di poter recedere dal suo proposito è stato un vero sollievo.




"scusa ma non ho capito che intendi dire.. Perchè non hai aiutato la donna?"



Penso di si, con la pazienza di attendere di poter comprendere a fondo le sue motivazioni e poi mostrandole la realtà della loro infondatezza.
Se devo essere onesta non sono stata proprio molto brava perché mi sono un pochino arrabbiatella per la leggerezza.
In ogni caso è rimasta dove era e credo sia giusto rimanga.

Mi sono dilungata troppo, perdonatemi, il post di Baia è stato interessante e stimolante.

Karuna


p.s.
@Umm Hajar
(che mi accorgo che ha postato mentre scrivevo):
Ok, ora ho compreso.


L'ultima modifica di Karuna il Sab Lug 23, 2011 12:45 pm, modificato 3 volte
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 9:13 pm    Oggetto: Rispondi citando

Post scriptum:

Vedo che è successo qualcosa con le virgolettature. Sono saltate via le frasi evidenziate.
Mi spiace. Erano queste. Spero non facciate troppa fatica a riposizionarle mentalmente.
Non so come sia successo che ne compaia di ciascuna solo la parola iniziale.


1.

Il convincimento è una conseguenza dell' indagine della realtà; non è necessario "ingannare o manipolare" la mente dell'altro.


2.
"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

I musulmani rispettano molto bene questa regola


3.

ci propone continuamente delle metafore per dimostrarci .


4.
scusa ma non ho capito che intendi dire.. Perchè non hai aiutato la donna?



k.
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Umm Hajar
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MessaggioInviato: Ven Lug 22, 2011 11:33 pm    Oggetto: Rispondi citando

Karuna ha scritto:
Post scriptum:

Vedo che è successo qualcosa con le virgolettature. Sono saltate via le frasi evidenziate.
Mi spiace. Erano queste. Spero non facciate troppa fatica a riposizionarle mentalmente.
Non so come sia successo che ne compaia di ciascuna solo la parola iniziale.


1.

Il convincimento è una conseguenza dell' indagine della realtà; non è necessario "ingannare o manipolare" la mente dell'altro.

k.


Scusami , non capisco, perhcè uno dovrebbe ingannare e manipolare, non capisco in che contesto inserisci nell'Islam questa frase, spiegati meglio...noi non inganniamo ne manipoliamo, ingannare una persona significa farle credere una cosa per un altra, noi esponiamo La Verità cosi com'è perchè credere essere La sola e unica verità e l'unica strada che porti alla salvezza. Non è ammesso il discorso che tutte le religioni portano alla salvezza. per cui come si può ingannare spiegando qualcosa in cui si crede e la si da per certa. E manipolare poi, che mente diabolica può avere una persona che cerca di manipolare la mente di un altro, piuttosto direi farle capire con gentilezza e dovute prove qual'è la verità.Attenzione non intendevo dire che ci hai dato dei manipolatori o ingannatori, solo non riesco a collegare questa frase nel contesto in cui parli.


Karuna ha scritto:
Post scriptum:

2.
"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

I musulmani rispettano molto bene questa regola

k.



Ma noi cerchiamo di persuadere le persone a seguire la Giusta Via, e cerchiamo di dissuaderle dal fare il male, ciò che è considerato haram o peccato nell'Islam, per cui ripeto che è un dover per noi fare da'wa, cioè diffondere la parola di Allah il più possibile, e far capire con l'aiuto di Dio la Verità.Ma tutto ciò con gentilezza e modi.

Karuna ha scritto:
Post scriptum:

3.

ci propone continuamente delle metafore per dimostrarci .

k.


Allah swt ci ha dato una infinità di metafore ed esempi nel Corano e nella Sunnah per farci capire molte cose, perchè sono il modo in cui arriva il messaggio più in fretta alla mente della persona.

Karuna ha scritto:
Post scriptum:

4.
scusa ma non ho capito che intendi dire.. Perchè non hai aiutato la donna?

k.


Qui non so che dirti..non possiamo dirti che dovevi parlare alla donna del Buddhismo, dato che non crediamo in esso, faremmo peccato aincoraggiarti a diffondere una religione che non è accettata da Allah l'altissimo, però possiamo incoraggiarti se ti va a conoscere meglio l'Islam e chiarire gli aspetti che non ti sono chiari, l'Islam è la religione di tutti non solo di pochi eletti...La pace su chi segue la retta via

k.[/quote]

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Karuna
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MessaggioInviato: Sab Lug 23, 2011 10:26 am    Oggetto: Rispondi citando

Buon Giorno Umm Ajar,

quanto ho postato il mio penultimo post, invece di quotare Baia, ho posto tra virgolette le parti del suo discorso che volevo porre in evidenza ed a cui rispondevo e le ho poi messe in corsivo.

Una volta postato mi sono accorta che, non so per quale motivo, il sistema me le ha - è il caso di dire - sistematicamente, tagliate.

Poiché non ho opzioni per rettificare il mio post, ho dovuto almeno ripostare le frasi intere.

Temo che questo abbia creato un po' di confusione.

Riguardo alla "persuasione" credo le considerazioni di Baia e le mie risposte ad esse, esauriscano sufficientemente l'argomento, e dunque lo considererei concluso, se sei d'accordo.


Baia aveva scritto:

"Il termine persuasione può portare a pensare male"

Ed io ho risposto:
"Credo che quando è possibile sia meglio evitare di pensar male.
"La "non persuasione" è una conquista della nostra consapevolezza, una qualità da coltivare e sviluppare.
Non sempre chi persuade è pienamente consapevole e padrone di ciò che fa, non sempre è sufficiente l'intenzione, e non sempre le nostre emozioni sono tutte al posto giusto. Occorre impegnarsi con costanza per raggiungere, conservare e custodire il nostro miglior equilibrio interno.
Quindi son cose di cui si può parlare e che si possono chiarire ma senza dover pensare male. "




1.
Baia poi aveva scritto:

"Il convincimento è una conseguenza dell' indagine della realtà; non è necessario "ingannare o manipolare" la mente dell'altro."

2.
Riprendendo la frase di Karuna:
"conoscendo la persuasione e la dissuasione,
non persuadere e non dissuadere,
esporre solo la realtà".

Baia ha scritto:
"I musulmani rispettano molto bene questa regola "


Ed io ho risposto:
"Siamo riusciti a scoprire e ritagliare un piccolo terreno comune, dunque. "



Tu scrivi:
"non capisco in che contesto inserisci nell'Islam questa frase"

Non la ho inserita nell'Islam, infatti.
Ne ho parlato come uno fra i "consigli". per me personalmente fra i più apprezzati, del Buddha storico.

Perciò ti rispondo:
Baia è stato esauriente. L'argomento dunque è concluso.
Non solo abbiamo una regola in comune, ma anche il ritenere che "il convincimento sia conseguenza dell'indagine della realtà".

Una volta raggiunta chiarezza, andiamo oltre.




* * * * * * * * * * * * * * *




Umm Ajar scrive:

"Non è ammesso il discorso che tutte le religioni portano alla salvezza."


Se l'intervento di Baia aveva aperto una possibilità di dialogo, il tuo intervento nuovamente lo richiude.

Prendo atto.

Ma, al contrario io sono convinta che la tua religione conduca te che la hai scelta alla tua salvezza, tuttavia sono altrettanto pienamente convinta che la religione che ho scelto per me conduca me al pieno risveglio.

Per usare una metafora che ti possa aiutare a comprendere il mio punto di vista:
il principio secondo cui a fronte della medesima malattia o pericolo di essa, la stessa medicina, o vaccino, può salvare uno ma uccidere un altro è ben conosciuto, appunto, in medicina.
Questa è per me "realtà".

Pertanto, per quanto mi riguarda, ognuno deve scegliere secondo coscienza.




* * * * * * * * * * * * * * *




Quindi per chiarezza ribadisco, mi pare di averlo già espresso, che non mi è possibile e non intendo convertirmi all'Islam da un lato, dall'altro neppure convertire nessuno alla mia religione, mi sono registrata esclusivamente perché ho letto il vostro dialogo in cui si parla della mia religione, ho letto cose interessanti e corrette ed altre meno, ho letto la parola dialogo e mi sono domandata se potevate desiderare un dialogo e, magari, conoscere anche fra le cose che avete scritto a riguardo del buddhismo quali siano corrette e quali no, perché esprimere opinioni su opinioni non corrispondenti a realtà mi parrebbe una perdita di tempo.



* * * * * * * * * * * * * * *



Il dialogo è possibile solo per conoscere il terreno comune e rispettare le differenze, le diversità, le differenti scelte.

Il dialogo è possibile solo se al termine di esso tu potrai rimanere musulmano ed il potrò rimanere buddhista.

Il dialogo è utile perché conviviamo e condividiamo lo stesso universo.

Il dialogo è necessario per convivere senza prevaricarsi reciprocamente.

Il dialogo è necessario perché tutte le culture, tutti i popoli, tutte le storie, devono poter continuare a sopravvivere parimenti a tutte le altre, senza che nessuna vada estinta, senza che nessuna prevarichi l'altra, perché tutte hanno in qualche modo contribuito alla vita.


----------------------------


Che tutti gli esseri possano vivere liberi dalla sofferenza.


Karuna
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MessaggioInviato: Sab Lug 23, 2011 11:27 am    Oggetto: Rispondi citando

Buongiorno Karuna
io stavo solo ribadendo un concetto che nell'Islam è essenziale e che nessun musulmano può obiettare, cioè che nell'Islam non esise il cocetto che tutte le religioni portino al Paradiso, ovvero un musulmano non crede che un altra religione porti alla salvezza, ma solo alla dannazione eterna...La ilaha illa Allah wa anna Muhammeden Rasul Allah è l'unica via che accettiamo. Non possiamo dire , ok si tu ti senti realizzata in quel percorso allora ti salverai lo stesso...non so se mi sono spiegata bene. non è per mozzare il dialogo è semplicemente un concetto fondamentale dell'Islam, che è L'unica e Sola Verità.

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Karuna
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MessaggioInviato: Sab Lug 23, 2011 12:18 pm    Oggetto: Rispondi citando

Bene, quindi il dialogo è impossibile.

Mi domando allora la ragione dell'apertura di un thread sul buddhismo.
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MessaggioInviato: Sab Lug 23, 2011 1:23 pm    Oggetto: Rispondi citando

Salve Karuna

Citazione:
Credo che quando è possibile sia meglio evitare di pensar male.
La "non persuasione" è una conquista della nostra consapevolezza, una qualità da coltivare e sviluppare.
Non sempre chi persuade è pienamente consapevole e padrone di ciò che fa, non sempre è sufficiente l'intenzione, e non sempre le nostre emozioni sono tutte al posto giusto. Occorre impegnarsi con costanza per raggiungere, conservare e custodire il nostro miglior equilibrio interno.
Quindi son cose di cui si può parlare e che si possono chiarire ma senza dover pensare male.


Sono d'accordo con te. Come ho ribadito prima, il concetto di "manipolazione", al fine del convincimento, è un concetto che ritengo assolutamente sbagliato.
Quello che ho cercato di farti capire però, è che l'Islam non ha bisogno di "persuadere"; il musulmano che cerca di trasmettere il Messaggio, rende semplicemente conto di una realtà, evidente sotto ogni punto di vista.
Che 1 cosa + 1 cosa, facciano 2 cose, è evidente, non ha bisogno di "persuasione". Le emozioni in questo caso non c'entrano nulla. Siamo tutti dotati di intelletto e capacità di discernere il vero dal falso.

Allah swt non punisce chi non è in grado di fare..ma chi non vuole fare. Egli L'Altissimo, infatti, dice nel Corano:

Sura2
286. Allah non impone a nessun'anima al di là delle sue capacità. Quello che ognuno avrà guadagnato sarà a suo favore e ciò che avrà demeritato sarà a suo danno. “Signore, non ci punire per le nostre dimenticanze e i nostri sbagli. Signore, non caricarci di un peso grave come quello che imponesti a coloro che furono prima di noi. Signore, non imporci ciò per cui non abbiamo la forza. Assolvici, perdonaci, abbi misericordia di noi. Tu sei il nostro patrono, dacci la vittoria sui miscredenti.”

Citazione:

Siamo riusciti a scoprire e ritagliare un piccolo terreno comune, dunque.
Ecco, questo è ciò che intendo per dialogo, scoprire cosa abbiamo in comune.

"Le cose sulle quali non c’è accordo,
poniamole da parte.
Riguardo alle cose sulle quali
c’è concordia,
lasciamo che i saggi le rammentino,
le discutano ed esaminino.”
(da un discorso del Buddha storico)


Può darsi che troveremo, anzi, sicuramente, troveremo, anche differenze non perfettamente conciliabili. Ma contineremo a rispettarci in virtù di quanto ci accomuna.


Sicuramente troveremo delle cose in comune. L'islam non è una religione "nuova". L'Islam (che significa sottomissione-pace) è la Religione di tutti i profeti (pace su di loro). E' la Religione professata da Adamo as, Noe as, Mose as ecc Erano tutte persone sottomesse all'unico Dio.
Il nostro amato Profeta (pace e benedizione su di lui) non ha introdotto una nuova divinità..

Quello che sto cercando di dirti, è che il fatto di trovare elementi comuni tra le due dottrine, non meraviglia il Musulmano; Allah swt, nel Nobile Corano, ci dice chiaramente che ogni popolo ha avuto un suo messaggero..

Se la dottrina Buddista dice che l'anima è eterna.. Noi musulmani non ci meravigliamo affatto di questa cosa, perchè sappiamo che è una verità contenuta anche nel Corano; possiamo benissimo ipotizzare che il Budda, in qualche modo, sia entrato a contatto con il Messaggio..

Circa le discordanza inconciliabili invece, ciò di cui non sappiamo nulla ci asteniamo dal commentare, mentre, cio che chiaramente entra in contrasto con il Corano e la Sunna lo rigettiamo, in virtù di una conseguenza e non di un pregiudizio.

Citazione:
Accetto che tu lo dica.

Noi invece riteniamo le religioni (compresa la, anzi "le" nostre tradizioni) dei "veicoli". Non delle vie, già molti sentieri possono condurre - per esempio - in cima alla medesima montagna, ma noi consideriamo il fenomeno religioso in sé per sé un "veicolo".
A seconda di dove ci troviamo rispetto ad una meta, e secondo le nostre attitudini ed inclinazioni, ciascuno di noi sceglie il veicolo più adatto.
Inoltre posso attraversare in fiume con una zattera. Terminata la traversata però non me la continuerò a trascinare dietro sulla terra ferma.
In buona sostanza il fenomeno, l'esperienza religiosa è per noi un mezzo, uno strumento, non il fine.
Oppure è il dito che indica la luna, ma non è la luna.


Forse non ho capito bene cosa intendi.

Però ti posso dire che,per quanto mi riguarda, non sono "religioso" perchè il mio fine è quello di essere religioso..
Sono religioso, faccio determinate cose quali la preghiera, il digiuno ecc non perchè in esso trovo il mio fine..

In altre parole, quando prego, non mi compiaccio perchè faccio determinati movimenti piuttosto che altri (veicoli) ma mi compiaccio perchè so di compiacere Allah swt. So che sono stato creato per adorare Allah swt , allora quello è il mio fine..

Tuttavia ci sono modi e modi per raggiundere questo fine, è questo il punto; perchè vi sono tanti modi ? qual è quello giusto?


Citazione:
Per intenderci meglio riporto alcune parole del Dalai Lama

"Non abbiamo alcuna necessità di un'unica forma di buddhismo, proprio come il mondo non necessita di una singola religione.


Queste sono parole di un uomo che la pensa in una determinata maniera..
Ma chi ci dice che quella sia la realtà delle cose?

In sostanza, scusa la mia ignoranza, i buddisti credono nell'esistenza di un Dio?

Citazione:
Pur essendo tutti gli esseri umani uguali, ognuno di noi ha la sua storia individuale, un suo unico e particolare modo di vedere e di apprezzare le cose, oltre a specifiche inclinazioni spirituali e filosofiche.

sicuramente, ma ci sono cose che non sono influenzate da questi aspetti..
1+1=2 non dipende affatto dal particolare modo di vedere ecc

Citazione:
Fra i primi precetti (consigli, suggerimenti) base che ci vengono esposti vi è quello di non offendere e non criticare le altre religioni ed abbandonare qualunque forma di pregiudizio.


Perfetto e anche qui ci troviamo d'accordo. Le metafore che il Corano ci propone, sono molto chiare, il Pregiudizio, l'arroganza sono tra i peccati piu gravi.
Tuttavia, se ti dico che "l'Islam è la Religione destinata a tutti", vuol dire che vi sono delle prove oggettive che lo dimostrano.
Molti in questo forum sono ritornati all'islam proprio perchè in esso vi hanno trovato quella verità assente nelle altre religioni.


Citazione:
<<“Sua Santità, secondo lei, qual è la religione migliore?”

Pensavo che avrebbe risposto: “Il buddhismo tibetano” o “Le religioni orientali molto più antiche del ...”

Il Dalai Lama si è fermato, mi ha sorriso e, guardandomi fisso negli occhi… sorprendendomi, perché sapevo che la mia domanda era maliziosa:

“La religione migliore è quella che ti avvicina a Dio, è quella che fa di te un uomo migliore.”

Per uscire dal mio imbarazzo, dopo una risposta così piena di saggezza, gli chiesi allora:


Con tutto il rispetto, però, secondo me, la domanda del ragazzo non ha senso..
Non esiste una religione "migliore".. ma quella giusta, quella accettata dal nostro creatore. Credo che non sia l'uomo che debba fare la religione, ma è la religione che deve fare l'uomo.

Citazione:
“Tutto ciò che ti riempie di compassione, che ti rende più sensibile, più distaccato, più amabile, più umano, più responsabile, più rispettoso dell’etica.

La religione che farà tutto questo per te, è la religione migliore.”


A questo punto dovremmo definire cosa sia il bene e cosa sia il male cosa sia l'etica e cosa vuole dire essere più umano..

Ti scrivo il link di un tread molto interessante circa:
La natura del bene e del male e la ragione umana

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Citazione:
Ho fatto un po' di digressioni, ma torno ad un punto lasciato in sospeso che è questo: una volta che ho preso un impegno all'interno di una specifica religione e tradizione, essendo stata una scelta consapevole, non potrei più recedere.


Per quale motivo non puoi più recedere? cioè, se facendo una cosa scopri di sbagliare non ti correggi?
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