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In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso Dì, "Egli, Allah è Unico, Allah è l'Assoluto. Non ha generato, non è stato generato e nessuno è eguale a Lui". (Corano 112, 1-4)
 
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Immigrazione: Le vostre considerazioni?

 
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Inviato: Ven Feb 23, 2018 4:29 am    Oggetto: Ads

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othman
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MessaggioInviato: Mer Apr 29, 2015 9:32 pm    Oggetto: Immigrazione: Le vostre considerazioni? Rispondi citando

Salam aleikum , cosa ne pensate di questa considerazione? :
Proclama all’occidente del presidente algerino Houari Boumediene nel 1974 dal podio delle Nazioni Unite:

“'Un giorno milioni di uomini lasceranno l'emisfero sud per fare irruzione nell'emisfero nord. E non in modo amichevole.
Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. E' il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria”
.
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Sufi Aqa
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MessaggioInviato: Gio Apr 30, 2015 3:03 am    Oggetto: Re: Le vostre considerazioni? Baraka allahu fikum Rispondi citando

othman ha scritto:
Salam aleikum , cosa ne pensate di questa considerazione? :
Proclama all’occidente del presidente algerino Houari Boumediene nel 1974 dal podio delle Nazioni Unite:

“'Un giorno milioni di uomini lasceranno l'emisfero sud per fare irruzione nell'emisfero nord. E non in modo amichevole.
Verranno per conquistarlo, e lo conquisteranno popolandolo con i loro figli. E' il ventre delle nostre donne che ci darà la vittoria”
.



Non conosco il contesto di quelle parole; Boumediene era Musulmano o nazionalista/socialista?
Ovverosia, di quale vittoria e conquista sta parlando, quella dell'Islam, o quella del terzomondismo o di una particolare etnia, o motivata da una particolare vendetta?

E' una questione etnica, o di Din?

Detto questo, se vogliamo parlare di questa irruzione dell'immigrazione in "occidente", ebbene, direi che i risultati finora - da un punto di vista islamico - sono difficilmente incoraggianti, e la "conquista", semmai, sta avvendendo nell'altra direzione!

Quanti di questi presunti "conquistatori" finiscono invece per venire "conquistati", masticati ed inghiottiti nel sistema che si pretenderebbe di "conquistare"?..

A vedere la condizione di tanti, troppi che arrivano nella mitica "Uruba", ed a vedere ancora di più la condizione dei loro figli, e quella dei loro nipoti, c'è da temere che tra qualche decennio - se le cose andranno avanti così - di questa "irruzione" non resterà che un po' di mescolamento etnico, qualche coppia mista in più, molti "nuovi italiani" con nonni proveniente da paesi più o meno lontani e qualche tratto fisico più o meno "esotico", e niente più..

Qual'è il beneficio per l'Islam ed i Musulmani nell'iniettare semplicemente un po' di esotismo o qualche tonalità di pelle più esotica tra gli europei, se del Din non resta nulla?

Qual'è il beneficio per l'Islam ed i Musulmani di far crescere generazioni in un sistema che ci tollera sempre meno e ci reprime sempre di più?

Qual'è il beneficio per l'Islam ed i Musulmani di togliere energie e forze ai paesi Musulmani, perpetuando così il mito dell'Occidente Superiore, così superiore che val la pena rischiare la vita attraversando mari e monti pur di andarci (come in buona parte dei casi) a fare la fame e venire umiliati?

Qual'è il beneficio nel consegnare generazioni alla riddah - esplicita o meno che sia-?

Sono domande che dobbiamo farci.


Ed ora, una carrellata di copia-incolla da altri thread:

Mi rendo conto che toccare questo argomento significhi toccare dei nervi scoperti, per due motivi principalmente:

1. La presenza della stragrande maggioranza dei Musulmani in Italia è dovuta, di fatto, all'immigrazione: o in prima persona, o dei loro genitori che li hanno fatti poi nascere qui.
Avere dei pareri critici su alcuni aspetti di questo fenomeno può perciò essere vissuto da alcuni di questi fratelli come un attacco alle loro scelte o a quelle dei loro genitori.

2. A livello politico, i partiti anti-immigrazione sono quelli apertamente anti-islamici, mentre quelli che difendono alcuni diritti dei Musulmani, sono quelli "pro"-immigrazione.
Per cui, si è un po' restii ad esprimere giudizi che possano sembrare di "portare l'acqua al mulino" di quelle stesse persone che vorrebbero l'Islam scomparire da questo paese, e, di fatto, dal mondo intero.

Già solo questi due aspetti rendono evidente quanto sia delicato discutere questo argomento, per il rischio o di far offendere altri fratelli e sorelle, o di dare l'impressione di portare l'acqua al mulino della Lega Nord.

Vorrei chiarire sin dal principio che non è mia intenzione né una cosa né l'altra; al contrario, vorrei solo sollecitare la nostra attenzione su alcuni aspetti di questo fenomeno da un punto di vista islamico ed "accademico", e non politico-ideologico.

Anche perchè, come italiano, non sono contrario all'immigrazione.

E' proprio come Musulmano che ho certe remore su alcuni fenomeni ad essa collegati, vediamo quali (in ordine sparso):

1. Innanzitutto, guardiamo i cinque punti in cui Shaykh al-Islam Mufti Taqi Usmani Sahab ha classificato le varie possibili motivazioni che spingano un Musulmano ad emigrare in un paese non-Musulmano (ed in base alle quali, cambia la regola di tale migrazione), e della cui classificazione quanto segue è un mero riassunto e traduzione parziale:

a. Essere costretti dalle circostanze (essere perseguitati nel proprio paese d'origine, vedersi le proprie proprietà confiscate, etc.), e non vedere alcuna altra possibilità oltre ad emigrare: in tal caso è permesso senza alcuna karaha, finché egli abbia l'intenzione di proteggere la sua fede e tenersi al riparo dal male diffuso che si trova nel luogo di destinazione.

b. Essere costretti dalla propria situazione finanziaria e non avere altre alternative: anche in tal caso è permesso senza alcuna karaha se ci sono le stesse condizioni del punto a..

c. Per fare da`wah ai non-Musulmani, per illustrare le regole dell'Islam ai Musulmani e per incoraggiarli a restare saldi sulla retta Via: in tal caso è fonte di ricompensa.

d. Se una persona ha sufficienti mezzi di sussistenza a sua disposizione nel suo paese d'origine per poter vivere negli standard medi della sua gente, ma emigra per innalzare i propri standard di vita e condurre una vita di lusso e comfort, allora una tale emigrazione ha almeno qualche grado di karahah (reprensibilità), poiché tale persona si sta gettando in una tempesta di male e sta mettendo a rischio la sua fede e la sua moralità senza che ve ne sia alcuna necessità: l'esperienza dimostra che coloro che si stabiliscono in paesi non-Musulmani in cerca di lusso e comfort diminuiscono nel loro ritegno religioso di fronte alle molte tentazioni del male.

e. Se una persona emigra in un paese non-Musulmano soltanto per aumentare il proprio rango nella società, come questione di orgoglio, o in preferenza ad una nazionalità Musulmana, o in imitazione dei kuffar, allora tutto ciò è haram senza eccezione.

E si veda pure questa fatwa di Mufti Muhammad Sajjad:


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Alla luce di questo, è chiaro che non si può esprimere un giudizio univoco sull'immigrazione come solo permessa o solo proibita: non è tutto bianco o nero.

Ma guardiamoci negli occhi, e proviamo a fare un calcolo onesto ed obiettivo di quali siano le percentuali che rientrano in questi casi:

In a e b rientra solo una minoranza fatta di profughi di guerra, rifugiati politici, poveri e disperati che non hanno davvero altre alternative. E di questi, sono ancora meno coloro che rispondono alle condizioni di avere l'intenzione di proteggere la loro fede e tenersi lontano dai mali diffusi.

In c, è compreso un numero ancora minore: sarei positivamente stupito se arrivassero ad un centinaio in tutta Italia.

La stragrande maggioranza rientra invece proprio nei casi d ed e, si sta parlando quindi di migrazioni che hanno come minimo qualche grado di karahat ("d."), o che sono assolutamente haram ("e."):
-persone che al loro paese non muoiono di fame ma emigrano con l'intenzione di lavorare qualche anno in "Italia" per fare soldi e poi tornare al paese e farsi la villetta e la macchina e/o aprirsi un'attività (è questo il profilo più numeroso),
-persone che arrivano attratte dai bagliori dell'"Occidente" e sognano di diventare come i kuffar,
-o persone che rientrano nei casi a e b ma non hanno alcuna preoccupazione di proteggere il loro Din e tenersi lontani dal male.

Chiunque abbia una conoscenza un minimo approfondita delle dinamiche migratorie da un punto di vista teorico e delle storie personali di molti "immigrati", sa che le cose stanno così.

2. L'educazione dei figli.
Anche nei rari casi in cui la famiglia originaria riesca a mantenere il Din nelle proprie vite e mantenga una vita lontana dall'haram (comprese non solo le abitudini quotidiane, ma anche le fonti di sussistenza, la pratica quotidiana del Din, etc.), la situazione generale dell'educazione dei figli è troppo spesso disastrosa, sia perchè molto spesso non viene investita una sufficiente attenzione nell'educazione dei figli (con qualche lodevole e benedetta eccezione, certamente), sia, soprattutto, per il potenziale di acculturazione enorme messo in campo dalla scuola, dai media e dalle mode, e dalle pressioni di assimilazione originate dai coetanei, dagli amici non-Musulmani, dalla società nel suo complesso, etc., e tutto ciò ha spesso effetti anche nelle famiglie in cui viene investito molto nell'educazione religiosa dei figli.

Bisogna ammettere che far crescere i propri figli in una società non-Musulmana significa esporli a rischi elevatissimi (se non vengono prese serie misure al riguardo):
-di allontanamento dalla pratica religiosa, come "minimo" (e non è affatto poco),
-di influenza di idee e concetti anti-islamici mischiati a concetti islamici, con il risultato di cadere nell'eterodossia e nell'innovazione.
-di riddah, apostasia vera e propria, nel peggiore dei casi, purtroppo esistente e di fronte ai nostri occhi, non solo in casi famosi ed eclatanti, ma nelle vite quotidiane di centinaia, migliaia di persone che di fatto o esplicitamente, hanno abbandonato l'Islam su influenza e pressione della società circostante.

    la Terra è di Allah e gli stati con tutti i loro confini sono una costruzione dell'uomo ed io sono totalmente contraria all'esistenza dei confini.


Certo, ma qui non parliamo dei confini degli Stati-nazione: più ancora che di nazioni, parliamo di società, ed il discorso riguarda l'abbandonare una società Musulmana per una società non-Musulmana: in genere la differenza c'è eccome, nonostante la retorica moderna sul "villaggio globale".

Che poi in alcuni paesi non-Musulmani si possa praticare il Din molto meglio e con maggiore libertà e sicurezza di certi paesi a maggioranza Musulmana, è assolutamente vero, ma questo è un altro discorso, che insha'Allah affronterò più tardi nell'altro thread: Londra e l'Islam -

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Il fatto è che non è affatto vero che ogni posto in cui vivere sia assolutamente uguale: anche se la distinzione tra Darul Islam e Darul Kufr/Darul Harb oggi non è così facile (anche a seconda dalle diverse definizioni esistenti nella giurisprudenza di tali termini) resta il fatto che ci siano paesi in cui praticare il Din sia più facile che in altri, in cui ci sono rischi maggiori, o in cui addirittura non è possibile mettere in pratica aspetti essenziali del proprio Din (ed in tal caso diventa obbligatoria l'hijrah verso un luogo in cui il proprio Din sia al sicuro).

    Allah sophana wa tala ha detto che nessuno si presenterà al Suo giudizio senza avere ricevuto il Suo messaggio, e se oggi i musulmani sono sparsi nel mondo ed hanno fatto moschee da per tutto, c'è una ragione divina perchè tutti gli uomini devono sapere dell'esistenza dell'islam e tutti sono liberi di scegliere se inseguire questa vita o seguire la religione di Dio e nessuno potrà dire "non sapevo nulla dell'islam".


Allah utilizza anche i miscredenti per i suoi piani, ma ciò non vuol dire automaticamente che se il risultato è buono, anche il mezzo diventa lecito..
Non esiste nell'Islam il concetto per cui il fine giustifica qualsiasi mezzo, altrimenti, potremmo dire, ad esempio, che fidanzarsi e fare zina con una ragazza buddhista che poi dopo trent'anni diventa Musulmana, sia "lecito", perchè il risultato è positivo..

Al di là dei risultati, che sono in mano ad Allah, dobbiamo valutare separatamente i mezzi, questo è un principio chiave.

    la fede del musulmano può essere in pericolo in occidente come lo è in pericolo nel suo paese, come abbiamo già detto in un altro thred, non esiste più un paese veramente musulmano, per cui il musulmano può praticare la sua religione dove ritiene meglio per lui e la sua famiglia senza perdere la propria identità di musulmano e se invece c'è qualche pericolo è meglio andare altrove.


Ecco, formulato così sono assolutamente d'accordo.
Difatti, non è questione di paese Musulmano o paese non-Musulmano, perchè è molto più facile praticare il Din in certe zone del Canada che in Tunisia.

Ma resta il fatto che ciò non significa automaticamente che non ci siano rischi a migrare in un paese non-Musulmano, e che ciò sia sempre lecito senza reprensibilità: ogni caso va' valutato separatamente, in base:
-alla situazione nel paese d'origine,
-alla situazione nel paese di destinazione,
-alle ragioni della migrazione, e
-alle misure prese nel paese di destinazione per preservare il proprio Din e per l'educazione dei propri figli.

Sulla base di questo, è anche possibile che migrare (seguiamo i quattro punti di cui sopra):
-da un paese Musulmano in cui si sia perseguitati per il proprio Iman,
-ad un paese non-Musulmano che lasci ampia libertà ai Musulmani,
-con l'intenzione di mettere in salvo il proprio Din e fare da`wah nel paese di destinazione,
-in cui i propri figli studieranno in una madrasah od in una scuola islamica,
Può essere non solo permesso, ma addirittura necessario (wajib)!

Come può esserlo anche migrare da un paese non-Musulmano ad uno Musulmano, o da uno Musulmano ad un'altro Musulmano, o, ancora, da uno non-Musulmano ad un'altro non-Musulmano, in base alle rispettive situazioni.

Ripeto, dipende tutto dalla propria intenzione e dal motivo per cui si emigra, dalla situazione nel paese di partenza ed in quello di destinazione, e dalle misure che intendono prendersi per preservare il proprio Din e quello dei propri figli e familiari.

Alla luce di questo, poi, i paesi possono essere a maggioranza musulmana, buddhista, o cristiana: dipende.

In questo thread si parlava però nello specifico del migrare in Italia, e la situazione qui è problematica da diversi punti di vista, e di giorno in giorno sta diventano sempre peggio.

Se si parla di Canada, Sudafrica o Regno Unito, allora è tutto un altro discorso [questo l'avevo scritto qualche anno fa, ora la situazione è cambiata..].

    Giorno dopo giorno le comunità musulmane in occidente crescono, al hamdulillah, e questo deve essere la fierezza per tutti noi, ed abbiamo ancora tanto lavoro da fare, inshallah, anche se troveremo tante difficoltà ed ostacoli, non dobbiamo tornare in dietro, a qualsiasi costo, inshallah.


Beh, perchè no?
Dipende da cosa succede: se diventasse impossibile stabilire il Din nelle proprie vite, diventerebbe obbligatorio emigrare, se non si vuole fare la fine dei Musulmani in Andalusia, e a chi non lo facesse potrebbe essere riferita l'ayah:

إِنَّ الَّذِينَ تَوَفَّاهُمُ الْمَلاَئِكَةُ ظَالِمِي أَنفُسِهِمْ قَالُوا فِيمَ كُنتُمْ قَالُوا كُنَّا مُسْتَضْعَفِينَ فِي الأَرْضِ قَالُوا أَلَمْ تَكُنْ أَرْضُ اللَّهِ وَاسِعَة ً فَتُهَاجِرُوا فِيهَا فَأُوْلَائِكَ مَأْوَاهُمْ جَهَنَّمُ وَسَاءَتْ مَصِيرا

"Gli angeli, quando faranno morire coloro che furono ingiusti nei loro stessi confronti, diranno: “Qual era la vostra condizione?”. Risponderanno: “Siamo stati oppressi sulla terra”. [Allora gli angeli] diranno: “La terra di Allah non era abbastanza vasta da permettervi di emigrare?”. Ecco coloro che avranno l'Inferno per dimora. Qual tristo rifugio." - Sacro Qur'an, IV, 97.

Tafsir dal "Ma`ariful Qur'an" di Mufti Shafi Usmani (rahimahullah):

Verses 97 - 100: Translation and Commentary -

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Wa Allahu Ta`ala a`lam
".
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E dall'altra parte, gli sforzi delle maggiori organizzazioni islamiche si concentrano di fatto praticamente solo su questo: ai convegni della "sezione giovanile" si parla solo di sociologia, "integrazione", "seconde generazioni", "nuovi italiani", "diritti di cittadinanza", "dialogo interculturale", "Costituzione", etc.... e l'Islam?!
Ancora; sul sito della maggiore organizzazione islamica in Italia è più comune trovare annunci su nuovi decreti per i permessi di soggiorno che informazioni di dottrina islamica, e così via.
Per tutti questi motivi un caro fratello parlava di "partito degli immigrati" - quando trovo che l'identificare la nostra "questione islamica" con la "questione immigrazione" sia sbagliato sotto tutti gli aspetti e sia un tradimento innanzitutto della natura universale dell'Islam.

"Ma il nostro non è e non deve essere il "partito degli immigrati"!

Se la fine che devono fare i "fratelli con il foglio di soggiorno" è quella di cedere alle sirene dell'assimilazione e della riddah, diventando tante "Suad Sbai" e "Ruby", preferirei piuttosto che l'Italia espellesse tutti i Musulmani - Musulmani italiani compresi: almeno sarebbe coerente (non ipocrita nel riempirsi la bocca di "diritti" ma nel negarli nella pratica), noi Musulmani sapremmo esplicitamente cosa aspettarci, e molti Musulmani sarebbero protetti dalla fitnah causata dal vivere in un paese Musulmano senza prendere alcuna "precauzione", e guardandomi attorno, vedo che sono davvero pochi a preoccuparsi di proteggere il loro Din e quello delle loro famiglie
".
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"riguardo all'immigrazione ed ai permessi di soggiorno, ripeto: quanto ciò va' a favore dell'Islam, e quanto invece vada - "paradossalmente" - contro, se le politiche assimilazioniste sono forti?

Per farti un esempio che ci tocca meno e quindi possiamo comprendere meglio, se la Francia - che vieta il "velo", obbliga alla laicità ed al secolarismo, etc. - espellesse tutti i Musulmani dai suoi confini, per i Musulmani che vi abitano, sarebbe solo un bene, ed eviterebbero il rischio di apostasie a migliaia per via dell'influenza delle ideologie del kufr
.
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Per non parlare - poi - del fatto che anche da parte nostra, l'esempio che diamo troppo spesso è tutt'altro che positivo; di nuovo da un altro thread:

"Mi sembra purtroppo evidente che tante persone vengono portate a farsi idee molto negative dell'Islam sulla base del comportamento criminale, immorale, disonesto e vergognoso di pochi/alcuni/qualche/tanti (non importa fare percentuali) che vengono identificati come "Musulmani" sulla base del loro paese di origine (anche se poi magari hanno abbandonato l'Islam o se ne fregano del tutto).

Basta farsi un giro nel centro delle più grandi città per capire di cosa sto parlando.

Ed è davvero paradossale che le persone che dovrebbero fornire un esempio luminoso di comportamento onesto ed integerrimo finiscano invece per gettar fango sulla loro religione di origine, anche in base alle banali generalizzazioni di chi non riesce a distinguere tra chi l'Islam lo vive e lo mette effettivamente in pratica, da chi semplicemente ha un "nome islamico" e dei genitori o nonni Musulmani.

Purtroppo molti italiani e non, gli unici "Musulmani" in carne ed ossa che conoscono sono gli spacciatori da cui acquistano la droga, o i venditori nei minimarket da cui comprano vino e birra a prezzi stracciati, o quelli che incontrano a ciondolarsi ubriachi in mezzo alla strada ad importunare la gente, o chi ci prova con le loro donne/figlie/sorelle, etc. etc.; certamente non è un bell'esempio né un aiuto alla da`wah.

Non credo ci sia nulla di cui offendersi nel notare questo dato di fatto, né da interpretarlo come un manifesto razzista (nessuno ha parlato di "razze superiori") o anti-immigrazione
".
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"Purtroppo ho notato che il contesto politico italiano ci porta ad affrontare certe questioni non puramente in base alle regole della nostra religione, ma come se dovessimo essere il "partito degli immigrati".

Ovverosia, il fatto che i partiti più apertamente impegnati nella propaganda anti-islamica ed in leggi che vorrebbero colpire i Musulmani (ostacolando la costruzione di moschee, cercando di proibire l'uso del niqab, etc.) sono i partiti più contrari all'immigrazione; ed inoltre, il fatto la grande maggioranza della popolazione islamica in Italia sia composta da stranieri immigrati in questo paese, spingono talvolta a schierarsi "sensa se e senza ma" a favore dell'immigrazione, anche quando ciò in alcuni casi può costituire un peccato per chi sta emigrando, anche in quei casi in cui ciò sarà un grave azzardo per il suo Din ed iman e soprattutto quello dei sui figli, anche se in alcuni casi il comportamento e le azioni di quelle persone contribuiranno ad allontanare molti non-Musulmani (sia italiani che altri stranieri non-Musulmani) dall'Islam.

Invece, non dobbiamo abbandonarci a prese di posizione emotive, e dobbiamo analizzare ogni questione dal punto di vista della Legge Islamica.

Personalmente, a me interessa poco della questione dell'immigrazione di per sé. Anche perché sono convinto che i flussi migratori dipendano anche dal contesto socio-economico: se c'è crisi economica, i flussi diminuiscono automaticamente e si dirigono altrove, quindi non si pone più di tanto la questione di "egoismo" economico.

E' invece una questione prettamente legata al Din, e fosse per me, vedrei con favore la deportazione immediata di tutti i Musulmani stranieri che si macchino di gravi reati (col risultato di gettare una cattiva luce sulla loro religione), per il bene di loro stessi e dell'immagine dell'Islam in questo paese; per il resto, invece, frontiere aperte per chi venga per fare da`wah, portare apporto islamico ed aumentare la popolazione Musulmana, etc.

Quindi non c'entra nulla né il nazionalismo, né il razzismo; non parlo in quanto "italiano" ma semplicemente in quanto Musulmano, spero sia ovvio ed evidente.

    E tenendo anche conto che, a dire il vero, di immigrati per necessità francamente non ricordo di averne conosciuti.
    Chi viene per soldi, cioè quasi tutti, non è quasi mai in condizioni di fame nera nel suo paese


Questo è ovvio, perché altrimenti non avrebbe nemmeno avuto i soldi necessari al viaggio fin qui (e si parla spesso di migliaia di euro).
Non che questo in sé sia un problema: se un Musulmano va in un paese con l'intenzione di guadagnare dei soldi in modo lecito ed onesto e avendo cura del suo Din, non compie un crimine.
Questo solo per dire che la storia della "fame" è raramente vera (se non per chi viene da paesi come la Somalia o come rifugiato politico da paesi in guerra).

    Poi ci sono tante ottime eccezioni. Ci sono tanti fratelli magari venuti per questi motivi poco nobili ma che ora hanno cambiato la direzione della loro vita e si dedicano, almeno in parte, all'invito all'Islam, alla conduzione sincera delle moschee, eccetera o che quantomeno vivono qui da praticanti senza compromettersi ed educando le loro famiglie al meglio.
    Anche per questo ci vorrebbe una "scrematura", andando via una massa che porta spesso più danno per sé stessa e per gli altri che altro, i bravi musulmani sarebbero più visibili e la gente avrebbe davanti esempi più positivi in šā’ Allāh.


Quoto!

    Ma nessuno ha mai negato che esistono fratelli di questo tipo, l'ho detto chiaramente anch'io che ci sono ma con la differenza che non ho nessuna intenzione di dire che sono in tanti o in pochi, e non ho nessuna intenzione di dire che fanno bene ad emigrare o male, proprio perchè non so cosa farei io se mi trovassi nelle condizioni di non poter mantenere la mia famiglia, penso che è troppo facile esprimere un parere finchè abbiamo qualcuno che ci mantiene o finchè abbiamo un lavoro e possiamo mantenere le nostre famiglie. E non conoscendo la storia di ciascuno di loro, non posso semplicemente basarmi sulla mia immaginazione per esprimere un giudizio sulla loro emigrazione.


Ci sono due punti:

1. Il primo è quello dell'emigrazione in sé, che va' considerato in base alle regole dell'Islam, che dipendono in molti casi proprio dalle intenzioni di chi sta emigrando. Proprio perché non conosciamo le intenzioni di ogni singola persona, non possiamo dire molto su questo (anche se alcuni casi sono piuttosto evidenti; ad esempio chi, appena arrivato in Italia, si ferma ad ubriacarsi per strada è evidente che non è venuto qui per invitare altri popoli all'Islam).

2. Il secondo è quello del comportamento tenuto una volta emigrati, che è ciò di cui stavamo parlando principalmente.

Io non ho alcun problema a vedere tante facce "straniere" per strada, né sono minimamente ossessionato dal "miscuglio delle razze" o chissà che altro.
E la criminalità, è normale che sia presente in tutti i popoli.
Quello che non sopporto è vedere alcune persone che i non-Musulmani identificano come "Musulmani" soltanto per la loro origine (ed a prescindere dalle loro effettive credenze) comportarsi in maniera indecente e criminale dando una cattiva immagine dell'Islam.

Poi, il thread è stato originato da una discussione su presunte "necessità lavorative" che giustificherebbero avere un lavoro illecito, ed a questo riguardo, possiamo dire per esperienza sia io che Yusuf (che conosciamo centinaia di fratelli delle più diverse origini) che sono ben poche le persone che vivono in situazioni di necessità tali da rientrare in quei casi di necessità o che rischiano di morire di fame; non mi sembra che riconoscere ciò sia offensivo.

    Aurangzeb 'Umarzai è vero che al giorno d'oggi nessuno guarda alla bellezza dell'islam ma solo alla negatività, citando solo esempi brutti, omicidi, integralisti, (che poi con l'islam tutto questo non ha niente a che vedere) ma non avete mai pensato che molta gente miscredente prenda tutto come una scusa? Scusate perchè dovrei fare la "fatica" di comprendere e di informarmi riguardo l'islam e i musulmani, fare differenza su chi fa bene e chi no, quando io posso fare quello che voglio,dove voglio e quando voglio? non è meglio dire che ognuno ha la sua cultura e che quella che ti lascia libero è meglio? Penso che la maggior parte della gente oggi abbia capito che l'islam non c'entra nulla con gli stupri e le violenze, ma ormai è una moda attaccare questa religione. E si finisce per far passare il messaggio più negativo dell'Islam.


Anche questo è senz'altro vero!

Ma il fatto è che a prescindere da tutto e tutti, noi Musulmani dovremmo comunque comportarci rettamente innanzitutto per noi stessi e per amore ed obbedienza a Dio, oltre che per non fornire pretesti per mettere in cattiva luce la nostra religione.
".
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N.B.: Spero sia chiaro che non è un discorso "contro gli immigrati", bensì un discorso sulla nostra natura e la nostra missione in questo paese. E anche per quanto riguarda gli "immigrati", sto parlando solo di coloro che non si preoccupano di offrire un'educazione islamica ai loro figli né di proteggere la loro educazione e non si pongono il problema di trasmettere la loro religione e proteggerli dalle fitan innanzitutto ideologiche con cui si trovano quotidianamente a che fare.


Sì, sarò pessimista, ma ne ho viste troppe di famiglie che della religione semplicemente se ne fregano, e l'unica cosa che gli importa sono i soldi; i figli li lasciano crescere senza porsi domande e senza preoccupazioni (anche se dopo qualche mese/anno di contatti con compagni di classe e professori e relative pressioni assimilazioniste - e privi delle necessarie "corazze conoscitive" che avrebbero dovuto acquisire a casa - finiscono a volte persino per fare apostasia), cercando di tirar su "ingegneri" e "dottori".. Ed ogni ragazzo o ragazza che vedo col nome Musulmano (o già più manco quello) ma il cui unico collegamento con l'Islam era il fatto che lo fosse - se va' bene - uno dei suoi due genitori, o dei suoi nonni, è una ferita.


Leggevo un paio di giorni fa delle pagine da un libro che trattava la storia di schiavi Musulmani in Italia tra il Quattrocento ed il Settecento; i tempi erano diversi, le spinte differenti; quelli che riuscivano a tornare in Dar al-Islam erano pochi; gli altri, condannati a venire entro breve assimilati nella società.
Ecco, tanti dei presunti immigrati "conquistatori" di oggi mi ricordano purtroppo quegli schiavi. Con una differenza, però. Quegli schiavi erano stati portati qui a forza; i "conquistatori" di oggi invece rischiano spesso persino la vita pur di venire qui.
I risultati, troppo spesso, sono analoghi.


Rimando anche ai seguenti thread:

Immigrazione/Hijrah... -

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Londra e l'Islam -

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Dawa o educazione dei figli? Hijra? -

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Infine, questo tema si collega con altri due che volevo discutere da tempo:
-Islam, la "destra" e la "sinistra".
-Islam, universalità ed esotismi.

In sha' Allah spero di aver l'occasione ed il tempo di buttare giù qualcosa al riguardo prossimamente..

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